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Campo Elettrostatico

Grandezze scalari
Grandezze scalari: sono caratterizzate da una quantita' (positiva o
negativa).
esempio: la posizione di un punto su una retta o la temperatura di un corpo.
Consideriamo, per esempio, la temperatura di un corpo solido che sia stato
riscaldato in alcuni punti e raffreddato in altri. La temperatura del corpo
varierà in maniera complessa da punto a punto e sarà rappresentata da una
funzione del punto, espressa in coordinate cartesiane, cilindriche o sferiche.
Grandezze vettoriali

Grandezze vettoriali: sono caratterizzate dal modulo (sempre


positivo), dalla direzione e dal verso. Possono esse anche delle
funzioni del punto, espresse in coordinate cartesiane, cilindriche o
sferiche.
Sono indicate utilizzando caratteri in grassetto, o con una freccia:

F F F

€ €
Vettore tra due punti 1/2
Un punto dello spazio
P(x,y,z) può essere
indicato dalla sue
coordinate, oppure dal
vettore che congiunge il
punto P con l’origine
degli assi.

P1 ⇒ R1 = x1 x̂ + y1 ŷ + z1 ẑ
P2 ⇒ R 2 = x 2 x̂ + y 2 ŷ + z 2 ẑ

Distanza tra due punti: |R12| = |R2 - R1|


2 2 2
= (x2 − x1) + (y2 − y1) + (z2 − z1)
Vettore tra due punti 2/2
Il vettore che rappresenta la distanza tra i due
punti è semplicemente:

R12 = R 2 − R1 = ( x 2 − x1 ) x̂ + ( y 2 − y1 ) ŷ + ( z 2 − z1 ) ẑ

Distanza tra due punti: R12 = R 2 − R1 = ( x 2 − x1 ) x̂ + ( y 2 − y1 ) ŷ + ( z 2 − z1 ) ẑ


2 2 2
= ( x 2 − x1 ) + ( y2 − y1 ) + (z 2 − z1 )
Versore: vettore di ampiezza unitaria

R̂12 =
R12
=
( x 2 − x1 ) x̂ + ( y 2 − y1 ) ŷ + ( z 2 − z1 ) ẑ
R12 −
2
( 2 1) ( 2 1) ( 2 1)
x x + y − y
2
+ z − z
2
Definizione di Campo
Campo: Regione dello spazio in cui è definita una grandezza fisica scalare o
vettoriale variabile in funzione dei punti della regione.

Un campo vettoriale è caratterizzato in ogni punto da un vettore, ovvero, in

ogni punto dello spazio, una misura completa del campo fornirà l’intensità

del campo, la sua direzione e il suo verso.


Caratteristiche di un campo
Un campo vettoriale ha due caratteristiche essenziali :

a) esercita un'azione senza bisogno di contatto

b) ha bisogno di un corpo di prova perche' si possa manifestare

E' ben noto che il campo gravitazionale esercita una forza verso il
basso su un corpo di massa m e si manifesta solo in presenza della
massa stessa.

Gli astronauti sono piu’ "leggeri" nello spazio rispetto alla Terra perche’
il campo gravitazionale è meno intenso quanto più è grande la distanza
tra laTerra e il corpo su cui facciamo la misura.
Classificazione dei mezzi
Un mezzo si definisce:

omogeneo se le sue caratteristiche non variano da punto a punto (almeno


macroscopicamente); diversamente si dice disomogeneo.

isotropo se le sue caratteristiche non variano qualunque sia la direzione


nella quale si sviluppa il campo considerato; altrimenti si dice anisotropo

lineare se le relazioni fra le grandezze significative non dipendono dal


valore di queste grandezze; diversamente si dice non lineare.

Se il mezzo e' lineare si puo' applicare il principio di sovrapposizione


degli effetti: il risultato complessivo viene determinato valutando
separatamente e poi sommando i contributi forniti da ciascuna delle
“cause” all’origine del fenomeno studiato.
Forza Gravitazionale
Fissato il versore R̂12
2
m1m 2 −11 Nm
Fg21 = −γ 2
R̂12 N γ = 6.67 10
R kg 2
2
m1m 2 −11 Nm
Fg12 = γ 2
R̂12 N γ = 6.67 10
R kg 2

Il primo pedice di Fg indica la massa che subisce la forza,


mentre il secondo indica la sorgente della forza.
Campo Gravitazionale 1/2

Campo gravitazionale generato


da m1:
Fg21 m1 N
Ψ1 = = −γ 2 R̂
m2 R kg

Una massa m attribuisce ad ogni punto dello spazio che la


circonda la proprietà di diventare sede di una forza quando vi si
colloca un’altra massa.
Campo Gravitazionale 2/2
Azione di una forza F su di una massa m
F=ma

alla relazione vettoriale corrispondono 3 equazioni scalari:

Fx = m ax = m dvx/dt
Fy = m ay = m dvy/dt
Fz = m az =m dvz/dt

Nel caso di forze gravitazionali abbiamo

Fx =Fy = 0
Fz =m g
Carica elettrica 1/4
I fenomeni elettromagnetici sono i fenomeni fisici riconducibili alle
cariche elettriche.
La carica elettrica è una proprietà fondamentale della materia
rappresentabile come una grandezza scalare (unità di misura: coulomb,
C)
L’esperienza mostra che esistono due tipi di cariche che generano delle
forze:
- tra cariche dello stesso tipo si esercitano forze repulsive
- tra cariche di tipo diverso si esercitano forze attrattive.

Convenzionalmente si attribuiscono valori positivi alle cariche di un


tipo e negativi alle cariche dell’altro tipo
Carica elettrica 2/4
Carica elettrica 3/4
Modello dell'atomo di tipo “planetario”, con un nucleo di protoni e neutroni
circondato di una nube di elettroni
Z = numero atomico
A = numero di massa

Nel Nucleo:
Z protoni
A – Z neutroni

Z elettroni esterni
Carica elettrica 4/4

La carica elettrica elementare è quella dell’elettrone che


convenzionalmente si indica con
e

e fu misurata da R. Millikan tra il 1909 e il 1917

1) La carica elettrica osservata sperimentalmente è sempre un


multiplo intero (positivo o negativo) di e

2) La materia è macroscopicamente neutra e quindi in un


sistema isolato la somma algebrica delle cariche elettriche è
costante (Benjamin Franklin )
Evidenza della carica 1/3
550 a. Cristo

Talete di Mileto descrive le proprieta' dell'ambra quando viene strofinata


e della magnetite

UN PEZZO DI PLASTICA SI
COMPORTA COME L'AMBRA
Evidenza della carica 2/3

APPLET: cariche e palloncini


http://phet.colorado.edu/en/simulation/balloons
Evidenza della carica 3/3

APPLET: fulmini
http://micro.magnet.fsu.edu/primer/java/lightning/index.html
Tipi di cariche

Cariche libere: cariche che possono compiere spostamenti macroscopici


e dare luogo a separazioni macroscopiche di carica.

Cariche di polarizzazione: cariche legate alla struttura atomica o


molecolare che possono compiere solo spostamenti microscopici
(conseguenti a deformazione o orientamento di atomi o molecole).

In seguito quando si parlerà di cariche senza altre specificazioni si farà


riferimento alle cariche libere
Elettrizzazione 1/2
L’elettrizzazione è un fenomeno fisico (o anche il processo) che conduce
ad una sovrabbondanza di cariche di uno stesso segno nel corpo
precedentemente neutro. Esistono tre modi per elettrizzare un corpo:
Per strofinio: fenomeno caratteristico di diversi materiali (sia isolanti
che conduttori, questi impugnati per mezzo di isolanti) che, quando sono
strofinati, acquisiscono la capacità di attrarre o respingere altri oggetti, che
possono essere stati a loro volta strofinati (ad es. la carta è attirata dalla
plastica quando questa è stata elettrizzata per strofinio). È
un'elettrizzazione per strofinio anche quella della automobile in una
giornata ventosa e quella della scala mobile da parte del nastro di gomma.
Per contatto: un conduttore neutro può essere caricato mettendolo a
contatto con un secondo corpo che possiede un eccesso di cariche
elettriche dello stesso segno.
Elettrizzazione 2/2
Per induzione elettrostatica: avviene quando un corpo carico viene
posto vicino ad un conduttore. In questo caso le cariche che si trovano
su di esso si ridistribuiscono. Le cariche di segno opposto a quelle del
corpo inducente sono da esso attirate, le altre allontanate. Il conduttore
quindi è attirato dal corpo inducente, pertanto se il conduttore si può
dividere in due, è sufficiente separarle affinché risultino elettrizzate con
cariche uguali e di segno opposto.
Un fenomeno tipico degli isolanti consiste nella polarizzazione di un
isolante. Questo avviene per mezzo di una ridistribuzione delle cariche
successivo all’avvicinamento di un corpo non neutro all'isolante. La
somma delle forze attrattive che si esercitano tra la nuova distribuzione
delle cariche e le cariche del corpo non neutro (di segno opposto) è
leggermente maggiore alla somma delle forze repulsive per via della
differente distanza: pertanto, come predice la legge di Coulomb, il
corpo si carica e viene attratto dal corpo neutro.
Elettrizzazione per strofinio
I corpi che si caricano per strofinio sono detti isolanti, in quanto capaci
di trattenere la carica elettrica .
I metalli ed il corpo umano stesso, non trattengono la carica e sono detti
conduttori.
Elettrizzazione per induzione

Bacchetta carica

A A A A

Sfera Elettrizzazione Cariche Sfera


conduttrice temporanea per negative conduttrice
neutra, induzione arrivano da carica
isolata da terra
terra
Elettrizzazione per contatto
Elettrizzazione per contatto

A B

Sfera Sfera
conduttrice conduttrice La sfera B si carica per contatto
carica neutra
Isolanti e conduttori

Nel 1729 Stephen Gray introdusse il concetto di sostanze isolanti e


conduttrici e mostro' che anche i conduttori possono essere elettrizzati
se isolati dal terreno e da altri corpi.
Polarità delle cariche
Benjamin Franklin (1706-1790) individua che
le cariche elettriche sono positive e negative.

Per verificare l'ipotesi che i fulmini fossero di


natura elettrica nel 1752 fa volare durante un
temporale un aquilone munito di una punta
metallica alla quale aveva attaccato un filo di
seta in grado di condurre l'elettricità fino ad
una chiave metallica sospesa usata per
caricare una bottiglia di Leida (ossia un
condensatore).
Creazione delle cariche ????

In tutti i casi trattati, non c’è alcuna “creazione” di cariche elettriche.

L’apparizione di una carica in eccesso (positiva o negativa che sia) è


sempre dovuta

– al trasferimento di cariche elettriche da un corpo all’altro


(elettrizzazione per strofinio o contatto)

– oppure alla ridistribuzione entro il corpo delle cariche positive e


negative.
Attrazione e repulsione

Due corpi isolanti carichi entrambi positivamente o entrambi negativamente si


respingono.
Un corpo isolante carico positivamente e uno carico negativamente si
attraggono.
Forza di Coulomb 1/4
Forza di Coulomb 2/4
Forza di Coulomb 3/4

La legge di Coulomb fornisce la forza tra due cariche elettriche in


un mezzo illimitato, lineare, omogeneo ed isotropo
Q1Q 2 Q1Q 2 Q1Q 2
F=k 2
R̂12 = 2
R̂12 = 3
R12 [N]
R12 4πε0 R12 4πε0 R12

εo e' detta costante dielettrica del vuoto


Forza di Coulomb 4/4

L'unita' di misura delle cariche e' il COULOMB ( C )‫‏‬

Le dimensioni di εo sono

[εo] =[ Coulomb2 / Newton metro2 ]=


= [ Coulomb2 / Joule metro ] =[ Farad/metro ]

Con [ Farad ] = [ Coulomb2 / Joule ]

quindi εo = 8.854 10-12 F/m


Campo elettrico 1/2
Il campo elettrico è un campo di forze generato nello spazio
dalla presenza di una carica elettrica q.
La sua intensità a distanza R dalla carica che lo crea è pari a

F Q V
E= =
q 4πε0 R 2  m 
Il suo verso è uscente radialmente dalla carica positiva ed
entrante radialmente dalla carica negativa.
Campo elettrico 2/2
Prima caratteristica del campo elettrico e' l'azione senza contatto

Seconda caratteristica: per evidenziare un campo occorre una carica di


prova su cui si esercitano le forze dovute al campo.

E' possibile sperimentalmente catalogare le proprietà di un campo in un


punto muovendo una piccola particella di test q e misurando la forza che
"sente" in funzione della posizione e del tempo.
Sovrapposizione degli effetti
Una carica Q3 posta in una regione contenente anche le cariche Q1, Q2 è
soggetta alla forza
F = F13 + F23
L’intensità del campo elettrico è definita invece come la forza che agisce
sull’unità di carica posta in quel punto. Tale intensità vale:

F
E=
Q3
Sovrapposizione degli effetti: esempio
Trovare la forza agente sulla carica Q3.
Q1Q3 Q1Q3
F13 = R̂13 = R13
l 4πε R
2
4πε0 R13
3
0 13

5⋅10−12
= 3
(−3ŷ) = −5ŷ mN
−12
4π8.854 ⋅10 3
Q 2Q3
F23 = R
3 23
4πε0 R 23
3⋅10−12
= 3
(2 x̂) = 6.74 x̂ mN
4π8.854 ⋅10−12 2
F = F13 + F23 = 6.74 x̂ − 5ŷ mN
Campo elettrico generato da più cariche 1/2

Fissato un sistema di riferimento, il campo elettrico E nel punto P(y,z)


individuato dal vettore R è la somma vettoriale dei campi E1 ed E2. Il
versore uscente da ogni carica è rappresentato da:
R − R1
R̂1 =
R − R1
Campo elettrico generato da più cariche 2/2
q1 R − R1 q1 ( R − R1 ) V
E1 = 2
=  m 
4πε0 R − R1 R − R1 4πε R − R 3
0 1

q2 R − R2 q 2 (R − R2 ) V
E2 = 2 R−R
= 3  m 
4πε0 R − R 2 2 4πε0 R − R 2
 
1  1(q R − R 1) q 2( R − R 2 )  V 
E = E1 + E2 = 3
+ 3   
4πε0  R − R R − R2   m
 1

Per un sistema di N cariche, il campo totale vale:


i( i)  V
N N q R−R
1
E = ∑ Ei = ∑ 3  m 
i=1
4πε 0 i=1 R − R i
APPLET: cariche e campi
http://phet.colorado.edu/en/simulation/charges-and-fields
APPLET: Gol e.m.
http://phet.colorado.edu/en/simulation/electric-hockey
La sorgente del campo elettrico
Fissato un sistema di cariche, si puo' associare ad ogni punto nello
spazio P(x, y, z) un valore del campo elettrostatico E(x, y, z)
indipendentemente dalla presenza di una carica di prova q0.

Quando q0 viene posta nel punto P(x, y, z) essa risente della forza:

F ( x , y , z ) = q0 E ( x , y , z )

tale relazione che afferma che:

“Il sistema di cariche é la sorgente del campo elettrostatico E”


Distribuzioni (densità) di cariche
La sorgente del campo elettrico può essere non
soltanto discreta (cariche isolate), ma anche
continua. Infatti, si può avere una carica distribuita
uniformemente (o no) in un volume, una superficie,
oppure una linea. In tali casi, si definiscono le
densità di:
•  volume: ρv(x,y,z), ρv(r,ϕ,z), ρv(r,θ,ϕ) [C/m3]
•  superficie: ρs(x,y,z), ρs(r,ϕ,z), ρs(r,θ,ϕ) [C/m2]
•  lineare: ρl(x,y,z), ρl(r,ϕ,z), ρl(r,θ,ϕ) [C/m]
Definito un elemento di volume, di superficie e di
linea, la quantità totale di carica definita nel
volume, superficie o sulla linea vale:

Q= ∫∫∫ ρv dV, Q= ∫∫ ρs dS, Q= ∫ ρl dl


V S l
Campo E generato da distribuzioni
continue di carica 1/2
Sia ρv la densità di carica per unità di
volume funzione delle coordinate locali V’
del volumetto. Ogni volumetto elementare
dν' contiene una carica pari a dq = ρv(V’)
dV’. Il campo elettrico generato dalla
carica elementare dq vale

dq ρv (V')dV' R' ρv (V')dV'


dE = 2
R̂' = 2 R'
= 3
R'
4πε R' 4πε R' 4πε R'

Il campo totale vale: ρv (V') ρv (V')


E= ∫ 2
R̂'dV' = ∫ 3
R'dV'
V′ 4πε R' V′ 4πε R'
Campo E generato da distribuzioni
continue di carica 2/2
Analogamente per gli altri tipi di distribuzione

ρs (S') ρs (S')
E= ∫ 2
R̂'dS' = ∫ 3
R'dS'
S′ 4πε R' S′ 4πε R'

ρl (l') ρl (l')
E= ∫ 2
R̂'dl' = ∫ 3
R'dl'
l' 4πε R' l' 4πε R'

Esempi:
•  campo E generato da una densità di carica lineare;
•  campo E generato da un piano con densità di cariche superficiali
•  campo E generato da un disco circolare con densità di cariche superficiali
Campo E generato da un filo con
densità di carica lineare
dQ ρldz % r r̂ − z ẑ ( ρldz % r r̂ − z ẑ (

dE = R̂ = E= ∫ 2 ' *
2 2 ' * 2 2
4πε R 2
4πε R & r + z ) 2 −∞ 4πε R & r + z )

La componente lungo z scompare perché si possono sempre trovare


elementi di carica dq simmetrici che annullano tale componente.

∞ ∞
ρldz r r̂ ρlr dz r̂
E= ∫ 2 2 2
=∫
4πε 2 3/2
−∞ 4πε R r +z −∞ (r + z )
2


ρlr z ρl
= r̂ = r̂
4πε r 2 r 2 + z 2 −∞
2πεr
Campo E generato da una piano con
densità di carica superficiale
Utilizziamo le coordinate cilindriche e supponiamo il piano di cariche
posto in z=0.
dQ dQ ρsdr rdϕ −r r̂ + z ẑ
dE = 2
R̂ = 3
R=
4πε 2 3/2
4πε R 4πε R (
2
r +z )
La componente lungo r scompare perché si possono sempre trovare
elementi di carica dq simmetrici che annullano tale componente.
2π ∞ ρsdr rdϕ z ẑ
E= ∫ ∫
0 0 4πε ( r + z )
2 2 3/2
=

ρs −z ρs
= 2π 1/2
ẑ = ẑ
4πε ( r + z )
2 2 2ε
0

Sotto il piano il campo è opposto.


Campo E generato sull’asse di un disco
circolare con densità di carica superficiale.
dQ dQ ρsdr rdϕ −r r̂ + z ẑ
dE = 2
R̂ = 3
R=
4πε R 4πε R 4πε ( r 2 + z 2 )3/2

La componente lungo r scompare perché si possono sempre trovare


elementi di carica dq simmetrici che annullano tale componente.

2π ∞ ρsdr rdϕ z ẑ
E= ∫ ∫0 0 4πε ( r + z )
2 2 3/2
=

ρs −z ρs ( z +
= 2π 1/2
ẑ = *1− - ẑ
4πε ( r + z )
2 2 2ε ) 2 2
a +z ,
0

Se a → ∞, otteniamo il campo dovuto ad un piano di cariche.


Linee di forza del campo elettrico 1/4
Linee di forza del campo elettrico 2/4
Linee di forza
Uscenti da cariche positive
Entranti in cariche negative
Linee di forza del campo elettrico 3/4
Linee di forza del campo elettrico 4/4
Proprietà delle linee di forza:
1) una linea di forza in ogni punto é tangente e concorde al campo in quel
punto;
2) le linee di forza si addensano dove l'intensità del campo é maggiore;
3) le linee di forza non si incrociano mai, in quanto in ogni punto il campo
elettrico é definito univocamente e non può avere due direzioni distinte;
4) le linee di forza hanno origine dalle cariche positive e terminano sulle
cariche negative o all'infinito;
5) se ci sono solo cariche di uno stesso segno le linee di forza si chiudono
all'infinito;
6) nel caso di cariche di segno opposto, ma eguali in modulo, tutte le linee
che partono dalle cariche positive si chiudono su quelle negative, alcune
passando eventualmente per l'infinito;
7) se invece le cariche non sono eguali in modulo, alcune linee terminano o
provengono dall'infinito.
APPLET: linee di campo e di forza
http://www.falstad.com/vector3de/
Dipolo elettrico 1/4
Dipolo elettrico 2/4

d d/2

Q Q
Ez = 2
− 2
z > d / 2, x = 0, y = 0
 d  d
4πε0  z −  4πε0  z + 
 2  2
Q Q d Qd
E z = −2 2
sin α = −2 2 2R
=− z = 0, x = 0
4πε0 R 4πε0 R 4πε0 R 3
Dipolo elettrico 3/4

d
Dipolo elettrico 4/4

d
d

EFFETTO DI UN CAMPO ELETTRICO ESTERNO SU UN DIPOLO


p e' detto momento di dipolo elettrico
Homework N. 2

La legge di Coulomb ed il campo elettrico.


Buon Lavoro !!!
Riepilogo 1/2
La carica elettrica è una proprietà fondamentale della
materia rappresentabile come una grandezza scalare:
esistono due tipi di cariche e convenzionalmente si
attribuiscono valori positivi alle cariche di un tipo e
negativi alle cariche dell’altro tipo.

In un atomo abbiamo cariche positive nel nucleo e una


eguale carica negativa che ruota intorno.

La carica elettrica elementare è quella dell’elettrone che


convenzionalmente si indica con e
In un sistema isolato la somma algebrica delle cariche
elettriche è nulla.
Due cariche si attirano o respingono con la legge di
Coulomb.
Le cariche si misurano in Coulomb
Riepilogo 2/2