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Il ritratto della Palermo di Iannacone tra denuncia e atto d’amore

«Ti voglio amare» era il titolo dell’ultima puntata de «I dieci comandamenti», su Rai3: un
viaggio tra ieri e oggi, dalla strage di Capaci all’impegno di un rapper palermitano.

di Aldo Grasso

Domenico Iannacone si è congedato con un ritratto di Palermo a metà strada tra la


denuncia e l’atto d’amore. «Ti voglio amare» era infatti il titolo dell’ultima puntata de «I
dieci comandamenti», a conclusione di una stagione in cui il programma ha affrontato
molti temi scottanti tenendo fermo il proposito di una lettura laica dei precetti
testamentari (Raitre, lunedì, 21.10). A fare da guida in questo viaggio tra ieri e oggi, tra la
strage di Capaci e l’impegno di un giovane rapper palermitano, Christian Paterniti, in arte
Picciotto, tra il maxi processo alla mafia e Fra Volantino, c’era il fotografo Tony Gentile, la
cui celebre foto che ritrae Falcone e Borsellino sorridenti è diventata negli anni un’icona
della lotta alla mafia. Il pregio principale di Iannacone è la sua empatia nei confronti degli
interlocutori. Cerca di entrare in contatto con loro, di metterli a proprio agio, di non forzare
mai le risposte per cui risultano egualmente efficaci le interviste a Giuseppe Costanza e
alla principessa Carine Vanni Mantegna di Gangi. Costanza è l’autista del giudice
Giovanni Falcone. Il 23 maggio del 1992 si trovava sull’auto sventrata dal tritolo nascosto
dai boss sotto l’autostrada.

È l’unico sopravvissuto, ma dice che avrebbe preferito morire per come è stato trattato
dopo, abbandonato dalle istituzioni. Carine Vanni Mantegna di Gangi ha dedicato
vent’anni a preservare Palazzo Gangi-Valguarnera (dove è stata girata la famosa scena di
ballo del Gattopardo) e a immaginarne un futuro. Ma adesso sta per gettare la spugna:
nessuna attenzione da parte dello Stato per gli 8 mila metri quadri traboccanti di gemme,
pezzi unici e storia. Palermo è così, come la descriveva Leonardo Sciascia. «La
contraddizione definisce Palermo. Pena antica e dolore nuovo, le pietre dei falansteri
impastate di sangue ma anche di sudore onesto. La Mafia che distribuisce equamente
lavoro e morte, soperchieria e protezione».

21 dicembre 2016 (modifica il 21 dicembre 2016 | 15:24)

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fonte: https://www.corriere.it/spettacoli/16_dicembre_21/ritratto-palermo-iannacone-
denuncia-atto-d-amore-37a55ed6-c6d0-11e6-84f8-50724e442573.shtml?refresh_ce-cp