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Mensile di

spiritualità
arte e letteratura

www.oltre-confine.com
A
Cronache dai mondi visibili e invisibili
numero zero | Ottobre 2011
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incontri arte speciale letteratura universo olistico


Alberto José Varela Odilon Redon Un corso Colin Wilson Stanislav Grof
Il Vagabondo Spirituale I colori dell’invisibile in miracoli Lo scrittore di idee Respirazione Olotropica
La cosa piùbella
mistero,
che possiamo sperimentare è il







è la fonte di ogni vera arte
e di ogni vera scienza.

(Albert Einstein)
SommarioU
Anno I • Numero Zero • ottobre 2011

4 editoriale

incontri
8 Alberto José Varela
Il Vagabondo Spirituale
di Giovanni Picozza

speciale > un corso in miracoli


18 Vuoi avere ragione o essere felice?
Le origini e l’insegnamento
di Un corso in miracoli
di Andrea Panatta
24 La mia esperienza nella traduzione
di Un corso in miracoli
di Isabella Popani
26 La mia esperienza di studentessa arte & consapevolezza
e insegnante di Un corso in miracoli Esperienze creative e itinerari della coscienza
di Patrizia Terreno 40 Odilon Redon. I colori dell’invisibile
di Silvia Tusi
28 Come sarà Oltreconfine
letteratura & psiche
universo olistico Antiche saggezze e nuovi scenari
Terapie alternative e percorsi di guarigione 48 Colin Wilson. Lo scrittore di idee
32 Stanislav Grof e la Respirazione Olotropica di Mariavittoria Spina
di Elisabetta Corberi 56 Desiderata. Una poesia di saggezza
38 La testimonianza di Sofia diventata leggenda
di Silvia Nosenzo

colophon
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Anno I S Numero Zero S ottobre 2011 Francesco Pandolfi S f.pandolfi@oltre-confine.com abbonamenti@oltre-confine.com
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direttore responsabile Alberto José Varela marketing@oltre-confine.com
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arte e letteratura

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Cronache dai mondi visibili e invisibili

editoriale

O gni uomo stabilisce, consapevolmente o


inconsapevolmente, i confini della propria
realtà.
La rivista Oltreconfine vuole essere una risorsa e
uno strumento per tutte le persone interessate ad
visione globalizzata dell’illuminazione rischia di
deresponsabilizzare l’individuo. Il risveglio è per
sua natura un’esperienza individuale. La nuova era
non ci verrà offerta su un piatto d’argento perché ne
abbiamo diritto, ma va costruita e realizzata giorno
allargare i confini del loro territorio mentale e psi- per giorno, ognuno per proprio conto, con un one-
chico con l’obiettivo di recuperare quella dimen- sto e rigoroso lavoro su di sé.
sione spirituale e creativa che è patrimonio sacro di
ogni essere umano.
L’umanità sta vivendo una fase storica di rinnova-
mento spirituale. È un’epoca straordinaria e irri-
S
petibile, caratterizzata dalla trasformazione inces- Un numero sempre più ampio di persone sente
sante dei paradigmi e da una continua accelerazione l’esigenza insopprimibile di mettere in discussione
in ogni campo del sapere. Mai come di questi tempi il proprio sistema di credenze e iniziare un percor-
è vero il detto: La verità di oggi è l’errore di domani. so di comprensione di sé e di crescita personale. Si
Una dopo l’altra vediamo sgretolarsi le certezze moltiplicano libri, dvd, siti internet, seminari dedi-
esistenziali, sociali e materiali su cui avevamo il- cati alla ricerca spirituale in ogni sua forma. Si dif-
lusoriamente basato il nostro progetto di vita. Quel fondono tecniche, metodi e strategie per affinare il
progetto in realtà non ci apparteneva, era soltanto lavoro interiore e sviluppare il potenziale psichico.
l’ingannevole proiezione del nostro io piccolo. Ora Riteniamo la ricchezza e la pluralità delle proposte
abbiamo finalmente la possibilità di sbarazzarce- un fattore positivo che permette al singolo indivi-
ne e aprire le nostre esistenze a nuove e più elevate duo di sentire il richiamo spirituale nella forma più
prospettive. Quest’epoca di caos e confusione ci of- congeniale alla propria sensibilità e al proprio li-
fre l’opportunità di accantonare una volta per tutte vello di coscienza. Le strade che portano in paradiso
il passato e iniziare a scrutare il futuro con fiducia sono infinite. Ognuno si costruisce la propria con
per scoprire chi siamo veramente. il sudore dello sforzo personale e con gli strumenti
Per anni si è parlato di New Age, dell’avvento di una che troverà lungo il cammino. L’importante – come
fantomatica Nuova Era che avrebbe portato pace, ammoniva Thorwald Dethlefsen più di trent’anni
amore e liberazione sul nostro pianeta attraverso fa – è non confondere il segnale indicatore con la
la trasformazione collettiva delle coscienze. Tale via. Ogni maestro, ogni scuola, ogni insegnamen-

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to può andar bene finché restiamo consapevoli che sisce – senza esprimere critiche e giudizi su realtà
si tratta soltanto di mezzi esteriori per raggiungere che sentiamo a noi estranee. Da fautori della legge
qualcosa di più grande e impalpabile che dimora al di attrazione riteniamo controproducente focaliz-
nostro interno. In caso contrario si corre il rischio zare l’attenzione su quello che non ci corrisponde.
di sostituire semplicemente l’oggetto della propria
idolatria e di restare nuovamente intrappolati in un
asfissiante sistema di dogmi e rituali. In un auten-
S
tico percorso di risveglio non è consentito delegare Internet è una miniera inesauribile di dati e infor-
il proprio potere a nessun guru, a nessun credo, a mazioni. Oltreconfine si propone tra le altre cose di
nessuna organizzazione. L’unica autorità spirituale orientare e suggerire percorsi solidi e sperimentati
resta sempre e comunque la nostra coscienza, pos- per poter raggiungere gli sfavillanti tesori stipati al
sibilmente illuminata. suo interno senza disperdersi nel dedalo di cunicoli

S e condotti senza uscita di cui è disseminata. Il com-


pito primario che ci siamo assegnati – con spirito
di servizio e senza alcuna pretesa di infallibilità – è
Siamo estranei a qualsivoglia forma di fanatismo proprio quello di passare al setaccio le innumere-
e di spiritual pride. Non abbiamo preclusioni e voli proposte e iniziative, separando pazientemente
pregiudizi nei confronti di alcuna via o cammino. la sabbia, i ciottoli e i detriti dalle pepite d’oro, con
Siamo aperti e disponibili al confronto con tutti e lo scopo di condividerle con tutti coloro che lo vor-
guardiamo con interesse e curiosità anche al mon- ranno.
do delle religioni organizzate, più o meno grandi, Molta della nostra attenzione sarà pertanto dedicata
e all’affollato microcosmo delle scuole e delle cor- ad approfondire autori, temi e concetti a noi con-
renti spirituali. Ciò non significa rifiutarsi di com- temporanei. Allo stesso tempo riteniamo però che
piere delle scelte e non saper discernere tra situa- la riscoperta e la rivisitazione della tradizione eso-
zioni e contesti differenti. Non abbiamo simpatia terica e religiosa sia un passaggio ineludibile in un
per certi ambienti in cui la spiritualità viene trat- percorso spirituale che voglia dirsi completo e frut-
tata esclusivamente come bene di consumo all’in- tuoso. Molti insegnamenti cosiddetti antichi appa-
terno di una consolidata logica di mercato. Né sia- iono oggi più attuali che mai e in alcuni casi sem-
mo attratti da sensazionalismi di stampo catastro- brano addirittura essere stati formulati e rivelati a
fista o cospirazionista. Non escludiamo che simili beneficio dei nostri tempi. A nostro avviso la tradi-
approcci possano in alcuni casi risultare utili ed zione non ha nulla a che vedere con il passato, ma
efficaci, semplicemente li sentiamo lontani dalla riguarda precipuamente il futuro. Tradizione viene
nostra sensibilità. Ovviamente non vogliamo avere dal latino tradere, consegnare, trasmettere, e noi la
a che fare – lo sottolineiamo a scanso di equivoci – intendiamo appunto come un corpo di verità che va
con quel fitto sottobosco di truffatori, imbonitori trasmesso alle generazioni future.
e ciarlatani che nulla hanno a che spartire con una Crediamo fermamente nel valore fondante della
sana ricerca interiore. È nostra intenzione, tutta- testimonianza, intesa nel suo significato greco, test
via, scrivere solo di quello che ci piace e ci risuona monos, ossia rivelazione dell’uno. Ogni testimo-
nel profondo – o perlomeno ci stimola e incurio- nianza è di per sé un indizio di verità. Siamo per-

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editoriale

suasi che raccogliendo e analizzando numerosi in- coerenza tra ciò che si sa o si crede di sapere e ciò
dizi di verità, sia possibile accedere a livelli sempre che si è o si vorrebbe diventare, altrimenti qualun-
più alti di conoscenza e consapevolezza. Per questa que cammino spirituale è solo una perdita di tem-
ragione Oltreconfine vuole riservare molto spazio po. Come ha mirabilmente scritto Edgar Cayce:
alle testimonianze personali dei lettori. Attraverso i «Nello sviluppo del nostro rapporto con Dio, non
loro contributi sotto forma di articoli, recensioni di importa ciò che noi dichiariamo di credere: ciò che
libri, resoconti di seminari e di conferenze, siamo importa veramente è quanto le convinzioni che
interessati a indagare e verificare il reale influsso abbiamo rendano diversa la nostra vita».

S
che teorie e tecniche possono esercitare sul vissuto
concreto delle singole persone.

S Abbracciando un percorso spirituale si corre tal-


volta il rischio di ripudiare in toto la mente raziona-
Se da un lato abbiamo intenzione di arrampicarci le, considerandola l’unica responsabile del nostro
«su quel terribile promontorio del pensiero donde precedente stato di addormentamento. A nostro
si vedono le tenebre» – come direbbe Hugo – e tuf- avviso ciò significa contravvenire la legge di pola-
farci nell’abisso sconosciuto dei mondi invisibili, rità e sostituire un vecchio errore con uno nuovo di
dall’altro siamo risoluti a restare con i piedi ben segno contrario. Noi ci proponiamo di affrancare e
saldi nella realtà visibile, esplorandola e riconsi- risvegliare l’emisfero destro del cervello senza tut-
derandola secondo logiche più ampie e feconde. È tavia negare il ruolo fondamentale dell’emisfero si-
giusto immergersi nel mistero e abbeverarsi alla nistro che ci permette di interpretare, comunicare e
sua fonte, ma sempre con la consapevolezza che è coniugare nella realtà fisica le verità sovrarazionali
nel mondo fisico che dobbiamo imparare le nostre che saremo eventualmente in grado di intuire. Un
lezioni e vincere le nostre sfide. Siamo convin- atteggiamento razionale e scientifico, rigorosamen-
ti che non sia salutare scindere la sfera spiritua- te non conformista e libero da condizionamenti di
le da quella materiale. È nella vita di tutti i gior- ogni genere, è uno strumento irrinunciabile per po-
ni che abbiamo la possibilità di sperimentare la ter penetrare e comprendere i misteri dell’universo
nostra iniziazione. Nelle scelte quotidiane e nello multidimensionale.
stile di vita che adottiamo abbiamo l’opportunità
di realizzare, interiormente ed esteriormente, le
nostre verità. Fede e sapienza sono strumenti po-
S
tentissimi in grado di farci penetrare l’invisibile, Oltreconfine si definisce rivista di spiritualità, arte
ma soprattutto capaci di illuminare e vivificare la e letteratura. Desideriamo infatti evidenziare e
nostra realtà più grezza. Essere e avere non devono approfondire gli intimi legami che a nostro avviso
necessariamente contrapporsi. Possiamo aspirare uniscono ricerca spirituale e ricerca artistica, espe-
all’illuminazione e all’evoluzione della nostra ani- rienza mistica e visione poetica, rapimento estatico
ma e allo stesso tempo dedicarci a costruire una e godimento estetico.
realtà di salute, ricchezza e felicità per noi e per gli Secondo Mark Rothko, l’arte è l’esemplificazione di
altri. Siamo convinti che debba esserci un’intima un pensiero complesso. Attraverso i molteplici lin-

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editoriale

guaggi dell’arte si ha la preziosa opportunità di fare ta. Vogliamo avere la libertà di pubblicizzare solo i
chiarezza e pulizia all’interno di se stessi dialogan- prodotti e le aziende di cui apprezziamo la qualità e
do con la propria parte inconscia e dare finalmen- condividiamo lo spirito e gli scopi.
te inizio a uno sviluppo autentico e armonioso del
proprio essere. L’arte semplifica il pensiero e alleg-
gerisce il vincolo della materia, permette e favori-
sce il cruciale passaggio dal singolare al plurale, dal
S
particolare al generale e, arricchendo e amplian- Oltreconfine non si rivolge a un pubblico in parti-
do la conoscenza di sé, apre infine alla conoscenza colare. Speriamo possa essere un valido strumento
dell’intera umanità e dell’universo. per i cercatori già in cammino e per quelli all’ini-
Se la malattia è anche assenza di consapevolezza, zio della strada. Il nostro proposito è di fornire ai
mancanza di bellezza e difetto di unità, allora l’arte naviganti impegnati nella traversata dell’oceano
può essere la cura. In questo senso siamo d’accordo una bussola che li orienti verso una riva del nuovo
con la posizione categorica di Alejandro Jodorow- continente senza fargli dimenticare il porto da cui
sky: «Se l’arte non guarisce, non è arte». Se l’arte sono partiti e lo scopo che li animava quando hanno
e la letteratura non servono a curare l’individuo, deciso di mollare gli ormeggi. La scelta della rotta
allora non servono a nulla. da seguire e le tecniche di navigazione resteranno
sempre di loro esclusiva competenza. Ci auguriamo

S di suscitare interesse anche in quell’ampia schiera


di uomini sospettosi e diffidenti – i cosiddetti scet-
tici – che tuttavia non rifuggono dal porsi domande
La scelta di creare una rivista cartacea nell’epoca del scomode e pericolose. Anch’essi, a loro modo, sono
world wide web e delle alte tecnologie può apparire dei cercatori.
anacronistica e inutilmente dispendiosa. Tale scelta Ci approntiamo ad affrontare il nostro ambizioso
è motivata dalla convinzione che la carta stampata progetto animati da quell’energia inesauribile che
sia dotata di una peculiare vibrazione energetica che scaturisce dalla consapevolezza di esercitare la pro-
internet possiede solo a un livello più basso. Un li- pria vocazione. Siamo guidati dalla passione, dalla
bro – e quindi anche una rivista, che del libro può curiosità e dalla volontà di esplorare luoghi ancora
essere considerata la figlia maggiore – può essere sconosciuti del nostro io. Abbiamo voglia di met-
permeato a livello sottile dalle intenzioni dei suoi terci in gioco e offrire con desiderio di servizio il
autori. Ci piace immaginare i nostri lettori portare nostro piccolo contributo all’evoluzione dell’uma-
con sé la rivista e sfogliarla al parco, sull’autobus, al nità. Siamo dotati di quella fiducia incrollabile, di
bar o anche comodamente distesi sul divano di casa, quell’ostinata pazienza e di quella massiccia dose
diffondendo nel loro ambiente quell’energia posi- d’incoscienza necessarie per imbarcarsi in un’av-
tiva che ci auguriamo di riuscire a trasmettere con ventura densa di incognite, consci del fatto che il
il nostro lavoro. nostro unico limite potrà essere solo quel che già
Oltreconfine sarà una rivista a pagamento che si sappiamo di sapere. Q
finanzierà attraverso la vendita delle copie, gli ab-
bonamenti e le inserzioni pubblicitarie. Si tratterà
in ogni caso di pubblicità selezionata e informa-

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incontri

Alberto José Varela


IL VAGABONDO SPIRITUALE
_____________
di Giovanni Picozza

A Accusato di traffico di droga per aver somministrato a fini terapeutici l’ayahuasca, una pianta sacra dell’Amaz-
zonia, Alberto Varela ha trascorso ingiustamente quattordici mesi in carcere. La sua storia è un mirabile
esempio di come sia possibile trasformare una dura prova in una preziosa occasione di comprensione e di
riconciliazione con la vita.

A lberto José Varela è nato a Santa Fe, Argentina, il 10


agosto del 1960. All’età di trentasette anni si è tra-
sferito in Spagna, a Madrid, e da allora porta avanti a
diversi livelli una brillante e apprezzata attività nell’ambito
della crescita personale e della ricerca spirituale. Scrittore e
conferenziere, è il creatore della No-Terapia, un approccio tea-
trale-terapeutico basato sulla destrutturazione dei personaggi
costruiti dall’ego. Direttore di Red Alternativa, una delle riviste
di spiritualità più diffuse in Spagna, si definisce un vagabondo
spirituale che «perlustra tutte le opzioni che la vita gli offre
e nella sua ricerca incontra lo spirito in ogni angolo, in ogni
persona, in ogni situazione».
Una decina di anni fa, spinto dalla necessità di risolvere un pro-
blema personale, incontrò sulla sua strada il potere ancestrale
dell’ayahuasca, una pianta psicotropa di tradizione millenaria,
usata dagli sciamani del bacino amazzonico nei rituali religiosi
e nelle cerimonie di guarigione. [vedi scheda a pag. 10] Il figlio
maggiore, allora sedicenne, aveva gravi problemi di droga e
Alberto José Varela
Alberto lo portò con sé in Colombia per farlo incontrare con
uno sciamano. Il curandero gli diede da bere una sostanza scura
contenuta in una tazzina di caffé e il ragazzo, che stava affron- «La vita doveva mettermi in una prigione
tando un periodo confuso e difficile della propria vita, aggrava- affinché potessi trovare la libertà»
to dal trauma della separazione dei genitori, si trovò immerso
in un mondo magico e archetipico in cui si rese improvvisa- Varela, che è stato arrestato con l’accusa di delitto contro la
mente conto di quello che gli stava accadendo: comprese i suoi salute pubblica e traffico di droga. Ha trascorso quattordici
genitori, intese i motivi del suo comportamento autodistrutti- mesi in carcere in attesa di giudizio e nel periodo della sua
vo, entrò in contatto a livello profondo con la sua vera essenza detenzione ha scritto un libro, Desde la carcel, desde mi liber-
e con la natura che lo circondava. Il cambiamento del figlio fu tad (Mandala Ediciones 2009), in cui racconta la sua disav-
talmente evidente che Alberto decise di indagare il fenome- ventura giudiziaria con sorprendente distacco e incrollabile
no compiendo numerosi viaggi nella selva per frequentare ottimismo. Per Alberto il carcere non è stato una punizione,
l’universo sciamanico e apprendere i segreti dell’ayahuasca. ma un’opportunità meravigliosa che la sua anima ha saputo
Successivamente, incoraggiato dagli sciamani con cui fece il cogliere per proseguire nel suo cammino evolutivo e realizzare
suo apprendistato, si è dedicato a diffondere l’uso di questa una serie di cambiamenti fondamentali. Nell’aprile del 2011
pianta sacra in Spagna, organizzando sessioni di gruppo con Alberto Varela è stato infine assolto da ogni accusa e il pubblico
finalità terapeutiche. ministero ha deciso di non ricorrere in appello contro la sen-
Nel dicembre del 2008 la polizia ha fatto irruzione in casa di tenza d’assoluzione.

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incontri

attraversare il limite delle proprie paure. Quando non si ha più


paura della morte, della malattia, della sofferenza, allora, di-
cono loro, si è pronti per iniziare il lavoro. Ed è quello che ho
fatto. Ho portato l’ayahuasca con me in Spagna e ho iniziato a
organizzare sessioni di gruppo.
Lo incontriamo nel centro di Madrid, in Plaza de Santa Ana, in
un caldo pomeriggio di giugno. Si presenta con la sua compa- Come funzionavano queste sessioni?
gna e collaboratrice Paula e con la splendida figlia Amelys, di Insieme a un gruppo di psicologi e terapeuti avevamo creato
tre anni. Ci sediamo intorno a un tavolo, ordiniamo qualcosa un programma di abbordaggio psicosciamanico della durata di
di fresco e iniziamo l’intervista sotto lo sguardo severo di Cal- tre mesi, basato su un lavoro misto tra psicoterapia tradizio-
deron de la Barca che domina l’intera piazza. nale, tecniche olistiche e assunzione di ayahuasca come parte
del processo terapeutico. Il programma durava tre mesi per-
Hai vissuto per lunghi periodi nella selva a stretto contatto ché gli sciamani ci avevano consigliato di svolgerlo nel periodo
con i curanderos colombiani, hai preso l’ayahuasca nume- di tre lune, in tre periodi di ventotto giorni. Oltre a prendere
rose volte e hai guidato sessioni di gruppo qui in Spagna. Ti l’ayahuasca ogni quindici giorni, in questo programma si svol-
consideri uno sciamano? gevano regolarmente sedute di terapia di gruppo e di terapia
Molta gente mi ha fatto questa domanda. La risposta è che non individuale. Quello che ho fatto è stato quindi decontestua-
lo sono. Sono un occidentale, non sono nato nella selva, nelle lizzare la medicina sciamanica dalla cultura della selva. A me
mie vene non scorre sangue indigeno, non conosco le piante. non interessavano più di tanto il rito o il cerimoniale, quanto
Per essere uno sciamano bisogna avere un potere sul mondo il potere della pianta ed è proprio quel potere che ho cercato
minerale, vegetale e animale a un livello molto profondo, che di inserire in un programma psicologico e psicoterapeutico.
si acquisisce solo vivendo nella selva a contatto con gli ele- Questo non significa che mi sia allontanato dagli sciamani: c’è
menti e con lo spirito della natura. Io non sono uno sciamano, un vincolo affettivo e spirituale molto forte con i curanderos.
ma sono stato formato da alcuni sciamani. Negli anni ho fat- Più volte sono tornato nella selva con gruppi di psicologi e
to più di trenta viaggi nella selva colombiana trascorrendovi terapeuti affinché ci insegnassero a maneggiare con il dovu-
mesi interi. Ho preso ogni tipo di sostanza che gli sciamani mi to rispetto la medicina, ‘il rimedio’, come la chiamano loro, e
davano per aiutarmi a superare il limite rappresentato dalle a infondervi la giusta intenzione. Sono stati loro a insegnarci
mie paure. Mi dissero che se volevo dedicarmi a questo tipo tutto quello che sappiamo in relazione alla pianta, alla medici-
di lavoro e portare con me la pianta in Europa, avrei dovuto na. Noi, qui in Europa, abbiamo invece provveduto a fornire il
varcare quel limite. Solo allora mi sarei convertito, nello spi- sostegno terapeutico necessario a mettere a fuoco quel che può
rito, in uno sciamano, pur non essendolo come esperienza di emergere da questo tipo di lavoro interiore. L’esperienza con
vita. Si potrebbe dire che ognuno nasconde dentro di sé un ta- la pianta è molto potente, si smuovono diverse cose a livello fi-
lento sciamanico che si attiva solo nel momento in cui si osa sico, emozionale, psicologico e spirituale che è necessario in-

«La prigione è un inferno, ma un inferno


con la qualità e l’energia per spingerci
verso il cielo interiore dove si trova l’unico
paradiso»

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incontri

vocabolario
tegrare nella realtà quotidiana. L’ingestione di ayahuasca pro-
duce inizialmente un processo corporale di diarrea, di vomito, enteogeno
Il termine enteogeno è un neologismo
di eliminazione di ogni tipo di tossina dal tratto digestivo. derivato dal greco antico (da entheos e
Questo processo di pulizia profonda predispone l’organismo genesthai) che tradotto liberamente si-
a un’apertura di coscienza e a un aumento di comprensione. gnifica: che genera l’esperienza di Dio den-
Per questo non si può sostenere che l’ayahuasca sia una dro- tro di noi. Da diversi anni è utilizzato da
ga: le droghe ti allontanano dalla realtà, creano separazione, antropologi ed etnobotanici al posto di
termini come psichedelico e allucinogeno
l’ayahuasca piuttosto t’immerge nella realtà, mostrandotela
per indicare quelle sostanze psicoatti-
senza finzioni e reticenze. L’ayahuasca ti fa prendere piena ve di tradizione millenaria, quasi sem-
coscienza di quel che stai vivendo, aiutandoti ad accettarlo con pre di origine vegetale, che vengono
amore e incoraggiandoti a provare gratitudine per l’esistenza. consumate all’interno di riti religiosi o
In questo senso è un processo terapeutico molto profondo. sciamanici per favorire visioni mistiche
e intense esperienze spirituali.

Si corrono dei rischi prendendo l’ayahuasca?


La pianta ha il potere di farti visitare altri mondi e altri piani di
realtà. Se queste esperienze spirituali e mistiche così intense può uccidere le persone. Certo, sostenere che le dipendenze
non vengono integrate nella realtà quotidiana si corre il rischio possano essere risolte con un preparato sciamanico che viene
di incappare in forme più o meno forti di psicosi. La nostra dall’Amazzonia, e non con un farmaco venduto in farmacia,
realtà fisica non viene più riconosciuta come reale e si finisce vuol dire andare in cerca di problemi.
per creare una realtà virtuale e parallela. Questo capita molto
raramente, una volta su mille, e nelle migliaia di persone che Raccontaci i fatti che hanno portato al tuo arresto.
ho assistito nelle sessioni non l’ho mai visto accadere. Molto La mia attività con l’ayahuasca era di dominio pubblico. Fa-
spesso ho visto invece persone che soffrivano di schizofrenia cevo pubblicità, tenevo conferenze, guadagnavo del denaro
o di psicosi maniaco-depressive migliorare moltissimo il loro organizzando i gruppi. La polizia pensava che avessi a che fare
stato psicologico, se non addirittura guarire, dopo aver pre- con una droga e ha avviato un’indagine. L’Istituto Nazionale di
so l’ayahuasca. Per non parlare dei risultati straordinari nella Tossicologia aveva dichiarato che l’ayahuasca conteneva dmt,
cura dell’alcolismo e delle tossicodipendenze. Per questo mi una sostanza contenuta nella lista internazionale delle droghe
viene da ridere se penso che sono stato arrestato con l’accusa proibite. Per tre mesi hanno seguito ogni mio movimento,
di diffondere una droga che crea dipendenza e che addirittura mentre la mia casa era tenuta sotto osservazione ventiquat-

che cos’è l’ayahuasca alcun effetto psicotropo. Per ottenere la tisana psi-
coattiva è necessario aggiungere una seconda pian-
Con il termine ayahuasca si indica una mistura vege- ta – di solito si tratta della Psichotria Viridis, ma se ne
tale dai potenti effetti enteogeni e allo stesso tempo conoscono più di novanta adatte allo scopo – conte-
il nome volgare di uno dei componenti usati nella nente dmt (dimetiltriptamina), la molecola respon-
sua preparazione: la liana Banisteriopsis Caapi. Spesso sabile degli effetti allucinatori. La liana Banisteriopsis
si commette l’errore di ritenere che l’ayahuasca sia il Caapi contiene invece gli inibitori mao (monoammino
liquido risultante dell’ebollizione della liana, quando ossidasi inibitori) che permettono al principio attivo
in realtà la Banisteriopsis Caapi da sola non produce della dmt di agire nell’organismo. La dmt è la sostanza
allucinogena più potente che si conosce in natura e
viene prodotta spontaneamente dal cervello umano,
nell’epifisi o ghiandola pineale, durante la fase rem
dei sogni e, in quantità maggiore, nei momenti pre-
cedenti la morte.
Il consumo di ayahuasca – conosciuta anche come
yajé in Colombia e daime in Brasile – è diffuso in tutto
il bacino della foresta amazzonica, dalla Colombia
Liana Banisteriopsis Caapi all’Ecuador, dal Brasile al Perù, alla Bolivia. Gli scia-
foto Paulo Pedro P.R. Costa
mani, o curanderos, la utilizzano da secoli nelle ceri-

10 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


incontri

tr’ore su ventiquattro da poliziotti in borghese. Un’operazio- Essere calunniati, infamati, colpiti nel proprio onore è una
ne in grande stile come se stessero dando la caccia a un narco- delle prove più difficili da sopportare per un essere umano.
trafficante. Una notte di dicembre del 2008, una quarantina Tu come lo hai vissuto?
di poliziotti ha fatto irruzione in casa mia con un mandato di È tremendo. Ascoltare così tante bugie sul proprio conto è
perquisizione. Quella notte, insieme a me e alla mia famiglia, come essere investiti da un treno a cinquecento chilometri
c’erano circa venti persone che dovevano partecipare a una all’ora. Considerando però che sono l’inventore della No-Tera-
sessione terapeutica. Io ho consegnato l’ayahuasca e sono pia, un metodo di autoconoscenza basato sul denunciare, an-
stato arrestato per un presunto delitto contro la salute pub- che pesantemente, i personaggi menzogneri che incarniamo,
blica. Ho passato il natale in guardina, tre notti e tre giorni,
e sono poi stato trasferito nel carcere di Soto del Real. Mi
hanno detto che avrei dovuto aspettare l’esame della sostanza
che avevano requisito. Dopo tre mesi hanno fatto finalmente
quest’esame, da cui è risultato che nei barattoli dove conser-
vavo l’ayahuasca c’erano tracce di dmt in quantità talmente
insignificante da rendere impossibile determinare la per-
centuale di purezza. Una presenza così insignificante da non
poter essere misurata, certamente non può danneggiare la
salute e non può essere perseguita. Nonostante ciò mi hanno
lasciato in carcere, trasferendomi nella prigione di Valdemo-
ro. Nei mesi successivi sono state fatte altre due analisi, ma
il risultato era sempre lo stesso: non si poteva determinare il mi sono subito reso conto che il fatto che tutti parlassero male
livello di purezza e quindi non c’erano le basi per andare in di me era una grande occasione di crescita da cui potevo trarre
giudizio. Evidentemente il pubblico ministero voleva a tutti beneficio. Il rischio era che mi condannassero all’interno del-
i costi la mia condanna. Addirittura era stata organizzata una la prigione, perché anche in galera ci sono giudizi e condanne.
campagna televisiva in cui mi si accusava di essere a capo di Delitti come la pedofilia o la pornografia infantile non sono
una setta in cui somministravo una droga che uccideva le per- tollerati e le punizioni possono essere molto dure. A me non
sone, di organizzare orge e di aver a che fare con la pedopor- è successo nulla, un po’ perché in carcere si sa che quel che
nografia. Una realtà totalmente menzognera creata ad arte per racconta la televisione è una menzogna, un po’ perché quando
giustificare la mia detenzione. le notizie diffamatorie nei miei confronti hanno cominciato a

monie rituali per entrare in contatto con il mondo primordiale di comunione con la natura, lo sblocco
degli spiriti o per scopi magico-terapeutici. In lingua di emozioni represse e il potenziamento della pro-
quechua, ayahuasca significa letteralmente “liana de- pria creatività.
gli spiriti” e nella visione dei popoli nativi la pianta Da molti anni l’ayahuasca è oggetto di studio da parte di
permette appunto l’accesso a quella dimensione sa- medici, psicologi e psichiatri e sempre più spesso è ap-
cra e soprannaturale in cui dimorano gli spiriti e le plicata nel trattamento delle tossicodipendenze e nella
anime dei morti. cura della depressione, dell’ansia e dei disturbi della
L’avventura psichica indotta da ayahuasca può con- personalità. Recentemente è stata dichiarata patrimo-
durre a un’esperienza estatica ovvero a un’esplora- nio culturale del Perù e del Brasile, mentre in molti pae-
zione dolorosa dei propri limiti. Come nel caso di si occidentali, tra cui l’Italia, il suo consumo è conside-
altre sostanze enteogene, il contenuto delle visioni rato illegale al di fuori di contesti rituali religiosi.
dipende in buona parte dallo stato emotivo del sog-
getto. Chi ha bevuto il decotto denso e marrone dal
sapore amaro racconta generalmente di aver speri-
mentato un’espansione della coscienza in grado di
ispirare profonde intuizioni spirituali e di favorire
il raggiungimento di livelli di autoconoscenza e di
pace interiore mai provati prima. Tra gli altri effetti
Preparazione dell’ayahuasca
comuni si annoverano l’emergere di un sentimento

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molto per quello che ho visto. È stata un’esperienza davvero


triste, ma istruttiva. In seguito, quando mi hanno trasferito
nel carcere di Valdemoro, ho fatto domanda per lavorare nella
stazione radio della prigione, dove ho tenuto un programma
di crescita personale per i detenuti. Mezz’ora al giorno in cui
raccontavo le mie esperienze di vita alternandole con storie di
circolare, molti detenuti avevano già avuto modo di conoscer- spiritualità e brani musicali. È stato un lavoro davvero creativo
mi e farsi un’opinione di me. Si era creato una specie di spazio e interessante.
terapeutico: i prigionieri mi venivano a trovare in cella, mi in-
vitavano a prendere un caffé o a fare due passi, mi chiedeva- Quando hai deciso di scrivere un libro sulla tua esperienza
no libri in prestito e io coglievo l’occasione per improvvisare in carcere?
delle sedute di No-Terapia per aiutarli a capire il vero motivo Non ho mai deciso di scrivere un libro. Quel che facevo era
per cui si trovavano in prigione. Nel libro racconto alcuni di scrivere due o tre ore ogni mattina, appuntando a mano su un
questi episodi. Quando mi sono reso conto dell’inquietudine quaderno tutto ciò che mi capitava. L’ho fatto leggere a Paula,
che serpeggiava tra i prigionieri, ho deciso di inventare un la mia compagna, e a mio figlio. Loro lo hanno fatto leggere ad
gioco, che ho chiamato il gioco della comprensione. Ho rac- altre persone che ne sono rimaste molto colpite. Ho comin-
colto dalla spazzatura novecentonovantanove tessere telefoni- ciato a rendermi conto che quel che stavo vivendo in carcere
che, le ho scartavetrate una per una, poi le ho colorate a mano poteva avere un impatto profondo sulla ricerca di libertà che
decorandole con simboli e disegni e scrivendo delle frasi che la gente stava compiendo fuori del carcere. Mi sono accorto
potessero infondere pace e consapevolezza. Ho creato così un che quel che scrivevo stimolava le persone a liberarsi dalle
gioco da tavola per le persone che mi chiedevano consiglio. Il prigioni interiori in cui erano rinchiuse. Così ho cominciato a
prigioniero faceva una domanda, io la scrivevo su un foglietto rileggere quel che avevo scritto e a dargli una forma compiuta.
e poi lo invitavo a prendere una tessera e a guardarla. Finché Lavorando alla radio avevo la possibilità di usare un computer
non capiva da solo la risposta al suo quesito, doveva continuare e questo ha facilitato molto le cose. La prima edizione del libro
a prendere altre tessere: era una specie di megatarocco di no- è uscita quando ero ancora in prigione.
vecentonovantanove carte per cui ho anche scritto un libretto
d’istruzioni in cui spiego il significato di ogni tessera. Nel libro scrivi: «Sto facendo quel che ho sempre voluto
e non avevo il tempo di fare. Mi trovo nel miglior luogo di
Qual era il tuo rapporto con le guardie carcerarie? meditazione del mondo con tutte le spese pagate».
Mi rispettavano. Spesso venivano a parlare con me, alcuni Immagina che ti mettano in un posto dove non c’è internet,
erano interessati al tema dell’ayahuasca. In un certo senso ero non hai il cellulare, non puoi parlare con la tua famiglia e ov-
un privilegiato, la mia cella non veniva mai perquisita. L’uni- viamente non puoi scappare... Non ti rimane altro che centrar-
co problema che ho avuto è stato quando alcuni detenuti mi ti in te stesso. È quello che ho fatto: isolarmi totalmente negli
hanno invitato a parlare della differenza tra una droga e un angoli bui della mia cella e immergermi dentro il mio essere. A
enteogeno a una riunione che avevano organizzato. Era vietato casa avevo dei libri meravigliosi che non avevo mai potuto leg-
organizzare riunioni e, pensando che io fossi stato l’ideatore, gere per mancanza di tempo. Paula me li portava e così durante
come castigo mi hanno messo per un mese nel reparto più la prigionia ho letto circa settanta libri, alcuni più di una volta.
duro del carcere dove erano rinchiusi i delinquenti peggiori. Ho scritto, ho disegnato, ho dipinto, ho tessuto mandala, ho
È stata un’esperienza molto dura, ma anche di grande appren- fatto lavori di artigianato, ho dato sfogo a tutta la mia creativi-
dimento. È stato come convivere con la parte dannata della tà. Purtroppo molti detenuti non colgono quest’opportunità e
società, come immergersi nella cloaca più lurida. Ho pianto trascorrono intere giornate a giocare al parchis o a scacchi per
ammazzare il tempo.

In quale momento della tua detenzione hai compreso che


non aveva senso considerare quel che ti stava accadendo
come una calamità?
L’ingresso in carcere è stata un’esperienza molto dura. Era una
notte di dicembre. Nevicava. Sono entrato in prigione e mi è
sembrata enorme, fredda, buia e grigia. Sono stato condotto
in un reparto dove c’erano duecento detenuti e mi hanno rin-
chiuso in una cella. Mi sono steso sul letto, piccolo e scomodo,
Nel giorno del giudizio e ho osservato cosa aveva da dire la coscienza, lo strumento più
all’Audiencia Provincial
potente che abbiamo per valutare oggettivamente da un piano

12 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


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Alcuni dei mandala tessuti in carcere

elevato quel che ci sta succedendo. Nella cella c’era una lava- carcere non ho incontrato colpevoli, perché se avessi incolpa-
gna e ho scritto: Non mi hanno messo in prigione per subire un to qualcuno di loro, avrei dovuto incolpare anche me stesso. La
castigo. Sono venuto a ricevere un regalo che la vita aveva in ser- delinquenza è un problema di tutti, non solo dei delinquenti:
bo per me. Non mi trovo in carcere per pagare un condanna. Sono loro sono quelli che commettono gli atti violenti, ma siamo
venuto a riscuotere il premio che mi meritavo. Questo mi è stato tutti noi a creare le condizioni che li spingono a commetterli.
chiaro fin dal primo giorno di prigione. Non sapevo ancora
quale fosse il premio da riscuotere, ma sentivo nel mio cuo- Ritieni possibile che quando si tenti di rivoluzionare se
re che quel che mi stava capitando non era una punizione. Se stessi nel profondo e di aiutare gli altri a fare altrettanto,
mi trovavo in quel luogo angusto non era per soffrire, ma per si mettano in moto delle forze oscure e parassitarie che si
crescere ed evolvermi. Ho impiegato diversi mesi per arrivare oppongono all’evoluzione degli esseri umani? Non credi
a comprendere quale fosse il regalo da ricevere. Il regalo era che il tuo lavoro terapeutico con le piante sacre possa aver
riuscire a essere felice un sabato pomeriggio rinchiuso in una disturbato queste forze oscure e il sistema di potere che le
cella. Un sabato d’estate del 2009, rinchiuso in una cella che rappresenta?
sembrava un forno, morto di caldo, senza un frigo, senza nulla Io non credo che esista una forza maligna. Credo piuttosto che
da bere, senza poter uscire... Riuscire a essere felice con me ci sia un potere, il potere dell’ombra, dell’oscurità, che riunisce
stesso ovunque mi trovassi, raggiungendo uno stato di gioia quei frammenti di paura, di colpa e d’insicurezza che possedia-
incondizionata. È stato l’incontro più profondo che abbia mai mo tutti. Questo potere agisce come un’entità con un proprio
avuto con me stesso. In quel momento ho raggiunto la consa- essere, un’entità controlla il mondo, manovra i presidenti, le
pevolezza che dentro di me, all’interno del mio essere, c’era banche, le religioni... Io sento che una parte di questo potere si
tutto quello di cui avevo bisogno. Questo è stato il regalo. è organizzato contro di me, non nel senso di una cospirazione,
ma in modo del tutto naturale: se qualcuno lavora in una dire-
In Spagna, come in Italia, la legge prevede che il carcere sia zione concreta verso la luce, la propria parte oscura non ne sarà
un luogo di riabilitazione e di rieducazione. Qual è stata la contenta e cercherà in ogni modo di boicottare questo lavoro.
tua esperienza? Riconosco che c’è un movimento metafisico oscuro che mano-
Quel che succede nelle carceri spagnole è un esempio dell’ipo- vra molte cose in questo piano, ma so che c’è un movimento
crisia che caratterizza la nostra società: dire una cosa e fare il molto più elevato, che ha a che vedere con la luce, che muo-
suo contrario. Si dice che si vuole riabilitare e reinserire i de- ve e manovra molte più cose. Per questo quando sono uscito
linquenti, ma in realtà li si corrompe ulteriormente, castigan- dal carcere non ho voluto organizzare proteste e mobilitazioni
doli e confinandoli in un destino tragico per soddisfare la ne- nonostante l’ingiustizia che avevo subito. La giustizia a volte
cessità di vendetta. Io credo che i detenuti rinchiusi in carcere può essere ingiusta, ma la vita non lo è mai. Non ero io a dover
svolgano la funzione essenziale di bonificare lo sterco della muovere le cose. Sentivo nel profondo del mio cuore che que-
società. I detenuti stanno pagando il prezzo di una società re- sto compito stava nelle mani di un’energia superiore.
pressa che ha voglia di uccidere e di delinquere: questa energia
sociale si concentra in un gruppo di persone che oltrepassano Il tuo libro inizia con questa constatazione lapidaria: «Tut-
i limiti e commettono delitti. Rappresentano una parte di noi to ciò di realmente importante che accade nella vita non
che reprimiamo e stanno quindi pagando un prezzo per tutti. può essere espresso». Se le parole non possono esprimere
Questo non giustifica le loro azioni, ma ci permette di com- la realtà per quella che è, qual è la loro funzione?
prenderle. Ho conosciuto spacciatori, sicari, assassini, un Nel libro non ho potuto dire nulla di veramente importante. Ho
uomo che ha bruciato la moglie viva... Eppure non sono mai semplicemente utilizzato le parole come strumenti per costru-
riuscito a vederli come delinquenti, come persone cattive. In ire una strada, nella speranza che, percorrendola, il lettore sia

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Con la figlia Amelys


e il figlio Elian

in grado di percepire quel che di importante è nascosto dietro La spiritualità è nevrotica. Di solito è l’ego che vuole risve-
le parole. Al lettore non arrivano le parole, arriva il luogo da gliarsi, che vuole ottenere l’illuminazione, che ama conside-
cui le parole provengono. Quel luogo, l’anima dell’autore, ha rarsi un essere spirituale. Ma se il mio essere è già spirituale,
un’energia speciale. Quando un autore espone totalmente la che bisogno c’è di cercare la spiritualità? Quindi chi è che la
propria anima in un testo, capta l’anima del lettore e si crea sta cercando? L’ego. Sono dunque un essere umano con la
un legame profondo. Il lettore si fonde con l’autore e se perce- possibilità di avere esperienze spirituali oppure uno spirito
pisce qualcosa d’importante è solo perché già lo porta dentro con la possibilità di vivere esperienze umane e carnali? Nel
di sé. Il punto fondamentale è quanto l’autore sia disposto a primo caso cado nella trappola della spiritualità: sono un es-
esporsi. Il segreto sta nella dedizione, non nella tecnica o nello sere umano, sono Alberto, sono un maschio, sono un padre...
stile, né tanto meno nelle parole. e forse posso vivere esperienze elevate, spirituali. La verità è
che non sono un essere umano, non sono Alberto, non sono un
Hai avuto sei figli con quattro donne diverse e dal tuo libro maschio, non sono un padre... Sono uno spirito e dentro di me
si evince che hai dei legami molto forti con tutti loro. Qual è vive un essere spirituale. Questo è per me il concetto autenti-
il tuo concetto di famiglia? co di spiritualità: essere cosciente della presenza di un essere
Io credo che la famiglia sia l’antro di perdizione della psiche spirituale dentro di sé. E come si realizza lo spirito dentro di
umana. È il luogo dove ci ammaliamo, ma allo stesso tempo noi? Mangiando, vivendo, dormendo, provando sentimenti,
è il luogo dove possiamo ricreare lo stato di salute e d’amore parlando, condividendo, dando, ricevendo... La realizzazione
più elevato. La schizofrenia nasce nelle famiglie, perché non spirituale passa sempre per la materia, si esprime attraverso
possiamo amare coloro che ci hanno fatto ammalare, anzi li l’arte, la letteratura, la pittura, la musica, il sesso, il piacere...
vorremmo uccidere. Eppure, nel profondo, li amiamo. Ma af- La spiritualità è la parte più profonda di quello che si vede alla
finché questo amore possa veramente esprimersi, è necessa- luce del sole. La spiritualità è il lato invisibile della creatività,
rio prima di tutto manifestare l’odio. In famiglia, per il fatto dell’arte, della letteratura e l’arte, la letteratura, la poesia sono
che c’è confidenza, si ha l’abitudine di mancarsi di rispetto. In il lato visibile della spiritualità. Se invertiamo quest’ordine,
particolare si manca di rispetto ai figli senza nemmeno ren- come fanno le religioni, e ci consideriamo esseri carnali, pec-
dersene conto. Se dò un aiuto non richiesto ai miei figli, è una caminosi, sporchi, che nascono con il male dentro e che devo-
mancanza di rispetto. Se rispondo a una domanda che non mi no raggiungere la spiritualità, ebbene... abbiamo il mondo che
hanno fatto, è una mancanza di rispetto. Se dico loro che una abbiamo proprio a causa di questa visione.
cosa è fatta in un certo modo quando essi non l’hanno ancora
sperimentato, è una mancanza di rispetto totale. Di questi tempi, tra i cercatori spirituali, l’orientamento
in voga è quello di interessarsi di molti argomenti diver-
Hai scritto in un articolo che bisogna attualizzare l’idea di si, partecipare a corsi e seminari, accumulare esperienze e
spiritualità. In particolare sottolineavi il fatto che quando conoscenze. Non si corre il rischio di perdersi nell’oceano
la spiritualità diventa parte dell’identità non è altro che delle proposte senza approfondire nulla in particolare?
una mistificazione: se qualcuno si definisce spirituale, in Oggi la moda è quella di creare marchi registrati per ogni tipo
realtà non lo è. Qual è allora il tuo concetto di spiritualità? di tecnica corporale, emozionale, spirituale. La gente inizia un

14 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


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Con la compagna Paula


e Amelys

lungo giro turistico, visita posti diversi, spende tempo e de- to senza restare legato a nessun luogo. Non fugge, ma non si
naro illudendosi di trovare risposte, ma in definitiva aggiunge lascia afferrare da nulla, non evade dalle sue responsabilità,
solo nuove informazioni. Per apprendere c’è bisogno di avere ma non si lascia manipolare da nessun obbligo. Il vagabondo
nuove informazioni, ma per guarire bisogna disimparare e per spirituale perlustra tutte le opzioni che la vita gli offre e nella
disimparare è necessario togliere, non aggiungere. Il ‘lavoro’ sua ricerca incontra lo spirito in ogni angolo, in ogni persona,
consiste nel togliere, mentre ciò che la gente fa è, per lo più, in ogni situazione. Non lo incontra in un tempio, ma lo può
aggiungere. Imparare molte tecniche o approfondirne una incontrare in una prostituta, o commettendo un delitto, do-
sola è lo stesso: non serve a nulla. L’unica cosa che realmente vunque, perché in realtà sta solo incontrando piccole parti di
serve è guardarsi dentro, abbandonare l’ottica del turista e di- se stesso. Il vagabondo riunisce le parti che trova lungo il cam-
ventare l’archeologo della propria vita, calandosi senza timore mino e quel che va riunendo è la propria essenza. Quando in-
nel profondo della propria coscienza. Bisogna uscire dall’os- fine avrà trovato se stesso, la ricerca sarà terminata. La ricerca
sessione per la conoscenza esteriore e interessarsi maggior- può essere lunga, perché di solito ci troviamo poco a poco. Per
mente del proprio essere interiore. In questo l’ayahuasca è prima cosa troveremo quello che non siamo: la ricerca inizia
uno strumento formidabile. La pianta non ha ego, la pianta svelando le menzogne che ci riguardano. Ogni volta che guar-
non ti manipola, la pianta è innocente e ti conduce fin lì dove diamo in faccia la nostra ombra e ci caliamo nei nostri traumi,
devi essere portato. Tutto ciò che viene impartito da un essere arriviamo più vicino alla verità. Solo dopo questo processo di
umano dotato di ego può invece essere pericoloso. svelamento sarà possibile scoprire chi siamo veramente. A me
è successo in carcere. Lì ho trovato la tessera mancante e ho
Come si può essere sicuri che il percorso spirituale che si scoperto qualcosa di me che non potevo scoprire in nessun
sta percorrendo conduca davvero alla luce e non sia invece altro luogo. Ora posso anche morire, tutto quel che verrà mi
un autoinganno della mente? sarà dato in aggiunta... Sia ben chiaro però che trovare se stessi
Se vedi delle ombre lungo il cammino è perché stai andando non significa illuminarsi, né diventare dei maestri spirituali: è
verso la luce. Se non vedi alcuna ombra, può essere pericoloso. qualcosa di molto personale.
Vedere le ombre significa calarsi nel trauma, nel condiziona-
mento, nell’insicurezza, significa accettare quel che la vita ci Hai avuto dei maestri spirituali?
ha riservato. Se si ha il coraggio di osservare e mettere a fuoco Ne ho avuti molti e ne ho anche adesso, ma è sempre stato un
le ombre che incontriamo lungo la strada, queste finiranno per continuo abbandonare il maestro. Chiunque può essere un
scomparire. Quando non s’incontrano ombre e si crede di es- maestro per dieci minuti: svolti l’angolo, t’imbatti in qualcuno
sere già nella luce, bisogna fare attenzione, perché gli uomini che ti dice quattro sciocchezze e se lo ascolti è stato tuo maestro
sono molto abili a crearsi l’illusione di essere già illuminati. per cinque secondi. Però finisce lì, lo ringrazi e vai per la tua
strada. Il problema è quando si diventa schiavi del maestro.
Ti definisci un vagabondo spirituale. Che intendi con La devozione verso il maestro è malsana, è una psicopatologia
quest’espressione? perché genera una dipendenza, la cui radice proviene da una
Il vagabondo spirituale non ha una rotta precisa, non sa dove psiche sottomessa che ha bisogno di una figura dominante che
sta andando, non fa programmi. Vive in costante movimen- la controlli e le dica cosa fare. È un tema che ha a che vedere

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con l’autorità, con la figura del padre, con Dio, con la comodità in cella, mi apparve un numero: 01210. Veniamo dallo zero,
di non farsi carico della propria vita. andiamo verso lo zero. Quando nasciamo siamo uno, quando
moriamo siamo uno. Nel mezzo, la vita: un’esperienza dua-
Qual è allora la funzione di un maestro spirituale? le. Siamo nel due e osserviamo tutto dal due. Buono cattivo,
Più che di maestro, parlerei di maestria. Parlare di maestro è alto basso, cielo inferno, migliore peggiore... Siamo immersi
come parlare di Dio. Dio è un nome, non un essere. É il nome nella dualità e questa è la nevrosi, la schizofrenia, la malattia.
che si dà al creatore, alla creazione, all’esistenza... Dio è solo L’obiettivo è tornare all’uno quando si è ancora in vita: tro-
un nome e come tale non esiste. Esiste la creazione. Esiste il vare se stessi, essere uno, non avere divisioni. E si può anche
creatore. Lo stesso succede quando parliamo di maestro. La raggiungere lo zero, il vuoto, il silenzio, il nulla... La libertà è
maestria è un fenomeno soggettivo, non oggettivo. Io posso poter vedere questo nulla, osservare l’illusione, senza abban-
dire: «Quello è il mio maestro». Tu dirai: «Quello è un ciarla- donare questa vita.
tano». Ciò che conta è che se un discepolo si affida veramen-
te a un maestro, anche a un falso maestro o a un ciarlatano, Come consideri la situazione a livello globale dal punto di
può comunque illuminarsi, perché la chiave della maestria è vista dell’evoluzione della coscienza?
dentro il discepolo, non dentro il maestro. Per questa ragione In una certa misura il mondo è sul punto di esplodere, si mol-
ritengo che tutti i maestri svolgano una funzione positiva in tiplicano ovunque fenomeni di disobbedienza, qui in Spagna
quanto offrono agli esseri umani l’occasione di abbandonar- ci sono gli indignados: è una fase di ribellione, siamo sul punto
si, di affidarsi, di avere fede: se non possono aver fede in Dio, di scoppiare. Sta scoppiando il nostro corpo, la nostra salute...
se non possono aver fede nella vita, se non possono aver fede Stanno scoppiando i nostri sogni, le nostre relazioni... Eppure,
nemmeno nella propria ombra, che almeno abbiano fede in allo stesso tempo, il sistema non sembra mai essere stato così
qualcuno che appare loro come una specie di santo. Anche se forte e impenetrabile come oggi. Nonostante questi fenomeni
fosse un imbroglio, l’importante è che questo imbroglio ri- di ribellione, che pur non vanno sottovalutati, ancora non si è
svegli la fede nel discepolo. Si tratta ancora di una fede diretta raggiunta la massa critica necessaria.
all’esterno, verso il maestro, ma questo è un passo necessario
per poter in seguito aver fede in se stessi. Credi davvero alla teoria new age della massa critica, secon-
do cui se un certo numero di persone si risveglia favorirà il
Se nulla si può migliorare perché tutto è perfetto così com’è, risveglio dell’intera umanità?
che cos’è l’evoluzione? Non so se la parola giusta sia risvegliarsi, per me sarebbe
Per me l’idea di migliorare è nevrotica. Tu non sei migliora- importante che le persone si rendessero conto di trovarsi in
bile, né lo sono io. Per definizione, evoluzione non vuol dire un carcere rinchiusi in una cella e che dicessero a se stessi:
miglioramento, ma aumento di complessità. Le cose si fanno voglio uscire perché non me lo merito. Chi prende coscienza
inevitabilmente più complesse e questo non è un bene né un del proprio stato di schiavitù non può fare a meno di tenta-
male. È la legge dell’universo che si espande e si diversifica, re di uscirne, ma si tratta di un lavoro individuale. Quel che
facendosi ogni volta più creativo. L’ayahuasca mi ha permes- ho visto, incontrando migliaia di persone ogni anno, è che la
so di vedere questo processo: una follia totale! È come una gente continua a ‘dormire’ anche negli ambiti cosiddetti spi-
fabbrica di complessità, di diversità, di colori, di forme, è rituali. Leggono libri, fanno corsi, provano terapie, ma le per-
come un festival creativo, come l’opera di un pittore che crea sone continuano ad aver paura, continuano a sentirsi in col-
milioni di quadri al secondo, ogni volta più complessi, e non pa, alcuni con l’illusione che nel 2012 succederà qualcosa che
puoi sceglierne nessuno come il migliore, perché sono infi- risolverà tutto a livello planetario: sciocchezze di una mente
niti e perfetti. Durante una delle interminabili notti trascorse infantile. La trasformazione deve essere qualcosa di molto

16 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


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profondo dentro ognuno di noi. Quando avremo delle persone


che si saranno trasformate dal di dentro, che avranno sconfitto
la paura, che non sentiranno più la colpa e che si renderanno
conto di essere in uno stato di schiavitù... qualora ci fossero,
non dico milioni, ma qualche centinaia di persone del genere
e decidessero di lavorare insieme, niente e nessuno potreb-
be fermarli. In realtà siamo molto lontani da quel livello di
‘uomo nuovo’ in grado di cambiare il pianeta. Magari la fine
del mondo fosse nel 2012: significherebbe che la coscienza
umana si è evoluta molto più rapidamente di quanto io creda.
La mia unica speranza è riposta nei bambini. Noi adulti siamo
ormai troppo condizionati e possiamo fare solo un onesto la- Con la figlia Aneley e Paula

voro interiore per vivere stupendamente questa vita, un lavo-


ro terapeutico molto profondo per liberarci dalla sofferenza.
Però, sinceramente, credo che la trasformazione planetaria sia
qualcosa che compete ai bambini, perché loro non sono stati
venti suggerimenti
ancora condizionati.
di convivenza familiare

1. Quando parlano i più giovani, gli adulti stanno zitti.


Nel libro dedichi molto spazio al tema dei bambini e parli
2. Dialoghiamo per conoscerci, non per avere ragione.
spesso di educastrazione.
3. Non esistono leggi né norme, lasciamoci guidare
La nostra società, a partire dalla scuola, ci sottopone fin da
dall’amore.
quando siamo piccoli a uno spietato programma di educastra-
4. Non c’è nulla da nascondere, ma abbiamo tutti il
zione. L’educazione ci castra per impedirci di essere noi stessi.
diritto di mentire.
È come castrare il toro. Se gli tagli i testicoli, il toro diventa un
5. Niente si giudica né si critica, tutto si accetta.
bue, una bestia da soma che ubbidisce... A noi hanno tagliato
6. Nessuno comandi nessuno, ognuno obbedisca
i testicoli energetici. La religione, la politica, la scuola, la fa-
al suo cuore.
miglia: sono tutti d’accordo. Una delle sfide del futuro è quella
7. Il nostro unico credo è che non c’è nulla in cui
di creare delle nuove scuole, delle scuole diverse. Nell’educa-
credere.
zione attuale c’è un’ossessione per il condizionamento, per
8. Non c’è possibilità di commettere errori.
la correzione dei comportamenti, per il rispetto dei limiti, e
9. Se non viene fatta una domanda non si dia
tutto questo lascia poco spazio all’originalità, alla creatività e
alcuna risposta.
alla spontaneità che sono la base della libertà. L’educazione
10. Lasciamoci fluire. La spontaneità va oltre i progetti.
programma degli stupidi pronti per votare, obbedire, pagare
11. Non provare a essere diverso. Sei perfetto
e lavorare. Il segreto di un’educazione sana è quello di attivare
così come sei.
nei bambini quei valori fondamentali che i genitori e gli edu-
12. Non c’è un modello da seguire, né un ideale
catori hanno dimenticato. Valori come l’amore, l’innocenza,
da raggiungere.
la fiducia, la comprensione, la semplicità, la bontà, l’autenti-
13. Ciascuno scelga la religione che vuole o non
cità... Dico attivare perché ogni bambino possiede già questi
ne scelga nessuna.
valori e il sistema educativo non fa altro che disattivarli e so-
14. Non esiste un modo prestabilito di fare le cose,
stituirli con degli automatismi. Tutto viene ridotto a compor-
ognuno si trovi il suo.
tamenti, tecniche, obiettivi e risultati. Per questo ho deciso di
15. Se ci troviamo in una situazione senza via d’uscita,
non mandare a scuola mia figlia Amelys. Non me lo perdonerei
ridiamo.
se lo facessi. Con gli altri figli non ero abbastanza cosciente per
16. Che ciascuno si renda conto da solo di come
compiere una scelta del genere, ma ora sono convinto che cre-
stanno le cose.
scere i figli in casa sia la scelta giusta.
17. Non smettiamo di guardarci fino a quando non
ci siamo compresi.
Caro Alberto, ti ringraziamo per il tempo prezioso che ci hai
18. Quando si discute, i più giovani hanno la priorità.
dedicato. C’è qualcos’altro che vuoi condividere con i letto-
19. Piuttosto che controllare e sospettare, abbi fiducia.
ri italiani? Una confidenza, un segreto...
20. Ogni giorno tutto inizia da capo, il passato è passato.
Un giorno uno sciamano mi disse: «C’è un solo segreto in que-
sta esistenza ed è che non ci sono segreti. Se vuoi accorgerti di
Tratto da Desde la carcel, desde mi libertad (Mandala Ediciones 2009)
qualcosa, apri il tuo cuore e l’esistenza ti mostrerà tutto». Q

Alberto José Varela può essere contattato inviando una e-mail a


albertovarelaes@yahoo.es www.oltre-confine.com 17
speciale > un corso in miracoli

Vuoi avere ragione


o essere felice?
le origini e l’insegnamento di un corso in miracoli
_____________
di Andrea Panatta

A
Citato continuamente da autori del calibro di Wayne Dyer, Deepak Chopra, Louise Hay e Marianne Wlliamson,
Un corso in miracoli è uno dei libri più importanti e più studiati della nuova spiritualità. Trascritto tra il 1965 e il
1972 dalla dottoressa Helen Schucman sotto dettatura di una voce interiore, elabora una rivoluzionaria metafi-
sica non dualistica che pone l’accento sull’applicazione pratica piuttosto che sulla teoria.

la storia di un corso in miracoli sogni diventano incredibilmente vividi e inizia a percepire im-
La vicenda inizia nel 1965. I protagonisti sono una psicologa magini mentali nette come fotografie, all’inizio solo in bianco
del Centro Medico Presbiteriano della Columbia University di e nero, poi anche a colori e in movimento. Helen era sempre
New York, Helen Schucman, e il suo capo e coordinatore, Wil- stata scettica, atea e molto pragmatica; aveva avuto un’infan-
liam (Bill) Thetford. zia difficile, connotata da una profonda solitudine e popolata
Dopo anni di ostilità e tensioni tra i due nella vita quotidiana e dall’incubo di trasformarsi dalla bambina dolce e tenera che
nell’ambiente lavorativo, un giorno Bill compie un gesto asso- era in un essere grasso e mostruoso.
lutamente inatteso: prima dell’inizio di una riunione, si avvi-
cina a Helen e le dice di avere tutta l’intenzione di porre fine ai
loro contrasti. «Ci deve essere un altro modo!» esclama. Bill «In qualsiasi situazione, può
era determinato a trovare un nuovo modo di relazionarsi a He- mancare solo ciò che tu non hai dato»
len e agli altri collaboratori per appianare gli attriti e valoriz-
zare la parte positiva di ognuno di loro. Presa piacevolmente
alla sprovvista, Helen accetta la proposta di ‘armistizio’. Poco alla volta, i suoi sogni diventano sequenze realistiche
Qualche tempo dopo il chiarimento con Bill, Helen comincia a colme di eventi simbolici; Bill le consiglia allora di iniziare a
fare strani sogni e ad avere visioni e percezioni alterate. I suoi tenere un diario di questi fenomeni. Tra i sogni della Schuc-
man, uno in particolare sembra strettamente connesso con la
storia del Corso:

«La barca si stava muovendo lentamente ma facilmen-


te lungo un canale molto piccolo e dritto. C’era appena
abbastanza brezza per far avanzare la barca. Sugli argini
del canale erano allineati degli alberi secolari e belli e
cespugli verdi orlati di file di fiori. “Mi domando se qui
ci sia un tesoro sepolto” pensai tra me e me, trasogna-
ta. “Non sarei sorpresa se ci fosse”. Poi notai un lungo
palo con un grande uncino sulla punta, che si trovava
sul fondo della barca. “Proprio quello che ci vuole”
pensai, immergendo l’uncino nell’acqua e affondando
il palo il più profondamente possibile. L’uncino aggan-
ciò qualcosa di pesante, che sollevai con difficoltà. Era
Helen Schucman, 1974
un’antica cassa del tesoro, il legno corroso dall’acqua e

18 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


speciale > un corso in miracoli

il fondo coperto di alghe. Riuscii a issarlo nella barca


e lo aprii con trepidazione. Rimasi amaramente delu-
sa. Mi ero aspettata gioielli o monete, ma nella cassa
non c’era altro che un grande libro nero. [...] Sul dorso
c’era una parola scritta in oro. La parola era esculapio.
Il termine mi era familiare, ma non riuscivo a ricor-
dare cosa significava. Quando la cercai, scoprii che era
il nome del dio greco della guarigione». (R. Skutch,
Come è nato Un corso in miracoli, Armenia 2001, trad.
it. di F. Merlino, S. Pestarino, I. Popani)

Nello stesso periodo, Helen inizia anche a sperimentare feno-


meni di chiaroveggenza: riesce a descrivere con dovizia di par-
ticolari i luoghi in cui Bill era stato in villeggiatura senza averli
mai visti e salva un collega da un tentativo di suicidio prestan-
do ascolto a un forte presentimento. Nei sogni della psicologa,
e poco a poco anche durante la veglia, inizia a comparire una sono sicuri di quando si concluderà la trascrizione, sia perché
Voce che le spiega parte del significato di ciò che vede. Una vogliono proteggere le loro carriere. Tra i pochi depositari di
sera Bill riceve una telefonata di Helen, terrorizzata perché la questo segreto vi sono Kenneth Wapnick e Jon Mundy, oggi
Voce non se ne vuole andare e continua a ripeterle: «Questo è due tra i più importanti insegnanti del Corso, e Hugh Lynn
un corso in miracoli... Per favore, prendi appunti». Cayce, figlio del noto sensitivo Edgar Cayce, cui inviano un
È con questa frase che hanno inizio i sette anni di dettatura e manoscritto del testo per convalidarne l’autenticità in termini
trascrizione del testo del Corso. Fin dal primo momento, Helen di canalizzazione.
è spaventata dalla voce che sente e d’impulso tenta di resistere L’esperienza di Helen è particolarmente importante perché ha
alla necessità di scrivere che s’impadronisce di lei. Tuttavia, ridefinito i fenomeni di medianità o channeling. Infatti, se la
incoraggiata da Bill, non si sottrae mai al compito assegnatole. maggior parte delle canalizzazioni si verificava generalmente
Già dalle prime sessioni, i due colleghi si rendono conto che in stato di trance, la dettatura del Corso è sempre avvenuta con
era questa la risposta all’altro modo che stavano cercando per la piena presenza e consapevolezza della Schucman, che anzi
risolvere i loro problemi relazionali e che la dettatura non si più volte ha tentato di resistere all’impulso di scrivere, col solo
sarebbe esaurita in tempi brevi. risultato di sentirsi tesa o depressa fino a quando non ripren-
deva a scrivere, esaurendo il flusso di parole.

«Non hai alcun problema che Egli che cos’è un corso in miracoli
non possa risolvere offrendoti un Sono in molti ad aver letto la storia della sua nascita e ad averlo
miracolo. I miracoli sono per te» sottovalutato credendo che fosse un testo dedicato al miglio-
ramento delle relazioni, ma il Corso non è soltanto questo. Un
corso in miracoli è esattamente quello che sostiene di essere: un
Durante i sette anni di dettatura, Helen e Bill sono molto restii insegnamento che intende portarci a compiere miracoli nella
a diffondere notizie su quanto stanno facendo, sia perché non vita quotidiana. Si tratta essenzialmente di un percorso spiri-

Bill Thetford
alla macchina da scrivere

I taccuini di
Helen Schucman

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speciale > un corso in miracoli

tuale autonomo e individuale per autodidatti. Il Corso indica a chi non abbia una conoscenza approfondita dei termini bi-
una via ben precisa per arrivare a sperimentare una perfetta blici, generando molto spesso vere e proprie resistenze, così
non dualità, uno stato di unione con il divino che si raggiunge come imbarazzo per il fatto che si dice sia stato proprio Gesù
attraverso la pratica del perdono nella quotidianità. Si tratta di a dettarlo. Tuttavia, come spiega Kenneth Wapnick, è bene ri-
una sofisticata forma di psicologia metafisica che ci conduce cordare che non si tratta di Gesù di Nazareth, quanto piuttosto
gentilmente al di là delle illusioni in cui siamo immersi. di un simbolo dell’amore divino. Per parafrasare Gary Renard,
anch’egli insegnante del Corso, che importa se a scriverlo sia
stato o meno Gesù? L’importante è che il messaggio arrivi in
Bill Thetford e Helen Schucman, California 1976 tutta la sua efficacia, portando cambiamenti e risultati.

che cosa dice un corso in miracoli


Dall’introduzione del Corso:

«Questo è un corso in miracoli. È un corso richiesto. Solo il


tempo che ti ci vuole per farlo è volontario. Libero arbitrio non
significa che puoi stabilire il programma di studi. Significa
solo che puoi scegliere cosa vuoi imparare in un determina-
to momento. Il corso non si prefigge di insegnare il significato
dell’amore, poiché esso trascende ciò che può essere insegnato.
Si prefigge, tuttavia, di eliminare i blocchi alla consapevolezza
della presenza dell’amore, che è la tua eredità naturale. L’op-
Il Corso è strutturato in tre libri: un testo principale, un libro posto dell’amore è la paura, ma ciò che tutto abbraccia non può
di esercizi per un anno e un manuale per insegnanti. La Voce avere opposti.
– che nel corso della dettatura si fa riconoscere come Gesù – Questo corso si può quindi riassumere così:
guida il lettore nei meandri di una progressiva scoperta del Nulla di ciò che è reale può essere minacciato.
sistema di pensiero alla base dei miracoli, utilizzando uno Nulla di irreale esiste.
stile piuttosto difficile (alcune frasi occorre leggerle decine In questo si trova la pace di Dio».
di volte prima di capirle), che va via via chiarificandosi con (Un corso in miracoli, Armenia 1999, trad. it. di I. Popani, F.
il procedere dei capitoli. La lettura del Corso non dovrebbe Merlino, S. Pestarino)
essere affrontata come uno studio pedissequo e mnemonico,
ma come il manifestarsi di una voce interiore perennemente Due Regni
presente, la voce dello Spirito Santo, al cui ascolto il Corso Esistono due livelli, due regni apparentemente opposti, il
intende educarci. Ne è prova il fatto che in una versione non mondo di Dio e il mondo dell’ego. Nei versi del Corso sono de-
ufficiale del testo (la versione Urtext), la Voce suggerisca agli scritti in modo esaustivo l’ego e la teoria della sua formazio-
studenti del Corso di limitarsi ad ascoltare senza prendere ne, che riecheggia il mito della caduta dal giardino dell’Eden.
appunti fino a quando la lettura non sia arrivata a uno stadio Noi non sappiamo come e perché questo sia potuto accadere,
molto avanzato. eppure a un tratto, una scintilla divina ha avuto il pensiero di
separarsi dal suo creatore. È da questo stato di separazione
che hanno avuto origine i problemi dell’uomo e i suoi faticosi
«Puoi parlare da parte dello Spirito o tentativi di tornare allo stato di unione originario con Dio. La
da parte dell’ego, a tua scelta. Se parli separazione ha permesso la formazione di un ego o sé fittizio,
da parte dello Spirito hai scelto di tormentato dalla scissione tra se stesso e il resto dell’esisten-
“essere quieto e sapere che Io sono Dio”» za, che lo ha portato necessariamente a difendersi e attaccare
per poter sopravvivere in questo mondo. Secondo il Corso, in
quale dei due regni dimorare è una questione di scelta, ed è
Gli scogli da superare nella lettura e nell’apprendimento dei proprio a questa scelta che si riferisce una delle sue frasi più
messaggi di Un corso in miracoli sono diversi. Anzitutto, è un famose: «Vuoi avere ragione o essere felice?» Vale a dire, vuoi
libro corposo e leggerlo, forse per esplicita volontà della Voce, stare nel mondo dell’ego o in quello di Dio?
tende a stancare molto la mente, che tenta disperatamente di
possederne l’intera struttura. In secondo luogo, il Corso, come
tutte le pratiche spirituali, richiede disciplina e dedizione e «La libertà dalle illusioni risiede solo
implica un allenamento mentale quotidiano che non tutti sono nel non crederci»
disposti a fare. Il suo linguaggio, inoltre, può risultare ostico

20 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


speciale > un corso in miracoli

L’illusione scarsità. La paura che non ci sia abbastanza è diretta conse-


Il problema è che questo mondo, il mondo dell’ego, non esiste. guenza del ‘peccato originale’ e cioè dell’esserci separati da
Uno degli ostacoli maggiori da affrontare durante lo studio del Dio. Tale senso di scarsità viene proiettato all’esterno, mani-
Corso è accettare l’idea che l’intero universo sia un’illusione, un festando illusorie condizioni di mancanza che possono essere
gigantesco ologramma creato dall’ego separato. In questo il Cor- colmate solo da qualcosa (o qualcuno) esterno a noi.
so non sarebbe molto diverso da altri percorsi spirituali che in-
segnano a superare l’illusione, se non fosse che il Gesù del Corso
va molto oltre: insegna che Dio non ha creato il mondo visibi- «L’oscurità è mancanza di luce, così
le e che l’intera storia della creazione è un inganno perpetrato come il peccato è mancanza di amore»
dall’ego, il quale vuole convincerci dell’esistenza di qualcosa che
non esiste nella realtà, ma solo in virtù delle sue proiezioni.
«Il mondo che vedi è il sistema delirante di coloro che sono La percezione nasce dalla proiezione
resi pazzi dalla colpa». (T.13.IN.2:2) Il mondo e questo gioco che chiamiamo vita sono dunque il-
«Il mondo così come tu lo percepisci, non può essere stato lusioni, proiezioni della nostra mente, e la realtà è un calei-
creato dal Padre, perché il mondo non è come tu lo vedi. Dio doscopio di impressioni organizzate sulla base della nostra
ha creato solo ciò che è eterno, e ogni cosa che tu vedi è mor- percezione soggettiva. Ciò che vediamo, il modo in cui lo in-
tale». (T.11.VII.1:1) terpretiamo e tutto ciò che continuamente ci accade non è al-
tro che un sogno creato da noi stessi in maniera non cosciente,
L’ego e tre concetti fondanti eppure del tutto consensuale. Non facciamo altro che proiet-
L’ego è la parte di noi che sente la separazione dal resto della tare all’esterno i contenuti della mente inconscia, il nascondi-
creazione ed è costituto attorno ad alcuni concetti fondanti tra glio dell’ego. Il Corso ci avverte di questo sin dall’inizio: stiamo
i quali i più importanti sono peccato, colpa e proiezione, con- inconsciamente creando la realtà dal punto di vista dell’ego e
cetti essenziali di tutto il percorso proposto. Il significato che non dello Spirito. Se vediamo ovunque dolore, sofferenza e
il Corso attribuisce a questi termini è molto diverso da quello dramma, è perché vi siamo immersi: non è l’errore a dover es-
comunemente accettato e pertanto richiede ai suoi studenti di sere corretto, ma la nostra percezione dell’errore. Proiettare e
staccarsene per abbracciare una nuova interpretazione. percepire sono per il Corso due facce della stessa medaglia. Da
Il peccato, secondo il Corso, è una mancanza di amore. Lo ciò deriva l’immensa portata dell’invito di Gesù a non credere
Spirito Santo vede il peccato non come qualcosa che deve esse- a nulla di quello che viene percepito e ad affidare ogni giudizio
re punito, ma come un errore che necessita di una correzione. sulla realtà nelle sue mani, fidandoci del fatto che «la Sua Voce
La colpa è invece la sensazione di aver commesso il peccato, ti guiderà in modo molto specifico, ti verrà detto tutto ciò che
la convinzione che si possa sbagliare, la credenza inconscia di hai bisogno di sapere». (T.1.I.4:2)
aver attaccato Dio defraudandolo del suo potere per sostituir-
lo con l’ego. È questo uno dei punti che incontra le resistenze
maggiori degli studenti del Corso, specialmente quelli alle pri- «La vera percezione è la base della
me armi. Come si può usurpare Dio? Come ci si può sostituire conoscenza, ma conoscere è affermare
a lui o anche soltanto pensare di poterlo fare? Eppure, Gesù la verità ed è al di là di ogni
insiste a sottolineare come sia proprio questa la prima causa percezione»
della nostra infelicità, sebbene ci sfugga completamente. La
colpa è sepolta talmente in profondità nella nostra coscienza,
che non potremmo mai vederla se qualcuno non ce la mostras- Percezione vs conoscenza
se direttamente e proprio a questo servono le sofisticate spie- Un corso in miracoli insegna il modo in cui è possibile disfar-
gazioni metafisiche del Corso, a farci intravedere la colpa che si dell’illusione della separazione dal divino. In primo luogo,
guida le nostre azioni di ego separato. bisogna distinguere (all’inizio solo mentalmente) ciò che è
Il meccanismo della proiezione, invece, è la diretta conse- conoscenza da ciò che è percezione. Mentre la conoscenza è
guenza del dono che Dio ha fatto agli uomini, ossia di essere uno sperimentare direttamente la realtà senza la mediazione
creatori infiniti. Tuttavia, questo è un dono che stiamo usando dell’ego (in particolare senza i giudizi, che sono il suo princi-
in maniera dannosa e autodistruttiva o, come dice il Corso, lo pale modo di esprimersi), la percezione altro non è che il re-
stiamo usando per mal creare. Finché crediamo nel peccato e gno dell’ego, della paura, dei filtri, delle convinzioni negative.
nutriamo questo senso di colpa ancestrale, riusciamo soltanto Mentre la percezione è soggettiva, parziale, selettiva e separa-
a proiettare la colpa al di fuori di noi stessi, su qualcun altro tiva, la conoscenza è l’esatto contrario, immutabile, eterna e
(o qualcos’altro), rendendo l’esterno totalmente responsabile stabilmente fondata sulla legge divina dell’amore.
della misera condizione in cui ci troviamo. È proprio questa Risulta dunque chiaro fin da principio che il Corso è un accura-
convinzione ad alimentare anche la nostra eterna fede nella to lavoro di eliminazione delle strutture che ci impediscono di

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speciale > un corso in miracoli

vedere la realtà per quello che è. Siamo spinti a ‘disimparare’ razionale, ma dovrebbero essere sempre affidati allo Spirito,
tutto ciò che crediamo reale in favore della vera conoscenza, perché altrimenti degenererebbero in una forma particolar-
che non deve rimanere mera teoria ma essere sperimenta- mente pericolosa di manipolazione della realtà.
ta direttamente: «Una teologia universale è impossibile, ma
un’esperienza universale non è solamente possibile, ma ne-
cessaria». (C.in.2:5) «Perdonare è semplicemente ricordare
solo i pensieri d’amore che hai dato
Ken Wapnick, Bill Thetford, Bob Skutch,
nel passato e quelli che ti sono stati
Helen Schucman, Judith Skutch dati»

«I miracoli sono abitudini e dovrebbero essere involontari. Non


dovrebbero essere sotto controllo cosciente. I miracoli scelti
coscientemente possono essere mal guidati». (T.1.I.5:1)
Molti occultisti e maghi del passato hanno messo in guardia con-
tro il pericolo insito nel manipolare la realtà deliberatamente.
Anche il Corso dichiara esplicitamente che la correzione dei pro-
blemi appartiene solo allo Spirito Santo, mentre nostro unico
compito è quello di centrarci nell’amore e praticare il perdono.

la pratica del perdono


Un corso in miracoli non è affatto un libro da leggere e riporre
sullo scaffale, ma rappresenta un percorso interiore di stampo
i miracoli: cosa sono? eminentemente pratico, come testimonia la presenza di un li-
Secondo la definizione comune, per miracoli si intendono bro degli esercizi per un anno, uno per ogni giorno.
quegli eventi che apparentemente violano le leggi naturali a La pratica del Corso ha come scopo principale quello di inse-
noi note. Pur essendo contemplata anche questa categoria di gnare il perdono. Anche in questo caso, con questo termine
miracoli fisicamente percepibili, nel Corso i miracoli vanno non s’intende semplicemente l’atto magnanimo di una per-
intesi in primo luogo come un profondo cambiamento del- sona che decide di perdonare il suo persecutore, lasciando an-
la percezione che ci consente di passare dal modo di pensare dare risentimento e rancore. La visione classica del perdono
dell’ego al modo di pensare dello Spirito Santo. Sono dunque presenta due falle: in primo luogo si basa sulla convinzione
eventi indipendenti dallo spazio e dal tempo (anzi i miracoli che qualcuno abbia commesso un errore, in secondo luogo
riorganizzano lo spazio e il tempo), che si verificano quando la dà l’impressione che chi perdona si trovi su un livello supe-
presenza dell’amore divino non è ostacolata da giudizi e per- riore rispetto a chi è perdonato, una pura illusione che ten-
cezioni errate e tendono a riportare la nostra esperienza verso de a rinforzare l’ego. La prospettiva del Corso è radicalmente
la santità, nelle mani dello Spirito, permettendoci inoltre di diversa: il perdono è il processo attraverso il quale vengono
risparmiare molto tempo nell’apprendimento di lezioni che disfatti tutti i giudizi del passato e viene letteralmente lascia-
altrimenti richiederebbero diverse incarnazioni. to andare tutto ciò che crediamo di sapere sul mondo e sulla
nostra vita. Si tratta di decidere volontariamente di abbando-
nare le categorie mentali di giusto o sbagliato, di bene o male
«I miracoli avvengono naturalmente e affidare tutto nelle mani dello Spirito Santo, l’unico agente
come espressioni d’amore» correttivo dei problemi davvero super partes. Il perdono non
consiste dunque nello scusare l’errore di qualcun altro, ma nel
comprendere che non esiste alcun errore se non nella nostra
I miracoli, data la natura multidimensionale di un atto di amo- percezione soggettiva.
re puro, possono essere fisicamente visibili o invisibili e pos- «Il perdono è la guarigione della percezione della separazio-
sono raggiungere situazioni, luoghi e persone di cui non ab- ne». (T.3.V.9:1)
biamo nemmeno conoscenza. Quando ci affidiamo allo Spirito Tutta l’impalcatura e il sistema descritto dal Corso diventano
per un miracolo, vale a dire quando pratichiamo il perdono così una serie di reminders ai quali dobbiamo imparare ad ac-
e lasciamo andare l’ego e ciò che crediamo di sapere, stiamo cedere ogniqualvolta ci troviamo di fronte a un problema, per
affidando tutto nelle mani di una forza superiore che cono- poter andare oltre la nostra percezione del problema stesso.
sce perfettamente il problema e il rimedio migliore. I mira- Il segreto risiede nell’essere costantemente consapevoli dei
coli non possono e non devono essere controllati dalla mente propri pensieri di separazione e di attacco, di esserlo il più

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speciale > un corso in miracoli

spesso e il più a lungo possibile, seguendo la disciplina che il


Corso definisce come vigilanza dei propri pensieri. bibliografia
◊ Un Corso in Miracoli, Armenia 1999
gli esercizi ◊ Kenneth Wapnick, Introduzione a Un Corso in Miracoli,
Il libro degli esercizi contiene l’applicazione pratica dei prin- Armenia 2001
cipi esposti nel testo. Tuttavia, essendo il Corso una pratica ◊ Robert Skutch, Come è nato Un Corso in Miracoli,
volta a disfare l’ego, il confine tra teoria e pratica è in questo Armenia 2001
caso davvero sottile. ◊ Estensione dei principi di Un Corso in Miracoli,
Gli esercizi consistono nell’elencazione di una serie di pen- Armenia 2003
sieri che offrono delle soluzioni alternative al comune modo ◊ Gary G. Renard, La scomparsa dell’universo così come ci
appare, Macro 2006
di pensare. La lezione 69, per esempio, s’intitola: I miei ran-
◊ Kenneth Wapnick, Le domande più comuni su
cori nascondono la luce del mondo in me. Il pensiero presentato
Un Corso in Miracoli, Armenia 2009
nel titolo viene quindi sviscerato nel testo dell’esercizio e sono
◊ Frances Vaughan, Roger Walsh, Accetta questo dono,
fornite precise indicazioni sulla sua applicazione. Armenia 2009
La vigilanza sui propri pensieri diventa dunque un requisito
essenziale per poter fare le lezioni. A molte persone questo
potrebbe sembrare un lavoro troppo dispendioso in termini sull’addestramento della mente che passa necessariamente
di sforzo, tempo e fatica, ma il Corso è una vera e propria prati- dall’acquisizione di un nuovo sistema di pensiero e questo
ca spirituale e come tale necessita di esercizio e di disciplina. passaggio non può essere saltato.
Ci viene richiesto infatti di sostituire i nostri pensieri abituali
(quelli dell’ego) con i pensieri dello Spirito e di farlo sempre lo stile
più spesso e più a lungo, un compito certamente non agevole. Leggendo più volte il Corso ci si rende conto che sarebbe stato
Gli esercizi sono ufficialmente trecentosessantacinque, ma molto difficile per una mente umana concepire un tale siste-
il Corso non è fatto per durare un solo anno e poi essere ar- ma. È incredibile notare come la complessità e l’abbondanza
chiviato. Gli esercizi possono essere ripetuti più volte e si può dei concetti espressi presentino una coerenza interna milli-
rimanere anche più giorni su un pensiero che ci piaccia par- metrica e una struttura olografica dove ogni frammento ri-
ticolarmente. L’esercizio è dunque solo un pretesto per colti- specchia e si amalgama perfettamente con tutto il resto. Per
vare un insegnamento più grande, che può richiedere anche non parlare del linguaggio altisonante e dello stile poetico che
un’intera esistenza per essere vissuto integralmente. «Questo ricorda da vicino quello shakespeariano per l’uso del penta-
corso è un inizio, non una fine» dice Gesù alla fine del libro metro giambico. Tale peculiarità, evidente nella versione ori-
degli esercizi. ginale in inglese (ma perduta nella traduzione in italiano), ha
affascinato e incuriosito molti studenti del Corso e potrebbe
trovare una spiegazione nel fenomeno stesso della dettatura.
«Le prove non sono che le lezioni che Quando un canalizzatore riceve un messaggio da uno spirito
non sei riuscito a imparare, presentate guida o da un’entità superiore, egli funziona come filtro del
un’altra volta, cosicché dove prima messaggio stesso, ‘inquinandolo’ con la propria personalità.
hai fatto una scelta sbagliata tu A quanto pare, Helen Schucman era una grande appassionata
possa ora farne una migliore e di letteratura e di Shakespeare e si pensa che dietro la detta-
sfuggire così a ogni dolore che ciò che tura del Corso ci fosse la precisa intenzione di sollecitare parti
avevi scelto prima ti aveva portato» molte profonde della coscienza del lettore attraverso l’uso di
specifiche tecniche immaginative, narrative e linguistiche.
Dunque, non a torto, il Corso viene considerato una vera e pro-
Un corso in miracoli comporta una completa riscrittura della pria opera d’arte. Q
propria mente e dei propri valori spirituali e può accadere che
proprio per la sua audacia e per la profondità con cui arriva a
toccare parti di noi che non vogliamo lasciar andare, generi
andrea panatta
fortissime resistenze, continue fughe e riprese. Un piccolo Counselor, pranic healer, esperto di tera-
avvertimento: essendo gli esercizi generalmente più semplici pie energetiche e di sviluppo del poten-
del testo, molti studenti decidono di passare direttamente alla ziale psichico, è studente autodidatta di
pratica, senza studiare il Corso vero e proprio. Ciò può rappre- Un corso in miracoli da dieci anni.
sentare un errore, perché determina la perdita del significato
Andrea Panatta può essere contattato invian-
più profondo di molti termini utilizzati negli esercizi, pri- do una e-mail a apanatta@gmail.com
vandoli così della loro forza e del loro scopo. Il Corso è basato

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speciale > un corso in miracoli

la mia esperienza nella traduzione di


un corso in miracoli
_____________
di Isabella Popani

Era il giugno del 1986 quando mi recai per la prima volta a Fin- ze interne erano ancora troppo alte e fu solo a capodanno che
dhorn in una comunità spirituale situata nel Nord della Scozia. decisi di iniziare la lettura. In quel periodo sentivo una forte
Mentre visitavamo il negozio della comunità, un’amica mi mo- spinta interiore a lavorare sul perdono e fu un gesto spontaneo
strò il libro A Course in Miracles, insistendo perché lo legges- volgere lo sguardo su quel librone blu che mi incuteva tanto ti-
si. Lo presi in mano, lo sfogliai e ne fui spaventata. «Troppo more. Iniziai così a tradurlo per me stessa, animata allo stesso
grosso e difficile per me» mi dissi, attribuendo la difficoltà al tempo dal desiderio di condividere il risultato del mio lavoro
fatto che non esercitavo il mio inglese da molti anni. L’anno con altre persone interessate al Corso.
successivo accompagnai a Findhorn alcuni italiani che non co- Qualche anno dopo ricevetti la telefonata di due amici, Sergio
noscevano l’inglese e fui incuriosita dall’atteggiamento di un Pestarino e Fulvio Merlino, che proposero un incontro per ap-
gruppo di napoletani che di tanto in tanto mettevano una mano profondire insieme lo studio del Corso. Fu una bellissima espe-
in tasca e tiravano fuori qualcosa da leggere per poi rimetter- rienza di condivisione: ognuno di noi raccontò la propria storia,
la via. Chiesi loro di cosa si trattasse e mi risposero dicendo: da dove aveva incominciato, le difficoltà incontrate durante il
«Stiamo seguendo le lezioni di Un corso in miracoli». Fu così percorso, le consapevolezze acquisite. Quella stessa sera, dopo
che mi decisi ad acquistare il libro, anche se lo lasciai riposto che Sergio e Fulvio andarono via, scrissi alla Foundation for A
in uno scaffale della libreria per diversi mesi. Le mie resisten- Course in Miracles e alla Foundation for Inner Peace per chie-

foundation for inner peace il documento era destinato a essere lumi con una tiratura di 5000 copie. La
condiviso con un più ampio numero di richiesta del Corso continuò a crescere
Fondata nel 1972 da Judith e Robert persone e così fu presa la decisione di senza sosta e portò infine alla pubblica-
Skutch, la Foundation for Inner Peace si pubblicare Un corso in miracoli tramite zione dell’edizione in volume singolo,
chiamava inizialmente Foundation for la Fondazione esistente. Tale decisio- tuttora disponibile, che ha venduto più
ParaSensory Investigation (“Fondazione ne portò la Fondazione ad acquisire un di due milioni di copie in tutto il mondo.
per la ricerca sul paranormale”). Tale nome più appropriato – Foundation for Nel 1982, per far fronte al crescente inte-
nome rifletteva l’interesse e il sostegno Inner Peace (“Fondazione per la pace resse nei confronti di Un corso in miracoli
educativo della Fondazione nei confronti interiore”) – che riflettesse il suo nuovo all’estero, la Fondazione ha avviato un
della ricerca sul paranormale negli am- ruolo di amministratore fiduciario ed programma di traduzioni. Una versione
bienti accademici del tempo. editore del Corso. in spagnolo fu pubblicata nel 1992, pre-
Il 29 maggio 1975, Judith Skutch incontrò sto seguita da edizioni in tedesco, por-
la dottoressa Helen Schucman e il dottor toghese ed ebraico. Fino a oggi il Corso è
William Thetford, scribi di Un corso in stato tradotto in diciannove lingue.
miracoli, insieme al loro amico, il Dottor Nel 1978 la Foundation for Inner Peace
Kenneth Wapnick, nel loro ufficio alla traslocò i suoi uffici da New York a Tibu-
Columbia University di New York, dove ron, California. In aggiunta alla sua attivi-
lavoravano come psicologi clinici. Dopo tà primaria di pubblicare e diffondere Un
aver esplorato gli interessi in comune, corso in miracoli, la Fondazione ha pubbli-
Judith Skutch Whitson, cato anche opere collegate al Corso quali
Helen e Bill rivelarono a Judith il loro se- presidente della Foundation for Inner Peace
greto ben custodito sullo straordinario Psychotherapy: Purpose, Process and Practice
materiale da loro trascritto. e The Song of Prayer, due successivi lavori
Nelle settimane successive il gruppo si La prima edizione di Un corso in miracoli, trascritti da Helen Schucman, così come
consolidò intorno al comune entusia- pubblicata nella tarda estate del 1975, una raccolta delle sue poesie ispirate,
smo per quel notevole insegnamento era in realtà una riproduzione fotoco- intitolata The Gifts of God, documentari,
spirituale e iniziò a riunirsi regolarmen- piata in formato ridotto del manoscritto, lezioni su supporti audio e video e altro
te per studiarlo e discuterlo. Nel giro di circa trecento copie in tutto. Nel giugno materiale di approfondimento.
pochi mesi, divenne loro evidente che 1976 fu pubblicata un’edizione in tre vo- www.acim.org

24 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


speciale > un corso in miracoli

dere se stessero cercando traduttori per la versione italiana


del libro. Sapevo che il nostro incontro non era stato casuale isabella popani
e potevo solo seguire quello che interiormente sentivo di do-
ver fare. Ciò che era accaduto poteva essere paragonato a quello Counselor, punto di riferimento in Ita-
che sperimentarono Helen Schucman e Bill Thetford quando lia della Findhorn Foundation, Scozia,
si unirono nell’unico intento di trovare un altro modo ai senti- da oltre venti anni Isabella Popani tiene corsi e conferen-
menti di rancore e competizione che vivevano quotidianamen- ze in Italia e all’estero per condividere le sue esperienze
te tra loro e nell’ambiente di lavoro, un’esperienza che col tem- nell’ambito della crescita personale e spirituale.
po aveva dato vita alla trascrizione del Corso. Anch’io, Sergio e Isabella Popani può essere contattata inviando una e-mail a
Fulvio ci eravamo uniti in un unico intento, sebbene allora non info@isabellapopani.it
ne fossimo ancora consapevoli. Di lì a poco ricevetti una lettera
dalla Foundation for Inner Peace – che allora era la detentrice Per maggiori informazioni sul suo lavoro visitate il sito
del copyright di A Course in Miracles – nella quale ci veniva chie- www.isabellapopani.it
sto di presentare una prova di traduzione del libro seguendo le
linee guida che loro proponevano. Le loro indicazioni facevano
sembrare quel compito quasi impossibile, ma non ci scorag- ce’ del lavoro: le parole entravano dentro di me ed ero in grado
giammo: provammo a tradurre il capitolo 23 attenendoci alle di sentire dall’interno se tutto funzionava o se aveva bisogno di
loro istruzioni e inviammo la nostra bozza. Circa un mese dopo, ulteriore approfondimento. La parte più difficile era fare i conti
partimmo alla volta degli Stati Uniti per recarci alla Founda- con il mio ego, che si sentiva costantemente minacciato e face-
tion for A Course in Miracles, fondata da Kenneth Wapnick e da va di tutto per ostacolarmi e impedirmi di proseguire il lavoro.
sua moglie Gloria come centro d’insegnamento del Corso. Qui Ricordo di aver scritto a Ken qualcosa del genere: «Come mai
frequentammo delle lezioni e fummo sottoposti ad alcuni test se il Corso ha come scopo il disfacimento dell’ego, io lo sento
per valutare la nostra idoneità ad affrontare la trasposizione diventare sempre più forte?». Fu l’unica lettera a cui Ken non
dell’opera. Tornammo da quel viaggio con il contratto per la rispose. Compresi in seguito che ciò che mi stava accadendo era
traduzione ufficiale in italiano di Un corso in miracoli. la conseguenza logica del lavoro che stavo portando avanti su
Si trattava di una procedura anomala, dato che non avevamo me stessa. Prima che il Corso entrasse nella mia vita, non avevo
ancora un editore interessato alla pubblicazione del libro e mai prestato veramente attenzione all’ego e al suo sistema di
normalmente è l’editore a scegliere i traduttori. Ancora una pensiero e ora che lo stavo affrontando era destabilizzante.
volta lasciammo che le cose seguissero il loro corso. Sapevamo Un altro momento difficile fu portare a completamento il mio
che non sarebbe stata una traduzione facile: altre persone in compito di traduttrice. Avevamo finalmente trovato l’editore
altri paesi ci stavano lavorando da anni senza approdare a una ed era giunta l’ora di consegnare il frutto del nostro lavoro. La
versione definitiva. I cinque anni dedicati alla traduzione furo- traduzione del Corso mi aveva accompagnato per cinque lunghi
no particolarmente intensi: da un lato sentivo la responsabilità anni e adesso tutto finiva. Dovevo lasciar andare la mia identi-
e l’impegno di inviare regolarmente negli Stati Uniti il nostro ficazione con il ruolo di traduttore senza sapere cosa mi riser-
lavoro, dall’altro dovevo fare i conti con le mie resistenze e vasse il futuro. L’unica certezza era che lo studio del Corso non
quindi portare avanti il lavoro interiore che il Corso richiede- sarebbe finito.
va. Passavo giornate intere al computer, poi improvvisamente In seguito ho avuto la possibilità di tradurre altre opere legate
mi bloccavo per giorni e giorni fino a quando, assalita dai sensi al Corso e la mia attività di traduttrice prosegue ancora oggi con
di colpa per non avere materiale pronto da inviare, cercavo di la traduzione del materiale di studio che viene pubblicato sul
recuperare il tempo perso. Mi ero data il compito di coordina- sito dell’Associazione per lo studio e la diffusione di Un corso
re il lavoro: toccava a me raccogliere le decine in miracoli. Non so se la mia vita sarà sufficien-
e decine di domande da porre a Ken Wapnick, te a tradurre tutti i testi ancora disponibili in
nostro supervisore, perché sciogliesse i dubbi inglese. Sono però consapevole che tradurre
interpretativi sul testo e provvedere quindi alla il materiale legato al Corso, così come svolgere
revisione finale. Mi ero imbarcata in una sfi- l’attività d’insegnamento sui suoi contenuti,
da più grande di me, tra pentametri giambici sono aspetti fondamentali della mia vita, che
e rime shakespeariane, ma nonostante i mo- mi aiutano a restare in contatto con la mia di-
menti di cedimento non ho mai mollato, grazie mensione più autentica e profonda. Q
al sostegno costante di Sergio e Fulvio.
Per tradurre il Corso era necessario conoscerne
Isabella Popani davanti alla sede della
il contenuto ed era quindi richiesto che il tra- Foundation for A Course in Miracles,
duttore ne fosse anche uno studente. Di fatto, il Temecula (California)
processo di traduzione fu la parte più ‘sempli-

www.oltre-confine.com 25
speciale > un corso in miracoli

la mia esperienza di studentessa e insegnante di


un corso in miracoli
_____________
di Patrizia Terreno

Nell’autunno del 1994 decisi di invitare Kenneth e Gloria che un incontro con lui avrebbe sciolto molti dei dubbi e del-
Wapnick a tenere una conferenza nella mia città. All’epoca in- le incomprensioni del nostro gruppetto di studenti, ma non
segnavo tecniche di crescita personale sia in Italia che all’este- potevo certamente immaginare le conseguenze di quella sua
ro ed ero la Direttrice italiana di avp Italia, l’organizzazione venuta. Fu un incontro folgorante nel vero senso della parola.
professionale dei Vivation Professionals. Dirigevo un centro Non solo la breve conferenza che tenne mi dimostrò quanto
nel quale invitavo regolarmente i più celebri esperti mondiali poco avessimo compreso nel nostro intenso e serissimo studio
di crescita personale. quinquennale, ma il suo atteggiamento fermo e insieme amo-
Fin dal 1989 avevo sentito parlare del Corso in miracoli e nei revole, la sua dolce figura che irradiava una pace e un entusia-
cinque anni successivi avevo cercato di studiarlo autonoma- smo travolgenti, mi sembrarono la migliore dimostrazione dei
mente. Coordinavo anche un piccolo gruppo di studio, nel principi che insegnava. Anche se il Corso in miracoli è una via di
quale io e alcuni amici volonterosi ci incontravamo settima- autoapprendimento, in quell’occasione compresi che la guida
nalmente per condividere la nostra esperienza di pratica in- di un insegnante veramente competente poteva semplificare
dividuale delle lezioni e cercare di comprenderne i concetti e accelerare il lavoro di uno studente seriamente intenziona-
più difficili. Nel frattempo avevo tentato a più riprese di sin- to ad apprenderne il messaggio e applicarne i principi nella
tetizzarlo, ma i miei ripetuti tentativi si erano rivelati molto propria vita.
frustranti, perché non riuscivano a cogliere la profondità del Nei cinque anni successivi a questo incontro continuai a re-
messaggio del Corso, andando regolarmente a scontrarsi con la carmi presso la sua Fondazione a Roscoe, negli Stati Uniti, per
sua natura olografica. studiare direttamente con lui. Man mano che la mia conoscen-
Quando dunque seppi che Kenneth Wapnick, il più autorevole za del Corso si approfondiva e cercavo di applicarlo nella mia
insegnante del Corso nonché erede spirituale di Helen Schuc- vita, maturava in me il desiderio di focalizzare su di esso quella
man e Bill Thetford, sarebbe venuto in Italia, non esitai a con- ricerca interiore che durava da tutta la vita, una ricerca iniziata
tattarlo e a sollecitare la sua venuta nel mio centro. Speravo durante l’infanzia attraverso forti esperienze di ‘istanti santi’,

foundation for di pensiero, concettualmente e a livello associazione per lo studio


a course in miracles esperienziale, affinché possano diventa- e la diffusione di un corso
re strumenti più efficaci, nella loro vita, in miracoli
La Foundation for A Course in Miracles, dell’insegnamento dello Spirito Santo».
strettamente associata con la Foundation Ciò non significa, tuttavia, che solo gli Nata nel 2005 come estensione italiana
for Inner Peace, è un istituto e centro di studenti della Fondazione possono spe- della Foundation for A Course in Miracles,
insegnamento per gli studenti di Un corso rare di comprendere il Corso e di farne l’Associazione ha lo scopo di promuovere
in miracoli situato a Temecula, in Califor- esperienza. Un corso in miracoli è stato lo sviluppo spirituale attraverso lo studio
nia. Fondata nel 1983 da Kenneth e Glo- specificatamente progettato per essere e la pratica di Un corso in miracoli. Al fine
ria Wapnick, è stata istituita per aiutare un programma di studi basato sull’au- di favorirne la comprensione e la divul-
gli studenti del Corso «ad approfondire toapprendimento, senza guru, ministri o gazione, organizza programmi educativi,
la loro comprensione del suo sistema leader spirituali. La scuola di Temecula, seminari, conferenze, incontri e pubblica
quindi, non intende sostituirsi allo stu- la rivista trimestrale The Lighthouse.
dio e alla pratica individuali, ma si pro-
pone di incentivarli organizzando lezio- www.ucim.it
ni, workshop, gruppi di studio e molte
altre attività di approfondimento.

www.facim.org

Gloria e Kenneth Wapnick

P. Terreno, F. Merlino, I. Popani

26 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


speciale > un corso in miracoli

poi proseguita con una laurea in Antichità e una professione dal febbraio 2010 curo una rubrica intitolata La scuola del Corso
nel mondo dell’arte e infine sfociata nella crescita personale. per la newsletter dell’Associazione per lo Studio e la Diffusio-
Sentivo finalmente che la mia ricerca era arrivata a un punto ne di Un corso in miracoli, del cui Comitato Direttivo faccio par-
fermo: ero, per così dire, ‘arrivata a casa’ e intuivo che al Corso te da un paio d’anni.
avrei dedicato gli anni successivi della mia vita. I miei seminari, strutturati in base al mio personale processo
di crescita, sono tutti basati sulla mia comprensione ed espe-
rienza del Corso e del lavoro di Kenneth, che continua ad ac-
«Quando incontri qualcuno, compagnarmi nella mia evoluzione personale e a supervisiona-
ricorda che è un incontro santo. Come re il mio lavoro. L’intento è quello di offrire la mia esperienza a
vedrai lui, così vedrai te stesso. Come quegli studenti che desiderano approfondire il proprio proces-
tratterai lui, così tratterai te stesso. so autonomo di studio e imparare ad applicare il Corso alla pro-
Come penserai di lui, così penserai di te pria vita: aiutare a comprendere maggiormente il messaggio di
stesso. Non dimenticarlo mai, poiché in pace del Corso, e soprattutto sostenere quanti si trovano inevi-
lui troverai o perderai te stesso» tabilmente a fronteggiare gli attacchi che l’ego sferra contro chi
prova effettivamente a lasciarlo andare, mi rende felice.
Attualmente lavoro in diverse città, dove seguo vari gruppi di
A Roscoe ho conosciuto uno studente americano che studiava studio che si riuniscono e studiano autonomamente, e presso
e insegnava il Corso da molti anni, con il quale ho iniziato una i quali conduco i miei seminari con una frequenza scelta dai
fase decennale di approfondimento: man mano che studiavo partecipanti del gruppo. Non c’è nulla che mi dia tanta gioia
e ristudiavo tutti i libri scritti da Kenneth e le registrazioni quanto contribuire a quella ricerca e diffusione della pace in-
di gran parte dei suoi seminari, mi confrontavo con lui per teriore che è il vero obiettivo di Un corso in miracoli. Insegnan-
sviscerare i punti rimasti oscuri. È stato in questo periodo di do quanto ho imparato, continuo il mio processo di apprendi-
studio congiunto che ho compreso la didattica fondamentale mento e si allarga il gruppo di amici con i quali gioiosamente
del Corso, ossia quel processo interiore di vigilanza sui propri ‘ritorno a Casa’. Q
processi mentali che consiste nel «guardare i propri pensieri
senza giudizio né colpa». Mettendo in pratica questo insegna-
mento il più spesso possibile, ho finalmente avviato quel pro-
cesso interiore di autentico perdono che è il cuore pulsante del
Corso. Nello stesso tempo, ho dedicato mesi e mesi di intenso patrizia terreno
studio monografico agli altri temi del Corso, cominciando così
a impostare i miei primi seminari. La costante applicazione Laureata in Lettere Classiche, ha com-
del processo del perdono apriva nuovi spiragli di compren- piuto studi umanistici, musicali e tea-
sione della parte teorica del testo, mentre lo studio accurato trali a Torino, sua città natale. Si è formata nel campo della
della parte teorica mi permetteva una migliore applicazione Crescita Personale sia in Europa che negli Stati Uniti e nel
del processo individuale di perdono. Finalmente le mie sin- 1993 ha fondato l’organizzazione professionale italiana
tesi cominciavano a essere coerenti al contenuto del Corso, i di Vivation avp Italia, che ha diretto per tre anni, entran-
miei tentativi di molti anni prima assumevano ora un senso do in seguito a far parte del Board mondiale di Vivation.
e iniziava a prendere forma una risposta soddisfacente alla Tra il 1996 e il 2000 ha studiato con il dr. Kenneth Wapnick
domanda che mi ponevo sempre più spesso su quale fosse la presso la Foundation for A Course in Miracles, iniziando a in-
mia speciale funzione nell’ambito del Corso. Poco alla volta si segnare il Corso sia in Italia che all’estero. Oggi tiene una
delineava infatti un’attività di insegnamento che mi avrebbe serie di seminari sia in Italia che all’estero.
permesso negli anni successivi di dedicare tutto il mio tempo Patrizia Terreno può essere contattata inviando una e-mail a
e le mie energie al Corso. È stato a questo punto che è iniziata la pterreno@hotmail.com
supervisione diretta di Kenneth Wapnick al mio lavoro e sono
L’elenco dei suoi seminari si trova sul sito www.ucim.it
nati tutti i miei seminari, circa una cinquantina, che sviluppa-
alla pagina corsi
no in modo graduale i temi del Corso, partendo dagli argomen-
ti più generali per scendere sempre più nel dettaglio. Li ho
raggruppati in grandi serie suddivise in base alla complessità
delle informazioni raccolte, rendendoli un percorso struttu-
rato e sistematico capace di sostenere lo studente nel lavoro di
autoapprendimento personale e nel proprio processo di cre-
scita, aiutandolo ad approfondire la pratica e a fronteggiare nel
modo migliore gli attacchi dell’ego. È con questo spirito che

www.oltre-confine.com 27
Come sarà
incontri 100 pagine di
Interviste, dialoghi e con-
versazioni con quegli spiriti
liberi, spesso considera-
ti degli outsider all’interno
del loro specifico campo di
attività, che operano per
il risveglio della coscienza speciale
portando avanti a diversi li- Spazio di approfondimen-
velli un esemplare lavoro di to dedicato ai grandi inse-
ricerca, insegnamento e di- gnamenti spirituali di ogni simposio
vulgazione. epoca e ai personaggi che Corsi, seminari, conferenze
hanno fatto la storia della Spazio aperto ai cercatori
universo spiritualità, dell’esoterismo spirituali di ogni età e orien-
olistico e della ricerca psichica, con
lo scopo di comprenderne il di libro
tamento che abbiano voglia
di raccontare e ripercorrere
Terapie alternative
e percorsi di guarigione messaggio alla luce dei tempi in libro alcune tappe significative del
attuali e di fornire spunti di Libri e lettori a confronto loro percorso, proponendo
La guarigione è sovente l’ul- riflessione e nuove chiavi di I libri sono strumenti for- testimonianze, cronache e
tima tappa di un percorso di lettura. midabili e insostituibili per resoconti di eventi, workshop
comprensione e di accetta-
accrescere la conoscenza di e iniziative a cui hanno par-
zione in cui veniamo inco-
raggiati a confrontarci con segnali sé e dare nuovo slancio alla tecipato. Simposio si propone

la verità. La verità è una, ma dalla rete propria evoluzione perso- inoltre di approfondire la
nale. Di Libro in Libro darà storia e l’attività delle scuole,
può essere sperimentata in Esplorazione e perlustrazione
spazio e voce a quei libri, di dei centri e delle associazioni
modi diversi, quindi diverse del world wide web per scopri-
ogni genere e di ogni epoca, culturali che con il loro pre-
sono le terapie e gli approc- re quanto di meglio ha da of-
capaci di allargare i confi- zioso lavoro offrono luoghi e
ci terapeutici in grado di frire. Recensioni di siti, por-
ni della mente ed elevare possibilità concrete d’incon-
risvegliare la forza guaritri- tali e blog che si occupano di
le aspirazioni dello spirito. tro e di condivisione.
ce dell’individuo. Universo spiritualità. Segnalazioni di
Olistico si propone di ana- Protagonisti della rubrica
forum, pagine facebook, canali
lizzare con obiettività questi saranno principalmente i
youtube, web-radio e web-tv.
differenti metodi terapeuti- nostri lettori, ma anche tut-
ci, considerati alternativi ai ti quegli operatori culturali,
dettami della medicina uf- editori e librai in primis, che
ficiale, attraverso articoli di si dedicano con passione a
approfondimento, contributi promuovere modelli e stili di
di terapeuti e testimonianze vita alternativi.
di pazienti.

28 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


Oltreconfine
spiritualità, esoterismo, crescita personale
psicologia transpersonale, medicina alternativa
arte, filosofia, letteratura, nuove scienze

arte &
consapevolezza
Esperienze creative e
itinerari della coscienza spazio creativo
L’arte non è mai un fine in se
spazio autori
stesso, ma un mezzo sublime Vetrina dedicata ad artisti
letteratura per ispirare nuove concezio- (pittori, scultori, illustratori,
& psiche ni della realtà e favorire negli
individui uno sviluppo ar-
fotografi...) e scrittori (poeti,
Antiche saggezze romanzieri, saggisti...), an-
e nuovi scenari monioso e consapevole della oltrefrontiera cora poco noti al grande pub-
coscienza. Arte & Consapevo- Attraverso testimonianze e blico, che adoperano gli stru-
L’arte della parola scritta, in lezza intende ripercorrere la menti dell’arte per accedere
cronache di viaggio, Oltre-
versi o in prosa, è da millen- storia dell’arte e della crea- alla dimensione spirituale
frontiera desidera visitare
ni lo strumento principe per tività da tale prospettiva evo- della psiche in un incessante
luoghi e paesi vicini o lontani
trasmettere emozione e co- lutiva, rivisitando la vita e le processo di trasformazione e
per confrontarsi con realtà,
noscenza. Letteratura & Psi- opere dei suoi protagonisti. di scoperta di sé e del Divino,
tradizioni e culture diverse,
che intende celebrare quelle comunque lo si intenda.
in grado di sospingerci oltre
opere prodigiose e senza
i confini abituali della mente
tempo capaci di alimentare
le aspirazioni dello spirito e
e dello spirito. spazio onlus
approfondire le gesta di que- Salotto virtuale dedicato ad
gli autori appassionati e vi- approfondire l’attività delle
sionari che si sono serviti del organizzazioni non lucrative
potere dell’immaginazione di utilità sociale che spesso,
per elaborare nuovi e corag- nel nostro paese, hanno il co-
giosi modelli di realtà. raggio di assumersi compiti
scomodi e di fare cultura, nel
senso autentico della parola.

www.oltre-confine.com 29
spiritualità pratica e strumenti
della coscienza
Molti insegnamenti spirituali, corsi e libri tendo-
no a lasciarci nel buio quando si tratta di passare
all’azione e capire concretamente come fare. Con
questa rubrica è mia intenzione approfondire teo-
rie, principi e concetti e fornire gli strumenti per
applicarli nella vita quotidiana. Solo quando si ri-
esce a passare dalla teoria alla pratica è possibile
dalla tana del bianconiglio cambiare significativamente in meglio le nostre
Posta metafisica: dubbi, incognite, riflessioni esistenze.
Così tante domande prendono forma dentro di noi
quando la mente tenta di andare oltre! Con questa
rubrica tenterò di rispondere, in breve, ai vostri
quesiti ‘metafisici’, condividendo insieme dubbi,
incognite e riflessioni.

a cura di
Andrea Panatta
Nato a Roma il 4 dicembre 1973, si occupa da
diciassette anni di ricerca spirituale, sviluppo
del potenziale psichico e terapie energetiche. Ha
a cura di studiato e praticato il Pranic Healing di Master
Carlo Dorofatti Choa Kok Sui esercitando per quattro anni la
Nato a Milano il 29 settembre 1970, esplora da oltre funzione di istruttore presso l’Accademia di Pranic
vent’anni le tradizioni spirituali d’Oriente e Occi- Healing di Roma. È un appassionato di tecniche
dente e le cosiddette discipline di frontiera. Tiene energetiche e di guarigione psichica (Metodo Silva,
conferenze e seminari in Italia e all’estero. Fonda- sciamanesiamo Huna, Qigong cinese). Dal 2008
tore del Centro Studi Ascensione 93, dal 2008 è mem- è counselor e formatore presso diverse strutture.
bro dell’International Conference on Ancient Studies. Dal 2009 insegna il corso di Igor Sibaldi I Maestri
Pubblica articoli su numerose riviste specializzate Invisibili.
e su diversi portali online. È fondatore e presi-
dente dell’Accademia A.Co.S per la quale ricopre
il ruolo di conferenziere, istruttore di Meditazione
e di Esplorazione delle Facoltà Interiori, docente di
Elementi per la Ricerca Spirituale ed Esoterica. Con la
casa editrice Nexus ha pubblicato Nient’altro che sé
stessi e Anima e Realtà.

www.carlodorofatti.com

30 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


le sorgenti del mito
Deve esistere un luogo, celato nel più profondo
dell’interiorità umana, dal quale scaturiscano le
sorgenti del mito, dal quale sia possibile, in volo,
giungere a verità sottili che spieghino il funziona-
mento intimo della vita e della realtà. Senza la pre- healing through writing
tesa di arrivarvi troppo vicino, per non incorrere Guarire con la scrittura
nell’ira degli Dei, ma nella speranza di giungervi Scrivere per riscoprire i sentimenti sepolti dentro
vicino quanto basta, con questa rubrica voglio in- di noi, per esplorare e svelare le ansie e i blocchi
camminarmi insieme a voi, cari lettori, sui ripidi con cui conviviamo. Con questa rubrica tenteremo
fianchi dell’Olimpo, in cerca delle ragioni profon- di capire come l’atto della scrittura possa trasfor-
de che stanno alla base dei miti. Per farlo, ci ap- marsi in un utile strumento di guarigione che aiuta
poggeremo a un sentiero d’eccezione: le immagini a calmare le emozioni, liberando così la strada alla
dell’arte. Andremo in cerca di cavalieri, damigelle, crescita personale e dando nuova energia alla no-
chimere, antiche battaglie e celebri incantesimi, e stra vita.
tenteremo di cogliere il loro messaggio universale,
leggendolo nell’altrettanto universale linguaggio
dei simboli.

a cura di
a cura di Kieron Devlin
Sebastiano B. Brocchi Ipnoterapista, operatore eft, esperto di pnl e scrit-
Originario di Montagnola (Svizzera) e oggi residen- tore, vive e lavora a Londra. La sua attività consi-
te in Francia, è nato il 18 marzo del 1987. In terza ste nell’aiutare le persone a superare i loro blocchi
liceo lascia gli studi per diventare scrittore e ricer- tramite l’ipnosi e a intraprendere il cammino verso
catore autodidatta nel campo della storia dell’arte, una crescita personale consapevole. Tiene dei wor-
della filosofia ermetica, della simbologia sacra e kshop sull’utilizzo della scrittura come strumento
dell’alchimia interiore. di guarigione.
Scrittore, nel 2004 ha pubblicato la sua prima ope-
ra, il breve trattato Collina d’Oro – I Tesori dell’Arte. www.kierondevlin.com
Negli anni successivi hanno visto la luce Collina www.arthealswounds.blogspot.com
d’Oro Segreta (2005) e Riflessioni sulla Grande Opera
(2006). È del 2009 il saggio, dedicato all’interpre-
tazione esoterica delle fiabe tradizionali, Favole Er-
metiche. La prima opera di narrativa è l’avvincente
giallo esoterico L’Oro di Polia (Kimerik 2011), che
racconta della ricerca di un inestimabile tesoro del
Rinascimento legato a Lucrezia Borgia.

sites.google.com/site/sebastianobrocchi

www.oltre-confine.com 31
Terapie alternative e percorsi di guarigione
universo olistico • Terapie alternative e percorsi di guarigione

C’è uno spettacolo più grande del mare,

universo olistico
STANISLAV GROF
che è il cielo; c’è uno spettacolo più grande
del cielo, che è la sfera intima dell’anima.
Victor Hugo, I miserabili

E LA RESPIRAZIONE OLOTROPICA
_____________
di Elisabetta Corberi

A La Respirazione Olotropica è una tecnica di autoesplorazione che, facilitando l’accesso ai livelli profondi
della coscienza, permette ai contenuti dell’inconscio di riaffiorare in superficie. Basata principalmente sulla
respirazione accelerata, è un efficace strumento terapeutico e un potente metodo di sviluppo e di conoscenza
personale.

cos’è la respirazione olotropica sitter, alternandoli nelle due sessioni di respirazione.


La Respirazione Olotropica è un potente metodo terapeutico Durante la prima parte del workshop, oltre a un’infarinatu-
e autoesplorativo che utilizza una combinazione di elementi ra sulle teorie psicologiche, fisiologiche e spirituali che sono
semplici: la respirazione accelerata, la musica evocativa e un alla base della tecnica, vengono fornite informazioni su come
particolare tipo di lavoro sul corpo che aiuta a sciogliere i bloc- comportarsi in determinate situazioni durante la sessione, sia
chi emotivi e bioenergetici residui. quando si sta respirando, sia quando si fa da sitter, in modo da
Il respiro accelerato, insieme alla musica, rendono possibile poterle gestire quanto più autonomamente possibile.
l’accesso a uno stato non ordinario di coscienza che ha il po- Una volta stabilite le coppie di lavoro, ha inizio la prima sessione
tere di scavalcare i processi intellettuali e di far emergere i di pratica della Respirazione Olotropica: si fa penombra in sala
contenuti dell’inconscio, portando in superficie il materiale e ciascun respiratore si sdraia sul materassino con la mascheri-
emotivo da elaborare. na sugli occhi e il proprio sitter seduto accanto. Il conduttore del
Le sedute di Respirazione Olotropica solitamente si svolgono gruppo inizia un esercizio di rilassamento per aiutare il corpo
in gruppo durante workshop di due giorni (o più giorni in caso e la mente ad abbandonarsi e predisporsi all’ingresso in uno
di seminari residenziali). Si possono fare anche sessioni indi- stato altro della coscienza. Quindi, mentre viene gradualmente
viduali, soprattutto in presenza di particolari disturbi emotivi, alzato il volume della musica, la respirazione dei partecipanti
sebbene non siano sicuramente il modo migliore di sfruttare accelera, per poi essere mantenuta e sostenuta per circa tre ore
il potenziale della Respirazione Olotropica. (tale è la durata media di un viaggio olotropico). Alla fine della
I gruppi sono aperti non solo a chi soffre di patologie psichiche sessione, prima di ritrovarsi tutti per la condivisione in gruppo
o psicosomatiche, ma a chiunque sia alla ricerca di se stesso, di dei propri vissuti, i respiratori sono invitati a disegnare un man-
una maggiore consapevolezza e di un ampliamento della co- dala in modo da rappresentare e chiudere l’esperienza.
scienza. Di fatto, i gruppi sono frequentati da persone di ogni
tipo, spesso provenienti da altri percorsi psicologici e spiri-
tuali o ai primi passi nell’esplorazione di sé. In base alla mia
esperienza, ciò che unisce tutte le persone che ho conosciuto
in oltre dieci anni di lavoro con la Respirazione Olotropica è
il desiderio di ricerca, la determinazione nel cambiamento, il
coraggio di mettere in discussione se stessi e una certa visio-
ne della realtà. Diversamente da altri approcci terapeutici di
tipo prettamente verbale, la Respirazione Olotropica riesce ad
attivare molto velocemente e in profondità le risorse trasfor-
mative insite in ognuno di noi.
Le due giornate di lavoro di gruppo, solitamente organizzate
nel fine settimana, comprendono una parte teorica intro-
duttiva e due sessioni di Respirazione Olotropica della du-
rata di tre ore. Il lavoro si svolge a coppie e ciascun parte-
Stanislav Grof
cipante sperimenta sia il ruolo di respiratore che quello di

32 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


universo olistico

il campo visivo può essere invaso da immagini provenien-


ti dalla nostra storia personale, dall’inconscio individuale e
collettivo. Possiamo avere visioni ed esperienze che raffigu-
rano svariati aspetti del regno animale e vegetale, della natura
in generale o del cosmo. Possiamo trovarci nei reami della
mitologia e degli esseri archetipici, in altre epoche storiche
o in altre vite, possiamo sentire suoni particolari o provare
sensazioni fisiche intense, percepire le energie, avvertire sa-
pori e odori. Possiamo vivere o rivivere situazioni che hanno
avuto a che fare con la nostra nascita, fisicamente, simbolica-
mente o emozionalmente.
Le emozioni collegate con gli stati olotropici coprono uno
spettro che si estende ben oltre i limiti delle nostre comuni
esperienze, includendo sensazioni di rapimento estatico, be-
atitudine suprema e pace che vanno oltre ogni comprensione,
ma anche episodi di terrore abissale, rabbia omicida, dispera-
zione totale, sensi di colpa che ci consumano e forme di soffe-
cosa accade durante il viaggio renza emotiva inimmaginabili.
Il termine olotropico è stato coniato da Stanislav Grof, il padre Alcune sessioni possono riguardare anche la dimensione
della tecnica di cui stiamo parlando. Deriva dal greco holos (in- fisica: si possono vivere forti tremiti nel corpo, contorsio-
tero) e trepein (muovere verso, in direzione di) e significa lette- ni, movimenti di diverso tipo, tosse, conati e anche intense
ralmente “orientato verso la totalità” oppure “che si muove in attivazioni nella sfera sessuale; si possono avvertire dolori
direzione della totalità”. Il termine indica un particolare sotto- acuti in diverse parti del corpo, crampi e contratture legati a
gruppo di stati non ordinari di coscienza dotati di un notevole po- energie psicofisiche represse, a traumi fisici passati o anche a
tenziale terapeutico e trasformativo, distinto da quelli cui fanno complicazioni vissute durante la nascita. In alcuni casi si tratta
riferimento la medicina occidentale e la psichiatria ufficiale. della riattivazione di vecchi sintomi latenti dei quali si è sof-
Gli stati olotropici di coscienza non hanno nulla a che fare con ferto durante l’infanzia, nella preadolescenza, nella pubertà
gli stati non ordinari causati da traumi cerebrali, da intossi- o in qualche altro momento della vita. Attraverso la respira-
cazioni con prodotti chimici o da processi degenerativi del zione accelerata, le tensioni corporee o blocchi bioenergetici
cervello. Situazioni di questo tipo provocano profonde tra- si attivano, raggiungono un acme (aumentano le contratture
sformazioni mentali, deliri superficiali e psicosi organiche: le muscolari) e quindi vengono liberate, generalmente insieme
persone che ne soffrono mostrano un caratteristico disorien- a manifestazioni di rilascio delle emozioni bloccate, come il
tamento, le loro funzioni intellettuali sono considerevolmente pianto, l’urlo o altri tipi di espressione vocale. Quando questo
debilitate e spesso soffrono di amnesia delle loro esperienze. ciclo terapeutico si conclude, la persona avverte una sensazio-
Nulla di tutto ciò accade negli stati olotropici, nei quali la ne progressiva di rilassamento profondo ed entra in uno stato
coscienza, pur trasformandosi qualitativamente in maniera meditativo che solitamente conclude la seduta.
fondamentale, non viene mai menomata. La persona resta L’intelletto, durante tali stati di coscienza, non è indebolito,
totalmente presente per quanto riguarda il tempo e lo spazio, ma funziona in maniera diversa dal solito. Può succedere di
e non perde il contatto con la realtà quotidiana. Nello stes- non fidarsi più dei propri giudizi per quanto riguarda le vi-
so tempo, il suo campo di coscienza viene inondato da con- cende del quotidiano, ma può anche capitare di venire let-
tenuti provenienti da altre dimensioni dell’esistenza in un teralmente travolti da informazioni assolutamente valide ed
modo che può essere molto efficaci in svariati campi.
intenso e talvolta persino Riusciamo a portare alla luce
schiacciante: si sperimenta- profonde intuizioni sulla
no simultaneamente due re- nostra storia, su dinamiche
altà molto differenti, come dell’inconscio, su difficoltà
se avessimo ciascun piede in emotive e su problemi in-
un mondo diverso. terpersonali. Possiamo an-
Gli stati olotropici sono che sperimentare rivelazioni
caratterizzati da una forte straordinarie su vari aspetti
trasformazione percettiva della natura e del cosmo che
in tutte le aree sensoriali. vanno ben oltre la nostra for-
Seminario di Respirazione Olotropica
Quando chiudiamo gli occhi mazione scolastica e intellet-

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universo olistico

tuale. Spesso le intuizioni più interessanti svelate negli stati


olotropici hanno a che fare con temi filosofici, metafisici e
spirituali. Può accadere infine che la persona attraversi se-
quenze di morte e rinascita psicologica e una vasta gamma
di fenomeni transpersonali, tra cui l’affiorare di profondi
sentimenti di unità con le altre persone, con la natura, con
l’universo e con Dio.

potere del respiro


Da secoli sappiamo che è possibile influenzare la coscienza con
le tecniche di respirazione. Le procedure utilizzate a tale scopo
in diverse culture arcaiche non occidentali sono numerose e
vanno dalla drastica interferenza con la respirazione a esercizi
più sottili e sofisticati messi a punto all’interno di alcune tra-
dizioni spirituali. In alcuni gruppi, ad esempio, i neofiti veni-
vano quasi soffocati con il fumo, con lo strangolamento o con
la compressione della carotide, mentre la forma originaria di Di fatto, dagli albori della storia, qualsiasi sistema psicospiri-
battesimo praticata dagli Esseni prevedeva l’immersione for- tuale abbia cercato di comprendere la natura umana, ha con-
zata dell’iniziato in acqua per un consistente lasso di tempo: siderato il respiro come un collegamento cruciale tra il mondo
ne risultava una potente esperienza di morte e rinascita. materiale, il corpo umano, la psiche e lo spirito. Tale dato si
Profonde alterazioni della coscienza si possono indurre sia riflette chiaramente nelle parole che in molte lingue vengo-
estremizzando il ritmo respiratorio in un senso o nell’altro no utilizzate per indicare il ‘respiro’. Nella letteratura indiana
(con l’iperventilazione, come nella Respirazione Olotropica, antica, per esempio, il termine prana indicava non soltanto
ma anche trattenendo il respiro per un tempo prolungato, l’aria e il respiro a livello fisico, ma anche l’essenza sacra della
come nell’antica scienza indiana del respiro, il pranayama), vita. Similmente, nella medicina tradizionale cinese, la paro-
sia alternando tra loro modalità di respiro diverse. la chi si riferisce, oltre che all’aria che immettiamo nel corpo

stanislav grof di sperimentare l’lsd, ma diventò supervisore delle


sedute psichedeliche di molti volontari, di cui tenne
Stanislav Grof è nato il 1° luglio del 1931 a Praga, dove la documentazione delle esperienze. Nell’autunno
si è laureato in Medicina e ha iniziato la sua forma- del 1956, dopo essersi laureato, si guadagnò la sua
zione come psicanalista freudiano presso la clinica prima seduta con l’lsd, che segnò una profonda tra-
psichiatrica dell’Università Charles. In quegli anni, sformazione nella sua anima, nonché un graduale e
Albert Hofmann, un chimico svizzero, stava sperimen- radicale allontanamento dal pensiero psichiatrico tra-
tando una nuova sostanza dalle eccezionali proprietà dizionale e dal monismo materialistico della scienza
psicoattive: l’acido lisergico, meglio occidentale. Grof divenne un profon-
conosciuto come lsd-25. Già da do conoscitore del pensiero di Carl
qualche anno le proprietà dell’lsd Gustav Jung e da allora la maggior
venivano discusse e sperimentate parte delle sue attività cliniche e di
negli ambienti scientifici: molti era- ricerca fu dedicata allo studio della
no i volontari, gli psichiatri, i medici coscienza e alla trasformazione evo-
e gli artisti che si sottoponevano a lutiva dell’individuo. Per venticinque
sedute con questa sostanza, mentre anni condusse terapie con sostanze
negli ospedali psichiatrici iniziava a psichedeliche, prima presso l’Istitu-
essere utilizzata con i malati cronici. to di Ricerche Psichiatriche di Praga
Stanislav Grof era ancora uno stu- e quindi negli Stati Uniti, al Centro
dente e non gli fu concesso subito per la Ricerca Psichiatrica di Balti-

34 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


universo olistico

Nell’approccio scientifico materialista, il respiro ha perso il


proprio significato sacro ed è stato spogliato della connessio-
ne con psiche e spirito. La medicina occidentale lo ha ridotto
a un’importante funzione fisiologica e considera patologiche
tutte le manifestazioni fisiche e psicologiche che accompagna-
no alcune manovre respiratorie (come le risposte psicofisiche
all’accelerazione del respiro, detta sindrome da iperventilazio-
ne) invece di considerarne l’enorme potenziale terapeutico.
Solo negli ultimi decenni, i terapeuti occidentali si sono ri-
avvicinati al potere del respiro e sono sorte diverse pratiche
e approcci basati sulla respirazione. La tecnica messa a punto
da Stanislav Grof e da sua moglie Christina è veramente molto
semplice e racchiude in sé le nuove conoscenze della psico-
logia, la saggezza indigena dello sciamanesimo e del mondo
naturale, la base culturale e storica della coscienza, la vastità
della fisica moderna e della teoria dei sistemi. Al suo inter-
attraverso i polmoni, all’essenza cosmica e all’energia vitale. no, il personale e l’universale sono valutati allo stesso modo
In Giappone, il termine corrispondente ki gioca un ruolo di e vengono ampiamente contemplate le dimensioni fisiche e
estrema importanza nelle pratiche spirituali e nelle arti mar- biografiche, culturali, evolutive e spirituali dell’umanità. Si
ziali. Nell’antica Grecia, il termine pneuma significava sia aria tratta di un approccio che integra diverse discipline e sistemi
e respiro, che spirito o essenza vitale. Ancora, nell’antica tra- di cura, ampliandone le potenzialità. Nella cultura materia-
dizione ebraica il termine ruah era usato per descrivere tanto il lista prevalente nel mondo odierno, dove la separazione e la
respiro quanto lo spirito creativo, mentre in latino, il respiro e divisione sono padrone, tale approccio reintegra la coscienza
lo spirito avevano lo stesso nome: spiritus. Analogamente, nel- fratturata del mondo e offre una psicologia del futuro, in grado
la tradizione hawaiana il termine ha indica lo spirito divino, il di espandere le nostre possibilità umane e di ricollegarci l’un
vento, l’aria e il respiro. l’altro e con l’intero cosmo.

mora, nel Maryland, dove dal 1967 partecipò al pro- informazioni e instaurando rapporti d’amicizia con
gramma americano di studi psichedelici. Diventato i pionieri del nuovo paradigma scientifico (tra i quali
direttore del reparto di Ricerca Psichiatrica, con risul- Frank Barr, Gregory Bateson, Joseph Campbell, Fri-
tati sorprendenti sperimentò l’utilizzo dell’lsd come tjof Capra, Michael Harner, Stanley Krippner, Rupert
mezzo per alleviare le sofferenze dei malati terminali Sheldrake) e della psicologia transpersonale (Angles
di cancro, oltre che in ambito psichiatrico. Insieme Arrien, Jack Kornfield, John Perry e Ken Wilber). Il mo-
ad Abraham Maslow, Anthony Sutich e James Fadi- vimento si andava ampliando e trovava adepti tra i più
man, nel 1972 fondò l’Association for Transpersonal grandi nomi dei diversi ambiti della conoscenza uma-
Psychology, lanciando in psicologia un nuovo movi- na. Nasceva, insieme alla psicologia transpersonale,
mento focalizzato sullo studio della coscienza e sul la nuova cartografia della psiche umana elaborata da
riconoscimento del significato delle dimensioni spi- Grof, che comprendeva, oltre alla dimensione biogra-
rituali della psiche. Viaggiò in ogni parte del mondo fica dell’individuo anche quella perinatale, archetipica
per conoscere e sperimentare antichi e nuovi sistemi e transpersonale. A partire dal 1975 elaborò, insieme
di cura, entrando in contatto con i più grandi maestri, alla moglie Christina, il metodo della Respirazione
sciamani, fisici, antropologi e ricercatori del suo tem- Olotropica, capace di aprire le porte in modo del tutto
po. Nel 1973 fu invitato dall’Esalen Institute di Big Sur, naturale alle dimensioni più profonde della psiche e
in California, dove rimase come professore residente al proprio potenziale di guarigione e di autoconoscen-
fino al 1987. Insieme alla moglie Christina, Grof ten- za. Da allora, Stanislav Grof conduce personalmente e
ne alcune lezioni all’interno dei programmi educativi con il suo staff workshop di formazione aperti a tutti,
sperimentali dell’Istituto, collaborando, scambiando sia presso l’Esalen Institute che all’estero.

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universo olistico

potenziale terapeutico della respirazione ping, cibo) anche all’interno delle strutture statali.
olotropica e meccanismi terapeutici A un livello più superficiale dell’esperienza olotropica, pos-
Gli effetti benefici della Respirazione Olotropica condotta siamo osservare come meccanismi terapeutici tradizionali
da facilitatori esperti, ovvero terapeuti che abbiano seguito quali l’emergere di ricordi rimossi, fenomeni transferali, im-
il percorso di formazione del Grof Transpersonal Training, portanti insight emotivi e intellettuali, agiscano in una forma
sono numerosi. I più frequenti, tra quelli osservati nel corso modificata e molto più intensa. Come risultato di spostamenti
di anni di lavoro, riguardano diversi tipi di disagio emotivo dinamici dei sistemi che governano la psiche, si possono ve-
e condizioni considerate tradizionalmente psicosomatiche, rificare cambiamenti considerevoli: rivivere il trauma della
quali l’asma psicogena, le emicranie e i dolori fisici senza una nascita biologica e l’esperienza della morte e della rinasci-
causa organica. In alcuni casi si notano miglioramenti signi- ta psicospirituale può influenzare positivamente un ampio
ficativi anche in individui che soffrono di patologie conside- spettro di disturbi emotivi e psicosomatici. Ma ci sono anche
rate di pertinenza strettamente medica, come la sindrome di importanti meccanismi terapeutici associati a vari fenomeni
Raynaud e diverse infezioni croniche. L’impatto positivo di transpersonali, quali le esperienze di vite passate e di unio-
una sequenza di sedute di Respirazione Olotropica va in ge- ne cosmica o gli incontri con figure archetipiche. In senso più
nere ben oltre il semplice miglioramento delle condizioni generale, quindi, la guarigione si può intendere come un mo-
fisiche ed emotive, provocando evidenti cambiamenti nella vimento verso la completezza.
personalità, nella visione del mondo, nella strategia di vita e Ma come agisce il respiro? Cosa rende il lavoro con la Respira-
nella gerarchia di valori di chi vi si sottopone. Si sono avuti zione Olotropica tanto efficace?
risultati apprezzabili anche nella cura delle ferite cultura- A grandi linee, possiamo dire che i disturbi psicologici di
li nelle società autoctone, come quelle dei nativi americani differente intensità e natura sembrano trarre il loro potere
e degli aborigeni australiani. Essendo un lavoro non basato dinamico da depositi ben radicati di emozioni difficili e di
principalmente sulla parola, la Respirazione Olotropica ren- energie fisiche represse associate a diversi psicotraumi, di cui
de possibile l’abbattimento delle barriere linguistiche e cul- già Freud e Breuer avevano parlato soffermandosi sul blocco
turali e, di fatto, è praticata in ogni parte del mondo. In Italia affettivo che ne derivava. Le terapie consistevano nel mandare
è ancora poco conosciuta, sebbene vi siano diversi facilitatori il paziente in uno stato olotropico di coscienza (in questo caso
che operano sul territorio, mentre in alcuni paesi dell’Europa trance ipnotica) che permettesse, attraverso una regressione
del Nord viene utilizzata con ottimi risultati nei percorsi di all’infanzia, di rivivere il ricordo rimosso e sciogliere il blocco
cura delle dipendenze (alcol, droghe, gioco d’azzardo, shop- affettivo e la carica energetica a esso collegata, in un processo

Disegni e mandala dei partecipanti ai seminari di Respirazione Olotropica

36 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


universo olistico

che Freud chiamò di abreazione e catarsi. In seguito, Freud ab-


bandonò l’ipnosi e utilizzò il metodo delle libere associazioni elisabetta corberi
considerando nuove ipotesi (fantasie infantili) nell’eziologia
delle psiconevrosi. Alla luce dei risultati ottenuti con la Respi- Si laurea in Psicologia nel 1992
razione Olotropica, abreazione e catarsi meriterebbero invece all’Università La Sapienza di
una riconsiderazione in ambito psicoterapeutico, dal momen- Roma con una tesi sui paralle-
to che il loro potenziale curativo viene spontaneamente richia- li tra i percorsi di recupero delle
mato durante le sedute, producendo spesso effetti stabili. anime nello sciamanesimo e nella
Come ha dimostrato con chiarezza Wilhelm Reich, una terapia psicologia analitica di Carl Gustav
esclusivamente verbale è inadeguata per lavorare sui blocchi Jung. Si specializza in Psicologia Clinica all’Istituto di Psi-
bioenergetici alla base dei disturbi emotivi e psicosomatici. cologia Clinica della facoltà di Medicina e Chirurgia presso
Fu proprio Reich il primo a sperimentare metodi che combi- l’Università degli Studi di Siena. Lavora per alcuni anni in
nassero respirazione e lavoro sul corpo con questo scopo. Da un Centro di Igiene Mentale di Roma e all’Istituto di Psi-
un punto di vista fisiologico, la respirazione accelerata com- cologia Clinica di Siena, in diversi Istituti Superiori della
porta una serie di modificazioni e risposte del nostro corpo capitale a progetti di Educazione alla Salute e di prevenzio-
piuttosto complesse e specifiche. Se prendiamo in conside- ne del disagio psicologico e svolge attività di consulenza,
razione i meccanismi fisiologici che intervengono, la con- informazione e prevenzione psicologica su internet.
dizione di una persona durante la Respirazione Olotropica è Dal 1994 lavora privatamente come psicoterapeuta di for-
molto simile a quella di chi si trova in alta montagna, dove c’è mazione junghiana.
meno ossigeno e il livello di anidride carbonica viene ridotto Nel 1999 viene a conoscenza dell’esistenza della tecnica
dalla respirazione accelerata compensatoria. La corteccia ce- Olotropica ed entra in contatto con il gtt (Grof Transper-
rebrale, la parte più giovane del nostro cervello e anche la più sonal Training) negli Stati Uniti presso il quale consegue la
sensibile a una serie di influenze (alcol, anossia) rispetto ad formazione e l’abilitazione alla terapia Olotropica.
altre parti più arcaiche, subisce un’inibizione, mentre le fun- Dal 2001 svolge seminari esperienziali di gruppo di Respi-
zioni corticali più antiche vengono potenziate rendendo più razione Olotropica affiancando, e in molti casi integrando,
facilmente accessibili i processi inconsci. Il lavoro è di tipo questa attività con quella psicoterapeutica individuale,
omeopatico, nel senso che durante la respirazione accelerata data l’accelerazione che la tecnica Olotropica fornisce alla
i traumi psicofisici vengono attivati o riattivati, intensificati e comprensione e alla risoluzione dei disturbi psichici e psi-
quindi sciolti, motivo per cui durante le sessioni di Respira- cosomatici.
zione Olotropica si assiste spesso a manifestazioni emotive e Nel 2010 si specializza in Sand Play Therapy presso l’aispt
fisiche assai intense. (Associazione Italiana per la Sand Play Therapy).
Come noto ormai nelle moderne scuole di psicologia e come
sostenuto da tempo dalla bioenergetica, l’individuo reprime
le emozioni attraverso il respiro. Si tratta di un meccanismo
inconscio, dunque automatico: quando non vogliamo sen- La dottoressa Elisabetta Corberi può essere contattata inviando
tire un’emozione che riteniamo sgradevole o inopportuna, una e-mail a e.corberi@respirazioneolotropica.com
automaticamente smettiamo di respirare, entriamo in ap-
nea. Con la contrazione del respiro s’irrigidiscono, sempre Per maggiori informazioni sulla Respirazione Olotropica e sui
in modo involontario e meccanico, anche diversi muscoli del seminari visitate il sito www.respirazioneolotropica.com 
nostro corpo e viene ostacolato il normale flusso circolatorio
ed energetico nelle zone interessate, con conseguenti depo-
siti di tossine. Queste tensioni involontarie e le relative tos- cofisico; come in tutte le questioni che coinvolgono la psiche
sine accumulate in seguito a emozioni non agite finiscono col e le abitudini dei nostri circuiti interni, solitamente serve un
creare disturbi di tipo cronico, chiamati appunto disturbi psi- percorso che si protragga per un certo periodo di tempo. Tut-
cosomatici: gastriti, coliti, cefalee, cistiti, ma anche dolori in tavia, considerando che ciascun individuo attiva il proprio po-
diverse parti del corpo, come mal di schiena ricorrenti. La re- tenziale interno con modalità e intensità del tutto individuali,
spirazione accelerata agisce esattamente in senso inverso alla nei miei dieci anni di lavoro con la Respirazione Olotropica ho
repressione emotiva. È come se facesse saltare i tappi emotivi, assistito a piccoli e grandi ‘miracoli’ anche nel corso di un solo
aiutando a ripristinare l’equilibrio negli organi, nei vasi, nelle workshop.
cellule e nelle energie interessate. Questo è quanto accade a un
livello psicofisiologico del lavoro. Ovviamente è raro che pos-
sa bastare una sola seduta di Respirazione Olotropica per tra-
sformare e riequilibrare in modo definitivo un disturbo psi-

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universo olistico

l’esperienza olotropica di sofia: Il secondo giorno ero agitata. Ero contenta di respirare con
una rinascita alla vita Mauro, ma all’inizio mi sembrava di non riuscire a trovare
Sofia è una bella ragazza di ventisei anni quando la incontro il ritmo giusto e a lasciarmi andare, fino a quando non mi
per la prima volta, una studentessa di psicologia che vuole sono resa conto di essere già entrata nel processo. Un mal
intraprendere un percorso di analisi. Ha già partecipato a un di testa pazzesco, mi sentivo la testa scoppiare, un forte fre-
seminario di Respirazione Olotropica e ha aspettato un anno mito alle gambe; sentivo il bisogno di spingere con la testa
per iniziare la psicoterapia. Ha sofferto d’asma fino ai dodici contro qualcosa, all’apparenza senza una direzione o un
anni e di forti cefalee che continuano a tormentarla. Lamen- motivo preciso. Ho iniziato a sentire in me molta energia,
ta vertigini, una strana pesantezza alle gambe, sensazioni di molta forza, soprattutto nel collo e nelle spalle, ed è iniziata
svenimento e spesso di forte confusione. Soffre di attacchi di la lotta. Ero immersa in qualcosa di rosso vivo, carne pul-
panico, di disturbi e intolleranze alimentari. Ha una grande sante, viscida. Mi sentivo stretta in una morsa: tutto il mio
paura di attirare l’attenzione e di essere aggredita dalle perso- corpo era circondato e io dovevo lottare, anche se non sape-
ne. Non riesce a fare la doccia quando è sola in casa: teme che vo contro chi o che cosa, per uscire di lì. Questa sensazione
possa arrivare qualcuno. Ha molta voglia di capire, è intelli- di pericolo faceva crescere dentro di me un concentrato di
gente, perspicace e fortemente motivata a risolvere i blocchi rabbia, aggressività ed energia: più avvertivo resistenze in-
che le stanno rendendo difficile la vita. Iniziamo un percorso torno a me, più sperimentavo la mia forza, fino a quando
analitico insieme e dopo qualche mese partecipa nuovamente non sono crollata esausta, con la triste consapevolezza di
a un seminario di Respirazione Olotropica. non avercela fatta ancora una volta. Avevo molto caldo, ero
Questo è il resoconto della sua esperienza, il primo giorno tutta sudata, il mal di testa non mi dava tregua. Mi sem-
come sitter e il secondo come respiratrice. brava di avere la febbre alta, sentivo la nausea.
Ho ripreso a respirare intensamente. L’ammasso di carne
Il primo giorno, quando respirava Mauro e io gli facevo da che mi circondava ha preso forma, era il corpo di un uomo
assistente, mi sentivo molto coinvolta e allo stesso tempo che mi violentava. Dovevo liberarmi di lui, dovevo mandar-
percepivo di voler resistere a tutto questo coinvolgimento. lo via per proteggermi, adesso che potevo. Così ho ricomin-
Sentivo di conoscerlo, come se fosse stato qualcuno di molto ciato a lottare. A un certo punto Elisabetta mi ha toccato
importante nella mia vita; allora ho capito di essere al si- lo stomaco, ho gridato forte e sono scoppiata a piangere.
curo e di potermi rilassare. Quando mi ha raccontato che All’inizio non visualizzavo nulla, poi man mano sono riu-
durante la respirazione si è trovato a stringere tra le braccia scita a vedere ciò che stava accadendo nel mio corpo, vedevo
e accarezzare un feto, provando una sensazione di affetto con chiarezza il mio diaframma contrarsi e sentivo dolore,
mista a pena, sono rimasta colpita: era lo stesso momento partiva il grido ed ecco, qualcosa saliva dentro di me, un
in cui con la mano sfiorava il mio viso. Per la prima volta bolo rosa che dovevo vomitare, ma ci voleva troppa forza e
il contatto non mi faceva paura: la sua mano così delicata io ero esausta. Poi di nuovo contrazioni, spinte interne, gri-
era inoffensiva e leggera, non m’invadeva, come se stesse da, tosse... Ecco, ero sul punto di vomitare, sentivo il bolo
scoprendo lentamente qualcosa; sentivo che potevo lasciar- in gola, ma quando ho realizzato che stava per uscire, che
lo fare. In quel momento, Mauro mi ha tirata a lui avrei sentito l’odore e forse lo avrei visto... no, non
premendo la mia testa contro la sua e mi ha potevo. Ho ingoiato ancora e mi è rimasta la
abbracciato... Lo sentivo come se fosse nausea.
stato parte di me, sentivo me stessa e Qualcuno mi ha abbracciato da die-
un’intima pressione che ci avvici- tro; credo che inizialmente fosse
nava. A un tratto si è allontana- Elisabetta e che poi Mauro abbia
to di scatto e io mi sono seduta. preso il suo posto. Era quello
Siamo scoppiati a piangere di cui avevo bisogno in quel
entrambi, lui per il suo do- momento, proprio io che sono
lore e io per il mio; mentre terrorizzata da tutto ciò che
stava ancora respirando, mi mi arriva alle spalle e che
ha detto: «Grazie che c’eri». non posso vedere. Ho prova-
Forse lui non lo sa, ma in quel to la sensazione rassicurante
momento, con le mie lacrime, di potermi affidare anche a
l’ho ringraziato anch’io: mi una presenza maschile. Poi ho
aveva fatto rivivere qualcosa che sentito un dolore lancinante e ho
credevo fosse finito e che invece era iniziato a muovermi freneticamente
ancora tanto vivo dentro di me. come in preda a un attacco epilettico.
Il mandala di Sofia

38 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


universo olistico

Dovevo uscire da quel groviglio, ma non riuscivo a spingere


perché mi sentivo troppo debole. Allora ho iniziato a stri-
sciare come un serpente. Scivolando, sentivo intorno una
leggera pressione, come se le membrane del corpo esterno si
stessero lacerando al mio passaggio. Mi sentivo felice, stavo
uscendo attraverso il buco di quella membrana sgretolata,
ma questa volta non ero nauseata dalla fluidità del liqui-
do intorno a me. Mi sentivo pulita, potevo godermi l’uscita
senza giudicarmi e senza vergognarmi: ero io, ero nata e
intorno a me c’erano dei visi che mi guardavano sorriden-
ti. Poi mi sono ritrovata su una spiaggia hawaiana dove
è comparso un gruppo gospel americano che cantava inni
di lode, forse per la mia nascita. Ho riso tanto nel veder-
li con indosso quelle tuniche blu e grandi colletti bianchi!
Poi è arrivato un gruppo di hawaiani con il loro gonnelli-
no tipico e io mi sono ritrovata a ballare con loro, felice e
spensierata.

Durante la condivisione col gruppo, Sofia ha parlato di due


episodi di violenza subiti quando era piccola, uno a quattro
anni e uno a undici. Ha detto di aver ricontattato le emozioni
Grof e la moglie Christina
di quei momenti, la rabbia, la vergogna, il senso di colpa, ma
anche di non aver provato più disgusto al contatto fisico, come
le succedeva prima. Era felice di aver potuto sperimentare un
abbraccio rassicurante senza doversi difendere. Ha detto an-
che di aver sperimentato una forza che non pensava di avere, Bibliografia
di non aver sentito paura, né voglia di fuggire. Era immersa ◊ Stanislav Grof, Joan Halifax, L’incontro con la morte,
nelle situazioni, ma le voleva affrontare, perché sapeva che Siad 1978
avrebbe potuto farcela. Questa respirazione ha segnato un ◊ S. Grof, Oltre il cervello, Cittadella 1988
passaggio importante per Sofia, che da qui in avanti ha ripreso ◊ S. Grof, Christina Grof, Oltre la soglia: l’inconscio
velocemente e tenacemente il suo cammino, con nuova deter- proiettato nell’eternità, Red 1988
minazione, forza e consapevolezza. A questa seguiranno altre ◊ S. Grof, Emergenza spirituale, Red 1993
respirazioni, molto intense ma sempre più luminose. I sinto- ◊ S. Grof, C. Grof, La tempestosa ricerca di se stessi,
mi non si sono più ripresentati e Sofia viaggia a gonfie vele nel Red 1995
bellissimo percorso della sua vita. Q ◊ S. Grof, H.Z. Bennett, La mente olotropica, Red 1996
◊ C. Grof, Guarire dalla dipendenza, Red 1998
◊ S. Grof, Il gioco cosmico della mente, Red 2000
◊ S. Grof, Psicologia del futuro, Red 2001
◊ S. Grof, Quando accade l’impossibile, Urra 2006
◊ S. Grof, L’ultimo viaggio, Urra 2007
◊ S. Grof, C. Grof, Respirazione olotropica,
teoria e pratica, Urra 2010

Web
◊ www.stanislavgrof.com
sito personale di Stanislav Grof
◊ www.holotropic.com
sito ufficiale del Grof Transpersonal Training
◊ www.grof-holotropic-breathwork.net
sito ufficiale dell’Associazione Internazionale
per la Respirazione Olotropica

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Il carro di Apollo, 1912 c. (particolare)
ARTE & CONSAPEVOLEZZA • Esperienze creative e itinerari della coscienza

Odilon Redon
i colori dell’invisibile
_____________
di Silvia Tusi

A Artista introspettivo e visionario, nelle sue enigmatiche figure si legge la perenne ricerca di un contatto con se
stesso, l’affanno di attingere alle sorgenti dell’energia creativa. La produzione artistica di Redon è un viaggio
nell’anima di un uomo che cerca risposte sull’esistenza.

«l’arte fa sbocciare ogni cosa, è il supremo porali e rende tutto immortale: non solo l’opera e il suo autore,
raggiungimento, alto, salvifico, sacro». ma anche chi la contempla e l’emozione che ne scaturisce.
La base fondante di un capolavoro, sia esso un quadro, una po- L’arte di Odilon Redon ha sempre avuto questo requisito. Come
esia o un romanzo, dovrebbe sempre essere l’onestà dell’arti- lui stesso ha scritto, «la capacità di porre in un’opera più si-
sta: solo attraverso di essa si può raggiungere il cuore e l’anima gnificato di quanto ci si ripromettesse e di superare in qualche
delle persone. Nell’incontro con un’opera d’arte, dovrebbe modo il proprio desiderio con un risultato imprevisto, è data
rimanere impressa una sensazione di empatia, un’emozione soltanto a persone del tutto leali e sincere, a chi ha nell’anima
codificabile, il ricordo di un’esperienza nuova e fondante. Se qualcosa di più della propria arte. [...] occorre la preoccupa-
ciò non avviene, può voler dire che l’artista non è riuscito ad zione della verità, forse il dono della pietà o della sofferenza»
arrivare al fondo del suo cuore in modo sincero e a trasmet- (questa e le successive citazioni sono tratte da O. Redon, A me
tere il suo personale messaggio. Al contrario, quando l’onestà stesso, Abscondita 2004). Per questo, quando guardiamo una
avvolge completamente l’opera, colui che la guarda percepisce sua opera, sia essa una litografia, un carboncino, un pastello o
un elemento di diversità e unicità che trascende i limiti tem- un olio su tela, non possiamo fare a meno di perderci nei suoi

40 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


arte & consapevolezza

cubicoli ombrosi, tra figure fantastiche e a volte mostruose, tra


colori accesi e volti enigmatici, sospesi nel tempo e nello spa-
zio. Redon mantiene sempre un filo diretto con se stesso, con
il suo essere cosciente, travalicando la mente e la materialità
per raggiungere la sorgente della propria energia creativa: «Il
cuore, l’amore, nella sua sottile docilità, è ancora la migliore e
l’unica guida; il tatto, l’affermazione, la certezza gli apparten-
gono, e forse è solo attraverso di esso che la verità si rivela».

«non vivevo che in me»


Nato nel 1840 a Bordeaux, Bertrand-Jean Redon (che sceglie-
rà il nome di Odilon in onore della madre Odile) è una figura
atipica del suo tempo, perché non rispecchia in alcun modo
il clichè dell’artista bohemien che tanto andava di moda tra
gli impressionisti. Pur avendo avuto una vita priva di eccessi,
ha sperimentato sofferenze profonde e gioie infinite, accom-
pagnate da intense meditazioni per cercare di approfondire
i problemi legati alla creazione, al mistero dell’esistenza e
all’arte come mezzo d’espressione delle proprie capacità per- rende inevitabilmente diverso dai suoi coetanei, introverso e
cettive. «La gravità del carattere dell’arte agisce su individui propenso alla solitudine. «Devo al mio insegnamento libero
nei quali l’attenzione e la disposizione sono meditate. È lo molti dei primi slanci del mio animo, i migliori senza dubbio,
stesso per chi crea: l’artista sa benissimo che fra tutte le sue i più freschi e i più decisivi, e sono convinto che questi furo-
opere quella che lo riflette e lo rivela meglio è stata fatta in so- no per me molto più decisivi dell’insegnamento di una scuola
litudine. Solo in solitudine l’artista si sente vivere con energia, pubblica». Anche il legame con i genitori sembra essere mol-
in segreta profondità, senza che l’esteriorità mondana lo spin- to fievole, loro a Bordeaux con gli altri figli, lui in campagna,
ga o lo obblighi a camuffarsi. Lì egli si sente, si scopre, vede, a Peyrelebade, con lo zio, esperienza che lo porta a coltivare
trova, desidera, ama e si satura di naturalezza alle sorgenti pri- un intimo rapporto di contemplazione e religioso rispetto con
mordiali dell’istinto». la natura. Nel tentativo di guarirlo dalla malattia, Redon vie-
Fino all’adolescenza, Redon non frequenta la scuola per gra- ne condotto più volte in pellegrinaggio alla Madonna di Ver-
vi ragioni di salute (soffriva, pare, di crisi epilettiche) e ciò lo delais e le sue condizioni di salute migliorano sensibilmente
(il suo caso figura tra le centotrentatre guarigioni miracolose
avvenute al santuario di Verdelais tra il 1819 e il 1883). Ormai
completamente ristabilitosi, all’età di undici anni è costretto
a frequentare la scuola, ma il contatto con questa realtà, per
uno spirito libero e creativo come il suo, comporta soltanto
difficoltà e sofferenza. Il padre, fortunatamente, intuisce il ta-
lento di Odilon e non lo ostacola. A quindici anni gli affianca
un insegnante privato di disegno, Stanislas Gorin, una figura
estremamente importante per lo sviluppo artistico ed esisten-
ziale di Redon: «Mi raccomandò di essere me stesso e di non
permettermi mai di fare un solo tratto di matita senza che la
mia sensibilità e la mia ragione fossero presenti». In seguito,
per volere del padre, si reca a Parigi per studiare architettura,
ma fallisce gli esami del primo anno e ritorna definitivamente
alla pittura. A quarant’anni sposa Camille, che gli sarà di gran-
de aiuto occupandosi dell’aspetto pratico del suo lavoro: dai
rapporti con i galleristi all’organizzazione delle mostre, dalla
pubblicazione dei cataloghi alla gestione delle pubbliche re-
lazioni. Il loro primo figlio, Jean, muore pochi mesi dopo la
nascita. Il grave lutto per la coppia è però accompagnato dai
primi successi di Odilon, tra cui l’esposizione al Salon de Bru-
xelles insieme a Gauguin. A distanza di quattro anni dal primo
figlio, nel 1890 nasce il secondo, Ari, a cui Redon si lega in
Odilon Redon

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arte & consapevolezza

Dall’album
La tentazione di Sant’Antonio, 1888

modo ansiogeno, costantemente angosciato dalla paura di una opere, dai primi disegni scuri fino ai pastelli colorati, fanno
nuova perdita. Nel 1914 il ragazzo parte per la guerra. Dopo un parte di un unico processo e mantengono un’intima coerenza,
primo periodo in cui riceve le sue lettere, Redon si ritrova a senza un prima e un dopo. Più che due periodi distinti, pos-
non avere più notizie del figlio e decide di intraprendere un siamo cogliere nell’arte di Redon un’evoluzione spirituale che
avventuroso viaggio verso il fronte per carpire informazioni. si muove di pari passo con la sua vita di uomo e di artista. Le
La sua salute non è buona e l’età è ormai avanzata: nel luglio litografie e i disegni cupi e inquietanti altro non sono che un
del 1916 muore per un’influenza contratta durante il viaggio, a modo di superare i propri demoni, dolori e frustrazioni attra-
pochi mesi dal congedo del figlio. verso la liberazione dell’immaginazione e del proprio incon-
scio, ponendo su foglio ciò che l’anima esita ad affrontare. Le
«comprendere tutto è amare tutto». figure fantastiche e spesso mostruose rappresentano i mondi
Quando si parla di Odilon Redon si tende a scindere la sua esplorati da Redon nelle ore di solitudine e dolore, nei mo-
opera in due periodi nettamente contrapposti: il primo carat- menti d’introspezione profonda in cui si ritrova a dover fare
terizzato dai cosiddetti Noirs, definiti cupi, inquietanti, tristi, i conti con le proprie emozioni. L’utilizzo di un colore così
e il secondo, iniziato nel 1890 dopo la nascita del figlio Ari, in estremo come il nero lo facilita nel portare avanti questo pro-
cui dipinge quadri estremamente colorati e illuminati da una cesso di purificazione. Come da lui stesso affermato, «il nero
nuova consapevolezza. In realtà, a ben guardare tutta la sua è il colore più essenziale. Attinge la sua esaltazione e la sua vita
produzione artistica e concentrandosi sul tema della ricerca di soprattutto alle sorgenti riparate e profonde della salute. [...]
una spiritualità profonda, questa divisione appare subito su- Bisogna rispettare il nero. Nulla può corromperlo: non allet-
perficiale e in qualche modo troppo elementare. Tutte le sue ta l’occhio, non risveglia alcuna sensualità. È uno strumento

Dalla serie
Le origini, 1883

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arte & consapevolezza

La finestra, 1907 c.

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dell’intelletto, ben più del bel colore della tavolozza o del pri-
sma». Attraverso il nero, che identifica con l’introspezione,
Redon può quindi sintetizzare l’aspetto formale della compo-
sizione ed esaltare l’essenza dei suoi soggetti. Il nero si presta
perfettamente a certe scelte iconografiche e gli permette di
liberare tutta la sua visionarietà, il suo sé più profondo, senza
doversi preoccupare troppo della scelta di una tavolozza ade-
guata. In questo modo, attraverso i suoi freak, l’artista trova
uno spazio salvifico in cui sfogare la negatività, creando altresì
un terreno in cui arte e scienza possono coesistere. I suoi studi
di strane creature non sono affatto casuali, ma sottostanno a
leggi di anatomia ben precise. Sono dipinti con accuratezza e Buddha che cammina tra i fiori, 1905
minuziosità di dettagli, quasi a voler rendere visibile la com-
plessità dei problemi dell’universo, racchiusi in un piccolo
essere deforme: «Avevo, facendoli, la preoccupazione ben più «l’arte suggestiva è irradiazione
importante di organizzare le loro strutture». In questo modo, di divini elementi plastici».
sembra quasi che l’artista cerchi di unire la precisione scien- È l’artista Bresdin a introdurlo all’arte della litografia, tecni-
tifica di un Leonardo con il fantastico realismo di un Brueghel, ca con cui Redon illustra opere letterarie di Edgar Allan Poe
per legare insieme due universi apparentemente incompati- e Gustave Flaubert e rende un accorato omaggio a uno dei
bili, la scienza e la fantasia. suoi artisti prediletti, Francisco Goya. Di certo appare facile
Dopo aver sfruttato il nero, Redon decide di sperimentare il il paragone tra i Noirs di Redon e i Capricci del pittore spagno-
colore, nuove tecniche e nuove iconografie, così com’è norma- lo, ma il nostro attinge anche da altre fonti: Rembrandt per lo
le per ogni artista geniale che voglia evolversi e non rimanere studio della luce, Leonardo per il rapporto tra uomo e natura
ancorato a una definizione univoca della propria creazione. e Dürer, di cui ama molto l’opera Melanconia, per il simbo-
Ciò considerato, l’appellativo di simbolista con cui in genere lismo. «Queste strane litografie, sovente oscure, astruse, e
si definisce la sua opera, appare riduttivo: l’arte di Redon tra- dall’aspetto poco seducente, si rivolgono al contrario a tem-
scende le correnti, si pone oltre le definizioni limitanti e nello peramenti silenziosi, che abbiano dentro di sé anche la risor-
studio della forma cerca un nuovo modo per esprimersi e per sa così rara dell’ingenuità naturale, una sorta di grazia». La
comunicare con il mondo. serie di litografie Les Origines, del 1883, è invece ispirata alla

Buddha in gioventù, 1904 Il Buddha, 1905

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arte & consapevolezza

Cristo, 1907 c.

rivoluzione darwinista ed è l’occasione per Redon di indagare si interessa alla teosofia. La sua visione esoterica è influenzata
ulteriormente il rapporto dell’uomo con il regno animale at- in modo particolare dalla lettura de I grandi iniziati di Edouard
traverso le sue visioni oniriche e fantastiche. Schurè, con il quale condivide l’idea che lo scopo dell’evolu-
La cartella più importante, composta da quarantadue lito- zione umana sia l’emergere dello spirito al di fuori della mate-
grafie in tre album, è quella che Redon dedica all’opera di ria in cui è racchiuso.
Flaubert La tentazione di Sant’Antonio, attraverso la quale ap- Testimonianza della sua sensibilità a questi temi è la bellissi-
profondisce un cammino spirituale intrapreso già in giovane ma serie di Buddha, dalla tavolozza eterogenea e luminosa, la
età. L’esperienza emblematica del santo eremita, che si trova cui composizione rivela un interesse molto profondo di Redon
a fronteggiare le tentazioni delle forze demoniache prima di per la meditazione. Il tema della meditazione tornerà anche in
giungere all’illuminazione e tornare alla sorgente da cui nasce molte sue opere successive, in particolare in quelle dedicate
ogni cosa, viene resa da Redon con immagini evocative e dal alla figura del Cristo, il cui volto, lungi dall’avere espressioni
potente impatto visivo. sofferenti o addolorate, trasmette soprattutto calma e un se-
Di educazione cattolica, l’artista è interessato ai temi che ac- reno raccoglimento in se stesso. Il primo Buddha, dipinto nel
comunano tutte le grandi religioni. Sotto l’influenza dell’ami- 1904, dal titolo Buddha in gioventù, è un’opera estremamente
co botanico Armand Clavaud, con il quale condivide anche la meditativa dal punto di vista iconografico: mostra un giovane
passione per Ernst Haeckel, studia l’induismo e il buddismo e Siddharta seduto nella posizione del loto, intento a pregare ai

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suggestioni

l’occhio-mongolfiera
L’occhio, come un pallone bizzarro, si dirige verso l’infinito.

1878, carboncino, matita nera e gesso bianco su carta


cm 42,2 x 33,3
Collezione Museum of Modern Art, New York

Trasformato in litografia nel 1882 per l’album A Edgar Poe, il a librarsi in cielo, ha superato i confini della materia e si diri-
disegno intitolato L’occhio-mongolfiera simboleggia la visione ge inesorabilmente verso l’oltre. Del resto, come lui stesso ha
interiore e costituisce il tema fondante di molte opere succes- affermato: «Il bello e il bene sono in cielo. La scienza è sulla
sive dell’artista. In questo caso, il grande occhio dalle lunghe terra, e si trascina».
ciglia è rivolto verso l’alto, indirizzato a una ricerca spirituale La testa adagiata sulla piattaforma rappresenta l’io piccolo,
elevata. Il classico cesto da mongolfiera è sostituito da una ostaggio della mente che parla, una sorta di zavorra che ci tie-
piattaforma che sorregge una testa. Il paesaggio è indefinito: ne ancorati alle logiche castranti del passato, mentre l’occhio
un cielo rarefatto e privo di nuvole è nettamente contrappo- rappresenta l’Io grande, la mente estesa che si apre finalmente a
sto a una terra scura, brulla, piatta. Nella visione di Redon, prospettive più ampie e guarda senza timore al futuro, espan-
questa simbolica mongolfiera è riuscita a staccarsi da terra e dendosi verso l’infinito della coscienza cosmica.

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arte & consapevolezza

piedi di un albero, gli occhi aperti fissi davanti a sé, il corpo posizione è un chiaro invito da parte di Redon a imparare da
di profilo, le mani posate sulle ginocchia, la schiena dritta e tutti i grandi maestri, santi e asceti, ad ascoltare il loro pre-
il mento basso. Tutt’intorno, fiori colorati fluttuano nell’aria, zioso messaggio e a iniziare un cammino di consapevolezza
quasi trasportati dalla potenza della meditazione e dall’energia andando al di là di una limitante scelta religiosa. Del resto,
emanata dal futuro maestro. L’albero, all’apparenza scarno, è il pittore è molto interessato agli insegnamenti morali che
ricoperto di delicate foglioline e potrebbe simboleggiare un queste grandi figure ci hanno lasciato in eredità, tanto che
monolito di saggezza, libero dalla vanità e da inutili orpelli, nei suoi scritti ritorna spesso sul tema della rettitudine e del
ma circondato dalla gioia dei fiori, dalla serenità di una con- vivere sociale: «Giudichiamo gli altri soltanto in relazione o
sapevolezza che ha compreso la sofferenza, l’ha accettata e l’ha paragonandoli a noi stessi, invece di considerarli solo in rap-
trascesa. L’impermanenza pervade l’opera, tutto è in continuo porto alla verità. [...] La superiorità di Gesù è nell’essersi fatto
cambiamento, i fiori volanti, l’albero proteso, il giovane Bud- amare senza discussioni. La sua leggenda ha esaltato soltanto
dha in meditazione. le sue qualità amate, ha fatto ricordare all’umanità solo il can-
In un’opera successiva, la raffigurazione del Buddha sembra dore del suo sorriso, o del suo dolce e costante amore per chi
evocare quella visione trasversale che l’autore ha saputo inte- gli si accostava».
grare nel proprio percorso spirituale. La posizione del santo, Per Redon, la comprensione deve andare oltre il giudizio e
ritto in piedi accanto a un albero e circondato da fiori e vege- basarsi esclusivamente sull’amore, grazie al quale è possibile
tazione rigogliosa, è quanto mai interessante: la mano destra ottenere un’arte pura, scevra da esibizionismi e manierismi,
stringe un esile bastone, mentre la sinistra è nella posizione volta direttamente al cuore. Guardando le sue opere non pos-
del Vitarka mudra, il gesto simbolico della discussione e della siamo fare a meno di riconoscere questa volontà e di sentire
trasmissione dell’insegnamento del Buddha. Anche Cristo è il suo amore per la vita, per la natura, per l’umanità. E l’invito
stato raffigurato in modo simile nelle icone bizantine e nella al silenzio di uno dei suoi quadri più famosi sembra rivolto a
liturgia cattolica viene ripetuto lo stesso gesto dopo la tran- tutti coloro che vogliono riflettere e meditare ammirando le
sustanziazione. La scelta di raffigurare il Buddha in questa sue opere straordinarie. Q

Silenzio, 1911 c.

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letteratura & psiche • Antiche saggezze e nuovi scenari

Colin Wilson
lo scrittore di idee
_____________
di Mariavittoria Spina

A Brillante e controverso autore di fama internazionale, personaggio poliedrico e non convenzionale, appassiona-
to ricercatore del paranormale, Colin Wilson ha dedicato la sua vita a indagare i grandi misteri della storia e le
straordinarie risorse della mente.

V arcata da poco la soglia degli ottant’anni, Colin Wilson


può vantare alcune centinaia di pubblicazioni e
un’invidiabile conoscenza su temi che spaziano dalla
filosofia alle indagini sul mistero e su alcune grandi figure del-
la ricerca spirituale, passando per argomenti di criminologia,
psicologia e critica letteraria. Divenuto un’icona in Giappone
e negli Stati Uniti, dove ha tenuto lunghi cicli di conferenze
e lezioni universitarie, l’eclettico autore britannico, che ama
definirsi scrittore di idee, in patria è stato a lungo ignorato, se
non apertamente osteggiato.
Il nome di questo autore suscita ancora un certo imbarazzo tra
gli ambienti patinati della cultura anglosassone, pur essendo
passati molti anni da quando apparve per la prima volta come
una meteora nel firmamento della letteratura ‘impegnata’. La
bufera mediatica attorno all’attività di Wilson risale infatti alla
fine degli anni ’50; da allora questo eclettico autore non ha mai
smesso di pubblicare volumi di saggistica, romanzi e articoli
di giornale, sempre intrecciando originali teorie filosofiche
con la propria esperienza diretta di indagine ai confini della
conoscenza.

«La libertà è una qualità della


coscienza, che implica cogliere i nessi
profondi»

Leggere le opere di Wilson significa avventurarsi in un mon-


do di correlazioni non convenzionali tra idee, fatti e persone,
tanto che si ha spesso l’impressione di essere in compagnia
dell’autore e delle sue teorie, ma anche di tutti coloro che pri-
ma di lui si sono interessati allo stesso argomento.
Nelle sue riflessioni, Wilson si sforza costantemente di coin-
volgere tutte le risorse culturali disponibili, lasciando però
spazio anche a nuove ipotesi e a connessioni inedite. Le sue
Colin Wilson, Gorran Haven, 2001
opere si basano su studi approfonditi, che spesso lo portano

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letteratura & psiche

identikit

a fare la conoscenza di altri brillanti studiosi non conformi-


sti e a vivere interessanti esperienze di ricerca sul campo. Lo
nome: Colin Henry
racconta lo stesso Wilson nelle sue autobiografie ricche di
aneddoti sulla sua vita movimentata, contrassegnata dai viaggi cognome: Wilson
in tutto il mondo, dagli incontri con personaggi dello spetta-
data di nascita: 26 giugno 1931
colo e della letteratura del calibro di Marilyn Monroe, Vivien
Leigh, Eugene Ionesco, Albert Camus, T.S. Eliot, e soprattutto luogo di nascita: Leicester (Inghilterra)
da un’incrollabile volontà nel proseguire il proprio percorso residenza: Gorran Haven (Cornovaglia)
di scrittore e ricercatore autonomo.
professione: scrittore, critico letterario.
Un’autobiografia dal taglio particolare è The Books in My Life,
purtroppo ancora inedita in Italia, in cui Wilson, bibliofilo segni particolari: eclettico, autodidatta, appassionato
proprietario di una collezione di oltre venticinquemila volu- studioso del paranormale e di archeologia del mistero.
mi e altrettanti dischi in vinile, riflette sulle opere letterarie e dicono di lui: egocentrico e logorroico, ma anche
sugli autori che lo hanno maggiormente influenzato: dai poeti estremamente generoso, determinato, brillante.
romantici Blake e Shelley agli esistenzialisti Sartre e Camus, Pensatore straordinario, scrittore e critico non
dai classici come Dostoevskij e Goethe agli ammiratissimi convenzionale.
George Bernard Shaw, Nietzsche e Anatole France, senza di- opera prima: The Outsider, 1956 (trad. it. Lo Straniero).
menticare scrittori del fantastico come Wells e David Lindsay.
alcuni bestseller: The Occult, 1971 (trad. it. L’Occulto), From
Atlantis to the Sphinx, 1996 (trad. it. Da Atlantide alla Sfinge).
il debutto letterario
Nel 1956 fu pubblicato il suo libro d’esordio, The Outsider (trad. ultima pubblicazione: Super Consciousness: the Quest for the
Peak Experience, 2009 (non ancora tradotto in italiano).
it. Lo Straniero), che scatenò una bufera mediatica sul suo gio-
vane autore. Colin Wilson, all’epoca uno sconosciuto ventenne sito internet: colinwilsonworld.co.uk
della provincia, si trasformò improvvisamente nell’intellet- (sito approvato dall’autore)
tuale più acclamato d’Inghilterra.
The Outsider fu davvero un successo travolgente: tradotto in
sedici lingue a distanza di un anno dalla sua pubblicazione, Dostoevskij), rinnovando l’interesse del pubblico per le teorie
in Gran Bretagna non è mai andato fuori catalogo. Non c’è da di grandi pensatori del passato. Ricordiamo, ad esempio, che
stupirsi che la stampa si mostrasse deferente nei confronti del Wilson fu uno dei primi studiosi inglesi a considerare nel det-
suo autore, un giovane intellettuale dal sorriso disarmante che taglio l’importanza degli ultimi romanzi di Hermann Hesse,
snocciolava con disinvoltura citazioni di personaggi illustri incentivando così il revival delle sue opere.
(da Hemingway, Sartre e Nietzsche a Ramakrishna, Gurdjieff e La rivista Life gli dedicò un’intera copertina presentandolo
come un genio. Il fatto che scrivesse nella sala di lettura del
British Museum, dormendo in un parco pubblico per rispar-
miare sull’affitto, non fece che aumentare l’aura leggendaria
intorno al suo personaggio. Le persone lo fermavano per stra-
da per fargli i complimenti, confessando a mezza voce di aver
compreso grazie al suo libro di essere degli outsider. Un cri-
tico giunse persino a paragonarlo a Platone, ma naturalmente
questo plauso di facciata non poteva durare.

una meteora indistruttibile


L’anno seguente al suo sfolgorante esordio, Wilson pubblicò
il secondo volume del suo ciclo dedicato alla figura dell’out-
sider: Religion and the Rebel (inedito in Italia). Ancora un sag-
gio filosofico-psicologico ben argomentato, che questa volta
indagava il ruolo essenziale della religione e della spiritualità
colpevolmente in declino nella società moderna. Difficile stu-
pirsi della scelta dei contenuti, viste le conclusioni del suo
Londra, 1956
ormai famigerato predecessore:

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letteratura & psiche

«Il problema per la civiltà è l’adozione di un atteg-


giamento religioso che possa essere assimilato tanto
oggettivamente quanto i titoli dei giornali dell’ultima
domenica. Ma il problema per l’individuo sarà sem-
pre l’opposto di questo, il cosciente tendere a non
limitare la quantità di esperienza acquisita; l’intol-
lerabile lotta di esporre le aree sensibili dell’essere
a ciò che possa eventualmente colpirle; il tentativo di
vederle come un tutto, sebbene l’istinto di auto-con-
servazione combatta contro il dolore dell’estensione
interna, e tutti gli impulsi della pigrizia spirituale
costruiscano onde di sonno con ritrovate capacità».
(C. Wilson, Lo Straniero, Lerici 1958, trad. it. di A.
Rosselli e E. Siciliano)

Nonostante le premesse positive, Religion and the Rebel fu un


vero fiasco e Wilson si ritrovò stroncato dalla critica, sempre
sospettosa nei confronti di nuovi approcci teorici avanza-
ti da un autodidatta. Inoltre, quando risultò aver dichiarato
di considerarsi un genio, Wilson fu duramente attaccato sul
piano personale e la sua presunta autorevolezza come intel-
lettuale venne fortemente screditata.
«I am a genius», soleva ripetersi il giovane Wilson quando
Londra, 1956
le mille difficoltà della vita quotidiana minacciavano di farlo
sentire una nullità, ma si trattava solo di uno stratagemma
mentale per non scoraggiarsi e riprendere con entusiasmo generalizzato e spesso aprioristico nei suoi confronti in un
la strada verso la realizzazione dei propri sogni. Peccato che punto di forza per la sua attività letteraria.
questa piccola confidenza privata, fatta a un ‘amico’ giorna- Dalla sua posizione defilata rispetto ai rigidi meccanismi
lista, si trasformò nel titolo di un’intervista che apparve sulla dell’establishment culturale e ormai immune alla miopia della
rivista letteraria Books and Art. L’opinione pubblica britanni- critica, questo prolifico autore si è sempre concesso il lusso
ca, così affezionata all’understatement, fu pronta a dichiarare di scrivere di ciò che preferisce con assoluta libertà e onestà
guerra al sedicente genio. La stampa, la stessa che lo aveva intellettuale, lasciando al lettore la facoltà di giudicare il va-
esaltato per il suo esordio sorprendente, cercava adesso di lore delle sue opere.
demolirlo andando alla ricerca di pettegolezzi e magari di
scandali sulla sua vita privata, già di per sé movimentata da rivelazioni costruttive
due matrimoni e dalla frequentazione con molte celebrità di Nella sua autobiografia più recente, Dreaming to some Purpo-
fama internazionale. se (non ancora disponibile in italiano), ripensando ai primi
anni della sua carriera, Wilson ammette di aver indugiato
troppo nelle speculazioni della stampa per un misto d’in-
«Il pessimismo è una ridicola coscienza e di stupidità che lo portarono a scambiare un
assurdità in confronto alle immense momento di celebrità con il raggiungimento del successo e
risorse di potere che l’uomo quindi di una consolidata reputazione.
possiede» Dreaming to some Purpose – elogiata da Philip Pullman, con-
troverso autore di Queste Oscure Materie, come un’opera ecce-
zionalmente franca, ricca di atmosfera e di aneddoti sugge-
Negli anni ’70, l’ostilità nei suoi confronti era ancora tale stivi – si apre con le considerazioni di Wilson su uno dei fatti
che il suo editore arrivò a consigliargli di sparire dalla cir- determinanti della sua vita: il suo tentato suicidio.
colazione, almeno per un po’. Tanto clamore e pubblicità ne- All’epoca aveva soltanto sedici anni e un mese dopo il suo
gativa avrebbero scoraggiato chiunque, ma certamente non compleanno era stato costretto a lasciare la scuola, rinun-
bastarono a fermare Wilson. Sembra anzi che lo scrittore di ciando all’ambizione di una formazione accademica come
idee, con l’ottimismo e la tenacia che lo contraddistinguono, scienziato per andare a lavorare in fabbrica e contribuire
sia riuscito nel corso degli anni a trasformare l’ostracismo così al mantenimento della famiglia. Deciso a non dar segui-

50 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


letteratura & psiche

to a una vita che gli sembrava priva di scopo, si era recato a todo efficace e meno drastico è l’applicazione della fenome-
scuola, dove prestava servizio come assistente di laboratorio, nologia ideata da Edmund Husserl, in combinazione con le
e isolatosi nella stanza degli acidi stava per ingerire una mi- scoperte di Abraham Maslow sulla peak experience, “il picco
stura letale, quando accadde qualcosa di inaspettato: massimo dell’esperienza”, vale a dire l’accesso a un livello su-
periore di coscienza, che secondo Wilson si potrebbe indurre
«Divenni due persone. Improvvisamente ero con- a volontà per attingere alle proprie risorse vitali e ristabilire
sapevole di quell’adolescente idiota chiamato Colin la connessione con il senso profondo dell’esistenza.
Wilson, con tutta la sua infelicità e frustrazione, e mi Le teorie di Maslow – con cui Wilson aveva una corrispon-
sembrava un pazzo così limitato che non mi avrebbe denza epistolare già dal 1959 e che conobbe personalmente
potuto importare di meno se si fosse ucciso, ma se qualche anno più tardi – costituirono la base per l’ideazione
l’avesse fatto avrebbe ucciso anche me. Per un istante da parte dello scrittore inglese di una corrente di pensiero, il
sentii di essere accanto a lui, dicendogli che se non Neo-esistenzialismo, volta a superare l’empasse pessimisti-
si fosse liberato dell’abitudine ad autocommiserarsi ca della filosofia esistenzialista e a dare nuovo impulso etico
non avrebbe mai combinato niente. Fu come se il ‘vero alla critica letteraria.
me stesso’ avesse detto all’adolescente: “Ascoltami,
idiota, pensa a quanto ti perderesti” e in quel momento
colsi la meravigliosa e immensa ricchezza della realtà «La coscienza ordinaria mente: le
che si estendeva verso orizzonti lontani. Così tappai la esperienze mistiche non sono visioni
bottiglia e tornai al lavoro. Mi sentivo rilassato, sol- di un altro livello di realtà, bensì
levato, totalmente in controllo di me stesso. Questa rivelazioni della nostra realtà»
sensazione di forza durò per due o tre giorni, poi sva-
nì gradualmente; ma da allora non mi sono più sentito
intrappolato e fragile». (C. Wilson, Dreaming to Some Secondo lo scrittore di idee, l’essere umano è una creatura della
Purpose, Arrow 2005, trad. it. a cura del redattore) mente e come tale va incoraggiato a utilizzare le proprie risor-
se, in particolar modo l’immaginazione creativa e quella che
Quarant’anni dopo, ripensando a quel giorno fatidico in cui il l’autore definisce Facoltà X, una sorta di senso superiore della
‘vero’ Colin Wilson prese la parola e ragionando sul fatto che realtà, estensione della definizione di peak experience coniata
molti grandi innovatori nel campo della letteratura e della da Maslow, grazie alla quale improvvisamente il velo di Maya
filosofia siano stati sul punto di suicidarsi, concluse che, in si apre e riusciamo a comprendere l’infinita, complessa bel-
base alla sua esperienza, guardare nell’abisso provocava la lezza della nostra vita e l’essenza che ci permea e ci conduce
separazione del vero sé dal sé inessenziale. Una distinzione che in una precisa direzione. Guardando in quella direzione, verso
ricorda da vicino le argomenta- il divenire, ogni impressione di
zioni di Igor Sibaldi sull’io piccolo contingenza si relativizza e appare
e l’Io grande. Questi due autori ge- solo come una crisi momentanea,
niali e fuori dagli schemi condi- una parentesi in un racconto mol-
vidono nella loro ricerca la stessa to più ampio e avvincente.
vocazione all’indipendenza e una
comune avversione per i dogmi sfida all’ignoto
della cultura ufficiale. Non a caso, Facoltà X è solo una delle tante
dopo essersi conosciuti personal- definizioni coniate da Wilson per
mente in occasione di una tra- cercare di descrivere le numero-
smissione televisiva sui Vangeli se risorse della mente, non an-
Apocrifi, sono legati da reciproca cora pienamente comprese, che
stima e amicizia. secondo l’autore potrebbero con-
sentire all’essere umano di com-
implicazioni esistenziali piere un grande balzo evolutivo.
Sperimentare l’abisso di dispera- In questa direzione si muovono
zione che conduce al suicidio non anche le monografie che l’autore
è l’unico modo, secondo Wilson, ha dedicato ad alcuni grandi per-
per scoprire se stessi e superare sonaggi: scrittori come Hermann
quella pericolosa sensazione di Hesse, Jorge Louis Borges e
insignificanza che sembra privare August Strindberg, psichiatri
la vita di ogni senso. Un altro me- come Carl Gustav Jung e Wilhelm

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letteratura & psiche

Londra, 1956
Anche nel volume dedicato a Gurdjieff, Wilson presenta inte-
ressanti riflessioni generali e alcune connessioni inedite con
il proprio pensiero, come nel capitolo riassuntivo del rapporto
tra conscio e inconscio:

«[...] il risultato delle idee di Gurdjieff può essere più


importante ed eccitante di quanto egli stesso abbia
supposto. Egli ha dedicato la sua vita alla risoluzione
del problema di come riunire le ‘due coscienze’, affin-
ché l’essenza e la personalità si potessero sviluppare
armoniosamente. Egli escogitò ogni sorta di metodi
per scuotere l’essenza e condurla a uno stato di ve-
glia, sì da salvare l’ego dal suo senso di assurdità e di
irrealtà. Gurdjieff non riuscì a capire che già posse-
diamo spontaneamente la capacità di farlo. La mente,
per svegliarsi, non ha bisogno di essere scrollata: può
esservi educata». (C. Wilson, G.I. Gurdjieff: la guerra
contro il sonno della coscienza. Atanòr 1985, trad. it. di
V. Alberti)

In tutte le sue opere, Wilson si dimostra consapevole dell’im-


Reich, leader spirituali come Rudolf Steiner, Gurdjieff e portanza della ricerca spirituale, che in qualità di strumento per
Ouspensky, che si sono distinti per la loro ricerca nelle di- raggiungere una conoscenza superiore dell’uomo e del suo po-
mensioni della psiche e della coscienza. In tali saggi, con il tenziale è più connessa alla scienza e in definitiva all’evoluzione
suo caratteristico stile colloquiale ricco di aneddoti, Wilson dell’umanità di quanto non possa sembrare in apparenza.
non solo riassume il pensiero degli autori in questione, ma
cerca di individuare le tappe fondamentali della loro evolu- il potere dell’immaginazione
zione personale. Wilson è sempre stato attratto dall’uso che gli scrittori hanno
Il saggio dedicato a Rudolf Steiner, per esempio, oltre a un ap- fatto dell’immaginazione, ma i suoi primi saggi su questo ar-
proccio critico-divulgativo alle opere del fondatore dell’an- gomento non tenevano in nessun conto gli autori di letteratura
troposofia, presenta i suoi rapporti con i membri della socie- del fantastico, considerata dall’autore solo come un mezzo di
tà teosofica e propone un originale confronto tra le teorie di evasione dalla realtà. Approfondendo i suoi studi, Wilson com-
Steiner e quelle di Gurdjieff. Ne risulta l’affascinante ritratto prese però che il mondo del fantastico offre possibilità scon-
di un pensatore straordinario in rapporto con la sua epoca e finate per un esercizio costruttivo dell’immaginazione. Scoprì
in generale con tutta la storia del progresso spirituale: che romanzi di autori del fantastico più o meno noti come H.G.

«Sarebbe possibile dedicare un intero capitolo a rile-


vare quante delle visioni ‘occulte’ di Steiner siano state
successivamente rivendicate, o almeno sostenute, dal-
la scienza moderna. La dottrina fondamentale dell’in-
segnamento di Steiner è che se ci prendiamo la briga di
riconoscere l’esistenza indipendente dei mondi inte-
riori del pensiero, e di tenere la mente rivolta in quella
direzione, diventeremo presto sempre più consape-
voli della loro realtà. Non siamo arenati, come crede
Sartre, nell’universo della materia come una balena
sulla spiaggia: il mondo interiore è la nostra dimo-
ra naturale. Inoltre, una volta afferrata questa verità,
possiamo anche riconoscere che noi stessi possedia-
mo un ‘ego essenziale’, un ‘me stesso vero’, un’identità
fondamentale che va ben oltre il nostro fievole senso di
essere ‘io’». (C. Wilson, Rudolf Steiner, TEA 1998, trad.
it. di L. Diena)

52 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


letteratura & psiche

Wells e David Lindsay hanno un alto valore «Ebbene, la maggior parte degli esseri
filosofico, riuscendo a sviluppare ambienti umani vive come treni: va avanti sbuf-
e trame con l’obiettivo di testare la validità fando come una locomotiva, per tutta
di un sistema di idee e a creare luoghi dove la vita, aiutata nella sua corsa dalle ro-
la potenza visionaria del sogno si fonde con taie della convenzione e dell’abitudine.
il verosimile e il futuribile. Finora, per centinaia di anni, l’evoluzio-
Tra i molti autori del fantastico dei quali ne ha avuto per meta la creazione di un
Wilson si è occupato, nessuno lo impres- nuovo tipo di essere umano, che guardi
sionò più di H.P. Lovecraft, il Recluso di il mondo sempre con occhi nuovi, che
Providence, ideatore di una delle cosmo- possa correggere la sua mente centinaia
logie horror più famose e riuscite, il mito di volte al giorno, per giudicare “strano
di Cthulhu, e protagonista, insieme ad altri ciò che gli è familiare”». (Colin Wilson,
scrittori come J.R.R. Tolkien e Arthur Ma- Specie Immortale, Mondadori 2001, trad.
chen, del cosiddetto ‘revival dell’occulto’. it. di T. Del Tànaro)

Nel saggio Il segreto di H.P. Lovecraft, Wilson ripercorre il suo


«L’immaginazione dovrebbe essere rapporto contrastato con le opere del Recluso di Providence,
usata per creare la realtà, non per presentando Lovecraft come un outsider ed esponendo alcune
fuggire da essa» avvincenti ipotesi esoteriche sull’origine della sua visionaria
ispirazione letteraria. Dopo il resoconto della sua indagine
sulla figura di Lovecraft in rapporto alle teorie sull’inconscio e
La prima reazione di Wilson alle opere di Lovecraft fu a dir sul talento visionario di altri autori, Wilson dichiara di essere
poco caustica. Il propugnatore dell’ottimismo neoesisten- riuscito a ‘ricostruire’ il leggendario Necronomicon e sostiene
zialista non lesinò rimproveri al pessimismo misantropo di che lungi dall’essere una semplice invenzione, deriverebbe
Lovecraft, pur confessando di essere molto colpito dal suo ta- dagli insegnamenti contenuti in alcuni rari libri esoterici, cui
lento immaginifico. La seconda fase della critica a Lovecraft lo scrittore americano avrebbe avuto accesso grazie al lega-
fu senz’altro più costruttiva, grazie anche all’intervento di Au- me del padre Winfield Lovecraft con la massoneria egiziana.
gust Derleth, editore e amico di Lovecraft, che entrato in cor- Il saggio si conclude con la pubblicazione di una lettera del
rispondenza epistolare con Wilson lo incoraggiò a sostenere Dottor Stanislaus Hinterstoisser, Presidente dell’Istituto Sa-
il proprio punto di vista scrivendo narrativa. Il risultato fu un lisburghese per lo Studio della Magia e dei Fenomeni Occulti,
intero ciclo di opere del fantastico – di cui sono stati tradotti che avvalorerebbe le tesi di Wilson.
in italiano solo i romanzi I parassiti della mente e La pietra filo-
sofale (ristampato col titolo di Specie immortale) – nelle quali
Wilson rielabora i temi di Lovecraft alla luce delle proprie teo-
rie filosofiche, trasformando l’horror in un espediente per ri-
flettere sulle potenzialità umane. Se da un lato I parassiti della
mente ammonisce sulle insidie recondite nella mente dell’uo-
mo che ostacolano la libertà e l’evoluzione, La pietra filosofale si
presenta piuttosto come un’indagine sulla natura della libertà
umana, un elogio dell’eclettismo e della ricerca intellettuale,
che riassume tutte le teorie di Wilson sulle potenzialità degli
esseri umani, destinati a sviluppare poteri solo apparente-
mente straordinari.

«L’essere umano è sulla soglia di un


grande balzo evolutivo»

Telepatia, materializzazione, psicometria, sono tutti fenomeni


che Wilson ha indagato anche in opere saggistiche come Strani
poteri e Detective dell’impossibile e che portano Howard Lester,
Circolo di pietre Merry Maidens, Cornovaglia, 1990
il protagonista di Specie immortale a dichiarare:

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letteratura & psiche

Prima di accostarsi a Lovecraft, Wilson aveva pubblicato solo


romanzi realisti, come Arrivederci a Soho sulla beat generation
inglese. In seguito, il suo interesse per argomenti sospesi tra titoli Strange is Normal, (“Strano è normale”) come a dire che
leggenda e realtà non fece che aumentare, raggiungendo terri- l’insolito è all’ordine del giorno per chi come Wilson sfida
tori sempre più avventurosi come le indagini sull’archeologia l’ortodossia culturale e nella sua ricerca si spinge oltre i confi-
del mistero proposte in Da Atlantide alla Sfinge e le originali ni della conoscenza.
speculazioni di Il grande libro dei misteri irrisolti, che inizia con
la seguente premessa:
«Lo scopo della letteratura
«[…] sono il primo a riconoscere che questi fenomeni non è di registrare il mondo
rappresentano soltanto una piccolissima fetta del vasto dell’immediatezza bensì
panorama di stranezze con il quale abbiamo da con- di andare oltre»
frontarci se solo avessimo la forza di liberarci da vec-
chie frustrazioni e consuetudini nello sforzo continuo
e incessante di sollevare quella cortina di quotidianità strano è normale
che ci circonda e permea senza pietà. Ammesso che un Considerata la mole e la varietà delle sue pubblicazioni, Wilson
libro debba avere una giustificazione, questo intende può dirsi quasi un tuttologo, esperto in molti settori diversi, ma
porsi come un modesto tentativo di lanciare qualche soprattutto un eclettico deciso a vagliare il maggior numero pos-
nuova occhiata a tutto quello sconosciuto mondo di sibile di teorie e di ricerche su ogni argomento da lui trattato.
singolarità che sta al di là del sipario». (C. Wilson, Il Per spiegare il suo eclettismo, l’autore ama citare una frase che
grande libro dei misteri irrisolti, Newton Compton 2005, W.B. Yeats attribuiva a Walter Pater: «Tutto ciò che ha occupato
trad. it. di F. Ossola) l’uomo per un certo periodo di tempo merita di essere studia-
to», ed è proprio questa vocazione per la conoscenza senza pre-
Non è un caso che il documentario sulla vita di Colin Wilson, giudizi e senza confini che gli ha fornito l’impulso per scrivere e
girato nel 2010 da Philip Gardiner per la Reality Films, si in- perseverare nei suoi studi non convenzionali.

Retro del suo cottage


Gorran Haven, anni ‘60

54 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


letteratura & psiche

consigli di lettura

Il suo debutto come autore sui temi del paranormale risale al


1971 con il magistrale L’Occulto, uno degli studi moderni più
alcuni contributi di colin wilson
completi sulla storia della magia e di tutte le sue manifesta- sui temi del mistero e della spiritualità
zioni, nel quale chiariva che la Facoltà X, portando la coscienza
umana ad agire come un telescopio sulla realtà, costituisce il ◊ Il grande libro dei misteri irrisolti, Newton Compton 2010
nocciolo di tutta la cosiddetta ‘esperienza occulta’. ◊ Gli eredi di Atlantide, Piemme 2005
La ricerca sulle facoltà che consentono all’uomo di ampliare ◊ Dèi dell’altro universo, Piemme 2001
i propri orizzonti fisici e mentali continuò con Misteri: studi ◊ Da Altantide alla Sfinge, Piemme 1999
sull’occulto, il paranormale e il supernaturale, e rimane ancora ◊ Rudolf Steiner, TEA 1998
oggi uno dei suoi campi d’indagine preferiti. ◊ Aleister Crowley: la natura della Bestia, Gremese 1990
◊ Il segreto di H.P. Lovecraft in H.P. Lovecraft,
Necronomicon, Fanucci 1987
◊ Detective dell’impossibile, SugarCo 1987
◊ Il signore del profondo: Jung e il ventesimo secolo,
Atanòr 1986
◊ G.I. Gurdjieff: la guerra contro il sonno della coscienza,
Atanòr 1985
◊ Misteri: studi sull’occulto, il paranormale e il supernaturale,
Astrolabio 1979
◊ Strani poteri: radioestesia, reincarnazione, scrittura
automatica, Astrolabio 1976
◊ L’Occulto: una storia della magia attraverso i secoli,
Astrolabio 1975
◊ Lo Straniero, Lerici 1958

«La magia è l’arte e la scienza di romanzi


utilizzare la volontà»
◊ Specie immortale, Mondadori 2001
◊ I parassiti della mente, Fanucci 1977
Nelle sue opere, Wilson ci dimostra come ciò che comune- ◊ Arrivederci a Soho, Lerici 1963
mente riteniamo incredibile spesso sconfini nel verosimile e
rimandi a un fitto sottobosco di teorie scientifiche poco cono-
sciute ma non per questo meno valide. Il suo obiettivo non è opere in lingua originale
tanto quello di fornire una risposta definitiva a vecchi e nuovi ◊ Super Consciousness: the Quest for the Peak Experience,
misteri, quanto piuttosto quello di aprire gli orizzonti del let- Watkins Publishing 2009
tore a nuove possibilità, perfino a nuove facoltà della mente. ◊ Dreaming to Some Purpose, Arrow 2005
Nel costruire questo percorso di consapevolezza, Wilson non ◊ The Books in my Life, Hampton Roads 1998
rinuncia mai a sollecitare la curiosità del lettore, il quale, tra
una digressione metafisica e una serrata esposizione di risul-
tati scientifici, troverà sempre spazio per le proprie riflessioni
e magari per qualche lampo d’intuizione. Q
Mariavittoria Spina, dottoressa in Lingue e Let-
terature Straniere, si è specializzata in Scienze
Linguistiche presso l’Università Cattolica del Sac-
ro Cuore, sede di Brescia, con la tesi The Strength
to Dream: fantastico e immaginazione nelle opere di
Colin Wilson.

www.oltre-confine.com 55
letteratura & psiche

DESIDERATA
assa tranquillamente tra il rumore
e la fretta, e ricorda quanta pace può
esserci nel silenzio. Q Finché è possibile
senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Q Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i
noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.
Q Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio
e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in
alto di te. Q Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Q Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò
che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Q Sii
prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò
non accechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone
lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Q Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti, e neppure
sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e
disillusioni esso è perenne come l'erba. Q Accetta benevolmente
gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso
sereno le cose della giovinezza. Q Coltiva la forza dello spirito per
difenderti contro l'improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con
l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla
solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te
stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle
stelle; tu hai il diritto a essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è
dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come si dovrebbe. Q
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque
siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua
anima pur nella rumorosa confusione della vita. Q Con tutti i
suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo
stupendo. Q Fai attenzione. Q Cerca di essere felice. Q Q

trovata nell’antica chiesa di s. paolo, baltimora. datata 1692


(Traduzione di Enrico Orofino)

56 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


letteratura & psiche

desiderata
una poesia di saggezza diventata leggenda
_____________
di Silvia Nosenzo

«Vorrei, se potessi, lasciare un umile dono, un pezzo di prosa un avvocato di origine tedesca, Max Ehrmann (1872-1945),
pura che permetta all’anima di elevarsi». Così, secondo quan- che viveva a Terre Haute, nello stato dell’Indiana. Nel 1927,
to si legge sul diario del suo autore, è nata Desiderata. Ma la Ehrmann registrò la poesia con il titolo di Go Placidly Amid
storia della paternità di questa poesia è curiosa e confusa: la The Noise And Haste. Nel 1948, dopo la morte del suo autore, fu
leggenda racconta che Desiderata, scritta chissà quanti seco- pubblicata nella raccolta The Poems of Max Ehrmann.
li fa e di origine sconosciuta, sia stata ritrovata nel 1692 nella Desiderata è un’intima riflessione sulle “cose da desiderare” o
chiesa di San Paolo a Baltimora. “le cose desiderate essenziali”. Più che una semplice raccolta
Secondo il mito, intorno al 1959 il reverendo Frederick Kates, di massime esistenziali, è il frammento pulsante del cuore di
colpito dalla bellezza delle sue parole, avrebbe inserito la po- un uomo che ha trovato la sua via per raggiungere la sereni-
esia in una raccolta di materiali devozionali per la sua congre- tà e l’integrità personale e la vuole condividere con gli altri.
gazione, dal titolo La vecchia Chiesa di San Paolo, Baltimora, ad Ehrmann non era un saggio, ma un
1692 (il 1692 era l’anno di fondazione della chiesa). Copie di uomo come tanti altri, con gli stessi
Desiderata cominciarono così a circolare tra gli amici e il suo problemi e le stesse gioie di tutti. Ep-
mito continuò a crescere, fino a quando nel 1965 ne venne tro- pure, attraverso la sua poesia è riu-
vata una copia accanto al letto di morte dell’influente politico scito a rendere manifesta la grandez-
democratico Aidlai Stevenson, che stava progettando di tra- za di Dio, a parlare della vera felicità
sformarla in una cartolina natalizia. La pubblicità che ne seguì all’anima di tutti gli uomini di tutti
contribuì a diffondere la fama della poesia e la sua erronea re- i tempi ricordando loro la semplice
lazione con la chiesa di San Paolo a Baltimora. meraviglia del difficile e sorpren-
In realtà, Desiderata fu scritta negli anni ’20 del Novecento da Max Ehrmann dente cammino della vita.

DESIDERATA
GO PLACIDLY AMID THE NOISE AND THE HASTE AND REMEMBER
WHAT PEACE THERE MAY BE IN SILENCE. Q Q As far as possible,
without surrender, be on good terms with all persons. Speak your truth
quietly and clearly; and listen to others, even to the dull and the ignorant;
they too have their story. Q Avoid loud and aggressive persons; they
are vexatious to the spirit. If you compare yourself with others, you may
become vain or bitter, for always there will be greater and lesser persons
than yourself. Q Enjoy your achievements as well as your plans. Q Keep
interested in your own career, however humble; it is a real possession in the
changing fortunes of time. Q Exercise caution in your business affairs, for
the world is full of trickery. But let this not blind you to what virtue there is;
many persons strive for high ideals, and everywhere life is full of heroism.
Q Be yourself. Especially do not feign affection. Neither be cynical about
love, for in the face of all aridity and disenchantment, it is as perennial as
the grass. Q Take kindly the counsel of the years, gracefully surrendering
the things of youth. Q Nurture strength of spirit to shield you in sudden
misfortune. But do not distress yourself with dark imaginings. Many fears
are born of fatigue and loneliness. Beyond a wholesome discipline, be
gentle with yourself. You are a child of the universe no less than the trees and
the stars; you have a right to be here. And whether or not it is clear to you,
no doubt the universe is unfolding as it should. Q Therefore be at peace
with God, whatever you conceive Him to be. And whatever your labors and
aspirations, in the noisy confusion of life, keep peace in your soul. Q With
all its sham, drudgery, and broken dreams, it is still a beautiful world. Q
Be cheerful. Strive to be happy. Q Q

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si rivolge contemporaneamente a chi lucidamente tutti gli aspetti che
muove i primi passi sulla via di una con- caratterizzano questa Nuova Era,
sapevole esperienza spirituale e a tutti annunciata da spiritualisti e pro-
feti di ogni continente, allo scopo
coloro i quali già da anni sono impe- di comprenderla pienamente e di
gnati sul fronte della ricerca personale. realizzare il nostro ruolo in essa.

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vela di essere entrato in possesso di 306 pagine illustrate a colori
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sconvolgente sulla vita, o meglio sulla I fratelli Grimm, Andersen, Per-
morte, di Lucrezia Borgia. Questo non rault, Collodi, La Fontaine, e prima
di loro Esopo, Fedro, gli autori de Le
è che l’inizio di una ricerca che attra-
mille e una notte, insomma i grandi
verso codici, anagrammi e molti colpi favolisti del passato, potrebbero non
di scena, in un viaggio tra alcune delle essere stati soltanto dei personaggi
più belle città d’arte italiane, porterà dalla fervida immaginazione, ma
degli Iniziati, che decisero di tra-
i protagonisti sulle tracce di un ine- mandare le loro conoscenze segrete
stimabile tesoro sepolto da secoli. attraverso il linguaggio della fiaba.

58 Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


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