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IL CONTRIBUTO DEGLI ITALIANI NELLA

NASCITA DEL JAZZ E LE BANDE


MUSICALI

INTRODUZIONE

PRIMA PARTE :IL JAZZ UNA MUSICA FRA LE


BANDE MUSICALI ITALIANE E I RITI
AFRICANI

LA BATTERIA

SECONDA PARTE : NICK LA ROCCA E GLI


ORIGINAL DIXIELAND JAZZ BAND
IL CONTRIBUTO DEGLI ITALIANI
NELLA NASCITA DEL JAZZ E LE BANDE
MUSICALI

INTRODUZIONE

Tra il 1861 ed il 1985 partirono dall’Italia più di 30


milioni di emigranti . La maggioranza partì nei decenni
successivi all’Unità d’Italia , durante la cosiddetta grande
emigrazione, accolti purtroppo dagli stessi pregiudizi che
oggi noi riserviamo agli immigrati che arrivano nel
nostro paese .Gli emigrati partivano da ogni parte d’Italia
(specialmente il meridione ) e approdavano in America
attraversando il piccolo isolotto di Ellis Island principale
punto d’ingresso per gli immigrati fino al 1954 anno
della sua chiusura .Gli Italiani che approdavano in
America affrontavano un lungo viaggio spesso lo
stesso durava anche più di una settimana per i più
fortunati per altri poteva durare anche un mese,
affrontavano tutto ciò per fuggire da una situazione di
fame , povertà e disagio creati dalla guerra con la sola
speranza di trovare un lavoro , una vita migliore e per
lasciarsi alle spalle ,gli orrori della stessa guerra ,
purtroppo la vita degli emigrati italiani in America non
era piuttosto facile e per decenni siamo stati considerati
non bianchi o comunque geneticamente inferiori alla
maggioranza etnica locale, questo accadeva soprattuto ai
siciliani o meridionali in generale colpevoli di aver
esportato in America la Mafia ,infatti molti americani
cercavano di coprirsi le spalle attuando una vera e
propria politica anti-sicialina , esponendo d’avanti a
molti locali commerciali la scritta.VIETATO
L’INGRESSO AI CANI E AI SICILIANI .
PRIMA PARTE
IL JAZZ UNA MUSICA FRA LE BANDE
MUSICALI ITALIANE E I RITI AFRICANI

La banda musicale è semplicemente un complesso


musicale formato solo da strumenti musicali a fiato e a
percussione e l’assenza degli archi è compensata
dall’tilizzo dei fiati , per capire la formazione delle bande
musicali italiane bisogna che si faccia qualche passo
indietro nel tempo e ci si sposti in Francia . Molti
studiosi collocano la nascita delle bande musicali
nell’epoca della rivoluzione francese:le nuove idee
dovevano essere diffuse al più presto e la maniera più
propizia era quella di organizzare delle grosse feste, con
tanto di rappresentazioni visive e musicali; la musica si
portava dai palazzi dorati ai grandi spazi aperti ed ecco
che gli strumenti a fiato – gli strumenti sacrali per
eccellenza – diventavano il mezzo sonoro più idoneo per
proporle.In Italia le bande musicali per lo meno fino
all’unità d’Italia non furono dotate di organico
predefinito formato in gran parte da operai che
dedicavano le loro ore libere allo studio della musica
questo percorso diede vita all’odierno modello di banda
musicale dove appunto i musicisti si ritrovavano insieme
per suonare pur non essendo diplomati in
conservatorio.Le bande musicali nell’800 fungevano da
dischi o radio infatti erano usate spesse volte per
replicare un’aria di un opera famosa come per esempio il
“Va pensiero”(Quest’aria contenuta nel Nabucco è la
preghiera che gli Ebrei rivolgono per la loro Patria.
Quest’aria è stata anche l’inno per un’Italia unita e per
questo è stata proposta come Inno nazionale italiano in
molte occasioni.)

L’uso delle bande musicali era comune in tutta l’Italia e


specialmente nel meridione questo tipo di formazione ha
avuto i suoi massimi esponenti ,soprattutto in Puglia ,
Campania , Basilicata ricordiamo la banda musicale della
citta di Terlizzi ed il complesso bandistico di Cerignola
in Puglia , e la banda musicale della citta di Caserta in
Campania ed è proprio da queste citta che molti uomini
partivano per raggiungere il “nuovo mondo” portando
con se i propri strumenti musicali ed il loro repertorio
formato da walzer , polke, mazurke e tutta la trazione
bandistica italiana che è stata fondamentale per lo
sviluppo del lingaggio jazzistico .Tutta questa musica era
ascoltata da tutti i musicisti americani e spesso gli stessi
cervano di emulare lo stile musicale di un’etinia
raggruppando tutta l’armonia in un modello di sintesi
rendendolo essenziale , depurando tutte le complessità e
profondità dello stesso cercando così di renderlo
ascoltabile a tutti anche a chi non aveva una conoscenza
profonda di quel popolo. Il primo jazz è proprio nato
dalla tradizione bandistica europea e specialmente
italiana con una differenza , gli schiavi africani presenza
cospicua in America portarono con i loro strumenti a
percussione un’innovazione ritmica che si innesta molto
bene sul tessuto armonico delle bande musicali . Le
popolazioni Africane presenti in America aveano una
cultura musicale approfondità basata specialmente sulla
poliritmia (uso simultaneo di differenti ritmi contenenti
gruppi irregolari ) e sull’uso della vocalità come mezzo
espressivo , per gli africani il rapporto fra musica e
spiritualità e molto stetto ricordiamo i riti voodoo usati
per attirare spiriti “buoni” ed allontare quelli cattivi . Gli
africani arrivati in America erano spogliati di tutto ed
anche dei loro strumenti e per i loro riti erano costretti ad
usare gli strumenti a percussione della tradizione
bandistica quali la cassa ,il rullante ed i piatti l’insieme di
tutto cio ha dato vita ad un nuovo strumento musicale la
batteria .

LA BATTERIA

La batteria che nei primi anni si chiamava tap-drums è


uno strumento a percussione ottenuto grazie all’insieme
di altri strumenti a percussione che fino ad allora erano
suonati separatamente da un solo musicista nelle
marching- band . Verso la fine dell’800 sia per problemi
di spazio che per problemi economici nasce l’esigenza
che un solo musicista possa suonare contemporanemente
i vari strumenti a percussione , il primo esperimento
viene fatto con grancassa e rullante ed una tecnica che
permetteva di suonare contemporamente i due struementi
infatti allora non vi era ancora il pedale usato per suonare
la cassa , i piatti vennero aggiunti dopo come i tom
ancora più tardi vennero aggiunti il pedale per la cassa
che portava il walking ed il charleston che scandiva il 2
ed il 4 .Per iniziare a pensare la batteria come la si pensa
oggi anche se in modo molto approssimativo bisogna
aspettare gli anni 20 con Gene Krupa uno dei padri
fondatori e allo stesso tempo innovotori di questo
strumento . Tuttavia ancora oggi la tecnica base di questo
strumento viene data dallo studio dei rudimenti , i
rudimenti del tamburo e per estensione della batteria
sono cellule ritmiche di base usati nello studio delle
percussioni , ad oggi questi sono 40 come ci riporta la
Percussive Art Society , i primi rudimenti hanno avuto la
loro culla in Svizzera nei primi anni del 1700 nelle bande
militari che dopo esser passati per Francia ed Inghilterra
arrivano in America , questi erano usati appunto dalle
bande militari per scandire il ritmo di marcia (2)
Qui di sopra immagini che rappresentano la differenza fra una batteria moderna e una usata nei primi anni
del 1900

SECONDA PARTE
NICK LA ROCCA E GLI ORIGINAL DIXIELAND
JAZZ BAND
Uno dei tanti musicisti italiani che hanno fatto furtuna in
America è Nick La Rocca. Nick che in realtà si chiamava
Domimic James La Rocca è stato un musicista ,
compositore , bandleader di origine siciliana , era un
cornettista molto virtuoso ed è stato uno dei pioneri del
jazz . La Rocca ha iniziato a suonare nei vari cafè di
Chicago mettendo subito in mostra la sua tecnica e
musicalità , ma , la sua carriera ha raggiunto il culmine
con la Dixieland Jass band , la stessa era formata da
cinque musicisti fra cui un’altro italiano di nome Tony
Sbarbaro ,batterista jazz . La Dixieland Jass band ha
inciso il primo singolo in cui si avverte una sonorità più
jazz anche se la conoscenza di questa musica ancora era
molto limitata . Anche se Nick ha avuto un ruolo
importante per l’affermazione di questo genere , non è
stato l’unico certamente e comunque il jazz inziava ad
affermarsi in un’epoca che pullulava di compositori e per
chi sapeva coglierlo arrivava come una ventata d’aria
fresca , portando due importanti innovazioni la prima è
l’uso dell’improvvisazione , mentre nella musica classica
o nel Ragtime il compositore doveva eseguire con
minuziosità la musica , nel jazz si inzia ad improvvisare
seguendo logicamente le regole armoniche che ancora
tutt’oggi si studiano , la seconda innivazione è l’uso della
sincope , questa figura molto usata nel jazz è un accento
che parte sulla parte debole del brano e si sviluppa sulla
parte forte dando quel senso di destabilizzione
all’ascoltatore questo tipo di figura già era in uso nel
Ragtime infatti si iniziava a parlare di ritmo sincopato.
CRONOLOGIA CITAZIONI

Per la prima parte le informazioni sono state prese dal


sito focus , storia dell’immigrazione , da Wikipedia, dal
video storia del jazz (Documentario in 12 parti, prodotto
da Digiridoo Productions, presentato da Vito Coda
Nunziante e Massimo Nunzi, soggetto, musiche originali
e testi a cura di Massimo Nunzi, regia di di Elena
Somarè. ) e dal sito il mondo della banda musicale
nell’Italia di oggi di Fulvio Creux.

Per il paragrafo La Batteria le informazioni sono state


prese dai siti il pentagramma , suonare la batteria di
Corrado Bertonazzi e da Wikipedia

Per la seconda parte le informazioni sono state prese dal


video storia del jazz (Documentario in 12 parti, prodotto
da Digiridoo Productions, presentato da Vito Coda
Nunziante e Massimo Nunzi, soggetto, musiche originali
e testi a cura di Massimo Nunzi, regia di di Elena
Somarè.)