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Ricerca empirica e
professionalità in educazioneug
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ud
St

Argomenti
gli

• Pedagogia sperimentale e ricerca empirica in educazione


• Ricerca pedagogica e pratica educativa
• Il ruolo della «teoria»
de

– I limiti della razionalità tecnica


– L’importanza di un quadro teorico esplicito
– Sapere teorico e sapere pratico

• Caratteristiche degli approcci del ricercatore e del


professionista alla ricerca educativa
si
er
iv

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Un
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Obiettivi

Ma
Gli obiettivi della lezione sono:
• Conoscere i presupposti e gli scopi di un approccio scientifico
alla ricerca in educazione, con particolare riferimento alla
ricerca empirica.
• Comprendere il complesso rapporto tra realtà educative e

mo
risultanze della ricerca scientifica.
• Comprendere alcuni significati del termine «teoria».
• Comprendere la necessità di un insegnante/educatore
competente, professionista e ricercatore.

l
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• Conoscere alcune differenze tra l’approccio alla ricerca del
professionista e quello del ricercatore accademico.
• Comprendere i motivi per i quali un professionista

ug
dell’educazione deve conoscere la metodologia della ricerca
empirica in educazione.
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Pedagogia sperimentale
e ricerca empirica in educazione
gli

«Il punto di partenza della ricerca in educazione […] è la


volontà di comprendere i fenomeni educativi al fine di
de

assumere decisioni educative che abbiano, in senso lato,


maggiori probabilità di essere efficaci» (Lucisano, 2002, p. 18).

• Ped – agogia
si

– Mira a orientare le pratiche educative


– Approccio filosofico vs. approccio scientifico
er

• Scienza/Scienze dell’educazione
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Pedagogia sperimentale
e ricerca empirica in educazione

Ma
• La pedagogia sperimentale nasce nel 1900 a seguito
della psicologia sperimentale.
– Contesto storico-culturale di matrice positivista.
– Applicazione del metodo sperimentale proprio delle
scienze dure anche ai contesti sociali.

mo
• Con il tempo sono emersi con sempre maggiore chiarezza
i limiti dell’approccio sperimentale puro.

l
– Difficoltà di controllo di tutte le «variabili di disurbo».

lie
• Si è andato definendo un ambito più generale:

educazione.
ug
– La metodologia della ricerca empirica in
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Pedagogia sperimentale
e ricerca empirica in educazione
gli

• La ricerca empirica in educazione è una delle tradizioni di


ricerca di ambito educativo, quella che trae le proprie
risultanze dai dati provenienti dalla realtà,
de

attraverso rigorose procedure a carattere


scientifico.
• Si distingue da altre tradizioni di ricerca, in particolare la
ricerca teoretica di matrice filosofica, maggiormente

diffusa in Italia.
• In estrema sintesi, e nella sua generalità, la ricerca
si

empirica in educazione mira a favorire la presa di


decisione facendo leva su un’analisi rigorosa di precedenti
esperienze, siano esse avvenute in modo naturale o
er

appositamente indotto.
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Ricerca pedagogica e pratica educativa

Ma
Realtà ? Risultanze
della

mo
educative ricerca
scientifica

l
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Operatore Ricercatore
Insegnante
Educatore
ug Accademico
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Il ruolo della «teoria»


gli

“Agli insegnanti non importa niente della teoria”


de

“La teoria è importante perché chiarisce le premesse


delle nostre azioni”

“Si può elaborare una teoria da un singolo caso?”



si

Tre significati diversi della parola teoria


er
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Il ruolo della «teoria»
I limiti della razionalità tecnica

Ma
“Agli insegnanti non importa niente della teoria”

Questa accezione denota un


Risultanze
Realtà
ricerca modello “applicazionista” per

mo
educative
scientifica il quale la “teoria” viene
elaborata e formalizzata in
contesti “scientifici” altri
rispetto ai contesti reali e
Operatore

l
Ricercatore poi gli operatori devono

lie
Insegnante Accademico
Educatore “applicare” i loro risultati.

ug
Logica della razionalità tecnica
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Il ruolo della «teoria»


I limiti della razionalità tecnica
gli

“La razionalità tecnica sostiene che i professionisti sono


risolutori di problemi strumentali capaci di selezionare gli
strumenti tecnici che meglio si adattano al
de

raggiungimento di obiettivi specifici. I professionisti


rigorosi risolvono problemi strumentali ben formulati
attraverso l’applicazione di una teoria e di una tecnica
derivate dalla conoscenza sistematica, preferibilmente

scientifica” (Schön, 1987, it. 2006, p.32).


si

• Si basa sulla capacità della ricerca scientifica di formulare


“teorie” generalizzabili riguardanti determinati fenomeni,
er

che siano capaci di consentire previsioni sugli effetti delle


azioni, tanto da orientare le decisioni affinché esse siano
efficaci.
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Il ruolo della «teoria»
I limiti della razionalità tecnica

Ma
• Dal punto di vista epistemologico, tale approccio si fonda
sulla capacità della ricerca scientifica di stabilire leggi di
valenza generale.
– Della forma, data una situazione x, l’azione (o
l’insieme di azioni) A porta al risultato y.

mo
– Di conseguenza, ai fini operativi, se nella situazione x
voglio ottenere il risultato y allora devo applicare
l’azione A.
• La presenza di siffatte “leggi” consentirebbe agli operatori

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di prendere decisioni con la relativa certezza che siano
efficaci.
– È stata l’ambizione dei primi ricercatori empirici in
ug
ambito educativo (Pedagogia Sperimentale).
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Il ruolo della «teoria»


I limiti della razionalità tecnica
gli

• Ormai da tempo diversi autori hanno denunciato il limite


della razionalità tecnica nelle scienze sociali e, in
particolare, nell’ambito educativo.
de

“La pratica educativa presenta tassi di problematicità


incomprimibile nella dimensione del sapere tecnico”
(Mortari, 2009, p.13).

• Stabilire leggi di valenza generale presuppone infatti il


prescindere dalle specificità dei singoli contesti, visti come
si

variabili di disturbo rispetto alla regolarità generale che si


vuole individuare.
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Il ruolo della «teoria»
I limiti della razionalità tecnica

Ma
• Conseguenze negli studiosi
– L’approccio nomotetico (quello che mira a stabilire
leggi di valenza generale) si è via via sfumato in
chiave probabilistica rispetto alla forma deterministica
originaria.

mo
• Non più: nelle condizioni x se faccio A ottengo y, ma se
faccio A “è più probabile” che io ottenga y
– Si è andato affermando un approccio opposto, detto
idiografico, che mira a comprendere proprio le

l
lie
specificità dei singoli casi.
• Conseguenze negli operatori
– Una prevenzione nei confronti della “teoria”.
ug
– Necessità di ripensarsi, non più meri esecutori di
soluzioni stabilite altrove.
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Il ruolo della «teoria»


L’importanza di un quadro teorico esplicito
gli

“La teoria è importante perché chiarisce le premesse


delle nostre azioni”.
de

• Sia i ricercatori, sia gli operatori, possiedono un insieme


di conoscenze, convinzioni, esperienze, competenze,


valori che determinano le loro azioni; spesso tuttavia essi
sono per lo più taciti.
si
er
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Il ruolo della «teoria»
L’importanza di un quadro teorico esplicito

Ma
• Per il ricercatore è importante chiarire il quadro teorico
rispetto a quello che è il suo background teorico.
– Verso i suoi lettori: affinché la propria ricerca possa
essere criticata e, eventualmente, replicata.
• Caratteristiche di scientificità.

mo
– Verso se stesso: affinché possa interpretare
correttamente i dati rilevati e non rischi di “vedere ciò
che vuole vedere”.

l
lie
• Per l’operatore, è fondamentale saper leggere la propria
esperienza, affinché sia possibile apprendere da essa.
– Superare convinzioni e credenze.
ug
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Il ruolo della «teoria»


L’importanza di un quadro teorico esplicito
gli

• Una caratteristica dell’ambito educativo è quella di un


forte coinvolgimento valoriale.
– “Come è giusto intervenire su una data realtà
de

educativa?”
• Le azioni educative sono difficilmente valutabili
nell’immediato, e sono irreparabili e irrevocabili.
– È dunque importante sia per il ricercatore, sia per

l’operatore chiarire il quadro valoriale nel quale si


colloca.
si

• Per l’operatore, spesso le convinzioni tacite, individuali e


del contesto (si fa così perché si è sempre fatto così)
er

hanno spesso ostacolato il cambiamento.


– Es. Verso un’idea di Scuola Democratica.
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Il ruolo della «teoria»
L’importanza di un quadro teorico esplicito

Ma
“La teoria è importante perché chiarisce le premesse
delle nostre azioni”

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Cambia il ruolo

mo
Realtà
Risultanze dell’operatore; non più
ricerca
educative
scientifica esecutore di precetti stabiliti
altrove ma:

l
- Professionista

lie
Operatore - Competente
Insegnante
Educatore
- Ricercatore

ug
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Il ruolo della «teoria»


L’importanza di un quadro teorico esplicito
gli

• Una nuova veste dell’insegnante/educatore nei rapporti


con la pratica e la teoria.
• Insegnante/educatore professionista, competente,
de

ricercatore sono tre termini che si intrecciano.

“Essere competente […] vuol dire mettere in opera una pratica


professionale pertinente mobilitando un combinato appropriato

di risorse (conoscenze, saper fare, comportamenti, modalità di


ragionamento…) [in una situazione di lavoro].” (Le Boterf, 2008, p.21).
si

“Affinché i docenti possano qualificarsi come professionisti


competenti, devono sviluppare abilità e modi di essere necessari
er

a posizionarsi nella pratica come soggetti impegnati a fare del


proprio agire l’oggetto di una indagine rigorosa e di una riflessività
continua, ossia sono chiamati a fare ricerca per costruire valide
iv

teorie della pratica educativa” (Mortari,


18
2009, p.19).
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Il ruolo della «teoria»
Sapere teorico e sapere pratico

Ma
• Il “sapere pratico” ha caratteristiche particolari:
– È pratico-operativo, ossia è funzionale alla
risoluzione di problemi.
– È situato, ossia ha valore nello specifico contesto
dove verrà poi messo in opera.

mo
– È spesso condiviso, ossia viene costruito all’interno
di una comunità (Wenger).
– Viene continuamente messo alla prova della realtà.

l
lie
• Non si contrappone al “sapere teorico”, o meglio, si
distingue da quel sapere teorico definito in altri contesti
con la finalità di predeterminare soluzioni a problemi che
ug
si vogliono prevedibili, ma deve esso stesso essere
teorico, secondo una specifica accezione.
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Il ruolo della «teoria».


Sapere teorico e sapere pratico
gli

• Si tratta di una particolarissima forma di ricerca, orientata


alla soluzione di problemi pratici, che ha pieno valore
unicamente nello specifico contesto in cui il professionista
de

opera e che si avvale di un corpus di conoscenza di


valenza più generale, ma lo integra con il continuo
confronto con la realtà empirica.
• Affinché possa prefigurare soluzioni, e orientare dunque

le decisioni, anche il professionista deve avvalersi di


procedure a carattere scientifico (più o meno codificate),
ed elaborare quindi una teoria situata e condivisa con gli
si

altri membri della comunità, sullo specifico contesto


professionale.
er

“Si può elaborare una teoria da un singolo caso?”


iv

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Caratteristiche dell’approccio del
professionista e del ricercatore alla ricerca
educativa

Ma
Ricercatore Professionista in
accademico ricerca
Problema conoscitivo, Problema pratico; richiede

mo
formulato in termini chiari e uno sforzo per una precisa
univoci. formulazione.
Esplicitazione del proprio Confronto con la letteratura.
background teorico.

l
Pianificazione attenta delle Sistematicità delle

lie
rilevazioni. osservazioni.
Analisi dei dati e Costruzione di soluzioni e
pubblicazione
risultanze.
ug
delle valutazione efficacia.
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Riferimenti bibliografici
gli

• Montalbetti K., Lisimberti C. Ricerca e professionalità educativa.


Risorse e strumenti, Lecce-Brescia, Pensa Multimedia, 2015
de

• Mortari L., Ricercare e riflettere. La formazione del docente


professionista, Roma, Carocci, 2009
• Magnoler P., Ricerca e formazione. La professionalizzazione degli
insegnanti, Lecce-Brescia, Pensa Multimedia, 2012

• Trinchero R., Manuale di ricerca educativa, Milano, Franco Angeli,


2002
• Coggi C., Ricchiardi P., Progettare la ricerca empirica in educazione,
si

Roma, Carocci, 2005


• Lucisano P., Salerni A., Metodologia della ricerca in educazione e
er

formazione, Roma, Carocci, 2002


• Vannini I., Come cambia la cultura degli insegnanti. Metodi per la
ricerca empirica in educazione, Milano, Franco Angeli, 2012
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