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TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE III PENALE REPUBBLICA

ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


N. 6443/2014 RGT N. 10308/2011 RGNR
Il Tribunale composto dai giudici dottor Fabrizio La Cascia Pres.
dott.ssa Marina Petruzzella relatrice dott.ssa Maria Ciringione; alla
pubblica udienza del 18 luglio 2019, ha pronunciato
SENTENZA N 5422 2019 Nei confronti di CANNOVA Gianfranco, nato
a Palermo il 27.07.1958, libero presente, difeso dall'avv.to Massimo
Motisi del foro di Palermo;
PROTO Domenico, nato a Misterbianco il 09.03.1966, libero presente,
difeso dagli avv.ti Michele Ragonese del foro di Catania e Giovanni di
Benedetto del foro di Palermo;
SODANO Calogero, nato ad Agrigento il 28.03.1960, libero presente,
difeso dagli avv.ti Giuseppe Tortora del foro di Barcellona Pozzo di
Gotto e Enrico Quattrocchi del foro di Agrigento;
SODANO Nicolò detto "Giovanni", nato ad Agrigento il 28.08.1961,
libero presente, difeso dagli avv.ti Giuseppe Sodano del foro di
Agrigento e Fabio Anile del foro di Roma;
ANTONIOLI Giuseppe, nato a Borgomanero (No) il 04.08.1961,
residente in Armeno (No) difeso dagli avv.ti Ferdinando Brocca del
foro di Barcellona Pozzo di Gotto e Giuseppe Tortora, con studio in
Verbania;
IMPUTATI
A) Cannova Gianfranco e Proto Domenico : del reato di cui agli
artt. 81 cpv., 319 321 c.p., perché con più azioni esecutive di
un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi,
CANNOVA Gianfranco, in qualità di funzionario
dell'assessorato regionale territorio ambiente quindi
pubblico ufficiale, riceveva e accettava la promessa di
denaro ed altre utilità da Proto Domenico, presidente
della OIKOS S.p.A., società con sede a Catania che
gestisce lo smaltimento dei rifiuti- a titolo di controprestazione
per la commissione di atti contrari ai doveri del proprio ufficio,
di fedeltà imparzialità e onestà anche omettendo atti doverosi
del proprio ufficio, quali garantire una corsia preferenziale nel
rilascio del rinnovo dei necessari provvedimenti autorizzativi, di
fornire consulenza tecnica nella risoluzione di problematiche
amministrative, il comunicare preventivamente l'imminenza di
eventuali controlli e fornire continuamente tutte le informazioni
anche riservate, di cui era a conoscenza in forza del ruolo
ricoperto all'interno della pubblica amministrazione, il garantire
all'imprenditore la continuità dell'esercizio dell'attività, e quindi
la percezione degli introiti fatturati, nel caso in cui, per problemi
tecnici, l'azienda avrebbe, invece, dovuto interromperlo, e
comunque metteva a disposizione la propria funzione a tale
titolo. In particolare riceveva continue somme di denaro
in contanti, pari a diverse decine di migliaia di euro, il
pagamento di viaggi e soggiorni presso strutture
ricettive alberghiere per sé e per la propria famiglia, il
pagamento dell'uso di un'autovettura presa a nolo,
l'offerta di prestazioni sessuali a pagamento, un
impianto stereo del valore di euro 10.000. Nello specifico
riceveva tra l'altro le seguenti utilità:
B) il noleggio di un'autovettura dal 9 al Il novembre 20 Il,
dell'importo sostenuto dal Proto di euro 149,46;
C) il pagamento dei servizi alberghieri dal nove all'Il novembre
2011 presso il grande hotel di Rimini, sostenuto dal Proto per
un totale di euro 717,00;
D) il pagamento di biglietti aerei Palermo Bologna andata e ritorno
dal nove all'li novembre 2011, sostenuto dal Proto, del costo
complessivo di euro 486,46;
E) il pagamento dei servizi alberghieri per il Canova e/o i
suoi familiari presso l'hotel Baia Verde di Aci Castello,
sostenuto dal Proto, nei seguenti periodi e per gli importi
indicati:

dal10 al13 luglio 2008 per euro 1667,50;


dal 6 all’ 8 febbraio 2009 per euro 1621 ,20;
dal28 marzo 2009 al29 marzo 2009 per euro 777,00;
dal 24 al 28 giugno 2009 per euro 2306,64;
dal2 al4 gennaio 2010 per euro 1365,00;
dal l O al 13 marzo 20 l O per euro 923,41;
dal sette al 9 maggio 20 l O per euro 151 0,50;
dal14 al 16 maggio 2010 per euro 1286,20;
dal 21 al 24 ottobre 20lO per euro 2136,00;
dal 28 al 30 dicembre 20lO per euro 1198, 72;
dal 25 al 27 febbraio 2011 per euro 1151 ,50;
dal 22 al 26 aprile 2011 per euro 340 l ,63;
dall' 1 al 5 giugno 2011 per euro 2433,50;
dal 25 al 28 agosto 2011 per euro 1959 ,50;
dal 15 al 18 settembre 20 Il per euro 1728,50;
dal 3 al 7 gennaio 2012 per euro 2605,00;
dal20 al21 aprile 2012 per euro 114,00;
dal 28 aprile al l maggio 2012 per euro 2917,90, per un totale
di euro 31.153,70;

-la consegna di una mazzetta in contanti dell'importo pari ad


euro 5000, in data 28 febbraio 2012;
la consegna di una mazzetta in contanti dell'importo di euro
2000,00, in data 6 marzo 2012;
l'offerta di prestazioni sessuali a pagamento con spese a carico
del Proto, nel marzo 2012;
la consegna di una mazzetta in contanti dell'importo pari ad
euro 10.000 in data 29 marzo 2012, somma utilizzata dal
Cannova per l'acquisto di un televisore;
il pagamento dei servizi alberghieri per il Cannova e i suoi
familiari presso l'hotel Capo Taormina, di Taormina, sostenuto
dal Prato, nei seguenti periodi e per gli importi indicati:
dal 17 al 21 luglio 2009 per euro 2151 ,20;
dal 4 al 6 settembre 2009 per euro 2063,50;
dal 7 al l0 ottobre 2009 per euro 1843,50;
dal 30 giugno al 4 luglio 2010 per euro 3907,60;
dal26 al 31 agosto 2010 per euro 4725,50;
dal14 al17 giugno 2013 per euro 644,50 per un totale di euro
15.335,80;
la consegna di una mazzetta in contanti dell'importo pari
ad euro, 10.000,00 in data 24 giugno 2013;
la consegna di una mazzetta in contanti dell' importo pari ad
euro 10.000,00 in data 25 giugno 2013;
in Palermo dal luglio 2008 al 27 novembre 2013
B) Cannova Gianfranco e SODANO Calogero e SODANO Nicolò,
detto "Giovanni : del reato di cui agli artt. 81 cpv ., 319 321
c.p., perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno
criminoso, anche in tempi diversi, CANNOVA Gianfranco, in
qualità di funzionario d eli' assessorato regionale
territorio ambiente quindi pubblico ufficiale, riceveva e
accettava la promessa di denaro ed altre utilità da
Sodano Nicolò Sodano Calogero, legali rappresentanti,
rispettivamente, della SICEDIL srl, con sede in Villaseta,
contrada Zunica, Agrigento, attiva nel settore dello
smaltimento dei rifiuti, e della SOAMBIENTE srl, con sede
in Villaseta, contrada Zunica, Agrigento, attiva nel settore
del trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti, a titolo di
controprestazione per la commissione di atti contrari ai doveri
del proprio ufficio di fedeltà, imparzialità e onestà, quali il
garantire una corsia preferenziale nel rilascio dei necessari
provvedimenti autorizzativi per le discariche nei comuni di Noto
e Pachino gestite dalle predette società anche omettendo atti
doverosi del proprio ufficio, fornire consulenza tecnica nella
risoluzione di problematiche amministrative, comunicare
preventivamente e continuamente tutte le informazioni, anche
riservate di cui era a conoscenza in forza del ruolo ricoperto
all'interno della pubblica amministrazione comunque nel
mettere a disposizione la propria funzione a tale titolo. In
particolare riceveva somme di denaro in contanti, pari ad
almeno 100.000,00 euro, una cesta piena di prodotti
alimentari, l'offerta di una villetta, in fase di
realizzazione, sita in Agrigento, località Scala dei Turchi.
In Palermo dal maggio 2011 al maggio 2012

C) Cannova Gianfranco e Antonioli Giuseppe : del reato di cui


agli artt. 81 cpv ., 319 321 c.p., perché con più azioni esecutive
di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi,
CANNOVA Gianfranco, in qualità di funzionario
dell'assessorato regionale territorio ambiente quindi
pubblico ufficiale, riceveva e accettava la promessa di
somme di denaro in contanti pari a diverse decine di
migliaia di euro, da Antoniani Giuseppe, amministratore
delegato della società OSMOS spa, , con sede a Novara, a
titolo di controprestazione per la commissione di atti contrari ai
doveri del proprio ufficio di fedeltà, imparzialità e onestà, quali
il garantire una corsia preferenziale per il rilascio dei necessari
provvedimenti autorizzativi relativi alla realizzazione di un
impianto per la produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili (biogas) e conseguente elettrodotto da effettuarsi
all'interno della discarica sita nel comune di Mazzarà
Sant'Andrea (Messina) gestita dalla Tirreno ambiente S.p.A.,
fornire consulenza tecnica nella risoluzione di problematiche
amministrative, il comunicare preventivamente continuamente
tutte le informazioni, anche riservate, cui era a conoscenza in
forza del ruolo ricoperto all'interno della pubblica
amministrazione e comunque metteva a disposizione la propria
funzione tale titolo.

In Palermo dal novembre 2011 febbraio 2012 Parte


offesa non costituitasi Regione siciliana;

Parte offesa costituitasi parte civile, nei confronti di Cannova


Gianfranco e Proto Domenico, Comune di Motta Sant'Anastasia,
rappresentato dal difensore avv.to Ignazio Danzuso.

Conclusioni delle parti Pm: affermarsi la penale


responsabilità degli imputati e condannare Cannova, ritenuta la
continuazione sotto il capo A, alla pena di anni sette di
reclusione, Proto alla pena di anni sei di reclusione, Sodano
Calogero e Sodano Nicolò alla pena di anni quattro mesi sei di
reclusione ciascuno, Antonioli Giuseppe alla pena di anni
quattro di reclusione, come da memoria depositata all'udienza
del30 maggio 2019; il difensore della parte civile. Comune di
Motta Sant'Anastasia: affennazione della responsabilità penale
per i reati nozione ascritti a Cannova e Proto e risarcimento del
danno, come da comparsa conclusionale, con acclusa nota
spese, depositata il 30 maggio 20 19; il difensore di Cannova
Gianfranco : assoluzione perché il fatto non sussiste o non
costituisce reato, riportandosi alla richiesta di patteggiamento
già avanzata, in subordine minimo della pena e benefici
concedibili; i difensori di Proto Domenico : l'assoluzione perché
il fatto non sussiste, in subordine, escludere i fatti successivi al
novembre del 2012 e riqualificare le condotte precedenti ai
sensi dell'art. 318 codice penale, minimo della pena, e come
anche da memoria scritta; i difensori di Sodano Nicolò e Sodano
Calogero : in via preliminare reiterano la richiesta di citazione
del teste Giuseppe Gennuso; in subordine assoluzione dei loro
assistiti perché il fatto non sussiste; in ulteriore subordine,
previa riqualificazione del fatto commesso ai sensi dell'articolo
319 quater c.p., assoluzione in quanto all'epoca tale condotta
non era punita come reato; in estremo subordine riqualificarsi
la condotta ai sensi dell'art. 318 c.p. ed applicarsi il minimo
della pena, come da memoria; i difensori di Antonioli Giuseppe,
e precisamente l'avv.to Tortora anche in sostituzione dell'avv.to
Brocca: assoluzione perché il fatto non sussiste o per non averlo
commesso, in subordine riqualificarsi il fatto ai sensi
dell'articolo 346 bis c.p. e quindi assoluzione perché all'epoca
dei fatti la norma non era vigente, come anche da memoria
prodotta.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Il Gip presso il Tribunale di


Palermo con decreto del1'8 ottobre 2014 disponeva il rinvio a
giudizio di Cannova Gianfranco, Prato Domenico, Sodano
Calogero, Sodano Nicolò, Antonioli Giuseppe, sulle accuse di
corruzione esattamente riportate in epigrafe.

All'udienza del 12 gennaio 2015 (presenti Cannova


Gianfranco, sottoposto alla misura cautelare della custodia in
carcere, Prato Domenico e i fratelli Nicolò e Calogero Sodano
ed assente Antonioli Giuseppe, anch'essi tutti sottoposti a
misure cautelari) le associazioni Codici Onlus e Codici
Sicilia e il Comune di Motta Sant'Anastasia, per il tramite
dei rispettivi procuratori, dichiaravano distintamente la loro
costituzione di parte civile, le due associazioni nei confronti
di tutti gli imputati, il Comune di Motta Sant'Anastasia
esclusivamente nei confronti del Proto e del Cannova.
All'udienza del 14 gennaio 2015 veniva disposto un rinvio,
stante l'accoglimento della dichiarazione di astensione di uno
dei componenti del Collegio.
All'udienza del 9 gennaio 2015, davanti al Collegio da ultimo
designato, presente anche il procuratore del Comune di
Misterbianco, i difensori degli imputati chiedevano dichiararsi
inammissibile le costituzioni come parti civili delle associazioni
e dei due Comuni suddetti. Il Tribunale dichiarava inammissibile
la costituzione delle menzionate associazioni, per via della
genericità degli statuti circa gli interessi tutelati, e di quella del
Comune di Mistebianco, ritenendola intempestiva. Il Tribunale
infine dichiarava l'inammissibilità della richiesta di applicazione
pena, ex art. 444 c.p.p., a favore del Cannova, reiterata, in
modo inalterato, dopo essere stata rigettata dal giudice
dell'udienza preliminare.

All'udienza del 29 gennaio 2015 (presente anche il


procuratore del costituito Comune di Motta Sant'Anastasia), il
Pm dichiarava di non prestare il consenso alla richiesta di
applicazione della pena, come riformulata dal difensore del
Cannova (anni 4, mesi 3 di reclusione).

Dichiarata l'apertura del dibattimento, il Pm chiedeva


l'ammissione dei testi di lista, l'esame degli imputati e la
nomina di un collegio peritale per la trascrizione delle
conversazioni intercettate specificamente indicate.
I difensori insistevano nelle rispettive richieste istruttorie e
chiedevano termine per esaminare la richiesta del Pm,
riguardante il conferimento dell'incarico delle trascrizioni,
sollevando profili di inutilizzabilità delle intercettazione
espletate nell’ ambito del procedimento n. 9190/2013 RGNR. Il
Tribunale, riservandosi di decidere sulle trascrizioni dei decreti
nn. l 099 e l 090 del 2013 (relativi al procedimento n.
9190/2013), oggetto delle eccezioni dei difensori, ammetteva
tutte le altre istanze istruttorie delle parti. 1

1 Il fascicolo del proc. 9190/2013 venne formato dal Pm per


effetto dell'iscrizione nel registro delle notizie di reato dei nomi
di Proto e Cannova in ordine ad episodi di corruzione, oggetto
della nota consegnata dalla Pg il4 aprile 2013. Questi ultimi non
erano inclusi nell'istanza di misure cautelari presentata al Gip
nei confronti anche del Prato e del Cannova, nell'ambito
dell'originario procedimento n.l0308/ 11, in cui venivano invece
contestati precedenti episodi di corruzione. Prato e Cannova
venivano iscritti per la prima volta nel registro degli indagati in
data 13 ottobre 2011 nell'ambito, si ripete, del procedimento
n. 10308/2011 RGNR. l difensori eccependo l'inutilizzabilità
delle intercettazioni svolte nei confronti dei suddetti da giugno
a novembre 2013 nel proc. 9190/2013, lamentano che
l'iscrizione della notizia di reato relativamente a quest'ultimo
sia stata operato a ridosso della scadenza della terza proroga
delle indagini nel proc. 10308/11 (pur trattandosi, sostengono,
dello stesso reato) e che poi parte delle intercettazioni compiute
nell'ambito del 9190/2013 siano state unite al proc.
109308/2011 in sede di 415 bis c.p.p .. , e che quindi in
quest'ultimo sarebbero confluite attività di indagine svolte oltre
i termini per le indagini concessi. Il Pm ha ribattuto che la nuova
iscrizione con apertura di un nuovo fascicolo, che riguardava
oltre al Prato e al Cannova altre persone, faceva riferimento ad
un crescendo criminoso fatto di ulteriori nuovi distinti episodi di
reato (la richiesta al Gip delle misure cautelari veniva formulata
sulla scorta delle risultanze fino al maggio del 20 12), integranti
la prosecuzione di quelli oggetto della precedente iscrizione. Il
Tribunale con un'ampia motivazione, alla quale ora questo
Collegio fa interamente rimando, soprattutto per quanto
afferisce agli elementi di rimarchevole novità nelle acquisizioni
investigative oggetto della nota della Pg del 4 aprile 2013, ha
ritenuto la validità della prospettazione del Pm, posto il suo
obbligo di iscrivere tutte le nuove condotte di reato di cui ha
notizia e l'ammissibilità della riunione successiva in un unico
procedimento di atti di indagine doverosamente compiuti (tra
le tante : Cass. VI 11472/2010; Cass. Il n. 29143 del
22.3.2013; Cass. l n. 34637 del 22/5/2013, V 22.340 del lotto
quattro 2008, SU n. 16 del2000, V 27399; Cass. 148.417
del23111/2012).

All'udienza del 5 febbraio 2015 il Pm, ad integrazione della


replica già esposta alla suddetta opposizione dei difensori,
depositava memoria con allegata la nota della Questura di
Palermo e dei Carabinieri del NOE del 4 aprile 2013. Il
Tribunale, all'esito della camera di consiglio, dava lettura
dell'ordinanza che rigettando i rilievi delle difese ammetteva le
trascrizioni delle conversazioni indicate dal PM, nominando al
fine i periti Roberto Genovese, Antonino Caiazzo e Giuseppe
Drago (veniva approntato un calendario di dodici udienze, fino
al 21 maggio 20 15).

All'udienza del 26 febbraio 2015 il Tribunale non


ammetteva la costituzione di parte civile della Regione siciliana
-per il tramite dell'avvocatura dello stato-, rilevandone la
tardività, dal momento che l'ente aveva ricevuto per tempo
regolare notificazione del decreto di rinvio a giudizio e di
fissazione dell'udienza dibattimentale. Veniva quindi esaminato
il teste Gaetano Fantucchio, della Squadra mobile di Agrigento.
2

2 Il teste Fantucchio illustrava l'incipit dell'indagine avvenuto


nell'ambito del procedimento n. 11574/20 Il DDA, affidata alla
Squadra mobile delle Questura di Agrigento. Da esso veniva
stralciata una parte che dava origine al procedimento, di
competenza della Procura ordinaria di Palermo sempre a carico
dei Sodano (n. 7935/2011), nel cui ambito emergeva la figura
del Cannova e il suo rapporto di corruzione con i Sodano. Ne
scaturiva lo stralcio e l'iscrizione del proc. 103008/2011 per
l'ipotesi di corruzione.

All'udienza del 19 marzo 2015 il Tribunale preliminarmente


dava lettura dell'ordinanza di sostituzione delle misure cautelari
applicate a Cannova, al Proto e ai Sodano. Il Pm chiedeva
disporsi la trascrizione di poche altre comunicazioni
intercettate. Di seguito veniva esaminato il teste di Pg Paolino
Evola, sulle indagini condotte dalla Squadra mobile della
Questura di Palermo (in parziale collaborazione anche con il
NOE dei Carabinieri di Palermo).

All'udienza del 23 marzo 2015 veniva disposto un invito,


stante la precarietà ella composizione del Collegio.
All'udienza del 26 marzo 2015 veniva escusso il teste di Pg
Massimo Anitra (sul servizio di osservazione del 19 settembre
2011 dell'incontro all'interno dell'ufficio del suo ufficio tra il
Cannova e i Sodano ). Si acquisivano cinque fotografie,
mostrate al teste durante il suo esame.

All'udienza del 9 aprile 2015 veniva esaminato il teste


Giovanni Arnone (direttore del dipartimento ambiente,
dell'Assessorato al territorio e all'ambiente della Regione
siciliana, in cui era incluso il Servio VIA VAS in cui prestava
servizio il Cannova).

All'udienza del 13 aprile 2015 su accordo delle parti veniva


acquisita la documentazione contabile dell' Ata Hotel Capo
Taormina, con attestazione del generai manager, e
documentazione contabile dell'Hotel Baia Verde di
Acicastello, con nota a firma del direttore Aldo Valenziano
Santangelo, e del Grand Hotel di Rimini, con nota a firma del
direttore e verbale di sommarie informazioni del 3.12.2013
della teste Tea Caterina Cacciola. Venivano quindi esaminati
sulla circostanze attestate da tali documenti, la Cacciola e il
teste Leopoldo Veronese (quest'ultimo sul soggiorno del
Cannova presso il Grand Hotel di Rimini, nel novembre del
2011, in occasione della fiera Eco Mondo). Di seguito
venivano escussi i testi di Pg Nicola Attolico, sui servizi di
osservazioni svolti durante le indagini 3, e Sergio Moschera su
altri accertamenti.4

All'udienza del 16 aprile 2015 l'incarico già conferito ai periti


trascrittori veniva esteso alle residue conversazioni di cui alla
richiesta integrativa depositata dal Pubblico Ministero.
Venivano quindi esaminati come persona indagata di reato
connesso Francesco D'Urso, dell'ARPA di Catania (su
episodi riguardanti lo stesso e il Proto) e la teste Maria Lo
Bello (ex assessore, sulla vicenda del trasferimento del
Cannova, nel 2013, e sull' auto da lui acquistata dall’
Antonioli).
All'udienza del 20 aprile 2015 venivano esaminati i testi
Giuseppe Arcidiacono e Salvatore Domenico Sudano
(rispettivamente segretario e legale della società Oikos del
Proto) e acquisito il testo del promemoria mandato dal Sudano
al Cannova il 5 marzo 2012, intitolato "DISCARICA per rifiuti
non pericolosi c.da Valanghe d'Inverno Motta Sant'Anastasia CT
Richiesta di annullamento decreto AIA n. 221 del
19.3.2009 (tratto dal Sudano dalla richiesta di misura
cautelare del Pm, fogli da 61 a 63, letta su Internet e da lui
offerto al Tribunale).

All'udienza del 4 maggio 2015 veniva esaminato il teste


Alberto Tinnirello, (responsabile del Servizio 3 autorizzazioni
e concessioni del Dipartimento dell'assessorato regionale
all’energia, sulla vicenda relativa all'impianto gestito dalla
società dell’Antionioli) e quindi acquisita nota dell'Assessorato
regionale all'energia dell'I dicembre 2011. La difesa
dell'Antionioli produceva un fascicolo formato da n. 34
documenti.

All'udienza del 21 maggio 2015, presenti in qualità di


imputate in procedimento connesso Grazia Marletta e
Veronica Puglisi (rispettivamente dipendente amministrativa
e responsabile del piano di sicurezza e controllo della discarica
della OIKOS del Proto), solo la seconda accettava di rendere
l'esame. Venivano quindi prodotti dal Pm i documenti costituiti
dalla mail del 6 marzo 2012 -oggetto di intercettazione- inviata
dalla Puglisi all'indirizzo email del Cannova, insieme a due
allegati in formato pdf, e poi dal difensore del Proto i verbali di
collaudo dell'impianto di pretrattamento/preselezione della
discarica di Motta SAnt'Anastasia della OIKOS, del 22 marzo e
del22 giugno 2010.

All'udienza del 25 maggio 2015 venivano esaminati i periti


trascrittori, ai quali veniva consegnato il supporto della
conversazione progressivo n. 2375, del 29 maggio 2012, prima
non ricevuto dal Pm. Alle udienze consecutive del 4 e 18 giugno
e 24 settembre 2015 veniva ancora esaminato il sovrintendente
Paolino Evola, sulle attività di intercettazione inerenti
partitamente al Cannova col Proto, con i fratelli Sodano e con
l'Antonioli.

Inoltre all'udienza del 18 giugno il Pm con l'accordo della


difesa dell’Antionioli produceva gli atti del processo verbale di
verifica della GdF del 7 marzo 2013 nei confronti della società
Autoarona. All'udienza del 19 novembre 2015 veniva ascoltato
il teste di Pg ispettore Antonio Palmariello, su alcune
acquisizioni documentali effettuate durante le indagini. 5
All'udienza del 4 dicembre 2015 veniva esaminato il teste
maresciallo Vito Mazara, del NOE dei Carabinieri (sugli
aspetti tecnici dell'esercizio della discarica della OIKOS e sugli
episodi di fermo impianto ed altro).

All'udienza dell'8 febbraio 2016 si procedeva all'esame del


teste Vincenzo Frazzetto (architetto dell'ufficio tecnico del
comune di Pachino, sull'istanza dei Sodano per la realizzazione
della discarica in contrada Camporeale a Pachino). Seguiva
l'acquisizione del supporto con i dati e la documentazione
indicati dal teste Mazzara.

All'udienza del 7 aprile 2016 veniva espletato l'esame


dell'imputato Giuseppe Antonioli e venivano acquisiti i
verbali degli esami da questi resi davanti al Gip di Novara il 21
luglio 2014 e innanzi al Pm il 10 settembre 2014. Inoltre si
acquisiva materialmente la documentazione di cui all'udienza
del 14 dicembre 2015 (le cui registrazioni su supporto
informatico erano state prodotte all'udienza dell'8 febbraio
2016).

All'udienza del 5 maggio 2016 il difensore di Calogero


Sodano dichiarava che quest'ultimo non intendeva sottoporsi
all'esame. Lo stesso dichiarava di Proto Domenico il suo
difensore.
All'udienza de16 giugno 2016 venivano acquisiti i verbali
degli interrogatori resi durante le indagini da Calogero e Nicolò
Sodano, il 21 luglio 2014, da Antonio li, il 10 settembre 2014,
e da Proto Domenico, il 18 e il 25 luglio 2014. All'udienza del 7
luglio 2016 il difensore del Cannova dichiarava che questi non
intendeva sottoporsi all'esame e chiedeva l'acquisizione dei
verbali delle sue dichiarazioni rese durante le indagini, di cui
offriva copie. Cannova a quel punto chiedeva di rendere
dichiarazioni spontanee ma in effetti si riportava ad una
memoria scritta di suo pugno, che veniva acquisita.

All'udienza de 13 ottobre 2016 (presente Proto col nuovo


difensore avv.to Nino Caleca) la difesa del Cannova dichiarava
di rinunciare a tutti i testi della sua lista ad eccezione di
Vincenzo Sansone (ex dirigente del Servizio VIA VAS
dell'assessorato al territorio, cui era assegnato il
Cannova), Isabella Ferrara, Andrea Lipari, Salvo Raciti,
del teste n. 28 della lista e della teste Angela Tumminello.
L'avvocato Sodano, per gli imputati Calogero e Nicolò Sodano,
dichiarava di rinunciare ad un elenco di n. 40 testi tra quelli di
lista ammessi, insistendo per l’audizione del consulente
Giuseppe Grimaldi. Il difensore dell'Antonio li insisteva per tutti
i testi. L'avvocato Caleca, per Proto, rinunciava a n. 16 testi,
chiedendo di sostituire il teste di cui al n. 54 della lista col
professore Francesco Petrone.

3 In particolare : sul servizio di appostamento del 28.2.2012


davanti al ristorante Papoff a Palermo, riguardante
Cannova, Prato e i colleghi del Cannova Domenico Michelon
e Roberto Li Causi; sul servizio di appostamento del 28.12.20
Il nei confronti dei fratelli Sodano mentre si recavano in casa
del Cannova; su quello del 3 ottobre 2011, presso l'ufficio
dell'ARTA del Cannova in via Ugo La Malfa, dove quel
giorno si recavano Sodano Calogero e Nicolò.
4 In particolare : sugli scambi telefonici del 15 e del 16 giugno
2012 tra Cannova e Giuseppe Arcidiacono, segretario del
Proto e sull'arrivo del Cannova, monitorato con sistema GPS,
dietro il cancello degli uffici di Motta Sant'Anastasia; sul
bonifico bancario del 3 aprile 2012 di euro 12.000,00
disposto dal Cannova -dal conto corrente, intestato a lui
e alla moglie, n. 3489797- a favore della Auto Arona dell'
Antonioli, dopo la conversazione del 29.2.2012 in cui questi
gli aveva consegnato 12.000 euro in banconote; sull'
incontro del 29.3.20 12 tra Cannova e Proto, giunto a Palermo
-monitorato con sistema GPS- e recatosi col Cannova in via
Catania da Pick up, negozio di hifi, e sul denaro contato e
riposto poi nel bauletto dell'auto del Cannova).

5 In particolare : sui fax, acquisiti durante il sopralluogo negli


uffici della OIKOS del 24 maggio 2012, inviati dagli uffici del
Proto il 5 aprile 2012, e non rinvenuti nell'ufficio del Cannova;
sui fax del 23 e 27 aprile 2012, protocollati dal Cannova il 3
maggio 2012, relativi agli episodi di fermo impianto della
discarica della OIKOS.

All'udienza del 19 gennaio 2017, stante la sua nuova


composizione il Tribunale procedeva alla rinnovazione del
dibattimento e, su richiesta delle parti, a riammettere i testi
delle loro liste, e alla dichiarazione di utilizzabilità degli
elaborati dei periti trascrittori già disposti ed acquisti.
L'avvocato Buggea, nell'interesse dei Sodano, dichiarava di non
prestare il consenso all'utilizzazione delle dichiarazioni
testimoniati già raccolte, ad eccezione di quelle del teste di Pg
Evola e del teste architetto Frazzetto. Il Pm e tutti gli altri
difensori invece prestavano il consenso all'utilizzazione di tutti
gli atti acquisiti.

All'udienza del 26 gennaio 2017 venivano esaminati


nuovamente i testi Giovanni Arnone e Fantucchio
Gaetano.
All'udienza del 16 marzo 2017 il difensore del Cannova
faceva presente che Cannova era stato tratto
nuovamente in arresto in esecuzione di un'ordinanza di
custodia cautelare del Gip di Catania.
Alle udienze consecutive del 20 marzo e 25 maggio 2017
i difensori dichiaravano di aderire all'iniziativa di astensione
proclamata dall'Unione delle Camere Penali e pertanto,
entrambe le volte, il Tribunale dichiarava la sospensione dei
termini di prescrizione del reato.

All'udienza del 6 luglio 2017 venivano escussi i testi


Roberto Sant'Agostino (al quale veniva esibita la
documentazione riguardante l'Antonioli, già acquista all'udienza
del 18 giugno 2015) e Carlo Lanza (sul pagamento
dell’autovettura Audi da parte del Cannova, in due
tranche, nel 2008 e nel 2011 ).
All'udienza del 2 novembre 2017 veniva esaminata dai
difensori del Proto la teste Isabella Ferrara (sui compiti cui
era addetta nell'ambito della procedura di VIA sui progetti delle
discariche, presso il Servizio dell'ARTA diretto dall’ing.
Latteo).

All'udienza del 20 novembre 2017, nell'assenza degli altri


testi richiesti dagli avvocati del Cannova dei Sodano e di
Antonioli, venivano esaminati i testi Angela Tumminello
(sulle modalità di protocollazione dei fax, che arrivavano
nell'ufficio del Cannova) e Vincenzo Cefalù (sulla vendita delle
apparecchiature televisive al Cannova e al Proto presso il
negozio Pick up di Palermo).

All'udienza del 4 dicembre 2017 l'avvocato Giuseppe


Sodano, difensore dei fratelli Sodano, produceva
documentazione relativa alla vicenda delle procedure di AIA, sui
progetti delle discariche che questi erano interessati a
realizzare a Noto e Pachino. Quindi sulle stesse situazioni
venivano esaminati i testi Solegreco, Maurizio Genovese e
Domenico Morello (in particolare sulle valutazioni da ciascuno
espresse, in virtù dei rispettivi uffici, su tali progetti).
All'udienza del 15 gennaio 2018 venivano escussi i testi
Giuseppe Cannistraro (amministratore giudiziario nominato a
seguito del sequestro disposto dal Gip 1'11.1.2013
dell'impianto di biogas della società Osmos amministrata
dell'Antonioli all'interno della discarica di Mazzarà S'Andrea).
Seguiva la produzione documentale del difensore deLL'Antonioli
degli atti citati dal teste. Venivano di seguito sentiti i testi
Aurelio Vitale (chimico della Provincia regionale di Siracusa) e
Paolo Bonaiuto, all'epoca dei fatti riguardanti i Sodano,
sindaco del Comune di Pachino.

All'udienza del 5 febbraio 2018 veniva disposto un rinvio, a


causa della precarietà del collegio.

All'udienza del 26 aprile 2018 (e non 5 febbraio 2018


febbraio come scritto per errore materiale nel verbale) veniva
stabilito un altro rinvio, per la stessa ragione.

All'udienza del 17 maggio 2018, a causa della nuova


composizione collegio giudicante, si procedeva un'altra volta
alla rinnovazione del dibattimento. Tutte le parti dichiaravano
di riportarsi alle originarie richieste ed espressamente di
prestare il consenso all'utilizzabilità di tutti gli atti acquisiti.

All'udienza del 2 luglio 2018 veniva esaminato il teste, a


discarico del Cannova, Natale Zuccarello (all'epoca dei fatti
capo del Servizio dell'assessorato al territorio e
all'ambiente, cui era addetto il Cannova).

All'udienza dell'8 ottobre 2018 veniva disposto un rinvio a


causa della precarietà della composizione del Collegio.

All'udienza del 28 gennaio 2019 non erano presenti i testi


degli elenchi ammessi delle difense ed ancora da escutere. Le
stesse facevano presente di non reputare di doverli citarli per
quell'udienza e chiedevano un rinvio per potervi provvedere. Il
Tribunale, all'esito della camera di consiglio, revocava
l'ordinanza ammissiva dei residui testi delle liste degli imputati,
valutando che la loro mancata citazione o non presenza (alcuni
erano stati citati soltanto lo stesso gennaio 2019) fosse
sintomatica di un non effettivo interesse delle parti al loro
esame, tenendo conto dei tempi del processo e che non era mai
venuto meno l’onere di citarli. All'udienza del 25 febbraio 2019,
a seguito di un'articolata memoria dei difensori dei Sedano, il
Tribunale, in parziale modifica della ordinanza del 28 gennaio,
ammetteva alcuni dei testi indicati nella medesima memoria.
Quindi venivano escussi i testi presenti Serena Bonfiglio e
Gerlando Alonge (legali cui si rivolsero i Sedano, per le
procedure sulle istanze per Noto e Pachino), Giuseppe Grimaldi
e Salvatore Zaccaro (consulente geologo il primo e ingegnere
progettista l'altro, incaricati dai Sodano).

All'udienza del 18 marzo 2019 veniva escussi i testi


Giovanni Casella (della Asl di Siracusa, sulla valutazione data
sui codici CER del progetto della discarica di Pachino),
Giuseppe Latteo (ex dirigente, in quiescenza dal2015,
dell'unità operativa dell'assessorato regionale al
territorio e all'ambiente, che si occupava della VIA dei
progetti dell'impiantistica delle opere pubbliche in
genere e di quella del settore rifiuti), Alessandra Trigilia
(della Sovrintendenza di Siracusa), Marco Ruscica (geologo
della Hyblon), Antonio Patella (all'epoca dei fatti
responsabile del Servizio 7 del Dipartimento della
Regione Acque e Rifiuti), ancora in ordine ai procedimento
di AIA per i progetti di Noto e Pachino.

All'udienza del 29 aprile 2019 si compiva l'esame dei testi


Marcella Belfiore (consulente della Oikos, sulla note di riscontro
al provvedimento della Regione che nel 2014 negò il
rinnovo dell'AIA alla Oikos), Federico Vagliasindi (ingegnere
professore, divenuto nel 2013 e nel 2014 consulente della
Oikos, sugli episodi di fermo impianto di aprile 2012) e
Giuseppe Lo Cicero (direttore tecnico della Oikos). Il Pm
chiedeva temine per esaminare la ponderosa documentazione,
di cui all'elenco predisposto dall'avv.to Ragonese, ammessa poi
all'udienza successiva. L'avvocato Sedano produceva sua volta
altra documentazione, con indice allegato e memoria difensiva.
Il Tribunale rigettando la richiesta dell'avv.to Sodano di
disporre l'accompagnamento coattivo dei testi Mannino e
Gennuso (onorevole Gennuso detto Pippo, sulla sua
partecipazione ad una conferenza dei servizi del 29 giugno
2011 relativa al progetto di discarica per Pachino), sul rilievo
che l'atto di citazione non indicava correttamente l'indirizzo del
Tribunale e l'aula d'udienza e che quindi non vi erano i
presupposti per rimettere al Tribunale l'onere della citazione dei
testi. Il Tribunale revocava di conseguenza il provvedimento
con cui i medesimi testi erano stati ammessi.

All'udienza del 30 maggio 2019 l'avv.to Sodano insisteva


perché ai sensi dell'art. 507 c.p.p. venisse disposta l'audizione
del teste onorevole Gennuso. Dunque, il Presidente dichiarava
la chiusura del dibattimento e l'utilizzabilità degli atti formatisi
e acquisti nel dibattimento. Il Pm rassegnava le sue conclusioni,
formulando le richieste di pena riportate in epigrafe. Il difensore
della parte civile, Comune di Motta Sant'Anastasia, affidava le
sue conclusioni, nei confronti del Cannova e del Proto, ad un
memoria che produceva, facendo riferimento al danno
ambientale, enunciato dal D'Urso dell'ARPA.

All'udienza del 20 giugno 2019 concludeva il difensore del


Cannova, insistendo per l'accoglimento della pena richiesta ai
sensi dell'art. 444 c.p.p ..

All'udienza dell'l luglio 2019 concludevano gli avv.ti


Giuseppe Sodano e Anile, per Sodano Nicolò, e l' avv.to Tortora,
per Sodano Calogero.

All'udienza del 3 luglio 2019 venivano altresì ascoltata la


discussione dell'avv.to Quattrocchi, per Sodano Calogero, e le
conclusioni della difesa dell'Antonio li.

All'udienza dell'4 luglio 2019 per il Proto concludeva l'avv.to


Di Benedetto. All'udienza dell'8 luglio 2019 l'avv.to Ragonese
concludeva conformemente all'avv.to Di Benedetto. Il Tribunale
disponeva un rinvio per consentire alle parti eventuali repliche
e per la decisione. I difensori del Proto il 12 luglio 2019
depositavano in cancelleria una memoria comune.

All'udienza del 18 luglio 2019 il Tribunale, all'esito della


camera di consiglio, emetteva sentenza, dando lettura del
dispositivo in atti.

Cannova venne rimosso da quel Servizio il 24 dicembre del


2013 e (come da lui stesso riferito nella memoria di suo pugno
datata 7 luglio 20 16) trasferito al Servizio 4 parchi e riserve.
dopo che in un primo momento aveva opposto resistenza al suo
trasferimento e aveva poi chiesto di essere assegnato
all'Assessorato all' energia Dipartimento energia presso il
servizio diretto dall'ingegnere Tinnirello con il quale aveva
lavorato 15 anni, al quale aveva chiesto il preventivo
gradimento c dal quale aveva ricevuto il preventivo assenso (v.
testi Maria Lo Bello e Vito Mazzara e memoria del Cannova cit.).

Cap. I Sintesi introduttiva.


Premessa.
Tipologia degli atti acquisiti.
1) Sintesi dei fatti accertati
a) Cannova e Proto
b) Cannova e Antonioli
c) Cannova e i Fratelli Calogero e Nicolò Sodano.
2) Quadro di sintesi della normativa nazionale e regionale in
materia di rifiuti.
Premessa. Tipologia degli atti acquisiti Il processo ha ad
oggetto i rapporti di corruzione protrattisi nel tempo tra
Gianfranco Cannova, funzionario della Regione siciliana,
all'epoca dei fatti assegnato al Servizio 2 AlA VIA VAS del
dipartimento ambiente dell'Assessorato al Territorio e
all'Ambiente (1) rispettivamente con: Proto Domenico.
Presidente della OIKOS spa, proprietaria nel comune di Motta
Sant'Anastasia. in provincia di Catania. di un lotto di 306.832
mq. Dagli anni '80 sito di discariche di rifiuti tra i più grandi in
Sicilia (2) , che tra il 2007 e il 2013 consolidava la sua posizione
di oligopolista della gestione privata dei rifiuti nella regione: i
fratelli Calogero e Nicolò Sodano. Imprenditori agrigentini,
operanti anche nel settore delle discariche, all'epoca dei fatti
interessati ad ottenere dal Cannova le autorizzazioni per
impianti da realizzare in siti di cave dismesse, in diversi
comuni della Sicilia; Antonioli Giuseppe, poliedrico
imprenditore nato e operante in Piemonte e altrove, in Sicilia
amministratore delegato della OSMOS spa. che gestiva un
impianto di trasformazione del biogas dei rifiuti in
energia (c.d. biogassificatore, connesso alle linee del gestore
dell’enegia elettrica) all’interno della discarica di Mazzarà
Sant'Andrea. in provincia di Messina. gestito dalla Tirreno
Ambiente (amministrata da Giuseppino Innocenti.
persona da lunga data collegata all’Antionioli), che a cavallo tra
la fine del 2011 il febbraio del 2012. per risolvere un problema
relativo alla pratica autorizzativa di quell'impianto si
rivolgeva al Cannova (mentre erano in corso le attività di
intercettazione). Poiché il materiale probatorio è costituito da
una vasta congerie di conversazioni oggetto di attività di
intercettazione. da dichiarazioni testimoniali e produzioni
documentali. che logicamente si connettono alle situazioni di
riferimento dei dialoghi captati, e considerata la complessità
della materia del ciclo dei rifiuti, cui afferiscono le medesime
situazioni, si procederà nell'ordine :
1) ad una sintesi generale del fatti accertati e poi a sintesi
distinte relative al rapporto del Cannova con ciascuno degli altri
imputati;
2) ad un breve richiamo del quadro normativo della disciplina
dei rifiuti con riferimento alle procedure di compatibilità
ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale. ai principi
che devono per legge presiedere tale tipo di azione
amministrativa e all’esercizio delle scelte discrezionali. che
connotano fortemente la materia. Questi richiami varranno ad
evidenziare gli obiettivi che il funzionario Gianfranco Cannova
e il suo ufficio dovevano perseguire nell’eesercizio delle loro
funzioni istituzionali (v. art. 3 quater comma 2 dlg 1 52/2006)
e quindi sono funzionali alle valutazioni sulla qualificazione della
condotta di corruzione del Cannova. In successivi capitoli
verranno trattati più analiticamente i rapporti tra Cannova e
Proto (di maggiore pregnanza e complessità, per via della
intensa compenetrazione del Cannova negli interessi di
tale imprenditore), Cannova ed Antinioli e Cannova ed i
Sodano, passando analiticamente in rassegna le relative
conversazioni intercettate. Tale articolazione della sentenza si
rende indispensabile perché la tipologia e le dimensioni degli
atti acquisiti se da una parte hanno ampliato temporalmente e
in profondità la prospettiva dei fatti restituendo a pieno il
contesto dall'altra impediscono una motivazione che sia al
contempo sintetica e completa. Va considerato che la quantità
già notevole di atti, formatisi nel percorso delle audizioni
testimoniali, con l'acquisizione degli elaborati dei periti
trascrittori, sul finire del processo è stata incrementate dalle
produzioni delle difese dei Sodano e soprattutto dalle poderose
produzioni della difesa del Proto. Le prime consistono in
relazioni peritali sui progetti delle discariche ed in atti e pareri
formatisi durante i procedimenti amministrativi per le
valutazioni delle loro istanze di AIA dei Sodano, che vennero
gestite come Rup dal Cannova. Le altre sono costituite da
una poderosa mole di atti afferenti alla vicenda amministrativa
e quella conseguente dei processi davanti ai giudici
amministrativi, innescate nel 2014 dai provvedimenti
dell'amministrazione regionale che ingiunsero alla società
OIKOS del Proto la chiusura e la bonifica della vecchia discarica
c negarono il rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale,
che era stata rilasciata nel 2009 per la nuova discarica di cui si
vedrà.

Osserva ancora il Tribunale che è pur vero che i numerosissimi


episodi immortalati dalle attività di captazione (pure esplicati
dai testi del Pm e delle difese) risultano talmente eclatanti
da essere da soli sufficienti a provare puntualmente i
fatti descritti nei capi d'accusa, ma limitarsi a dar conto
degli stessi e trascurare il resto equivarrebbe ad minimizzare la
loro gravità non consentirebbe di focalizzare autentica entità
delle condotte di reato degli imputati, com'è pur necessario ai
fini del giudizio.
l) Sintesi generale dei fatti accertati. Dunque l'istruttoria
dibattimentale. nel corso della quale i testi di Pg, e
specialmente il sovrintendente Paolino Evola della Squadra
Mobile della Questura di Palermo hanno riferito della cospicua
attività tecnica di intercettazione svolta ha portato al pieno
accertamento dei fatti di corruzione nei confronti di tutti gli
imputati, come articolati nei capi d'accusa, e della
propensione a stringere accordi corruttivi di durata
dell'abile architetto Gianfranco Cannova, in un continuo
crescendo che ne conferma la caratura criminale.
Dall'esame degli atti emerge un vorticoso sistema di corruzione
che costituiva il terreno delle condotte che il Cannova poneva
in essere esclusivamente in funzione del denaro e delle
utilità di altro tipo, che riceveva dgli imprenditori che si
offrivano di prezzolarlo, per manipolare e deviare in loro
favore e (all'occorrenza anche contro soggetti concorrenti del
corruttore e o rappresentanti di enti che esercitavano con
maggiore autonomia il loro ruolo) l'andamento delle
procedure di Autorizzazione Integrata Ambientale.
nell'esercizio della sua importante e delicata funzione, di
massimo interesse pubblico, di cui nel 2007 lo avevano
insignito i suoi superiori gerarchici : all’epoca dei fatti
Cannova era investito del ruolo di responsabile unico del
procedimento (RUP) e di presidente delle conferenze dei
servizi nell'ambito delle istruttorie propedeutiche al
conseguimento dei decreti dirigenziali di Autorizzazione
Integrata Ambientale in materia di discariche di rifiuti e di
tutte le numerose altre attività conseguenti alla vita degli
impianti sottoposti all’ AIA. Addirittura risulta accertato che le
motivazioni dei provvedimenti di rigetto o di
accoglimento delle istanze di AIA, di competenza dei
dirigenti superiori gerarchici del funzionario Cannova,
venivano non soltanto dal Cannova materialmente
predisposti di tutto punto, con articolato normativo,
indicazione dei pareri di riferimento e prescrizioni
dettate al destinatario ma nella sostanza da lui decisi
esclusivamente e poi sottoposti e sottoscritti
congiuntamente o meno dal direttore del dipartimento e
dal dirigente del servizio. All’epoca delle indagini
rispettivamente dottor Giovanni Arnone e ingegnere
Natale Zuccarello (cnfr. testi Zuccarello e Arnone, alle
udienze del 9 aprile 2015 e 26 gennaio 2017 e del 2 luglio 2018
e memoria scritta personalmente dal Cannova, consegnata
all'udienza del 7 luglio 2016 in luogo di sue spontanee
dichiarazioni). Cannova inoltre si ripete, nella medesima
posizione curava tutte le attività successive e conseguenti
al rilascio delle autorizzazioni AIA (v. artt. 5, 6 e 7 c 28
e 29 c segg. dlg 152/2006). In breve tutte le istanze di
competenza regionale inoltrate dai privati e dagli enti
pubblici (3) operatori economici che volevano realizzare una
discarica nel territorio della Sicilia o ottenerne il rinnovo
alla scadenza quinquennale, o che subivano controlli o
rischiavano di incorrere in un procedimento di revisione
dell'AIA e o sanzionatorio (come nel caso del Proto che
verrà esaminato) passavano dalla gestione del Cannova,
in qualità di funzionario addetto a quell’ufficio. Come è
noto il procedimento AIA, connesso con quello di
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) si compone dei
pareri e degli atti di un certo numero di autorità
amministrative, competenti in diversi settori, che, a
seconda ad esempio delle caratteristiche dell'opera e dei
luoghi delle destinazioni urbanistiche dei vincoli specifici
gravanti sulle particelle dei siti interessati etc .. , può anche
superare, tra diversi uffici degli enti locali dei territori
interessati uffici regionali e autorità sanitarie, le venti unità
(Cannova nelle sue conversazioni col Proto. circa i rilievi temuti
e ricevuti da ARPA ad es. nell’aprile del 2012 su alcuni episodi
di fermo impianto non segnalati, non manca occasione per
ricardare a Proto e alla responsabile del piano di sicurezza della
sua discarica, Veronica Puglisi, che è il suo ufficio l'autorità
competente a provvedere e che da lui devono passare :
"Sempre ni mia annua veniri"). Non va trascurato che è ancora
una volta lo stesso Cannova nella sua memoria a ricordare che
il capitolo l della legge 554/99 recita che i compiti del
responsabile del procedimento sono innumerevoli, in
particolare egli ha funzioni propositive e il alcuni casi decisionali
(v. p. 9 memoria cit.). Risulta accertato che il predetto,
incontrastato dai suoi superiori, ma capace
all'occorrenza di guidare con destrezza verso i suoi
obiettivi o di minacciare larvatamente (4) utilizzava
costantemente e come metodo la posizione di potere che gli
conferiva la sua peculiare funzione, destreggiandosi
alacremente per truccare le procedure per il rilascio e il
rinnovo dei decreti di AIA o per bloccare (come nel caso
del Proto che lo impegnò per lunghi anni ed intensamente) le
iniziative sanzionatorie di altri servizi o assessorati con i quali
egli interagiva nell'ambito della medesima procedura. Le
intercettazioni hanno rivelato che il Cannova usava omettere
le conferenze di servizio o calendarle con tempistiche
strategiche in funzione del beneficio specifico che poteva
derivarne al suo patrono, e che condizionava, con ogni
metodo adatto al caso. I colleghi e i superiori di altri uffici
che vi avrebbero partecipato o che avrebbero avuto un ruolo in
pareri da esprimere o un qualsivoglia utile potere di influenza.
Le intercettazioni lo colgono a darsi un gran da fare tra l'altro
anche a tenersi aggiornato sulle evoluzioni delle azioni
dei suoi diretti superiori, Zuccarello e Arnone e di altri
uffici e per tenere aggiornati a loro volta i suoi corruttori,
dando loro e ai loro avvocati consigli su come agire di fronte ai
pareri negativi paventati o già ricevuti, anticipando informazioni
di ogni tipo omettendo di rilevare carenze documentali ovvero
gravi lacune che avrebbero influito sull'esito della pratica di
autorizzazione ambientale o a livello sanzionatorio. Ma risultano
provati anche casi in cui il Cannova partecipò a riunioni
presiedute non da lui ma da altri come rappresentante
dell'ARTA ma in cui suo unico fine era quello di curare gli
interessi del Proto, il 13 marzo 2012, e dell' Antonioli, nel 2008,
al fine di condizionare le decisioni che ne sarebbero scaturite
distorcendo la visione della realtà degli altri partecipanti.

a) Cannova e Proto Per una migliore contestualizzazione dei fatti


occorre partire dalla descrizione del sito delle discariche della
società OIKOS del Proto e dalla indicazione di alcuni dati sui
suoi impianti. Il sito coincide con un lotto di 306.832 mq, in una
vallata che si estende da est verso ovest dalla contrada Ti riti,
vicino all'abitato di Motta Sant'Anastasia alla contrada
Valanghe d'Inverno, al confine col territorio e con l'abitato del
comune di Misterbianco (5) Dal 1982 era attiva, con delle fasi
di arresto, la c.d discarica storica ricadente in contrada Tiritì,
che occupava circa 20 di quegli oltre 30 ettari di terreno. Nella
restante estensione la OIKOS coltivava una discarica per inerti
e cave di sabbia (6) La discarica storica venne utilizzata dalla
OIKOS fino ad aprile del 2013 e cioè immediatamente prima
che entrasse in funzione la nuova discarica ricadente in
contrada Valanghe d'Inverno. (7) Il suo esercizio, dopo
l'entrata in vigore del d.lg 15212006, era stato autorizzato
con decreto dirigenziale regionale di AIA del 27 giugno
2007 n. 562/2007 del dirigente del Sevizio 2 VIA VAS
ing. Sansone. e poteva abbancarci tino a 810.000 metri cubi
di rifiuti.
Invece la nuova vasca (definita negli atti della pratica
autorizzativa “ampliamento" della preesistente) di
contrada Valanghe d'Inverno veniva autorizzata per una
capacità di abbancamento di oltre due milioni e mezzo di metri
cubi di rifiuti. Va rilevato che per quest'ultimo impianto la
società del Proto aveva chiesto l’autorizzazione AIA già nel
lontano 2007 e, in forza della normativa emergenziale del
Governo regionale Lombardo, l'aveva ottenuta nel 2009 (DDS
AIA 19 marzo 2009 n. 221). Nel 2010 la OIKOS otteneva ancora
un decreto di AIA per un bioreattore che non sarebbe stato mai
realizzato e che avrebbe avuto la funzione di risolvere il
problema di non abbancare la frazione biodegradabile dei rifiuti.
Tutto ciò sempre a seguito della gestione dell'istruttoria
amministrativa condotta dal Cannova. Va aggiunto che nel sito
veniva realizzato (dapprima al servizio della discarica di Tiritì)
un impianto di pretrattamento preselezione dei rifiuti urbani
(per la separazione della frazione plastica e ferrosa dall' umido
e dalla frazione secca), che, dopo l'istruttoria coordinata e
presieduta dal Cannova otteneva il decreto regionale di AIA il
10 luglio 2008 (DRS AIA n. 661). Va ancora rilevato che tale
decreto, per sua espressa previsione non era un provvedimento
definitivo, poiché al suo art. 9 disponeva che il provvedimento
definitivo, di là da venire. era subordinato alle risultanze della
visita di collaudo, che, sottolinea ancora il Tribunale, sarebbe
stata effettuata definitivamente nel luglio 2010 da una
Commissione cappeggiata dal Cannova di cui si tratterà oltre;
v. per intero il decreto AIA del 10 luglio 2010 e l'art.9 e l'art.10
che tra le sue prescrizioni enumera l'obbligo del gestore in caso
di superamento dei valori limite delle emissioni a seguito di mal
funzionamento o avarie dell'impianto di informare il Servizio 3
del Dipartimento dell'assessorato Territorio e Ambiente e gli
Organi di Controllo Provincia regionale e dipartimento ARPA
provinciale) (8)
L'impianto di pretrattamento. oggetto di tali distinti progetti (il primo
del 2008, approntato dunque, in modo approssimativo, poiché non
era né esecutivo né definitivo e il secondo del 2010, esecutivo)
avrebbe avuto la funzione di adeguare l'attività di abbancamento dei
rifiuti nella discarica storica di Tiritì : a) al dlg 38/2003 sui requisiti
operativi delle discariche, che prescrive che i quantitativi di sostanza
organica biodegradabile conferiti in discarica siano ridotti in
percentuali progressivamente crescenti fino al 2010 e b) e
all'Ordinanza del Commissario straordinario per i rifiuti in Sicilia del
28 dicembre 2006 pubblicata il 23 febbraio 2007 (intitolata
Adeguamento del programma regionale riduzione dei rifiuti urbani
biodegradabili, da collocare in discarica alle Osservazioni del
Ministero dell'Ambiente e al decreto legislativo 152/2006). Questo
provvedimento introduceva il divieto di conferimento in discarica dei
rifiuti non trattati dall' 1.1.2008 e con esso stando alla relazione della
OIKOS (di accompagnamento del progetto del 2010), le discariche
già in esercizio venivano obbligate a provvedere ad un impianto di
pretrattamento dei rifiuti in ingresso in tempi brevi e comunque non
oltre il 31 dicembre 2007, allo scopo di ridurre la quantità di frazione
biodegradabile. La legge prorogava i termini fino al 31 dicembre 2008
(-v. allegato n. 3 produzione Pm ud. 14.12.2015-), e poi, come si
apprende ancora dalla relazione tecnica del 201O, il decreto c.d.
salva infrazioni approvato dalla Camera il 19 novembre 2009 aveva
concesso una proroga fino alla fine del 2010 (testualmente da detta
relazione del 20l0: "l'impianto è stato calibrato per garantire
l'idoneità del sovvallo secco allo smaltimento in discarica ; il decreto
"salva infrazioni" approvato dalla camera il 19 novembre (decreto
legislativo numero 135/09) ha prorogato, tra gli altri interventi,
l'entrata in vigore dell'elemento obbligatorio di valli/azione dei rifiuti
ai fini dell'ammissibilità in discarica rappresentata dal potere
calorifero inferiore (PC!). Pertanto, solo c/a/31 dicembre 2010, il
conferimento in discarica dovrà avvenire nel rispetto dei limiti 13 000
K.J Kg come potere calorifero inferiore del rifìuto. Si evidenzia a tale
scopo che il potere calorifero inferiore stimato della frazione secca
in uscita del/ 'impianto risulta inferiore al suddetto limite normativo).
Il teste Evola ha pure riferito che Proto Domenico, gestendo a Motta
Sant'Anastasia uno dei più grossi siti emergenziali di raccolta dei
rifiuti dell'isola, era divenuto uno dei maggiori imprenditori del
settore dei rifiuti in Sicilia. Per rendere meglio l’idea dell'importanza
e delle dimensioni ragguardevoli degli affari gestiti dalla OIKOS, ha
precisato che la discarica di Motta Sant' Anastasia riceveva i rifiuti
conferiti da circa 90 comuni cui si aggiungeva il business della
raccolta, gestita direttamente con i suoi autocompattatori e
personale, per diversi comuni della zona dell'Etna, compresa la città
di Catania col risultato nel 20 Il di un fatturato di oltre trentun milioni
di euro (9) Nel 2011, periodo in cui iniziarono le indagini la discarica
di Tiritì operando già da circa trent'anni rischiava anche per questo
la chiusura e come visto la nuova discarica in contrada Valanghe
d'Inverno non esisteva e ad essa si opponevano sindaci e cittadini di
Misterbianco e di Motta Sant'Anastasia. organizzati nei comitati No
Discarica, che denunciavano i cattivi odori e le polveri sottili generati
dalla discarica di Tiritì, la distanza ravvicinata ai centri abitati e vari
altri profili di illegittimità nelle procedure di rilascio dei decreti di AIA
concessi alla OIKOS, in ordine tra l'altro alla vetustà della vasca di
Tiritì e quindi anche alle eccessive dimensioni di quel nuovo impianto
di Valanghe d'Inverno, che sommata alla prima avrebbe consentito
al Proto di accogliere fino a tre milioni di metri cubi di rifiuti,
aggravando i problemi (v. trascriz. ud. del 4.6.2015).

Nel mese di giugno del 2011 un'ispezione ordinaria dell'ARPA


aveva rilevato un superamento della soglia limite delle
polveri sottili. Questa situazione, unita all'iniziativa di un
dirigente della Provincia di Catania che nel novembre del
2010 aveva chiesto all'ARTA, coinvolgendo anche il
Presidente della Regione, l'annullamento in autotutela dei
decreti di AIA rilasciati nel 2009 e nel 2010 alla OIKOS,
aveva esasperato la protesta degli oppositori. Ne scaturiva
nel settembre del 2011 l'iniziativa del presidente della
regione Lombardo di nominare una commissione ispettiva
anche per i rilevamenti in discarca. Ciascun membro di
tale commissione veniva contattato e indirizzato dal
Cannova, nel modo consueto, che si vedrà
esaminando le conversazioni intercettate. Ma le
preoccupazioni del Proto non si fermavano ai fetori lamentati
dalla popolazione che li attribuiva alla putrefazione della
frazione biologica abbancata nelle discarica in funzione
dovute alle sue inadeguate caratteristiche tecniche e
operative (e quindi al rischio della chiusura di quella
discarica ""storica"), ma in estrema sintesi si estendevano
al rischio dell'annullamento del decreto AIA ottenuto nel
2009 per l'impianto in contrada Valanghe d'Inverno. Infatti
i comitati no discarica e altresì la Provincia come si è
accennato rilevavano anche in quella autorizzazione del
2009 la presenza di indici di anomalie amministrative,
come ad esempio il mancato rispetto della distanza
dai centri abitati e del divieto di ricezione in discarica
di rifiuti marcescibili al di là di una ridotta
percentuale, previsti per legge (dlg 36/2003 sulle
discariche) la contrarietà al piano dei rifiuti, la
contraddittorietà con i principi di legge che sorreggono il
ciclo dei rifiuti cui consegue la riduzione del numero e delle
dimensioni delle discariche sul territorio. Altri problemi per il
Proto tra il 2011 e il 2012 erano: la volontà del Comune di
Motta Sant'Anastasia di costituire un parco o di ampliare
l'area del vincolo paesaggistico intorno al Castello storico.
Con la conseguenza che l’area della vasca autorizzata
sarebbe andata a ricadere nella fascia di rispetto del bene
monumentale o del parco con divieto di edificabilità, che
sarebbe equivalso alla revoca dell'AIA; le richieste da parte
di altre società concorrenti di autorizzazione all'esercizio di
altre discariche in zone dello stesso comprensorio, come nel
caso della società Bios, che aveva presentato la richiesta
per una discarica nel comune di Rammacca. Ma osserva
altresì il Tribunale, l'esame capillare delle conversazioni
intercettate tra il Proto e il Cannova soprattutto alcune del
marzo del 2012 e il loro raffronto con gli atti (in particolare
con il contenuto della sentenza del TAR di Catania del 2015,
prodotta dalla difesa del Proto, di cui oltre) fa palese che un
altro macigno da superare era quello della non compatibilità
urbanistica e idrogeologica del progetto della nuova
discarica che era stato valutato positivamente in sede di
valutazione di impatto ambientale e quindi nella sede del
procedimento funzionale alla istanza di AIA che si era
concluso col provvedimento autorizzativo del 2009 (v. in
particolare intercettazione 5 marzo 2012 della
conversazione tra Proto e Cannova, progr. 22722, in cui
mentre Proto parla al Cannova del rischio che la Bios ottenga
l’AIA per Rammacca e insistendo che nell'area tra l’atro c'è
un vincolo dovuto a un fiume o ad altro, Cannova
equivocando e pensando che Proto si stia riferendo alla
richiesta di annullamento della sua AIA per la discarica di
Valanghe d'Inverno e volendolo tranquillizzare gli spiega che
sarebbe inattaccabile da parte di chiunque volesse sollevare
tale aspetto poiché, aggiunge, non sarebbe più rientrato nei
termini per un eventuale ricorso al TAR). Il tenore e la
frequenza dei dialoghi tra Cannova e Proto mostrano
la particolare familiarità e la consolidata complicità
tra i due, la solerzia e l'assoluto asservimento del
Cannova alla risoluzione delle numerose
problematiche che angustiavano il Proto, congiunta
alla sistematica erogazione del Proto a Cannova di
regalie (spese di viaggio e di soggiorno per lui e la
famiglia in hotel) e somme di denaro e in più di
un'occasione anche all'organizzazione di incontri con
prostitute. (10)
Ciò che in breve emerge circa la condotta dei due imputati dalle
intercettazioni, è la solerzia spasmodica e lo slancio del
Cannova per venire incontro con ogni mezzo illecito possibile
ai bisogni del Proto e il suo profilo di spregiudicato corruttore
del Proto stesso, che concepisce come unico metodo della sua
vita imprenditoriale il prezzolare chiunque possa essere
funzionale al suo disegno di ampliamento delle sue discariche
e dei suoi affari (emblematico appare il proposito che Proto esprime
nella conversazione del 6 marzo 2012 delle ore 17,00 di corrompere
Michelon, che è stato nominato ispettore dal Presidente della
Regione, nonché commissario straordinario per i rifiuti e che ha
competenza in relazione ai decreti di AIA che lo riguardano progr. n.
658 decr. 25611 2 ore 17,00- ). Le richieste del Pm non hanno
contemplato gli atti delle procedure amministrative che portarono ai
decreti AIA della OIKOS. I testi di Polizia giudiziaria hanno rimarcato
di avere acquisito durante le indagini la relazione conclusiva degli
ispettori nominati nel gennaio del 2014 dall'assessore regionale
Nicolò Marino, per la verifica di tali atti (disposta anche per altre
discariche private in Sicilia) che il Pm ha scelto quindi di non
produrre. Deve evidenziarsi a questo punto che In difesa del
Proto, quando il dibattimento volgeva alle battute finali, ha prodotto
non la relazione finale degli ispettori dell'assessore Marino bensì
alcuni atti che seguirono e furono provocati dalle risultanze
rappresentate dagli ispettori, da cui indirettamente si apprende
almeno in parte il contenuto dei rilievi degli ispettori riferiti ai
procedimenti di AIA della OIKOS ed anche ai profili operativi
dell’impiantistica in questione. In breve si apprende da queste
produzioni che tra i mesi di marzo e luglio del 2014 il direttore del
dipartimento acque e rifiuti dell'assessorato del Marino, ingiunse alla
OIKOS la chiusura e bonifica della discarica storica di contrada Tiritì
(che operava con decreto AIA rilasciato nel 2007) ed emise il
provvedimento di diniego della istanza di rinnovo del decreto AIA che
era stato rilasciato alla società del Proto nel 2009 per l'ampliamento
in contrada Valanghe d'Inverno che aveva validità quinquennale. Per
quanto è dato ulteriormente conoscere a questo Tribunale sempre
mediante la medesima documentazione che la difesa del Proto ha
scelto di produrre in dibattimento (poiché non vi è stato al riguardo
un contraddittorio del Pm e delle altre parti sul punto), agli ora
enunciati provvedimenti seguì il processo amministrativo di
impugnazione del provvedimento di rigetto della istanza di rinnovo
dell'AIA del 2009 che autorizzava la discarica di Valanghe d' Inverno.
In primo grado il TAR di Catania, con sentenza del6 ottobre 2015
(prodotta in copia informe priva di data c del numerazione delle
pagine), diede ragione all'assessorato autore del provvedimento,
rilevando che la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA),
prodromica e condizionante il procedimento di AIA, era stata
effettuata sulla scorta di dati gravemente contrastanti con quanto
ripo11ato nel PRG del comune di Motta Sant’Anastasia e col PAI.
Veniva dichiarato anche nel decreto di AIA che l'arca era destinata
urbanisticamente a discarica di RSU (produttivi di percolato e di
biogas, e incompatibili col quel tipo di destinazione) quando invece
la stessa area era in realtà gravata da vari vincoli geologici e
idrogeologici con rischio di frana di secondo livello (rischio idraulico
dovuto ad una composizione del terreno, litotipi argillosi che ostacola
l'assorbimento dei liquidi, aggravato dalla geomorfologia del sito).
vincoli pure riportati nel nuovo PRG e mai sciolti dal competente
ufficio della Forestale dell'assessorato al Territorio (v. art. 13 legge
64/1974 e motivazioni della sentenza del TAR cit.). Lo stesso PRG
inoltre prevedeva espressamente per le particelle interessate dalla
discarica il divieto assoluto di edificabilità oltre l'esistente (v. anche
tra gli atti della produzione della difesa del blocco relativo alla
procedura AIA dell'impianto di pretrattamento, dichiarazione del 23
giugno 2008 sottoscritta da Giuseppe Lo Cicecro, in qualità di
direttore tecnico della discarica della OIKOS. funzionale all'istanza
volta ad ottenere l'AIA per l'impianto di pretrattamento, secondo cui
"il terreno in cui è localizzato l'impianto ricade nell'area destinata a
discarica per rifiuti non pericolosi e che tale terreno non è
classificabile come bosco ai sensi della legge regionale 61 96 che
omette i suddetti vincoli). (11) Va ancora riferito che la difesa ha
pure prodotto la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa
che decidendo sull'appello contro la sentenza del TAR, prima in via
cautelare il 15 gennaio 2016 e poi in via definitiva il 4 ottobre 2017,
annullava la sentenza del TAR, giammai negando esattezza della
disamina degli atti relativi alle risultanze autentiche del PRG sui
vincoli presenti nell'area della discarica, ma ritenendo che non ne
emergesse la rilevanza ai fini dell'esercizio della discarica : "il
provvedimento di diniego poggia praticamente sulla sola
considerazione dell’illegittimità urbanistica della precedente AIA , in
quanto rilasciata sulla base di una conformità urbanistica all'epoca
erroneamente attestata e senza il preventivo parere dell'Assessora/o
regionale competente ( ... ) non fa riferimento a effettive esigenze
urbanistiche, ambientali né di tutela della salute e della sicurezza che
peraltro non emergono dagli alti dei procedimento. Ancora a
proposito delle attività devianti e gravemente contrarie ai
doveri d'ufficio del Cannova e in favore del Proto, vi è un caso
in cui il Cannova stesso partecipò ad una riunione non come
presidente di una conferenza dei servizi bensì come partecipante a
una conferenze presieduta da altri il 13 marzo del 2012. L' episodio
per la sua pregnanza potrebbe anche da solo fungere da sintesi
generale del contesto e delle intricate problematiche che occupavano
in quegli anni Proto e Cannova, materia costante dei loro dialoghi (su
di essa pertanto ci si dovrà poi soffermare ancora nel capitolo
dedicato allo scandaglio di ogni singola intercettazione). Cannova vi
partecipava come rappresentante del dipartimento dell'ARTA
che aveva rilasciato alla OIKOS l'AIA del 2009 per
l'ampliamento in Valanghe d'Inverno. Egli era, si ripete, il
funzionario che a partire dal 2007 aveva gestito tutte le
istruttorie che avevano portato ai decreti di AIA degli impianti
gestiti dalla OIKOS spa di Domenico Proto. A presiedere la
conferenza era il direttore del dipartimento Acque c Rifiuti
dell'Assessorato all'Energia, dottor Vincenzo Emanuele (in
quel periodo impegnato nella preparazione del piano
regionale dei rifiuti, che, come si vedrà, toglieva il sonno al
Proto). In rappresentanza dell'ufficio VIA VAS dell’ARTA vi
era oltre al Cannova l'ing. Natale Zuccarello. Cannova
sostituiva il direttore di dipartimento, Giovanni Arnone, che lo
aveva nominato come suo delegato la mattina di quello stesso
giorno. L'incontro era stato richiesto dai rappresentanti dei Comitati
No Discarica dei Comuni di Misterbianco e Motta Sant'Anastasia, e
oltre a questi vi partecipavano sindaci, consiglieri provinciali c
comunali, che si opponevano alla discarica del Proto. Prima di allora,
come accennato, si era verificata una serie di eventi -tutti tracciati
dalle lunghe e continue conversazioni tra Cannova e il Proto e da un
giro di email tra questi e illegale della OIKOS Salvatore Sudano (detto
Chicco)- che stavano mettendo a serio repentaglio le sorti dei decreti
di AIA ricevuti dalla OIKOS e che riguardavano oltretutto i requisiti
operativi di legge c la compatibilità ambientale della discarica e la
sua coerenza rispetto alle previsioni dettate dal piano dei rifiuti e con
la legge nazionale e regionale vigente in materia. Era intervenuto già
nel novembre del 20lO il dottor Valeri o Saitta, dirigente dell'ufficio
competente della Provincia regionale di Catania (ufficio che in regime
emergenziale aveva rilasciato parere favore all'AlA per l'ampliamento
della discarica e per un bioreattore) chiedendo al direttore del
dipartimento dell'ARTA, che aveva rilasciato i decreti autorizzativi in
discorso (all'epoca dei fatti Giovanni Arnone) e al presidente della
regione che si procedesse all'annullamento in autotutela di quei
provvedimenti, rilevandone il contrasto col principio della riduzione
dello smaltimento dei rifiuti in discarica di cui alla legge e al piano dei
rifiuti in fieri. A giugno l'ARPA aveva rilevato presso la medesima
discarica un superamento delle polveri sottili oltre i limiti soglia. Era
pure intervenuto il presidente della regione Raffaele Lombardo, in
qualità di commissario straordinario per il problema della gestione
dei rifiuti in Sicilia disponendo l'invio e la relazione di tre ispettori. e
riter delle sue valutazioni era ancora pendente. Proto e Cannova, già
da quando nel settembre del 20 Il iniziavano ad essere intercettati,
apparivano oltremodo allarmati e impegnati ad attivare tutti i canali
e ad esercitare tutte le pressioni possibili per controllare le attività
del personale dell'ARPA di Catania (che vigilava sulle emissioni della
discarica) e stappare l'attivazione, da parte dei dirigenti dello stesso
Ufficio del Cannova e di altri organi competenti di un procedimento
di revisione dei decreti autorizzativi dell'esercizio degli impianti della
OlKOS. I due erano contemporaneamente molto impegnati per
arrivare al Lombardo e al direttore del dipartimento Rifiuti
Vincenzo Emanuele. Emanuele, che, si ripetein quel periodo era
tra l'altro concentrato sulla redazione del nuovo piano regionale dei
rifiuti. Emanuele era il superiore gerarchico di Domenico
Michelon collega col quale Cannova mostrava di avere molta
confidenza e da lui e dal Proto utilizzato anche per fare pressione
e avere infomazioni sul suo superiore ed invitato da loro, tra febbraio
e i primi di marzo del 2012, in consessi privati al ristorante Papoff
a Palermo (pure monitorati dagli investigatori). Tra l'altro il Michelon
ricopriva anche la carica di soggetto attuatore dei provvedimenti del
presidente Lombardo nella veste di commissario straordinario ai
rifiuti. Proto, di tanto in tanto e sempre in concomitanza col
conseguimento dei risultati più significativi ottenuti grazie alle
operazioni del Cannova lo gratificava con cospicue somme di
denaro e omaggiando lui e la famiglia di soggiorni alberghieri
ed altre utilità, così come faceva almeno dal 2008 (v. più avanti
l'esame della relativa documentazione contabile acquisita). I cittadini
e rappresentanti degli enti locali partecipanti alla riunione del 13
marzo 2012 lamentando tra l'altro i fetori che dalla discarica della
OIKOS allora in esercizio (in contrada Tiritì), giungevano nei loro
contigui centri abitati chiedevano provvedimenti come ad esempio la
sua delocalizzazione e si opponevano all’'ampliamento" della
discarica, concesso alla OIKOS dall'ufficio del Cannova con decreto di
AIA del 2009, ma ancora, nel 2012, non realizzato. .. In breve tale
riunione poteva decidere la partita del mantenimento o della chiusura
della suddetta discarica c.d. storica della società del Prato (in
contrada Tiritì) in esercizio dagli anni '80 e della nuova discarica già
autorizzata (per contrada Valanghe d'Inverno, all'interno sempre del
medesimo sito). In serata il Cannova ne relazionava minuziosamente
al Proto (mentre la Polizia giudiziaria li ascoltava) evidenziando la
sua maestria nel manipolare con astute argomentazioni
tecniche frammiste ad informazioni menzognere (da lui stesso
commentate con Proto) il presidente Emanuele e gli altri
personaggi (tutti minuziosamente squadrati e controllati dal
Cannova), mettendoli a tacere e imponendosi all’attenzione e
divenendo punto di riferimento del presidente Emanuele. Tra
gli altri successi enumerati dal Cannova al Proto, che era riuscito ad
ottenere nella stessa riunione. c'era la conferma dell’allontanamento
del pericolo che Zuccarello riuscisse a fare avere alla società BIOS.
concorrente del Proto, l'autorizzazione per l'esercizio di una discarica
nel comune di Ramacca nel comprensorio delle discariche di Motta
Sant'Anastasia (Cannova già in precedenza aveva brigato e discusso
a lungo col Proto per la bocciatura dell'istanza di AIA per la discarica
a Rammacca e nei primi di marzo lui stesso aveva prima presieduto
la relativa conferenza dei servizi e quindi fatto firmare al dirigente il
provvedimento di rigetto di quella istanza). Alle intercettazioni delle
conversazioni di quel fatidico 13 marzo 2012 e fino a giugno del 2012
seguirono le intercettazioni di numerosi altri contatti di interesse
processuale tra il Cannova e il Proto tra dipendenti della OIKOS
e il Cannova, tra Cannova con la moglie, Valeria Paduano e il
figlio Paolo e di altri da maggio del 2013 al 27 novembre 2013,
di crescente rilievo probatorio relativi alla trance del materiale
d'indagine proveniente dal procedimento n. 919012013 RGNE. Ora
va sottolineato che l'attento esame di queste conversazioni molte
delle quali lunghe e cariche di una congerie di riferimenti ad eventi
storici relativi al governo dei rifiuti in Sicilia, e tecnico-normativi
consente di venire a capo delle situazioni presupposte dai dialoganti
e quindi di comprendere i rischi che correva il Proto, le "strategie"
(espressione che lui e il Cannova usano di continuo) che entrambi
mettevano a punto, i fini sperati c i risultati ottenuti. Al di là degli
episodi più eclatanti in cui Proto consegna il denaro. offre prestazioni
di prostitute, alberghi e simili utilità al Cannova, da tutto il resto delle
conversazioni captate si comprende in modo assolutamente diretto
che il Cannova metteva a disposizione del Proto, dietro laute
consegne di denaro e altri tipi di utilità, in una perpetua
inquietante progressione criminosa, tutta la sua indubbia
competenza nel settore dei rifiuti e la sua esperienza dei
meandri più oscuri del suo ufficio, muovendosi in un terreno
a lui familiare, guidando una missione distorta volta ad
ottenere con ogni mezzo l'ampliamento delle discarica di
rifiuti non pericolosi del Proto, in una direzione
diametralmente opposta alle indicazioni della legge
nazionale, della legge regionale e dci provvedimenti
conseguenziali, agitando il paravento del regime
emergenziale. Egli così riusciva a portare a termine il suo piano
attraverso una sequela di azioni concrete tutte macroscopicamente
contrarie ai suoi doveri d'ufficio.
b) Cannova e Antonioli Nel sintetizzare le situazioni afferenti
all' Antonioli può prendersi a spunto un 'altra riunione, del
2008, in cui Cannova partecipò anche allora non come
presidente di una conferenza dei servizi, che era invece
presieduta da una dirigente dell'Assessorato all'Energia, ma
come rappresentante dell’ARTA. La conferenza aveva ad
oggetto l'esercizio del biogassificatore della OSMOS di cui si
ripete Antonioli era l'amministratore delegato e che operava
all'interno della discarica di Mazzarà Sant'Andrea. La OSMOS
aveva attivato l'impianto di biogassiticazione senza che
avesse ottenuto dall'assessorato competente il decreto di
AIA e faceva appello al meccanismo del silenzio assenso,
inconcepibile in materia ambientale. (12) Nel corso della
conferenza, il Cannova, molto esperto e ben addentro alla
materia dei rifiuti, non soltanto ometteva nell'esercizio di
quella sua puntuale veste istituzionale l'obbligo di rilevare
l'illiceità della condotta dell’Antonioli, ma, nota il Tribunale,
al contrario, col suo consueto fare artificioso, intervenendo
a verbale, aveva fatto credere che la OSMOS avesse agito
correttamente, mettendo avanti suggestivamente la
circostanza che l"uso del biogassificatore era una
prescrizione ricevuta dal gestore della discarica dei rifiuti per
il suo esercizio. Deve rimarcarsi che quello della OSMOS è
un altro caso eclatante poiché alla medesima società fu
possibile per circa quattro anni dal 2008 al 2012, tenere in
esercizio dall'impianto di trasformazione del biogas prodotto
dai rifiuti della discarica di Mazzarà Sant" Andrea senza una
autorizzazione ambientale, e conseguire i proventi della
vendita dell'energia prodotta (13):
Nel giugno del 2007 la OSMOS aveva avanzato
una richiesta di AIA per il menzionato impianto
carente di documentazione essenziale. Ad
esempio il Genio civile non aveva ricevuto la
necessaria documentazione né l'ARPA (v.
conversazione del 20 novembre e il dicembre 20 tra
Cannova e il Tinnirello, i due concordano la
strategia di fare a quel punto finta di nulla perché ci
sono "troppi enti di mezzo, che hanno denunciato la
sutuazione; v. dichiarazioni deii'Antonioli al Gip il
21.7.2014); come già esposto il Cannova nel 2008
e poi anche nel 2009 partecipava in
rappresentanza del suo assessorato alle
relative conferenze dei servizi - presiedute dal
Rup del settore dell'Assessorato allora
competente agli impianti di produzione
dell'energia, dott.ssa Marcianò-, e in quella
occasione adattando e imbrogliando le carte a
favore della OSMOS. ometteva di rilevare dette
carenze e contemporaneamente presentava agli
altri componenti del consesso l'AIA della discarica,
rilasciata in precedenza alla Tirreno Ambiente, in una
conferenza di servizi da lui invece presieduta (v.
teste Tinnirello); nel 2013 i consulenti della
Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto
accertavano le irregolarità dell’impianto della
OSMOS, relative tra l’altro al sistema di
registrazione delle emissioni in atmosfera e ai
ripetuti sforamenti dei limiti delle sostanze inquinanti
dell'aria normati dalla legge del settore (cnfr.
motivazioni dei due decreti di sequestro preventivo
dell'impianto della OSMOS del Gip di Barcellona
Pozzo di Gotto, del 16 aprile e dell'11 gennaio 2013,
e le sette relazioni dell' amministratore giudiziario,
prof. ing. Giuseppe Cannistraro e in particolare
l'ultima riassuntiva, del 26 giugno 2013 e quella del
21 gennaio 2013. A pag. 19 di quest'ultima
l'amministratore relaziona di avere appreso da alcuni
funzionari presenti alla conferenza dei servizi del 25
febbraio 2013, tenutasi con la sua partecipazione che
alcuni ''Enti'' si erano pronunciati sulla istanza di AIA
avanzata dalla OSMOS "confermando il Nulla Osta
rilasciato in occasione del rilascio dell"AIA, relativo
alla discarica di Mazzarà Sant'Andrea, in cui ricade l
'impianto di biogas della dilla OSMOS, e perla quale
è stata prescritta in una precedenza conferenza dei
servizio, la sua realizzazione" ). Pagina 37
c) Cannova e i fratelli Sodano.

La vicenda processuale nella parte relativa al rapporto tra il


Cannova e i fratelli Sodano si lega ad un altro procedimento.
il n. 11574/2010 della DDA, le cui indagini erano affidate alla
Squadra Mobile della Questura di Agrigento (14) L' ipotesi
investigativa muoveva dall' assunto che i fratelli Sodano
coltivassero delle connivenze in ambienti della criminalità
organizzata e le attività di intercettazione disposte nei loro
confronti puntavano all' acquisizione di elementi probatori di
confem1a. Durante le attività di captazione venivano
ascoltati frequenti contatti tra i Sodano e il Cannova e
via via, nel suddetto contesto investigativo, prendeva
naturalmente forma il rapporto corruttiva tra il Cannova e i
Sodano. Questi, operatori agrigentini del settore dei rifiuti.
gestivano, per il tramite della società Sicedil srl 15 una
discarica per lo smaltimento di inerti in località Monserrato,
nella periferia di Agrigento, che nel 2007 aveva ricevuto
il provvedimento di AIA, a seguito della istruttoria
condotta dal Cannova. Tale discarica in fase di saturazione
rischiava la chiusura e pertanto, per il tramite della società
Soambiente srl, i Sodano avevano presentato
un'istanza per l' autorizzazione per un’altra discarica
a poco centinaia di metri di distanza dell’impianto in
saturazione, per la stessa categoria di rifiuti e volendo
inoltre espandere i loro commerci avevano 16 presentato
alle amministrazioni i progetti per l'apertura di altre
discariche per lo smaltimento di diverse tipologie di rifiuti
non pericolosi, anche diverse dai semplici inerti (e quindi con
codici CER più alti e che avrebbero comportato tariffe di
conferimento e garantito loro guadagni ben più cospicui), da
realizzare in cave dismesse. in terreni ricadenti nei territori
dei comuni di Sciacca, Siculiana, Noto e Pachino. l Sodano
aspettavano con insofferenza la conclusione delle procedure
amministrative per il conseguimento delle relative
Autorizzazioni Integrate Ambienta li. che tardavano ad
arrivare a causa soprattutto degli ostacoli costituiti dalle
risolute iniziative dei cittadini e dei consiglieri comunali di tal
uni dei suddetti comuni (Siculiana. Noto e Pachino), delle
articolazioni locali della Soprintendenza e di altre autorità
amministrative, tra le molteplici coinvolte nella procedura di
VIA e, che ravvisavano in particolare pericoli per la salute
17 e incompatibilità paesaggistiche. Cannova quindi veniva
individuato dagli investigatori come il funzionario del servizio
2 VIA VAS dell’assessorato Territorio Ambiente della Regione
siciliana, con funzioni di Responsabile Unico del
Procedimento e di presidente della conferenza dei servizi,
relativamente alle procedure di AIA per le discariche di rifiuti
del territorio della Sicilia. Emergeva che i Sodano in forza
della posizione di influenza che Cannova mostrava di
esercitare sui suoi superiori gerarchici e su tutti gli
altri rappresentanti dei vari uffici amministrativi
partecipanti alle procedure da cui scaturivano le
autorizzazioni AIA, lo ritenevano la persona giusta a
cui rivolgersi e da corrompere per il buon esito delle
pratiche di loro interesse. E' utile anticipare che la
Soambiente srl dei Sodano nel tempo ricevette: il 18 aprile
2011 l'autorizzazione AIA con ODO n. 253, per
l'esercizio della suddetta discarica di inerti in località
Monserrato (a poche centinaia di metri da quella storica
della Sicedil) che non diveniva esecutiva subito a causa
dei ricorsi amministrativi presentati da un comitato di
cittadini, ma attivata poco dopo (v. anche dichiarazioni teste
Fantucchio pag. 19 trascr. ud. 20 15); nel 2012 l'AIA per
l'esercizio di un impianto di discarica a Siculiana, in
contrada Fontana Grande, per il conferimento di soli rifiuti
inerti (v. anche ud. 24.9.2015 controesame del teste Evola,
condotto dall'avv.to Quattrocchi (18)
Il 21.12.20121'AIA per la discarica di Noto, con Decreto
Arta n. 765 in pari data (ha ricordato il teste Solegreco,
della Provincia di Siracusa, che l'AIA fu però impugnata
davanti al TAR dal sindaco di Noto e che i Sodano nel
novembre del 2017 comunicarono al suo e agli altri enti la
messa in esercizio dell'impianto
Non riuscirono invece mai a ricevere l'autorizzazione
ambientale per il progetto da realizzare a Pachino, poiché il
sindaco Bonaiuto che in un primo momento aveva dato
parere favorevole, travolto letteralmente da una sommossa
popolare dovette ritirare tale parere. E' stato accertato come
si esaminerà meglio nel paragrafo relativo alle
intercettazioni, che l'architetto Frazzetto, frattanto
divenuto dirigente del settore urbanistica dell'ufficio tecnico
del comune di Pachino procedendo ad un approfondimento
disvelò una manipolazione del Cannova che si era
fatto mandare un parere endoprocedimentale positivo
da lui positivamente espresso. chiedendogli di
intestarlo al suo Servizio VIA VAS della Regione.
Quel parere riguardava la fossa imhoff di un locale che
nell'ambito progetto dell'impianto dei Sodano doveva servire
da casa del portiere (parere che al FRAZZETTO era stato
chiesto dal geometra Malandrino della sezione urbanistica).
Inoltre Cannova non aveva avvertito del procedimento la
Sovrintendenza (FRAZZETTO: di fatti poi lui alla conferenza
dei servizi “Lui mi ha detto, dice "va bè sono problemi miei
PM : chi lo ha detto?
FRAZZETTO: l'architetto Cannova . E poi io gli ho detto
guardi è lei il responsabile del procedimento non sono io e
quindi è lei ch poi risponde di queste cose; V. pag. 1O trascr.
ud. 8.2.20 16). Giustappunto in questo contesto i Sodano
venivano intercettati mentre chiamavano il Cannova e gli
chiedevano se vi fossero novità sulle loro pratiche, e in più
di una occasione mentre discutendo tra di loro si
lamentavano anche inveendo contro il Cannova ché
ancora non rilasciava il decreto AIA e continuava a
richiedere ed aspettare pareri e a convocare
conferenze dei servizi a loro giudizio non dovuti
(attribuendogli in sostanza un potere assoluto)
nonostante tutti i soldi che gli avevano dato, togliendoseli
dalla bocca e dai loro conti in banca. Tra le altre
conversazioni di interesse ve ne è una del 5 marzo 2012
(progr.4207) in cui in uno sfogo tra di loro
maledicendo il Cannova, ricordavano di avergli dato
100.000 euro.
Fu allora che le stesse attività di intercettazione disvelavano,
rendendolo via via sempre più palese, che il Cannova
contemporaneamente intratteneva rapporti, fondati su un
intenso scambio corruttivo col "facoltoso" imprenditore del
settore dci rifiuti Domenico Proto (come lo ha definito
Cannova nella sua più volte citata memoria). Sarebbero
seguite le captazioni dei colloqui tra Cannova Giuseppino
Innocenti e Giuseppe Antonioli. Più esattamente
l"indagine sull'ipotesi di reati di corruzione fu assunta per
competenza dalla Procura ordinaria di Palermo e le attività
di intercettazione in corso, a partire dal 3 ottobre
2011, furono proseguite dagli investigatori della Sezione V
della Squadra Mobile di Palermo. Nel mese di novembre e
poi a febbraio del 2012 furono estese rispettivamente
all'ufficio presso l'assessorato e l’autovettura del Cannova.
* Schematizzando al massimo quanto sarà analizzato nei
paragrafi dedicati alla catena di conversazioni intercettate,
la loro intrinseca eloquenza unita ai dati documentali che
sono stati acquisiti mette difronte ad un intreccio di interessi
che traccia la permanente deviazione delle funzioni
pubbliche in favore di quegli imprenditori, posta in essere
dal Cannova, in forza del potere di cui godeva
all'interno dell'ufficio come principale gestore delle
procedure AIA per le discariche. Come ripetuto dal Pm
anche in sede di requisitoria, con particolare riferimento agli
interessi di Proto Domenico, Cannova era in sostanza "a
libro paga dell'imprenditore" e per soddisfare i suoi
desiderata, agiva in assoluta simbiosi con lui, gli
prestava una continua '·consulenza" su come
comportarsi per ottenere sulle sue istanze esiti
positivi e per scansare i molteplici rischi di
annullamento dell'AIA dei suoi impianti, come
avrebbe fatto un prestatore di lavoro dipendente
disposto a tutto per il suo datore di lavoro. Non poche
volte, osserva il Tribunale, veniva addirittura sentito dagli
investigatori che curavano le intercettazioni ambientali, il
fruscio delle banconote che Proto consegnava al
Cannova, atrinterno della sua Audi, per i suoi favori.
Così come avveniva anche con I'Antonioli il 29 febbraio
2012, quando gli consegnava 12.000 euro che
dovevano servire a sistemare, per l'eventualità di un
controllo fiscale la contabilità relativa dell'Audi che
Antonio li, aveva venduto al Cannova nel 2008 nel
autosalone della AutoArona a Borgonovara. Tra l'altro
gli operanti avevano modo di ascoltare : le lagnanze dei
fratelli Sodano sull'esosità delle pretese di denaro del
Cannova; i dialoghi tra Cannova e la moglie sui
programmi delle loro vacanze familiari a Taormina
offerte da Domenico Proto e i progetti di sistemazione
del tiglio Paolo, ancora studente, nella società del
Proto; i timori che la moglie del Cannova a un certo
punto nel mese di maggio del 2012 prese ad esprimere
(quando al marito e al Proto era già nota l’esistenza di
un'indagine a loro carico) e che la attanagliavano per la
"leggerezza", come da lei definita, dell’agire da corrotto del
marito, apertamente e senza cautele. Ed infatti una quota
fortemente signifìcativa delle intercettazioni è
costituita proprio dai dialoghi tra il Cannova e il figlio
Paolo e la moglie Valeria Paduano in cui si questa
continuava a dirsi grata al Proto per l'alto tenore di
vita che assicurava loro, con le sue continue laute
elargizioni, c in cui il Cannova spiegava di essere
dipendente da Mimmo Proto ma che stava lavorando
per diventare da lui indipendente, il sistema di
remunerazione adottato dal Proto per il lavoro, da
"bravo consulente" che svolgeva per lui, ricevendo di
volta in volta adeguata remunerazione. Rileva il
Tribunale che i contenuti monotematici espliciti,
straordinariamente eloquenti e fortemente compromettenti
di tali conversazioni, il linguaggio mai controllato dei
dialoganti non può che portare a constatare la spontaneità
di tali scambi e l'assoluta inconsapevolezza degli interessati
di essere intercettati dalla Polizia. Ad esse, hanno fatto da
corollario, agevolando ulteriormente la comprensione delle
situazioni di riferimento le esposizioni che i testi di Polizia
giudiziaria, autori e coordinatori delle attività di captazione,
hanno reso in sede di esame e di controesame, durante il
lungo corso del dibattimento. Le dichiarazioni degli altri
testimoni del Pm e dei testi chiamati delle difese degli
imputati (alcuni anche interlocutori nelle conversazioni
intercettate) hanno a loro volta consentito un ancora più
approfondito scandaglio delle prospettazioni accusatorie e
soprattutto di quelle difensive. Ne scaturisce un quadro
talmente chiaro, che osserva il Tribunale ha portato gli
stessi imputati ad ammettere i contenuti delle captazioni
come riportati negli atti di Polizia giudiziaria (il cui contenuto
è transitato nel processo attraverso le deposizioni suddette)
e nelle trascrizioni dei periti incaricati dal Tribunale. Merita
di essere messo in rilevo il già più noto menzionato
promemoria difensivo del Cannova da lui compilato
personalmente e sottoscritto, attraverso cui ha inteso
rendere dichiarazioni spontanee, datato 7 luglio 2016. In
esso Cannova dà conto della sua prospettiva su molte delle
circostanze salienti ricostruibili attraverso il materiale
probatorio relative ai suoi rapporti prima di tutto con l'
imprenditore Proto Domenico - rispetto al quale ha
sostenuto ammettendo di avere ricevuto da lui “migliaia
di euro", nutriva sentimenti di sincera amicizia e si
considerava un consulente privato, più che un funzionario
pubblico-, coi fratelli Sodano -che, ha sostenuto, lo
infastidivano con la loro sprovvedutezza e le loro pressanti
pretese-, e con Antonioli Giuseppe -con cui avrebbe avuto
rapporti improntati ad una totale onestà-, e alle pratiche
amministrative di ciascuno, all'epoca dei fatti. Stando alla
stessa memoria del Cannova nell'arco di tempo in cui fu
investito dell'incarico in oggetto curò le istruttorie e
predispose oltre centottanta decreti di AIA.

Nella stessa memoria il Cannova ha sottolineato che


si considerava il consulente del Proto, e che sognava
di poter fare privatamente il consulente per lui, e
anche che l’ingegnare Sansone, suo ex capo settore,
che stimava e con cui aveva un ottimo rapporto, gli
aveva offerto di andare a lavorare con lui nello studio
che avrebbe avviato dopo essere andato in pensione.

2) Quadro di sintesi della normativa nazionale


e regionale in materia di rifiuti.

Il DPR 1O settembre 1982 n. 915 (di attuazione di direttive


C.E.) definiva le attività di smaltimento dei rifiuti, comprese
le sub-attività di conferimento, raccolta e spazzamento,
cernita, trasporto, trattamento, ammasso deposito e
discarica, attività di "pubblico interesse".

Nel 1997 veniva emanato il c.d. decreto Ronchi, dlgs 5


febbraio 1997 n. 22 che all'art. 2, comma 1 sottolineava che
la gestione dei rifiuti è un'attività di "pubblico interesse".

Il decreto Ronchi (più volte menzionato dal Proto nei suoi


dialoghi intercettati) recepiva tre direttive comunitarie: una
sui rifiuti (91 11 56/CEE), una sui rifiuti pericolosi
(91/689/99 CEE) ed una sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggio (94/62/CEE), che abrogava il D.P.R. n. 915/82,
mutando completamente il quadro normativa in vigore:

il precedente decreto si proponeva di disciplinare lo


smaltimento dci rifiuti, ritenendo fasi costitutive quelle di
raccolta, spazzamento, cernita trasporto, trattamento,
deposito e discarica sul suolo e nel suolo.

Con tale decreto si passa dall'idea della centralità dello


smaltimento, alla nozione di gestione dei rifiuti, all'interno
della quale lo smaltimento costituisce solo l'ultima fase.

Il decreto incide profondamente sul sistema di gestione,


favorendo il passaggio da un modello "tutti i rifiuti a
discarica" ad una modello complesso di "prevenzione
e recupero" attraverso il perseguimento di obietti\'i
prioritari: attivare un sistema integrato di gestione dei rifiuti;
definire e riclassificare i rifiuti; definire le competenze dello
Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni; preferire,
nell'ordine, il reimpiego, il riciclaggio e il recupero di energia,
con lo smaltimento in discarica in estrema ratio, creare un
sistema di recupero degli imballaggi a carico di produttori e
utilizzatori (in applicazione del principio della
responsabilità condivisa); definizione di ambiti
territoriali ottimali (ATO) che consentano una
gestione unitaria del servizio ed un'autosufficienza
nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi;
ridurre la produzione dei rifiuti ed incrementare la
raccolta differenziata dei rifiuti urbani, attraverso
l'introduzione dell'obbligo di raccolta differenziata. Il
decreto Ronchi stabilisce come obiettivo principale la
corretta gestione del rifiuto al fine di: «assicurare
un'elevata protezione dell'ambiente e controlli
efficacia. Per conseguire tali scopi impone che i rifiuti
siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la
salute dell'uomo e senza usare procedimenti o
metodi pregiudizievoli per la qualità dell'ambiente.

La materia veniva inserita e coordinata nel testo unico, di cui


al d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, modificato più volte e, in
particolare. con riguardo alla materia specifica dei rifiuti dal
d.lgs. 3 ~ dicembre 20 l O n. 205, attuativo della direttiva
2008/98/UE.

Con riferimento ai requisiti operativi e tecnici trova


applicazione il d.lgs. 13 gennaio 2003 n. 36, sulle discariche
(attuativo della direttiva 1999/31 /CE), il cui allegato
stabilisce indicazioni precettivo sulla localizzazione delle
discariche, prevedendone la preclusione di
installazione in talune arce (luoghi sensibili dal punto
di vista geomorfologico, aree naturali protette, zone
ad elevato rischio sismico etc.) e la valutazione delle
condizioni di accettabilità con riferimento a taluni
parametri per altri siti (distanza dai centri abitati e da strade,
ponderazione mirata con riferimento alle zone a rischio
sismico di categoria 2, vicinanza a produzioni agricole
pregiate, presenza di beni culturali, etc.). In ogni caso,
l'ubicazione e le caratteristiche costruttive di una
discarica devono soddisfare le condizioni necessarie
per impedire l'inquinamento del terreno, delle acque
freatiche e delle acque superficiali.
La disciplina dei rifiuti risulta dunque regolamentata in
ambito comunitario (art. 191 T.F.U.E.). le cui politiche hanno
per obiettivo la realizzazione di una c.d. società del
riciclaggio :
l'art.177, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006 prevede che la
gestione dei rifiuti non debba produrre inquinamento, non
debba arrecare danno alla salute umana, o all'ambiente e
non debba arrecare nocumento al paesaggio o ai siti di
particolare interesse:
il novellato art. 179 del d.lgs. n. 152 cit. (come modificato
dal d.lgs. n. 4 del 2008 prima e dal d.lgs. n. 205 del 20 l O
poi) stabilisce la gerarchia dei rifiuti, intesa come ordine di
priorità'' nella politica e nell'atti vita di gestione dci rifiuti,
che vede come opzioni da seguire nell'ordine:
a) la prevenzione. intesa come insieme di misure volte ad
impedire la produzione di rifiuti;
b) la preparazione per il riutilizzo definita come operazione
di controllo, pulizia e riparazione, che permette il riutilizzo
del bene;
c) il riciclaggio, ovvero quella particolare forma di recupero
attraverso il trattamento con tecniche appropriate per
ottenere altri prodotti o materiali;
d) il recupero di altro tipo, come ad esempio avviene con le
tecniche di recupero per produrre energia e l'utilizzo del
rifiuto pretrattato come combustibile e, solo in ultimo.
e) lo smaltimento, che a sua volta può avvenire secondo due
modalità principali. La prima è costituita dall'incenerimento,
la seconda (residuale) dal conferimento a discarica.
L’art. 177, comma 5, del dlgs n. 152 espressamente e
direttamente le pubbliche amministrazioni a perseguire.
Nell’esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a
favorire il rispetto tassativo della suddetta '·gerarchia" nel
trattamento dei rifiuti. In aggiunta, a seguito della
comunicazione COM (2015) 617 finale della Commissione
europea del 2 dicembre 2015 e, soprattutto, a seguito delle
recenti quattro direttive 20 18/849/UE, 2018/850/UE
(specifica in materia di discariche), 2018/851/UE e
2018/852 UE è stata adottata la nuova strategia europea in
tema ambientale della c.d. economia circolare, che considera
gli oggetti e le sostanze residue del processo produttivo non
beni da distruggere, bensì beni da riutilizzare in un nuovo
processo assegnando la qualifica di "rifiuto" a quei residui
dell'attività di produzione che non siano altrimenti
impiegabili per impossibilità tecnico- _ econom1ca. Il
conferimento in discarica dei rifiuti costituisce, per quanto
detto, l'ultima opzione prevista per il trattamento dei rifiuti.
È dunque la scelta ultima e residuale, di estrema ratio. La
materia è specificamente regolata sia in seno al d.lgs. 3
aprile 2006 n. 152 che dal d.lgs. 13 gennaio 2003 n. 36.
Infatti, il ricorso a discarica non comporta alcuna
valorizzazione del rifiuto c implica, secondo la stessa
normativa (art. l d.lgs n. 36 cit.), potenziali rischi di
contaminazione per l’ambiente, come si evince anche dal
dato empirico, che ha condotto la Corte di giustizia U.E., sez.
III, sentenza 26 aprile 2007 (C-135/05) a sanzionare l'Italia
per la sussistenza di oltre 200 discariche abusive, presenti
in quasi tutte le regioni italiane, con l'inflizione di una multa
superiore a 40 milioni di euro per i primi sei mesi (da
ricalcolarsi ogni semestre, fino alla esecuzione della
sentenza).

La Corte giustizia U.E., Grande sez., sentenza 2 dicembre


2014 (C-196/13) ha sanzionato l'Italia per perdurante
inottemperanza, ingiungendo il pagamento di una somma
forfettaria di euro 40 milioni alla quale va aggiunta, a titolo
di penalità per ogni semestre di ritardo nell'attuazione di
tutte le misure prescritte, la somma di euro 42,8 milioni. La
realizzazione di discariche nel territorio comporta non solo la
necessità di realizzare progetti assistiti da una serie di
misure di cautela volte a scongiurare pericoli di
inquinamento ma richiede anche un'attenta attività di
pianificazione del territorio e di programmazione degli
interventi in modo tale da poter ubicare le discariche da
realizzarsi, come ultima opzione del sistema del trattamento
dei rifiuti, in sicurezza e in luoghi confacenti. In base all'art.
208, comma t. del d.lgs. n. t 52, i soggetti che intendono
realizzare e gestire impianti di smaltimento o di recupero di
rifiuti devono presentare un'apposita domanda alla regione
competente allegando un progetto definitivo e la
documentazione tecnica relativa alla realizzazione
dell'impianto, coerente con le disposizioni in materia
urbanistica, ambientale della salute, sicurezza sul lavoro e
igiene pubblica.

Ai sensi dell'art. 208, comma 3, la regione indice poi una


conferenza di servizi al fine di acquisire tutti i documenti,
informazioni e chiarimenti dai soggetti coinvolti. A seguito
delle risultanze della conferenza la regione autorizza o meno
l'impianto. L'approvazione costituisce, ove occorra, variante
allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di
pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità (art. 208. Comma
6, del d.lgs. n. t 52 del2006).

La specificità dell'Autorizzazione Integrata


Ambientale (rispetto alla procedura VJA) ai sensi dell’ art.
5. comma t. lett. o-bis, del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 , è di
proporsi la tutela contro l'inquinamento rispetto ad
impianti che per loro natura sono suscettibili di
produme. Quindi tutti i numerosi pareri dei diversi uffici
tecnici degli enti coinvolti (ciascuno deputato all'analisi di
specifici aspetti del progetto complessivo dell'impianto in
valutazione) hanno come punto di convergenza l'obiettivo
della tutela dall'inquinamento.
Più precisamente la finalità della procedura di AIA è il
perseguimento di un elevato livello di tutela
ambientale (art. t 9t del T.F.U.E.) nel rispetto del quale
l'impianto e l'esercizio di una "installazione" di
trattamento dei rifiuti, va sottoposta a prescrizioni
idonee a prevenire, evitare o contenere al massimo
emissioni inquinanti nell'aria nell'acqua e nel suolo.
Secondo le migliori tecnologie disponibìli (c.d. BAT.
best available techniques), pur sempre nell'ambito della
pianificazione strategica e della programmazione operativa
predisposta dall'amministrazione regionale (artt.l79-180 del
d.lgs. n. 152) inerente alla gestione dei rifiuti, quale attività
di pubblico interesse (art. 178. Comma l. del d.lgs. n. t 52),
secondo la gerarchia'' (art. 179, commi t -2del d.lgs. n. l 52),
in conformità alla legge e al diritto U .E., nel trattamento dei
rifiuti.

L’A.I.A. si connota come una tipica autorizzazione


costitutiva, in quanto è "concessa" per un tempo
prestabilito tart. 2UH, comma 12. d.lgs. n 151) e
dunque non sussiste in capo al destinatario alcun
precostituito diritto ad ottenerla e quindi può essere
rilasciata solo dopo che la pubblica amministrazione
abbia valutato discrezionalmente i vari interessi
pubblici rilevanti che vengono in evidenza nel corso
dell'iter procedimentale soprattutto con riferimento
alla strategia di fondo (aderente alle disposizioni U.E.)
prescelta in materia di gestione dei rifiuti e accolta dalla
amministrazione competente (art. 179 commi l. 2 e 5; art.
180 del d.lgs. n. 152).

L'autorizzazione viene rilasciata nell'esercizio di una


discrezionalità mista, che implica tanto
apprezzamenti tecnici, quanto valutazioni di
opportunità e coinvolge una pluralità di
amministrazioni od organismi sia prettamente tecnici
(A.R.P.A., A.S.L., Comitato tecnico V.I.A.), sia preposte alla
tutela paesaggistico-culturale (Soprintendenza competente
ai beni culturali e ambientali) che ancora enti esponen7iali
della collettività (regioni province comuni). Destinatario del
provvedimento è il gestore ambientale proponente, ossia un
soggetto abilitato dalla legge al servizio di pubblico interesse
dello smaltimento dei rifiuti (art. 212 del d.lgs. n. 152 del
2006; v. tra le tante TAR Toscana Il n.921 dcl1'0.7.2012)

L'A.I.A. è il provvedimento finale di un procedimento


amministrativo complesso che tramite il modello di
coordinamento della conferenza dei servizi effettua la
valutazione di impatto ambientale (c.d. V.I.A.)
procede cioè a ponderare nel processo della gestione
dei rifiuti, gli interessi pubblici secondari e gli
interessi privati, in ordine al perseguimento
dell'interesse pubblico primario al corretto
smaltimento dei residui delle attività antropiche, in
modo economico, efficiente ed efficace, senza però
nuocere all'ambiente.

L' A.I.A. dunque considera in modo combinato ogni fattore


potenziale di inquinamento, evitando tradizionali distinzioni
settoriali (aria, acqua, suolo, rifiuti, rumore), e s'inserisce
nel solco della tendenza dell’evoluzione del quadro
normativo ambientale Improntato alla semplificazione del
modulo procedimentale e alla considerazione unitaria di
tutti i fattori ambientali rilevanti nella fattispecie.

In breve l'attività di discarica non costituisce un'attività


libera, ma un'attività, riservata a soggetti muniti di
predeterminati requisiti che assume un rilevante pubblico
interesse e viene "concessa" (art. 208, comma 12, d.lgs. n.
152 del 2006) al gestore ambientale, con un'autorizzazione
costitutiva, a fronte della presentazione di una domanda,
con il corredato progetto definitivo che si colloca però
all'interno di un'attività pianificatoria e programmatoria delle
autorità pubbliche preposte, che individua specifiche
esigenze e criteri.
Dunque l'azione in materia di rifiuti affidata alle
autorità amministrative competenti deve essere
improntata nulla affatto alla tutela degli affari privati
dei proprietari dei terreni e dei gestori del servizio al
rispetto dei suddetti criteri, che si inquadrano nella
salvaguardia dell'ambiente che trova il suo
fondamento costituzionale nei principi di tutela del
paesaggio (art. 9 Cost.) e della salute (art. 32 Cost.)
cui corrispondono i diritti fondamentali dei cittadini e
l'interesse primario della comunità nazionale.

In Sicilia la patologia del sistema dei rifiuti è stata affrontata


come è noto con la dichiarazioni dello stato emergenziale Nel
1999, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
22 gennaio 1999 dichiarava lo stato di emergenza, e quindi
il 31 maggio 1999 il Ministro dell'Interno emanava
l'Ordinanza n. 2983 con la quale il Presidente della Regione
Siciliana Cuffaro veniva nominato Commissario per la
predisposizione di un piano di interventi di emergenza nel
settore della gestione dei rifiuti e per la realizzazione degli
interventi necessari per far fronte alla situazione di
emergenza. Tale ordinanza veniva prorogata due volte il 23
dicembre 2004 e il 29 dicembre 2005. Successivamente, il
presidente della Regione il 5 giugno 2010 chiese lo stato di
emergenza e il presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa
con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare con decreto del 9 luglio 2010, n. 3887, dichiarò ai
sensi della legge 24 febbraio 1992. n° 225 lo stato di
emergenza nella Regione siciliana in materia di gestione dei
rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi fino al 31 dicembre
2012. Con la stessa ordinanza il presidente della Regione fu
nominato commissario delegato con il compito di adeguare
entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell'ordinanza,
d'intesa con il dipartimento della Protezione civile. il piano
regionale di gestione dei rifiuti di incrementare la raccolta
differenziata, di realizzare le piazzole per lo stoccaggio dei
rifiuti differenziati, gli impianti per la selezione del
multimateriale e per il trattamento dei rifiuti organici e di
realizzare le discariche necessarie a fronteggiare
l'emergenza. Poco prima della dichiarazione di emergenza
del 9 luglio 201O, ad aprile, ' 'veniva emanata la legge
regionale n. 9 del 2010 "Gestione Integrata dei Rifiuti e
Bonifìca dei sili inquina/i" che costituisce la prima normativa
quadro di settore della Regione siciliana coordinata con le
disposizioni del decreto legislativo 152/2006 e ha tra le sue
principali previsioni: la riduzione da 27 a l O del numero degli
ATO, la soppressione delle connesse società di gestione e
l'affidamento delle relative funzioni a nuove società
consortili. i contenuti c le procedure per l'adozione del piano
regionale di gestione dci rifiuti e dei piani d'ambito la
semplificazione dei procedimenti autorizzativi l'incentivo
all'utilizzo di materiali riciclati.

Si proponeva di portare la Sicilia definitivamente fuori


dall’emergenza rifiuti. Ma dopo la legge 10 del 2010:

1) in forza del decreto emergenziale del luglio 20 IO nel 2012


gli ATO divennero 18;

2) il piano dei rifiuti fu approvato dal Ministero nel luglio del


2012 a condizione che venisse sottoposto a VAS e il parere
favorevole alla VAS del Ministero fu poi dato nel luglio 2015.
Legge regionale del2010 più in particolare -che rappresenta,
si ripete, la prima normativa di sistema della Regione
siciliana nel settore della gestione integrata dei rifiuti urbani
e della messa in sicurezza bonifica e ripristino ambientale
dei siti inquinati-, composta da 19 articoli e da norme finali,
ha (per linee essenziali): recepito i principi di precauzione,
prevenzione e proporzionalità, di responsabilizzazione c
cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione.
distribuzione, utilizzo e consumo di beni da cui originano i
rifiuti, indicato i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti e
riconosciuto il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio
erogato ai cittadini con le entrate derivabili dalla riscossione
(art. l); definito le competenze della Regione (art. 2)., delle
Province (art. 3) e dei Comuni (art. 4); confermato
l'istituzione di dieci ambiti territoriali in luogo dei ventisette
esistenti (art. 5); affidato le funzioni di autorità d'ambito a
società consortili di capitali denominate "Società per la
regolamentazione del servizio di gestione rifiuti .. , con
acronimo SRR (art.6); disciplinato le modalità per la
costituzione delle SSR, per l'adozione dell'atto costitutivo e
dello statuto, definito il patrimonio e stabilito le procedure
per l'adozione e l'approvazione della dotazione organica e la
selezione del personale ( art. 7); inserito tra i compiti delle
SRR l'individuazione del gestore del servizio integrato dei
rifiuti e il controllo finalizzato alla verifica del raggiungi
mento degli obiettivi qualitativi ( art.8); fissato la disciplina
in materia di programmazione regionale (art. 9) e d'ambito
(art. 10); 169 previsto azioni idonee a prevenire la
produzione di rifiuti e a ridurne la pericolosità da parte dagli
organi coinvolti nella gestione dci rifiuti a valere sul piano di
azione del PO FESR 2007-2013 (art. li), strumenti
incentivanti per garantire il sistema della raccolta
differenziata dei rifiuti (art. 12) e l'obbligo per le pubbliche
amministrazioni di utilizzare materiale riciclato. favorendo
forme di riutilizzo e riciclo dei rifiuti (art. 13); disciplinato i
poteri sostitutivi della Regione (art.l4 ); dettato nuove
procedure di affidamento e aggiudicazione del servizio di
gestione integrata, assegnando alle autorità d' ambito il
compito di individuare i soggetti che devono gestire il
servizio (art. 15); previsto l'approvazione, con decreto del
presidente della Regione, di un capitolato generale della
gestione integrata dei rifiuti, in base al quale adeguare le
condizioni dei capitolati speciali di appalto e dei contratti di
servizio in essere (art. 16); regolamentato gli aspetti relativi
ai contenuti dei contratti, che prevedono idonea polizza
fideiussoria a garanzia e stabiliscono che gli impianti
necessari alla gestione integrata dci rifiuti, comprese le
opere e le infrastrutture connesse sono da considerare di
pubblica utilità, indifferibili ed urgenti e possono essere
ubicate anche in zone classificate agricole dagli strumenti
urbanistici vigenti purché distanti almeno 5 chilometri
dal perimetro del centro abitato (art. 17); stabilito
modalità di accelerazione e semplificazione delle procedure
autorizzative per l'attivazione degli impianti necessari alla
gestione integrata dei rifiuti (art. 18); fissato la disciplina
transitoria basata sugli obblighi degli enti locali, dei
liquidatori e degli amministratori in carica, sulla confluenza
dei rapporti giuridici dei consorzi e delle società d'ambito in
un'apposita gestione Liquidatoria, sulla disciplina transitoria
degli affidamenti, sulle misure di salvaguardia del personale
in forza alle autorità d'ambito al 31 dicembre 2009 e sulla
previsione di una sostanziale situazione di continuità fino al
definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti.
La legge 9 mediante la legge finanziaria regionale per il 2012
(l. r. 9.5.20 12, n.26) ha subito delle modifiche
relativamente (l'art. 59 agli ambiti territoriali ottimali per la
gestione integrata dei rifiuti (art.l4) potere sostitutivo (art.
15) Disciplina dell'affidamento del servizio di gestione
integrata dei rifiuti e (art.19) ··Norme transitorie" e ha
autorizzato il dipartimento regionale acqua e rifiuti ad
anticipare risorse finanziarie.
Il decreto n48/20 12 istituiva un gruppo di lavoro formato
da personale dell’Assessorato regionale dell'energia e
dell'Assessorato del bilancio e tesoro, con l'obiettivo di
migliorare e monitorare i livelli applicativi delle tariffe per i
rifiuti urbani, attraverso l'informazione e la trasparenza (19)

(1) Cannova venne rimosso da quel Scrvi7io il 24 dicembre


del 2013 e (come da lui stesso riferito nella memoria di
suo pugno datata 7 luglio 20 16) trasferito al Servizio 4
parchi e riserve. dopo che in un primo momento aveva
opposto resistenza al suo trasferimento e aveva poi
chiesto di essere assegnato all'Assessorato all' eneegia
Dipartimento energia presso il servizio diretto
dall'ingegnere Tinnirello. con il quale aveva lavorato 15
anni, al quale aveva chiesto il preventivo gradimento c dal
quale aveva ricevuto il preventivo asssesnso (v. testi
Maria Lo Bello e Vito Mazzara e memoria del Cannova cit.).
(2) Va precisato che nella stess a area di proprieta’ della
OIKOS oltre alle discariche di rifiuti vengono gestite cave
(v. sulla descrizione del sito anche dichiarazioni del teste
Evola) e che nella conversazione intercettata del 24
giugno 2013 -progr.n. 676/decr.l 099/2013-, durante la
quale Proto dà a Cannova 10.000,00 euro in contanti,
in esordio Cannova riferisce a Proto di avergli portato i
fascicoli che riguardano pratiche sulle cave che lo
riguardavano, raccontandogli di aver fatto compiere
l'istruttoria ad un impiegato, tale Maugeri, con cui aveva
avuto sempre un ottimo rapporto, che era stato rimosso
dall'incarico relativo alle Valutazioni di Impatto Ambientale
("lavorava alla VIA come co.co.co. e che è stato
trombato”) e che lui stesso (Cannova) era riuscito a fare
assegnare all'istruttoria delle cave e che lo stava
addestrando essendo un ragazzo sveglio.
(3) V. la vicenda riferita dalla teste Lo Bello, che fu
determinante nel dicembre 2013 per imporre il
trasferimento del Cannova ad un altro servizio,
relativa all'approvazione di un decreto AIA di una discarica
pubblica a Gela.
(4) Le intercettazioni in particolare rivelano il rapporto di
diffidenza reciproca tra il Cannova e il suo capo
settore Zuccarello, che detesta, appellandolo
"quello stronzo", mentre briga col Proto, nei loro lunghi
dialoghi. Si arguisce dai contenuti dei loro discorsi che
Cannova consideri Zuccarello uno con cui non ha
intesa, "un orso", un rivale suo e del Proto, che a
suo giudizio non manca occasione per andargli
contro. E' eclatante tra gli altri l’episodio raccontato dal
Cannova al Proto e poi al suo collega Domenico Michelon
in cui Zuccarello, nascondendo a lui la cosa aveva fatto
firmare al direttore del loro dipartimento Giovanni
Arnone una nota con cui chiedeva l'annullamento
del decreto AIA del 2009 per la discarica della
OIKOS del Proto. Cannova stesso una volta saputolo
aveva convinto Arnone di aver commesso un grave errore
(aveva firmato ''senza avere capito un cazzo ") posto che,
gli spiegava, era stato il loro dipartimento ad avere
emesso quel decreto di cui stava chiedendo
l'annullamento e che col dipartimento all’energia loro
come ufficio avrebbero quindi fatto una figuraccia (''quelli
ci fanno un pirito " "siamo noi i soggetti inquisiti'').
Eccellenti erano invece i rapporti del Cannova col
suo ex capo servizio ing. Sansone che, come riferito
dal Cannova stesso, dopo il suo pensionamento lo
avrebbe voluto con se nel suo studio privato come
collaboratore.
(5) Tale dato, insieme a tutta la descrizione della distribuzione
degli impianti nel sito, è contenuto nella relazione che la
OIKOS presentò nel 20 l O all'ufficio VIA VAS dall'ARTA per
l'aggiornamento del progetto dell'impianto di
pretrattamento al servizio della discarica di Tiritì, dopo che
già nel2008 aveva ottenuto l'AIA proprio per l'esercizio di
quell'impianto (v. prod. doc. del Pm ud. 14 dicembre 20
15).
(6) Questi dati si apprendono dalle dichiarazioni del teste
Evola e dalla relazione redatta a favore della OIKOS
nel2014 dall'ing. prof. Federico Vagliasindi c di cui alla
produzione della difesa.
(7) Tali scansioni temporali si ricavano dalle note di risposta
della OIKOS avverso il provvedimento di ingiunzione della
chiusura e bonifica della discarica di Tiritì per gravi motivi
di igiene pubblica e di diniego del rinnovo dell'AIA
del2009 della discarica di Valanghe, che nel marzo
2014 venne emesso dal Dipartimento Acque e rifiuti
dell'Assessorato regionale all'Energia -tra i doc. della
prod. della difesa Proto ammessa all'udienza del 30
maggio 2019- e tra l 'altro ad esempio dal documento di
collaudo del 20 dicembre 2012. relativo al sistema
di_monitoraggio del controllo della geomembrana del
fondo vasca della discarica, che indica nel 30 novembre
2012 la data di comunicazione della fine dci lavori, c dal
contratto del 6 maggio 2013 tra la OIKOS c la società
Sicula Trasporti, per il trasferimento della frazione
biologica dei rifiuti dalla discarica di Valanghe all'impianto
della Sicula Trasporti e la restituzione, dopo il trattamento
di biostabilizzazione, alla discarica di Valanghe, tra gli
allegati alla produzione, alla medesima udienza, nel blocco
di documenti relativo alla vicenda dell'AIA per
l'ampliamento della discarica in contrada Valanghe
d'Inverno.
(8) Pure su tali ultimi dati sono ricavabili dalla relazione
tecnica della OIKOS datata "marzo 2010" intitolata
AUTORIZZZAZIONE Integrata Ambientale IMPIANTO di
Pretrattamento Selezione di rifiuti non pericolosi DRS n.
661 del IO luglio 2008, Fase di progettazione esecutiva
Relazione Tecnica Descrittiva Interventi di aggiornamento
e adeguamento del progetto. Progetto del marzo 2010
che veniva presentato dalla OIKOS per '"aggiornamento''
della suddetta AIA concessa nel luglio del 2008, sempre a
firma dell'ing. Sansone dirigente del Sevizio 2 VIA VAS
(che si ribadisce, definiva il medesimo decreto come non
definitivo).
(9) Cannova, molto sensibile al denaro, discutendo col figlio
Paolo e la moglie, Valeria Paduano ben lieta degli
omaggi che il marito riceveva dal Proto (con noi si è
sempre comportato bene), illustra i cospicui guadagni
mensili che la discarica assicura al Proto e il rapporto
disinvolto di costui col denaro (''lui se ne fotte dei soldi!"),
riferito pure ai doni con cui questi gratificava il Cannova
stesso e tutta la famiglia.
(10) 11 teste Evola ha riferito che il Cannova d'abitudine
durante l'orario d'ufficio si allentava per recarsi ad incontri
con prostitute, e di avere accertalo che in occasione della
fiera Eco Mondo di Rimini dal9 all'Il novembre 20 E
quando Proto pagò al Cannova l’aereo di andata e
ritorno, il noleggio d un'autovettura e il Grand Hotel,
per euro 486,00, \49,00 c 717.00, i due occuparono due
suite contigue alle quali ebbero accesso delle donne,
come da accertamenti documentati presso l'albergo.
Cannova nella sua memoria dichiara che la sua stanza era
lontana da quella del Proto ed esclude categoricamente di
avere incontrato "ragazze".
(11) Il PRG prevedeva una destinazione a discarica di soli inerti,
rifiuti con ben altre caratteristiche rispetto agli RSU cd ai
rifiuti non pericolosi, secondo la nomencaltura del dlg
36/2003. Gli RSU ricevono codici CER ben più alti di quelli
i per soli inerti. V. la pag. 33esima della copia cartacea
informe: della sentenza del TAR prodotta dalla difesa del
Proto, priva di numerazione e la parte finale prima del PQM
e le pagine precedenti, che riportano anche il testo del
certificato di conformiità urbanistica con i dati rispettosi
del PRG
(12) Un impianto di biogas è tra quelli che per loro natura il
legislatore nel sottoporli a procedura di AIA, considera a
rischio di inquinamento. Lo specifico dell’AIA rispetto
alla VAS è proprio la verifica della rispondenza del progetto
a criteri che ne smorzino fino a limiti accettabili la capacità
inquinante e la funzione del decreto autorizzativo è
soprattutto quella di dettare al gestore la disciplina del suo
esercizio con obblighi e prescrizioni relative (si rimanda
alle conversazioni intercettate tra Cannova Tinnirello e
Antonioli che afferiscono proprio a tali profili, di cui oltre).
(13) La discarica di Mazzarà Sant'Andrea era gestita dalla
Tirreno Ambiente, di cui era dal 2008 amministratore
Giuseppino Innocenti persona che aveva negli anni '90
lavorato in una delle società di Antonioli e fino al 2005
aveva fatto parte del consiglio di amministrazione
della stessa OSMOS, di cui era amministratore delegato
Antonioli; v. verbale delle dichiarazioni di Antonio in sede
di interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Novara il 21
luglio 2014, nel corso del quale ha sciorinato l'elenco delle:
società di cui faceva parte.
(14) V. Sulle articolazione delle indagini e la formazione degli
atti del fascicolo del Pm nel presente procedimento testi
Gaetano Santucchio, della Squadra mobile della
Questura di Agrigento c Paolina Evola, della Squadra
mobile della Questura di Palermo, e memoria del 5.2.2015
degli avv .ti Ziccone e Bertorotta sulla richiesta del Pm di
trascrizione dei decreti l 090 e l 099 del 2013 -nell'ambito
del proc. 9190 2013 RGNR- con cui i difensori eccepivano
la loro inutilizzabilità, ed inoltre memoria di replica del Pm
con alti allegati al fine.
(15) La Sicedil si occupava dello smaltimento di rifiuti.
(16) La Soambinte si occupa del trattamento, trasporto
esmaltimento di rifiuti, di varie tipologie.
(17) Il teste Evola all'od. del 24 settembre 2015 ha rievocato i
contenuti dei verbali dei consigli comunali di Pachino, che
ritenevano pericolosa quella discarica adducendo il rischio
che i Sodano vi avrebbe lavorato e rocce da scavo
provenienti da siti inquinanti”. Per lo stesso motivo la Asl
e la Provincia di Siracusa diedero parere contrario al
progetto della discarica di Pachino (v. tra gli altri testi
Solegreco, Genovese).
(18) L'avv.to Quattrocchi ha ricordato al riguardo che i Sodano
chiedevano per Siculiana Contrada Fontana grande,
l'AIA per rifiuti speciali e che un avvocato
palermitano, Daniele Piazza, proprietario di un
terreno vicino si oppose, osservando che quel tipo di
discarica non fosse compatibile col la destinazione data
all'area dal PRG, che prevede solo discarica per inerti e
quindi poi il Comune non diede il parere alla variante per
inerti (Avv. Quattrocchi: " Poi è stata autorizzata ma solo
per gli inerti ... Cannova non ha fallo nulla”).
(19) Si vedrà che Cannova e Proto nel 2012 ne discutevano di
continuo menzionando il direttore del dipartimento
Vincenzo Emanuele.
http://www.sudpress.it/wp-content/uploads/2020/01/ridotto-sentenza-Cannova-Palermo.pdf

MAUGERI SALVATORE N. 02392/2014 REG.PROV.COLL.N.


02739/2013 REG.RIC.
R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Prima)


ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2739 del 2013, proposto da:
Salvatore Maugeri, rappresentato e difeso dall'avv. Vincenza
Maniaci, con domicilio eletto presso il suo studio in Catania, via
Francesco Riso 49;
contro
Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana,
rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Stato, domiciliata in
Catania, via Vecchia Ognina, 149;
per l'ottemperanza
e.g. nascente da decreto ingiuntivo n. 2998/2012 reso dal Tribunale
di Catania.

Visti il ricorso e i relativi allegati;


Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Assessorato Territorio ed
Ambiente della Regione Siciliana;
Viste le memorie difensive;
Visto l 'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 luglio 2014 la
dott.ssa Giuseppa Leggio e uditi per le parti i difensori come
specificato nel verbale;
Con il decreto ingiuntivo in epigrafe l’Assessorato regionale Territorio
ed Ambiente è stato condannato al pagamento di somme in favore
della parte ricorrente, oltre alle spese del procedimento monitorio
liquidate nel medesimo decreto ingiuntivo.
Il decreto ingiuntivo, notificato il 09.01.2013 e non opposto, è stato
dichiarato esecutivo in data 08.03.2013 e notificato in forma
esecutiva il 21.03.2013.
Non avendo ricevuto dall’Assessorato il pagamento di quanto dovuto,
il ricorrente ha proposto il ricorso in esame, ritualmente notificato e
depositato, al fine di ottenere il dovuto pagamento anche a mezzo di
commissario ad acta.
Il ricorso è fondato.
Rileva il Collegio che la procedura per esecuzione del giudicato risulta
ritualmente incardinata e che non si ravvisano motivi giustificativi
dell'inadempienza dell'Amministrazione intimata.
Deve essere, quindi, affermato l'obbligo dell’Assessorato Territorio
ed Ambiente della Regione Siciliana di eseguire il decreto ingiuntivo
in epigrafe, corrispondendo alla parte ricorrente le somme dovute,
oltre gli interessi legali fino al soddisfo, le spese legali e spese di
registrazione della sentenza, atteso che in sede di giudizio di
ottemperanza sono dovute le spese relative ad atti accessori della
sentenza, quali le spese di registrazione (ex art. 37 del D.P.R. 26
aprile 1986 n. 131), di esame, di copia e di notificazione, in quanto
egualmente aventi titolo nello stesso provvedimento giudiziale (TAR
Catania, sez. IV, 5 maggio 2007 n. 768), con esclusione solo delle
spese di precetto ed, in generale, di quelle sostenute per
procedimenti esecutivi ordinari.
L’Assessorato Territorio ed Ambiente dovrà, al fine di ottemperare,
porre in essere il pagamento dovuto entro il termine di giorni trenta,
decorrenti dalla data di notifica o di comunicazione in forma
amministrativa della presente sentenza.
Decorso infruttuosamente il termine indicato, ai medesimi
adempimenti provvederà in via sostitutiva un commissario ad acta,
individuato nella persona del Prefetto di Palermo o suo delegato.
Insediandosi entro 10 giorni dalla scadenza del termine sopra
indicato, il Commissario provvederà, sotto la sua personale
responsabilità, entro il successivo termine di giorni novanta dal suo
insediamento, anche mediante l'adozione di variazioni di bilancio,
stipulazione di mutui e prestiti, alienazioni di beni anche mediante
trattativa privata, o quant'altro necessario per l'assolvimento del
mandato, anche in deroga a qualsiasi normativa.
Una volta espletato il mandato affidatogli, il Commissario depositerà
presso la Segreteria di questa Sezione una relazione sull’attività
svolta con allegati copia del verbale di insediamento e dei
provvedimenti adottati.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza, e vengono liquidate
in dispositivo, mentre il compenso del commissario, da calcolare ai
sensi dell'art. 2 D.M. 30 maggio 2002 e degli artt. 49 ss. D.P.R. 30
maggio 2002, n. 115, sarà liquidato con separato decreto, previa
presentazione da parte del commissario, a mandato espletato, di
apposita nota specifica delle spese, contenente anche l'indicazione
della misura degli onorari spettanti, da quantificare in base alla
somma effettivamente pagata alla parte ricorrente.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata
di Catania (Sezione Prima)
accoglie, nei termini di cui in motivazione, il ricorso in epigrafe, e per
l'effetto:
- dichiara l'obbligo dell’Assessorato intimato di dare integrale
esecuzione al decreto ingiuntivo n. 2998/2012 del Tribunale di
Catania;
- nomina il commissario ad acta indicato in motivazione;
- condanna l’Assessorato al pagamento, in favore della parte
ricorrente, delle spese di giudizio, liquidate in Euro 1.000,00, oltre
IVA e CPA, ed al rimborso del contributo unificato di Euro 300,00;
- ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’amministrazione,
ed incarica la Segreteria di darne comunicazione alle parti, nonché al
Commissario ad acta presso la sua sede di servizio.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 10 luglio
2014 con l'intervento dei magistrati:
Maria Stella Boscarino, Presidente FF Dauno Trebastoni,
Consigliere Giuseppa Leggio, Consigliere, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 05/09/2014 IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

D.D.G. n. 955 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA


ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE DIPARTIMENTO
REGIONALE DELL’AMBIENTE IL DIRIGENTE GENERALE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTA la legge di contabilità dello Stato approvata con R.D.
18/11/1923, n.2440:
VISTA la Legge Regionale del 15 maggio 2000 n.10;
VISTA la L.R. del 28 gennaio 2014 n. 5 che approva il Bilancio della
Regione Siciliana per l’anno finanziario 2014;
VISTA la sentenza n. 2392/14 del 10/07/2014 T.A.R. CT che
condanna questa Amministrazione all’ottemperanza di quanto deciso
nel Decreto Ingiuntivo n. 2998/2012 Tribunale Civile di Catania
Giudice del Lavoro ed anche al pagamento delle spese processuali e
contributo unificato nella causa Maugeri Salvatore c/
Assessorato Regionale Territorio e Ambiente;
VISTA la nota dell’Area 1 di questo Dipartimento prot. 46032 del
09/10/2014 con la quale comunica il pagamento della sorte capitale
e invita il Servizio 8 a provvedere al pagamento della rivalutazione
monetaria e degli interessi determinati al saggio previsto dall’art.5
DLT 231/2002;
VISTA la nota pec del 02/10/2014 dell’avv. Vincenza Maniaci,
assunta al protocollo del dipartimento in data 15/10/2014 n. 47195,
con la quale trasmette la fattura pro forma del 02/10/2014 relativa
alle spese legali e contributo unificato stabiliti nella sentenza de quo,
per un ammontare complessivo di € 1.764,12;
CONSIDERATO che occorre pagare al sig. Maugeri Salvatore la
rivalutazione monetaria, interessi determinati come sopra,
contributo unificato e spese legali stabili nella sentenza di cui sopra,
ammontanti complessivamente a € 10.310,82 come meglio indicato
nell’allegata specifica spese;
RITENUTO, in relazione a quanto precede, di dovere impegnare sul
capitolo 442505, esercizio finanziario 2014 la somma complessiva di
€ 10.310,82 in favore di Maugeri Salvatore codice fiscale
MGRSVT70H05C351K rientrante tra le spese obbligatorie ai sensi
della Legge e del Regolamento della Contabilità Generale dello Stato.
DECRETA
ARTICOLO UNICO – Per le motivazioni di cui sopra é impegnata in
favore di Maugeri Salvatore codice fiscale
MGRSVT70H05C351K la complessiva somma di € 10.310,82
sull’esercizio finanziario 2014 sul cap, 442505 (spese per liti e
arbitraggi ecc.) del Bilancio della Regione Siciliana – Assessorato
Territorio ed Ambiente – Rubrica Dipartimento dell’Ambiente ed è
liquidata la predetta somma in favore di Maugeri Salvatore codice
fiscale MGRSVT70H05C351K. Il presente decreto sarà trasmesso alla
Ragioneria Centrale per il visto di competenza. Palermo, li
23/10/2014 Firmato
IL DIRIGENTE GENERALE (dott. Gaetano Gullo)
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratoregi
onaledelterritorioedellambiente/PIR_DipTerritorioAmbiente/PIR_Decreti/PIR_Dirigenziali/PIR_doc/PIR_201
4/0955_2014.pdf

SALVATORE MAUGERI UFFICIO DI DIRETTA COLLABORAZIONE


ASSESSORE CAPO SEGRETERIA TECNICA ISTRUTTORE
ESTERNO 0917079701 0942981120 INT. 208
s.maugeri@regione.sicilia.it (DATI AGGIORNATI LUGLIO 2019)
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegio
nale/PIR_AttivitaProduttive/PIR_Assessore/PIR_Staff

SIG. MAUGERI SALVATORE - IMPEGNO E LIQUIDAZIONE SOMMA


DI E. 872,28 SU CAP. 442505 PER PAGAMENTO SPESE PROCESSUALI
798 del 26/08/2014
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratoregio
naledelterritorioedellambiente/PIR_DipTerritorioAmbiente/PIR_Infoedocumenti/PIR_Decreti/PIR_Dirigenziali/
PIR_elenchi/PIR_2014

CHI SONO I DIRIGENTI E FUNZIONARI DELL'ASSESSORATO


TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA ANCHE
DIVERSI DA QUELLO ARRESTATO?
Fermo restando il quadro accusatorio nei confronti del funzionario
dell'assessorato territorio e ambiente, arch.Cannova, & relativi soci
attualmente individuati. quello che viene riportato dalla stampa e,
stranamente, anche dal virgolettato degli inquirenti non può non
apparire poco verisimile ed incongruo.
A quanto è dato conoscere :
Cannova è un funzionario e come tale, ovviamente, non era nei suoi
poteri rilasciare, come invece erroneamente riportato, alcuna
autorizzazione.

Cannova è stato, al più, il responsabile dei procedimenti amministrativi


a lui affidati dal dirigente dell'unità operativa o dal dirigente del Servizio
VIA-VAS, e tra l'altro è stato per anni fino a poco tempo fa il segretario
di conferenze dei servizi, spesso per il rilascio delle AIA, ma la sua
funzione non poteva andare oltre.
Cannova, in quanto funzionario, non poteva che svolgere le sue
funzioni o incardinato in una Unità Operativa retta da un dirigente o alle
dirette dipendenze funzionali del dirigente responsabile del Servizio
VIA-VAS deputato al rilascio anche delle AIA; ci risulta che era il
segretario delle conferenze dei servizi indette dal Servizio VIA-
VAS e colui che andava a seconda dei casi a rendere i pareri nelle
conferenze dei servizi per il rilascio di autorizzazioni di competenza di
altri dipartimenti, pareri tuttavia predisposti non da lui ma dai
responsabili gerarchici a lui superiori.
Quindi, Cannova poteva sì fornire "consigli" o qualcos'altro agli
imprenditori "amici", ma poteva "condizionare" il rilascio delle
autorizazioni solo ed esclusivamente se chi stava gerarchicamente
sopra di lui
- in prima battuta il dirigente dell'Unità Operativa doveva
condividere il procedimento e trasmetterlo al responsabile del servizio,
- in seconda il responsabile del servizio se condivideva la
proposta dell'U.O. rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua
competenza,
- in terza il dirigente generale del dipartimento se condivideva la
proposta del servizio rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua
competenza
- ed in quarta se l'assessore condivideva la proposta del
dipartimento, vagliata dal suo gabinetto, rilasciava l'autorizzazione nel
caso di sua competenza,

non si accorgeva di nessuna eventuale irregolarità o faceva parte della


rete del "condizionamento".
Quindi, ai vari livelli,

o Cannova, dal basso superava tutte le varie maglie e faceva


fessi dirigenti di unità operativa e responsabile del servizio, dirigente
generale, segreteria tecnica dell'assessore e l'assessore,
o nessuno controllava gli atti e le autorizzazioni erano firmate senza
neppure leggere i decreti che si firmavano
o...Cannova era soltanto il primo anello della catena.
Ecco perchè la versione così come riportata dalla stampa fa acqua da
tutte le parti, le autorizzazioni rilasciate da Cannova sono inesistenti e
se Cannova condizionava, chi erano i condizionati lungo i vari passaggi
amministrativi che portavano al rilascio delle autorizzazioni o alla
fornitura dei pareri del servizio VIA-VAS nelle conferenze dei servizi
presso altri dipartimenti?
Può darsi, anzi speriamo, che lo dirà Cannova meditando nelle patrie
galere.
Un'ultima perla.
Ricordiamo tutti quando "scoppia" al dipartimento ambiente la bomba
Crocetta-Lo Bello delle 3500 pratiche inevase al servizio VIA-VAS.
Stante il numero esorbitante è logico pensare che si siano accumulate
quantomeno nel corso degli ultimi anni.

Chi sono stati i dirigenti responsabili di questo Servizio negli ultimi


anni, i dirigenti generali del dipartimento ambiente, i dirigenti
responsabili del controllo di gestione ed i dirigenti responsabili della
valutazione delle attività dirigenziali?
I nomi sono tutti arcinoti e si trovano nel sito dell'ARTA, ma ci
limitiamo solo a rilevare, perchè sono dati pubblicati sempre nel sito
dell'ARTA, che i responsabili del Servizio di quel periodo, hanno avuto
attestato di avere raggiunto negli stessi anni dell'accumulo tutti gli
obiettivi previsti (???) ed hanno di conseguenza intascato le relative
indennità (circa 9300 euro/anno per gli obiettivi e oltre 23340
euro/anno in quanto a indennità d'incarico).
Quindi, per attestazione della stessa amministrazione, il
Servizio VIA-VAS ha funzionato al meglio, nonostante che, a
detta della stessa amministrazione, avesse accumulato 3500
pratiche inevase.
Qualcuno dei dirigenti del Servizio VIA-VAS ha ricevuto
dall'amministrazione denunciante, in primis Crocetta, Lo Bello e Arnone
(dirigente generale) qualche contestazione, qualche provvedimento di
responsabilità dirigenziale? Manco a parlarne.
Anzi, come "botto" della bomba, i dirigenti responsabili del Servizio VIA-
VAS non solo non sono stati chiamati a rispondere delle responsabilità
dell'enorme accumulo, ma anzi, uno dei dirigenti è stato trasferito ad
altro dipartimento sempre come capo servizio, l'altro è
stato addirittura promosso da Crocetta a dirigente generale,
prima nello stesso dipartimento ambiente e dopo in un altro (il
dipartimento regionale tecnico).
E' notizia di qualche giorno che quest'ultimo si è appena messo in
pensione con almeno 7000 euro al mese ed una buonauscita che
assommerebbe di diverse centinaia di migliaia di euro.

Come si dice in siciliano, chi ddici?


Vabbè, tanto c'è...Cannova !!!
Comitato Cittadino isola Pulita
Isola delle Femmine sede dello Stabilimento Italcementi
a cui è stata concessa Autorizzazione Integrata Ambientale decreto 693
18 luglio 2008 a firma dell'ing. Vincenzo Sansone, responsabile
del Servizio VIA-VAS, con segretario della relativa conferenza
dei servizi arch. Gianfranco Cannova.