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Novembre 2010 1

Lavori in corsonotizie da Progetto Sviluppo Liguria


hombres trabajando
travaux en cours
工作进展
works in progress
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Bolivia

emergenza
siccità
Novembre 2010 2

Bolivia, andata e ritorno.


Un breve bilancio di missione.

Omereque, 6 ottobre 2010


O DI
DIARSIIONE “A Pampa y Carreras in un’aula della scuola incontriamo l’intera comunità; la
lingua è il quechua - l’antico idioma degli Incas.
MIS L’accoglienza è calorosa, le espressioni intense:
i volti sono scolpiti dalla lotta per sopravvivere - un anno di siccità ogni
due o tre - alcuni masticano foglie di coca, nessuno ride...
una pazienza, un’ostinazione millenaria sembrano connaturate con questa gente. 
Vediamo le testimonianze ‘tecnologiche’ della loro lotta quotidiana
per raccogliere o portare l’acqua: un bacino di terra è completamente asciutto;
un sottile tubo di plastica fa arrivare a una cisterna semivuota un esile rivolo d’acqua
da una sorgente distante 5 km a 4.800 metri di quota.
 
A La Laguna la situazione è ancora più drammatica:
ogni giorno ci vogliono dalle 2 alle 3 ore a piedi per andare a caricare
con un asino 10-20 l d’acqua, e altrettante per tornare...
mi sembra impossibile che oggi, con la tecnologia e la ricchezza di cui disponiamo,
esistano ancora persone che - al di là di ogni altro discorso -
debbano impiegare 4-6 ore della loro giornata per avere accesso a un diritto
che a noi costa il semplice gesto di girare un rubinetto.
 
Un bambino ha sulla fronte una vistosa crosta di sangue e di terra
per una caduta del giorno precedente.
Robert - direttore dell’ICO - gli pulisce con delicatezza la ferita:
il taglio è profondo, arriva quasi all’osso.
Recupero il Citrosil e lo lascio al padre ‘raccomandandomi’ di tenere la ferita il più
pulita possibile. Il bacino di terra lì vicino è un'arida crosta di poligoni di fango
secco. Ci guardiamo in silenzio”.
Giorgio Ferroni
“Due settimane inzuppati nella bellezza struggente, assurda, di un territorio asciutto e
in movimento - tra i bassopiani orientali e la cordigliera andina - proprio come quei
popoli umiliati e disprezzati che lo abitano da sempre.
Volti, racconti, paesaggi… interiori ed esteriori: è un’altra misura della Natura e della
Storia quella che incontriamo. Persino nelle condizioni più difficili, a più di 4.000
metri, la sapienza e il lavoro millenari di questa gente scolpita dal sole e dalla fatica
riesce a ricavare il necessario per sopravvivere: Pacha Mama è sempre Terra Madre. E i
suoi figli più ‘poveri’ e più ‘antichi’ qui si organizzano e si impegnano, anche
aspramente, per costruire bien vivir: vita buona per tutti, autosufficiente e in armonia
con l’ambiente, oltre quel seme di follia che abbiamo chiamato ‘sviluppo’ ... salvo
accorgerci che manda in febbre il pianeta e lo rivolge contro noi stessi. Ancora una
volta è proprio dagli ultimi che possiamo imparare”.
Roberto Caristi

Dal 24 settembre al 9 ottobre abbiamo realizzato una prima missione in Bolivia con lo scopo di consolidare i nostri
interventi in area andina, ampliando l’esperienza che dal 2004 ci vede attivi in Ecuador con progetti di sostegno
alle persone più povere.
La missione ha avuto un esito molto positivo. La conoscenza diretta dei soggetti sociali organizzati, le visite alle
comunità rurali indigene, l’approfondimento e la verifica in loco delle proposte progettuali ricevute nei mesi scorsi
hanno confermato l’idea che la scelta della Bolivia come nuovo Paese di intervento sia fortemente coerente con il
nostro modo di intendere la cooperazione: un approccio che intende privilegiare i Paesi in cui le condizioni della
popolazione sono più precarie ma dove è possibile, al tempo stesso, accompagnare percorsi comunitari di
autorganizzazione e avviare processi di cambiamento duraturo, a livello individuale e collettivo.
Ti racconteremo con maggiori dettagli com'è andata la missione nella prossima newsletter.
Ciò che ci preme in questo momento, invece, è parlarti dell’accorata richiesta ricevuta due giorni fa da Robert
Rueda, direttore di ICO (Istituto di Formazione dell’Oriente), una delle organizzazioni non governative boliviane con
cui abbiamo iniziato a lavorare e stiamo progettando interventi strutturali nel campo della sicurezza alimentare.
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---- Original Message ----


Da: Robert Rueda - ICO
A: Progetto Sviluppo Liguria
Data: 24 novembre 2010
Oggetto: Plan de ayuda a damnificados de la sequìa

"Nel municipio di Omereque non piove da


otto mesi e le scorte idriche per il consumo
umano, agricolo e animale sono finite: si
tratta della peggiore siccità che la
popolazione ricordi.
> una vacca intrappolata nel fango di un bacino
La produzione agricola è calata del 75%. destinato alla raccolta dell’acqua, quasi
completamente secco
Chi ancora dispone di qualcosa da mangiare
lo dona a chi non ha più nulla ma si calcola
che fra 10 giorni le scorte alimentari di
nove comunità della zona saranno
terminate. Sono state consumate persino le
patate - principale alimento, insieme ai
cereali, della già povera dieta - destinate alla
semina, compromettendo così anche le
possibilità alimentari future.
Molti capi di allevamento sono già morti,
per la mancanza di cibo e acqua o perché
intrappolati nel fango dei pochi bacini non
ancora seccati: le carcasse inquinano > il 30% degli animali è morto per la mancanza
l’acqua rimasta e diventano veicoli di di acqua e cibo
malattie che nella attuali condizioni di grave
malnutrizione, soprattutto infantile, possono
diventare mortali.
Si tratta, inoltre, di una perdita economica
gravissima per le comunità poiché gli animali
rappresentano l’unica fonte di reddito per
l’acquisto delle sementi.
Molte scuole della zona sono state costrette
a sospendere l’attività didattica a causa
dell'indebolimento dei bambini che non
riescono più a percorrere a piedi le lunghe
distanze per raggiungerle.
Sono gli effetti concreti e drammatici di quel
cambiamento climatico di cui si parla
tanto."
> le ultime riserve d’acqua sono razionate
e utilizzate per consumo umano
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dove: Municipio di Omereque, Dipartimento di
Cochabamba, Valli Interandine.
clima: siccitoso, precipitazioni concentrate in 3
mesi; un anno di siccità ogni 2/3 anni.
povertà: il 77% della popolazione non ha accesso a
beni essenziali quali acqua, cibo, indumenti
e abitazione.
reddito medio pro-capite: € 0,41/giorno

Di fronte a questa drammatica situazione, il Municipio locale ha dichiarato lo


stato d’emergenza e si è impegnato a garantire quotidianamente 10 litri d’acqua
a famiglia con autobotti che attingeranno dalle parti più basse - e inquinate - dei fiumi o da pozzi aperti, e
quindi a rischio di contaminazione.
L’insufficienza di queste misure ha spinto le nove comunità indigene colpite dalla siccità a chiedere un
sostegno urgente a ICO, che da anni lavora con loro, promuovendo interventi strutturali di carattere
sociale e ambientale.
Riportiamo una delle tante lettere ricevute da Robert in questi giorni.

Pampa Grande 15-11-2010

Sig. Ing. Robert Rueda


Direttore Esecutivo ICO

[...]
Scriviamo la presente per
informarla della nostra
disperazione causata dalla
siccità, che ci impedisce di
iniziare a seminare e disporre di
acqua per il consumo delle
nostre famiglie e degli animali.
[...]
Non abbiamo più cibo.
E’ per questo che le chiediamo
qualsiasi tipo di aiuto che lei
possa ottenere.
In questa comunità siamo 17
famiglie, 90 persone,
immensamente preoccupate.
Sperando che la nostra richiesta
venga ascoltata, inviamo i nostri
saluti più cordiali.

Comunità di Pampa Grande


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ICO ci ha così inviato una piano di emergenza che prevede di:
๏ fornire prodotti alimentari di prima necessità (patate, riso, farina e mais; fagioli, pesce in scatola e
zucchero) a 117 famiglie - 705 indigeni quechua tra cui 107 bambini - per i prossimi tre mesi;
๏ promuovere, con l’arrivo delle prime piogge, interventi agricoli di ciclo breve al fine di garantire un
raccolto alle famiglie nel momento in cui si concluderà la distribuzione degli alimenti.
Come sa chi ci segue da più tempo, non siamo soliti occuparci di emergenze.
In questo caso, però, ci sentiamo di aderire alla richiesta che abbiamo ricevuto affinché le comunità che
abbiamo conosciuto in missione e con cui abbiamo condiviso momenti di intensa emozione - decidendo
insieme di avviare percorsi di cooperazione di medio-lungo periodo - riescano a superare questo momento
di estrema difficoltà.
Ci siamo così impegnati a co-finanziare il piano che ci è stato proposto, attivando immediatamente una

raccolta fondi
straordinaria
Il costo totale dell’intervento è di 27.203,00 €: per raggiungere in poco tempo questo importante obiettivo
abbiamo bisogno dell’aiuto di molte persone.
Partecipa anche tu, ricordando che una piccola somma è importante quanto un grande importo!
Ecco alcuni esempi di quello che potremo fare con la tua donazione:

€ 10,00 € 38,00 € 65,00 € 195,00

fabbisogno alimentare per fabbisogno alimentare per fabbisogno alimentare per fabbisogno alimentare per
1 bambina per 1 mese 1 mamma per 3 mesi 1 famiglia per 1 mese 1 famiglia per 3 mesi

Il periodo natalizio si avvicina e tu potresti sostituire con una donazione almeno


uno dei regali che sei solita/o fare.
Alla persona che non riceverà il tuo pacchetto invieremo, se vorrai, un biglietto Natale 2010
Cara Anna,
d’auguri in cui spiegheremo il valore della tua scelta: quel biglietto quest’anno ho
deciso
rappresenterà così il cibo, l'acqua e la possibilità di futuro che, insieme, avrete di ...
donato a un bambino, a una donna o a un uomo in Bolivia.

Puoi dare il tuo contributo con:


assegno, contanti, bonifico bancario o carta di credito (www.prosviliguria.org), indicando nella causale
“Emergenza siccità Bolivia”.
Codice IBAN: I T 0 8 I 0 6 1 7 5 0 1 4 0 0 0 0 0 0 0 5 8 5 9 8 8 0
Per informazioni:  010 2478588  prosvil.liguria@liguria.cgil.it