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RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

QUANDO: 1770 - 1850


DOVE: Inghilterra prima, Europa poi

Il termine Rivoluzione Industriale deriva dall’ambito astronomico, esso viene usato per la prima volta in
ambito storico da Blanqui e da Marx per indicare un repentino cambiamento della società del tempo.
Le date prese in considerazione per indicare questo periodo sono indicative.

FATTORI SCATENANTI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE


A scatenare questa Rivoluzione vi furono vari fattori:

1 - CRESCITA DEMOGRAFICA
In quegli anni in Inghilterra il tasso di natalità superò il tasso di mortalità e ciò causò un aumento della
popolazione. Questa crescita mise in crisi l’agricoltura inglese che dovette adattarsi con dei miglioramenti
tecnici:

 Rotazione quadriennale - Invece di lasciare il terreno a maggese (a riposo) si piantavano delle


piante da foraggio come il trifoglio che rigeneravano il terreno e, contemporaneamente, nutrivano
gli animali.
 Nuove macchine agricole – I proprietari terrieri ordinarono alle nuove industrie dei macchinari
agricoli che aumentavano la produttività del terreno.
 Diffusione delle enclosures (recinzioni) – Molti terreni pubblici vennero recintati dai più ricchi e ciò
spinse molti contadini poveri a trasferirsi in città per lavorare nelle nuove industrie.

2 - ACCUMULO DI CAPITALI
In quel periodo l’Inghilterra era in possesso di un’enorme quantità di denaro, costruito grazie all’espansione
del suo impero commerciale basato soprattutto sul commercio triangolare (Inghilterra, Africa, America).
In Inghilterra si era inoltre diffusa una grande mentalità imprenditoriale che spingeva il cittadino ad
investire il proprio capitale.

3 - PRESENZA DEL CARBON-FOSSILE


Tutte le macchine di quegli anni si alimentavano col carbon-fossile che si trovava in grandi quantità in
Inghilterra.

DA “DOMESTIC SYSTEM” A “FACTORY SYSTEM”


Durante il periodo della Rivoluzione Industriale si ha un passaggio di produzione da una “produzione
casalinga” (domestic system) a una produzione industriale (factory system).
Nel domestic system un imprenditore forniva a una famiglia le materie prime e questa famiglia creava un
prodotto con esse. L’imprenditore raccoglieva poi il prodotto finito e lo immetteva nel mercato. In questi
casi si parla di lavoro artigianale, svolto a mano.
Nel factory system i lavoratori non lavorano più in casa, ma in una fabbrica situata in città. Ogni operaio è
specializzato nel compiere più e più volte una singola azione. L’operaio inoltre produce un prodotto che
non appartiene a lui, ma al proprietario della fabbrica che gli fornisce i macchinari.

Tutto ciò peggiorò la condizione di vita di molti cittadini inglesi. Ricordiamo per esempio il fenomeno
dell’inurbamento: un numero eccessivo di operai si trasferì in delle città che non erano ancora pronte per
accogliere così tante persone, creando così dei problemi di igiene e di spazio.
Gli operai erano inoltre sfruttati e il loro stipendio era minimo, soprattutto nel caso in cui l’operaio fosse un
bambino o una donna.
Il settore tessile fu il primo ad essere investito da questa Rivoluzione. L’Inghilterra aveva infatti enormi
quantità di cotone che provenivano dalle Americhe e dall’India e, grazie alle novità portate avanti nel
settore, l’industria tessile contribuì a una quota pari al 40% del totale delle esportazioni britanniche.

IL LIBERISMO ECONOMICO
Da non confondere con il liberalismo, il liberismo economico è una teoria economica elaborata da Adam
Smith nel libro “Ricerca sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni” del 1776.
In quest’opera Smith sostiene che ogni uomo ricerca liberamente il proprio bene e il proprio guadagno. Se
l’uomo aumenta le proprie ricchezze senza bisogno di alcun intervento da parte dello Stato, la sua felicità
diventerà una felicità comune, perché la ricchezza dell’uno non intaccherà la ricchezza dell’altro.
Lo Stato avrebbe dovuto quindi astenersi dall’intervenire nella vita economica, causando così un equilibrio
spontaneo tra domanda e offerta con l’aiuto della cosiddetta “mano invisibile”. Quando lo Stato non
interviene e i prezzi sono bassi per tutti, l’economia diventerà sempre più specializzata (ESEMPIO: la Francia
si specializza nello champagne, l’Italia nel vino).
Questa teoria rappresenterà la prassi da seguire per le politiche economiche di ogni Stato fino al 1929,
giorno della caduta di Wall Street.

LE LEGGI MALTHUSIANE
Malthus, con le sue leggi malthusiane, stabilì che la popolazione cresce con una progressione geometrica (al
quadrato, al cubo, etc) mentre la produzione del cibo cresce con una progressione aritmetica (più lenta).
Ciò comporta il fatto che il cibo non sarà mai abbastanza per tutti e per questo lo Stato deve agire limitando
le nascite, soprattutto quelle delle persone povere.
Malthus fece eliminare le leggi sui poveri perché in questo modo il povero non poteva più affidarsi allo
Stato per crescere dei figli che non poteva mantenere.
Malthus fece eliminare anche le leggi sul grano, delle leggi che proteggevano il grano nazionale dalla
concorrenza del grano estero: in questo modo la popolazione poteva risparmiare dei soldi comprando il
grano a prezzo minore, per poi spendere questi soldi nell’acquisto di prodotti industriali.

DOMANDE
A quale filosofia si può ricondurre la mentalità imprenditoriale degli inglesi?
Alla filosofia di Bacone che credeva di poter piegare la natura al proprio volere.

Parla del liberismo economico.

Cosa sono le enclosures? Perché ne riparliamo per la Rivoluzione Industriale?

Come viene migliorata l’agricoltura durante la Rivoluzione Industriale?

Quale motivo geologico sta dietro la Rivoluzione Industriale in Inghilterra?

Parla delle leggi Malthusiane.