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Tammuz (divinità babilonese)

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ّ ‫ = ﺗ‬Tammūz; ebraico ‫ = תמוז‬Temwtz, accadico ỾỾ = Duʾzu o
Tammuz (arabo ‫ﻤﻮز‬
Dūzu) è la divinità sumerica Dumuzi (Dumu-zi-Abzu)[1]. Grazie alla vasta
documentazione rinvenuta dagli archeologi, i culti legati al dio Dumuzi/Tammuz si
possono ricostruire con molta precisione, il cui culto si diffuse in tutto l'oriente
mediterraneo, inclusa la Grecia, dove prese il nome di Adone, paredro della dea
della fertilità Inanna/Ishtar/Astarte, la cui morte e risurrezione rappresentava il
periodico rigenerarsi della vegetazione a primavera.

l nome accadico/babilonese Tammuz si è mantenuto fino ai nostri giorni nelle lingue


semitiche, indicando il decimo mese del calendario ebraico (giugno/luglio ca.) ed il
mese di luglio del calendario Gregorianoin lingua araba.

Indice
Il culto
Il Corteggiamento nelle liriche
Il matrimonio sacro
Lutto Rituale Il matrimonio di Ishtar e Tammuz
Il Mito
Un'interpretazione più antica
Il movimento Tammuzi
Note
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Il culto
Tra le rappresentazioni di Dumuzi è particolarmente conosciuta quella del dio pastore, celebrato dagli allevatori di pecore che lo
dicevano figlio di Duttur, la personificazione divina della pecora. Mentre gli allevatori di bovini lo dicevano figlio di Ninsûna, la
personificazione divina dei bovini selvatici. La rinascita della vegetazione in primavera e la floridità dei pascoli era infatti la base di
quelle economie.

Da alcuni testi appare una forma del dio chiamato "Dumuzi del grano", legato all'agricoltura ma in particolar modo alla fabbrica della
birra di grano, attività nata nella civiltà sumero-accadica.

Ancora, una forma del culto lo vede come il "dio bambino", Damu, da collegare alla venerazione dei coltivatori degli alberi da frutta
nel basso Eufrate. La mitologia di Damu si distacca parzialmente da quella generale di Dumuzi, non prevede i riti del matrimonio ma
è particolarmente importante il rito della ricerca del dio morto.
I culti e la figura di Dumuzi sono strettamente legati a quelli della dea Inanna (Ishtar). Il matrimonio tra il giovane dio e la dea
dell'amore era celebrato e messo in scena sacralmente ogni anno. La coppia Inanna Dumuzi, oltre al mito, venne celebrata nella
letteratura non religiosa come esemplare di una relazione amorosa.

Il Corteggiamento nelle liriche


Inanna e Dumuzi si incontrano la prima volta, e si innamorano, passa una giornata prima che si possano rivedere, così canta Inanna:

«Io, una fanciulla, ho atteso tutto il tempo, fin da ieri


Io, Inanna, ho atteso tutto il tempo, fin da ieri
ho atteso tutto il tempo, ho danzato
ho cantato tutto il giorno, fino a sera,
mi ha conosciuto! Mi ha conosciuto!
Il nobile, il pari di An mi ha conosciuto.
Il nobile ha preso la mia mano nella sua.
Ushumgalanna ha messo il suo braccio attorno alle mie spalle.
Dove mi stai portando? Toro selvaggio,
lasciami andare, devo tornare a casa!
Pari di Enlil, lasciami andare, devo tornare a casa!
Che bugia racconterò a mia madre?
Che bugia racconterò aNingal?»

Il matrimonio sacro
Rito centrale nel culto di Dumuzi è il matrimonio sacro, il rito assume aspetti e significati differenti per le diverse comunità che lo
celebravano. Per i coltivatori di alberi da frutto il matrimonio rappresentava la pienezza della stagione, il momento della raccolta, il
banchetto nuziale ricco e pieno di ogni genere disponibile, anche di ciò che non poteva essere conservato durante la stagione
invernale. Per gli allevatori di bestiame l'enfasi andava invece sull'accoppiamento, impersonato da attori umani il rito di fertilità
faceva coincidere la potenza generatrice del divino con l'atto sessuale.

Lutto Rituale
La morte del dio è comune a tutti i miti di Dumuzi (o Damu), ma è differente nei diversi testi rinvenuti. I motivi per la morte del dio
restano genericamente vaghi.

Iniziando col solstizio d'estate veniva celebrato un periodo di lutto nell'Antico icino
V Oriente come nell'Egeo: i Babilonesi ritenevano
che l'accorciarsi delle giornate e l'attenuarsi della calura estiva coincidesse con la "morte" del dio e celebravano un "funerale" che
durava sei giorni, periodo di lutto che veniva ancora osservato dinanzi al Tempio di Gerusalemme, per l'orrore del profeta riformatore
Ezechiele:

"Quindi egli mi condusse alla soglia del cancello della casa del Signore, che era rivolto verso
nord; e a presidio là sedevano donne che piangevano per Tammuz. Dunque egli mi disse,
'Hai tu visto questo, O figlio dell'uomo? Voltati ancora, e vedrai abominazioni ancor più
grandi di queste" — Ezechiele 8.14-15.

In Babilonia, il mese di Tammuz fu così chiamato in onore del dio eponimo, derivato dal dio-pastore Sumero, chiamato Dumuzi o
Dumuzid, consorte della dea Inanna e nella parallela forma accadica marito di Ishtar, l'assiro Adonis, acquisito nel pantheon greco. Il
nome "Tammuz" sembra sia derivato dalla forma Accadica "Tammuzi", basata sull'antico Sumero Damu-zid. La successiva versione
standard Sumera, Dumu-zid nel passaggio divenneDumuzi in Accadico.

Nel famoso poema Discesa di Inanna agli inferiil dio Dumuzi viene sacrificato in vece della dea.
Nel poema "Il sogno di Dumuzi", il dio ha una premonizione del proprio destino e chiede a tutti gli esseri della natura di lamentarlo.
Il dio ha diversi sogni che preconizzano la sua morte, secondo tali sogni una banda di briganti lo avrebbe ucciso lungo una strada,
nonostante ciò spera di sfuggire al destino. In più occasioni, quando il dio è catturato e tutto sembra perso si rivolge ad un'altra
divinità, Utu, e riesce a sfuggire. Al termine della vicenda, cercando rifugio in un ovile senza protezioni nel deserto, i suoi inseguitori
lo raggiungono ed il destino si compie. Alla morte del dio seguono le lamentazioni e la disperata ricerca da parte della sorella
Geshtinanna, parzialmente ciò ricorda il mito egiziano diIside e Horus ma il ritorno alla vita del dio, in questo caso Damu, è riportato
in una sola composizione.

Il Mito
Nella Lista reale sumerica compare un "Dumuzi il Pescatore, la cui città era Kua, regnò 100 anni" secondo sovrano della prima
dinastia di Uruk, il cui regno fu intermedio tra quello di Lugalbanda e quello di Gilgamesh, ritenuto figlio di Lugalbanda; una
situazione non spiegata nei testi conosciuti. Né viene spiegato come in altri testi Dumuzi sia sempre un pastore e non un pescatore.
Nel poema del ciclo epico sumerico a lui dedicato, le caratteristiche divine di Dumuzi si sovrappongono alle sue caratteristiche di
sovrano (impegnato, in particolare, nello scontro tra Uruk eAratta).
La lista reale elenca un Dumuzid il pastore come quinto dei re che regnarono in Eridu prima del Diluvio. Ma Eridu, circondata da
laghi e specchi d'acqua dolce, è esattamente il posto dove ci si aspetterebbe di trovare un pescatore e non un pastore.

In ogni caso, un buon numero di poemi pastorali e canzoni raccontano l'amore di Inanna e Dumuzi il pastore. Un testo restaurato nel
1963 racconta "Il corteggiamento di Inanna e Dumuzi" con una terminologia tenera ed esplicitamente erotica.

Quindi Inanna (Ishtar nei testi accadici) parte alla volta del sottomondo, detto Kur, che era governato da sua sorella Ereshkigal, forse
per reclamarlo come proprio. Inanna/Ishtar attraversa sette cancelli, e ad ognuno le viene richiesto di togliere un indumento o un
ornamento così che al settimo cancello rimane completamente nuda. Nonostante gli avvertimenti sulla sua presunzione, Inanna/Ishtar
non torna indietro ma osa sedersi sul trono di Ereshkigal. Immediatamente giudicata dagli Anunnaki del sottomondo, colpita dallo
"sguardo della morte", viene appesa esanime ad un gancio.

La fida ancella di Inanna Ninshubur tenta di ottenere aiuto per lei dagli altri dei, ma solo il saggio Enki risponde. I dettagli del piano
di Enki differiscono leggermente nei due racconti giunti fino a noi, ma la fine è che Inanna/Ishtar vive ancora. Ma una legge della
"conservazione delle anime" richiede che trovi un sostituto per sé stessa nel Kur. Ella va da un dio all'altro, ma ognuno la prega di
risparmiarlo ed ella non se la sente di procedere finché non trova Dumuzi/Tammuz seduto sul di lei trono, apparentemente soddisfatto
della sua assenza. Inanna/Ishtar immediatamente scatena i demoni contro di lui. A questo punto i testi Accadici sostengono che Belili,
sorella di Tammuz, mai prima nominata, si spogli dei suoi gioielli lamentandosi e implorando affinché il fratello ritorni dal mondo
dei morti.

A questo punto c'è un po' di confusione, dato che il nome Belili è riportato anche nei testi Sumerici, ma non è il nome della sorella di
Dumuzi, che è chiamataGeshtinanna, ma il nome di una vecchia donna che un altro testo chiama Biluli.

In ogni caso, i testi Sumerici riportano che Dumuzi fugge presso la sorella Geshtinanna che tenta di nasconderlo ma che non può alla
fine affrontare i demoni. Dumuzi fugge da un posto all'altro con i demoni alle calcagna, finché finalmente essi lo catturano mentre è
sotto la supposta protezione della vecchia chiamata Bilulu o Belili, e quindi lo conducono agli inferi. A questo punto Inanna si pente.

Inanna cerca di vendicarsi di Bilulu, del suo figlio assassino Girg̃ ire e della di lui consorte Shirru "del deserto stregato, figlia di
nessuno e di nessuno amica". Inanna muta Bilulu in una borraccia e Girg̃ ire in un dio protettore del deserto mentre a Shirru viene
assegnato il compito di vigilare sempre affinché i riti appropriati vengano eseguiti come protezione contro i rischi
dell'attraversamento del deserto.

Infine, Inanna si calma e cambia il suo decreto restituendo suo marito Dumuzi alla vita; viene trovato un compromesso per cui
Geshtinanna prenderà il posto di Dumuzi nel Kur per sei mesi all'anno.
Essendo Dumuzi/Tammuz il dio della vegetazione e del raccolto, questo corrisponde al cambio delle stagioni, dato che l'abbondanza
delle messi diminuisce in sua assenza. Egli è un dio risorto, come l'egizio Osiride, Baal nel poema a lui dedicato nella letteratura
ugaritica, Dioniso nella versione del mito in cui salva la madre Semele dall'oblio degli inferi e la porta con sé nell'olimpo, Adone
venerato a Byblos.

Un'interpretazione più antica


In base ai primi testi rinvenuti, si supponeva che la discesa di Inanna/Ishtar agli inferi avvenisse dopo la morte di Dumuzi/Tammuz
piuttosto che prima e che il suo scopo fosse di soccorrerlo. Questa è la forma più familiare del mito, come appare nel testo "La
discesa della dea Ishtar nel Sottomondo" di M. Jastrow, datato 1915, largamente reperibile in internet. Attraverso la scoperta di nuovi
testi nel 1963 la storia assunse un fascino differente, nonostante la vecchia interpretazione sia ancora diffusa. A parte l'estesa epica
"La Discesa di Inanna", un precedentemente sconosciuto "Corteggiamento di Inanna e Dumuzi" venne dapprima tradotto in inglese
ed annotato dal sumerologo Noah Kramer e dalla studiosa di folklore Diane Wolkstein, e poi pubblicato nel 1983. L'amante di
Inanna, il re-pastore Dumuzi, porta come dono nuziale secchi di latte, trasportandoli con un bastone sulle spalle.

Il mito di Inanna e Dumuzi fu il soggetto di un simposio a Lindisfarne (Northumberland, UK), pubblicato come La Storia di Inanna e
Dumuzi: Dal Racconto Popolare alla Letteratura Civilizzata: Un Simposio a Lindisfarne.(relatore William Irwin Thompson, 1995).

Il movimento Tammuzi
Alla divinità orientale, presa come simbolo della rinascita che segue alla morte cruenta, così come al suo omologo greco Adone, si è
rifatto negli anni Cinquanta e Sessanta un importante movimento di avanguardia culturale araba, che ha preso le mosse dalle
traduzioni di Jabra Ibrahim Jabra del Ramo d'oro di James Frazer e della Terra desolata di Thomas Stearns Eliot. Adone, adottato
come nom de plume da uno dei più celebri tra gli autoritammuzi, Adonis, diviene quindi simbolo allo stesso tempo estetico e politico.

Note
1. ^ Tammuz, enciclopedia Treccani online. URL consultato il 26/10/2011.
sottolineare indispensabile

Bibliografia
Thorkild Jacobsen, The treasures of darkness - A history of mesopotamian religionYale University Press, London.
p. 273 (1976).
Kramer, Samuel Noah and Diane Wolkstein, 1983. Inanna: Queen of Heaven and Earth(New York: Harper & Row)
ISBN 0060908548

Voci correlate
Tammuz (mese)

Collegamenti esterni
Poemi sumerici su Dumuzi e Inanna

ETSCL: Narrativa: Inanna e Dumuzi inUnicode e ASCII


ETSCL: Inni: Inanna e Dumuzi inUnicode e ASCII
L'Accadica "Discesa di Ishtar"

"Discesa della dea Ishtar nel Sottomondo", trad. M. Jastrow , 1915; su Sacred Texts e Ancient Texts e Mike's
History
"The Descent of Ishtar", trad. E. Speiser, 1950: Eliade e Gateway to Babylon
"The Descent of Ishtar", trans. Stephanie J. Dalley , su mindspring.com.
predecessore: successore:
Lugalbanda I Dinastia di Uruk2700 a.C. - 2680 a.C. Gilgameš

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