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IL SISTEMA PEGI

Il PEGI (Pan European Games Information), è il primo sistema europeo di classificazione in base all’età per i
videogiochi. È un Codice di Condotta volontario, quindi un sistema di autoregolamentazione dei contenuti
adottato dagli editori di videogiochi a livello europeo, creato nel 2003 dall’Associazione europea degli stessi,
Interactive Software Federation of Europe (ISFE), con il supporto della Commissione europea e gestito da
due enti amministratori indipendenti: il NICAM, Istituto olandese per la classificazione dei mezzi audiovisivi
ed il VSC, Video Standard Council.
Il sistema di classificazione PEGI nasce dall’esigenza di tutelare i minori e di garantire a genitori, acquirenti
e consumatori online un’ulteriore fiducia rispetto al contenuto del gioco indicandone l’idoneità per uno
specifico gruppo d’età. Il sistema è supportato dai principali produttori di console, compresi Sony Computer
Enterteinement, Microsoft e Nintendo, così come dagli editori di videogiochi di tutta Europa.
Per determinare la classificazione più appropriata ad ogni videogioco il PEGI si basa sulla combinazione di
un’autovalutazione del gioco da parte dell’editore e su un analisi compiuta da un soggetto terzo
indipendente, alternativamente il NICAM o il VSC, a seconda della pertinenza dell’analisi richiesta. In altre
parole, inizialmente l’editore del videogioco riempie un modulo online nel quale effettua una sua proposta di
classificazione. Il modulo viene poi spedito al NICAM per essere valutato. Il NICAM per consuetudine
concede il permesso di apporre il logo di classificazione dell’età, a condizione che l’indice sia 3+ o 7+,
prevedendo, altresì, valutazioni a campione. Diversamente, se l’indice di classificazione proposto
dall’editore è 12+ sarà il NICAM ad esaminare il gioco per confermare che la valutazione sia corretta,
mentre i giochi con indice 16+ o 18+ saranno esaminati dal Video Standard Council (VSC).
Vale la pena di ricordare che il sistema prevede due ulteriori organi esterni che dovrebbero garantire
l’indipendenza del sistema stesso:
 Advisory Board: formato dai rappresentanti dei governi nazionali, ha il compito di elaborare
proposte migliorative del sistema.
 Complains Board: formato da esperti indipendenti, ha il compito di esaminare eventuali
contestazioni che dovessero essere sottoposte dai consumatori in merito alla classificazione attribuita
a ciascun videogioco e di determinare le misure necessarie.

LA PORTATA DEL SISTEMA PEGI


Il PEGI è stato sviluppato dall’ISFE che si è impegnato, sulla base dei sistemi nazionali esistenti, per creare
un sistema unico di classificazione in base all’età da applicare in tutta Europa. Il PEGI è un “codice di
condotta” volontario a cui aderiscono tutti i membri dell’ISFE. Inoltre, il sistema è supportato dai principali
produttori di console, compresi Sony Computer Entertainement, Microsoft e Nintendo: questo assicura che il
sistema sia applicato dalla maggior parte degli attori che operano nel mercato dei videogame. Oltre ai giochi
venduti nei canali di vendita tradizionali, il PEGI si applica anche ai prodotti venduti su internet, quelli
giocati o scaricati online, o quelli allegati alle riviste. Il sistema PEGI è costituito da due componenti distinte
ma complementari. La prima è una classificazione per gruppi di età: 3+, 7+, 12+, 16+, 18+. La seconda è una
classificazione per contenuti, rappresentata da un insieme di immagini che descrivono il contenuto del
prodotto.

LA CLASSIFICAZIONE PER ETA’


L’ISFE si è impegnato per creare un sistema unico di classificazione in base all’età da applicare in tutta
Europa; tuttavia il risultato di tale classificazione e, quindi, la conseguente garanzia dei minori è perseguita
mediante l’apposizione di un numero e di un segno positivo, che stanno ad indicare età minima del
potenziale giocatore. Di seguito sono riportati gli indicatori di età:

Tali numeri non sempre vengono correlati dai genitori alla indicazione di età d’utilizzo del gioco.

LA CLASSIFICAZIONE PER CONTENUTO


Per quanto riguarda la scelta dei simboli descrittori di contenuto, ad esempio, i risultati di un focus group
organizzato dalla nostra associazione hanno messo in evidenza l’inefficacia di tali simboli, sia sotto
il punto di vista convenzionale che analogico, dal momento che manca una relazione tra detti simboli
ed i significati arbitrariamente attribuiti.
Di seguito sono riportati i simboli PEGI con il messaggio cui dovrebbero rimandare. È chiaro che sulla
confezione del videogame i simboli, non commentati, sono affidati ad una forza evocativa che poi in
realtà non possiedono, poiché tutt’altro che scontato è il significato che il consumatore dovrebbe
attribuire ad un ragno sulla confezione di un giocattolo!

Linguaggio scurrile Discriminazione Droga


Il gioco contiene Il gioco contiene Il gioco descrive o fa
linguaggio scurrile. rappresentazioni o riferimento all'uso di
materiali che possono droga.
incoraggiare la
discriminazione.
Paura Sesso Violenza
Il gioco può spaventare Il gioco rappresenta Il gioco contiene
o terrorizzare i nudità e/o rappresentazioni di
bambini. comportamenti o violenza.
riferimenti sessuali.
Vale la pena di ricordare che l’aggiunta dei descrittori di contenuto sulla confezione del gioco è a discrezione
dell’editore e non è affidata al NICAM nè al VSC.
Peraltro, il fatto di aver previsto siffatte classificazioni perde comunque valore dal momento che gli stessi
rivenditori, normalmente impegnati alla vendita, spesso non comunicano le differenze tra i vari giochi, ed è
fatto notorio che i minori concludono tranquillamente acquisti di prodotti inadatti.

PROPOSTE E SUGGERIMENTI
L’obiettivo “tutela minori” che si è impegnato a perseguire l’ISFE tramite l’istituzione del PEGI, non è
ancora raggiunto. Infatti, nonostante le pretese strategiche, il funzionamento del PEGI può, anzi, deve
necessariamente essere sistematizzato e rivisto.
Il MOIGE- movimento italiano genitori, nutre l’auspicio affinchè l’industria videoludica manifesti la
disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni italiane, nonché associazioni di genitori e mondo
accademico, al fine di rivedere il sistema di classificazione PEGI e migliorarne la sua applicazione.
All’art.3 del Codice di Autoregolamentazione sono previsti, a garanzia degli obiettivi di cui all’art.2,
strumenti come l’Advisory Board e il Complaints Board. L’applicazione pratica disattende puntualmente le
prescrizioni del Codice: infatti, la lettera dell’art. 3 prescrive che vi siano tra i componenti delle commissioni
dei rappresentanti dei genitori, mentre dai dati riportati dal PEGI ANNUAL REPORT 2005-2006 se ne
desume chiaramente l’assenza. Addirittura, sempre secondo la fonte sopra citata, 6 componenti
dell’Advisory Board sarebbero ugualmente componenti del Complains Board. Queste antinomie del sistema
meritano sicuramente di essere riviste. Chiaramente, in questa sede non possiamo far altro che suggerire il
coinvolgimento dell’EPA (European Parents Association), tale da assicurare la collaborazione attiva di
rappresentanti dei genitori, altrimenti non rappresentati, nonché il rispetto delle norme del Codice di
Autoregolamentazione.
Il sistema non può rimanere così com’è autoregolamentato, ma deve consegnarsi alla attenta riesamina di
esperti, accademici e di rappresentanti di vasti campioni della società, poiché le regole vanno ripensate alla
luce dei suggerimenti che l’esperienza ha lasciato e, soprattutto, il sistema deve mirare alla co-
regolamentazione.
Il sistema dovrebbe, intanto, prescrivere attente e singole valutazioni, senza discriminazione a seconda della
fascia di utenza del gioco, come invece accade attualmente per i giochi classificati 3+ e 7+, per i quali il
NICAM conferma semplicisticamente il giudizio di autoclassificazione reso dall’editore . E’ invece
indispensabile che tutti i giochi vengano esaminati e che a dette valutazioni procedano rappresentanti dei
genitori, esperti in tutela dei minori, psicopedagogisti, psicologi infantili, unici conferenti al fine di
preservare l’integrità psico-emotiva dei più piccoli.
Per quanto riguarda la scelta dei simboli, anche alla luce delle informazioni raccolte dalla nostra
associazione, questa andrebbe senz’altro rivista e l’apposizione resa comunque obbligatoria, non a
discrezione dell’editore com’è adesso, unitamente ad un uso del testo che affianchi i simboli.
Il presupposto della classificazione per contenuti è sicuramente valido ma altrettanto valida ed efficace dovrà
esserne l’applicazione: quindi, simboli immediatamente significanti e obbligatorietà dell’apposizione sulla
confezione.
Parimenti, essenziale all’obiettivo risulta essere la formazione dei rivenditori dalla quale poi si può far
discendere una responsabilità oggettiva in capo agli stessi, poichè una generalizzata ignoranza rispetto alle
classificazioni PEGI unita al connaturato interesse economico alla vendita, cozzano inevitabilmente con i
presupposti di tutela dei minori del sistema stesso.