Sei sulla pagina 1di 224

I Lepidotteri o Farfalle e Falene

Tra gli insetti più difficili da fotografare che mi siano capitati, perché ci vedono
benissimo, volano, e scappano magari proprio quando stai per fare “ clic”, ci sono i
Lepidotteri che rappresentano un vasto Ordine di Insetti olometaboli a cui
appartengono più di 165.000 specie, note come Farfalle e Falene. Le Farfalle hanno
vita diurna e vengono chiamate Ropaloceri, mentre le Falene hanno vita notturna e
vengono chiamate Eteroceri. La distinzione tra queste due non risponde più ad una
suddivisione scientifica come un tempo e quindi non viene più presa in considerazione
dagli entomologi come alcuni pensano. L'ordine dei Lepidotteri è costituito da 127
famiglie ed è secondo solo all'Ordine dei Coleotteri. La parola Lepidotteri significa
proprio “ali con le scaglie” perché hanno delle piccolissime scaglie che rivestono le
ali ed il corpo, donando la tipica colorazione. Il corpo, come quello di tutti gli insetti,
è diviso in capo, torace e addome. La testa è piccola e arrotondata ed è occupata da
un paio di occhi composti, così chiamati perché ognuno di essi è costituito da centinaia,
talvolta migliaia, di piccole lenti (ogni unità è detta ommatidio). Molte farfalle
posseggono anche un paio di occhi semplici, detti ocelli, posti sopra a quelli composti e
molto sensibili all'intensità luminosa (ma che non rilevano le immagini vere e proprie).
Tra gli occhi sono poste le antenne, costituite da molti piccoli segmenti che fungono
da organi di senso tattile e chimico. Quasi tutte le farfalle si nutrono di liquidi
zuccherini e di nettare che è aspirato grazie alla presenza di un apparato boccale
succhiante, che viene chiamata spiritromba, formata dai lobi esterni delle mascelle
che si uniscono a formare un lungo tubo. La spiritromba può essere lunga quanto
l'intero corpo e a riposo viene avvolta a spirale posizionandosi sotto la testa. I
Lepidotteri posseggono due paia di ali membranose e quelle anteriori sono solitamente
più grandi. La struttura alare della farfalla è costituita da tessuto vivo attraversato
da svariate fibre nervose e da tubicini che trasportano ossigeno. L'intera superficie è
ricoperta da scaglie, disposte come le tegole di un tetto che contengono dei pigmenti
chimici che determinano le colorazioni ed i complessi disegni. Talvolta invece i colori
sono dovuti a fenomeni fisici di diffrazione e interferenza della luce e quindi i colori di
queste farfalle variano secondo l'angolo di incidenza della luce stessa. Durante la
propria vita, i Lepidotteri cambiano radicalmente la struttura del corpo e le abitudini
alimentari e si ha quindi la metamorfosi. Il ciclo vitale delle farfalle è caratterizzato
da quattro stadi: uovo, larva (o bruco), pupa (o crisalide) ed infine la forma adulta
(o immagine), sono quindi Olometaboli. La femmina depone le uova su un vegetale
adatto e dopo un certo tempo si schiude e nasce una larva che si chiama bruco, priva
di ali e incapace di volare, che si muove grazie a tre paia di zampe toraciche e alle
pseudo zampe addominali. Il bruco è privo di occhi composti e di spiritromba e possiede
però un apparato boccale masticatore con delle forti mandibole, grazie alle quali si
nutre principalmente di parti vegetali e soprattutto di foglie, quindi diverse specie di
Lepidotteri vengono considerate molto dannose per tante piante e colture agrarie. Il
rivestimento della larva non si accresce e quindi deve essere cambiato periodicamente,
in genere da 3 a 5 volte (mute) a seconda delle specie. Dopo aver raggiunto il suo
massimo sviluppo, la larva matura smette di nutrirsi e cerca un luogo adatto dove
trasformarsi in pupa, spesso sotto una foglia, su un ramo o a terra. Con la seta la
larva si costruisce supporti con cui attaccarsi; poi la sua pelle si lacera e fuoriesce
la crisalide o pupa. In questo stadio, l'insetto rimane immobile; può essere ancorato a
capo in giù mediante un uncino posteriore, oppure la metamorfosi può avvenire
all'interno di un bozzolo o in una celletta nel terreno. In questa fase subentrano
notevoli modifiche che porteranno la pupa a trasformarsi in una farfalla adulta.
Quando il rivestimento della pupa si lacera, fuoriesce faticosamente la farfalla che
dopo aver lasciato asciugare e dispiegare le ali, prende il volo. Ha vita cosi uno degli
insetti più affascinanti che molto spesso coi suoi bellissimi colori e disegni delle ali
riesce ad incantare grandi e piccoli e che non ricorda più per niente il bruco che era
prima. La durata della vita larvale e il numero delle generazioni annue dipendono dalla
specie, dalla qualità del nutrimento e da fattori ambientali come la temperatura.
Comportamenti gregari sono abbastanza frequenti tra i bruchi. Le larve di varie
specie come la Processionaria del pino e quella della quercia vivono in gruppi e
costruiscono nidi di seta che utilizzano come protezione. Gli adulti invece conducono in
genere vita solitaria, ma si possono osservare affollamenti di farfalle nei luoghi dove
svernano, assembramenti di individui sulla terra umida e aggruppamenti protettivi
durante il riposo notturno in certe specie. Esempi di comportamento territoriale sono
stati osservati in farfalle diurne. In molte specie sono presenti dei rituali di
corteggiamento che possono anche comprendere comunicazioni tra i sessi basate su
stimoli visivi legati a particolari colorazioni delle ali. Altre volte sono coinvolti stimoli
olfattivi con l'emissione di ferormoni sia da parte del maschio che della femmina; quelli
maschili agiscono in genere solo a corto raggio, mentre quelli femminili attirano il
maschio anche a notevole distanza. Mentre gli individui di alcune specie compiono solo
spostamenti molto limitati, altre possono compiere migrazioni di oltre 2500 chilometri,
come la Vanessa Cardui. I lepidotteri sono quasi tutti fitofagi sia allo stadio larvale
che da adulti. Le farfalle dei sottordini più primitivi con apparato boccale masticatore,
si nutrono di polline, quelle provviste di spiritromba (sottordine Glossata) di nettare.
Alcune specie si nutrono di frutta, a volte anche perforando la buccia con la
spiritromba, altre invece succhiano urine, escrementi e carogne in decomposizione. La
cosa può sembrare piuttosto sgradevole a molti, ma del resto tantissime persone
credono che le farfalle si nutrano solo di fiori invece non è proprio cosi ! La maggior
parte dei bruchi inoltre si nutre di foglie, in genere attaccandole a partire dal
margine e più raramente si nutrono di gemme, fiori, frutti, semi o legno. Alcune
specie sono xilofaghe, e cioè mangiano legno all'interno del tronco o dei rami come le
Cossidae e le Sesiidae, oppure producono galle, che sono dei particolari rigonfiamenti
delle foglie o di alcuni rami delle piante. Alcune specie sono monofaghe, cioè si
nutrono di una sola specie vegetale, altre sono polifaghe. Le “tignole” , come vengono
chiamate volgarmente da molti, si nutrono di prodotti immagazzinati, talvolta anche di
origine animale come lana o cera. Non mancano neppure i bruchi predatori, che vivono
nei formicai dove predano gli afidi ma anche gli stadi pre-immaginali delle stesse
formiche. La difesa più frequente contro i predatori è rappresentata dalle forme e
colorazioni di larve e adulti, con le quali si mimetizzano con l’ambiente rendendosi
invisibili. Alcune specie vengono ignorate dai predatori perché confuse con gli
escrementi bianchi e neri degli uccelli. Non mancano tuttavia vivaci colorazioni con le
quali i predatori vengono avvertiti della presenza di sostanze tossiche o repellenti,
assimilate dalla pianta ospite o sintetizzate dall’insetto stesso, che rendono la specie
inappetibile. Per segnalare il loro sapore sgradevole ai predatori che utilizzano
principalmente l'olfatto o l'udito, alcune specie emettono anche odori o suoni
particolari, come gli ultrasuoni emessi dalle Arctiidae quando avvertono la presenza
dei pipistrelli. Spine velenose, peli urticanti e secrezioni ripugnanti possono essere
presenti nei bruchi e talvolta anche negli adulti. Nel bruco del Macaone e di altre
specie del genere Papilio è presente a questo scopo un organo ghiandolare che viene
estroflesso a scopo difensivo. In alcuni generi gli adulti mostrano improvvisamente le
colorazioni rosse, gialle o blu delle ali posteriori, normalmente non visibili nella
posizione di riposo perché nascoste dalle anteriori, allo scopo di disorientare il
predatore. Altre specie presentano sulle ali macchie che imitano grandi occhi di
vertebrati, in certi casi presenti solo sulle posteriori, che vengono esibite
improvvisamente. Nelle Lycaenidae del genere Thecla e in altri generi affini
all'estremità dell'ala posteriore, una codina accompagnata da falsi occhi simula
un'intera testa completa di antenne, che attira l'attenzione dei predatori proteggendo
così la testa vera che invece è nascosta. Alcune famiglie presentano organi uditivi in
grado di avvertire (anche a una distanza di oltre 30 metri) gli ultrasuoni che i
pipistrelli utilizzano per individuare la preda; Geometridi e Nottuidi reagiscono
cambiando direzione o lasciandosi cadere al suolo, mentre le Arctidi emettono a loro
volta particolari ultrasuoni, che svolgono la stessa funzione delle loro colorazioni.
Giusto per essere precisi, l'Ordine dei Lepidotteri comprende altri quattro Sottordini
dai nomi più o meno impronunciabili, che sono: Zeugloptera, Aglossata, Heterobathmiina
e Glossata. Ai primi tre appartengono poche specie con alcune caratteristiche
primitive, dove l'apparato boccale è masticatore con mandibole presenti e funzionanti,
mentre manca la spiritromba. Invece la quasi totalità delle farfalle e delle falene
conosciute appartengono al Sottordine Glossata che comprende le specie provviste di
spiritromba, e che sono la quasi totalità dei Lepidotteri.
Identificazione delle Famiglie
Gli insetti possono essere identificati anche tramite delle “Chiavi dicotomiche” o
identificative, che non sono altro che un elenco di particolari morfologici di un
esemplare che aiutano a capire di quale specie si tratti. Allo stesso modo questo si
può fare con le Famiglie e in questo caso sui Lepidotteri ho trovato in Internet alcune
immagini e descrizioni che ritengo interessanti per chi volesse approfondire
l’argomento Farfalle. Chiaramente sono argomenti di entomologia applicata, spesso di
non facile comprensione per chi si avvicina per le prime volte a questo strano mondo,
ma che possono davvero tornare utili. Prima di tutto metto un disegno che mostra le
principali nomenclature delle varie parti di una farfalla.
Qui di seguito vediamo un disegno che mostra in nero tutte le cosi dette Aree e
Regioni alari, e in verde tutte le vene principali e venature secondarie.

r : area radiale C : venatura costale

m : area mediana Sc : venatura sub costale

cu : area cubitale R : venatura radiale

co : area costale M : venatura mediana

cd : cella discoidale Cu : venatura cubitale

a : area anale A : venatura anale

b : regione basale P : venatura precostale

d : regione discale

p : regione postdiscale

s : regione submarginale
Come ho già detto in precedenza parlando della distinzione dei quattro Sottordini dei
Lepidotteri, gli apparati boccali sono indicativi per le suddivisioni, e di seguito riporto
un disegno, sempre tratto da Internet, che fa vedere bene la struttura anatomica
della testa di una farfalla di forma primitiva e di forma più evoluta.

Lepidottero di forma primitiva Lepidottero Sottordine Glossata

Adesso per terminare questa spiegazione delle varie parti e organi di un Lepidottero,
aggiungo un elenco delle “Chiavi identificative” delle principali famiglie. Ovviamente
non è facile prendere in esame una farfalla e tramite i particolari che seguono
determinarne la famiglia; per questo serve una buona conoscenza e anche tanta
esperienza diretta sul campo, ma ad ogni modo le chiavi offrono buone indicazioni dalle
quali partire per il riconoscimento finale di un esemplare.
ARCTIIDAE
Corpo tozzo, colori vivaci, ala anteriore con venatura M1 e M3 vicine alla base, la
venatura Sc + R1 sull'ala posteriore ha origine a metà della cellula.
GEOMETRIDAE
Ali a riposo appiattite ai lati del corpo, antenne non clavate, organici timpanici
addominali, venatura Sc + R1 sull'ala posteriore vicina a Rs (settore radiale) solo
alla base, formando un occhiello basale.
HESPERIIDAE
Capo sviluppato, antenne ben separate alla base, clavate e spesso uncinate, a riposo
ali anteriori in posizione verticale e posteriori orizzontali, tutte le venature alari
partono direttamente dalla base dell'ala o dalla cellula.
LASIOCAMPIDAE
Robusti, bruni e pelosi, assenza di spiritromba, regione umerale allargata sull'ala
posteriore.
LYCAENIDAE
Piccole, colori vivaci blu o marroni, antenne clavate, tutte le zampe funzionali, tarsi
nel maschio non completamente sviluppati.
NOCTUIDAE
Ali anteriori scure e criptiche, venature M2 e M3 sull'ala anteriore molto vicine
alla base, venatura Sc + R1 sull'ala posteriore ha origine dalla base della cellula.
NOTODONTIDAE
Corpo tozzo, ali strette, ali anteriori spesso con ciuffo di lunghe setole sul bordo
posteriore (a riposo formano una cresta), ala anteriore con venatura M2 e M3 che
si allontanano alla base.
NYMPHALIDAE
Zampe anteriori ridotte non funzionali al movimento, nei maschi a spazzola, antenne con
evidente clava.
PAPILIONIDAE
Zampe anteriori completamente sviluppate, estremità delle antenne curvate verso il
basso, ali posteriori spesso con code, margine interno concavo ed una sola venatura
anale.
PIERIDAE
Ali in genere bianche o gialle con macchie nere, tutte le zampe funzionali al
movimento, ali posteriori con margine interno convesso e 2 venature anali, antenne
clavate.
PTEROPHORIDAE
Ali molto strette divise in 2-3 (a volte 4) digitazioni piumose, ali anteriori a riposo
arrotolate e perpendicolari al corpo, zampe lunghe e spinose.
PYRALIDAE
Organi timpanici addominali, palpi lunghi e robusti, ali a riposo tenute a tetto, ali
anteriori strette, venature dell'ala posteriore Sc + R1 e Rs (settore radiale) fuse
per un certo tratto al di sopra della cellula.
SATURNIIDAE
Grandi dimensioni, spiritromba assente o ridotta, disegni a forma di occhio sulle ali.
SESIIDAE
Ali trasparenti quasi prive di scaglie colorate, ali anteriori molto strette.
SPHINGIDAE
Corpo robusto, ali anteriori strette e appuntite, spiritromba in genere molto lunga.
ZYGAENIDAE
Brillanti con riflessi metallici, antenne clavate o con denti, frenulum distinto ben
sviluppato sull'ala posteriore.
Come riconoscere i Bruchi
Per quanto riguarda i bruchi, va fatta qualche precisazione sulla morfologia per
riconoscerli. In effetti per molte persone un bruco è solo un bruco, ma non è affatto
detto che si trasformi in futuro in una farfalla. Potrebbe essere una larva di
Dittero, oppure di un Coleottero (magari un Crysomelidae) e quindi per riconoscerle
la cosa più importante da prendere in considerazione è il loro sistema motorio, cioè in
pratica le zampe. Innanzitutto bisogna tenere presente che le larve dei lepidotteri
hanno tre paia di zampe vere e un numero variabile di false o pseudo zampe, e a questo
proposito metto un disegno che mostra in maniera chiara i particolari anatomici.

Detto questo, si possono dividere i bruchi e le loro famiglie in base alle principali
conformazioni delle zampe nei seguenti tipi :
3 – 4 - 1 (3 coppie di vere zampe, 4 coppie di false zampe addominali e 1 coppia di
false zampe anali).

A questo tipo appartiene la maggior parte dei bruchi, in particolare a tutte le


farfalle diurne, e alla maggior parte di quelle notturne. Possiamo individuare con
queste caratteristiche le seguenti famiglie :
gli Arctiidae, i Lasiocampidae, i Saturniidae, gli Sphingidae, i Zygaenidae,
i Lymantriidae, quasi tutti i Noctuidae, e molti Notodontidae.
Quest'ultima famiglia ha un paio di false zampe anali funzionali, che però di solito
vengono tenute sollevate.

3 - 1 - 1 (3 coppie di vere zampe, 1 coppia di false zampe addominali e 1 coppia di


false zampe anali).
A questo genere appartengono tutti i Geometridi (Geometridae) con la sola eccezione
della sottofamiglia delle Archiearinae (3 specie in Europa), che rientra invece nella
conformazione tipo 3 – 4 - 1.

3 - 2 - 1 (3 coppie di vere zampe, 2 coppie di false zampe addominali e 1 coppia di


false zampe anali).
anali).
A questo tipo appartengono quasi tutti i rappresentanti della sottofamiglia delle
Plusiinae della famiglia Noctuidae.
3 - 4 - 0 (3 coppie di vere zampe, 4 coppie di false zampe addominali e nessuna
coppia di false zampe anali).
anali).
A questo tipo appartengono due gruppi distinti: la sottofamiglia delle Stauropinae della
famiglia Notodontidae e i Drepanidae (Drepaninae); in entrambe le specie, le false
zampe anali si sono trasformate in appendici non più atte alla deambulazione.

E questo è tutto per quanto riguarda i bruchi delle farfalle. Se poi le false zampe
addominali sono più di 4, allora quello che avete davanti NON è un lepidottero, ma
probabilmente un imenottero oppure qualcos’altro ...
La Ochlodes Sylvanus appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle
Hesperiidae. Le sue dimensioni sono comprese tra 28 – 30 mm. di apertura alare ed è
una farfalla di colore bruno arancio vivace. La femmina ha una colorazione delle ali
più scura, con macchie gialle quadrangolari, mentre il maschio è riconoscibile per una
striatura sul dorso delle ali anteriori. Il rovescio delle ali in ambo i sessi è chiaro
con leggere sfumature verdognole e le antenne terminano con un uncino. Tipica è la
posizione di riposo con le ali anteriori sollevate ad angolo. Questa farfalla può essere
confusa con la Hesperia Comma, ma quest’ultima presenta macchie argentee sul
rovescio delle ali posteriori. Molto comune nelle nostre zone di campagna è facile
vederla volare nei mesi tra maggio e settembre su diverse piante fiorite.
Sempre appartenente all’Ordine dei Lepidotteri, questa farfalla, che si chiama
Pyrgus Malvae o Esperia della Malva,
Malva fa parte della famiglia delle Hesperiidae. Il
colore di fondo delle ali è marrone con numerose macchie bianche quadrangolari e il
bordo è sfrangiato con macchie alternate chiare e scure. Il rovescio delle ali è
punteggiato di bruno, gialliccio, bianco e verde oliva. Questa farfalla è presente in
tutta l’Italia continentale in diversi ambienti fioriti fino a 2500 metri di quota. Il
bruco cresce sulla Fragola Selvatica e la Potentilla e possiamo vedere volare gli
adulti da aprile ad agosto in due generazioni annue. Purtroppo al momento non ho foto
molto buone, ma conto di averne nella prossima stagione.
Questa farfalla un po’ meno comune è la Carcharodus Alceae ed appartiene
all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle Hesperiidae. Anche questa possiede
movimenti molto rapidi e fotografarla non è cosa facile. Ha una livrea screziata
variabile dal giallognolo al grigio bruno, con una apertura alare di circa 30 mm.
Questa farfalla è distribuita in tutta l’Italia continentale e isole. Predilige gli
ambienti soleggiati fino in collina o bassa montagna. I bruchi preferiscono nutrirsi su
piante di malva o piante simili e il periodo di maggiore attività va da aprile a
settembre con più generazioni. Possiamo incontrarla più facilmente nelle zone incolte,
strade di campagna o argini erbosi di fiumi e canali.
La Lycaena Phlaeas appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei
Lycaenidae. Molto comune nelle nostre zone, ha una apertura alare che rimane
compresa tra 20 – 30 mm. di ampiezza. Le ali anteriori sono arancioni con macchie
brune e un ampio margine marrone e l’apice dell’ala è appuntito nel maschio e più
arrotondato nella femmina. Le ali posteriori sono marroni con un’ampia fascia arancione
e una piccola coda, più o meno accentuata. Molto rapida nei movimenti e nel volo non è
per niente facile fotografarla e fa molto presto a vedervi e scappare. La possiamo
incontrare nelle nostre zone in tutti gli ambienti erbosi e fioriti nei mesi da aprile a
settembre e i bruchi si sviluppano soprattutto su piante di Rumex. I maschi di queste
farfalle sono territoriali e selezionano di giorno in giorno un ambiente fiorito che
difendono dagli intrusi.
La Polyommatus Icarus appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei
Lycaenidae. I maschi hanno le ali superiormente blu con riflessi violacei, margini
soffusi di nero e contornati di frange bianche. Le femmine hanno livrea marrone con
riflessi bluastri. Le parti inferiori, in ambedue i sessi, sono grigiastre o marrone
chiaro, con macchie nere contornate di bianco e serie complete di lunule arancioni
puntate di nero. Sverna allo stadio di bruco e l’adulto compare da Aprile in poi con
due o tre generazioni annue. Le larve si nutrono principalmente di piante del genere
Papilionacee e sono verdi con una linea dorsale più scura e i fianchi percorsi da una
fascia biancastra. La distribuzione va dall’Europa all’Asia ed è presente anche in
Nord Africa e Anatolia. Nelle prime due foto si vede un esemplare intento a
succhiare sali minerali dal dito di Teresa !
Altra farfalla dalle dimensioni non troppo grandi è la Aricia Agestis che fa parte
dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Lycaenidae . Ha un’apertura alare di
circa 12 – 14 mm. e superiormente il colore di fondo è marrone scuro con lunule
marginali arancione in serie completa. La pagina inferiore ha colorazione variabile dal
grigio al bruno con punti neri cerchiati di bianco, assenti nella regione basale, ed una
serie di macchie rosso arancioni brillanti. La specie sverna allo stadio larvale. Ad
aprile si hanno i primi sfarfallamenti della prima generazione, a luglio settembre
quelli della seconda. Il bruco è tozzo e verde, con una stria porpora medio dorsale. Lo
si trova spesso nei nidi di formiche con le quali stabilisce rapporti di simbiosi. Sue
piante nutrici sono gli Eliantemi, i gerani e le centauree. La distribuzione va
dall’Europa fino alla Siberia ed è presente anche in Nord Africa ed Asia Minore.
Un’altra bella farfallina diurna abbastanza difficile da notare ma comunque comune nei
campi e nei prati delle nostre zone è la Leptotes Pirithous sempre della famiglia dei
Lycaenidae. Ha un’ampia diffusione che va dal Sud Europa all’Asia Minore fino
all’Himalaya e nella maggior parte dell’Africa e del Madagascar. Le dimensioni sono
comprese tra i 21 e i 30 mm. di apertura alare e le parti superiori delle ali sono
viola bluastro nei maschi e blu marrone nelle femmine. Le parti inferiori sono scure a
righe beige con linee bianche. Le ali posteriori mostrano marginali macchie arancioni e
nere e due piccole code. Queste farfalle volano da febbraio a novembre con un ciclo
di vita di circa 4 – 8 settimane a seconda della temperatura. Le larve si nutrono sui
fiori e frutti di Fabaceae, Rosaceae e Plumbaginaceae. Può essere confusa con la
Lampides Boeticus che presenta un disegno diverso nella parte inferiore delle ali.
Questa Farfalla è la Lampides Boeticus della quale accennavo prima. Fa sempre
parte dell’Ordine dei Lepidotteri e della famiglia dei Lycaenidae. L’aperura alare è
leggermente più grande, compresa tra 24 – 34 mm. e le larve si nutrono soprattutto
su fiori, semi e baccelli di molte specie di Fabaceae. E’ diffusa in tutte le regioni
calde del globo ed in Europa è presente nella parte meridionale, ma si spinge verso
nord durante la bella stagione, ove si riproduce, ma senza sopravvivere all’inverno. Si
differenzia dalla precedente per avere nei maschi le parti superiori blu violette con
bordatura marginale scura, mentre nelle femmine sono marroni, ma con un’area basale
e discale violetta. Le parti inferiori, identiche nei due sessi, hanno un’alternanza di
strisce bianche e grigio scure. Sulle parti posteriori ci sono due ocelli scuri
contornati di blu e una sottile codina scura.
Appartenente all’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Pieridae è la Pontia
Daplidice.
Daplidice Questa farfalla ha una apertura alare di 35 – 50 mm di ampiezza ed è una
specie migratrice dalle ali bianche leggermente screziate di grigio con macchie nere,
generalmente più estese nelle femmine. Il rovescio dell’ala anteriore è bianco con
apice verde e disegni neri che raggiungono il margine, mentre il rovescio di quella
posteriore presenta un’ampia screziatura verdastra. Può essere confusa con la Pontia
Callidice o la Euchloe Ausonia. Il bruco vive sulle crocifere del genere Reseda e
Arabis e gli adulti volano da fine febbraio ai primi di ottobre con 2 – 4 generazioni.
La diffusione viene data per il Sud Europa e possiamo trovarla in diversi ambienti
fioriti, dal livello del mare fino a 1500 metri di quota.
La cosi detta Cavolaia Maggiore, o meglio, Pieris Brassicae
Brassicae,
rassicae fa parte della famiglia
dei Pieridae. Molto comune nelle nostre campagne, la larva si nutre prevalentemente
di foglie di Cavolfiore e per questo viene considerata molto nociva in agricoltura ma
anche da chiunque possieda un piccolo orto. L’area apicale scura, presente sulla parte
superiore dell’ala anteriore, è più allungata rispetto alla Pieris Rapae, raggiungendo
almeno la terza venatura. Può essere distinta dalle altre specie affini anche per le
maggiori dimensioni (apertura alare di 5,5 – 7 cm). Le femmine sono contraddistinte
dalla presenza di due macchie nere e da una banda nera sulle ali anteriori. Le larve
si rinvengono tra i mesi di maggio e novembre e sono di colore verde pallido, con bande
gialle lungo il dorso e i fianchi, riccamente punteggiati di macchie nere. Questa
specie passa l’inverno sotto forma di pupa.
Questa Farfalla gialla è la Colias Crocea e fa parte della famiglia delle Pieridae.
Sulle ali ha sulla parte esterna delle larghe fasce nere, nel cui interno e solo nelle
femmine , sono comprese macchie gialle. Le parti inferiori sono di colore giallo citrino
con una coppia di punti bianchi contornati di rossiccio sulle ali posteriori. Queste
ultime presentano anche una serie di punti scuri nella parte esterna. Questa farfalla
sverna come bruco nascosto tra anfratti e sotto le pietre, poi a partire da maggio e
fino all’autunno, si susseguono varie generazioni. Le loro piante nutrici sono diverse
leguminose e soprattutto la Veccia, sulla quale depone uova rosso arancio. Diffusa in
Europa Centro Meridionale, Nord Africa e Asia Minore, dalla pianura fino a 2400
m. Questa specie è molto comune nei nostri territori nelle campagne coltivate.
La Vanessa Occhio di Pavone, meglio detta Inachis Io è nell’Ordine dei Lepidotteri
della famiglia dei Nymphalidae. Questa è tra le farfalle più belle che possiamo
incontrare nelle nostre zone, specialmente nei posti più assolati di campi, prati, parchi
e giardini. Ha una apertura alare che può arrivare a 60 – 70 mm. La superficie
dorsale delle ali è di colore rosso mattone con bordi più brunastri e gli angoli sono
ornati da quattro vistose macchie variopinte a forma di occhio, che servono a
spaventare i predatori. La superficie ventrale è invece di un colore bruno nerastro
che ne facilita il mimetismo. Questa farfalla è diffusa nelle zone temperate di Europa
e Asia fino al Giappone. Sverna in letargo prima di deporre gruppi di oltre 500 uova
alla volta, ad inizio primavera. I bruchi si nutrono soprattutto di ortiche mentre gli
adulti succhiano il nettare di numerose piante fiorite e non disdegnano la frutta.
Questa farfalla invece è forse ancora più comune della precedente. Si tratta della
Vanessa Atalanta che fa parte dell’Ordine dei lepidotteri della famiglia delle
Nymphalidae, diffusa nelle zone temperate di Europa, Asia e Nord America. La sua
apertura alare è di circa 45 – 50 mm. e il bruco si nutre di foglie di Ortica,
mentre gli esemplari adulti prediligono le inflorescenze di piante come la Buddleja e
la frutta in avanzata fase di maturazione. La Vanessa Atalanta è anche nota per
essere capace di cadere in stato di ibernazione nei mesi invernali ; il colore degli
esemplari che riemergono da questo stato è molto più scura rispetto ai nati in
primavera. La farfalla, specialmente nelle zone del Sud Europa, è comunque in grado
di alzarsi in volo anche d’inverno se il tempo è bello, ed inoltre è una delle più
longeve; può vivere anche 11 mesi.
Un’altra Farfalla dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia delle Nymphalidae è la
Vanessa Cardui,
Cardui diffusa in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. Questa
specie è solita passare gli inverni nelle aree meridionali del Mediterraneo e nella
fascia tropicale, ma in primavera e a volte in autunno, migra. La vediamo spostarsi dal
Nord Africa e dal Mediterraneo verso l’Europa meridionale e centrale fino ad
arrivare alla Gran Bretagna in maggio e giugno. L’uovo si schiude da 3 a 5 giorni
dalla deposizione. Il bruco di colore nero impiega da 7 a 11 giorni per trasformarsi in
crisalide. Si nutre di una vasta gamma di piante delle Asteraceae prediligendo il
Cardo e il Cirsium e a volte anche Malvaceae. Gli adulti hanno un’apertura alare di
circa 48 mm. e prendono il nettare da molti fiori di campo. Non rimangono nella
stessa zona a lungo e nella loro vita volano per oltre 1500 chilometri.
Secondo me una delle più belle farfalle diurne nostrane è la Papilio Machaon
Machaon della
famiglia delle Papilionidae. L’adulto, con i suo quasi 8 cm. di apertura alare, è uno
dei più grandi delle nostre zone. Non è difficile vedere questa farfalla soprattutto
nelle campagne e nelle colline, dall’inizio della primavera fino a fine autunno inoltrato.
I bruchi, anche loro molto belli, si nutrono di Apiacee, come ad esempio il Finocchio e
la Carota. Se disturbati, hanno la particolarità di estroflettere da dietro la testa un
paio di ghiandole a forma di corno (chiamato Osmeterium) che emettono un odore
repellente, tenendo cosi lontani i predatori. Molto elegante e agile nel volo, il
maschio difende il proprio territorio e se vi capita di vederne due che volteggiano in
aria in audaci acrobazie, probabilmente uno sta cercando di scacciare l’altro.
La Lasiommata Megera fa parte dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Satiridi.
Come dimensioni misura sui 20 – 25 mm. di apertura alare ed è una farfalla molto
schiva e difficile da fotografare. Ha una livrea arancione con un reticolo di disegni
marroni. Le ali anteriori mostrano una macchia tonda con pupilla bianca mentre le
posteriori ne hanno quattro più piccole. Questa farfalla trascorre l’inverno allo
stadio larvale e i primi sfarfallamenti avvengono ai primi di marzo e proseguono con più
generazioni fino a novembre. Il bruco ha vita notturna ed è di colore verde bluastro
con linee longitudinali biancastre. Si nutre di diverse graminacee ed è presente in
Europa, Russia, e Nord Africa. Nelle nostre zone è abbastanza comune e per
incontrarla i posti migliori sono le carraie di campagna, i margini di piccoli boschi, le
siepi e i campi coltivati.
Questa bella farfalla, che assomiglia ad una foglia, si chiama Timandra Comae. Comae
Appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei Geometridae, e la sua
distribuzione è in tutta Europa fino alla Finlandia e l’Estonia. Le ali sono di un color
crema, con una fascia in grassetto rossa o viola e la sua apertura alare va dai 30 ai
35 mm. di lunghezza. Si hanno due generazioni all’anno e gli adulti volano in maggio e
giugno e di nuovo in agosto e settembre. Questa farfalla ha abitudini notturne e, come
molte, viene attirata dalle luci artificiali dei lampioni o delle case. La larva, che è
svernante, è di colore grigio marrone con macchie più scure sul dorso e si nutre di
diversi tipi di piante erbacee tra cui l’Acetosa. Di giorno la possiamo incontrare tra
l’erba alta, attaccata alla pagina inferiore di qualche foglia, dove trova riparo dalla
luce intensa e dal calore delle giornate estive.
La Ematurga Atomaria appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle
Geometridae. Come dimensioni ha una apertura alare compresa tra 24 – 34 mm. di
ampiezza e la sua diffusione viene data dall’Europa al Vicino Oriente. Queste farfalle
volano in una o due generazioni all’anno a seconda della latitudine da maggio a giugno e
da agosto a settembre. Normalmente è di colore giallo con disegni longitudinali di
color bruno, ma può essere anche di colore bianco sporco con disegni di color bruno più
o meno rilevanti. I maschi hanno le antenne a pettine che li distinguono dalle femmine.
Frequenta prati, brughiere e boschi aperti con volo diurno anche nelle ore più calde.
Le larve si nutrono di Calluna, di Erica e Trifoglio.
Questa farfalla molto comune si chiama Rhodometra Sacraria
Sacraria e appartiene all’Ordine
dei Lepidotteri e alla famiglia dei Geometridae. Ha una distribuzione piuttosto ampia
che va da tutta l’Europa all’Africa e gran parte dell’Asia. Come dimensioni questa
farfalla è di 22 – 28 mm. di apertura alare, ma quando la vediamo posata solitamente
su un filo d’erba con le ali “ a coppo”, la lunghezza è di 12 – 14 mm. Viene detta
anche Farfalla Vestale per via della livrea che assomiglia un po’ ad una tunica, come
quella delle Vestali appunto. Questo Lepidottero vola da aprile a ottobre ed ha
abitudini notturne. Viene attirata spesso dalle luci artificiali di case e lampioni nelle
sere d’estate. Il bruco si nutre di svariati piante erbacee a bassa crescita.
Un’altra farfalla dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Tortricidae è la
Clepsis Pallidana che segue. Le ali sono caratterizzate da alcune bande irregolari e
oblique marroni su uno sfondo color crema. Le larve di questa piccola farfallina, si
nutrono di una vasta gamma di piante erbacee e rosacee. La sua distribuzione è molto
ampia e va dalla maggior parte d’Europa cosi come Asia Minore, Russia Cina e
Giappone. Come dimensioni è abbastanza piccola con una apertura alare compresa fra i
15 – 18 mm. di ampiezza. Gli adulti di questa specie sono in volo nei periodi da Maggio
a settembre in Europa Occidentale e non è difficile incontrarla magari tra l’erba
medio alta in zone incolte, cosi come nei campi dove siano presenti diversi tipi di piante
erbacee dove gli adulti possano poi deporre le uova per la futura generazione.
Questa piccola farfalla, di apertura alare di circa 14 – 18 mm. si chiama
Cacoecimorpha Pronubana e appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei
Tortricidae. Tra le altre cose va detto che è l’unica specie del Genere
Cacoecimorpha. Con la sua ampia distribuzione è presente in Europa, Nord e Sud
Africa, Anatolia e Nord America. Compie due generazioni all’anno e i periodi migliori
per vedere gli adulti sono da maggio a giugno e di nuovo da agosto a settembre. Le
larve si nutrono di una grande varietà di alberi di latifoglie, arbusti e piante erbacee.
In alcune zone è stata segnalata anche come parassita su alberi di ulivo e avocado.
Personalmente ho incontrato questa farfalla semplicemente nel giardino di casa su di
una foglia di Iris intenta a scaldarsi al sole una mattina di maggio.
Questa piccola farfalla dalle dimensioni di circa 1 cm di lunghezza è particolarmente
ricca di colori e sfumature. Purtroppo non sono arrivato ad una classificazione certa
oltre alla famiglia di appartenenza, che è quella dei Tortricidae. Anche chiedendo via
internet ad un paio di entomologi veri, si può solo presupporre che possa appartenere
al Genere Phiaris oppure al Genere Ce Celypha.
lypha Questa è quindi una di quelle volte che
fanno capire meglio quanto sia vasto e ancora non del tutto noto il mondo degli insetti.
Poi come ho già detto, il riconoscimento tramite fotografie (in questo caso neanche
tanto a fuoco) può essere molto difficile e spesso necessiterebbe la cattura per
poter osservare particolari ad un microscopio con conseguente morte dell’esemplare.
Per quanto mi riguarda preferisco tenermi il dubbio e lasciarla vivere.
Questa è la Dichagyris Forcipula ed appartiene all’Ordine dei Lepidotteri della
famiglia dei Noctuidae. Al Genere Dichagyris appartengono diverse specie, tutte
molto simili tra loro, quindi forse più correttamente bisognerebbe parlare di
Dichagyris sp , ma la D. Forcipula sembra essere quella coi caratteri più somiglianti
e come dimensioni è intorno ai 25 mm. di apertura alare. La sua distribuzione va dal
Sud Europa al Caucaso e dalla Turchia al Libano. Nelle nostre zone è abbastanza
frequente, ma non cosi facile da incontrare, date anche le sue abitudini notturne. Più
facilmente può capitare che sia lei a venire a trovare noi, magari attirata da qualche
luce artificiale nelle sere d’estate.
La … appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei … Come dimensioni è
intorno ai 15 – 18 mm. di lunghezza. Dryobotodes ?
La Agrotis Segetum è una piccola Falena molto comune nei nostri territori che fa
parte della famiglia dei Noctuidae. Anche questa, avendo abitudini notturne, viene
spesso attirata dalle luci artificiali come i lampioni o di una stanza con la finestra
aperta. Ha un’apertura alare di circa 40 mm. con ali anteriori di colore variabile
dall’ocra al grigio brunastro. La livrea inoltre presenta anche chiazze scure,
tondeggianti e sparse irregolarmente sulle ali. Questa Farfallina è piuttosto nociva in
agricoltura per quanto riguarda i seminativi, perché le larve attaccano le giovani
piantine provocando spesso il disseccamento. Supera l’inverno nel terreno allo stadio
larvale o come crisalide. Gli adulti sfarfallano in aprile e in genere si hanno poi due
o tre generazioni nell’arco dell’estate.
Un’altra Farfalla molto simile alla precedente è la Agrotis Exclamationis che
appartiene sempre alla famiglia dei Noctuidae. Questa è una falena familiare a molti
ed è considerata una delle più comuni delle regioni Europee. Si tratta di una specie
molto variabile, con ali anteriori che vanno dal chiaro al marrone scuro, ed ha una
apertura alare compresa tra i 35 – 44 mm. Questo Lepidottero vola di notte da
maggio a settembre ed è attirato dalla luce a volte in gran numero. Inoltre visita
frequentemente fiori ricchi di nettare, come la Buddleia e la Valeriana Rossa. La
larva è di colore marrone sopra e grigio sotto e si nutre di una grande varietà di
piante, sia selvatiche che coltivate, e recide spesso e fatalmente le piante alla base.
La specie sverna come larva in una camera nel terreno per poi impuparsi a primavera.
La Helicoverpa Armigera è un Lepidottero della famiglia dei Noctuidae che ha una
distribuzione cosmopolita. Infatti è presente in Europa centrale, Asia, Africa,
Oceania e Australia ed è una specie migrante in grado di raggiungere la Scandinavia e
altri territori settentrionali. Viene chiamata anche Verme del Cotone, ed è una
specie altamente polifaga che si può sviluppare su moltissime colture importanti come
Pomodoro, Cotone, Pisello, Ceci, Mais, Erba medica, Tabacco, Soia, Fave, Sorgo e
altre ancora. Questa farfalla può deporre diverse centinaia di uova, distribuite su
varie parti della pianta. In condizioni favorevoli, le uova si schiudono entro tre giorni,
e il ciclo di vita può essere completato in poco più di un mese. Le larve sono piuttosto
aggressive, a volte carnivore, possono cannibalizzarsi a vicenda.
Questa è la Dysgonia Algira e fa parte dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei
Noctuidae. Di medie dimensioni questa farfalla è sui 38 – 44 mm. di apertura alare,
ed ha abitudini notturne. Di giorno la possiamo incontrare attaccata a qualche parete
all’ombra o sotto qualche foglia. Durante le serate estive sarà più facile osservarla
volare attorno a qualche luce artificiale dalle quali viene spesso attirata. La sua
distribuzione è data per tutta l’Europa Centro Meridionale, l’Africa Settentrionale,
Russia Meridionale e Asia Minore. Compie due o tre generazioni all’anno e vola da
aprile a ottobre. Le uova sono deposte singolarmente sulle piante dove si alimenteranno
le larve, soprattutto su Rovo ma anche il Salice, la Ginestra, il Melograno e il
Ricino. Trascorre l’inverno in una specie di bozzolo sotto forma di pupa.
Questa farfalla appartiene all’Ordine dei lepidotteri e alla famiglia dei Noctuidae
sottofamiglia dei Plusiinae e si chiama Autographa Gamma.
Gamma I suoi elementi distintivi
sono le ali anteriori di colore castano con una macchia color argento che imita la
lettera greca gamma Y dalla quale prende il nome. Questa farfalla ha un’apertura
alare che va dai 35 ai 46 mm. circa. Molto comune nelle nostre zone, compie dalle
tre alle cinque generazioni all’anno e depone mediamente dalle 300 alle 500 uova (ma
può superare le 2000), isolate o in piccoli gruppi. La larva, che possiamo vedere
nell’ultima foto, è di colore verde pisello con sei linee chiare longitudinali dorsali e
due laterali, e manca di due paia di pseudo zampe, per cui avanza inarcando il dorso.
Viene considerata una vera e propria defogliatrice perché causa molti danni alle
piante delle quali si nutre.
La Chrysodeixis Chalcites è simile alla precedente ed appartiene alla stessa famiglia
dei Noctuidi ed alla stessa Sottofamiglia delle Plusiinae. Le dimensioni sono di circa
25 mm. di apertura alare ed è una specie migratrice con abitudini notturne. Vola da
aprile a novembre con maggiore frequenza tra luglio e settembre compiendo 3 o 4
generazioni annue. Questa falena è endemica del Sud Europa e di alcune zone tropicali
dell’Africa ed è una specie polifaga che predilige il pomodoro, le patate e le
leguminose ed anche i gerani. Il bruco è verde con due linee bianche laterali e divora
rapidamente le foglie delle piante ospiti, denudandole completamente in pochi giorni.
Come per le altre Plusiinae, ai bruchi mancano le due prime pseudo zampe, per cui si
muovono inarcandosi. Giunte a maturità, tessono un rado bozzolo bianco entro il quale si
incrisalidano.
Questa piccola falena si chiama Acontia Lucida ed appartiene all’Ordine dei
Lepidotteri e alla famiglia dei Noctuidae. Come dimensioni è intorno ai 15 – 18 mm. di
lunghezza ed una apertura alare di 26 – 30 mm. ed è molto comune nelle nostre zone.
Questa falena ha abitudini non solo notturne ed è facile incontrarla di giorno su vari
tipi di fiori, dove si nutre di nettare. La sua colorazione ricorda un escremento di
uccello e fa parte di un sistema di mimetizzazione che la difende dai predatori. Si
trova nella maggior parte dell’Europa, ad Est della Turchia, in Iran e in India, ed è
stata registrata anche in Algeria e a Nord fino alla costa meridionale della Gran
Bretagna. Le larve sono polifaghe e si nutrono quindi di diverse piante erbacee tra
cui l’Althaea Officinalis, il Convolvolo e il Tarassaco.
Questa piccola falena si chiama Emmelia Trabealis ed appartiene all’Ordine dei
Lepidotteri e alla famiglia dei Noctuidae. Come dimensioni è intorno ai 10 – 14 mm. di
lunghezza e di 18 – 24 mm. di apertura alare. La possiamo facilmente incontrare
camminando su un prato. Sarà facile vederla volare disturbata dai nostri passi per poi
posarsi a pochi metri di distanza. A quel punto dopo aver visto il luogo in cui si è
fermata, basterà avvicinarsi con un po’ di cautela per poterla osservare meglio e
magari scattare qualche foto. Come distribuzione si trova in tutta Europa spingendosi
ad Est fino ai Monti Urali. Le larve si nutrono nei campi e nei prati di Convolvolo
(Convolvulus Arvensis), che qui in Romagna viene chiamato volgarmente Pidocchio,
una pianta molto infestante che produce fiori bianchi a campanula.
La Heliothis Viriplaca , appartenente all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei
Noctuidae, non è difficile da incontrare nei prati, nei campi di erba medica o sui
sentieri (con magari qualche pianta di trifoglio), dove vola tra i fiori in cerca di
nettare di cui nutrirsi. Le dimensioni sono di 32 – 37 mm. di apertura alare e la
larva è un polifago di diverse piante erbacee tra cui il Trifoglio, il Medicago Sativa,
la Silene Latifolia e diverse Asteracee. La sua ampia distribuzione va dall’Europa
all’Asia. Questa farfalla passa l’inverno sotto forma di pupa, finendo lo sviluppo nella
primavera dell’anno successivo. Possiamo vedere volare gli adulti di questa specie in
due o tre generazioni durante il periodo caldo, da fine aprile a fine agosto.
Questa farfalla dalle sfumature e dai colori molto belli è la Eublemma Purpurina.
Purpurina
Appartiene sempre all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei Noctuidae. Non è
cosi facile da incontrare come altre viste prima, un po’ perché ha abitudini notturne e
un po’ perché è abbastanza rara anche se la sua diffusione va dal Nord Africa,
Europa fino all’Asia Centro Occidentale. La sua apertura alare è di 20 – 26 mm.
mentre la lunghezza è di circa 12 – 15 mm. Possiamo incontrare gli adulti di questo
bel Lepidottero da maggio a giugno e da agosto a settembre in due generazioni. Anche
le larve di questa falena hanno una pianta preferita ed è il Cirsium Arvense, che è
una di quelle piante erbacee spinose coi fiori rosa porpora che crescono un po’
dappertutto nelle nostre campagne romagnole.
Questa farfalla si chiama Mythimna Vitellina e fa parte dell’Ordine dei Lepidotteri
della famiglia dei Noctuidae, sottofamiglia Noctuinae Hadenini. Passa le ore più calde
delle giornate nel periodo estivo tra l’erba alta, dove è abilissima nel mimetizzarsi
dopo rapidi e brevi voli. Come dimensioni è abbastanza grande e arriva quasi a 3 cm. di
apertura alare, e la sua distribuzione viene data per le zone Mediterranee e
Asiatiche, dai Pirenei alla Russia, ad eccezione dell’estremo Sud e dell’estremo
Nord dell’Europa. Questa farfalla si riproduce due volte l’anno (detta quindi
bivoltina), nei mesi di maggio giugno e di agosto settembre, ed il bruco molto vorace
si sviluppa su diversi tipi di erbe. Gli adulti che vivono nei paesi settentrionali, in
genere, compiono migrazioni verso le zone più meridionali con climi più miti.
La Noctua Pronuba fa parte sempre dell’Ordine dei lepidotteri della famiglia dei
Noctuidae. Come grandezza è una farfalla di medie dimensioni con un’apertura alare di
4,5 – 5,5 cm. osservabile di frequente nei parchi, nei giardini e in zone aperte nelle
nostre campagne. La sua distribuzione viene data per l’Europa, tranne il settore più a
nord, Asia centrale e Africa settentrionale. Questa è una bella farfalla notturna
con il primo paio di ali screziato nei toni del bruno e il secondo paio di colore giallo,
con una fascia marrone presso il margine. Gli adulti compaiono in giugno e i bruchi
vivono a spese di foglie di Primule, Viole e varie Graminacee spontanee e coltivate ed
anche sulla vite ove può provocare danni. Supera l’inverno da adulta in ibernazione e
poi riprende l’attività in primavera.
La Xanthia Gilvago fa parte dell’Ordine dei Lepidotteri sempre della famiglia dei
Noctuidi. La sua diffusione viene data per la maggior parte dell’Europa tranne le
regioni più fredde a nord e le sue dimensioni hanno una apertura alare di circa 32
38 mm. di ampiezza. Questa farfalla vola da agosto a ottobre, a seconda della
posizione ; questa in particolare l’ho fotografata il 12 ottobre 2012, giorni ancora
insolitamente caldi, con temperature di giorno ancora intorno ai 20 gradi. Le larve di
questo Lepidottero si nutrono dapprima sui fiori e semi e più tardi di foglie di Olmo, da
aprile a giugno. Verso i primi di luglio si impupa nel terreno per poi sfarfallare nel
mese di agosto. Anche se è abbastanza comune nelle nostre zone, questa farfalla non
è poi cosi facile da incontrare, ma spesso viene attirata dalle luci artificiali come la
maggior parte delle falene, quindi spesso è lei a venire a cercare noi !
Questa curiosa farfallina ha un nome latino quasi impronunciabile. Si chiama infatti
Chrysocrambus Craterellus ed appartiene all’ordine dei Lepidotteri della famiglia dei
Crambidae. Si trova nel Sud Europa e in Medio Oriente. Ha una apertura alare di
circa 20 mm. di lunghezza. Questa falena vola dai primi di giugno alla fine di luglio e
le larve si nutrono di varie specie di graminacee. Molto comune nelle nostre campagne
e facile da incontrare di giorno se andiamo in zone un po’ incolte, camminando nell’erba
ne vedremo sicuramente qualcuna volare qualche metro più in là. Anche nelle sere
d’estate la possiamo notare attirata da qualche luce artificiale, magari su una parete
di casa o sotto un portico illuminato.
Una sera d’estate, mentre ero fuori a cena in un ristorante all’aperto, questa falena
si è posata per un paio di minuti sul tavolo. Purtroppo non sono ancora riuscito a darle
una identificazione certa, se non che probabilmente appartiene alla famiglia delle
Crambidae. Ho mandato le foto al sito di Naturamediterraneo, ma senza risultati molto
soddisfacenti. Almeno per il momento, non sono in grado di dire altro che Crambidae
sp.
sp Spero un giorno o l’altro di poter scrivere qualcosa di più esauriente su questo
esemplare piuttosto insolito. Alternativa potrebbe essere Pyralidae – Galleriinae –
Tirathabini – Lamoria Anella … ma con molti dubbi.
Questa che segue si chiama Agriphila Selasella ed appartiene sempre all’Ordine dei
Lepidotteri della famiglia dei Crambidae. Può essere facilmente confusa con
l’Agriphila Tristella dalla quale si differenzia per alcuni piccoli particolari delle
striature e dei palpi facciali. Come dimensioni è lunga circa 14 mm. ed ha una
apertura alare di circa 26 mm. La sua diffusione viene data per l’Europa Meridionale
e Orientale, e dalla Russia all’Asia Centrale. I bruchi di questa farfalla si nutrono
soprattutto di Festuca Ovina, Orzo, Glyceria Maritima e altre erbe. Nelle nostre
zone è abbastanza comune e possiamo vederla volare da maggio alla fine di settembre.
Ha abitudini notturne e spesso viene attirata dalle luci artificiali dell’uomo.
Questa si chiama Agriphila Straminella ed è abbastanza simile alla precedente proprio
perché è dello stesso Genere, infatti la sua classificazione è : Ordine dei Lepidotteri,
famiglia dei Crambidae e Genere Agriphila. Si differenzia principalmente per non
avere quella striscia bianca sulle ali e per le dimensioni che sono leggermente più
piccole, con una apertura alare compresa tra i 16 – 20 mm. La sua diffusione viene
data per tutta l’Europa a parte i paesi più a nord, ed anche questa la possiamo
vedere in volo da maggio a fine settembre. I bruchi si nutrono di Festuca Ovina, Poa
Pratensis (erba liscia dei prati), Frumento (Triticum aestivum), e anche di altre
erbe di minori importanza. Nelle nostre campagne possiamo incontrarla praticamente
ovunque ci siano spazi verdi, dai prati dei parchi e dei giardini ai campi coltivati.
La farfalla che segue appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei
Crambidae e si chiama Loxostege Sticticalis.
Sticticalis Ha una distribuzione molto ampia che
viene data per tutta l’Europa, il Nord Africa, l’Asia e il Nord America. Molto
diffusa nelle nostre zone della Romagna, come dimensioni ha una apertura alare di
circa 25 mm. e la possiamo vedere da maggio a settembre, spesso nascosta tra
l’erba. Questa farfalla frequenta spesso zone coltivate e giardini quasi sempre ai
confini di aree urbane. Le larve si nutrono di piante erbacee diverse come l’Artemisia
Vulgaris o il Chenopodium Album, mentre possono diventare pericolosi parassiti per le
coltivazioni di barbabietole da zucchero e tabacco.
Questa piccola falena diurna si chiama Achyra Nudalis e fa parte dell’Ordine dei
Lepidotteri della famiglia dei Crambidae, Sottofamiglia dei Pyraustinae. La sua
distribuzione va dall’Europa Meridionale fino all’India, ed è stata rilevata anche in
Mongolia, Arabia Saudita e Sud Africa. Le sue dimensioni sono abbastanza ridotte, con
una apertura alare di circa 12 – 16 mm. di ampiezza. La sua colorazione è color
crema con alcune macchie più scure sulle ali. La possiamo incontrare di giorno, di
solito tra l’erba medio alta in zone incolte dove ci siano piante erbacee fiorite di vario
genere, dove può trovare nutrimento. Quando la si individua, di solito posata su di una
foglia, se ci si muove con cautela non è difficile da fotografare.
Un’altra farfallina dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Crambidae, sempre
nella Sottofamiglia dei Pyraustinae, è la Nomophila Noctuella.
Noctuella Anche questa piccola
falena dalle abitudini notturne, trascorre le ore di luce di solito nascosta tra l’erba,
attaccata ad uno stelo o sotto ad una foglia. Ha una distribuzione quasi cosmopolita e in
Europa si tratta di una specie migratrice, che viaggia dal Nord Africa e dall’Europa
Meridionale verso il Nord Europa. Come dimensioni ha una apertura alare compresa
tra 25 - 30 mm. e vola da maggio a settembre a seconda della posizione. Le larve di
questa falena si nutrono di erbe varie tra cui il Trifoglio il Medicago, il Polygonum,
il Vaccinium, ma anche il Grano dove comunque non provoca danni rilevanti.
La Eudonia appartiene all’Ordine dei Lepidotteri sempre della famiglia dei Crambidae
e ad una particolare sottofamiglia chiamata Scopariinae. Esistono circa 250 specie di
questa piccola farfallina e nuove specie vengono ancora descritte regolarmente, e
identificare la specie esatta non è per niente facile. Sebbene il Genere sia stato
proposto agli inizi del 19° secolo, molte di queste falene sono state per lungo tempo
mantenute nel Genere Scoparia che è un parente stretto dell’Eudonia ed anche molto
simile. Queste falene sono comuni in tutto il mondo tranne nei deserti ed in alta
montagna. Per quanto sia noto, il bruco pare si nutra principalmente di muschi e
licheni ma in alcuni casi sono state registrate su piante di Colobanthus e su certe
Asteridi in particolare del Genere Olearia.
Ancora una falena dell’Ordine dei Lepidotteri sempre della famiglia dei Crambidae è
la Udea Ferrugalis.
Ferrugalis La sua distribuzione viene data per l’Europa ed il Nord Africa,
mentre per quanto riguarda le dimensioni, l’apertura alare è di circa 18 – 22 mm.
Le larve sono circa 10 – 15 mm. di lunghezza, verdognole con capo giallastro ed una
linea mediana e longitudinale scura. La Udea Ferrugalis verna come crisalide riparata
nel terreno e nella tarda primavera, nei primi giorni di giugno, sfarfallano gli adulti.
Questi si portano sulla vegetazione ed ovidepongono sulle foglie. A questa generazione
ne seguono generalmente altre due; gli sfarfallamenti avvengono in luglio ed in
settembre ottobre. Le piante ospiti sono diverse e le più importanti dove provoca danni
sono: la Soia, la Bietola, il Peperone, il Fagiolo e il Radicchio.
Questa bella farfallina si chiama Choreutis Nemorana ed appartiene all’Ordine dei
Lepidotteri della famiglia dei Choreutidae. Si tratta di un piccolo lepidottero, dove
l’adulto non raggiunge i 10 mm. di lunghezza. Questa famiglia conta nel nostro paese
solo 12 specie e questa è la più comune per quanto non sia cosi facile da incontrare.
La larva si nutre delle foglie del fico (Ficus Carica) ed infatti viene comunemente
chiamata la Tignola del fico. Solo in casi di forti infestazioni su questa pianta, la
larva attacca anche il frutto. Le foto che sono riuscito a scattare ritraggono
l’adulto mentre si nutre su fiori di menta selvatica, ma a pochi metri di distanza era
presente comunque una pianta di fico, dove molto probabilmente è cresciuta.
Questa piccola farfalla si chiama Scythris Sinensis ed appartiene all’Ordine dei
Lepidotteri e alla famiglia delle Scythrididae. Come dimensioni è piuttosto piccola, con
una apertura alare compresa tra 10 - 14 mm. di ampiezza. La possiamo incontrare
abbastanza facilmente nelle nostre zone, tra l’erba medio alta, spesso attaccata a
qualche piccolo arbusto, o sulle piante di camomilla. Questa farfalla è caratterizzata
da un volo molto lento. Il corpo è particolare per il suo colore giallastro per metà
mentre le ali hanno quattro macchie gialle. Il periodo di schiusa massima va dai primi
15 giorni di marzo fino ai primi di aprile, ma la possiamo vedere fino a settembre.
Una variante della Scythris Sinensis , piuttosto comune nelle nostre zone, è quella
che segue caratterizzata dall’assenza di macchie gialle sulle ali. La famiglia delle
Scythrididae purtroppo non è ancora molto ben studiata e, tuttora nel 2012, vengono
scoperte specie nuove. Queste falene sono mancanti di spirotromba ed hanno invece un
apparato masticatore che permette loro di nutrirsi del polline dei fiori a cui fanno
visita. Vengono comunemente chiamate Falene dei fiori.
Anche questa farfalla è simile a quelle viste prima ed appartiene sempre all’Ordine
dei Lepidotteri e alla famiglia delle Scythrididae. Purtroppo l’identificazione certa
non è possibile da semplici foto e per questo il suo nome rimane solamente Scythris sp
dove “sp” sta a significare “specie”. Anche le dimensioni sono praticamente identiche,
dai 5 ai 7 mm. di lunghezza. Questa farfalla è un po’ meno diffusa e la possiamo
incontrare su diversi tipi di fiori oppure appesa a qualche filo d’erba nelle nostre zone
di campagna.
Questo Lepidottero che segue ha un nome impronunciabile. Si chiama Pancalia
Leuwenhoekella , ed appartiene alla famiglia delle Cosmopterigidae e ad una
particolare sottofamiglia detta Antequerinae. Tranquilli , io mi ricordo solo Pancalia ,
quando va bene ! Le sue dimensioni sono di circa 5 - 6 mm di lunghezza e si riconosce
piuttosto facilmente, non tanto per la sua livrea che può essere confusa con altre
specie simili, ma per la particolare parte finale delle antenne che è sempre di colore
bianco. Non è cosi facile da incontrare proprio per le sue dimensioni ridotte, ma con
un po’ di fortuna e guardando bene la possiamo vedere posata su una foglia tra l’erba
o su di una rosa, specialmente nei mesi di maggio e giugno.
Un altro Lepidottero molto piccolo è la Esperia Sulphurella che appartiene alla
particolare famiglia delle Oecophoridae. Come dimensioni non supera il cm di lunghezza
e i 12 – 16 mm. di apertura alare. Si presenta di color cioccolato, marrone scuro,
contrassegnata da alcune fasce e picchiettature color giallo limone. Di solito in
posizione di riposo tiene le antenne in avanti, che sono marcate da una fascia biancastra
a circa due terzi della loro lunghezza. Questa farfallina vola di giorno, soprattutto
nei mesi di maggio e giugno e le larve si nutrono di legno morto di alberi e arbusti
vari, tra cui le Ginestre. Sverna come pupa protetta sotto le cortecce. Abbastanza
comune nei nostri territori, frequenta habitat boschivi ma possiamo incontrarla anche
in zone con folte siepi oppure nei giardini.
Questa strana farfalla dalle antenne lunghissime si chiama Nemophora Fasciella ed
appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle Adelidae. Come
distribuzione si trova nella maggior parte dell’Europa ad eccezione dei Paesi più a
nord. L’apertura alare di questa farfalla e di 13 – 16 mm. Gli adulti hanno le ali
anteriori di un colore bronzeo con una fascia centrale violacea scura. I maschi hanno
delle lunghe antenne bianco argenteo, mentre quelle delle femmine sono più corte di
colore nerastro con l’ultima parte bianca. Le larve si nutrono principalmente di
Marrubio nero, sia foglie che semi. Non è una farfalla molto frequente nelle nostre
zone e per incontrarla occorre un po’ di fortuna e un buon occhio.
Un’altra strana famiglia di Lepidotteri è quella delle Autostichidae alla quale
appartiene questa Oegonia sp.
sp. Si tratta di una famiglia abbastanza recente, definita
solo nel 1998 e che ancora adesso è oggetto di varie discussioni e pareri discordanti
da parte di entomologi affermati. Ad ogni modo per ora e dalle ultime stesure,
comprende più di 308 specie divise in 67 Generi, distribuite un po’ in tutto il mondo.
Le dimensioni di questa farfallina sono piuttosto ridotte, all’incirca 8 mm. di lunghezza
per una apertura alare di 10 – 12 mm. Le larve si nutrono di piante morte o in
decomposizione e anche di altri materiali di origine animale. Si sviluppano sotto
cortecce umide o nel legno marcescente.
Questa piccola farfallina è la famosa Tarma del cibo, di cui tutti abbiamo perlomeno
sentito parlare. Si chiama esattamente Plodia Interpunctella,
Interpunctella, ed è la più comune
tignola delle derrate dell’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei Pyralidae. Le sue
dimensioni sono piuttosto ridotte arrivando a 6 – 8 mm. di lunghezza, e la si può
trovare in vari ambienti, dai magazzini ai locali di lavorazione, dai punti vendita classici
alle dispense famigliari. Le larve sono onnivore, ma prediligono farine e semole. La
femmina depone dalle 150 alle 400 uova e l’incubazione dura dai 3 ai 14 giorni a
seconda della temperatura. La larva raggiunge la sua maturità in un periodo che può
variare da 3 settimane a 10 mesi, mentre lo stadio di crisalide dura circa 10 giorni.
Il numero di generazioni annuali, proprio per queste variabili, può cosi oscillare
sensibilmente, ma di solito si hanno 2 – 4 generazioni all’anno.
Sempre dell’Ordine dei Lepidotteri e della famiglia dei Pyralidae, possiamo facilmente
incontrare nelle zone di campagna la Etiella Zinckenella.
Zinckenella La sua distribuzione è
davvero a livello mondiale essendo presente in Europa, in Africa, in Asia, in Nord
America e in Australia. Questa Falena ha una apertura alare di 22 – 26 mm. e il
bruco è un serio parassita agricolo ed orticolo delle varie specie di legumi coltivati
tra cui i Fagioli, i Piselli, le Lenticchie, insomma di tutte le Fabaceae in generale e
soprattutto della Soia, della quale è l’ospite preferito. Questi bruchi si nutrono dei
fagioli all’interno del baccello, causando notevoli danni se non si interviene. In casi di
gravi infestazioni si sono registrate perdite di rendimento del 40% di semi.
Proprio come la precedente, questa farfallina è una specie cosmopolita che distrugge
le derrate alimentari conservate nelle abitazioni e nei magazzini, come cereali, farina
e pasta. Naturalmente questo vale per le larve, mentre gli adulti sono molto utili
per l’impollinazione delle piante. Questa piccola farfalla dal bel disegno coi riflessi
dorati, si chiama Pyralis Farinalis comunemente detta “Piralide della Farina” ed
appartiene sempre all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei Pyralidae. Questa
falena ha abitudini prettamente notturne e la possiamo vedere attratta da qualche
lampione o qualsiasi altra luce artificiale nel periodo estivo da giugno a settembre. Le
dimensioni sono di circa 15 mm. di apertura alare ed è diffusa in tutta Italia.
Anche la Hypsopygia Costalis appartiene all’Ordine dei Lepidotteri della famiglia dei
Pyralidae. Questa farfalla si trova in tutta Europa ad eccezione dei paesi più freddi
ed ha una apertura alare che varia tra i 14 - 22 mm. Viene detta anche Falena del
Fieno perché i bruchi si nutrono di materia vegetale secca ed è abbastanza facile
rinvenirne esemplari nei fienili. Il suoi habitat naturali sono comunque i giardini, i
boschi, e i terreni agricoli, ma ne sono state trovate anche nei nidi di galline ed in
quelli di Gazza. Le sue depredazioni possono essere dannose per il fieno, soprattutto se
c’è del Trifoglio. Questa falena ha abitudini prettamente notturne e gli adulti volano
da aprile a settembre in due generazioni.
Questa farfalla dai colori delicati si chiama Oncocera Semirubella e appartiene
all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei Pyralidae (Sottofamiglia Phycitinae
Phycitini). Anche questa ha l’abitudine di nascondersi tra l’erba alta durante le ore
più calde della giornata attendendo la sera per muoversi. Le sue dimensioni sono medie
e si aggirano tra i 26 - 30 mm. di apertura alare, mentre la sua diffusione viene
data per tutta l’Europa e la si può vedere da fine maggio a settembre. I bruchi di
questa farfalla si nutrono di varie specie erbacee tra cui il trifoglio bianco, alcune
specie di Oninis e altre ancora. Abbastanza comune nel nostro territorio, molto spesso
questa farfalla viene attirata dalle luci artificiali dell’uomo.
Facente sempre parte dell’Ordine dei Lepidotteri è quest’altra rappresentante della
famiglia dei Pyralidae, Sottofamiglia dei Phycitinae. Questa è una farfalla notturna
ed il suo nome è Ematheudes Punctella.
Punctella Si trova in gran parte dell’Europa centrale
e del Sud, arrivando alla Turchia e oltre. Nelle nostre zone non è proprio cosi
comune, ma con un po’ di fortuna, la possiamo vedere dalla metà di maggio fino alla
fine di settembre. In questo caso si tratta di una specie di falena poco studiata di cui
non si conosce molto. Non è chiaro nemmeno quali siano le piante dove si sviluppa. Dal
canto mio posso dire di averla trovata tra l’erba medio alta dove erano presenti
alberi di prugno ma anche rovi e svariate piante erbacee, e comunque era un’adulto
mentre sarebbe stata certamente più indicativa una larva.
Su questa falena permangono diversi dubbi. Non è una identificazione certa però, molto
probabilmente si tratta di Paralipsa Gularis,
Gularis un Lepidottero della famiglia Pyralidae.
L’apertura alare è di circa 25 mm. di ampiezza ed il suo luogo di origine è il Sud Est
Asiatico, ma è una specie introdotta anche in Europa occidentale. Il maschio, più
piccolo della femmina, ha un grosso ciuffo di peli setosi dorati sul lato sotto l’ala
anteriore. I bruchi di questa falena si nutrono di noci e semi conservati, come le
mandorle, semi di soia e di lino, cosi come frutta secca. Da notizie su internet pare
che il suo incontro nelle nostre zone sia per cause accidentali, dovuta a prodotti
importati. Alcuni esemplari sono nati nelle nostre zone da granaglie usate come cibo
per uccelli, conservato e di importazione, e per questi motivi rimane una specie rara.
Questa è la Eilema Complana ed appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia
delle Arctiidae. Esistono comunque diverse specie del Genere Eilema, tutte molto
simili tra loro, ed una identificazione precisa non è mai troppo facile. Piuttosto comune
nelle nostre zone, è una farfalla con una apertura alare di 28 – 35 mm. ed ha
abitudini notturne. La possiamo incontrare dalla fine di maggio a settembre, e le larve
di questa farfalla si nutrono principalmente di muschi e licheni, ma anche di foglie di
diverse piante erbacee. La sua distribuzione va dall’Europa all’Asia ed ha la
caratteristica di avere due generazioni all’anno, mentre quelle che vivono oltre i mille
metri di quota ne hanno solamente una, questo chiaramente perché in montagna la fine
della bella stagione e l’irrigidimento delle temperature arriva prima.
La Arctia Villica appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle
Arctiidae. Questa farfalla di medie dimensioni ha un’apertura alare che può arrivare
a 6 cm di larghezza. Le sue caratteristiche sono una testa piccola incassata nel
torace, la spiritromba corta e l’addome peloso e rigonfio nelle femmine. Le ali
anteriori hanno grosse macchie bianche su sfondo bruno, mentre le ali posteriori sono
in gran parte gialle, con macchie brune variamente disposte. Il colore, l’ampiezza e la
disposizione delle macchie appaiono diversi negli esemplari siciliani. Vi è una sola
generazione annua che va da aprile a luglio e i bruchi polifagi hanno il corpo rivestito
da ciuffi villosi bruni. Si nutrono prevalentemente di Fragola, Centauree e
Piantaggini. La distribuzione va da tutta l’Europa, Nord Africa, Asia Minore,
Caucaso e Urali. Una particolarità è che il maschio è foto tropico (cioè non sopporta
la luce del sole), mentre la femmina la si può osservare volare anche in pieno giorno.
Questa strana falena appartiene sempre all’Ordine dei Lepidotteri ma alla diversa
famiglia dei Pterophoridae. Anche il nome, Pterophorus Pentadactylus ,è abbastanza
strano ed è diffusa praticamente in tutta Europa. L’apertura alare di solito si aggira
sui 24 mm. ma può superare i 30 mm. Gli adulti di questa falena volano da giugno alla
fine di Agosto e le larve si nutrono principalmente di Convolvolo e specie di piante
simili. Caratterizzata dal colore bianco e da ali sottili suddivise in lamelle piumose
assomiglia ad un piccolo angelo. La Pterophorus Pentadactylus è la specie più comune
di questa famiglia poco numerosa e la possiamo facilmente trovare tra l’erba medio
alta di giorno mentre alla sera è sempre attirata dalle luci artificiali dell’uomo.
La Emmelina Monodactyla è una falena con apertura alare che va dai 18 ai 27 mm ed
è una delle più comuni della famiglia delle Pterophoridae. Questa esile farfalla si
riproduce in due generazioni, una a fine maggio e una a settembre e gli adulti si
possono vedere volare dai primi mesi dell’anno fino a novembre inoltrato. Il colore di
solito è bruno pallido ma può essere più scuro. L’addome di color pallido presenta una
striscia dorsale longitudinale con striature marroni lungo la linea mediana. Le larve
sono di color giallo verdastro con una larga fascia verde dorsale ed una linea gialla
discontinua lungo il centro. Le larve si nutrono di Convolvolus e Calystegia sp. Come
la maggior parte dei Pterophoridae, le ali sono divise, ma questo particolare può
essere molto difficile da vedere, in quanto a riposo le tiene strettamente arrotolate.
Questa piccola ed insolita farfallina si chiama Plutella Xylostella ed appartiene
all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia dei Plutellidae. Le sue dimensioni sono
piuttosto piccole, arrivando a misurare circa 7 mm. di lunghezza e meno di 15 mm. di
apertura alare. Ha un ciclo di vita molto breve che dura 14 giorni a 25° ed è
estremamente feconda e in grado di migrare per lunghe distanze. Si tratta di uno dei
parassiti più importanti di molte colture di Crucifere in tutto il mondo, ed ha una
distribuzione globale. Sembra sia proveniente dall’Europa Meridionale e si è poi
diffusa in Asia, Africa, Americhe, Australia e Nuova Zelanda. Le larve di questa
farfallina provocano i danni maggiori alle piante di cavolo, cavolfiore, broccoli, rape e
ravanelli, ma le uova vengono deposte esclusivamente su piante Brassicacee.
Il Tarlo vespa o Aegeria apiformis o Sesia apiforme del Pioppo è un insetto
dell’ordine dei Lepidotteri della famiglia degli Egeridi o Sesiidi ed è molto dannoso per
il pioppo perché le larve scavano gallerie nel legno. Il nome deriva dalla somiglianza
degli adulti con le vespe per spaventare i nemici. Gli adulti sono farfalle di circa 20
- 35 mm di apertura alare con il corpo di colore nerastro. L'addome presenta tipiche
fasce gialle, con un ciuffo di peli scuri nella parte finale. Le ali anteriori sono
ricoperte di squame marroni e assumono un aspetto quasi trasparente, mentre le ali
posteriori lo sono completamente, anche questo per assomigliare di più alle vespe. Le
larve sono biancastre, con il capo marrone rossiccio. Il Tarlo vespa completa il ciclo
di sviluppo in 1 o 2 anni e sverna allo stadio di larva dentro le gallerie scavate nel
legno. II periodo di sfarfallamento è piuttosto ampio: inizia a maggio fino alla fine di
luglio. Gli adulti si accoppiano ed ovidepongono alla base delle foglie, sui germogli o
nelle screpolature della scorza. Dopo circa una settimana nascono le larve che
iniziano subito a scavare piccole gallerie sotto la corteccia, in un secondo tempo
raggiungono il midollo causando danni ancora maggiori. Con la stagione fredda le larve
chiudono le gallerie e svernano riprendendo l’attività nella primavera successiva.
Questo è un altro Lepidottero della famiglia dei Sesiidae, ed ha un nome latino di
quelli da scioglilingua; si chiama infatti Pyropteron Chrysidiformis.
Chrysidiformis Si trova in una
gran parte delle regioni dell’Europa e più precisamente in : Spagna, Portogallo e
Maiorca, a sud dell’Inghilterra, in Belgio e Francia, in Corsica e Sardegna nonché
in Italia e in Germania. Ha una apertura alare che può andare dai 15 ai 23 mm. di
lunghezza. Questa farfalla vola dai primi giorni di Giugno fino alla fine di Agosto a
seconda delle regioni in cui si trova e le larve si nutrono principalmente di piante di
Rumex.
Sempre dell’Ordine dei Lepidotteri e della famiglia dei Sesiidae è la Tinthia
Tineiformis.
Tineiformis Come dimensioni è intorno ai 10 mm. di lunghezza ed è più rara di quelle
viste prima. La sua distribuzione va dal Sud Europa al Nord Africa, fino all’Asia
minore. Le larve si nutrono specialmente di piante di Convolvolo e di Echium. Questa
piccola farfalla frequenta vari tipi di piante in fiore nelle nostre campagne e giardini,
ma non sarà facile individuarla perché quando si muove è molto veloce e fa presto a
sparire dalla nostra visuale. Anche la sua colorazione marrone più o meno scuro con
alcune fasce chiare sull’addome non aiuta per niente a notarla. Spesso rimane
attaccata a qualche arbusto o sull’erba quasi secca mimetizzandosi molto bene.
Insomma, fotografare questo Genere di farfalla non è affatto facile !
La bella farfalla che segue appartiene all’Ordine dei Lepidotteri e alla famiglia
Sphingidae e il suo nome è Mimas Tiliae,
Tiliae conosciuta anche col nome più semplice di
Sfinge del Tiglio. Come distribuzione è presente in tutta Europa e in Oriente ed è
stata individuata anche nel Canada Occidentale. Questa specie è piuttosto variabile
come colori ma di solito il corpo è verde e le ali anteriori hanno un colore di fondo sul
rosa con due macchie verdi scuro o marroni. Le ali posteriori sono più chiare grigie o
marroni ed ha una apertura alare di circa 7 – 8 cm. Questa farfalla vola alla notte
da maggio ad agosto e gli adulti non si nutrono. Questa specie sverna come pupa nel
terreno alla base del suo albero ospite. Le foto che seguono si riferiscono ad un
esemplare trovato a primavera impupato, che ho poi fatto sfarfallare in casa potendo
cosi documentare la trasformazione.
Un’altra bella farfalla che sono riuscito ad allevare, dell’Ordine dei Lepidotteri
della famiglia degli Sphingidae, è la Hyles Livornica . Si caratterizza per le ali
anteriori marcate da linee bianche parallele e per le posteriori rosa contornate da
una larga fascia nera. Le femmine si distinguono poco dai maschi se non per la taglia
di poco superiore e per le antenne più sottili. Questa farfalla di medie dimensioni ha
una apertura alare compresa tra 60 – 80 mm. e vola da febbraio a ottobre. Compie
una prima generazione in maggio con adulti migratori che si spostano dall’Europa verso
sud, e dall’Africa verso nord. Questa generazione sembra essere l’unica feconda
mentre quelle che nascono come seconda generazione in luglio e agosto sono sterili. Le
sue piante preferite dove far crescere le larve sono il Galium, il Gossypium e il
Rumex ma anche la Vite.
Gli Psychidae
All’Ordine dei Lepidotteri appartiene la particolarissima famiglia degli Psychidae, dei
quali devo assolutamente parlare proprio per le loro stranezze. Queste sono un gruppo
di falene di piccole e medie dimensioni che sono membri della Superfamiglia Tineiodea.
Agli adulti di sesso femminile della maggior parte di queste specie mancano le ali,
oppure se le hanno, sono molto piccole e non funzionali. I maschi adulti invece sono
alati, di solito di colori scuri, con l'addome lungo e affusolato. Gli adulti di entrambi i
sessi hanno parti della bocca vestigali, e vivono solo pochi giorni, di solito quanto
basta per l’accoppiamento, proprio perché impossibilitati a nutrirsi. Addirittura in
alcune specie, alle femmine mancano del tutto gli occhi, le antenne, e le gambe. Le
larve degli Psychidi hanno la particolarità di formare caratteristici astucci di seta a
forma di fuso, in molti casi ricoperta di pezzi di foglie, rami, sabbia e altri detriti.
Ogni specie ha una "casa" caratteristica diversa per dimensioni, forma e composizione
di materiali e queste costruzioni ambulanti si possono trovare in moltissimi ambienti, sia
rurali che cittadini. Ogni larva poi allarga la sua casa mano a mano che si sviluppa al
suo interno e si nutre di vegetali quali erbe, fiori, licheni e piante in decomposizione.
Il periodo di maggiore attività di questi strani insetti, va da Aprile a inizio settembre.
Queste falene si impupano nell’astuccio in cui vivono dopo che è stato attaccato ad un
ramoscello o in qualche altro luogo riparato e nella maggior parte delle specie, la
femmina non lascia la casa, ma attira i maschi tramite dei feromoni che emette dal suo
addome. Per accoppiarsi, il maschio infila il suo addome attraverso l'estremità aperta
inferiore della custodia. La femmina depone poi le uova nell’astuccio dove vive e quando
si schiudono, le larve strisciano via per nutrirsi e formare i propri astucci di seta e
dar vita a nuove generazioni. Per quanto riguarda la classificazione delle specie c’è
ancora molta confusione. Essendo insetti ancora non molto studiati ci sono varie
interpretazioni di vari entomologi che non sempre si trovano d’accordo. Ad ogni modo
per ora gli Psychidi possono essere suddivisi nelle seguenti sette Sottofamiglie :

• Epichnopteriginae
• Naryciinae
• Oiketicinae
• Placodominae
• Psychinae
• Taleporiinae
• Typhoniinae
Lo Psychide che segue dovrebbe appartenere alla Sottofamiglia degli Oiketicinae,
almeno secondo il particolare sistema di aggiungere pezzetti di legno e di erba alla sua
casa. Le dimensioni di questo esemplare erano di circa 18 mm di lunghezza.
Lo Psychide seguente dovrebbe appartenere alla sottofamiglia degli Psychinae e l’ho
identificato (con qualche dubbio) col nome di Psyche Casta ed è uno di quelli che si
incontrano più frequentemente. Come dimensioni sono di circa 15 mm di lunghezza.
Nella quarta e quinta foto si vede l’astuccio (vuoto) più grande, oltre i 2,5 cm che
dovrebbe appartenere alla stessa Sottofamiglia.
Questa dovrebbe essere la Teleporia Tubulosa che appartiene alla Sottofamiglia dei
Teleporiinae che hanno la particolarità di attaccare sabbia alla seta dei loro involucri
rendendoli più robusti e impermeabili.
Quello seguente è un Lepidottero della famiglia dei Tineidae che possiamo incontrare
facilmente nelle nostre case. Si tratta della comune Tarma della Lana o Tarma dei
vestiti il cui nome scientifico è Tinea Pellionella.
Pellionella Questa è una specie cosmopolita le
cui larve per nutrirsi rodono stoffe, feltri, maglie e pellicce e riparano il corpo in
astuccetti cilindrici ricavati da tritumi di lana frammista a seta entro i quali si
incrisalidano quando sono mature. Gli adulti, che compaiono in due generazioni annue,
non si nutrono e hanno pertanto una vita molto breve.