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GEOTECNICA

STABILITÀ DEI PENDII


PENDII NATURALI
PENDII ARTIFICIALI : Scavi;
Scarpate di rilevati
Dighe in terra
Argini di fiumi

NTC2008:
6.3 Stabilità dei pendii naturali
6.8 Opere di materiali sciolti e fronti di scavo

Problemi applicativi diversi a causa di:


- natura e origine dei terreni,
- storia tensionale e deformativa,
fronte - condizioni idrauliche
di scavo
pendio
pendio artificiale
naturale

Stratigrafia Proprietà Condizioni


Obiettivo dell’analisi Geometria
Materiali geotecniche idrauliche

Valutazione stabilità del


Pendio pendio (frana attiva,
Imposte
naturale quiescente o probabile) e
effetti su manufatti esistenti

Dimensionamento, progetto,
Pendio verifica
Da assegnare
artificiale del manufatto in terra
(diga, argine, rilevato)

Fronte Scelta geometria


Da
per assicurare stabilità Imposte
di scavo assegnare
adeguata
Classificazione delle frane Varnes (1978

1) 2)

Crolli Ribaltamenti

3)

Scorrimenti traslazionali Scorrimenti rotazionali

4) 5)

Colate Espansioni laterali

6)

Fenomeni complessi
Varnes (1978)

Questa classificazione è la più completa e la più usata:


essa suddivide i fenomeni franosi sulla base del TIPO DI MOVIMENTO
al quale i pendii possono essere soggetti.
Come si vede dalla figura 2 e dalla tabella 1 si distinguono sei classi di
movimento:
1. crolli,
2. ribaltamenti,
3. scivolamenti suddivisi in rotazionali e traslazionali,
4. espansioni laterali,
5. colate,
6. fenomeni complessi

Ognuna di queste classi, ad eccezione delle frane complesse, è


suddivisa secondo il TIPO DI MATERIALE interessato dal fenomeno
franoso:
I. ammasso roccioso;
II. detrito ;
III. terra.
Si ottengono così 18 tipi di movimento.
Individuazione della tipologia del meccanismo

Tipo di materiale
Tipo di meccanismo
Roccia Detrito Terreno
Crollo ••• ☺ •• ☺ • ☺
Ribaltamento ••  •  • 
Rotazionale •••  •••  ••• 
Scorrimento
Traslazionale •••  •••  ••• 
Espansione laterale •  •  • 
Colata •  •••  ••• ☺
Complesso ••• 

Ricorrenza del fenomeno ••• = molto frequente


•• = relativamente frequente
• = non frequente

Facilità di identificazione ☺ = facile


 = problematico
 = difficoltoso
Descrizione geometrica del corpo di frana
1. Coronamento
2. Scarpata principale
3. Sommità
4. Testa
5. Scarpata secondaria
6. Corpo principale
7. Piede
8. Punta
9. Tacco
10. Superficie di rottura
11. Tacco della superficie di
rottura
12. Superficie di separazione
13. Materiale dislocato
14. Zona di alimentazione
15. Zona di accumulo
16. Alimentazione
17. Massa in alimentazione
18. Accumulo
19. Fianco
20. Superficie originale
Individuazione delle cause del movimento

Le cause possono essere molteplici e mutuamente


interagenti.
Le velocità di ciascuna di esse sono fortemente variabili
caso x caso.

La scelta del tipo di intervento è ottimizzabile se le cause


sono note.
Modello geotecnico di sottosuolo

Morfologia
e caratteri cinematici
del corpo (corpi) di frana
+
Prove geotecniche
in sito e laboratorio

Modellazione
del fenomeno
di instabilità
Scelta parametri di resistenza

- picco (c' ≥ 0, ϕ' = ϕ'p)


- residue (c' ≈ 0, ϕ' = ϕ 'r)

In genere si assume:
- frane di primo innesco  Resistenza picco
- frane attive o quiescenti  scorrimento su superficie pre-esistente 
Resistenza residua
Analisi di stabilità dei pendii

Metodo dell’equilibrio limite:


Ipotesi

τ ff
FS =
τ mob

la resistenza a taglio disponibile è confrontata con la tensione tangenziale


mobilitata per assicurare l’equilibrio
τff = resistenza a taglio disponibile
τm = resistenza a taglio mobilitata
TIPI DI SUPERFICI DI ROTTURA
(scorrimento)

circolare

non circolare

traslazionale

composta
strato debole

strato debole

Forze gravitazionali e di filtrazione tendono a causare l’instabilità dei


pendii
Scorrimento: superficie piana

b c

W
d
H T
N
θ
a α

a c = H senϑ ; b d = Hsen(α − ϑ ) senα


1 sen(α − ϑ )
Area(abc ) = H 2
2 senα ⋅ senϑ
1
W = γ ⋅ A = γH 2 ⋅ (cot anϑ − cot anα )
2

Equilibrio alla traslazione in direzione perpendicolare e parallela alla superficie:

W cos ϑ = N

 Wsenϑ = T

c'⋅a c + [W cos ϑ ] tan ϕ '


F=
W [senϑ ]
b c

F
W
d
H T
N
θ
a α

Equilibrio alla traslazione in direzione perpendicolare e parallela alla superficie:

W cos ϑ + F sin ϑ = N

 Wsenϑ − F cos ϑ = T

c'⋅a c + [W cos ϑ + F sin ϑ ] tan ϕ '


F=
Wsenϑ − F cos senϑ
α
PENDIO INDEFINITO: terreno asciutto

traslazionale

W= a d γ
W – T sin i – N cos i = 0
T cos i – N sin i = 0

N = W cos i
T = W sin i

H
PENDIO INDEFINITO SOMMERSO
forza di alleggerimento

=H

peso totale

La risultante delle forze dell’acqua sul


contorno dell’elemento è verticale anche
quando le basi sono non orizzontali
PENDIO INDEFINITO CON FILTRAZIONE PARALLELA AL PENDIO

γb=γ’
γt=γsat
PENDIO INDEFINITO CON FILTRAZIONE PARALLELA AL PENDIO

τff = c’ + (σ-u) tan φ’


σ = [(1-m) γ +m γsat] z cos2 β
τ = [(1-m) γ +m γsat] z sin β cos β
u = m z γw cos2 β


[ ]
c'+ (1 − m)γ + mγ sat z ∗ cos2 β −  m ∗ z ∗ γ w ∗ cos2 β  }tan φ '
 
FS =
[(1− m)γ + mγ sat ]z ∗ cos β ∗ sin β
FS = γ ' tanφ '
c’=0 e m=1

c’=0 e m=0
GEOTECNICA

STABILITÀ DEI PENDII

2° parte
Metodi dell’equilibrio limite
Metodi dei conci o delle strisce

Incognite:
Ni  n
Ei  n-1
Xi  n-1
di  n-1
ai  n
FS  1 .
5n-2
Equazioni:
ΣVi  n
ΣHi  n
ΣMi  n
3n
Larghezza sufficientemente piccola incognite: 4n - 2

- Metodi rigorosi o esatti


- Metodi approssimati o semplificati

- Metodi rigorosi o esatti


n – 2 equazioni supplementari
Esempio: metodo di Morgenstern and Price (1965)

- Metodi approssimati o semplificati


trascurare ossia porre uguale a zero, alcune delle forze che
agiscono sulle strisce, o assegnare loro direzione e punto di
applicazione. La soluzione «non» è equilibrata.
Alcuni metodi fanno riferimento ad una superficie circolare.
Metodo di Fellenius (1927)
Metodo di Bishop (1955)
Momento ribaltante

Mr = r Σ Wi sen αi

Momento stabilizzante

Ms = r Σ (c’ li + N’ tan ϕ’)

Ms
FS =
Mr
Metodo di Fellenius (1926)

Ipotesi: la risultante delle forze sulle facce laterali di ogni concio sia
nulla nella direzione normale alla base del concio:

Σ[(Xi-1-Xi) cos α − (Ei-1-Ei) sen α ] = 0

quindi:

N’i = Wi cos αi
Metodo di Bishop

Ipotesi: la risultante nella direzione verticale delle forze agenti sulle facce
laterali di ogni concio sia nulla:

Xi-1 - Xi = 0

Σ [c bi + (Wi – ui) tan φ’] 1/mαi


FS =
Σ Wi sen αi

mαi = cos αi (1 + tan αi tan φ’)


FS
Griglia dei centri
INCLINOMETRO
Come si progettano le opere di stabilizzazione di un pendio in frana?