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FLORA PESCHEK-BÖHMER, ha studiato Germanistica, Politica Economica

e Sport. In seguito la lavorato presso un importante quotidiano come redattri-


ce. Dopo il matrimonio, ha insegnato per undici anni ad Amburgo.
All’età di 45 anni, ha deciso di cambiare lavoro e, dopo quattro anni di appren-
dimento e di insegnamento come terapeuta di medicina naturale, si è inserita
in un grande ambulatorio di medicina naturale.
Dal 1983 Flora Peschek-Böhmer dirige il centro naturalistico Mühlen-Kamp
dove ha, tra l’altro, fatto molta esperienza con l’urinoterapia. Suoi articoli da
terza pagina, di critica sociale e medicina appaiono in numerose riviste.
Introduzione

Urina, una realtà: parliamone liberamente


Le cure naturali e le terapie tradizionali hanno ricevuto un’attenzione crescente negli ulti-
mi decenni. Era, quindi, soltanto una questione di tempo la “riscoperta” dell’urinoterapia.
Di questo dobbiamo certamente ringraziare i media. Poiché, in fondo, ha già qualcosa
di sensazionale farsi riconoscere come bevitore di urina, o pensare di arrestare la caduta
dei capelli lavandosi la testa con l’urina. Noi tutti dovremmo essere grati ai primi “cono-
scitori” che hanno portato alla ribalta queste terapie millenarie. Cosı̀ pure dovremo essere
riconoscenti verso i media, giacché ora non è più “scandaloso”, né “equivoco” parlare
dell’argomento. Adesso possiamo parlare apertamente di tutto questo.
Desidero usufruire dell’opportunità di trasmettere le mie esperienze pluriennali come
terapeuta e, in questo modo, aiutare tutti coloro che non possono raggiungere diretta-
mente il centro naturistico da me condotto. Sarebbe un peccato non poter usufruire delle
opportunità e delle possibilità collegate all’impiego dell’urina.
Il lavoro teorico sull’urina, come ad esempio il presente testo, può essere una prima
abolizione dell’ondata inibitoria e di disgusto, che la falsa educazione alla pulizia e la
schifiltosità hanno creato in quasi tutti noi.
L’urina non è soltanto sterile dal punto di vista medico, ma anche esteticamente
pulita, se cerchiamo di metter da parte i pregiudizi e di avvicinarci senza alcuna preven-
zione all’argomento. Se ne può parlare senza bisbigliare o arrossire. La si può toccare
senza sporcarsi. Di certo: la si può utilizzare come rimedio per piccoli e grandi
problemi che si presentano nella vita di tutti i giorni.
Tale fonte è sempre disponibile per tutti; essa è una cosmetica e una medicina propria
del corpo che ammette persino i ripensamenti visto che non costa assolutamente nulla.
Solo il primo passo è difficile, poi questa fonte diviene facilmente una cosa naturale.
L’urina è davvero naturale, davvero biologica. Ma quel che è molto più importante:
l’urina è per ciascuno davvero assolutamente “personale”. Accettare le sue possibilità – o
almeno rifletterci – significa accettare se stessi: accettare e utilizzare la natura in se stessa
senza limiti è un passo maturo, che dà autoconsapevolezza.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 2
Flora Peschek-Böhmer

Io utilizzo me stesso. L’urina? Una realtà! Dovremo parlarne apertamente.


Prendete questo libro come materia prima.

Flora Peschek-Böhmer

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Capitolo 1
Bere l’urina: anche voi l’avete già fatto

Certamente sarete alquanto increduli dopo aver letto il titolo. Ma consolatevi: l’hanno
fatto tutti. Anche se non lo ritenete possibile, naturalmente non ve lo ricordate. Ma noi
tutti abbiamo bevuto l’urina.
L’embrione nell’utero materno vive nella sacca delle acque; quest’ultima è piena di
liquido, il liquido amniotico.
Il feto ha già una sua circolazione e un suo metabolismo. E come prodotto escretivo
l’embrione rilascia la propria urina nel liquido amniotico. Ciò significa: la propria
urina ritorna sempre in circolo nell’organismo. Questa è la primissima esperienza con
l’urina che necessariamente tutti fanno.
Il bambino nasce. Un processo ovvio, naturale. Poiché questo bambino è frutto della
sessualità, è stato facile per il potere statale e clericale di tutti i tempi, nelle diverse culture
e regioni, relegare al silenzio il processo della nascita. Non se ne parla molto, si è ritrosi,
viene sopportato invece che vissuto. Solo lentamente cadono i pregiudizi.
La nascita, soprattutto la prima, viene vissuta dalla donFlora Peschek-Böhmerna con
molto dolore. La Natura, tramite il ricambio ormonale della giovane madre, fa in modo
che la fatica della nascita si perda rapidamente nella coscienza. Lo stesso giovane padre
deve chiedere subito e in modo mirato di conoscerne i particolari. Ma quale madre
ritiene dignitoso raccontare che spesso nel momento in cui nasce il bambino, quando
finalmente essa si libera e si rilassa, un rilassamento concomitante del muscolo della
vescica la fa urinare?
Il neonato in questo caso viene inondato nell’intimo, per la prima e ultima volta, da
un liquido estraneo.
Il pannolino fa sı̀ che l’urina del lattante o del bambino fino ad un anno e mezzo o tre
anni stia a contatto con la pelle.

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Il nonsenso del pannolino: non c’è alcun motivo di proteggere


la pelle del bambino dall’urina.

La nostra industria di pannolini di carta e di materiale sintetico


ci fa credere che la pelle debba essere protetta dal proprio liqui-
do. La pubblicità escogita continuamente nuove immagini e nuovi
motti. Nei paesi in cui la società dei consumi non sostiene una
fiorente industria, lo sanno meglio di noi.

Gli eschimesi, ad esempio, fanno il bagno e lavano i neonati con l’urina e poi li
fasciano con pannolini di lana naturale. L’urina attraversa la fibra, il liquido evapora. I
pannolini di lana non trattata (anche quelli di seta) o di fibre animali non puzzano,
al contrario di quelli di fibre vegetali, quali il cotone e il lino, che devono essere lavati
molto più spesso!
Il contatto con la propria urina non fa male ai bambini. Non c’è neppure alcun motivo
di temere le ulcerazioni. Quest’ultime sono provocate piuttosto dall’alimentazione della
madre che allatta o da quel che mangia il bambino.

1.1 L’educazione diviene per la prima volta


un elemento di disturbo
Il neonato cresce. Il bambino, la prima volta che ha a che fare con l’urina e le feci,
apprende che è in grado di fare qualcosa. Ogni bimbo che cresce in modo naturale se
ne compiace, è orgoglioso, vuole veder riconosciuta la propria prestazione, vuole giocare

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con i suoi prodotti, afferrarli. È appunto a questi primi e naturali desideri infantili si
sovrappone il dietro front frustrante dell’educazione.
Come se ciò non bastasse, il bambino viene messo sulla tazza e ben consigliato.
Cerchiamo di essergli d’aiuto con l’onomatopea, apriamo un rubinetto per produrre un
nesso.
E non appena si ottiene successo, il risultato di questo sforzo è sporco, non deve essere
toccato, viene subito buttato via. Il bambino ne viene privato. Il subconscio trasferisce in
memoria: se vuoi goderti la tua prestazione, devi nasconderti, appartarti, essere solo.

1.2 Il gioco del dottore, urinare e invidia del pene


Sigmund Freud ha spiegato le connessioni tra questa prima repressione e le azioni, i bloc-
chi e, persino, le deviazioni sessuali degli anni successivi. Il bambino osserva curioso i
genitali dei compagni di giochi. Ma il “gioco del dottore” avviene di solito sotto il tavolo,
nascosto dalla tovaglia che pende.

Per i maschietti non è cosı̀ frustrante come per le loro sorelle: essi si possono “esibire”
per urinare. Molto presto le femmine sviluppano, di conseguenza, una serie di smancerie e
di ostentazioni: si piegano leggermente sulle ginocchia, protendono il bacino e guardano
esattamente il grande arco delle gambe. Finché si è piccoli, in età prescolare, non c’è
niente di male nel cercare di colpire qualcuno con il getto di urina per ridere e divertirsi.
Il fatto che si giudichi un’offesa “pisciare su qualcuno” è riservato al successivo modello
educativo. A queste immagini infantili risale quella che Freud chiama “invidia del pene”.

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1.3 Cosa significa in realtà “senso di vergogna”?


Il senso della vergogna è esistito in tutte le epoche e in ogni cultura. Ma esso ha avuto ed
ha significati diversi.

— In Cina i pantaloni maschili, spesso, ancora oggi non hanno né un fondo né un’aper-
tura. La via è sempre libera per tutti i bisogni naturali.

— L’Islam alle donne fa mostrare soltanto gli occhi.

— Gli antichi Fenici coprivano gli occhi quando parlavano a qualcuno.

Goya, su richiesta del proprio committente offeso, dovette mettere un velo sulla sua
Maya nuda e d’allora il quadro dovette restare nascosto perché vergognoso. . .

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1.4 Tutti devono andare al gabinetto, ciascuno


a modo suo
Tutti gli esseri umani devono vuotare la vescica più volte al giorno. Non tutti si nascondo-
no alla vista altrui per farlo. Nella nostra società gli uomini – se l’educazione gli consente
tanto – cercano il nascondiglio sopra indicato dietro il tronco di un albero. Ma è soltanto
una delle numerose possibilità.

— I veleggiatori (in mancanza di alberi) si nascondono. Ma urinano in mare sottovento,


dal lato cioè riparato dall’aria in modo che lo scroscio non arrivi agli altri.

— Gli esibizionisti aspettano che nel parco arrivi qualche ragazza prima di fare i propri
bisogni.

— Tra i Franconi ci sono ancora oggi delle contadine che con le ampie gonne del loro
costume vanno al mercato per offrire rafani, ciliege e uova; esse non portano mutan-
de. All’opportuno bisogno, sollevano una gamba sul bordo del marciapiede e metto-
no l’altra in strada e in inverno urinano sotto la gonna. I bambini di città guardano
sbalorditi.

1.5 Circoli femminili al bagno


Molto presto il sesso e ciò che ha a vedere con esso vengono collegati alla necessità dei
bisogni quotidiani.
Le ragazze che prendono lezioni di danza vanno al bagno in comitiva. E anche le
donne adulte in società o a uno spettacolo chiedono volentieri all’amica: “Anche tu devi
andarci?”. Non lo chiederebbero mai all’amico vicino, che pure potrebbe avere lo stesso
bisogno.
Ma già in quest’ambito cominciano a farsi sentire gli atti mancati dell’educazione: le
inibizioni. Ci sono molte donne che hanno grandi difficoltà a urinare in un bagno
pubblico: potrebbe essere sporco, si potrebbe sentire accanto lo scroscio, magari
non c’è carta o sapone per lavarsi le mani. Gli uomini hanno meno inibizioni sia con
se stessi che con gli altri.
Non è stato sempre cosı̀ e non è ovunque cosı̀. Ad Efeso, ancora oggi, si possono
visitare i bagni pubblici per entrambi i sessi. Qui Romani e Greci dell’Asia Minore,
incontrandosi piacevolmente, facevano i propri bisogni seduti su una grande panca
di marmo di forma quadrata con vari buchi. Il sistema idrico escogitato dai Romani
portava via sotto la panca quel che vi cadeva dentro e sopra ci si sedeva l’uno accanto
all’altro a chiacchierare, più comodi che non nell’agorà, o nella piazza del mercato dove
bisognava stare in piedi.

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Capitolo 2
Gli uni accanto agli altri:
cosa hanno a che fare le escrezioni
corporee con la sessualità

“O Parvati, Shivambu è il nettare divino! Chi lo beve quotidianamente e


se ne unge, avrà un luminoso corpo divino, paragonabile a quello di Shiva.

In tenero abbraccio Shiva confida alla sua amata i segreti dell’urinoterapia divina,
trasmessi nei testi del Damar Tantra, ancor oggi validi nella religione indiana.
Gli organi della sessualità e delle escrezioni corporee si trovano gli uni accanto agli
altri. Entrambi sono sempre stati usati in modo simile, dall’assenza di desiderio alla loro
copertura scrupolosa.
Alle donne che hanno problemi con la libido e l’orgasmo si consiglia di non svuotare
la vescica prima del gioco amoroso. La tensione crescente dell’eccitazione può essere fa-
vorita naturalmente dalla sensazione di pressione sulla vescica. Se l’eccitazione è forte, da
una parte andare in bagno potrebbe prolungare piacevolmente il gioco amoroso, dall’altra
il rilassamento dello svuotamento della vescica potrebbe condurre all’orgasmo.

2.1 L’orgasmo arriva con l’urina


Molte donne, che non parlano liberamente col proprio partner, riferiscono che dopo aver
urinato provano un piccolo orgasmo liberatore. Ma vi sono molti altri rapporti, completa-
mente diversi, tra il desiderio e l’atto di urinare.

— Nelle coppie più disinibite e, spesso, più giovani l’atto dell’urinare e il sesso possono
trasformarsi l’uno nell’altro o stimolarsi reciprocamente. Lo scroscio udito può ricor-

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dare il punto esatto da cui proviene. Oppure si può trovare scritto nella neve a lettere
giallo chiaro il nome degli amanti.

— Elfriede Jelinek, nel suo romanzo ormai famoso La pianista, descrive minuziosamente
i difficili intrecci che possono scaturire a livello psicologico, quando per qualcuno, in
questo caso una donna, esiste un indissolubile legame coercitivo tra l’atto di urinare e
il sesso.

— In Norman Mailer, al contrario, si legge come il piacevole scorrere dell’urina sul corpo
dell’amante possa suscitare tenerezza e intimità, sia tra gli eterosessuali che tra gli
omosessuali.

— E il medico sa che nell’uomo anziano un ingrossamento della prostata limita il getto


continuo di urina. Interruzioni e gocciolamento ne sono la conseguenza. Lo stesso
fenomeno può limitare le prestazioni sessuali; poiché la libido, il nostro desiderio,
resta immutato nella mente, il suo cambiamento può abbisognare tuttavia di nuove
idee e di un pizzico di fantasia.

Shiva ci consiglia, del resto, l’applicazione di panni imbevuti di urina e di bere l’urina
fresca del mattino.

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Capitolo 3
Mito e storia: dal Dio del Sole
ai vetri della finestra puliti senza righe

“Ma la notte retrocesse, lasciò Elios, il Dio del Sole, sprizzare la luce dei suoi fianchi
sulla vettura dorata del suo viaggio quotidiano, su cosa non brillò che occhio umano non
potesse sopportare la vista, quando salı̀ in cielo”.

L’urina come detergente è da sempre conosciuta. I sali disciolti nell’urina fresca


– assieme alle altre sostanze presenti – sono più efficaci di una soluzione salina. I
vetri delle finestre si puliscono benissimo senza lasciare aloni!

Cosa ha in comune l’urina col sapone

Lasciamo dell’urina per alcuni giorni (da due a quattro giorni in


un recipiente coperto), di modo che l’urea si ossidi con l’aria fino
a diventare ammoniaca. Quest’ultima si riconosce dal tipico odo-
re acre dei vecchi orinatoi privi di sostanze chimiche detergenti o
delle cosiddette latrine, quali ancora oggi si trovano nei paesini
di montagna e in quasi tutti i pascoli alpini. Tuttavia l’ammonia-
ca ha la stessa azione del sapone: fa schiuma e si lega al
grasso.

2000 anni fa nella Roma imperiale i fullones non avevano un lavoro particolarmente
stimato, ma molto remunerativo. Essi erano i lavatori. Svolgevano la propria attività alla
periferia delle città, in città, nei pressi di un fiume o di una sorgente sempre piena di acqua.
A costoro venivano portate le toghe, allora l’indumento più popolare, oggi sostituito dai
jeans, biancheria da tavola, da letto e intima.
Ma il detersivo dovevano andare a prenderselo da soli. Era l’urina raccolta nei vasi
provenienti dalle case cittadine. Essa veniva rovesciata in grandi tinozze e i lavatori pe-

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stavano coi piedi nudi i panni, finché la schiuma non li faceva divenire candidi. Poi li
risciacquavano nel fiume vicino, li mettevano ad asciugare al sole e li candeggiavano.
Il lavoro col puzzo acre di ammoniaca aveva il suo prezzo. I fullones guadagnavano
talmente bene che appartenevano ai più ricchi cittadini di Roma.

3.1 “Il denaro non puzza”:


cosı̀ nacque l’imposta sull’urina
Tito Flavio, come tutti gli imperatori romani e i ministri delle finanze italiani, abbisognava
continuamente di maggior denaro (per le campagne militari) di quanto non desse la cassa
dello Stato. Cosı̀ gli venne in mente (era all’incirca il 70 d.C.) di gravare i fullones con
una pesante imposta. Essi s’indignarono e rimisero ai cittadini il ripugnante lavoro col
cattivo odore. Ma l’imperatore vide soltanto il guadagno e disse, il vostro lavoro puzza,
ma pecunia non olet (il denaro non puzza). In caso di guadagni da attività riprovevoli il
motto viene ancora oggi citato.

Migliaia di anni prima, nella cultura egizia altamente sviluppata, si conosceva già il

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sapone, come pure presso gli Assiri. Ma la conoscenza della sua produzione era un segreto
e andò perduta nel corso dei secoli.

3.2 Ha tremila anni il primo libro di urinoterapia


Sono sopravvissuti delle pitture murali e dei papiri (di Eber, risalenti all’incirca al 100
a.C.) sull’impiego medico dell’urina. Qui sono illustrate nei dettagli 55 ricette, cosı̀ come
venivano utilizzate da medici oculisti. Si usavano anche le feci, ma soprattutto l’urina.
Da tali descrizioni si viene a sapere che le infezioni oculari con pus si detergono con
l’urina, che dei panni imbevuti di urina sono efficaci contro l’orzaiolo, che picchiet-
tare con tinuamente gli occhi con la propria urina conserva il più a lungo possibile
la vista.
Il “padre della medicina”, Ippocrate, in base al cui giuramento, ancora oggi, tutti
i nuovi medici intraprendono la propria professione, ha già insegnato al mondo antico
l’urinoterapia. Egli riferisce dell’ “uropotia”, il bere la propria urina. Consiglia, inoltre,
fasciature a base di urina in caso di ulcere aperte, contro i morsi di serpente e come presso
gli Egizi 1000 anni prima per i disturbi agli occhi.

3.3 Cosa ha in comune l’urinoterapia con la vaccinazione


A Ippocrate era già noto l’ “effetto nosodico” della propria urina. Il nosode è un concetto
omeopatico. La parola deriva dal greco nosos, malattia. Da intendersi: “il simile cura il
simile” (simila similibus curentur).
In senso lato la terapia nosodica è paragonabile alla vaccinazione: il minuscolo im-
pulso di una malattia viene somministrato nell’organismo, di modo che esso mobilita le
sue forze per affrontarla.
Nell’urina espulsa sono contenute tutte le informazioni dell’organismo sulla salute, i
disturbi e le malattie. Se tali informazioni vengono reintrodotte nell’organismo mediante
frizioni, clisteri o per bocca, esso affronta se stesso con raddoppiato stimolo e il processo
di guarigione viene rafforzato. Nel Damar Tantra si dice:

— “L’uomo saggio di prima mattina lascia il primo e l’ultimo strato di urina e raccoglie
soltanto la parte centrale” (vers. 7).
— “Bevi la tua urina fresca e pulita con riconoscenza e gioia. Tutte le malattie di cui hai
sofferto, guariranno” (vers. 10).

Cosı̀ Shiva alla sua amata Parvati parla, appunto, dell’impulso all’autoguarigione
dell’organismo mediante il confronto con se stesso nell’ “acqua della felicità”.
Nel Vecchio Testamento viene più volte citata l’urinoterapia. Tale rapporto, tuttavia,
non regge a più precise interpretazioni testuali. Quando si dice: “ciascuno deve bere

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dalla propria cisterna” (2 Re 18,31), si è pensato piuttosto che fosse un segno di pace e
di salute avere nella propria cisterna l’acqua vitale. La stessa cosa vale per la citazione:
“bere acqua dalla propria fonte” (Gesù 36,16), che è un’immagine di pace e di prosperità.

3.4 Il Giappone rappresenta un esempio:


700 anni di urinoterapia
In Giappone l’urinoterapia è conosciuta da 700 anni e viene prescritta contro l’asma, il
diabete, l’ipertensione e, a partire dall’esperienza, su indicazione dei tempi moderni,
anche contro il cancro e l’Aids.
La letteratura medievale tedesca conosce il concetto di “lecca urina”. Il medico e
teologo amburghese Paullini, 300 anni fa, compilò “la salubre e sudicia farmacopea –
come di recente sono state curate con le feci e l’urina quasi tutte le malattie venefiche,
persino le più difficili, dal capo sino ai piedi interne ed esterne”.
Non si parla di urina in senso spregiativo come di “porcheria”, ma s’intende la cosa
più semplice accessibile a tutti. E nelle terapie descritte si fa riferimento allo stimolo
imprecisato che dovrebbe suscitare il cambiamento dell’organismo. Anche qui l’urina
va picchiettata, spalmata, applicata con fasciature, bevuta o utilizzata per farci il
bagno.
Al XVI° secolo risalgono i disegni di “Bhavamishra” in India. Qui non si parla più
in termini divini e poetici di Shivambu, l’ “acqua della felicità”, ma si trovano concrete
indicazioni terapeutiche per curare le malattie del sangue e della pelle, per disintossicare
l’organismo e, “se regolarmente assunta”, per vivere più a lungo.

3.5 Dalla guerra degli anni Trenta:


l’urina come razione di emergenza
Dalla guerra degli anni ‘30, quando gli Svedesi attraversarono l’Europa centrale, è stato
tramandato l’ordine del re Gustavo Adolfo di bere la propria urina per superare le difficoltà
laddove non fosse disponibile una fonte o una sorgente.
Anche imbarcazioni a vela colte dal pericolo riferiscono che riuscirono a salvarsi dalla
morte per sete raccogliendo e bevendo la propria urina. Quest’ultima è stata, in pari
tempo, utile anche contro il sole diretto e l’eczema da sete, e ha attenuato il panico e
la paura.
In effetti la scienza moderna ha individuato, tra gli ormoni disciolti nell’uri-
na, la melatonina. Questa sostanza trova impiego come calmante e tranquillante nella
produzione dei sedativi dell’industria chimico-farmaceutica.

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3.6 L’urinoterapia nell’antica Cina:


nessuno sa perché, ma funzionava
Se vogliamo delineare uno schizzo storico completo, allora dobbiamo citare gli scritti
cinesi. Anche lı̀ si parla di urinoterapia. Prima dell’epoca in cui furono accettate le
precise conoscenze anatomiche, il flusso di urina proveniva dal prolungamento della spina
dorsale. In parole povere: il sistema reni-vescica e la produzione di urina sarebbero stati
in diretto rapporto con la spina dorsale.
Da queste errate concezioni originarie si è formata a tutt’oggi in Cina la coscienza che
reni e vescica hanno a che fare con l’energia vitale, col “centro dell’uomo”. Per converso
l’urinoterapia era ed è impiegata per sostenere il coraggio, l’autocoscienza e la forza.
Un proverbio dice: se ti pisci sotto per la paura, dovresti raccogliere e bere la tua
acqua, la paura se ne andrà e il coraggio ti ritornerà.

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Capitolo 4
Tutto dipende da tutto:
quel che accade nel nostro corpo

La struttura e la funzione del corpo umano rispecchiano in piccolo l’intima logica di tutto
il divenire e il perire, di tutta l’esistenza. È un ciclo infinito, in cui l’energia produce
movimento, si trasforma continuamente, ma non va perduta. Dalla cosa più piccina a
quella più grande vale la medesima legge fisica del morire e del divenire.
Per poter comprendere l’anatomia e la funzione di reni e vescica, è necessario cono-
scere la struttura e la natura del sangue e della circolazione sanguigna. A quest’ultima
appartiene, d’altro canto, il cuore; questo muscolo per attivare la circolazione ha bisogno
di ossigeno, ciò significa che l’apparato respiratorio è necessario al lavoro del cuore.
Anche il sangue è, per cosı̀ dire, un tessuto del corpo, solo che le sue cellule sono
gonfie di liquido e come tali vengono trasportate attraverso i vasi sanguigni. Da cinque a
sette litri di questa massa ematica girano continuamente nell’organismo all’incirca
300 volte nell’arco delle 24 ore.

4.1 La circolazione sanguigna come impresa di trasporti


Il compito del sangue è il trasporto dell’ossigeno, che nei polmoni arriva grazie agli eri-
trociti e, attraverso le arterie, viene rilasciato in tutto il corpo, ovunque lavorino i tessuti.
L’ossigeno è, dunque, il combustibile necessario a questo lavoro dei tessuti. Il prodotto di
scarto di tale combustione, l’anidride carbonica, torna ai polmoni attraverso le vene con
la circolazione di ritorno.
Durante la digestione di cibi e bevande, il sangue assorbe dallo stomaco e dall’inte-
stino i componenti digeriti e necessari all’organismo e li deposita nei punti in cui ce n’è
bisogno.
Col lavoro si produce calore. Esso dà ai liquidi corporei in circolo una temperatu-

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ra pressocché costante, che si aggira all’incirca tra i 36,5 e i 36,8°C. Maggiore è il la-
voro, quando ad esempio l’organismo combatte un’infezione, più calore si produce, la
temperatura aumenta e viene la febbre.

— I componenti fissi del sangue


costituiscono all’incirca il 45% della sua massa. Essi sono i globuli
rossi, i globuli bianchi e le piastrine ematiche (eritrociti, leucociti e
trombociti).

— I restanti componenti del sangue


(circa il 55%) sono il plasma, un liquido giallo chiaro, che prende
il suo colore da piccole quantità di bilirubina, il pigmento della bile.
Nel plasma vi sono disciolti

— gli ormoni,
prodotti dalle ghiandole;

— gli anticorpi,
presenti dove ce n’è bisogno, la stessa cosa vale per

— gli enzimi,
(essi sono i catalizzatori, ovvero i mediatori e gli acceleratori dei
processi metabolici);

— le vitamine,
che costituiscono l’ultimo gruppo dei componenti disciolti nel
plasma.

La massa ematica complessiva, ossia i globuli rossi, i leucociti e il plasma, costituisco-


no all’incirca un ottavo del peso corporeo. Il sangue raccoglie ed espelle continuamente
il superfluo e le scorie. Esso scorre dall’aorta, l’arteria principale, attraverso i reni 300
volte al giorno.

4.2 I reni sono l’impianto di lavaggio del nostro sangue


Ogni individuo sano ha due reni, il cui lavoro di escrezione è indispensabile alla vita. Un
rene da solo può svolgere questo lavoro, ma se non ci riesce, c’è il pericolo di avvelena-
mento. Pertanto l’uomo malato deve essere collegato al “rene artificiale”, un lavaggio del
sangue necessariamente continuo.
Entrambi i reni hanno la forma di due grossi fagioli. Negli adulti essi sono lunghi
circa undici centimetri, larghi sei e profondi quattro. Nel corpo si trovano a un palmo
di distanza l’uno dall’altro sul margine posteriore del bacino, a sinistra e a destra della
colonna vertebrale.
I reni hanno uno strato di grasso protettivo ma, trovandosi appena sotto la pelle,
sono molto sensibili al freddo e alle correnti di aria. Le nefriti, affezioni specifiche di
questi organi, sono lunghe e dolorose.

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Non soltanto i motociclisti dovrebbero indossare un corpetto di protezione renale, ma


anche i normali indumenti dovrebbero tener conto dell’esigenza di tener al caldo tali
organi.

La funzione dei reni


Il loro lavoro per l’organismo è estremamente complesso. Il sangue
viene filtrato dai reni in due fasi. Qui i vasi alimentanti, le arterie,
diventano sempre più piccoli e stretti. I filtri più piccoli sono i nefroni, di
cui sono presenti circa un milione in ciascun rene. E ad ogni nefrone,
in cui il sangue viene sospinto dalla pressione sanguigna, appartiene
un piccolo canale per il deflusso dell’urina, il tubulo.

Il primo filtro
È un glomerulo capillare via via più sottile, che non fa passare i globuli
rossi, i leucociti e le proteine, ma riconduce alla circolazione corporea
attraverso le vene.

Quel che attraversa questo primo filtro sono i restanti componenti del plasma e l’acqua.
Insieme essi costituiscono la cosiddetta urina primaria, circa 30 litri al giorno.
Nel piccolo arco dei reni, l’ansa di Henle, la pressione aumenta ancora. Ai 30 litri di
urina primaria, che filtrano quotidianamente i reni, con un secondo assorbimento, vengono
sottratti 28,5 litri. Il restante litro e mezzo è la quantità quotidiana di urina che viene
generalmente eliminata. Numerosi tubuli la trasportano in tubi collettori, da lı̀ essa scorre
nei bacinetti renali, lascia i reni attraverso gli ureteri e si riversa nella vescica.

4.3 Il lavoro dei reni:


un litro e mezzo di urina al giorno
Quando, negli adulti, le pareti della vescica avvertono la pressione di circa un litro di li-
quido, esse annunciano al cervello il bisogno di urinare. Nelle donne questa sensazione
di pressione viene avvertita prima che non negli uomini. Andando avanti con l’età l’e-
lasticità della vescica diminuisce, come avviene per tutti i tessuti corporei e la pressione
viene avvertita ancor prima. Allo stesso tempo si beve sempre meno, per cui la quantità di
urina diminuisce ed essa assume un colore e un odore molto più intenso. Inoltre, il tessuto
connettivo che sostiene l’organismo, in genere, con gli anni diviene più floscio; anche in
questo caso nelle donne in maniera molto più accentuata che negli uomini. Si possono
verificare delle ptosi. L’utero preme verso il basso. Oppure la vescica scivola talmen-
te in basso nel bacino, che la tensione muscolare non è più sufficiente a svuotarla
completamente. Nella vescica resta, quindi, sempre un po’ di urina; il che aumenta
il pericolo di una raccolta di batteri, veicolo di infezioni.
A tale rilassamento si rimedia con dei semplici esercizi di ginnastica o di Yoga. La
muscolatura e l’irrorazione sanguigna di questa zona devono essere stimolate e sviluppate
a questo fine.

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La funzione dei reni si chiama omeostasi; l’equilibrio dell’ambiente interno dell’or-


ganismo deve essere mantenuto. I reni non sono una stazione di disintossicazione dell’or-
ganismo, tale funzione spetta al fegato. I reni hanno la funzione escretoria, in virtù della
quale essi provvedono a un regime bilanciato di acqua e sale, all’equilibrio di acidi e basi
nell’organismo e fanno sı̀ che il corpo non perda glucosio, proteine ed elettroliti (sodio,
calcio, magnesio).

4.4 La nostra alimentazione alleggerisce i reni


La costante “acida” o “alcalina” dell’organismo è determinata in gran parte dalla nostra
alimentazione. Scarichiamo il lavoro dei reni se, tramite quello che mangiamo, facciamo
defluire il più possibile le “basi”. Ciò significa fondamentalmente:

— assumere meno sale possibile

— condire preferibilmente con gli odori e

— bere molto tutti i giorni; la quantità media quotidiana non deve essere inferiore ai due
litri. Tuttavia dovremmo bere

— meno caffè e

— meno alcool.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 19
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Un vecchio rimedio casalingo


Per prevenire l’eccessiva acidità dell’organismo ci vuole una me-
la, che andrebbe ben lavata e mangiata con la buccia il mattino a
digiuno. “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, dice un prover-
bio. Se internamente siamo troppo acidi, è probabile che lo diventiamo
anche di natura, giacché “l’uomo è quel che mangia”.

Il Ph dell’urina, che indica quanto essa sia acida o alcalina, può essere misurato con
delle cartine di tornasole: la colorazione ne indica il grado. L’urina sana è più acida
al mattino della sera e oscilla al massimo tra il Ph 5 e 7. Le cartine di tornasole sono
disponibili in farmacia.
Il più importante prodotto di scarto dei reni è l’urea. Esso è il prodotto di decomposi-
zione del metabolismo delle proteine; quello dell’acido nucleico (metabolismo cellulare)
è l’acido urico.
La regolazione del livello dei liquidi passa per il giusto equilibrio di sodio e calcio. Se
abbiamo mangiato troppo sale, l’organismo esige più liquidi: abbiamo sete per diluire la
concentrazione di sale nel corpo. Se all’organismo manca il sale (d’estate, quando svolgia-
mo un’attività sportiva o abbiamo una sudorazione intensa) allora desideriamo mangiare
qualcosa di salato.
Poiché l’urina espelle in piccole quantità numerose sostanze, assolutamente utili, ma
quando non sono più necessarie all’organismo, l’assunzione della propria urina può col-
mare delle eventuali carenze.

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Capitolo 5
Disturbi e malattie: le donne
hanno problemi diversi dagli uomini

L’urologia è un indirizzo di studi all’interno della medicina. Benché i passaggi alla “me-
dicina interna” siano correnti, tutti i disturbi vescico-renali, dal semplice raffreddamento
della vescica al cancro renale, vengono trattati dall’urologo, a meno che il paziente non
sia orientato in tutt’altra direzione e si affidi a un medico naturista o a un terapeuta della
medicina naturale.

— L’uretra, attraverso cui la vescica espelle l’urina, nelle donne è molto più corta rispetto
agli uomini.

— Pertanto, anche al contrario, la via dall’esterno all’interno della vescica per i batteri è
molto più breve. Per questo motivo le donne e, soprattutto le più giovani, tendono a
soffrire più spesso degli uomini di raffreddamento della vescica e di cistite.

Calore, bagno di vapore alla camomilla, infusi di erbe sono i vecchi rimedi ca-
salinghi, che vengono normalmente utilizzati, prima di assumere gli antibiotici. Anche
gli infusi di foglie di betulla, di epilobio a fiori piccoli e di dente di leone agiscono da
disidratanti; grazie alla loro azione, con i liquidi, si possono espellere più scorie.
Gli uomini, al contrario, sono tormentati più spesso delle donne da valori alti
di acido urico. Ciò significa pericolo di gotta, di renella e di calcoli renali. Chi per
ereditarietà o per condotta di vita vi è predisposto dovrebbe fare particolare attenzione a
non mangiare troppo salato, ad assumere meno carne (proteine), a bere molto e a
evitare l’alcool. L’assunzione vita natural durante di farmaci chimici è evitabile in molti
casi.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 21
Flora Peschek-Böhmer

Il colore dell’orina
— Se l’urina è quasi sempre incolore e sembra “acqua”, c’è il perico-
lo di una consistente perdita di liquidi, ciò significa che i reni non
funzionano bene, filtrano troppo poco liquido.

— Se, al contrario, è molto scura, nonostante un sufficiente apporto di


liquidi, il lavoro escretorio può essersi ridotto. Può ristagnare acqua
nell’organismo. Nelle persone anziane, spesso, il cuore, nel lavoro
escretorio dei reni, riesce a pompare i liquidi soltanto di notte,
quando entrambe le gambe sono sollevate. Per cui occorre
sempre più spesso alzarsi di notte ad urinare.

Oltre agli infusi diuretici può aiutare il moto regolare. Una passeggiata quotidiana
fa miracoli anche se dura soltanto un quarto d’ora. Se questo non è possibile rche
bere regolarmente qualche sorso della propria urina al giorno facesse aumentare le
forzeesta sempre il diritto alla ginnastica regolare, anche se si tratta soltanto di piccoli
movimenti di gambe e braccia eseguibili da seduti e studiati appositamente per gli anziani.

5.1 Il cancro come problema maschile


Gli uomini si ammalano molto più spesso di cancro ai reni e alla vescica delle donne. Il
5% di tutti i tipi di cancro colpisce l’uomo in questa zona. Il fattore di rischio principale
– come per il carcinoma polmonare – è il fumo. In genere sono colpiti i giovani. Si tratta
di un cancro estremamente invasivo, spesso multiplo, le cui metastasi sono precocemente
ematogene, ossia entrano nel sangue. Se viene colpito un rene soltanto e lo si scopre
in tempo, vi sono buone possibilità di salvarsi con un intervento. Dal punto di vista
della medicina naturista si consigliano, come terapie di supporto, alti dosaggi di timo e
urinoterapia intensiva.
I disturbi e le malattie concernenti i reni e l’apparato urinario vengono curate con
l’urinoterapia con estrema cautela. È chiaro che pus o altri intorbidamenti dell’urina ne
proibiscono la sua assunzione diretta.
In minuscole dosi, a gocce o diluita in soluzioni omeopatiche, essa può tuttavia susci-
tare uno stimolo per curare “il simile con il simile”.

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Capitolo 6
Cose credibili e incredibili
sull’impiego dell’urina: oggi, ieri e altrove

Mao Tse Tung aveva superato gli ottanta e, con le sue decisioni private immediate, portava
continuamente alla disperazione il suo seguito, soprattutto le forze di sicurezza. Una
mattina, sul Fiume Giallo, dove egli era in viaggio a bordo del suo yacht, decise di farsi
una nuotata. La sua decisione suscitò orrore ed egli fu avvertito che l’acqua era una
cloaca. Ridendo, Mao rispose che in India era risaputo che il Primo Ministro bevesse
tutti i giorni urina e che stesse benissimo. Saltò nell’acqua e le sue guardie del corpo
dovettero per necessità entrarvi anch’esse.

Mao sapeva naturalmente quel che nella coscienza della medicina popolare cinese
era conoscenza diffusa: che bere regolarmente qualche sorso della propria urina al
giorno facesse aumentare le forze. Non è stato tramandato se lo stesso Mao si attenesse
a tale credenza.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 23
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Saggezza cinese
Generalmente in Cina agli uomini viene consigliato di bere la propria
urina anche per un’altra ragione: la sorsata quotidiana dovrebbe
aumentare l’energia sessuale.

Alle donne si consigliava l’urinoterapia quando desideravano invano un


bambino. All’epoca del rigoroso controllo delle nascite e delle restrizioni
economiche tale suggerimento deve essere stato abolito.

Che gli Eschimesi lavino i neonati con l’urina è stato già detto, inoltre presso di loro
– come in altre popolazioni cosiddette primitive – è ancora oggi in uso servirsi della forza
tannante delle sostanze contenute nell’urina.

6.1 L’urina e il suo effetto sul cuoio:


tutti i soldati lo conoscono
Se pellicce, pelli e cuoio vengono poste in un liquido conciante a base di urina, i parassiti
vengono distrutti e il materiale diventa morbido e flessibile. In realtà i pezzi cosı̀ trattati
vengono poi energicamente puliti con acqua. Se ciò non viene fatto a dovere, il com-
merciante o l’acquirente se ne accorge se, aumentando la temperatura, affiora la puzza di
ammoniaca.
Che l’urina faccia ammorbidire il cuoio, lo sanno e lo hanno sempre saputo i soldati di
ogni epoca e paese: un tempo urinando abbondantemente negli stivali scomparivano
anche le vesciche delle lunghe marce.
In un negozio di scarpe di Stoccarda a una signora piacque particolarmente un paio
di scarpe coi tacchi alti. Ma esse erano leggermente strette e non erano disponibili nella
misura più grande. La simpaticissima anziana commessa disse: “Entrate rapidamente
in un secchio di acqua e fate asciugare le scarpe ai piedi, poi andranno bene. Oppure
applicate uno strofinaccio bagnato per tutta la notte. Detto in confidenza: la cosa che
funziona meglio è versare una ciotola di urina. Ma naturalmente non è cosa di tutti. . . ”.
Nella lavorazione di diversi materiali, ma mai per curare gli uomini, si utilizza in
tutto il mondo persino l’urina animale. Racconti meravigliati e inorriditi di turisti l’hanno
confermato più volte.

6.2 L’urina come detersivo: l’esperienza del deserto


Ecco la famiglia che ha attraversato con l’automobile il deserto di Israele, i Negev. Nella
solitudine e nella calura di sabbia e pietre, leggermente discosta dalla strada massicciata,
c’è una famiglia di beduini che monta le tende per far riposare se stessi e i propri cammelli.
I Negev si avvicinarono incuriositi e furono chiamati con un cenno ospitale. Le due

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famiglie non potevano parlarsi, ma un uomo accese il fuoco in una piccola conca di sabbia
e portò qualche manciata di acqua in una brocca ammaccata per cucinare.

In quel momento un cammello urinò. Un bambino raccolse l’urina in una ciotola e una
donna lavò dei bicchierini in quel liquido fumante. I bicchieri furono puliti, riempiti per
metà di caffè e dell’acqua nel frattempo bollita. Nessuno osò rifiutare il dono dell’ospite.
E tutti capirono che niente disinfetta e “pulisce” come l’urina fresca.
Di urina sempre si trattava in un caravanserraglio egiziano: durante una cavalcata nel
fango dei canali di irrigazione nella terra del Nilo furono schizzate di sterco la borsa e la
macchina fotografica di un turista. Il cammelliere volle essere d’aiuto, andò in un trogolo,
che puzzava dell’urina raccolta, v’immerse un cencio e cominciò a pulire il bagaglio.
Sull’isola greca di Misiros dei turisti tedeschi avevano affittato la piccola e dimessa
casetta attigua a una famiglia. Era piena estate. L’isola è senza fonti di acqua, navi
cisterne devono trasportarla. La casa delle vacanze era lucida come uno specchio e veniva
pulita a fondo tutti i giorni dai proprietari. Un giorno l’affittuaria tedesca intralciò i piani
di chi faceva le pulizie e vide meravigliata che la donna greca intingeva continuamente
lo spazzolone nel vasino del figlio. Ridendo, la donna spiegò che niente puliva meglio
dell’urina le mattonelle di pietra. Non rimaneva la benché minima puzza.
E soprattutto: nelle tre settimane di vacanza non apparvero mai gli insetti che
molestavano, invece, il resto dell’isola.

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6.3 L’urina per i tessuti pregiati


Molto meno esotico è il fatto che i costosi tessuti inglesi Harris, conosciuti in tutto il
mondo, devono tuttora, per legge, la loro qualità a un trattamento a base di urina. Tale
legge è stata nuovamente confermata nel 1966. Essa esige che il tweed Harris delle Ebridi
sia trattato esclusivamente con urina umana per diritto di qualità.
La cittadina tedesca dove si producono stoffe, Bad Münstereifel, ha la cosiddetta torre
Seki. In essa, nel 1877, fu raccolta l’urina dei cittadini e fu utilizzata per tingere i tessuti.
L’industria ha prodotto e messo sul mercato colori lavabili e che non stingono, elaborando
soluzioni di soda caustica e di idrosolfito.
Dopo la prima e, persino, la seconda Guerra Mondiale, quando nessuno aveva la pos-
sibilità di permettersi le sostanze chimiche, si fece nuovamente ricorso alla colorazione
nella “cupa”, come era usanza a Bad Münstereifel.
I coloranti naturali non stingono e possono essere applicati anche direttamente sui tes-
suti. Mediante la fermentazione nell’urina essi devono essere dapprima resi idrosolubili,
poi spesso si applica un impacco di colore. Questo processo di fermentazione avviene
nella cupa, una ciotola, in cui vengono messe le fibre per assumere il colore desiderato.
Quando i tessuti vengono appesi all’aria ad asciugare, la sostanza colorante si ossida, essa
diviene cioè inalterabile e lavabile.
In India si utilizzava e si utilizza soprattutto l’indaco, che con l’applicazione del giallo
diventa il famoso azzurro indaco. In Germania questa pianta non cresce per cui si
colora con le bucce di cipolla, le foglie di pomodoro, le more ed altre piante. Tuttavia
è sempre indispensabile l’urina fermentata per fissare i colori.

6.4 Tabacco, tappeti e meraviglie floreali:


l’urina non manca mai
Un lavoratore albanese racconta che la sua famiglia da generazioni coltiva piante di ta-
bacco per il proprio fabbisogno. Nella sua cerchia di amici e conoscenti un pacchetto del
suo tabacco è un regalo apprezzato. Ciò dipende dalla sua preparazione.
Quando le foglie della pianta di tabacco erano sufficientemente grandi, venivano reci-
se dallo stelo principale, appese ad un filo e fatte asciugare – ma non completamente! –
all’aria. Poi l’intero filo con le foglie veniva messo a bagno nell’urina per tutta la notte
e il giorno successivo nuovamente all’aria, ma asciugato, questa volta completamente al-
l’ombra. Con una semplice piccola macchina, azionata a mano, le foglie venivano tagliate
a strisce sottilissime oppure, intere, venivano avvolte ad un fuscello di paglia – anch’esso
fermentato nell’urina – e si facevano i sigari. Nessun tabacco di sua conoscenza aveva un
aroma cosı̀ pieno e aromatico.
In Persia e in Afghanistan i tessitori di tappeti sono, in genere, degli artigiani molto
modesti che vivono in condizioni misere. Si sta ancora peggio nella maggior parte delle
fabbriche di tappeti, dove viene sfruttato il lavoro minorile. Manca il denaro per gli addi-

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tivi chimici per colorare la lana. Ancora oggi la raccolta di urina umana e animale è un
mezzo indispensabile per fissare i colori di lana e seta.
Poi può succedere che un tappeto “autentico” nel nostro salotto cominci a puzzare di
ammoniaca, se per errore vi si rovescia un po’ d’acqua.

Una giovane donna in gamba di cui si dice con ammirazione che abbia “il pollice
verde”, racconta liberamente nella cerchia di amici di aver ereditato e adottato una ricetta
dalla madre e dalla nonna: finché in casa ci sono bambini piccoli che usano il vasino;
versatene l’urina nell’acqua per annaffiare. Splendide piante ve ne saranno sempre
grate.
Da Celle e i villaggi limitrofi si sa che prima dei grandi concorsi ippici e, soprattutto,
per la celebre “parata dello stallone di Celle” i cavalli vengono strigliati con l’urina. Con
nient’altro il pelo diventa cosı̀ bello e lucente.

6.5 . . . e qualcuno ne ha provato l’effetto sul


proprio corpo
Una giovane racconta di essere caduta durante una lezione di equitazione, di aver sbattuto
e di essersi slogata il malleolo destro. Il maestro di equitazione le tolse lo stivale e la calza
e le immerse la gamba in un secchio. La ragazza chiese disgustata perché puzzasse tanto
e seppe che in quel secchio veniva abitualmente raccolta l’urina di cavallo per piccoli
incidenti simili. E difatti il giorno dopo non c’erano più i dolori né il gonfiore.
Mio nonno raccontava che sua madre, con lui giovinetto, andò ad Amburgo nella
brughiera di Luneburgo dal terapeuta naturale chiamato “Pecoraio gobbo”, perché le sue

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infiammazioni alla gola erano peggiorate e ricorrevano più di frequente. La terapia consi-
gliata fu: “Fatela in una tazza e gargarizzatela. Potete aggiungere anche un po’ di miele.
E con quella restante fasciatevi la gola”. Per il consiglio egli ricevette un pezzo di sapone
“cittadino”; si pagò in natura. E il consiglio funzionò.

6.6 Una soluzione di ripiego e un inchiostro simpatico


Sappiamo per esperienza che negli ospedali militari sul campo di battaglia: “Se non
era disponibile un disinfettante per le iniezioni, si utilizzava l’urina come surrogato,
poiché essa, appena uscita, è assolutamente sterile”.
Un fatto curioso sull’urina constatato con sorpresa e che è vero: l’urina è un inchiostro
simpatico! All’occorrenza si può avere una penna stilografica senza inchiostro che non
sporca, se s’intingono le dita nell’urina. Con questo liquido si scrive su un foglio bianco.
Una volta asciugato non si vede più niente. Chi lo riceve non deve far altro che riscaldare
il foglio (col fuoco, una candela o la piastra elettrica) e il messaggio diviene visibile a
caratteri marrone chiaro, raffreddandosi esso scompare nuovamente.

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Capitolo 7
Ancora Shivambu: gli indiani
lo sanno meglio di chiunque

“L’urina umana neutralizza i veleni, se usata correttamente dà nuova vita, pulisce il san-
gue e risolve i problemi di pelle, essa ha un sapore acre e contiene molti minerali. Se la
si beve regolarmente, agisce come un farmaco”
(Bhava Prakasha, Capitolo sull’urina, vers. 7).

L’India è l’unico paese dove l’urinoterapia è stata ed è utilizzata ininterrottamente da


5000 anni, a partire dalla protostoria. Per cui si è accumulata una vasta conoscenza che
viene costantemente verificata, trasmessa e praticata.
Soltanto pochi medici in India puntano completamente ed esclusivamente sulla medi-
cina chimica e strumentale del nostro secolo, giacché alla gran parte della gente di questo
povero paese mancano le possibilità economiche. Di solito si tramanda la medicina po-
polare unitamente, per quanto possibile e necessario, alla moderna medicina classica. In
India vi sono oltre cento cliniche che utilizzano l’urinoterapia in tutte le sue forme
per la salute dei pazienti. Gli urinoterapeuti occidentali qui sono accettati volentieri co-
me apprendisti e assistenti. Molti hanno riscoperto in India una scienza che certamente
esisteva anche in Europa, ma che è stata rimossa dal “progresso” degli ultimi 150 anni.
Da una parte, secondo la tradizione mitologica, shivambu è:

❂ il nettare divino

❂ l’acqua di Shiva

❂ l’acqua della felicità.

Dall’altra, nell’India in cui gli uomini sono suddivisi in caste per nascita, i rapporti
con l’urina sono tutt’ora incombenza degli “Intoccabili”, la casta più bassa. Coloro che

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vi appartengono raccolgono sterco e urina nelle città prive di fognature che altrimenti
sarebbero sommerse dalle feci. Per gli indù credenti, soprattutto in campagna, l’urina
delle vacche sacre è utile quanto l’urina umana. Nei pressi dei centri abitati è sempre
possibile incontrare degli uomini, spesso bambini, che con una ciotola di rame tra le
braccia, accovacciati accanto alle vacche sacre, aspettano di raccoglierne l’urina. Poi con
essa si lavano il volto, soprattutto gli occhi, i capelli e tutto il corpo.

7.1 Un politico sostenitore dell’urinoterapia


In India il più illustre sostenitore dell’uso regolare della propria urina è l’ex primo ministro
Morarji Desai che, dovrebbe aver superato i cento anni. Egli propaganda da anni, persino
in Parlamento, la possibilità semplice, economica e “indicata da Shiva” di mantenersi sani
e di curarsi con l’urina.
Ogni mattina egli beve un bicchiere del getto centrale di urina fresca come viene in-
dicato nell’Hatha Yoga Pradipika, Capitolo 3, vers. 96 e segg.: “Bevi lo strato centrale
di urina. Lascia il primo poiché contiene troppa bile e l’ultimo poiché non ha nessun
particolare beneficio”.

Anche i nostri urinoterapeuti consigliano di far scorrere le prime gocce, giacché con
esse vengono eliminate dall’uretra eventuali impurità.
Di Desai, che diversi urologi occidentali hanno visitato ed intervistato, si dice che

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abbia una vitalità eccezionale e che la sua pelle vellutata sia un fenomeno. Egli è del
1896.
In base alla propria osservazione decennale Desai, senza essere medico o terapeuta,
definisce “amaroli”, bere la propria urina, un “mezzo sicuro contro la tubercolosi, la ca-
taratta e certamente il cancro”. Le cliniche indiane di urinoterapia sono molto più caute e
consigliano gli amaroli come terapia biologica di supporto.
Raj Narain, come Ministro della Sanità indiano, ha sottolineato che non vanno asso-
lutamente ignorate le terapie naturiste di 5000 anni di storia della medicina indiana e che
l’urinoterapia è, a tutt’oggi, una parte essenziale di questa medicina. Egli cita, in partico-
lare, le ricette della medicina ayurvedica, in cui l’urinoterapia viene unita agli effetti delle
erbe, degli aromi e delle pietre preziose.
Nel 1993 è stata tenuta a Goa la “1st All India Conference on Urine Therapy”, la
prima conferenza di tutta l’India sull’urinoterapia, alla quale sono stati invitati anche par-
tecipanti e osservatori occidentali. Qui è stato tentato da parte della medicina classica,
di far uscire questa terapia medica dal piano del mistero e dell’occulto per raggiungere
un’impostazione scientifica per il benessere di individui sani e malati.
In India, contrariamente all’Europa, c’è una vasta e ampiamente diffusa letteratura di
scritti e di testi più recenti, di modo che a ciascun studente di medicina sia accessibile un
sapere che da noi viene trattato a porte chiuse.

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Capitolo 8
Guardare a fondo il bicchiere:
cosa riconosce il terapeuta nell’urina

“Mostrami la tua urina e ti dirò chi sei”. Tutto l’universo è compiuto in ogni sua piccolis-
sima parte. O ancora: l’uomo è individualmente riconoscibile in ogni sua cellula. Nessun
buon terapeuta si fida di una sola diagnosi. Ogni medico, terapeuta, curatore esperto
incontra i suoi pazienti coi sensi desti. Egli vede, ascolta, odora e sente gran parte
della diagnosi già prima che venga detta una parola o che sia fatto il quadro ema-
tologico o una radiografia. I mezzi diagnostici dell’esperienza medica e della medicina
classica vengono confrontati con l’impressione diagnostica sensoriale.
Di queste prime impressioni fanno parte:

❆ Il colorito del viso,

❆ la temperatura delle mani,

❆ le palpebre, il margine oculare e lo sguardo,

❆ le rughe intorno alla bocca,

❆ la forma delle dita e le unghie,

❆ la respirazione,

❆ la voce,

❆ il portamento e l’andatura, il modo in cui ci sediamo.

Tutti i pazienti, sin dall’infanzia, confidano nel fatto che in caso di malattia si prele-
va il sangue. Un laboratorio suddivide le singole informazioni del sangue e fornisce il
cosiddetto stato ematico, i processi metabolici, la funzionalità del fegato, il bilancio dei
minerali e la sostanza ossea; lo stesso cancro o il pericolo di aids sono rilevati nel sangue.

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Anche l’urina dà pressappoco le stesse informazioni. E secoli prima che si potes-
se prelevare il sangue sterile e fare la diagnosi, “guardare l’urina” era una cosa ovvia e
naturale, quando qualcuno si ammalava.

8.1 Scienze occulte:


l’urina rivela se sarà maschio o femmina
La scienza medica occulta della cultura antico-egiziana è andata in gran parte perduta con
il suo declino. Ma è stato tramandato, ad esempio, che 3000 anni fa dall’urina di una
gravida si poteva predire il sesso del nascituro.
Non sappiamo se ciò avvenisse allo stesso modo in cui ancora oggi avviene nel sud
della Russia:

— Se una donna vuole sapere se è incinta, mette un pugno di chicchi di grano nella sua
urina e, contemporaneamente, nell’urina di una donna di cui si è sicuri che non sia
gravida. I germogli che si susseguono rapidamente l’uno all’altro sono una prova di
gravidanza.

— Si mettono nell’urina della gravida chicchi di grano e di orzo gli uni accanto agli
altri, se germoglia prima il grano sarà femmina, se germoglia più rapidamente
l’orzo, dovrebbe nascere un maschio.

Nel Susruta Samhita è trasmessa in sanscrito la descrizione di dieci diversi tipi di urina
e in base a cosa è possibile desumere disturbi e malattie, quando l’urina appare modificata
rispetto alla norma. Qui, ad esempio, si dice che bisogna fare attenzione se l’urina attira
nel giro di pochissimo tempo formiche e mosche.
E infine l’esperienza di uno studente di medicina a un uditorio dei nostri giorni. Il
professore mise dinanzi a sé due bicchieri di urina, vi immerse un dito e lo leccò. Do-
po di che invitò tutti gli studenti a fare la stessa cosa e a provare il diverso sapore. Non
tutti riuscirono a superare il disgusto. Tuttavia si distingueva chiaramente che il liquido
di un bicchiere era molto salato, mentre l’altro era dolce. Nient’altro attira le formi-
che quanto questo deposito di zucchero presente nell’orina di un soggetto malato di
diabete.

8.2 La conoscenza medica degli antichi


Gli antichi Greci ne sapevano meno dei messaggi contenuti nell’urina rispetto agli Egizi
prima di loro. Negli scritti della scuola di Ippocrate sono descritte malattie riconoscibili
dall’urina densa e scura fino a sembrare nera. Viene descritta la diagnosi della gonorrea e
della tisi: “se nell’urina galleggiano depositi di grasso simili a ragnatele”.

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Teofilo era un medico molto rinomato nella Bisanzio del VII° secolo. Egli rappresen-
tava su grandi “tavole urinarie”, in modo chiaro e facilmente riconoscibile, le modificazio-
ni dell’urina con determinati quadri clinici. Poiché egli era anche un insegnante richiesto,
le conoscenze della sua diagnosi urinaria superarono ampiamente i confini di Bisanzio.
Paracelso, che definiamo il padre della medicina odierna (1493-1541), sottolineò nei
suoi scritti l’attendibilità dell’orina quale mezzo diagnostico. Ai suoi tempi era già un’u-
sanza ovvia portare alla visita medica un piccolo bicchiere chiuso di urina. Si sapeva
anche che essa doveva essere preferibilmente la prima urina del mattino. I “bicchieri pan-
ciuti di urina” con custodia, nel cesto di vimini perfettamente adattato venivano messi in
vendita ovunque nei mercati tra gli altri articoli casalinghi.

8.3 Fare la diagnosi guardando l’urina


L’esame visivo dell’urina fu per 400 anni il procedimento diagnostico più importante e
sicuro. Si poneva attenzione alle diverse sfumature di colore. Bisognava riconoscere fino
a 20 tonalità. Bisognava:

1. fare attenzione al grado di liquidità,


2. a un’eventuale formazione di schiuma e
3. ai componenti di urina non disciolti che galleggiavano o si depositavano sul fondo
del bicchiere.

Quindi si lasciava l’urina per qualche ora; delle marcature sul bicchiere indicavano uno
strato superiore, due centrali e uno inferiore. Questi strati venivano facilmente trasferiti
sul corpo umano:

❉ fiocchi o “nuvolette” nella parte superiore significavano disturbi alla testa.


❉ particelle sospese nello strato centrale superiore rimandavano ad una malattia del tora-
ce e in quello inferiore ad una malattia dell’addome e
❉ il sedimento, i depositi sul fondo del bicchiere venivano letti come disturbi della area
urogenitale.

Si faceva attenzione che nell’urina non ci fossero bolle. Si facevano delle prove, come
l’urina si modificava quando veniva scossa e si controllava l’odore e la sua modificazione
quando essa restava all’aria più a lungo e l’urea si ossidava in ammoniaca. Erano de-
scritti con precisione anche gli odori dell’urina sana, dopo che il paziente aveva bevuto o
mangiato qualcosa in particolare, ad esempio dopo l’ingestione di asparagi, finocchi o
cavoli.
Che si parli di “dulcedo” (dolcezza) o di “acuitas” (acredine) non significa che l’u-
rina venisse assaggiata. Giacché i pregiudizi sembra fossero già fin troppo radicati nel
Medioevo.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 34
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Dolce significa piuttosto blando, al contrario di acre di odore.


L’ispezione dell’urina fu fino al XIX° secolo un’usanza talmente ovvia nel caso di una
consultazione medica, che in molte raffigurazioni artistiche di malattie si può vedere il
bicchiere di urina. Il bicchiere di urina in mano al medico divenne una sorta di simbolo
della professione medica come, in seguito, la verga di Esculapio con il serpente.

8.4 Il bicchiere di urina diventa il simbolo


della professione medica
Quando la medicina islamica, ai tempi delle crociate, adottò l’urinodiagnostica ed essa
venne insegnata nelle università dell’Islam di fama internazionale, l’ispezione dell’urina
e l’urinodiagnosi diventarono parti costitutive della medicina.
Fino all’età moderna apparvero continuamente libri sull’ “uroscopia”. Anche quelli in
lingua tedesca conobbero numerose edizioni. Nelle illustrazioni di copertina e nei disegni
veniva raffigurato il bicchiere di urina. L’opera più nota e più lunga in uso era l’enci-
clopedia di Michael Bernhard Valentini Dell’erborista curioso e uropata assennato (ca.
1710) come pure quella di Joseph Loew Sull’urina come segno diagnostico e prognostico
dal punto di vista fisiologico e patologico (ca. 1810) e gli scritti di Hufeland, medico e
amico di Göethe. Nel nostro secolo ha esercitato un certo influsso sull’impostazione della
terapia l’opera ben documentata di Kurt Herz: Curarsi con la propria urina (8a edizione,
1991).

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 35
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A Neunhof in Franconia vive una contadina, che da trenta anni viene consultata dagli
abitanti dei dintorni, perché è un’erborista. Essa non ha imparato questo modo di curare
in una scuola, ma l’ha adottato dalla madre e dalla nonna. La donna chiede che le venga
portato un bicchiere di urina del mattino, poiché “sei quel che pisci”. Essa distingue come
in uno specchio i processi interni dell’organismo guardando l’urina e dalla forma e dalla
tipologia delle mani. Poi prescrive una miscela di infusi o cita le erbe che vanno raccolte
in un determinato periodo dell’anno, lunare o della giornata e dice come vanno utilizzate.
Per un “Dio te ne renda merito” c’è all’ingresso un piccolo barattolo. Essa ha successo
nella cura di verruche, dell’herpes zoster fino alle ondate di calore e alla depressione. E
non fa soltanto le diagnosi con l’urina, ma ne consiglia anche l’uso, come già faceva sua
nonna. Questa donna ha anche abbastanza esperienza e senso di responsabilità per dire al
momento giusto: “Sai, faresti meglio ad andare dal dottore che io non so che fare”.

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Capitolo 9
Oltre il disgusto: la medicina da noi stessi

Esattamente come il sangue, l’urina rispecchia le condizioni di salute del corpo, è lo


specchio dei processi biochimici dell’organismo. E cosı̀ come una terapia col proprio
sangue può stimolare le forze di autoguarigione dell’organismo, la stessa cosa avviene
con l’AL, l’autoliquido, la terapia con la propria urina.
Quanto più grande è la sofferenza del paziente, soprattutto nel caso di malattie lunghe
e croniche, tanto più egli è disposto ad accettare un tentativo di cura con la propria urina. Il
disgusto è provocato spesso già dal contatto con l’urina, prima ancora dell’idea di doverla
bere.
Si tratta di un liquido “pulito” assolutamente individuale. La propria urina,
subito dopo aver lasciato la vescica, è sterile per chi l’ha prodotta. Tuttavia, già dopo
un quarto d’ora, i germi si possono moltiplicare, per cui è consigliabile impiegare l’urina
solo per uso esterno o disinfettarla prima.

9.1 Il nostro corpo impara dall’urina


I batteri che vengono espulsi con l’urina e che, quindi, erano già presenti nell’organismo,
sono noti a quest’ultimo.
Se essi vengono reintrodotti nell’organismo, ne aumentano semplicemente le difese; si
verifica un rafforzamento del sistema immunitario che nell’urinoterapia è al primo posto.
Infatti, anche se nell’urina non ci sono germi che vengono riproposti all’organismo, ci
sono comunque le informazioni sulle carenze o i disturbi che esso deve affrontare.

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Flora Peschek-Böhmer

9.2 Cosa definiamo pulito e cosa sporco?


I principi di pulizia ed igiene della nostra educazione hanno creato il pregiudizio in base
a cui l’urina è qualcosa di sporco che bisogna evitare di toccare e che, per lo meno, dopo
averla toccata bisogna lavarsi a fondo le mani. Ma, cos’è veramente sporco? Chi lavora
in giardino con le mani nella terra, non la percepisce come sporcizia. Qualche granello
di quella stessa terra sul pavimento della stanza diventano subito sporco. Le bucce di
patate o le foglie di insalata avvizzite sul tavolo della cucina si possono toccare, ma se il
bambino le prende dal secchio dell’immondizia, esse sono “cacca”.
Tutta una serie di disturbi e di malattie si basano su eccessive pretese di pulizia. Se
l’organismo non impara a combattere, diventa più cagionevole, mentre esso sa come di-
fendersi, se le forze di difesa e di autoguarigione sono rapidamente attivabili. Il proverbio:
“La sporcizia fresca pulisce lo stomaco” è in questo senso sicuramente più appropriato
dell’esortazione: “Prima di mangiare non dimenticare di lavarti le mani!”. Se un paziente
non riesce a superare il disgusto verso l’urinoterapia, ma desidera provare questa forma
di trattamento, c’è il rimedio omeopatico Natrium muriaticum. Esso attenua la vergo-
gna, la sensazione di impurità, il disgusto. In questo modo si può predisporre una buona
urinoterapia.

9.3 L’urina quale ingrediente fondamentale


dell’industria farmaceutica
Le sostanze che agiscono su o nell’organismo con l’urinopotia derivano dalla composi-
zione dell’urina. Il componente principale è costituito dall’urea, che viene impiegata
anche in farmacologia per la preparazione di pomate per curare le malattie della
pelle. Fino ad alcuni anni fa nelle cliniche di Dresda e di Lipsia veniva raccolta l’urina e
data all’industria farmaceutica per ricavare e lavorare ulteriormente l’urea.

✾ Alle sostanze organiche dell’urina appartengono oltre all’urea, l’acido urico, che è un
prodotto di decomposizione del nucleo della cellula, e la creatinina che è il prodotto
finale del metabolismo muscolare.

✾ Le sostanze inorganiche sono sodio, calcio, magnesio e ammoniaca che, legati ai sali,
si depositano con gli acidi nell’urina.

✾ I coloranti sono l’urocromo, un prodotto della decomposizione delle proteine e l’uro-


bilinogeno, un derivato dei coloranti della bile.

✾ Inoltre con l’urina vengono espulse tracce di ormoni, come la melatonina – tranquil-
lante – e gli estrogeni. Molti milioni di donne prendono quotidianamente durante o
dopo la menopausa preparati ormonali, che nell’industria farmaceutica vengono
ricavati dall’urina di cavalle gravide. Nell’urina è contenuta anche l’auxina, di cui è
stata provata l’efficacia come ormone di crescita delle piante.

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✾ Delle vitamine sono presenti la C, la B1 e la B12 ; inoltre ci sono anticorpi, antigeni e


fermenti.

Nell’urina si trovano globuli rossi in presenza di malattie (nefrite, cancro della vescica)
e globuli bianchi o parti di cellule provenienti da reni e vescica, se è in atto un processo
infiammatorio. Nel sedimento di urina possono esserci anche gli aminoacidi (proteine).
Se nell’urina è presente del pus, se ne proibisce l’uso interno. L’urina si può poi
spesso preparare come sostanza omeopatica mediante diluizione secondo un preciso mo-
dello, cosı̀ che soltanto una piccola informazione agisce da stimolo per l’organismo, per
curare “il simile con il simile”.

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Capitolo 10
Le forme d’impiego dell’urinoterapia

10.1 Uso esterno

10.1.1 Direttamente

Il modo più semplice è quello di utilizzare l’urina già mentre la si espelle. In campagna,
dove i rapporti naturali sono ancora più semplici che in città è assolutamente normale che
a un bambino che si è escoriato si dica: “Corri nell’angolo e fai la pipı̀”. Oppure qualcuno
che si è tagliato, contuso o bruciato, tiene la parte interessata sotto il getto di urina.
Anche sulle ferite aperte, dove bisognerebbe usare la propria, viene utilizzata persino
l’urina di vacche e cavalli.
Oltre al pronto soccorso nei casi urgenti, l’urinoterapia può essere utilizzata in altre
forme per terapie più lunghe.

10.1.2 Tamponare

Il tamponamento nei campi di applicazione più piccoli deve avvenire regolarmente in un


lasso di tempo lungo. Indipendentemente dal fatto che si tratti di verruche, macchie di
vecchiaia, piccole dermatosi secche, micosi o antiestetiche cicatrici: ogni volta che si
urina si applica l’urina fresca tamponando con un dito o con un batuffolo di ovatta.
Se si vuole intensificare la terapia, si raccoglie la parte centrale del getto di urina
del mattino in un bicchiere richiudibile (a causa del cattivo odore) e si tampona la parte
interessata ogni mezz’ora o ogni ora.
Soltanto se lo stimolo a guarire appare immediato e la cute si arrossa, gli intervalli
vanno prolungati.

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L’urina applicata mediante tamponamento non va lavata. La cute l’assorbe


completamente. Sulla pelle non si sviluppa nessun spiacevole cattivo odore.

10.1.3 Frizionare

Si raccoglie l’urina del mattino, senza il primo paio di gocce e la si utilizza dopo la toilette
mattutina. In caso di acne, impurità della pelle, rughe sul viso, s’immergono le mani
nell’urina fresca e si friziona la pelle del volto, finché non è completamente asciutta.
Anche le mani diventano subito morbide ed elastiche.
Sul corpo si può utilizzare anche l’urina non più fresca, al massimo di due giorni
prima. In quel caso, durante il trattamento, si sente odore di ammoniaca, ma esso scom-
pare quando la pelle ha assorbito tutto il liquido. Si trasmette alla cute l’impulso a
guarire.

Si consigliano frizioni nelle zone doloranti, laddove l’impulso a guarire è tanto


più rapido quanto più spessa è la cute. Si consiglia di ripetere la frizione una
volta al giorno, di fare tuttavia una pausa di una settimana dopo 15 giorni, prima
di ricominciare, se necessario.

Per i disturbi interni si frizionano le corrispondenti zone di Head. Da qui l’urina agisce
sull’organo corrispondente lungo gli archi di riflesso nervosi. Per fare queste frizioni
occorre, tuttavia, farsi dare una mano perché queste zone sono raggiungibili dalla schiena.
L’applicazione di urina mediante frizioni serve anche per sensibilizzare un paziente
prima di un’eventuale terapia di iniezioni, se egli è un malato cronico o molto debole.
Terapeuti e pazienti affermano che la pelle dopo le frizioni non solo diventa pia-
cevolmente morbida ma anche ben irrorata. Si sviluppa, tuttavia, un odore simile a
quello del fieno fresco, piuttosto piacevole.

10.1.4 Compresse, impacchi e fasciature


S’imbeve una pezzuola pulita di lino o di cotone nell’urina che, in caso di
ferite aperte, deve essere fresca. Per gli occhi (orzaiolo, congiuntivite) si
utilizza un batuffolo di ovatta. L’applicazione deve agire da una mezz’ora a
tre ore.
Si tratta direttamente la zona dolorante o quelle di Head. Fino a tre giorni l’urina può
essere conservata a temperatura ambiente.
Su arrossamenti, gonfiori, febbri, nei processi infiammatori (non per zone con pus e
foruncolosi) si applica la compressa imbevuta di urina fresca e la si rinnova subito quando
si è riscaldata.
Nei processi cronici degenerativi, in contusioni acute o tensioni muscolari la compres-
sa di urina viene fissata con un asciugamano o una leggera fasciatura. Vi si può poggiare,

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inoltre, la borsa dell’acqua calda. In questo modo si aprono i pori della pelle e l’urina può
agire più rapidamente.
Per l’ulcera non dolente della gamba si imbeve una pezzuola pulita nel getto centrale
di urina e si applica subito per circa tre ore. Dopo due settimane le ferite dovrebbero
essere rimarginate. Non andrebbero mai usati tessuti sintetici!
Chi è estremamente sensibile di olfatto può aggiungere all’urina qualche goccia di un
olio naturale etereo. Se tale miscela viene scelta ad hoc, si può utilizzare contemporanea-
mente l’aromaterapia (olio di iperico – calmante; rosmarino – stimolante o altro).

10.1.5 Massaggi

Quasi tutti hanno la pelle secca. Da quando ci si fa la doccia cosı̀ spesso, in genere
con l’aggiunta di saponi, il naturale mantello acido protettivo della cute viene aggredito
o distrutto. Con lozioni e creme esso viene conservato. I massaggiatori hanno bisogno di
olii per rendere la pelle palpabile e morbida.
Certamente non c’è da consigliare nessuna tecnica di massaggio da fare con l’urina.
Tuttavia chi massaggia se stesso o la cerchia familiare, può ricorrere a questo mezzo
economico per fare massaggi. La tecnica è la stessa sia che si trattino tensioni alla
schiena, sia dolori muscolari provocati da attività sportive, il braccio del tennista o la
flatulenza.
L’urina andrebbe raccolta e conservata da tre a un massimo di sette giorni. Poi se ne
versa una piccola quantità nella mano e si massaggia con la tecnica abituale. La pelle
si ammorbidisce e assorbe completamente il liquido.
L’urina ha l’effetto di diluire leggermente il sangue, ciò significa che viene sti-
molata la microcircolazione dei sottilissimi vasi sanguigni. Pertanto con l’urinomas-
saggio c’è una piccola possibilità di sventare un eventuale infarto cardiaco o colpo
apoplettico.
Chi ha problemi estetici con l’urinomassaggio, può farsi la doccia una volta terminato,
ma dovrebbe usare solo acqua, non aggiungere nient’altro.

10.1.6 Gocce

Naso, orecchie e occhi possono essere trattati con l’urina in gocce. In ogni
caso il liquido viene posto in un flaconcino con pipetta da 30 ml, quali quelli
disponibili in farmacia.

Per le gocce nasali è preferibile usare l’urina più calda e più fresca del mattino; per
ripetere il trattamento durante la giornata si prenda l’urina fresca e non stantia. Le indica-
zioni vanno dai raffreddori alle sinusiti fino alle riniti allergiche. Si ha successo anche in
caso di una diminuzione o della perdita del senso dell’olfatto.

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Per le gocce oculari la prima urina è troppo salata. Si può utilizzare una qualsiasi della
giornata. Preparata sempre fresca in una diluizione di 1:5 con acqua bollita.
Per le gocce delle orecchie bisogna utilizzare nuovamente l’urina fresca che ha ancora
la temperatura del corpo, anche quella mattutina, non diluita.
In ogni caso non c’è alcuna controindicazione, sempre che si tratti di urina proveniente
da vescica e reni sani.

10.1.7 Bagni

Soprattutto per i problemi della pelle cronici quali psoriasi, neurodermiti,


allergie, si consiglia una bagno completo serale poco prima di andare a letto.

Ogni giorno o nel corso di più giorni si raccoglie un litro di urina. Quest’ultima viene
aggiunta all’acqua del bagno, va bene anche accompagnare con qualcos’altro, ad esempio
olii calmanti (alla camomilla, alla lavanda . . . ). Il bagno caldo dovrebbe durare un
quarto d’ora. La pelle può essere sfregata e spazzolata, ma non insaponata. La pelle
viene rigenerata, stabilizzata e pulita.
La cosa migliore è quella di andare a dormire subito dopo; solo se si vuole rimanere
svegli, bisognerebbe farsi una breve doccia fredda dopo il bagno.

10.2 Uso interno

10.2.1 Gargarismi

L’urina sana, soprattutto la prima del mattino, è molto salata e amara. Ma soltanto se sono
aperti gli organi gustativi del naso se ne avverte il sapore. Quasi tutti hanno avuto grandi
difficoltà al primo tentativo di introdurre l’urina in bocca. Compaiono conati di vomito,
se se ne “beve un bicchierino”.
Ma chi soffre da anni di infiammazioni ricorrenti alla gola oppure se le difese della
cavità orale sono basse, al punto che si formano facilmente afte o si diffondono dolorose
ulcere, se il dolore è un disturbo abbastanza accentuato, provi anche questa possibilità. E
funziona!
Molte persone anziane ricordano il periodo della Prima Guerra Mondiale, quando la
difterite era un’infezione mortale per i bambini e non c’era ancora la penicillina. Gar-
garizzare e bere l’acre urina del mattino ha salvato la vita a migliaia di bambini,
favorendo l’espulsione dei depositi ostruenti e liberando nuovamente le vie aeree.
Oggi la penicillina è alla portata di tutti. Ma chi utilizza spesso gli antibiotici per forti
angine, sappia che la resistenza alla malattia aumenta. La sola possibilità di gargarizzare

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l’urina, prolunga semplicemente questa prima vittoria per liberarsi dell’infezione nel giro
di 24 ore, invece che di due settimane.
Nuovamente è preferibile il flusso centrale dell’urina del mattino. Chi non tollera
il gusto salato può diluire l’urina 1:1.
Se questa diluizione viene preparata con olio di semi di girasole e il liquido – anche
in assenza di infezioni – viene tenuto in bocca per cinque minuti e poi sputato, la terapia
diviene una profilassi antinfettiva. Essa andrebbe eseguita quattro volte a settimana, con
una settimana di pausa.

10.2.2 Inalazioni

Nelle malattie delle vie respiratorie – di naso, seni frontali fino al tratto
bronchiale – va aggiunta alla solita miscela per inalazioni un cucchiaino
della propria urina.

Non fa differenza se essa viene inalata nel modo tradizionale, tenendo la testa su una
ciotola e coprendola completamente con un asciugamano di spugna, o se si utilizzano gli
apparecchi per inalazioni che si trovano in commercio.
L’inalazione dura finché dal liquido non si solleva più alcun vapore caldo. La testa va
poi tenuta a caldo, finché non si raffredda. In nessun caso si deve uscire all’aria aperta
dopo l’inalazione.

10.2.3 Uropotia, bere l’urina


La decisione di bere la propria urina deve essere preceduta, in genere, da
una presa di coscienza. L’urina è naturalmente una parte di se stessi. Essa
esce pulita e sterile da noi. Accettare completamente se stessi, rispondere
affermativamente non è possibile con dei limiti. L’urina ci appartiene, come
anche le feci e il sudore.
Bere l’urina è una terapia fondamentale in quasi tutte le malattie e si abbina anche
molto bene ad altre terapie. È inoltre un rimedio profilattico contro le malattie, rafforza le
difese immunitarie dell’organismo e aumenta le proprie energie.
Se dopo qualche giorno ci si è abituati al sapore salato e amaro della prima urina
del mattino, può facilmente divenire un’abitudine quella di lasciare sempre un bicchiere
accanto al water.

10.2.4 Piccoli aiuti


— Quanti più liquidi si assumono al giorno, tanto meno acre è il sapore dell’urina. E
quanto più a lungo si fa l’urinoterapia, tanto più neutro ne diviene il gusto.

— All’inizio può aiutare tenere il naso chiuso o ingoiare senza far partecipare i nervi

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gustatori del naso. In ogni caso un bicchiere di acqua subito dopo annulla il minimo
retrogusto.

Una simile terapia dovrebbe durare dalle due settimane ai tre mesi con un bicchiere di
urina ogni giorno al risveglio. Pelle liscia, vitalità e tonicità sono il risultato.
Invece di una “cura” simile limitata nel tempo, si può anche decidere di fare que-
sto sorso mattutino per sempre, per avere e mantenere il più a lungo possibile salute ed
energia.

10.2.5 Le prime reazioni

All’inizio dell’urinoterapia è possibile che ricompaiano in forma accentuata vecchi di-


sturbi; un’allergia apparentemente superata da lungo tempo può ripresentarsi prima di
scomparire definitivamente; dolori di testa o irrequietezza, prurito cutaneo o disturbi del
sonno possono accompagnare per breve tempo (qualche giorno), come reazioni iniziali,
l’inizio dell’uropotia. L’impulso a guarire sarà, quindi, più forte.
Se si utilizza l’uropotia contro un disturbo o una malattia presenti, è possibile un
cosiddetto primo peggioramento temporaneo, prima che l’effetto muti repentinamente nel
processo di guarigione.
Se questo primo peggioramento è troppo accentuato, si può ripiegare per qualche
tempo sulla “terapia-altalena”: per un giorno si beve una quantità inferiore di urina
o si sospende l’uropotia.
Un normale fenomeno concomitante è la stimolazione del metabolismo, ovvero, si va
di corpo più facilmente e più spesso.
Bere l’urina raccolta quotidianamente per sette o dieci giorni è una terapia intensiva,
che si abbina preferibilmente al digiuno. A tal scopo bisognerebbe bere tre litri di liquidi
al giorno oltre all’urina. Ed è importante fornire all’organismo vitamine e minerali.

10.2.6 Come per i farmaci: controindicazioni

È proibito bere la propria urina nelle malattie che interessano reni e vescica, nelle
malattie veneree e se si assumono dosi elevate di farmaci molto forti quali psicofar-
maci, cortisone, potenti analgesici e antibiotici. Se si ha l’intenzione di fare l’uropotia,
bisogna chiarire col terapeuta quanto si possono ridurre o perfino sospendere tempora-
neamente i farmaci in questione. Di solito, medico e paziente si sorprendono quando, in
seguito all’uropotia, occorre prescrivere dosi di gran lunga minori di queste potenti clavi
chimiche.
Dei farmaci e delle droghe che l’organismo assume resta sempre una parte non con-
sumata nelle escrezioni. Di ciò traggono vantaggi diversi popoli primitivi: alcuni, per la
maggior parte giovani robusti, prendono droghe inebrianti (ricavate dall’ovulo malefico,

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alcool, ecc.) e gli altri, soprattutto gli anziani, usufruiscono della forma più lieve dell’eb-
brezza, bevendo l’urina dei primi, spesso mescolata a succhi o a sostanze aromatiche, si
fanno, per cosı̀ dire, il bicchiere di seconda mano.

10.2.7 Clisteri

Chi non riesce a provare l’uropotia, ma non vuole rinunciare a questa buona terapia
sperimentata, ha la possibilità di introdurre nell’organismo questo liquido benefico con
un clistere. L’urina, infatti, può essere assimilata dall’organismo anche attraverso
l’intestino crasso.
In questo caso esistono fondamentalmente due diverse possibilità:

1. o la quantità di urina è talmente scarsa che essa viene assorbita completamente dalla
mucosa intestinale,
2. oppure il clistere di urina provoca un lavaggio intestinale, e il liquido dopo breve
tempo viene nuovamente espulso. Nel corso del testo chiameremo il primo tipo di
clistere permanente e il secondo espulsivo.

Per i lattanti e i bimbi piccoli il clistere è una buona possibilità di urinoterapia. In que-
sto caso si utilizza un clistere di gomma a forma sferica. Il bambino viene fatto distendere
su un fianco, entrambe le ginocchia sono leggermente sollevate dinanzi allo stomaco. Se
l’urina deve essere assunta internamente, occorrono per un lattante circa 1-3 ml di urina
e per un bambino circa 5 ml, ciò significa che a questo scopo si adatta bene anche una
siringa da 5 ml (senza ago). Per i clisteri “permanenti”, che cioè non vanno espulsi, negli
adulti vanno utilizzati 10-40 ml.
In caso di clistere espulsivo, l’urina e la tisana tiepida (camomilla) o l’acqua devono
essere mescolati in parti uguali. Per introdurla, negli adulti occorrono un irrigatore e un
aiutante. Per un lattante si versano 5 ml, per un bambino fino a 100 ml, per un adulto fino
a due litri.

Il liquido deve essere tenuto in pancia il più a lungo possibile, per cui è preferibi-
le distendersi supini è massaggiarsi lievemente con movimenti circolari in senso an-
tiorario la parete addominale. Il forte impulso escretore favorisce una massiccia
disintossicazione.

10.2.8 Iniezioni

Si cominciò ad iniettare l’urina all’incirca nel 1920. Questo tipo di uri-


noterapia, oggi, viene praticata soprattutto in Germania e va eseguita
esclusivamente da un terapeuta esperto.

In un primo tempo all’urina veniva mescolata una goccia di fenolo per garantirne la
sterilizzazione. Da quando in molti ambulatori è presente l’apparecchio all’ozono, l’urina

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fresca viene agitata o mescolata a una mistura di aria-ozono. L’ozono aggressivo la


sterilizza. Poi essa viene iniettata con un ago sottile (20).
L’iniezione può essere subcutanea, sotto pelle, soprattutto quando si vuole attaccare
direttamente il punto dolorante o si vuole suscitare la guarigione dalle zone di Head. La
quantità viene aumentata da 0,5 fino a un massimo di 5 ml. Bisognerebbe fare un’iniezio-
ne ogni due giorni al massimo. È possibile – aumentando gradatamente la quantità – fare
un’intramuscolo. In questo caso bisognerebbe sempre aspirare prima.

• Non è possibile raggiungere con l’iniezione di urina una vena o


un’arteria.

• Non si può in nessun caso utilizzare l’urina proveniente da


vescica o reni malati.

• Anche in questo caso la regolare assunzione di farmaci molto forti


fa sı̀ che l’urina di tale paziente non sia adatta a essere iniettata.

Il vantaggio di questa terapia sta nell’esatta misurabilità della quantità di urina che
viene utilizzata e assunta subito dall’organismo.
Per i disturbi della menopausa e anche per tutti i tipi di allergie la terapia iniettiva
si è dimostrata ottima (febbre da fieno, asma ecc.). Anche essa fa parte delle medicine
biologiche, pur non essendo un autotrattamento sotto la propria responsabilità. Occorre
infatti affidarsi a un terapeuta.
La terapia iniettiva non è adatta alla profilassi (prevenzione), ma soltanto contro di-
sturbi manifesti, preferibilmente all’inizio della malattia.

10.2.9 Impieghi omeopatici


Per bambini piccoli sensibili o per pazienti impressionabili si consiglia l’u-
rinoterapia modificata omeopaticamente. Il principio è “curare il simile con
il simile”, laddove l’effetto è tanto più grande, quanto più piccoli sono gli
stimoli a guarire suscitati, ossia gli impulsi.
Le informazioni contenute nell’urina su cosa è disturbato, debole o malato nell’orga-
nismo, vengono ritrasmesse al corpo con un minuscolo impulso. Esso viene cosı̀ esortato
a lottare con se stesso e a mobilitare le proprie forze di autoguarigione. L’omeopata so-
stiene che quanto più piccolo è l’impulso, tanto più chiara ed esplicita è l’infornazione e
tanto più grande è l’effetto che viene suscitato.
Occorre una boccetta richiudibile da 20 ml. Si riempie dapprima una siringa da 1 ml
di urina e poi la si versa nella boccetta assieme a 10 ml di acqua, si chiude e si agita con
forza. In seguito si preleva 1 ml da questa mistura diluita, si mescola in due boccette con
10 ml di acqua e si agita nuovamente; complessivamente questo procedimento va ripetuto
sei volte.

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Del liquido che si ottiene alla fine si assumono direttamente in bocca tre volte al giorno
da 5 (bambini) a 10 gocce (adulti).
— Questa è l’unica forma di urinoterapia in cui si può utilizzare anche l’urina
proveniente da reni e vescica malati e può essere persino usata contro quelle stesse
malattie.

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Capitolo 11
Dalla prassi per la prassi:
uso mirato dell’urinoterapia

11.1 ACNE
Sia che si tratti di un’acne cronica o di un’acne manifestatasi in forma acuta,
l’urinoterapia dà buoni risultati. Da quanto più tempo si è manifestata la
malattia, tanto più tempo occorre, tuttavia, prima che si abbia successo (da
quattro settimane a due mesi).
Il trattamento è più efficace se accompagnato da un urinodigiuno o, almeno, da un
semplice digiuno: per sei giorni bisogna bere la quantità di urina complessiva più due litri
di liquidi. Pustole, foruncoletti, impurità della pelle vengono, inoltre, frizionati tre volte
al giorno con urina.
Chi ha difficoltà a seguire esclusivamente la cura del digiuno con un bicchiere di urina
del mattino al giorno, può ripiegare su un clistere quotidiano o sulle iniezioni di urina che
deve somministrare un terapeuta.

11.2 ADDOME GONFIO


vedi PANCREAS

48
U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 49
Flora Peschek-Böhmer

11.3 AFTE
Gargarizzare quotidianamente con urina fresca. Se l’urina particolarmente
salata del mattino è troppo acre, è possibile diluirla 1:1 con acqua calda o
infuso di camomilla. Nel frattempo con un batuffolo di ovatta imbevuto di
urina pennellate (ogni volta che urinate) le piccole afte della bocca.
La terapia va eseguita fino alla scomparsa delle afte.

11.4 AIDS
Le aspettative nell’urinoterapia in caso di infezione da HIV non possono
tendere alla guarigione. Ciò sarebbe ciarlataneria. Tuttavia ci sono nu-
merosi racconti di malati di aids americani che si incontrano a New York
in un gruppo di autoaiuto in cui viene consigliata, spiegata e utilizzata
l’urinoterapia.
Tutti confermano che la salute soggettiva si è stabilizzata, che il sistema immunita-
rio si è rafforzato e che molti sintomi della malattia sono scomparsi temporaneamente o
definitivamente.
Bisogna bere per mesi tutti i giorni, al mattino, un bicchiere del getto centrale di uri-
na. Si consigliano, inoltre, frizioni e compresse sulle parti della pelle colpite. Il prurito
dovrebbe placarsi già dopo qualche giorno, infezioni da aspergillo regrediscono e scom-
paiono, lacerazioni cutanee e dei tessuti, le stesse necrosi guariscono completamente; le
macchie di Kaposi si schiariscono e scompaiono.
Poiché la decisione di fare l’urinoterapia non deve essere parallela all’assunzione di
AZT, c’è la possibilità di ricorrervi, se l’AZT o altri potenti farmaci non vengono tollerati
o non danno il risultato desiderato, ma soprattutto se l’infezione da HIV è certa e la
malattia non si è ancora manifestata.

11.5 ALLERGIA SOLARE


vedi ALLERGIA e PRURITO

11.6 ALLERGIE
Tutte le allergie reagiscono positivamente all’urinoterapia che è una tera-
pia alternativa in senso assolutamente biologico: con essa non si desensi-
bilizza una determinata cosa contro qualcos’altro, ma si tenta di modificare
radicalmente la prontezza di riflessi dell’organismo.

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 50
Flora Peschek-Böhmer

La terapia fondamentale consiste nel bere un bicchiere del getto centrale dell’urina del
mattino. Nelle affezioni della pelle si aggiungono le frizioni o l’applicazione di urina che
può essere di 3 giorni al massimo.
Per i disturbi di otorinolaringoiatria bisogna gargarizzarla una volta al giorno (per un
minuto poi si sputa).
Per le allergie di lunga data la terapia va cominciata preferibilmente con un urinodi-
giuno (bere per sei giorni la quantità complessiva di urina quotidiana più due o tre litri di
altri liquidi).

11.7 ALLERGIE ALIMENTARI


vedi ALLERGIE

11.8 ALOPECIA
Dopo il superamento di una malattia, un cambiamento ormonale, comune
durante la menopausa, ma anche col cambiamento di clima o per un senso di
oppressione a livello psichico, i capelli possono reagire diventando opachi
e cadendo in abbondanza o diminuendo sulle tempie.
L’urinoterapia ha dato risultati sorprendenti: l’urina viene raccolta per tre giorni in
una grande bottiglia richiudibile. In questo lasso di tempo si sviluppa l’ammoniaca.
Se a quel punto si lavano i capelli con questo liquido, invece che con lo shampoo,
l’urina è diventata simile al sapone: essa fa schiuma e sgrassa i capelli. Sciacquate,
infine, con acqua e massaggiate energicamente il cuoio capelluto con urina fresca.
Questo massaggio all’urina dovrebbe agire per tutta la notte – o almeno sei ore – coprendo
i capelli con una cuffia di plastica per doccia.
I risultati compaiono dopo qualche settimana. La procedura deve essere continuata
due o tre volte alla settimana. Ma ne vale la pena.

11.9 ANEMIA
Se nel sangue ci sono troppo pochi globuli rossi per un fatto costituzionale
o una malattia da emocateresi giova bere l’urina tutti i giorni (al mattino)
o i clisteri (quotidiani da 20 ml per quattro settimane); pallore, debolezza
stanchezza dovrebbero regredire nel giro di sei settimane.
Poi fate una pausa di due settimane e ripetete la cura quando occorre.

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11.10 ANGINA
In caso di infiammazione o di dolorosi gonfiori della gola e delle tonsille
bisognerebbe fare dei gargarismi di un minuto più volte al giorno con
l’urina fresca calda; elimina le placche purulente, contrasta l’infezione e
rafforza il potere di auto-guarigione dell’organismo.
Risciacquare successivamente con acqua calda.

11.11 ARTERIOSCLEROSI
Se nei vasi sanguigni si è depositato del calcio, la circolazione si riduce,
l’approvvigionamento di ossigeno dell’organismo diminuisce, il metaboli-
smo cellulare è in pericolo. Nelle zone periferiche (gambe e braccia) si
comincia ad avvertire prurito, accompagnato da una sensazione di freddo e
di intorpidimento che arriva al dolore.
Massaggi regolari delle zone colpite con la propria urina (sempre verso l’alto, fino
al cuore) e tutti i giorni un bicchiere di urina del mattino come terapia a lungo termine
sono buoni rimedi accanto a sufficiente moto, docce caldo-fredde e camminare nell’acqua
secondo il metodo Kneipp.

11.12 ARTRITE
Contro l’artrite aiutano impacchi di urina (anche non fresca) che vanno
rinnovati ogni quarto d’ora, quando si riscaldano. Inoltre ogni volta che
urinate bevete due sorsi.

Dopo un mese la terapia va sospesa per una settimana.


Se gli impacchi provocano irritazioni cutanee, passate dall’impiego quotidiano a quel-
lo a giorni alterni.

11.13 ARTROSI
In caso di dolorose artrosi degenerative vanno applicati da mez-
z’ora fino ad un’ora degli impacchi una volta al giorno per 10
giorni e coperti con un asciugamano di spugna riscaldato, poi si
fa una settimana di pausa.
Contemporaneamente al mattino e al pomeriggio due o tre sorsi di urina fresca.

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Anche le iniezioni di urina intorno all’articolazione sono utili, ma vanno fatte soltanto
dal terapeuta.

11.14 ASMA
Qui si parla di asma bronchiale e non cardiaca. Questa malattia
ha spiccate origini psicosomatiche. Molto spesso in questo caso
hanno importanza eccessive pretese di pulizia esternamente ma
anche a livello psicologico.
Nei bambini e nei giovani la sola richiesta di bere la propria urina può già suscitare un
miglioramento spontaneo.
Sia nei casi acuti (gocce di urina nasali, inalazioni) che nel trattamento di base dell’a-
sma cronica ricorrente (bere l’urina al mattino tutti i giorni) diminuiscono l’affanno e la
paura che spesso provoca il successivo attacco.
I trattamenti cortisonici rendono inefficace l’urinoterapia, mentre altri trattamenti chimico-
farmaceutici indeboliscono l’effetto dell’urina.
L’asma di origine psichica reagisce meno all’urinoterapia dell’asma endogena o eso-
gena. I tipi linfatici reagiscono meglio di tutti.
Ha un ottimo effetto iniettare la propria urina (5 ml con una goccia di fenolo) i.m.
durante un attacco di asma, preferibilmente all’inizio. La prima volta vengono iniettati
0,5 ml, poi ad ogni sintomo di un nuovo attacco si aumenta la dose di 0,5 ml. Tuttavia
l’iniezione richiede uno specialista, non è consigliabile l’autotrattamento.

11.15 BRONCHITE
Frizionare con urina fredda che non deve essere necessariamen-
te fresca produce un effetto intenso sulla gabbia toracica, la
circolazione viene stimolata, le sostanze velenose di tessuti e
metabolismo vengono allontanate.
Anche le compresse fresche sul petto hanno lo stesso effetto (rinnovare sempre quando
si riscaldano).
L’eventuale formazione di cattivo odore, soprattutto impiegando l’urina non fresca, si
combatte sciacquando alla fine con acqua e frizionando con una innocua pomata contenete
mentolo.
Anche le inalazioni e le gocce nasali (per la preparazione vedi sopra) contrastano la
bronchite.

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11.16 CALCOLI RENALI


La formazione dei calcoli renali è in genere una conseguenza dell’aumento
dei valori degli acidi urici e fa seguito alla gotta (vedi sopra). Se un calco-
lo si mette in cammino, provocando le coliche che sono accompagnate da
dolori insopportabili, l’agopuntura all’orecchio dà sollievo.
Una vecchia e ottima ricetta popolare è la seguente: mescolare una bottiglia di spu-
mante con una bottiglia di birra e un litro di urina e bere possibilmente tutto d’un fiato o
nel minor tempo possibile. L’alcool attutisce il dolore e rilassa i tessuti. Inoltre la bevuta
può far espellere il calcolo. Tuttavia si tratta di una cura drastica.
Altrimenti si dovrebbero assumere ogni ora alcune gocce di urina in diluizione omeo-
patica (vedi sopra) e bere a litri, non importa cosa.
Gli individui in cui si formano i calcoli vi rimangono per sempre soggetti. La dieta è
importantissima; bisogna mangiare poca carne, niente frattaglie; evitare il più possibile
cavolfiori, pomodori e spinaci; nessuna verdura, insalata o succo rosso, bere sempre
almeno due litri al giorno. Caffè e alcool fanno male.

11.17 CANCRO
In questo caso l’urinoterapia è un trattamento biologico supplementare per
la stimolazione del sistema immunitario. Essa può essere utilizzata paralle-
lamente sia ad altre terapie biologiche sia alle applicazioni della medicina
classica, operazioni, chemio e radioterapia.
Si dovrebbe abituare poco alla volta l’organismo al cambiamento stimolato dall’urina:
urinomassaggio sulle zone di Head delle parti colpite, una o due volte a settimana
iniezioni di urina intramuscolo, lento passaggio all’uropotia. In un primo tempo si
beve soltanto un sorso di urina fresca tutte le volte che si va in bagno, dopo qualche
settimana un bicchiere di urina del mattino oppure ogni due giorni un piccolo clistere
permanente.
Non dare la terapia contro la nausea e fare attenzione ai rapporti di forza del pazien-
te. Nei pazienti estremamente deboli si dovrebbe retrocedere al preparato omeopatico di
urina o cominciare subito con quest’ultimo (vedi sopra).

11.18 CANDIDOSI
vedi MICOSI

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11.19 CATARATTA
vedi OCCHI

11.20 CATARRO
vedi RAFFREDDORE, INFLUENZA

11.21 CAVITÀ ORALE


vedi AFTE e STOMATITE

11.22 CIANOSI
Se le labbra diventano blu e c’è insufficienza respiratoria, può
aiutare un suffumigio di urina (vedi sopra) e un impacco caldo
di urina al petto con qualche goccia di olio mentolato.
La terapia di base che prevede qualche sorso al giorno di urina del mattino appor-
ta un ulteriore cambiamento all’organismo, stimolando da un lato la disintossicazione e
dall’altro la circolazione.

11.23 CICATRICI
Antiestetiche cicatrici che oltre a disturbare la vista possono comportare
altri problemi, devono essere massaggiate tutte le mattine con la prima
urina finché il liquido non viene assorbito. L’iniezione di urina fresca
sulla cicatrice è riservata al terapeuta.
Di notte si possono applicare compresse di urina che vanno coperte. Dopo quattro
settimane di trattamento la pelle cicatriziale comincia ad adattarsi al proprio ambiente.

11.24 CISTI
Una volta che le cisti si sono formate il trattamento prevede clisteri per-
manenti e no (intestino) alternati oppure massaggi lievi e applicazione di
compresse se le cisti sono esterne. Inoltre come terapia di base bere tutti i
giorni qualche sorso di urina del mattino.

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11.25 CISTITE
Nello stadio acuto occorre bere più del solito. Un terapeuta
ottiene ottimi risultati anche iniettando l’urina (dapprima di-
sinfettare, poi ogni due giorni iniettare i.m. da 0,5 a 3 ml in
crescendo).

11.26 CLIMATERIO
I disturbi di climaterio reagiscono benissimo all’urinoterapia. In base alla
cura si deve bere tutte le mattine un bicchiere del getto centrale di urina
aggiungendo una volta alla settimana un bagno con un litro di urina.
Anche le iniezioni fatte da un terapeuta due volte alla settimana danno giovamento.
Contro le ondate di calore si può frizionare il petto e dietro le orecchie con urina fredda.
Molto rapidamente scompaiono rabbia e depressione, e ci si sente nuovamente in
forma ed efficienti.

11.27 COLICHE OMBELICALI


Due volte alla settimana si somministra un clistere permanente di 20-30 ml.
Inoltre, di notte, vanno assunte compresse di urina e, durante il ,giorno, si
inumidisce l’ombelico con urina ogni volta che si va in bagno.

11.28 COLITE
vedi COLITE ULCEROSA

11.29 COLITE ULCEROSA


Nelle infiammazioni intestinali sanguinanti e nel morbo di Crohn, l’urino-
terapeuta raggiunge i risultati migliori con piccoli clisteri. Con un po’ di
pratica il paziente se li può somministrare da solo.
All’inizio si utilizza l’urina della sera più leggera, cominciando con circa 10 ml, a
cui si aggiunge qualche goccia di olio di semi di girasole. Per i pazienti molto deboli
o ipersensibili inizialmente un trattamento ogni due giorni, aumentando fino a 40 ml al
giorno.
Il clistere può essere mescolato a piccole quantità di altri farmaci biologici liquidi se
combattono le infiammazioni e ricostituiscono la mucosa intestinale (Colibiogen).

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11.30 COLONNA CERVICALE, DISTURBI DELLA


I disturbi vanno dall’irrigidimento della nuca fino al mal di testa provocato
dalle vertebre cervicali.

Prima di andare a letto bisogna applicare sulla nuca uno strofinaccio inumi-
dito di urina e coprire per una mezz’ora con un asciugamano, oppure si fa
un impacco al collo con una mistura 1:1 di acqua e urina che deve restare in
situ tutta la notte.
Se i disturbi sono molto accentuati si consiglia di far somministrare da un terapeuta
iniezioni di urina a destra e a sinistra della colonna vertebrale. Poiché l’iniezione brucia
ed è dolorosa, bisognerebbe aggiungere un po’ di procaina o anestetizzare con procaina.

11.31 COLONNA VERTEBRALE


vedi MAL DI SCHIENA

11.32 COLPO APOPLETTICO


Alimentazione oculata, che contrasta un’iperacidificazione dell’organismo,
moto sufficiente e aria fresca sono importanti, come anche fare attenzione a
non aumentare di peso e far controllare regolarmente i valori del sangue.
Anche con l’urinoterapia si può prevenire il pericolo di colpo apoplettico: sia ap-
plicando l’urina sulla pelle (frizioni, massaggi) che introducendola nello stomaco e nel-
l’intestino (uropotia, clisteri). L’urinoterapia diluisce il sangue e determina, inoltre, una
migliore fluidità e ossigenazione del cervello.

11.33 CONGIUNTIVITE
vedi OCCHI

11.34 CONTUSIONI
Il più presto possibile dopo la contusione frizionare con urina
fresca. Questo può già prevenire il gonfiore. Eventualmente si
applichi in aggiunta, la notte, una fasciatura imbevuta di urina
fredda e si copra con un asciugamano.

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11.35 CRAMPI

Se si tratta di disturbi digestivi, mestruali o flatulenza giova in


genere un solo clistere da uno a due litri (vedi sopra).

Crampi da coliche, provocati da cistifellea e reni, rispondono come terapia supple-


mentare al trattamento basilare dei massaggi caldi e circolari con urina.
Se la zona è troppo sensibile al tatto, giovano compresse imbevute di urina, che devono
essere tenute al caldo per un’ora.

11.36 CUOIO CAPELLUTO


Il cuoio capelluto pruriginoso o desquamato deve essere frizionato energi-
camente e massaggiato due volte alla settimana con l’urina di un giorno. Poi
si coprono i capelli con una cuffia per doccia di plastica e si fa agire l’im-
pacco per almeno sei ore (o durante la notte), l’aggiunta di un asciugamano
in testa protegge da raffreddori.
Si sciacqua infine con acqua senza aggiungere shampoo.
Il cuoio capelluto viene vigorosamente irrorato e si rigenera dall’interno.

11.37 CUORE
Nella medicina cinese reni e cuore sono concepiti come un’unità. In realtà il
muscolo cardiaco produce un ormone che è necessario al lavoro di filtraggio
dei reni. I residui di tale ormone sono espulsi con l’urina.
Bere regolarmente l’urina del mattino come terapia permanente non soltanto ri-
conduce all’organismo la parte restante di questo ormone, ma contrasta anche un’i-
peracidificazione e il sangue diventa più fluido. In questo modo viene stimolata la
microcircolazione, vale a dire che anche i più piccoli vasi sanguigni fanno scorrere più
facilmente una maggior quantità di sangue nei vasi coronari, aumentando il vitale apporto
di ossigeno del muscolo cardiaco.
È una terapia di supporto o preventiva, ma non è un trattamento alternativo nel caso di
insufficienza cardiaca.

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11.38 CUTE
Tutti i problemi della pelle sono il campo di azione privilegiato dell’urino-
terapia. Per disturbi gravi quali la neurodermite e la psoriasi vedi sopra.
Se si tratta di escoriazioni, lesioni, vesciche, piccole ustioni, bisognerebbe
tamponare e frizionare con urina fresca la parte interessata ogni volta che si
va in bagno.
Se la sensibilità della cute si manifesta continuamente mediante la comparsa di forun-
coletti o di punti pruriginosi e ruvidi, bisognerebbe aggiungere alla terapia locale l’uro-
potia tutte le mattine o somministrare un clistere permanente da 20 ml ogni due sere per
sei settimane. In seguito si fa una settimana di pausa e si ricomincia da capo per tre volte.

11.39 DEBOLEZZA
In questo caso si dovrebbe abituare il paziente alla terapia di base; bere ogni
mattina un bicchiere del getto centrale di urina. Chi non ne è capace può
ripiegare su un clistere permanente di 20-30 ml ogni due sere.
Digiunare una volta alla settimana (possibilmente urinodigiuno) dà nuovo slancio e
motivazione.

11.40 DEBOLEZZA DI UDITO


vedi UDITO

11.41 DENTI
In tutti i problemi di denti è utile sciacquare bocca e denti al mattino con
urina fresca possibilmente con l’aggiunta di un cucchiaino di olio di semi
di girasole per qualche minuto; non ingoiare. Le gengive infiammate an-
drebbero, inoltre, tamponate con un batuffolo di ovatta ogni volta che si
urina.
In caso di mal di denti la terapia sopra descritta può apportare sollievo ma non sosti-
tuire il dentista.

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11.42 DIARREA
Un piccolo clistere permanente (da 5 ml due volte al giorno) sono l’unica
urinoterapia da abbinare al digiuno con notevole apporto di liquidi. In se-
guito, il primo pasto dopo un giorno di digiuno dovrebbe essere costituito
da una mela grattata, una banana frullata, pane biscottato e mucillagine di
riso bollito con sale.

11.43 DIGIUNO
Tutte le grandi religioni della terra consigliano o praticano un perio-
do di digiuno una volta all’anno, in genere di una settimana. L’orga-
nismo deve completamente disintossicarsi e ricevere dall’interno impulsi
completamente diversi.
Esso si depura e si purifica fin nello spirito e nell’anima e la terapia diviene davvero
totalizzante.

Abbisogniamo quotidianamente di circa il 30% della nostra ener-


gia per digerire quanto mangiamo. Col digiuno liberiamo ta-
le energia per altre prestazioni; aumenta il dinamismo, i pen-
sieri divengono rapidi e chiari, si risveglia lo spirito d’iniziativa.
L’organismo mobilita le proprie difese contro determinati germi.

L’85% della nostra popolazione è in sovrappeso. Digiunando si dimagrisce. Questo,


però, non dovrebbe essere il motivo principale per farlo, pur essendo un piacevole effetto
collaterale.
L’urinodigiuno differisce dal normale digiuno soltanto per il fatto che si ribeve la
quantità complessiva di urina che l’organismo espelle. L’urina diviene cosı̀ di giorno
in giorno più chiara, il suo sapore e il suo odore diventano meno intensi, al punto da
dover condire il successo del digiuno. Alla quantità giornaliera di urina si aggiungono
altri due-tre litri di liquidi, che vanno bevuti quotidianamente. Il terapeuta può consigliare
un supplemento di vitamine e sali minerali.

11.43.1 La durata del digiuno

Dipende da quanto si vuole raggiungere. La regola dovrebbe essere una settimana una
volta all’anno, preferibilmente si programma sempre lo stesso periodo, per rispettarlo
davvero, ad esempio i giorni che vanno da Natale a Capodanno, in cui si mangia sempre
troppo; oppure la settimana santa di pasqua o una settimana prima del compleanno per
cominciare il nuovo anno di vita con rinnovata energia.

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11.43.2 La preparazione

Due giorni prima del digiuno vero e proprio l’organismo andrebbe già preparato. Preferi-
bilmente il primo giorno mangiare soltanto riso (sotto forma di zuppa in un brodo leggero
e come pasto fisso con un fiocchetto di burro) e il secondo soltanto frutta.
Il digiuno assoluto dovrebbe durare almeno cinque giorni e al massimo tre settimane.

11.43.3 La fine del digiuno

È importantissimo riprendere a mangiare molto lentamente: il primo giorno una mela cot-
ta, una zuppa ristretta di riso o di patate, un brodo di verdure. Il secondo giorno potete
aggiungere a ogni pasto una fetta di pane croccante di segala o di pancotto, anche qual-
che patata lessa con buccia e formaggio fresco quale stracchino o ricotta. L importante
masticare bene!1

11.43.4 Fenomeni concomitanti

Con l’urinodigiuno non occorre nessun rimedio supplementare per andare di corpo tutti i
giorni. Col digiuno normale è sempre necessario una bevuta di sale di Gruber.
Il fatto che l’organismo col digiuno emetta odori da tutti i pori (simili a quello dei
solventi per smalto o all’acetone) non si può evitare. Nonostante ciò bisognerebbe
lavarsi con sola acqua senza aggiungere nient’altro, cosı̀ che anche la rigenerazione
della pelle non venga limitata da sostanze estranee.
Studi comparativi hanno dimostrato: chi digiuna regolarmente vive molto più a lungo.

11.44 DISTURBI CIRCOLATORI


Se si vuole stimolare la circolazione arteriosa (se si avverte
freddo o intorpidimento oppure braccia e gambe sono livide),
il massaggio con l’urina, che può essere di alcuni giorni se la
formazione di cattivo odore non disturba troppo, dà giovamento.
Il massaggio sarà ancora più efficace se il corpo viene prima strofinato vigorosamente
con una spazzola o un guanto di sisal (sempre con movimenti circolari verso il cuore).
Questo movimento dilata i pori, per cui l’urina può penetrare ancora meglio: la micro-
circolazione viene stimolata energicamente, tanto più che l’urina ha l’azione di diluire il
sangue.
I disturbi della circolazione venosa, in caso di stasi o di vene varicose, richiedono
1
Non cosı̀! Vedi i libri di Arnold Ehret o del dr. Herbert Shelton su come si interrompe un digiuno.

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frizioni e massaggi. Sono, inoltre, indicati getti d’acqua fredda o docce calde dal piede al
ginocchio e compresse e impacchi freschi con l’urina.

11.45 DISTURBI DEL SONNO


Un piccolo clistere permanente, ogni due sere prima di andare a dormire,
trasforma e tranquillizza. L’efficacia aumenta se non si cena più tardi delle
19 e si esce regolarmente all’aria fresca per cinque minuti prima di
andare a letto.
Nei casi gravi di insonnia vale la pena imparare il training autogeno. All’abitudine al
sonnifero si preferisce un bicchiere di vino o di birra alla sera.

11.46 DISTURBI DIGESTIVI

Essi non compaiono più con l’abituale uropotia mattutina, giacché il


metabolismo viene stimolato e la regolare evacuazione assicurata.

Nei casi particolarmente ostinati giova un clistere da uno fino a due litri (vedi clisteri).

11.47 DISTURBI GASTRICI


La maggior parte dei disturbi gastrici hanno origini psicosomatiche. Stress,
paura, rabbia provocano spesso un’iperproduzione di acidi gastrici. Si “di-
venta acidi”, compaiono crampi all’uscita dello stomaco, la mucosa s’in-
fiamma fino a formare delle ulcere, che si cicatrizzano di continuo, tuttavia
le loro cicatrici sono già l’inizio della colica successiva.
Il paziente si dovrebbe abituare con piccole dosi (un sorso ogni volta che si urina)
all’uropotia, finché un bicchiere tutte le mattine non costituisce più un problema.
Aiutano inoltre, in caso di disturbi acuti, impacchi caldi di urina applicati per qualche
ora, coperti con un asciugamano e tenuti al caldo con una bottiglia dell’acqua calda. Ali-
menti e bevande non dovrebbero irritare ulteriormente lo stomaco, per cui è preferibile il
tè al caffè, non mangiare cibi piccanti o troppo salati, bollenti o ghiacciati.

11.48 DISTURBI MESTRUALI


Un impacco di urina calda coperto con un asciugamano di spugna, a
cui si può mettere sopra la borsa dell’acqua calda. I dolori crampiformi
dovrebbero scomparire rapidamente.

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Cicli irregolari o perdite ematiche abbondanti devono essere discussi col medico. Uro-
potia regolare o clisteri permanenti possono soltanto giovare e non fare male. Digiunare
una volta alla settimana può avviare un favorevole stimolo a cambiare.

11.49 DISTURBI ORMONALI


L’urinoterapia non ha effetti collaterali, può essere dunque utilizzata an-
che in questo caso senza problemi. Soprattutto nelle donne giovani, il cui
bilancio ormonale è disordinato se assumono la pillola anticoncezionale,
ma anche dopo aver superato una malattia o per disturbi psicosomatici,
l’urinoterapia può dare all’organismo l’impulso necessario al cambiamento.
Residui di ormoni espulsi con l’urina vengono reintrodotti nell’organismo e lı̀ agisco-
no.
Preferibilmente si cominci con l’urinodigiuno di cinque giorni (vedi sopra). In seguito
con l’uropotia quotidiana per tre mesi. Chi ha problemi a bere l’urina può ripiegare su un
clistere permanente di 20-30 ml ogni due giorni.

11.50 DOLORE FANTASMA


Il trattamento di base dell’uropotia mattutina può eliminare i dolori favoren-
do un cambiamento. Se dopo sei settimane non è subentrato alcun miglio-
ramento, non c’è più speranza che esso avvenga. Tuttavia vale la pena fare
un tentativo.

11.51 DOLORI ALLA SCHIENA


Si consigliano massaggi serali o impacchi caldi di urina che vanno coper-
ti durante la notte. A questo scopo l’urina deve essere di diversi giorni.
Iniettare inoltre urina fresca sul meridiano Vescica accanto alla colonna ver-
tebrale, dopo aver prima anestetizzato con un po’ di procaina, operazione
che però va fatta esclusivamente da un terapeuta.
Ginnastica per la colonna, nuoto sul dorso, buone calzature stabilizzano la spina
dorsale e prevengono le ricadute.

11.52 DOLORI ARTICOLARI


vedi ARTRITE o ARTROSI

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U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 63
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11.53 DOLORI CERVICALI


L’urinomassaggio contro i dolori diviene ancora più efficace se la cute viene
prima spazzolata a secco oppure frizionata con una pomata che stimola la
circolazione.
Gli impacchi caldi di urina vanno fatti preferibilmente di sera e devono rimanere in
situ per almeno due ore.
Le iniezioni di urina precedute da procaina dovrebbero esser fatte esclusivamente da un
terapeuta.

11.54 DOLORI MUSCOLARI


Massaggi con l’urina, raccolta durante la giornata, sciolgono le tensioni;
una spazzolata a secco (sempre nella direzione del cuore) apre i pori per
l’assorbimento dell’urina.

Anche gli impacchi con urina non più fresca danno giovamento e devono
essere tenuti al caldo durante l’applicazione.
I crampi muscolari esigono la dose giornaliera di magnesio. Distrofie muscolari (in
seguito, ad esempio, a immobilizzazione forzata) vengono trattate quotidianamente
con massaggi di urina e reagiscono benissimo.

11.55 ECZEMA
In ogni caso è un buon trattamento la terapia di base: un bic-
chiere di urina fresca da bere. A seconda della localizzazione
dell’eczema si impiegano le diverse forme di urinoterapia:

Eczema dell’orecchio si somministrano mattina e sera le gocce di urina (vedi sopra), che
devono essere a temperatura media.

Eczema del cuoio capelluto massaggiare a lungo tra i capelli ogni due giorni con un bic-
chiere di urina fresca, poi coprire il capo con una cuffia per doccia di plastica per
una mezz’ora e, infine, lavare con uno shampoo delicato (solforoso) o solo con
acqua.

Altri tipi di eczema sul resto del corpo devono essere tamponati ogni volta che si urina,
finché non si avrà il risultato desiderato. Se gran parte o quasi tutta la superficie
corporea è coperta dall’eczema, si dovrebbe fare ogni due giorni un bagno serale
nell’urina (un litro dell’urina quotidiana nella vasca da bagno).

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11.56 EDEMA
La ritenzione idrica dei tessuti, che comincia in genere ai piedi e alle gam-
be, reagisce bene alle frizioni di urina. Una settimana di digiuno (prefe-
ribilmente urinodigiuno – vedi sopra) può introdurre l’uropotia regolare al
mattino.

11.57 EMICRANIA
Contrariamente ad altri dolori di testa, l’emicrania si manifesta in genere
soltanto da un lato, difficilmente un attacco dura più di 24 ore e colpisce le
donne molto più spesso degli uomini, probabilmente perché si tratta di un
disturbo ormonale.
La terapia neurologica e l’agopuntura danno buoni risultati iniziali. Se non giova nien-
t’altro, si dovrebbe provare al più tardi l’urinoterapia: bere tutte le mattine un bicchiere
del getto centrale di urina. Massaggiare mattina e sera con urina fresca nuca e dietro le
orecchie, finché il liquido non viene assorbito e, una volta, alla settimana andrebbe fatto
un urinomassaggio completo.
Se con questo trattamento non compare alcun attacco di emicrania dopo tre mesi, lo si
può sospendere.
Se il dolore si manifesta ancora è sufficiente in genere applicare per tre ore una
compressa di urina sotto il naso, sulla fronte e dietro le orecchie. Se l’emicrania non
diminuisce massaggiare nuovamente con urina.

11.58 EMORROIDI
In caso di emorroidi pruriginose o sanguinanti per qualche giorno non biso-
gnerebbe mangiare carne. Al bagno serale (a tal scopo è adatta una grande
vasca da bagno) si aggiunge l’urina giornaliera. Il bagno non dovrebbe
essere caldo, successivamente si sciacqua con acqua tiepida.
Durante la notte si incastra tra i glutei un garza o un tampone di ovatta, dopo averlo
imbevuto di urina.
Anche i clisteri permanenti somministrati con cautela danno giovamento. Il trattamen-
to sarà quotidiano finché non scompare l’irritazione.
Bere infuso di arnica costituisce, inoltre, una buona terapia interna.

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11.59 ENFISEMA
Se la funzionalità polmonare – in genere a causa di insufficienza cardiaca –
è ridotta al punto che si manifestano subito affanno e impulso a tossire, se le
labbra blu, le unghie “a vetro di orologio” e le dita “a bacchetta di tamburo”
indicano un enfisema, le compresse di urina liberano il petto.
Anche frizioni regolari del tronco e uropotia mattutina apportano sollievo. Ma se
l’enfisema perdura, la terapia deve essere continuata.

11.60 ESCORIAZIONI

Se la pelle è arrossata e irritata, prima che diventi una ferita aperta, danno
immediato giovamento frizioni accurate con compresse imbevute di urina.

11.61 FARINGITE
vedi ANGINA

11.62 FEBBRE
La febbre è una reazione positiva dell’organismo che si prepara ad un’infe-
zione. In linea di massima non deve essere repressa.
Se la febbre è alta e duratura al punto da indebolire molto o si manife-
sta in bambini piccoli, che facilmente raggiungono temperature altissime,
bisognerebbe fare degli impacchi.
Si prenda a tal scopo, invece di acqua, dell’urina fredda, che può essere lasciata ripo-
sare appositamente, giacché l’impacco non soltanto abbassa la temperatura corporea, ma
l’urina stimola anche attraverso la cute le forze di difesa dell’organismo.

11.63 FEBBRE DA FIENO


vedi RINITE, ALLERGIA

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11.64 FEGATO
Parallelamente all’assistenza medica sono utili impacchi caldi di urina al
fegato, che possono essere riscaldati con una borsa dell’acqua calda. Si
beva, inoltre, un piccolo sorso di urina fresca ogni volta che si va in bagno.
Eventualmente controllare nuovamente i singoli sintomi (prurito, flatulenza,
nausea).

11.65 FISTOLE
Le fistole sono, in genere, un piccolo canale aperto che espelle le secrezioni
dall’interno dell’organismo. Esse compaiono lı̀ dove la cute è molto sottile
ed è sottoposta a uno sfregamento. In genere, è un punto compromesso per
sempre.
Se la fistola trova aperta la sua strada verso l’esterno, allora non è pericolosa, ma può
dare individualmente delle sensazioni estremamente spiacevoli, soprattutto se la secrezio-
ne che cola sfrega e provoca un’infiammazione dei tessuti circostanti.
Instillare urina è il mezzo scelto che ha più successo. La persona colpita può farsi il
trattamento da solo.
In una siringa da 10 ml si prelevano 5 ml di urina fresca e si mescolano con 2 ml di
tintura di arnica (farmacia). Se il cono della siringa è troppo grande per l’apertura della
fistola, si usi una cannula il cui ago metallico è stato spezzato in precedenza.
Poi si inietta lentamente nella fistola il contenuto della siringa. La maggior parte del
liquido defluisce immediatamente, quella restante pulisce il condotto della fistola e le
cavità adiacenti e viene assorbita dai tessuti.
L’urina agisce come antiinfiammatorio e rafforza il sistema immunitario. La terapia
va ripetuta tutti i giorni fino alla scomparsa dei sintomi. Ai primi segni di riattivazione
della fistola, si facciano uno o due trattamenti per farla scomparire nuovamente.

11.66 FERITE
Poiché l’urina fresca è sterile si adatta in modo eccellente,
in quanto liquido interno dell’organismo, a lavare le ferite
(eventualmente con l’aggiunta di acqua ossigenata).
La ferita viene coperta durante la notte con una fasciatura di cotone o di lino che viene
cambiata più volte. Durante il giorno la ferita dopo esser stata tamponata con urina fresca
va preferibilmente fatta asciugare all’aria.

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11.67 FLATULENZA
In linea di massima bisognerebbe, innanzi tutto, chiarire dove è localizzata
la flatulenza. La funzionalità di fegato e cistifellea potrebbe essere carente,
ci potrebbe essere una micosi intestinale, il pancreas potrebbe non lavorare
a sufficienza.
Se si manifesta in forma acuta “solo” dopo i pasti, in genere, bere l’urina una sola
volta può far scomparire il gas. Di norma si consiglia un clistere serale.

11.68 FLEBITE
Va schivato il pericolo di trombosi ed embolia! In seguito danno giovamento
impacchi di urina fresca che può essere raccolta in più giorni. Essi vengono
rinnovati quando si sono riscaldati.
Tale trattamento può essere eseguito tutti i giorni per due ore. Inoltre uropotia mattuti-
na o clisteri permanenti di urina tutte le sere, finché dopo qualche giorno l’infiammazione
non è passata. Si può, inoltre, fare quanto descritto sotto la voce “Vene varicose”.

11.69 FORFORA
Dopo lo shampoo serale (con shampoo delicato a ph neutro contenente even-
tualmente zolfo) si massaggia con l’urina della giornata, poi i capelli vengo-
no coperti con una cuffia di plastica per doccia durante la notte e al mattino
sciacquati nuovamente con acqua calda senza shampoo.
L’operazione va ripetuta ad ogni shampoo.

11.70 FORUNCOLOSI
La tendenza alla formazione di foruncoli con pus viene contrastata dall’in-
terno con l’urinodigiuno o bevendo l’urina al mattino per un lungo periodo
di tempo.
Nei casi acuti, tamponare i foruncoli ogni volta che si urina con un batuffolo di ovatta.
Se sono interessate superfici estese, bisogna frizionare l’urina fresca con cautela finché la
malattia non scompare.

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11.71 FREDDO, SENSAZIONE DI


Chi si congela facilmente e ha mani e piedi freddi, ha probabilmente la pres-
sione sanguigna bassa e una circolazione limitata. Moto regolare, aria fre-
sca, piccoli pasti frequenti, invece di pochi abbondanti, docce calde/fredde
(facendo terminare sempre con il getto di acqua fredda) sono i consigli
fondamentali.
Si possono aggiungere i massaggi di urina. In un recipiente chiuso si raccoglie del-
l’urina che può restarci per diversi giorni. In seguito, per contrastare il cattivo odore, è
possibile aggiungere qualche goccia di un olio naturale etereo.
Energici massaggi a secco con spazzola o guanto di sisal preparano la cute all’urino-
massaggio. In questo caso bisogna sempre massaggiare dalla periferia verso il centro.
Se la cute è ben irrorata, si continua a massaggiare con la normale tecnica di massag-
gio, finché non viene completamente assorbita dalla pelle una manciata di urina.

11.72 GELONI
Soprattutto in tempo di guerra, nei momenti di fuga e nei lager è stato riferito
che l’urinoterapia era comunemente usata contro i geloni. Non fa differenza
se alle mani, ai piedi o al volto: frizionare con urina e applicare compresse
di urina (durante la notte) dà sollievo immediato.
La pelle rosso-bluastra, pruriginosa e dolorante si distende, viene irrorata dall’interno
e si rafforza.
Nelle spedizioni sull’Himalaya è ancora oggi valido il consiglio di urinare la sera nelle
scarpe, di inzuppare i calzini, di strizzarli, di rovesciare l’urina dalle scarpe, di lasciar
asciugare durante la notte scarpe e calzini e al mattino di indossarli. Ai piedi scompaiono
vesciche e segni di assideramento.

11.73 GLAUCOMA
vedi OCCHI

11.74 GOTTA
Questa “malattia dei ricchi” viene, in genere, imputata a una
alimentazione eccessiva con troppe proteine. Il livello degli aci-
di urici aumenta, i depositi cristallini di sali provocano dolori e
gonfiori. Il metabolismo viene completamente iperacidificato.

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Accanto alla modificazione della dieta i punti doloranti vanno massaggiati con urina
e, durante la notte, vi si applicano compresse di urina.

11.75 GRAVIDANZA
Nausea e vomito in gravidanza reagiscono ottimamente all’u-
rinoterapia. Conviene naturalmente che la gravida abbia già
imparato in precedenza a superare l’avversione a bere l’urina.
Quando si hanno le nausee è più difficile imparare.
In questo caso, invece dell’uropotia mattutina, bisognerebbe ripiegare sulla dose omeo-
patica (vedi sopra) quattro volte al giorno.

11.76 HERPES
L’herpes è una infezione virale che provoca vescicolette sulle
parti molli (in genere su labbra o genitali). Poi ché il virus non
scompare mai completamente, l’infezione si manifesta quando
le difese sono basse.
È importante iniziare il trattamento già alla prima sensazione di prurito; bisogna tam-
ponare la parte colpita ogni volta che si urina. Sui genitali si può, inoltre, applicare una
piccola compressa di garza durante la notte.
Se oltre a ciò, come terapia di base, si beve l’urina per un lungo periodo di tempo, si ha
probabilmente la possibilità che non si verifichi più l’infezione grazie ad un cambiamento
interno.

11.77 HERPES ZOSTER


L’herpes zoster è un’infezione provocata dal virus della varicella che, in
estrema vecchiaia, può comparire quando le difese sono basse. Lungo
il corso dei nervi compaiono irritazione, rossore, gonfiore e vesciche.
Oltre al fastidio locale esso può portare a violente nevralgie che durano anni.
È assolutamente importante che l’infezione venga curata il più presto possibile. La
terapia neurologica dà buoni risultati. Le reazioni cutanee vengono trattate con com-
presse fredde di urina, che non ha bisogno di essere fresca. Laddove non è possibile
applicare le compresse, ogni volta che si urina bisognerebbe tamponare la parte colpita
o frizionarla delicatamente. Il trattamento viene prolungato finché non scompaiono le
reazioni cutanee.

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11.78 IMPOTENZA
Una diminuzione della potenza – se non vi sono blocchi psicologici – può
essere influenzata da massaggi regolari con urina; si massaggia davanti il
pube e dietro il bacino finché l’urina non viene completamente assorbita.
Si consiglia in aggiunta l’uropotia regolare mattutina. Ci si disintossica inoltre dai
farmaci.

11.79 INDOLENZIMENTO
Sia che l’indolenzimento derivi da una fatica eccessiva o che sia conseguen-
za di un’influenza, bisognerebbe raccogliere la quantità giornaliera di urina
e, la sera, massaggiare con urina calda le parti colpite.
Successivamente si fa un bagno aggiungendo l’urina rimasta. Dopo un quarto d’ora
ci si asciuga e si va a letto senza fare la doccia. Il calore uniforme del letto in aggiunta
all’urinoterapia scioglie, distende e migliora la circolazione.

11.80 INFIAMMAZIONE DELLA GOLA


vedi ANGINA e INFLUENZA

11.81 INFIAMMAZIONI
Anche i punti, in cui è localizzata un’infiammazione, rispondono benissimo
all’urinoterapia. I diversi trattamenti interni agli occhi, alle orecchie e alla
gola vengono descritti nei dettagli sotto le voci corrispondenti.
Le altre infiammazioni vanno trattate con impacchi e compresse freddi di urina, che
può essere di un giorno prima. Soltanto in caso di ferite aperte infiammate bisogna
somministrare urina freschissima.

11.81.1 Infiammazioni croniche ricorrenti

Bisognerebbe somministrare ogni due giorni un piccolo clistere permanente di circa 10


ml alla sera, per ottenere un cambiamento interno.

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11.82 INFLUENZA
A seconda del punto in cui si manifesta, in particolare, l’infe-
zione, si gargarizza urina fresca (gola), si instillano gocce nel
naso (raffreddore), si fa un impacco sul petto (tosse).
Si possono anche far scorrere nel naso 5 ml di urina (stando distesi), cosı̀ che essa si
possa diffondere in gola e nelle fauci. Provoca bruciore (mescolare eventualmente con
camomilla 1:1) ma è un potente antinfettivo. Un bagno serale con un litro dell’urina
giornaliera è un buon completamento della terapia.

11.83 INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA


Se il getto di urina comincia a non scendere più energicamente in una sola
volta e bisogna alzarsi la notte per urinare, è colpa in genere della prostata.
Oltre a mangiar regolarmente semi di zucca e bere infusi di foglioline di
epilobio giova l’urinoterapia;
frizionare mattina e sera con urina il perineo e introdurre due volte a settimana un
clistere permanente. Fate attenzione al peso, eventualmente digiunate due volte all’anno,
preferibilmente urinodigiuno.

11.84 INTESTINALI, MALATTIE


In caso di disturbi al basso ventre bisogna, in ogni caso, chiarire innanzi
tutto la diagnosi. Un’ispezione delle feci spiega un’eventuale infestazione
fungina o l’insediamento di ceppi batterici patologici. Una radiografia o una
rettoscopia rivelano un focolaio infettivo o un tumore.

11.84.1 Il trattamento della colite

È già stato spiegato.

11.84.2 Disbatterio

Se la flora batterica è alterata il paziente presenta sintomi chiari durante la digestione:


rutti, flatulenza, diarrea e stipsi alternate. Bere l’urina regolarmente al mattino o fare un
clistere alla sera danno giovamento.

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11.84.3 Micosi dell’intestino

Per due settimane è necessaria una dieta rigorosa, preferibilmente per l’intera durata della
terapia di sette settimane: nessun dolce, nessun caffè, possibilmente nessun alimento fatto
con farina bianca e zucchero raffinato. La sensazione di stanchezza e di spossatezza
diminuisce eliminando i parassiti interni.
L’urinoterapia (bevuta mattutina o clistere serale, alternando i clisteri permanenti ed
espulsivi) viene utilizzata soltanto per accompagnare e stabilizzare la terapia medica-
mentosa, con cui dapprima vengono eliminati i funghi e poi viene ricostituita la flora
intestinale.

11.84.4 Diverticolite

Viene trattata di norma con clisteri espulsivi ripetuti per circa tre volte, ma con due giorni
di pausa. Occorrono da uno fino a due litri di liquido (camomilla e urina in rapporto di
1:1). Il clistere deve essere fatto con calma e deve essere trattenuto nell’intestino il più
a lungo possibile. Pertanto ci si distende supini e si massaggia lievemente l’addome in
senso orario.
L’urina stimola il riflesso espulsivo ed espelle dall’organismo le sostanze veleno-
se. Tutti gli organi dell’addome vengono stimolati, la muscosa intestinale viene irrorata
energicamente e una sana regolazione di tutto l’insieme ne è la conseguenza.

11.85 IPERTENSIONE
In caso di pressione alta (con valori medi che superano i 160/100 mmHg) si
dovrebbe assolutamente digiunare per dieci giorni all’anno, preferibilmente
urinodigiuno (vedi sopra).
Poi per quattro settimane bere al mattino un bicchiere del getto centrale di urina oppure
ogni due giorni un clistere permanente fino a 40 ml. Dopo un mese si fa una settimana di
pausa, per poi ricominciare da capo, finché la pressione sanguigna non si è stabilizzata. È
una terapia permanente che dà giovamento.

11.86 KAPOSI
vedi AIDS

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11.87 LEUCOPENIA
Se nel sangue ci sono troppo pochi globuli bianchi al punto che le difese
sono indebolite, c’è tendenza alla febbre e i linfonodi si gonfiano continua-
mente, possono essere molto efficaci l’uropotia regolare o anche i clisteri
permanenti di urina, tuttavia essi non sostituiscono una terapia basilare del
disturbo.

11.88 LEUCORREA
Si prelevi l’urina fresca in una pompetta sferica di gomma per clisteri (far-
macia) e s’introduca in vagina lentamente e in modo uniforme il liquido
seduti sul water.
Se durante il giorno non si ha con sé al lavoro l’apparecchio, raccogliete almeno
l’urina in un bicchiere e fate una lavanda esterna.

11.89 MAL DI ORECCHI, RONZIO AURICOLARE


vedi RAFFREDDORE

11.90 MAL DI SCHIENA


Dopo aver chiarito la causa e aver cercato di prevenirlo (con ginnastica o
calzature diverse o bilanciando l’altezza con la suola. . . ) i dolori acuti si
combattono ottimamente con l’urinoterapia. L’urina viene raccolta in più
giorni in una bottiglia chiusa.
Occorre poi un partner senza pregiudizi che massaggi lievemente con questa urina
i lati della colonna vertebrale e intorno alle scapole con movimenti circolari per circa
mezz’ora, finché l’urina non viene completamente assorbita. Si può spazzolare prima a
secco.
Anche un bagno caldo alla sera con un litro di urina fa bene.
Se non si ha nessuno da cui farsi massaggiare, ci si fanno impacchi caldi di urina che,
una volta coperti, devono agire una mezz’ora.

11.91 MAL DI TESTA

Innanzi tutto va chiarita possibilmente l’origine. La terapia di


base dell’uropotia può trasformare le cause endogene.

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In caso di mal di testa che provoca irrigidimento aiutano iniezioni di urina accanto alle
cervicali (terapeuta) che dovrebbero essere trattate prima con xilonevrale.
Il dolore acuto va trattato frizionando con un massaggio leggero l’urina fredda sulle
tempie, dietro l’orecchio e sulla nuca.

11.92 MANI SCREPOLATE E RUVIDE


L’urina è più efficace ed economica di qualsiasi crema, inumidite le mani
con urina fresca ogni volta che si va in bagno e asciugate strofinandole l’una
contro l’altra. La pelle diventa lucida e morbida, le macchie di vecchiaia si
schiariscono.
Ma naturalmente bisogna cambiare notevolmente modo di pensare, non lavando le
mani dopo essere andati in bagno ma facendo agire l’urina. L’urina fresca è pulita, sterile
e inodore una volta che la pelle l’ha assorbita!

11.93 MICOSI
A seconda della localizzazione della micosi si applica la terapia, che gene-
ralmente dà molto sollievo.
La micosi si può accertare con un’indagine visiva a piedi e mani; per
l’intestino occorre preparare una coltura delle feci.
La stessa cosa vale per la mucosa. Se si fa riposare l’urina per 24 ore e si formano dei
grumi giallastri, si sospetta una infezione da candida.

11.93.1 Micosi dei piedi

Va fatto un pediluvio mattina e sera per dieci minuti con l’urina che può essere raccolta in
più giorni. Si applica inoltre, la notte, una garza imbevuta di urina, che viene infilata negli
spazi interdigitali, si copre poi con una calza. Di giorno si utilizzi anche il talco contro i
funghi, si indossino calze di cotone che possono essere fatte bollire.

11.93.2 Micosi del cavo orale

Bisogna in questo caso gargarizzare due volte al giorno urina fresca. Qualche sorso di
acqua subito dopo ne toglie il sapore.

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11.93.3 Micosi intestinale

Viene trattata con uropotia e clisteri permanenti (a giorni alterni), vedi sopra.

11.93.4 Micosi del cuoio capelluto

In questo caso giova massaggiare la cute con urina la sera e coprire durante la notte con
una cuffia di plastica per doccia.
In ogni caso si consiglia anche l’uropotia mattutina. Tutti i medicamenti biologici si
combinano bene.

11.94 MICOSI DEI PIEDI


L’urina che viene impiegata, deve essere di qualche giorno prima, poi viene
riscaldata. I piedi vengono immersi per circa dieci minuti durante i quali
bisogna muovere le dita.
Durante il pediluvio si possono anche massaggiare lievemente i piedi tra le dita. Esso
va ripetuto tutte le sere senza risciacquare i piedi. Se si massaggia con il liquido rimasto
non resta alcun cattivo odore.

11.95 MORBILLO
All’inizio della malattia si curano la tosse, la raucedine e il raffreddore, co-
me sopra descritto. Quando compaiono le tipiche macchie rosse al palato
e l’irregolare eruzione cutanea sul corpo e, quindi, la diagnosi è chiara, bi-
sogna frizionare tutto il corpo con l’urina e applicare un impacco a vapore
(ogni due giorni).
Si prepara, inoltre, un preparato omeopatico a base di urina (vedi sopra) ogni tre ore.

11.96 MORBO DI CROHN


vedi COLITE ULCEROSA

11.97 MORSO DI CANE

La ferita, il graffio o la contusione dovrebbe essere messa subito sotto il


getto di urina fresca senza poi risciacquare.

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Se si tratta di una ferita aperta, si appuri se è rimasta ancora una sufficiente copertura
contro il tetano dall’ultima vaccinazione (altrimenti si consulti il medico).
Una fasciatura leggera di urina durante la notte fa scomparire in sole 24 ore le
piccole ferite.

11.98 NASO
vedi RAFFREDDORE

11.99 NECROSI
La necrosi dei tessuti dovrebbe, in primo luogo, essere prevenu-
ta con le cure.
Per quanto concerne l’urinoterapia vedi disturbi circolatori.

11.100 NEFRITE
Una nefrite acuta si annuncia con mal di schiena, occhi gonfi, senso di op-
pressione al cuore, aumento della pressione sanguigna, esaurimento e debo-
lezza. Accanto all’assistenza terapeutica si utilizzi il preparato omeopatico
a base di urina (vedi sopra);
gli impacchi ai reni con l’urina devono essere coperti e tenuti al caldo. Si bevano dei
cucchiaini di urina se quest’ultima non contiene pus.
In caso di nefrite cronica si arriva al ristagno idrico dei tessuti (in genere a piedi e
gambe) oltre alla sintomatologia acuta. Una settimana di digiuno è una buona introduzio-
ne all’urinoterapia. Ogni volta che si urina se ne beve un sorso; dopo due settimane si fa
una settimana di pausa, durante la quale ogni due giorni si applica un impacco di urina
caldo.

11.101 NEURODERMITE
Questa malattia della pelle si estende continuamente. All’improvviso si am-
malano anche soggetti per i quali non si può stabilire nessun nesso con la
professione svolta, come per chi lavora con sostanze chimiche (parrucchieri,
tipografie, laboratori).
Il prurito della pelle comincia in genere ai gomiti, alle ginocchia, ai malleoli e in tutti
i punti in cui la pelle si tende sulle ossa. La pelle è molto secca; se si spacca si passa
dal prurito al dolore. Spesso ne sono colpiti i bambini, ancora lattanti, ai quali non è
possibile suggerire di non grattarsi. La pelle deve essere frizionata abbondantemente

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con urina nei punti colpiti; bisogna bere possibilmente tutte le mattine urina e, una volta
alla settimana, si consiglia un bagno cui si aggiunge un litro di urina.
Già dopo qualche giorno diminuiscono il prurito e la secchezza della cute, ma il tratta-
mento andrebbe continuato e poi concluso per gradi. Al minimo cenno di ricomparsa del-
la malattia il trattamento va ripreso. L’uropotia può anche essere sostituita da un clistere
permanente (vedi sopra), di regola ogni due giorni.

11.102 NEVRALGIA DEL TRIGEMINO


Viene trattata con le stesse gocce per le orecchie utilizzate per la debolezza
di udito (vedi SORDITÀ). Inoltre dal terapeuta può essere iniettata l’urina
nella parte inferiore del capo. Anche massaggi prudenti di urina nei punti
doloranti danno giovamento.

11.103 OCCHI, DISTURBI DEGLI


Gli occhi sono molto sensibili, pertanto va usata soltanto urina freschissima,
ma non la prima concentrata del mattino, una qualsiasi successiva. L’urina
dovrebbe essere diluita in rapporto 1:5 con acqua bollita o con camomilla.

11.103.1 Normale diminuzione della vista dovuta all’età

Si fanno degli sciacqui oculari tutte le sere per cinque minuti con l’apposita vaschetta, du-
rante i quali si possono aprire e chiudere le palpebre. Se permane il bruciore si risciacqua
con acqua.

11.103.2 Congiuntivite

Ogni volta che si urina, si prepara una soluzione fresca in un flaconcino da 30 ml (farma-
cia) di cui s’instillano 2 gocce negli occhi, tirando leggermente verso il basso il margine
inferiore della palpebra. Se dopo cinque minuti permane il bruciore sciacquate con acqua.

11.103.3 Orzaiolo

Piccola infiammazione pussosa in genere sotto la palpebra, l’orzaiolo deve essere tam-
ponato ogni volta che si urina con un batuffolo di ovatta imbevuto di urina. Si può ag-
giungere uno sciacquo oculare alla sera con una soluzione 1:5. E a chi soffre spesso di
orzaiolo si consiglia di bere l’urina del mattino per otto settimane per mobilitare il sistema
immunitario.

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11.103.4 Cataratta

Quando si riduce la vista per offuscamento del cristallino sono indicati lavaggi oculari
alla sera e gocce durante il giorno per sei settimane. Nelle sei settimane successive si
beve l’urina del mattino e poi si ricomincia con i lavaggi e con le gocce. Vale la pena fare
un tentativo anche se l’offuscamento del cristallino, in genere, si rimanda soltanto di un
paio di anni.

11.103.5 Glaucoma

È valida la stessa terapia. Se il glaucoma è accompagnato da mal di testa, ogni volta che si
va in bagno bisognerebbe frizionare con urina fresca le tempie e la zona dietro le orecchie.

11.104 ORTICARIA
vedi ALLERGIA, PELLE, PRURITO

11.105 ORTICHE, ABRASIONE DA


Chi si è abraso con le ortiche in giardino o nel corso di una passaggiata,
dovrebbe mettere sotto il getto di urina la parte interessata, in genere le
mani, il più presto possibile. Se, invece, si tratta delle gambe, esse vanno
tamponate o frizionate con cautela con urina fresca.
Il bruciore di solito scompare dopo un solo trattamento.
Se, in seguito, dovesse riapparire il prurito, si ripeta il trattamento.

11.106 ORZAIOLO
vedi OCCHI

11.107 OSTEOPOROSI
La decalcificazione delle ossa con il pericolo che diventino fragili si trat-
ta preferibilmente con ginnastica o nuoto regolare, con un’alimentazione
integrale varia, una settimana di digiuno all’anno (possibilmente urinodi-
giuno, vedi sopra) e uropotia regolare, alternando ogni sei settimane clisteri
permanenti di urina da 30 ml ogni due sere.
È una terapia permanente. Inoltre dosi di calcio preferibilmente in forma omeopatica.

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11.108 OTITE MEDIA


I mal di orecchie possono cominciare sia dalle orecchie che anche dal naso,
poiché le cavità della testa sono collegate l’una all’altra. Si instillano nel
naso e nel condotto uditivo alcune gocce di urina fresca calda ogni due ore
con una pipetta.
Il condotto uditivo viene poi chiuso con un batuffolo di ovatta; quest’ultimo tuttavia
deve essere imbevuto di olio, affinché non assorba l’urina. Impiegare però ogni volta un
batuffolo pulito! Una volta al giorno l’orecchio viene pulito accuratamente con acqua
calda perché non puzzi di urina.
Inoltre bere un sorso di urina ogni volta che si va in bagno aumenta le difese dell’or-
ganismo.

11.109 PANCREAS, INSUFFICIENZA DEL


In questo caso l’urinoterapia è, in genere, soltanto una misura aggiuntiva.
I disturbi della funzionalità pancreatica si fanno notare se si ha sempre la
sensazione di avere l’addome gonfio, si avverte una pressione al cuore, la
respirazione è faticosa e c’è inoltre la tendenza alla stipsi.
Sono utili piccoli clisteri quotidiani alla sera da 5 a 20 ml in crescendo, in seguito
una sera sı̀ e una no e, dopo sei settimane, soltanto una volta alla settimana. Inoltre
massaggiate mattina e sera (in mancanza di tempo solo la sera) la parete addominale in
senso orario con urina fresca per dieci minuti, una volta terminato non lavate, non puzza!

11.110 PARADENTOSI
Chi è disposto a sciacquare la bocca ogni mattina con urina fresca facen-
dola passare tra i denti e poi sputandola, ha buone possibilità di contrastare
la paradentosi e di rinviare almeno di un paio di anni le fastidiose regressioni
delle gengive;
estremamente efficace è l’aggiunta di un cucchiaino di olio di semi di girasole allo
sciacquo.
Si ottengono risultati migliori se dopo lo sciacquo si beve qualche sorso di urina.
Ma la terapia deve essere iniziata in tempo altrimenti non si può più porre rimedio.

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11.111 PARALISI
La paralisi, indipendentemente se insorge in seguito ad un incidente, ad
un colpo apoplettico o accompagna un’altra malattia, viene contrastata con
l’urinoterapia come terapia di sostegno. La parte colpita viene, dunque,
spazzolata finché non si asciuga, adattando il massaggio alla sensibilità dei
tessuti.
Se in questo modo si stimola energicamente la circolazione, si massaggia con l’urina
che è stata raccolta da qualche giorno in una bottiglia chiusa.
La cute deve assorbire completamente l’urina. Se resta tuttavia un odore percettibile,
si lavi con acqua tiepida senza sapone.

11.112 PAROTITE
Se cavo orale e parotidi – in genere da un lato – sono infiammati e gonfi,
bisogna gargarizzare urina fresca. Le gocce di urina nelle orecchie devono
essere assolutamente calde e freschissime; dopo averle instillate l’orecchio
viene chiuso con un batuffolo di ovatta, imbevuto di olio, affinché l’ovatta
non assorba l’urina.
Il tappo va rinnovato a ogni medicazione (tre volte al giorno). Tutte le mattine si
pulisce accuratamente l’orecchio.
Compresse di urina calda applicate di lato sulla mascella riducono l’infiammazione.

11.113 PERTOSSE
In questo caso funzionano tutti i metodi dell’urinoterapia: frizioni del tronco
con urina (si aggiunge qualche goccia di olio mentolato), mattina e sera un
piccolo clistere permanente (bambini 5 ml), gocce nasali nella diluizione
indicata (vedi sopra), inoltre impacchi notturni imbevuti di urina con gocce
di mentolo.
Se la febbre è molto alta si possono aggiungere impacchi freddi di urina.

11.114 PIAGHE DA DECUBITO


Curando i degenti gravemente malati in letti posti in luoghi arieggiati e
“percuotendoli” regolarmente con un panno bagnato questo pericolo viene
evitato.
Se, tuttavia, si formano delle piaghe sulla superficie di appoggio e c’è il pericolo
che i tessuti diventino insensibili, le ferite vanno lavate con l’urina fresca e coperte con
compresse imbevute di urina finché non è evidente la rigenerazione dell’ipoderma.

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11.115 PIEDI FREDDI E CON VESCICHE


vedi GELONI

11.116 PIEDI SUDATI


La cosa migliore è indossare i calzini imbevuti di urina durante la notte
(niente fibre sintetiche!). Oppure la sera si urina nelle scarpe e le si indossa
coi calzini; poi si versa la restante urina, i calzini vengono strizzati e scarpe
e calze vengono messe ad asciugare la notte (lontano dal calorifero).
La mattina successiva si indossano scarpe e calze. L’operazione va ripetuta due altre
volte.

11.117 PREDISPOSIZIONE ALLE INFEZIONI


La capacità dell’organismo di combattere le malattie si può stimolare con
iniezioni di sangue o urina propri, che vanno eseguite entrambe da un
terapeuta (i.m.)
Anche in questo caso una settimana di digiuno fa una pulizia di base e dà all’organi-
smo l’impulso a rafforzarsi. I risultati ottenuti col digiuno vengono supportati dall’effetto
dell’urina sulla pelle, se una volta a settimana si aggiunge un bagno con un litro di urina.
La terapia di base dell’uropotia al mattino aumenta questo effetto, ma non dovrebbe
essere utilizzata contemporaneamente alle iniezioni.

11.118 PRESSIONE SANGUIGNA,


REGOLARIZZAZIONE DELLA
Un bagno 1 o 2 volte a settimana, cui si aggiunge un litro di urina, stimola la
microcircolazione. Se la pressione è alta il bagno dovrebbe essere tiepido,
se è bassa invece ben caldo, preferibilmente alla sera prima di andare
a dormire, senza la successiva doccia fredda, che si consiglia soltanto se
dopo (il bagno) si vuole essere nuovamente freschi ed efficienti.
Se i valori della pressione superano i 160/100 mmHg è assolutamente necessaria una
terapia aggiuntiva.
In ogni caso: essere parchi e preferibilmente evitare sigarette, alcool e sale.

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11.119 PRURITO
Parti della pelle pruriginose piccole o estese devono essere in-
tinte di urina ogni volta che si va in bagno, cosı̀ che il liquido
possa asciugarsi. Se non diminuisce (cuoio capelluto, corpo),
si applicano di notte compresse di urina o si fanno impacchi di
urina per almeno quattro ore.
I disturbi dovrebbero scomparire nel giro di 24 ore.

11.120 PSORIASI
Per il trattamento della testa vedi forfora. Le restanti parti del corpo pru-
riginose e squamose – per quanto possibile – vengono intinte di urina ogni
volta che si va in bagno.
Inoltre si dovrebbe bere regolarmente al mattino qualche sorsata della prima urina. Chi
non ci riesce dovrebbe ripiegare sui clisteri permanenti da 20-30 ml ogni due sere. Inoltre
una volta alla settimana un bagno con l’aggiunta di un litro di urina; esso dovrebbe essere
abbastanza caldo per potervi rimanere immersi un quarto d’ora. Fa benissimo aggiungere
qualche manciata di sale integrale del Mar Morto (farmacia).

11.121 PUNTURA DI VESPA


vedi PUNTURE DI INSETTO

11.122 PUNTURA DI ZANZARA


vedi PUNTURE DI INSETTO

11.123 PUNTURE DI INSETTO


Urinare immediatamente sulla puntura fresca o tamponarla ogni volta che si
va in bagno. In genere già un paio di applicazioni aiutano a non far insorgere
arrossamento o prurito dopo la puntura di insetto.

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11.124 PUNTURE DI MEDUSA


Se al mare si viene punti da una medusa, far scorrere immediatamente il
getto di urina fresca sulla parte interessata o applicare un panno imbevuto
di urina, guarisce spontaneamente. Se in seguito insorge prurito, ripetere
ancora una volta.

11.125 RAFFREDDORE
Non appena si sente la gola raschiare, bisognerebbe gargarizzare la succes-
siva urina fresca. Se seguono starnuti e naso gonfio riempite di urina un
flaconcino da 30 ml (farmacia) e instillate tre gocce di urina calda in ciascu-
na narice, poi reclinate ora da una parte ora dall’altra il capo e stendetevi
supini, cosı̀ che il liquido possa espandersi il più possibile.
Anche se l’impiego di urina dovesse bruciare un po’, bisognerebbe ripeterlo ogni volta
che si orina.
In questo modo il raffreddore invece di due settimane non dovrebbe durare più di tre
giorni. Come terapia di supporto si aggiunge quella base dell’uropotia mattutina.

11.126 RAUCEDINE
La raucedine mattutina, che spesso compare per la formazione di muco du-
rante la notte, preferibilmente viene trattata al mattino. Ciò costa, tuttavia,
mezz’ora di tempo dopo il risveglio per riscaldare l’urina fresca con acqua
calda e kamillosan e preparare un suffumigio (vedi inalazioni).
Si possono anche fare dei gargarismi.
Se si tratta della tipica raucedine del fumatore, essa è un segnale lanciato dall’organismo
per smettere di fumare. La minaccia alla vita che rappresenta il fumo potrebbe non appa-
rire abbastanza grave. Un trattamento di agopuntura di tre settimane all’orecchio può far
prendere la decisione. Diventare non fumatori è possibile se lo si vuole davvero.
Con la successiva urinoterapia (bevuta mattutina) non soltanto scompare la raucedine,
ma l’organismo si disintossica in generale delle sostanze tossiche accumulate.

11.127 REUMATISMO
L’ereditarietà ha importanza nell’insorgere dei reumatismi, ma ancor di più
un’alimentazione sbagliata che iperacidifica l’organismo, la mancanza di
moto e il freddo.
Non si dovrebbe mangiare né troppi grassi né troppa carne, ma al contrario molta

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frutta e verdura (ogni mattina una mela), possibilmente niente contenente farina bianca e
zucchero raffinato (dolci con miele o zucchero di canna).
Una volta all’anno si dovrebbe rispettare una settimana di digiuno (preferibilmente
urinodigiuno). Una volta alla settimana si consiglia un bagno ben caldo di un quarto d’ora
con l’aggiunta di un litro di urina. Danno giovamento i massaggi con urina o gli impacchi
sulla parte colpita. L’uropotia regolare al mattino dà luogo ad una trasformazione
radicale dell’organismo (dopo tre mesi un mese di pausa).

11.128 RICCI DI MARE


Chi sulle spiagge del sud si è introdotto una o più spine di riccio di mare,
dovrebbe immergere più volte nell’urina il punto interessato per un quarto
d’ora e, di notte, applicarvi una compressa di urina con sopra una calza per
mantenerla in situ.
Ogni due giorni le spine vanno tolte con delicatezza.

11.129 RINITE
In genere la causa non è un raffreddore ma è di origine al-
lergica. Starnuti, occhi che lacrimano e mucose gonfissime
accompagnano la rinite.
Ogni volta che si va in bagno bisognerebbe raccogliere in un flaconcino con pipetta
(farmacia) un po’ di urina fresca e introdurre subito in ogni narice qualche goccia. Un
eventuale bruciore leggero, soprattutto con la prima urina del mattino, non fa male.
L’uropotia mattutina, come terapia di base per modificare lo stato allergico, fa da
supporto alla terapia. In alternativa sono possibili anche clisteri permanenti ogni due
giorni.
Il trattamento continua finché non passa il raffreddore.

11.130 RUGHE
Dal momento in cui si manifestano le prime rughe, che non siano quelle di
espressione, il cosmetico più economico che ha, in pari tempo, un effetto
sorprendente è la propria urina.
Chi è riuscito a controllare il proprio disgusto e tutte le sere, invece della costosa
crema, immerge le mani nell’urina fresca e friziona il viso con movimenti circolari,
finché la pelle non ha assorbito completamente il liquido, constaterà dopo qualche setti-

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mana che la pelle si è rassodata ed è diventata morbida e lucida sia sul volto che sulle
mani.
Non resta alcun odore che potrebbe disturbare voi stessi o gli altri.

11.131 SCABBIA
vedi PRURITO

11.132 SCARLATTINA

Sin dalle prime manifestazioni cutanee e infiammazioni del cavo orale,


bisogna gargarizzare più volte al giorno l’urina.

Se non si riesce a far seguire al bambino questa terapia, si può diluire l’urina 1:1
con camomilla senza fargli sapere dell’aggiunta di urina. E meno efficace ma funziona
ugualmente.

11.133 SCIATICA
Un’ischialgia acuta va combattuta preferibilmente da un neuro-
logo. Inoltre, si possono utilizzare iniezioni di urina lungo il
tratto dolorante fino all’articolazione ileosacrale. Se si inietta
prima un po’ di procaina, la puntura non sarà dolorosa.
I massaggi serali con l’urina raccolta durante la giornata fanno bene. Ma per entrambe
le indicazioni occorre un terapeuta o un aiutante.
Da soli ci si può applicare un impacco di urina sulla parte posteriore del bacino e
rafforzare l’effetto con una borsa dell’acqua calda su un asciugamano (tutti i giorni 20
minuti fino al miglioramento).

11.134 SCLEROSI CORONARICA


vedi CUORE e DISTURBI CIRCOLATORI

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11.135 SCOTTATURA
Sulla cute arrossata e sensibile, anche in caso di vesciche, si applicano im-
pacchi freddi di urina. Una volta tolto l’impacco si friziona con cautela con
una mistura di olio di oliva e succo di limone (1:1).
Il giorno successivo non ci si dovrebbe esporre al sole senza protezione, anche se
l’irritazione è scomparsa.

11.136 SENO MASCELLARE


Almeno una volta al giorno si riempia una boccetta (farmacia) di urina
fresca ancora calda e s’instilli subito qualche goccia in ciascuna narice
inclinando la nuca.
Ancora più efficace è il lavaggio nasale, in cui si mescolano acqua calda con un cuc-
chiaino di sale marino e si integra con urina fresca in rapporto 1:1 (preferibilmente con
un irrigatore). Poi s’infila in una narice l’estremità del tubo, si solleva il recipiente e si fa
scorrere il liquido in una narice; esso passa disinfettando le cavità paranasali e fuoriesce
dall’altra narice.
Quando si è consumata metà della soluzione, si passa all’altra narice. L’aggiunta di
25 gocce di camomilla e di un cucchiaino di olio di semi di girasole rende il lavaggio più
delicato.
Se ricorrono sinusiti o infiammazioni della mascella, bisognerebbe fare per sei setti-
mane la terapia di base. Si beve ogni mattina un bicchiere di urina, poi si fa una pausa di
due settimane e si ricomincia da capo.

11.137 SINUSITE
Le sinusiti pluriennali croniche ricorrenti vengono trattate benissimo con
l’urinoterapia. Se si ha fretta bisogna aspirare quotidianamente l’urina
freschissima (preferibilmente ogni volta che si orina) con una pipetta e
instillare alcune gocce in ogni narice.
Se si ha più tempo, bisognerebbe fare un lavaggio: preferibilmente con un irrigatore.
Si riempie di urina freschissima ancora calda (se brucia troppo diluire con camomilla), ci
si china sul lavabo e si fa defluire l’urina dal tubo in una narice, tenendo il contenitore
più in alto della testa e producendo cosı̀ la pressione per far scorrere il liquido. L’urina
attraversa le cavità paranasali e fuoriesce dall’altra narice.
Se si aggiunge un cucchiaino di sale marino, si aumenta l’efficacia, ma brucia ancora
di più.

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11.138 SLOGATURE
Un bagno serale con l’aggiunta di un litro di urina, ben caldo, di
un quarto d’ora dà sollievo; poi di notte si applica sulla slogatura
una fasciatura di urina che viene coperta con un asciugamano.
Non si può evitare la formazione di cattivo odore. Di notte si dovrebbe dormire da soli
nella stanza; al mattino una doccia calda con sola acqua.

11.139 SORDITÀ
La debolezza di udito andrebbe trattata con l’urinoterapia prima che porti
alla completa sordità: da impiegarsi esclusivamente urina freschissima pos-
sibilmente ancora alla temperatura corporea, che si preleva con una pipetta
(farmacia).
Se l’urina si è raffreddata, va riscaldata alla temperatura corporea con l’acqua calda.
In posizione di fianco si instillano di sera alcune gocce in una o tutte e due le orecchie,
che vengono poi chiuse con un batuffolo di ovatta. L’ovatta deve essere imbevuta di olio,
affinché non assorba l’urina.
Il trattamento deve essere quotidiano e protratto per un lungo periodo di tempo.

11.140 SOVRAPPESO
L’uropotia regolare mattutina stimola la disintossicazione dell’organi-
smo e fa andare di corpo tutti i giorni senza problemi. Una volta all’anno
si dovrebbe digiunare almeno per una settimana con l’urina.
Vale a dire che l’ideale sarebbe bere nuovamente la quantità quotidiana di urina, oltre
a due o tre litri di altri liquidi.
Ogni sei settimane un impacco completo di panni imbevuti di urina è una buona base:
si stende sul letto una coperta di lana con sopra un foglio di plastica e un lenzuolo imbevuti
di urina. Poi ci si avvolge uno strato dopo l’altro e ci si copre con una coperta. Restare
cosı̀ per due ore, preferibilmente dormire.
L’odore sgradevole che si è formato si può togliere con una doccia con sola acqua.

11.141 SPASMI
vedi CRAMPI

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11.142 STANCHEZZA
vedi DEBOLEZZA

11.143 STIPSI
vedi DISTURBI DIGESTIVI

11.144 STOMATITE
Questa malattia della mucosa della bocca colpisce principalmente i lattanti
e i bambini piccoli.
Si applicano tinture di urina nella cavità orale più volte al giorno, se il
bambino non può gargarizzarla.
Coi lattanti la terapia è più semplice: l’estremità di una garza imbevuta di urina viene
appena annodata e data al bebè da succhiare. A quell’età non c’è ancora alcuna riserva.

11.145 TONSILLITE
vedi ANGINA

11.146 TOSSE
vedi BRONCHITE

11.147 UDITO
In caso di debolezza d’udito incipiente o, se in seguito ad un raffreddore, si
riduce l’udito, bisognerebbe fare un tentativo con le gocce di urina. Riem-
pite quindi una boccetta da 30 ml (farmacia) con urina fresca ancora calda,
che eventualmente porterete sotto l’acqua calda alla piacevole temperatura
corporea.
Successivamente, in posizione di lato, vengono instillate alcune gocce nel condotto
uditivo, che viene chiuso con un batuffolo di ovatta imbevuto di olio.

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La terapia va ripetuta tutti i giorni preferibilmente la sera. L’orecchio deve essere


lavato al mattino per contrastare la formazione di cattivo odore.
Anche in seguito a un abbassamento dell’udito o se persiste il tinnito vale la pena fare
un tentativo con le gocce di urina.

11.148 ULCERAZIONI
Come i punti con pus nella foruncolosi, le ulcerazioni devono essere prima
pulite. Poi si applicano compresse di urina fresca calda, che vanno rinnovate
ogni due ore. Se l’ulcerazione è posta in un punto in cui si può far scorrere
sopra l’urina fresca ogni volta che si va in bagno, è consigliabile farlo.
Di notte si può applicare anche con cautela un impacco di urina, che va coperto bene.
La guarigione dovrebbe sopravvenire prima di due settimane.

11.149 ULCUS CRURIS


In caso di stasi venosa compaiono delle ferite alle gambe che non guari-
scono più. Esse possono divenire, pertanto, la causa di disturbi circolatori;
infiammazioni essudanti e sanguinanti consumano la carne sempre più in
profondità e formano veri crateri.
Ogni singola ferita deve essere lavata a fondo ogni mattina con urina freschissima (con
garza e non con ovatta), poi si applicano compresse di urina, a cui si aggiunge qualche
goccia di sostanza astringente e disinfettante (farmacia); lasciare in situ tre ore. Bisogne-
rebbe bere, inoltre, tutte le mattine mezzo bicchiere di urina o somministrare ogni due
sere un clistere permanente (vedi sopra).
Dopo due settimane le ferite aperte dovrebbero chiudersi.

11.150 UNGHIE
Indipendentemente se si tratta di unghie fragili o di micosi o di onichia il
trattamento è lo stesso. Innanzi tutto le unghie vanno tagliate il più corte
possibile senza ferire il letto ungueale. Poi, per quanto possibile, le unghie
vanno messe sotto il getto di urina fresca ogni volta che si va in bagno.
Mattina e sera le unghie colpite devono essere immerse per dieci minuti nell’urina oppure
la sera, invece del maniluvio, si applica una compressa di urina che va tenuta per tutta la
notte.
Poiché può essere utilizzata anche l’urina non più fresca, si risciacqui dopo il tratta-
mento senza lavare col sapone.

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11.151 USTIONI
Si metta la parte ustionata il più presto possibile sotto il getto di urina fresca
e si applichi poi una garza imbevuta di urina (niente fibre artificiali!). In
genere non si formano vesciche. In caso contrario si continui a trattare con
le compresse.

11.152 VAGINA
Infiammazioni, micosi, prurito, piaghette, ipersensibilità vengono tratta-
te con lavaggi vaginali: si raccoglie l’urina fresca con un irrigatore (che
deve essere tenuto in alto per produrre la pressione) e, preferibilmen-
te sedute sulla toletta, s’introduce il liquido in vagina da cui fuoriesce
immediatamente.
Se non si ha alcun irrigatore a portata di mano, si raccoglie l’urina con un bicchiere e
la si lascia scorrere sulla vagina.
Inoltre, tre volte al giorno, dieci gocce del preparato omeopatico (vedi sopra). Si
consigliano anche lavande esterne con camomilla (1:1) con una vaschetta.

11.153 VARICELLA
Qui l’eruzione pruriginosa va frizionata quotidianamente su tut-
to il corpo con urina. Un impacco turco con panni imbevuti di
urina emana un odore sgradevole e indebolisce anche alquanto,
ma fa bene, soprattutto se si tratta di bimbi piccoli che la mam-
ma fa restare a letto e racconta loro storie rilassanti (oppure fa
ascoltare una cassetta musicale).
Bisogna far bere molto e, se si può, aggiungere un po’ di urina senza farsi accorgere.

11.154 VECCHIAIA, DISTURBI DI


Il normale declino del corpo che invecchia può essere decelera-
to bevendo regolarmente un bicchiere dell’urina mattutina ogni
due giorni o introducendo un clistere permanente da 20 ml tre
volte alla settimana.
Le macchie di vecchiaia sulla pelle possono essere tamponate con urina ogni volta che
si va in bagno, la formazione di rughe viene contrastata con massaggi quotidiani con una
piccola quantità di urina.
Aumentano significativamente la tonicità e la salute; ma naturalmente l’urinoterapia
non può dare la gioventù eterna.

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11.155 VENE VARICOSE


Nessun massaggio alle vene varicose! Piuttosto impacchi con urina fredda
alternati quotidianamente a docce fredde delle gambe dal piede verso l’alto,
uropotia e, una volta all’anno, un urinodigiuno.
Il ristagno venoso e la debolezza del tessuto connettivo vengono efficamente contra-
stati con la ginnastica regolare. Sono adatti, anche tutti gli esercizi del bacino a terra e
le cosiddette posture rovesciate (con gamba sollevata, a candela); i crampi dei polpacci
scompaiono con l’assunzione quotidiana di magnesio.

11.156 VERMI

A giorni alterni si dovrebbe somministrare un grande clistere con due litri


di urina e un piccolo clistere permanente da 30 ml.

11.157 VERRUCHE
Preferibilmente orinarvi sopra ogni volta che si va in bagno; se questo non
è possibile tamponarle almeno ogni volta.
Inoltre si dovrebbe assolutamente bere tutte le mattine un po’ di urina per
trattare le verruche dall’interno.
Eventualmente applicare compresse di notte, al più tardi il virus dovrebbe capitolare
e la verruca dovrebbe cadere dopo qualche giorno.

11.158 VERTIGINI
Mattina e sera nuca e attaccatura dei capelli vanno massaggiati con un po’ di
urina fresca. Si massaggi, inoltre, il cuoio capelluto con urina e la si faccia
agire almeno un’ora ad ogni shampoo. Vertigini di varia origine reagiscono
bene.

11.159 VIE RESPIRATORIE, MALATTIE DELLE


Trovate le indicazioni specifiche alle seguenti voci:
ANGINA
BRONCHITE
RAFFREDDORE
INFLUENZA
INFIAMMAZIONE DELLA GOLA

¤dizioniPDF Y
. . . come una foglia nel vento. . .
U RINOTERAPIA, la riscoperta di un’antica terapia naturale 92
Flora Peschek-Böhmer

TOSSE

11.160 VISTA
vedi OCCHI malattie degli

11.161 VOMITO
Se l’agitazione, l’ansia o l’eccessivo lavoro provocano il vomito nervoso, se
la causa del vomito non è organica e, quindi, da ricercare nel tratto stomaco-
intestino, aiutano impacchi di urina calda sulla parte superiore dell’addo-
me (coperto con un asciugamano di spugna con sopra una borsa dell’acqua
calda) alternando un clistere permanente di 10-30 ml al giorno.
Ai pazienti ipersensibili si sconsiglia l’uropotia.

¤dizioniPDF Y
. . . come una foglia nel vento. . .
Indice

COPERTINA 1

1 Bere l’urina: anche voi l’avete già fatto 3


1.1 L’educazione diviene per la prima volta
un elemento di disturbo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.2 Il gioco del dottore, urinare e invidia del pene . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.3 Cosa significa in realtà “senso di vergogna”? . . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.4 Tutti devono andare al gabinetto, ciascuno
a modo suo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.5 Circoli femminili al bagno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

2 Gli uni accanto agli altri:


cosa hanno a che fare le escrezioni
corporee con la sessualità 8
2.1 L’orgasmo arriva con l’urina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

3 Mito e storia: dal Dio del Sole


ai vetri della finestra puliti senza righe 10
3.1 “Il denaro non puzza”:
cosı̀ nacque l’imposta sull’urina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.2 Ha tremila anni il primo libro di urinoterapia . . . . . . . . . . . . . . . 12
3.3 Cosa ha in comune l’urinoterapia con la vaccinazione . . . . . . . . . . . 12
3.4 Il Giappone rappresenta un esempio:
700 anni di urinoterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
3.5 Dalla guerra degli anni Trenta:
l’urina come razione di emergenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
3.6 L’urinoterapia nell’antica Cina:
nessuno sa perché, ma funzionava . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

4 Tutto dipende da tutto:


quel che accade nel nostro corpo 15
4.1 La circolazione sanguigna come impresa di trasporti . . . . . . . . . . . . 15
4.2 I reni sono l’impianto di lavaggio del nostro sangue . . . . . . . . . . . . 16

93
4.3 Il lavoro dei reni:
un litro e mezzo di urina al giorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
4.4 La nostra alimentazione alleggerisce i reni . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

5 Disturbi e malattie: le donne


hanno problemi diversi dagli uomini 20
5.1 Il cancro come problema maschile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

6 Cose credibili e incredibili


sull’impiego dell’urina: oggi, ieri e altrove 22
6.1 L’urina e il suo effetto sul cuoio:
tutti i soldati lo conoscono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
6.2 L’urina come detersivo: l’esperienza del deserto . . . . . . . . . . . . . . 23
6.3 L’urina per i tessuti pregiati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
6.4 Tabacco, tappeti e meraviglie floreali:
l’urina non manca mai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
6.5 . . . e qualcuno ne ha provato l’effetto sul
proprio corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
6.6 Una soluzione di ripiego e un inchiostro simpatico . . . . . . . . . . . . 27

7 Ancora Shivambu: gli indiani


lo sanno meglio di chiunque 28
7.1 Un politico sostenitore dell’urinoterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

8 Guardare a fondo il bicchiere:


cosa riconosce il terapeuta nell’urina 31
8.1 Scienze occulte:
l’urina rivela se sarà maschio o femmina . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
8.2 La conoscenza medica degli antichi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
8.3 Fare la diagnosi guardando l’urina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
8.4 Il bicchiere di urina diventa il simbolo
della professione medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

9 Oltre il disgusto: la medicina da noi stessi 36


9.1 Il nostro corpo impara dall’urina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
9.2 Cosa definiamo pulito e cosa sporco? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
9.3 L’urina quale ingrediente fondamentale
dell’industria farmaceutica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37

10 Le forme d’impiego dell’urinoterapia 39


10.1 Uso esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
10.1.1 Direttamente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
10.1.2 Tamponare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
10.1.3 Frizionare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
10.1.4 Compresse, impacchi e fasciature . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
10.1.5 Massaggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
10.1.6 Gocce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
10.1.7 Bagni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
10.2 Uso interno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
10.2.1 Gargarismi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
10.2.2 Inalazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
10.2.3 Uropotia, bere l’urina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
10.2.4 Piccoli aiuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
10.2.5 Le prime reazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
10.2.6 Come per i farmaci: controindicazioni . . . . . . . . . . . . . . . 44
10.2.7 Clisteri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
10.2.8 Iniezioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
10.2.9 Impieghi omeopatici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

11 Dalla prassi per la prassi:


uso mirato dell’urinoterapia 48
11.1 ACNE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
11.2 ADDOME GONFIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
11.3 AFTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
11.4 AIDS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
11.5 ALLERGIA SOLARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
11.6 ALLERGIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
11.7 ALLERGIE ALIMENTARI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
11.8 ALOPECIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
11.9 ANEMIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
11.10ANGINA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
11.11ARTERIOSCLEROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
11.12ARTRITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
11.13ARTROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
11.14ASMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
11.15BRONCHITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
11.16CALCOLI RENALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
11.17CANCRO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
11.18CANDIDOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
11.19CATARATTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.20CATARRO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.21CAVITÀ ORALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.22CIANOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.23CICATRICI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.24CISTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
11.25CISTITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
11.26CLIMATERIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
11.27COLICHE OMBELICALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
11.28COLITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
11.29COLITE ULCEROSA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
11.30COLONNA CERVICALE, DISTURBI DELLA . . . . . . . . . . . . . . 56
11.31COLONNA VERTEBRALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
11.32COLPO APOPLETTICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
11.33CONGIUNTIVITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
11.34CONTUSIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
11.35CRAMPI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
11.36CUOIO CAPELLUTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
11.37CUORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
11.38CUTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
11.39DEBOLEZZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
11.40DEBOLEZZA DI UDITO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
11.41DENTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
11.42DIARREA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
11.43DIGIUNO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
11.43.1 La durata del digiuno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
11.43.2 La preparazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
11.43.3 La fine del digiuno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
11.43.4 Fenomeni concomitanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
11.44DISTURBI CIRCOLATORI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
11.45DISTURBI DEL SONNO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
11.46DISTURBI DIGESTIVI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
11.47DISTURBI GASTRICI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
11.48DISTURBI MESTRUALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
11.49DISTURBI ORMONALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
11.50DOLORE FANTASMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
11.51DOLORI ALLA SCHIENA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
11.52DOLORI ARTICOLARI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
11.53DOLORI CERVICALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
11.54DOLORI MUSCOLARI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
11.55ECZEMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
11.56EDEMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
11.57EMICRANIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
11.58EMORROIDI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
11.59ENFISEMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
11.60ESCORIAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
11.61FARINGITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
11.62FEBBRE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
11.63FEBBRE DA FIENO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
11.64FEGATO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
11.65FISTOLE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
11.66FERITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
11.67FLATULENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
11.68FLEBITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
11.69FORFORA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
11.70FORUNCOLOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
11.71FREDDO, SENSAZIONE DI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
11.72GELONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
11.73GLAUCOMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
11.74GOTTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
11.75GRAVIDANZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
11.76HERPES . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
11.77HERPES ZOSTER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
11.78IMPOTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
11.79INDOLENZIMENTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
11.80INFIAMMAZIONE DELLA GOLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
11.81INFIAMMAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
11.81.1 Infiammazioni croniche ricorrenti . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
11.82INFLUENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
11.83INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
11.84INTESTINALI, MALATTIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
11.84.1 Il trattamento della colite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
11.84.2 Disbatterio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
11.84.3 Micosi dell’intestino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
11.84.4 Diverticolite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
11.85IPERTENSIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
11.86KAPOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
11.87LEUCOPENIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
11.88LEUCORREA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
11.89MAL DI ORECCHI, RONZIO AURICOLARE . . . . . . . . . . . . . . 73
11.90MAL DI SCHIENA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
11.91MAL DI TESTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
11.92MANI SCREPOLATE E RUVIDE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
11.93MICOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
11.93.1 Micosi dei piedi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
11.93.2 Micosi del cavo orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
11.93.3 Micosi intestinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.93.4 Micosi del cuoio capelluto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.94MICOSI DEI PIEDI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.95MORBILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.96MORBO DI CROHN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.97MORSO DI CANE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
11.98NASO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
11.99NECROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
11.100NEFRITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
11.101NEURODERMITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
11.102NEVRALGIA DEL TRIGEMINO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
11.103OCCHI, DISTURBI DEGLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
11.103.1Normale diminuzione della vista dovuta all’età . . . . . . . . . . 77
11.103.2Congiuntivite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
11.103.3Orzaiolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
11.103.4Cataratta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.103.5Glaucoma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.104ORTICARIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.105ORTICHE, ABRASIONE DA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.106ORZAIOLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.107OSTEOPOROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
11.108OTITE MEDIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79
11.109PANCREAS, INSUFFICIENZA DEL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79
11.110PARADENTOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79
11.111PARALISI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80
11.112PAROTITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80
11.113PERTOSSE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80
11.114PIAGHE DA DECUBITO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80
11.115PIEDI FREDDI E CON VESCICHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
11.116PIEDI SUDATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
11.117PREDISPOSIZIONE ALLE INFEZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
11.118PRESSIONE SANGUIGNA,
REGOLARIZZAZIONE DELLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
11.119PRURITO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
11.120PSORIASI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
11.121PUNTURA DI VESPA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
11.122PUNTURA DI ZANZARA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
11.123PUNTURE DI INSETTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
11.124PUNTURE DI MEDUSA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
11.125RAFFREDDORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
11.126RAUCEDINE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
11.127REUMATISMO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
11.128RICCI DI MARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
11.129RINITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
11.130RUGHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
11.131SCABBIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
11.132SCARLATTINA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
11.133SCIATICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
11.134SCLEROSI CORONARICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
11.135SCOTTATURA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
11.136SENO MASCELLARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
11.137SINUSITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
11.138SLOGATURE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
11.139SORDITÀ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
11.140SOVRAPPESO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
11.141SPASMI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
11.142STANCHEZZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.143STIPSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.144STOMATITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.145TONSILLITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.146TOSSE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.147UDITO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
11.148ULCERAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
11.149ULCUS CRURIS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
11.150UNGHIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
11.151USTIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
11.152VAGINA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
11.153VARICELLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
11.154VECCHIAIA, DISTURBI DI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
11.155VENE VARICOSE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
11.156VERMI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
11.157VERRUCHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
11.158VERTIGINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
11.159VIE RESPIRATORIE, MALATTIE DELLE . . . . . . . . . . . . . . . . 91
11.160VISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
11.161VOMITO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92

A . . . altri libri in PDF 100


Appendice A
. . . altri libri in PDF

Sono stati anche digitalizzati1, tra gli altri, i libri che seguono e scaricabili con eMule
durante i week-end. Tutti eccellenti. Cercali ... Contento? Ti risparmio la fatica di andare
alla Biblioteca Comunale per prenderli a prestito.
Diversi libri sono dedicati al DIGIUNO, un rimedio che non costa nulla ... approfon-
disci! Chissà, potrà esserti utile.

Gli altri titoli:

Digiuno terapeutico dell’Associazione Igiene Naturale Italiana

Digiuno razionale, per il ringiovanimento fisico mentale e spirituale del Prof. Arnold
Ehret

Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco del Prof. Arnold Ehret (Pregevole
per tante intuizioni valide e per quanto è scritto sul digiuno ma ATTENZIONE: la
1
Chi è malato o gravamente malato cerca e vuole risposte rapidamente. I PDF offrono la possi-
bilità di ricerche rapide nel testo. Questi PDF offrono soluzioni ai problemi di salute. Questi libri in
PDF sono la risposta per coloro che non hanno più fiducia nella medicina allopatica. Occorre studiare
e cercare da sé ciò che fa al caso proprio. Buon lavoro dal team.
dieta di Ehret non vale per chiunque, con qualunque costituzione fisica ... e lui inol-
tre non distingue a seconda della costituzione fisica, non parla di canali energetici
nel corpo, non sa nulla di prana/etere, non parla delle qualità energetiche dei diversi
alimenti ... e questa dieta presuppone comunque che si accompagni al digiuno e
lunghi bagni di sole ... meglio leggere anche qualche libro sulla dieta macrobiotica,
prima di cacciarsi nei guai).

Ipertensione e malattia circolatoria Come prevenirle e disfarsene naturalmente senza


ricorrere a medicine ma adottando un sistema di vita corretto, del dr. Herbert
SHELTON

Il digiuno può salvarti la vita del dr. Herbert SHELTON (uno dei migliori libri sull’ar-
gomento). Tante malattie gravi, incurabili per la medicina ufficiale, possono essere
guarite semplicemente digiunando e in breve tempo. Occorre forza di volontà.

Assistenza igienica ai bambini del dr. Herbert SHELTON

Sieri e Vaccini del dr. Herbert SHELTON

La Facile Combinazione degli Alimenti del dr. Herbert SHELTON [molto importante
combinare correttamente i cibi]

Tumori e Cancri e loro sparizione naturale per autolisi del dr. Herbert SHELTON, c’è
anche una critica feroce ma onesta alla cosidetta ricerca scientifica (e relativa fame
di denaro senza mai fine) in campo oncologico (era il 1950) tutt’oggi attualissima.
Si parla anche di errate diagnosi. Non ci fanno una bella figura i medici. Shelton
era un Igienista Naturale, non un medico.

L’antico segreto per ringiovanire

Lo Yoga della Nutrizione di M. Aivanhov

Il Vangelo Esseno della Pace scoperto da Edmond B. Szekely, un classico, poetico. Trat-
ta del digiuno e del corretto modo di alimentarsi.

La scoperta del Vangelo Esseno della Pace descrive come Szekely ha scoperto il Van-
gelo Esseno della Pace.

Di cancro si può guarire . . . con l’aloe arborescens preparata secondo la ricetta di Padre
Romano Zago.

Vegetarismo e Occultismo di Leadbeater. Dopo uno decide di non mangiare più la


carne.

Alcool e Nicotina di Rudolf Steiner

Alimentazione per vivere sani di Rudolf Steiner

FLUORO, pericolo per i denti, veleno per l’organismo di L. Acerra [Un sacco di balle
ci vengono raccontate sui pregi del fluoro nel prevenire la carie e invece è un veleno.
“Save your ass”]
SUGAR BLUES, il mal di zucchero, una dipendenza dal sapore dolcissimo di William
Dufty [un classico che mette in guardia dai gravi pericoli per la salute derivanti dal
consumo di zucchero raffinato]
Consigli pratici per una vita macrobiotica di Ferro Ledvinka
La dieta macrobiotica di Georges Ohsawa [libro davvero importante]
Latte e Formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini di Claudio Corvino [contro
la disinformazioni della lobby dei produttori di latte & derivati]. Una volta letto
questo libro, uno di latte e derivati non ne vuole più saper nulla.
Chi consuma questi prodotti, si ritrova, una volta avanti con gli anni con un corpo
intasato da rifiuti metabolici di varia natura ... a chili! Vai in giro, guardati attorno
e osserva! ... le panze ... e l’addome sfatto/espanso delle donne, in particolare, ...
questo hanno ottenuto con la mozzarellina la sera, assieme all’insalata o sulla pizza,
col cacio sui maccheroni, con lo yogurt o il latte a colazione.
Intestino Libero, curarsi e purificarsi con l’igiene intestinale del dott. Bernard Jen-
sen, corredato da foto alquanto crude ed esplicite ... es. foto di corde di muco
nero e colloso ...
Essiac il famoso rimedio contro il cancro di Rene Caisse. Con Informazioni anche su
alghe Klamath, probiotici, enzimi digestivi
Noni, la pianta magica dei guaritori polinesiani di Lübecke e Hannes
Cucinare per il corpo e per lo spirito di Roggero Guglielmo [valido libro di cucina ma-
crobiotica con facili ricette]
Il segreto di Igea. Guida pratica al digiuno autogestito dell’Associazione Igienista Ita-
liana. Una guida semplice, chiara, completa. Utile anche a chi ha problemi di
dipendenza (tabacco, droga, cibo, farmaci . . . )
Le istruzioni per la pulizia del fegato con i Sali di Epson della dr. Hulda Clark. Cor-
redate da documentazione fotografica che mostra i calcoli biliari espulsi applicando
questo metodo facile, veloce, incruento e indolore e soprattutto “tremendamente”
efficace. È molto importante dare la stura al fegato periodicamente altrimenti tra i
65 e i 75 anni il processo si compie e il “fegato va a puttane” e fai una brutta fine ...
ma brutta davvero.
I MEDICI TACCIONO: e si capisce! Se questa pratica fosse diffusamente co-
nosciuta e adottata, centinaia, migliaia di interventi chirurgici non verrebbero più
eseguiti perchè inutili e tonnellate di medicine non sarebbero più vendute. Ergo . . .
centinaia, migliaia di medici a spasso . . . un business minacciato!
Riflessione: un bambino ha il fegato pulito ed efficiente e porzioni modeste di cibo
gli sono sufficienti per crescere. Un adulto ha il fegato intasato e consuma grandi
quantità di alimenti che male assimila. Se pulisce il fegato (anche 10-15 volte andrà
ripetuta la procedura, ad es. ogni 2 mesi), dopo, avrà bisogno di consumare molto
meno cibo.
I Sali di Epsom sono in vendita in alcune erboristerie oppure su
www.ecosalute.it e costano davvero poco.
Ortotrofia, l’arte di nutrirsi per fortificarsi di A. Mosseri, igienista francese

Ortotrofia, la salute con il cibo di A. Mosseri


Mangiate secondo le leggi della natura di A. Mosseri

Il miracolo degli alimenti vivi del dr. Kristine Nolfi sul crudismo (la Nolfi è cosı̀ guarita
da un cancro al seno)

Il digiuno per la salute di Oswald e Shelton. Contiene in particolare il diario di un di-


giuno di 28gg (con cui fu curato l’asma)! e la descrizione di 100 casi di (varie)
malattie, curate col digiuno.

Miracoli, come fare accadere quello che vuoi di S. Wilde. Un’opera che ti spiega come
funziona la realtà. Non è proprio come appare!

L’Acquario e l’Arrivo dell’Età d’Oro di O.M. Ivanhov [fa riferimento all’Era dell’Ac-
quario che avrà inizio a dicembre del 2012]

La Tossiemia, causa primaria di malattia del dott. Tilden

L’immensa balla della ricerca sul cancro di Lorenzo Acerra. In appendice un esercizio
di Chi Kung molto semplice e efficace. [Quanti inganni!]

I pericoli della televisione, argomenti scientifici ed esoterici. della Scuola della Rosa-
croce D’oro. [Lo leggi e non accendi più il televisore]

La medicina e le sue menzogne. del dott. Roger Dalet [Lo leggi e perdi ogni considera-
zione nei confronti dei camici bianchi]

Di sclerosi multipla si può guarire? la cura del dott. Montain frutto di 30 anni di ricer-
che. [anche in questo caso le campagne di raccolta fondi per la ricerca sono raggiri
belli e buoni. Si affianca al libro scritto dalla dr.ssa Kousmine e al lavoro del grande
Max Gerson]

Come curare senza operare ernia, emorroidi, ptosi, spostamento dell’utero. di A. Mos-
seri [in allegato come vincere i calcoli renali con l’alburno di tiglio selvatico]

Esperimenti di controllo del clima . . . con aerei che rilasciano scie di sostanze chimi-
che nel cielo. di un’Anonimo. [L’ho viste con i miei occhi . . . e anche gli effetti.
Tutto vero.]

La cura Breuss. Cancro, leucemia e altre malattie apparentemente incurabili, curate


con metodi naturali di Rudolf Breuss.

Prevenzione e Cura del Cancro con la Dieta della dr.ssa Maud Tresillian Fere [medico
che si è curata da sé un cancro all’intestino con una dieta accorta.]

Gli Otto Pezzi di Broccato sono una serie di 8 esercizi di CHI KUNG, famosi per la loro
efficacia, e servono a colmare di energia i canali energetici del corpo. Aumentano
la forza. Utili anche nei periodi di digiuno ... per avere più energia senza mangiare.
Cosa rivelano i denti. La salute per mezzo della medicina dentaria olistica del dr. Y.
Gauthier, con in appendice un articolo sul leggendario dentisa Wenston Price che
curava la carie dentaria correggendo l’alimentazione e non trapanando. Il capitolo
sulla rimineralizzazione dei denti risponde perfettamente alla domanda “co-
sa devo fare per non avere più carie?” a cui gli ordinari dentisti di solito non
vogliono o non sanno rispondere. È probabile che non vogliano. . . :-)
Cronaca di una disincarnazione, come aiutare chi ci lascia di Meurois-Givaudan. È
la toccante storia di Elisabeth . . . il libro è molto utile a chi ne ha bisogno, biso-
gno di capire e prepararsi, per es. . . . quando sta morendo la mamma. Libro sopra
le righe.
Il Capitano Diamond, come visse fino a 120 anni. È un articolo breve che spiega come
all’inizio del ’900 un uomo visse fino a 120 anni alimentandosi con frutta e acqua
piovana/distillata.

La Terapia Gerson L’incredibile programma nutrizionale contro i tumori e le altre ma-


lattie degenerative. di Charlotte Gerson e Morton Walker. [È tra i libri più impor-
tanti. Per curarsi con i succhi di verdure (abbandonati tra le braccia della Natura)
. . . e non con gli “isetticidi” (abbandonati tra le braccia della petrolchimica).]
La nostra salute di Muller – Nowally [un libro sull’Igiene Naturale del 1957! Ottimo il
cap.7. La prima parte, in alcuni passaggi, lascia a desiderare. Ha un valore storico.]

IL CERCHIO NON SI CHIUDE SE . . .

Se queste informazioni sono state utili a te e le trovi valide e se


provi il desiderio di ringraziare e mostrare la tua riconoscenza
allora sappi che il modo corretto di ringraziare consiste nel prodi-
garsi per diffonderle in altre direzioni – condividere la Verità con
tante altre persone in difficoltà a causa della diffusa opera di di-
sinformazione in atto, ad opera dei media soprattutto – dando
continuazione cosı̀ al lavoro di quanti hanno operato (senza sco-
po di lucro, i più) per portarle a te, attraverso . . . il tempo e lo
spazio.
Se hai capito, tanto meglio.