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Diritto Commerciale 11 Aprile 2016

Lezione 8

L’altra volta, avevamo iniziato a studiare il diritto societario , in particolar modo avevamo parlato del
contratto di società e della fonte del rapporto societario , poi avevamo fatto la distinzione fra società e
comunione sul piano del regime giuridico. Quindi, questo lo avevamo detto come premessa al nostro studio.
Abbiamo anche detto alla fine della lezione, che la fonte del rapporto societario si può pure rinvenire in
comportamenti concludenti, in fatti concludenti , e questa è l’ipotesi delle società di fatto, cioè delle società
che sono tali perché presentano tutti gli elementi dell’art. 2247 del codice civile , però la loro fonte non è in
un contratto , ne nella legge , ne in un atto unilaterale, ma è direttamente nei comportamenti concludenti di
due o più soggetti che si comportano come se sono soci anche se formalmente non c’è nessuna investitura
relativamente a questo rapporto . Quindi questo riguarda le società di fatto .
Le società di fatto invero si chiamano anche , sono anche, vicende anormali o anomale del rapporto
societario .Vicende anomale del rapporto societario sono le società di fatto perché manca la fonte ,quindi la
fonte è una fonte fatto ,poi vicende anormali sono anche le società mascherate ,cioè quelle società in cui
abbiamo tutti gli elementi ma manca l’esercizio in comune dell’attività economica perché ci si limita al
godimento , come per esempio nelle società immobiliari, quelle società ovviamente che si limitano al
godimento e che il legislatore ci dice sono regolate dalle norme sulla comunione ex art 2248 del codice civile.
Altre vicende anormali sono le società occulte e le società apparenti.
Ora, le società occulte che cosa sono? Le società occulte si chiamano anche società interne o società segrete
, società nascoste , cioè il rapporto sociale esiste nella sostanza , un rapporto con gli elementi dell’art 2247
del codice civile ,quindi c’è tutto, c’è il contratto ,ci sono i conferimenti , c’è l’esercizio in comune dell’attività
economica, c’è lo scopo lucrativo c’è tutto, però accanto a questo contratto di società e questo rapporto di
società , c’è un accordo fra i soci ,un accordo in forza del quale ,il rapporto sociale va tenuto nascosto
all’esterno, quindi all’esterno non deve apparire che esiste la società , ma all’esterno c’è soltanto un soggetto,
che può essere uno dei soci o può essere un terzo incaricato dai soci , che agisce in nome proprio ma
nell’interesse della società , questo terzo si chiama anche prestanome , si chiama testa di legno , si chiama
uomo di paglia ,cioè è un soggetto che agisce nell’interesse della società ma non spende il nome della società,
perché dichiara di agire per se, quindi agisce in nome proprio , anche se poi in realtà lo fa nell’interesse della
società. Quindi questo è lo schema attraverso il quale opera la società occulta ,cioè la società tenuta nascosta
dietro questa testa di legno ,di questo soggetto che opera con terzi, perché c’è un accordo ben preciso fra i
soci che è il rapporto fatto tutto segreto. Ora dobbiamo chiederci, ma perché esistono le società
occulte?magari, le società occulte sono formate da persone che hanno delle incompatibilità e quindi il
rapporto non può essere esternalizzato ,perché queste incompatibilità diventerebbero evidenti ai terzi ,
oppure ci sono persone che vogliono partecipare ad una determinata attività di impresa ma per la posizione
che ricoprono non vogliono farlo sapere a terzi e quindi ecco che nascono questi fenomeni . Quindi, quando
si parla di società occulte non dobbiamo pensare a società di maghi ,a cose segrete di questo tipo ,quelle
anche possono esserlo ma in realtà le società occulte sono società nascoste ,cioè società in cui uno o più
soci non vogliono comparire all’esterno ,cioè non vogliono fare apparire all’esterno che partecipano ad una
determinata attività sociale e per questo c’è un accordo per tenere nascosta la società .
Peraltro dobbiamo comunque distinguere , riguardo a questa fattispecie, la società occulta dai soci occulti di
società palese , ossia i negozi della società occulta l’intero rapporto sociale e tenuto nascosto ai terzi quindi
la società è occulta e pure i soci sono occulti. Quindi nei confronti dei terzi non deve risultare che esiste
questa società , questo è l’accordo.
Diverso è il discorso quando abbiamo una società che è palese e vi sono alcuni soci occulti , cioè tenuti
nascosti ,cioè soci che non risultano all’esterno,non risultano dal registro delle imprese ,vanno tenuti nascosti
perché non vogliono apparire ,quindi sono due fenomeni diversi ,tant’è vero che il legislatore pur avendo
soltanto per limitati aspetti preso in considerazione la società occulta distingue comunque queste due
vicende.
La società apparente invece è il fenomeno esattamente opposto alla società occulta , è come il rapporto che
c’è tra società occulta e società apparente, è identico a quello che c’è fra società di fatto e società
mascherata,è la stessa cosa perché nell’ipotesi della società occulta , la società c’è ma non deve apparire
all’esterno , viene tenuta nascosta ,invece nel caso della società apparente ,la società non c’è ma appare
all’esterno , cioè all’esterno appare un qualcosa che in realtà non esiste ,nella società occulta invece
all’esterno non appare quello che in realtà esiste.
È lo stesso rapporto che c’è tra società di fatto e società mascherata.
La società di fatto è una società che c’è , quindi si fonda su comportamenti concludenti , quindi non è
formalizzata ma c’è.
La società mascherata invece è una società che è perfettamente formalizzata ma in realtà poi nella sostanza
non è una società perché non esercita in comune nessuna attività economica , perché si limita al godimento
dei beni. Quindi l’una è l’inverso dell’altra.
Ora, nell’ipotesi della società apparente che cosa succede? Succede che può capitare che due o più soggetti
tengano dei comportamenti che all’esterno possono ingenerare il convincimento nei terzi che fra di loro
esiste una rapporto sociale quando in realtà non c’è , quindi non è una società di fatto , non è che queste
persone si comportano uti soci, non formalizzano il rapporto, ma si comportano uti soci e lo fanno vedere
all’esterno, non è così, questi soggetti non hanno alcun tipo di rapporto sociale, né di fatto e né di diritto ,
però tengono dei comportamenti magari che hanno un tasso di equivocità tale da ingenerare la convinzione
di terzi che fra di essi vi sia un rapporto sociale fra questi soggetti quando invece in realtà non c’è. Ora qui il
punto quale’è? La società riguardo a queste quattro fattispecie , come abbiamo detto , la società mascherata
trova una sua disciplina fin dal ’42 nel codice che è l’art.2248, che ci dice che si applicano a queste società le
norme sulla comunione perché manca l’elemento dell’esercizio in comune e quindi è una comunione . La
società di fatto ,quindi, viene equiparata alle società irregolari , cioè che non sono iscritte nel registro delle
imprese come vedremo , e la relativa disciplina è quella sulle società irregolari a seconda che, come poi
vedremo, svolga o meno un’attività commerciale e fin qui il quadro è pacifico.
Più complesso è il discorso riguardo a società occulte e società apparenti perché nel nostro ordinamento ci
si è chiesti per decenni se le società occulte fossero ammesse , fossero delle vere società e avessero una
rilevanza sul piano del diritto societario e quale disciplina si applicava a queste società occulte, questo era il
punto. Allora, c’erano e ci sono delle norme dalle quali in passato si cercava di ricavare l’ammissibilità delle
società occulte , per esempio la norma sulla responsabilità dell’institore solidale col preponente ,la norma di
quell’art 147 della legge fallimentare che prevede il fallimento in estensione ai soci occulti di società palese
fin dal ‘42 ma non prevedeva fino al 2007 il fallimento delle società occulte.
Da queste norme si cercava di ricostruire un’impostazione secondo la quale le società occulte erano
ammissibili nel nostro ordinamento ma con grandi difficoltà non c’era una norma che espressamente
ammetteva le società occulte e quindi stabiliva il loro regime .
Questo problema, diciamo è stato affrontato dal legislatore solo con la riforma fallimentare del 2006- 2007.
Perché vi domanderete , le società occulte vengono riconosciute adesso dalla legge fallimentare e non dalla
legge societaria?perché il momento in cui emergono questi rapporti è in sede di fallimento. Quando c’è un
fallimento , infatti di un imprenditore individuale è quello il momento in cui si va a scavare al di sotto di
questa attività ,quindi a 360 gradi e si può scoprire in realtà che questa persona era una testa di legno e
copriva dietro le sue spalle una società occulta , quello era il momento in cui questo tipo di accertamento
può avvenire.
Allora, il legislatore del 2006 ha introdotto un quinto comma all’art. 147 della legge fallimentare in cui ci dice
che se fallisce un imprenditore palese e si scopre dopo il fallimento che questo imprenditore in realtà agiva
per conto di una società nascosta dietro questo imprenditore anche se in nome proprio, il fallimento si
estende anche alla società occulta . Quindi questo vuol dire che il legislatore riconosce l’ammissibilità delle
società occulte nel nostro ordinamento agli effetti ovviamente delle legge fallimentare ma comunque le
riconosce , e questo è avvenuto solo nel 2006 , cioè una decina di anni orsono quasi. Quindi quando venne
approvata la riforma fallimentare che ormai sono quasi 10 anni.
Le società apparenti invece non sono , non hanno un espresso riconoscimento nel nostro ordinamento ,
anche questo fenomeno è stato rinvenuto all’interno ovviamente nell’ambito delle procedure concorsuali ,
cioè questa esigenza di valorizzare l’apparenza di società ed essenzialmente perché? Il punto qual è? Il punto
è tutelare i terzi. Il legislatore si preoccupa di tutelare i terzi che entrano in contatto con le società ,se il terzo
entra in contatto con l’imprenditore individuale , il quale nasconde alle sue spalle una società , per meglio
tutelare il terzo ,il legislatore stabilisce che il fallimento dell’imprenditore individuale si estende alle società
in maniera tale il patrimonio su cui i creditori possono rifarsi sia più ampio , questa è la logica .Alla stessa
maniera ci si è posti il problema ,ma se due o più soggetti si comportano come se danno l’impressione
all’esterno di essere soci ,anche se poi in realtà non lo sono e un terzo fidando in questo convincimento fa
credito a questi soggetti . Allora, il terzo deve avere tutela nei confronti di questa situazione ? la risposta che
si da è si ,purché il terzo sia di buona fede ,cioè il terzo non sappia che in realtà fra questi soggetti non vi è
un rapporto sociale, quindi il terzo di male fede non viene tutelato, e questo come può accadere? Secondo i
principi dell’apparenza del nostro ordinamento giuridico ,per es. nel nostro ordinamento c’è un articolo il
1189 che riguarda il pagamento al creditore apparente ,quindi il legislatore ci dimostra che da rilievo
all’apparenza nell’ambito del nostro ordinamento ancora più che alla sostanza e il presupposto di questa
norma è la buona fede da parte del debitore alla stessa maniera si ritiene che se un soggetto fa credito ad
una società apparente ed è in buona fede , deve avere tutela nei confronti di questa società e come?
Ovviamente anche attraverso il corso alle procedure concorsuali , compresa la possibilità di far fallire la
società apparente che abbia fatto, che abbia contratto un debito nei confronti di questo soggetto.
Quindi questi sono proprio i casi limite ,le vicende anormali del rapporto sociale, anormali perché manca uno
degli elementi di quell’art. 2247 , ora la fonte quindi che è un fatto nelle società di fatto ,ora l’esercizio in
comune dell’attività economica nelle società mascherate , ora l’esternalizzazione del rapporto nelle società
occulte ,ora invece manca il rapporto sociale,quindi nelle società apparenti ,quindi c’è solo un’apparenza
all’esterno e basta ,quindi queste vicende sono classificate come vicende anomale del rapporto sociale.
Ora, vediamo meglio di esaminare i vari elementi essenziali delle società ,quindi in generale di tutte le
società.
Ora ,vi dissi riguardo alla fonte contrattuale ,il contratto, vi dissi l’altra volta , è un contratto di collaborazione
, non è un contratto di scambio , è un contratto di collaborazione come i contratti associativi, di cui al I° libro
del codice civile, la differenza sta nello scopo , che qui è uno scopo lucrativo o mutualistico o consortile ,
comunque non è lo scopo degli enti di cui al I° libro del codice civile ossia delle associazioni e poi l’altra
differenza sta nella struttura particolare del rapporto sociale che deve presentare tutti gli elementi dell’art.
2247 del codice civile .
A questo punto, prima domanda: Ma il contratto di società è un contratto per cui è prevista una forma
particolare oppure è a forma libera? Questa è la prima domanda che ci dobbiamo porre. Allora, in linea di
principio, il contratto di società è a forma libera,tanto è vero che si ammettono pure le società di fatto, che
nel contratto non c’è e sono riconosciute come società , ma questo in linea di principio .
Che cosa può accadere ad esempio? Ad esempio,che in una società si conferiscano immobili e allora in quel
caso ci vuole per forza una forma scritta perché il trasferimento di immobili che sia attraverso il conferimento
richiede la forma scritta ai senti dell’art. 2350 del codice civile a pena di nullità, ci vuole per forza la forma
scritta .
Poi per quanto riguarda le società che adesso vedremo, si chiamano società di persone, la forma del contratto
di società è richiesta ma non come forma a pena di nullità la forma scritta , ma si prevede una forma di atto
pubblico o di scrittura privata autenticata che sono funzionali , come nel caso del trasferimento dell’azienda
all’iscrizione nel registro dell’impresa. Quindi forma propedeutiche all’iscrizione , alla regolarizzazione della
società in difetto di queste forme , in difetto di contratto , si avrà una figura di società di fatto , comunque di
società irregolare , e quindi la società viene ad esistenza lo stesso .
Le società di capitali invece, la forma è prevista, la forma dell’atto pubblico del contratto di società o più in
generale dell’atto costitutivo, è prevista a pena di nullità , tant’è vero una delle cause di nullità della società
ai sensi dell’art. 2332 del codice civile , la prima in assoluto ,anzi è il difetto di forma solenne dell’atto
costitutivo ,cioè della forma dell’atto pubblico notarile.
Poi con le società abbiamo detto, i soci conferiscono beni e servizi ,quindi un elemento essenziale delle società
sono i conferimenti .
Che cosa sono i conferimenti? I conferimenti sono le prestazioni a cui sono tenuti i soci che sempre in linea
di principio possono avere il contenuto più vario ,quindi denaro,crediti di denaro ,diritti reali o di godimento
, personali o reali su beni, diritti personali , quindi di diverso tipo ,quindi licenze d’uso ,qualsiasi entità
suscettibile di valutazione economica è astrattamente conferibile , questo in linea di principio, perché poi
nelle società di persone noi possiamo conferire tutto quello che vogliamo , nelle società di capitali come
vedremo vi sono dei limiti ben precisi in ordine ai conferimenti , per esempio nelle società per azioni
possiamo avere soltanto conferimenti in denaro e crediti di denaro si intende e in natura , purché siano
imputabili a capitale ,questo nelle società azionarie . Nel S.r.l. , invece, dopo la riforma del 2003 ,i
conferimenti possono avere ad oggetto qualsiasi attività suscettibile di valutazione economica però con delle
cautele che poi vedremo.
ATTENZIONE, con il contratto di società o comunque con l’atto costitutivo della società i soci che
costituiscono questa società si obbligano ad eseguire il conferimento ,quindi fanno la promessa di eseguire
il conferimento , ma il contratto di società si perfeziona non con la materiale esecuzione del conferimento,
è sufficiente solo la promessa o l’impegno di conferire , questo ovviamente in linea di principio , perché poi
nelle società di capitali è necessario che fin dal momento della costituzione almeno un quarto dei
conferimenti in denaro siano versati almeno un quarto e il 100% dei conferimenti in natura , ma in linea di
principio comunque il contratto di società è un contratto consensuale ad effetti obbligatori ,l’unico obbligo
che viene a gravare sui soci è quello di seguire il conferimento. Ora il punto che si pone qui qual è? Possono
verificarsi delle seguenti ipotesi specialmente nelle società di persone , cioè le società tra virgolette più
semplici , quindi più lineari che noi abbiamo.
Può succedere che l’atto costitutivo o il contratto non prevedano quanto ciascun socio deve conferire m non
ci dicano niente ,pensiamo anche all’ipotesi di una società di fatto, non è che c’è scritto da qualche parte
quanto deve conferire ciascun socio , punto numero 1;
punto numero 2 ,si pone un altro problema, il problema dei conferimenti di beni in godimento o comunque
di beni in natura e del loro eventuale perimento ;
altro problema ancora ,se si conferisce un opera o un servizio è possibile che il soggetto obbligato in un
momento successivo non sia più idoneo ad eseguire quell’opera oppure risulti inadempiente .
Ora come affronta il legislatore queste vicende? Allora, il legislatore ci dice : se il contratto di società non
stabilisce o l’atto costitutivo ,quanto ciascun socio deve conferire si presume salvo prova contraria che tutti
i soci debbano effettuare i medesimi conferimenti , e devono conferire che cosa? Quello che gli
amministratori stabiliranno che sia necessario ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale ,cioè quello che
è necessario ai fini di poter svolgere l’attività della società .
Quindi non è una misura prestabilita ,il tutto è rimesso alla valutazione degli amministratori.
Punto numero 2: se è conferito un bene in natura ,per esempio si conferisce un immobile , ma può venire un
terremoto e la casa cade , non c’è più, ora il rischio del perimento su chi grava sul socio che conferisce o sulla
società? E allora il legislatore distingue due ipotesi : se il bene è conferito in proprietà, ossia se la proprietà
della cosa passa dal socio alla società , passa anche il rischio di perimento della cosa . Quindi, oggi il socio si
obbliga al conferimento e magari il conferimento va eseguito in un momento successivo ma nel momento in
cui il socio si è obbligato a conferire quel fabbricato nella società , in quel momento la proprietà del fabbricato
è passata alla società , a partire da quel momento in poi tutto quello che avviene a quella cosa ,quindi il
rischio di perimento della cosa grava sulla società , cioè su chi è proprietario , cioè si fa applicazione delle
norme sulla vendita , è la stessa cosa . Nel caso della vendita dal momento in cui la vendita è perfezionata ed
espiega i suoi effetti ,anche se non c’è la consegna il rischio del perimento grava sul compratore , la stessa
cosa vale per la società.
Nelle ipotesi in cui invece, la cosa viene conferita in godimento , il discorso cambia,perché la proprietà resta
sempre in capo al socio,la società ne può solo godere, quindi l’oggetto del conferimento è il godimento della
cosa,quindi il rischio di perimento grava sul socio perché se la cosa perisce, la società non ne può più godere
e quindi se la cosa perisce ovviamente sia ha una fattispecie di impossibilità sopravvenuta di eseguire il
conferimento .
La stessa cosa accade quando si conferisce un opera o un servizio , ammettiamo il caso che il socio si sia
impegnato a titolo di conferimento a prestare la sua opera alla società per 10 anni , è questo il suo
conferimento ,e se poi il socio cade ammalato e diventa inabile al lavoro come si fa? Si verifica una fattispecie
di impossibilità sopravvenuta di eseguire il conferimento ,quindi anche in questo caso il rischio grava sul socio
, cioè le conseguenze negative nell’impossibilità di eseguire il conferimento non vanno a danno della società
ma si tolgono sul socio tanto è vero che poi come vedremo , la società in tutti questi casi può escludere il
socio ma non nella prima ipotesi ,l’ipotesi in cui il bene passi di proprietà alla società perché il conferimento
è stato eseguito , nel momento stesso in cui si è firmato il contratto di società ; la stessa cosa ovviamente
qualora il socio sia inadempiente al conferimento ,può essere inadempiente per esempio conferisce una cosa
, si obbliga a conferirla ma non esegue la consegna oppure si impegna a fornire la sua opera, il suo servizio e
poi non la esegue , si ha un ipotesi di inadempienza e come vedremo la conseguenza dell’esclusione del
socio. Quindi qui vediamo che il meccanismo è simile a quello della risoluzione contrattuale. La risoluzione
perché può avvenire? O per inadempimento o per impossibilità sopravvenuta. Quindi qui nel diritto delle
società si applica il medesimo meccanismo ,la conseguenza ovviamente non può essere lo scioglimento
dell’intero rapporto sociale ma soltanto limitatamente a quel socio che ne è interessato , ossia l’esclusione
del socio perché l’agire di uno non può influenzare ovviamente i rapporti di tutti .
Ora, i conferimenti nelle società si distinguono in:
- Conferimenti in denaro
- Conferimenti in natura
I conferimenti in denaro sono denaro e crediti di denaro , anche titoli di credito si possono conferire .
I conferimenti in natura sono dei beni fungibili o infungibili comunque diversi dal denaro ,oltre alle
prestazioni d’opera e di servizi ricomprese nelle competenti in natura.
Ora, i conferimenti a loro volta si distinguono in altre due categorie , quindi la distinzione di conferimento in
natura e conferimenti in denaro mi sembra che sia facile da cogliere. Più complessa è un’altra distinzione fra
conferimenti di capitale e non di capitale .
Vi dico subito, i conferimenti in denaro ed i crediti in denaro sono tutti conferimenti di capitale ,tutti..
Per i conferimenti in natura alcuni lo sono e altri non lo sono ,ossia i conferimenti d’opera o di servizi non sono
conferimenti di capitale perché non hanno un valore assoluto che si può attribuire e imputare a capitale ;
diverso il discorso per i conferimenti di beni , quindi se io anziché conferire una somma di denaro in una società
, conferisco un immobile, a quell’immobile si da un valore ,vale 100 e si imputerà al capitale immediatamente
,si stimerà l’immobile e si imputa quel valore al capitale . Non è così per le prestazioni d’opera o di servizi che
non sono immediatamente imputabili a capitale , quindi si dicono conferimenti non di capitale , a meno che
non si verifichi un fenomeno, un procedimento chiamato capitalizzazione , attraverso il quale si attribuisce un
valore assoluto anche ai conferimenti d’opera o di servizi e in quel caso sarebbero imputabili a capitale .
Ora, nel diritto delle società ,sappiate che il capitale è uno degli elementi e degli argomenti centrali.
Che cos’è il capitale? allora in tutte le società tendenzialmente abbiamo due figure che coesistono:uno è il
capitale e l’altro è il patrimonio che non sono la stessa cosa , anzi sono due cose completamente diverse .
Ora qualunque soggetto individuale o collettivo ha un patrimonio , ciascuno di noi ha un patrimonio che è
costituito da beni ,da crediti,da denaro, speriamo di no da debiti . Ecco tutto fa parte del patrimonio della
persona , ognuno di noi ha un patrimonio, attivo o passivo, e questo discorso vale ovviamente anche per gli
enti collettivi , pure le società, le associazioni , i consorzi hanno un patrimonio , tutti ce l’hanno , ed è l’insieme
ovviamente degli apporti dei conferimenti dei soci ,dei consorziati o degli associati che confluiscono in questo
patrimonio ,cioè il patrimonio è la ricchezza complessiva che ha un soggetto , sia esso una persona fisica , sia
esso una società o un altro ente, tutti hanno il patrimonio . quindi fin qui ci siamo .
Diverso è il discorso del capitale .Il capitale invece non è un qualcosa di materialmente tangibile, il patrimonio
è tangibile materialmente , è la ricchezza che ha quel soggetto , i beni che fanno parte del patrimonio , il
capitale invece, che si chiama anche capitale nominale , che cos’è? È un dato contabile , è una posta fissa che
serve a due cose: intanto a misurare il patrimonio ,primo, secondo serve anche a garanzia dei creditori sociali
. quindi ha una funzione di ricchezza e ha una funzione di garanzia. Quindi il capitale è semplicemente un dato
contabile , è una posta fissa nominale , che viene indicata nell’atto costitutivo e può essere modificato solo
attraverso una modifica dell’atto costitutivo , cioè il patrimonio delle società come delle persone fisiche cambia
di giorno in giorno , anzi continuamente si arricchisce o si impoverisce in base alle operazioni che noi facciamo
,se io adesso esco fuori e compro un giornale il mio patrimonio subisce un mutamento perché anziché avere
quell’euro in più ho un giornale , la stessa cosa vale per società , quindi il patrimonio è continuamente in
mutamento , dinamico . Per il capitale non è così, il capitale è una posta fissa , è una cifra,per esempio,
10.000,00 euro , che non muta a meno che non si abbia una modifica dell’atto costitutivo ,e allora ci
domanderemo ma a che cosa serve avere questa posta fissa nell’atto costitutivo?serve anzitutto a pesare il
patrimonio ,cioè a vedere se la società nel corso del tempo guadagna o perde rispetto all’attività che fa e
come si fa a fare questo? Allora facciamo un esempio per capire meglio come funziona il meccanismo alla
base. Pensiamo ad una bilancia, la bilancia si usa per pesare le cose , la bilancia tradizionale com’era formata?
Aveva due piatti , in un piatto si metteva il peso e in un altro piatto si metteva la cosa da pesare , così
funzionava la bilancia ,ora se la cosa da pesare è più pesante del peso , quel piatto va più in basso , viceversa
quel piatto va più in alto. Ora, nelle società l’idea che sta alla base è sempre questa ,cioè bisogna sapere
costantemente o quanto meno a cadenze annuali come vanno gli affari della società ,cioè se la società ci ha
perso o ci ha guadagnato rispetto al patrimonio che aveva inizialmente , e come si fa a stabilire questo? Si fa
pesando il patrimonio , e come lo si pesa? Attraverso una bilancia che è appunto il bilancio sociale , che diventa
bilancio di esercizio , nell’ipotesi ovviamente si società di capitale,che è più semplicistico , che è il bilancio
contenuto nell’inventario nelle società di persone ma l’idea è sempre quella , nel bilancio abbiamo due piatti
, un piatto che è l’attivo e un piatto che è il passivo , che sono i due piatti della bilancia . All’attivo abbiamo il
patrimonio della società che dobbiamo pesare , dobbiamo stabilire quant’è . Al passivo che cosa abbiamo?
Abbiamo i debiti , perché è quello che zavorra il patrimonio e il peso, il peso è il capitale. Ora se i due piatti
stanno in equilibrio vuol dire che il capitale e il patrimonio , ovviamente patrimonio depurato dai debiti si
equivalgono,viceversa vuol dire che la società sia arricchita o ci ha perduto , quindi rispetto al patrimonio
iniziale .
Quindi nell’ipotesi di base ,all’inizio, quindi in fase di costituzione , patrimonio e capitale coincidono quindi
abbiamo i conferimenti dei soci , consideriamo questa ipotesi semplice,ogni socio, abbiamo 3 soci ,ogni socio
conferisce di 10.000,00 Euro , quindi abbiamo 30.000,00 Euro di patrimonio iniziale che coincidono con il
capitale sociale , che è pari a 30.000,00 Euro che è una posta fissa .Passa un anno, pesiamo questo patrimonio
attraverso il bilancio contenuto nell’inventario ,ad es. nelle società di persone per farla semplice e vediamo se
questo patrimonio è inferiore o superiore rispetto al capitale .Se è inferiore vuol dire che c’è una perdita ,se è
superiore vuol dire che c’è un utile , ma questa è l’idea . Ovviamente questa è la funzione di ricchezza che
assolve il capitale, cioè ci permette di misurare anno per anno la ricchezza della società .Poi ha un’altra funzione
vi dissi ,che è una funzione di garanzia perché c’è un divieto di indistribuibilità della porzione di patrimonio
corrispondente al capitale , o indisponibilità. Quindi questo è il divieto.
Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che se il capitale è di 30.000,00 Euro , il patrimonio può essere distribuito
fra i soci solo nella misura in cui e se eccede i 30.000,00 euro . Fino a 30.000,00 euro cioè fino all’ammontare
del capitale , il patrimonio non può essere distribuito . E questo a che serve? Serve a tutelare i creditori sociali
che devono avere la certezza di trovare all’interno della società beni patrimoniali di valore corrispondente
almeno all’ammontare del capitale sociale e su questi beni potranno fare valere i loro crediti , è ovvio, quindi
questa è la funzione di garanzia che assolve il capitale della società .
Capitale, quindi intanto assolvendo a queste funzioni non può essere modificato , ma per essere modificato
richiede una modifica del contratto di società , perché è un elemento indicato nel contratto e solo attraverso
una modifica lo possiamo aumentare o lo possiamo ridurre.
Quindi questi concetti che vi ho espresso , sono concetti che valgono per tutte le società , quindi questo è un
discorso di base che vale, ovviamente man mano che passiamo come vedremo dalle società di persone alle
società di capitali il discorso si fa sempre più complicato perché le regole sono sempre più complesse e più
sofisticate,più stringenti , ma l’idea di fondo è sempre la stessa, cioè la nozione di capitale e la nozione di
patrimonio , così come la nozione di conferimento rimangono sempre uguali per tutte le società.
Ora, andando più nello specifico , vi ho parlato di utile o di perdita.
Ora riguardo all’utile e alla perdita dobbiamo però fare un distinguo. Quindi ammettiamo il caso che la società
svolga la sua attività da anni, se nell’ultimo anno, in quest’ultimo periodo sociale che si chiama esercizio , che
è pari ad un anno o può essere anche inferiore ad un anno ,il patrimonio della società è risultato depauperato
o arricchito rispetto all’ammontare che aveva nell’anno precedente ,in questo caso di parla di un utile o di una
perdita di esercizio, quindi che riguardano quel singolo esercizio . Se però il patrimonio della società risulta
essere arricchito o impoverito rispetto al capitale sociale , rispetto al dato del capitale ,si parla di un utile o di
una perdita netta, che nelle società di persone , nell’ipotesi base coincide con l’utile o la perdita di bilancio.
Ossia, che cosa potrebbe accadere? Potrebbe accadere questo: ammettiamo il caso che una società per sei ,
sette, otto esercizi consecutivi è andata in utile ,quindi al termine di questi esercizi consecutivi abbiamo un
utile di bilancio ,però nel nono esercizio ,nel nono anno si consegue una perdita ,cioè il patrimonio rispetto
all’esercizio precedente è impoverito .Ora quella perdita è una perdita di esercizio ma non è idonea a assorbire,
ad eliminare tutti i guadagni che ha fatto ,tutti gli utili che ha fatto la società in questi anni,quindi noi al termine
del nono esercizio avremo sempre un utile di bilancio a fronte di una perdita del singolo esercizio , perché
comunque abbiamo avuto sei, sette, otto esercizi sempre in positivo per la società tranne l’ultimo che è stato
negativo ,la perdita maturata nell’ultimo esercizio non è idonea a erodere tutti gli utili guadagnati nel corso
degli anni e quindi alla fin fine a fronte di una perdita di esercizio si può avere un utile netto complessivo o
utile di bilancio . Quindi quando si parla di risultato utile o perdita di bilancio o netta ,quindi consideriamo
coincidenti si parla di un risultato che guarda all’intero svolgimento dell’attività sociale , fin dall’inizio . Quando
si parla di risultato di esercizio utile o perdita di esercizio si fa riferimento al singolo esercizio . Ora, l’utile o la
perdita di esercizio possono essere accompagnati ora da un utile ora da una perdita di bilancio ma non è detto,
potrebbe accadere qualsiasi ipotesi , cioè che vi sia un utile di bilancio e un utile di esercizio , una perdita di
bilancio e una perdita di esercizio , ma potrebbe anche accadere che a fronte di un utile di esercizio vi sia una
perdita di bilancio e viceversa. Quindi potrebbe anche accadere che la società per sei, sette, otto esercizi è
stata in perdita , l’ultimo esercizio va in utile ma quell’utile non riesce a colmare le perdite accumulate , e
quindi la perdita di bilancio permane a fronte di un utile di esercizio.
Quindi bisogna distinguere e il legislatore infatti distingue queste due fattispecie perché poi sono regolate in
maniera diversa perché solo se c’è un utile di bilancio è distribuibile , non l’utile di esercizio , ma l’utile
complessivo rispetto alla attività complessiva sociale , cioè rispetto all’ammontare del capitale , quindi se la
società per otto esercizi consecutivi è rimasta in perdita , ha fatto registrare delle perdite , solo nel nono
esercizio c’è utile ma quell’utile non ce la fa a colmare le perdite ,quindi la società nonostante l’ultimo esercizio
sia stato positivo ,nel suo complesso rimarrà sempre in perdita e quindi non c’è niente da distribuire perché il
patrimonio è sempre inferiore al capitale . Quindi solo l’utile di bilancio è quello distribuibile fra i soci e non
l’utile di esercizio, così come al termine di un esercizio a fronte delle circostanza che sia conclusa con una
perdita di esercizio ,vi può essere in generale un utile di bilancio perché magari la perdita è stata minima e
quell’utile è distribuibile , è possibile anche che si verifichi questo.
Ora, vi dicevo utili e perdite sono i risultati della attività sociale. Il legislatore nelle società di persone ci parla
di utili o guadagni e perdite.
Nell’atto costitutivo dovrebbe essere precisato in che misura ciascun socio partecipa agli utili e alle
perdite,seguendo il criterio della proporzionalità rispetto all’investimento , ai conferimenti effettuati che
sarebbe la regola , ma può anche accadere che nell’atto costitutivo si preveda una attribuzione degli utili o
delle perdite diversa ,cioè senza seguire il principio della proporzionalità . Proporzionalità che cosa vuol dire?
Che se io ho il 10% della partecipazione in una società , dovrei anche guadagnare il 10% degli utili e vedermi
addossate il 10% delle perdite, questa è la proporzionalità , ma non è detto che venga seguito questo schema,
l’atto costitutivo può prevedere anche una assegnazione di utile e/o di perdite meno o più che proporzionali
rispetto all’investimento effettuato , può prevedere una misura degli utili diversa da quella delle perdite per
esempio, può prevedere che gli utili siano proporzionali al conferimento e le perdite no o viceversa . Quindi
se l’atto costitutivo indica i conferimenti da effettuare ma non indica la misura degli utili o delle perdite si
applica il principio di proporzionalità e quindi utili e perdite sono identiche ; se invece accade che l’atto
costitutivo indica magari solo la misura degli utili e non quella delle perdite o viceversa si applica la medesima
percentuale sia agli utili che alle perdite . Quindi questa è la regola che si ha in questi casi, ovviamente parliamo
sempre quando ci riferiamo in questi casi a utili e perdite , a utili e perdite di bilancio non a quelli di esercizio
.
Ora, vi dicevo, i soci nelle società in genere sono obbligati soltanto ad eseguire il conferimento che è l’unica
prestazione che è richiesta . Può però accadere , in tutte le società , che in forza di una clausola contenuta nel
contratto di società , i soci siano tenuti ad effettuare oltre al conferimento , ulteriori versamenti ,ulteriori
rapporti , che non verranno imputati al capitale in ogni caso anche se si tratta di denaro ma costituiranno una
riserva si chiama, in particolar modo si parla di riserva statutaria ossia riserva prevista che esiste in quanto è
prevista nell’atto costitutivo , e questa riserva può avere vari scopi ,può servire a formare un cuscinetto per
ammortizzare le perdite che vanno ad incidere sul capitale ,può servire per finanziare futuri aumenti di capitale
,quindi può avere tante funzioni . Ma ricordiamoci che la riserva è una cosa , il capitale è un’altra cosa , quindi
hanno due funzioni diverse ,la riserva in qualunque momento può essere dismessa , quindi senza nessuna
conseguenza ; il capitale può essere modificato con una modifica dell’atto costitutivo , aumentato o ridotto
però ovviamente nel caso di riduzione c’è la possibilità che chi ha un interesse contrario alla riduzione ,ossia i
creditori sociali si oppongono a questa operazione , perché ovviamente i creditori sociali hanno tutto
l’interesse che la società sia più ricca possibile , che il capitale sia più elevato possibile , e quindi una eventuale
riduzione del capitale può ritorcersi a loro danno.
Altro elemento importante di cui abbiamo accennato è lo scopo.
Lo scopo lucrativo , che è inteso come lucro soggettivo , come scopo di distribuzione degli utili , si contrappone
allo scopo mutualistico ,che è tipico delle società cooperative a mutuo assicuratrici cioè lo scopo mutualistico
è lo scopo di non Questo è lo scopo mutualistico che è tipico delle società cooperative mutuo assicuratrici ,
ad di là di quello che prevede l’art. 2247 del codice civile .
Quindi sicuramente la società nasce con uno scopo ben preciso che può essere uno scopo lucrativo come vi ho
detto lucro soggettivo , mutualistico o consortile .
Le società che perseguono uno scopo lucrativo sono le società di persone e le società di capitali . Qual è la
differenza fra le società di persone e le società di capitali? E quali sono le società di persone e le società di
capitali?
Allora, le società di persone sono :
- La società semplice (S.S.)
- La società in nome collettivo (s.n.c.)
- E la società in accomandita semplice (s.a.s.).
Le società di capitali sono:
- La società per azione (S.p.A.)
- La società in accomandita per azioni (S.a.p.a);
- La società a responsabilità limitata (S.r.l.).
Ognuna di queste figura rappresenta un tipo societario ,un tipo è la società semplice, un tipo e la società in
nome collettivo ,un tipo è la accomandita semplice, un tipo è la S.p.A.,un tipo è la società in accomandita per
azioni e un tipo è la società a responsabilità limitata.
Per le società vale il principio di tipicità ,ossia si possono costituire società solo secondo uno di questi tipi,
cioè modelli previsti dalla legge,non si ammettono le società atipiche ai sensi dell’art. 2249 del codice civile.
Si ammettono però le clausole statutarie atipiche all’interno di società tipiche , ossia possiamo avere una
società che risponde ad uno si questi modelli , che è costruita secondo uno di questi tipi ,poi all’interno del
contratto ci sono delle clausole non espressamente previste dalla legge , atipiche .Queste clausole si
ammettono nell’ambito di una società tipica purché non incidano sugli elementi tipizzanti , ossia quegli
elementi che contraddistinguono , le costituiscono le colonne portanti di quel tipo di società .
E quali sono gli elementi tipizzanti?
Anzitutto occorre distinguere fra società di persone e società di capitali che hanno delle caratteristiche
diverse , all’interno poi delle due categorie, ogni tipo di società ha i suoi elementi tipizzanti .
Allora le differenze fondamentali fra società di persone e società di capitali sono le seguenti:
le società di persone, si dice hanno autonomia patrimoniale imperfetta, sono società a responsabilità
illimitata e non hanno la personalità giuridica. Ovviamente queste tre caratteristiche sono collegate le une
con le altre ,cioè la base di tutto è l’autonomia patrimoniale imperfetta . Che cosa vuol dire questo? Allora,
autonomia patrimoniale imperfetta vuol dire che dei debiti contratti dalla società non risponde soltanto la
società con il suo patrimonio , ne risponde si la società con il suo patrimonio ma ne rispondono anche i soci
illimitatamente responsabili ,ossia quei soci che sono responsabili in solido con la società per le obbligazioni
sociali e ne rispondono con tutto il loro patrimonio.
Quindi, autonomia patrimoniale imperfetta comporta la responsabilità illimitata di almeno un socio se non
di tutti i soci . L’autonomia patrimoniale infatti sarebbe perfetta qualora la società rispondesse dei propri
debiti solo con il proprio patrimonio , se non è così l’autonomia patrimoniale è imperfetta e vuol dire che
abbiamo uno o più soci a responsabilità illimitata. Ma questo che cosa comporta? Comporta che alle società
che hanno queste caratteristiche non può essere riconosciuta la personalità giuridica, e perché? Per una
ragione semplice . Allora, le persone giuridiche sono in tutto e per tutto parificate alle persone fisiche in
tutto e per tutto . Ora, ogni persona fisica ha un’autonomia patrimoniale perfetta , ognuno di noi ha il suo
patrimonio e risponde di tasca propria dei propri debiti , non è che io dispongo dei debiti della vostra collega
e viceversa, ognuno abbiamo una nostra autonomia patrimoniale perfetta , che discende ovviamente dalla
nostra capacità di agire. Quindi la società può aspirare al riconoscimento della personalità giuridica solo se è
autonoma ,quindi se risponde dei propri debiti solo con il proprio patrimonio , diversamente non può essere
parificata alle altre persone , ossia alle persone fisiche .
La personalità giuridica, quindi non è propria delle società di persone che hanno sempre almeno un socio a
responsabilità illimitata e quindi autonomia patrimoniale imperfetta ,ma è tipica delle società di capitali, che
invece hanno di regola autonomia patrimoniale perfetta ,dei loro debiti non rispondono i soci ,ma risponde
soltanto la società con il proprio patrimonio ,quindi socio di società di capitali di norma sono soci a
responsabilità limitata e questo consente di riconoscere la personalità giuridica alle società di capitali e di
parificarle dal punto di vista quindi dalla capacità di essere titolari di diritti e destinatari di obblighi al pari
delle persone fisiche. Non solo questo, la personalità giuridica per poter essere acquisita richiede un
momento formale ,bisogna avere certezza che quel soggetto esiste all’interno dell’ordinamento ,quando ogni
persona nasce viene censita e quindi si ha certezza che esiste all’interno del sistema e solo così il sistema la
riconosce come persona fisica ,lo stesso vale anche per le società , per gli enti collettivi e come si può avere
certezza attraverso l’iter di costituzione che deve sfociare nella pubblicità nel registro delle imprese ,la
costituzione deve avvenire attraverso un atto pubblico, che deve essere iscritto nel registro delle imprese e
solo una volta che tutto questo iter si conclude, la società viene in essere e acquisisce ai sensi dell’art. 2331
,la società di capitale si intende, personalità giuridica ,cioè attraverso deve venire la società ad esistenza
questo momento formale , quindi capite bene che le società di fatto non possono mai essere regolate
secondo il regime delle società di capitale perché manca, mancano questi passaggi , non c’è una
formalizzazione . La stessa cosa vale anche per le società occulte o per le società apparenti non possono
essere società di capitali perché non c’è questo passaggio formale , cioè di costituzione e di pubblicità nei
confronti dei terzi che è indispensabile affinché l’ordinamento possa riconoscere la personalità giuridica .
Quindi perché l’ordinamento riconosca ad un soggetto collettivo la personalità giuridica richiede una serie di
elementi che sono tipici, che possono consentire di parificarla di ammettere questa finzione , cioè che esiste
una persona non fisica e che possono consentire di parificarla alle persone fisiche , quindi agli esseri umani
. Ora se le società di persone non sono persone giuridiche che cosa sono? Sono soggetti di diritto come gli
enti non riconosciuti . Se voi vi ricordate quando si parla di associazione di fondazioni , abbiano associazioni
e fondazioni riconosciute , gli enti di cui al primo libro del codice civile , cioè che hanno personalità giuridica
e associazioni e fondazioni non riconosciute perché non hanno personalità giuridica , ecco le società di
persone da questo punto di vista sono come le associazioni e fondazioni non riconosciute ,cioè non hanno
personalità giuridica ma sono comunque centri di imputazione di interessi . Quindi sono soggetti di diritto
che però non sono formalmente riconosciuti tali dal sistema , tanto è vero che , le società di persone possono
essere irregolari , quindi si ammettono e possono operare nel nostro ordinamento anche se non sono iscritte
nel registro delle imprese , anche se il contratto e solo a parole , anche se il contratto è concluso quindi o
comunque il contratto non c’è e perché si fonda , la società stessa su comportamenti concludenti , e questo
si ammette proprio perché non è una persona giuridica è un soggetto di diritto e quindi la fase costitutiva è
molto più semplice ,molto più libera. Ecco,quindi questi sono gli elementi contraddistinguono queste due
grandi categorie , da una parte le società di persone dall’altra le società di capitali .
Ora all’interno della categoria delle società di persone distinguiamo ancora , questo è molto importante ,fra
3 tipi di società , come vi ho detto:
 semplici,
 in nome collettivo
 e in accomandita semplice.
Distinguiamo questi 3 tipi e li distinguiamo in base essenzialmente a due distinzioni, due ordini di distinzioni
fondamentali .
Allora, per quanto riguarda le società semplici sono società destinate allo svolgimento di attività non
commerciali ;le società in nome collettivo e in accomandita semplice , invece, sono deputate allo svolgimento
di attività prettamente commerciali .
Quindi le società in nome collettivo e in accomandita semplice proprio perché destinate allo svolgimento di
attività commerciali , sono società assoggettate a regime di pubblicità commerciale , cioè pubblicità che si
effettua nella sezione ordinaria del registro delle imprese come gli imprenditori commerciali individuali. Le
società invece semplici , non svolgendo attività commerciale non sono soggette alla pubblicità dichiarativa ,
alla pubblicità commerciale tanto è vero che si pubblicizzano soltanto nella sezione speciale del registro delle
imprese come i piccoli imprenditori o comunque come imprenditori non commerciali.
Ecco,le società semplici si utilizzano per lo svolgimento di attività artigianali o libero professionali ,quindi le
società semplici agricole, quindi che sono al figura più diffusa ma comunque non possono svolgere attività
commerciali .
Ora, nel caso delle società semplici ,quindi una prima caratteristica è questa, che non possono svolgere
attività commerciale ,di conseguenza non sono soggette alla pubblicità commerciale , alla pubblicità
dichiarativa nella sezione ordinaria del registro delle imprese ,ulteriore conseguenza ancora in regime
relativo è molto semplice perché è un regime che prescinde dall’opponibilità delle vicende nei confronti dei
terzi e quindi è anche possibile che in questa società si pattuisca la responsabilità limitata di uno o più soci
nei confronti dei terzi ,con l’unica eccezione di quei soci che rivestono cariche all’interno
dell’amministrazione della società.
Le società in nome collettivo e in accomandita semplice invece sono entrambe società commerciali ,l’unica
differenza che c’è fra queste due figure è la seguente che nelle società in nome collettivo tutti i soci sono
illimitatamente responsabili sempre nei rapporti con i terzi , sempre, senza alcuna eccezione ,il patto che
limita la responsabilità non ha efficacia nei confronti dei terzi ,mai.
Nelle società in accomandita semplice invece,abbiamo due categorie di soci , una categoria si chiamano
accomandanti e un’altra si chiamano accomandatari. Ora gli accomandatari sono soci a responsabilità
illimitata ,gli accomandanti sono soci a responsabilità limitata .Gli accomandatari delle società in
accomandita semplice hanno la posizione identica ai soci delle società in nome collettivo identica, gli
accomandanti invece sono soci sempre a responsabilità limitata .
Ora c’è una regola fondamentale che vale per le società di persone , sappiatelo, che i soci che possono
assumere l’ufficio di amministratori devono essere soci illimitatamente responsabili questo vale per tutte le
società di persone ,solo soci a responsabilità illimitata possono fare gli amministratori .
Questo vuol dire e ci fa capire che nelle società in accomandita semplice solo gli accomandatari possono fare
gli amministratori e non gli accomandanti perché gli accomandanti per loro natura sono soci a responsabilità
limitata ,limitata a che cosa? Al conferimento che costoro hanno eseguito ,quindi quello è il limite della
responsabilità ,cioè se io sono socio a responsabilità illimitata di tutte le obbligazioni della società ne rispondo
con tutto il mio patrimonio ,presente e futuro , secondo la regola dell’art. 2740 del codice civile . Se io sono
socio a responsabilità limitata ,invece, delle obbligazioni sociali non rispondo con il mio patrimonio , ne
rispondo soltanto nei limiti del conferimento che ho eseguito quant’è che ho investito nella società ,
100,00Euro ? posso prendere quelle 100,00 euro ma i creditori sociali non possono venire a rompermi le
scatole a me con azioni esecutive sul mio patrimonio individuale . Capite bene quindi che cosa può
accadere,può accadere che mentre in tutte le società di persone , semplice e in nome collettivo possiamo
avere anche soltanto dei conferimenti d’opera o di servizi, tanti i soci sono a responsabilità illimitata e non
occorre stabilire un limite alla loro responsabilità ,un limite che sia soltanto individuando la misura in cui il
loro conferimento si imputa al capitale ;nelle società in accomandita semplice non è così perché siccome gli
accomandanti sono soci a responsabilità limitata , per limitare la loro responsabilità costoro devono eseguire
un conferimento che sia imputabile a capitale perché altrimenti il limite non si potrebbe individuare.
Quindi questo vuol dire che il socio accomandante ,essendo a responsabilità limitata sempre , non può
essere un semplice socio d’opera o un socio di servizi non lo può essere perché come si farebbe a limitare la
sua responsabilità , a che cosa, non c’è un valore che viene dato a quell’opera , non si imputa a capitale la
sua opera e quindi è un socio ovviamente che deve necessariamente effettuare un conferimento che si
imputa a capitale perché solo così si può limitare la sua responsabilità a quel conferimento eseguito .
Un’ultima cosa volevo dirvi oggi riguardo sempre a questa parte introduttiva delle società.
Ogni tipologia societaria va esaminata in relazione ad una serie di aspetti .
Quindi, il primo aspetto riguarda la costituzione della società, un altro aspetto riguarda i soci , la compagine
sociale e le vicende dei soci, un altro aspetto riguarda l’amministrazione e la rappresentanza della società,
poi c’è l’aspetto dei controlli anche nelle società di capitali, nei controlli interni che non abbiamo nelle società
di persone e poi ancora abbiamo ulteriori aspetti che riguardano le vicende dell’atto costitutivo ,le modifiche
dell’atto costitutivo per poi passare alla fase finale tra virgolette della vita di ogni società ossia lo scioglimento
e la liquidazione della società, che sono l’anticamera della cancellazione e della estinzione delle società.
quindi questi sono gli aspetti che bisogna esaminare ,e poi man mano che noi studieremo questi vari aspetti
per tutte le società vedremo che via via le regole si fanno sempre più complesse ,man mano che passiamo
alle società semplici a quelle in nome collettivo , poi in accomandita semplice poi passiamo alle società di
capitali ,il sistema si fa sempre più complesso .
Come vengono quindi regolate le società di persone? Allora,il legislatore detta una disciplina compiuta a 360
gradi sulla società semplice che è il modello base ,alla società in nome collettivo si applicano tutte le norme
dettate per le società semplice a meno che , nel regime sulle società in nome collettivo non vi sia una regola
diversa , a meno che non sia diversamente disposto.
Alle società in accomandita semplice si applicano tutte le norme sulle società semplici con le norme sulle
società in nome collettivo a meno che non vi sia una regola ad hoc dettata per la società in accomandita
semplice .Quindi questo vuol dire che il legislatore non detta una disciplina compiuta su tutti quegli aspetti
che vi ho detto per tutte e tre le tipologie di società di persone ossia procede con un meccanismo di rinvio ,
cioè detta la disciplina di base che è quella delle società semplici e aggiunge alcune norme di qua e di la che
servono a differenziare dal modello di base la società semplice ,le società in nome collettivo e le società in
accomandita semplice .
Per le società di capitale il discorso è diverso ,una volta era così anche per le società di capitali con il modello
base costituito dal SpA e i modelli satellite invece s.r.l., s.a.p.a. cioè società a responsabilità limitata e in
accomandita per azioni .
Adesso non è più così ,o meglio è così nei rapporti fra S.p.A. e accomandita per azioni ,S.p.A. è IL modello
base, accomandita per azione è il modello satellite ,regolato da tutte le norme sulle S.p.A. a meno che non
sia diversamente disposto .
Per le società a responsabilità limitata invece,il regime attualmente dettato è completamente diverso
rispetto a quello delle S.p.A. , quindi le norme sulle S.p.A. non costituiscono più il modello base rispetto alla
s.r.l., perché srl non è una piccola spa dal 2003 ad oggi come lo era una volta ma è un modello
completamente diverso che segue regole sue proprie ,che molte volte si distaccano nettamente dal regime
della società per azioni e si avvicinano anzi molto di più alle regole sulle società di persone .