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LEZIONE 6 DIRITTO COMMERCIALE 01-04-2016

Nella lezione precedente abbiamo parlato della girata che riguarda i titoli di credito all'ordine in particolar
modo,indicando quali sono le funzioni della girata o la struttura. La girata però,non sempre assolve queste due
funzioni o almeno,non sempre le assolve contestualmente perché ci sono delle volte in cui essa assolve una
sola di queste funzioni o nessuna delle due;infatti proprio per questo si parla di GIRATE ANOMALE O
ANORMALI: anormali nel senso che lo sono sul piano degli effetti non su quello della struttura. Come si
configurano queste girate? Le girate anomale sono quelle girate che non dispiegano entrambi gli
effetti:pensiamo alla GIRATA PER PROCURA: es. il beneficiario di un titolo di credito o uno dei giratari può
girare il titolo per procura,cioè, delegare un terzo ad esercitare i diritti incorporati nel titolo. Un giratario per
procura è un procuratore, non è che a questi viene trasferito il titolo;quindi la girata per procura non produce
l'effetto del trasferimento perché non fa altro che costituire una procura e non dispiega l'effetto di garanzia
perché,se il giratario per procura non acquista il titolo,non deve essere garantito di niente e se la somma non
viene pagata ,pazienza, in quanto non agisce nell'interesse proprio,agisce nell'interesse del rappresentato.
Altro esempio è quello della GIRATA IN PEGNO (O IN GARANZIA):ricordiamo sempre che i titoli di credito sono
beni mobili,dei documenti di carta e sono quindi soggetti a pegno a differenza degli immobili che sono
sottoposti ad ipoteca; anche i titoli di credito sono quindi soggetti a pegno:ma come si costituisce un pegno sui
titoli di credito,ad esempio su un titolo all'ordine? Con una GIRATA IN PEGNO. Mentre nella girata per procura
si dichiara:"delego il sig. Tizio"e si firma,nella girata in pegno si dichiara:"Costituisco il seguente titolo in pegno
al sig. Tizio": quindi,il sig. Tizio che è il giratario,non è l'acquirente del titolo ma è un creditore pignoratizio che
tiene il titolo in forza di un diritto di pegno;quindi la girata in pegno non produce l'effetto traslativo perché il
giratario è un creditore pignoratizio,non acquisisce la legittimazione cartolare però produce un effetto di
garanzia perché comunque con la girata,il girante garantisce una sua obbligazione ad altro titolo dando
appunto in pegno questo titolo di credito,questo documento cartaceo che potrà essere azionato
eventualmente dal giratario in pegno,dal creditore pignoratizio nella misura in cui l'obbligazione principale non
risulti soddisfatta. Un altro esempio di girata anomala o anormale è quella che viene effettuata dopo la LEVATA
DEL PROTESTO che non produce nessun effetto né di trasferimento né di garanzia. Di "PROTESTO" si parla con
riguardo ai titoli a legittimazione nominale,all'ordine o nominativi;esso è un atto pubblico ,tanto è vero che
viene ricevuto da un pubblico ufficiale(notaio,ufficiale giudiziario,una volta anche l'agente di cambio, o anche il
segretario comunale);il protesto consiste in una attestazione in forza della quale il titolo alla scadenza non
viene pagato dall'obbligato principale ed è condizione di procedibilità dell'azione di regresso: nel caso dei titoli
all'ordine con la girata,il girante normalmente diviene obbligato di regresso ossia,nell'esplicare la sua funzione
di garanzia,la girata fa assumere al girante l'obbligo di pagare la somma portata dal titolo qualora l'obbligato
principale (debitore,emittente del titolo) non abbia assolto al proprio debito. Quindi nei titoli all'ordine
abbiamo un obbligato principale (debitore originario) e uno o più obbligati di regresso tanti quanti sono i
giranti di questo titolo(il girante non può disinteressarsi della successiva circolazione del titolo ma deve
garantire il pagamento della somma nei confronti ovviamente dei giratari a lui successivi ed è garantito sempre
in via di regresso dai giranti a lui precedenti). Il punto qui è uno: mettiamo che un titolo sia girato 10 volte, alla
scadenza il giratario finale si rivolge all'obbligato principale per ottenere il pagamento;ammettiamo che questo
titolo non venga pagato: può agire nei confronti degli obbligati di regresso; qui il legislatore si è interrogato su
una questione: gli obbligati di regresso,una volta che girano il titolo non sapranno a chi andrà a finire questo
titolo,potrebbe essere girato altre 10 volte,potrebbe andare a finire in Lapponia,girando all'infinito;quindi
come fa il girante a sapere con certezza chi sarà l'ultimo dei giratari e chi andrà ad incassare questo titolo?
Come fa a sapere una volta che l'ha girato se alla scadenza l'obbligato principale è in grado di pagare o meno
questo titolo? Il legislatore si è preoccupato di creare una sorta di 'AVVERTENZA' prima che all'obbligato di
regresso arrivi la legnata dell'azione di regresso,cioè per dare modo a questo soggetto di sopperire al mancato
pagamento dell'obbligato principale qualora questo alla scadenza non assolva il suo debito:questo strumento è
il PROTESTO: se io sono l'ultimo giratario di un titolo di credito,non ottengo il pagamento dall'obbligato
principale,per poter rivolgermi contro gli obbligati di regresso devo prima far constare pubblicamente che
l'obbligato principale non ha pagato il titolo attraverso appunto lo strumento del protesto,attraverso questa
dichiarazione,questo atto pubblico che poi viene pubblicizzato nel bollettino dei protesti che è tenuto dalla
Camera dei Protesti e che chiunque potrà consultare. Questa è una forma di pubblicità,chiunque può sapere
che quel titolo alla scadenza è stato protestato,non è stato pagato e quindi questa è una sorta di avvertenza
che il legislatore consente agli obbligati di regresso di avere(tu obbligato di regresso,consultando il registro dei
protesti,puoi sapere se una cambiale che hai girato alla fine non è stata pagata; se non è stata pagata vedi di
muoverti perché nei giorni successivi potrebbe essere spedita nei tuoi confronti un'azione di regresso). E' così
importante questo passaggio che il legislatore eleva il protesto a condizione di procedibilità dell'azione di
regresso,ossia se il protesto non è stato levato in maniera regolare,l'ultimo giratario non può agire contro gli
obbligati di regresso in quanto l'azione sarebbe improcedibile. La girata quindi,dopo la levata del protesto,non
può avere più nessun effetto perché costituirebbe ulteriori obbligati di regresso successivi quando invece
consta che quella è la situazione di insolvenza,di mancato pagamento al momento del protesto e quella rimane
fissata nel tempo;quindi la girata dopo la levata del protesto non produce nessun effetto diventando una
GIRATA ANOMALA,perché il titolo una volta che viene protestato resta nelle mani dell'ultimo giratario il che
potrebbe anche girarlo a qualcuno ma la girata non avrebbe alcun effetto né tantomeno il giratario potrebbe
lamentarsi di non saperlo perché il protesto è pubblico nel registro delle imprese e quindi chiunque ne può
venire a conoscenza. Vediamo adesso come circolano i TITOLI NOMINATIVI.
I TITOLI NOMINATIVI circolano sempre previa consegna della cosa(sempre disponibilità materiale del
documento) e ci vuole poi la DOPPIA NOTAZIONE ossia il NOMINATIVO del soggetto legittimato deve risultare
sia dal titolo sia dal registro dell'emittente: ma come si trasferiscono materialmente questi titoli? Si possono
utilizzare due soluzioni: 1.il TRASFERIMENTO PER GIRATA;
2.il TRANSFERT. Nel
Trasferimento per girata nel caso dei titoli nominativi la girata deve essere innanzitutto SEMPRE piena,non può
essere in bianco e deve essere autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale: non basta quindi una
semplice dichiarazione come si fa per esempio sul retro di una cambiale o di un assegno ma ci vuole l'autentica
del notaio. Se un soggetto è giratario di un titolo nominativo in forza di una girata autenticata può rivolgersi
all'emittente,nonché obbligato principale,esibendo il titolo e facendosi identificare per ottenere la notazione
del suo nominativo nel registro dell'emittente;perfezionati questi due passaggi, la girata autenticata e la
notazione nel registro dell'emittente,si è perfezionata la circolazione del titolo nominativo (e questo è un modo
in cui circolano i titoli nominativi,come ad esempio le azioni di società). L'altra tecnica è il
TRANSFERT:in cosa consiste? Consiste in una modalità di cessione del titolo nominativo attraverso un negozio
giuridico,attraverso un contratto di diritto privato che ha ad oggetto il trasferimento di questo titolo di credito,
di questo documento cartaceo;un contratto che viene stipulato fra il beneficiario (o un precedente giratario) e
il nuovo prenditore del titolo: quest'ultimo,esibendo il titolo,esibendo questo contratto e facendosi identificare
dall'emittente può ottenere la notazione del suo nominativo nel registro dell'emittente e così il passaggio si
perfeziona,attraverso appunto la tecnica del transfert. In realtà la notazione in favore del cessionario potrebbe
chiederla anche l'alientante prima di cedere la disponibilità del titolo perché l'alienante deve comunque esibire
all'emittente il titolo girato o accompagnato dal contratto che consente di effettuare il transfert. A questo
punto si fa un passaggio ulteriore nell'evoluzione dl regime dei titoli di credito: essi si sono affermati nei
mercati perché consentivano di velocizzare la circolazione del credito perché far circolare un credito attraverso
la consegna di una cosa è un sistema più svelto che far circolare un credito stipulando ogni volta un contratto di
cessione; tuttavia col passare del tempo anche questo sistema è diventato lento:esso poteva essere ottimo per
gli anni Venti,Trenta,Cinquanta,Settanta del secolo scorso ma col finire del millennio precedente e con l'inizio
del millennio nuovo è diventato un sistema lento perché adesso ovviamente il mercato è più veloce rispetto al
passato in quanto imprano gli strumenti telematici, quindi da grandi distanze si compiono grandi operazioni
senza la presenza fisica delle persone:si prescinde quindi dalla presenza fisica della persona in un medesimo
luogo per poter concludere le operazioni. Il titolo di credito quindi sì, è vero che è uno strumento più veloce
rispetto alla cessione ma richiede comunque la materiale consegna della cosa perché si perfezioni il passaggio e
la materiale consegna la si ha o fisicamente o spedendo il titolo richiesto o la contestuale presenza delle
persone in un posto per la consegna o comunque i tempi per la spedizione; tutto questo era un meccanismo
più breve rispetto alla cessione ma in un mercato telematico è già un meccanismo lento:quindi il documento di
carta che è servito per secoli a velocizzare la cessione ha finito col renderla difficoltosa e bisognava escogitare
un sistema per poter far circolare il credito addirittura senza neppure il documento di carta,cioè il passaggio
successivo della finzione giuridica è questo;in prima battuta la finzione consisteva nell'incorporare il diritto nel
documento,un bene immateriale che per finta è incorporato in un documento;la finzione quindi,per velocizzare
ancora di più la cessione fa un passo oltre: il documento neppure c'è, esso è dematerializzato e quindi il diritto
di credito circola non attraverso la materiale consegna della cosa ma attraverso un titolo dematerializzato cioè
con un sistema di scritturazione: questo è il fenomeno della DEMATERIALIZZAZIONE dei titoli di credito che
nasce in forma volontaria negli anni '70 e si sviluppa sempre di più sul finire del secolo scorso fin quando col
decreto Euro 213 del'98 non diviene obbligatoria per i titoli quotati in mercati regolamentati ( pensiamo alle
azioni quotate: sono tutte obbligatoriamente dematerializzate dal 1998). Questa evoluzione si compie prima su
base volontaria poi su base normativa: si fonda attraverso il SISTEMA MONTETITOLI  nel 1974 viene
costituita in Italia una società che è ancora oggi operativa: questa società è denominata MONTETITOLI S.P.A. :
cosa fa questa società? Ci sono delle società per azioni che hanno i loro titoli azionari cartacei però queste
società per azioni sono molto grandi e hanno azionisti e acquirenti da ogni parte del mondo; acquirenti che
vogliono immediatamente,nel momento in cui si manifesta la volontà di acquisire questi titoli,acquisire la
legittimazione ed essere riconosciuti come soci dalla società. Però essendo che l'alienante ad esempio si trova a
New York e l'acquirente a Tokyo,questa immediatezza col documento di carta non si può realizzare perché
l'acquirente per essere legittimato in presenza del titolo cartaceo deve sempre acquisire la disponibilità della
cosa e questo richiede dei tempi; magari l'alienante ha i titoli cartacei depositati in una banca a Berlino mentre
lui è a New York:quindi li deve andare a prendere e li deve fare avere all'acquirente e per questo ci vuole
tempo; già negli anni '70 questa perdita di tempo diviene intollerabile: come fare per risolverlo? Ci pensa la
Montetitoli e dice:" Io vi offro questo servizio: c'è una società  che emette titoli azionari, questi titoli azionari
tu non li consegnare ai tuoi soci"-dice la Montetitoli- "dalli a me che li ammonticchio tutti"-( da quì
Montetitoli)- " e a questo punto li consegnate a me ,non ai vostri soci": ma i soci come fanno a far circolare
questi titoli? Come fanno a farsi riconoscere come tali se non hanno più alcun titolo in mano? "Non c'è alcun
problema, io tengo un registro"- dice la Montetitoli-"un registro,a parte il libro soci ovviamente, in cui elenco
tutti i soci e in questo registro annoto i trasferimenti o l'apposizione di vincoli (per esempio pegni,usufrutti) sui
titoli azionari che vengono a circolare" quindi,quando il socio X si trova a New York e vuole chiedere le azioni
della società ,che sono state materialmente consegnate al Montetitoli, non deve più andare a prendere queste
azioni e spedirle per farle avere al suo acquirente di Tokyo, è sufficiente che contatti la Montetitoli una volta
che ha perfezionato l'accordo e le chieda di annotare sul suo registro il nominativo dell'acquirente; è ovvio che
è il tempo che si perde è molto di meno. L'acquirente però dice di voler vedere il titolo: la Montetitoli risponde
di averlo lei e che potrebbe farglielo vedere in qualsiasi momento; quindi i titoli sono tutti fisicamente lì,alla
Montetitoli e in qualsiasi momento possono essere consegnati, restituiti,esibiti. Essa quindi tiene un registro
,che poi in forza di questo si aggiornerà il libro soci perché ci vuole la doppia notazione, e attraverso queste
scritturazioni si perfezionano i passaggi senza più consegnare il titolo che è dato in custodia alla Montetitoli.
Ora,questo meccanismo funziona su base volontaria per decenni,fino a quando il legislatore lo rende
addirittura obbligatorio con il decreto Euro: qui si compie un passo successivo perché col sistema Montetitoli,i
titoli venivano emessi e affidati in custodia alla Montetioli; con la dematerializzazione pura,i titoli nemmeno
vengono emessi direttamente ma ci si rivolge ad un intermediario(che può essere la Montetitoli o un altro
intermediario) che si occuperà di annotare,attraverso un sistema di scritturazione,i passaggi dei titoli dagli
alienanti agli acquirenti,la costituzione di vincoli,usufrutto ecc..., quindi la doppia notazione(che vale per i titoli
nominativi) non è più sul titolo e sul registro dell'emittente ma è sul registro dell'emittente e sul registro
dell'intermediario nell'ipotesi della dematerializzazione si essa facoltativa o obbligatoria. Questo è lo stadio
finale di arrivo della evoluzione dei titoli di credito, si arriva ad un punto che la finzione è talmente grande che
il documento di carta nemmeno c'è:il titolo esiste solo su un piano figurativo e quindi si va avanti soltanto con
un meccanismo di scritturazioni. Facendo un passo indietro, il legislatore disciplina ancora i titoli di credito
cartacei e si preoccupa di venire incontro alle vicende di smarrimento,sottrazione o distruzione di questi titoli:
un esempio può essere quando queste vicende colpiscono i titoli all'ordine o nominativi:se i titoli sono
dematerializzati, è impossibile che si verifichi una di queste vicende perché il titolo non c'è quindi come può
essere distrutto,come può essere smarrito,come può essere sottratto visto che il documento di carta non
c'è?Quindi il sistema della dematerializzazione elimina pure questi problemi perché non essendoci il
documento di carta non si pone il problema; se il documento di carta invece è presente,qui il problema si pone
perché la legittimazione non può prescindere dalla disponibilità del documento se c'è il documento di carta,se
c'è l'assegno o la cambiale: e allora come si fa? Per i titoli al portatore è semplice, basta chiedere un duplicato o
un titolo equivalente in questa ipotesi, per i titoli all'ordine o nominativi il discorso è più complicato perché la
legittimazione è nominale non solo reale quindi non basta avere la disponibilità di un documento ma ci vuole
un documento da cui risulti il nominativo del beneficiario e per i titoli nominativi deve risultare anche dal
registro dell'emittente, quindi se il documento si smarrisce, il problema è più complicato: allora il legislatore fin
dal '42,sulla falsariga di quello che prevedeva la legge sulla cambiale del '33, ha previsto una procedura per
queste ipotesi di smarrimento,sottrazione,distruzione di titoli all'ordine e nominativi che si chiama
AMMORTAMENTO  la procedura di ammortamento innanzitutto è una procedura giudiziaria che si svolge
dinnanzi al tribunale competente per territorio e quello nella cui circoscrizione il titolo è pagabile; quindi
adesso abbiamo una FASE STRA-GIUDIZIALE ,una FASE NECCESSARIA-GIUDIZIALE e una FASE EVENTUALE-
GIUDIZIALE. Come si svolge questa procedura? Ammettiamo il caso che un soggetto perda la disponibilità di
un titolo nominativo o all'ordine per una di queste tre vicende, che cosa deve fare? La prima cosa è sempre la
denuncia al debitore( obbligato principale) avvertendolo di quello che è accaduto al titolo,dicendogli di stare
attento nel caso in cui qualcuno dovesse presentarsi a lui e che sarebbe ricorso al giudice per ottenere
l'ammortamento di questo titolo, quindi lo diffida dal pagare: PRIMO PASSAGGIO.
PASSAGGIO SUCCESSIVO: deve essere presentato un ricorso per ammortamento al presidente del tribunale
nella cui circoscrizione il titolo è pagabile (nei titoli di credito il luogo di pagamento non sempre coincide con
quello di emissione perché un titolo può essere emesso a Parigi e pagabile a Roma; se viene indicato un solo
luogo,quello di emissione e quello di pagamento coincidono ma generalmente questi potrebbero essere
diversi),quindi se il luogo di pagamento è a Roma, competente al ricorso è il presidente del tribunale di Roma
per l'ammortamento. Si propone questo ricorso per ammortamento,si chiude la fase stra-giudiziale con la
denuncia e si apre la fase GIUDIZIARIA-NECESSARIA o ESSENZIALE che è una fase che si svolge apod iudicem
(dinnanzi al giudice)e consiste in una fase di cognizione sommaria in audita altera parte,cioè senza il
contraddittorio,c'è solo il ricorrente che ha subito la sottrazione,lo smarrimento o la distruzione del titolo e il
presidente del tribunale o un suo delegato quindi come tutti i procedimenti che si svolgono in audita altera
parte questa fase si conclude con un decreto con cui il presidente del tribunale può concedere o meno
l'ammortamento. Quali sono gli elementi che valuta il presidente del tribunale? Innanzitutto chi chiede
l'ammortamento deve dimostrare di esserne il titolare di questo titolo di credito, deve dimostrare che si è
verificata una di quelle tre vicende (smarrimento,sottrazione e distruzione del titolo) così che in caso di
smarrimento o sottrazione avanzerà una denuncia all'autorità inquirente con dei testimoni in cui ovviamente
dichiarerà che il titolo gli è stato rubato o non lo trova più: deve comprovare sia la titolarità sia la verificazione
di uno di questi eventi; se ci sono questi elementi il presidente concede l'ammortamento con decreto. A questo
punto però non esiste che il giorno dopo dell'ammortamento il titolo viene pagato in quanto il procedimento
di ammortamento mira a tornare indietro,ossia,fino a quando c'è il documento di carta vale la legge cartolare
quindi chi ha il documento può esercitare i diritti,quindi questo procedimento mira a realizzare il fenomeno
inverso all'incorporazione ossia mira ad scorporare il diritto di credito dal documento cosicché possa tornare a
circolare secondo le regole ordinarie a prescindere dal documento: OBIETTIVO DEL PROCEDIMENTO DI
AMMORTAMENTO  questo obiettivo però non si realizza con il decreto di ammortamento perché il decreto
di ammortamento viene messo in esito ad una fase sommaria di accertamento senza contraddittorio; il decreto
di ammortamento emesso dal presidente del tribunale va pubblicato sulla gazzetta ufficiale perché chiunque
ne possa venire a conoscenza. Entro 30 giorni dalla pubblicazione, chi possiede il titolo,può fare opposizione e
aprire la FASE EVENTUALE- GIUDIZIALEl'opposizione si presenta al tribunale collegiale:il presidente emette il
decreto e si fa opposizione al tribunale collegiale (meccanismo simile al procedimento d'ingiunzione) prima
c'è la fase necessaria e poi una fase eventuale- giudizio di cognizione che si apre con l'opposizione al decreto
ingiuntivo; ovviamente la fase eventuale è a condizione piena ed è un giudizio di cognizione ordinario con
contraddittorio pieno;nella fase eventuale,contraddittori necessari sono tre soggetti: l'opponente (colui il quale
dispone del documento e assume di essere lui il titolare perché magari invoca il 1994,l'acquisto anno domino di
questo documento), l'ex ricorrente (colui che ha fatto ricorso per ammortamento e si chiama OPPOSTO perché
subisce l'opposizione) e il debitore (che deve essere pure chiamato in giudizio dall'opponente in maniera tale
che in questo giudizio esso sappia chi deve pagare). L'opponente quando fa opposizione nel termine di 30
giorni deve depositare presso la cancelleria del tribunale il titolo a pena di inammissibilità di opposizione in
maniera tale che se si vede accolta l'opposizione il titolo poi gli viene restituito e a pieno diritto costui potrà
esercitare i diritti cartolari;se l'opposizione viene rigettata il titolo viene riconsegnato al ricorrente e a questo
punto non ci sarà più il problema dello scolpero e il ricorrente può esercitare il diritto in quanto sarà
nuovamente esercitato dal possesso del documento. La fase di opposizione si conclude con una sentenza
perché è un giudizio di merito,un giudizio di cognizione come tutti gli altri, una sentenza all'esito degli
accertamenti,si potranno chiamare testimoni ecc,che stabilirà ovviamente a chi fra l'opponente e l'opposto
spetta il titolo(si controverte sulla titolarità dei titoli di credito); quindi il soggetto che vince l'opposizione è
quello che dimostra di esserne il titolare o in forza di un contratto di diritto privato o come nel caso
dell'opponente invoca l'art.194 c.c. acquisto anno domini. La fase di opposizione però,abbiamo detto,che è
una fase EVENTUALE perché potrebbe accadere che nessuno fa opposizione perché magari il titolo è andato
bruciato anche perché per fare opposizione bisogna depositare il titolo,altrimenti l'opposizione è
inammissibile: ma cosa succede se scadono i 30 giorni dalla pubblicazione del decreto di ammortamento sulla
gazzetta e nessuno fa opposizione? A questo punto il decreto di ammortamento diventa definitivo e
inoppugnabile ma il ricorrente non riottiene la disponibilità del titolo,questa la otterrebbe se vincesse il giudizio
di opposizione e gli verrebbe restituito; quindi a questo punto per potere ritornare nel pieno esercizio di
credito,il ricorrente deve attendere che si completi quel processo attraverso il quale si raggiunge lo
scorporo,ossia il diritto esce fuori dal documento e torna a circolare secondo le regole al di fuori delle leggi
cartolari: il legislatore ci dice allora che il decreto di ammortamento non è opposto ed è definitivo,il ricorrente
può ottenere il pagamento della somma portata dal titolo solo dopo che sono trascorsi 3 anni da quella che
sarebbe stata la sua scadenza; deve quindi aspettare 3 anni perché questo è il termine di prescrizione
dell'azione cartolare --> quando si hanno dei titoli di credito in mano,un soggetto (il beneficiario o il legittimato
finale del titolo) può ottenere il pagamento in via forzata della somma di denaro portata sul titolo in due modi:
o attraverso L'AZIONE CARTOLARE o attraverso L'AZIONE CAUSALE. Es. Se la cambiale viene emessa in forza di
un contratto di fornitura ma il somministrato non ha i soldi per pagare la fornitura ed emette una cambiale:
pagherò questa somma tra 1 anno; il somministrante ottiene questa cambiale ma ammettiamo che alla
scadenza questa cambiale non viene pagata: il somministrante che cosa può fare per ottenere il pagare questa
fornitura? Ha due possibilità: o aziona la cambiale, a prescindere da quello che è il rapporto sottostante in forza
di un'azione cartolare che è riconosciuta da una legge cartolare che però si prescrive nel termine di 3 anni -->
termine molto breve anche se è un'azione molto significativa perché i titoli di credito come la
cambiale,costituiscono dei TITOLI ESECUTIVI,vuol dire che il soggetto che ha in mano una cambiale scaduta che
non gli viene pagata alla scadenza,nel termine di 3 anni,per ottenere il pagamento in forza di questa
cambiale,non ha la necessità di fare causa,di avviare un giudizio di cognizione nei confronti del debitore:
direttamente,in forza della cambiale o in forza del titolo di credito più in generale,può avviare l'azione
esecutiva in forza della cambiale (azione cartolare molto forte che non richiede che si faccia la causa, chissà
quanto dura,si va direttamente alla fase esecutiva). Ovviamente,nel caso della cambiale,questa deve essere
assolta l'imposta di bollo perché tutte le sentenze per essere esecutive sono soggette al bollo, in quanto le
sentenze sono titoli esecutivi giudiziali; i titoli esecutivi stra-giudiziali (come la cambiale) per essere tali devono
assolvere al bollo come le sentenze,altrimenti si eluderebbe il regime dei bolli e lo Stato non ci guadagnerebbe:
quindi,se il titolo di credito è in regola con i bolli costituisce titolo esecutivo e si può andare direttamente alla
fase di esecuzione. L'azione cartolare però come abbiamo detto di deve spedire entro 3 anni sennò si prescrive:
e se si prescrive che cosa resta? L'AZIONE CAUSALE,cioè io che sono il fornitore e non posso usare più l'azione
cartolare perché sono già passati 3 anni da quando è scaduta la cambiale,non è che ho perso il mio
credito,posso sempre ottenere il pagamento ma è come se la cambiale non ci fosse più,devo azionare il
contratto, quindi devo rivolgermi al giudice,ottenere magari un'ingiunzione di pagamento esecutiva e dopo
avviare l'azione esecutiva,fare il precetto e il pignoramento; ovviamente il tutto è più farraginoso ma il tempo
per potere esperire l'azione causale è più lungo: 10 anni ordinariamente anche se poi ci possono essere dei casi
in cui la prescrizione è più breve a seconda del tipo di contratto e del tipo di credito che si va a configurare. Di
norma chi ha un titolo di credito in mano prima esperisce l'azione cartolare( perché è più rapida) e ricorre
all'azione causale solo quando quella cartolare non può più essere esperita. Quindi,con la scadenza del
termine triennale l'azione cartolare è prescritta ed è come se il titolo non esistesse ed è in quel momento che si
verifica lo scorporo,perché il titolo è prescritto, il diritto è scorporato dal documento perché l'azione per farla
valere è spirata: per questo il legislatore ci dice che quando il decreto di ammortamento non è opposto e
diventa definitivo il ricorrente può ottenere il pagamento ricorsi i 3 anni,perché bisogna attendere che spiri
naturalmente l'azione cartolare che ha una prescrizione di 3 anni da quando il titolo che è stato ammortato
sarebbe scaduto: QUESTA E' LA CONDIZIONE PERCHE' SI POSSA REALIZZARE LO SCORPORO,CIOE' PERCHE' IL
DIRITTO POSSA RETROCEDERE NELLE MANI DEL SUO TITOLARE E ABBANDONARE DEFINITIVAMENTE IL
DOCUMENTO. Questa differenza tra azioni cartolari e azioni causali è molto importante in quanto accompagna
tutti i titoli di credito,sia quelli astratti sia quelli causali(è chiaro che per quelli causali la sorte del titolo dipende
dal rapporto sottostante ma questo è un altro discorso). Vediamo adesso,fatta questa panoramica di carattere
generale,di addentrarci nell'esame delle singole figure dei titoli di credito più diffusi: la CAMBIALE e
l'ASSEGNO: essi soggiacciono tendenzialmente a regole abbastanza simili a quelle che abbiamo visto in quanto
sono titoli all'ordine anzi,le regole generali sui titoli di credito sono il frutto della generalizzazione delle regole
sulla cambiale che sono state astratte e applicate a tutti i titoli di credito. La cambiale è un titolo
astratto(perché prescinde dal rapporto sottostante), tipico(perché disciplinato da una legge ad hoc,la legge
sulla cambiale) e all'ordine, a legittimazione nominale e a legittimazione reale se è girata in bianco); la
cambiale ha due SOTTOSPECIE: il VAGLIA CAMBIARIO (o PAGHERO' CAMBIARIO) e la CAMBIALE TRATTA;la
stessa distinzione vale anche per gli assegni:l'ASSEGNO CIRCOLARE equivale AL PAGHERO',l'ASSEGNO
BANCARIO corrisponde alla CAMBIALE TRATTA. Nell'ipotesi del PAGHERO'
CAMBIARIO o VAGLIA la cambiale dà vita ad un rapporto bilaterale fra due soggetti (idem nell'assegno
circolare); nel caso della CAMBIALE TRATTA (e in parallelo dell'assegno bancario) i soggetti coinvolti sono
3(fattispecie trilaterale) perché il PAGHERO' CAMBIARIO consiste in una promessa di pagamento, si chiama
pagherò perché sul titolo c'è scritto:"pagherò la somma di € (...)all'ordine del signor Tizio,ovviamente indicando
una scadenza e un luogo"  IO che firmo la cambiale mi impegno a pagare in prima persona,
irrevocabilmenteaffare tra me e il beneficiario; nel caso in cui questo gira la cambiale diventa un affare tra
me e l'ultimo dei giratari che mi presenterà la cambiale per il pagamento; in caso di mia inadempienza il
giratario avrà a disposizione un'azione di regresso ma saranno affari suoi; il mio rapporto,una volta che il titolo
è girato,sarà sempre tra me e il soggetto prenditore che ha sostituito il beneficiario,quindi il rapporto è
bilaterale(lo stesso vale per l'assegno circolare con la sola differenza che nell'assegno l'emittente è sempre una
banca e il beneficiario è un cliente della banca o un soggetto indicato da un cliente della banca,il giratario è il
soggetto a cui ha girato l'assegno il beneficiario). Nella CAMBIALE TRATTA abbiamo coinvolti 3 soggetti:
TRAENTE, TRATTARIO e BENEFICIARIO: il TRAENTE è colui che emette la cambiale, il BENEFICIARIO è colui a
cui viene consegnata la cambiale,il TRATTARIO è colui che viene indicato come l'obbligato principale; nella
cambiale tratta non si troverà mai la formula"PAGHERO'" ma "PAGHERETE" in quanto non è una promessa di
pagamento ma è un ordine incondizionato di pagamento, es: io sono il TRAENTE che emetto questa cambiale,
mi rivolgo al TRATTARIO e dico:" pagherete (VOI TRATTARIO) questa somma,in questo luogo a questa scadenza,
al soggetto beneficiario" quindi il traente ordina al trattario di pagare una certa somma ad una certa
scadenza in un certo luogo al beneficiario non impegnandosi in proprio, ordina a un terzo di pagare questa
somma. Nell'assegno bancario,il trattario è una banca(BANCA TRATTARIA),il traente solitamente è un cliente
della banca e il beneficiario è ovviamente è un creditore del traente; nella cambiale non è così, in quanto i tre
non possono essere soggetti qualunque. Ora,il rapporto fra traente e trattario si chiama RAPPORTO DI
PROVVISTA mentre il rapporto tra il traente e beneficiario si chiama RAPPORTO DI VALUTA. Es. io che sono il
traente,perché non mi impegno in proprio e ordino al trattario di pagare la somma al beneficiario? Perché il
trattario è un mio debitore,mi deve una somma quindi dico al trattario:"guarda trattario, non dare questi soldi
a me in quanto io devo dei soldi ad un altro tizio, anziché darli a me,paga il debito che ho verso questo
tizio"per questo il rapporto è di provvista,perché il traente che non ha le somme per pagare il suo creditore
(il beneficiario) fa provvista delle risorse economiche necessarie dei capitali invocando il credito che ha verso il
trattario. Il rapporto invece tra traente e beneficiario è di valuta perché nasce da un rapporto fondamentale
(vendita o fornitura del rapporto sottostante) e viene estinto attraverso la provvista di capitali che il traente ha
fatto invocando il credito che ha nei confronti del trattario:quindi questi due tipi di rapporti si estinguono nel
momento in cui il trattario paga il beneficiario e così si chiude il cerchio perché né il trattario dovrà dare più
nessuna cifra al traente né il traente dovrà più niente al beneficiario, quindi in un colpo solo si definiscono i
rapporti tra queste tre persone(o almeno in parte,perché il trattario potrebbe estinguere una parte del suo
debito in questa maniera); qui qual è il punto? Ammettiamo il caso che io vada al tabacchino e compri una
cambiale tratta,la riempio e scrivo:"pagherete per me questa somma,a questo tizio, a questa scadenza, in
questo luogo" e indico come mio trattario quella persona;quando il beneficiario intende ottenere il pagamento
di quella cambiale perché scaduta,non viene da me traente ma va direttamente da quella persona che dal
canto suo potrà rispondere di non conoscerla e di essere stata introdotta dal trattario, pur non avendo nessun
obbligo nei suoi confronti: questo ci fa capire che il trattario non diventa obbligato cartolare in forza
semplicemente della designazione da parte del traente perché il traente potrebbe designare anche il papa ma
non è che diventa obbligato in forza di questa indicazione; il trattario diventa obbligato solo quando accetta la
cambiale che viene presentata per il pagamento,diventando obbligato principale, dovendo pagare il
beneficiario. Non basta l'ordine di pagamento del traente per vincolare il trattario perché in questo modo
chiunque potrebbe vincolare qualsiasi altra persona del mondo e sarebbe impossibile; quindi ci vuole
l'accettazione della cambiale da parte del trattario; se la cambiale non è accettata succede che il traente
rimane obbligato in proprio a meno che un altro soggetto,che è debitore del traente,non interviene e accetta la
cambiale al posto del trattario (IPOTESI DELL'INTERVENTO IN ACCETTAZIONE): il trattario non accetta la
cambiale("Io non devo niente al traente"), il traente sarebbe obbligato in proprio nei confronti del beneficiario
ma potrebbe intervenire un altro tizio, dicendo:"Sono io il debitore del traente,mi faccio carico io di questa
cambiale,la accetto io questa cambiale" questo soggetto si chiamerà INTERVENIENTE IN ACCETTAZIONE che
praticamente diventerà obbligato principale come lo sarebbe stato il trattario se avesse accettato la cambiale.