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SINTESI URBANISTICA

QUADRO NORMATIVO ITALIANO

- L. 1150/42 (introduce l’attribuzione ai comuni delle competenze e dei potei in materia di pianificazione
urbanistica, estende la pianificazione a tutto il territorio comunale introducendo il PRG, introduce la
zonizzazione per definire la forma e la consistenza delle zone edificabili ed inedificabili);
- L. 167/62 (introduce il PEEP);
- L. 765/67 Legge Ponte (introduce il Piano di lottizzazione convenzionata);
- D. M. 1444/68 (introduce gli standard urbanistici, ovvero la quantità minima di “aree per servizi”, fissata nella
misura di 18 mq/abitante, e la suddivisione di tutto il territorio comunale in zone omogenee: A, B, C, D, E, F);
- L. 865/71 (introduce i Piani per gli insediamenti produttivi);
- L. 1/78 (introduce la possibilità di apportare varianti al PRG per riformulare entro un determinato perimetro
la distribuzione delle zone omogenee senza modificare il “peso insediativo generale”);m.
- L. 457/78 (introduce i Piani di Recupero).

QUADRO NORMATIVO ITALIANO TUTELA AMBIENTALE

- L. 1497/39 (prima legge sul paesaggio ad indicare elenchi di beni da introdurre nel piano paesaggistico; la
legge indica per la prima volta gli elementi da sottoporre a tutela: cose immobili con caratteri di bellezza
naturale o di singolarità geologica, ville, giardini, parchi di particolare valore estetico, bellezze panoramiche;
prevede la redazione di un Piano territoriale paesistico che dovrà definire zone di rispetto, rapporto tra aree
libere e fabbricabili, scelta e distribuzione della flora, etc. etc.);
- L. 431/85 Legge Galasso (tutela delle zone di particolare interesse ambientale; questa legge introduce il
principio secondo il quale lo strumento del vincolo non va apposto caso per caso ma agisce su tutte le
categorie di beni identificati dalla legge; scompare una specifica distinzione tra valori paesistici e valori
ambientali);
- L. 189/89 (prima legge organica sulla difesa del suolo; introduce l’obbligo di Piani di bacino);
- L. 394/91 (legge quadro sulle aree protette; si pone l’obiettivo di introdurre metodi di gestione o di restauro
ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia
dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali; gli strumenti
urbanistici introdotti sono il Piano del parco, il Piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle
attività compatibili e il Regolamento).

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

- 1972 Rapporto “I limiti dello sviluppo” (lo studio pone in discussione il concetto di sviluppo illimitato e della
crescita costante rispetto alle criticità derivanti da sovrappopolazione, esaurimento delle risorse fossili,
capacità di assorbimento della biosfera);
- 1972 Conferenza ONU su “Human Environment” (viene affermato al più alto livello istituzionale l’esistenza di
un problema ambientale di portata planetaria);
- 1987 Rapporto Bruntland (lo sviluppo sostenibile viene definito come lo sviluppo in grado di soddisfare i
bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i
propri);
- 1992 Dichiarazione sull’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro ONU (introduce la dimensione ecologica;
afferma che le azioni e le politiche devono rispondere a criteri di integrazione socio-economica ed
ambientale; introduce l’Agenda 21, un Programma d’azione Ambientale per il XXI secolo che prevede
specifiche modalità di azione per i governi locali che intendono mettere in atto i principi della sostenibilità
ambientale a livello urbano);
- 1994 Conferenza europea sulle città sostenibili di Aalborg, Carta delle città europee per un modello urbano
sostenibile (acquisizione delle posizioni espresse a Rio);
- 1997 Protocollo di Kyoto (convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici);
- 1985 (Valutazione di Impatto Ambientale: procedura tecnico-amministrativa di verifica della compatibilità
ambientale di un progetto, finalizzata a migliorare la trasparenza delle decisioni pubbliche, realizzare la
migliore mediazione tra esigenze funzionali ed ambientali e prevenire qualsiasi danno);
- 1992 (Direttiva 2001/42/CE Habitat; SIC e ZPS: Siti di Importanza Comunitaria, Zone Protezione Speciale);
- 2001 (Valutazione Ambientale Strategica: processo sistematico inteso a valutare le conseguenze sul piano
ambientale delle azioni proposte da piani, programmi e politiche territoriali; è obbligatoria per i piani che
interessano siti protetti secondo la direttiva Habitat).

PIANO REGOLATORE GENERALE

I contenuti principali di un PRG sono:

- Rete delle principali vie di comunicazione stradale e ferroviarie;


- Divisione del territorio in zone con la precisazione delle aree da destinare all’espansione dell’aggregato
urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare nell’edificazione;
- Aree destinate a spazi pubblici o sottoposte a speciali servitù;
- Aree da destinare ad opere ed impianti di interesse pubblico in generale.

È composto da:

1) Relazione generale: si compone generalmente di cinque parti:


- Rendiconto delle analisi effettuate;
- Descrizione ed interpretazione dello stato di fatto;
- Esposizione dei problemi emergenti;
- Esposizione degli obiettivi;
- Esposizione degli aspetti tecnici più rilevanti.

2) Planimetrie di piano: comprendono:


- Inquadramento territoriale 1:25000-50000 (ricognizione delle eventuali previsioni di piano dei Comuni
contermini e delle principali iniziative in corso o comunque già decise da altri enti e amministrazioni; di
questo tipo di cartografia se ne fanno carico generalmente le Provincie, con la redazione del Piano territoriale
di coordinamento, contenente le “costanti territoriali”, ovvero i caratteri geomorfologici e ambientali e del
sistema infrastrutturale di riferimento);
- Planimetria generale 1:10000 (deve consentire una chiara visione di insieme degli assetti insediativi e delle
previsioni di piano su tutto il territorio comunale; la planimetria generale si completa generalmente con
tavole di maggior dettaglio in scala 1:5000-2000 che coprono l’intero territorio comunale);
3) Norme tecniche di attuazione (generalmente sono suddivise in norme generali, norme riferite alla
zonizzazione, altre norme; le norme tecniche di attuazione riportano i presupposti legislativi che legittimano il
piano, i contenuti veri e propri del piano, le modalità di attuazione del piano, le definizioni e le specifiche
degli indici e dei parametri edilizi ed urbanistici, nonché le modalità per le relative misurazioni).

Processo di formazione:

- Redazione da parte dell’Ufficio tecnico comunale o da parte di professionisti esterni;


- Adozione da parte del Consiglio Comunale;
- Pubblicazione tramite la Segreteria Comunale;
- Osservazioni ed opposizioni da parte dei cittadini;
- Contro-deduzioni da parte del Consiglio Comunale;
- Approvazione prima del Ministero dei LL. PP., poi della Regione e della Provincia.
PIANI ATTUATIVI (PPE)

Costituiscono un approfondimento tecnico delle previsioni del PRG; sono necessari per conferire esecutività alle
previsioni del Piano Regolatore che si limita ad indicare aree ed indici e non in dettaglio:

- Masse e altezze delle costruzioni;


- Spazi riservati ad opere di interesse pubblico;
- Edifici destinati a demolizione, ricostruzione, restauro, etc. etc.;
- Suddivisione degli isolati in lotti fabbricabili secondo le diverse tipologie indicate dal piano;
- Elenchi catastali delle opere da espropriare o vincolare.

PIANO PER L’EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE (PEEP)

È assimilabile ad un piano particolareggiato di iniziativa pubblica che si rivolge alla costituzione di un patrimonio di
edilizia pubblica da locare attraverso fitti controllati; tutte le aree comprese vengono preliminarmente espropriate ed
urbanizzate dal comune, successivamente cedute in uso o in proprietà a soggetti abilitati a realizzare e gestire edilizia
di tipo “economico e popolare”: Iacp, cooperative, etc. etc; il soggetto attuatore di un Peep può anche essere un
soggetto privato assegnatario delle aree a mezzo di convenzione nelle quali tali soggetti si assumono impegni circa il
livello dei fitti o il prezzo di vendita.

PIANO DI LOTTIZZAZIONE CONVENZIONATO

È assimilabile ad un piano particolareggiato ma se ne discosta per i seguenti aspetti:

- È di iniziativa privata attraverso un accordo tra i proprietari che lo propongono e il comune;


- Le aree per gli spazi pubblici vengono cedute gratuitamente al comune attraverso una convenzione
preliminare;
- Le opere di urbanizzazione primaria e una parte delle opere di urbanizzazione secondaria vengono realizzate
a carico dei privati.

PIANO DI RECUPERO

Si rivolge a realizzare dotazioni di edilizia economica e popolare attraverso azioni di recupero sul patrimonio edilizio
esistente, anche attraverso gli incentivi e le semplificazioni procedurali previste dalla legge 457/78; gli interventi
previsti possono essere di conservazione, risanamento, nuove costruzioni e realizzazione di servizi funzionali ad una
migliore utilizzazione dell’edilizia esistente; gli ambiti interessati possono essere singoli immobili, complessi edilizi,
isolati o aree di maggiore estensione fino a ricomprendere porzioni del centro storico.

PIANO OPERATIVO

È uno strumento facoltativo dell’amministrazione comunale che si riferisce alle porzioni di territorio urbano che il
piano strutturale destina a trasformazioni intensive da effettuarsi entro un quadriennio; i piani operativi definiscono
l’assetto particolareggiato degli ambiti di trasformazione previa valutazione tecnico-finanziaria della fattibilità delle
iniziative e forme di contrattazione con i soggetti interessati.

PEREQUAZIONE URBANISTICA

Pratica urbanistica seguita dalle amministrazioni per distribuire i diritti edificatori tra i proprietari nel modo più
razionale ed equo possibile; può essere attuata secondo due modalità:

- Spostamento dei diritti edificatori dei privati nell’ambito di “comparti” in maniera da conseguire estensioni di
aree da destinare a spazi pubblici più cospicue pur riconoscendo a ciascun proprietario il valore pro-quota
proporzionale alle superfici possedute;
- Spostamento dei diritti edificatori dei privati nell’ambito di contesti più ampi o dell’intero comune da definire
attraverso forme di contrattazione tra l’amministrazione comunale ed i privati.