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Fisica: la free energy, trucco o nuova fisica?

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Scritto da Francesco Arcidiacono (premessa Alfonso D'Ambrosio)
Categoria: Didattica Fisica
C Pubblicato: 01 Giugno 2015
< Visite: 15917
Buongiorno,
abbiamo già parlato di cosa si intende per energia in fisica.
L’energia è qualcosa che si conserva, essa non si crea, ma si trasforma (in altre
forme di energia).
Sembra un concetto ovvio no?
Eppure molti nostri studenti e non solo sognano di poter creare un sistema
(spesso dei motori) per poter creare energia dal nulla o ancora poter generare
energia dalle “cose”.
In rete ci sono tantissimi siti e video che parlano di free Energy, molti di questi
video fanno riferimento ai magneti (chissà perché) o a congegni più esotici .
Solo trucchi o una nuova fisica è all’orizzonte?
Francesco Arcidiacono, amico virtuale ed appassionato di Fisica ci offre due
video sulla free Energy, assolutamente illuminanti ! Personalmente trovo il lavoro
non solo ben fatto, ma anche ben posto specie per fini didattici (e non solo)!
I video seguenti possono essere mostrati ai nostri studenti per affrontare i
seguenti nodi concettuali:
Conservazione dell’energia
Le forme di energia
Entropia
Onde elettromagnetiche
La trasmissione delle onde elettromagnetiche.
L’apparato presente nei due video, invece, può essere realizzato completamente
da zero (nei video tutte le istruzioni).
Alfonso D’Ambrosio
La free Energy di Francesco Arcidiacono
Guardiamo il seguente video (ha i sottotitoli in Italiano)
Energia dalle cariche elettriche

La frottola della Free Energy:


come già anticipato nel post precedente, su youtube girano diversi video che
mostrano vari metodi per produrre energia elettrica apparentemente dal nulla ed
uno di questi (https://www.youtube.com/watch?v=RAjDsWO5i58) l'ho trovato nella
mia bacheca condiviso su facebook da un utente. Ho commentato detto video
spiegando che era una burla e, a parte quelli che banalmente utilizzano il trucco
dei fili nascosti collegati alla rete elettrica(come rivelato in questo
video:https://www.youtube.com/watch?v=R_966UC1QhQ), ho suggerito come
poteva essere possibile fare a meno dei fili, utilizzando una tecnica chiamata
"Witricity", termine derivato dalla contrazione di "Wireless" ed "Electricity", cioè
elettricità senza fili.
Essa consente di trasmettere energia senza fili tra apparecchiature elettriche ed
elettroniche, basandosi su un principio dimostrato già da Nikola Tesla nel
1893.Un team del dipartimento di Fisica e di Ingegneria Elettrica del MIT, ha
dimostrato sperimentalmente un trasferimento di potenza wireless,
potenzialmente utile per l'alimentazione di computer portatili, telefoni cellulari e
altri dispositivi elettronici portatili senza fili. Questa tecnologia ha già permesso di
accendere una lampadina da 60 Watt a 2 metri di distanza
(https://www.youtube.com/watch?v=MgBYQh4zC2Y), ma i ricercatori stanno
mettendo a punto tecniche per portare elettricità a distanze maggiori e con
trasferimento ad alta efficienza. Questo non significa ottenere energia elettrica dal
nulla, ma semplicemente trasmettere a distanza (quindi senza fili) energia
elettrica sotto forma di campo elettromagnetico ad alta frequenza che poi viene
captato e riconvertito in energia elettrica da un circuito ricevitore accordato sulla
stessa frequenza del trasmettitore(un pò come avviene nella trasmissione e
ricezione delle onde radio). A questo punto ho deciso di sperimentare anch'io un
circuito di witricity e da quì è nato poi il video-burla "Energia dalle cariche
elettriche", dove l'elettroscopio collegato alle prese di corrente per acquisire le
cariche elettriche è stata una messinscena (altri per tale scopo hanno usato un
accendino piezoelettrico).In questo secondo video spiego dettagliatamente come
ho realizzato quanto mostrato nel primo.
Ecco il secondo video
La frottola dell'energia libera

Oscillatore Royer per esperimenti di Witricity:


il circuito scelto è un oscillatore Royer leggermente modificato,comunemente
utilizzato negli inverter e nei driver flyback.La tensione di ingresso è stata limitata
a 22 Volt per sicurezza,anche perché il circuito tende a diventare instabile a
tensioni superiori.I Mosfet Hexfet che ho usato sono IRFZ44N della
IR(International Rectifier), ma eventuali altri equivalenti vanno bene;occorre inoltre
un dissipatore di alluminio per i due Mosfet.Le induttanze sono da 100µH avvolte
su nuclei toroidali di ferrite.Il circuito L-C è la parte dove circola una corrente
relativamente intensa e deve essere robusto.Per realizzare la spira ho utilizzato
un filo di rame rigido del diametro di 1,5 mm;tale spira ha un diametro di 15 cm e
si riscalda durante il funzionamento a causa della intensa corrente ad alta
frequenza che vi circola.La capacità è costituita da 8 condensatori in parallelo da
4,7 nF-1500 V; è importante che i condensatori siano con dielettrico in
polipropilene perchè altri tipi si riscaldano e possono fondere in questa
applicazione.L'oscillatore senza carico oscilla con una frequenza relativamente
alta (1,3 Mhz circa).Per il "ricevitore" con la lampadina ho utilizzato due
condensatori in parallelo da 47 nF-400 V sempre in polipropilene, una spira di filo
di rame rigido identica a quella dell'oscillatore e una lampadina per automobili con
il relativo portalampada da 12 Volt-21 Watt. Nel ricevitore collegato alle prese, la
"spira" è costituita da un cavetto per piccoli elettrodomestici da 3x1 mm²,in parte
avvolto a spirale(3 spire);il diametro di dette spire è circa uguale alla spira
dell'oscillatore(15 cm);ci sono poi due condensatori da 10 nF-400 volt connessi in
parallelo,una lampada alogena da 12 Volt-14 Watt e due prese. L'alimentatore
genera una tensione continua di 22 Volt ed è in grado di erogare una corrente
massima di 5 Amper. L'oscillatore Royer,pur essendo relativamente semplice da
realizzare, ha però un problema: se la tensione di alimentazione aumenta troppo
lentamente, come ad esempio nel caso di alimentatori che hanno il condensatore
di filtro di grande la capacità(nell'alimentatore che ho realizzato il condensatore di
filtro ha una capacità di 10000 µF),l'oscillatore si blocca e mette in corto circuito
l'alimentatore con uno dei due Mosfet sempre in conduzione; pertanto, per ben
che vada,salta il fusibile di protezione dell'alimentatore mentre,nel caso peggiore,
salta anche uno dei due Mosfet.Questo problema si risolve inserendo un
interruttore tra l'alimentatore e l'oscillatore,azionato manualmente,che interrompe
temporaneamente la tensione per qualche secondo,in modo da dare il tempo
necessario all'alimentatore di raggiungere il valore nominale, e poi chiuderlo: in
questo modo si evita il blocco dell'oscillatore. Occorre tuttavia ricordarsi di aprire
detto interruttore prima di dare nuovamente tensione all'alimentatore, occorre cioè
prima collegare alla rete elettrica l'alimentatore e poi chiudere l'interruttore ed
alimentare l'oscillatore Royer.
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