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L’ANGELO DEL BIZZARRO .

S TRAVAGANZA

Libero adattamento dall’omonimo racconto di E. A. Poe

realizzato dagli alunni della 3B


SCENA 1

INT. – SALA – NOTTE

ALLAN gioca con il cellulare mentre guarda l’Ipad. Mangia semi di


girasole, e sputa per terra le bucce.

RUMORI: notifica sonora nel telefono

Zoom sul telefono, dove appare il seguente titolo: “Uomo gravemente


ferito dall’escremento di un piccione”.

ALLAN

(leggendo dallo schermo)

Notizia dell’ultima ora. Questa mattina, nei pressi della


Scuola Italiana di Madrid, gli escrementi di un piccione
hanno centrato la bocca di un uomo che sbadigliava per
strada. L’uomo, agitandosi freneticamente per il
malaugurato evento, è caduto ed è stato investito da
un´auto il cui autista è poi risultato essere ubriaco.
L’uomo, in condizioni critiche, è stato tempestivamente
trasferito all’ospedale Jimenez Diaz dove i medici tengono
la prognosi riservata.

ALLAN (CONT.)

Questo è uno spregevole prank scritto da un ignorante da


quattro soldi annoiato a morte e con un´eccessiva voglia di
attenzione! Com´è possibile che gli sia caduto un
escremento di piccione giusto in bocca e che non abbia
visto la strada?!! È assolutamente incredibile che ci sia
gente così stupida che si inventa simili baggianate
soltanto per fare soldi! Eppure ci cascano in tanti! Non
solo il signore della notizia dovrebbe tenere la bocca
chiusa, ma anche qualche giornalista. D´ora in poi sono
deciso a non credere né dare retta a queste bizzarrie!
Oramai non ci si può più fidare di nessuno! Il bizzarro non
esiste!

A queste sue parole si sente una piccola esplosione e dietro di Allan


appare una strana luce luminosa.
ANGELO

(voce robotica)

Ciao, io sono l’Angelo del Bizzarro e lei deve essere


proprio un ignorante per pensare simili castronerie.

Allan sobbalza. Scuote la testa.

ALLAN

(tra sé)

Forse ho dormito troppo poco! Può essere un’allucinazione.


Sento le voci (ridendo)!

Allan Riprende a giocare col telefono.

ANGELO

(voce seccata)

ERRORE. NOT FOUND. RICALCOLANDO… (serie di ronzii) Io,


un’allucinazione?! Ma come si permette?!

Allan si gira verso l’angelo

ALLAN

(voce spaventata)

Ma chi cavolo sei? E come sei entrato?

Agitato si alza di scatto dalla poltrona, cerca un oggetto contundente.


Prende degli occhiali che si trovano su un tavolino, fa per lanciarli ma
si rende conto che sono inutili e li getta via.

ANGELO

Oh, per Siri! Io vengo qui e lei cerca di aggredirmi!

ALLAN
(urlando)

Tu cosa sei?! E che ci fai in casa mia?!


ANGELO

Come, è sordo, per caso? Io sono l’angelo del bizzarro!

ALLAN

(sputacchiando bucce di semi di girasole)

E a me cosa importa? E poi, credevo che gli angeli avessero


le ali!

ANGELO

Le ali? Mi prende per un pollo?

ALLAN

No, ti prendo per un delinquente. E se pensi che io possa


credere nelle bizzarrie, sei proprio fuori strada, tu sei
un parto della mia stanchezza, NON ESISTI!

Allan sputacchia bucce di girasole, che colpiscono l’angelo in faccia.

ANGELO

Che maleducato! (Sollevando le mani come in un rituale)


Quando tornerai quaggiù uno stupido bug sarai tu!
Ricalcolo…

L’angelo sparisce.

Allan, scuote la testa, guarda il telefono e infila il caricatore. Si


butta sul sofà con il tablet in mano. Zoom sul telefono: un piccolo seme
di girasole impedisce al cavo di inserirsi del tutto.
SCENA 2

INT. - SALA - GIORNO

Allan si sveglia di soprassalto, ancora sul divano del salotto.

ALLAN

Che scemenza, sarà stato un sogno!

Allan guarda il telefono e subito dopo l’orologio da polso.


ALLAN

Oddio! Sono le otto passate, sono in ritardissimo, non ho


potuto studiare per la verifica e il telefono è pure
scarico! Maledizione! Devo prendere il caricatore, posso
almeno provare a copiare…

Allan esce dalla scena.


SCENA 3
INT. – AULA SCOLASTICA - GIORNO

Gli alunni fanno una verifica. Allan alza la mano.

ALLAN

Profe, ¿puedo ir al baño?

PROFESSORE

¿No podías ir antes de que empezara el examen?

ALLAN

Es urgente.

Arriva la bidella.
BIDELLA
(porgendo un foglio al professore)

Buongiorno Professore, una circolare per i ragazzi.

PROFESSORE
(rivolto ad Allan)

Ve rápido mientras leo la comunicación, pero sólo por esta


vez.

Allan esce
SCENA 4

INT. – BAGNO SCOLASTICO - GIORNO

Allan si chiude in bagno. Si toglie il telefonino dalla tasca, cerca di


collegarlo ad un caricatore portatile, ma il telefono gli cade
accidentalmente nella tazza del water.

ALLAN

Maledizione, maledizione, maledizioooneeee!!

Allan prende il telefono in fretta, cerca di asciugarlo ma ormai è


tardi. Il telefono è rotto. Allan esce dal bagno, lo scaraventa dalla
finestra del bagno con furia e si sente un miagolio di un gatto dalla
strada.

ALLAN

Tanto stasera avevo comunque deciso di comprarne uno nuovo.


Ma non può essere che capitino tutte a me. No, non si
tratta di bizzarrie, sono solo casualità, fatalità o
coincidenze.

(sillabando e urlando)

COINCIDENZE!
SCENA 5

INT. – INGRESSO CASA - GIORNO

Il ragazzo apre la porta di casa ed entra. Butta lo zaino e urla:

ALLAN

Ma’, sono a casa!

MAMMA
(F.C.)

Ok, vieni a tavola.


SCENA 6
INT. – CUCINA - GIORNO

Allan entra in cucina, la mamma e Francesca sono sedute a tavola

MAMMA

Com’è andata la scuola?

ALLAN

Come al solito.

Si siede e cominciano a mangiare.

MAMMA

Allora, hai deciso di approfittare dell’offerta dei


cellulari? Andrai a prenderlo questo pomeriggio?

ALLAN
(con la bocca piena)

Per forza, il vecchio è definitivamente morto.

MAMMA

Allan, non parlare con la bocca piena.

La madre finisce di mangiare e si alza dando le spalle al figlio, prende


un bicchiere. Zoom sul bicchiere. Una pastiglia effervescente si
dissolve nell’acqua.

RUMORI: squilla un telefono

MAMMA

(rispondendo al telefono)

Ciao Alessia, non ti preoccupare, ora mi metto a dormire e


questa notte sarò in formissima!

La madre esce per parlare.

Il ragazzo continua a mangiare, ma inizia a tossire ripetutamente,


quindi si alza velocemente per prendere un bicchiere d’acqua e beve
quello che ha lasciato la madre. Fa una faccia schifata ed esce.
SCENA 7

EST. – STRADA – GIORNO

Allan è in fila davanti a un negozio di telefonia mobile insieme a tante


altre persone. Stanco, si appoggia al muro e si addormenta.
SCENA 8

EST. – STRADA – GIORNO

Allan dorme ancora appoggiato al muro. Si sveglia e in fila non c’è più
nessuno.

ALLAN

(guardando orologio)

Oh, no! Le offerte erano fino alle 17:00.


SCENA 9

INT. – SALA – GIORNO

Allan entra dalla porta e trova la madre che legge un libro nel sofà
assieme alla sorella. (Libro di E.A.P.)

ALLAN

(voce triste)

Ciao mamma, sono arrivato.

MAMMA

(voce gioiosa)

Ciao, Allan. Com’è andata? Sei riuscito a comprare il


telefono?

ALLAN

(voce arrabbiata)

È successa una cosa incredibile. Mi sono addormentato di


fronte alla fila e quando mi sono svegliato l’offerta era
terminata. Ho dovuto impiegare tutti i miei soldi per
comprare il telefono nuovo.

MAMMA

Che strano! A pranzo è sparito il sonnifero che avevo


preparato. Non te lo sarai bevuto tu?!

ALLAN

Accidenti, stai scherzando?

Allan esce sbattendo la porta.

FRANCESCA

Visto? È il solito burbero!

MAMMA


SCENA 10
INT. – CAMERA ALLAN - NOTTE

Allan è sdraiato sul letto.

ALLAN

Non si può vivere in questa famiglia!

RUMORE: squilla il telefono

Allan lo prende e guarda lo schermo.

ALLAN

Ah! È vero, devo giocare la mia partita!

Si siede alla scrivania e accende il monitor.

ALLAN

Vediamo…

Il computer si spegne improvvisamente. Una nuvoletta di fumo esce dal


computer.

ALLAN
(gridando)

Ah! Che succede!? No!!!

MAMMA
(grida F.C.)

Un cortocircuito, sarà per la pioggia.

ALLAN

Cosa faccio? Devo giocare la mia partita! (tono disperato):


Il giorno non può andare peggio! Perché deve succedere
tutto a me?!

MAMMA

(F.C.)

Provo a chiamare l’elettricista, nel frattempo mettiti il


pigiama. Vi ho lasciato la cena in caldo.

Allan cerca il pigiama ma non lo trova. Entra la mamma.


ALLAN

Mamma, dov’è il mio pigiama?

MAMMA

Era sporco e l’ho infilato nella lavatrice, ma non


funziona.

ALLAN

Allora cosa faccio?

MAMMA

Mettitene uno di tua sorella. Io ora devo proprio andare.


Domani dovrete sbrigarvela da soli, io tornerò di
pomeriggio. Ciao tesoro.

ALLAN

Ciao, mamma.

Esce la mamma.

ALLAN
(urlando)

Francesca, prestami un pigiama!

Entra Francesca.
FRANCESCA
(con tono e sguardo ironico)

È proprio carino, adatto ai tuoi gusti (risatina)

Gli allunga un pigiama a cuori.

Allan prende il pigiama della sorella con faccia perplessa.


SCENA 11

INT. – CUCINA – GIORNO

Allan entra in cucina e trova Francesca che ha appena finito di fare


colazione.

FRANCESCA

Buongiorno, Allan.

ALLAN

Buongiorno.

FRANCESCA

Ti ho lasciato il Nesquik sul tavolo.

Francesca esce e Allan si siede a fare colazione.

Sfumato. Francesca entra.

FRANCESCA

Sbrigati Allan, dobbiamo andare! Ma non sei ancora vestito!


Muoviti! Ho la verifica di storia alle 8.10

ALLAN

Un secondo, devo…

FRANCESCA

Tieni, ti ho già messo i vestiti che avevi preparato


dentro, ti cambi in ascensore. Muoviti!

Poggia la borsa accanto a un’altra. Allan prende la borsa sbagliata ed


escono.

ALLAN

Oh no! Ho lasciato le chiavi dentro!

FRANCESCA

Anche io, ma non importa, mamma sarà in casa al rientro.


SCENA 12

INT. – ASCENSORE - GIORNO

FRANCESCA

Veloce Allan! Cambiati!

Allan apre la borsa.

ALLAN

Francesca! Dove sono i miei vestiti?

FRANCESCA

Come dove sono? (Francesca guarda la borsa) Ma sei


stupido?! Hai preso la borsa della palestra di mamma!

ALLAN

(disperato)

Oh Dio!
SCENA 13

EST. – STRADA DI FRONTE AL CANCELLO - GIORNO

ALLAN

No! Io non entro!

FRANCESCA

Allan, devi entrare!

Francesca dà uno spintone ad Allan e lo fa entrare.


SCENA 14

EST. – CORTILE – GIORNO

Allan arriva a scuola indossando il pigiama a cuori. Tutti lo guardano e


ridono. Allan con le lacrime agli occhi, si gira, e in mezzo ad un
gruppo di alunni vede l’angelo che lo osserva.

ALLAN

(gridando esausto)

Scusa, non ho mai voluto offenderti. Davvero, ci credo alle


bizzarrie! Mi rimangio tutto! Ti prego, fai che questo
prank finisca una volta per tutte.

L’angelo si avvicina lentamente.

ANGELO

Finalmente ammette il suo errore! Allora la perdonerò.


Ricordi, tuttavia, che continuerò a tenerla sott’occhio.

L’angelo sistema il suo abbigliamento e finisce nel telefono.

Allan, vestito normalmente, ha il telefono in mano. Un ragazzo gli passa


accanto.

RAGAZZO

Ma stai sempre giocando ad “Angel’s War”! Prima o poi ti


verranno le allucinazioni!

Allan guarda il telefono sorpreso. Vede l’angelo che gli fa


l’occhiolino.

FINE