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Il baffetto dove lo metto?


Mafie rinnovabili

Il Pdl è il partito dell'amore. Ama


Capisci? tutti, ma più di ogni altro D'Alema
(1:00) che lo contraccambia da sempre.
Nessuno ha fatto più di lui per
Berlusconi, non Gelli, non Craxi, non
Dell'Utri. Il Pdl non dimentica e al
grido: "il baffetto dove lo metto?" lo
ha proposto invano come mister
Pesc in Europa. Una "risorsa del
Paese" come D'Alema non si può
Le mafie investono sul cemento, sul Ponte di Messina, sulla TAV, sulle centrali però lasciare inoperosa. Soprattutto
nucleari, sugli inceneritori? Secondo Spatuzza e altri pentiti la mafia ha fatto un patto dopo l'ennesima proposta di inciucio
con lo Stato? Per Lunardi con la mafia bisogna convivere? In Parlamento ci sono due da voltastomaco. Gianni Letta lo
senatori di cui faccio solo il cognome: Cuffaro e Dell’Utri, condannati in primo grado per vuole al Servizi Segreti. Massimo è
rapporti con la mafia? La prima impresa del Paese sono le mafie con un giro di affari di un uomo fidato. Chi meglio di lui?
centinaia di miliardi di euro all’anno? Lo Scudo Fiscale per il rientro dei capitali mafiosi D'Alema è stato superato a sinistra
con un cinque per cento di tassa e l’anonimato garantito è un vestito su misura per la persino da Fini e da Casini. Bersani,
mafia? La messa all’asta dei beni sequestrati in precedenza ai mafiosi favorisce, per il portavoce di D'Alema, è diventato
l’appunto, i mafiosi? Il taglio alle forze di Polizia, ridotte a spingere le autovetture per afono dalla vergogna. Chi glielo va a
strada, rinforza la criminalità organizzata? L’attacco alla magistratura da parte del dire al popolo delle Primarie che ha
Governo esalta la mafia? Se avete letto tutte le domande ve ne farò un’altra: perché votato per l'inciucio?
dare una risorsa come la mafia in appalto allo Stato?
La mafia può diventare il motore del Paese, i suoi enormi investimenti essere pilotati
verso il futuro. Sole, eolico, energie rinnovabili per una mafia rinnovabile. Cemento e Postato il 20 Dicembre 2009 alle 22:02

inceneritori distruggono il territorio in cui vivono i mafiosi, discariche e rifiuti tossici in Muro del pianto | Ascolta |

uccidono cittadini, anche facoltosi, che non pagheranno più il pizzo. Di cosa vivrà domani Commenti (4) | Scrivi | Le opinioni
la mafia? sui Blog | Invia ad un amico
I politici “collegati” non sono affidabili, non lo sono mai stati, sono ominicchi, Tags: Bersani, Casini, D'Alema, Fini,
quaqquaraquà come scriveva Sciascia. Non vedono più in là della loro tangente o della Gianni Letta, minipost, Pd, Pdl
posizione di potere. C’è più dignità in un Provenzano che in molti parlamentari.
Nell’Ottocento le mafie erano latenti, il loro concime, ciò che le ha fatte crescere, è stata Minipost precedenti
l’Unità d’Italia. Nel 2011 si festeggeranno, insieme a quello dello Stato italiano, i 150
Un Ponte di ordinaria follia (46)
danni della nascita delle mafie. Un senatore a vita, Andreotti, è riverito da tutti media,
Il Lodo D'Alema (122)
dal Corriere alla Repubblica, ed è un prescritto di mafia. I migliori uomini della Prosperini, il bello paciarotto (68)
Repubblica, da Falcone a Dalla Chiesa, sono stati uccisi dalla mafia, o da parti dello Stato Il debito pubblico supera i 1.800 miliardi
che hanno usato la mafia come braccio armato. Nella seconda guerra mondiale la (88)
Pdl in fuga (142)
Sicilia è stata conquistata dagli Alleati grazie alla mafia e gli Stati Uniti, in cambio,
hanno permesso l’insediamento di frotte di uomini d’onore nelle posizioni chiave
dell’isola da cui non si sono più mossi. Il ommento:
Oggi è difficile segnare una linea di confine tra cos’è mafia e ciò che non lo è. Di certo
Babbo Natale "firmato"
non si può continuare per altri 150 anni con la barzelletta, sempre meno credibile della
lotta alla mafia. La mafia esiste perché esistono gli italiani, dobbiamo farcene una
ragione o cambiare noi stessi.

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Il nuovo Babbo Natale deve essere

1 di 7 20/12/2009 23:42
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firmato o niente, altrimenti i ricchi


si vergognano.
Postato il 20 Dicembre 2009 alle 19:31 in Muro del pianto | Scrivi | Ascolta
"Natale di Sant'Egidio a Genova -
Commenti (190) | Commenti piu' votati | Invia il tuo video | Newsletter | Regìstrati | Regali del mercato nuovi rifiutati.
Invia ad un amico | Condividi | Stampa | GrilloNews | Le opinioni sui Blog Sono una persona normale con i
Tags: Andreotti, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Cuffaro, Dell'Utri, mafia, Paolo Borsellino, seconda guerra problemi che possono avere le
mondiale persone normali in questo periodo e
con una particolare attenzione al
costo e alla rinuncia personale in
termini di spese superflue e non,
ma sentendo che Sant’Egidio
Comunicato politico numero trenta invitava ad aiutare i poveri con
regali nuovi per Natale ho pensato
di spendere una piccola cifra per dei
capi caldi ai bambini “poveri”. Non
so quanti di voi comprino al
mercato, visti i prezzi dei negozi,
ma io lo faccio. Sono andata al
mercato e ho comprato 5 piumini
colorati per bimbi di diversa età e li
ho portati davanti a Palazzo Ducale,
dove una “Dama” impellicciata mi
aspettava. Ho presentato felice (e
patetica a questo punto) il mio
sacco di plastica del mercato con i
piumini nuovi e lei mi ha risposto
che “cose così devo portarle alla
Caritas e mi ha dato anche il primo
indirizzo che le è venuto in
mente”…naturalmente della sua
zona…alla Foce. Ha rifiutato i
piumini, dice che i poveri non
vogliono piumini del mercato, ma
dei negozi, nuovi dei negozi.... Sì,
così li riciclano ad Albaro per i
propri parenti… Perdonatemi
l’ironia, cari bambini davvero
poveri, ma se anche i Babbi Natale
vengono scoraggiati, voi resterete
sempre davvero poveri e i finti
poveri continueranno ad essere
davvero ricchi. Questa è la realtà. E
scusatemi se i miei regali non vi
sono arrivati. Vi penso tutti con
grande affetto. Mamma Natale"
Marina Vella

Postato il 20 Dicembre 2009 alle 21:12


in Il commento| Ascolta | Commenti
(7) | Scrivi | Le opinioni sui Blog |
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Tags: Babbo Natale, commento,
Genova, Marina Vella, Palazzo Ducale,
Sant'Egidio

La Settimana - Vol. 4 N°50

(*) da: "La Guerra di Spartaco" di Barry Strauss, Laterza Editori

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di edoardo.baraldi

Postato il 19 Dicembre 2009 alle 18:36 in Politica | Scrivi | Ascolta L’Italia è la patria delle
Commenti (775) | Commenti piu' votati | Invia il tuo video | Newsletter | Regìstrati | cento città. Ogni città ha un
Invia ad un amico | Condividi | Stampa | GrilloNews | Le opinioni sui Blog suo modellino per farsi
Tags: Crasso, Dongo, MoVimento a Cinque Stelle, Mussolini, Spartaco ricordare.
Ogni modellino può alterare
la fisiognomica del soggetto

2 di 7 20/12/2009 23:42
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eventualmente colpito da
uno psicolabile. Se il Duomo
Nessuno tocchi il soldato Travaglio! di Milano provoca lacerazioni
diffuse a causa delle
numerose guglie e denti
spezzati dalla madonnina
che la “brila de lasù”, un
Colosseo riduce il viso come
una morbida focaccia calda,
la Mole di Torino perfora il
timpano, se tirata di lato, o
una laparotomia se giunge
diretta sulle gengive...

Nessuno tocchi il soldato Travaglio


(2:19)
[ Archivio de La Settimana ]

Marco Travaglio è un giornalista, sembra poco, invece, in Italia, è molto, moltissimo.


Un giornalista libero che non vive dei contributi dello Stato, delle tasse di operai e
impiegati. Come ad esempio fanno i mantenuti Ferrara del Foglio, Polito del Riformista e
Belpietro di Libero. Travaglio è esile, non ha la scorta, scrive di fatti documentati. Se
un centesimo degli scritti dei suoi libri fosse falso sarebbe in carcere da un decennio. Per
poter continuare a scrivere ha dovuto fare un suo giornale, Il Fatto Quotidiano, che non
è, come tutto il resto della stampa, a carico dei cittadini. Le grandi testate non lo hanno
voluto. Fa il suo mestiere, informa. E questo in Italia non è tollerato.
Nel 2006 Anna Politkovskaja fu assassinata a Mosca. In Russia ai giornalisti liberi si
spara. La Politkovskaja disse: "Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire
ad alta voce ciò che pensano". Lei era diventata un bersaglio e pagò. Travaglio è oggi, a
sua volta, un bersaglio di regime. Bruno Vespa ha intitolato Porta a Porta: "Di chi è la
colpa?" puntando il dito su Travaglio di cui ha fatto vedere spezzoni inquietanti dell'
ultimo Passaparola tratto da questo blog. E' Travaglio che ha armato moralmente lo
psicolabile con il modellino del duomo di Milano? (... esaurito da giorni in tutta Milano, ci
sono forse migliaia di psicolabili in giro che vogliono ripetere l'insano gesto?). Paolo
Liguori, memore dei bei tempi di Lotta Continua, ha esternato: "Nelle parole di Travaglio
non c'è un barlume di pietà né di amore. Queste parole possono istigare alla violenza".
Nel programma "Pomeriggio 5" in onda su Canale 5, lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha
un lapsus: "Ci sono lanciatori di pietre. Come si chiama questo personaggio? Tartaglia,
Travaglio. Sì, Tartaglia."
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Partito dell'Amore ha detto alla Camera: "A condurre
questa campagna (di odio nei confronti di Berlusconi, ndr) è un network composto da un
gruppo editoriale Repubblica-espresso, quel mattinale delle procure che è Il Fatto, da
una trasmissione condotta da Santoro e da un terrorista mediatico di nome
Travaglio". La tessera P2 2232 Cicchitto ha poi invitato i deputati del Partito
dell'Amore a non assistere all'intervento di Di Pietro. La scena dei deputati del Pdl.
"nominati" (e non eletti dai cittadini) dal piduista Berlusconi, in fila indiana dietro al
piduista Cicchitto per uscire dal Parlamento, come scolaretti dietro al Gran Maestro,
rimarrà nella Storia della Repubblica. Mai così in basso.
La P2 regna e informa. Ha scelto un bersaglio: Travaglio, che non può distruggere con
la diffamazione o comprare, ma solo abbattere. Dietro Travaglio c'è però la Rete, ci sono
milioni di italiani. Se dovesse succedergli qualcosa, anche se dovesse colpirlo un
fulmine dal cielo, qualcuno dovrà renderne conto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli
conviene?). Noi neppure.

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Postato il 18 Dicembre 2009 alle 16:35 in Informaz ione | Scrivi | Ascolta

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Tags: Alessandro Meluzzi, Anna Politkovskaja, Bruno Vespa, Fabrizio Cicchitto, Il Fatto Quotidiano,
Marco Travaglio, P2, Paolo Liguori, Passaparola

Le verità di Genchi sulla nascita di Forza Italia

3 di 7 20/12/2009 23:42
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Gioacchino Genchi: La genesi di Forza Italia


(11:15)

Sommario:
La fine della Prima Repubblica
L'ala stragista di Cosa Nostra e Forza Italia

La fine della Prima Repubblica

"Mi chiamo Gioacchino Genchi, ho 49 anni, sono il più grande scandalo della storia della
Repubblica, fino a un anno fa ero un comune cittadino, un funzionario di Polizia che
aveva lavorato per oltre 20 anni nelle più importanti indagini italiane: da Palermo a
Milano, da Catanzaro a Catania, da Locri a Siderno, a Reggio Calabria; nei processi di
mafia, di omicidi, di criminalità organizzata, nei processi ai colletti bianchi; il sequestro
di Silvia Melis e tante, tante altre indagini, prima che scoppiasse il cosiddetto “Caso
Genchi”. Si tratta di una delle più grandi pantomime di questo sistema, con la quale si è
cercato di bloccare un’indagine, quella del Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De
Magistris, ma non solo, si è impedito a dei magistrati di fare le indagini sul conto di
altri magistrati e poi, alla fine, si è cercato di far fuori me. Si è cercato di impedire che io
potessi continuare a dare il contributo che stavo dando a tanti magistrati da Palermo a
Caltanissetta, a Catania, a Catanzaro, a Roma e a Milano, in indagini importanti. Tutto
ciò per impedire che questo lavoro, iniziato con Giovanni Falcone e proseguito,
purtroppo, ahimè con le indagini sulla strage di Capaci, in cui Falcone era stato ucciso e
poi con la strage di Via d’Amelio, potesse portare una volta per tutte a individuare i
mandanti reali di quelle stragi e, probabilmente, gli esecutori che, assai probabilmente,
sono molto diversi da quelli che sono stati individuati finora.
Sono sulla riva del fiume e sto vedendo sostanzialmente passare il cadavere del mio
nemico. Perché le cose che avevo detto e scritto diciassette anni fa si stanno avverando.
17 anni fa non condivisi le scelte investigative che portarono alla chiusura posticcia delle
indagini sulla strage di Via d’Amelio con il pentito Scarantino. Ho assunto delle posizioni
durissime, ho messo nero su bianco quale era il mio punto di vista sui mandanti morali
di quelle stragi e anche sugli esecutori. Adesso i fatti mi stanno dando ragione.
Le indagini che furono fatte nel '94, '95, '96 e 97 a Palermo nelle indagini di mafia su
Dell’Utri, su Berlusconi, sulla nascita della Fininvest ci hanno portato a acquisire
elementi incontrovertibili su quello che è accaduto in Italia nei primi anni '90, sulla fine
della Prima Repubblica e su come la classe politica ha creato quei nuovi equilibri, quei
nuovi leaders, quei nuovi partiti, o meglio quel nuovo partito che doveva consentire di
fare sì che, secondo un detto autorevolissimo di Tomasi di Lampedusa ne “Il
Gattopardo”, se vogliamo che tutto resti come è ogni cosa deve cambiare. C’era la
necessità di cambiare tutto, perché i partiti tradizionali della Prima Repubblica si erano
resi impresentabili, erano sotto l’occhio del ciclone non solo di mani pulite per le
inchieste giudiziarie, per gli arresti che ogni giorno vedevano decapitare e rinchiudere in
carcere leader politici appartenenti al mondo imprenditoriale che quella politica aveva
foraggiato. No, perché la gente, il popolo iniziava a ribellarsi a quella classe politica e
quindi c’era una progressiva erosione della fiducia, una delegittimazione di quella classe
politica e a questa delegittimazione, che nasceva da Mani Pulite, si è aggiunta
un’ulteriore forte delegittimazione da parte della mafia, di quella mafia che aveva
appoggiato un partito come Democrazia Cristiana, che fin dal 1987 inizia a portare il
conto alla Democrazia Cristiana.

L'ala stragista di Cosa Nostra e Forza Italia

La Seconda Repubblica nasce nel momento in cui, nelle ceneri della Prima Repubblica,
questi referenti di Cosa Nostra iniziano a cercare nuovi uomini, iniziano a cercare tra i
rottami, tra le macerie di quella Prima Repubblica che si era consumata, quei soggetti
che, anche per pregresse conoscenze nel campo imprenditoriale, come probabile
investimento di risorse economiche e finanziarie della mafia, avevano dato un certo
affidamento. Lì il mio lavoro fornisce e ha fornito ai processi e ne fornirà dei risultati che
ritengo i più importanti in assoluto sotto il profilo dell’oggettività, della dimostrazione
della genesi della nascita mafiosa del partito di Forza Italia, di come dei soggetti
appartenenti a Cosa Nostra, appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, che
certamente ha consumato le stragi del 1993, agiscano in perfetta sintonia con le fasi
prodromiche e organizzative del partito di Forza Italia a Palermo e in tutta Italia. Viene
varato un primo tentativo di creazione di una lega siciliana, Sicilia Libera e, proprio dalla
ricostruzione dei dati di traffico telefonici, si è potuto accertare con certezza processuale

4 di 7 20/12/2009 23:42
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che uomini di Costa Nostra direttamente collegati a Leoluca Bagarella, il più


sanguinario tra i criminali di mafia che siano mai esisti nella storia della mafia da quando
esiste la mafia in Sicilia, proprio il gregario di Leoluca Bagarella era in contatto con
esponenti romani appartenenti alla massoneria, collegati alla P2, con i quali si sono fatte
delle riunioni a Palermo e in Sicilia in date ben precise, tra Palermo e Catania e ci sono
dei contatti telefonici con questi soggetti e, immediatamente dopo, a stretto giro questi
soggetti hanno chiamato direttamente a casa di Silvio Berlusconi. Ma non finisce qua,
perché quando il progetto separatista o il progetto del partito Sicilia Libera, che nasceva
un po’ come clonazione di quelli che erano stati il successo e l’esplosione della Lega, che
prende lo spazio della frantumazione, dell’annientamento dei partiti tradizionali al nord,
quando questo progetto viene abortito, viene abortito nel nome della costituzione di un
partito unico che, da associazione nazionale Forza Italia, diventa partito Forza Italia con
la creazione dei club di Forza Italia. E lì ci sono delle date che sono indimenticabili, che
sono certe: la data con cui nasce il partito di Forza Italia e la data in cui si organizzano i
primi clubs a Palermo e si tengono le prime riunioni, una delle quali viene tenuta, non a
caso, all’Hotel San Paolo di Palermo: l’Hotel San Paolo, costruito dai costruttori Ienna
per conto della mafia, per conto dei Graviano, un Hotel San Paolo nel quale i Graviano
pensavano di allocare, all’ultimo piano, nell’attico di un grattacielo per le altezze dei
palazzi di Palermo l’appartamento giardino della loro madre, dei loro genitori. In
quell’albergo si tiene la prima riunione a cui partecipano gli esponenti mafiosi di
Brancaccio e gli esponenti mafiosi di Misilmeri: uno di questi, che è stato sentito nel
1994, si chiama Lalia. Lalia conferma che il club Forza Italia di Braccaccio e quello di
Misilmeri sono stati creati a febbraio. Noi vedremo poi dal traffico telefonico che la
sezione di Forza Italia, il club Forza Italia di Palermo viene attivato in Via Sciuti appena a
marzo, quindi nasce prima quello di febbraio e poi quello di marzo. Ho effettuato la
ricostruzione del traffico telefonico di Lalia in un’indagine di mafia, un indagine di
omicidio a Misilmeri, l’indagine dove viene trovato il bunker con i lanciamissili con i quali
doveva essere fatto l’ulteriore attentato a Caselli, da quegli uomini che poi vengono fatti
uccidere tutti da Bernardo Provenzano. Nel telefono di La Lia ci sono i contatti telefonici
con Pietro Benigno, condannato all’ergastolo per le stragi di Firenze, ci sono i contatti
telefonici con Spatuzza, con lo stesso cellulare con cui Spatuzza, come ho accertato nel
1992, si sentiva e utilizzava il giorno 23 maggio della strage di Capaci e il 19 luglio
1992, la strage di Via d’Amelio.
Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti del cellulare di
Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia,
persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone
che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono
perfettamente sequenziali: prima Lalia chiama queste persone, queste persone
immediatamente dopo chiamano a casa di Silvio Berlusconi.
Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono
dati oggettivi." Gioacchino Genchi

E' disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno


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Postato il 17 Dicembre 2009 alle 14:08 in Politica | Scrivi | Ascolta

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Tags: Berlusconi, Borsellino, Dell'Utri, Democrazia Cristiana, Falcone, Fininvest, Forza Italia, Genchi,
Graviano, Lalia, mafia, Spatuzza

Più Rete, meno Lega

Bossi e le fucilazioni
(10:00)

Zanna Bianca Maroni vuole imbavagliare la Rete. Mettere filtri per impedire agli italiani

5 di 7 20/12/2009 23:42
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di accedere a dei siti inseriti in una lista nera, una black list mentre è allo studio anche
un divieto delle dirette streaming da parte di Paolo Romani. La Cina non ha osato tanto.
Da un suonatore (discreto) di sax e da chi azzannò (forse per rabbia) il polpaccio di un
poliziotto non me lo aspettavo. Da un difensore dei popoli oppressi.
In un altro Paese un ministro degli Interni incapace di difendere il suo primo ministro si
sarebbe dimesso. Lui rilancia alla ricerca di nemici esterni. Il manganello della Polizia è
ormai il simbolo della Padania. Colpisce e colpisce. Studenti, operai dell'ALCOA,
manifestanti di Piazza Fontana solo l'altro giorno. La Lega delle pallottole a 300 lire,
della bandiera italiana con cui ci si può pulire il culo, del "Ho un sogno nel cuore:
bruciare il tricolore" cantato a Lugano da quattro ministri leghisti, dei giochi educativi on
line come "Rimbalza il clandestino" è contro la violenza della Rete. Se milioni di italiani
mandano a fanculo on line un corruttore, puttaniere, piduista, amico dei mafiosi è
colpa della Rete che li informa o del corruttore, puttaniere, piduista, amico dei mafiosi?
Il giorno 8 luglio 1998 il quotidiano La Padania fece dieci domande sull'origine
(mafiosa?) dei patrimoni di Berlusconi. Forse istigava all'odio anche la Padania? Doveva
essere chiusa allora da piduisti alla Cicchitto? Il "mafioso di Arcore", parole di Bossi, è
oggi il padrone della Lega che tiene al guinzaglio corto. Maroni sa che in politica nulla è
peggio dei rinnegati. Di coloro che hanno lottato, io credo in buona fede all'inizio,
contro la P2 e la mafia per ritrovarsi servi di un piduista che definisce un pluriomicida
come Mangano "un eroe". Perchè votarli? Per uno del centro destra a questo punto è
meglio l'originale. La Rete è la cattiva coscienza della Lega. Chiunque può ascoltare cosa
dicevano pochi anni fa i capi leghisti e vedere cosa sono diventati ora: gli stuoini della
P2.
Più Rete, meno Lega, è matematico, l'ha capito anche Maroni. Tra un po' lo capiranno
tutti gli italiani, anche sopra il Po. Per aiutarli scaricate il pdf con le 10 domande della
Padania a Berlusconi, leggetelo ai leghisti, stampatelo e diffondetelo ovunque. Per quelle
domande gli italiani aspettano ancora delle risposte. Loro non si arrenderanno mai
(ma gli conviene decomporsi?). Noi neppure.

E' disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno


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Postato il 16 Dicembre 2009 alle 15:01 in Tecnologia/Rete | Scrivi | Ascolta

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Tags: La Padania, Lega, Paolo Romani, Rete, Roberto Maroni, streaming

B or not B? To be!

Movimento Cinque Stelle Campania


(1:34)

B or not B? To be! Un mondo contro B o pro B mi ha stancato, mi è venuto a noia, è


una istigazione a non essere, non vivere, non pensare. A delinquere contro sé stessi. Una
camicia di forza. Questo chiacchiericcio sordo, le accuse e le contro accuse. L'uso osceno
della televisione e dei giornali per affermare e contro affermare. I nomi
casinifinibersanibindilupibonaiutinapolitano sono fili di fumo. Soffiate forte, si
disperderanno nel vento. Se avete uno specchio e una faccia di cui non vi vergognate
ancora, guardatevi come se fosse la prima volta. Cosa vedete? Cosa siete? Cosa vorreste
essere? Che sogni avete per i vostri figli? Per la vostra famiglia? Molti di voi vedranno
l'immagine di una vecchia talpa seppellita nel suo rifugio (ma esiste un rifugio?). Una
talpa che vive le vite degli altri, perché il peso di una vita propria spesso non è
tollerabile. Se avete un orologio osservate le sue lancette per qualche minuto senza
pensare a nulla. Fermate il rumore del mondo e concentratevi su di voi. Siete o non
siete? Potete essere, non ci sono scuse. Non avete altro tempo, altre vite. Mettetevi un
elmetto quando uscite di casa e reagite, fate, costruite.
Non abbiate paura. B è una coperta di Linus stracciata, divorata dalle tarme in cui si

6 di 7 20/12/2009 23:42
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rifugiano i topi di regime. I politici girano con la scorta, chiusi dentro alle macchine blu.
Non li vedrete mai al supermercato o in metropolitana. Hanno terrore dei cittadini.
Vivono in un mondo a parte, sospeso, in cui le critiche sono offese, la Rete è un luogo
di criminali, una voce incontrollata da spegnere. I cortei gentaglia da disperdere a
manganellate. Spariranno, la storia li sta cancellando, più minacciano, più temono il
cambiamento. Professionisti del nulla.
Non essere, vivere dentro un eterno reality show ha dei vantaggi. E' rilassante essere
servo, complice o semplicemente stare a guardare. Che fare? Fare! Non si tratta più di
resistere, resistere, resistere a qualcuno, ma di costruire, costruire, costruire.
Cittadini, incensurati, giovani, preparati, non iscritti a nessun partito si presenteranno
per il MoVimento a Cinque Stelle per le elezioni regionali in Piemonte, Lombardia,
Veneto, Emilia Romagna e Campania. Sono informatici, studenti, professionisti che si
sono messi l'elmetto. Hanno un programma, delle idee e molto coraggio. Nulla è
impossibile, è solo quello che ci vogliono far credere. Il futuro è nelle vostre mani non di
chi un domani non lo vedrà mai per motivi anagrafici. Mummie da esibizione. Loro non si
arrenderanno mai (ma gli conviene decomporsi?). Noi nemmeno.

Ps. Domani, mercoledì 16 dicembre, alle ore 11.00 a Torino, in via Principe Amedeo 8,
interverrò alla presentazione del MoVimento Cinque Stelle Piemonte.

E' disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno


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Postato il 15 Dicembre 2009 alle 16:39 in Politica | Scrivi | Ascolta

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Tags: Campania, Emilia Romagna, Liste regionali a Cinque Stelle, Lombardia, Movimento a Cinque
Stelle, Piemonte, Veneto

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7 di 7 20/12/2009 23:42