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Museo Regionale e Zona Archeologica

della Villa Imperiale del Casale


Le carte delle aree archeologiche
Museo Regionale e Zona Archeologica
QUESTO PROGETTO È COFINANZIATO
DALLA COMUNITÀ EUROPEA
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale

della Villa Imperiale del Casale


Le carte delle aree archeologiche

Regione Siciliana
3 La Villa Del Casale Assessorato dei Beni Culturali
e Ambientali e della Pubblica Istruzione
4 Esterni Dipartimento Regionale
Beni Culturali e Ambientali
5 Ingresso immediato esterno ed Educazione Permanente

6 Peristilio quadrangolare
7 Sala absidata detta di Orfeo
8 Palestrite
9 Dal Peristilio al Corridoio della Grande Caccia
10 Lo Xistus e il Triclinio
11 Appartamento padronale "A"
12 Appartamento padronale "B"
13 Basilica
14 Peristilio – corridoio settentrionale
15 Le terme

Museo Regionale e Zona Archeologica


della Villa Imperiale del Casale

Piazza Armerina (Enna)


Piazza Garibaldi 5
tel.: 0935/687667
fax: 0935/687362

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Villa Del Casale
Le carte delle aree archeologiche

Nel sito della sontuosa residenza oggi


nota come villa del Casale di Piazza Ar-
merina, sorgeva un insediamento rustico,
interpretato come fattoria, ma già dotato
di un impianto termale, venuto alla luce
in vari ambienti delle terme attuali della
villa.
Tale primo insediamento è databile al
primo secolo dell'era cristiana e dovette
risultare distrutto o abbandonato nel
primo decennio del IV secolo. Certa- numentale introduce dalla pars rustica Malte e de Lipari" e che rappresenta le
mente non venne ricostruita una residen- alla domus e alle thermae. parti sommitali crollate della porta mo-
za uguale alla preesistente ma una più Una simile complessa articolazione numentale di ingresso alla villa.
complessa domus, articolata nella pars conferma un uso residenziale e pubbli- Una attiva salvaguardia del monumento
dominica e nella pars rustica. co della casa che risulta successivamen- ha inizio dal 1778 a seguito delle ordi-
Tale abitazione, avente i connotati di abi- te utilizzata come dimostrano interventi nanze per la salvaguardia delle zone ar-
tazione privata con parti destinate a fun- di restauro dei mosaici, avvenuti anche cheologiche della Sicilia, mentre Saverio
zioni pubbliche, poté svilupparsi tra il in età bizantina. Landolina e il suo successore, il figlio
320 e il 350, con interventi edilizi e la Attorno e sopra la domus si sviluppa un Mario, alla carica di Regio Custode delle
realizzazione dell'apparato decorativo insediamento musulmano che verrà di- Antickta del Valdemone e del Val di
pavimentale e parietale, articolato in mo- strutto in età normanna, attorno alla se- Noto, testimoniano l'importanza del sito
saici geoetrici e figurativi a terni mitolo- conda meta del XII secolo, pur mante- attraverso atti, che già dal 1804, dispon-
gici, elogiativi, descrittivi e ricreativi e nendo un limitato villaggio ormai subor- gono vigilanza e tutela del sito.
con un complesso apparato di concrezio- dinato come casale alla città di Piazza, in Ancora nel 1808 il Console Generale del
ni in marmo in alcuni ambienti e un son- forte sviluppo e trasformazione nei siti governo britannico Robert Fagan, ottie-
tuoso pavimento marmoreo, nell'am- attuali, dopo l'abbandono dell'antico sito ne una concessione di scavo in tutto il
biente della cosiddetta basilica. del colle a sud ovest della attuale città. territorio dell'isola e svolge una campa-
La struttura distributiva della domus si Infine nel XV secolo un villaggio rustico gna di scavo nella villa. Nel 1881 sarà il
articola attorno al peristilio e all'ambula- sorgeva ancora entro l'ambito della anti- comune di Piazza Armerina ad avviare un messaggio che proviene dal passato
cro detto della "grande caccia", che con- ca dimora ma le alluvioni successive ne una campagna di scavo mentre è Paolo per la conoscenza delle culture diverse
tiene la descrizione delle cacce in Africa cancellarono la memoria. Orsi ad affidare a Rosario Carta lo scavo del mondo antico e del mediterraneo, ca-
e in Asia: a monte di questo, due appar- E' nel 1761 che vengono riferiti i primi nella villa nel 1929. Dal 1935 al 1943 è rico di tutti i problemi che la conserva-
tamenti privati, divisi dalla basilica, notevoli ritrovamenti, segno della presa datata la prosecuzione degli scavi e la ac- zione e la fruizione comportano.
luogo di funzioni pubbliche, in posizione di coscienza dell'importanza antiquaria quisizione di gran parte dei terreni che
dominante. A fianco e preceduto da un dei resti che Jean Houel disegna come darà luogo alla nascita di un mito della
portico di forma ellittica, un triclinio mo- "rovine di Gela vicino Piazza" durante il archeologia contemporanea che oggi più
numentale triabsidato; lungo i fianchi del suo viaggio in Sicilia tra il 1772 e il 1776 di 500 mila visitatori all'anno e che costi-
peristilio, appartamenti e sale delle die- e pubblicato nel terzo dei volumi del tuisce uno dei più rilevanti esempi di
tae estiva ed invernale; un ingresso mo- "Voyage Pittoresque des iles de Sicile, de musealizzazione di un sito archeologico:

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ESTERNI
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L'attuale villa di età Costantiniana


sorge sui resti di una struttura più antica,
forse distrutta dal terremoto verificatosi
tra il 306 e il 310. La nuova struttura,
forse il centro amministrativo della pars
dominica, presenta una struttura asimme-
trica e una impostazione – sia nell'im-
pianto che nelle sovrastrutture decorati-
ve- da cui traspare un largo cedimento al
"divertimento" da parte della committen-
za. L'uso come residenza estiva di un
esponente di quella aristocrazia romana
abbandonata dal suo Imperatore e quindi
alla ricerca di sempre maggiore autoaffer-
mazione spiegherebbe l'introduzione di
elementi dello spettacolo largamente pre-
senti sia nell'impianto strutturale che nel-
l'apparato decorativo ad esso in questa
logica strettamente connesso. Si consideri
che l'invasione del ludico nel privato in
ambiente senatorio ad un certo punto
diventa ossessivo e che il declinante pote-
re di Roma sembrò spegnersi gradual-
mente nell'atmosfera del gioco. Gli scavi
degli anni '50 ad opera del Gentili , l'in-
controllata e non documentata distruzio-
ne del villaggio musulmano sovrapposto,
i successivi restauri e infine la creazione
della copertura in acciaio e materiale pla-
stico, hanno portato tutti alla attuale
immagine , forse storicamente falsante,
forse eccessivamente distante dalla impo-
stazione più profondamente culturale
della originaria committenza, ma tuttavia
piena di fascino per la possibilità comun-
que di immergersi in un mondo lontano
quanto basta per profondamente estra-
niarsi dal presente.

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INGRESSO - IMMEDIATO ESTERNO
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L'ingresso originario della Villa


presentava una grande porta ad arco
attraverso la quale si accede ad un vasto
cortile, al centro del quale è posta una
fontanella quadrata, circondato da un
portico poligonale lastricato in pietra
calcarea . La porta era formata da tre
archi, le parti superiori dei quali sono
cadute sul posto , aggraziata da due
fontane mosaicate, rettangolari a sud e
semicircolari a nord. Sono presenti
larghe tracce di decorazioni parietali, sia
a semplici figure geometriche che
figurate. Fra tutte spicca un medaglione
con un busto imperiale immerso in una
trama di gialli, verdi, nero e viola, con
lo sguardo rivolto verso l'ingresso. Le
diramazioni dell'ingresso chiariscono la
duplice funzione pubblica e privata
della Villa. Da un lato si accede da un
ingresso di servizio ad una sala
biabsidata , atrio - ma forse palestra o
sphaeristerium - della zona termale,
dall'altro attraverso un vestibolo di ca.
70 mq, al grande portico quadrangolare
attorno al quale si sviluppa la vita più
privata della Villa.

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PERISTILIO QUADRANGOLARE
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L'accesso pubblico al peristilio


quadrangolare avveniva dal vestibolo
posto in asse con il Sacello dei Lari. La
pavimentazione musiva del vestibolo
sembrerebbe infatti rappresentare una
cerimonia di sacrificio ai Lares. Nella
decorazione musiva del sacello è
predominante la presenza dell'edera,
probabilmente con un generico
significato beneaugurante mentre le
pareti presentano un rivestimento plutei in muratura rivestiti di marmo e
marmoreo. Sotto il Larario è stata sormontati da delfini in marmo. Il
rinvenuta una fontana semicircolare. giardino del peristilio presenta una
Gli ambienti gravitanti attorno al grande fontana composta da tre vasche,
peristilio quadrangolare svolgono rivestita in marmo all'esterno e in
funzioni sia pubbliche che private che mosaico all'interno con bordo musivo
di servizio con le funzioni pubbliche con pesci. Al centro della vasca più
essenzialmente presenti nella parte grande è stata rinvenuta una base
meridionale e quelle private e di ottagonale in muratura con al centro
servizio nella parte settentrionale. La una fistola e una statuina marmorea,
superficie è interamente mosaicata con oggi posta sulla base ottagonale.
un disegno a quadrati con inscritti
cerchi all'interno dei quali compaiono
protomi di animali (felini, leoni,
antilopi, tori, cinghiali, cavalli selvatici
e onagri, cervi, arieti), il tutto decorato
da corone di alloro. Le pareti esterne
del percorso sono interamente
ricoperte da decorazioni pittoriche sia
geometrico che figurato con la
interessante caratteristica sul lato sud
ovest di due strati sovrapposti di
intonaco pittato. Il lato interno del
portico, verso il giardino, è delimitato
da colonne in granito e in breccia di
Settebassi. Le basi attiche e i capitelli
corinzi sono di marmo preconnesio,
alcuni databili al III e altri agli inizi del
IV sec. Fra le colonne si osservano

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SALA ABSIDATA DETTA DI ORFEO
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In questa dieta o cenatiuncula, absi-


data e colonnata, di circa 60 mq., le
pareti e la piccola fontana sono rivestite
di marmo. Nella sala è stata rinvenuta
una statua marmorea di Apollo, che cor-
risponde a quella di Diana raffigurata nel
mosaico della sala di fronte. Fra i ritrova-
menti spiccano delle laminette di pasta
vitrea celeste, che forse rivestivano la
soprastante volta o la fontana. Il mosaico
di questa sala presenta una raffigurazio-
ne di Orfeo che con la musica raccoglie
intorno a sé ogni specie di animali terre-
stri. La figura di Orfeo è raffigurata
seduta su una roccia nell'atto di suonare
una lira, all'ombra di un grande albero.
Gli animali rappresentati appartengono a
circa 50 specie diverse, disposti su regi-
stri diversi a partire dai più grandi in
basso ai più piccoli in alto, fino agli
uccelli appollaiati sui rami dell'albero.
Sono presenti anche due animali mitici,
il grifone e la fenice, nell'angolo superio-
re sinistro del mosaico. La cornice è
costituita da una ghirlanda di alloro a
cinque foglie.

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PALESTRITE
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Questa sala di circa 35 mq., verosimil-


mente facente parte delle stanza padrona-
li, presenta due strati di mosaico sovrap-
poste. Il mosaico delle ginnaste è stato
steso su un mosaico geometrico, ad indi-
care un probabile cambio di destinazione
d'uso. Esso raffigura un repertorio di gio-
chi svolti nello stadio o anche nel circo da
dieci figure femminile che indossano
subligar e stropkion, collocate su due
registri sovrapposti. Anche questa sala
presenta decorazioni parietali per tutto lo
sviluppo delle pareti, a disegni geometrici
con predominanza di rosso, nero e giallo.

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DAL PERISTILIO AL CORRIDOIO
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DELLA GRANDE CACCIA

Attraverso due scalinate, costruite


sopra il pavimento musivo, si accede al
Corridoio della Grande Caccia. Di
grande ufficialità anche per le sue
dimensioni (circa 200 piedi romani), il
corridoio presenta due absidi colonnate,
rivestimento marmoreo parietale e un
portico con intercolumnio allargato in
concomitanza con la scala centrale. Le
absidi si trovano ad un livello
leggermente più alto rispetto al grande
corridoio e sono fiancheggiate da
colonne. I capitelli delle colonne del
portico sono corinzie, databili dal II al
IV sec. L'analisi del mosaico di questo
ambiente fa emergere l'estrema
complessità di realizzazione nonché la
contemporanea presenza di diverse
maestranze di livello diverso di abilità.
La parte nord del corridoio presenta
infatti una presenza cromatica e un
numero di tessere per mq. nettamente
superiori rispetto alla parte sud. La
funzione di questo ambiente era quella
di disimpegno dei due appartamenti ai
lati della Basilica e di collegamento della
Basilica e degli appartamenti con il
Triclinio. Gli studiosi che si sono
occupati di questo mosaico sono
concordi nel vedervi raffigurata una
grande cattura di animali per i giochi
dell'anfiteatro di Roma. E' tuttavia forse
predominante più che una caccia reale,
l'idea della caccia abbinata alla leopardi, l'elefante imperiale)
rappresentazione indiretta della vastità all'indiscutibilmente immaginario (il
delle terre a disposizione dell'Impero. grifone), all'immaginario in qualche
L'apparato iconografico spazia infatti modo più reale (la rappresentazione
dall'indiscutibilmente reale (tigri, dell'India nell'abside sud).

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LO XISTUS E IL TRICLINIO
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Peristilio ovoidale, detto Xistus, e


triclinio triabsidato formano un
complesso di carattere ufficiale,
confermato oltre che dagli accessi posti
in corrispondenza del Corridoio della
Grande Caccia e dal Portico
Quadrangolare (il primo più
strettamente privato, il secondo
pubblico), anche dalla grandiosità
dell'architettura, la collocazione nella
parte pubblica della Villa, le pitture a di circa 12 mt x 12 con ingresso dal lato
grandezza naturale presenti nel portico, ovest e tre absidi colonnate sugli altri tre
il rivestimento marmoreo delle pareti e il lati. Lo splendido pavimento mosaicato
soggetto del mosaico del Triclinio. A 60 rappresenta alcuni degli avversari vinti
cm al di sotto del mosaico della parte da Ercole. Le pareti sono rivestite di
centrale del peristilio è stato rinvenuto marmo, come si conviene ad una sala
un pavimento in cocciopesto ufficiale di ricevimento. La copertura
probabilmente relativo ad un più antico delle absidi era probabilmente a catino
insediamento rustico. Al centro e ai lati mentre la parte centrale probabilmente
del cortile, di forma ellissoidale, si presentava un tetto a quattro falde.
trovano delle fontane foderate di marmo
e mosaicate all'interno. La corte
presentava un marciapiede largo circa 80
cm lastricato in pietra calcarea locale con
lastre di colore bianco aventi diversa
grandezza e forma. Il lato ovest del
portico è chiuso da un ninfeo
fiancheggiato da due colonne. In
quest'abside , che ha le stesse dimensioni
di quella fronteggiante nel Triclinio
coperto, trovano posto tre nicchie-
fontana e un capitello corinzio trovato
sul posto. Il tutto era probabilmente
coperto a catino. La sequenza ninfeo-
peristilio-tricora presenta la sequenza
architettonica più originale della Villa,
nella quale il ninfeo poteva svolgere la
funzione di triclinio estivo. Il Triclinio si
presenta come una grande sala quadrata

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APPARTAMENTO PADRONALE "A"
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Questo appartamento padronale


probabilmente destinato alla domina,
collocato a sinistra della Basilica e da
cui è diviso da un passaggio di servizio
scoperto, riprende -modificandola- la
soluzione tipologica degli ambienti
padronali a destra della Basilica. Si
tratta di una sala absidata e di un
cubicolo con alcova disimpegnati
ambedue da una anticamera di mt.
5,50x5,40 con mosaico a soggetto
teatrale-dionisiaco. Il campo centrale
raffigura Polifemo seduto su una
grande roccia, con capelli e barba
lunghi e un terzo occhio posto in
mezzo alla fronte. Le pareti presentano
una pittura (conservata per circa mt.
1,70) con zoccolo rosa, zona mediana
verde con tre ellissi rosse riempite di
verde nel tratto superiore e di celeste
nel tratto superiore. In ogni ellisse
compare una figura panneggiata. La
sala absidata è l'unica sala absidata
della villa a presentare pitture anziché
marmi alle pareti. Il mosaico
geometrico con figurazioni di frutta
farebbe pensare a un triclinium
matronale. Il cubicolo , con pareti
dipinte, presenta una alcova
rettangolare con mosaico geometrico
che include maschere teatrali, le
stagioni e il medaglione centrale con gli
amanti. L'aspetto della perennità
dell'amore (le stagioni e gli amanti)
inteso come forza dionisiaca (le
maschere) ben si adatterebbe al
dormitorium cubiculum della domina.

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APPARTAMENTO PADRONALE "B"
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Questo spazio risulta composto da


un portico semicircolare, da un cortiletto
scoperto, da una sala absidata e da due
vani con anticamera. Il cortiletto
scoperto, delimitato dal portico
semicircolare, è pavimentato con un
elegante lastricato in calcare locale di
taglio assai raffinato. Presenta una
edicola rivestita in marmo a dare
l'aspetto complessivo di un piccolo
ninfeo dal quale l'antistante aperta sala
absidata poteva apparire come una
basilica aperta sul mare, tema dominante
del mosaico del portico e della sala che
raffigurano, il primo, una pesca di
amorini , il secondo, un tiaso marino. A
sinistra del portico si trova un cubicolo
con alcova e relativa anticamera,
soluzione planimetrica presente anche
negli ambienti a destra del portico e
negli altri vani padronali a sinistra della
Basilica, all'altra estremità del Corridoio
della Grande Caccia. I mosaici di questi
ambienti richiamano un immaginario
ludico fanciullesco. Nei vani a sx del
portico è raffigurata la gara mitica fra
Eros e Pan e una caccia di animali
domestici condotta da nove fanciulli. I
pavimenti della stanza absidata e la
relativa anticamera rappresentano
bambini che gareggiano, guidando bighe
di volatili e suonando e cantando vestiti
da attori, il tutto in una atmosfera
scherzosa e domestica. Le pareti
presentano un rivestimento marmoreo
per una altezza massima di Mt. 1,20 e
decorazioni con figure umane contornate
da riquadrature rosse e lesene verdi.

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BASILICA
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L'aula , absidata e decorata da colonne
in granito rosa, è collegata al Corridoio
della Grande Caccia da quattro gradini,
in corrispondenza della "terra tra i due
mari" del mosaico, interpretata come il
porto di Roma. Il pavimento, di cui è a
noi pervenuto ben poco, è costituito da
tarsie marmoree. Anche le pareti erano
rivestite di marmo e formavano rettango-
li di varie dimensioni o rettangolo alter-
nate a lesene. Notizie di vecchi scavi par-
lano anche di mosaico parietale che
potrebbe immaginarsi al di sopra del
rivestimento marmoreo che occupava le
parti inferiori delle pareti. Al centro del-
l'abside si osserva una edicola e una
grande nicchia, dove forse trovava posto
la statua di Ercole la cui testa è stata tro- prevalentemente in alabastro si alternano
vata presso il complesso termale. L'aula, sette fasce divise a loro volta in quadrati
di ben 23,30 x 16,30 metri, presenta una e rettangolo realizzati in marmi policro-
poderosa struttura muraria contrafforta- mi e inframmezzati da lastre rettangolari
ta. Ciò farebbe pensare ad una copertura disposte nel senso della larghezza. Alcuni
a catino. Quindi una sala estremamente dei quadrati presentano una cornice ed
solenne e grandiosa dove la presenza di un pannello con cerchio iscritto. Le
Ercole poteva rimandare ad una assimi- dimensioni dei rettangoli sono variabili
lazione del dominus a Ercole vittorioso, mentre i quadrati sono tutti uguali. La
in quanto rappresentante del potere Basilica riveste un carattere di ecceziona-
imperiale. La pavimentazione in opus lità fra gli ambienti della villa sia per la
sectile presenta marmi dalla più larga decorazione marmorea del pavimento sia
provenienza dell'Impero: africano, verde, per la posizione all'interno della villa
rosso antico, porfido rosso, lumachella, stessa. La destinazione di un simile
alabastro, pavonazzetto, giallo antico, ambiente dovette essere pubblica , come
nero, verde antico, pietrasanta, grigio, risulta evidente dalla sua collocazione di
marmo scritto, cipollino. Il motivo deco- punto di arrivo di un percorso ascenden-
rativo del pavimento è disposto in senso te cui sembra essere finalizzato l'impian-
est-ovest. A otto fasce costituite da fasce to dell'asse centrale della villa.

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PERISTILIO
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CORRIDOIO SETTENTRIONALE

Questa porzione della villa era


destinata al padrone ed è costituita oltre
che da stanze strettamente private anche
da una serie di ambienti di servizio. In
questi ultimi predomina un mosaico con
motivi geometrici, di più approssimativa
realizzazione rispetto ad altri presenti
nella villa. Le pareti sono tutte affrescate,
di pregio variabile in funzione dell'uso.
A partire da ovest si trovano le stanze di
servizio di cui la prima destinata a cucina
con due stanze antistanti. Seguono una
successione di stanze private di cui la
prima con anticamera probabilmente
destinata a camera da riposo, visto il
mosaico a sfondo erotico forse
rappresentante il ratto delle Sabine o una
danza avente per soggetto il rapimento e
la seconda, sempre con anticamera, dalla
incerta destinazione visto il soggetto del
mosaico raffigurante una pesca di
amorini. Segue la sala dell'appartamento
privato che presenta una straordinaria
scena di caccia raffigurata come un
quadro di vita privato e reale. Forse una
stanza da pranzo o un hiemale
triclinium, questo ambiente di mt.
7,30x5,90 non era chiuso da una porta
ma si apre direttamente sul corridoio. Le
pareti sono coperte a fresco con figure
umane a grandezza naturale immersi in
un disegno geometrico con
predominanza di viola, verde e
rosso.Chiudono la successione di stanze
due ambienti di servizio, con mosaico
geometrico comunque di ottima fattura e
pitture parietali con figure panneggiate,
questi a metà del vero.

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LE TERME
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Dall'angolo sud-ovest del portico


quadrangolare si trova l'ingresso privato
alle terme della domus. Il mosaico, rap-
presentante probabilmente la domina
con i suoi due figli, conferisce alla stanza
un carattere eminentemente privato. La
palestra, costruita contemporaneamente
al portico quadrangolare, è un ambiente
biabsidato e colonnato rettangolare di
mt. 21,70x5,39. Il mosaico con gara nel
circo, le pitture parietali , la probabile
copertura con volta a botta e catini ter-
mali conferiscono all'ambiente un carat-
tere lussuoso e pubblico. Il mosaico,
attribuibile alla fase di costruzione della
villa, raffigura una corsa di quadrighe nel
Circo Massimo a Roma, della quale sono
rappresentati anche degli edifici sacri.
Dalla palestra si passa al frigidariium,
sala architettonicamente complessa e
funzionalmente polivalente. Intorno a
una sala ottagona si innestano sei absi-
diole, di cui due sono stanze di passaggio
e quattro apoditeri e due piscine, di cui
la più grande absidata in origine mosai-
cate e oggi rivestite di lastre di marmo. I
mosaici illustrano scene di mutatio vestis.
La sala ottagona, colonnata, è mosaicata
con scene di tiaso marino e di eroti
pescatori e le pareti sono foderate di
marmo. Dal frigidarium si passa al tiepi-
darium e ai suoi forni. Il tiepidarium è
una sala biabsidata e pilastrata di Mt.
17,30 x 4,90. Il tutto è collocato su si possono individuare personaggi diversi
suspensure realizzate sovrapponendo su sfondo bianco. Sembra che il mosaico
mattoni quadrati di cm. 20 per lato con raffigurasse diverse gare, tra le quali
una altezza media di circa 80 cm. Le l'unica identificabile è la lampadedromia
pareti sono foderate da tubuli con fori per la quale si può fare forse un collega-
laterali per una migliore diffusione del mento con il dies lampadarius.
calore tra colonna e colonna. Del pavi-
mento restano pochi frammenti nei quali

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