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AVVENTURE ALLA SCUOLA BLU

(cap.1 SCUSA)

C’era una volta …e forse c’è ancora una Scuola tutta Blu. Ma proprio tutta
Blu!
Blu i muri, blu il tetto, blu le tende alle finestre e il portone era blu con dei
grossi pois azzurri.
In questa scuola le maestre avevano un dono particolare: vedevano, ma
proprio vedevano dentro, alla testa dei loro bambini.
C’erano bambini che nella testa avevano dei prati : prati con i fiori, gli alberi,

gli insetti che gironzolavano e, ogni volta che comprendevano una cosa

nuova, (e questo accadeva spesso, perché i loro insetti erano sempre in moto

e sempre all’erta) nei loro prati sbocciava un fiore nuovo oppure

improvvisamente su un albero si formava un nido in attesa di nuove idee.

Poi c’erano bambini che in testa avevano un mare calmo con l’onda che

andava e veniva, quando l’onda era lontana è perché erano un po’ distratti e

allora lì per lì non riuscivano a capire subito, ma poi l’onda arrivava ed ecco

tutto era finalmente chiaro.

C’erano anche bambini con nella mente infiniti deserti assolati dove faceva

sempre troppo caldo e dove era necessario trovare un oasi per riuscire a

dissetarsi un po’ ed essere soddisfatti.

Infine c’erano i bambini con in testa un mare sempre in tempesta, questi

erano quei bambini troppo agitati o arrabbiati per prestare attenzione, allora

le maestre dovevano solo calmare i mari per poter far navigare tranquilla la
barchetta del sapere; una barchetta che i bimbi possedevano bella, colorata

ma non riuscivano a mettere in acqua.

Dovete sapere che nella Scuola Blu si dovevano usare le parole della

gentilezza, altrimenti non si otteneva proprio nulla, tantomeno la merenda e la

ricreazione.

Al portone della Scuola Blu stava sempre in attesa in bidello Gino.

Il bidello Gino era un omone altissimo ed enorme con i capelli che

sembravano pesciolini guizzanti e gli occhi neri dolci e luminosi come una

notte d’estate. Il bidello Gino non vedeva nelle teste come le maestre, ma

chissà perché, riusciva ad intuire subito che tipo di bambino si trovava

davanti.

Quando arrivava un bambino fuori orario o perché era in ritardo o perché era

nuovo nuovo, il portone si apriva da solo e il bidello Gino accompagnava il

bimbo nella sua classe. Ma se arrivava qualcuno che NON era un bambino

allora il portone restava chiuso sigillato, nessuno così poteva entrare se non

apriva il bidello Gino.

Un giorno alla Scuola Blu arrivò un bimbo nuovo, uno di quelli con in testa il

mare in tempesta. Il portone si aprì e il bambino entrò con tutta la sua

tempesta. Al bidello Gino guizzarono subito i capelli in testa vedendolo, ma

senza dire nulla lo accompagnò in classe.

Ovviamente, appena entrò in classe, la maestra vide subito il suo mare e


sinceramente, non aveva mai visto un mare così tempestoso!
Il nuovo arrivato si sedette in un banco isolato e per tutto il tempo restò lì con
il mare sempre più agitato. A nulla servirono i sorrisi dei compagni né quelli
della maestra. Decise che non voleva lavorare e quando fu il momento della
ricreazione passò il tempo a fare dispetti a tutti.
Ad un certo punto cominciò ad arrabbiarsi così tanto, che nel suo mare
comparvero onde gigantesche, cavalloni di schiuma e navi e antichi velieri
che non riuscivano a tenere la rotta.
Improvvisamente il bambino con il mare in tempesta cominciò ad alzarsi …..
su su fino a toccare il soffitto e restarci attaccato!
Potete immaginare il putiferio che scoppiò in classe : il bambino gridava
“Mettimi giù! Mettimi giù!” e gli altri “Maestra tiralo giù!”…”Ma io non posso”
disse la maestra” deve saper scendere da solo”. Quello,figuriamoci,
continuava a gridare come se l’avessero spellato vivo!
E così passò il tempo, il bambino restava sempre attaccato al soffitto e i
compagni e la maestra non potevano fare nulla.
Quando finalmente smise di gridare era quasi ora di uscire, il povero bambino
attaccato al soffitto piangeva. “Vedi, ora che hai smesso di gridare, ascoltami:
per scendere devi solo usare una parola”, disse la maestra “Ma quale?”
singhiozzò il bambino “Devi capirlo tu” “Aiutami!” “Bene da quando sei
arrivato non hai risposto ai sorrisi dei compagni e neppure ai miei, sei sempre
stato arrabbiato, ti sei rivolto a tutti in modo sgarbato e, invece di lavorare e
giocare, hai fatto solo dei dispetti” …Nel frattempo suonò la campanella e i
compagni cominciarono a uscire da scuola. “Non so che parola è!” disse
triate il bambino “MMMMM” disse pensierosa la maestra “Possibile che tu
non l’abbia mai usata? E’ una parola semplice sai, ma molto importante, si
dice quando si fa qualcosa di sbagliato o si offende o si disturbano altre
persone, è una parola che appena pronunciata ci fa essere subito
nuovamente sereni e amici con altri…..Pensaci”…….”Ah sì la so ….ma non
la uso mai” mormorò il bambino “Eh ma oggi devi dirla, se vuoi tornare giù”
sorrise la maestra…..Il bambino prese un grosso respiro “ SCUSA!” disse e
lentamente tornò a terra