Sei sulla pagina 1di 24

See discussions, stats, and author profiles for this publication at: https://www.researchgate.

net/publication/260797926

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Article · January 2011

CITATION READS

1 405

4 authors, including:

Pietro Spatti Paolo Riva

3 PUBLICATIONS   1 CITATION   
University of Bergamo
201 PUBLICATIONS   996 CITATIONS   
SEE PROFILE
SEE PROFILE

Roberto Nascimbene
European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering
111 PUBLICATIONS   1,028 CITATIONS   

SEE PROFILE

Some of the authors of this publication are also working on these related projects:

RC Frame Joints behaviour and retrofit View project

Precast structures seismic performance View project

All content following this page was uploaded by Roberto Nascimbene on 26 February 2015.

The user has requested enhancement of the downloaded file.


1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 23

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione


antisismica
L. Marinini1, P. Spatti2, P. Riva3, R. Nascimbene4 I

Sommario gibilità e di interruzioni delle attività, oltre natu-


La valutazione della capacità degli edifici di ralmente che dal collasso strutturale che com-
sopravvivere agli effetti indotti da un evento porterebbe la perdita della vita degli occupanti.
sismico è da sempre uno dei temi che maggior- L’intento perseguito da questa ricerca, numerica
mente ha preoccupato i progettisti, in relazione e sperimentale, è quindi quello di realizzare una
soprattutto alle conseguenze che si possono connessione tra elementi prefabbricati che sia
avere sull’incolumità degli occupanti (stato prima di tutto rispondente alle richieste norma-
limite di salvaguardia della vita come definito tive, ma che al contempo sia funzionale alle esi-
al Punto 3.2.1 del D.M. 14 Gennaio 2008). In genze dei produttori e dei montatori di edifici
particolar modo, per quanto concerne gli edifici prefabbricati: questo si traduce, in primo luogo,
prefabbricati, questa valutazione è resa ancor in un meccanismo che permetta la dissipazione
più difficoltosa a causa delle differenze di tipo- di energia in occasione di un evento sismico, e,
logia e materiali fra gli elementi prefabbricati conseguentemente, la riduzione delle forze in
(primari e secondari) e i meccanismi che realiz- gioco per il dimensionamento degli elementi
zano le connessioni fra gli elementi stessi. resistenti; in secondo luogo, il dispositivo deve
Per quanto concerne il territorio nazionale, le essere facilmente posizionabile e montabile in
strutture prefabbricate sono generalmente desti- cantiere, così da non complicare il già non facile
nate al settore industriale: sembra quindi sen- lavoro delle squadre di montaggio; ed in ultima
sato porre in evidenza il fatto che ripercussioni analisi deve risultare anche velocemente sostitui-
sociali ed economiche potenzialmente elevate bile a seguito di un possibile danneggiamento
possono essere provocate da situazioni di ina- conseguente ad un evento sismico.

1. La pratica costruttiva degli edifici in di coprire luci molto elevate (oltre i 30 m) e di


c.a. a struttura prefabbricata ridurre, di conseguenza, i volumi interni inutiliz-
Al fine di meglio comprendere il comportamento zati; grazie alle falde normalmente inclinate del
delle strutture prefabbricate e le principali tipo- 10 ÷ 12%, essa rappresenta anche la naturale
logie strutturali diffuse sul territorio, si riporta di soluzione ai problemi di smaltimento delle
seguito una classificazione dei principali ele- acque. La stabilità in fase di montaggio è affi-
menti costituenti una struttura prefabbricata, in data alla configurazione a forcella della testa dei
ambito nazionale, suddividendoli in travi, solai, pilastri; con questi ultimi essa forma una serie di
tegoli di copertura, pilastri, plinti e connessioni. portali paralleli collegati dai tegoli di copertura.
Con riferimento alla classificazione proposta da I solai si dividono in parzialmente o totalmente
Calvi et al. (2006, 2007) e riportata in Figura 1, prefabbricati (Figura 2). Questi ultimi, gli unici
le travi che trovano maggiore diffusione sono considerati in questa ricerca numerica, si pos-
quelle a doppia pendenza, le travi ad I per strut- sono suddividere in due grandi categorie: tegoli
ture monopiano e le travi L e T rovescio per strut- binervati e lastre alveolari. La grande diffusione
ture pluripiano; la trave rettilinea a I o "doppio sia dei tegoli binervati, sia delle relative varianti,
T" è generalmente impiegata per risolvere il pro- è dovuta alla limitata necessità di interventi di
blema di coperture piane o di solai intermedi ove completamento, ridotti in molti casi alla neces-
siano richieste grandi luci libere. La trave a dop- sità del solo getto collaborante in opera, pur
pia pendenza viene utilizzata in genere per riuscendo a coprire luci considerevoli (funzione
copertura di edifici industriali in quanto in grado solamente dello spessore del tegolo). Le lastre

1 ROSE School, Istituto Universitario di Studi Superiori, Pavia - m luca.marinini@gmail.com


2 ROSE School, Istituto Universitario di Studi Superiori, Pavia - m pier_spatti@hotmail.com
3 Università degli Studi di Bergamo - m paolo.riva@unibg.it
4 Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, Pavia - m roberto.nascimbene@eucentre.it 23
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 24

Progettazione Sismica

alveolari hanno larghezza e, soprattutto altezza cio o scatolare chiuso, in cui il flusso delle
inferiori rispetto a quella dei tegoli binervati e, tensioni tangenziali può svilupparsi per dare
nonostante questo, prestazioni simili. resistenza torsionale;
Ogni prefabbricatore cerca di migliorare i pro- b) elementi a trave in cui le sollecitazioni tor-
pri prodotti, soprattutto dal punto di vista tecnico sionali sono scomposte in due flessioni con-
ed estetico, aspetto tutt’altro che da sottovalu- trapposte in corrispondenza delle nervature;
tare: è proprio per questi motivi che esistono c) elementi scatolari aperti o chiusi a lastre, in
una vasta gamma di sezioni diverse (Figura 3) cui il flusso delle sollecitazioni tangenziali è
che possono essere accomunate sotto il nome di scomponibile in una complessa combina-
tegolo alare di copertura; un tentativo di classi- zione di flessione sulle singole lastre;
ficazione può essere effettuato in base alla com- d) elementi a lastre convergenti (tipo V o Y), in
binazione del comportamento flessionale e di cui l’azione torcente è scomponibile in
quello torsionale di ciascun elemento; secondo momenti torcenti sulle singole lastre;
Toniolo (1998) possono essere individuati i e) casi speciali non compatibili con le voci pre-
seguenti casi (Figura 4): cedenti.
a) elementi a trave con nucleo centrale massic- I pilastri prefabbricati hanno il compito di sor-

Figura 1
Principali caratteristiche
geometriche di elementi
trave prefabbricata
normalmente impiegati in
ambito nazionale
(Calvi et al., 2006, 2007).

24
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 25

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

reggere i carichi verticali in condizioni statiche essendo i carichi soggetti ad elevata eccentri-
ed i carichi orizzontali in caso di eventi sismici: cità, è diventata molto più difficoltosa la verifica
alla quota di connessione con le strutture oriz- di tali elementi prefabbricati (Bellotti et al.,
zontali il pilastro è sagomato (rastremato) o 2009), essendo infatti limitate le dimensioni
completato su diversi lati con componenti strut- geometriche massime della suola realizzabili e
turali come mensole rettangolari, semplici o mul- trasportabili dallo stabilimento al cantiere; pro-
tiple, posizionabili su qualunque faccia del pila- prio per questo motivo vengono utilizzati sem-
stro, che permettono l’appoggio, anche a scom- pre più frequentemente i plinti parzialmente pre-
parsa, delle travi primarie. I pilastri sono ade- fabbricati, con i quali si ricorre ad un bicchiere
guatamente conformati alla base per essere prefabbricato in stabilimento con armatura
inseriti in plinti a pozzetto (a sezione rettango- sporgente, solidarizzato in sito con una suola
lare o rastremati), mentre in sommità sono pre- gettata in opera opportunamente dimensionata.
disposti per consentire l’appoggio ed il contro- I collegamenti fra gli elementi prefabbricati, che
ventamento delle travi primarie dei vari sistemi devono necessariamente avvenire in cantiere,
di copertura. sono la parte dell’edificio che ha la maggiore
Il sistema di fondazione tradizionalmente utiliz- criticità dal punto di vista della resistenza e che
zato è costituito da plinti a pozzetto poggianti su quindi riveste una importanza cruciale in rela-
sottofondazioni armate; le possibili alternative zione al comportamento globale della struttura:
sono costituite dall’utilizzo di pali prefabbricati l’intero schema resistente utilizzato in fase di
o di fondazioni superficiali nastriformi, rispetti- progettazione può infatti venir meno nel
vamente nel caso di scarsa capacità portante momento in cui le connessioni non rispondano
del terreno o di problemi di verifica strutturale come ipotizzato (Bellotti et al., 2009); a mag-
del plinto. Il plinto a pozzetto può essere total- gior ragione, essendo non controllabili in stabi-
mente o parzialmente prefabbricato: in seguito limento, ma realizzate sul posto dalla manova-
all’entrata in vigore del D.M. 14 Gennaio 2008, lanza addetta al montaggio, è importante

Figura 2
Principali caratteristiche
geometriche di elementi
solaio normalmente
impiegati in ambito
nazionale (Calvi et al.,
2006, 2007).

25
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 26

Progettazione Sismica

lasciare meno margine possibile all’errore di impiegati vari sistemi di connessione per strut-
posizionamento e montaggio. ture prefabbricate in funzione degli elementi
Il comportamento sismico di una struttura prefab- (primari o secondari) da collegare: in partico-
bricata dipende in maniera consistente dal com- lare vi sono collegamenti pilastro-fondazione,
portamento degli elementi di collegamento tra le trave-solaio o trave-tegolo di copertura, pila-
diverse parti strutturali e non (per esempio i pan- stro-pilastro, trave-pilastro e collegamento di
nelli - Riva et al., 2011). In particolare l’applica- parti non strutturali come per esempio trave-
zione del criterio di gerarchia delle resistenze, pannello o pilastro-pannello. Come richiamato
l’interazione cinematica tra i diversi elementi e la al paragrafo successivo, la modellazione di tutti
domanda di deformabilità non possono prescin- i collegamenti deve essere molto accurata, in
dere da una accurata conoscenza delle caratteri- quanto negli edifici prefabbricati soggetti ad
stiche meccaniche dei collegamenti, conoscenze una azione orizzontale sismica, vanno indivi-
riguardo il comportamento sia sotto carichi duate a priori le zone critiche della struttura,
monotoni, sia ciclici (Capozzi et al., 2009). zone delegate alla dissipazione di energia
In ambito nazionale vengono comunemente (Punto 7.2.1 del D.M. 14 Gennaio 2008).

Figura 3 Dimensioni sagoma Luci correnti


Esempi di tegoli alari di Tipologia standard [m]
copertura diffusi in ambito Sezioni tipiche d'impiego
Elemento
nazionale (Calvi et al., base altezza [m]
2006, 2007).

Tegoli di 1.00 ÷
2.50 16 ÷ 32
Copertura 1.10

Figura 4
Classificazione dei tegoli
alari in funzione del
comportamento flessionale e
torsionale (Toniolo, 1998).

a) b)

26 c) d)
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 27

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

2. La modellazione ad elementi finiti formato CAD, facilita ulteriormente il lavoro del


delle strutture prefabbricate progettista.
Negli ultimi anni lo sviluppo delle tecnologie Le più recenti normative strutturali richiedono
informatiche e la diffusione di programmi di cal- esplicitamente che il modello (a elementi finiti)
colo automatico hanno profondamente modifi- della struttura sia tridimensionale e rappresenti
cato l’approccio alla progettazione strutturale. in modo adeguato le effettive distribuzioni spa-
Il metodo degli elementi finiti, inizialmente pen- ziali di massa, rigidezza e resistenza.
sato per risolvere problemi complessi di mecca- Nella definizione del modello alcuni elementi strut-
nica strutturale, viene oggi utilizzato per la riso- turali, considerati “secondari”, e gli elementi non
luzione di strutture semplici, come le travi conti- strutturali autoportanti (tamponature e tramezzi),
nue, e di strutture a telaio piano e spaziale, con- possono essere rappresentati unicamente in ter-
sentendo una significativa riduzione dei tempi di mini di massa, considerando il loro contributo alla
progettazione. L’ausilio di programmi di calcolo rigidezza e alla resistenza del sistema strutturale
con interfaccia grafica e dotati di librerie di ele- solo qualora essi possiedano rigidezza e resi-
menti strutturali, in grado di leggere la geome- stenza tali da modificare significativamente il com-
tria strutturale a partire da disegni realizzati in portamento del modello. In Figura 5 si mostra

Figura 5
Applicazione di un carico
eccentrico di 3.5 kN/m2
lungo un pilastro
conseguente alla presenza
di pannelli orizzontali.

l’applicazione, tramite un codice con elementi a in acciaio o in legno e purché le aperture pre-
plasticità diffusa, di carichi verticali eccentrici con- senti non ne riducano significativamente la rigi-
seguenti alla presenza di pannelli orizzontali gra- dezza (Punto 7.2.6 del D.M. 14 Gennaio
vanti sui pilastri. 2008). Dal punto di vista della modellazione è
Gli orizzontamenti possono essere considerati possibile costruire due modelli: il primo a oriz-
infinitamente rigidi nel loro piano, a condizione zontamenti infinitamente rigidi ed il secondo
che siano realizzati in cemento armato, oppure capace di includerne la deformabilità. Se gli
in latero-cemento con soletta in c.a. di almeno spostamenti orizzontali massimi calcolati in que-
40 mm di spessore, o in struttura mista con sto ultimo caso in condizioni sismiche non supe-
soletta in cemento armato di almeno 50 mm di rano per più del 10% quelli calcolati con l’as-
spessore collegata da connettori a taglio oppor- sunzione di piano rigido, allora l’orizzonta-
tunamente dimensionati agli elementi strutturali mento può essere modellato come infinitamento 27
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 28

Progettazione Sismica

Figura 6 rigido. Questa assunzione consente importanti sto da Bellotti et al. (2009) e da Calvi et al.,
Rigidezza effettiva in
sezioni fessurate in cemento semplificazioni di modellazione tra cui: sempli- (2006, 2007), differenziare la modellazione di
armato (derivate da Priestley cità nell’assegnazione delle eccentricità acci- questi ultimi da quella dei pilastri. Per questo
et al., 1996).
dentali, delle masse di piano e semplificazioni motivo si procede applicando i coefficienti ridut-
nelle verifiche agli effetti del secondo rodine. tivi di seguito indicati:
Per rappresentare la rigidezza degli elementi - rigidezza della sezione fessurata di elementi
strutturali si possono adottare modelli lineari, in c.a. (pilastri o elementi verticali):
che trascurano le non linearità di materiale e EC FESS = 50% EC
geometriche, e modelli non lineari, che le consi- - rigidezza della sezione fessurata di elementi
derano; in ambo i casi si deve tener conto della in c.a.p. (travi, tegoli o elementi orizzontali):
fessurazione dei materiali fragili (Priestley et al., EC FESS = EC
1996). In caso non siano effettuate analisi spe- Questa scelta è giustificata dal fatto che nel caso di
cifiche, la rigidezza flessionale e a taglio di ele- elementi precompressi è atteso un livello di fessura-
menti in muratura, cemento armato, acciaio-cal- zione molto contenuto rispetto ai corrispondenti ele-
cestruzzo, può essere ridotta sino al 50% della menti in c.a.; non potendo, però, quantificare un
rigidezza dei corrispondenti elementi non fessu- preciso valore del coefficiente riduttivo da utilizzare
rati (Punti 4.1.1.1 e 7.2.6 del D.M. 14 Gennaio (75%, 85%...?), si sceglie di mantenere la sezione
2008), tenendo debitamente conto dell’in- integra. Inoltre è necessario mantenere queste ipo-
fluenza della sollecitazione assiale permanente tesi, per taglio e flessione, sia nella verifica allo stato
(Figura 6 derivata da Priestley et al., 1996). limite di danno che in quella allo stato limite ultimo.
Poiché però gli elementi orizzontali sono pre- La rigidezza assiale, invece, è sempre calcolata
compressi, sembra sensato, come anche propo- senza alcuna riduzione di modulo elastico.

3. La modellazione delle connessioni corrette dimensioni geometriche degli ele-


Come detto precedentemente, per ottenere una menti reali. In Figura 7a l’elemento rigido è
simulazione accurata del comportamento di un utilizzato per tenere conto dell’eccentricità
edificio con struttura prefabbricata è necessario esistente tra la linea d’asse del pilastro (che
modellare in maniera estremamente accurata le nelle strutture prefabbricate può avere anche
connessioni tra gli elementi, soprattutto dal sezione di dimensione importante) e la linea
punto di vista geometrico, cioè in relazione alle baricentro delle pressioni esercitate dalla
eccentricità presenti tra i diversi elementi come trave sulla mensola d’appoggio;
risulta chiaro dalla Figura 7. Trovare la giusta - determinazione del reale grado di vincolo
corrispondenza fra modello matematico e situa- tra gli elementi strutturali connessi;
zione reale non è però sempre facile e richiede - valutazione degli effetti della costruzione
spesso alcune iterazioni alla ricerca del miglior “per fasi” tipica delle strutture prefabbricate;
compromesso tra modello sofisticato e risultati - valutazione degli effetti termici nel corso
attesi in termini di spostamenti e sollecitazioni. della vita utile dell’edificio.
Si riportano nel seguito gli elementi principali I link rigidi non sono altro che elementi finiti
da tenere in considerazione: “beam” che collegano una coppia di nodi come
- valutazione della rigidezza degli elementi accade per l’elemento di colore blu in Figura 7b:
28 “link” comunemente utilizzati per simulare le questi elementi hanno la particolarità di avere
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 29

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Figura 7
Esempi di connessione trave-
tegolo alare e trave pilastro:
casi di eccentricità nel piano
orizzontale e verticale.

a) b)

una rigidezza molto elevata rispetto agli altri ele- tale. In particolare, in questo ultimo caso,
menti monodimensionali componenti il modello; capace di trasferire un momento flettente ed un
essendo quindi la loro deformabilità pratica- taglio, entrambi giacenti sull’orizzontamento di
mente nulla, si può dire che la coppia di nodi tra piano. L’andamento dei momenti nei due piani,
loro collegati si spostano allo stesso modo (simile nel caso di tegolo a π è riportato in Figura 8b.
ad un “constraint” di piano che determina nume- Un ulteriore aspetto da considerare in fase di
ricamente la coincidenza dei gradi di libertà). Il modellazione è la logica conseguenza del mon-
pericolo di questa simulazione è però il possibile taggio “per fasi” dell’edificio prefabbricato. Si
generarsi di momenti flettenti e torcenti inesistenti prenda ad esempio la posa del tegolo sulla
o molto più modesti nella realtà dovuti all’eccen- trave: quando il primo viene appoggiato, il peso
tricità delle forze in gioco. Alcuni programmi di proprio inflette il tegolo stesso, generando una
calcolo commerciali risolvono questo inconve- rotazione delle estremità; successivamente, fis-
niente introducendo nodi “master” e “slave” sando le estremità del tegolo alle travi, mediante
capaci di agire direttamente, a livello di codice, squadrette metalliche, si realizza la connessione
sulla matrice di rigidezza condensando opportu- definitiva. Se si modella tout court quanto detto
namente i gradi di libertà ed evitando l’insorgere attraverso un modello ad elementi finiti, tenendo
di azioni interne spurie. in considerazione semplicemente la geometria
La connessione tra un tegolo a π (Figura 8a) degli elementi, s’introduce durante l’analisi un
oppure un tegolo alare (Figura 7a) ed una trave momento flettente inesistente nella realtà, in
costituente il sistema resistente è solitamente rea- quanto il tegolo, inflettendosi sotto l’azione del
lizzato mediante squadrette metalliche a L colle- peso proprio, trasferisce quest’azione alla trave
gate alla trave e ai quattro piedi del tegolo attraverso i link rigidi. Per ovviare a questo pro-
oppure ai due lati dell’alare. In questo caso l’e- blema, si può operare separando il peso dalla
lemento di copertura è assimilabile ad una trave massa degli elementi: si applica il primo diretta-
incernierata alle estremità nel piano verticale, mente in testa ai pilastri sotto forma di forze
ma parzialmente incastrata nel piano orizzon- concentrate, si lascia invece la seconda unifor-

Figura 8
a) b)
Determinazione della reale
condizione di vincolo di un
tegolo a π di copertura.

29
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 30

Progettazione Sismica

memente distribuita sui tegoli di copertura. rerebbe invece una torsione della connessione
Altro punto d’importanza fondamentale è la stessa con conseguente trasmissione dell’azione
modellazione degli effetti termici e delle dilata- interna alla trave sottostante; la modellazione
zioni della struttura nel corso della vita. Nella deve dunque essere studiata attentamente e pre-
realtà l’allungamento/accorciamento del tegolo vedere un elemento “gap” in grado di permet-
genera un’azione assiale che determina un tere allungamento e accorciamento dei nodi d’e-
effetto di frizione sulla trave e uno strisciamento stremità degli elementi trasmettendo solo azione
nel momento in cui viene superata la forza tagliante, senza introdurre nel modello azioni
generata dall’attrito di primo distacco (con la non presenti nella realtà.
trasmissione di una forza tagliante all’elemento La valutazione di questi effetti permette di
sottostante); la connessione costituita da link modellare in maniera corretta e, quindi, di otte-
rigidi, in presenza di un allungamento del nere un’analisi accurata del comportamento
tegolo dovuto a una variazione termica, gene- della struttura e delle sue connessioni.

4. Calcolo sismico: il nuovo quadro nor- ormai inesistente e per la quale bisogna far rife-
mativo e le ricadute sulla progettazione rimento all’Ordinanza 3274 del 2003 e
Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC- s.s.m.i.), appartenenti alle classi d’uso I e II, può
2008), così come riportato nell’oggetto della avvenire utilizzando normative antecedenti, in
norma stessa, “definiscono i principi per il pro- particolare, “le norme tecniche di cui al D.M. LL.
getto, l’esecuzione e il collaudo delle costru- PP. 14.02.92, per le strutture in calcestruzzo e
zioni, nei riguardi delle prestazioni loro richie- in acciaio, al D.M. LL. PP. 20.11.87, per le strut-
ste in termini di requisiti essenziali di resistenza ture in muratura e al D.M. LL. PP. 11.03.88 per
meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, le opere e i sistemi geotecnici. […] Le azioni
e di durabilità”: vengono emanate come sismiche debbono essere valutate assumendo
Decreto Ministeriale 14 Gennaio 2008, ma pari a 5 il grado di sismicità S, quale definito al
bisogna attendere il primo luglio del 2009 per- § B. 4 del D.M. LL. PP. 16.01.1996, ed assu-
ché entrino veramente in vigore e siano l’unico mendo le modalità costruttive e di calcolo di cui
strumento utilizzabile nella pratica progettuale al D.M. LL. PP. citato, nonché alla Circ. LL. PP.
(Riva et al., 2010). 10.04.97, n. 65/AA.GG. e relativi allegati”.
Unica eccezione è costituita dai casi riportati nel Utilizzando per la progettazione delle strutture
paragrafo 2.7 delle NTC-2008: la progetta- prefabbricate le NTC-2008, i paragrafi di riferi-
zione degli edifici in zona 4 (classificazione mento sono il 4.1.10 per qualsiasi struttura e il

Figura 9
Sistema di isolamento alla
base di una struttura
prefabbricata.

Sovrastruttura

Sistema di
isolamento sismico

Sottostruttura

30 Isolatore sismico
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 31

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Figura 10
Confronto tra struttura
tradizionale e struttura
isolata alla base.

paragrafo 7.4.5 per strutture in zona sismica; in essere rispettata nel caso non si eseguano analisi
queste sezioni si puntualizzano le richieste nor- non lineari accurate sulla struttura progettata,
mative relative ai nodi tra gli elementi prefab- risulta essere particolarmente gravosa per strutture
bricati, considerati gli elementi critici del sistema monopiano, per le quali la maggior distanza tra il
resistente, su cui bisogna riporre maggior atten- punto in cui si annulla il momento flettente e l’e-
zione sia in fase di progettazione che in fase di stremità del pilastro è pari all’altezza stessa del
realizzazione: il nodo deve effettivamente com- pilastro: questo vuol dire che per strutture mono-
portarsi come ipotizzato in fase progettuale se si piano con altezza all’intradosso della trave di 10
vuole che l’intera struttura risponda alle solleci- m (ipotesi di realizzazione abbastanza comune in
tazioni in maniera corretta. ambito nazionale) i pilastri devono avere lato
Dagli esempi descritti da Riva et al. (2010) in minimo della sezione trasversale di 1 m.
merito al terremoto de L’Aquila, si ricava che le Strutture convenzionalmente antisismiche si pro-
più frequenti cause di danno sono connesse a teggono dagli effetti distruttivi dei terremoti per
difetti associati ad una concezione strutturale mezzo della duttilità globale della struttura,
nella quale l’interazione fra i diversi elementi ovvero della capacità di sostenere ampie defor-
prefabbricati, strutturali e non, non viene corret- mazioni in campo plastico e dissipare energia
tamente considerata. Questo rende particolar- per isteresi. Il meccanismo di protezione è basato
mente critica la funzione dei collegamenti. quindi sul danneggiamento strutturale, e questo è
Proprio in questa problematica ricade una delle dettato dal fatto che sarebbero economicamente
differenze più significative fra la nuova norma- non realizzabili strutture sismo-resistenti capaci
tiva e quella utilizzata precedentemente (D.M. di sostenere i terremoti attesi senza alcun danno.
09/01/1996): si vuole evitare che gli elementi Ciò richiederebbe elevatissime resistenze ed ele-
prefabbricati rimangano unità a sé stanti e si menti strutturali di dimensioni molto grandi.
cerca di dare al progettista dei consigli su come Una modalità alternativa di conseguire il risultato
verificare che le connessioni siano effettivamente di elevate prestazioni antisismiche è quella di evi-
tali; in quest’ ottica il dissipatore di energia stu- tare la trasmissione della gran parte dell’energia
diato, e descritto al successivo paragrafo, è con- sismica da parte del terreno alla struttura. Questo
siderato una connessione tra gli elementi pre- concetto trova applicazione nella messa a punto
fabbricati e, debitamente provato sia analitica- di sistemi in grado di sconnettere terreno e strut-
mente che sperimentalmente, può rispondere tura dal punto di vista degli spostamenti orizzon-
alle esigenze progettuali, assicurando, nel con- tali mantenendo una sufficiente rigidezza in dire-
tempo, sia dissipazione di energia, sia stabilità zione verticale: è il caso degli isolatori antisismici
della struttura senza perdita di resistenza. posti alla base della struttura (Figura 9).
Altra prescrizione vincolante è quella contenuta Questa soluzione comporta la suddivisione del-
nel paragrafo 7.4.6.1.2 secondo il quale “La l’edificio in: sottostruttura, sistema di isolamento
dimensione minima della sezione trasversale di un e sovrastruttura. La differenza di comporta-
pilastro non deve essere inferiore a 250 mm. Se θ, mento tra una struttura a base isolata ed una
quale definito nel § 7.3.1, risulta > 0,1, l’altezza struttura tradizionale è riportato qualitativa-
della sezione non deve essere inferiore ad un mente in Figura 10.
decimo della maggiore tra le distanze tra il punto Questo sistema si rende economicamente appli-
in cui si annulla il momento flettente e le estremità cabile se le forze in gioco sono ben distribuite e
del pilastro” (dove θ è il fattore che prende in con- l’edificio ha dimensioni significative (edifici mul-
siderazione le non linearità geometriche della tipiano in opera, solitamente a carattere resi-
struttura resistente); questa prescrizione, che deve denziale); non è chiaramente il caso di edifici in 31
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 32

Progettazione Sismica

struttura prefabbricata monopiano o bipiano finiti accurate (non lineari associate a modella-
per usi industriali, per i quali invece è più logico zioni di dettaglio: modelli a fibre oppure modelli
pensare ad un meccanismo di dissipazione del- tridimensionali con elementi solidi e rappresenta-
l’energia in gioco fra gli elementi prefabbricati, zione “embedded” dell’armatura lenta), così da
che realizzi al contempo la connessione richie- evitare la prescrizione del paragrafo 7.4.6.1.2.
sta dalla normativa, piuttosto che un sistema d’i- In quest’ultima condizione, diventa quindi van-
solamento alla base. taggioso avere a disposizione un dispositivo di
Considerando quindi quanto detto, diventa evi- dissipazione d’energia con comportamento
dente come la progettazione di edifici prefabbri- determinato sperimentalmente e quindi facil-
cati si possa dividere in due categorie: strutture mente simulabile con l’uso di codici ad elementi
non sismo resistenti progettate con l’utilizzo della finiti che, al contempo, permetta di ottimizzare
normativa precedente (D.M. 09/01/1996), ove la risposta sismica della struttura e di rispettare
possibile (per tutte le ex zone sismiche 4), e strut- le prescrizioni sulle connessioni tra gli elementi
ture sismo resistenti progettate con l’utilizzo delle prefabbricati come richiesto dai paragrafi
NTC-2008, avvalendosi di analisi agli elementi 7.4.5.2.1 e 7.4.5.2.2.

5. Moderni sistemi di protezione anti- componenti meccaniche, lo schema di funziona-


sismica: una connessione dissipativa mento ed il modello ad elementi finiti impiegato
innovativa nella comparazione con i dati sperimentali sono
Nel corso del 2007, una stretta collaborazione riportati nelle Figure 11, 12 e 13 rispettiva-
Figura 11
tra un’azienda di prefabbricazione e una offi- mente. L’isolatore può essere suddiviso in tre
(a) rappresentazione
tridimensionale del cina meccanica ha consentito la nascita e lo svi- parti principali:
dispositivo; (b) e (c) schema
di funzionamento del
luppo di un prototipo di connessione dissipativa. 1. una scatola metallica cava, da gettare all’in-
dispositivo. La versione finale del dispositivo, l’elenco delle terno dei tegoli;

Oggetto Nome Materiale a) 3 6


1 Piatto basso S275JRG2
5
2 Piatto intermedio S275JRG2
3 Scatola S275JRG2
4 Polietilene basso
5 Polietilene alto
6 Spinotto 115MnPb14
7
7 Gomma Neoprene 10
8 Dissipatore
4 1
9 Fermo del dissipatore C40
10 Vite M20 Cl. 5.6 2 8 9

Gap Gap Contatto

b) c)

Contatto
Attrito
32
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 33

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

2. un sistema di due piastre metalliche, quella Mentre lo spostamento limite è un parametro di


bassa appoggiata alla trave di sostegno e progetto, la forza limite dipende dai carichi gra-
quella alta collegata allo spinotto metallico a vitazionali trasferiti dall’appoggio, moltiplicati
testa allargata, che può scorrere grazie per il coefficiente d’attrito del materiale a basso
all’interposizione di un foglio in materiale a attrito. Dopo che lo spostamento limite viene
basso attrito; raggiunto, la base allargata dello spinotto va in
3. un sistema composto da due viti M20 con contatto con la parte bassa della scatola metal-
testa ad ancora che collegano le piastre lica e il taglio viene trasferito alla piastra metal-
all’anchor channel, e impongono un carico lica superiore, attivando gli elementi dissipativi.
di precompressione sugli elementi dissipativi. Dopo questa fase iniziale, alla risposta del
La scatola metallica cava gioca un ruolo fonda- sistema viene aggiunto il ciclo isteretico degli ele-
mentale per la risposta dell’isolatore sotto cari- menti dissipativi. Vi è dapprima un incremento
chi statici, poiché consente spostamenti relativi iniziale della forza trasmessa dovuto al compor-
di ±9 mm tra i due elementi connessi (dovuti ad tamento iperelastico della gomma confinata sot-
esempio alle deformazioni termiche, requisito di toposta a compressione, quindi la base dello spi-
cui è stata evidenziata l’importanza al para- notto va in contatto con la parte interna della
grafo 3) senza che venga attivata la resistenza scatola e trasmette il taglio agli elementi dissipa-
degli elementi dissipativi. tivi. Se viene raggiunta la corsa limite, una forza
Nella fase di assemblaggio, la gomma garanti- aggiuntiva viene trasmessa dalla piastra di
sce un esatto centraggio dello spinotto. Il com- acciaio. In questo caso lo spostamento di con-
portamento del sistema sotto carichi statici, nella tatto dc, la forza limite trasmessa dagli elementi
direzione dell’asse del tegolo, è rappresentato dissipativi Flim e lo spostamento limite delle viti
in Figura 11b-c. dlim sono parametri di progetto (Figura 14).

Figura 12
Scatola annegata nel tegolo
o nella trave ed inserto
annegato nella trave o nel
pilastro.

Per quanto riguarda il comportamento in dire- vamento è impedito dalla testa allargata dello
zione trasversale e verticale, si suppone che l’i- spinotto, di dimensioni maggiori rispetto a
solatore possa essere considerato semi-rigido. Il quelle della scatola metallica (l’assemblaggio è
taglio trasversale viene trasmesso allo spinotto e reso possibile grazie alla forma ellittica della
alle piastre metalliche, mentre il possibile solle- testa).

a) b) Figura 13
Modellazione ad elementi
finiti del sistema di
dissipazione.

33
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 34

Progettazione Sismica

Figura 14 F
Schematizzazione del
comportamento ciclico
isteretico degli elementi Flim
dissipativi del dispositivo.

dc dlim d

5.1 Prove sperimentali sui componenti di seguito riportati.


Le prove sperimentali, condotte presso il Labo-
ratorio Prove Strutturali dell’Università degli 5.1.1 Test 1: Materiale polimerico a basso attrito
Studi di Bergamo, sono state pianificate con lo La caratteristica principale del materiale utiliz-
scopo di studiare le proprietà meccaniche dei zato è il basso attrito. Nel primo test (Figura 17),
singoli componenti del sistema e quelle dell’in- l’elemento viene pressato tra due piastre d’ac-
tero isolatore. Dai risultati ottenuti è stato possi- ciaio utilizzando delle barre di precompres-
bile capire il comportamento di ogni parte del sione; leggendo lo spostamento relativo con gli
meccanismo nonché l’influenza di ciascun com- estensimetri e la forza necessaria per generare
ponente sul comportamento globale. Quattro tale spostamento, si ottiene il coefficiente d’at-
materiali diversi sono stati utilizzati per la trito del materiale, pari al 6%.
costruzione dei vari componenti (Figura 15):
- Materiale polimerico a basso attrito (Figura 5.1.2 Test 2: Dissipatore
15a): coefficiente d’attrito dichiarato, dal 5 L’unica parte sostituibile dell’intero meccanismo,
al 9%; quella evidentemente sacrificabile durante la
- Elementi dissipativi (Figura 15b): corone cir- dissipazione del giunto provocata dallo striscia-
colari ricavate da un cilindro cavo con un mento contro la piastra d’acciaio sulla quale è
diametro esterno di 80 mm ed uno interno di schiacciata, è l’elemento dissipativo: grande
45 mm: coefficiente d’attrito dichiarato, dal importanza ha la coppia di serraggio con la
15 al 22%; quale viene serrato il dado sopra di esso, visto e
- Gomma (Figura 15c): fogli di NR/SBR, spes- considerato che la quantità di energia dissipata
sore di 15 mm; è proporzionale alla forza d’attrito generata, a
- Acciaio: S275. sua volta direttamente proporzionale alla forza
Per ottenere un quadro completo ed esaustivo verticale esercitata durante il movimento. Anche
del comportamento dell’isolatore è stato realiz- in questo caso, analizzando e depurando i dati
zato un banco di prova in acciaio modificabile acquisiti durante la prova (Figura 18), si ottiene
ed adattabile alle esigenze della sperimenta- un coefficiente d’attrito, pari al 18,8%.
zione in corso (Figura 16): quattro diversi test
sono stati programmati ed eseguiti servendosi 5.1.3 Test 3: Gomma
di una macchina di prova in grado di eserci- Per evitare l’impatto fra la parte mobile e quella
tare, sia in trazione che in compressione, una fissa dell’isolatore viene usato un elemento in
forza massima di 50 kN. Gli spostamenti sono gomma provvisto di tre fori: il centrale serve per
stati rilevati mediante l’uso di estensimetri mantenere l’elemento in sede durante il movi-
potenziometrici. I risultati acquisiti durante la mento, i due laterali per permettere alla gomma
prova sono stati successivamente elaborati per di espandersi a causa della compressione. Il com-
depurare eventuali spostamenti e rotazioni portamento risultante è perfettamente elastico. Per
rigide dovuti al set-up di prova. I quattro test questo terzo test, nessuna forza di precompres-
34 sono brevemente illustrati nei quattro paragrafi sione viene applicata alle barre (Figura 19).
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 35

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Figura 15
(a) materiale polimerico,
(b) elemento dissipativo,
(c) gomma e (d) intero
dissipatore.

a) b)

c) d)

5.1.4 Test 4: Intero isolatore dove Ael è l’area elastica (Figura 21a) e Apl è l’a-
Nel quarto ed ultimo test (Figura 20) viene investi- rea plastica (Figura 21b). Si ricava infine: ξeff >
gato il comportamento dell’intero isolatore; una 38%. Analizzando i dati ricavati si nota come essi
volta posizionato tra le due piastre d’acciaio di dovrebbero dar luogo ad una dissipazione leg-
prova e simulato il carico verticale, è stato possibile germente maggiore di quella effettivamente otte-
leggere lo spostamento relativo delle piastre e la nuta con il funzionamento dell’intero dispositivo
forza necessaria per generare tale spostamento. Lo nella quarta prova. Essendo quest’ultima prova la
smorzamento effettivo può essere ricavato dalla più significativa, si è deciso di ricavare dal com-
linearizzazione della curva in Figura 20c: portamento ottenuto i contributi dei singoli ele-
menti dissipativi che caratterizzeranno il modello
numerico: nella Tabella 1 questi valori vengono
(1)
confrontati con quelli ottenuti nelle singole prove.

Tabella 1 - Confronto tra i valori delle singole prove ed il valore ottenuto dalla prova sull’intero isolatore

Singole prove 4a prova


Elemento Polimerico 6,0% 3,3%
Dissipatore 18,8% 15,0%

Figura 16
Macchina di prova.

35
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 36

Progettazione Sismica

Figura 17 a)
Test 1: (a) Elemento
polimerico testato suddiviso
per componenti; (b) storia di
spostamento applicata e
(c) comportamento ciclico
del materiale polimerico.

b) c)

Figura 18 a)
Test 2: (a) Elemento
dissipatore testato suddiviso
per componenti; (b) storia di
spostamento applicata e (c)
comportamento ciclico del
dissipatore senza perdita di
capacità dissipativa.

36 b) c)
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 37

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

a) Figura 19
Test 3: (a) Elemento in
gomma testato suddiviso
per componenti; (b) storia di
spostamento applicata e (c)
comportamento
perfettamente elastico senza
bisogno di sostituzione
dopo il sisma.

b) c)

a) Figura 20
Test 4: (a) Sistema completo
di isolamento;
(b) storia di spostamento
applicata e (c) ciclo
isteretico chiaramente
composto dalla somma dei
comportamenti di tutti i suoi
elementi che si attivano in
tempi diversi.

b) c) 37
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 38

Progettazione Sismica

Figura 21
(a) Parte elastica e
(b) parte plastica.

a) b)

Figura 22
Comportamento numerico
vs. comportamento
sperimentale.

In Figura 22 è sovrapposto il risultato del modello imposti dal martinetto (coassiali al tegolo; Figura
numerico ad elementi finiti descritto in Figura 13 25a) vengono trasferiti alle quattro connessioni
con il ciclo isteretico sperimentale di Figura 20c, con minime variazioni, dovute alla deformabilità
mostrando un ottimo accordo. del tegolo. Gli spostamenti sono stati rilevati
mediante l’uso di estensimetri potenziometrici. La
5.2 Prove sperimentali su una struttura in scala forza trasmessa dal martinetto è invece stata rile-
reale vate tramite l’utilizzo di una cella di carico appo-
Le prove sperimentali condotte presso la sede sitamente realizzata. La posizione del martinetto è
della CSP prefabbricati s.p.a. (Ghisalba - BG) stata determinata in modo da minimizzare gli
hanno avuto come scopo principale quello di effetti dell’eccentricità del punto di applicazione
verificare il comportamento meccanico della con- della forza, compatibilmente con le dimensioni
nessione inserita in una struttura in scala reale. dell’apparecchiatura. Il telaio metallico è stato
Dai risultati ottenuti è stato possibile avere una dimensionato sulla forza massima trasmissibile
conferma del comportamento isteretico stabile dal martinetto, pari a 200 kN. Una volta assem-
della connessione, già individuato nel corso blati i componenti, questi sono stati collegati a due
delle prove precedentemente illustrate sui singoli lastre metalliche fissate al pavimento con barre
componenti, e verificare l’assenza di fenomeni filettate e resine epossidiche. Nei basamenti di
di rottura fragile dei punti di ancoraggio lato estremità sono stati collocati 5 anchor channels,
tegolo e lato trave. per poter effettuare prove ulteriori in caso di rot-
ture impreviste dei punti di fissaggio. Le quantità
5.2.1 Configurazione di prova rilevate dai potenziometri sono le seguenti:
Le prove sono state effettuate su di un tegolo alare - 1a/1b: Traslazioni relative longitudinali.
di produzione corrente di luce pari a 20 m (Figure - 2a/2b: Traslazioni relative longitudinali.
23 e 24), collegato a due basamenti in calce- - 3/4: Traslazioni relative trasversali.
struzzo mediante l’utilizzo di quattro connessioni - 5: Traslazioni relative longitudinali.
dissipative e movimentato tramite l’applicazione - 6: Forza impressa dal martinetto.
di una forza nella sezione di mezzeria, generata Le prove sono state effettuate in controllo di spo-
con un martinetto elettro-meccanico con spinta stamento, imponendo cicli di carico di
massima pari a 200 kN. I basamenti in calce- ampiezza crescente. In questo modo è stato pos-
struzzo ed il telaio metallico di sostegno al marti- sibile verificare sia il comportamento in condi-
netto sono stati dimensionati in modo da risultare zioni “standard” (spostamento dei punti di
38 “rigidi” rispetto alla sovrastruttura. Gli spostamenti appoggio inferiore alla corsa massima teorica)
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 39

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Figura 23
Test su tegolo al vero:
configurazione di prova
e strumentazione.

Tabella 2 - Strumentazione predisposta sul blocco di fissaggio

Test Tipo Peso Ser.viti Fht


1 Ciclica fino a 40 mm 149.7 kN 51 Nm 25.5 kN
2 Spinta massima su 4 connesseioni 149.7 kN 51 Nm 25.5 kN
3 Spinta massima su 2 connessioni 149.7 kN 51 Nm 17.3 kN

Figura 24
Prova sperimentale condotta
presso la sede della
CSP Prefabbricati Spa
(Ghisalba - BG).

39
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 40

Progettazione Sismica

sia in condizioni “eccezionali” (raggiungimento Dalla Figura 25b si nota che il comportamento
del fine corsa dei dispositivi). La Tabella 2 rias- globale del sistema ricalca quello ottenuto per il
sume i parametri di prova utilizzati nei test. singolo componente. Dopo un assestamento ini-
La forza di scorrimento è stata ipotizzata pari al ziale, con picchi di forza che raggiungono i 50
17% del peso del tegolo (leggermente superiore kN (33% del carico verticale), la forza di scorri-
rispetto al valore utilizzato nelle prove sui com- mento si attesta su valori vicini a quelli teorici: lo
ponenti), in modo da garantire un serraggio scorrimento nella fase iniziale avviene per una
minimo alle viti. Per la determinazione della forza pari a 13 kN (pari all’8.7% del carico ver-
forza di scorrimento teorica Fht si è assunto un ticale); il meccanismo dissipativo dei dissipatori
attrito tra lastra polimerica ed acciaio pari al 6% viene attivato per una forza pari a 27 kN (18%
ed un attrito tra acciaio e dissipatori pari al del carico verticale), da confrontare con i 25.5
16%. Questi valori sono stati ricavati dalle prove kN teorici.
sui componenti. Per il materiale polimerico è La seconda e terza prova (Figura 26) sono state
stato assunto il valore ricavato nella prova sul eseguite per verificare che, in condizione di
singolo componente mentre per il dissipatore un massimo carico sia in spinta che al tiro, non si
valore leggermente inferiore rispetto al 18.8% manifestassero comportamenti a rottura fragile;
ottenuto dalla prova sul singolo componente, in nella seconda prova il tegolo è stato sottoposto
quanto i test sull’isolatore assemblato avevano dapprima a uno spostamento in spinta di 45
fornito un attrito globale inferiore a quello cal- mm, dopodiché a un tiro fino alla massima
colato come somma dei singoli componenti. forza trasferibile dal martinetto; nella terza
Le prove a fine corsa sono state effettuate sia con prova sono state scollegate due delle quattro
le quattro connessioni fissate che su due sole con- connessioni, rimuovendo le viti dalla loro sede,
nessioni (rimuovendo le viti dagli anchor channels e il tegolo è stato spinto in direzione opposta a
di un basamento), in modo da trasferire un carico quella finale della prova 2.
maggiore, avvicinandosi al carico di rottura. La forza massima cui i collegamenti sono stati
sottoposti è risultata pari a 170 kN (pari al
5.2.2 Risultati dei test 114% del peso del tegolo), senza che si verifi-
I cicli forza-spostamento medi ottenuti nel primo cassero danneggiamenti apprezzabili nei com-
test sono riportati nella Figura 25b; la prova è ponenti della connessione. Il carico di rottura
stata eseguita in controllo di spostamento con per taglio del sistema di ancoraggio, ricavato
velocità costante di 0.5 mm/sec. da prove sperimentali, risulta pari a 8x21.4x3 =

Figura 25
(a) Storia di
spostamento e
(b) cicli forza-
spostamento.

a) b)

Figura 26
(a) Forza-
spostamento per
la seconda prova
e (b) per la terza.

40 a) b)
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 41

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

514 kN. Il carico ammissibile è invece pari a Nelle prove di laboratorio precedentemente
171.2 kN (coefficiente di sicurezza pari a 3). descritte si era ottenuto uno smorzamento equi-
Rimuovendo le viti da due connessioni i carichi valente pari al 38%; il contributo offerto dalla
ammissibile ed a rottura si dimezzano. rigidezza effettiva in direzione orizzontale
Dalla figura 26b si evidenzia la diminuzione della risulta pari a:
forza di scorrimento del sistema (17 kN contro 29
kN della seconda prova), dovuta in parte alla
rimozione della forza d’attrito di due connessioni
e in parte alla diminuzione del serraggio delle viti (3)
delle connessioni rimanenti, causato dalle defor-
mazioni residue del ciclo precedente. Per avere un termine di confronto, la rigidezza
La forza massima trasmessa, risultata pari a elastica di un pilastro a mensola in calcestruzzo
164 kN, non ha provocato danneggiamenti Rck50, di sezione 60x60 cm e altezza pari a 8
apprezzabili ai punti di ancoraggio. Si è tutta- m, risulta pari a:
via manifestata una diminuzione della coppia di
serraggio sulle viti, causata dalle deformazioni
plastiche del gambo della vite e dei labbri del
profilo di ancoraggio.
(4)

5.2.3 Confronto con i risultati sperimentali sui 5.3 Modellazioni numeriche semplificate
componenti 5.3.1 Modellazione delle connessioni
Come per le prove effettuate in laboratorio, ven- Partendo dai dati sperimentali e servendosi dei
gono ora ricavate le quantità significative della risultati numerici ottenuti con un modello ad ele-
risposta del sistema. Dal comportamento ciclico menti finiti solidi per la modellazione dei com-
forza-spostamento (prova 1), viene ricavato lo ponenti, viene estrapolata una curva che simuli
smorzamento viscoso equivalente estrapolando il comportamento reale dell’isolatore; diverse
l’area elastica e l’area plastica; l’effetto dello tipologie di modellazione sono state provate per
smorzamento viscoso equivalente risulta essere: identificare quale si avvicinasse maggiormente
al comportamento reale.
Come si può notare in Figura 27, c’è una buona
corrispondenza in termini di area del ciclo, e
quindi energia dissipata, con tutti i modelli stu-
(2) diati. Il modello più complesso (linea rossa) riesce
addirittura a riprodurre il comportamento iniziale
prima della dissipazione ed i tratti di scarico-
carico. Dal momento che tutti i modelli hanno un

Figura 27
Ciclo isteretico del
dispositivo e modellazione
delle connessioni.

41
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 42

Progettazione Sismica

buon comportamento, per non appesantire - si assegna in parallelo una molla elastica
troppo le analisi che dovranno essere effettuate su bilineare, che trasmette una forza molto
edifici con molti isolatori, si è scelto di utilizzare il bassa (1-2% di quella massima per non
modello semplificato (linea azzurra). avere problemi numerici) fino allo sposta-
La rappresentazione schematica del comporta- mento massimo di 48 mm, e quindi assume
mento nella direzione dell’asse del tegolo è rigidezza molto elevata (100 volte maggiore
equivalente a quella di due molle in parallelo, di quella iniziale della molla-isolatore);
come mostrato in Figura 27. Le proprietà da - il comportamento della connessione in dire-
assegnare ai link nel programma ad elementi zione verticale e trasversale all’asse dell’ele-
finiti si calcolano nel modo seguente: mento viene infine considerato rigido.
- si calcola il carico verticale trasmesso dal- Per verificare l’applicabilità del sistema di con-
l’appoggio (solitamente ¼ del peso del nessione dissipativo a strutture reali, sono state
tegolo, delle finiture e della quota parte dei eseguite analisi numeriche su un pilastro modello
carichi variabili); e su di una struttura rappresentativa della pro-
- si calcola la forza limite di scorrimento com- duzione corrente.
plessiva dell’isolatore, indicativamente pari
al 10-15% del carico verticale trasmesso; 5.3.2 Analisi numeriche sul capannone tipo
- si calcola la forza limite di scorrimento per Il pilastro isostatico di altezza pari a 11.3 m,
attrito sul materiale polimerico, pari a circa sezione da 80x80 cm e carico concentrato in som-
il 4-5% del carico verticale e si ricava per mità pari a 590 kN, rappresentabile come un
sottrazione il pre-carico da assegnare alle oscillatore ad un grado di libertà, è stato proget-
viti (si divide per due la rimanente quota di tato secondo le indicazioni dell’Eurocodice 8, in
carico e si divide per il coefficiente d’attrito classe di duttilità intermedia e alta, per un accele-
dell’elemento dissipativo, pari al 15-18%). razione al progetto di 0.3 g (zona sismica 2, fat-
La coppia di serraggio verrà determinata in tore di importanza 1.2) e terreno di categoria B.
funzione del diametro delle viti, Ts = 0.2 Nd; Le dimensioni della sezione sono state incremen-
- si costruisce la curva trilineare assegnando tate fino al rispetto del limite di 0.2 sull’indice di
ad uno spostamento di 2.5 mm (necessario stabilità θ. Il progetto dell’armatura longitudinale e
per recuperare i giochi di montaggio) una a taglio è risultato governato dai valori minimi da
forza corrispondente alla metà della forza di normativa (ρl = 1%; ωwd = 12%). Il pilastro così
scorrimento totale, allo spostamento di 14 progettato è stato sottoposto ad una serie di acce-
mm (la corsa a vuoto di 9 mm più tolleranze lerogrammi spettro-compatibili, generati con il
di montaggio e deformazioni elastiche) la programma SIMQKE. Si è considerata la massa
forza totale di scorrimento ed allo sposta- fissata in sommità oppure collegata ad attrito con
mento di 48 mm la stessa forza; diversi valori della forza di scorrimento.

Tabella 3 - Risultati delle analisi numeriche

Modello Forza (kN) Spostamento (cm)


Rigido 138.32 28.82
Scorr 10% 90.11 17.60
Scorr 15% 115.07 22.83
Scorr 20% 121.94 24.07
Scorr 25% 136.68 28.27

Figura 28
Confronto tra
connessione rigida e
dissipativa:
(a) spostamento e
(b) taglio.

42 a) b)
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 43

Strutture prefabbricate: moderni sistemi di protezione antisismica

Figura 29
Curva momento-rotazione
2000
alla base.
10%
1500

1000

500

0
-0.02 -0.015 -0.01 -0.005 0 0.005 0.01 0.015 0.02
-500

-1000

-1500

-2000

Dai risultati delle analisi si osserva una diminu- Un aspetto importante del comportamento del
zione degli spostamenti della massa in sommità pilastro con connessione isteretica in sommità
e delle sollecitazioni al piede del pilastro per consiste nella risposta sostanzialmente elastica
valori della forza di scorrimento del 10-15% dell’elemento (come richiesto dalle norme tecni-
(Figura 28). I risultati sono riportati in tabella 3. che per le costruzioni). Si riporta il diagramma
La differenza tra modello con vincolo rigido e momento-rotazione della sezione di base in
modello con connessione dissipativa con forza Figura 29.
di scorrimento del 10% è pari al 39% in termini Per il pilastro con connessione dissipativa potreb-
di spostamento della massa in sommità e al 35% bero quindi essere omessi i dettagli costruttivi
in termini di taglio alla base. imposti per le strutture antisismiche.

6. Conclusioni e sviluppi futuri Gli effetti dell’utilizzo di una connessione dissi-


In questo articolo sono stati studiati il comporta- pativa in luogo di una connessione rigida si tra-
mento meccanico di una nuova tipologia di con- ducono in un aumento dell’energia dissipata, a
nessione dissipativa trave-tegolo per strutture cui corrispondono la riduzione degli sposta-
prefabbricate e gli effetti della sua applicazione menti e delle sollecitazioni indotte sui pilastri e in
su di un pilastro rappresentativo di una struttura fondazione.
prefabbricata. Sviluppi futuri potranno riguardare studi di appli-
Il comportamento sperimentale della connes- cabilità a diverse tipologie strutturali prefabbri-
sione è risultato stabile e vicino a quello teorico cate e la progettazione del collegamento di ele-
ipotizzato in sede progettuale, garantendo ele- menti trave con i pilastri.
vata duttilità e capacità dissipativa.

Ringraziamenti presso la Rose School di Pavia. La ricerca sperimen-


Il presente lavoro è stato svolto dai primi due autori tale e numerica è stata finanziata da CSP Prefabbricati
sotto la supervisione dei secondi due autori nell’am- Spa e da Officine Meccaniche Maffioletti Srl a seguito
bito della loro tesi di Master in Ingegneria Sismica del deposito di Brevetto industriale (NexFuse®).

Bibliografia cipali problematiche di progettazione, Ingegneria


Bellotti D., Bolognini D., Nascimbene R. (2009) - Sismica, N. 1 Gennaio-Marzo 2007, pp.41-56.
Response of Traditional RC Precast Structures under Capozzi V., Magliulo G., Manfredi G., Fabbrocino G.
cyclic loading, Environmental Semeiotics, 2(2), pp. (2009) - Caratterizzazione meccanica delle con-
63-79, 2009. nessioni trave-pilastro spinottate nelle strutture
Calvi G.M., Bolognini D., Nascimbene R. (2006) - Sei- prefabbricate, Convegno ANIDIS 2009, Bologna.
smic design of precast RC structures: state of the Priestley M.J.N., Seible F., Calvi G.M. (1996) - Sei-
art and construction practise in the Italian context, smic design and retrofit of bridges, Wiley.
The Second fib Congress 2006, Naples, Italy, 5-8 Riva P., Belleri A., Torquati M. (2010) - Progettazione
June 2006. di strutture prefabbricate monopiano, Industrie
Calvi G.M., Filippetto M., Bolognini D., Nascimbene R. Manufatti Cementizi, ASSOBETON, N. 16 2010,
(2007) - Strutture prefabbricate in c.a. in zona pp. 10-16.
sismica: stato della pratica costruttiva Italiana e prin- Riva P., Belleri A., Torquati M. (2011) - Problematiche 43
1218_Impaginato Marinini.qxd:Prova di impaginato 26-01-2012 15:51 Pagina 44

Progettazione Sismica

progettuali legate al comportamento sismico di TON, N. 18 2011, pp. 26-34.


alcune tipologie di connessioni di strutture prefab- Toniolo G.D. (1998) - Tecnica delle costruzioni, Ristampa
bricate, Industrie Manufatti Cementizi, ASSOBE- 1998, Masson editore, Distribuzione Zanichelli.

DIMEN
fi

ww
P

P
I
P
U
e

44

SISMIC
View publication stats