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MICROLOGUS LIBRARY
95
Micrologus
MICROLOGUS. Nature, Sciences and Library MICROLOGUS LIBRARY 95
Medieval Societies
Mariassunta Picardi
I · 1993 / Discourses of the Body Mariassunta Picardi 95
II · 1994 / Sciences at the Court of Fred- Mariassunta Picardi Il geroglifico della natura
erick II Filosofia, scienza e magia in John Dee
III · 1995 / The Crisis of Alchemy Il geroglifico della natura
IV · 1996 / The Theatre of Nature Filosofia, scienza e magia in John Dee
V · 1997 / View and Vision in the Middle MICROLOGUS LIBRARY
Ages. I Mariassunta
Filosofo, matematico, astrologo, alchimista, geografo e tecnico 83 · Materia. Nouvelles perspectives de recherche
VI · 1998 / View and Vision in the Middle Picardi
Ages. II dell’armata reale, John Dee ( 1527-1608) si muove e opera da con- dans la pensée et la culture médiévales (XII e-
VII · 1999 / The Corpse
VIII · 2000 / The World of Animals
troverso protagonista del Rinascimento europeo nella capitale
e nella corte di Elisabetta I, agli albori dell’impero britannico.
Il geroglifico della natura XVI e siècles), textes réunis par T. Suarez-
Nani et A. Paravicini Bagliani, 2017
84 · T. Brero, Rituels dynastiques et mises en
IX · 2001 / The Jews and the Sciences Primo traduttore di Euclide in volgare inglese, il suo pensiero Il geroglifico
X · 2002 / The Five Senses affonda le radici in millenarie sapienze, riportando a unità le origini della natura Filosofia, scienza e magia in John Dee scène du pouvoir. Le cérémonial princier à la
cour de Savoie (1450-1550), 2017
XI · 2003 / The Heart delle lingue e delle tradizioni ebraica, greca e latino-cristiana.
Unità che egli ritrova nella matematica che tutto pervade: dalla 85 · De Frédéric II à Rodolphe II. Astrologie,
XII · 2004 / The Sun and the Moon divination et magie dans les cours (XIII e-XVII e
XIII · 2005 / The Human Skin
mens divina alle intelligenze angeliche, dalla struttura del creato a siècle), textes réunis par J.-P. Boudet, M.
quella degli alfabeti, dalla navigazione all’architettura, sino alla Ostorero et A. Paravicini Bagliani, 2017
XIV · 2006 / The Secret
‘Grande opera’ alchemica. Speculum di tale unità e della sua radice 86 · C. Mordeglia, Animali sui banchi di
XV · 2007 / The Body and its Adornment matematica è la «Monade geroglifica», simbolo iniziatico da cui
XVI · 2008 / Knowledge at the Courts scuola. Le favole dello pseudo-Dositeo (ms. Pa-
prende nome l’opera che esprime la sintesi di una elaborazione ris, BnF, lat. 6503), 2017
XVII · 2009 / The Mother teorica sospesa tra scienza e magia. La presente monografia riper-
XVIII · 2010 / Silence 87 · Geomancy and Other Forms of Divination,
corre la biografia intellettuale di John Dee procedendo a una edited by A. Palazzo and I. Zavattero, 2017
XIX · 2011 / Measuring ricostruzione del suo pensiero a partire dalla Monas hieroglyphica,
XX · 2012 / Extremities and Excrescences 88 · Richard de Fournival et les sciences au
dai Propaedeumata aphoristica e dalla Mathematical Preface, oltre che XIII e siècle, textes réunis par J. Ducos et
of the Body dal catalogo della sua biblioteca, vero panorama enciclopedico C. Lucken, 2018
XXI · 2013 / The Medieval Legends of che costituisce, tra antico e moderno (da Ermete fino a Paracelso,
Philosophers and Scholars 89 · La magia naturale tra Medioevo e prima
Copernico e Brahe), il variegato e solo apparentemente contrad-
XXIII · 2015 / ῎Aγγελος -Angelus. From the
XXII · 2014 / Le Corps du Prince età moderna, a cura di L. Bianchi e A. San-
dittorio orizzonte entro il quale egli attinge la sua riflessione. nino, 2018
Antiquity to the Middle Ages 90 · Vedere nell’ombra. Studi su natura, spiri-
tualità e scienze operative offerti a Michela Pe-
XXIV · 2016 / The Impact of Arabic reira, a cura di C. Panti e N. Polloni, 2018
Sciences in Europe and Asia Mariassunta Picardi ha conseguito il dottorato in Filosofia e Politica
presso l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale». È attualmente 91 · Le Banquet. Manger, boire et parler en-
XXV · 2017 / Ideas of Harmony in Me- semble (XII e-XVII e siècles), textes réunis par
dieval Culture and Society cultrice della materia nelle discipline storico-filosofiche presso il medesimo
Ateneo. Autrice di saggi sul naturalismo rinascimentale, sull’arte della B. Laurioux, A. Paravicini Bagliani et E.
XXVI · 2018 / Longevity and Immortality. memoria, sull’enciclopedismo e sulla letteratura libertina, collabora con Pibiri, 2018
Europe-Islam-Asia
varie riviste, tra cui Bruniana & Campanelliana, Giornale critico della filoso- 92 · Macht der Natur - gemachte Natur.
XXVII · 2019 / Les miscellanées scienti- fia italiana, Studi filosofici. Tra i suoi lavori: Le libertà del sapere. Filosofia e Realitäten und Fiktionen des Herrscherkörpers
fiques au Moyen Âge «scienza universale» in Charles Sorel, Napoli 2007. zwischen Mittelalter und Früher Neuzeit,
Micrologus 1 (1993) - 20 (2012) herausgegeben von M. Gadebusch-Bondio,
Micrologus Library vols 1-45
SISMEL B. Kellner und U. Pfisterer, 2019
Indexes ed. by A. Paravicini Bagliani, 2012 2019 EDIZIONI DEL GALLUZZO ~ 2019 93 · Michel Scot, Liber particularis – Liber
physonomie, édition critique, introduction
Cover Illustration: Firmamentum ad similitudi-
et notes par O. Voskoboynikov, 2019
ISSN 2465-3276 94 · Rappresentazioni della natura nel Medio-
nem ovi, from Hildegard’s Scivias, pars I, visio 3
(Corpus Christianorum CM, Brepols, 1978) ISBN 978-88-8450-913-0 evo, a cura di G. Catapano e O. Grassi, 2019
MICROLOGUS LIBRARY

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MARIASSUNTA PICARDI

Il geroglifico della natura


Filosofia, scienza e magia in John Dee

FIRENZE
SISMEL - EDIZIONI DEL GALLUZZO ~ 2019
Micrologus Library
Scientific editor: Agostino Paravicini Bagliani

ADVISORY BOARD
Bernard Andenmatten (Lausanne), Jean-Patrice Boudet (Orléans), Charles
Burnett (London), Jacques Chiffoleau (Avignon), Chiara Crisciani (Milano),
Tullio Gregory (Roma), Ruedi Imbach (Corsier), Danielle Jacquart (Paris),
Michael McVaugh (Chapel Hill, NC, USA), Cecilia Panti (Roma Tor Vergata),
Michel Pastoureau (Paris), Michela Pereira (SISMEL), Francesco Santi
(SISMEL, Cassino), Giorgio Stabile (Roma), Jean-Yves Tilliette (Genève),
Baudouin Van den Abeele (Bruxelles-Louvain-la-Neuve), Iolanda Ventura
(Bologna), Oleg Voskoboynikov (Moskva), Nicolas Weill-Parot (Paris), Jean
Wirth (Maisons-Laffitte)

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ISSN: 2465-3276
ISBN: 978-88-8450-913-0
© 2019 - SISMEL · Edizioni del Galluzzo

Volume pubblicato con un contributo del Dipartimento di Scienze


Umane e Sociali (DISUS) dell’Università degli Studi di Napoli «L’Orien-
tale» e con un contributo PRIN 2015 «Nuovi approcci al pensiero della
prima età moderna: forme, caratteri e finalità del metodo costellatorio».

Layout: Giorgio Grillo


SOMMARIO

3 Prefazione

I. JOHN DEE E IL RINASCIMENTO INGLESE

13 1. Il matematico e l’«arcistregone»
21 2. Gli studi astronomici
25 2.1. Il Copernico di Dee
29 2.2. Osservazioni celesti e nuove stelle
34 3. Conflitti religiosi e conservazione del sapere
40 4. La scienza al servizio dell’impero
58 5. Una nuova astrologia
74 6. Alle soglie dell’Apocalisse

II. FILOSOFIA, CABALA E MATEMATICA

89 1. La biblioteca di un mago elisabettiano


99 2. La raccolta astrologica tra scienza e magia
107 3. Cabala ebraica e cabala cristiana
111 4. Idee e forme dell’alchimia
123 5. La filosofia della Mathematical Preface

III. LA CHIAVE DELL’ ALCHIMIA : LA MONAS HIEROGLYPHICA

143 1. Edizioni e prime letture dell’opera


157 2. La sapienza svelata
172 2.1. L’alfabeto della natura
192 3. Il «sigillo londinese di Ermete»

v
SOMMARIO

203 4. Cosmogonia e architettura del mondo


208 5. «Arcana sapientia» e arte meccanica
241 6. Alchimia e religione

255 CONCLUSIONE: Il problema John Dee

263 APPENDICE
Monas hieroglyphica, Praefatio ad Regem Maximilianum, tradu-
zione italiana

275 Bibliografia

317 Indice dei nomi e dei luoghi

329 Indice dei manoscritti

vi
IL GEROGLIFICO DELLA NATURA
FILOSOFIA, SCIENZA E MAGIA IN JOHN DEE
PREFAZIONE

Una figura controversa, quella di John Dee ( 1527-1608), filo-


sofo, mago e scienziato dell’età elisabettiana, l’età di Shakespeare,
a metà tra Medioevo ed età moderna. Un personaggio su cui
sono state costruite leggende e che è stato valutato in maniera
molto diversa: da un lato, legato all’astrologia, all’alchimia e alla
teurgia al punto di paragonarlo al mitico Merlino, dall’altro,
astronomo, geografo, matematico e grande tecnico dell’armata
reale, uomo di corte e diplomatico, la cui opera è sospesa tra
antichi saperi e nuova scienza. Una produzione nella quale non
si dispiega apertamente la cosiddetta «rivoluzione scientifica»
(sintagma che tende ormai sempre più a sfumarsi) e nella quale
per esempio la stessa matematica, in particolare nella forma della
geometria euclidea (che un ruolo fondamentale ha giocato nel
metodo, nello studio e nell’elaborazione di John Dee), esibisce la
duplice immagine di rigorosa quantificazione del mondo e quella
più arcaica di ascendenza magico-pitagorica.
Nulla che non fosse frutto di curiosità relative a una certa
fama di autore esoterico ed eccentrico è apparso per secoli, a
parte la biografia di Thomas Smith 1. I primi contributi di rilievo

1. Cf. Th. Smith, «Vita Joannis Dee, mathematici angli», in Id., Vitae quo-
rundam eruditissimorum et illustrium virorum, Londini 1707, 3-62. Le principali
riviste e i repertori bio-bibliografici apparsi tra la prima metà del Sette-
cento e la fine dell’Ottocento, tra i quali gli Athenae Cantabrigienses: cf.
vol. II ( 1586 - 1609), Cambridge 1861, 497-510, ripercorrono la biografia di
John Dee basandosi prevalentemente sulla ricostruzione di Thomas Smith,
che si è avvalso delle informazioni trasmesse dal saggio autobiografico (cf.
J. Dee, «Compendious Rehearsall», in Id., Autobiographical Tracts, Warden of
the College of Manchester, edited by J. Crossley, Manchester 1851, 3-49). Tali
repertori contribuiscono anche a divulgare notizie curiose non sempre con-
divisibili. Cf. Journal des Sçavants avec les Supplemens pour les mois de Juillet,
Août, Septembre 1708, Amsterdam 1708, t. XLI, 385-96; J.-P. Niceron, Mé-
moires pour servir à l’histoire des Hommes Illustres, Paris 1729, I, 340-51.

3
MARIASSUNTA PICARDI

sono emersi dagli inizi del XX secolo, tra i quali il lavoro di


Charlotte Fell Smith che traccia un quadro d’insieme della vita e
delle esperienze culturali di John Dee alla luce di nuovi e
copiosi documenti. Seguono le monografie di Gertrude Hort e
di Anthony Hillyer, che enfatizzano la sua reputazione di occul-
tista, e gli studi di Eva Taylor, la quale dà invece importanza alle
competenze geografiche e in generale all’attività svolta da Dee
come matematico e uomo dedito alle scienze 2.
A partire dagli anni Sessanta del Novecento si assiste a una
vera e propria «John Dee Renaissance». Questa nuova fase di studi
ha inizio con la prima ricostruzione completa che si deve a Ian
Calder dell’opera di Dee come filosofo, astrologo, alchimista,
cabalista e anche uomo di scienza. Calder ha il merito di aver
presentato John Dee come figura di straordinaria complessità,
mettendone in risalto le matrici intellettuali, tra cui in partico-
lare il neoplatonismo 3. Calder ha così contribuito a superare
certe immagini parziali e taluni giudizi fuorvianti apparsi con i
primi studi, favorendo l’emergere di nuove prospettive di ricerca.
Agli stessi anni risalgono anche contribuiti di rilievo sull’opera
a cui Dee ha legato la sua fama, la Monas hieroglyphica (1564), tra-
dotta sin dai primi del Novecento in diverse lingue europee 4.

2. Cf. Ch. Fell-Smith, John Dee ( 1527-1608), London 1909; G. M. Hort,


John Dee. Elizabethan Mystic and Astrologer, London 1922; Id., Three Famous
Occultists. Dr. John Dee, Franz Anton Mesmer, Thomas Lake Harris, London
1939; A. Hillyer, Elisabeth’s Merlin, London 1947; E. G. R. Taylor, Tudor Geo-
graphy (1485-1583), London 1930; Id., The Mathematical Practitioners of Tudor
and Stuart England, Cambridge 1954; Id., «John Dee and the Nautical Trian-
gle 1575», Journal of the Institute of Navigation, 8 (1955), 318-25; Id., «John
Dee and the map of North-East Asia», Imago Mundi, 12 (1955), 103-16; Id.,
«A Letter dated 1577 from Gerard Mercator to John Dee», Imago Mundi, 13
(1956), 56-68.
3. Cf. I. R. F. Calder, John Dee Studied as an English Neoplatonist, 2 vols.,
unpublished PhD thesis, The Warburg Institute, University of London 1952.
4. Cf. J. Dee, Monas hieroglyphica ad Maximilianum, Dei Gratia Romano-
rum, Bohemiae et Hungariae Regem Sapientissimum, Guliel. Silvius Typog.
Regius, excudebat Antverpiae 1564; Id., La monade hiéroglyphique, traduite du
latin pour la première fois par É.-A. Grillot de Givry, Paris 1925; Id., The
Hieroglyphic Monad, Translated and with a Commentary by J. W. Hamilton-
Jones, London 1947; Id., Die Monas hieroglyphe von John Dee, mit. Einf. u.
Anm. von A. Klein, Zeichn. u. Tab. im Text: R. Klein, Interlaken 1982; Id.,
El Jeroglífico monádico, traducción de J. Tapia Rodríguez, Barcelona 1987.

4
PREFAZIONE

Degna di nota è la traduzione inglese corredata da un ricco


apparato critico che si deve a Conrad Josten che costituisce di
per sé un solido apporto all’interpretazione dell’opera 5.
A valutare l’importanza di John Dee e della Monas hieroglyphica
sono valsi anche gli studi di Frances Amelia Yates che ne ha
sapientemente disegnato la biografia intellettuale, collocandone
l’opera sullo sfondo della cultura filosofica e magica dell’Europa
moderna 6. Nell’esplorare gli sviluppi rinascimentali dell’arte della
memoria e del pensiero magico, la Yates ha mostrato come vi sia
una diretta filiazione del pensiero di John Dee dalla sapienza e
dalla magia ermetiche 7. D’altro canto, nel ripercorrere le temati-
che e i simboli della cabala moderna, e l’influenza che la lettera-
tura cabalistica ha esercitato sull’arte figurativa e finanche sulla
poesia di Shakespeare, la Yates ha identificato John Dee come
grande «cabalista cristiano» 8. Infine, nella sua monografia dedicata
al movimento dei Rosacroce la Yates arriva a ricondurre alla
Monas hieroglyphica e alla «filosofia ermetica» del mago inglese l’i-
spirazione dei manifesti rosacrociani 9.
In linea con gli studi di Frances Yates la fondamentale mono-
grafia di Peter French offre una ancora più attenta ricostruzione

5. Cf. «A Translation of John Dee’s “Monas Hieroglyphica” (Antwerp


1564)», with an Introduction and Annotations by C. H. Josten, Ambix, 12
(1964), 84-221.
6. Cf. F. A. Yates, «Due filosofi rinascimentali dell’Inghilterra elisabettiana:
John Dee e Giordano Bruno», in Id., Giordano Bruno e la cultura europea del
Rinascimento, trad. it. di M. De Martini Griffin, introd. di E. Garin, Roma-
Bari 1995, 91-103; Id., «La tradizione ermetica nella scienza rinascimentale»,
in Id., Giordano Bruno e la cultura europea del Rinascimento, 147-68 (ed. or.: The
Hermetic Tradition in Renaissance Science, in C. S. Singleton (ed.), Art, Science
and History, Baltimore 1967, 255-74); Id., Theatrum orbis, trad. it. di T. Provvi-
dera, Torino 2002, 40-58 (ed. or.: The Theatre of the World, London 1969).
7. Cf. F. A. Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, trad. it. di R. Pec-
chioli, Bari 1969 (ed. or.: Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, London
1964); Id., L’arte della memoria, trad. it. di A. Biondi, con uno scritto di E. H.
Gombrich, Torino 1972, 334-36, 339-40 (ed. or.: The Art of Memory, London-
Chicago 1966).
8. Cf. F. A. Yates, «John Dee: Christian Cabalist», in Id., The Occult Philo-
sophy in the Elizabethan Age, London 1979, 93-110; Id., «Spenser’s Neoplato-
nism and the Occult Philosophy: John Dee and The Faerie Queene», in Id.,
The Occult Philosophy in the Elisabethan Age, 111-27.
9. Cf. F. A. Yates, «John Dee and the Rise of “Christian Rosencreutz”»,
in Id., The Rosicrucian Enlightenment, London-Boston 1972, 42-57.

5
MARIASSUNTA PICARDI

biografica e un quadro complessivo dell’opera di John Dee col-


locata nel contesto storico e culturale dell’Inghilterra dei Tudor.
French ne ha mostrato l’attività di astrologo e di consigliere al
servizio di Elisabetta e dei funzionari della Corona. Ne ha riper-
corso l’opera di filosofo, alchimista, matematico, nonché mentore
dei giovani eredi delle grandi famiglie dell’aristocrazia britan-
nica. E ne ha anche narrato le vicissitudini legate al tentativo di
esplorare il mondo spirituale fino a rappresentarlo come «il
grande mago dell’Inghilterra elisabettiana» 10.
Degno di considerazione è anche il contributo di Richard
Deacon, il quale ha privilegiato i rapporti con gli ambienti di
corte e con gli uomini di potere. Deacon ha argomentato l’ipo-
tesi interessante quanto clamorosa che vede in Dee una figura
importante della diplomazia segreta britannica. Una vera e pro-
pria spia al servizio della Corona all’interno di una rete di rela-
zioni con personalità di rilievo di altre corti europee, propo-
nendo di questo autore un ritratto avventuroso 11.
Tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento Paul Rose,
Martin Kugler, Kenneth Knoespel ed Enrico Rambaldi hanno
dedicato attenzione alla figura di Dee come uomo di scienza 12. I
loro contributi ne hanno messo in luce l’attività intesa, da un
lato, a rivalorizzare le conoscenze degli antichi, dall’altro, ad
acquisire gli sviluppi più innovativi del sapere matematico e tec-
nico. Precisandone gli interessi e gli obiettivi scientifici tali studi
hanno fornito ulteriori elementi a sostegno del giudizio di Fran-
cis Johnson, che per primo ha proposto l’immagine di Dee come

10. Cf. P. French, Vita di John Dee. Il mondo di un mago elisabettiano, trad.
it. di R. Venarucci, Ancona 1998 (ed. or.: John Dee. The World of an Elisa-
bethan Magus, London 1972).
11. Cf. R. Deacon, John Dee. Scientist, Geographer, Astrologer and Secret
Agent to Elisabeth I, London 1968. L’ipotesi di Deacon verrà argomentata anche
da Robin Brumby: Doctor John Dee, or The Original 007, Hempstead 1977.
12. Cf. L. P. Rose, «Commandino, John Dee and De Superficierum Divisio-
nibus of Machometus Bagdedinus», Isis, 63 (1972), 88-93; M. Kugler, Astro-
nomy in Elisabethan England ( 1558 to 1585): John Dee, Thomas Digges and
Giordano Bruno, Montpellier 1982; K. Knoespel, «The Narrative Matter of
Mathematics: John Dee’s “Preface” to the Elements of Euclid of Megara
(1570)», Philological Quarterly, 66 (1987), 26-46; E. Rambaldi, «John Dee and
Federico Commandino: An English and an Italian Interpretation of Euclid
during the Renaissance», Rivista di Storia della Filosofia, 44 (1989), 211-47.

6
PREFAZIONE

figura centrale della riforma dell’astronomia e della rinascita


delle scienze nell’Inghilterra moderna 13.
Agli stessi anni risalgono i rilevanti contributi di Allen Debus
e di Nicholas Clulee, i quali hanno profondamente innovato la
storiografia sul pensiero di Dee, rileggendone in modo originale
i rapporti con la magia, con la religione e con la nuova scienza 14.
Può considerarsi un classico la monografia di Clulee su John Dee’s
Natural Philosophy: Between Science and Religion (1988) 15, dove
emerge una prospettiva genetica nell’individuazione delle diverse
componenti del pensiero del nostro autore, aprendo la strada a
un’interpretazione della sua opera non più falsata dall’applica-
zione di parametri a essa estranei.
Tale nuova prospettiva ha tenuto conto dell’ampia documenta-
zione fornita dal catalogo manoscritto della sua biblioteca 16. Né va
dimenticato che in età moderna la collezione libraria privata è
spesso la massima testimonianza dell’universo culturale su cui si
costituisce il pensiero di un autore 17. Si comprende allora quale sia
stata l’importanza della pubblicazione a stampa del catalogo della
biblioteca di Dee (1990) per gli studi successivi 18. Per esempio Wil-
liam Sherman ha ridisegnato la biografia intellettuale del nostro
autore proprio a partire dalla ricostruzione delle sue acquisizioni
librarie e dei marginalia apposti sugli esemplari in suo possesso 19.

13. Cf. F. R. Johnson, Astronomical Thought in Renaissance England. A Study


of the English Scientific Writings from 1500 to 1645, Baltimore 1937, 120-60.
14. Cf. J. Dee, The Mathematical Preface to the Elements of geometrie of Euclid
of Megara (1570), with an Introduction by A. G. Debus, New York 1975; A.G.
Debus, The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the 16th and
17th Centuries, 2 vols., New York 1977, I, 105-20; N. H. Clulee, «John Dee’s
Mathematics and the Grading of Compound Qualities», Ambix, 18 (1972),
178-211; Id., «Astrology, Magic and Optics: Facets of John Dee Early Natural
Philosophy», Renaissance Quarterly, 30 (1977), 632-80; Id., «At the Crossroads
of Magic and Science: John Dee’s Archemastrie», in B. Vickers (ed.), Occult
and Scientific Mentalities in the Renaissance, New York 1984, 57-71.
15. Cf. N. H. Clulee, John Dee’s Natural Philosophy: Between Science and
Religion, London-New York 1988.
16. Cf. ibid.
17. Su questo tema si rinvia in particolare a E. Canone (a cura di),
«Bibliothecae selectae». Da Cusano a Leopardi, Firenze 1993.
18. Cf. John Dee’s Library Catalogue, edited by J. Roberts and A. G.
Watson, London 1990.
19. Cf. W. H. Sherman, «John Dee’s Brytannicae Reipublicae Synopsis: a
Reader’s Guide to the Elisabethan Commonwealth», The Journal of Medieval

7
MARIASSUNTA PICARDI

Benjamin Woolley e Ken MacMillan hanno invece ripreso e


approfondito, anche considerando gli studi da lui coltivati, la
questione del ruolo che egli avrebbe avuto all’interno del pro-
getto di trasformazione della Corona britannica in una monar-
chia imperiale 20. In particolare Ken MacMillan ha verificato con
l’ausilio del catalogo della sua collezione libraria le conoscenze
che hanno contribuito all’elaborazione dei suoi trattati politici
(dei quali ha curato una prima edizione moderna e traduzione
inglese), considerati per la prima volta come documenti utili a
ripercorrere la storia della fondazione dell’impero britannico 21.
Sulla magia cabalistica e sull’attività di evocazione degli angeli –
aspetti che hanno destato l’interesse soprattutto di storici delle
tradizioni esoteriche 22 – si concentrano i contributi di Chri-
stopher Whitby e di Deborah Harkness 23. Fino ad arrivare a

and Renaissance Studies, 20 (1990), 293-315; Id., John Dee: the Politics of Rea-
ding and Writing in the English Renaissance, Amherst 1995; Id., «The Place of
Reading in the English Renaissance: John Dee Revisited», in J. Raven, H.
Small, N. Tadmor (eds.), The Practice and Representation of Reading in England,
Cambridge 1996, 62-76.
20. Cf. B. Woolley, The Queen’s Conjurer. The Science and Magic of Dr.
Dee, London 2001; K. MacMillan, «Discourse on History, Geography, and
Law: John Dee and the Limits of the British Empire (1576-1580)», Canadian
Journal of History, 34 (2001), 88-120.
21. Cf. John Dee: The Limits of the British Empire ( 1578), edited by K.
MacMillan and J. Abeles, Westport-London 2004.
22. Cf. A. Crowley, A brief Abstract of the Symbolic Representation of the
Universe, Derived by Doctor John Dee Through the Skrying of Sir Edward
Kelley, Saranac 1997; M. Wilding, Raising Spirits, Making Gold and Swapping
Wives: The True Adventures of Dr. John Dee and Sir Edward Kelly, Nottin-
gham-Sydney 1999; R. Löffler, Henoch. Die Magie des Dr. John Dee: Anrufun-
gen in der Engelssprache, Neuenkirchen 2006; M. L. Duquette, Enochian Vision
Magick: an Introduction and Practical Guide to the Magick of Dr. John Dee and
Edward Kelley, San Francisco 2008; K. Kiesewetter, John Dee ein Spiritist des
16. Jahrhunderts. Kulturgeschichtliche Studie. Mit dem Protokoll der ältesten
bekannten spiritistischen Sitzung vom 28 Mai 1583 und den noch nicht veröffentlich-
ten Portraits von Dr. John Dee und Edward Kelley, Geratskirchen 2009, 18931.
23. Cf. E. D. Harkness, «Shows in the Showstone: a Theatre of Alchemy
and Apocalypse in the Angel Conversations of John Dee ( 1527-1608)»,
Renaissance Quarterly, 49 (1996), 707-37; Id., John Dee’s Conversations with
Angels: Cabala, Alchemy and The End of Nature, Cambridge 1999; Id.,
«Alchemy and Eschatology: Exploring the Connections between John Dee
and Isaac Newton», in J. E. Force, R. H. Popkin (eds.), Newton and Religion,
Dordrecht 1999, 1-15.

8
PREFAZIONE

quelli più recenti di Stephen Clucas che hanno permesso di


riconsiderare i giudizi palesemente limitativi che hanno accom-
pagnato la valutazione della figura e della produzione intellet-
tuale del nostro autore a partire dai primi studi 24. Da parte sua,
Christopher Whitby ha riportato alla luce testi inediti di Dee
relativi alle cosiddette «sedute spirituali», documentando le mo-
dalità della sua ricerca teurgica, dell’evocazione degli angeli 25.
D’altro canto, Deborah Harkness, esaminando con competenza le
testimonianze giunte fino a noi, ha mostrato come il tentativo di
evocare gli angeli non sia estraneo alla sua opera di uomo di
scienza, come a lungo si è creduto 26, ma si integri e sia congruo
alla sua più generale prospettiva di ricerca e di pensiero 27.
Stephen Clucas, infine, ha insistito sul carattere peculiare della
sua prassi di evocazione evidenziandone la contiguità con l’ars
notoria e con altre arti e tradizioni magiche 28.
Negli ultimi vent’anni sono emersi nuovi studi che hanno in
gran parte per oggetto la Monas hieroglyphica, riconosciuta in via
definitiva come opera di grande complessità e come unicum della
letteratura alchemica della prima età moderna. Già dalla fine
degli anni Novanta del secolo scorso Ursula Szulakowska ha pro-
mosso una lettura originale che riconduce la Monas hieroglyphica
alla cosiddetta «alchimia della luce» 29.

24. Cf. St. Clucas, «John Dee’s Angelic Conversations and the Ars Noto-
ria. Renaissance Magic and Mediaeval Theurgy», in Id. (ed.), John Dee: Inter-
disciplinary Studies in English Renaissance Thought, Dordrecht 2006, 231-73
(l’autore ripercorre i giudizi sulla prassi di evocazione degli angeli: cf. ivi,
231-40); Id., «False Illuding Spirits and Counterfeiting Devills: John Dee’s
Angelic Conversations», in J. Raymond (ed.), Essays towards a History of
Spiritual Communication 1100-1700, London 2011, 150-74.
25. Cf. John Dee’s Actions with Spirits ( 22 December 1581 to 23 May 1583),
ed. by Ch. Whitby, 2 voll., New York 1988.
26. Cf. L. Firpo, «John Dee scienziato, negromante e avventuriero», Rina-
scimento, 3 (1952), 25-84, in particolare 38.
27. Cf. Harkness, John Dee’s Conversations with Angels.
28. Cf. Clucas, «John Dee’s Angelic Conversations», in Id. (ed.), John Dee:
Interdisciplinary Studies in English Renaissance Thought, 240-73.
29. Cf. U. Szulakowska, «Geometry and Optics in Renaissance Alchemi-
cal Illustration: John Dee, Robert Fludd and Michael Maier», Cauda Pavonis,
14 (1995), 1-12; Id., John Dee and European Alchemy, Durham 1996; Id., The
Alchemy of Light. Geometry and Optics in Late Renaissance Alchemical Illustra-
tion, Leiden-Boston MA 2000, 55-70.

9
MARIASSUNTA PICARDI

In questa temperie cadono le importanti monografie di


György Szönyi e di Håkan Håkansson che ripercorrono le tema-
tiche fondamentali del trattato alchemico sullo sfondo della cul-
tura magica ed esoterica rinascimentale 30. Altrettanto rilevanti
sono gli studi di Michael Walton, Jean-Marc Mandosio, Peter
Forshaw, Karen De Léon-Jones, Hilde Norrgrén e del già citato
Stephen Clucas, i quali hanno indagato altri aspetti della Monas
hieroglyphica: il linguaggio geometrico, il simbolismo pitagorico e
l’impianto cabalistico delle argomentazioni che la costituiscono.
Come pure la concezione dell’alchimia sottesa all’opera, verificata
anche alla luce delle sue acquisizioni librarie e delle note esplicative
autografe rinvenute negli esemplari a stampa a lui appartenuti 31.
Più di recente Gabriela Horvath ha preso in esame la Monas
hieroglyphica esplorando attraverso la tematica della filosofia pe-
renne l’influenza del pensiero rinascimentale italiano sulla cultura
inglese: dal teatro di Shakespeare all’alchimia di John Dee 32.

30. Cf. G. E. Szönyi, «Tradition of Magic: From Faustus to Dee at Euro-


pean Universities and Courts», Cauda Pavonis, 10 (1991), 1-8; Id., «Ficino’s
Talismanic Magic and John Dee’s Hieroglyphic Monad», Cauda Pavonis, 20
(2001), 1-11; Id., «John Dee and Early Modern Occult Philosophy», Aries, 2
(2001), 76-87; H. Håkansson, Seeing the Word: John Dee and Renaissance
Occultism, Lund 2001; G. E. Szönyi, John Dee’s Occultism: Magical Exaltation
Through Powerful Signs, New York 2004; Id., «John Dee As a Cultural Hero»,
European Journal of English Studies, 15 (2011), 189-209.
31. Cf. M. T. Walton, «The Geometrical Kabbalah of John Dee and
Johannes Kepler: The Hebrew Tradition and the Mathematical Study of
Nature», in P. H. Theerman, K. Hunger Parshall (eds.), Experiencing Nature:
Proceedings of a Conference in Honour of Allen Debus, Dordrecht 1997, 43-59;
J.-M. Mandosio, «Des “mathématiques vulgaires” à la monade hiéroglyphique:
Les Éléments d’Euclide vus par John Dee», Revue d’Histoire des Sciences, 56
(2002), 475-91; P. J. Forshaw, «The Early Alchemical Reception of John Dee’s
Monas hieroglyphica», Ambix, 52 (2005), 247-69; H. Norrgrén, «Interpretation
and the Hieroglyphic Monad: John Dee’s Reading of Pantheus’s Voarchadu-
mia», Ambix, 52 (2005), 217-49; K. De Léon-Jones, «John Dee and the Kab-
balah», in Clucas (ed.), John Dee: Interdisciplinary Studies in English Renais-
sance Thought, 143-58; M. T. Walton, «Hermetic Cabala in the Monas Hiero-
glyphica and the Mosaicall Philosophy», Essentia, 2 (1981), 1-17; St. Clucas,
«Pythagorean Number Symbolism, Alchemy, and the Disciplina Nova of
John Dee’s Monas Hieroglyphica», Aries, 10 (2010), 149-67.
32. Cf. G. D. Horvath, Theatre, Magic and Philosophy. William Shakespeare,
John Dee and the Italian Legacy, London 2017. Va ricordato che, sin dai primi
del Seicento, letterati e drammaturghi, da William Shakespeare a Ben John-
son, hanno tratto ispirazione dalla personalità di John Dee per dare corpo
alle figure di maghi e alchimisti che costituiscono la loro opera drammatur-

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PREFAZIONE

Degni di menzione sono infine il volume miscellaneo, apparso


nel 2006, e i fascicoli degli Studies in History and Philosophy of
Science (2012) e della rivista Ambix (2017) dedicati al nostro autore,
i quali includono contributi di specialisti di vari ambiti disciplinari
al fine di valutare l’opera di John Dee in una prospettiva che tiene
conto del carattere eterogeneo della sua produzione33.

***
Prendendo le mosse dallo stato degli studi qui sinteticamente
richiamato e dalle più recenti acquisizioni documentali si intende
operare una ricostruzione a tutto tondo della biografia intellettuale
di John Dee. Viene qui tracciato un quadro d’insieme dei suoi
studi e delle sue esperienze culturali dagli anni della formazione
accademica sino al periodo della maturità intellettuale, allorché
collabora con altri matematici, astronomi e uomini di scienza
orientati a rinnovare la conoscenza e a promuovere il progresso
scientifico. Con l’ausilio della corrispondenza privata e di testi e
documenti autobiografici si dà testimonianza delle sue relazioni
con i sovrani inglesi (Edoardo VI, Maria la Cattolica, Elisabetta I,
Giacomo I) e con gli aristocratici che hanno partecipato attiva-
mente alla vita politica dell’Inghilterra elisabettiana.
La sua figura e la sua opera di matematico vengono conside-
rate nel contesto dei conflitti religiosi dell’epoca, dell’istanza

gica e poetica. Tra le opere letterarie e di narrativa di autori contemporanei


a lui ispirate ci si limita a ricordare le più note: G. Meyrink, Der Engel vom
westlichen Fenster, Berlin 1927; M. Moorcock, Gloriana, or the Unfulfill’d
Queen, London 1978; L. Goldestein, The Alchemist’s Door, Providence 2002; J.
Lambshead, Lucy’s Blade, New York 2007; Ph. Rickman, The Bones of Avalon,
London 2010; Id., The Heresy of Dr Dee, London 2012.
33. Cf. Clucas (ed.), John Dee: Interdisciplinary Studies in English Renais-
sance Thought (Il volume include contributi di Robert Goulding, Nicholas
H. Clulee, Stephen Johnston, Richard Dunn, Robert Baldwin, William H.
Sherman, Karen De Léon-Jones, Federico Cavallaro, Jim Reeds, Stephen
Clucas, Deborah E. Harkness, Susann Bassnett, Julian Roberts, György E.
Szönyi, Jan Bäcklund). Cf. «John Dee and the Sciences. Early Modern
Networks of Knowledge», Studies in History and Philosophy of Science, 43
(2012), 421-550 (fasc. 3: include studi di Jennifer M. Rampling, Nicholas H.
Clulee, Stephen Pumfrey, Glyn Parry, Jean-Marc Mandosio, Anthony Camp-
bell, Silke Ackermann, Louise Devoy). Cf. «The Royal Typographer and the
Alchemist: Willem Silvius and John Dee», Ambix, 64 (2017), 107-89 (fasc. 2:
include contributi di Stephen Clucas, Peter J. Forshaw, Steven Vanden
Broecke, Manuel Mertens).

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MARIASSUNTA PICARDI

della conservazione del sapere e dei rapporti con la Corona,


documentando come la sua attività scientifica sia strettamente
legata agli ideali politici, allo sviluppo delle scienze e alla riforma
culturale propria del Rinascimento inglese. Nell’ambito dei rap-
porti di Dee con la Corona si dà risalto al suo significativo con-
tributo al progetto di fondazione dell’impero britannico, come
pure alla sua opera di «consigliere celeste» al servizio di Elisabetta
e della sua corte, certificandone la pratica predittiva con l’ausilio
delle carte manoscritte.
La Monas hieroglyphica è nuovamente al centro dell’analisi in
quanto opera che più compiutamente esprime la complessità e il
carattere fortemente problematico dell’elaborazione e del pen-
siero di John Dee. Si tiene naturalmente conto anche delle altre
sue opere tentando di proporre una prospettiva genetica degli
interessi e degli ambiti che sono entrati nella fucina della sua
produzione, anche alla luce di un’esplorazione sistematica del
catalogo della sua ricchissima collezione libraria. Si dà inoltre
rilievo a quello che è forse il suo aspetto più controverso, a cui
è soprattutto legata la sua fama secolare e diffusa di stregone,
richiamando anche i giudizi che hanno compromesso la sua
immagine e hanno condizionato in senso limitativo l’interpreta-
zione della Monas hieroglyphica.
Si pubblica in appendice la traduzione italiana della Praefatio
ad Regem Maximilianum che introduce il testo della Monas hiero-
glyphica, condotta sulla prima edizione dell’opera.
La pubblicazione di questo volume è stata resa possibile grazie al
sostegno del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Uni-
versità degli Studi di Napoli «L’Orientale» e del suo direttore
Giampiero Moretti. Insieme a lui desidero ringraziare altri docenti
dell’Ateneo: Rossella Bonito Oliva, Giuseppe D’Alessandro, Amne-
ris Roselli, Riccardo Naldi, Rosario Sommella. Un ringraziamento
speciale va a Lorenzo Bianchi che per anni ha guidato le mie
ricerche sino all’elaborazione di questa monografia, realizzata
anche grazie all’incoraggiamento di Alberto Postigliola. Molto
debbo alla collaborazione scientifica con Antonella Sannino, a cui
sono particolarmente grata. Agli esordi di questo lavoro era con
noi Germana Ernst che ha generosamente contribuito a definirne
le linee essenziali. A lei questo volume è dedicato.

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