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Compito di Analisi Matematica II del

12 febbraio 2007 ore 11

Versione A
Esercizio 1. (10 punti)
Calcolare l’integrale di superficie Z
y
p dσ,
S 2 + (z − x)2
dove ( )
3 x2 y 2y
S= (x, y, z) ∈ R : z = e + x, + ≤ 1, 2x + 3y ≤ 6 .
9 4

Svolgimento

La superficie S è il grafico della funzione g : K → R definita da g(x, y) = ey + x, dove


( )
x2 y 2
2
K= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, 2x + 3y ≤ 6 .
9 4

Si ha che S = σ(K), dove σ : K → R3 è definita da

σ(x, y) = (x, y, g(x, y)) = (x, y, ey + x) .

Quindi si ha che Z Z
y y
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy,
S 2 + (z − x)2 K 2 + e2y
∂σ ∂σ
dove N (x, y) = ∂x (x, y) ∧ ∂y (x, y). Si ha che
µ ¶
∂σ ∂σ ∂g ∂g
N (x, y) = (x, y) ∧ (x, y) = − (x, y), − (x, y), 1 = (−1, −ey , 1)
∂x ∂y ∂x ∂y
p
=⇒ kN (x, y)k = 1 + e2y .

Quindi
Z Z Z p Z
y y y
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy = √ 2 + e2y dx dy = y dx dy.
S 2 + (z − x)2 K 2 + e2y K 2 + e2y K

1
2 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

−3 O(0,0) 3 x

−2

Fig. 1: L’insieme K (in azzurro).

Osserviamo che K = A ∪ B, dove


( )
2 x2 y 2
A= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, x ≤ 0 ,
9 4

 s 
 2 
x2
B = (x, y) ∈ R2 : 0 < x ≤ 3, −2 1 − ≤y ≤2− x
 9 3 

e che A ∩ B = ∅.

A
−3 O(0,0) 3 x

−2

Fig. 2: L’insieme K = A ∪ B.
Versione A 3

Quindi
Z Z Z
y dx dy = y dx dy + y dx dy.
K A B

Osserviamo che A e la funzione integranda f (x, y) = y sono simmetrici rispetto all’asse x = 0. Più
precisamente si ha che se (x, y) ∈ A, allora anche (x, −y) ∈ A e f (x, −y) = −f (x, y). Ne segue che
Z
y dx dy = 0.
A
Z
Calcoliamo y dx dy. Essendo B y-semplice, si ha che
B

Z Z 3 "Z 2− 2 x # Z 3h i2− 2 x
3 1
y dx dy = √ y dy dx = y2 3
√ dx =
B 0 −2 1−x2 /9 2 0 −2 1−x2 /9

Z 3 "µ ¶2 µ ¶# Z 3µ ¶ · ¸3
1 1 5 4 5 3 2 2
=2 1− x − 1 − x2 dx = 2 2
x − x dx = 2 x − x = −2.
0 3 9 0 9 3 27 3 0

Quindi
Z Z Z Z
y
p dσ = y dx dy = y dx dy + y dx dy = −2.
S 2 + (z − x)2 K A B

Esercizio 2. (10 punti)


Si consideri la serie di potenze

X 3n xn
, a > 0.
n=1
1 + (9a)n

a) Determinare il raggio di convergenza, al variare del parametro a > 0.

b) Posto a = 1, determinare l’insieme di convergenza puntuale.

Svolgimento

a) La serie è una serie di potenze centrata in x0 = 0. Si ha che


s ( 1 1
3n 3a se a > 9
lim n
=
n 1 + (9a)n 3 se 0 < a ≤ 19 .

Quindi il raggio di convergenza della serie di potenze è


( 1
3a se a > 9
R=
1
3 se 0 < a ≤ 19 .
4 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

b) Dal passo precedente si deduce che per a = 1 il raggio di convergenza è R = 3. Quindi la


serie di potenze converge puntualmente in (−3, 3). Controlliamo per x = ±3.

X 9n
Consideriamo inizialmente x = 3. La serie diventa che è a termini positivi. Os-
n=1
1 + 9n
serviamo che
9n
lim = 1.
n 1 + 9n
Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
9n
diverge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = 3.
n=1
1 + 9n

X 9n
Consideriamo infine x = −3. La serie diventa (−1)n che è a termini di segno
n=1
1 + 9n
alterno. Osserviamo che
9n
lim(−1)n 6 ∃.
n 1 + 9n
Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
9n
(−1)n non converge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = −3.
n=1
1 + 9n
Quindi l’insieme di convergenza puntuale della serie di potenze è (−3, 3).

Esercizio 3. (10 punti)


Si consideri il sistema X 0 = AX, dove
µ ¶
1 1
A= .
4 1

a) Determinare tutte le soluzioni.

b) Dire se X = 0 è un punto critico stabile.

c) Scrivere un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo
“linearizzato” in P0 abbia matrice A.

Svolgimento

a) L’integrale generale del sistema lineare X 0 = AX è dato da

X(t) = eAt C, C ∈ R2 ,

dove eAt è la matrice esponenziale di At.


Versione A 5

Determiniamo gli autovalori di A. Si ha quindi che


¯ ¯
¯1 − λ 1 ¯¯
det (A − λI) = ¯¯ = (1 − λ)2 − 4.
4 1 − λ¯
Quindi
½
−1
det (A − λI) = 0 ⇐⇒ (1 − λ)2 = 4 ⇐⇒ λ − 1 = ±2 ⇐⇒ λ1,2 = .
3
Quindi la matrice A è diagonalizzabile. Cerchiamo un autovettore associato a λ1 = −1. Si
ha che
(
y = −2x
(A + I)v = 0 =⇒ 2x + y = 0 =⇒ =⇒ v = (x, −2x), x ∈ R.
x∈R
Un autovettore associato a λ1 = −1 è v1 = (1, −2).

Cerchiamo ora un autovettore associato a λ2 = 3.


(
y = 2x
(A − 3I)v = 0 =⇒ −2x + y = 0 =⇒ =⇒ v = (x, 2x), x ∈ R.
x∈R
Un autovettore associato a λ2 = 3 è v2 = (1, 2).

I vettori v1 , v2 formano, nell’ordine, le colonne della matrice di passaggio P tale che A =


P BP −1 , dove B è la matrice simile ad A siffatta:
µ ¶
−1 0
B= .
0 3
Quindi si ha µ ¶
1 1
P = .
−2 2
Allora l’integrale generale è
µ ¶ µ −t ¶µ ¶ à !
At Bt 1 1 e 0 c1 c1 e−t + c2 e3t
X(t) = e C = P e C = = , c1 , c2 ∈ R.
−2 2 0 e3t c2 −2c1 e−t + 2c2 e3t
In modo alternativo ma equivalente, si può dire che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 e−t v1 + c2 e3t v2 , c1 , c2 ∈ R,

ovvero che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 X1 (t) + c2 X2 (t), c1 , c2 ∈ R,

dove X1 , X2 sono le due soluzioni linearmente indipendenti

X1 (t) = e−t v1 , X2 (t) = e3t v2 .


6 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

b) Poichè uno degli autovalori di A è positivo, si ha che X = 0 è instabile.

c) Un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo “linearizzato”
in P0 abbia matrice A è, per esempio,
µ 2¶
0 x
X = AX + .
0
µ ¶
x
Infatti, posto X = e
y
µ 2¶ µ ¶
x x + y + x2
F (X) = AX + = ,
0 4x + y

si ha che F (P0 ) = F (0, 0) = (0, 0) e la matrice Jacobiana di F in (x, y) è


µ ¶
1 + 2x 1
JF (x, y) = .
4 1
µ ¶
1 1
Quindi in P0 = (0, 0) è JF (0, 0) = = A.
4 1
Versione B 7

Versione B
Esercizio 1. (10 punti)
Calcolare l’integrale di superficie Z
x
p dσ,
S 2 + (z + x)2
dove ( )
3 x2 y 2 y
S= (x, y, z) ∈ R : z = e − x, + ≤ 1, 3x + 4y ≤ 12 .
16 9

Svolgimento

La superficie S è il grafico della funzione g : K → R definita da g(x, y) = ey − x, dove


( )
x2 y 2
2
K= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, 3x + 4y ≤ 12 .
16 9

−4 O(0,0) 4 x

−3

Fig. 3: L’insieme K (in azzurro).

Si ha che S = σ(K), dove σ : K → R3 è definita da

σ(x, y) = (x, y, g(x, y)) = (x, y, ey − x) .

Quindi si ha che Z Z
x x
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy,
S 2 + (z + x)2 K 2 + e2y
∂σ ∂σ
dove N (x, y) = ∂x (x, y) ∧ ∂y (x, y). Si ha che
µ ¶
∂σ ∂σ ∂g ∂g
N (x, y) = (x, y) ∧ (x, y) = − (x, y), − (x, y), 1 = (−1, −ey , 1)
∂x ∂y ∂x ∂y
8 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

p
=⇒ kN (x, y)k = 1 + e2y .

Quindi
Z Z Z p Z
x x x
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy = √ 2 + e2y dx dy = x dx dy.
S 2 + (z + x)2 K 2 + e2y K 2 + e2y K

Osserviamo che K = A ∪ B, dove


( )
x2 y 2
2
A= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, y ≤ 0 ,
16 9
 s 
 y2 4 
B = (x, y) ∈ R2 : 0 < y ≤ 3, −4 1 − ≤x≤4− y
 9 3 

e che A ∩ B = ∅.

−4 O(0,0) 4 x

−3

Fig. 4: L’insieme K = A ∪ B.

Quindi Z Z Z
x dx dy = x dx dy + x dx dy.
K A B
Osserviamo che A e la funzione integranda f (x, y) = x sono simmetrici rispetto all’asse y = 0. Più
precisamente si ha che se (x, y) ∈ A, allora anche (−x, y) ∈ A e f (−x, y) = −f (x, y). Ne segue che
Z
x dx dy = 0.
A
Z
Calcoliamo x dx dy. Essendo B x-semplice, si ha che
B
Z Z 3 "Z 4− 4 y # Z 3h i4− 4 y
3 1
x dx dy = √ x dx dy = x2 3
√ dy =
B 0 −4 1−y 2 /9 2 0 −4 1−y 2 /9
Versione B 9

Z 3 "µ ¶2 µ ¶# Z 3µ ¶ · ¸3
1 1 1 1 1 3 2 2
=8 1− y − 1 − y2 dy = 16 y2 − y dx = 16 y − y = −8.
0 3 9 0 9 3 27 3 0

Quindi Z Z Z Z
x
p dσ = x dx dy = x dx dy + x dx dy = −8.
S 2 + (z + x)2 K A B

Esercizio 2. (10 punti)


Si consideri la serie di potenze

X 4n xn
, a > 0.
n=1
1 + (16a)n

a) Determinare il raggio di convergenza, al variare del parametro a > 0.

b) Posto a = 1, determinare l’insieme di convergenza puntuale.

Svolgimento

a) La serie è una serie di potenze centrata in x0 = 0. Si ha che


s ( 1 1
4n 4a se a > 16
lim n
=
n 1 + (16a)n 4 se 0 < a ≤ 1
16 .

Quindi il raggio di convergenza della serie di potenze è


( 1
4a se a > 16
R=
1 1
4 se 0 < a ≤ 16 .

b) Dal passo precedente si deduce che per a = 1 il raggio di convergenza è R = 4. Quindi la


serie di potenze converge puntualmente in (−4, 4). Controlliamo per x = ±4.

X 16n
Consideriamo inizialmente x = 4. La serie diventa che è a termini positivi.
n=1
1 + 16n
Osserviamo che
16n
lim = 1.
n 1 + 16n
Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
16n
diverge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = 4.
n=1
1 + 16n

X 16n
Consideriamo infine x = −4. La serie diventa (−1)n che è a termini di segno
n=1
1 + 16n
alterno. Osserviamo che
16n
lim(−1)n 6 ∃.
n 1 + 16n
10 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
16n
(−1)n non converge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = −4.
n=1
1 + 16n
Quindi l’insieme di convergenza puntuale della serie di potenze è (−4, 4).

Esercizio 3. (10 punti)


Si consideri il sistema X 0 = AX, dove
µ ¶
−5 4
A= .
1 −5

a) Determinare tutte le soluzioni.

b) Dire se X = 0 è un punto critico stabile.

c) Scrivere un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo
“linearizzato” in P0 abbia matrice A.

Svolgimento

a) L’integrale generale del sistema lineare X 0 = AX è dato da

X(t) = eAt C, C ∈ R2 ,

dove eAt è la matrice esponenziale di At.

Determiniamo gli autovalori di A. Si ha quindi che


¯ ¯
¯ −5 − λ 4 ¯¯
det (A − λI) = ¯¯ = (−5 − λ)2 − 4.
1 −5 − λ ¯

Quindi
½
−7
det (A − λI) = 0 ⇐⇒ (−5 − λ)2 = 4 ⇐⇒ λ + 5 = ±2 ⇐⇒ λ1,2 = .
−3

Quindi la matrice A è diagonalizzabile. Cerchiamo un autovettore associato a λ1 = −7. Si


ha che
(
x = −2y
(A + 7I)v = 0 =⇒ 2x + 4y = 0 =⇒ =⇒ v = (−2y, y), y ∈ R.
y∈R

Un autovettore associato a λ1 = −7 è v1 = (−2, 1).


Versione B 11

Cerchiamo ora un autovettore associato a λ2 = −3.


(
x = 2y
(A + 3I)v = 0 =⇒ −2x + 4y = 0 =⇒ =⇒ v = (2y, y), y ∈ R.
y∈R

Un autovettore associato a λ2 = −3 è v2 = (2, 1).

I vettori v1 , v2 formano, nell’ordine, le colonne della matrice di passaggio P tale che A =


P BP −1 , dove B è la matrice simile ad A siffatta:
µ ¶
−7 0
B= .
0 −3

Quindi si ha µ ¶
−2 2
P = .
1 1
Allora l’integrale generale è
µ ¶ µ −7t ¶µ ¶
−2 2 e 0 c1
X(t) = eAt C = P eBt C = =
1 1 0 e−3t c2
à !
−2c1 e−7t + 2c2 e−3t
= , c1 , c2 ∈ R.
c1 e−7t + c2 e−3t
In modo alternativo ma equivalente, si può dire che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 e−7t v1 + c2 e−3t v2 , c1 , c2 ∈ R,

ovvero che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 X1 (t) + c2 X2 (t), c1 , c2 ∈ R,

dove X1 , X2 sono le due soluzioni linearmente indipendenti

X1 (t) = e−7t v1 , X2 (t) = e−3t v2 .

b) Poichè entrambi gli autovalori di A sono negativi, si ha che X = 0 è asintoticamente stabile.

c) Un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo “linearizzato”
in P0 abbia matrice A è, per esempio,
µ 2¶
0 x
X = AX + .
0
µ ¶
x
Infatti, posto X = e
y
µ 2¶ µ ¶
x −5x + 4y + x2
F (X) = AX + = ,
0 x − 5y
12 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

si ha che F (P0 ) = F (0, 0) = (0, 0) e la matrice Jacobiana di F in (x, y) è


µ ¶
−5 + 2x 4
JF (x, y) = .
1 −5
µ ¶
−5 4
Quindi in P0 = (0, 0) è JF (0, 0) = = A.
1 −5
Versione C 13

Versione C
Esercizio 1. (10 punti)
Calcolare l’integrale di superficie Z
y
p dσ,
S 2 + (z − x)2
dove ( )
3 x2 y 2 y
S= (x, y, z) ∈ R : z = e + x, + ≤ 1, 3x + 2y ≤ 6 .
4 9

Svolgimento

La superficie S è il grafico della funzione g : K → R definita da g(x, y) = ey + x, dove


( )
x2 y 2
2
K= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, 3x + 2y ≤ 6 .
4 9

−2 O(0,0) 2 x

−3

Fig. 5: L’insieme K (in azzurro).

Si ha che S = σ(K), dove σ : K → R3 è definita da

σ(x, y) = (x, y, g(x, y)) = (x, y, ey + x) .

Quindi si ha che Z Z
y y
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy,
S 2 + (z − x)2 K 2 + e2y
∂σ ∂σ
dove N (x, y) = ∂x (x, y) ∧ ∂y (x, y). Si ha che
µ ¶
∂σ ∂σ ∂g ∂g
N (x, y) = (x, y) ∧ (x, y) = − (x, y), − (x, y), 1 = (−1, −ey , 1)
∂x ∂y ∂x ∂y
14 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

p
=⇒ kN (x, y)k = 1 + e2y .

Quindi
Z Z Z p Z
y y y
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy = √ 2 + e2y dx dy = y dx dy.
S 2 + (z − x)2 K 2 + e2y K 2 + e2y K

Osserviamo che K = A ∪ B, dove


( )
x2 y 2
2
A= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, x ≤ 0 ,
4 9
 s 
 x2 3 
B = (x, y) ∈ R2 : 0 < x ≤ 2, −3 1 − ≤y ≤3− x
 4 2 

e che A ∩ B = ∅.

−2 O(0,0) 2 x

−3

Fig. 6: L’insieme K = A ∪ B.

Quindi Z Z Z
y dx dy = y dx dy + y dx dy.
K A B
Osserviamo che A e la funzione integranda f (x, y) = y sono simmetrici rispetto all’asse x = 0. Più
precisamente si ha che se (x, y) ∈ A, allora anche (x, −y) ∈ A e f (x, −y) = −f (x, y). Ne segue che
Z
y dx dy = 0.
A
Z
Calcoliamo y dx dy. Essendo B y-semplice, si ha che
B
Z Z 2 "Z 3− 3 x # Z 2h i3− 3 x
2 1
y dx dy = √ y dy dx = y2 2
√ dx =
B 0 −3 1−x2 /4 2 0 −3 1−x2 /4
Versione C 15

Z 2 "µ ¶2 µ ¶# Z 2µ ¶ · ¸2
9 1 1 9 1 9 1 3 1 2
= 1− x − 1 − x2 dx = x2 − x dx = x − x = −3.
2 0 2 4 2 0 2 2 6 2 0

Quindi Z Z Z Z
y
p dσ = y dx dy = y dx dy + y dx dy = −3.
S 2 + (z − x)2 K A B

Esercizio 2. (10 punti)


Si consideri la serie di potenze

X 2n xn
, a > 0.
n=1
1 + (4a)n

a) Determinare il raggio di convergenza, al variare del parametro a > 0.

b) Posto a = 1, determinare l’insieme di convergenza puntuale.

Svolgimento

a) La serie è una serie di potenze centrata in x0 = 0. Si ha che


s ( 1 1
2n 2a se a > 4
lim n
=
n 1 + (4a)n 2 se 0 < a ≤ 14 .

Quindi il raggio di convergenza della serie di potenze è


( 1
2a se a > 4
R=
1
2 se 0 < a ≤ 14 .

b) Dal passo precedente si deduce che per a = 1 il raggio di convergenza è R = 2. Quindi la


serie di potenze converge puntualmente in (−2, 2). Controlliamo per x = ±2.

X 4n
Consideriamo inizialmente x = 2. La serie diventa che è a termini positivi. Os-
n=1
1 + 4n
serviamo che
4n
lim = 1.
n 1 + 4n
Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
4n
diverge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = 2.
n=1
1 + 4n

X 4n
Consideriamo infine x = −2. La serie diventa (−1)n che è a termini di segno
n=1
1 + 4n
alterno. Osserviamo che
4n
lim(−1)n 6 ∃.
n 1 + 4n
16 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
4n
(−1)n non converge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = −2.
n=1
1 + 4n
Quindi l’insieme di convergenza puntuale della serie di potenze è (−2, 2).

Esercizio 3. (10 punti)


Si consideri il sistema X 0 = AX, dove
µ ¶
−5 1
A= .
4 −5

a) Determinare tutte le soluzioni.

b) Dire se X = 0 è un punto critico stabile.

c) Scrivere un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo
“linearizzato” in P0 abbia matrice A.

Svolgimento

a) L’integrale generale del sistema lineare X 0 = AX è dato da

X(t) = eAt C, C ∈ R2 ,

dove eAt è la matrice esponenziale di At.

Determiniamo gli autovalori di A. Si ha quindi che


¯ ¯
¯ −5 − λ 1 ¯¯
det (A − λI) = ¯¯ = (−5 − λ)2 − 4.
4 −5 − λ ¯

Quindi
½
−7
det (A − λI) = 0 ⇐⇒ (−5 − λ)2 = 4 ⇐⇒ λ + 5 = ±2 ⇐⇒ λ1,2 = .
−3

Quindi la matrice A è diagonalizzabile. Cerchiamo un autovettore associato a λ1 = −7. Si


ha che
(
y = −2x
(A + 7I)v = 0 =⇒ 2x + y = 0 =⇒ =⇒ v = (x, −2x), x ∈ R.
x∈R

Un autovettore associato a λ1 = −7 è v1 = (1, −2).


Versione C 17

Cerchiamo ora un autovettore associato a λ2 = −3.


(
y = 2x
(A − 3I)v = 0 =⇒ −2x + y = 0 =⇒ =⇒ v = (x, 2x), x ∈ R.
x∈R
Un autovettore associato a λ2 = −3 è v2 = (1, 2).

I vettori v1 , v2 formano, nell’ordine, le colonne della matrice di passaggio P tale che A =


P BP −1 , dove B è la matrice simile ad A siffatta:
µ ¶
−7 0
B= .
0 −3

Quindi si ha µ ¶
1 1
P = .
−2 2
Allora l’integrale generale è
µ ¶ µ −7t ¶µ ¶
1 1 e 0 c1
X(t) = eAt C = P eBt C = =
−2 2 0 e−3t c2
à !
c1 e−7t + c2 e−3t
= , c1 , c2 ∈ R.
−2c1 e−7t + 2c2 e−3t
In modo alternativo ma equivalente, si può dire che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 e−7t v1 + c2 e−3t v2 , c1 , c2 ∈ R,

ovvero che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 X1 (t) + c2 X2 (t), c1 , c2 ∈ R,

dove X1 , X2 sono le due soluzioni linearmente indipendenti

X1 (t) = e−7t v1 , X2 (t) = e−3t v2 .

b) Poichè entrambi gli autovalori di A sono negativi, si ha che X = 0 è asintoticamente stabile.

c) Un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo “linearizzato”
in P0 abbia matrice A è, per esempio,
µ 2¶
0 x
X = AX + .
0
µ ¶
x
Infatti, posto X = e
y
µ 2¶ µ ¶
x −5x + y + x2
F (X) = AX + = ,
0 4x − 5y
18 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

si ha che F (P0 ) = F (0, 0) = (0, 0) e la matrice Jacobiana di F in (x, y) è


µ ¶
−5 + 2x 1
JF (x, y) = .
4 −5
µ ¶
−5 1
Quindi in P0 = (0, 0) è JF (0, 0) = = A.
4 −5
Versione D 19

Versione D
Esercizio 1. (10 punti)
Calcolare l’integrale di superficie Z
x
p dσ,
S 2 + (z + x)2
dove ( )
3 x2 y2 y
S= (x, y, z) ∈ R : z = e − x, + ≤ 1, 4x + 3y ≤ 12 .
9 16

Svolgimento

La superficie S è il grafico della funzione g : K → R definita da g(x, y) = ey − x, dove


( )
x2 2 y2
K= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, 4x + 3y ≤ 12 .
9 16

−3 O(0,0) 3 x

−4

Fig. 7: L’insieme K (in azzurro).

Si ha che S = σ(K), dove σ : K → R3 è definita da

σ(x, y) = (x, y, g(x, y)) = (x, y, ey − x) .

Quindi si ha che Z Z
x x
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy,
S 2 + (z + x)2 K 2 + e2y
∂σ ∂σ
dove N (x, y) = ∂x (x, y) ∧ ∂y (x, y). Si ha che
µ ¶
∂σ ∂σ ∂g ∂g
N (x, y) = (x, y) ∧ (x, y) = − (x, y), − (x, y), 1 = (−1, −ey , 1)
∂x ∂y ∂x ∂y
20 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

p
=⇒ kN (x, y)k = 1 + e2y .

Quindi
Z Z Z p Z
x x x
p dσ = √ kN (x, y)k dx dy = √ 2 + e2y dx dy = x dx dy.
S 2 + (z + x)2 K 2 + e2y K 2 + e2y K

Osserviamo che K = A ∪ B, dove


( )
2 x2 y2
A= (x, y) ∈ R : + ≤ 1, y ≤ 0 ,
9 16
 s 
 y2 3 
B = (x, y) ∈ R2 : 0 < y ≤ 4, −3 1 − ≤x≤3− y
 16 4 

e che A ∩ B = ∅.

−3 O(0,0) 3 x

−4

Fig. 8: L’insieme K = A ∪ B.

Quindi Z Z Z
x dx dy = x dx dy + x dx dy.
K A B
Osserviamo che A e la funzione integranda f (x, y) = x sono simmetrici rispetto all’asse y = 0. Più
precisamente si ha che se (x, y) ∈ A, allora anche (−x, y) ∈ A e f (−x, y) = −f (x, y). Ne segue che
Z
x dx dy = 0.
A
Z
Calcoliamo x dx dy. Essendo B x-semplice, si ha che
B
Z Z 4 "Z 3− 3 y # Z 4h i3− 3 y
4 1
x dx dy = √ x dx dy = x2 4
√ dy =
B 0 −3 1−y 2 /16 2 0 −3 1−y 2 /16
Versione D 21

Z 4 "µ ¶2 µ ¶# Z 4µ ¶ · ¸4
9 1 1 9 1 1 9 1 3 1 2
= 1− y − 1 − y2 dy = y2 − y dx = y − y = −6.
2 0 4 16 2 0 8 2 2 24 4 0

Quindi Z Z Z Z
x
p dσ = x dx dy = x dx dy + x dx dy = −6.
S 2 + (z + x)2 K A B

Esercizio 2. (10 punti)


Si consideri la serie di potenze

X 5n xn
, a > 0.
n=1
1 + (25a)n

a) Determinare il raggio di convergenza, al variare del parametro a > 0.

b) Posto a = 1, determinare l’insieme di convergenza puntuale.

Svolgimento

a) La serie è una serie di potenze centrata in x0 = 0. Si ha che


s ( 1 1
5n 5a se a > 25
lim n
=
n 1 + (25a)n 5 se 0 < a ≤ 1
25 .

Quindi il raggio di convergenza della serie di potenze è


( 1
5a se a > 25
R=
1 1
5 se 0 < a ≤ 25 .

b) Dal passo precedente si deduce che per a = 1 il raggio di convergenza è R = 5. Quindi la


serie di potenze converge puntualmente in (−5, 5). Controlliamo per x = ±5.

X 25n
Consideriamo inizialmente x = 5. La serie diventa che è a termini positivi.
n=1
1 + 25n
Osserviamo che
25n
lim = 1.
n 1 + 25n
Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
25n
diverge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = 5.
n=1
1 + 25n

X 25n
Consideriamo infine x = −5. La serie diventa (−1)n che è a termini di segno
n=1
1 + 25n
alterno. Osserviamo che
25n
lim(−1)n 6 ∃.
n 1 + 25n
22 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

Quindi non essendo verificata la condizione necessaria per la convergenza della serie, la serie
X∞
25n
(−1)n non converge. Ne segue che la serie di potenze data non converge in x = −5.
n=1
1 + 25n
Quindi l’insieme di convergenza puntuale della serie di potenze è (−5, 5).

Esercizio 3. (10 punti)


Si consideri il sistema X 0 = AX, dove
µ ¶
1 4
A= .
1 1

a) Determinare tutte le soluzioni.

b) Dire se X = 0 è un punto critico stabile.

c) Scrivere un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo
“linearizzato” in P0 abbia matrice A.

Svolgimento

a) L’integrale generale del sistema lineare X 0 = AX è dato da

X(t) = eAt C, C ∈ R2 ,

dove eAt è la matrice esponenziale di At.

Determiniamo gli autovalori di A. Si ha quindi che


¯ ¯
¯1 − λ 4 ¯¯
det (A − λI) = ¯¯ = (1 − λ)2 − 4.
1 1 − λ¯

Quindi
½
−1
det (A − λI) = 0 ⇐⇒ (1 − λ)2 = 4 ⇐⇒ λ − 1 = ±2 ⇐⇒ λ1,2 = .
3

Quindi la matrice A è diagonalizzabile. Cerchiamo un autovettore associato a λ1 = −1. Si


ha che
(
x = −2y
(A + I)v = 0 =⇒ 2x + 4y = 0 =⇒ =⇒ v = (−2y, y), y ∈ R.
y∈R

Un autovettore associato a λ1 = −1 è v1 = (−2, 1).


Versione D 23

Cerchiamo ora un autovettore associato a λ2 = 3.


(
x = 2y
(A − 3I)v = 0 =⇒ −2x + 4y = 0 =⇒ =⇒ v = (2y, y), y ∈ R.
y∈R

Un autovettore associato a λ2 = 3 è v2 = (2, 1).

I vettori v1 , v2 formano, nell’ordine, le colonne della matrice di passaggio P tale che A =


P BP −1 , dove B è la matrice simile ad A siffatta:
µ ¶
−1 0
B= .
0 3

Quindi si ha µ ¶
−2 2
P = .
1 1
Allora l’integrale generale è
µ ¶ µ −t ¶µ ¶
−2 2 e 0 c1
X(t) = eAt C = P eBt C = =
1 1 0 e3t c2
à !
−2c1 e−t + 2c2 e3t
= , c1 , c2 ∈ R.
c1 e−t + c2 e3t
In modo alternativo ma equivalente, si può dire che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 e−t v1 + c2 e3t v2 , c1 , c2 ∈ R,

ovvero che l’integrale generale è dato da

X(t) = c1 X1 (t) + c2 X2 (t), c1 , c2 ∈ R,

dove X1 , X2 sono le due soluzioni linearmente indipendenti

X1 (t) = e−t v1 , X2 (t) = e3t v2 .

b) Poichè uno degli autovalori di A è positivo, si ha che X = 0 è instabile.

c) Un sistema non lineare che abbia un punto critico in P0 = (0, 0) e tale che il suo “linearizzato”
in P0 abbia matrice A è, per esempio,
µ 2¶
0 x
X = AX + .
0
µ ¶
x
Infatti, posto X = e
y
µ 2¶ µ ¶
x x + 4y + x2
F (X) = AX + = ,
0 x+y
24 Esame scritto di Analisi Matematica II del 12 febbraio 2007

si ha che F (P0 ) = F (0, 0) = (0, 0) e la matrice Jacobiana di F in (x, y) è


µ ¶
1 + 2x 4
JF (x, y) = .
1 1
µ ¶
1 4
Quindi in P0 = (0, 0) è JF (0, 0) = = A.
1 1