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ANNO IX

NOVEMBRE
DICEMBRE
2010
MENSILE D’ INFORMAZIONE E DI VITA PARROCCHIALE DELLA
PARROCCHIA PREZIOSISSIMO SANGUE IN SAN ROCCO - BARI

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 1


NOI, COMUNITA’

6_ L’importanza di una missione


di Franco Camaggio
MENSILE D’INFORMAZIONE RELIGIOSA
E VITA PARROCCHIALE DELLA
PARROCCHIA PREZIOSISSIMO SANGUE IN SAN ROCCO
7_ E Gesù sta passando
- BARI- proprio qua!
Anno IX - n. 3 novembre-dicembre 2010
di Gianfranco e Patrizia Rossi

Direttore Responsabile: 8_ Missione Popolare:


Nicola Simonetti
straordinario nell’ordinario
Editore e proprietario: di Luigi Laguaragnella
Parrocchia Preziosissimo Sangue in S. Rocco
Via Sagarriga Visconti, 57 - 70122 Bari
APPROFONDIMENTI
Redazione:
Luigi Laguaragnella, Marilina Pesce, Pietro De Nicolo, Roberto
Cirillo, Stefano Di Tondo, Maria Loseto, Maria Rosaria Madeo, 9_ San Francesco Saverio
Gianluca Patruno. di Don Arockiadass Muthusavary
Direzione e Redazione:
DAZIBAO
Via Putignani, 237 - 70122 Bari
tel. 080/5212135 - fax 080/5212135202
Web: www.cppsbari.it - E-mail: occhioallaparrocchia@yahoo.it 10_ Gli appuntamenti di dicembre
Hanno collaborato a questo numero:
a cura della redazione
Don Benedetto Labate, Don Arockiadass Muthusavary, Francesco
Camaggio, Oratorio “San Gaspare”, Gianfranco e Patrizia Rossi. CALENDARIO LITURGICO
Progetto grafico e impaginazione:
Roberto Cirillo 11_ Calendario liturgico di
Foto di copertina: Mosaico de “L’Annunciazione” - Centro di
dicembre 2010
spiritualità “Le Sorgenti” - Lecce di Roberto Cirillo
Foto: Archivio, Missionari del Preziosissimo Sangue. IN ARTE… LA CHIESA
Stampa: in proprio
12_ Ti ho chiamato per nome
Tiratura: 700 copie
di Luigi Laguaragnella
Autorizzazione Tribunale di Bari n. 2747/2010 del 18/10/2010
Iscrizione Registro della Stampa n. 42 del 18/10/2010 INTERVISTIAMO...CI
Fotografie e disegni sono di norma firmati. Omissioni di qualsiasi natura s’intendono
involontarie e possono dar luogo a sanatoria. Articoli e materiali non richiesti non si
restituiscono.
14_ L’intervista del mese
Le opinioni espresse nei testi pubblicati impegnano solo gli autori dei medesimi. a cura di Luigi Laguaragnella
L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibili-
tà di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a Occhio alla LOOKING AROUND
Parrocchia—Parrocchia Preziosissimo Sangue in San Rocco—Via Putignani, 237—70122
Bari. Le informazioni custodite nell’archivio elettronico della Parrocchia verranno utiliz-
zate al solo scopo di inviare agli abbonati la presente rivista. (D. Lgs. 196/03)
16_ 25/12: è la vera data di nascita
di Gesù?
IN QUESTO NUMERO: a cura di Pietro de Nicolo
EDITORIALE
ZOOM DI POST@
3_ L’Editoriale
di Don Benedetto Labate 17_ Occhio alla posta
a cura della redazione
LENTE D’INGRANDIMENTO SU...
LIBERA...MENTE
4_ Avvento: una comunità
18_ La vecchietta che aspettava Dio
in attesa a cura della redazione
di Marilina Pesce
19_ Auguri scomodi
5_ La Novena all’Immacolata a cura della redazione
di Maria Loseto

2 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


LENTE D’INGRANDIMENTO SU... - a cura di Pietro De Nicolo

EDITORIALE

C
arissimi fedeli,
con sommo dispiacere di tutti, la Missione Popolare è passa-
ta. Forse perché l’avevamo invocata per un anno, forse per-
ché non ce l’aspettavamo così bella, sta di fatto che è volata,
lasciando però in molti di noi la gioia e l’entusiasmo di un incontro
particolare che ha portato freschezza nella nostra comunità.
È la grazia del Signore nostro Gesù Cristo!
Non vi dicevo io che la Missione è proprio l’evento di Gesù che passa
in mezzo a noi? E sono fermamente convinto che così è stato. Solo il
vedere la massiccia presenza della Comunità alle catechesi del mer-
coledì, solo il sentire l’entusiasmo dei nostri giovani che hanno voglia
di ripartire per far sentire la loro presenza, mi fa pensare che molti
di noi hanno fatto esperienza del Signore nei giorni scorsi e ora vo-
gliono continuare a godere della sua amicizia.
Certo, dobbiamo essere bravi tutti quanti a saper valorizzare i buoni
propositi di ognuno e costruire qualcosa che segni il cambiamento:
lasciamoci illuminare dallo Spirito Santo e perfezioniamoci nel coglie-
re le intuizioni che Lui suggerirà al nostro cuore!
Intanto ci prepariamo alle celebrazioni natalizie e, come da tradizio-
ne ecclesiale e consuetudine liturgica, lo facciamo con il tempo di
Avvento.
Sentiamo cosa dice San Cirillo di Gerusalemme nelle sue
“Catechesi”: «Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n'è una seconda, la
quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima, infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l'altra porterà
una corona di divina regalità. […] Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce e posto in una stalla, nella se-
conda si vestirà di luce come di un manto. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell'altra
avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria. Perciò non limitiamoci a meditare solo la
prima venuta, ma viviamo in attesa della seconda».
VENUTA e ATTESA sono le parole chiave di questo tempo che in realtà altro non è se non la celebrazione
rituale e liturgica del tempo storico che stiamo vivendo: il tempo del già (Gesù Cristo) e non ancora (il Regno
di Dio), il tempo dello Spirito e della Chiesa, il tempo della fede e della speranza.
«Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta» - questo è
il mistero della nostra fede – camminiamo verso la Parusia mettendo in pratica il comandamento dell’Amore
che Lui ci ha lasciato, certi che presto verrà e giudicherà i vivi e i morti, e donerà a ciascuno la ricompensa
secondo le sue opere, e vivremo per sempre CON Lui nel suo Regno di amore, di giustizia e di pace.
«Lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni!". E chi ascolta, ripeta: "Vieni!". […] Colui che attesta queste cose dice:
"Sì, vengo presto!". Amen. Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,17.20).

don Benedetto, c.pp.s.

"Il tempo liturgico dell’Avvento celebra la venuta di Dio, nei suoi due momenti: dapprima ci invita a
risvegliare l’attesa del ritorno glorioso di Cristo; quindi, avvicinandosi il Natale, ci chiama ad accogliere il
Verbo fatto uomo per la nostra salvezza.
Ma il Signore viene continuamente nella nostra vita. Quanto mai opportuno è quindi l’appello di Gesù, che in
questa prima Domenica ci viene riproposto con forza: "Vegliate!" (Mc 13,33.35.37). E’ rivolto ai discepoli, ma
anche "a tutti", perché ciascuno, nell’ora che solo Dio conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria
esistenza. Questo comporta un giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una
carità operosa verso il prossimo e soprattutto un umile e fiducioso affidamento alle mani di Dio, nostro Padre
tenero e misericordioso.
Icona dell’Avvento è la Vergine Maria, la Madre di Gesù. InvochiamoLa perché aiuti anche noi a diventare un
prolungamento di umanità per il Signore che viene". (Benedetto XVI)

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 3


LENTE D’INGRANDIMENTO SU... - a cura di Marilina Pesce

AVVENTO: UNA COMUNITÀ IN ATTESA


Cenni storici di una lunga tradizione

M
uoviamo i primi passi nel nuovo anno liturgico: viviamo l’Avvento, periodo di preparazione alla
manifestazione del Signore, periodo che inizia con i Primi Vespri della domenica più vicina al 30
novembre. Ci prepariamo alla venuta (Avvento deriva dal termine “adventus” che significa ap-
punto “arrivo”) del Signore, ricordandone la prima con la Solennità del Natale, e imparando a
vivere la seconda venuta del Cristo quella che sarà alla fine dei tempi.

Le letture sulle quali la Liturgia ci fa meditare lungo le quattro domeniche prevedono dunque un percorso che
dalla venuta del Signore alla fine dei tempi passa per la figura di Giovanni Battista fino a narrare i fatti acca-
duti immediatamente prima della nascita di Gesù. Dall’Antico Testamento leggiamo invece le profezie sul
Messia.

Non è facile stabilire precisamente quando questo tempo di preparazione sia stato istituito. Da sempre però
ci si affida a sermoni e antichi documenti: già dal V secolo, ad esempio, troviamo in due sermoni di San Mas-
simo di Torino (primo vescovo di Torino e discepolo di Sant’Ambrogio, ndr) esortazioni a vivere bene in pros-
simità della festa del Natale. Siamo poi nell’anno 864 e nei Capitolari di Carlo il Calvo leggiamo l’invito dei
vescovi al principe a non chiamarli dalle loro chiese nei periodi sacri di Quarerima e Avvento. Siamo invece
sul finire del 500 quando San Perpetuo - riferisce San Gregorio di Tours - stabilisce per i fedeli un digiuno tre
volte alla settimana, dalla festa di San Martino fino a Natale. E’ la cosiddetta “quaresima di S. Martino”, atte-
stata anche nei documenti che si riferiscono ai decenni successivi, da quello del Concilio di Macon (583) a
quello di Tours (567).

Col passare del tempo, questo periodo di preparazione e penitenza si ridusse da sei a quattro settimane.
Contemporaneamente si indebolì la disciplina del digiuno, tanto che nel 1362 il Papa Urbano V per non farla
completamente decadere, obbligò tutti i chierici della sua corte ad osservare l’astinenza, non più digiuno,
senza dunque far riferimento ai laici. E ricordiamo anche San Carlo Borromeo che nel quarto Concilio volle
risvegliare la popolazione milanese esortando i fedeli a comunicarsi almeno tutte le domeniche di Avvento
(oltre che di Quaresima).

In conclusione osserviamo in Occidente certamente una riduzione


di rigidità nelle pratiche di penitenza nel Tempo di Avvento che
rappresenta oggi un periodo di preparazione al Natale durante il
quale noi fedeli siamo chiamati con zelo a vivere l’attesa come oc-
casione favorevole per la nostra salvezza, nella certezza di contem-
plare il Signore presente.

4 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


LENTE D’INGRANDIMENTO SU... - a cura di Maria Loseto

LA NOVENA ALL’ IMMACOLATA


Storia e tradizioni baresi degli anni ‘40 e ‘50

L
a novena si svolgeva nei giorni dal 29/11 al vano le singole preghiere.
7/12 e culminava nella giornata dell’otto di-
Alla fine del Rosario, saliva sull’altare, allora circon-
cembre, quando tutti, gioiosi, si festeggiava
dato da una balaustra con un cancelletto al centro e
l’Immacolata.
un’apertura a ciascun lato, un sacerdote con camice
Il rito liturgico si celebrava di sera, con inizio alle ore e mantello. Teneva un breve “fervorino” sull’Imma-
18.30, preceduto dal suono di tre campane, del vec- colata, quindi dall’organo partivano le note del
chio campanile sostituito nel 1962, campane che, “Tantum ergo”. Durante il canto, il sacerdote dava la
ogni sera, alle 18.00, annunciavano il prossimo inizio benedizione eucaristica, usando la pisside e tenendo-
della “funzione”, ovvero della liturgia, formata da la avvolta in un velo omerale, che il chierichetto, per
preghiere e benedizione eucaristica, accompagnate l’occasione, gli aveva posato sulle spalle. Il chieri-
da canti. chetto, che, per merito o per aver vinto la “battaglia”
in sacrestia contro
Nell’area dell’altare
gli altri, per impos-
“maggiore”, quello
sessarsi del turibo-
contrapposto all’in-
lo, inginocchiato,
gresso centrale,
incensava la pissi-
collocata su un ta-
de. Tornava a do-
volo al lato sinistro
minare la musica e
di chi guarda la
l’organo accompa-
mensa, circondata
gnava il canto ac-
da fiori, troneggia-
corato, fidente e
va la statua l’Im-
gioioso del Tota
macolata.
Pulcra, ….. latino
La statua, negli già, perché, allora
altri periodi, era si pregava e si can-
collocata in una tava in latino. Cer-
nicchia ricavata to non si sottilizza-
nella parete della va fra nominativi,
navata laterale a genitivi, accusativi,
destra di chi entra ma nessuno se ne
in chiesa, parete di faceva un proble-
confine con altra costruzione. Attualmente lo spazio ma: la grandiosità dell’Immacolata ben poteva copri-
è ricoperto dal quadro di san Rocco. re i limiti dei suoi devoti figli, di ogni età e di ogni
All’orario stabilito, i “chierichetti”, termine successi- cultura.
vamente sostituito con la parola “ministranti” si ingi- La Novena era vissuta da numerosi fedeli presenti in
nocchiavano ai piedi dell’altare per la recita del Rosa- Chiesa fra i quali primeggiavano i componenti dei
rio. Indossavano una talare rossa con abbottonatura vari gruppi parrocchiali, dall’Azione Cattolica, nella
al centro, su cui si aggiungeva un camice, lungo cir- sua quadruplice suddivisione, alla Pia Unione del Pre-
ca tre quinti dell’abito rosso, con scollatura rettango- ziosissimo Sangue, all’Apostolato della Preghiera, alle
lare, bianco, dal quale fuorusciva la mantellina rossa Lampade Viventi, alla San Vincenzo.
della talare.
Un vivo ringraziamento a mia Nonna Maria, al pro-
Il più esperto fra i chierichetti presenti sull’altare ini- fessor Toni Bux, al dottor Giorgio Medici e alla sig.ra
ziava a pregare e di ogni Padre nostro, Ave Maria e Lucia Amoruso dai cui ricordi sono scaturite le notizie
Gloria dei singoli misteri diceva la prima metà, men- su accennate.
tre gli altri , insieme all’assemblea, e, a volte, sorri-
dendo fra loro per qualche stranezza vista, completa-

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 5


NOI COMUNITA’... - a cura di Franco Camaggio

L’IMPORTANZA DI UNA MISSIONE


La Missione Popolare: punto di ripartenza

C
oncludendo la celebrazione del Corpus Do- nell’ultimo giorno” (Gv 6, 54), perciò l’Eucarestia è
mini, nel 1° giugno 1961, l’allora Arcivesco- “Mysterium fidei”.
vo di Bari, Mons. Enrico Nicodemo, annunciò
Dall’Eucarestia promana la regalità pastorale di Cri-
la “Missione Cittadina”, che si sarebbe tenu-
sto (domenica scorsa, abbiamo celebrato la solennità
ta in diocesi nell’anno 1962. Mons. Nicodemo centrò
di Cristo, Re dell’Universo). Cristo è il mandato del
un tema importante: “Il mistero della salvezza”, che
Padre: ”Cercate di procurarvi non il cibo che perisce,
è – come egli disse – “mistero di amore, mistero di
ma il cibo che dura per la vita eterna, quello che il
unità”. E’ il leit motiv della Missione Popolare cele-
Figlio dell’uomo vi darà; perché è Lui che il Padre ha
brata nella nostra Parrocchia. I Missionari del Prezio-
contrassegnato con il proprio sigillo”. “Tutto quanto il
sissimo Sangue hanno invitato i fedeli a meditare sul
Padre mi ha dato, verrà a me”, “ora la volontà di Co-
“messaggio della salvezza”, presentato non solo a
lui che mi ha mandato è questa: che io non perda
quanti frequentano assiduamente la parrocchia, ma
nessuno di quelli che mi ha dato, ma li risusciti
anche a quanti non vivono una vita di fede. Di qui le
nell’ultimo giorno” (Gv 6, 27;37).
visite nelle famiglie, i centri di ascolto, l’incontro con
i giovani per fare non una “statistica” della missione, Nell’Eucarestia si perpetua il sacerdozio di Cristo. In
ma per sottolineare un compito che riguarda tutti i essa infatti il Sacrificio compiuto sulla Croce si perpe-
battezzati: “l’evangelizzazione”. tua. Il sacrificio della Croce viene perennemente rap-
presentato e vengono applicati i meriti alle anime:
E’ stata ripresentata la Parola di Dio, sottolineandone
“Questo è il mio Corpo, offerto in sacrificio per voi.
l’attualità. I valori morali sono stati presentati come
Questo è il calice del mio Sangue, sparso per la nuo-
un messaggio ritenuto da certi passato e superato.
va ed eterna alleanza”.
Non sono mancati gli accenni alla disgregazione della
famiglia, in una società in cui impera il liberismo, La Missione Popolare si è svolta come chiamata per
nonché ai valori della vita cristiana, che contempla- tutto il territorio (sono state visitate anche le scuo-
no la salvezza integrale dell’uomo, salvezza che ab- le), in un momento in cui il Santo Padre, ascoltati i
braccia la vita terrena e quella eterna. Rimane la fe- Vescovi nella XII Assemblea post sinodale, ha pro-
de in Cristo Salvatore, fuori del quale non c’è salvez- mulgato l’Esortazione Apostolica “Verbum Domini”,
za. Nell’Eucarestia Cristo è perennemente presente rivolta all’Episcopato, al Clero, alle persone consacra-
come “Maestro”, “Pastore”, “Sacerdote”. te, ai fedeli laici, non per annullare la Costituzione
Conciliare “Dei Verbum”, sulla Parola di Dio nella vita
La riconciliazione è stato uno dei sacramenti sottoli-
e nella missione della Chiesa, ma per richiamarne i
neato e vissuto attraverso le numerose confessioni e
contenuti e rinvigorire il culto Eucaristico e l’impor-
la “giornata del malato”. Non è mancato un appro-
tanza della Parola di Dio spesso disattesi, se non ad-
fondimento sull’importanza degli altri sacramenti,
dirittura ignorati. Non è mancato l’accenno ai
primo fra tutti il Battesimo. Così si è parlato della
“carismi” che lo Spirito Santo suscita nella Chiesa e,
“Confermazione”, sacramento importante per
attraverso i quali, bisogna vivere nella Chiesa la
“confermare” la fede ricevuta nel battesimo; attra-
“comunione”, dalla quale scaturisce un’autentica ca-
verso i segni ci si è soffermati a parlare del Matrimo-
rità, rivolta - in modo particolare – agli ammalati,
nio, dell’Ordine sacro, dell’Unzione degli infermi.
agli anziani, ai poveri, a quanti vivono soli. I
Ma nell’Eucarestia - si è detto - vi è un tacito, ma “movimenti” – è stato sottolineato – non devono in-
completo ed efficace magistero di verità. In essa frangere “l’unità”, ma anzi la devono vivere alla luce
confluiscono tutte le verità insegnate da Cristo, dalla della Parola di Dio, testimoniata appunto nella vita di
Trinità all’Incarnazione, dalla Redenzione alla Grazia, ognuno.
ai Sacramenti, alla Chiesa. Nell’Eucarestia è la radice
La missione si è conclusa, ma non deve ritenersi un
della Risurrezione finale e la gioia pregustata della
punto di arrivo, bensì di partenza, perché quanto è
“Vita Eterna”: “Chi mangerà la mia carne e berrà il
stato indicato dai Missionari diventi “lievito” nella co-
mio sangue avrà la vita eterna ed io lo risusciterò
munità e fuori di essa.

6 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


NOI COMUNITÀ... - a cura di Gianfranco e Patrizia Rossi

E GESU’ STA PASSANDO PROPRIO QUA!


La testimonianza di una famiglia che ha vissuto e ospitato il Centro d’Ascolto

I
Centri d’Ascolto della Parola, come un po’ Attendevamo con gioia ed emozione il loro passaggio
tutta la Missione al popolo, un anno fa ci ed è stato travolgente: sono entrati forti, entusiasti,
sembravano astratti e di difficile realizzazio- gioiosi, nonostante le diverse porte chiuse trovate
ne. nel palazzo, hanno pregato con noi, ci hanno bene-
detti con il Crocifisso missionario e, al momento di
Appariva improbabile chiedere ed ottenere di aprire
lasciarci, ci hanno chiesto, con delicatezza, se stessi-
le porte dei nostri appartamenti, solitamente così
mo seguendo la Missione.
ben protetti dall’esterno, per farvi entrare chiunque;
tanto più, appariva improbabile che qualcuno di noi, Noi stavamo seguendo la Missione, nei limiti delle
secondo l’abituale buona educazione, si recasse in nostre possibilità, ma in più gli abbiamo detto che
casa di chi non frequenta. avremmo ospitato un Centro di Ascolto.

Eppure 21 famiglie hanno deciso di aprire le porte Il Missionario si è illuminato ci ha detto di invitare
delle loro case, ma molte di più sono uscite dalla tutti, vicini e lontani, tanto numerosi, anche quaran-
propria per entrare in quella di un altro. ta-cinquanta persone, da stare seduti per terra, co-
me ai tempi di Gesù quando si calavano dal soffitto
Dunque è possibile! Quando Gesù passa tutto è pos-
per avvicinarLo.
sibile! Ora come duemila anni fa.
I nostri cuori si sono incendiati: era possibile! Dove-
La svolta alla realizzazione del nostro Centro di
va essere possibile perché lo Spirito Santo ormai
Ascolto è stata data proprio da Lui che ha bussato
aveva concretizzato nelle nostre menti questa imma-
alla porta di casa nostra quattro giorni prima della
gine.
data prevista per questo evento.
Tutti ci siamo scatenati, anche le nostre bambine,
Si è presentato attraverso un missionario ed una
abbiamo invitato tutti coloro con cui parlavamo, ma
suora che facevano visita alle famiglie del nostro
soprattutto la nostra preghiera-desiderio-certezza
quartiere.
rivolta a Dio era di realizzare la Sua volontà.

Ebbene, venti minuti prima delle 21,00, il citofono ha


iniziato a suonare ed ogni tocco era un’esplosione di
gioia, di lode, di stupore.

Lo Spirito Santo è grande!

Trentacinque persone, adulti e bambini, invitate e


non, sono uscite dalle loro case confortevoli per
ascoltare il Signore che parlava nella nostra, per sta-
re seduti per terra sul tappeto del nostro salotto.

Non è forza d’uomo, ma opera dello Spirito Santo


della sua grande e travolgente forza.

Noi non Lo vediamo, ma se crediamo ci travolge.

Abbiamo visto tanti miracoli durante questo passag-


gio di Gesù attraverso la Missione, compresa l’im-
mensa gioia di accogliere nella nostra casa un Centro
d’ascolto di accogliere Gesù che ha amato tanto en-
trare nelle case di coloro che voleva colmare della
Sua Gioia, che voleva trasformare col Suo Spirito
d’Amore.

Grazie Signore!

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 7


NOI COMUNITÀ... - a cura di Luigi Laguaragnella

MISSIONE POPOLARE: STRAORDINARIO


STRAORDINARIO NELL’ ORDINARIO
Gli eventi e gli appuntamenti che hanno cambiato il nostro quartiere

A
nche se in molti, siamo un solo corpo. E’ Sagarriga Visconti e Piazza Risorgimento. Ripercor-
stato questo il motto che ha accompagna- rendo tutte le stazioni della Passione di Cristo i Mis-
to tutta la Missione Popolare e che dome- sionari hanno soffermato la loro attenzione su tutte
nica 14 novembre, nella nostra Comunità le problematiche del quartiere: dai problemi sociali,
Parrocchiale durante la Celebrazione Eucaristica delle come l’occupazione, alla violenza, e hanno pregato
ore 11.00, si è sentito risuonare per la conclusione di anche per coloro che vivono nel silenzio, nella solitu-
questo evento di grazia, organizzato dai Missionari dine e nella paura. Le parole del Vangelo e dei com-
del Preziosissimo Sangue, Congregazione fondata da menti dei missionari durante le 15 stazioni hanno
San Gaspare del Bufalo, e dalle Suore Adoratrici del rotto il silenzio molto significativo di alcune strade.
Sangue di Cristo, fondate da Santa Maria De Mattias.
Non vanno poi dimenticati tutti gli appuntamenti che
La Missione Popolare si è rivelata un evento impor-
i Missionari hanno organizzato quotidianamente nelle
tante non solo a livello parrocchiale, ma anche e so-
scuole, in particolare all’ingresso della scuola Gari-
prattutto per il quartiere in cui viviamo. Una ventina, baldi ogni mattina e nei Centri d’Ascolto tenuti nelle
tra missionari, suore, seminaristi e laici provenienti famiglie ogni sera.
da diverse parti Ed è proprio alle
d’Italia, diretti da famiglie che è sta-
don Mimmo Parla- ta dedicata una
vecchia, hanno domenica in parti-
camminato per le colare, il 7 no-
strade del quartie- vembre, nella
re Libertà, sono quale, in ogni
entrati nelle case Santa Messa, i
delle famiglie e predicatori hanno
delle persone sole invitato i mariti e
e, laddove non le mogli a rinno-
hanno ricevuto vare le loro pro-
accoglienza, non messe matrimo-
hanno dubitato a niali. Lo Spirito
lasciare un mes- Santo ha rinnova-
saggio di speran- to il sigillo dell’u-
za. Durante le due nione matrimonia-
settimane di Missione Popolare, dal 30 ottobre al 14 le ad oltre 200
famiglie appartenenti alla nostra Parrocchia e non.
novembre, molti sono stati i momenti di incontro ex-
Con la Missione Popolare si è potuto apprezzare lo
tra-parrocchiale oltre quelli liturgici. Da non dimenti-
straordinario nell’ordinario: aprendosi al dialogo e
care la Celebrazione Eucaristica di apertura presie-
all’accoglienza senza paura. Ecco perché la Missione
duta dall’arcivescovo di Bari – Bitonto, Mons. France-
Popolare ha acceso una luce che da adesso tutti, e
sco Cacucci, nella quale i missionari hanno ricevuto il
non solo chi partecipa più assiduamente alla vita
“Mandato” e la visita comunitaria al Cimitero di Bari
parrocchiale, deve cercare di non spegnere! Ognuno
domenica 31 ottobre. Il pellegrinaggio alla Madonna
di noi deve poter migliorare la propria vita e quella
Odegitria nella Cattedrale, poi, il 6 novembre ha vi-
degli altri, ogni giorno. L’interesse per il prossimo e
sto circa 400 persone tra genitori e bambini che han- per l’ambiente in cui viviamo deve richiamare l’at-
no regalato vivacità e sorrisi ai negozianti e a tutti tenzione di ciascuno di noi.
coloro che erano intenti a lavorare. Molto partecipa-
ta, si stima sul migliaio di persone, è stata la Via Tra le strade del quartiere si conoscono i luoghi della
Crucis tenuta il 12 novembre per le strade del nostro degradazione e dell’abbandono dove non vige alcun
quartiere e che ha avuto come itinerario Via Calefati, ordine. Forse la Missione Popolare consiglia di accen-
Via Manzoni, Via Dante, Via Principe Amedeo, Via dere la luce proprie su queste strade.

8 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


L’APPROFONDIMENTO - a cura di Don Arockiadass Muthusavary

SAN FRANCESCO SAVERIO


Patrono dei Missionari del Preziosissimo Sangue e delle Indie

I
l 3 dicembre, la Chiesa universale celebra la Papa. Risposta di Saverio: "Pues, sus, hème
festa di s. Francesco Saverio e come cita il aqui" (Bene, eccomi qui).
titolo, egli è l’Apostolo dell’India. Grazie a lui
A quei tempi intraprendere un viaggio così lungo per
oggi tutto l’Oriente, e non soltanto l’India, ha
mare voleva dire affrontare pericoli e malattie, soffri-
conosciuto Cristo, il Salvatore di tutti gli uomini, sen-
re fame e sete, freddo e caldo. Dopo un anno e due
za nessuna preferenza di razza, colore, lingua, etc.
mesi, il 6 maggio del 1542, Francesco Saverio sbarca
Nel giorno in cui commemoriamo lo zelante Apostolo
a Goa, capitale dell’impero delle Indie Orientali. Ri-
e Missionario, è bello riflettere un po' sulla sua vita
fiutò cortesemente l'alloggio offertogli nell’episcopato
tutta consumata per l’evangelizzazione delle genti.
e si ritira presso l’ospedale per soccorrere più age-
E’ nato il 7 aprile del 1506 in Spagna, nella Navarra, volmente gli ammalati. Gira per le strade e le piazze
nel castello di famiglia di Xavier, da una nobile fami- con un campanello, raduna i fedeli, li conduce in
glia, ultimo di sei figli. Nel castello regnava una pro- chiesa e qui predica e li istruisce. I bambini correva-
fonda pietà e spesso la famiglia si trovava riunita no sempre dietro di lui, dicendo: “E’ arrivato il padre
nella piccola cappella dedicata alla Vergine Maria. La con il campanello: andiamo per ascoltare le storielle
sua vita, prima di incontrare S. Ignazio di Loyola, ex- di Gesù.” Trascorre le domeniche con i lebbrosi, visi-
soldato e che sarà poi il suo padre spirituale, era tut- ta i carcerati e i poveri e si prodiga per l’erezione di
ta orientata verso una carriera accademica che pote- un collegio per l’educazione della gioventù e la for-
va assicurare sia a lui e che alla sua famiglia la stabi- mazione dei cristiani. Scrive al Padre Ignazio:
lità economica e un posto nobile nella società. "Quando sbarcai in questi luoghi, battezzai tutti i
fanciulli che ancora non erano stati battezzati, e
Certamente per disposizione della divina Provviden-
quindi un gran numero di ragazzi, che non sapevano
za, ad ambedue, Francesco e Ignazio, viene asse-
neppure distinguere la destra dalla sinistra… Mi asse-
gnato il collegio di Santa Barbara. Inizialmente i rap-
diava una folla di giovani, tanto che non riuscivo più
porti tra i due non erano buoni, ma ben presto Igna-
a trovare il tempo per dire l’Ufficio, né per mangiare,
zio si rende conto che Francesco Saverio è un giova-
né per dormire; chiedevano insistentemente che in-
ne di intelligenza superiore, brillante e ambizioso. Gli
segnassi loro nuove preghiere. Cominciai a capire
è sempre vicino, gli procura alunni, avendo intuìto le
che a loro appartiene il regno dei cieli".
sue strettezze economiche, lo consiglia, gli prospetta
ideali superiori, che, però, non vengono recepiti. Si E’ difficile seguire Francesco Saverio nei suoi viaggi,
trovava dinanzi ad un giovane che avrebbe potuto spinto sempre dal desiderio di aiutare tutti e di con-
fare molto per la gloria di Dio e quindi è convinto che vertirli. Se vogliamo raccontare tutto il suo viaggio
deve insistere. "Che giova all’uomo se guadagnerà il missionario in India, Giappone, Malacca e le altre
mondo intero, e poi perderà la propria anima?" (Mt isole che ha percorso avremo molte cose da scrivere.
16, 26). Queste parole, che Ignazio ripeteva fre- Il nostro fondatore, San Gaspare, era un grande de-
quentemente a Francesco, penetravano profonda- voto di San Francesco Saverio e lo nomina come pa-
mente nel suo animo generoso e a poco a poco co- trono dei Missionari del Preziosissimo Sangue, per-
minciavano a trasformarlo, finché decise di diventare ché ispirato dal suo zelo missionario. S. Gaspare, ad-
un soldato di Cristo. Dopo alcuni anni di formazione dirittura, volle andare in India per continuare la mis-
nella Congregazione cominciata da S. Ignazio, il 24 sione incompiuta dal suo Santo ispiratore. Nella festa
giugno del 1537, Francesco Saverio viene ordinato di s. Francesco Saverio, dovremo anche noi sentirci
sacerdote per mano di Mons. Vincenzo Nigusanti, missionari in quanto battezzati, perché a nostra volta
vescovo dalmata. possiamo annunciare Cristo, magari non a quelli che
sono lontani o che non lo conoscono, ma forse por-
Il Re del Portogallo, Giovanni III, nell’anno 1540,
tando la sua buona notizia a quelli che pur dicendosi
chiede al Papa e a Ignazio di mandare qualche mis-
cristiani di fatto lo rifiutano nella loro esistenza o gli
sionario per le Indie Orientali. Ignazio allora chiama
sono indifferenti.
Francesco Saverio e gli fa presente il desiderio del

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 9


DAZIBAO - a cura della redazione

GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DI DICEMBRE!


DICEMBRE!
29 novembre - 7 dicembre ore 7 dicembre 2010 ore 19.30:
19.00: Nel salone parrocchiale, incontro del Parroco con i
Santa Messa con la Novena all’Im- genitori dei ragazzi del catechismo della I media
macolata Concezione animata dai (aperto anche ai padrini e alle madrine di Cresima).
vari gruppi parrocchiali.
11 dicembre 2010 ore 20.00:
8 dicembre 2010: Nel salone parrocchiale, concerto di musica classica
Sante Messe ore 8.00 - 9.30 - 11.00 (il programma dettagliato è riportato sulle locandine
- 12.15 - 19.00 esposte sulla bacheca in chiesa).

29 novembre 2010 ore 19.30: Dal 16 al 24 dicembre 2010 ore 07.00:


Nel salone parrocchiale, incontro del Parroco con i In chiesa ci sarà la Novena del Natale per le realtà
genitori dei ragazzi del catechismo della III elementa- giovanili della Parrocchia.
re.
17 dicembre 2010 ore 20.00:
30 novembre 2010 ore 19.30: Veglia di preghiera in preparazione alla Cresima.
Nel salone parrocchiale, incontro del Parroco con i
genitori dei ragazzi del catechismo della IV elementa- 18 dicembre 2010 ore 16.30:
re. In Cattedrale, Celebrazione Eucaristica per il conferi-
mento della Santa Cresima per le mani di Mons. Fran-
1 dicembre 2010 ore 19.30: cesco Cacucci, Vescovo della Diocesi di Bari - Bitonto.
In chiesa ci sarà la Conferenza del Prof. Michele Lo-
console (teologo) sul tema: “Gesù è veramente nato 19 dicembre 2010 dalle ore 08.00:
il 25 dicembre dell’anno 0?” Donazione di sangue a cura del gruppo FRATRES
“San Rocco”
3 dicembre 2010 ore 19.30:
Nel salone parrocchiale, incontro del Parroco con i 19 dicembre 2010 ore 20.00:
genitori dei ragazzi del catechismo della II media Concerto di Natale offerto dall’VIII Circoscrizione del
(aperto anche ai padrini e alle madrine di Cresima) Comune di Bari.

4 e 5 dicembre 2010 ore 20.00: 23 dicembre 2010 ore 20.00:


Nel salone parrocchiale, commedia in vernacolo “U Concerto di Natale a cura di Liliana Terraneo e del
fantasm di Pierin”, a cura del gruppo teatrale “San coro dei ragazzi del catechismo.
Rocco”. Offerta minima € 5,00.
24 dicembre 2010 ore
6 dicembre 2010 ore 18.00: 23.00:
Festa liturgica di San Nicola - Veglia del Santo Natale e, a
Santa Messa nella Basilica di San seguire, Santa Messa della
Nicola, presieduta da S.E. Mons. Notte.
Francesco Cacucci con la presenza L’apertura della chiesa av-
dei sacerdoti delle comunità orto- verrà alle ore 22.30.
dosse, russe, greche, rumene ed
etiopiche. 25 dicembre 2010:
Sante Messe ore 8.00 - 9.30
6 dicembre 2010 ore 19.30: - 11.00 - 12.15 - 19.00
Nel salone parrocchiale, incontro del Parroco con i
genitori dei ragazzi del catechismo della V elementa- 31 dicembre 2010 ore 18.00:
re. Adorazione Eucaristica e canto del “Te Deum” di rin-
graziamento per l’anno trascorso.

10 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


CALENDARIO LITURGICO - a cura di Roberto Cirillo

CALENDARIO LITURGICO DI DICEMBRE 2010


Il Santo e la liturgia giorno per giorno
1 Mercoledì S. Ansano, Natalia, Mariano - [I]
Liturgia: Is 25,6-10a; Sal 22; Mt 15,29-37

2 Giovedì S. Bibiana, S. Savino, Viviana - [I]


Liturgia: Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27

3 Venerdì S. FRANCESCO SAVERIO (s) - [P] - Patrono dei Missionari del Preziosissimo Sangue
Liturgia: Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31

4 Sabato S. Giovanni Damasceno (mf) - [I]


Liturgia: Is 30,19-21.23-26; Sal 146; Mt 9,35-10,1.6-8

5 Domenica II DOMENICA DI AVVENTO (anno A) - S. Giulio martire - [II]


Liturgia: Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12

6 Lunedì S. Nicola (mf) - [II]


Liturgia: Is 35,1-10; Sal 84; Lc 5,17-26

7 Martedì S. Ambrogio (m) - [II]


Liturgia: Is 40,1-11; Sal 95; Mt 18,12-14

8 Mercoledì IMMACOLATA CONCEZIONE B.V. MARIA (s) - [P]


Liturgia: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

9 Giovedì S. Juan Diego Cuahtlatoatzin (mf) - [II]


Liturgia: Is 41,13-20; Sal 144; Mt 11,11-15

10 Venerdì Beata Vergine Maria di Loreto - [II]


Liturgia: Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19

11 Sabato S. Damaso I (mf) - [II]


Liturgia: Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13

12 Domenica III DOMENICA DI AVVENTO (anno A) - S. Giovanna Francesca de Chantal (mf); B.V. Maria di Guadalupe (mf) - [III]
Liturgia: Is 35,1-6.8.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11

13 Lunedì S. Lucia (m) - [III]


Liturgia: Nm 24,2-7.15-17; Sal 24; Mt 21,23-27

14 Martedì S. Giovanni della Croce (m) - [III]


Liturgia: Sof 3,1-2.9-13; Sal 33; Mt 21,28-32

15 Mercoledì S. Valeriano, Nino - [III]


Liturgia: Is 45,6b-8.18.21b-26; Sal 84; Lc 7,18b-23

16 Giovedì S. Albina - [III]


Liturgia: Is 54,1-10; Sal 29; Lc 7,24-30

17 Venerdì Novena di Natale - S. Lazzaro, Olimpia - [III]


Liturgia: Gen 49,2.8-10; Sal 71; Mt 1,1-17

18 Sabato Novena di Natale - S. Graziano vescovo - [III]


Liturgia: Ger 23,5-8; Sal 71; Mt 1,18-24

19 Domenica IV DOMENICA DI AVVENTO (anno A) - S. Fausta, S. Dario - [IV]


Liturgia: s 7,10-14; Sal 23; Rm 1,1-7; Mt 1,18-24

20 Lunedì Novena di Natale - S. Liberato martire - [IV]


Liturgia: Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38

21 Martedì Novena di Natale - S. Pietro Canisio (mf) - [IV]


Liturgia: Ct 2,8-14 opp. Sof 3,14-18a; Sal 32; Lc 1,39-45

22 Mercoledì Novena di Natale - S. Francesca Cabrini - [IV]


Liturgia: 1Sam 1,24-28; Cant. 1Sam 2; Lc 1,46-55

23 Giovedì Novena di Natale - S. Giovanni da Kety (mf) - [IV]


Liturgia: Ml 3,1-4.23-24; Sal 24; Lc 1,57-66

24 Venerdì Novena di Natale - S. Delfino, Irma, Adele - [IV]


Liturgia: 2Sam 7,1-5.8b-11.16; Sal 88; Lc 1,67-79

25 Sabato NATALE DEL SIGNORE (s) - [P]


Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio
Liturgia: Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

26 Domenica SANTA FAMIGLIA (f) - S. STEFANO (f) - [P]


Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie
Liturgia: Sir 3,2-6.12-14; Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23

27 Lunedì S. GIOVANNI AP. (f) - [P]


Liturgia: 1Gv 1,1-4; Sal 96; Gv 20,2-8

28 Martedì SANTI INNOCENTI (f) - [P]


Liturgia: 1Gv 1,5-2,2; Sal 123; Mt 2,13-18

29 Mercoledì Ottava di Natale - S. Tommaso Becket (mf) - [P]


Liturgia: 1Gv 2,3-11; Sal 95; Lc 2,22-35

30 Giovedì Ottava di Natale - S. Eugenio vescovo, S. Ruggero - [P]


Liturgia: 1Gv 2,12-17; Sal 95; Lc 2,36-40 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 11
31 Venerdì Ottava di Natale - S. Silvestro I (mf) - [P]
Liturgia: 1Gv 2,18-21; Sal 95; Gv 1,1-18
IN ARTE… LA CHIESA - a cura di Luigi Laguaragnella

“TI HO CHIAMATO PER NOME”


Breve dizionario per comprendere il valore del tempio cristiano per il credente

E
ntrando nel nostro luogo santo, non sempre Altare: Elemento di culto costituito da una superficie
conosciamo i nomi delle parti che lo compon- piana sulla quale si celebrano riti sacrificali. Nella ci-
gono.
viltà greca e romana l’altare, posto davanti al tem-
Eccone alcune.
pio, era riservato ai sacrifici pubblici. Nelle chiese
cristiane l’altare è posto all’interno del tempio, e at-
traverso i secoli si è sempre più arricchito. Nel Me-
dioevo con rivestimenti di metalli preziosi, nel Baroc-
co viene sormontato dal baldacchino. Dal V secolo in
avanti, oltre a quello principale si possono avere più
altari all’interno di una chiesa stessa.

Ambone: (dal greco am-


bon, che indica una su-
perficie convessa, pan-
ciuta) Nelle chiese paleo-
cristiane e romaniche,
l’altare era affiancato da
due tribune (gli amboni
appunto) destinate uno
alla lettura dell’Epistola e
l’altra a quella del Vange-
Abside della Basilica di San Giovanni in Laterano (Roma) lo.

Abside: (dal latino apsis, greco hapsis, "arco" o Spesso ambone è confu-
"volta") Incavo coperto da una semicupola (chiamata so con il “pulpito”, strut-
“catino”) che chiude il fondo del muro perimetrale di tura diversa per forma e
un edificio. Nelle chiese è generalmente la parte ter- funzione, destinata esclu-
minale della navata centrale; in alcune però anche le sivamente all’omelia.
navate laterali sono chiuse da absidi. Oggi nell’abside
viene incastonato il tabernacolo.
Balaustra: Parapetto spesso costituito di colonnette,
usato come ornamento nelle scalinate e nei balconi.
Nelle chiese serve a separare gli spazi destinati ai
fedeli da quelli riservati al clero. Elemento frequente
nel Rinascimento, fu eliminato dopo il Concilio Vati-
cano II.

Cantoria: parte della chiesa in cui stanno i cantori. I


seggi del coro, che erano parte del presbiterio, du-
rante il Rinascimento, furono disposti al di fuori di
esso.

Ciborio: (dal latino cibòrium che significa cassetta,


scatola) struttura architettonica a forma di baldacchi-
Altare del Santuario di San Gaspare (Albano Laziale) no che sovrasta l'altare nelle chiese. Questo poggia
generalmente su quattro supporti verticali raccordati

12 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


IN ARTE… LA CHIESA- a cura di Luigi Laguaragnella

mediante archi e reggenti no nel mese di yule (dicembre) con luci. Nel sec. XVI divenne
una volta piana o cupolet- simbolo dell'Avvento nelle case dei cristiani. Questo uso si diffuse
ta, destinata a custodire la rapidamente presso i protestanti e i cattolici. Successivamente fu
impiantato anche in America. La corona d'Avvento è costituita da
Pisside contenente le ostie
un grande anello fatto di fronde d'abete (si usa anche il tasso o il
consacrate.
pino, oppure l'alloro). E sospesa al soffitto con quattro nastri rossi
che decorano la corona stessa. Può anche essere collocata su di
un tavolo. Attorno alla corona sono fissati quattro ceri, posti ad
Presbiterio: Spazio intor- eguale distanza tra di loro. Si inizia, quindi, ad attendere il Natale
no all’altare separato dalla con la prima domenica di Avvento. La tradizione vuole che essa
sia di forma circolare poiché il cerchio è, fin dall’antichità, un se-
navata, riservato al clero.
gno di eternità e unità. Come l’anello, che è tutto un continuo, la
Solitamente è sopraeleva-
corona è anche segno di fedeltà: la fedeltà di Dio alle promesse.
to da alcuni gradini.
Quindi, la corona dell’Avvento deve mantenere la sua forma cir-
colare e non diventare una qualsiasi composizione floreale, come
si tende a fare oggigiorno, con quattro candele. La corona, che è
Ciborio della Basilica di San Nicola (Bari) un segno di regalità e vittoria, annuncia che il Bambino che si
attende è il Re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sem-
preverdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i simboli
Pulpito: Struttura all’interno della chiesa cristiana della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Que-
generalmente addossata ad una colonna sulla navata sti rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, ac-
centrale della chiesa, di forma poligonale e quasi colto come Re e Messia e salutato con l’agitare di rami. Ancora
sempre raffinatamente decorata; da qui il predicato- oggi la liturgia ambrosiana pone nell’Avvento, il racconto dell’in-
re parla ai fedeli. Si differenzia dall’ambone, il quale gresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Per ornare la corona si
usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di
è dedicato alla proclamazione della Letture.
Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della
conversione per prepararsi alla sua venuta. Data la sua origine la
corona d’Avvento ha una funzione soprattutto religiosa: annuncia
Sede: È il luogo proprio del presidente dell'assem- l’avvicinarsi del Natale a tutti coloro che vogliono prepararsi ad
blea liturgica. La sede del Vescovo nella chiesa ma- esso. Il consumismo moderno se ne è impadronito, ne ha predi-
dre della propria sposte di tutte le forme e con materiali diversi, ne ha fatto un mo-
Diocesi è chiamata tivo ornamentale natalizio che si trova non solo nelle case e nelle
chiese, ma anche nei negozi, nelle piazze, durante i concerti, du-
“cattedra”, perché è
rante le feste.
il luogo da cui il Ve-
scovo esercita il LE QUATTRO CANDELE…
suo compito di pa- Le quattro candele hanno un loro significato e vengono accese
store e di maestro. una per settimana, ogni domenica, quando la famiglia è riunita. Di
Per questa ragione solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa
tale chiesa viene tradizione è nata per preparare i bambini al Natale:
detta Cattedrale.
La prima candela, quella che si accende la prima domenica di
Avvento, si chiama Candela del Profeta ed è la candela della
speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù
Sede della Parrocchia di ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua
Sant’Andrea (Concesio) venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino
che Gesù sarebbe nato a Betlemme.
LA STORIA DELLA CORONA D’AVVENTO
La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme: candela
La disposizione di quattro ceri su una corona di rami sempre della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda la piccola città
verdi è divenuta il simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. in cui nacque il Salvatore.
La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue
La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, candela
quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del
della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e
Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza
a diffondere la lieta notizia.
prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illumi-
nava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia (cfr La quarta candela è al Candela degli Angeli per onorare gli
Ml 3,20; Lc 1,78).La sua origine va ricercata presso i Luterani Angeli e la notizia che portarono agli uomini in quella notte mera-
della Germania orientale. La corona d'Avvento può essere con- vigliosa.
siderata la continuazione di antichi riti pagani che si celebrava-

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 13


INTERVISTIAMO… CI - a cura di Luigi Laguaragnella

L’INTERVISTA DEL MESE


Don Vito Marziliano, Vicario della II Vicaria della Diocesi di Bari - Bitonto

T
ra le tante figure che rappresentano la realtà non significa niente di tutto questo. Il mio
Chiesa, ne esistono alcune a noi vicine, in compito ha solo quell’importanza che deriva dalla
quanto attive nel nostro stesso territorio capacità di coordinare bene le sette parrocchie; di
che spesso non conosciamo e forse anche mantenere stabile la comunione presbiterale e di en-
per chi si dedica alla vita parrocchiale rimangono co- tusiasmare il lavoro comune durante le stagioni di
munque lontane dal nostro quotidiano. Eppure po- basso rendimento e fruttuosità.
trebbe essere utile conoscere.
La nostra parrocchia, infatti, è inserita nella seconda Può descrivere che tipo di rapporto esiste tra le
delle tredici vicarie della Diocesi di Bari – Bitonto e il sette parrocchie e quali attività comuni vengo-
rappresentante, o meglio, il vicario in carica è don no svolte?
Vito Marziliano, parroco della Parrocchia San Giusep- Sono vicario da tre anni e ho raccolto una tradizione
pe nel quartiere Madonnella. positiva degli anni precedenti in cui si è lavorato in-
Con il semplice desiderio di sapere qualcosa di più sieme per momenti formativi comuni, sulla pastorale
sulla struttura della nostra Chiesa don Vito, ha parla- catechetica, giovanile e caritativa. Dalla visita pasto-
to in modo molto preciso e puntuale tentando di de- rale del vescovo, recentemente vissuta con entusia-
scrivere il modo di vivere la fede e le comunità par- smo nelle comunità, abbiamo ricevuto in consegna
rocchiali nella cittadinanza, anche nel periodo natali- l’impegno a sviluppare meglio la pastorale giovanile
zio che sta per aprirsi. e l’attenzione agli immigrati, cosa che nelle singole
parrocchie è oggetto di attenzione, ma a livello vica-
La prima domanda mi sembra d’obbligo; forse riale deve ancora decollare.
molti non conoscono chi è il vicario. Allora qual
è il suo compito? Che tipo di ruolo svolge co- Conoscendo la situazione generale delle Par-
me? rocchie, può riassumerne le loro necessità in-
Innanzitutto un passo indietro; bisogna risalire al combenti?
Concilio Vaticano II che ha ripreso la definizione di Innanzitutto l’evangelizzazione a tutto campo. Infatti
“Chiesa – Comunione”, facendone il faro luminoso nel centro cittadino si avvicendano una grande varie-
per orientare anche l’aspetto organizzativo della vita tà di persone, ci sono tante istituzioni con cui dob-
ecclesiale. Diversamente da quelle di una “Chiesa biamo essere in dialogo, dobbiamo rispondere all’in-
Comunione” ci sono sempre state delle forme di or- sistente richiesta di aiuto dei tanti poveri che bussa-
ganizzazione e di espressioni più separatiste e indivi- no alle nostre chiese e poi c’è il confronto con il pro-
dualiste a livello soprattutto pastorale, nei program- blema dell’apertura domenicale dei centri commer-
mi delle singole comunità, rispetto al cammino della ciali e dei negozi nella domenica e nei giorni di feste
diocesi e della Chiesa italiana. Il vicariato si pone religiose, col relativo impegno educativo nei riguardi
perciò come punto intermedio tra la diocesi e le par- dei nostri fedeli che non hanno ancora colto la sfida
rocchie: ha il compito di mettere insieme a livello alla fedeltà all’Eucarestia domenicale, che essi rice-
pastorale le parrocchie dello stesso territorio che, si vono dalle attuali leggi di mercato.
suppone, vivano gli stessi problemi, perché operino
ci concerto, mettendo a disposizione le caratteristi- Come giudica la vita di fede della gente che vi-
che positive di ciascuna. Certamente è un ideale ver- ve nel centro cittadino?
so cui continuare a camminare con fedeltà e costan- Risposta difficile: solo Dio conosce il cuore di ogni
za. credente. Tuttavia si può parlare osservando l’este-
riorità della fede, una esteriorità che è simile a quella
E’ il vicario della seconda vicaria, la quale uni- della maggior parte degli italiani. Certo, c’è una fetta
sce le parrocchie del centro cittadino. Esserne il di fedeli che segue intensamente l’offerta spirituale e
rappresentante ha una certa importanza? formativa della parrocchia, ma ci sono tanti che non
Non so se per importanza intendi il senso che il mon- sono raggiunti da essi e mostrano segni evidenti di
do dà a questo termine: prestigio, fama, potere. In “denutrizione spirituale e di malnutrizione”. Nella de-

14 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


INTERVISTIAMO… CI - a cura di Luigi Laguaragnella

nutrizione inseriamo la carenza di fondamenti della LA SCHEDA DI DON VI-


fede, verità cristiane sconosciute e inganno della sa- TO MARZILIANO
cra scrittura. Nella malnutrizione inseriamo un ecces-
so di culto e devozionismo e culto ai morti staccato Don Vito Marziliano nasce
dal mistero pasquale. a Sannicandro di Bari il
22/09/1951.
Inizia il periodo d’Avvento e con esso impazza Frequenta gli studi ginna-
lo shopping natalizio da parte di tante persone. siali e liceali al Seminario
Cosa si sente dire in qualità di vicario e sacerdo- Arcivescovile di Bari e
te attivo nel centro città? quelli teologici al Pontifi-
Un’osservazione, a mo di battuta, sarebbe: “Ma non cio Seminario Regionale
avete di meglio da fare? E poi: volete, a tutti costi, di Molfetta; è ordinato sacerdote il 20 aprile del 1976.
liberarvi dei pochi risparmi? Pensateci bene!” Seria-
Licenziato in Teologia alla Pontificia Università Latera-
mente direi: “Come è possibile accettare che tutte le
nense di Roma, ha svolto il suo ministero per diversi
cose belle della nostra fede cristiana siano travisate e
anni come educatore dei Seminaristi nel Seminario di
distrutte dal tritacarne dell’impero del denaro? Mi ri-
Bari, successivamente ha esercitato il compito di vice-
ferisco al fatto che l’usanza del fare doni derivi dalla
parroco alla Parrocchia di Santa Maria Maddalena in
gioia del dono per eccellenza fatto all’umanità da Dio:
Bari e, contemporaneamente, di Assistente diocesano
un Bambino che ci è stato dato e che è nato per noi.
dei Giovani di Azione Cattolica.
Bastava che ognuno ponesse ai propri cari, solo un
semplice segno del proprio amore, senza eccedere; In seguito è divenuto responsabile diocesano della
ma per questo appunto ci vuole la fede. Pastorale Liturgica, collaborando nel frattempo con la
Parrocchia di San Marcello in Bari .
Può ritenere che nonostante il circolo consumi-
Ha insegnato Religione per due anni nella Scuola Me-
stico tra le vie commerciali, tendenzialmente le
dia Statale “Michelangelo” di Bari e per 15 anni nel
persone riescono a vivere il periodo di Natale
Liceo Classico Statale “Socrate” di Bari, contempora-
sotto l’ottica della fede cattolica?
neamente ha insegnato "Antropologia Teologica"
La gente, purtroppo, è preoccupata per i propri pro-
nell'Istituto di Scienze Religiose di Bari.
blemi, distratta da tante evasioni della vita contem-
poranea e slegata dalla vita della comunità religiosa; Dal 3 ottobre del 1992 è parroco della Parrocchia di
non ha concretamente la possibilità di respirare la S. Giuseppe in Bari e responsabile diocesano del Ca-
spiritualità dell’Avvento. Comunque le parrocchie do- tecumenato per giovani e adulti non cristiani che vo-
vrebbero attivare la fantasia per creare segnali di ri- gliono diventare cristiani.
chiamo alla bella esperienza dell’Avvento, che, a pen- Da circa 3 anni è Vicario zonale della II Vicaria della
sarci bene, corrisponde all’atteggiamento permanente Diocesi di Bari - Bitonto.
di tutta la vita cioè, a saper guardare avanti, attende-
re, sperare, e quindi realizzare.

Beata Vergine Sacro Cuore San Giuseppe Santa Croce

Immacolata

Preziosissimo Sangue San Ferdinando Sant’Antonio

in San Rocco

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 15


LOOKING AROUND... - a cura di Pietro De Nicolo

25/12: E’ LA VERA DATA DI NASCITA DI GESU?


La data di nascita di Gesù è reale o inventata?

Q
uesta ricostruzione della data di nascita di astronomica, richiamandosi ai passi del Vangelo di
Gesù è la versione più recente e attestata. Matteo.

Chi stabilì che Cristo nacque nell’anno 1 fu Matteo era un uomo istruito formatosi alla scuola dei
il monaco Dionigi il Piccolo nel secolo VI, al Caldei, i più competenti in materia di astronomia. In
quale risultava dai suoi calcoli che fosse nato in cor- nessun testo religioso orientale o occidentale, com-
rispondenza dell’anno 754 dalla fondazione di Roma. presi i 72 Vangeli, tra riconosciuti ed apocrifi, si parla
La sua datazione fu poi adottata come inizio dell’era di cometa o di stella in occasione della nascita con
cristiana dal monaco Beda il venerabile nel 725 d.C. esclusione di quello di Matteo.
ed è la datazione attualmente in uso.
Solo gli annali cinesi registrano un fenomeno lumino-
Gli storici hanno ampiamente dimostrato che è una so proprio nel 7 A.C.
data errata, anche
Matteo parla di
basandosi sul
una grande stella
Vangelo di Matteo
luminosa e così
(3,16) dove l’e-
scrive: “I Magi
vangelista raccon-
partirono verso
tava che Erode
Occidente seguen-
decise la strage di
do la direzione
tutti i bambini pri-
della grande stella
mogeniti sotto i
luminosa che indi-
due anni. Di Erode
cava loro la via
si conosce la data
verso Gerusalem-
della morte, che
me, ma non tro-
avvenne nel 4
varono nulla. So-
A.C. pochi giorni
stando nella notte
prima dell’eclisse
e con gli occhi fis-
del 13 marzo.
si in cielo, si ac-
Luca, nel suo Van- corsero che la
gelo, scrive che Gesù era nato durante il censimento stella questa volta indicava la nuova direzione, verso
di Quirino, funzionario romano in Siria. Quirino però sud, verso Betlemme” In pratica i Magi si videro indi-
fece due censimenti, uno nel 6 d.C. come Governato- care prima Gerusalemme (ovest), poi Betlemme
re, l’altro nel 6 a.C. come funzionario insieme a San- (sud).
zio Saturnino. Gli storici prendono quindi il 6 A.C.
Gli astronomi utilizzando la simulazione al computer
come data di riferimento per ulteriore indagine.
sono riusciti a riprodurre il fenomeno celeste che av-
Quando nel 330 d.C. l’imperatore Costantino stabilì venne sui cieli notturni della Palestina: non si tratta-
la celebrazione in tutto l’impero del Natale cristiano va di una stella, men che meno cometa, ma di una
in luogo della festa del Sol Invictus (in occasione del- straordinaria congiunzione dei pianeti Giove e Satur-
le cerimonie per la nuova capitale dell’impero, Bisan- no, che per diffrazione della luce risultavano 5 volte
zio) accadde che il Natale fu celebrato due volte in più luminosi della somma delle singole sorgenti, co-
quell’anno: il 6 gennaio come da tradizione in Bisan- me due volte la luna piena. Questi due pianeti appar-
zio e poi ancora il 25 dicembre come da decreto im- vero in cielo così vicini da sembrare una unica stella:
periale che fissava il definitivo cambiamento. Così è un fenomeno che si ripete ogni 854 anni.
l’anno 1079 dalla fondazione di Roma diventa l’anno
Giunti su Gerusalemme, Giove e Saturno apparvero
1080, grazie a questa doppia celebrazione.
spostarsi a sud verso Betlemme
I ricercatori hanno quindi stabilito l’anno di nascita di
Era la notte del 13 novembre dell’anno 7 a.C.
Cristo nel 7 a. C.; poi hanno cercato la conferma

16 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


ZOOM DI POST@ - a cura della redazione

IL CHIOSCO DEI GELATI

Raccolgo l'invito di don Benedetto, nel suo editoriale, ad esprimere un'opi-


nione in merito a quanto accaduto in piazza Risorgimento a proposito dei
gelati..... non consumati.
Da cittadino, da cattolico, da parrocchiano e da rappresentante delle Istitu-
zioni del territorio Circoscrizionale, non posso che essere indignato di quan-
to accaduto e come tale non posso girare la testa dall'altra parte e far finta
che il problema sia di pertinenza del malcapitato gelataio ambulante!
Non voglio entrare nel merito se la scelta di distribuire gelati in uno spazio
pubblico – in presenza di un esercizio commerciale deputato anch'egli alla
vendita – possa essere stata azzardata o inopportuna o possa essere consi-
derata un “affronto” nei confronti di chi gestisce l'esercizio, ma il fatto grave
è che c'è stata una aggressione ad un uomo, in presenza di bambini e di una intera comunità parrocchiale, solo perché si
ritiene di avere l'esclusiva alla vendita dei gelati in quella piazza. Ammesso e non concesso che ciò possa essere vero,
non spetta certo ad un altro cittadino il diritto di far rispettare la Legge, bensì alle Forze dell'Ordine, gli unici autorizzati
ad intervenire per l'occasione. Certo sarebbe comodo far finta che il “problema” sia di pertinenza solo del malcapitato
gelataio, perché ciò ci solleverebbe da tanti impacci ed impicci. L'episodio mi fa ricordare il racconto del buon samarita-
no, dove il malcapitato di turno rimane per terra – solo - nonostante siano passati accanto il sacerdote, il levita, ecc..
In parrocchia abbiamo spesso discusso e celebrato personaggi che hanno dato la vita perché si sono ribellati alla mafia.
Se vogliamo, pur nella dimensione limitata che il fatto rappresenta, siamo di fronte ad un atteggiamento di stampo ma-
fioso. Se vuoi utilizzare la piazza, a seconda dell'attività che vuoi svolgere, non basta chiedere autorizzazione all'autorità
pubblica, ma di volta in volta devi concordarla con il chioschetto, l'edicolante, il panificio, ecc., ossia con l'autorità che di
fatto gestisce lo spazio pubblico. I cittadini onesti che accettano ciò, di fatto, sanciscono la legittimità di queste nuove
autorità.
Caro don Benedetto, il problema che hai giustamente sollevato non è più solo tuo, ma di una intera comunità di cittadini,
e per questo non ritengo utile e risolutivo che tu ti rechi personalmente da queste persone per chiarire. Piuttosto propon-
go che si faccia un esposto al Prefetto, al Sindaco ed al Comandante della Polizia Municipale, a firma di tutti coloro che
condividono tali motivazioni, per denunciare quanto accaduto e per pretendere il rispetto delle regole dello Stato civile.
Il dovere morale della denuncia non esclude l'azione pastorale per recuperare la pecorella smarrita.
Domenico Conticchio

Questa lettera di Domenico Conticchio era pervenuta in redazione subito dopo l’editoriale di Don Benedetto pubblicato su
“Occhio alla Parrocchia” di maggio 2010. Per motivi di spazio e di programmazione editoriale non eravamo riusciti a pub-
blicarla interamente. Ci scusiamo con i lettori e con l’autore.

L’ORATORIO “SAN GASPARE” VINCE IL QUADRANGOLARE!


Tutta la squadra dell’oratorio si è divertita molto durante il quadrangolare di calcio che ha concluso la Missione Popolare
lo scorso 14 novembre. Contro le altre squadre (del catechismo e degli scout) abbiamo mostrato tutto il nostro talento.
Durante le nostre partite, in cui abbiamo segnato numerosi gol, i missionari erano soddisfatti di noi; e poi, attorno a noi
c’era tantissimo entusiasmo soprattutto dei genitori. La nostra squadra dell’oratorio ha disputato due partite vincendole
meritatamente entrambe. Ci siamo impegnati molto, soprattutto al momento della finale contro una delle due squadre di
catechismo. Dopo la vittoria in finale abbiamo cantato cori per il nostro mister Quirino (Riino) Diamanti che è arrivato
proprio nel momento più importante del quadrangolare. Mancava il suo fiato su tutta la squadra con tutti i suoi moduli
degni di mister Ventura!
Al momento della premiazione, avvenuta dalle mani dei missionari eravamo così contenti che addirittura abbiamo lancia-
to le nostre magliette verso il pubblico! E allora non ci viene che da dire, ringraziando Marcello Surace per la sua disponi-
bilità e per il suo affetto, FORZA L’ORATORIO SAN GASPARE!

La squadra dell’Oratorio

ATTENZIONE: SUL PROSSIMO NUMERO DI “OCCHIO ALLA PARROCCHIA” IN QUESTA PAGINA PUBBLICHEREMO ALCUNE DELLE LETTERE CHE I
BAMBINI FARANNO PERVENIRE A BABBO NATALE TRAMITE LA LETTERA CHE AVETE TROVATO ALLEGATA A QUESTO NUMERO.
I PAPA’ E LE MAMME POTRANNO IMBUCARE LE LETTERE NELLA CASSETTA DELLA POSTA DELLA PARROCCHIA IN VIA PUTIGNANI, 237…
A RECAPITARLE A BABBO NATALE CI PENSEREMO NOI!

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 17


LIBERA...MENTE - a cura della redazione

LA VECCHIETTA CHE ASPETTAVA DIO


La vita di ognuno di noi è intessuta di attese. Si tratta di una esperienza importante e di grande valore edu-
cativo. Consapevole di ciò, la Chiesa ha fissato un tempo per ravvivare questo 'stato' fondamentale nella vita
del cristiano: il tempo dell'Avvento.
La storia sottolinea che Dio è sempre sorprendente... è possibile incontrarlo in tanti modi, ma in modo parti-
colare nelle persone che ci avvicinano tutti i giorni.

C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la
voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò
a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo
di Dio.
Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le
chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho
proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in fac-
cia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire.
Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro
soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E
chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e ma-
le in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un mo-
mento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero.
"Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzi-
ta. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamen-
te delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le
apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi
hai ricevuto".

Bruno Ferrero

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18 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010


LIBERA...MENTE - a cura della redazione

AUGURI SCOMODI
Non obbedirei mai al mio dovere di Vescovo, se vi dicessi «Buon Na-
tale» senza darvi disturbo. Io invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l’idea di dover rivolgere auguri inno-
cui, formali, imposti dalla «routine» di calendario. Tanti auguri sco-
modi, allora! Gesù che nasce per amore, vi dia la nausea di una vi-
ta egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di
inventarvi un’esistenza carica di donazione, di preghiera, di silen-
zio, di coraggio.
Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire
il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non
avrete dato ospitalità ad uno sfrattato, a un povero marocchino, a
un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la
carriera diventa l’idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vo-
stri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del
suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie na-
talizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della
spazzatura o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, distur-
bi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocir-
cuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sof-
ferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute,
senza lavoro.
Gli Angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace
di vedere che, poco più lontano di una spanna con l’aggravante del vostro complice silenzio, si
consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili,
si condannano i popoli allo sterminio della fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’
indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una gran luce» dovete partire
dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scal-
dano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporati-
ve.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» scrutando l’aurora, vi diano il
senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino un desi-
derio profondo di vivere poveri: che poi è l’unico modo per morire ricchi.
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!

Vostro.

Don Tonino Bello, vescovo

OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010 19


DAI NOSTRI GRUPPI - a cura del Centro di Ascolto

Avvento di carità
RICORDATI DI FARE LA SPESA!
Un piccolo gesto per aiutare chi ha bisogno.
L'attività del Centro di Ascolto si è rivelata in questi anni un elemento insostituibile
per consentire a tante famiglie in condizione di disagio di poter contare su un gesto
di grande solidarietà.
Ed è per questo che i volontari del Centro di Ascolto “Don Pietro Mercurio” anche
quest’anno, in prossimità del Santo Natale, promuovono l’iniziativa di solidarietà
“AVVENTO DI CARITÁ” rivolta alle famiglie indigenti della nostra Comunità Parroc-
chiale.
I volontari chiedono di contribuire con un pacco di generi alimentari contenente:

• 1 BOTTIGLIA DI OLIO DI OLIVA DA LITRO


• 2 KG DI PASTA (FORMATI DIVERSI E NON “PASTA FRESCA”)
• 1 PASSATA DI POMODORO O 1 BARATTOLO DI POMODORI PELATI DA 1 KG
• 2 CONFEZIONI DI LEGUMI (SCEGLIERE TRA LENTICCHIE/CECI/ FAGIOLI)
• 1 CONFEZIONE DI TONNO
• 2 LITRI DI LATTE INTERO A LUNGA CONSERVAZIONE
• 1 KG DI ZUCCHERO
• 1 PACCO DI CAFFÈ
• 1 PACCO DI BISCOTTI
• 1 PANETTONE O 1 PANDORO
• OMOGENEIZZATI, BISCOTTI E PASTINA PER LA PRIMA INFANZIA

E’ opportuno far pervenire il “pacco dono” in Parrocchia


entro e non oltre Domenica 12 Dicembre.

Un ringraziamento particolare a chi vorrà contribuire con grande ge-


nerosità a quest’iniziativa.

«La Carità è il dono più grande che Dio


ha fatto agli uomini…
perché è amore ricevuto e amore donato»
(Benedetto XVI, in “Caritas in Veritate”)

20 OCCHIO ALLA PARROCCHIA - NOVEMBRE_DICEMBRE 2010