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Cattedra di Economia dei

Mercati e degli Intermediari


Finanziari
Dott. Ernesto Florio

RISCHI FINANZIARI
Rischio di liquidità:
definizione

Mercato Interbancario

Funding Garanzie

Banca

Depositi Liquidity Risk Management


Liquidity Gap Trasferimenti
Infragruppo

Crediti
SPORTELLI CAPOGRUPPO

Collateral Finanziamenti

Mercato dei capitali

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Rischio di liquidità:
definizione
L'esistenza di un mismatching per scadenza fra attivo (orientato a lungo termine) e passivo (prevalentemente a
breve) può generare un rischio di liquidità.

Il rischio di liquidità riguarda la possibilità che unintermediario:

 non sia in grado di onorare in maniera puntuale e tempestiva il rimborso delle proprie passività a causa di
un volume di richieste inaspettatamente elevato

 oppure sia costretto a vendere rapidamente un elevato volume di attività realizzando un


prezzo inferiore al loro valore corrente di mercato

…e si articola in due diverse forme:

L'intermediario non è in L'intermediario, al fine di


grado di far fronte in monetizzare una consistente
maniera efficiente, senza posizione in attività, influenza
mettere a repentaglio la in maniera significativa (e
propria operatività ed sfavorevole) il suo prezzo, a
equilibrio finanziario, a Market Liquidity causa di una scarsa
deflussi di cassa attesi o Funding Risk profondità del mercato in cui
Risk
inattesi tali attività sono negoziate

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Rischio di liquidità:
definizione
 Il rischio di liquidità non è presidiabile attraverso una più consistente dotazione patrimoniale: la
sua gestione/ mitigazione è raggiungibile solo attraverso un ottimale governo dello stesso

 I principali strumenti di attenuazione del rischio di


liquidità sono:

 Riserve di liquidità (Counterbalancing capacity)


 Sistema di limiti operativi
 Diversificazione delle fonti di finanziamento e delle
scadenze di rinnovo
 A seconda dell'intervallo di tempo di osservazione si
distinguetra:

 Liquidità infragiornaliera
 Liquidità operativa
 Liquidità strutturale
 La natura multidimensionale del rischio di liquidità può aggravare il lavoro di
chi deve identificarlo, valutarlo, gestirlo all'interno dell'organizzazione
aziendale e di chi lo deve supervisionare dall'esterno

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Rischio di liquidità:
framework di gestione
Monitoraggio della
liquidità a breve termine

Il monitoraggio della liquidità a breve termine è


finalizzato ad evidenziare eventuali fabbisogni derivanti
da condizioni di normale operatività delle banche:

 Operative Maturity Ladder: simula l’evoluzione


dello sbilancio di tesoreria nel breve termine,
adottando le ipotesi più neutrali possibili in merito
all’evoluzione delle grandezze del bilancio
 Bilancio di Liquidità Netta: stima delle fonti e degli
impieghi di liquidità in essere a fronte degli impegni
assunti dalla banca
 Counterbalancing Capacity: Stock di attività
prontamente liquidabili o impegnabili in operazioni
di secured financing a fronte di improvvisi
fabbisogni di cassa

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Rischio di liquidità:
framework di gestione
Monitoraggio della
liquidità strutturale

La gestione della liquidità strutturale è finalizzata a


garantire l’equilibrio e la stabilità del profilo di liquidità nel
medio-lungo termine ed il raccordo con la gestione della
liquidità di breve termine

 Maturity Ladder: simula l’evoluzione dello sbilancio


di tesoreria su una serie di periodi significativi (gap),
adottando delle stime in merito all’evoluzione di
alcune grandezze:
• Poste a vista: modelli comportamentali
• Estinzione dei mutui: curve di prepayment
• Derivati: portafoglio di replica
 Financing Gap: differenza tra l'ammontare medio
dei prestiti e la componente stabili dei depositi

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Rischio di liquidità:
framework di gestione
Liquidity Gap
 Nell’ambito della gestione del rischio di liquidità, attraverso un approccio interno, è possibile determinare la
posizione finanziaria netta, o liquidity gap, attraverso il confronto tra cash inflows e cash outflows
 Il calcolo dei liquidity gap può essere condotto in riferimento:
 ad una sola fascia temporale  liquidity gap di periodo

 a più fasce temporali  liquidity gap cumulato


 all'operatività attuale, prospettica, in ipotesi di stress
 La maturity ladder rappresenta il prospetto nel quale le attività e le passività vengono ordinate in fasce temporali
(buckets) in base alla loro vita residua, la sua compilazione è propedeutica al calcolo dei liquidity gap

4. INDIVIDUAZIONE
2. CLASSIFICAZIONE CASH 3. CALCOLO LIQUIDITY
1. GAPPING PERIOD COUNTERBALANCING
FLOW GAP
CAPACITY

Somma algebrica Individuazione delle poste


LIQ. GAP DI (per colonne) degli attive altamente liquide che
Costruzione di un PERIODO ammontari per
Compilazione dei flussi di possono essere
appropriato time-frame in singolo time bucket
cassa a scadenza, in entrata smobilizzate in breve
coerenza con le
ed in uscita, che rientrano Somma algebrica tempo per fronteggiare gli
caratteristiche di business LIQ. GAP
nel calcolo del liquidity gap (per righe) dei sbilanci attesi, nonchè gli
della banca/gruppo CUMULATO
liquidity gap di haircut da applicare alle
periodo stesse

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Rischio di liquidità:
framework di gestione
Liquidity Gap
Nel posizionamento dei cash flow, le banche devono considerare sia i cash flows certi, provenienti dalle posizioni con
caratteristiche contrattuali note (posizioni con scadenza predefinita), sia i cash flows incerti provenienti da posizioni
senza scadenza contrattuale, il cui trattamento dipende dalle caratteristiche "economiche" delleposte.
In particolare, è necessario porre attenzione al trattamento delle seguenti poste:
È necessario individuare le poste attive altamente liquide che possono essere smobilizzate in breve tempo per fronteggiare gli
APL, haircut e timing
sbilanci attesi in relazione ai vari scenari nonché gli haircut da applicare alle stesse (scarti da attribuire alle poste nel caso di
di smobilizzo
immediato smobilizzo delle attività in questione in situazioni di crisi)

Poste che nella struttura contrattuale presentano un diritto di opzione tipicamente sulla scadenza (es. bond callable e mutui
Posizioni con
rimborsabili anticipatamente – opzioni di prepayment). Per tali poste la banca deve dotarsi di un sistema in grado di stimare, sulla
opzionalità
base delle esperienze storiche e/o previsionali, la possibilità di esercizio di tali opzionalità

Poste a vista Poste senza una scadenza contrattuale e che pertanto generano entrate ed uscite dicassa non definite apriori

Garanzie, linee ed E’ necessario stimare, sulla base dell’esperienza storica e/o di previsioni future sull’evoluzione del rapporto con la clientela, la
impegni quantità di poste fuori bilancio che si trasformerà in flussi dicassa

È necessario valutare il liquidity gap per ogni divisa in cui la banca è operativa, porre limiti al mismatch tra divise estere e
Poste in valuta domestica, valutare shift tra valute in caso di crisi di liquidità, considerare distintamente i pool di riserve liquide denominate in
valute differenti, vista possibilità di rifinanziamento presso banche centrali estere che utlizzano garanzie in valute differenti

È necessario stimare i cash flows provenienti dalle posizioni relative al new business, simulate attraverso un orizzonte temporale
New business futuro, sulla base di ipotesi ed assunzioni relative a tassi di mercato, comportamento dei clienti e strategie di business proprie
della banca

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Rischio di liquidità:
strumenti operativi
Maturity Ladder
Le banche sono tenute acompilare:
- la maturity ladder Bankit su base giornaliera / settimanale (di cui si riporta uno stralcio)
- la maturity ladder EBAsu base trimestrale

In ambito gestionale le banche compilano una maturity ladder di breve periodo, per la liquidità operativa, e di
medio/lungo periodo, per la liquidità strutturale
Buckettemporali
M atu rity
• 1 giorno
voce Descrizione st ck iniz. 1g 2g 3g 4g 5g 2s 3s 1m 2m 3m 6m 1a
o • 2 giorni
1000 Saldo netto cumulato posizioni in scadenza 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
• 3 giorni
1100 1. Operatività con controparti istituzionali 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
• 4 giorni
1105 Debiti con banchecentrali
1110 Depositi presso banche centrali ulteriori rispetto alla riserva obbligatoria • 5 giorni
Voce e 1115 Debiti secured con controparti dimercato

descrizione 1120 Impieghisecured con controparti di mercato • 2 settimane


delle posteda
1125 Interbancario unsecured passivo (escluso infragruppo)
1130 Interbancario unsecured attivo (escluso infragruppo)
• 3 settimane
quantificare 1135 Scadenza di operazioni infragruppo - passivo • 1 mese
1140 Scadenza di operazioni infragruppo - attivo
1145 MIC passivo • 2 mesi
1150 MIC attivo
1155 Certificati di deposito e Commercial Paper in scadenza
• 3 mesi
1160 Obbligazioni in scadenza (senior, subordinati, covered bond) • 6 mesi
1165 Flussi di cassa positivi relativi a titoli collocati ma in corso di regolamento
1170 Altro (specificare se rilevante) • 1 anno
1200 2. Operatività con clientela Corporate/Large Corporate
1205 Preavvisi di flussi di cassa negativi
1210 Preavvisi di flussi di cassa positivi
1215 Altro (specificare se rilevante)

1300 3. Previsionale di Tesoreria


1305 Riversamentifiscali attesi
1310 Altro (specificare se rilevante)

1400 4. Gestione titoli e finanza

Celle verdi: Celle gialle: Celle arancioni:


dati segnalatidalle somme somme cumulate
banche automatiche automatiche

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Rischio di liquidità:
strumenti operativi
Early Warnings

Un sistema di indicatori di rischio anticipatori di tipo quantitativo, denominati Early Warnings, rappresenta uno
strumento utile alla banca per individuare lo scenario operativo in cui si trova ed eventualmente attivare le procedure
che ritiene più idonee per rientrare nel normale corso degliaffari.
Di seguito, sono riportati alcuni esempi di indicatori il cui monitoraggio potrebbe anticipare alla banca il presentarsi di
situazioni di crisi:
BREVE TERMINE MEDIO/LUNGO TERMINE
(analisi daily/weekly) (anlisi weekly/monthly)

• Aumento dello spread di raccolta rispetto alle • Monitoraggio outlook società di rating
Crisi specifica condizioni di mercato/competitor • Variazione della volatilità della raccolta

• Scostamenti dai livelli normali dei tassi


• Credit spread del settore
overnight
Crisi sistemica • Scostamenti dei volumi «normali» di
finanziario/industriale (credit deafult swap,
asset swap, ecc
rifinanziamento presso la BCE

Per ciascuno degli indicatori individuati, in funzione del livello assoluto raggiunto e della persistenza del livello stesso,
sono stabiliti dei range a cui sono associati livelli progressivi di allarme.

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Rischio di liquidità:
Indicatori di Basilea III
Liquidity Coverage Ratio

Buffer di HQLA
LCR = ≥ 100%
Saldo netto flussi di cassa a 30 giorni in ipotesi distress

Numeratore Denominatore

 Il numeratore è rappresentato dalla RISERVA DI LIQUIDITÀ


composta da:  Il denominatore è calcolato deducendo dal totale
dei deflussi (outflows) di liquidità, il totale degli
≥ 60% (escluse le afflussi (inflows), per un valore che tuttavia non è
Attività di Livello 1 –
obbligazioni garantite di inferiore a zero
Liquidità e qualità
qualità elevatissima - cap
creditizia elevatissime  Gli afflussi e i deflussi di liquidità sono valutati
70%)
Attività di Livello 2A – nell'arco di un periodo di 30 giorni di calendario sulla
≤ 40% del totale del base delle ipotesi di stress prescrittive indicate dalla
Liquidità e qualità
buffer normativa
creditizie elevate
Attività di Livello 2B –  I deflussi di liquidità attesi sono calcolati
≤ 15% del totale del
Liquidità e qualità moltiplicando i saldi in essere delle varie categorie o
buffer
creditizie elevate tipologie di passività e impegni fuori bilancio per
valori di run-off ai quali ci si attende il loro prelievo o
 L'ammontare di HQLA è moltiplicato per gli scarti di
utilizzo
garanzia (percentuali di riduzione del valore di realizzo
in conseguenza della situazione di stress)

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Rischio di liquidità:
Indicatori di Basilea III
Net Stable Funding Ratio

Ammontare disponibile di provvistastabile


NSFR = ≥ 100%
Ammontare obbligatorio di provvistastabile

Il NSFR integra il LCR e rafforza le iniziative prudenziali promuovendo una modifica strutturale dei profili di rischio di
funding delle istituzioni, per evitare squilibri strutturali nella composizione di passività e attività di bilancio lungo un
orizzonte temporale oltre l’anno e per favorire un finanziamento più stabile e a più lungo termine delle attività e delle
operazioni.
Numeratore Denominatore

 Somma delle poste dell’attivo, ognuna ponderata


 Somma delle poste del passivo, ognuna ponderata secondo un coefficiente, che riflette il grado diliquidità
secondo un particolare coefficiente stabilito dal della posta: ad attività più facilmente liquidabili
Comitato di Basilea, che riflette il grado di stabilità corrisponde un fattore di ponderazione minore
della posta passiva in esame
 Le forme di raccolta oltre l’anno ricevono un
fattore di ponderazione superiore rispetto a
forme di raccolta di breve periodo

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Rischio di liquidità:
strumenti operativi
Stress test

 Il sistema di misurazione del rischio di liquidità deve prevedere il monitoraggio


delle posizioni sia in condizioni di normale corso degli affari (going concern) che
in scenari di stress (gone concern)
 Le banche effettuano regolarmente prove di stress per:
 Valutare l’impatto di eventi negativi sulla esposizione al rischio e
sull’adeguatezza delle riserve di liquidità sotto il profilo quantitativo e
qualitativo
 Calibrare il set di indicatori sulla liquidità del Risk Appetite Framework
 Calibrare il set di limiti operativi di breve termine
 Fornire agli organi aziendali evidenza dei punti di vulnerabilità per
consentire l’adozione delle necessarie azioni correttive
 Deve essere stimato l’impatto in termini di modifica dei surplus/sbilanci in
ciascuna fascia di scadenza attraverso varie analisi di scenario, ma per le banche
di minore dimensione ci si può limitare ad effettuare analisi di sensitività
 La selezione dei fattori di rischio rilevanti è connessa con l’identificazione dei punti
di vulnerabilità che possono minare la liquidità della banca e può essere
effettuata con riferimento a ciascun prodotto, divisa o controparte

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Rischio di liquidità:
strumenti operativi
Contingency Funding Plan
 Policy volta a fronteggiare eventuali situazioni di crisi di liquidità in modo tempestivo ed efficace, attivando risorse e/o procedure non
riconducibili, per modalità ed intensità, alle condizioni di operatività ordinaria.

 Il CFP permette alla Banca di far fronte ad un fabbisogno di cassa inatteso senza incorrere in eccessivi oneri straordinari, attraverso
l’individuazione di una serie di azioni da svolgere in caso di eventi avversi

 Gli scenari di riferimento (operatività ordinaria, crisi specifica, crisi sistemica), sono collegati a strumenti operativi in grado di
coglierne i segnali e di definire le misure correttive (indicatori, procedure di monitoraggio, strategie di interventi)

 Il processo di revisione delle attività da svolgere in situazioni di contingency, rappresenta un processo periodico ed integrato con gli
altri processi strategici (Stress test, RAF, Recovery plan,..)

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Rischio tasso d'interesse

 Le posizioni detenute da una banca sono soggette a impatti economico- patrimoniali derivanti da
variazioni dei tassi d’interesse.

 L'assunzione di questo rischio costituisce una componente normale dell'attività bancaria e può essere
un'importante fonte di reddito e di valore patrimoniale. Tuttavia, un rischio di tasso d'interesse eccessivo
può comportare impatti rilevanti su utili e capitale di una banca

 Le metodologie per la stima del rischio tasso stimano l’esposizione ai rischi, così da consentire la gestione
degli impatti derivanti dal mismatching delle poste di bilancio, dalle scadenze di revisione dei tassi di
interesse, e da asimmetrie nei volumi.

Repricing Date
TASSO CERTO TASSO INCERTO

GappingPeriod

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Rischio tasso d'interesse:
definizione
Il rischio di tasso d'interesse è l'esposizione della situazione economico-patrimoniale di una banca a variazioni
sfavorevoli dei tassi d'interesse

SITUAZIONE REDDITUALE SITUAZIONE PATRIMONIALE

Le variazioni dei tassi d’interesse Le variazioni dei tassi incidono sul valore
incidono sul margine d’interesse e sul sottostante delle attività, passività e poste
livello di altri costi e ricavi operativi fuori bilancio, poiché il valore attuale dei
sensibili ai tassi futuri flussi finanziari varia al variare dei
tassi d’interesse

Fonte di valore
Esposizione adeguata vs rischio tasso Fonte di reddito
patrimoniale

Esposizione eccessiva vs rischio tasso Utili a rischio Patrimonio a rischio

Un efficace sistema di gestione del rischio che


mantenga l'esposizione di tasso d'interesse entro
limiti prudenti è essenziale per la sicurezza e la
solidità di una banca

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Rischio tasso d'interesse:
definizione

Passivo Sensibile Attivo Sensibile


Attivo Sensibile Passivo Sensibile

Passivo non sensibile Attivo non sensibile


Attivo non Passivo non
sensibile sensibile

Gap positivo: As > Ps Gap negativo: As < Ps


• Rischio rifinanziamento • Rischio reinvestimento
• L’intermediario è soggetto alla discesa • L’intermediario è soggetto
dei tassi all’aumento dei tassi

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Rischio tasso d'interesse:
framework di gestione
Il framework per la gestione del rischio di tasso di interesse dovrebbe essere proporzionato alla natura e alla
complessità della Banca. Gli elementi chiave del framework di gestione che riflettono le normative di riferimento sono
i seguenti:
— Tecniche per la misurazione delle
differenti componenti del rischio
(repricing risk, yield curve risk, basis
— Calcolo del capitale risk, option risk)
— Allocazione del capitale — Valore economico vs Utili
— Coerenza tra la propensione — Modelli statici vs dinamici
al rischio ed i limiti

— Ipotesi comportamentali per i


prodotti con incorporata opzionalità
— Scenari on-going per il cliente
— Scenari per gli stress test — Ipotesi comportamentali per i conti
dei clienti senza date specifiche di
revisione dei prezzi

— Strategia di rischio di tasso di interesse e risk appetite


— Framework organizzativo
— Policy e procedure
— Identificazione dei rischi, misurazione, monitoraggio e reporting
— Controlli interni

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Rischio tasso d'interesse:
framework di gestione
Nel determinare l'ammontare di capitale per il rischio IRRBB, le Banche dovrebbero garantire la copertura della
riduzione del valore economico derivante da un improvviso shock dei tassi di interesse, oltre a prevedere un
add-on per le incertezze nelle tempistiche dei flussi di cassa causate dal comportamento dei clienti
Allocazione del ― Le Banche dovrebbero essere in grado di dimostrare che il capitale interno è commisurato al livello di
capitale rischio di tasso di interesse (valore economico)

La tabella seguente riporta i principali driver per l'allocazione del capitale


Componenti Metodi
Determinazione — Capitale interno commisurato al rischio di riduzione del valore economico che potrebbe derivare da un
ammontare del improvviso shock dei tassi di interesse
capitale
Calibrazione del — Le Banche dovrebbero valutare se la dotazione del capitale interno è appropriata anche in
capitale interno considerazione delle ipotesi comportamentali
— Le Banche che sono esposte al rischio di tasso di interesse in diverse valute dovrebbero garantire che tutte le
posizioni materiali siano prese in considerazione, e che il capitale interno gestisca le diverse variazioni dei
tassi di interesse per ogni valuta
Allocazione del — La rilevanza del margine di interesse sugli utili totali richiede una valutazione degli impatti derivanti dai
capitale per il cambiamenti dei tassi di interesse sul Margine di Interesse annuale
margine di — I livelli effettivi del margine realizzabile nei diversi scenari, ossia la misura in cui i margini siano sufficientemente
interesse ampi per assorbire la volatilità derivanti dalle posizioni dei tassi di interesse
— Il potenziale di perdite effettive da sostenere in condizioni di stress che potrebbe richiedere la
liquidazione delle attività a copertura delle posizioni a lungo termine per la stabilizzazione del margine

Ai fini di calcolo del capitale interno non è sufficiente valutare l’impatto dello shock standard regolamentare ma occorre sviluppare e
utilizzare proprie metodologie di allocazione del capitale coerentemente con il profilo di rischio

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Rischio di tasso d'interesse:
framework di gestione
Banca d'Italia propone un modello di stima del rischio basato sulla struttura delle scadenze delle poste di bilancio della
banca, e sul confronto con il Patrimonio di Vigilanza delle stesse

Metodologie per la misurazione del rischio IRRBB


Metodo standard

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Rischio di tasso d'interesse:
framework di gestione
I movimenti dei tassi d'interesse possono influire negativamente sia sugli utili che sul valore economico di una banca. Ciò ha
dato origine a due prospettive distinte, ma complementari, per la valutazione dell'esposizione al rischio di tasso d'interesse

Utili Correnti Valore Economico

Si propone di misurare l’entità e la sensibilità del margine Si propone di misurare l’entità e la sensibilità del valore
di interesse (differenza tra proventi totali e oneri totali per economico del patrimonio netto alle variazioni dei tassi di
interessi) alle variazioni dei tassi di mercato mercato

Con l'estendersi dell'attività delle banche a settori che


generano introiti per commissioni e altri proventi non da Il valore economico di una banca può essere considerato
interessi  maggiore rilevanza del margine di come il valore attuale dei flussi finanziari netti attesi della
intermediazione, che comprende, oltre agli interessi banca, definiti come flussi attesi sulle attività meno flussi
attivi e passivi, anche i ricavi e i costi finanziari di altra attesi sulle passività, più flussi attesi netti sulle poste
fonte fuori bilancio

 Focalizzazione sul BREVE TERMINE  Focalizzazione sul MEDIO LUNGO TERMINE


 Rischio di REDDITO (rifinanziamento e reinvestimento)  Rischio di INVESTIMENTO ( Δ valore mercato)

Maturity Gap Model Duration Gap Model

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Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Utili correnti
Ipotizziamo una Banca con una situazione patrimoniale composta da:
ASSETS €/mln LIABILITIES €/mln Attivo
Fixed rate (5%) 10y Fixed rate (3%) 2y Mutuo a tasso fisso con scadenza dic-22 (100 €/mln)
100 90
Mortgages Bond Passivo
Shareholder’sEquity 10 Prestito obbligazionario a tasso fisso con scadenza dic-14 (90 €/mln)
Total 100 Total 100 Patrimonio netto (10 €/mln)
Utilizzando la logica degli utili correnti e assumendo che i tassi
Dec. 31, 2013 d’interesse non varino nel corso del 2013:
ASSETS €/mln LIABILITIES €/mln MI2013 = (5%*100) – (3%*90) = 2,3 €/mln
Cash 2,3
Fixed rate (3%) 2y
90 ROE2013 = (2,3/10) = 23%
Bond
Fixed rate (5%) 10y
100 Shareholder’sEquity 12,3 Ipotizziamo che, a partire dal 1° gennaio 2014, i tassi d’interesse
Mortgages
aumentino dell’1%. In questo scenario, il margine d’interesse è pari a
Total 102,3 Total 102,3
quello dell’anno precedente (2,3 €/mln), poiché gli assets e le
Dec. 31, 2014 liabilities della banca sono a tasso fisso e con scadenza superiore al
ASSETS €/mln LIABILITIES €/mln 2014
Fixed rate (3%) 2y A dic-14, la passività giunge a scadenza e, quindi, a gen-15 la Banca
Cash 4,6 90
Bond
Fixed rate (5%) 10y
deve rifinanziarsi con un’altra obbligazione a tassi più alti (3%  4%)
100 Shareholder’sEquity 14,6 Il margine d’interesse del 2015 sarà quindi pari a:
Mortgages
Total 104,6 Total 104,6 MI2015 = (5%*100) – (4%*90) = 1,4 €/mln

Applicando la logica degli utili correnti, la variazione del tasso d’interesse si riflette nel bilancio della Banca solo nel 2015,
ovvero 2 anni dopo la sua effettiva manifestazione

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Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Valore economico
Assumendo la stessa struttura di bilancio, supponiamo, ora, di
ASSETS €/mln LIABILITIES €/mln
utilizzare la logica del valore economico
Fixed rate (5%) 10y Fixed rate (3%) 2y La situazione al 2013 resterà invariata, poiché non si è verificata
100 90
Mortgages Bond alcuna variazione nei tassi d’interesse di mercato:
Shareholder’sEquity 10 MI2013 = (5%*100) – (3%*90) = 2,3 €/mln
ROE2013 = (2,3/10) = 23%
Total 100 Total 100
Ipotizziamo che, a partire dal 1° gennaio 2013, i tassi d’interesse di
mercato aumentino dell’1%. L’aumento dei tassi porterà, quindi, ad
Dec. 31, 2013 una riduzione del valore di mercato delle attività/passività a tasso
fisso. In seguito ad un aumento dei tassi del’1%, si avrà la seguente
ASSETS €/mln LIABILITIES €/mln
situazione:
Fixed rate (3%) 2y
Cash 2,3 89,13
Bond
Fixed rate (5%) 10y
93,2 Shareholder’sEquity 6,37
Mortgages
Total 95,5 Total 95,5

Pertanto, il valore dell’Equity si riduce a 6,37 €/mln, contro un livello di


12,3 €/mln nel caso della prospettiva degli utili correnti

Applicando la logica del valore economico, la variazione del tasso d’interesse si riflette nel bilancio della Banca nello stesso
anno della sua effettiva manifestazione

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Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Utili Correnti

Dalla definizione di margine d’interesse:


MI = I A − I P = [interessi attivi – interessi passivi]
= i a ⋅ AFI − i p ⋅ PFI = [tasso attivo x attività finanziarie totali – tasso passivo x passività finanziarie totali]
= i a ⋅ ( A S + A N S ) − i p ⋅ ( P S + P N S ) [tasso att. x (att. sensibili + non sensibili) – tasso pass. x (pass. sensibili + non sensibili)]

Da cui:
∆MI = ∆ i a ⋅ A S − ∆ i p ⋅ P S [variazione tasso att. x attività sensibili – variazione tasso pass. x passività sensibili]
In ipotesi di medesima variazione dei tassi attivi e passivi (ia = iP = i):
∆ MI = ∆ i ⋅ ( A S − P S ) = ∆ i ⋅ ( ∑ a s j − ∑ p s j ) = ∆ i ⋅ G a p

G > 0 asset sensitive G < 0 liability sensitive

Δi>0
Δ MI > 0 Δ MI < 0
tassi in aumento
Δ i <0
Δ MI < 0 Δ MI > 0
tassi in diminuzione

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Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Valore economico

Per i soggetti (azionisti) che perseguono obiettivi di massimizzazione del rendimento di lungo termine la stabilizzazione
del margine di interesse è un obiettivo insufficiente. La minimizzazione dell’impatto delle fluttuazioni dei tassi di
mercato sul margine di interesse infatti, non impedisce che la banca possa subire perdite da riduzioni dei propri valori
patrimoniali.
Nelle scelte di composizione dell’attivo e del passivo delle banche si richiede l’applicazione di criteri e indicatori più
propriamente finanziari (già sviluppati nell’ambito della gestione dei portafogli di titoli a reddito fisso).
Uno degli strumenti per misurare la sensitivity del tasso di interesse è il c.d. duration gap, nel quale rientrano i modelli
che approssimano la sensibilità del prezzo di un'attività o passività finanziaria alla variazione dei tassi d 'interesse alla
relativa duration:

Asset sensitive: all'aumento dei tassi di


>0 interesse il valore delle attività si riduce
più di quello delle passività

Duration
gap

Liability sensitive: all'aumento dei tassi


<0 di interesse il valore delle passività si
riduce più di quello delle attività

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Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Valore economico
La duration rappresenta la media ponderata delle scadenze dei singoli flussi generati da un titolo obbligazionario nell’arco
della sua vita. Il peso di ciascun flusso, è dato dal rapporto fra il suo valore attuale ed il prezzo di quel del titolo (dirty price)
Oltre a rappresentare un indicatore della vita media effettiva di un titolo o di un portafoglio, la duration può essere utilizzata
come misura di sensibilità del prezzo al variare del tasso di interesse

L’espressione D/(1+i) rappresenta la modified duration e consente di quantificare la variazione percentuale del prezzo del
titolo al variare dei tassi di mercato. Tale relazione è vera per piccole variazioni nei tassi di mercato.
Tale espressione precedente è ricavata dalla derivata prima della relazione tra il prezzo del titolo obbligazionario e il tasso
d’interesse. Questo significa che la duration misura la pendenza di tale relazione (fattore di proporzionalità tra prezzo e tasso).

Caratteristiche principali
— Maggiore è la cedola, minore è la duration
— Maggiore è il rendimento del titolo, minore è la duration
— Maggiore è la scadenza del titolo, maggiore è la duration

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari – F. Cerri 32


Rischio di tasso d'interesse:
strumenti operativi
Valore economico

Il concetto di duration può essere applicato ai modelli di repricing al fine di ottenere una misura dell’impatto delle
variazioni dei tassi di interesse sul valore economico del Patrimonio Netto della Banca. Tale impatto, che secondo la
prospettiva del valore economico è pari alla differenza tra il valore di mercato delle attività e delle passività, può
essere quantificato in base al gap tra le rispettive duration.
Dalla definizione di duration alla slide precedente, il valore di mercato delle attività e delle passività è dato
dalle seguenti formule:

Dalla relazione precedente è evidente che, data una variazione dei tassi d’interesse di mercato, la variazione del
Patrimonio Netto della Banca dipende da tre elementi:
 differenza tra duration modificata dell’attivo e quella del passivo, corretta per la leva finanziaria, duration gap (DG)
 valore di mercato delle attività della Banca (MVA)
 entità della variazione dei tassi d’interesse (Δi)

La Banca può attuare manovre per immunizzare il valore di mercato del Patrimonio Netto da variazioni dei tassi
d’interesse di mercato gestendo il duration gap

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari – F. Cerri 33


Approfondimento: rischio di
mercato e modelli VaR

Il rischio di un portafoglio è determinato da una serie di fattori che influenzano il corso dei titoli che lo compongono:
 Probabilità: previsioni future ed andamento storico dei prezzi

 Orizzonte temporale: contesto economico di riferimento, finestra temporale considerata


 Volume dell'esposizione: volume degli scambi effettuati sui mercati, volume dell'equity dell'azienda
emittente

 Caratteristiche dello strumento: settore economico di riferimento, politica dei dividendi, rating, previsioni
del piano industriale, etc

Rischio Rendimento Prezzo

• Analisi delle caratteristiche che


influenzano l'andamento dei
Statistiche sulla dispersione dei prezzi Calcolo dei rendimenti associati prezzi
• Serie storica dei prezzi per ogni
fattore di rischio considerato

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari – F. Cerri 28


Approfondimento: rischio di
mercato e modelli VaR
Il Value at Risk (VaR) rappresenta la massima perdita potenziale di un asset o di un portafoglio dato un determinato
orizzonte temporale e uno specifico intervallo di confidenza (A. Damodaran 2011)
La misura, di tipo probabilistico, dipende da 3 fattori:

 Intervallo di confidenza: grado di avversione al rischio


 Orizzonte temporale: liquidità delle posizioni detenute
 Modello distributivo: capacità di rappresentazione dell'evoluzione del portafoglio

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari – F. Cerri 29


Approfondimento: rischio di
mercato e modelli VaR
La stima del VaR deriva da un processo metodologico strutturato nelle seguenti fasi:

1 2 3
Prezzo Rendimento Rischio
1
• Scelta dei fattori di rischio
Dati storici
• Estrazione dei dati nell’orizzonte temporaleconsiderato
1
• Analisi degli andamenti
Campionamento
• Campionamento delle osservazioni
1
• Modellizzazione delle ipotesi per la creazionedegli
Modelli di stima
andamenti dei fattori di rischio
1
Rivalutazione delle
• Repricing delle posizioni in ogni scenario di simulazione
posizioni
2 Distribuzione dei • Stima della distribuzione di probabilità deirendimenti
rendimenti • Calcolo dei profitti e delle perdite relative a ogniposizione
3
Definizione misuredi
• Stima delle misure di rischio rilevanti
rischio

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari – F. Cerri 30


Cattedra di Economia dei
Mercati e degli Intermediari
Finanziari
Riferimenti relatore
florioe@luiss.it

Approfondimenti
A.Resti & A. Sironi - Rischio e valore nelle banche - Egea