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VERDI nacque a Busseto dove fu maestro presso la Società filarmonica.

Lavorò alla
Scala ma il successo arrivò solo con il Nabucco che gli fu commissionato
dall’impresario Merelli. Tra gli interpreti vi era Giuseppina Strepponi che diventò la
sua compagna. E’ l’artista più rappresentativo dell’Italia risorgimentale e liberale:
conobbe Mazzini a Londra, frequentò il salotto della contessa Maffei che aderì al
Risorgimento, fu eletto deputato del primo parlamento nazionale (1861). A Roma,
durante “Un ballo in maschera”(opera censurata dai Borbone a Napoli) si diffuse lo
slogan “Viva Verdi”… Le opere più patriottiche furono: Il Nabucco, I Lombardi e La
battaglia di Legnano, in cui i patrioti risorgimentali si identificavano rispettivamente
con gli ebrei in esilio, con i lombardi e con i milanesi contro Barbarossa, tutti in
nome degli stessi ideali, libertà e amor patrio. Verdi è il manager di se stesso,
curava le sue opere da cima a fondo. Spesso impose al librettista strutture poetiche,
soggetti e distribuzione dei nuclei drammatici. La concertazione della storia nelle
opere di Verdi è essenziale. Ricordi fu il suo editore per tutta la vita. Lavorò molto
intensamente per costruire il suo vasto repertorio (32 melodrammi) tanto che definì
questi anni come “anni di galera” , ma le opere più gradite al pubblico, che
costituirono la trilogia popolare, furono: Rigoletto, Il trovatore e La traviata. In esse
si distinguono: recitativi più arie, prologo iniziale e finale. Gradualmente Verdi
ridimensionò l’opera, scompare la Sinfonia avanti a favore di un Preludio, ritorna il
Melodramma unico. Da qui in poi Verdi fu il massimo esponente della musica
italiana e si impegnò ad esportare le sue opere all’estero destinandole a teatri
stranieri: scrisse La forza del destino per San Pietroburgo, Il Don Carlos per Parigi,
l’Aida per l’apertura del Canale di Suez.
In seguito si dedicò in Italia agli allestimenti delle sue opere e compose un
Quartetto di archi in Mi minore e la Messa da Requiem in onore di A. Manzoni.
Verdi ebbe due grandi idoli: Shakespeare, a cui s’ispirò per scrivere Otello, su
libretto di Boito, e il Falstaff, la sua opera comica, e Mozart, in particolare il Don
Giovanni fu il suo riferimento per scrivere il Rigoletto in cui si notano: introduzione
con tutto il cast (fa eccezione la figlia del Rigoletto), la prima scena è una festa simile
a quella del finale centrale del Don Giovanni , però c’è un coro misto e tutti i
personaggi sono in scena, la carica drammatica è nella maledizione. Figure umane
agitate da conflitti psicologici, diversi sentimenti anche contrastanti: tiranni,
profughi politici, pirati, zingari, banditi, gobbi, dame del demi-monde. Triangolo
d’amore soprano-tenore-baritono/basso(schema base della drammaturgia del
melodramma dell’800). Il rapporto amoroso s’intreccia con situazioni politiche,
sociali e morali.