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Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte,

1 (1982), pp. 141-147.

NOTIZIARIO
per gli anni 1980 e 1981 *

PROVINCIA DI ALESSANDRIA

1. MORBELLO, loe. Case Cherpione. Scavo paleontologico.


Sotto la direzione scientifica del prof. Andrea Allasinaz dell'Istituto di Geologia
dell'Università di Torino e su concessione ministeriale, è stato condotto uno scavo
palcontologico da parte del Museo Regionale di Scienze N:!turali di Torino in località.
«Case Chcrpione », nei pressi di PianfoIco, comune di Morbello. In questa regione
affiora un orizzonte stratigrafico ricco di tanatocenosi a Artropoda, Briozoa, Mollusca,
Protista e resti vegetali deIl'Oligoccne medio superiore. Lo scavo ha in particolare
permesso di raccogliere fossili di Artropoda, Decapoda del sottordine Brachiura, tra cui
alcune specie rarc, di difficile rinvenimento e isolamento. Lo scavo condotto nel 1981
ha inoltre documentato un'attiva presenza di operatori clandestini, che purtroppo carat-
terizzano numerose località fossilifere dell 'Ovadcse.
Luigi Fozzati, Marica Venturino Gambari

2. CASSINELLE. Reperti paleontologici.


Il torrente Arnione, nel tratto in comune di Cassinelle è stato sottoposto ad accurata
prospezione di superficie da parte deU'équipe diretta dal prof. Andrea AUasinaz. Gli
strati arenacei affioranti in vicinanza del sentiero e lungo le sponde del torrente risultano
fossiliferi e sfruttati da ricercatori abusivi. La raccolta effettuata ha permesso di salvare,
con il rccupero un ceppo d'albero di notevoli dimensioni e piuttosto raro per tipo di
fossiHzzazione: carbonizzazione seguita da silicizzazione. Sono state rinvenute parimenti
sacche o lenti di Iignite già sfruttate e strati di filloidi ricchi di reperti vegetali molto
ben conservati.
Luigi Fozzati, Marica Venturino Gambari

3. PECETTO DI VALENZA, loc. Cascina Guarnera. Scavo paleontologico.


L'affioramento di strati tardo-miocenici di diatomiti ricche di resti di pesci fossili
datati al Messiniano in località Cascina Guarnera, in comune di Pecetto di Valenza, ha
indotto il lvfuseo Regionale di Sciem:e Naturali di Torino a richiedere la concessione
di scavo per il recupero di materiale che si prevedeva abbondante e rappresentativo

* Avv~lenza: le notizie qui riportate sono state per la maggior parte pubblicate, alcune in fonna
più ridotta, nel BollelJino Storico Bibliografico SubalpinoJ LXXX (1982), fase. l, pp. 293-317.
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per questa ittifauna fossile. La località fossilifera di « Cascina Guarnera » è ubieata lungo
le pendici occidentali del rilievo collinare Bric Fea, 1 km a SSE di Pecetto di Valenza.
I risultati raggiunti sotto la direzione scientifica del dr. Giulio Pavia dell'Istituto di
Geologia deIl'Università di Torino sono stati notevoli: 15 m3 di roccia fossilifera col·
tivati hanno restituito alcuni frammenti di legno incrostati di piccole ostriche, rare
filliti, più di duecento resti scheletrici di teleostei, otto blocchi dell'intervallo più fossili·
fero di sedimento per il recupero dei fossili in laboratorio, dopo «maturazione»
della roccia.
Luigi Fozzati, Marica Venturino Gambari

4. BRIGNANO FRASCATA. Insediamento della Cultura dci Vasi a Bocca Quadrata (tav. LXXI).
Nel Settembre 1981 la Soprintendenza Archeologiea del Piemonte ha effettuato
alcuni brevi saggi preliminari di accertamento in un'area prossima al torrente Curone,
individuata da un attivo collaboratore della Soprintendenza, l'ing. A. Nebiacolombo.
Il materiale ceramico e lirico affiorante in superficie a seguito di lavori agricoli,
in notevole quantità, è quasi interamente riferibile alla Cultura dei Vasi a Bocca Qua·
drata, mentre solo qualche indizio, peraltro molto significativo, quale la presenza di
piccoli frammenti di vaso campaniforme, documenta la frequentazione del sito anche
durante l'Eneolitico.
La ceramica è presente con due classi di impasto: quella fine, rappresentata soprat.
tutto da frammenti di vasi a bocca quadrata (tav. LXXI, nn. 9-13), è compatta, a supero
fici regolari, lisciate, opache o semi-lucide, di ottima manifattura, generalmente inomate.
La ceramica grossolana, a superfici opache, lisciate, di colore variabile dal rosso al
bruno, presenta sovente una decornzione ad impressioni digitali, con riporto di argilla
laterale, talvolta anche su forme a bocca quadrata (tav. LXXI, n. 12).
La tipologia della· ceramica rientra nel repertorio vascolare della fase antica (fase
Finale-Quinzano; BARFIELD, 1971) della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata, con con·
fronti stringenti con i materiali delle caverne liguri; la forma più documentata sembra
essere il vaso a collo distinto, tronco-piramidale, talvolta con accentuazione dei bec-
cucci e generalmente privo di decorazione. Interessante la presenza del bicchiere di
forma cilindrica, con fondo phltto e piccolo tacco (tav. LXXI, n. 6), documentato da
più esemplari, e di un piatto coperchio, a pareti diritte, con orlo a piccola tesa esterna,
decorato sul fondo da un motivo meandrospiralico e ~ulle pareti da un motivo geome-
trico, realizzati a graffito (tav. LXXI, n. 1).
La decorazione graffita è documentata anche su alcuni piccoli frammenti di impasto
fine, con una sintassi di tipo geometrico-lineare (tav. LXXI, nn. 2-5).
I saggi di scavo, condotti su una superficie assai limitata, hanno portato all'indivi-
duazione, al di sotto dello strato rimaneggiato dalle arature, di livelli antropici sostan-
zialmente in posto, che saranno oggetto di esplorazione e di scavo sistematico.
L'individuazione di un sito riferibile alla Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata nd
Piemonte sud-orientale riveste notevole interesse sia nell'ambito della problematlca
relativa alla diffusione di tale cultura nell'Italia nord-occidentale e della definizione dei
suoi caratteri, sia per una maggiore comprensione dei rapporti tra Liguria e Pianura
Padana nel corso del IV millennio a. C.
Marica Venturino Gambari
Bibliografia citata:
BARFIELD L. H., 1971. Northern Ittll'Y belore Rome, London.
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5. ACQUI TERME, loc. Marchioli. Stazione preistorica (tav. LXXII).


Ad Acqui Terme, in località Marchioli, sulla sponda destra del fiume Bormida, a
poca distanza dai resti dell'acquedotto romano, lo scavo per la posa del metanodotto
portò nel 1972 all'individuazione di un'estesa area archeologica, con il rinvenimento di
alcune tombe di età romana e di un tratto di pavimento in cocdopesto. Durante le
operazioni di recupero, ad opera del Museo Civico di Acque Terme, sotto il controllo
della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, fu rinvenuta anche una notevole quan·
tità di materiale preromano, esaminato di recente nel quadro del riordino della sezione
preistorica deI Museo.
La ceramica è di impasto prevalentemente grossolano, con superfici opache, irrego-
lari, di rozza manifatura, di colore generalmente rosso-bruno; predominano le forme
aperte, tronco-coniche, con fondo piatto, a tacco, talvolta con impressioni digitali, ed
orio diritto, spesso a tacche. Povera la sintassi decorativa, rappresentata da cordoni lisci
o a tacche, tubercoli, file orizzontali di impressioni digitali.
Tra il materiale recuperato interessanti le prese sub-rettangolari, conservanti in un
caso lo spinotto di attacco aUa parete del vaso, alcuni frammenti di ceramica di impasto
semi-fine, talvolta con decorazione a solcature, un peso fittile di forma circolare ed un
frammento di colatoio.
Nel complesso, in assenza di elementi tipologici precisi ed in attesa di uno scavo
stratigrafico che chiarisca la natura e precisi la cronologia del rinvenimento, si può pro-
porre una attribuzione ad una fase avanzata dell'età del Bronzo, sulla base delle caratte-
ristiche generali della ceramica; la Soprintendenza ha in programma un'approfondita
esplorazione dell'area che presenta senza dubbio notevoli motivi di interesse, data la
sua ubicazione prossima al sito della città romana di Aquae Slaliellae, per una maggiore
comprensione della dinamica del popolamento durante la prorostoria e le prime fasi
della romanizzazione.
Marica Venturino Gambati

6. MOMPERONE. Abitato dell'età del Bronzo (tav. LXXllI, 1).


La località fu individuata negli anni 1978·79 da un collaboratore della Soprinten.
tendenza Archeologica del Piemonte, l'ing. A. Nebiacolombo, nel corso di sistematiche
raccohe di superficie che hanno permesso di localizzare in Valle Curone una serie di
abitati di età preistorica. in un quadro cronologico e culturale che va dal Neolitico
alla romani7.zazione.
Il materiale, affiorante in superficie a seguito di lavori agricoli. documenta la fte-
quentazione del sito a partire dal Neolitico (Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata), ma
la fase inscdiativa più cospicua, attestata da una grande quantità di frammenti ceramici
di tipologie e decorazioni assai varie, è riferibile all'età del Bronzo Recente con alcuni
materiali più tardi che scendono fino all'età del Ferro aV:lOzata.
Forme caratteristiche sono le tazze carenate con decorazione a fasci di solcature
ed anse a nastro impostate sull'orlo o pseudo-anse con perforazione orizzontale, vasi
biconici con orlo estroflesso e decorazione a solcature parallele e orizzontali sulla spalla;
l'impasto è semifine, con degrassante eterogeneo ma ben amalgamato; le superfici sono
opache, regolari, generalmente lisciate, di colore grigio scuro.
Nella ceramica grossolana sono presenti frammenti di vasi di grosse dimensioni con
cordoni lisci ed a tacche, bugne e tubercolij frequenti sono le prese subrettangolari,
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talvolta desinenti con cordoni, di dimensioni variabili, di cui si conserva a volte lo


spinotto di attacco alla parete del vaso. L'impasto è grossolano; le superfici opache.
lisciate, talvolta in modo trascurato, di colore prevalentemente rosso-bruno.
La ceramica rinvenuta a Momperone trova stringenti confronti con analoghi mate-
riali provenienti dai livelli dell'età del Bronzo Recente di altre stazioni del Piemonte
a testimonianza di una larga omogeneità di caratteri di questa fase nel territorio
piemontese.
La Soprintendenza Archeologica del Piemonte ha in programma l'esplorazione c
lo scavo sistematico del sito.
Mariea Venturino Gambari

7. DERNICE, ftaz. Vigana. Rinvenimento di materiale riferibile all'età del Ferro


(tav. LXXIII, 2).
Le raccolte di superficie condotte in Valle Curone dall'ing. A. Nabiacolombo por-
tarono all'individuazione di un'altra zona di notevole interesse archeologico a Vigana,
in comune di Dernice.
Da un esame preliminare del materiale recuperaro in seguito a lavori agricoli sem-
bra trattarsi di una facies di abitato riferibile all'età dei Ferro. Le forme documentate,
generalmente inornate e di ottima manifattura, sono scodelle di forma troncoconica,
tazze su piede con orlo rientrante, talvolta gradi forme, vasi con collo cilindrico ed orlo
estroflesso ed arrotondato; l'impasto è semifine, con superficie regolare, lisciata, in alcuni
casi levigata, di colore prevalentemente grigio chiaro.
NelIa ceramica grossolana sono documentate sintassi decorative assai varie per tipo-
logia e tecnica di esecuzione, che trovano confronto con analoghi materiali provenienti
dagli abitati dell'età del Ferro del Piemonte meridionale e della Liguria; si tratta di cor-
doni rilevati, a sezione triangolare, che formano motivi geometrici, di motivi a zig-zag
spezzati realizzati con impressioni a stecca, di unghiate o di piccoli tubercoli che rico-
prono talvolta l'intera superficie del frammento. Anche in questa seconda classe ceramica
l'impasto è compatto, a degrassante eterogeneo ma ben amalgamato, con superfici opache,
regolari, 1isciate e di colore prevalentemente rosso-bruno.
La Soprintendenza Archeologica del Piemonte ha in programma lo scavo e l'esplora-
zione globale del sito che, per la sua cronologia e localizzazione geografica, si prean-
nuncia di estremo interesse sia per una messa a fuoco dei problemi relativi all'inquadra-
mento delle culture dell'età del Ferro in Piemonte meridionale, sia per un chiarimento
dei rapporti tra la pianura padana e la costa ligure, durante questo periodo. attraverso
le vallate appenniniche.
Marica Venturino Gambari

8. ALF.SSANDRIA, fraz. Vili. del Foro. Abitato e necropoli dell'età del Ferro (tav. LXXIV).
Nel settembre 1980 la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, in collaborazione
con il Centro Ligure per lo studio della cultura materiale, ha effettuato una prima rac-
colta di superficie in un'area situata sulla riva destra del torrente Belbo, in prossimità
della sua confluenz~ ncl Tanaro, dove era stata segnalata la presenza di materiale cera-
mico affiorante a seguito di lavori agricoli.
Date l'entità dci fenomeno e l'esiguità dci mezzi a disposizione, l'intervento ha
interessato solo una ristretta zona-campione, con l'esplorazione di un'area di circa
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mq. 7.500, ma ha dato risultati interessanti in relazione alla distribuzione ed alla natura
del materiale recuperato; la Soprintendenza Archeologica ha in programma il comple-
tamento della raccolta di superficie, con l'individuazione e lo scavo delle zone non ancora
sconvolte dalle arature.
Sulla base delle tipologie e delle forme documentate il complesso sembra essere
interamente riferibile all'età del Ferro.
La ceramica è rappresentata da due classi di impasto; quella grossolana ha super-
fici opache, irregolari, rozze, di colore rosso-bruno, con forme prevalentemente chiuse a
fondo piatto, per lo più a tacco o su basso piede ed orlo estroflesso, arrotondato; fre-
quenti i cordoni lisci o a tacche.
La ceramica di impasto semifine, con superfici opache, 1isciate, di colore bruno-
nerastro, è rappresentata da bicchieri e tazze a calotta sferica, talvolta ombelicate e da
vasetti miniaturistici, in forma di scodelle carenate, generalmente inornati; frequente
la presenza di fusaiole troncoconiche, a base concava (tav. LXXIV, 1).
Particolarmente interessante è il rinvenimento di alcuni frammenti di ceramica
fine, a superficie opaca, regolare, di colore nero, toruita che, nonostante alcune imper-
fezioni di cottura e l'estrema frammentarietà dei reperti, sembrerebbe comunque iden-
tificabile come bucchero (tav. LXXIV, 2).
Dallo studio della distribuzione topografica del materiale è ipotizzabile un abitato
di grandi dimensioni, con capanne con rivestimenti di argilla, come dimostrato dai fram-
menti di concotto raccolti sul terreno; nelle immediate vicinanze non è esclusa l'esistenza,
sulla base di indizi ancora da verificare, di una necropoli con tombe ad incinerazione,
a pozzetto.
Le caratteristiche della località e l'estrema vicinanza al sito della città romana di
Forum Fu/vii accentuano l'interesse della zona, punto di incrocio di vie di comunica~
zione ben note in età romana e probabilmente preesistenti perché legate sia ai valichi
appenninici verso la Liguria, sia alla direttrice Tortona-Asti, che rappresenta il naturale
collegamento delle zone di fondovalle In quest'ambito la presenza del bucchero costi-
tuisce un notevole indizio e richiama i ritrovamenti di materiali simili dell'oppido pre-
romano di Genova (FOSSATI-GARDINI, 1976), di Serravalle Scrivia (Lo PORTO, 1956), del
Guardamonte di Gremiasco (Lo PORTO, 1954; 1957) e di Monleale (AL) (FINOCCHI,
1976), segnando cosi, in modo evidente, le vie del commercio etrusco verso la Ligu-
ria interna.
Filippo Maria Gambari - Marica Venturino Gambari

Bibliografia citata:

FINOCCHI S., 1976, Monleale (AL), in Scavi e scoperte, in SE, XLIV, p. 461, tav. LXXXI a.
FOSSATI S. - GARDINI A" 1976. Genova - S. Silvestro, in Archeologia in Liguria, Genova, pp. 9.3·104.
LO PORTO F. G., 1954. Una stazione dell'età del Ferro nel Tortonese, in RStLig, XX, 3, pp. 16.3·204.
- 1956. Documenti di vita preromana in Piemonte, in RStLig, XXII, 2·4, pp, 199·210.
- 1957. Gremiasco (Tortona) . Il castelliere figure del Guardamonte, in N Se, Xl, pp. 212-227.

9. ACQUI TF.RME, Via Aureliano Galeazzo. Resti di edificio d'età romana.

Resti di costntzione dell'inizio del I sec. d. C , di cui parte - emersa nel corso dei
lavori effettuati in un immobile adiacente - è costituita da due vani entro un doppio
muro perimetrale che delimita e contiene un vespaio, formato da sei assise di ciottoli di
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fiume. 10 scavo che nell'81 ha consentito di individuare l'angolo di NW dell'impianto,


h. scoperto un lungo tratto del lato di ponente 8 margine del quale, sotto uno strato
corrispondente a una fase imprecisata di spoglio, è stato raggiunto il piano di crollo
del tetto a uno spiovente che ricopriva un vasto portico a duplice corsia. Sotto il piano
di spiccato sono stati raccolti una scheggia di vetro 005tolonato e numerosi frammenti
vascolari, spezzoni di coppe a pareti sottili e di vasellame a vernice nera d'imitazione
campana. Nello strato di spoglio lo scavo ha restituito lastre, cornici marmoree, fram-
menti modanati in cotto e la mano di una statua marmorea di grandezza superiore
al naturale.
Silvana Finocchi

lO. ACQUI TERME, via Cassino, angolo via Fratelli Sutto. Resti di edificio d'età romana.

Contesto insediativo che i reperti in strato permettono di datare al I sec. d. C.


È costituito da un ambiente con pozzo e due grandi doli inseriti nel terreno, affacciato
su una corte (solo parzialmente scavata) dove, intorno alla canna di un secondo pozzo
rivestito di pietrame a secco. è la base quadrata, in pietra, su cui posava il parapetto.
Scomparsa ogni traccia di strutture oltre il muro di afIacciamento sul Iato occidentale,
rimane il perimetro dell'abitazione che corre a margine di una strada lastricata. Resti
di crepidine e basi di colonne ne fiancheggiano la carreggiata, ampia m. 4,80, sotto la
quale corre un grosso collettore costruito in robusta mura tura di pietrame e malta, di
m. 1,24 X 0,82 di luce. Il percorso, che muove da E a W, è stato accertato fino
all'incrocio con un asse ortogonale. in corrispondenza di via Cassino. Il suo andamento
è indicativo di una delle principali vie d'accesso all'abitato, la Asti·Nizza, che in età
medioevale entrava in città da N attraverso Porta Pisterna.
Silvana Finocchi

11. TORTONA, via Puricelli. Impianto urbano di }ulia Dertona.

Contesto insediativo significativamente rappresentativo di aspetti strutturali e orga~


nizzativi dell'impianto urbano. Allo scavo completato nell'BO, sono seguiti nell'BI i
lavori di consolidamento delle strutture più degradate del ripiano superiore dove, restau-
rato il muro d'ambito di un fabbricato, sono state ricomposte le sponde. formate da
grosse pietre poste di taglio, di una canaletta emarginante i resti di un lastricato stra~
dale (II sec. d. C.). Ripreso qualche breve tratto del canale che corre nel ripiano inferiore.
gli interventi hanno interessato il grande collettore che nell'ultimo livello raggiunto
dallo scavo rappresenta la prima fase di utilizzazione del suolo (I sec. a. C.). Il condotto,
in cui si immette un canale secondario con andamento da SW a NE, segna il punto
d'incontro di due assi stradali. Sono stati ricomposti i tratti degradati deI nucleo
in conglomerato e del paramento in pietre spaccate fino al nascimento della volta. Con
la conservazione dei resti, è stata conseguita la continuità visiva della stratificazione
strutturale e insieme la funzione di contenimento della terra che costituisce, nella com~
plessa situazione dei livelli sovrapposti. il piano d'appoggio delle strutture di seconda fase.
Silvana Finocchi
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12. PECETTO DI VALENZA. Probabile villa romana e sepolcreto altomedievale (tav. LXXV).

Tra l'aprile ed il giugno del 1980, in seguito al rinvenimento casuale di tre sepol~
ture d'inumati, durante lavori agricoli effettuati tra la Cascina Farina e le Cascine
Gasparini, sono stati eseguiti alcuni saggi di scavo che hanno permesso d'individuare
un insediamento d'età romana ed un successivo sepolcreto del VI~VII secolo.
Il cimitero si trova a NE rispet,to all'insediamento romano. Non sono state rinve~
nute tracce di edifici riferibili alla necropoli, che risulta costituita da una serie di sepol.
ture ad inumazione, tutte orientate con il cranio ad W, disposte per file orizzontali,
con alcune sovrapposizioni. Ne sono state rinvenute venti in tutto, tra le quali sono
distinguibili due tipi: uno a cassa, di forma perfettamente rettangolare, realizzata con
mattoni e frammenti di tegole romane di reimpiego, legate da malta, con copertura alla
«cappuccina »; l'altro a fossa. con. talvolta, alcune pietre disposte intorno all'inumato.
Le sepolture sono state trovate tutte assolutamente prive di corredo; questo particolare,
l'orientamento, la forma e soprattutto la tecnica costruttiva, trovando confronti con i
vicini esempi di Ticineto (AL) (NEGRO PONZI, 1976, p. 46; Ead., 1980, p. 178 e
nota 109j Ead., 1982, pp. 217) hanno fatto ipotizzare una datazione compresa tra il
V e l'VIII secolo. Il ritrovamento nello strato di aratura superficiale di una moneta
argentea anonima longobarda (tav. LXXV, 4) databile tra la fine del VI e l'inizio del
VII secolo sembra confortare tale supposizione (cfr. WROTH, 1911, p. 36, n. 16;
SAMBON, 1912, n. 309; ARSLAN, 1978, pp. 14 e 58, n. 24; Id., 1981, pp. 66·67, nn.
8·14, tav. XXXI).
L'insediamento precedente è stato invece individuato a SW del sepolcreto; oltre
a numeroso materiale ceramico databile tra il I ed il II sec. d. C. e ad una moneta bron-
zea molto consunta d'età giulio-claudia (tav. LXXV, 5) si rinvennero due strutture mu-
rarie (larghe m. 0,59, con andamento NS, in pezzame laterizio, connesso da malta) con·
servate a livello di fondazione, alcuni frammenti d'intonaco dipinto ed un frammento di
capitello di ordine tuscanico in cotto.
In relazione ai ritrovamenti brevemente descritti è interessante segnalare la pre-
senza di un capitello marmoreo di ordine corinzio, di grandi dimensioni (d. inf. cm. 77),
reimpiegato, in posizione capovolta, in una cantina dell'Ospizio del paese.

Claudio Donzelli

Bibliografia citata:

ARSLAN E. A., 1978. Le monete di Ostrogali, Longobardi e Vandali. Catalogo delle Civiche Ratcolu
Numismatiche di Milano, Milano.
- 1981. Le monete di Dstrogoti e Longobardi nei Musei Civici di Pavia e Bergamo, in Notizie
, dal Chiostro del Monastero Maggiore, fasc. XXVII·XXVIII, pp. 53·74.
NEGRO PONZI MANCINI M. M., 1976. Ticineto, insediamento tardo romano e a!tomedievale, in
.Notiziario di Archeologia Medievale, 18, novembre, p. 46.
- 1980. Villaro di Ticineto (AL) . Note per lo studio del popolamento rurale e della dinamica
del territorio, io Studi di Archeologia dedicati a Pietro Barocelli, Torino, pp. 151·189.
- 1982. Una chiesa paleocristiana e altomedievale a Ticineto (AL), in Atti del V Congresso
Nazionale di Archeologia Cristiana, Torino 22·29 settembre 1979, v. I, Roma, pp. 211·225.
SAMBON G., 1912. Repertorio generale delle monete coniate in Italia ... Periodo dal 476 {Il 1266, Parigi.
WROrn W., Catalogue 01 the Coins 01 the Vandals, Ostrogoths and LombtJfds ... in tbe British Museum,
London.

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