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Fondazione Istituto Gramsci

Intellettuali e impegno politico in Germania: 1789-1848


Author(s): Domenico Losurdo
Source: Studi Storici, Anno 23, No. 4 (Oct. - Dec., 1982), pp. 783-819
Published by: Fondazione Istituto Gramsci
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20565135
Accessed: 07-03-2016 20:12 UTC

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INTELLETTUALI E IMPEGNO POLITICO
IN GERMANIA: 1789-1848
Domenico Losurdo

In un saggio del '1858 Rudolf Haym, critico implacabile di Hegel e in


quel momento direttore dei << Preussische Jahrbiucher >>, sottolinea la pro
fonda trasformazione che si e prodotta nella vita culturale e politica te
desca alla meta del secolo XIX: << Tramite il movimento dell'anno 1848
la Germania sembro guarita per lungo tempo dai suoi scrupoli teologico
filosofici, e come nella vita, anche nella scienza sembro che da allora do
vesse valere solo cio che ha un rapporto immediato con lo Stato e la
prassi politica ,, ' Non si tratta di una dichiarazione isolata, ma di ull
concetto ripetutamente espresso anche nella corrispondenza. Si parla di un
passaggio in atto, difficile e doloroso, << dalla metafisica alla politica ? 2;
<< la metafisica e il razionalismo >> sono caduti in crisi3, e cosi si se diven
tati << un po' piu pratici, un po' piu realistici e storici e un po' meno
dogmatici >> 4. Non e solo la tesi di un filosofo o di uno storico della filo
sofia, ma una convinzione largamente diffusa nei ceti intellettuali e, piu
in generale, nella borghesia tedesca postquarantottesca. Non bisogna di
menticare che le prime due lettere sopra citate hanno come destinatario
Max von Duncker, esponente di primo piano del partito liberale e na
zional-liberale, considerato come il suo maestro da Haym, che gli dedi
chera piu tardi una biografia, una biografia diffusa non solo e non tanto
negli ambienti accademici, che tra i suoi lettori troviamo una personalita
d'eccezione, e cioe il principe von Bismarck '.
Altrove Haym parla di passaggio da un'epoca << estetico-letteraria >> ad una

1 R. Haym, Ulrich von H?tten, 1858. Il saggio, pubblicato originariamente sui


? Preussische Jahrb?cher ?, fu ripubblicato poi in Gesammelte Aufs?tze, a cura di
W. Schrader, Berlin, 1903 e ora in Zur deutschen Philosophie und Literatur, a cura
di E. Howald, Z?rich, 1963, p. 64.
2 Cos? si esprime Haym in una lettera a Max Duncker del 13 marzo 1852; cfr.
Ausgew?hlter Briefwechsel Rudolf Hay ms, a cura di H. Rosenberg, Berlin und
Leipzig, 1930, p. 134.
3 Si veda la lettera a Max Duncker del 30 marzo 1852 in Ausgew?hlter..., cit., p. 134.
4 Cfr. Ausgew?hlter..., cit., p. 142 (lettera a F. Th. Vischer del 21-X-1857).
5 R. Haym, Das Leben Max Duncker's, Berlin, 1891; O. v. Bismarck, Gedanken und
Erinnerungen, Stuttgart und Berlin, 1928, p. 283 e p. 287.

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<< realistico-politica >,,. E, significativamente, l'accusa principale rivolta a


Hegel e, come vedremo, proprio l'? estetismo >>, e cioce la pretesa di pen
sare la vita politica a lui contemporanea secondo un modello della polis
greca, pensata e vissuta come una totalita armonica e bella. La categoria
dell'estetismo serve ad Haym, e al partito liberal-nazionale nel suo com
plesso, non solo per liquidare Hegel, ma anche per ritrascrivere la storia
culturale e politica della Germania.

1. I giornali e la politica. La tesi della spoliticizzazione del periodo pre


cedente la rivoluzione del '48 e a prima vista paradossale e inspiegabile,
se si tiene presente la robustezza degli interessi politici che aveva carat
terizzato il Vormarz, e a cui certamente non era stata estranea, anzi aveva
decisamente contribuito, la diffusione dell'hegelismo. Non e lo stesso
Haym a criticare 1'eccessivo rilievo conferito da Hegel alla categoria del
l'eticita, cioe ad una categoria eminentemente politica? E la denuncia della
categoria dell'eticita non e al tempo stesso la denuncia del modello della
polis, del modello antico fondato sull'attiva partecipazione di tutti i cit
tadini alla vita pubblica?
In realta, gia a partire dalla rivoluzione francese si erano levate in Ger
mania voci che condannavano l'indebita politicizzazione della cultura: per
sino il << dramma ? o la ? pittura >>- notavano scandalizzate tali voci -
si caricavano di ? un interesse politico mediante la viva rappresentazione
di ministri e funzionari odiosi >>, sicche << l'influenza dei poeti e del teatro
era straordinariamente grande nello svegliare un impulso, vivo ma inde
terminato, non solo verso la liberta ma anche verso la licenza >> '. E, pro
prio un autore caro ad Haym cosi aveva descritto, in termini critici, l'en
tusiasmo provocato in Germania dagli sviluppi della situazione politica
al di la del Reno: << Fu una vera follia nei primi tre anni dopo il 1790.
Vecchi e giovani, contadini e nobili, dame di corte e lattaie si dettero alla
politica e parlarono di liberta e diritti umani. Chi aveva riserve e obie
zioni faceva meglio a scuotere la testa in silenzio, se non voleva essere
apostrofato come sciocco e servo dei tiranni... E per quanto riguarda la
gioventui, era scontato che ogni giovane fosse pronto a versare il sangue
se se ne fosse presentata l'occasione ,, 8,
A partire dalla rivoluzione francese, la passione politica ha caratterizzato
anche la piu avanzata cultura tedesca: ad esempio, i colloqui e le conver
sazioni a tavola di Kant hanno ormai la << politica ? per oggetto pressocche

6 Tageb?cher von K.A. Varnhagen von Ense, 1863, In R. Haym, Zur deutschen...,
cit., p. 172.
7 E. Brandes, Die Entstehung republikanisch-demokratischer Literaturstr?mungen in
Deutschland, 1792, in J. Garber, Kritik der Revolution. Theorien des deutschen
Fr?hkonservatismus 1790-1810, vol. I, Die Dokumentation, Kronberg/TS, 1976,
pp. 4-5.
8 E.M. Arndt, Briefe an den Grafen Kurt Philip Schwerin, in ? Nordischer Kon
trolleur?, 1808-1809, In Gerettete Arndt-Schriften, a cura di A. D?hr e E. G?lzow,
Kassel, 1953, p. 124.

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esclusivo; il filosofo descritto e santificato da una certa tradizione agio


grafica come la personificazione stessa della compostezza razionale e della
mitezza, mostra in realta una partecipazione << passionale >> (leidenschaft
lich) al dibattito politico. Lo rivelano i biografi, un po' scandalizzati per
il fatto che il filosofo in came e ossa non corrispondeva al cliche' da loro
stessi costruito: a partire dal 1789 Kant diventa in qualche modo mono
tono (andarono smarrite la << varieta >> e << ricchezza >> che caratterizzavano
in- precedenza la sua conversazione) e persino intollerante (riguardo alla
rivoluzione francese ascoltava malvolentieri opinioni del tutto diverse dalle
sue) 9. Ed e lo stesso Kant a notare come la passione'politica si manife
stasse fra l'altro nella << impaziente e ardente sete di giornali >> 10. Ancora
una volta il filosofo descritto come freddo e compassato era in realta
cosi impaziente di seguire lo sviluppo degli avvenimenti, che spesso si
precipitava a leggere i giornali gia in bozza ". E non considerava tale let
tura estranea alla riflessione filosofica, che anzi affermava: << Non trovo
storia p"i istruttiva di quella che leggo quotidianamente sui giornali? 12*
L'appassionata lettura dei giornali e un tratto che accomuna Kant ed Hegel.
Quest'ultimo, mentre mette im guardia contro una filosofia che ? si adagi
sull'edificazione e prenda le veci del parroco >>, paragona la lettura mat
tutina dei giornali ad ? una sorta di realistica preghiera >>; andata << persa
la religione >>, al suo posto non deve subentrare una filosofia ridotta a re
torica spiritualistica, ma da una visione politica del reale, rispetto alla
quale la lettura quotidiana dei giornali si presenta come uno strumento
indispensabile 3. Dello Hegel berlinese Rosenkranz testimonia che << era
solito leggere un immenso numero di giornali >> 14,
Cosi profonda era stata 1'eco suscitata in Germania dagli sconvolgimenti
d'oltre Reno che un autore come Wilhelm von Humboldt, incline alla con
templazione distaccata, confessava di leggere ? i giornali politici con ;mag
gior regolarit"a del solito >>, spinto com'era dall'interesse per le ? vicende
francesi >> 15. Si comprende allora perche una rivista reazionaria denunciasse

9 Cfr. Immanuel Kant. Sein Leben in Darstellungen von Zeitgenossen, a cura di F.


Gross, Wien, 1912 (ristampa anastatica Darmstadt, 1980) p. 174, p. 68, pp. 179
180 e p. 59.
10 Si veda la Reflexion n. 8077, vol. XIX (delPed. delPAccademia delle scienze),
p. 604.
11 Si veda la testimonianza riportata in J.F. Abegg, Reisetagebuch von 1798, a cura
di W. e J. Abegg in collaborazione con Z. Batscha, Frankfurt a. M., 1976, p. 149;
anche Immanuel Kant..., cit., p. 76 e p. 224.
12 Reisetagebuch..., cit., pp. 182-183.
13 Aphorismen aus Hegels Wastebook (1803-1806), in G.W.F. Hegel, Werke in
zwanzig B?nden, ed. curata da E. Moldenhauer e K.M. Michel sulla base delPedizione
dei Werke del 1832-1845, Frankfurt a. M., 1969-1979 (d'ora in poi citata con W.),
vol. II, p. 547 e p. 558 (trad. it. a cura di C. Vittone, premessa di R. Bodei, Milano,
1981, p. 63 e p. 74).
14 Vita di Hegel, trad. it. a cura di R. Bodei, Firenze, 1966, p. 432.
15 Ideen ?ber die Staatsverfassung durch die neue franz?sische Constitution veranlasse
1791, in Gesammelte Schriften (a cura delPAccademia prussiana delle scienze), Berlin,
1903-36 (ristampa anastatica Berlin, 1967-68), vol. I, p. 77.

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la << giornalocrazia >> (Journalokratie) 16, Di significato analogo era la de


nuncia che Gentz faceva del << fanatismo politico >>, << questa terribile ma
lattia dei popoli >> che ha cominciato a infierire soprattutto a partire dalla
rivoluzione francese e dalla quale si poteva sperare di guarire soltanto me
diante una robusta iniezione di << indifferentismo >> (Indifferentismus) 17
Nel presentare la rivista << Die Horen >>, Schiller denuncia il fatto che
<? nella conversazione e nella pubblicistica quotidiana >> non c'e scampo al
<< demone implacabile della critica politica >> (allverfolgende Dimon der
Staatskritik), alla << lotta delle opinioni e degli interessi politici >>, al << tu
multo politico >>, allo << spirito di partito >> (Partheygeist) che bandiva << le
Muse e le Grazie >>. I1 poeta individuava nella bellezza lo strumento per
riunificare << il mondo politicamente diviso? 18; ma e costretto a predi
care il ritorno alle << Muse >>, mentre i suoi contemporanei concentrano la
loro atteisa e puntano le loro speranze sulla << rigenerazione in campo poli
tico >> (Regeneration im Politischen), sulla realizzazione della ? liberta po
itica >> (buirgerliche Freiheit) ". II poeta e ben consapevole di andare con
trocorrente: << Gli sguardi del filosofo e del politico - osservano le Let
tere sull'educazione estetica - sono rivolti, pieni di aspettativa, alla scena
politica, dove si decide ora, come si crede, il grande destino dell'umanita ?>.
E, allora, << non e per lo meno inattuale ricercare un codice per un mondo
estetico, mentre le condizioni del mondo morale presentano un interesse
tanto phi immediato e lo spirito della ricerca filosofica viene cosi energi
camente invitato dalle circostanze del tempo ad occuparsi della piu per
fetta di tutte le opere d'arte, della costituzione di una vera liberta poli
tica? >> . Non a caso, dinanzi a questo tentativo di ridimensionamento
del politico, Gentz, futuro consigliere di Metternich, esprime subito il suo
entusiasmo, come riferisce una lettera dello stesso Schiller a Goethe, e
non a caso, gli ambienti democratici e giacobini tedeschi individuarono
subito nella rivista << Die Horen ?> un pericoloso contraltare rispetto ai
giornali e alle gazzette politiche, alla pubblicistica politico-filosofica che
polarizzava l'attenzione di tutti attorno alla rivoluzione francese"2.
Sull'onda della guerra di liberazione antinapoleonica, dell'entusiasmo e

16 Si tratta della Wiener Zeitschrift, cit. da W. Wenck, Deutschland vor hundert


Jahren, Leipzig, 1887-1890, vol. II, p. 176.
17 Ueber die politische Freiheit, in F. v. Gentz, Ausgew?hlte Schriften, a cura di
W. Weick, Stuttgart und Leipzig, 1836-38, vol. II, p. 27.
18 ? Die H?ren ?, 1795, I, pp. III-IV.
19 Si veda la lettera di Schiller al duca F. Ch. Augustenburg del 13-VII-1793, in
Die deutsche Literatur. Texte und Zeugnisse, vol. V, 2, a cura di H.E. Hass, M?nchen,
1966, p. 1539.
20 Lettere sull'educazione est?tica dell'uomc\ trad. it. a cura di A. Sbis?, Firenze,
1970, p. 4 e p. 3.
21 Si veda la lettera del 16-IX-1795 in Briefwechsel zwischen Schiller und Goethe,
a cura di E. Staiger, Frankfurt a. M, 1977, vol. I, p. 139. Sulle polemiche scatenate
dalla rivista ? Die Horen ? si veda la breve sintesi contenuta in P. Hocks e P.
Schmidt, Literarische und politische Zeitschriften 1789-1805, Stuttgart, 1975, pp. 103
107, con Tindicazione anche della letteratura al riguardo.

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delle speranze di rinnovamento da esse suscitate, c'e un momento in cui


anche i protagonisti della riscossa nazionale e patriottica si abbandonano
alla celebrazione del ruolo e dell'importanza dei giornali e, indirettamente,
della partecipazione popolare al dibattito politico e alla vita pubblica.
<< Dato che la Germania ha di nuovo conquistato una storia >>, dato che
i tedeschi si sono formati come << popolo >>, hanno ora diritto a << gior
nali... che siano qualcosa di piu dello scarno indice, privo di spirito e di
forza, dell'accaduto >>. Un popolo che, concretamente, << mediante azioni
e sacrifici >>, si e rivelato degno di influire sulla vita pubblica, << esige gior
nali tali che portino alla pubblica discussione cio che fermenta e si agita
in tutti gli animi, che sappiano leggere nel cuore della nazione e appog
giare senza paura le sue richieste, e che ancora sappiano chiarire alle
masse (Menge) cio che esse sentono oscuramente e inconsciamente, espri
mendolo e rendendolo con chiarezza >>. A parlare cosi e Gorres dalle co
lonne del << Rheinischer Merkur >>, di quel giornale cioe che non a caso
andava svolgendo un ruolo di primo piano nella mobilitazione popolare
contro l'occupazione francese, tanto da meritarsi, ad opera di Napoleone,
l'epiteto di << quinta grande potenza >> della coalizione che si preparava per
l'appunto a rovesciare il giogo da lui imposto all'Europa. In un momento
di grande fervore patriottico, mentre la necessita di mobilitare tutte le
energie per la lotta per l'indipendenza nazionale mette in secondo piano
le contraddizioni interne alla Germania, sembra a G6rres naturale che
i giornali siano riconosciuti come i << portavoce >> del popolo in lotta:
la censura avrebbe dunque fatto bene a mettere da parte le sue paure e i
suoi tentativi di << impedire la generale circolazione delle idee >>; una volta
che le idee fossero giunte a maturita, era assurdo volerne bloccare l'espres
sione mediante l'incatenamento della << lettera >>, cosi come e inevitabile
che, giunto a maturita il suo processo di fermentazione, il mosto si tra
sformi in vino.
Un bell'elogio dei giornali, e, indirettamente, dell'impegno politico. Ma
le speranze di rinnovamento non sopravvivono alla caduta di Napo
leone: in Prussia, Federico Guglielmo III si rimangia la promessa di co
stituzione e su tutta la Germania cala la coltre della restaurazione. Ad
essere trascinati da questo processo di involuzione sono gli stessi prota
gonisti del movimento di liberazione nazionale; lo stesso Gorres, che ab
biamo visto tessere un elogio cosi appassionato della liberta di stampa,
finisce poi, dopo la rivoluzione di luglio, con l'accodarsi al coro di denuncia
dei presunti effetti rovinosi dei << giornali >> e dei loro << abusi >> .
A partire dalla nuova ondata rivoluzionaria proveniente da oltre Reno,
sono i fautori dell'alleanza intellettuale tra Francia e Germania, quindi in
prima linea i discepoli di Hegel, a procedere alla celebrazione del ruolo dei
giornali e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, dell'impegno

22 Ce lo riferisce Stein in una lettera alla figlia Henriette (Cappenberg, 23-11-1831),


in Freiherr vom Stein, Briefe und amtliche Schriften, a cura di E. Botzenhart e W.
Hubatsch, Stuttgart, 1957-74, vol. VII, p. 1080.

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politico. it un fatto che traspare dalla corrispondenza dello stesso Stein,


iI grande statista che aveva diretto il rinnovamento antifeudale della
Prussia, e che ora, nel condividere la preoccupazione gia vista di G6rres,
afferma che in Germania i giornali devono continuare ad essere << sottoposti
a censura >>, a causa della << sfrenatezza >> di cui danno prova 3. Al
tempo stesso, Stein nota con preoccupazione l'emergere di una << nuova
generazione >> caratterizzata dal << desiderio dell'azione >>, ma anche da << am
bizione >> e << avidita >>, una generazione lontana dunque dagli ideali dei
Befreitungskriege, ma che guardava con interesse e simpatia oltre Reno, una
generazione che si va formando << sotto l'influsso degli ultimi avvenimenti
mondiali, dei giornali, degli scritti politici... >> 24. t la generazione dei gio
vani-hegeliani che va emergendo.
Nel Vormarz Ruge scioglie un vero e proprio inno ai giornali: << I gior
nali sono il tempo stesso, sono la lotta reale per l'essere o il non essere
dello spirito, sono i giorni del giudizio in cui i segreti vengono dissigil
lati e tutte le domande ricevono la loro risposta sotto giuramento >>; i
giornali sono << le sedute pubbliche del Gran Consiglio di tutte le potenze
della storia universale >>; essi sono scritti da interi <<popoli >>, mentre i
libri, anche i migliori, sono pur sempre opera di << singoli >>. L'inno ai
giornali e anche l'esortazione all'impegno politico, che secondo Ruge
o presente politico e giornalismo>> sono, in ultima analisi, la medesima
cosa 5. Gia l'anno prima, il giovane Marx, con linguaggio hegeliano, cele
bra la stampa come '?< occhio dello spirito del popolo (Volksgeist) aperto
su tutto ? '. Ed e poi lo stesso Haym a ricordare, nella sua autobiografia,
gli anni in cui << intriso fino alle midolla dello spirito hegeliano, cioe dello
spirito della dialettica critica secondo lo schema di Ruge >>, attendeva con
impazienza e quasi si contendeva con gli altri lettori << ogni nuovo nume
ro >> degli ? Annali di Halle >> z, la rivista che proprio allora aveva ini
ziato una dura denuncia della reazione prussiana. E sempre nel Vormairz,
cosi Heine descrive l'arrivo a lIelgoland della notizia della rivoluzione di
luglio: <?I1 pesante pacchetto di giornali mi giunse con le novita calde calde,
anzi bollenti, dalla terraferma. Erano raggi di sole avvolti in carta
stampata, e appiccarono alla mia anima l'incendio piu furioso ,>
In quegli stessi anni, sulla sponda opposta, nel denunciare l'estrema poli
ticizzazione della nuova letteratura, Tieck fa enunciare da un seguace della
<< Giovane Germania >> questo programma estremistico sino alla caricatura:

23 Ivi, pp. 1079-1080 e lettera a Gagern del 3-III-1831, ivi, p. 1089.


24 Lettera a Gneisenau del 13-11-1831, ivi, p. 1074.
25 Ueber die intellectuelle Allianz der Deutschen und Franzosen, 1843, in A. Ruge,
S?mmtliche Werke, Mannheim, 18472, vol. II, pp. 333-334 (d'ora in poi S.W.).
26 In Marx-Engels, Werke, Berlin, 1956 e sgg., vol. I, p. 60.
27 Aus meinem Leben, Berlin, 1902, p. 105.
28 Ludwig B?rne, in H. Heine, S?mtliche Schriften, a cura di ?K. Briegleb, M?nchen,
19782 (d'ora in poi S.S.), vol. IV, p. 50 (trad. it. di P. Chiarini, Bari, 1973, p.
101).

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Non si dovrebbe dare alcun concerto in cui, all'inizio o alla fine, non venga ese
guita la Marsigliese nella pienezza della musica strumentale e con canto a piu voci,
per rammentare agli uomini cio che e veramente essenziale... Non dovrebbe essere
stampato alcun libro in cui non si incontrino le teste e le immagini dei piu illustri
eroi della liberta, non dovrebbe circolare alcun libro di cucina, matematico, geogra
fico, filosofico, !o comunque si voglia chiamare, dal quale non risplendano verso di
noi, qua e la, in basso e in alto, le immagini di Mirabeau, Washington, Franklin,
Kosciusko, o anche dei misconosciuti Danton e Robespierre, affinche gli uomini, in
ogni loro faccenda e attivita, si ricordino dei compiti che spettano loro. I calendari
per la gente di citta e di campagna dovrebbero portare impresse con lettere rosse
l'intero mese di luglio, in modo che anche l'uomo comune acquisti consapevolezza
del fatto che dalla gloriosa rivoluzione di luglio e !scaturita la salvezza dell'umanita
e che la vera storia inizia prooriamente con questa epoca...

A parlare in tal modo e il giovane Florheim, cui, secondo la madre della


sua promessa sposa, << i molti giornali hanno dato alla testa >>, e che, per
tanto, dovrebbe stare attento << a non finire coll'annegare in questa marea
di riviste >> 9. Ma eminentemente politico e il programma enunciato dal
seguace della << Giovane Germania >> anche per il fatto che esso mira a
conquistare una posizione egemonica a livello di opinione pubblica, per
lomeno negli ambienti intellettuali, mediante il controllo della stampa:
<? Poiche siamo sempre in attivita e rappresentiamo il partito del movi
mento, ci siamo gia impadroniti della maggior parte dei giornali e dei
fogli pi letti, dove e possibile ne fondiamo dei nuovi, e cosi un'alleanza
invisibile e tuttavia manifesta avvince l'intera Germania >> .
i vero, nel corso della rivoluzione del '48, mentre si sviluppa un processo
di radicalizzazione della lotta, Strauss, pieno d'orrore per l'intervento delle
masse sulla scena politica, dichiara di voler leggere << giornali il meno pos
sibile >> per ritirarsi da un tumulto politico ben piu chiassoso e sgradevole
di quanto avesse immaginato; aggiunge poi di essere << un epigono di quel
periodo della formazione individuale >> (Individualbildung) che aveva tro
vato in Goethe la sua piu alta espressione 31, Ma, cosi dichiarando, Strauss
ammette di trovarsi isolato, di andar in qualche modo controcorrente rispetto

29 Dalla novella Der Wassermensch, 1835, in J. Baxa, Gesellschaft und Staat im


Spiegel deutscher Romantik, Jena, 1924, pp. 487-489. Il dibattito sul ruolo e la
crescente importanza dei giornali, in un momento in cui la rivoluzione di luglio, di
struggendo Tillusione della restaurazione di bloccare il processo storico, rimette in
moto la situazione politica, e provoca una diffusa politicizzazione dei ceti intellet
tuali, ? un fen?meno che si verifica su scala europea. Nel 1832, parlando per bocea
di Tristano, Leopardi ironizza sulla ? profonda filosofia dei giomali, i quali ucci
dendo ogni altra letteratura e ogni altro studio, massimamente grave e spiacevole,
son? maestri e luce dell'et? presente ? (si veda nelle Operette Morali, il Dialogo di
Tristano e di un amico). Stendhal invece, in un romanzo che appare proprio nel
1830, non solo sottolinea la ? paura ? che incute ai ? tirannelli ? anche la sola ? vi
cinanza dei giomali di Parigi ?, ma si chiede: ? II giornale potr? mai sostituire il
curato? ? (Le rouge et le noir, libro II, cap. I e libro I, cap. XXIX).
30 Dalla novella Der Wassermensch, cit., p. 492.
31 Lettera a Vischer (13-IV-1848) in Briefwechsel zwischen Strauss und Vischer, a cura
di A. Rapp, Stuttgart, 1952, vol. I, p. 213.

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alla tendenza principale che vede il dilagare dell'interesse e dell'impegno


politico. Nella sua lettera di risposta, Vischer, nell'invitare l'amico a non
rinchiudersi in una vita umbratile di studioso, accettando invece una can
didatura per il Parlamento, scrive: << Per quanto concerne la tua posi
zione, tutte le tue obiezioni sono per me estremamente tristi. Provieni
dal periodo della formazione individuale: da essa provengono i migliori
del nostro popolo, il popolo intero. Esso se la scuote di dosso, ed ecco
farsi avanti un individuo che ritiene di aver il diritto di persistere nella
vecchia pelle di serpente ,, 3. In contrapposizione al retaggio del periodo
di << formazione individuale >> che conduceva all'isolamento e al disimpe
gno, Vischer invitava i suoi amici e interlocutori a rimanere fedeli alla
comune << formazione filosofica >> (philosophische Bildung) che << necessa
riamente conduce alla repubblica >>
Ma la comune << formazione filosofica >> di cui qui si parla non e altro
che l'insegnamento di Hegel che dunque viene visto come uno stimolo al
superamento del periodo estetico, definitivamente superato con la rivolu
zione del '48. Sul versante opposto, Schopenhauer, l'inflessibile avversario
di Hegel e delle categorie politiche, seguendo con disappunto e disgusto lo
svolgimento della rivoluzione, peraltro da un posto d'osservazione privi
legiato, dato che a Francoforte siedeva t'assemblea che doveva decidere sul
futuro della Germania, tuona contro l'oscurita dei tempi << in cui nessuno
apre piu un libro e giornali indegni usurpano il monopolio delle letture >>
E da Berlino, Schelling, attonito spettatore della rivoluzione e dei com
battimenti di strada - qualcosa di inaudito per la Germania -, metteva
in stato d'accusa giornali e << cattivi giornalisti >> per la loro opera di << so
billazione >> delle masse3
Tutto cio non poteva certo essere ignoto ad un cosl profondo conoscitore
della storia della cultura tedesca come Rudolf Haym. Si tratta allora di
approfondire ulteriormente il significato delle affermazioni precedente
mente riportate, e cio e tanto piu necessario per il fatto che il giudizio e la
condanna di Hegel risultano strettamente intrecciati, come vedremo, alla
caratterizzazione della svolta del '48, o meglio, del periodo che precede
la rivoluzione e di quello che segue.

2. Filosofia e impegno politico nel Vormiirz. Quella filosofia che nelle


pagine di Haym e nel clima postquarantottesco appare come un'astratta
speculazione, viene celebrata negli anni Trenta e Quaranta come un for
midabile strumento per prendere coscienza della mondanita e politicita

32 Lettera a Strauss del 27-IV-1848, in Briefwechsel zwischen..., cit., vol. I, p. 215.


33 Lettera a M?rklin del 19-11-1849 riportata in Briefwechsel zwischen..., cit., vol. I,
p. 318.
34 Lettera del 28-1-1849, in Der Briefwechsel Arthur Schopenhauers, a cura di C.
Gebhardt, vol. I (vol. XIV dei S?mtliche Werke, a cura di P. Deussen), M?nchen,
1929, p. 635.
35 Schelling a Dorfm?ller (30-111-1848) in Aus Schellings Leben in Briefen, a cura
di G.L. P?tt, Leipzig, 1869-70, vol. Ill, p. 211.

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791 Intellettuali e impegno politico in Germania

dell'uomo e per partecipare in modo attivo e consapevole agli avvenimenti


del- tempo. Non e stata sola la << sinistra >> ad avvertire nella lezione he
geliana - spesso considerata e vissuta come la filosofia in quanto tale
uno stimolo, almeno oggettivo, alla prassi e alla comprensione e trasfor
mazione del reale, uno stimolo al rifiuto di qualsiasi ripiegamento inti
mistico; se si eccettuano i difensori dell'ortodossia religiosa, i teisti, piut
tosto isolati, e stata la scuola nel suo complesso.
Possiamo limitarci a due testimonianze tanto piu significative in quanto
provenienti da autorevoli esponenti della << destra >>. Polemizzando con
Gabler, secondo cui la filosofia non aveva da mescolarsi con la politica,
Hinrichs cos1 Si esprime:
Questa uscita di Gabler mi ha profondamente addolorato. Cioe, mi chiedo, che cosa
e piu secondo gli intenti di Hegel, a detta del quale la filosofia e Ai suo tempo ap
preso nel pensiero: misurarsi con le questioni vitali del presente, od opinare che
questa scienza debba tenersi lontana dalla vita e dalla realtat? Hegel, per parte sua,
non ha sprezzato il presente in cui e vissuto: non ha giudicato la filosofia troppo
nobile per mischiarsi alle questioni del giorno. Era svevo e aveva a cuore la sua
terra natale: critico pertanto gli atti aella dieta regionale del Wiirttemberg. Per
qualche tempo fu persino redattore di una gazzetta politica, e contemporaneamente
filosofava; il suo esempio mostra almeno che l'interesse pratico, per le questioni del
giorno si concilia bene con quello teoretico della filosofia... In quanto conoscere, la
filosofia non puo chiudere gli occhi indifferente nei confronti della realta: suo com
pito e piuttosto di dirigere e mediare dalla sommita dell'autocoscienza il corso e il
progresso della vita reale. Sua meta e l'ideale non di un lontano avvenire, di un
compimento astrattamente futuro, ma dell'avvenire prossimo, a cui sospinge il pre
sente 3.

A sua volta, Rosenkranz dichiara: << Noi non viviamo piu con Kant nel
secolo del Roi-philosophe, ma con Hegel nel secolo della politica >> 37
Nel Vormarz l'hegelismo contribuisce a politicizzare vasti strati intellet
tuali e ampi settori della borghesia e a portarli su un terreno di lotta
contro la reazione feudale. Le lezioni dei discepoli di Hegel finiscono col
diventare delle vere e proprie manifestazioni politiche. A Berlino Gans puo
vantare fino a novecento uditori, e non a caso i suoi discorsi provocano
per ben due volte l'intervento delle autorita reazionarie 3. II pubblico non
e affatto esclusivamente studentesco: Rosenkranz riferisce che le sue le
zioni sono seguite da << uomini di tutti i ceti >> 39; piu esattamente, si trat

36 H.F.W. Hinrichs, Politische Vorlesungen. Unser Zeitalter und wie es geworden,


nach seinen kirchlichen und wissenschaftlichen Zust?nden, mit besonderem Bez?ge
auf Deutschland und namentlich Preussen, Halle, 1843, in ?U hegeliani liberali, intr.
di C. Cesa e trad, di G. Oldrini (Pedizione originale ? Die Hegeischen Rechte, a cura
di H. L?bbe), Bari, 1974, pp. 122-123.
37 K. Rosenkranz, Geschichte der Kant'schen Philosophie, Leipzig, 1840, p. 152.
38 Su ci? cfr. E. Rambaldi, Le origini della sinistra hegeliana, Firenze, 1966, p. 13,
nota.
39 K. Rosenkranz, Goethe und seine Werke, K?nigsberg, 1847, p. VIII. Non era una
vanteria. In occasione della morte di Rosenkranz, la ? K?nigsberger Hartungschen

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792 Domenico Losurdo

tava, oltre che di studenti e intellettuali, di << funzionari, ufficiali, com


mercianti >>, cioe dei ceti che costituivano l'ossatura del movimento libe
rale e antifeudale 4.
Che, nel Vormdrz, l'hegelismo sia la filosofia, l'ideologia che guidava il
movimento liberale ,e democratico risulta peraltro dalla testimonianza
dello stesso Haym. Riandando con la memoria ai tempi del suo soggiorno
come studente ad Halle, e ricordando le misure repressive deile autorita
prussiane nei confronti degli << Hallesche Jahrbiucher >>, commenta nella
sua autobiografia: << ...La filosofia hegeliana, divenuta troppo critica ed
aggressiva, fu mandata in esilio in quanto pericolosa per lo Stato e la
religione. Cosi noi sentimmo e valutammo l'avvenimento >> 4. Ma, forse, piu
importanti delle testimonianze dei filosofi di professione, o comunque
provenienti da ambienti direttamente investiti dal dibattito filosofico, so
no quelle provenienti dal mondo della letteratura. Un esponente della
<< Giovane Germania >> scrive nel 1842:
Come si e gia notato, la filosofia hegeliana riveste questo straordinario significato
nient'affatto solo per la scienza, ma anche nella stessa misura, per la vita, per gli
avvenimenti dei giorni nostri. Lo dimostra l'opposizione che tale filosofia attualmente
subisce. Lo stare all'opposizione, il non essere piu considerata valida: e questo il
tempo in cui le sue idee sprigionano la forza piut potente di un'influenza rinnovatrice
sullo Stato e la Chiesa. La morte e la vita. Per quanto riguarda lo Stato, e evidente
che l'attuale, per i tedeschi inaudita vivacita nel trattare questioni politiche e nel dare
ad esse, pubblicamente, risposte adeguate, il vivo interesse per l'universale e la di
scussione spregiudicata delle opinioni politiche, tutto cio discende in parte da principi
hegeliani42.

La filosofia hegeliana viene vista come la testimonianza stessa dell'impe


gno politico. Prutz osserva a.sua volta che, in seguito alla lezione hege
liana, la lezione soprattutto relativa alla conciliazione di << idea e realta >>,
in Germania la letteratura abbandono << la sua romantica autosufficienza,
cesso di essere fine a se stessa, e voile legarsi con modestia alle potenze
che muovono la vita, alla storia, alla politica, all'evoluzione pratica della

Zeitung ? scrisse che le sue lezioni, tenute nell'aula pi? grande delTUniversit? e
scherzosamente ribattezzata il ? Rosenkranzianum ?, erano seguite da ? uomini di
tutti i ceti ?: un segno certo della popolarit? del prof essore, ma anche della vasta
eco politica del suo insegnamento (cfr. R. Jonas, Karl Rosenkranz, Leipzig, 1906,
p. 42).
40 F. Falkson, Die liberale Bewegung in K?nigsberg (1840-1848), Breslau, 1888, p. 28.
Ma gi? un contempor?neo di Rosenkranz aveva messo in evidenza il rapporta tra
il suo insegnamento, d'intonazione liberale, e Tinfluenza che esercitava a livello del
TUniversit? e della vita pubblica in gen?rale la presenza di un ? rieco ceta mercan
tile ? (cfr. A. Jung, K?nigsberg und die K?nigsberger, Leipzig, 1846, pp. 10-11).
Non si dimentichi Timportanza del porto sul B?ltico di K?nigsberg: con il blocco
continentale aveva certo subito gravi danni, tanto che il traffico portuale si era ri
dotto del 60%, ma successivamente c'era stata una ripresa (cfr. W. Treue, Wirtschafts
geschichte der Neuzeit, Stuttgart, 1962, p. 342 e p. 515).
41 Aus meinem Leben, cit., p. 114.
42 A. Jung, Vorlesungen ?ber die moderne Literatur, Danzig, 1842, pp. 52-53.

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793 Intellettuali e impegno politico in Germania

vita dei popoli >> 4. Ad Hegel e attribuito il merito di aver educato una
generazione << che si e assunto come compito principale la politica, la ri
forma dello Stato >; infatti << lo Stato e la vera totalit", l'unica autentica
e razionale forma della realta, e quindi anche la definitiva realizzazione
della filosofia >>. Proprio sotto l'influsso di Hegel, la letteratura passa in
secondo piano <? onde resti spazio per le azioni >> ?. Ma l'elogio piu alto
dell'influenza esercitata da Hegel in direzione dell'impegno politico e
nella celebre poesia di Heine, Doktrin, del 1842: << Desta la gente a suon
di tamburo / batti la sveglia con forza giovanile / marcia in avanti battendo
il tamburo / questa e tutta la scienza / questa e la filosofia hegeliana /
questo e il significato piu profondo dei libri >> 4. t un riconoscimento che,
sul versante opposto, e confermato da Schopenhauer, allorche, lamentando
il fatto che la filosofia fosse stata ormai inghiottita da << semplici interessi
di partito >>, da << intuizioni pratiche ?, se la prendeva in primo luogo con
Hegel e con le teste << gia nella prima giovinezza fatte storte e guaste dalla
stoltezza del hegeleggiare >>
11 sorgere della categoria dell'intellettuale politicamente impegnato data
proprio dalla diffusione dell'hegelismo. Non a caso la << Giovane Germa
nia >> che condanna Goethe come un poeta intento soltanto a piacevoli
giochi artistici, un Indifferentist, cio; una sorta di qualunquista sul piano
politico, senza reali interessi e partecipazione per i << sommi interessi
dell'umanita >> 47, la << Giovane Germania >> proprio a tale riguardo, nel
suo complesso, pur nel carattere variegato delle sue prese di posizione,
ben diversamente si esprime su Hegel. Piu sfumato, e forse piu ma
turo sul piano storico, l'at.teggiamento degli esponenti della scuola hege
liana: la << categoria del rigorismo politico? (ie in pratica la categoria del
l'impegno) - fa notare Rosenkranz - comincia a diffondersi in Ger
mania a << partire dalla rivoluzione di luglio >>, e percio e assurdo esigerne

43 R.E. Prutz, Die deutsche Literatur der Gegenwart, 1859, in Das junge Deutschland.
Texte und Dokumente, a cura di J. Hermand, Stuttgart, 1966, pp. 352-353.
44 R.E. Prutz, Vorlesungen ?ber die deutsche Literatur der Gegenwart, Leipzig, 1847,
pp. 262-268. Si tratta di un gruppo di conferenze tenute a Berlino a partir? dal 15
gennaio 1847, la cui continuazione fu proibita il 20 gennaio dal governo prussiano
(cfr. C. Cesa, Hegelismo e filosof?a a Tubinga intorno al 1830, ora in Id., Studi
sulla sinistra hegeliana, Urbino, 1972, p. 25.
45 Neue Gedichte, in S.S., cit., vol. IV, p. 412.
46 A. Schopenhauer, II mondo come volont? e come rappresentazione, Proemio alla
seconda edizione, 1844, trad. it. di P. Savy-Lopez e G. De Lorenzo, con intr. di C.
Vasoli, Roma-Bari, 1979 (III ed. dell'Universale Laterza), pp. 12-13 e p. 19.
47 II giudizio ? di H. Heine, Die romantische Schule, in S.S., cit., vol. Ill, p. 394
(trad. it. di P. Chiarini, Bari, 1972, p. 50). Ben pi? aspro ? il giudizio su Goethe
degli altri esponenti della Giovane Germania-, si vedano le prese di posizione ripor
tate in Das Junge Deutschland..., cit., pp. 21-29. Sui tema in questione rimane fon
damentale il libro di W. Dietze, Junges Deutschland und Deutsche Klassik. Zur
?sthetik und Literaturtheorie des Vorm?rz, Berlin, 1981, anche (se non ci sembra ade
guatamente evidenziato il contributo della lettura di Hegel alla politicizzazione della
Giovane Germania; su tale contributo cfr. invece R. Rosenberg, Literaturverh?ltnisse
im deutschen Vorm?rz, Berlin, 1976, pp. 111-128 e pp. 142-153.

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794 Domenico Losurdo

la presenza in Goethe '. Ma e comunque un dato di fatto, a partire dalla


nuova coscienza, l'ineludibilita e la centralita delle categorie politiche.
Altro dunque che Vormirz immerso nella metafisica e nell'estetica e privo
di reali interessi politici!

3. La fine del periodo estetico. Quello della fine del periodo artistico o
estetico non e un tema nuovo, ma e interessante vedere le variazioni che
esso subisce. Gia nel 1828, Heine scrive: << Il principio del periodo goe
thiano, l'idea dell'arte, sta cedendo il passo, sta sorgendo una nuova epoca
con un nuovo principio... >>, cioe quello dell'impegno politico49. II tema
della fine del periodo artistico si fa piu insistente e puntuale in seguito
allo scoppio della rivoluzione di luglio: << La mia antica profezia sulla fine
del periodo artistico (Kunstperiode) che, iniziatosi alla culla di Goethe,
terminera di fronte alla sua bara, sembra essere vicina a compiersi. L'arte
attuale non puo non decadere, dal momento che il suo principio e ancora
radicato nel defunto vecchio regime, ,nel sacro romano imperiale passato >>.
II disimpegno che caratterizza Goethe e tutto un periodo e esso stesso il
riflesso, sul piano della produzione della cultura e dell'arte, di una ben
determinata realta politico-sociale, e cioe del vecchio mondo feudale. Per
cio, tale atteggiamento di distacco ? sta nella piu irrimediabile contraddi
zione con il presente >>. Ne bisogna temere che la passione e l'impegno
politico distruggano o compromettano Jo sviluppo dell'arte. Al contrario,
la storia ad esempio di Atene e Firenze dimostra che l'arte << raggiunse la
sua piu splendida fioritura proprio fra violentissime bufere prodotte dalle
guerre e dalle fazioni. Quegli artisti greci e fiorentini, pero, non condu
cevano una vita d'arte egoistica e isolata, l'anima oziosamente poetante,
ermeticamente serrata contro i grandi dolori e le grandi gioie dell'epoca;
al contrario, le loro opere non erano che la sognante immagine spe
culare del loro tempo, ed essi, poi, erano uomini interi, la cui persona
lita era tanto poderosa quanto la loro energia plasmatrice >>. In conclusio.
ne, quegli artisti o non scindevano la propria arte dalla politica contin
gente, non lavoravano immersi in un misero entusiasmo privato >> ?.
La critica del periodo artistico e dunque soprattutto la critica di Goethe,
di cui Heine, ovviamente, non disconosce la grandezza poetica, ma di cui
contesta << l'influsso soporifero sulla gioventdi tedesca >>, distolta dal com
pito della << rigenerazione politica della nostra patria >>. In questo senso
il periodo artistico ha avuto un << influsso negativo sullo sviluppo politico
del popolo tedesco >>. Ma e bene notare che all'estetismo e contrapposto
?l'entusiasmo filosofico della nostra epoca ?> che Goethe si rifiutava di
comprendere, << temendo di venir distolto dalla pace del suo spirito >> .

48 K. Rosenkranz, Goethe und seine {Werke, cit., p. 22.


49 Recensione a W. Menzel, Die deutsche Literatur, in S.S., cit., vol. I, p. 455.
90 Franz?sische Maler, in S.S., cit., vol. Ill, p. 72 (trad. it. in H. Heine, La scienza
della liberta, a cura di F. Mende, Roma, 1972, pp. 74-75).
51 Die romantische Schule, cit., pp. 395-396, passim (trad. it. cit., pp. 51-53, passim).

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795 Intellettuali e impegno politico in Germania

L'entusiasmo filosofico di cui qui si parla e al tempo stesso la rivoluzione


francese, scaturita dalla filosofia, e la filosofia classica tedesca che ha ac
compagnato e riflesso, sul piano teorico e speculativo, quel grande scon
volgimento storico. II senso della contrapposizione tra indifferentismo
estetizzante e entusiasmo filosofico-politico risulta con chiarezza ancora
maggiore da un altro testo che fa coincidere tale contrapposizione con la
contrapposizione tra due diverse visioni della storia. Da una parte la vi
sione fatalistica-della storia che nega il progresso, assumendo un atteg
giamento di distacco e di rassegnazione: << Non c'e nulla di nuovo sotto
il sole! >>; a tale orientamento sono legati << i savi della scuola storica e i
poeti del periodo artistico wolfgang-goethiano, e questi ultimi usano lezio
sissimamente abbellire con esso un loro sentimentale indifferentismo verso
tutte le faccende politiche della patria ,>. Dall'altra parte, ci sono coloro
che credono nel progresso e per esso si impegnano con entusiasmo, e
l'avanguardia di tale orientamento, i piu decisi sono i rappresentanti della
<< cosiddetta scuola filosofica >? 52 t un chiaro riferimento alla scuola he
geliana: se Goethe e il simbolo del disimpegno estetico, Hegel e il simbolo
dell'impegno politico. E, d'altro canto, nel primo orientamento di pen
siero viene inserita la scuola storica, contro la quale erano in aspra pole
mica per l'appunto Hegel e la sua scuola; e di Goethe si dice che trat
tava ' entusiasmo storico e politico << del tutto storicamente >5
ILa filosofia fa tutt'uno con l'impegno politico, ma anche con la rivoluzio
ne. Goethe e Schiller vivevano << nel periodo artistico ?>, e quindi le loro
battaglie non avevano un'autentica serieta di vita, << mentre ora sono in
gioco i piu alti interessi della vita, la rivoluzione fa il suo ingresso nel
regno delle lettere e la lotta diviene piu seria >> 54. E non si tratta di una
rivoluzione che rimanga confinata nel campo della cultura. t vero che
la << rivoluzione tedesca >> e la << repubblica >> sono ancora molto lontane
nel tempo, e tuttavia sono inevitabili: << Giacche la repubblica e un'idea,
e finora i tedeschi non hanno mai abbandonato un'idea senza averla af
fermata in tutte le sue conseguenze. Noi tedeschi, che nel nostro "periodo
artistico" abbiamo profondamente dibattuto anche la pi piccola questione
estetica, ad esempio quella relativa al sonetto, dovremmo lasciare indiscus
sa quella piu importante questione, adesso che comincia il nostro periodo
politico?>> 55.
Si puo allora comprendere perche dalla critica del periodo artistico Heine
escluda sempre rigorosamente la filosofia classica tedesca, interpretata in
vece come il pendant teorico della rivoluzione francese, e quindi in nes
sun modo tacciabile di estetismo, dato che, semmai, costituiva, almeno

52 Verschiedenartige Geschichtsauffassung, in S.S., cit., vol. Ill, pp. 21-23 (trad,


it. di F. Mende, cit., pp. 141-143).
53 Die romantische Schule, cit, p. 395 (trad. it. cit., p. 51).
54 H. Heine, Briefe, a cura di Fr. Hirth, vol. I, Mainz, 1950, p. 420.
55 Franz?sische Zust?nde, in S.S., cit, vol. Ill, pp. 210-211 (trad. it. di P. Chia
rini, Bari, 1972, p. 161).

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796 Domenico Losurdo

sul piano oggettivo, uno dei bersagli del << manifesto >> estetico lanciato,
come abbiamo visto, da Schiller. Tanto meno Heine puo includere nel
periodo estetico Hegel: il periodo propriamente politico non si apre con
la rivoluzione di luglio, e Hegel non e forse il Luigi Filippo della filo
sofia? 6.
Temi analoghi a quello gia visto in Heine ritroviamo in Ruge: << Quando
dalla prima aurora sorgera il giorno chiaro di una reale vita politica
(eines wirklichen Staatslebens) scomparira con cio l'intero splendore della
vecchia arte e scienza? >>. Non c'e motivo per tali preoccupazioni; e, non
a caso, il discepolo di Hegel si richiama all'esempio della polis: << I greci,
questo popolo cosi profondamente politicizzato, non erano privi ne di
poesia ne di filosofia ?. Certo, il sorgere di << un nuovo mondo politico,
una effettiva vita pubblica, una reale liberta politica >> non potra non eser
citare la sua influenza sulla cultura; e, se la filosofia dovra smarrire ogni
residuo di astrattezza per incidere sempre piu concretamente sulla realta,
anche l'arte, a sua volta, dovra conoscere profondi mutamenti, impegnan
dosi ad << aiutare a creare questo mondo >>. E, in effetti, tale interesse,
che e poi l'interesse storico e politico, la passione per la liberta, ? gia ora
afferra le teste piu capaci, riempie i cuori piu ardenti >>. E dunque e pas
sato il tempo per la << isolata tessitura di quadretti naturali, amorosi, fami
liari e filistei >>, non e piu tempo per << le assurdita dei capricci amorosi
coi suicidi alla Werther >>: in conclusione, l'arte non deve essere uno
strumento per rinchiudere l'uomo in una sfera limitata e ristretta, in una
cerchia privata e domestica, precludendo la partecipazione ai piu alti inte
ressi e alla vita politica 5'.
Ma non solo in Ruge; anche in Heine Werther assurge a simbolo del pe
riodo estetico: ma ora il poeta, e l'intellettuale in genere, non puo limitarsi
a << tubare >>, come il protagonista del romanzo di Goethe, e a dimenti
care il mondo e la realta politica nel suo amore esclusivo per una donna;
deve invece cantare la liberta e spingere all'azione 5.
Sono temi chiaramente di origine hegeliana. L'Estetica, nel denunciare la
<< mancanza di fermezza di carattere, quella interna debolezza di sensi
bilita, che troppo a lungo ha dominato in Germania >>, cita << il Werther,
un carattere decisamente morboso, che non ha la forza di elevarsi oltre
l'egoismo del suo amore >>. Ad essere meno in discussione > tutto un fi
lone letterario e culturale, testimoniato anche dal Woldeimar di Jacobi,
che sfocia nella celebrazione narcisistica dell'interiorit', dell'anima bella:
Si tratta di un'anima alta e divina, che si pone verso la realta in un rapporto errato
per tutti i lati e che si n,asconde la sua debolezza, che non le permette di elaborare
il contenuto effettivo della realta esistente, dietro la sua superiorita, in cui respinge

56 Einleitung zu: Kahldorf ?ber den Adel in Briefen an den Grafen M. von Moltke,
in S.S., vol. II, p. 656.
57 Ueber das Verh?ltnis von Philosophie, Politik und Religion (Kants und Hegels
Akkomodation) 1841, in S.W., cit, vol. IV, p. 256 e pp. 258-259.
58 Si veda, nelle Neue Gedichte, la p sia Die Tendenz (S.S., cit, vol. IV, p. 422).

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797 Intellettuali e impegno politico in Germania

tutto da se come indegno di lei. Infatti una simile anima bella non e aperta neanche
ai veri interessi etici e ai solidi fini della vita, ma, chiusa nel proprio bozzolo, vive
e si muove solo nelle sue personalissime elucubraziori religiose e morali 59.

II fascino enorme suscitato dalla figura di Werther ha espresso lo << spi


rito del tempo >>, di un tempo caratterizzato da spossatezza ed incapacita
ad agire, un tempo ormai irrimediabilmente trascorso 0. Voler continuare
a celebrare la figura di Werther significa in realta voler celebrare un'< ipo
condria metafisica ? tale da rendere impossibile qualsiasi rapporto serio
e maturo con la realta6 .
Anche per quanto riguarda la letteratura e l'arte, Hegel condanna con
forza l'ideologia intimistica dell'evasione dal mondo etico e politico. L'oc
cuparsi, in modo compiaciuto o tormentoso, di se medesimi, celebrare la
proprio eccellenza in contrapposizione alle volgarita del mondo ogget
tivo, e indice di grave debolezza di carattere: << it infatti proprio di un
autentico carattere avere in se la forza e il coraggio di volere ed affron
tare qualcosa di reale >>, mentre << l'interesse verso tali soggettivita che
rimangono sempre e solo in se stesse, e un interesse vuoto, per quanto
esse nutrano l'idea di essere nature, superiori piu pure >* 62. Nella polemica
contro la letteratura romantica di evasione nel fantastico e nell'irrazionale,
Hegel giunge a richiamarsi alla letteratura nazionale e patriottica fiorita
nel corso di quei Befreiungskriege, che pure l'avevano visto inizialmente
piuttosto diffidente. La moda dell)< ironia, Lucinde, Athenium ecc. >>, il
<< punto di vista ostile ad un contenuto serio ? furono messi in ombra dal
sopraggiungere di interessi piu seri, la guerra e le circostanze politiche >>;
infatti, la nazione (<< che si puo certo parlare di nazione anche in relazione
alla letteratura, distinguendola dal semplice pubblico >>) tanto piu facil
mente pote resistere all'esotismo e alle stramberie della letteratura roman
tica, in quanto, proprio a causa della << crisi >> attraversata, liberandosi dal
predominio del << gusto francese >>, aveva sviluppato una << letteratura na
zionale autoctona nella forma e nel sentimento >> 63. Contro il gusto tutto
romantico del richiamo a forze misteriose e sovrannaturali, Hegel fa no
tare che << il vero ideale ha a suo pathos e contenuto non il mondo dell'al
di la e degli spettri, ma interessi reali, in cui esso e presso di se >>; per
questo, << dal regno dell'arte vanno appunto bandite le potenze oscure,
poiche in essa non vi e nulla di oscuro, ma tutto e chiaro e perspicuo,
mentre con quel genere di visioni non si fa che parlare di malattia dello
spirito e la poesia viene a trovarsi nel nebuloso, nel vano e nel vacuo ?.

59 W., XIII, pp. 312-313 (Est?ticas, trad. it. di N. Merker e N. Vaccaro, Milano,
1978, pp. 317-318).
60 G.W.F. Hegel, Vorlesungen ?ber Rechtsphilosophie, a cura dl K.H. Ilting, Stutt
gart-Bad Cannstatt, 1973 e sgg., vol. IV, p. 726.
61 Solgers nachgelassene Schriften und Briefwechsel, in G.W.F. Hegel, Berliner
Schriften, a cura di J. Hoffmeister, Hamburg, 1956, pp. 179-180.
62 W., XIII, p. 314 (trad. it. cit. ?dYEstetica, p. 318).
63 Solgers nachgelassene..., cit., p. 164.

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798 Domenico Losurdo

Ruge, che respinge la pretesa di rinchiudere I'arte e l'uomo in generale


nella cerchia privata e domestica, ha potuto leggere qualche anno prima
nell'Estetica: << A teatro p. es. ognuno si e cordialmente stancato delle
banali storie familiari e della loro trattazione naturalistica. I lamenti del
padre per la moglie, i figli e le figlie, per lo stipendio, per il costo della
vita, per la dipendenza da ministri e per gli intrighi di uscieri e segretari,
ed ugualmente le tribolazioni della signora con le domestiche in cucina
e con quei bei tipi di figli, innamorate e sentimentali, in tinello, tutte
queste cure ed affanni, ognuno le trova piu fedelmente e meglio a casa
propria >> 6. Secondo Hegel, invece, << l'opera d'arte deve dischiuderci gli
interessi superiori dello spirito e della volonta, cio che in se stesso e
umano e potente, le vere profondita dell'animo >>, ed e per questo che
il poeta e l'artista << deve conoscere ? il << nucleo sostanziale di un'epoca
e di un popolo >>. Naturalmente, 1'espressione di questi << superiori inte
ressi >> puo avvenire in modo anche estremamente mediato, e lo stesso
Hegel fa l'esempio della << pittura di genere >> olandese che, anche nelle
sue scene di vita piu quotidiana, riesce ad esprimere il << civismo >>, 1'<< in
traprendenza >>, la << gioiosita e liberta >> di un popolo che ha alle spalle
una ricca storia di lotte contro la violenza della natura e la tracotanza
degli invasori stranieri:
I1 popolo olandese ha in massima parte da se creato il terreno su cui abita e vive,
ed ?e costretto a conservarlo ed a difenderlo continuamente contro gli assalti del
mare; i borghesi delle citta ed i contadini hanno abbattuto con coraggio, costanza ed
ardire il dominio spagnolo di Filippo II, il figlio di Carlo V, questo potente re del
mondo, e si sono conquistati nella lotta, servendo la religione della liberta (Religion
der Freiheit), insieme alla liberta politica anche quella religiosa.

fE tutto questo che trova espressio;ne nella pittura olandese e che suscita
l'entusiasmo di Hegel ed e in questo senso che l'Estetica puo affermare:
<< Cio che 'e portato dinanzi agli occhi e allo spirito dei contemporanei,
deve appartenere anche a questi, se deve pretendere tutto il loro inte
resse >6

4. Morte dell'arte e centralita della politica in Hegel. In realta, il tema


della fine del periodo artistico a cui Haym fa ricorso per mettere sotto
accusa '<< estetismo >> di Hegel, e proprio di origine hegeliana '. << Tutto

64 W., XIII, pp. 314-315 e p. 213 (trad. it. cit, p. 318 e pp. 214-215).
65 Ivi, p. 360 e pp. 222-223 (trad. it. cit., pp. 366-367 e pp. 224-225). ? stato giu
stamente sottolineato ? il carattere contenutistico dell'estetica hegeliana e Tinteresse
rivolto nella trattazione ad aspetti religiosi, etici, politici, come determinanti mo
menti essenziali dell'esteticit? stessa ? (cfr. A. Banfi, Filosofia de?l'arte, a cura di
D. Formaggio, Roma, 1962, p. 262).
66 Anche Heine lo desume in ultima analisi da Hegel. Giustamente ? stato osser
vato che ? tutta la teoria heiniana de?l'arte ?, oltre che della storia, ? di ispirazione
hegeliana (cfr. G. Luk?cs, Realisti tedeschi del XIX sec?lo, trad. it. di F. Codino,
Milano, 1979, p. 122).

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799 Intellettuali e impegno politico in Germania

lo spirito del nostro mondo odierno - scrive nell'Estetica - appare come


al di sopra della fase in cui l'arte costituisce il modo supremo di esser
coscienti dell'assoluto >>. Quello che e stato spesso letto come il tema
della morte dell'arte, alla luce anche degli sviluppi successivi, ci sembra
vada invece letto come il tema della fine del periodo artistico.
II pensiero e la riflessione hanno sopravanzato la bella arte. Se amiamo compiacerci
di lagnanze e biasimi, possiamo considerare questo fenomeno come corruzione, e
attribuirlo alla preponderanza di passioni e interessi egoistici, che mettono in fuga
la serieta dell'arte come la sua serenita; oppure possiamo incolpare l'indigenza del
presente, l'aggrovigliata situazione della vita civile e politica che non concede al
l'animo, prigioniero di meschini interessi, di liberarsi verso i fini superiori dell'arte,
giacche l'intelligenza stessa e al servizio di questa indigenza e dei suoi interessi con
scienze che hanno utilita solo per tali fini, e si lascia corrompere e confinarsi in
questa aridita.

In Hegel, il tema della fine del periodo' artistico e parte integrante della
polemica contro il romanticismo reazionario che si abbandonava alla
elegiaca lamentazione del tramonto dell'individualita eccezionale, eroica e
artistica, del Medioevo, e tuonava contro la decadenza del mondo mo
derno, tutto fondato sulla fredda ragione e sull'oggettivita delle istituzioni
politiche e sociali. L'Estetica constata, ma senza nostalgia e rifiutando de
cisamente l'abbandono all'evasione: << Sono trascorsi i bei giorni dell'arte
greca, come pure l'eta d'oro del basso Medio Evo. La formazione rifles
siva della nostra vita odierna ci crea il bisogno, sia in relazione alla vo,
lonta che al giudizio, di fissare punti di vista generali e di regolare in
conseguenza il particolare, cosicche forme universali, leggi, doveri, diritti,
massime, valgono come motivi determinanti e sono cio che fondamental
mente ci guida , 67.
La vita e regolata da istituzioni oggettive: << II mondo moderno e essen
zialmente questa potenza di coesione, ed implica assolutamente la neces
sita di entrare in questo nesso della vita esteriore >> . Ma la centralita
delle istituzioni oggettive e anche la centralita dell'attivita e dell'interesse
politico: << Napoleone disse una volta a Goethe che al posto che nelle
tragedie antiche occupa il fato e subentrato nelle tragedie del nostro tem
po, la politica >>". t la centralita delle categorie e delle istituzioni poli
tiche ad aver creato una situazione nuova. In questo senso,
il nostro tempo, per la sua situazione generale, non e favorevole all'arte. Lo stesso
artista, nell'esercito della sua arte non soltanto e sollecitato ed influenzato ad in
trodurre nel suo lavoro sempre piu pensieri dalla riflessione che risuona attorno a
lui, ma l'intera formazione spirituale e tale che egli stesso sta dentro un simile

*7 W., XIII, pp. 23-25 (trad. it. cit., pp. 16-17).


68 W., XX, p. 72 (trad, it., Lezioni sulla storia della filosof?a, a cura di E. Codignola
e G. Sanna, Firenze, 1973, vol. III, 2, p. 14).
69 W., XII, p. 339 (trad, it., Lezioni sulla filosof?a della storia, a cura di G. Calo
gero e C. Fatta, Firenze, 1963, vol. III, p. 161).

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800 Domenico Losurdo
mondo riflessivo coi suoi rapporti, e ne potrebbe farne astrazione con la volonta e
la decisione, ne con un'educazione particolare o con I'allontanarsi dai rapporti della
vita, fingersi ed effettuare un isolamento particolare che ristabilisca il perduto.

t l'innocenza politica, e l'isolamento e l'immersione dell'artista in un


mondo fantastico e incantato, e questo che e venuto a cessare. In questo
senso, << l'arte, dal lato della sua suprema destinazione, e e rimane per
noi un passato ?. :t tramontata una visione del mondo tutta immersa nel
fantastico e nell'immaginario: ora l'arte << e relegata nella nostra rappre
sentazione ? 70 , ed e al tempo stesso largamente permeata di temi e mo
tivi provenienti dal mondo esterno, prosaico-politico. E dunque, << l'arte
non vale pi per noi come iA modo piu alto in cui la verita si d'a esistenza...
Nel progredire dello sviluppo culturale di ogni popolo giunge in generale
1'epoca in cui l'arte rimanda oltre se stessa... Si puo, si, sperare che l'arte
s'innalzi e si perfezioni sempre di piu, ma la sua forma ha cessato di es
sere il bisogno supremo dello spirito ?. La polemica e anche rivolta contro
i circoli cattolicheggianti della restaurazione i quali, nella bellezza artistica
della Chiesa o che la Chiesa aveva saputo suscitare, trovavano, il principale
argomento della loro campagna di proselitismo: << Per quanto possiamo tro
vare eccellenti le immagini degli dei greci, e vedere degnamente e perfet
tamente raffigurati il Padreterno, Cristo e Maria, tuttavia questo non basta
piu a farci inginocchiare ? 71.
La fine del periodo artistico e in Hegel - lo stesso vale anche per i suoi
discepoli - la fine del romanticismo, descritto e denunciato come la << con
sapevole aspirazione ad innalzarsi al di sopra del dato e del reale >>, ad
immergersi, con << arbitrario misticismo?# in << un mondo diverso, spirt
tuale e meraviglioso >>, ad inseguire i << miracoli dell'anima ? o la << favola >>
di una pretesa realta diversa e superiore. A tale atteggiamento sognante
e incline all'evasione Hegel contrappone << l'interesse e la coscienza delle
antitesi (Gegensiitze) piu acute e delle contraddizioni (Widerspriiche) che
ne scaturiscono, cosi come il coraggio a non metterle da parte con lamenti
e rassegnazione, ma a guardarle in faccia in tutta la loro determinatezza e
durezza, per cercare e conquistare solo nella loro soluzione il soddisfaci
mento dello spirito ? 72 La fine del periodo estetico e scandita dunque
dall'interesse e dall'impegno relativi alle << antitesi ? e << contraddizioni >>
oggettive, di natura eminentemente politica. Non c'e piu spazio per l'este
tismo. 1! solo mediante la filosofia che l'assoluto viene colto razionalmente:
e la filosofia che configura la comunita del concetto, ma la cetebrazione
della comunita del concetto e al tempo stesso la celebrazione della comu
nita politica. La decisiva importanza assunta dalla visione razionale e
scientifica del reale e anche la centralita delle categorie e delle istitu
zioni politiche: e il sorgere e lo svilupparsi di un mondo prosaico-politico

70 W., XIII, p. 25 (trad. it. cit. ?^Est?tica, pp. 17-18).


71 Ivi, pp. 141-142 (trad. it. cit., pp. 140-141).
72 S olgers nachgelassene..., cit., p. 167 e p. 184.

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801 Intellettuali e impegno politico in Germania

non e da rimpiangere, con lo sguardo rivolto al passato, come un sintomo


di decadenza, ma come un fondamentale progresso storico. La fioritura
artistica del Medioevo era un fenomeno d'evasione: << Lo spirito, dato che
non poteva trovare soddisfazione (Befriedigung) alcuna, si costrui median
te la fantasia, forme (Gebilde) piu belle, e in modo piu tranquillo e piu
libero, di quelle che presentava la realt?a >>
t questa centralita della politica che fa affermare ai discepoli di Hegel
che << nessuna filosofia che aggiri il concetto dello Stato puo soddisfare il
bisogno del, nostro tempo. Lo,<< stimolo degli uomini d'oggi >> e di vedere
in che modo il bene si realizza << in un organismo oggettivo della ragior
pratica >>; e se nel passato era possibile per il filosofo prescindere dallo
.Stato e dalle istituzioni politiche, << nel XIX secolo cio non e piu pos
sibile >>, ed e soprattutto la gioventu ad esigere dalla filosofia in primo
luopo la risposta a questa domanda: << Cos'e lo Stato? >>
Del resto l'accusa che Schelling rivolge ad Hegel nel Vormarz e quella di
aver svalutato in modo radicale il significato dell'arte, contrapponendo ad
essa non solo la celebrazione della filosofia, ma anche della comunita po
litica: << Lo spirito pienamente cosciente di se non si puo piu "abbassare"
(herablassen) all'arte. Secondo l'affermazione dei suoi sostenitori, Hegel
ha concluso anche la storia dell'arte. Dopo di lui non puo piu esserci poesia
e arte alcuna. Al posto di tale splendore nella storia e nell'arte, c'e solo un
unico surrogato: questa filosofia termina con la divinizzazione dello
Stato >>
Ma e lo stesso Schelling a formulare a sua volta la tesi, se non del tra
monto, dell'eclissi momentanea dell'arte in un mondo troppo dilaniato dai
contrasti politici per poterci sollevare ad una serena contemplazione estetica.
Sempre piui l'epoca procede nella distruzione di tutto cio che non 'e pura verita.
Ogni illusione e distrutta. Proprio per questo e inutile sperare dall'arte o dalla poe
sia la conciliazione delle contrastanti dissonanze. La storia mostra che l'arte e stata
educatrice di un tempo felice, ma non che abbia rimesso in ordine un tempo strap
palo dai suoi cardini. Si puo dire dell'arte quello che Schiller dice del segreto: << 11
segreto e per coloro che sono felici >>. Anche l'arte e per un tempo felice. Dopo che
i Greci sconfissero i Persiani e gli Ateniesi, ormai senza nemici, si erano affermati
come il primo popolo, allora sorsero spontaneamente i suoi piu grandi poeti e artisti,
Eschilo e Fidia. Allorche il papato, con Leone X, raggiunse il piu alto vertice della
sua potenza, non mentre aveva da combattere con il mondo in rivolta, ma quando
si affermava nel suo massimo splendore, allora Michelangelo e Raffaello ornarono
chiese e palazzi con opere immortali76.

t il rovesciamento della tesi che abbiamo visto in Heine, per cui proprio
la passione civile e politica stimolava lo sviluppo dell'arte piu autentica

73 Vorlesungen ?ber die Philosophie der Geschichte, in W., XII, p. 477.


74 K. Rosenkranz, Schelling, Danzig, 1842, pp. X-XI.
75 Grundlegung der positiven Philosophie, M?nchner Vorlesung WS 1832/33 und
SS 1833, a cura di H. Fuhrmans, Torino, 1972, p. 235.
76 Ivi, pp. 69-70.

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802 Domenico Losurdo

e piu alta; per Schelling, invece, l'infuriare del tumulto politico coincide
col silenzio dell'arte: in tale quadro la responsabilita di Hegel non con
siste solo nell'aver annunciato il superamento dell'arte nella filosofia, ma
anche nell'aver promosso, quell'assolutizzazione delle categorie politiche
che, disgregando e dissolvendo ogni << positivo >> punto di riferimento, &
la vera morte dell'arte. E qui Schelling finisce col rincontrarsi in qualche
modo con Heine e gli altri discepoli di Hegel: sia pure con un giudizio
di valore diverso e opposto, per l'uno come per gli altri e ormai un punto
fermo che, dopo gli ultimi sviluppi storici e politici e dopo la lezione
hegeliana, non e piu possibile o non e piu valida una distaccata contem
plazione estetica, la fruizione dell'oggetto artistico come trascendimento
o evasione dal mondo delle lotte e dell'impegno politico: soltanto, cio che
per gli uni e la fine di un'arte al tempo stesso disimpegnata e che sem
brava abbracciare la totalit"a della cultura, per l'altro e l'eclissi dell'arte,
la quale ultima potra rinascere a nuova vita solo quando si saranno pla
cati il tumulto e le passioni politiche.
A fondamento di tutto cio c'era una diversa concezione dell'arte, come
notava nel Vormarz un attento storico della filosofia: << Nell'intuizione
dell'arte in Schelling domina il sentimento mistico dell'immersione nel
l'assoluto >>, cio che conduce ad un privilegiamento della bellezza natu
rale; Hegel, al contrario, privilegia come << oggetto della rappresentazione
artistica l'uomo, e propriamente, non l'uomo considerato nella sua vita
meramente interiore e nel suo rapporto con la natura, ma l'uomo come
essere sociale (sociales Wesen), come rappresentante dell'umanita, del
suo sviluppo e delle sue vicende storico-universali >> 77

5. Estetismo e umiliazione nazionale. Ma a questo punto e del piu grande


interesse esaminare le profonde modificazioni che il tema della fine del
periodo estetico subisce in Haym. Per un verso, sul piano della ricostru
zione storica, si afferma che lo << Stato estetico >> vagheggiato dai << nostri
due grandi poeti all'apice della vita spirituale tedesca >>, era in << interiore
affinita elettiva >> con la corrente conservatrice che in quello stesso mo
mento trovava in Burke la sua piu alta espressione 7: come e risultato
anche dalla nostra ricerca, l'estetismo era una risposta conservatrice o mo
derata alla politicizzazione provocata dalla rivoluzione francese. Ma, per
un altro verso, allorche l'analisi dell'estetismo si trasforma in denuncia
morale, essa colpisce in primo luogo Hegel e la filosofia classica tedesca.
Strada facendo, 1'estetismo ha mutato profondamente significato; i suoi
frutti piu amari vengono ora individuati nella disfatta di Jena. Gli spiriti
erano stati << inebriati dal soffio della vita estetica, sopraffatti dalla forza

77 K. Biedermann, Die deutsche Philosophie von Kant bis auf unsere Zeit, Leipzig,
1842 (ristampa anastatica Aalen, 1973), vol. II, p. 452.
78 Si veda la voce dedicata a Gentz sulVErsch und Gruber sehe Enzyklop?die, I se
zione, vol. 58, 1854, p. 332.

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803 Intellettuali e impegno politico in Germania

narcotica della metafisica >>? . La << metafisica >>, che gia era stata messa
sotto accusa durante i Befreiungskriege come responsabile, a causa del suo
cieco entusiasmo per le idee rivoluzionarie provenienti da oltre Reno,
della diffusione di un atteggiamento fatto di disfattismo e di nichilismo
nazionale, la filosofia classica tedesca qui diventa tutt'uno con l'estetismo:
<< furono trascurati gli interessi etici della nazione >> e si sviluppo un << falso
idealismo >>.
L'estetismo e ormai diventato sinonimo di disimpegno nazionale. << La
nuova filosofia cresciuta sul terreno del nostro classicismo ellenizzante si
inchino, con sagacia costruttiva priva di scrupoli morali, alla stella del
vincitore >> '. Estetismo e sinonimo di atteggiamento filonapoleonico: le
fantastiche visioni, che caratterizzano la Fenomenologia dello spirito sti
molano il suo autore a sacrificare << la fede nel suo popolo al fantasma
dello splendore napoleonico >>. Per cogliere il reale significato dell'accusa
di estetismo, si tenga presente che essa s'identifica con l'accusa di astrat
tezza metafisica: secondo Haym nel sistema hegeliano <? alla corda della
metafisica viene impiccata la vita, la liberta individuale e la storia >>; e
fu una conseguenza di questa << illusione metafisica >> la implacabilmente
denunciata << indifferenza e falsa apartiticita >> con cui non solo Hegel, ma
anche numerosi intellettuali tedeschi guardarono alle << calamita del se
colo 81, Estetismo dunque come adesione alla << metafisica >> politica
proveniente da oltre Reno, e che impedisce di cogliere la concretezza della
tragedia del popolo tedesco.
Si comprende perche la denuncia colpisce in primo luogo Hegel: << l'asso
lutismo dell'eticita si trasforma nell'assolutismo della fantasia > 82. Proprio
perche l'eticita e la categoria antinazionale per eccellenza, e anche la ca
tegoria maggiormente viziata di estetismo. t la contemplazione solitaria
di una totalitia narcisisticamente goduta nella sua interna perfezione, men
tre nella realta la patria e umiliata e oppressa. tE il superamento ad un
livello meramente estetico delle contraddizioni reali, perche ignora la dram
maticita e l'urgenza della questione nazionale; in questo senso e l'espres
sione piu clamorosa del << tentativo di estetizzare lo stesso pensiero >>.
Al tempo stesso Hegel e accusato di intellettualismo e di calpestare il di
ritto della << verit"a individuale e vivente del bello >? 3. Infatti quella to
talita prodotta esteticamente, che e l'eticita, e anche l'annullamento del
l'individuale, quindi di ogni bellezza e di ogni ricchezza di vita interiore.
Erano queste ultime le accuse che generalmente venivano rivolte ai gia
cobini. E la categoria dell'eticita, proprio per gli echi antichi e giacobini
che rivela, conferma ancora una volta il suo carattere estraneo alla tra
dizione germanica e antinazionale; l'assunzione e la celebrazione di tale

79 Ivi, p. 358.
80 Wilhelm von Humboldt, Halle, 1856 (ristampa anastatica Osnabr?ck, 1956), p. 256.
81 Hegel und seine Zeit, cit., pp. 273-274.
82 Gentz, cit, pp. 358-359.
83 Wilhelm von Humboldt, cit, p. 613.

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804 Domenico Losurdo

categoria, che favoriva la penetrazione delle idee e degli eserciti provenien


ti da oltre Reno non puo che essere il risultato di un'ingenua e perversa vi
sione estetizzante.
La critica dell'estetismo si configura ormai come la critica e la denuncia
della filosofia e della cultura tedesca che si era lasciata accendere d'entu
siasmo per la rivoluzione francese. Privi di senso politico e di coscienza
nazionale, i tedeschi si consolarono, trasfigurando la loro miseria poli
tica nella contemplazione dell'Ellade, a cui paragonavano il proprio paese
e in cui sembrava fosse immersa la loro esistenza; nella loro << contempla
tiva apartiticita >>, non erano in grado, al contrario dei loro scaltri vicini,
di cogliere e difendere i loro interessi nazionali. t cosi che la Germania
divenne << la preda e lo zimbello di quel popolo assetato di conquiste, che
propagandava il cosmopolitismo e l'idealismo in funzione della propria
ambizione ed egoismo nazionale. Le idee e le frasi della rivoluzione fran
cese avevano per la Germania tessuto il filo mediante il quale subito ci
strangolarono la diplomazia e gli eserciti della repubblica francese >>4.
Haym coglie qui un problema reale. I1 ritardo con cui si sviluppo in Ger
mania la coscienza nazionale favori l'espansionismo francese e napoleonico,
ma per questo ritardo, invece che l'arretrata struttura feudale del paese,
mette sotto accusa le idee scaturite dalla rivoluzione francese, e soprat
tutto l'entusiasmo degli intellettuali tedeschi per tali idee. Di conseguenza,
il ritardo con cui in Germania si sviluppa la resistenza contro gli invasori,
invece che essere spiegato con la difficolt"a di individuare il momento di
svolta della situazione oggettiva, quando la guerra condotta dalla Francia
da guerra di difesa nazionale si trasforma in guerra di rapina neocoloniale
- in primo luogo ai danni della Germania -, viene addebitato all'inge
nuita e all'estetismo degli intellettuali che avevano abboccato all'amo della
propaganda rivoluzionaria francese; e assieme agli intellettuali tedeschi
finisce coll'essere condannato non solo l'espansionismo che a un certo pun
to si manifesta, ma la rivoluzione francese in quanto tale.
Si ripete il dramma dei Befreiungskriege, un'autentica guerra di liberazio
ne nazionale, ma accompagnata da un'ideologia gallofoba e quanto mai
equivoca. Era un dramma di cui si era accorto Hegel, allorche a Berlino,
ormai consapevole della necessita e legittimita storica della sollevazione
antinapoleonica, aveva cercato di liberarla dalla sua gallofobia, dall'ideo
logia teutomane che l'aveva accompagnata, disinquinando la coscienza na
zionale tedesca allora in formazione da ogni elemento irrazionalistico e
sciovinistico 8. La condanna che Haym e la borghesia postquarantottesca
pronunciano di Hegel, liquidato come ? estetista >>, e anche la condanna di
tale tentativo. Ma le conseguenze sono ora ben piu gravi che ai tempi dei
Befreiungskriege: non siamo piu in presenza di un movimento di massa e

84 Ivi, p. 252.
85 Rinviamo al nostro La ? politica cult?rale ? di Hegel a Berlino. Illuminismo, rivo
luzione e tradizione nazionale, in Aa. Vv., Tra idealismo e marxismo, a cura di P.
Salvucci, Urbino, 1981, pp. 137-302.

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805 Intellettuali e impegno politico in Germania

di un popolo in lotta per la sua, liberazione, il veleno sciovinistico e anti


democratico penetra ormai profondamente in una borghesia che, da una
parte, ha rinunciato ad ogni coerente lotta antifeudale e, dall'altra, e in
via di poderosa ascesa economica.
S da tener presente che non abbiamo a che fare con la denuncia di una
singola personalit"a, ma con la resa dei.conti di un partito nel suo complesso,
il partito nazional-liberale. Tutto lo splendore della filosofia e della poesia
classica tedesca - dichiara un saggio apparso sugli << Annali prussiani >>
e 'che, come vedremo, esercita una profonda influenza nella storia del
liberalismo tedesco - non e riuscito ad evitare << la miserabile catastrofe
del 1806 >>; Jena e la dimostrazione dell'irresponsabilita patriottica di que
gli intellettuali che, ispirandosi a << quegli apolidi (vaterlandslos) di Greci,
i quali avevano una patria solo nelle idee ?, si rinchiusero in un << ideali
smo antico ? in stridente contraddizione con le << condizioni di fondo della
vita moderna, e specialmente di quelle germaniche >. Proprio l'umiliazione
subita dalla Germania al tempo dell'occupazione napoleonica doveva ser
vire di monito ai tedeschi perche abbandonassero la cieca fiducia nelle
<< idee > e si impegnassero nella lotta per conquistare non solo l'<< indipen
denza esteriore >, ma anche quella riguardante le convinzioni piu intime
e profonde; si trattava di liberarsi dalle idee provenienti da oltre Reno,
dall'influenza dei << giornali e Camere francesi ? "6
Adesso e chiaro: se l'estetismo non e altro che l'entusiasmo << ingenuo?
per le idee scaturite dalla rivoluzione francese, allora il periodo estetico,
iniziato nel 1789, termina nel 1848: non era s-tata anche quest'ultima rivo
luzione accompagnata da un entusiasmo filosofico altrettanto astratto? Non
era stata accompagnata, sul piano ideologico, da una filosofia, quella he
geliana, nata sul terreno dell'ammirazione per la rivoluzione francese, e
quindi profondamente viziata di estetismo? I1 suo stesso esito fallimen
tare non dimostrava l'astrattezza, l'immaturita degli ideali che ne erano
stati all'origine? Preso atto di tale fallimento, inizia il periodo propria
mente politico: la fine del periodo estetico e dunque il tramonto delle ideo
logie, degli ideali rivoluzionari. Da Heine e dalla scuola hegeliana ad Haym,
dal Vormarz agli anni della delusione e del disincanto postquarantottesco,
il tema del passaggio dal periodo artistico a quello politico ha visto il
suo significato mutare di segno in modo radicale: nel primo caso stava a
significare l'attesa di una rivoluzione, o comunque di un profondo rinno
vamento politico, sull'onda di una filosofia, che era essa stessa il pendant
teorico della rivoluzione francese, e che era chiamata dal movimento in
corso a tradursi nella pratica anche in Germania; nel secondo caso si
gnifica l'addio ad ogni progetto di trasformazione radicale, ad ogni ideale
rivoluzionario, il richiamo al senso della realt"a, ad un empirismo che pero

86 H. Baumgarten, Der deutsche Liberalismus. Eine Selbstkritik, 1866, a cura di A.M.


Birke, Frankfurt a. M.-Berlin-Wien, 1974, pp. 29-30, p. 32 e p. 35. Il saggio
fu originariamente pubblicato sui ? Preussische Jahrb?cher ?.

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806 Domenico Losurdo

gi'a si va configurando come culto della forza e della potenza. << Nella
rivoluzione che abbiamo vissuto - dichiara Haym - si tradusse in realta
e naufrago l'astratto pathos della liberta ?>. t necessario allora un radicale
ripensamento: << Per la nostra nazione sar"a salutare se, nella sua attivit'a
speculativa, interverra una pausa, un periodo di raccoglimento e di prepa
razione >> 87?

6. Critica dell'estetismo e svolta antidemocratica. : la filosofia, e la spe


culazione che si era resa responsabile della rivoluzione e dei suoi << ec
cessi>>, ad essere messa in stato d'accusa dopo il '48. Ad essere messa
in discussione e la filosofia classica tedesca nel suo complesso. Nell'am
bito della ritrascrizione in chiave nazional-liberale della storia culturale
della Germania, che vede impegnati Haym e gli << Annali prussiani >>, il
filo conduttore della denuncia dell'<< estetismo >> consente un'epurazione
su larga scala - epurazione s'intende della storia della cultura tedesca
dalle sue figure, dai suoi temi e dai suoi filoni di carattere democratico e
progressista. Senza appello e il giudizio sul giacobino Forster: un << visio
nario >> (Schwarmer), una personalita dominata al tempo stesso dalla << va
nita >> e da << idealismo immaturo >>. Abbiamo gia visto essere il << falso
idealismo ?> un elemento centrale per l'individuazione dell'estetismo: ? 11
suo entusiasmo filosofico per la liberta, il suo caldo e puro amore del
l'umanita precipito, sul piano pratico, nella stoltezza, persino nel crimi
ne > 88
In Kant Haym apprezza il criticismo utilizzato in funzione della celebra
zione dell'interiorita in un momento in cui la borghesia e spinta dalle sue
frustrazioni politiche ad un doloroso ripiegamento su se stessa; ma non
apprezza certo il filosofo che aveva salutato l'Illuminismo e la rivolu
zione francese, il filosofo che da Hegel era stato visto come il pendant di
Rousseau e da Heine addirittura come il pendant di Robespierre. E,
ugualmente, per quanto riguarda Fichte, si esalta, nel quadro di una con
trapposizione polemica rispetto ad Hegel, la sua decisa partecipazione alla
lotta antinapoleonica, ma non certo il radicalismo democratico e giaco
bino. <? Calunniava molto bene la sua filosofia chi la chiamava democra
tica >>, afferma La scuola romantica, in un momento in cui l'adesione a
Bismarck ha ulteriormente accentuato l'involuzione di Haym. Sulle orme
della rivoluzione che divampava al di la del Reno, sulle orme di quello
che stavano facendo i francesi << per trasformare, mediante un colpo di
mano, il loro Stato in uno Stato della ragione>>, Fichte << era certamente
dell'opinione che anche nello Stato debbano regnare incondizionatamente
la ragione, il puro uguale diritto e la pura uguale liberta >>. La democrazia
non poteva non sfociare nel terrorismo: ? Al precetto assoluto che ci

87 Hegel und seine Zeit, cit., p. 464 e p. 466.


88 Ein deutsches Frauenleben aus der Zeit unserer Literaturbl?the, in R. Haym,
Gesammelte Aufs?tze, cit., pp. 426-427.

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807 Intellettuali e impegno politico in Germania

deve essere il bene sacrificava, senza risparmio, con una specie di terro
rismo, la sensualita, la bellezza e tutta la vita individuale >> ?.
I1 tema dunque del parallelismo tra rivoluzione francese e idealismo te
desco viene ripreso, ma con segno completamente rovesciato: << Era I'as
solutismo privo di scrupoli del governo rivoluzionario francese che trovava
il suo rispecchiamento tedesco nella dottrina fichtiana dell'incondizionato
dominio solitario dell'io autodeterminantesi >). << Non contento della su
premazia dell'autocoscienza umana sulle cose, [Fichte] trasformava questa
stessa in una onnipotente tirannide >, con l'io che si contrapponeva alla
natura << senza rispetto e in modo terroristico >>, Ma l'accusa in questione
coinvolge complessivamente l'idealismo tedesco: esso guardava con simpatia
e partecipazione al << culto pratico-fanatico della ragione e della liberta >>
che celebrava i suoi fasti al di lIa del Reno, in quanto gia in se stesso
nutriva ammirazione, sia pure in modo piu tranquillo e riservato, per
quelle medesime << potenze >>, per quei medesimi ideali '". Se nel Vormarz
il parallelismo istituito tra sviluppo rivoluzionario in Francia e sviluppo
filosofico in Germania accompagna la polemica e la lotta antifeudale,
dando espressione alla carica di rinnovamento dei ceti intellettuali e della
borghesia liberale e contribuendo alla preparazione ideologica del '48,
negli anni successivi il tema del parallelismo serviria per metter in stato
d'accusa e la tradizione rivoluzionaria francese e gli echi di tale tradizione
nella filosofia classica tedesca. A questo punto e tutta la storia culturale
della Germania che dev'essere ripensata in funzione della nuova colloca
zione del partito liberale, anzi nazional-liberale. In Germania si e fatta
pesantemente sentire la mancanza di un Burke, cio che ha contribuito
alla larga diffusione di un << modo antistorico di pensare >>. Collocando in
questa tradizione culturale e politica gli entusiasmi rivoluzionari del gio
vane Hegel, Haym scrive:
Accadde cosi che i tedeschi, col loro idealismo, con la loro verginita politica, col
loro amore della liberta passivo e benevolo furono gli spettatori predestinati, i natu
rali claquers del dramma rivoluzionario che iniziava. In Germania non c'e stato un
Burke. Da Klopstock e Stolberg sino a Kant e Fichte, uomini come Forster e uomini
come -Gentz, tutti salutarono con la stessa approvazione entusiastica le prime scene
della grande tragedia 91.

vero che, successivamente, non pochi si sono ritratti inorriditi dinanzi


al Terrore, e, tuttavia, alcuni motivi potenzialmente razionalistici e gia
cobini sono rimasti. Fare definitivamente i conti con tali motivi, riscri
vendo in chiave nazional-liberale la storia culturale e filosofica tedesca,
e il compito che si assume Haym a nome di un'intera classe sociale, a
partire da Hegel und seine Zeit e proseguendo coi numerosissimi saggi
dedicati a personalita e movimenti della storia culturale tedesca. II ripen

89 R. Haym, La scuola rom?ntica, trad. it. di E. Pocar, Milano, 1971, pp. 243-245.
90 R. Haym, Hegel und seine Zeit, cit., pp. 129-132 e p. 32.
91 Ivi, p. 32.

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808 Domenico Losurdo

samento di tale storia raggiunge iA suo culmine con La scuola romantica:


viene sottoposto ad ulteriore drastico ridimensionamento il ruolo dell'idea
lismo, in parte sminuendone il significato e l'importanza, in parte rias
sorbendolo, per quanto riguarda Fichte, nella storia del romanticismo,
di cui viene sottolineata e dilatata l'influenza sullo stesso Hegel. In un
certo senso, sembra dissolversi la stessa categoria storiografica del?<< idea
lismo tedesco >> e sono invece i romantici ad essere definiti << quei gio
vani idealisti che al limite tra i secoli XVIII e XIX si impadronirono
della fantasia e del pensiero, della poesia goethe-schilleriana e della filo
sofia kant-fichtiana al fine di perfezionarle e continuarle in un'evoluzione
radicale >>; << anche i tedeschi fecero la loro rivoluzione. La storia della
scuola romantica e la storia di una rivoluzione letteraria che non solo
era intesa come tale, ma come tale ha anche esercitato i suoi effetti >>. II
pendant tedesco della rivoluzione francese non e piu l'idealismo, ma il
romanticismo! In tale prospettiva, la rivoluzione e il romanticismo della
politica: a tali romanticherie si puo guardare con tanto maggior distacco,
ora che l'intera nazione sembra essersi liberata dall'<< astrattezza >> del '48
(e dell'89) ed e impegnata nell'opera ben piu << positiva >> di edificazione
del secondo Reich. Peraltro, per quanto riguarda la Germania, e per sua
fortuna, si 'e trattato di un pendant puramente letterario. Parlando della
attivita di un autore romantico alla fine del Settecento, Haym scrive:
<? Tieck fu tutt'altro che una mente politica: ma quanti suoi compatrioti
lo furono in quei giorni? I suoi interessi erano rivolti in astratto alla
letteratura, alla poesia, al teatro: in Germania non se ne erano avuti altri
da molto tempo... >>. In realt"a, a quell'epoca, come in piu occasioni fa ri
levare lo stesso Haym, la rivoluzione francese aveva suscitato l'entusiasmo
o l'interesse di numerosi intellettuali tedeschi e ne aveva profondamente
nutrito la riflessione culturale e filosofica. La fine del periodo << artistico >>
coincide con l'inizio, dopo il tramonto dei miti idealistici e rivoluzionari,
della politica << positiva #.
L'< astrattezza >> del romanticismo e in generale della cultura e della fi
losofia del periodo << artistico >> e il riflesso dell'insufficiente sviluppo po
litico e soprattutto nazionale della Germania. II ritardo politico di questo
paese rispetto alla Francia e all'Europa e stato ampiamente colmato con
l'avvento di Bismarck che ormai si avvia, mentre esce La scuola roman
tica, alla fondazione del secondo Reich. La ritrascrizione in chiave nazio
nal-liberale della storia culturale tedesca e giunta ad un momento di
svolta. Ridimensionata e reinterpretata la storia dell'idealismo, fatti i
conti coi residui razionalisti e giacobini e vista la cultura del periodo arti
stico come un lavoro di gestazione, sia pure ingenuo e fantasticheggiante,
dei successivi sviluppi << positivi >>, e chiaro che bisogna ricollocare il ro
manticismo propriamente detto:
Nella coscienza odiema cio che si dice << romantico >> non gode alcun favore. Al,
biamo ormai alle spalle, si, il tempo in cui la maggioranza determinante del nostro
popolo faceva la guerra al romantico con odio e passione e reputava di doversene

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809 Intellettuali e impegno politico in Germania

difendere, per cosi dire, col ferro e col fuoco. Abbiamo ancora troppo nella memoria
il periodo della nostra storia recente durante il quale la scienza, lo Stato e la Chiesa
si vedevano minacciati, con I'aiuto del potere, da un'invasione di idee ostili alla li
berta, di tinta romantica92.

A quel tempo << romantico era identico a reazionario >>; ma quella lotta e
ormai sentita come un impaccio, come un equivoco che ostacola seria
mente la ritrascrizione in senso nazional-liberale della storia culturale tede
sca. Era stata una lotta che, stimolata dalla lezione hegeliana, aveva
visto impegnati in particolare gli << Annali di Halle >> e la << Giovane Ger
mania >> e che nel Vormarz aveva trovato la sua espressione piu felice e
piu matura in un'opera di Heine con lo stesso titolo di quella di Haym,
ma che in quest'ultima non 'e mai citata, anche se forse, a giudicare alme
no dalle dichiarazioni sopra riportate, e costantemente presente, sia pure
come termine polemico di riferimento. Quella lotta che, sbeffeggiando il
culto narcisistico della propria ineffabile interiorita e della coscienza pri
vata e respingendo l'esoterismo e I'aristocraticismo dell'intuizione e del
<< sapere immediato >>, era tutta percorsa da una carica antifeudale, razio
nalistica e democratica, quella lotta non poteva essere facilmente riassor
bita nello schema liberal-nazionale. t vero che lo stesso Haym vi aveva
partecipato negli anni Quaranta, in un momento in cui - ricorda nella
sua autobiografia -<< che si provenisse dalla filosofia hegeliana o dalla
scuola di Schleiermacher >> si era chiamati a << difendere i grandi princlpi
della liberta di pensiero e di confessione religiosa contro le mire roman
tiche della reazione >>93. Ma il fallimento del '48 gettava una nuova luce
su una lotta che era stata parte integrante della preparazione ideologica
della rivoluzione. Nel 1870, poi, essa ha perso qualsiasi attualita: << Que
sto periodo, ripetiamo, e sorpassato. Noi ricordiamo le battaglie del de
cennio dopo il '40 come un sogno ormai svanito. Un'altra battaglia e in
cominciata, piu seria e piu pratica, cio"e il lavoro fiducioso e sereno del
progresso sul terreno miracolosamente conquistato dell'indipendenza na
zionale, orgogliosa del proprio potere >>
La scuola romantica sviluppa l'operazione iniziata con Hegel e il suo tem
po: i conti con la storia dell'idealismo tedesco si sommano coi conti col
movimento liberale prequarantottesco e prebismarckiano nel suo com
plesso. Certo, mentre la macchina bellica prussiana da prova della sua ef
ficienza con le sue folgoranti vittorie prima contro l'Austria e ora contro
la Francia, non si tratta certo di riproporre le fantasticherie del romanti
cismo a scapito della celebrazione dell'indipendenza e della potenza con
quistate, dello spirito << realistico >> che ha reso possibile tutto cio. Ma la
critica prequarantottesca del romanticismo era essa stessa inficiata di ro
manticismo in quanto estranea all'autentica cultura << positiva >> e prigio

92 La scuola rom?ntica, cit., p. 5, p. 14, p. 98 e p. 3.


93 R. Haym, Aus meinem Leben, cit., p. 160.
94 R. Haym, La scuola rom?ntica, cit., p. 4.

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810 Domenico Losurdo

niera di miti che hanno rivelato il loro carattere fantastico nel fallimento
della rivoluzione. Sulla base dell'esperienza accumulata nell'assemblea co
stituente di Francoforte, Haym attribuisce la responsabilit"a di tale falli
mento alla sinistra e alle sue c< stravaganti e irrealizzabili teorie della li
berta >>, e, in misura minore, al centro ancora impacciato da << goffe dot
trine >>?9. Ora una nuova epoca e iniziata: << Anche la letteratura scien
tifica deve avvantaggiarsi di quel senso del reale e del vero che ha co
minciato a pervadere le grandi linee della vita pubblica e tutte le inda
gini e le creazioni dell'epoca presente >> ?.
II superamento della Romantik e allora la Realpolitik, e nella prima cate
goria rientra in qualche modo la storia culturale che precede l'avvento di
Bismarck. L'<< astrattezza >> che Hegel und seine Zeit aveva denunciato,
dopo il '48, in relazione all'hegelismo e alla storia dell'idealismo tedesco
in genere, ora, dopo la dimostrazione che solo una politica di potenza
ha saputo procurare alla Germania l'indipendenza nazionale e un posto
di rilievo nelle relazioni internazionali, viene anche denunciata in relazione
alla storia del liberalismo postquarantottesco che, evidentemente, per
aver tardato a conciliarsi col << cancelliere di ferro ?, era ancora affetto
da dottrinarismo, residuo di un'epoca ormai tramontata. Descrivendo le
esitazioni di cui lui stesso aveva dato prova prima di passare definitiva
mente nel campo dei sostenitori di Bismarck, Haym scrive: << Avevo trop
po in me ancora del non pratico idealismo tedesco >>; era questo impaccio,
di cui non si era ancora del tutto liberato, che ritardava la sua rottura
finale con l'<< astratto liberalismo teorico >>. Ma furono poi i fatti a fu
gare le residue esitazioni e a convincerlo che era ormai << tempo di fare
politica positiva >>, ponendosi << assieme al governo sul terreno naziona
le >>9 . Il carattere << astratto >> e << non pratico >> dell'idealismo tedesco
e individuato nei suoi permanenti legami con la tradizione rivoluzionaria
francese. E una critica di segno opposto a quella di Marx: non un'astrat
tezza che itrova la sua causa nell'assenza e nel ritardo di uno sviluppo
borghese moderno in Germania e che consiste nell'esprimere a livello pu
ramente speculativo, la tradizione rivoluzionaria francese, ma un'astrattezza
individuata da Haym nell'incapacitai di rompere totalmente per l'appunto
con tale tradizione.

7. Scienza della natura, rivoluzione e reazione. II tramonto delle ideologie,


la svolta antidemocratica, si abbatte anche sui transfughi dell'hegelismo e
della rivoluzione del '48. Pochi anni dopo questo avvenimento cruciale,
anche Bruno Bauer e dell'opinione che, alla luce dei fatti, la filosofia si
e definitivamente screditata: << Non e un caso che la catastrofe che si e
abbattuta contemporaneamente su tutto il sistema degli Stati europei, sul

95 R. Haym, Die deutsche Nationalversammlung von der Kaiser w?hl bis zu ihrem
Untergange, Berlin, 1850, p. 192 e p. 193.
96 La scuola rom?ntica, cit., p. 4.
97 R. Haym, Aus meinem Leben, cit., p. 286, p. 288 e p. 291.

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811 Intellettuali e impegno politico in Germania

costituzionalismo come sulla metafisica, sia un fatto unico, intimamente


unitario >> . Il filosofo dell'assoluta autocoscienza, che aveva esaltato la po
tenza illimitata della critica, e che per il suo esasperato idealismo si era
attirato il sarcasmo di Marx, ha totalmente rivisto il suo credo filosofico.
Adesso polemizza contro le << astratte teorie ?, celebra l'emancipazione
<< dall'astratto dominio dei concetti ?. Ma questa svolta non ha nulla di
progressivo, che anzi si accompagna alla presa di distanza e alla condanna
della democrazia, il cui errore e << di ridurre una situazione reale ad una
formula astratta, la realta effettuale ad un sogno, il dato di fatto ad un
dogma, e di non saper riconoscere nei dogmi, nelle esigenze e nelle formule
il riflesso o l'espressione della realta vivente ?.
Crisi della filosofia, e cioe dell'idealismo tedesco e dell'hegelismo, e crisi
del << costituzionalismo ? e della democrazia sono qui tutt'uno, ed 'e una
crisi che viene trasfigurata e celebrata come il raggiungimento di un piu
alto punto di vista legato alla pratica e ai dati di fatto reali. In questo
quadro la persecuzione reazionaria contro quella filosofia, che pure nel
Vormarz era stata considerata dallo stesso Bauer come la chiave di volta
per il rovesciamento del vecchio ordine, viene ora, se non apertamente
giustificata, vista con distacco:
Quando il governo austriaco destitui, un anno fa, un professore di filosofia, defini
prodotto confuso di una fantasia poetante il sistema hegeliano che quello insegnava;
finora mai un governo aveva giudicato un sistema filosofico con tanto disprezzo e
con tanta precisione. Quando, quasi contemporaneamente, il governo di Luigi Na
poleone destitui Quinet e Michelet (che non sono nemmeno dei metafisici, ma solo
dei literateurs) un giornale francese, per giustificare questa misura, domando se si
poteva pretendere che il popolo pagasse dei filosofi che si facevano dovere di sra
dicare le basi della sua fede; - non si era mai risolto con simile brevita e con si
mile brutalita il problema della condizione deila filosofia nella societa borghese.
Quando, due anni fa, l'Austria minacciava la guerra, un giornale croato sostenne la
tesi che era tempo dhe la Germania fosse riformata, ed, in particolare, che le sue
universita fossero liberate dalle loro astratte teorie - e questa affermazione di
fonte slava non e isolata: anzi esprime cio che tutta l'Europa pensa della filosofia.

E Bruno Bauer si affretta a dichiarare che << l'Europa ha ragione >>. L'ideo
logia che aveva guidato il movimento liberale e antifeudale nel Vormarrz
appare ora come espressione di una << fantasia poetante ?, perche come
espressione di << fantasia poetante ? appare ora la stessa rivoluzione. La
filosofia e si << astratta ? e al di fuori della realta, ma la sua << astrattezza >>
e il suo carattere << fantastico ? sono ancora visti come pericolosi per
l'ordine costituito.
L'unica rivoluzione cui ancora ci si puo richiamare e quella industriale,
che non richiede uno sconvolgimento preliminare del quadro politico esi
stente e che, con passo di ferro, superando irresistibilmente, ma senza
scosse violente, ogni ostacolo, assicura alla borghesia, se non la pienezza
del potere politico, comunque la potenza economica e una crescente in
fluenza ad ogni livello, pur senza elezioni generali e senza costituzione de

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812 Domenico Losurdo

mocratica. Di qui allora la celebrazione della tecnica e della scienza, la


cui << praticita >> e polemicamente contrapposta all'< astrattezza >> della fi
losofia. t un gran progresso che le universita si spopolino di filosofi
e si riempiano di ingegneri e tecnici:
I popoli, che vogliono riuscire una buona volta a sottomettere la natura, hanno bi
sogno soltanto dell'ingegnere che dia indirizzi nuovi e redditizi alle imprese indu
striali, e che superi, nella realizzazione di nuovi mezzi di comunicazione, difficolta
di fronte a cui si era finora indietreggiato; - questo e l'uomo in cui i popoli confi
dano per la loro lotta pratica contro il tempo e lo spazio; i popoli non hanno tempo
ne voglia di stare a sentire la disputa dei filosofi sul tempo e sullo spazio, o di inte
ressarsi dell'abilita con cui questi ultimi sanno realizzare il passaggio dall'ideale alla
natura.

fE trasparente la polemica contro Hegel e l'idealismo in genere. Ma non


si tratta in alcun modo di un passaggio al materialismo, che anzi questa
polemica e in funzione della trasfigurazione ideologica e della celebrazione
della forza in quanto tale. La filosofia e tramontata, e per i governi << le
loro scuole filosofiche sono gli eserciti permanenti che attualmente si sono
messi d'accordo nell'insegnare ai popoli l'unico sistema per ottenere la
quiete e l'ordine che e compatibile coi tempi che corrono >> . La crisi
della filosofia e la crisi dei miti dell'89, e Bauer che nel Vormarz aveva
visto nell'hegelismo un pendant dell'Illuminismo francese e quindi un
movimento che, sul piano ideologico, spianava la strada alla rivoluzione
tedesca, ora, coerentemente, nel fallimento del '48 in Germania e in Eu
ropa e nell'ascesa di Luigi Bonaparte, vede il fallimento sia della tradi
zione rivoluzionaria francese sia dell'hegelismo che era stato visto ed esal
tato come costruito per l'appunto su tale tradizione.
Questo richiamo alla scienza della natura in funzione polemica contro
l'ideologia e i miti scaturiti dall'89 si trova anche in Haym:
Ci troviamo in un grande e pressocche generale naufragio dello spirito e della fede
nello spirito in quanto tale. Gettiamo pure via l'ultimo residuo di pudore dinanzi
alla nuda verita dei fatti! Uno sconvolgimento senza precedenti e decisivo ha avuto
luogo. Questo non e piu tempo di sistemi, non e piu tempo per la poesia e la
filosofia. : invece tempo in cui, grazie alle grandi scoperte tecniche del secolo, la
materia sembra essere diventata vivente.-Tramite questi trionfi della tecnica vengono
sconvolti e riplasmati i fondamenti piu basilari della nostra vita fisica e spirituale.
L'esistenza dei singoli come dei popoli viene condotta su nuove vie e verso nuovi
rapporti. La libera costruzione nell'elemento dell'idea sembra sospesa, fin quando sono
in corso queste enormi innovazioni materiali, i cui effetti sono imprevedibili, e che
la stessa immaginazione dispera di afferrare. Ogni spiritualismo e idealismo sembra
dover ammutolire, perche le forze della natura messe al servizio della vita umana
si trovano in fermento e cercano una nuova configurazione 99.

98 B. Bauer, La Russia ie il germanismo, 1853, in La sinistra hegeliana, a cura di K.


Lowith, trad. it. di C. Cesa, Bari, 1966 2, pp. 266-271, passim.
99 Hegel und seine Zeit, cit., pp. 5-6.

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813 Intellettuali e impegno politico in Germania

Ma, in realta, le vecchie ideologie cedono iA posto a nuove e piu perico


lose ideologie, alla celebrazione della forza. << Dobbiamo contare soltanto
sulla nostra forza >>, ed e questa la conclusione, << l'unico guadagno della
nostra millenaria storia >>: dichiara Bruno Bauer, esponendo pero una
convinzione largamente diffusa. << Si decida una buona volta il Germano
a cercare salute nel troncare, nel concludere, nell'eliminare problemi ormai
invecchiati >*; si prenda finalmente esempio dalla Russia, che col suo in
tervento controrivoluzionario lin Ungheria, e uscita ulteriormente raffor
zata dagli sconvolgimenti del '48 e che << ha superato con prontezza e ra
pidita gli scrupoli dello spirito tedesco >> 'O. La Russia, che nel Vormdrz
era stata vista come iA simbolo stesso dell'oppressione nazionale e del
I'autocrazia, diventa ora in Bauer il simbolo della buona riuscita negli
affari internazionali.mediante l'uso calcolato e spregiudicato della forza:
e la potenza che ha saputo fare << guadagni assai piu grandi e piu sicuri
di iquanto avesse potuto fare lo stesso popolo francese nell'entusiasmo
della sua rivoluzione >>
Dopo il 1848, all'interno di un processo di dimensioni europee, comincia
a prender piede in Germania la celebrazione del mito della forza, che si
diffondera ulteriormente coll'avvento di Bismarck e coi primi successi
nel processo di unificazione nazionale e che, infine, raggiungera il suo
apogeo con la conclusione vittoriosa della guerra franco-prussiana e la
fondazione del secondo Reich, cui si e giunti non certo perseguendo
<? astratti ? ideali 02. << Non al liberalismo della Prussia - dichiara il
cancelliere di ferro nel celebre discorso del 30 settembre 1862 - guarda la
Germania, ma alla sua potenza... Le grandi questioni storiche non vengono
decise mediante discorsi e voti di maggioranza - questo e stato il gran
de errore del 1848 fino al 1849 - bensi mediante il ferro e il sangue >>.
E molti anni piu tardi, portando a termine il suo processo di autocritica. e
facendo un bilancio dei decenni trascorsi, Haym osserva come la << Prus
sia trasformata >> presentava un volto totalmente diverso da quello che
avevano immaginato e vagheggiato i liberali; erano intervenuti fatti nuo
vi, imprevedibili (unvoraussebbare Thatsachen): << la forza vitale, da
pochi sospettata, dello Stato di Federico il Grande e il genio di statista
e l'energia di un uomo, su cui pochi avevano puntato e il cui nome fino
a qualche tempo prima veniva profferito con ripugnanza da ogni liberale,
avevano creato una situazione totalmente nuova e risolto la questione te
desca col fetro e col sangue >> 103. Gli ideali << astratti ? della rivoluzione
del '48, del Vormarz, della filosofia hegeliana e della filosofia classica tede
sca, della rivoluzione francese, erano scomparsi, ma per lasciare il posto
all'ideologia del Blut e dell'Eisen.

100 B. Bauer, La Russia e il germanismo, cit., pp. 288-290, passim.


101 Ivi, p. 228.
102 Sul diffondersi di questo clima in Germania e in Europa cfr. F. Chabod, Storia
della politica estera italiana dal 1870 al 1896, Bari, 1971, in particolare le pp. 23-214.
103 Hermann Baumgarten, cit, p. 616.

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814 Domenico Losurdo

8. La fine del <. romanticismo rivoluzionario *>. Non che manchino le re


sistenze all'interno della stessa borghesia - sono soprattutto i discepoli
di Hegel - a questo antidemocratico <? tramonto delle ideologie >>. Ne]
1850, Oppenheim ironizza sui << transfughi della democrazia >> in un mo
mento in ;cui gli << dei della conservazione >> :celebravano il loro trionfo,
come dimostrava fra l'altro la << reazione >> su larga scala contro ? i grandi
principi della liberta ,, ". Ancora nel 1864, il discepolo di Hegel, con
dannando con forza coloro che, in seguito al fallimento della rivoluzione
del '48, rinnegavano i loro precedenti ideali e si accodavano alla corrente
dominante, ne metteva anche in dubbio, in molti casi, la sincerita: ? In
tali diserzioni celebra spesso i suoi trionfi la corruzione e demoralizza
zione politica; una disserzione che arreca vantaggi materiali comporta
sempre il sospetto dell'insincerita >> '". Sulla stessa linea, nel 1852, un
altro discepolo di Hegel, Hinrichs, scrivendo sotto l'impressione imme
diata della svolta reazionaria che iA fallimento della rivoluzione andava
provocando nella cultura e nell'opinione pubblica tedesca, invocava << onta
e vergogna per gli apostati e disertori che, a causa di interessi personali,
hanno rinunciato agli scopi piu alti e piu sacri, rendendo in tale modo
possibile alla reazione di elaborare e in larga parte di attuare i suoi
piani ,, .
Ancora nel 1870, mentre la macchina militare prussiana trionfava in Fran
cia, dimostrando anche - questa l'opinione che sempre phiu guadagnava
terreno negli ambienti intellettuali tedeschi e anche europei - l'impo
tenza e l'inanita degli ideali scaturiti dal 1789, Rosenkranz continuava
a difendere le parole d'ordine della rivoluzione francese, Liberte, Egalite,
Fraternite, vedendo in esse << l'ispirazione dello spirito cristiano >> che si
libera dalla superstizione e dalla gerarchia, ma che proprio per questo si
colloca nel solco della predicazione evangelica. E nell'<< epilogo ? Rosen
kranz dedicava iA suo saggio su Hegel a << una nazione... che si definisce
un popolo in armi ma che da altre nazioni e chiamata un popolo di pensa
tori ?> '. Il richiamo a Hegel e alla filosofia classica tedesca, di quella
filosofia cioe che si era nutrita delle idee scaturite dalla rivoluzione fran
cese, aveva un significato polemico nei confronti dell'esaltazione bellici
stica in cui era andata a sfociare, nel 1870, la crisi dell'ideologia. E, qual
che anno prima, Michelet non solo ribadisce la piena validita e attualita
delle parole d'ordine di << liberta, uguaglianza, fraternit?a -, l0 le << idee

104 Zur Kritik der Demokratie in Deutschland, in H.B. Oppenheim, Vermischte


Schriften aus bewegter Zeit, Stuttgart und Leipzig, 1866, p. 1 e p. 33.
105 Ueber politische und staatsb?rgerliche Pflichterf?llung, in Vermischte Schriften...,
cit., p. 226 (trad. it. in Gli hegeliani ?berall, cit., p. 314).
106 H.F.W. Hinrichs, Geschichte der Rechts und Staatsprinzipien seit der Reformation
bis auf die Gegenwart in historisch-philosophischer Entwicklung, Leipzig, 1848-1852
(ristampa anastatica Aalen, 1962), vol. III, p. XXI.
107 Hegel als deutscher Nationalphilosoph, Leipzig, 1870, p. 332 e p. 347.
108 Naturrecht oder Rechtsphilosophie als die praktische Philosophie, Berlin, 1866
(ristampa anastatica Bruxelles, 1968), vol. I, p. 137 e sgg. e vol. II, p. 400.

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815 Intellettuali e impegno politico in Germania

dell'89 >> schernite dalla reazione in nome della Realpolitik - ma oltre ad


esaltare il 1789 difende pure il 1848. Quella grande conflagrazione che, par
tita dalla Francia, aveva finito coll'investire tutta l'Europa, quella rivolu
zione che, nella pubblicistica postquarantottesca, era diventata semplicemente
sinonimo di astrattezza e di impotenza, aveva pure avuto iA merito di aver
favorito la penetrazione del principio d'uguaglianza << in tutte le costitu
zioni del continente >>, di aver proclamato con la seconda Repubblica
l'abolizione della pena di morte per reati politici, di aver affermato il prin
cipio della separazione della Chiesa dallo Stato "9. Naturalmente - si
affretta ad aggiungere Michelet - allorche si parla di uguaglianza, bisogna
intendere l'uguaglianza giuridica e non quella economica: e cio'e la cele
brazione del 1848 si ferma alle giornate di febbraio e alla proclamazione
della repubblica borghese, e non include invece le giornate di giugno e le
rivendicazioni del proletariato parigino 110
Ma e soprattutto Oppenheim che fa un'analisi approfondita della svolta
del '48. << L'epoca si 'e fatta realistica ?, dichiara Oppenheim nel 1864.
In Germania, lo << slancio spirituale che aveva caratterizzato il << periodo
della sua letteratura classica, in poesia e in filosofia ?- era tuttavia rimasto
?estraneo alla vita pratica >>. Fin qui si tratta di un motivo che abbiamo
gia visto in Haym, anche se in questo caso la critica di estetismo investe
Goethe, esplicitamente citato, ben piu di Hegel. II numero dei << veri idea
listi... e in diminuzione a partire dalla fallita rivoluzione del 1848 >>. Non
solo in Germania aveva vinto la reazione; in Francia si era imposta la
dittatura bonapartista, mentre l'America repubblicana era dilaniata dalla
guerra civile: da << questi insuccessi della libert"a' e da altri ancora, non
pochi deducevano << il crollo del sistema costituzionale ? o comunque il
tramonto delle idee che avevano alimentato i movimenti politici liberali e
democratici nel periodo che va dal 1789 al 1848. Alcuni rinnegavano
la loro precedente esperienza e il loro precedente impegno << per una
sorta di disperazione?, considerando la situazione << irrimediabilmente per
duta ?, dato che << nel momentaneo oscuramento credono di riconoscere
il tramonto ?. t un atteggiamento meschino e pusillanime di chi << da
poche esperienze accidentali, da poche piccole peripezie in un qualche
cantuccio del grande mondo, vuol predeterminare l'intero corso della sto
ria universale ?. Ci sono anche coloro, e sono anzi << moltissimi ?, che
< dopo una pudica oretta di lutto... rivolgono il viso al sole sorgente >>.
Ma si tratta solo di manifestazioni diverse di un unico male <<che si
potrebbe definire napoleonismo >>, e che porta a considerare << le lotte
costituzionali di lunga durata >> come espressione << del ritardo, dell'eterna
appartenenza al passato >>. E da questa malattia del << napoleonismo ? che
deriva il gia ricordato << calo di idealismo nel nostro tempo >. In parte si
tratta di un fenomeno inevitabile:

109 Ivi, vol. I, p. 139 e p. 248 e vol. II, p. 394.


110 Ivi, vol. I, pp. 139-141.

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816 Domenico Losurdo
Noi soffriamo dell'epigonato proprio di tutti i periodi storici che succedono alle
rivoluzioni: la maggior parte dele rivoluzioni hanno per conseguenza un contraccolpo,
nell'uno o nell'altro modo. C'e una grande differenza tra le generazioni le cui piu
forti impressioni giovanili caddero all'epoca di un moto ascensivo, e quella che cresce
sotto la pressione dei disimpegni e della rilassatezza generale. Da cio consegue che
attualmente gli idealisti sono da trovare, in politica, per la maggior parte tra gli
uomini piu anziani, e che la gioventu consulta il listino di Borsa 1lll

L'emblema della Borsa ritorna anche in Engels, a simboleggiare la svolta


che si verifica nella cultura tedesca dopo il '48: <<Nella stessa misura
in cui la speculazione usciva dalla stanza di lavoro del filosofo ed erigeva
il proprio tempio nella Borsa dei valori, nella stessa misura andava per
duto anche per la Germania colta quel grande senso teorico che aveva
costituito la gloria della Germania nel periodo della sua piu profonda de
cadenza politica...>>. L'essenza di quella svolta celebrata da Haym e dai
nazional-liberali, come il trionfo del << realismo >> viene individuata da
Engels nella sostituzione dei rappresentanti della filosofia classica tedesca
con gli << ideologi aperti della borghesia e dello Stato odiemo? 112.
Ma torniamo ora iad Oppenheim, il quale, pur denunciando l'abbandono
dell'< idealismo >> e il dilagare del <? napoleonismo >>, risente fortemente
della svolta << realistica >>. Ormai, molte << illusioni teoriche sono andate
smarrite >>, e il liberalismo << ha molto da imparare dalla scuola storica >>,
il-che significa che deve rinunciare al radicalismo e tener conto dei dati
di fatto storici, cercando un compromesso col potere esistente. Una cosa
e certa: << II lavoro che si 4eve fare non e cosa per gioventiu fanatica, per
cospiratori ecc. Vi e poca materia per combinazioni audaci o iniziative
sorprendenti. Le tradizioni dei fieri giorni dei combattimenti di strada, i
modelli del 1792, non si confanno piu al caso; noi siamo largamente oltre
il romanticismo della rivoluzione , 113, Gi"a Heine, all'indomani della ri
voluzione di luglio, aveva definito i nostalgici del giacobinismo come i
<< romantici della politica >> (politische Romantiker) 114, Oppenheim insiste
sul fatto che 6 lo stesso partito democratico, se vuol conservare credibilita,
a dover fare i conti col << romanticismo della rivoluzione >> (Romantik der
Revolution). In questo ambito non mancano considerazioni di grande in
teresse; la rivoluzione non si puo piu pensare come un colpo di mano:
c< Una sommossa nella capitale >>, secondo il vecchio modello giacobino,
<< al limite si puo anche fare, ma gli avversari hanno anche imparato a re
primerla >> 115. 1 passaggio al realismo e dunque l'addio al << romanticismo

111 Lieber politische und staatsb?rgerliche..., cit., pp. 225-238, passim (trad. it. cit,
pp. 313-325, passim).
112 F. Engels, Ludwig Feuerbach und der Ausgang der deutschen klassischen Philo
sophie, in Marx-Engels, Werke, cit, vol. XXI, p. 306.
113 Ueber politische und staatsb?rgeliche..., cit, p. 233 e p. 237 (trad. it. cit,
p. 320 e p. 324).
114 Florentinische N?chte, in S.S., cit, vol. I, p. 597.
115 Zur Kritik der Demokratie..., cit, p. 32.

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817 Intellettuali e impegno politico in Germania

della rivoluzione ?. Alcuni decenni piu tardi, facendo verso la fine del
secolo un nuovo bilancio del periodo che, a livello tedesco ed europeo,
si era aperto col fallimento della rivoluzione del '48, Engels sembra ri
prendere questi temi: << La ribellione di vecchio stile, le lotte di strada
con barricate, che, fino al 1848, avevano dappertutto costituito l'elemento
decisivo, erano decisamente invecchiate>> 116
Ma, per Engels, si trattava di tener conto delle nuove condizioni di svi
luppo delle lotte rivoluzionarie, non certo della liquidazione della tradi
zione dell'89, e dell'accomodamento con Bismarck e col potere esistente. E
questo e in ultima analisi il ptinto di approdo, nonostante le interessanti
osservazioni gia viste, anche di Oppenheim che, non solo aderisce a Bi
smarck, ma nel settembre 1870, mentre il militarismo prussiano celebra i
suoi trionfi, irride, sempre in nome della Realpolitik, al << vuoto ideale >>
della pace perpetua... 117
Non solo per Haym, ma anche per Baumgarten, l'autore del gia citato
fortunato << manifesto >> a favore della Realpolitik, la fine o meglio l'inizio
della fine del periodo estetico coincide in pratica con l'avvento della
nuova era e con l'adesione, o con la resa, del partito liberale a Bismarck:
e a partire dal 1858 che in Prussia << la politica >> ha. conosciuto un << ap
profondimento spirituale >> di straordinaria importanza. La svolta decisiva
e poi rappresentata dal 1866, dalla vittoria delle armi prussiane contro
l'Austria, dall'inizio del processo di unificazione nazionale della Germania
sotto l'egemonia degli Hohenzollern. Sotto l'incalzare degli avvenimenti,
l'astrattezza delle teorie e fantasie radicaleggianti ie dileguata come per
incanto, e << il modo di pensare dei Tedeschi in pochi mesi ha conosciuto
modificazioni, che non potevamo sperare se non dopo lunghi decenni ?>.
I1 trionfo della Realpolitik ha guarito finalmente la vita politica tedesca,
le ha dato una << salute robusta >>. t un avvenimento che viene sentito
come una liberazione che ha del prodigioso: << una tale benedizione del
cielo >> esige che i liberali tedeschi << inizino una nuova vita caratterizzata
da dedizione modesta, vera fedelta e autentica obbedienza nei confronti
delle grandi rivelazioni >> che, nell'anno di grazia 1866, avevano defini
tivamente squarciato le nebbie del periodo estetico che fino allora avevano
gravato sulla Germania 118.
Ma sia ben chiaro: l'appello alla politica non e l'appello alla partecipazione
dei citoyens alla vita pubblica; al contrario viene denunciato come << uno
degli errori piu rovinosi >>, come espressione della << mancanza di senso
politico >> dei. tedeschi, la visione secondo cui ognuno << che porti interesse

116 Einleitung zu Marx' ? Klassenk?mpfe in Frankreich ?, 1895, in Marx-Engels, Werke,


cit., vol. XXII, p. 519.
117 Friedensglossen zum Kriegs j?hr, Leipzig, 1871, pp. 95-111 (Pespressione ? a
p. 99).
118 Der deutsche Liberalismus. Eine Selbstkritik, cit., p. 94 e pp. 145-147; un
altro importante manifeste a favore della Realpolitik ? Popera di L.A. v. Rochau,
Grunds?tze der Realpolitik, 1853-1869, ristampa a cura di H.U. Wehler, Frankfurt
a. M.-Berlin-Wien, 1972,

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818 Domenico Losurdo

alla cosa pubblica e legga diligentemente il giornale, abbia la capacita di


intervenire attivamente nella politica >>. Non solo invece << la politica e
una professione come giurisprudenza e medicina >>, ma e una professione
cosi complessa e difficile, che ad esercitarla sono in grado solo pochi,
anzi, per l'esattezza, soltanto una classe sociale, e cioe l'aristocrazia: << le
poche teste politiche veramente eminenti di regola appartengono alla no
bilta! >>. Nello sforzo di giustificare la necessita per la borghesia di ope
rare un compromesso con l'aristocrazia, compromesso che assicuri alla
prima un'espansione economica senza ostacoli e alla seconda il permanente
controllo delle leve fondamentali dell'apparato statale, Baumgarten giunge
sino al punto di affermare che il cittadino o il borghese (Burger) << e fatto
per il lavoro, non per il dominio, mentre compito essenziale dell'uomo di
Stato e di dominare >> 119
La conquista del senso politico e qui la rinuncia non solo delle masse,
ma della stessa borghesia, a rivendicare la dignita di citoyens in senso
pieno; tener fermo invece alla visione della comunita dei citoyens, al << mo
do di far politica >> (Politisieren) proprio nel Vormdrz e del '48, significa
abbandonarsi al << radicalismo fantastico >>, ai << sogni ad occhi aperti >>,
alle << utopie piu selvagge >>, alla << confusione rivoluzionaria >>, in una
parola rimanere ancora fermi all'orizzonte del periodo estetico. La fine
del periodo estetico coincide con l'addio al << dottrinarismo ostinato >>,
proprio in primo luogo delle << forze democratiche , 120
Per comprendere il radicale mutamento di significato che il tema della
fine del periodo estetico subisce a seguito del fallimento della rivoluzione
del '48, basta fare questa considerazione: nel Vormarz, il paese che in
carnava il << realismo >>, e a cui si guardava per fare entrare anche la Ger
mania nell'era della politica, era la Francia 121; per Haym e i liberal
nazionali, la filosofia classica e la cultura tedesca in genere hanno dato
prova di << estetismo >> proprio nell'ispirarsi acriticamente all'<< astratta >>
tradizione politica francese, e questo negli anni successivi al 1789, come
in quelli successivi al 1830 e al 1848.
II saggio gia visto di Baumgarten porta il titolo pressocche identico ad un
saggio di Ruge del 1843, Autocritica del liberalismo; ma mentre per Ruge
tale autocritica consisteva in un processo di radicalizazzione democratica,
capace di farla finita con le timidezze, le velleita, l'incapacita a lottare
con energia per la realizzazione nella pratica di determinati ideali (e in
questa lentezza e goffaggine di movimenti si manifestavano i residui del
periodo estetico) '2, per Baumgarten l'autocritica del liberalismo, e la
guarigione dalla malattia dell'estetismo, e la rottura con ogni tentazione
democratica e radicale. Su questa china, riallacciandosi a Baumgarten,

119 Ivi, pp. 43-45, passim.


120 Ivi, p. 51, p. 533 p. 55 e p. 95.
121 Cfr. F. A. Lange, Geschichte des Materialismus, 1873-75 (citiamo dalla ristampa a
cura di A. Schmidt, Frankfurt a.M, 1974, p. 520 e p. 530).
122 Selbstkritik des Liberalismus, in S.W., cit, vol. IV, pp. 76-134.

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819 Intellettuali e impegno politico in Germania

Haym sollecitera, diversi anni dopo, a condurre sino in fondo l'autocri


tica del liberalismo, guardando in faccia gli effetti rovinosi del << parla
mentarismo e della << partitocrazia >> (Parteiwesen), del suffragio univer
sale, decidendosi finalmente a reagire, senza lasciarsi paralizzare da ecces
sivi scrupoli costituzionali, all'<< aizzamento delle masse contro i ceti pos
sidenti, all'agitazione della socialdemocrazia, dei suoi alleati e complici, che
minaccia di distruzione qualsiasi ordine sociale >> 123.
Gi'a prima Treitschke, ,che era successo ad Haym nella direzione degli
<< Annali prussiani >>, aveva invitato le autorit'a a schiacciare il complottc
della socialdemocrazia, a vietare i suoi discorsi e i suoi scritti, a spezzare
la catena dei suoi <? giornali >>. L'opera necessaria di repressione non do,.
veva lasciarsi !impacciare da quella << filantropia moscia e sentimentale >>
che a suo tempo aveva portato alla disfatta di Jena 124 La fine del periodc
estetico era anche la fine di questa << filantropia >>. Se nel Vormirz la fine
del periodo estetico coincideva, secondo le parole di Heine, con quella
<< grande scienza della liberta >> che era la politica 125, ora invece la scoperta
della politica comportava l'addio alle illusioni democratiche e rivoluzionarie
del Vormarz, liquidate come espressione di una mentalit'a estetizzante. La
scoperta della politica ad opera della borghesia postquarantottesca non
escludeva il ricorso a drastiche misure di repressione contro i << partiti >> e
i << giornali >>, non escludeva la richiesta della soppressione del suffragio
universale. Tanto peggio per chi continuava a rimaner prigioniero della
vecchia ideologia della politica come partecipazione di tutti i citoyens alla
cosa pubblica, tanto peggio per chi continuava a rimanere prigioniero di
quelle che Treitschke definisce sprezzantemente come le << idee dell'89 ? .

123 Hermann Baumgarten, 1894, in Gesammelte Aufs?tze, cit., p. 627.


124 Der Sozialismus und der Meuchelmord, in ? Preussische Jahrb?cher ?, XLI, 1878,
ristampato a parte, Berlin, 1878, pp. 6-8.
125 H. Heine, Eineleitung zu..., cit., p. 657.
126 Deutsche Geschichte im neunzehnten Jahrhundert, Leipzig, 1879-1891, vol. I, p. 118.

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