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L’ULTIMA POLITICA ESTERA

Le posizioni italiane tra l’89 e il 92 si inseriscono in continuità con il filo arabismo e con il
tentativo di trovare un compromesso tra le posizioni israeliani e palestinesi. vi era la volontà
di mostrarsi come alternativa alle posizioni statunitensi, con l'obiettivo di Attenuare il
radicalismo e ridurre gli ostacoli al negoziato )anche se a non si pose mai apertamente
come un polo indipendente).
in occasione dello scoppio della guerra del Golfo il governo italiano dovete scegliere tra il filo
arabismo tradizionale, La fedeltà le nazioni unite e agli Stati Uniti l'opinione pubblica opposta
all'impegno militare.
da ciò derivano due cose :
-l'appoggio al tentativo mediatico sovietico
- il timore per la radicalizzazione nel mondo arabo
alla fine il governo assunse obiezioni filo statunitensi prendendo parte alle azioni militari, ma
con poco entusiasmo
Infatti bisogna considerare che il contesto era cambiato essendo finita la guerra fredda ed
essendo rimasti solo gli Stati Uniti come superpotenza. l'Italia si vede il ruolo internazionale
soprattutto come Mediatrice con il mondo arabo.

alle questioni esterne si sovrappone la crisi interna

1. prima dell'invasione del Kuwait


volontà Di ruolo sulle questioni mediterranea.
-questione palestinese : instaura un dialogo con Arafat, sostenendolo nelle sue posizioni e
Invitando a un rifiuto totale del terrorismo ( in sintonia con le posizioni europee ). si può
considerare la politica quindi in questi punti
 evitare velleitarismi
 ricerca punti comuni
 volontà di stabilizzazione dell'area
 collaborare con gli Stati Uniti
 convocare conferenza internazionale per il dialogo
 fare pressione su Israele Perché abbandoni l'intransigenza
- Libano : ancora sconvolta dalla guerra civile l'Italia vuole spingere alla pacificazione.
ottobre 89 : conferenza di Taif (tonda ultimi rappresentanti eletti dal Libano )in cui si
concordavano i caratteri del paese dopo la pacificazione (tonda scioglimento delle Milizie
confessionali, ritiro delle truppe israeliane, esistenza di relazioni tra Damasco e Beirut )
vista come unica soluzione possibile per la pacificazione
- rapporti Israele - Arafat : l'Italia e la comunità europea muovevano spingevano verso un
dialogo costruttivo verso un compromesso. Ma le posizioni di Israele si andavano
irrigidendo. l'Italia sostiene Arafat (prima metà del 1990 chiusa parentesi.
pressione per risolvere la questione Perché temeva la radicalizzazione. si vedeva in
Arafat l'unica persona in grado di pacificare la situazione
2.guerra del Golfo e pace in Palestina (agosto - dicembre 90)
- Saddam una volta ha invaso il Kuwait propone, in cambio del proprio ritiro ,il ritiro di Israele
dai territori occupati. infatti voleva assumere agli occhi del mondo arabo il ruolo di Baluardo
e leader dell'opposizione israeliana e di colui che avrebbe risolto la crisi palestinese.
nel frattempo le nazioni unite guidate dagli Stati Uniti avevano condannato l'invasione. l'Italia
in precedenza aveva cercato di trovare una posizione mediana nei blocchi contrapposti della
guerra fredda tipicamente filo arabo. mancando la contrapposizione dei Blocchi che
inserisce totalmente nelle posizioni americane, aderendo prima alla condanna e poi alle
sanzioni economiche
-Il rapporto con i palestinesi : considerato che Saddam Hussein voleva a tirarsi la simpatia
dei popoli palestinesi presentandosi come difensore dell'islam contro israele, il problema
stava nella delegittimazione in confronti della popolazione araba di Saddam. il problema se
no striscia a causa delle posizioni prese dall’ OLP la quale non aveva condannato
assolutamente azione ma aveva invitato al dialogo e che questa costituisce costituisce
un'occasione per aprire il dialogo. la sua posizione va sempre più a radicalizzarsi, rifiutando
di Prendere parte a qualsiasi azione contro l'iraq
l'europa Cerco di sistemare i rapporti con i paesi arabi convocando una conferenza che
tuttavia non vide partecipazione e quindi fallì.
- Ricerca soluzione politica
Tentativo di esaurire la strada diplomatica alla ricerca di una soluzione. possibilmente
tramite la convocazione di una conferenza simile alla dichiarazione di intenti proveniente
dalla conferenza di Helsinki. Tuttavia negli Stati Uniti e quindi nelle Nazioni Unite si stava
anche Considerando la possibilità di prendere azioni militari. si pensava che dovesse
essere l'occasione per cominciare a risolvere le pensioni regionali. si era pronti anche a fare
delle concessioni per quanto limitate a Saddam : non si poteva concedere di trattare sotto
minaccia militare ritiro di Israele, ma si poteva concordare l'apertura delle trattative nel
momento Subito successivo al ritiro dell’ Iraq. Andreotti rileva che lo scontro militare
metterebbe pressioni sugli stati arabi locali in quanto li costringerebbe a scegliere tra
partecipare a una coalizione con Israele oppure a schierarsi a fianco dell'Iraq. ci ficca e il
mantenere un atteggiamento fermo che potrebbe sfociare in uno scontro militare.
- Ortaggi
diventano strumento di trattativa per : gli stati per ottenere il rimpatrio dei propri cittadini,
autorizza delle missioni non ufficiali di personaggi prominenti (non ufficiali perché in linea di
principio queste missioni non hanno valore diplomatico )punto Saddam approfitta di questi
personaggi attraverso l'accordo che lui concentra il rimpatrio degli ostaggi, in cambio di
pubblicità positiva da parte dei personaggi prominenti. in questo modo voleva ottenere la
simpatia delle opinioni.
- verso la guerra
anche quando il clima andava a fare sempre più teso tra Iraq e Italia spingeva per
instaurare un dialogo diretto e raggiungere una soluzione pacifica. nel mentre cercava anche
di convincere Arafat ad allontanarsi dall'iraq per assumere posizioni se non filo statunitensi
quantomeno mediane
a mano a mano che i tentativi di dialogo fallivano, cresceva la consapevolezza della
inevitabilità dell'intervento militare.
detto ciò Comunque l'Italia era pronta ad allinearsi alle posizioni che avrebbero assunto
l'ONU e gli USA

3.la guerra (gennaio - febbraio 91 )


- diplomazia pacifismo e guerra
vi Era sì appoggio alle posizioni statunitensi, ma vi era biasimo riguardo alle posizioni
radicali di entrambe le parti : per questo se continua a spingere per trovare una soluzione
politico diplomatica. Andreotti Individua il problema cruciale nella Difficoltà di trovare una
soluzione Pacifica nella impossibilità di trovare soluzioni contemporanee a tutti i problemi
dell'area. Questo elemento Tuttavia veniva messo come condizione agli eventuali dialoghi.
Accumulavano tutti gli esponenti politici italiani, indipendentemente dall'appartenenza
partitica in quanto storicamente l'Italia era opposta agli interventi armati.
non vedendo l'intervento al militare con una soluzione accettabile quindi, il Parlamento
approva Sì l'impegno militare in appoggio alle risoluzioni dell'ONU ma con carattere limitato.
- diplomazia di guerra
lo scoppio delle ostilità nel gennaio fa emerge alcuni problemi di natura politica
- danni collaterali : bombardamenti sulla popolazione civile
ruolo di Israele : per evitare che i paesi arabi abbandonassero la coalizione anti irachena, il
re mantiene un basso profilo e non interviene direttamente
nel Un intraprende azione diplomatica al fine di assumere ruolo da mediatore Propone di
fare da tramite per delle trattative di tipo politico. In ogni caso appoggiavano la linea
statunitense contro le posizioni irachene. nuova riga tradizionalmente opposta all'intervento
armato l'Italia attraversava un momento difficile anche dal. di vista del sostegno dell'opinione
pubblica : per questo comunque il contributo italiano si mantenne l'impatto. inoltre ciò che
l'Italia voleva evitare era l'allargamento del conflitto armato (escalation chiusa parentesi. In
ogni caso L'Italia non può deflettere dalla linea americana si posiziona sempre in continuità
assumendo il ruolo di mediare con i paesi del Maghreb al fine di limitarne la radicalizzazione.
dal. di vista interno doveva invece cercare di limitare l'impatto negativo sull'opinione
pubblica.
quindi l'Italia durante la guerra del Golfo mantiene una posizione intermedia tra :
- sostenere la politica statunitense
- mantenere il ruolo di interlocutrice principale di Arafat (Mediatrice col mondo arabo chiusa
parentesi
non si oppose alla costruzione del ruolo internazionale dell'Italia ,e anzi in deboli la
posizione nei confronti di entrambi

4. più lontani dal Medio Oriente


-a causa dell'indebolimento della Protezione internazionale, nel dopoguerra L'Italia s'è
concentra sulla dimensione europea e sullo sviluppo economico sociale all'interno del
proprio continente. Non preoccuparti smette di premere per trovare una soluzione, sempre
insistendo sul fatto che Israele debba cercare di ammorbidire le proprie posizioni.
- Europa : cerca di affermarsi dal. di vista diplomatico, sempre come Mediatrice tra le parti in
conflitto
nel Mentre il mondo arabo si era ricompattato intorno alla siria e la questione palestinese
comincia In questo momento a perdere centralità
- rimangono le questioni dei :
- curdi verso cui furono ha mandate missione umanitaria e dichiarazioni per far cessare lo
sterminio, a cui l'Italia partecipò attivamente. i i suoi obiettivi erano : instaurare dialogo con
la posizione politica per avviare processo di democratizzazione e soccorrere la popolazione
civile. infatti una questione che emerge è il futuro dell'Iraq dopo Saddam.
- Libano La situazione non sei ancora stabilizzata, l'Italia sostiene l'applicazione degli
accordi di taif.
- la conferenza di pace di Madrid per il Medio Oriente
secondaria che l'Italia ebbe nelle discussioni di pace. Infatti è Stati Uniti non avevano più
bisogno di intermediario Perché i nuovi equilibri regionali gli consentivano di dialogare
direttamente. ciò che fa l'Italia è spingere verso una soluzione pacifica libera da spiriti di
vendetta e cercare di mettere in evidenza il pericolo dei radicalismi. In ogni caso sostiene
sempre apertamente la causa palestinese, ma se in vita ho sempre comunque alla
moderazione.
non può solo l'Italia ad essere emarginata durante le trattative, ma l'intera Comunità
Europea.
le speranze di l'Italia di diventare più attiva furono definitivamente infrante dalla crisi politica
che si scatenò nel 1992 scandalo Mani pulite.