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ISO 9001 : 2000

Certificato n. 97039

Area Ambiente e Sicurezza

Sicurezza degli ascensori e impianti di sollevamento:


punto su interventi e adempimenti insieme ad ISPESL

“La normativa tecnica di sicurezza relativa agli ascensori: il punto sugli


impianti installati prima del 25 giugno 1999
Gli interventi di adeguamento previsti
dall’allegato tecnico del DM 23/07/09

Presentazione:
Dott. Ing. Michele De Mattia - Direttore Dipartimento ISPESL Brescia

Melegnano, 3 febbraio 2010


per
per un
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Apparecchiodi disollevamento,
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in
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interno

Quale è il campo di
applicazione?

Direttiva Ascensori? Direttiva Macchine?


dal 29 dicembre 2009
un apparecchio di sollevamento per persone con velocità di spostamento:

V > 0,15 m/s è V ≤ 0,15 m/s è

Il nuovo confine tra Direttiva Ascensori e


un Ascensore una Macchina
il supporto del
il supporto
carico di ogni

Direttiva Macchine
del carico di una Macchina
ascensore DEVE può essere una Piattaforma
essere una cabina

ad eccezione di quelli esclusi dal campo di DEVE essere una cabina SOLO
applicazione della direttiva ascensori: es. se i dispositivi di comando NON
ascensori da cantiere, apparecchi di
sollevamento dai quali possono essere sono ad azione mantenuta
effettuati lavori, ecc.

Nuova Direttiva
Direttiva Ascensori Macchine 2006/42/CE
95/16/CE
la velocità di spostamento 0,15 m/s
Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE
L’Italia l’ha recepita fuori tempo massimo
il tempo utile imposto dall’UE era il 29.12. 2009

IL D.L.gs. Di recepimento della “Direttiva macchine


n. 2006/42/CE è stato approvato dal consiglio dei
Ministri il 22 gennaio 2010 ed il Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto
di recepimento il 27 gennaio 2010
Entrerà in vigore presumibilmente entro fine
febbraio, poiché sono ora alla pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale
Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE
L’Italia l’ha recepita fuori tempo massimo
il tempo utile imposto dall’UE era il 29.12. 2009

Art. 16 (Ascensori e montacarichi)


Le disposizioni di attuazione della direttiva
2006/42/CE, per la parte relativa alle modifiche della
direttiva 95/16/CE in materia di ascensori, sono
adottate con regolamento, ai sensi dell’art.17,
comma 2, legge 23 agosto 1988, n.400, di modifica
del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile
1999, n.162, fatto salvo quanto previsto dall’art. 13
della legge 4 febbraio 2005, n.11.
La nuova direttiva macchine (2006/42/CE) del 17 maggio 2006 pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea il 9 giugno 2006 (entrerà in vigore dal 29 dicembre 2009)
modifica, tramite l’art. 24, la direttiva ascensori 95/16/CE

Elementi salienti dell’emendamento alla direttiva ascensori:


- L’ascensore è adesso un apparecchio di sollevamento

- La cabina è diventata un supporto del carico


- Se la velocità nominale è superiore a 0,15 m/s l’apparecchio di
sollevamento è un ascensore
Pertanto dal 2010, la barriera tra ascensori e macchine, non sarà più
la cabina (ndr intesa come scatola con soffitto, pareti, pavimento e
porte cieche), bensì la velocità:
- se V ≤ 0,15 m/s direttiva macchine
- se V > 0,15 m/s direttiva ascensori
-Tra l’altro, le scale mobili, i marciapiedi mobili, gli ascensori da
cantiere, gli apparecchi di sollevamento dai quali possono essere
effettuati lavori, sono esclusi dal campo di applicazione della direttiva
ascensori
Scale mobili e
marciapiedi mobili
Gli ascensori
rientranti nel campo di applicazione
della Direttiva Ascensori 95/16/CE

come modificato dall’art.24


Direttiva Macchine 2006/42/CE
GLI ASCENSORI RIENTRANO NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA
DIRETTIVA ASCENSORI 95/16/CE
esclusi dal campo di applicazione del DPR 459/96
(recepimento in Italia della direttiva macchine ultima 98/37/CE)
ASCENSORI:
[Definizione art. 2, c. 1 lettera a) DPR 162/99]

Apparecchio a motore (ndr in servizio permanente


negli edifici e nelle costruzioni) che collega piani
definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide
rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale è superiore
a 15 gradi, destinata al trasporto di:
-persone,
-persone e cose,
-soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una
persona può entrarvi senza difficoltà, e munita di
comandi situati al suo interno o alla portata di una
persona che si trova al suo interno
Modifica apportata dalla futura direttiva macchine 2006/42/CE (in vigore dal
29 dicembre 2009) alla direttiva ascensori 95/16/CE

ASCENSORI:
Apparecchio di sollevamento che collega piani definiti
mediante un supporto del carico che si sposta lungo
guide rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale è
superiore a 15 gradi, destinato al trasporto di:
-persone,
-persone e cose,
-soltanto di cose se il supporto è accessibile, ossia se
una persona può entrarvi senza difficoltà, ed è munito
di comandi situati all’interno del supporto o alla
portata di una persona che sia all’interno del supporto
del carico
Supporto del carico: il supporto del carico di ogni ascensore deve
essere una cabina
Gli apparecchi di sollevamento
per persone e/o cose
esclusi dal campo di applicazione
della Direttiva Ascensori 95/16/CE

e rientranti in quello della


Direttiva Macchine 2006/42/CE
Piattaforme
verticali per disabili
le piattaforme elevatrici verticali sono definite a livello nazionale
dall’art. 4.1.13 del DM 236/89 come apparecchiature atte a
consentire, in alternativa ad un ascensore o rampa inclinata, il
superamento di un dislivello a persone con ridotta o impedita
capacità motoria. Tali apparecchiature sono consentite in via
alternativa agli ascensori negli interventi di adeguamento (per
adeguamento si intende l’insieme dei provvedimenti necessari a
rendere gli spazi costruiti o di progetto conformi ai requisiti del D.M.
236/89-art.2 lettera M) o per superare differenze di quota contenute.
Fino all’emanazione di una normativa specifica, le apparecchiature
stesse devono essere rispondenti alle specifiche di cui al punto
8.1.13 (Piattaforme elevatrici), che recita:
“Le piattaforme elevatrici per superare dislivelli, di norma, non
superiori a ml. 4, con velocità non superiore a 0,1 m/s, devono
rispettare, per quanto compatibili, le prescrizioni tecniche
specificate per i servoscala.”
● Pr EN 81-41
Piattaforme elevatrici per disabili con mobilità
ridotte: apparecchiatura fissa che serve piani
definiti comprendente una piattaforma guidata le
cui dimensioni e la cui struttura sono indirizzate
a permettere soprattutto l’accesso a persone
con mobilità ridotte
(ndr: disabili con o senza carrozzella, guide
inclinate non più di 15° rispetto alla verticale,
Velocità non maggiore di 0,15 m/s, manovra ad
uomo presente, eliminato il limite della cabina
(completa: pavimento, pareti, porte, tetto)
come elemento discriminante per rientrare nel
campo di applicazione della direttiva ascensori
Montascale e piattaforme
inclinate destinate a persone
con ridotta capacità motoria
EN 81-40: Montascale e piattaforme inclinate destinate a persone con ridotta
capacità motoria:
Questa norma stabilisce i requisiti di sicurezza per la costruzione, fabbricazione,
installazione, manutenzione e smontaggio di montascale alimentati con energia elettrica
(montascale a poltroncina, a piattaforma per persone in piedi, a piattaforma per sedia a
ruote), ancorati alla struttura di un fabbricato, che si muovono in un piano inclinato e
destinati all’uso da parte di persone a ridotta capacità motoria:
-che si spostano tra livelli fissi, sopra una scala o al di sopra di un piano inclinato accessibile;

-destinati all’uso e al trasporto di una persona;

-l’inclinazione non deve superare i 75° dall’orizzon tale, con l’eccezione per le aree di parcheggio
dove è ammesso anche uno spostamento verticale non superiore a 500 mm;

- i pulsanti sono del tipo ad uomo presente;

- la velocità non deve essere superiore a 0,15m/s


-Omissis

-La norma non specifica:


- esercizio in severe condizioni climatiche;

-esercizio in ambienti particolari(ambienti esplosivi);

- montascale per sole cose;

-evacuazione in caso di incendio;

-omissis
Servoscala
DM 236/89 art. 8.1.13

Pedana Per il trasporto di


a)
servoscala persona in piedi
Sedile Per il trasporto di
b)
servoscala persona seduta
Pedana Per il trasporto di
c) servoscala a persona in piedi o
sedile seduta
ribaltabile
Servoscala
DM 236/89 art. 8.1.13

Piattaforma
d) Per il trasporto di
servoscala a
persona su sedia a
piattaforma
ruote
ribaltabile
Piattaforma Per il trasporto di
servoscala a persona su sedia a
e)
piattaforma e ruote o persona
sedile seduta
ribaltabile
Scale e tappeti mobili
Le scale mobili trasportano persone su un “supporto del
carico” costituito da gradini in movimento lungo un
percorso inclinato
(di norma non maggiore di 35°),
i marciapiedi mobili, generalmente denominati
tappeti, si contraddistinguono dal trasportare persone
su un “supporto del carico” costituito da una superficie
in movimento lungo un percorso orizzontale o
leggermente inclinato
(di norma non maggiore di 12°).
I MONTACARICHI RIENTRANO NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA
DIRETTIVA MACCHINE
esclusi dal campo di applicazione del Capo I del DPR 162/99 (recepimento in Italia
direttiva ascensori 95/16/CE)

MONTACARICHI:
[Definizione art. 2, c. 1 lettera b) DPR 162/99]
Apparecchio a motore di portata non inferiore
a chilogrammi 25 che collega piani definiti
mediante una cabina che si sposta lungo guide
rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale è
superiore a 15 gradi, destinata al trasporto di
- sole cose, inaccessibile alle persone
- o, se accessibile, non munita di comandi
situati al suo interno o alla portata di una
persona che si trova al suo interno
LA MESSA IN SERVIZIO E L’ESERCIZIO

Definizioni degli
Impianti di sollevamento per persone
e/o cose
in servizio privato ed
in servizio pubblico
Definizioni
Ascensori e Montacarichi in servizio privato: -
Rif.:DPR 162/99 art. 2, comma 1, lettera m)
Gli ascensori e montacarichi installati in edifici pubblici
o privati, a scopi ed usi privati, anche se accessibili al
pubblico
Ascensori in servizio pubblico:
Rif.: Legge 24 ottobre 1942 n. 1415 art. 1
Omissis
Sono considerati in servizio pubblico gli ascensori
destinati ad un servizio pubblico di trasporto, ed in
particolare quelli che fanno parte integrante di ferrovie,
di tramvie o funivie e quelli destinati a facilitare
comunicazioni con centri abitati o stazioni ferroviarie o
tramviarie.
Ascensori o montacarichi in servizio pubblico:
Rif. DPR 1497/63 art 3
Elevatore adibito ad un pubblico servizio di trasporto
“Generazioni Normative”
di Ascensori
del tipo elettrico ed idraulico
in Italia
Stato dell’arte e Regola dell’arte in Italia per ascensori del tipo elettrico

Eliminazione o riduzione del rischio ad un livello considerato accettabile o


Evoluzione nel tempo delle regole tecniche e delle norme

almeno tollerabile in base allo stato dell’arte ed alla sensibilità sociale

UNI EN 81-1:2005
Applicazioni particolari
UNI EN 81-28/70/71/72/73

UNI EN 81-1:1999

All. I DM 587/87

DPR 1497/63

Stato dell’arte Regola dell’arte


D.L. 600 f (Sviluppo della Scienza x Tecnologia) Norme vigenti

tempo
a cura di Michele De Mattia
Norme, Regole tecniche, adeguamenti, modifiche, miglioramento della
sicurezza per ascensori e montacarichi del tipo elettrico ed idraulico in
servizio privato:

- D.L. 31/08/1945 n° 600


Norme per la costruzione, l’installazione, la manutenzione e l’esercizio degli
ascensori e montacarichi installati a scopi ed usi privati;

- DPR 29/05/1963 n° 1497 (Ascensori elettrici)


Decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 1963 n°1497 - Norme per gli
ascensori ed i montacarichi in servizio privato;

- Capo VI del DPR 29/05/1963 n° 1497/63 (Norme per gli ascensori e


montacarichi installati prima dell’entrata in vigore del DPR 1497/63);

- D.M. 28/05/1979 n° 1635 (Ascensori idraulici)


Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 28 maggio 1979- Misure sostitutive
di sicurezza per ascensori e montacarichi a vite, a cremagliera ed idraulici;
- Art.4 del DM 1635/79
(Norme per l’adeguamento degli impianti idraulici preesistenti)

- Decreto Ministeriale 9 dicembre 1987, n° 587(Ascensori elettrici)


Attuazione delle direttive n.84/529/CEE e n.86/312/CEE relative agli ascensori
elettrici

- Art. 5 del DM 587/87 (Modifiche agli ascensori preesistenti);

- Allegato II al DM 587/87
(Adeguamento agli ascensori elettrici preesistenti con estensione, per quanto
applicabile, agli ascensori idraulici, con Circolare Ministero del Commercio e
dell’Artigianato prot. n° 159350);

- Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1994 n.268


(Ascensori idraulici)- Regolamento recante attuazione della direttiva n 90/486/CEE
relativa alla disciplina degli ascensori elettrici, idraulici od oleoelettrici;
- Direttiva Europea Macchine 89/392/CEE e succ.(ultima 98/37/CE)
dal 29 dicembre 2009 nuova direttiva 42/2006/CE

- DPR 24/07/1996, n 459 (Recepimento della direttiva macchine)


Data di entrata in vigore 21 settembre 1996
Regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/68/CEE
concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
macchine.

- UNI 10411- 1:2008


(Modifiche ad ascensori elettrici rispondenti a norme preesistenti alla UNI EN 81-
1:1999)
- UNI 10411- 2:2008
(Modifiche ad ascensori idraulici rispondenti a norme preesistenti alla UNI EN 81-
2:1999)
- Direttiva Europea Ascensori 95/16/CE del 29/06/1995
Direttiva europea ascensori del 29 giugno 1995, concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori.

- DPR del 30/04/1999 n°162(data di entrata in vigore il 25/06/1999)


Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli
ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta
per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio.

Dal 1/07/1999 per la commercializzazione degli ascensori obbligo di seguire la


direttiva 95/16/CE

Nota: Gli impianti che all’entrata in vigore del DPR 162/99 erano sprovvisti della
licenza di esercizio potevano essere collaudati con le regole tecniche preesistenti
fino al 30/06/2000 (art. 19 del DPR 162/99); succ. 1°proroga fino al
30/06/2001(DPR 19/10/2000, n.369 GU del 14/12/2000) e 2°proroga fino al
30/09/02(DPR 07/05/2002, n.129 GU del 04/07/2002);
Ascensori, Montacarichi, Piattaforme elevatrici per disabili
del tipo elettrico ed idraulico in servizio privato:
- Legge 24/10/1942 n°1415
Impianto ed esercizio di ascensori e montacarichi in servizio Privato

-D.P.R. 24/12/1951 n°1767


Approvazione del regolamento per l’esecuzione della legge 24/10/1942
n.1415 concernente l’impianto e l’esercizio di ascensori e di montacarichi in
servizio Privato

- Circolare 14/04/1997, n. 157296 del Ministero dell’Industria


del Commercio e dell’artigianato(Ministro Bersani)
Circolare esplicativa per l’applicazione del DPR 459/96, ai montacarichi ed
alle piattaforme elevatrici per disabili

- D.P.R. 30/04/1999 n°162(data di entrata in vigore il 25/06/1999)


Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli
ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla
osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio.
Ascensori, Montacarichi, Piattaforme elevatrici per disabili
del tipo elettrico ed idraulico in servizio privato:
- Decreto Ministero dell’Interno del 16/09/2005 (entrata in vigore 120 giorni
successivi alla data di pubblicazione su G.U)
(pubblicato su G.U. n. 232 del 05/10/2005)
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli
impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di
prevenzione incendi

- Decreto Ministero delle Attività Produttive del 23.07.09


(pubblicato su G.U. n. 189 del 17.08.09)
Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensori installati
precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva
95/16/CE

- Adeguamento alle regole previste dalla norma tecnica europea UNI EN81-
80:2009 (Ascensori esistenti - Regole per il miglioramento della sicurezza degli
ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti) e dalla sua
appendice nazionale
NOTA: Le norme armonizzate alla direttiva ascensori 95/16/CE sono

Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE


emendate ai fini dell’armonizzazione secondo la nuova direttiva macchine
2006/42/CE che, tra l’altro, all’art. 24 apporta modifica alla direttiva
95/16/CE (Esempio: Emendamento A3 alle EN 81-1/2:1998 +A1 ed A2
contiene modifica dello scopo, movimento incontrollato cabina porte
aperte, arresto normale cabina al piano e precisione di livellamento; EN
13015:2001+A1(contiene un’appendice ZA revisionata e nuove appendici
ZB e ZC)

Norma UNI EN8 1-1/2:2008


Soggetto Ascensori elettrici
Regole di sicurezza per la costruzione e
l’installazione degli ascensori elettrici
(Nota: contiene anche A2 gli ascensori senza locale
macchinario roomless- MRL ed A1 i PESSRAL)
La norma EN 81-28:2003 sostituisce parzialmente il punto delle
norme EN 81-1/2 per quanto riguarda i sistemi di allarme e le
norme EN 81-1/2 saranno modificate di conseguenza alla
prossima revisione
Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE
Norma UNI EN8 1-1/2:2008
Soggetto Ascensori elettrici
Regole di sicurezza per la costruzione e
l’installazione degli ascensori elettrici
(Nota: contiene anche A2 gli ascensori senza locale
macchinario roomless- MRL ed A1 i PESSRAL)

Norma EN81-1/2:1998/A1:2005
Soggetto Sistemi elettronici programmabili per
applicazioni di sicurezza negli ascensori
PESSRAL

Norma EN8 1-1/2:1998/A2:2004


Soggetto Spazi per macchinari e pulegge negli
ascensori elettrici ed idraulici (ascensori
senza locale macchinario roomless- RML)
Norma UNI EN 81-28: 2004
Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE
Soggetto Teleallarmi per ascensori e ascensori
per merci
La norma EN 81-28:2003 sostituisce parzialmente il punto delle
norme EN 81-1/2 per quanto riguarda i sistemi di allarme e le
norme EN 81-1/2 saranno modificate di conseguenza alla prossima
revisione

Norma EN 81-58 :2003


Soggetto Porte di piano per ascensori - Prove di
resistenza al fuoco

Norma: UNI EN 81-70:2005


Soggetto Accessibilità agli ascensori delle persone, compresi i
disabili
Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE
Norma UNI EN 81- 71:2005
Soggetto Ascensori antivandalo

Norma UNI EN 81-72:2004


Soggetto Ascensori antincendio

Norma UNI EN 81-73:2005


Soggetto Comportamento degli ascensori in caso
d’incendio
Norma UNI EN 13015:2002 (EN 13015:2001+A1:2008)
Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE Soggetto Manutenzione degli ascensori e delle scale
mobili. Regole per le istruzioni di
manutenzione

Norma EN 81-21
Soggetto Ascensori nuovi per persone e cose in
edifici esistenti
Pubblicata su GUCE del 05.11.09

Norma EN 12016:2004 + A1:2008


Soggetto Compatibilità elettromagnetica –
Immunità
Norma EN 12385-3:2004 +A1:2008

Norme Armonizzate Direttiva Ascensori 95/16/CE Soggetto Funi di acciaio-Sicurezza – parte 3:


Informazioni per l’uso e la
manutenzione

Norma EN 12385-5:2002
Soggetto Funi di acciaio-Sicurezza – parte 5: Funi
a trefoli per ascensori

Norma EN 13411-7:2006 +A1:2008


Soggetto Estremità per funi di acciaio-Sicurezza
– parte 7: Capicorda simmetrici a cuneo
Norma UNI EN8 1- 80:2009 (Non armonizzata)
Norme non armonizzate alla Direttiva Ascensori 95/16/CE Soggetto Ascensori esistenti- Regole per il
miglioramento della sicurezza degli
ascensori per passeggeri e degli ascensori
per merci esistenti
Nota Decreto 23.07.09 Miglioramento della
sicurezza degli impianti di ascensori
installati negli edifici civili precedentemente
alla data di entrata in vigore della direttiva
95/16/CE (G.U. n.189 del 17.08.09)

UNI CEN/TS 81-29:2004 - Specifica tecnica


Soggetto Interpretazioni delle norme da EN 81-20
a EN 81-28 (include EN 8 1-1/2:1998)
ISO 14798:2009 (Non armonizzata)
Norme non armonizzate alla Direttiva Ascensori 95/16/CE
Soggetto Metodologia per la valutazione e la
riduzione del rischio negli elevatori,
scale mobili e marciapiedi mobili

Nota Nei casi in cui, per qualsiasi motivo, un


progettista o un installatore di
ascensori o scale mobili dovesse
derogare dall’uso di una norma
armonizzata, la valutazione o riduzione
dei relativi rischi significativi potrebbe
essere attualmente realizzata
ricorrendo a tale metodologia
Alcune norme allo studio/studio terminato/inchiesta
pubblica riferite alla Direttiva Ascensori 95/16/CE
Norma Pr EN81- 7
Soggetto Ascensori a cremagliera

Norma Pr EN 81-5 cancellata


Soggetto Ascensori a vite

Norma Pr EN 81-22
Soggetto Ascensori per persone e persone e
merci in con via di corsa inclinata

Norma Pr EN 81-77
Soggetto Ascensori soggetti alle condizioni
sismiche
Alcune norme secondo la Direttiva Macchine Norma EN 81-3:2000 +A1:2008 (armonizzazione secondo nuova DM)
Soggetto Montacarichi elettrici ed idraulici non accessibili

Norma Pr EN 81-31
98/37/CE

Soggetto Montacarichi elettrici ed idraulici accessibili

Norma EN 81- 40
Soggetto Montascale e piattaforme elevatrici inclinate per
persone con ridotta mobilità
Note Rif UNI 9801 e ISO 9386-2
Alcune norme secondo la Direttiva Macchine
Norma EN 81- 41
Soggetto Piattaforme elevatrici verticali per disabili

Note Rif. ISO 9386-1


98/37/CE

Norma EN 81-43 (armonizzata ad agosto 09)


Soggetto Ascensori speciali per accesso al posto di manovra
nelle gru

Norma EN 12158-1:2000 – armonizzazione nuova direttiva macchine

Soggetto Montacarichi da cantiere con piattaforma di carico


accessibile
Norma EN 12158-2:2000
Alcune norme secondo la Direttiva Macchine
Soggetto Montacarichi da cantiere inclinati con piattaforma
di carico non accessibile

Norma EN 12159:2000
Soggetto Ascensori da cantiere per persone e materiali
98/37/CE

Note dal 29.12.09 rientra nel campo di applicazione della nuova


direttiva macchine 2006/42/CE

Norma EN 12015 Direttiva EMC


Soggetto Compatibilità elettromagnetica - Emissione

Norma EN 115:2008
Soggetto Sicurezza delle scale mobili e marciapiedi mobili -
Parte 1: Costruzione ed installazione
Gli interventi di adeguamento previsti
dall’allegato tecnico del DM 23/07/09

Decreto 23 luglio 2009


Pubblicato sulla G.U. N° 189 del 17
Agosto 2009
È entrato in vigore dopo 15 giorni dalla
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
Art. 1 Scopo
Per salvaguardare la sicurezza
– degli utenti e
– dei tecnici operanti sugli ascensori
si dispone l'adozione di appositi interventi di
adeguamento mirati al progressivo e
graduale miglioramento del livello di sicurezza
degli ascensori installati e messi in esercizio
permanente negli edifici e
nelle costruzioni in epoca anteriore alla data di
entrata in vigore del DPR 162/99, da attuarsi in
modo selettivo in funzione delle situazioni
riscontrate su ogni singolo impianto.
Analisi e valutazione dei rischi
Art. 2
presenti sugli ascensori
CHI Il proprietario o il suo legale
rappresentante
QUANDO in occasione della prima verifica periodica
sull'impianto già programmata
(contestualmente)
SVOLTA DA dall'Organismo notificato/dalla ASL /
dall'Ispettorato del lavoro che ha in affidamento
l'ascensore
COSA richiede e concorda l'effettuazione di una
verifica straordinaria ai sensi dell'art.14 del
DPR 162/99
SCOPO finalizzata alla realizzazione di un'analisi delle
situazioni di rischio presenti nell'impianto per la
quale può essere utilizzata la norma di buona tecnica
più recente
MEZZO
In Italia le norme di buona tecnica sono quelle
pubblicate da UNI e/o norme europee che
garantiscono un livello di sicurezza equivalente
(come UNI EN 81-80)
Art. 2 Analisi e valutazione dei rischi presenti sugli ascensori
entro il termine perentorio di

due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto


per gli ascensori installati prima del 15 novembre 1964

tre anni dalla data di entrata in vigore del presente


decreto per gli ascensori installati prima del 24 ottobre
1979

quattro anni dalla data di entrata in vigore del presente gli


ascensori installati prima del 9 aprile 1991

cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente


decreto per gli ascensori installati prima del 24 giugno
1999
Art. 3 del Decreto 23 luglio 2009

Interventi di adeguamento
L'ente autorizzato ad effettuare le verifiche
periodiche e/o straordinarie, di cui all'art. 13
del DPR162/99, che ha effettuato o
approvato l'analisi dei rischi, prescrive i
conseguenti interventi di adeguamento
sull'impianto
Art. 3 del Decreto 23 luglio 2009

Interventi di adeguamento
Gli interventi di adeguamento sull'impianto devono
essere tassativamente attuati entro i termini seguenti:
entro cinque anni dalla data di esecuzione dell'analisi
dei rischi per le situazioni di rischio in tabella A
entro dieci anni dalla data di esecuzione dell'analisi
dei rischi per le situazioni di rischio in tabella B

Le situazioni di rischio riportate in tabella C potranno


essere eliminate in occasione di interventi di
modernizzazione successivi, di significativa entità
Art. 3 del Decreto 23 luglio 2009

Interventi di adeguamento
Le situazioni di rischio riportate nelle tabelle
A, B e C sono quelle elencate
nell'appendice NA della norma UNI EN 81-80
Ad esse devono essere rapportati i risultati di
ogni analisi dei rischi, come pure le possibili
misure da adottare
Art. 6 Adeguamenti specifici

I seguenti punti della norma UNI EN 81-80 richiamata


all'art. 3, comma 3:
- misure per assicurare l'accessibilità ai
disabili;
- misure contro gli atti vandalici;
- misure per assicurare un comportamento
sicuro in caso d'incendio;
non sono compresi nelle tabelle in quanto soggetti a
valutazioni specifiche. Tuttavia, gli stessi devono
essere considerati in funzione delle esigenze degli
utilizzatori e dell'ambiente in cui l'impianto ascensore
e' inserito. Pertanto, e' responsabilità del
proprietario richiedere esplicitamente quali
misure adottare
Art. 8 del Decreto 23 luglio 2009

Allegati
Costituiscono parte integrante del decreto le
tabelle A, B e C con l'elenco degli interventi
da attuare sugli elevatori al fine del loro
adeguamento
Precisione di livellamento e fermata
Punto 1
Punto 3 dell’All. NA della UNI EN 81-80
L’Allegato NA della UNI EN 81-80 stabilisce
diversi livelli di priorità a seconda del tipo di
sistema di velocità regolata dell’ascensore
Il decreto impone, invece, la
implementazione di una sufficiente
precisione di fermata e livellamento a
prescindere dal sistema di velocità regolata
adottato
A cosa riferirsi quando si parla di
“sufficiente precisione di fermata e livellamento”?
Precisione di livellamento e fermata
Punto 1
Punto 3 dell’All. NA della UNI EN 81-80
I riferimenti sono: il DM 236/89, il punto 5.3.3 della
UNI EN 81-70 e l’A3 delle EN 81-1 e 2 (non ancora
armonizzate)
In concreto, negli ascensori elettrici, sembra difficile
conseguire i richiesti valori di precisione +/-1 cm
alla fermata e +/-2 cm alla livellazione con un
funzionamento a due velocità, per cui in generale
occorrerà installare un sistema di regolazione di
velocità a inverter
Negli ascensori idraulici, con rilivellamento al piano,
la precisione è conseguita con le tecnologie da
tempo applicate a questo tipo di ascensori
(rilivellamento sia in salita che in discesa)
Dispositivi di protezione porta piano
Punto 2
Punto 30 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Nella norma UNI EN 81-80 il punto in


questione si intitola:
Dispositivi di protezione della porta di
piano e della porta di cabina su un
ascensore (con porte di piano e/o
cabina automatiche) di cui è previsto
l’uso da parte di persone disabili
Punto 2
Dispositivi di protezione porta piano
Punto 30 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Punto 5.2.4 UNI EN 81-70:2003


• Il dispositivo di protezione deve essere attivo
almeno lungo una distanza tra 25 e 1800 mm
sopra la soglia di cabina (es. barriera di
fotocellule)
• Il dispositivo deve impedire il contatto fisico tra
l’utente ed i bordi delle porte in chiusura
Punto 2
Dispositivi di protezione porta piano
Punto 30 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Impianti semiautomatici
La lettura del punto specifico della UNI EN 81-80
sembra andare nella direzione che l’adeguamento
riguardi solo il caso di porte di piano e di cabina
accoppiate
Nella pratica, le porte di cabina si muoveranno solo
una volta chiuse quelle di piano
Se le porte di cabina possono muoversi con le
porte a battente di piano ancora aperte, allora
secondo il punto 37 dell’allegato NA a UNI EN 81-
80 è consigliabile (ancorché inserito solo in tabella
C, punto 46) modificare il sistema di manovra
impedendo tale movimento
Punto 3 Adeguamento ascensori idraulici
Diversi punti dell’All. NA della UNI EN 81-80

Primo gruppo:
16 Dispositivo di arresto in fossa e nel
locale pulegge (eventuale)
17 Illuminazione del vano di corsa
39 Grembiule della cabina Completamento
dell’adeguamento
57 Interruttori di extracorsa degli ascensori
idraulici alle
prescrizioni
dell’allegato II al
DM 587 del 1987
Punto 3
Adeguamento ascensori idraulici
Diversi punti dell’All. NA della UNI EN 81-80

Secondo gruppo:
54 b, Ritorno al piano più basso della cabina
60 b, Manovra di emergenza (discesa/salita)
61 Saracinesca
65 (a e b) Dispositivo di bassa pressione
(impianti ad azione indiretta e diretta)
Dispositivi di blocco porta di piano
Punto 4
Punto 31 dell’All. NA della UNI EN 81-80
L’Allegato NA della UNI EN 81-80 stabilisce
diversi livelli di priorità a seconda del tipo di
serratura (non conforme al DPR 1497/1963 – priorità
alta, conforme al DPR1497/63 – priorità media)
Nel decreto la priorità è comunque alta, cioè
entro 5 anni dall’analisi dei rischi tutte le
serrature delle porte di piano dovranno essere
del tutto conformi a UNI EN 81-1/2:1999 punto
7.7, il che tra l’altro non è sempre facile se si
intende adattare il blocco alla porta preesistente
Dispositivi di blocco porta di piano
Punto 4
Punto 31 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Una Nota al punto specifico della UNI EN
81-80 (il punto 5.7.7) stabilisce che i
dispositivi di blocco esistenti, conformi
alle versioni delle EN81-1e2 pubblicate
prima del 1998, con un impegno di 5 mm,
sono considerati equivalenti in quanto a
livello di sicurezza
Si osserva che il punto 7.7.3.1.1 delle UNI EN 81-
1:1987 e UNI EN 81-2:1989 stabiliscono che la
partenza della cabina deve essere possibile solo
quando gli elementi che determinano il bloccaggio
sono impegnati tra di loro per almeno 7 mm
(Ri)chiusura automatica delle porte di
Punto 5 piano scorrevoli orizzontalmente
Punto 34 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Talvolta le porte di piano scorrevoli obsolete
non si richiudono una volta che la cabina
non è più al piano (e ciò ha provocato più di
un infortunio), occorre installare un
dispositivo di chiusura in conformità
all’ultimo paragrafo del punto 7.7.3.2 delle
UNI EN81-1e2
Nel caso di porte di piano mosse dalla porta di cabina, un dispositivo (molla o
peso) deve assicurare la chiusura automatica della porta di piano se, per una
qualsiasi ragione, la porta si trova aperta quando la cabina è fuori della zona
di sbloccaggio
Rapporto sicuro tra la superficie
Punto 6 utile della cabina e la portata
Punto 38 dell’All. NA della UNI EN 81-80
L’obiettivo è di evitare il sovraccarico
Ciò si può realizzare, secondo la UNI EN 81-80,
ponendo in essere due azioni correttive, diverse
tra loro, di efficacia diversa
1. Ridurre fisicamente la superficie della cabina,
segregando ed impedendo l’accesso alla parte “in
eccesso”
Ciò si può ottenere ad es. installando una parete
che ne limiti la profondità, col che si evita la facile
possibilità di eventuale sovraccarico della cabina
 si evita la possibilità di slittamento delle funi sulla
puleggia di trazione (nel caso di ascensore
elettrico)
Rapporto sicuro tra la superficie
Punto 6 utile della cabina e la portata
Punto 38 dell’All. NA della UNI EN 81-80
2. Limitare l’uso dell’impianto ai soli utenti istruiti
In questo modo si impedirebbe l’accesso di persone
eccedenti in cabina perché chi lo utilizza sa qual è il
massimo della capienza e portata (quindi dovrebbe
consistere in un pulsante a chiave o similare
dispositivo posto nella pulsantiera esterna o sulla
porta se manuale)
Questo provvedimento appare di minore efficacia
dell’altro, perché non esiste in questo caso alcun
impedimento fisico alla possibilità di sovraccarico,
una volta aperta la porta Il dispositivo “pesacarico”
3^ possibilità prevista dall’articolato della norma: non è ammesso
verificare l’uso cui è destinato l’ascensore
Presenza delle porte di cabina
Punto 7 Punto 40 dell’All. NA della UNI EN 81-80

La porta va installata in tutti i casi in cui la


cabina ne sia sprovvista ovvero:
1. Ascensori ex-cat. A e ex-cat. B conformi a
norme precedenti la UNI EN81-1:1987 o UNI
EN 81-2:1989 che siano privi di porte di cabina
2. Ascensori come sopra, ex-cat. A, privi di porte
di cabina siti in alberghi ad uso riservato al
personale (installati prima della vigenza del
parere CNR 670206/126)
Presenza delle porte di cabina
Punto 7
Punto 40 dell’All. NA della UNI EN 81-80

La porta può essere automatica (ove


possibile) o manuale
Non esistono alternative alla porta (tipo
barriere di fotocellule)
Il decreto 23/7/2009 permette di riferirsi
non solo alla UNI EN 81-80 ma anche ad
altre norme di buona tecnica (in Italia le
norme di buona tecnica sono quelle
pubblicate da UNI e/o norme europee che
garantiscono un livello di sicurezza
equivalente)
Dispositivo di comando di ispezione
Punto 8 e di arresto sul tetto di cabina
Punto 70 (a - b) All. NA della UNI EN 81-80
Anche in questo caso il decreto, contrariamente dalla
norma, non fa distinzione tra età dell’impianto (con
conseguente diversa priorità di intervento), ponendo
sullo stesso piano
– impianti che “potrebbero” ancora essere privi totalmente di
dispositivi di comando di ispezione sul tetto di cabina
(rarissimi se non inesistenti),
– impianti con dispositivo “molto difforme” e
– impianti con dispositivo “poco difforme” (perché conforme al
punto 9.2 dell’all. II al DM 587/1987) rispetto a quanto
previsto dal punto 14.2.1.3 delle UNI EN 81-1/2:1999
Dispositivo di comando di ispezione
Punto 8 e di arresto sul tetto di cabina
Punto 70 (a - b) All. NA della UNI EN 81-80

Stesse considerazioni svolte nel caso


precedente

Non sono previste priorità di intervento


diverse per cui, entro 5 anni, se non lo è
già, occorre installare un dispositivo del
tutto conforme al punto 14.2.2 delle UNI
EN 81-1/2:1999
Dispositivo di allarme in cabina e per il recupero
Punto 9
di persone intrappolate nel vano di corsa
Punto 18 e 71 All. NA della UNI EN 81-80
Stessa soluzione per ridurre i due rischi:
installazione di un combinatore vocale
bidirezionale conforme a UNI EN 81-1/2, 5.10 e
14.2.3, ove non già presente (è necessario
considerare i requisiti della UNI EN81-28 (allarme
remoto per gli ascensori)
Per l’allegato NA, la priorità è diversa nei due
casi:
– media nel caso 18 (laddove si tratta
dell’intrappolamento nel vano di corsa di un
manutentore, infatti solo questi poteva essere lì, come
esperto)
– alta nel caso 71, trattandosi di un utente intrappolato in
cabina, che in quanto non esperto potrebbe tentare
manovre pericolose per liberarsi
Dispositivo di allarme in cabina e per il recupero
Punto 9 di persone intrappolate nel vano di corsa
Punto 18 e 71 All. NA della UNI EN 81-80

Nel caso 71, la priorità indicata nell’allegato NA è bassa


se installato già un combinatore bidirezionale non
conforme alla UNI EN 81-28
Il decreto, invece, non fa distinzioni, poiché entro 5 anni
dall’analisi dei rischi tutti i combinatori dovranno essere
conformi a UNI EN 81-28
Va considerato che la UNI EN 81-28 è uscita come
norma europea nel giugno 2003 e in versione italiana nel
maggio 2004. Perciò, non solo prima del 1999, ma
persino nei primi 5 anni di applicazione della direttiva
95/16/CE era difficile ottemperare alla UNI EN 81-28,
che non esisteva ancora, almeno come norma ufficiale
TABELLA B
TABELLA B
TABELLA B
Chiusura cieca o
Punto 10
parziale del vano di corsa
Punto 6 e 7 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Gli interventi proposti da UNI EN 81-80


sono diversi, in base alla presenza di vano
chiuso (con protezione non cieca) o
parzialmente chiuso
Chiusura cieca o
Punto 10 parziale del vano di corsa
Punto 6 e 7 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Nel primo caso occorre: 1


a) chiudere il vano di corsa con una difesa cieca,
oppure
b) adeguare la difesa traforata del vano di corsa in
conformità alla UNI EN 294:1993, 4.5.2, cioè
maglia di ampiezza massima dipendente dalla
forma e dalla distanza degli organi mobili più vicini

tenendo ben presente che in ogni caso le difese vanno rese


cieche non solo in corrispondenza delle serrature ma di
tutte le apparecchiature manomissibili dall’esterno
UNI EN 294:1993
Lingua:Italiano Titolo: Sicurezza del macchinario. Distanze di sicurezza per
impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti
Sommario: Versione il lingua italiana della norma europea EN 294 (edizione giu.
92) con errata corrige del gennaio 1993 (AC: 1993). È stata preparata in modo
da essere una norma armonizzata, ai sensi della Direttiva "Macchine" e degli
equivalenti Regolamenti EFTA. Stabilisce i valori delle distanze di sicurezza per
impedire che persone di età uguale o maggiore di tre anni possano raggiungere
zone pericolose con gli arti superiori. Tali distanze si applicano quando e'
possibile ottenere un adeguato livello di sicurezza con il solo allontanamento .
Non necessita di essere applicata alle macchine disciplinate da norme sugli
aspetti elettrici che riportano procedure di verifica specifiche, per esempio
mediante il dito di prova.
Edizione: 31/7/1993
Fine validità: 28/5/2008
Ver. Italiana :31/7/1993
Fine validità : 28/5/2008
Stato: RITIRATA CON SOSTITUZIONE
Sostituita da: UNI EN ISO 13857:2008
https://conto.uni.com/UniSIte/Subscription/Doc_Details.aspx?cdarti=UNIN29400&vari=EIT
Chiusura cieca o
Punto 10 parziale del vano di corsa
Punto 6 e 7 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Nel secondo caso occorre: 2
Adeguare la difesa del vano di corsa in
conformità alla
UNI EN81-1e2, cioè al prospetto 2 del punto 5
( portare la protezione ad un’altezza minima
dipendente dalla distanza; la protezione deve
essere cieca; distanza massima di 0,15 m dal
perimetro dei piani; …)
… e in ogni caso, anche se non specificato al punto 7 dell’All. NA della UNI EN 81-
80, si può adeguare la difesa traforata del vano di corsa in conformità alla UNI EN
294:1993, 4.5.2, cioè maglia di ampiezza massima dipendente dalla forma e dalla
distanza degli organi mobili più vicini, in coerenza con quanto detto al punto 6
Dispositivi di blocco per porte di accesso
Punto 11 (ispezione) al vano di corsa e alla fossa
Punto 8 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Si richiede che vi sia un dispositivo di


blocco a chiave che permetta la
richiusura senza chiave; le porte si
devono riaprire senza chiave dall’interno
del vano
L’unica soluzione è che sia installata in
luogo degli esistenti, dispositivi di blocco
in conformità alla UNI EN81-1e2
Difesa di separazione tra parti in movimento di
Punto 12 più ascensori situati in un vano di corsa comune
Punto 13 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Si richiede una difesa di separazione che
si estenda per tutta l’altezza del vano se
la distanza orizzontale tra il bordo del
tetto della cabina di un ascensore e una
parte mobile (cabina o massa di
bilanciamento) di un ascensore
adiacente è minore di 0,50 m
La larghezza della difesa di separazione deve
essere non minore di quella della parte mobile, o
parte di questa, da cui ci si deve proteggere,
aumentata di 0,10 m da una parte e dall’altra
Difesa di separazione tra parti in movimento di
Punto 12 più ascensori situati in un vano di corsa comune
Punto 13 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Da notare che questa difesa di separazione era già
prevista per ascensori elettrici e idraulici installati
secondo le norme EN81-1e2 precedenti le
armonizzate del 1998 ma solo quando la distanza
orizzontale tra il bordo del tetto della cabina di un
ascensore e una parte mobile (cabina o massa di
bilanciamento) appartenente ad un ascensore
adiacente era minore di 0,30 m
Ora andranno adeguati a questo punto anche quegli
impianti che hanno tale distanza compresa tra 0,30
e 0,50 m
Punto 13 Spazi liberi in testata e in fossa
Punto 14 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Il testo della norma UNI EN 81-80 richiede


che se le distanze in testata e/o nella fossa
non sono conformi a EN 81-1e2 occorre
applicare i requisiti della prEN 81-21 oggi EN81-21
In effetti, nell’Allegato NA si richiede che
siano assicurati spazi liberi nella testata e
nella fossa in conformità alla
UNI EN81-1e2 oppure
UNI 10411-1e2 (arresti mobili)
Punto 14 Accesso sicuro alla fossa
Punto 15 dell’All. NA della UNI EN 81-80
La fossa deve avere un’adeguata via d’accesso
e di uscita in conformità alla UNI EN 81-1e2
Si possono adottare sistemi alternativi alla porta di
accesso alla fossa (obbligatoria quando la fossa ha
una profondità maggiore di 2,50 m e se la
disposizione dei luoghi lo permette) ma occorre
garantire che qualsiasi dispositivo previsto sia
installato in modo stabile nel vano corsa, facilmente
accessibile dalla porta di piano, per permettere al
personale competente una discesa sicura in fondo
alla fossa
Questo dispositivo non deve interessare lo spazio
impegnato dalle parti di ascensore in movimento
Dislivelli e recessi nel
Punto 15
locale del macchinario
Punto 22 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Si deve effettuare una valutazione in loco delle
situazioni pericolose per assicurarsi che i livelli
e gli incavi del locale del macchinario
corrispondano al livello di sicurezza previsto
dalle norme UNI EN 81-1e2
Nelle norme armonizzate è stabilito che:
– Quando il locale del macchinario si sviluppa su più
livelli con dislivelli maggiori di 0,50 m, bisogna
prevedere dei gradini o scale e dei parapetti
– Quando nel pavimento del locale del macchinario
esistono incavi la cui profondità supera 0,50 m e la
cui larghezza è minore di 0,50 m, oppure canaletti, si
deve provvedere a ricoprirli
Dislivelli e recessi nel
Punto 15
locale del macchinario
Punto 22 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Ciò, a parere del sottoscritto, non significa


necessariamente che ci si debba limitare
a valutare le sole situazioni evidenziate
dalla norma ma occorre eseguire, nello
spirito della UNI EN 81-80, una
valutazione complessiva dei luoghi e
dell’installazione delle apparecchiature
(punto 35 della Tabella C)
Porte di piano e/o cabina cieche
Punto 16
Punto 25 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Nel caso delle porte scorrevoli non è prevista


alcuna possibile alternativa alla installazione di
porte cieche
Punto 16 Porte di piano e/o cabina cieche
Punto 25 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Nel caso di porte manuali l’Allegato NA della UNI
EN 81-80 ammette che possano essere mantenute
le porte traforate a patto che siano rispettate le
dimensioni massime delle aperture previste dalla
UNI EN 294

Occorre infine adeguare le


porte non cieche tenendo
conto della possibile mano-
missibilità di apparecchiature
dall’esterno del vano
Resistenza dei fissaggi
Punto 17
delle porte di piano
Punto 26 dell’All. NA della UNI EN 81-80
L’analisi dei rischi si riferisce soprattutto al caso
di porte scorrevoli, ed in particolare al rischio
connesso al cedimento dei pattini inferiori di
guida (o anche degli organi superiori di
scorrimento), causa effettiva di alcuni incidenti,
anche mortali, in Europa
Resistenza dei fissaggi
Punto 17
delle porte di piano
Punto 26 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Ogni fissaggio della porta di piano (per
esempio viti di fissaggio, guide inferiori
della porta, rulli superiori della porta, ecc.)
deve resistere a forze applicate e alla
fuoriuscita dagli organi di guida, per evitare
che un’anta della porta cada nel vano di
corsa
Sbloccaggio d’emergenza delle porte di
Punto 18 piano con un attrezzo speciale
Punto 32 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Tutti gli ascensori conformi a normative


precedenti le UNI EN81-1:1987 e UNI EN
81-2:1989 che dispongano in una o più
porte di piano di sistemi di sblocco di
emergenza
Punto 18
Sbloccaggio d’emergenza delle porte di
piano con un attrezzo speciale
Punto 32 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Lo sbloccaggio d’emergenza di una porta
di piano deve essere possibile soltanto
usando un dispositivo speciale (per
esempio una chiave triangolare)
Anche se la chiave triangolare non è
l’unico “dispositivo speciale” ammesso
dalla UNI EN 81-80, l’Allegato NA della
UNI EN 81-80 richiede che il dispositivo
di blocco sia conforme alle EN 81-
1e2:1998 punto 7.7.3.2
Sbloccaggio d’emergenza delle porte di
Punto 18 piano con un attrezzo speciale
Punto 32 dell’All. NA della UNI EN 81-80
EN 81-1e2:1998
Sbloccaggio di emergenza punto 7.7.3.2
Tutte le porte di piano devono poter essere
aperte dall’esterno mediante una chiave che si
adatti al triangolo di sblocco definito
nell’appendice B …
Attenzione agli atti vandalici o dove può verificarsi
"surfing" sull’ascensore; in questi casi occorre
prevedere misure aggiuntive
Protezione contro la caduta
Punto 19
dal tetto della cabina
Punto 43 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Il tetto della cabina deve essere controllato per
assicurarsi che la distanza libera orizzontale oltre e
perpendicolarmente al bordo esterno non superi 0,30 m
Se non è così, allora si deve adottare uno dei seguenti
provvedimenti
a) Ridurre la distanza libera tra il bordo esterno del tetto e la
parete adiacente a 0,30 m, oppure
b) installare un parapetto sul tetto della cabina in conformità
con EN81-1e2 oppure prEN81-21, oppure
c) installare una difesa a tutt’altezza, in modo che la distanza
libera sia minore di 0,30m
Protezione contro la caduta
Punto 19
dal tetto della cabina
Punto 43 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Due considerazioni su questo punto:
Un parere CNR sconsigliava l’applicazione del parapetto
(quindi praticamente tutti gli ascensori con distanza del tetto
di cabina > 0,30 m sono senza parapetto)
L’allegato NA della UNI EN 81-80 sembra propendere verso
la soluzione con il parapetto poiché in una nota sottolinea
che ove l’installazione del parapetto riduca lo spazio per il
manutentore sul tetto di cabina oltre il consentito, l’azione
correttiva potrà risultare da un’analisi dei rischi effettuata
caso per caso (in caso contrario sarebbe una inutile
sottolineatura poiché è evidente che tutte le soluzioni
proposte vanno sottoposte a specifiche analisi per definire
quale è quella che va applicata al caso specifico)
Punto 20 Illuminazione normale della cabina
Punto 45 dell’All. NA della UNI EN 81-80
La cabina deve avere un’illuminazione elettrica
permanentemente installata
Dove questa fosse inadeguata, deve essere resa conforme a
quanto previsto dalla EN81-1 e 2
La cabina deve avere un impianto elettrico permanente di
illuminazione che assicuri al pavimento e sui comandi
un’intensità di illuminazione di almeno 50 lux
Se l’illuminazione è del tipo ad incandescenza, le lampade
devono essere almeno due collegate in parallelo
La cabina deve essere illuminata permanentemente quando
l’ascensore è in funzione
In caso di porte di piano automatiche, l’illuminazione può
cessare quando la cabina è parcheggiata ad un piano con le
porte chiuse
Illuminazione di emergenza della cabina
Punto 45 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Punto 21

L’illuminazione d’emergenza deve essere


conforme a quanto previsto dalla EN 81-1e2
Deve essere disponibile un alimentatore di
emergenza a ricarica automatica capace, in caso
di interruzione dell’alimentazione dell’illuminazione
normale, di alimentare almeno una lampada della
potenza di 1 W per 1 h
Questa illuminazione deve intervenire
automaticamente in caso di mancanza della
sorgente dell’illuminazione normale
Illuminazione di emergenza della cabina
Punto 21
Punto 45 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Come ampiamente noto, il CEN/TC 10 /WG1 sta
procedendo alla revisione delle norme EN81-1 e 2
La modifica relativa a questo punto, fin’ora
approvata, elimina il riferimento alla lampada della
potenza di 1 W per 1 h, stabilendo invece che
l’illuminazione di emergenza deve assicurare almeno
1 lux per 1 h al pulsante di allarme e al centro
della cabina ad 1 m di altezza dal pavimento
L’UNI proporrà il valore di 2 lux al pulsante di
allarme e 5 lux e all’interno della cabina, ad 1 m
di altezza dal pavimento (senza riferimento solo al
centro della cabina stessa)
Presenza di paracadute attivato da un limitatore di
velocità compatibile per gli ascensori elettrici
Punto 22
Punto 50 a dell’All. NA della UNI EN 81-80
Tutti gli ascensori elettrici devono avere un
paracadute azionato da un limitatore di velocità
Si deve controllare che l’intero sistema, che
comprende il paracadute e il limitatore di velocità,
sia compatibile, e si deve eseguire una prova per
assicurarsi che il sistema funzioni correttamente
Se non fosse così, si deve regolare il sistema
(senza interferire con i componenti di sicurezza), o,
se una regolazione non fosse possibile, si deve
installare un paracadute, attivato da un limitatore di
velocità con esso compatibile, secondo quanto
previsto dalla EN 81-1
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 23 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Gli ascensori elettrici devono soddisfare i seguenti requisiti:
a) gli ascensori a frizione con contrappeso devono essere
forniti di un dispositivo di protezione contro l’eccesso di
velocità della cabina in salita in conformità con la EN 81-1
b) i macchinari devono essere equipaggiati con un freno a
doppia azione
c) gli ascensori con macchinario in cui il rischio di una
rottura tra il freno e la puleggia di frizione è significativo,
devono avere un dispositivo di protezione contro i
movimenti incontrollati della cabina verso l’alto o verso il
basso con porte aperte, oppure il macchinario deve essere
rimpiazzato con un macchinario "di tipo EN 81-1"
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 23 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Due note o osservazioni:
La valutazione dei requisiti a) b) c) dovrebbe essere
eseguita caso per caso tenendo in considerazione
fattori specifici (per es. l’albero della puleggia di
frizione delle macchine a tre appoggi, il progetto del
freno, la velocità nominale, il massimo carico non
equilibrato, la lunghezza della corsa, gli spazi liberi
esistenti intestata, l’altezza della cabina, il rapporto
di riduzione, il progetto dell’albero veloce e dei denti
della corona, l’età del macchinario, il fissaggio della
corona, la frequenza d’uso, ecc.)
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 23 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Due note o osservazioni:
Elenco - guida ai dispositivi di protezione contro i movimenti
incontrollati della cabina:
a) che rilevino i movimenti incontrollati in allontanamento da un piano
con le porte di piano non bloccate e le porte di cabina non bloccate
b) che si attivino al più tardi quando la cabina lascia la zona di
sbloccaggio
c) che agiscano sulla cabina o sul contrappeso o sul sistema delle funi
o sulla puleggia di frizione
d) che fermino la cabina a una distanza di non più di 0,90 m dal piano
e) che fermino la cabina con una decelerazione massima di 1 g
f) che richiedano l’intervento di una persona competente per essere
disattivato
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 23 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Diversamente dal paracadute in discesa i
dispositivi di protezione contro eccesso
velocità cabina in salita possono essere
applicati anche non sulla cabina, ma sul
contrappeso, sul sistema delle funi o sulla
puleggia di frizione (o anche il suo albero
nelle immediate vicinanze), e non devono
necessariamente fermare la cabina, ma
rallentarla ad un certo valore massimo
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 23 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
All’atto pratico, in un normale ascensore
esistente, appare piuttosto difficile
l’installazione di un vero e proprio
paracadute bidirezionale sulla cabina,
mentre potrebbe essere più agevole
intervenire sulla puleggia di frizione, il suo
albero o le funi
Protezione contro il movimento incontrollato
della cabina in salita o in discesa
Punto 24
Punto 53 dell’All. NA della UNI EN 81-80
L’Allegato NA stabilisce diverse priorità in base alla
vetustà dell’impianto
In ogni caso le soluzioni previste sono le seguenti:
a) Installare dei mezzi di protezione contro i
movimenti incontrollati in conformità a 5.9.4, nota 2
della norma, oppure
b) sostituire la macchina con una allo stato dell’arte
("di tipo UNI EN81-1"), oppure
c) installare un freno in conformità alla UNI EN 81-1
(solo per ascensori almeno conformi alla UNI EN
81-1:1987)
Protezione contro il movimento incontrollato
della cabina in salita o in discesa
Punto 24
Punto 53 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Se l’impianto è almeno conforme alla UNI EN 81-
1:1987, essendo la macchina piuttosto recente, ma
non essendoci ancora un freno del tutto conforme
a UNI EN 81-1:1999, 12.4.2 (cioè completamente a
doppia azione, con doppi comandi meccanici e
doppio solenoide), sarebbe sufficiente adeguare
alla norma più recente il freno stesso.
Se invece l’ascensore non è neppure conforme a
UNI EN 81-1:1987, vi sono le altre due possibilità
Protezione contro il movimento incontrollato
della cabina in salita o in discesa
Punto 24
Punto 53 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Quella che appare più semplice è la


sostituzione del macchinario esistente con
uno allo stato dell’arte, “di tipo UNI EN 81-
1(:1999)”, che tra l’altro avrà anche freno
conforme al punto 12.4.2
Protezione contro il movimento incontrollato
della cabina in salita o in discesa
Punto 24
Punto 53 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Quella meno semplice (ma sicuramente più


efficace nel tempo, quando la macchina
nuova non sarà più nuova), è quella di
installare un mezzo di protezione in
conformità con UNI EN 81-80, 5.9.4, tenendo
conto della nota 2
Protezione contro l’eccesso di velocità in
Punto 24 salita della cabina (ascensori elettrici)
(dovuto a guasto meccanico)
Punto 52 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Punto 5.9.4 Nota 2:
Elenco - guida ai dispositivi di protezione contro i movimenti
incontrollati della cabina:
a) che rilevino i movimenti incontrollati in allontanamento da un piano
con le porte di piano non bloccate e le porte di cabina non
bloccate
b) che si attivino al più tardi quando la cabina lascia la zona di
sbloccaggio
c) che agiscano sulla cabina o sul contrappeso o sul sistema delle
funi o sulla puleggia di frizione
d) che fermino la cabina a una distanza di non più di 0,90 m dal
piano
e) che fermino la cabina con una decelerazione massima di 1 g
f) che richiedano l’intervento di una persona competente per essere
disattivato
Protezione contro il movimento incontrollato
della cabina in salita o in discesa
Punto 24
Punto 53 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Sinteticamente ricordiamo che il dispositivo, una


volta rilevato qualunque movimento della cabina a
porte aperte appena fuori dalla zona di
sbloccaggio, potrà agire sulla cabina, sul
contrappeso, sul sistema delle funi o sulla puleggia
di frizione (qui non si cita l’albero nelle sue
vicinanze), e la cabina la deve fermare, entro 0.9 m
dal piano
Ammortizzatori adeguati
Punto 25
Punto 56 dell’All. NA della UNI EN 81-80

Sia che gli ammortizzatori ci siano, sia


che ancora non ci siano, secondo la
norma UNI EN 81-80 chiede di installare
gli ammortizzatori in conformità alla UNI
EN81-1e2 tenendo presente che si
devono controllare anche gli eventuali
ammortizzatori installati sotto il
contrappeso
Sistema per le manovre di emergenza degli
ascensori elettrici
Punto 60 a dell’All. NA della UNI EN 81-80
Sforzo > 400 N
Punto 26

Verificare e nel caso installare un sistema


per le operazioni d’emergenza in conformità
alla UNI EN81-1 e fornire istruzioni come
previsto nella norma armonizzata stessa
Tutti questi sistemi di manovra di emergenza
devono essere forniti di istruzioni che siano
chiaramente esposte
La verifica può essere costituita da una
prova oppure da una calcolazione
Arresto e controllo di arresto del
macchinario (contattori indipendenti)
Punto 62 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Ci deve essere un dispositivo di arresto
Punto 27

come previsto nella EN 81-1:1998, 12.7


oppure nella EN 81-2:1998, 12.4
Installare contattori indipendenti
3°teleruttore sul quadro di manovra ove non già inst allato
Dispositivo di allentamento
delle funi e catene
Punto 63 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Mentre l’articolato della EN 81-80 si
Punto 28

riferisce indistintamente ad ascensori


elettrici ed idraulici, nell’Allegato NA il
punto si riferisce solo agli ascensori
idraulici
Per questi, ove non presente, va installato
il dispositivo di sicurezza contro
l’allentamento della fune o catena in
conformità alla UNI EN81-2:1999
Protezione contro l’elettrocuzione
(IP2X)
Punto 66 dell’All. NA della UNI EN 81-80
Nella UNI EN 81-80 viene
Punto 29

introdotta una diversa priorità a


seconda che l’ascensore sia
precedente alle UNI EN 81-
1:1987 e UNI EN 81-2:1989, non
disponga di protezioni IP2X,
e che le apparecchiature siano installate
in locali che presentano anche il pericolo
21 e 22 (Distanze di sicurezza e dislivelli
nel locale macchine)
Protezione contro l’elettrocuzione
(IP2X)
Punto 66 dell’All. NA della UNI EN 81-80
In ogni caso occorre installare le
apparecchiature elettriche con custodie in
Punto 29

conformità alle UNI EN 81-1e2 fornendo un


grado di protezione di almeno IP 2X
Occorre inoltre applicare contrassegni come
previsto nelle UNI EN 81-1e2 sui terminali di
connessione se il voltaggio supera 50 V
Occorre inoltre installare un avviso che indichi al
personale di manutenzione che può esserci
ancora una tensione presente in un singolo
quadro di manovra quando l’alimentazione
principale è disconnessa
Tabella C
Tabella C
Quando si eliminano le situazioni di
pericolo elencate in Tabella C?
in futuro quando, dopo aver eliminato i
rischi delle Tabelle A e B, si eseguiranno
modernizzazioni di significativa entità
anche subito ogni volta che si eseguono
modifiche costruttive e si adottano i criteri
di buona tecnica indicati dalla norma
UNI 10411