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Gli Adelphi della dissoluzione

Di Maurizio Blondet

Titolo. Gli Adelphi della Dissoluzione


Autore: Maurizio Blondet
Edito - effedieffe edizioni

Introduzione

In ogni tempo e sotto ogni latitudine, imperi d'ogni genere hanno costruito mura contro le tenebre esteriori: dal
Vallo Adriano alla vittoria di Carlo Martello a Poitiers, fino allo sforzo per respingere i Turchi sotto Vienna solo tre
secoli orsono, negli estremi momenti ogni impero - per quanto imperfetto - incarnò in sé un archetipo irresistibile:
quello di un potere politico assistito da una luce metafisica, che difende un cosmo sacro.

Non a caso, la tradi-zione cattolica ha sempre inteso la politica in modo nient'affatto secolarizzato: come un
momento della lotta cosmica, apocalittica e metafisica contro «le Poten-ze» del Lato Oscuro. La storia, per la
Chiesa, sareb-be una meta-storia. Che questa sia stata la visione della Chiesa fino al Concilio Vaticano II è
indubbio.

Ormai però, in troppi punti il tessuto cristiano, usurato e calpestato, si sta strappando. E, da sotto, spuntano gli
antichi dèi arcaici e spietati. Spiegare che cosa si muova in questa faccia oscu-ra è difficile anche solo da
enunciare. Questo libro è, in qualche modo, il risultato di questa ricerca; seguire questo percorso ha significato
per chi scrive e significherà per chi legge di imbattersi in personalità, circoli, storie che si situano tutti - sia caso,
deliberata volontà o inclinazio-ne culturale - in una singolare faccia oscura, che si dovrebbe definire esoterica,
della storia recente.

Oggi, in ambienti insospettabili, si opera in molti modi: ci sono sfere oscure in cui l'eccitazione sensuale si giova
dell'immondo, dell'aberrante, del cadaverico. Ambienti internazionali in cui potere, scienza economica e sodomia
si intrecciano con britanni-ca eleganza, dove anche l'omosessualità è a suo modo una «qualificazione» che apre
le porte di salotti altrimenti riservati. Nelle cerchie di chi sa e può, il laicismo marxista, inteso come «indifferenza»
a Dio, è stato da tempo superato.

Così assistiamo, come fu per il gruppo del banchiere Mattioli, ad un fenomeno ben noto: quello che già
nell'Illuminismo vide il culto della Dea Ragione mescolarsi alla passione per 1'«occulto». Quello per cui nella
Massoneria il razionalismo convive, come con la sua ombra, con i rituali e i simboli esoterici; quello che unisce
filantropismo e pulsioni libertine autodistruttive.

Ma può esserci anche un'altra spiegazione. Forse, a sedurre certi potenti di questo mondo è la doppia faccia, che
la gnosi guénoniana attribuisce al Re del Mondo. Anzi, la faccia di acceleratore della dissolu-zione del ciclo, di
acceleratore della «fine dei tem-pi». È possibile che esseri umani possano consape-volmente mettersi al servizio
di questo scopo?

È possibile. E que-sto insolito miscuglio di Marx e Guénon, di materia-lismo «scientifico» e di prove iniziatiche, dà
una spiegazione per noi rivelatrice: perché «lo scopo al quale deve tendere la specie umana è la progressiva
reintegrazione dei sessi fino a ottenere l'androginìa. L'essere evoluto tende alla bisessualità». E così via,
confondendo e mescolando - in un caos inquietante - i motivi ebraici con quelli dionisiaci e shivaiti.

È a questo scopo che in Italia, nel 1962, Luciano Foà fonda la Adelphi. E ben presto è tracciata la scia culturale,
la via che conduce, dalla Ragione rivoluzionaria, a Dioniso e a Kali. Calasso proseguirà ben presto e con una
coerenza che definiremmo abissale il ruolo del fondatore di Adelphi.

Ma in questo testo non si parla solo di spiritismo o di occultismi e magie. Qui, si tenta anche di tracciare le
traiettorie secondo cui queste cerchie, culturali e di potere finanziario, pratichino un'arte di governo: un'arte di
governo «particolarissima», ma le cui manifestazioni sono «più frequenti di quanto si creda»: eventi mondiali del
ventesimo secolo, che paiono impli-care straordinarie capacità mondiali di controllo degli stati d'animo collettivi, in
vista di scopi anch'essi mondiali.

Il motivo di questo saggio è proprio quello di voler creare nel lettore intelligente una presa di coscienza. Tener
fermo il livello della coscienza desta è il solo vero antidoto contro le morbide atmosfere che vengono diffuse nella
cultura; gli états d'esprit infetti trovano un argine nell'attenzione.
Ma soprattutto, l'intento di quest'opera è indagare a fondo la teologia degli avversari mo-derni intenti a perseguire
l'opera di dissoluzione - un «Ordine delle Tenebre» votato ad accelerare la Disgregazione - e, in definitiva
dunque, dell'Avversario permanente. Qui stiamo scandagliando il dominio di quelle potenze tenebrose che non a
caso la tradizione chiama «potenze dell'aria»: dove «l'aria», mobile e fluttuante, è simbolo dei mutevoli stati
psichici.

Forse vi-viamo davvero sull'orlo dei tempi ultimi. E sappiamo che cosa aspetta i credenti: la resistenza eroica al di
là di ogni umana speranza, il martirio. La Chiesa lo sa: è scritto nella sua tradizione.

E fu allora che Cacciari lo disse. «Il Papa deve smettere di fare il katéchon!». Poi, come pentito, precisò: «Voglio
dire che lei, come cattolico, sa come finirà. Verrà l'Anticristo e trionferà, ma sarà sconfitto».