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Il paziente che si sottopone all’intervento chirurgico deve essere seguito : prima dell’operazione , durante

l’operazione e dopo l’operazione con estrema professionalità , ossia le cose non devono mai essere lasciate
al caso .Nel periodo preoperatorio ,un giorno prima o alcune ore prima , è compito dell’infermiere
occuparsi dell’assistito nella preparazione psicologica , fisica , della preparazione dell’intestino , igienica ed
eventualmente del cateterismo vescicale, diciamo eventualmente perché in molti dei casi il cateterismo va
inserito durante l’intervento chirurgico .

Preparazione psicologica consiste nell’accogliere il paziente , far sentire al paziente la sua presenza , questo
però senza esagerare perché altrimenti si cade in quello che è il paradosso e che può essere patologico per
l’infermiere che va sotto il nome di BURN OUT cioè quando uno si immedesima troppo nella patologia di un
individuo e finisce anche lui per diventare un paziente psichiatrico . Ovviamente è importante dare
indicazioni reali sulle condizioni del paziente , non bisogna mai minimizzare la cosa perché se la
minimizziamo è sbagliato perché se succede la complicanza ( addirittura la morte ) e allora poi ci sono dei
problemi che oggi possono essere anche di ordine medico legale (perché prima esisteva il mansionario oggi
invece l’infermiere è PROFESSIONISTA perché sulla cartella infermieristica c’è la firma dell’infermiere il
quale si assume tutte le RESPONSABILITA’) .

La preparazione fisica si basa ovviamente sulla valutazione delle condizioni generali , sull’alimentazione ,
sulle terapie specifiche , sulla ginnastica degli arti inferiori , procedure di cui si occupa l’infermiere e questo
è importante per l’ottima riuscita dell’intervento chirurgico .

Un intervento chirurgico sia in anestesia totale che locale , l’alimentazione va ovviamente sospesa non
perché uno non può stare a stomaco vuoto ma per la reattività dell’anestesia e si potrebbe avere situazioni
di vomito e quindi un soggetto sedato o anestetizzato e quindi può soffocare , perché il materiale enterico
passa nelle vie respiratorie e la complicanza più banale può essere una polmonite abgestiv mentre se si
hanno complicanze maggiori il paziente può morire . Oggi giorno c’è un protocollo chirurgico e
infermieristico dove i solidi vengono sospesi 10-12 ore prime , mentre i liquidi 4 ore prima . L’intestino deve
essere pulito soprattutto per interventi sull’intestino , in passato si utilizzavano i clisteri , oggi si usano i
purganti osmotici sono sostanze che richiamano acqua nell’intestino e richiamando acqua vanno ad
eliminare i prodotti presenti nell’intestino .Qualche volta quando non si è potuto utilizzare i purganti
osmotici si usano i lassativi , la dieta , i clisteri o l’irrigazione dell’intero intestino che si può fare o con il
sondino nasogastrico o intraoperatoriamente attraverso il lume dell appendice quando noi pensiamo che la
pulizia non sia soddisfacente . La preparazione igienica è di competenza infermieristica : è indispensabile
eliminare particelle di scorie , tricotomia , cellule desquamate .

La tricotomia è una procedura che riguarda anche la prevenzione delle infezione chirurgiche , e si effettua ,
quando i peli interferiscono con la sede da operare , immediatamente prima dell’intervento chirurgico ,
generalmente deve essere fatta nella presala operatoria e con il tricotomo elettrico e lametta monouso ,
bisogna che si trattino acne ecc … perché possono contenera batteri come gli stafilococchi che sono la
prima causa dell’infezione del sito chirurigico .

La cateterizzazione vescicale normalmente si preferisce mettere il catetere nella sala operatoria , perché
essendo una procedura fastidiosa e anche dolorosa è meglio metterlo mentre il paziente dorme ancora
(importante ricordare è che il cateterismo vescicale è una procedura sterile ).

Al momento dell’intervento chirurgico il paziente viene portato nella sala operatoria dell’infermiere del
reparto , il quale lo consegna all’infermiere di sala operatoria , questo passaggio è molto importante perché
qualora il paziente cade la responsabilità è dell’infermiere che non l’ha accompagnato . Nella sala
operatoria c’è un percorso pulito e uno sporco e normalmente gli infermieri devono conoscerla .
Nella sala operatoria abbiamo : infermiere strumentista , infermiere di sala e infermiere anestesista .

L’infermiere anestesista non è altro che quella figura che accompagna l’anestesista nel mettere gli elettrodi
, prendere la vena , fare i farmaci ecc e anche questa figura insieme a quella strumentista qua non ESISTE .
Le uniche figure che ci sono : infermiere di sala , caposala , chirurgo e oss .

L’infermiere di anestesia è a sua volta distinto in : infermiere per l’anestesia locale e infermiere per
anestesia generale .

Nell’anestesia generale si ha l’ipnosi ,l’amnesia e poi c’è un ‘assenza completa della perdita dei riflessi per
questo l’infermiere di sala deve stare attento a controllare se il paziente è posizionato per bene sul tavolo
da operazione in modo tale che non ci siano rischi per il paziente .

A seconda dell’intervento che deve subire il paziente , questo viene fissato sul tavolo operatorio .

L’infermiere addetto all’anestesia locale deve stare attento a prevenire le reazioni avverse all’anestesia
locale , ossia quel anestesia che blocca gli impulsi nervosi (blocca il dolore) .

L’infermiere strumentista dopo il chirurgo è una delle figure più importanti : prepara il tavolo operatorio
nella forma e con i supporti che servono per l’intervento , quindi deve conoscore l’intervento , deve
conoscere il paziente da operare , deve conoscere le esigenze del chirurgo , deve organizzare le
strumentazione , deve controllarle , deve controllare le apparecchiature , alla fine dell’intervento prima
della sutura chirurgica bisogna fare il controllo su batuffoli , ferri chirurgici , aghi chirurgici e garze , questo
controllo viene fatto dall’infermiere di sala e dallo strumentista , e se qualcosa non si trova il paziente non
viene chiuso , magari si effettua una radiografia per controllare se non è ritenuto nella cavità operata . Un
altro compito dell’infermiere di sala è quello di accogliere il paziente , controllare la cartella clinica ,
controlla che il lato operato sia segnato nel caso in cui sia stata operata una parte simmetrica (es : reni ) ,
poi trasferisce il paziente sul tavolo operatorio , posizione il cateterimo venoso ( che viene fatto sul braccio
, avambraccio o sulla mano , perché è un cateterismo transitorio ) , blocca il paziente a letto e lo posiziona ,
mette il bracciale della pressione e poi trasporta il paziente nel reparto dove lo accoglie l’infermiere di
reparto .

Nell’immediato post operatorio l’infermiere deve controllare assiduamente il paziente perché


nell’immediato post operatorio ci possono essere le alterazioni e le complicanze sia in pre sala operatoria
dove l’anestesista lo controlla e stabilisce se può risalire in reparto e sia in reparto nelle prime 24 ore . Le
complicanze immediate possono essere di tipo circolatorio e respiratorio . Quindi valutare i parametri vitali.

La prima fase che dura circa 3 giorni dove il primo giorno da contare è quello successivo alla operazione ,
bisogna avere cura del paziente , si può presentare nausea , astenia , febbre , dolore della ferita e vomito
alvo chiuso ai gas e in questa fase prevale il catabolismo tissutale (numerose modificazioni del metabolismo
glicidico, protidico e lipidico per la risposta metabolica e neuroendocrina allo stress chirurgico ).Quando un
soggetto viene sottoposto ad uno stress chirurgico risponde a questo stress attraverso una risposta neuro
endocrina e metabolica allo stress chirurgico ossia molti organi producono più ormoni o meno ormoni .

La seconda fase che va dal terzo al quarto giorno la temperatura tende a normalizzarsi , si ha l’apertura
dell’alvo prima ai gas e poi alle feci , la diuresi torna normale e i parametri ritornano alla norma .La
nutrizione del paziente chirurgico è molto importante perché altrimenti non potrebbe avvenire la terza fase
ossia la fase anabolica e se questa fase non avviene io avrò le complicanze (la più scema delle complicanze
è la non sutura mentre quella più severa è la morte del paziente ).Nel periodo post operatorio immediato
vanno controllati :

1 - Parametri e segni vitali

2 - Funzionalità cardiocircolatoria
3 - Funzionalità respiratoria

4 - Temperatura corporea

5 - Funzionalità renale e vescicale

6 - Funzionalità gastrointestinale

7 - Coagulazione del sangue

8 - Posizionamento a letto e mobilizzazione precoce

9 - Sorveglianza e trattamento della ferita chirurgica

10 - Somministrazione di liquidi ed elettroliti

11 - Ripresa dell’alimentazione

12 - Fisioterapia e riabilitazione

Adesso questi punti li vediamo uno per volta :

PARAMETRI E SEGNI VITALI :

Indicativi delle principali funzioni:

 cardiocircolatoria (polso, pressione arteriosa)

 respiratoria (frequenza e caratteristiche del respiro)

 renale (diuresi)

 neurologica (riflessi e stato di coscienza)

se non ci sono tutti questi parametri efficienti ed efficaci il paziente non può tornare in reparto ma deve
stare sotto controllo perché alcune di questi parametri possono dipendere dalla complicanza
dell’intervento e principalmente dal mancato smaltimento dell’anestesia generale .

FUNZIONALITA’ CARDIOCIRCOLATORIA

 Dopo tutti gli interventi: PA e polso

 Nei pazienti emodinamicamente instabili è necessario aggiungere: controllo dell’ECG, della


pressione venosa centrale (PVC) e della pressione arteriosa (sistemica e/o polmonare) mediante
catetere

PVC: determinata mediante un catetere, la cui punta è situata a livello della vena cava superiore o dell’atrio
destro ( TRA 0 O 4 )

PA: misurata mediante un catetere inserito in un’arteria periferica accessibile alla puntura percutanea

PA polmonare: misurata mediante il catetere di Swan-Ganz inserito in arteria polmonare o in esofago

FUNZIONALITA’ RESPIRATORIA

Nel postoperatorio : insufficienza respiratoria


per

-depressione del SNC da parte degli anestetici;

-depressione dei muscoli respiratori da parte dei miorilassanti;

-ostruzione parziale delle vie aeree causate dalla lingua o dalla mandibola che bloccano l’aria
faringea, dall’eccessiva secrezione di muco o dall’edema faringeo post-intubazione.

Bisogna controllare anche le caratteristiche del respiro

Condizioni fisiologiche: i movimenti respiratori si compiono in modo ritmico alla frequenza di 16-26
atti al minuto nell’adulto (nel bambino fino a 40 atti al minuto), con espansione simmetrica dei due
emitoraci.

Rientramenti espiratori: In condizioni patologiche possono essere visibili al giugulo, negli spazi
sopraclaveari, all’epigastrio, negli spazi intercostali (si osservano nei casi di ostacolo al passaggio
dell’area attraverso le vie aeree - stenosi laringee o tracheo-bronchiali - e di diminuita capacità
aspirante degli alveoli - enfisema polmonare -).

BRADIPNEA

Diminuizione degli atti respiratori

TACHIPNEA

Accellerazione degli atti respiratori

DISPNEA

Respiro difficile

TEMPERATURA CORPOREA

 In un decorso regolare il controllo deve essere effettuato almeno 2 o 3 volte al giorno (alle 8 e alle
20)

 Se compaiono segni di ipertermia è necessario misurare con una frequenza maggiore la


temperatura (almeno ogni 6 h: 6 / 12 / 18 / 24)

Per febbre si intende un aumento della temperatura corporea al di sopra dei 37,5 °C , ipertermia è un
aumento della temperatura al di sopra dei 40°C .

Abbiamo una febbre remittente e intermittente.

intermittente : quando aumenta e poi scende dopo i 37

remittente : quando aumenta e non scende mai dopo i 37

In base alla febbre possiamo capire se c’è un infezione ecc …

FUNZIONE RENALE E VESCICALE

L a controlliamo attraverso la diuresi e le analisi da laboratorio ,anche se la diuresi può essere un po’
ridotta. Come facciamo a renderci conto se il paziente non urina bene ? perché se ha il catetere nella busta
ci saranno 200 cc invece di 800 o 1000 , oppure perché gli esami di laboratorio sono alterati come la
creatinina , azotemia . Quindi andiamo a vedere tutti i parametri . L’acqua al paziente la diamo con le
glucosate e non con la fisiologia perché contiene Sali che trattengono l’acqua .
FUNZIONALITA’ GASTROINTESTINALE

Possiamo posizionare un sondino naso gastrico che serve per la nutrizione e per prevelevare i succhi gastrici
dallo stomaco per evitare il vomito ,ovviamente oltre ad evitare questo ci fa capire anche che materiale c’è.

Infine ripresa delle funzione fisiologiche , quindi peristalsi ( che si sente con il fonendoscopio) .

COAGULAZIONE DEL SANGUE

Nel paziente chirurgico si possono avere complicanze dal fatto che il paziente o coagula troppo o coagula
poco . Nel caso in cui coagula poco bene noi lo troviamo nelle urine , oppure fuoriesce dalla ferita , oppure
nel drenaggio e per sapere se coagula bene controlliamo le analisi controllando i fattori della coagulazione .
Il fatto opposto è quando il paziente all’improvviso coagula troppo , che si chiama CID , in questa
condizione il paziente coagula troppo e poi invece dove c’è una ferita sanguina .

Tempo di protrombina (PT) o tempo di Quick

Tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT)

Prodotti della degradazione della fibrinogeno (FDP)

CON QUESTI CAPIAMO LA COAGULAZIONE DEL PAZIENTE .

Molto importante conoscere la coagulazione del paziente perché oggi ci sono dei pazienti che fanno una
terapia anticoagulante e quindi bisogna informarci sui farmaci che prendono i pazienti , e magari questi
pazienti devono sospenderli e prendere l’eparina a basso peso molecolare .

Quindi in poche parole l’infermiere deve conoscere il suo paziente !!!!

POSIZIONE A LETTO e MOBILAZZAZIONE

Far assumere una posizione che diminuisca il rischio di stasi venosa e di trombosi degli arti inferiori, di
atelettasia polmonare e di piaghe da decubito.

 Invitare il paziente vigile e cosciente a cambiare ripetutamente posizione ed a muovere gli arti
inferiori.

 Nel paziente non collaborante: mobilizzazione passiva, alternando sui due fianchi il decubito.
Sollevare lo schienale del letto di 45°-50° per facilitare la respirazione ed i piedi di 15°-20° per
favorire il ritorno venoso.

Una trombosi puo’ provocare un’ embolia polmonare conseguenza di trombi che si spostano .

SORVEGLIANZA E TRATTAMENTO DELLA FERITA CHIRURGICA E DEI DRENAGGI

L’infermiere di reparto deve controllare la ferita chirurgica che a meno che le calze non si spostino o siano
sporche non va medicata prima dei 3 giorni , perché la ferita medicata in sala operatoria è sicuramente
sterile , quindi se noi la togliamo dopo un giorno rischiamo di essere noi la causa dell’infezione . Poi
l’infermiere controlla il drenaggio e controlliamo se funziona e controlliamo che materiale ci sta (sangue ,
materiale enterico , materiale lattescente ecc…. ) .

FISTOLA : è una comunicazione anomala tra due organi cavi dove uno è generalmente l’intestino .
Controllo della ferita: la medicazione sterile non deve essere rimossa per i primi tre giorni, salvo comparsa
di evidente sanguinamento.

In 4^-5^giornata si sostituisce la medicazione, disinfettando con soluzione antisettica e riapplicando una


nuova medicazione sterile.

In 7^-8^ giornata si rinnova la medicazione, togliendo una parte dei punti di sutura. I rimanenti punti di
sutura vengono asportati in 10^ giornata ed il paziente può successivamente lavarsi.

SOMMINISTRAZIONE DI LIQUIDI ED ELETROLITI

Le alterazioni del volume di acqua dell’organismo e/o dei vari elettroliti danno luogo a varie sindromi da
squilibrio idroelettrolitico:

- disidratazione ipertonica; ipotonica; isotonica;

- iperidratazione ipertonica; ipotonica; isotonica;

- alterazioni degli elettroliti (es. ipo- o ipernatriemia; ipo- iperkaliemia);

Manifestazioni cliniche della deplezione idrica sono: ipotensione, polso piccolo e frequente, anelasticità dei
tegumenti, mucose asciutte, astenia, oliguria.

Polso piccolo e frequente ( perché il cuore pompa più velocemente ).

Il bilancio idrico dell’organismo dipende dall’equilibrio delle entrate e delle uscite.

Entrate giornaliere: circa 2400 ml, di cui circa 2000 ml introdotti coi cibi e con le bevande e circa 400 di
acqua endogena.

Perdite: con le feci (circa 300 ml/die), con la perspiratio insensibilis =RESPIRO (circa 600 - 800 ml/die)
attraverso le urine (circa 1-1,5 l/die) , sudore .

DISIDRATAZIONE IPERTONICA

Scarsa introduzione od abnorme eliminazione di acqua attraverso i vari emuntori (ostacolata ingestione di
acqua, assenza del senso della sete, perdita di liquidi attraverso i polmoni o attraverso la cute,
gastroenterite).

Deplezione sodica è modesta, l’idropenia è rilevante ed induce notevoli alterazioni del quadro biologico.

Sintomatologia: sete intensa, mucose della cavità orale asciutte.

La quantità di urine è scarsa.

Trattamento: somministrazione di acqua per os o per vena.

Per determinare la quantità di liquidi da infondere:


DISIDRATAZIONE IPOTONICA

Deplezione sodica superiore a quella idrica.

Da vomito e diarrea protratta con abbondante perdita di sodio

(stenosi pilorica, occlusione intestinale, fistole enteriche o

sudorazione profusa).

Sintomatologia: ipotensione, vasocostrizione periferica, astenia,

cefalea, nausea, convulsioni fino ad arrivare al coma.

Si somministra acqua e Na+

DISIDRATAZIONE ISOTONICA

Perdita di liquidi attraverso il tubo gastroenterico; acqua ed elettroliti si equivalgono.

Sintomatologia: ipotensione arteriosa fino allo shock ipovolemico.

Trattamento: reintegro delle perdite la cui composizione è simile al liquido extracellulare (plasma
expanders).

Che cos’è lo shock ?

Perdita dei sensi , della conoscenza .

La causa è l’assenza di ossigeno al cervello

Lo shock è uno squilibrio tra il contenente ( sono i vasi ) e il contenuto ( sangue ) . Def GROSSOLANA

Lo shock è un’insufficienza acuta di circolo che tende all’irreversibilità .

Esiste un punto nello shock in cui io non riesco a tornare indietro quindi qualsiasi cosa faccio al paziente
quest’ultimo muore ,e questo punto è la morte del microcircolo (punto di fusione tra arteriole e venule ).

1 Shock anafilattico

2 Shock ipovolemico

3 Shock neurogeno

4 Shock settico

5 Shock cariogeno

6 Shock emorragico

IPERIDRATAZIONE IPERTONICA

Per somministrazione rapida ed eccessiva di soluzioni saline ipertoniche, o per un errata composizione del
bagno di dialisi, nei dializzati.
Sintomatologia: sensazione di sete sino ai disturbi del sensorio, insufficienza cardio-circolatoria ed edema
polmonare.

Trattamento: diuretici o dialisi. Il volume escreto verrà rimpiazzato con soluzione glucosata.

IPERIDRATAZIONE IPOTONICA

Ritenzione di acqua in eccesso rispetto al sodio.

Per ingestione eccessiva di acqua in soggetti con normale funzione renale, sovraccarico idrico in pazienti
con malattie che riducono il potere di diluizione urinaria (nefropatie, insufficienza cardiocircolatoria),
inappropriata secrezione di ADH.

Sintomatologia: dalla convulsione al coma.

Trattamento: richiamo di acqua nelle cellule mediante la somministrazione di soluzione saline.