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Saturazione cromatica

La saturazione è l'intensità di una specifica tonalità. Una tinta molto


satura ha un colore vivido e squillante (forte); al diminuire della
saturazione, il colore diventa più tenue e tende al grigio (debole). Se
la saturazione viene completamente annullata, il colore si trasforma
in una tonalità di grigio.
(Utilizzare prima della ripresa il bilanciamento del bianco).

Contrasto cromatico
Un'immagine si dice contrastata quando esista una netta differenza
tra le parti chiare e scure, ossia quando il suo contenuto si concentri
nelle luci (zone chiare) e nelle ombre con una scarsa presenza di toni
intermedi. Un'immagine poco contrastata avrà invece una
predominanza di toni intermedi.
Una situazione tipica in cui aumentare il contrasto è quando il cielo
nuvoloso elimina le ombre sottolineando i toni intermedi. Una
situazione in cui, invece, ridurlo, è nella foto di soggetti in pieno sole
che produce ombre molto nette e spesso fastidiose sul viso.

Log o profilo colore interno desaturo


Il termine indica una curva logaritmica: questa ci permette di
registrare in un numero limitato di informazioni la maggior quantità
possibile di sfumature e di luminosità e di avere a disposizione una
maggiore gamma dinamica. Questa funzione è molto utile per
operare, in un secondo momento, sulla post-produzione
dell’immagine in maniera veramente accurata. Un’immagine in
formato Log rende meno scure le zone in ombra e scurisce le zone
molto illuminate.

H.264 e H.265
Sono dei codec, cioè sistemi che si occupano di comprimere e
decomprimere i dati sia audio che video, e determinando come
questi saranno riprodotti sui vari dispositivi.
H.264: questo formato è uno dei più diffusi e storici. Conosciuto
anche come MPEG-4, esso supporta anche video in 4K;
H. 265: questo formato garantisce un ottimo rapporto
qualità/quantità nel file offrendo una compressione dati raddoppiata
rispetto al 264 e supporta video anche in 8K (8192×4320).

Il campionamento colore
Ci sono tre differenti sigle che si riferiscono al sotto campionamento
della crominanza:
I. 4:4:4
II. 4:2:2
III. 4:2:0
Per esigenze dell’occhio umano, più sensibile alle variazioni di
luminosità che a quelle dei valori cromatici dell’immagine, si è
preferito suddividere i canali in YUV (conosciuta anche come YCbCr)
anziché in RGB.
Per Y intendiamo la luminanza o scala di grigi, mentre U e V stanno
ad indicare componenti del rosso e del blu ottenute attraverso
specifiche operazioni matematiche, che noi
chiameremo crominanza, cioè l’informazione sul colore. Le
informazioni cromatiche, in base ad algoritmi specifici, sono sotto
campionate rispetto alle informazioni relative alla luminanza: da qui
nasce un codice numerico specifico e costituito da tre cifre per
simboleggiare il livello di campionamento.
Se parliamo di un segnale in 4:4:4, intendiamo un segnale dove non
è presente nessun campionamento dei colori: per ogni quattro
blocchi di luminanza (la prima cifra del codice), ne corrispondono
altri quattro di crominanza (valori che rispondono alle cifre
successive).
Se parliamo, invece, di un segnale in 4:2:0, l’ultima cifra indica che
sulla terza riga la luminanza non ha pixel da “leggere”, pertanto la
risoluzione (e la qualità) dell’immagine è dimezzata.

LUT
Una LUT, abbreviazione di Look-Up Table, è uno strumento digitale in
grado di ‘convertire’ istantaneamente un videoclip dalla maniera
nella quale viene percepito, e di conseguenza acquisito, in un set di
valori utili ad essere riprodotto nel miglior modo su un monitor. La
ragione per la quale esistono le LUT è molto semplice. I nostri
monitor di uso comune solitamente riescono a mostrarci molti meno
colori e scale di grigi, di quelli che effettivamente sono stati
immagazzinati dalla nostra telecamera. La LUT, o meglio, la
funzionalità della LUT è proprio quella di consentire di ottimizzare
una immagine per meglio vederla su determinati schermi oppure per
editing video con particolari effetti.

La Gamma Dinamica
La Gamma Dinamica è l’intervallo di luminosità che un dispositivo è
in grado di rappresentare. La gamma dinamica si estende dal buio
profondo (nero) alla luce accecante (bianco), o più semplicemente la
differenza tra i toni più scuri e più leggeri all’interno di un’immagine.
La gamma dinamica viene misurata in “arresti”. L’aumento di una
sosta equivale a raddoppiare il livello di luminosità.

Lo Stop
Lo Stop è un’unità di misura usata in fotografia, che può essere
positiva o negativa, e determina un raddoppiamento (+1 stop) o un
dimezzamento (-1 stop) della quantità di luce che incide sulla
pellicola/sensore.

Temperatura Colore
La temperatura del colore indica alla camera come interpretare il
bianco e altri colori nelle immagini.

ISO
Nel formato digitale, l’ISO rappresenta la sensibilità del sensore alla
luce. Più alto è l’ISO, maggiore è la sensibilità alla luce

INQUADRATURE:
PIANO MEDIO
La figura umana è inquadrata soltanto a mezzo busto, dalla cintola o
dal petto in su.). Il viso è ben visibile con tutte le sue espressioni,
ma è un’inquadratura decisamente meno forte del Primo Piano e del
Primissimo Piano, quindi adatta a momenti in cui non si vuole
trasmettere troppa tensione, oppure si vogliono passare delle
informazioni che non sarebbero percepite dal pubblico se questo
fosse “colpito” da una vicinanza eccessiva al personaggio. E’ usata
anche quando si vuole tenere contemporaneamente in campo due
persone ben visibili.

PIANO AMERICANO
Va da sopra i capelli (lasciando l’“aria in testa”) sino alle ginocchia.
Il soggetto umano si allontana, si accentuano le caratteristiche del
Piano Medio. L’ambiente non prevale ancora, ma è molto ben
visibile. Le espressioni più sottili del viso non sono percepibili.

PRIMO PIANO (Close-up —> obiettivo tele)


Inquadratura ravvicinata che mostra solamente il volto e le spalle
del personaggio. È usato per mostrare le emozioni di un
personaggio, le sue reazioni alla vita o per enfatizzare un’azione.

PPP PRIMISSIMO PIANO


Quando si inquadra solamente un dettaglio il film non lascia libera
interpretazione. Il primissimo piano é il taglio più stretto del primo
piano ma generalmente include occhi e bocca. Tagli più stretti si
chiamano particolari.

PARTICOLARI (PART)
Sono le inquadrature con tagli più stretti del primissimo piano