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INTRODUZIONE AL SEICENTO FRANCESE E AL CLASSICISMO

La matrice del romanzo secentesco: l’Astrée


I​l XVII secolo francese, dal punto di vista del romanzo, è un momento di elaborazione di
modelli etici e comportamentali.
Uno dei modelli più importanti del secolo è l’Astrée di Honoré D’Urfé. L’astrée influenza tutta
la produzione romanzesca del secolo.
L’astrée è formato da 5 parti, ciascuna delle quali è ripartita in dodici capitoli. Fu pubblicato
tra il 1607 e il 1628(le ultime due parti furono pubblicate postume).
L’opera è ambientata nella Gallia del V secolo dopo Cristo. L’ambientazione storica che
caratterizza questo romanzo non comporta alcuno scrupolo di verità. Le avventure narrate
sono totalmente immaginarie. E’ un’opera di ambientazione pastorale e i pastori esercitano
questo mestiere non per necessità, ma per vivre plus doucement et sans contrainte. In realtà
essi veicolano valori e comportamenti dell’aristocrazia secentesca(appunto personale: già
qui dovremmo avere degli elementi che ci permettono di analizzare la principessa di clèves
in rapporto a quelli che sono i modelli del secolo). Le loro vicende si svolgono nel Forez, una
sorta di luogo protetto, un’Arcadia irreale.
Il nucleo della vicende è costituito dalla storia d’amore tra due pastori: Astrée e Céladon. La
fanciulla Astrée convinta che il suo amante sia infedele, lo bandisce dalla sua presenza.
Questi, per disperazione, si getta nel Lignon(fiume), ma viene salvato da tre ninfe. In seguito
a molte peripezie i due riescono a ricongiungersi e convolare a nozze. A caratterizzare
questo racconto è il fatto che il filo dell’azione sia costantemente interrotto, cioè le vicende di
questi due pastori si alternano al racconto di eventi bellici o politici narrati da personaggi
provenienti dal mondo esterno(aspetto in comune con la P. D. C.). Un’altra peculiarità del
romanzo risiede nel fatto che i diversi personaggi si facciano portatori di diverse concezioni
dell’amore. La concezione dominante è quella spiritualistica di origine neoplatonica, che
vede questo sentimento come attrazione unicamente spirituale tra due anime e ostenta il
disprezzo per il corpo. Altri personaggi si fanno portatori di una concezione dell’amore
carnale e spirituale.
IL ROMANZO EROICO-GALANTE:
Un altro modello è quello del romanzo eroico-galante. Di questa tradizione è portatrice
Madeleine de Scudéry, che vive tra il 1608 3 il 1701. Le opere più importanti di Madeleine de
Scudéry sono: Artamène ou le Grand Cyrus(in dieci volumi pubblicati dal 1649-1707) e
Clélie(dieci volumi pubblicati dal 1654-1660). Le caratteristiche di questi romanzi sono le
stesse dei romanzi che caratterizzano il 600, cioè una sterminata lunghezza, uso disinvolto
delle ambientazioni storiche, digressioni numerose e interminabili, centralità degli amori
contrastati. L’inizio è in medias res e ci sono numerose digressioni, che permettono di
chiarire gli antefatti dell’azione. Anche in questo caso l’ambientazione storica cela molti
riferimenti alla contemporaneità ed è possibile riconoscervi alcuni personaggi della società
del tempo.
PARODIA E REALISMO: SOREL, FURETIERE E SCARRON.
Un altro romanzo riconoscibile è quello del romanzo comico o antiromanzo. In questo tipo di
romanzo vengono rovesciati i valori espressi dalle opere “serie”, mettendo in scena una
realtà quotidiana e triviale. Il modello cui il romanzo comico fa riferimento è il romanzo
picaresco spagnolo. Quindi se nel romanzo eroico-galante di Madame de Scudéry vediamo
cavalieri alle prese con grandi amori, nel romanzo comico abbiamo personaggi che
appartengono agli strati più bassi della società(in contrasto quindi con la P. D. C.); essi sono
mossi non dall’amore, ma dalla necessità di soddisfare i bisogni più elementari(nella P. D. C.
i personaggi sono mossi da una parte dall’amore e dall’altra dai valori). A volte si ricorre ad
un linguaggio crudo. I più grandi rappresentanti di questo filone sono Sorel, Furetière e
Scarron. Una delle opere più celebri è il “Roman comique” di Scarron. L’aggettivo “comique”,
oltre ad indicare il rovesciamento parodico operato da questo romanzo, fa allusione anche
all’argomento dell’opera, visto che ne è protagonista un’intera troupe di comédiens, una
compagnia di attori alle prese con avventure triviali e ridicole. Ciò che caratterizza il romanzo
comico è l’inverosimiglianza ed è anche un romanzo dell’eccesso.
LA NOUVELLE HISTORIQUE
A questa inverosimiglianza si contrappone chiaramente la nouvelle historique, che si
caratterizza per uno scrupolo di verità totalmente assente nel romanzo tradizionale. In questi
testi la loro natura romanzesca è talvolta occultata, cioè l’opera non viene presentata come
un romanzo(come un’opera di finzione), ma i testi sono presentati come raccolta di memorie
o di lettere attribuite a personaggi realmente esistiti. Se si esclude Mme de La Fayette,
rientrano in questo filone il Don Crlos di Saint-Réal e i Mémoires d’Henriette Sylvie de
Molière e i Désordres de l’amour di Mme de Villedieu. L’opera più celebre sono le Lettres
portugaises(romanzo epistolare), considerate a lungo di autore ignoto, sono state poi
attribuite al diplomatico e poeta galante Guilleragues. Esse si presentano come lettere
autentiche scritte da una monaca portoghese, Mariane, ad un ufficiale francese che l’ha
sedotta per poi abbandonarla.
Mme de La Fayette
Il panorama del romanzo del Seicento è molto vasto ed è caratterizzato da dei filoni, che
stanno gradualmente acquisendo una propria identità. In questo contesto si impone il
romanzo di Mme de La Fayette.
Mme de La Fayette, appartiene a una famiglia della piccola aristocrazia, ricevette
un’educazione accurata e frequentò i salons più prestigiosi. Sposò il conte de La Fayette e
grazie alle sue relazioni seppe conquistarsi una solida posizione a corte. Fu in rapporti molto
stretti con Mme de Sévigné e La Rochefoucauld. Prima di scrivere il suo capolavoro, La
Princesse de Clèves, pubblica La Princesse de Montpensier, novella ambientata alla corte di
Francia all’epoca delle guerre di religione, e Zaide, romanzo di ambientazione spagnola.
Entrambe le opere innovano rispetto alla tradizione galante per le brevi dimensioni, la
semplicità dell’intreccio, l’intensità dell’analisi psicologica, che concentra su di sé tutta
l’attenzione eliminando gli elementi avventurosi o spettacolari. Questi testi si avvicinano
molto, per l’attenzione allo sfondo storico, al genere della memorialistica.
La Princesse de Clèves rispetto alle altre rappresenta l’approdo al nuovo genere, al
romanzo così come noi lo conosciamo(primo romanzo moderno scritto in Francia).
Come nelle opere precedenti, l’ambientazione è storica: viene descritta l’atmosfera raffinata
della corte francese di Enrico II, ma sono soprattutto i risvolti privati ad interessare La
Fayette. I personaggi sono descritti in termini vaghi, ma risultano comunque caratterizzati da
quella superiorità imponderabile, che anche Racine conferisce ai suoi eroi. I due protagonisti
Madame de Chartres e il duca di Nemours, sono presentati fin dall’inizio come esseri fuori
dal comune. Però quando Monsieur de Clèves vede la principessa, se ne innamora e la
ottiene in sposa. La fanciulla però prova per il marito soltanto stima, mentre manifesta una
forte inclination per il duca di Nemours; il seguito del romanzo è la cronaca degli sforzi
compiuti dalla principessa per resistere alla violenza della passione. Alcuni episodi
particolarmente significativi scandiscono le tappe di questo percorso: la più importante è la
scelta della principessa di rivelare al marito il proprio sentimento, tacendogli il nome di colui
che lo suscita. Rispetto al romanzo tradizionale, peraltro, il ruolo del caso è molto più
discreto e, come nelle tragedie di Racine, è strettamente funzionale al progredire della
vicenda. La scarsa vraisemblance di questa scena, attirerà sull’autrice molte critiche per la
confessione apparentemente immotivata della protagonista e poi perché agli occhi dei
contemporanei, confessare il marito di amare un altro uomo è un atto moralmente
inaccettabile, perché turba la quiete del ménage matrimoniale. In realtà esso è
profondamente coerente con l’atteggiamento tenuto fino a quel momento dalla principessa,
la quale sperava che il marito potesse definitivamente metterla al sicuro. Poi però questa
confidence innesta un meccanismo di rivelazioni successive, che causeranno la morte del
principe. Nonostante la morte del marito, la principessa rifiuta di sposare il duca e sceglie di
ritirarsi in un convento. Questa rinuncia volontaria all’amore non può non ricordare la
separazione di Tito e Berenice nella tragedia di Racine.
Tutto il romanzo si presenta come una dimostrazione dell’ineluttabilità della passione
amorosa. Non è soltanto la storia di Mme de Clèves a testimoniarlo, ma anche i quattro
racconti secondari che, in linea con la tradizione del romanzo galante, interrompono la
narrazione principale. L’analisi razionale dei moti dell’io, portata avanti da Mme de Clèves,
non ha più valore solo decorativo come nei romanzi galanti, ma diventa la sostanza stessa
del racconto.
Il romanzo non si riduce però a semplice storia d’amore: esso assume il senso di una quete
che mette in discussione i valori proposti dalla società seicentesca; infatti la corte, viene
presentata, al di là delle apparenze, come luogo dell’inautenticità, inconciliabile con la vertù
che Mme de Chartres propone alla figlia; però anche questo modello educativo, non è più la
naturale espressione di una personalità eccezionale, ma si configura come faticosa
conquista ottenuta a prezzo della repressione dell’io e delle sue pulsioni. Neppure il
libertinismo incarnato da Nemours è assunto come modello positivo. Quindi l’unica soluzione
possibile è la fuga, che non è soltanto scelta negativa e rifiuto, ma solo la retraite rende
possibile il repos.
VERSO IL NUOVO SECOLO
Cyrano de Bergerac suscita con la sua opera un interesse sempre maggiore per l’arditezza
delle concezioni che vi troviamo espresse e per la sbrigliata fantasia che le anima. I testi
narrativi che ci sono pervenuti sono due:​ “l’Histoire comique contentant les Etats ou
Empires su Soleil” ​(1662), testo primitivo molto più audace, e ​“l’Histore comique des
Etats ou Empires du Soleil”. ​Benché lo stile adottato in questi testi sia prevalentemente
comique, cioè basso e quotidian e la bizzarria delle invenzioni su cui l'autore si concentra sia
spesso tale da suscitare il riso, la scelta di rappresentare un mondo che è il rovescio del
nostro, manifesta un’intenzione seria di critica dei costumi contemporanei. Il tema è il viaggio
interplanetario, ma i mezzi con cui il personaggio-narratore si appresta a realizzarlo sono in
parte scientificamente fondati e in parte inverosimili. queste opere sono basate su
un'ideologia libertina, ed è palese l'interesse nei confronti della nuova scienza. Il sistema
astronomico adottato è quello galileiano. Dal punto di vista formale, alla narrazione vera e
propria si alternano i dialoghi di argomento filosofico e scientifico di tradizione platonica. Lo
stile non è uniformemente basso come il titolo può far pensare, ma si alterna di frequenze
alle precise descrizioni tecniche, elevandosi talvolta anche al sublime.
Diverso è il percorso intellettuale di Fénelon, vescovo di Cambrai e difensore della corrente
del quietismo, che fa consistere la perfezione di duale in un abbandono totale a Dio. Il suo
primo romanzo è “Télémaque; è un testo a carattere didattico,che ha lo scopo di imprimere
insegnamenti morali e nozioni di cultura classica nella mente del giovane allievo. E’ un'opera
che mutua in gran parte l'atmosfera e le tecniche narrative del epica antica. Nell'Odissea, la
vicenda di Telemaco, che parte alla ricerca del padre Ulisse, è completamente dimenticata e
il personaggio ricompare solo più avanti senza che vengano forniti dettagli sul suo viaggio.
l'autore decide di colmare la lacuna, facendo della protagonista del romanzo un giovane
Eroe nel quale il suo allievo possa identificarsi. infatti la crescita del personaggio, in
assenza degli insegnamenti paterni, e indotta dalle esperienze del viaggio è stimolata dalle
riflessioni del saggio Mentore, sotto cui si cela la dea Atena. Il rapporto tra il Mentore e
Telemaco rappresenta la relazione tra il precettore e l’allievo. L’insegnamento del Mentore è
basato sulla dolcezza e la forza persuasiva della parola. L’insegnamento che porta avanti
nel romanzo è anche politico: Riformismo e conservatorismo sociale si alleano anticipando
per molti aspetti l’ideologia illuminista, cioè il rifiuto dell’assolutismo, la denuncia della
corruzione causata dal lusso, la superiorità dell’attività legislativa sulle imprese belliche.