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PERCHE' IN CASI PARTICOLARI L'APPLICAZIONE DI UN METODO TRADIZIONALE PUO'FUNZIONARE.

I metodi tradizionali di autodifesa non possono garantire nessun successo contro un pugno diritto, sferrato da una distanza
ravvicinata, senza che l'attaccante tiri indietro il suo pugno per caricare il braccio e colpire oppure senza spostare il peso
del suo corpo. Tuttavia se l'attaccante devo prima tirare indietro il pugno, spostare il peso del suo corpo o fare un passo in
avanti, in questo caso il praticante dei metodi tradizionali ha delle possibilità, sebbene limitate, di respingere un pugno
diritto. Per esempio:

a) Se egli abbandona il suo tipico metodo di difesa perchè, istintivamente o per esperienza, capisce che esso non potrà
funzionare. Questo si verifica, per esempio, quando un praticante di un certo stile non ricorre al bloccaggio difensivo
tipico del suo metodo, ma si copre come un pugile (per cui le possibiltà aumentano).

b) Se non si attiene alla regola convenzionale ("prima bloccaggio e poi contracco"), ma sferra immediatamente un
contrattacco con una delle poche tecniche efficaci del budo (pugno e calcio) alla maniera di un "kamikaze" (=non c'è
alcuna protezione a causa di un'insufficente copertura durante il contracco).

c) Se il suo spirito combattivo, livello di adrenalina, ecc.,sono abbastanza alti da permettergli di assorbire
impassibbilmente i colpi senza subire danni oppure se il suo avversario a un sistema di combattimento superiore, ma non
ripone sufficente fiducia in se stesso.

d) Se il suo allenamento pur basandosi, su un metodo lacunoso, è stato compiuto in modo più meticoloso rispetto a quello
dell'avversario che pur possiede un sistema superiore.Il guidatore esperto di una Golf standard può facilmente vincere un
pilota inesperto di una porsche turbo su una strada difficoltosa con molte curve. Persino il sistema migliore è destinato a
fallire se il suo praticante non è all'altezza.

e) In base al fenomeno chiamato antepercezione i praticanti di metodi tradizionali (basati sulla percezione visiva) possono
riuscire, se hanno una grande esperienza, a guadagnare tempo sui loro avversari, reagendo all'attacco prima che esso sia
effettivamente iniziato.

In questo caso la reazione non viene suscitata dall'attacco stesso, ma dalle azioni precedenti di preparazione: minimo
indietreggiamento, spostamento del peso, contrazioni, irrigidimento o rilassamento dei muscoli, direzione dello sguardo,
rotazione delle anche o movimenti simili.

I lottatori più abili associano, spesso inconsapevolmente, tali "segnali" di attacco imminente con l'attacco vero e proprio;
ciò permette loro di reagire prima che l'attacco venga avviato. Molti anthichi maestri di arti marziali avevano perfezionato
la loro abbilità antepercettiva e ciò induceva a pensare, eroneamente, che essi fossero chiaroveggenti.

Nonostante l'antepercezione possa apparire una vera benedizione per il praticante esperto di un metodo poco intelligente,
in realtà nasconde molti pericoli. Se vi affidate completamente all'antepercezione, siete destinati alla sconfitta, sopratutto
se siete di fronte ad un avversario che conosce la vostra tendenza a lasciarvi ingannare da finte e trucchi strategici. Chi di
voi non è caduto in quel vecchio, ma sempre efficace trucco, in cui una persona finge di colpire l'altro nella parte superiore
del corpo e questo, in preda al panico, tira su le braccia per evitare il colpo e riceve un pugno direttamente al plesso solare?

Se ora ho suscitato in voi la curiosità di sapere se esiste una difesa sistematica "intelligente" e pensate che l'autore sia in
grado di offrirvene una, allora sono consapevole di aver raggiunto un primo obbiettivo: attirare il vostro interesse e
accompagnarvi nella lettura dei capitoli seguenti.

tratto dal libro" logica del combattimento individuale


strategia, tattica,fisiologia,psicologia,filosofia e
storia dell'auto difesa a mani nude"

del Proffessor Keith Ronald Kernspecht