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L’INFORM ATORE AGRARIO

S P E C IA L E

• Redditività,
costi d’impianto
e di piena
produzione

• Prime
sperimentazioni
in campo
sull’alta densità

• Irrigazione
fondamentale
per gli impianti fitti

Ciliegio ad alta densità


solo per veri esperti
I
n Italia il ciliegio è coltivato su circa 30.000 ha con una si aggira sui 16° Brix. Le ciliegie «ad alta densità» sono
produzione media di circa 4 t/ha. Valore molto basso sostenute anche dai prezzi, basti pensare che a fron-
se messo a confronto con quello registrato dai nuovi te di costi d’impianto elevati (anche 100.000 euro/ha)
impianti ad alta densità: circa 10 t/ha in media. il tempo di ritorno del capitale può essere di «soli» 6
Con questo metodo è possibile ottenere produzioni ele- anni. Unico neo ancora da valutare è la vita produtti-
vate e di qualità: tutti i parametri indagati dalla speri- va di questi impianti fitti.
mentazione del Dipartimento di colture arboree dell’Uni- Ultimo aspetto messo in luce nello Speciale riguarda
versità di Bologna lo confermano. Ad esempio il conte- la fondamentale importanza dell’irrigazione nei nuovi
nuto di solidi solubili negli impianti con 6.660 piante/ha ceraseti fitti

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C O S T I D ’ I M P I A N T O , D I P I E N A P R O D U Z I O N E E R E D D I T I V I TÀ

Ciliegio alta densità


Alta densità nel ciliegio redditizia
ma l’incognita è la durata

Buoni risultati si sono avuti con impianti di Ferrovia a densità
di 5.714 piante/ha. Infatti questi ceraseti permettono di rientrare L’incidenza
delle alte spese d’impianto sostenute in 6 anni, se il prezzo
delle ciliegie è compreso tra 310 e 340 euro/q
dei costi di raccolta
• 32% Kordia 5.714 piante/ha

36% Ferrovia 5.714 piante/ha


di Valeria Altamura, 100.000 euro/ha negli impianti più fitti e
Antonello Sanna provvisti di tutte le dotazioni antigran- 32% Kordia 5.000 piante/ha

N
dine e antipioggia.
egli ultimi anni la coltivazio- In particolare, gli impianti apparte- 38% Ferrovia 6.666 piante/ha
ne del ciliegio è stata caratte- nenti all’azienda 1, Kordia e Ferrovia,
rizzata dall’introduzione di hanno evidenziato lo stesso costo d’im-
importanti innovazioni tec- pianto pari a circa 70.000 euro/ha, a fron-
nologiche tra le quali l’utilizzo di por- te della stessa densità di 5.714 piante/ha.
tinnesti nanizzanti che, oltre a ridurre Gli impianti realizzati all’interno del- TABELLA 1 - Caratteristiche
sensibilmente le ore relative alla raccolta l’azienda 2, invece, sono risultati più degli impianti
dei frutti, hanno consentito un aumento onerosi soprattutto a causa dell’elevato Forma Densità
della densità d’impianto fino a superare costo delle dotazioni antigrandine e an- Azienda Cultivar
di allevamento (piante/ha)
le 6.000 piante/ha. tipioggia. Infatti, l’impianto e il primo
Per poter valutare l’effettiva redditi- anno di vita di Kordia (5.000 piante/ha) Kordia asse centrale 5.714
1
vità degli impianti fitti è stato effettua- sono costati circa 100.000 euro/ha, Ferrovia asse centrale 5.714
to un apposito studio su 4 impianti ad mentre per l’impianto con Ferrovia a
altissima densità, realizzati su portin- densità di 6.666 piante/ha i costi hanno Kordia astone colonnare 5.000
2
nesti nanizzanti (Gisela® 5) e con forme Ferrovia astone colonnare 6.666
di allevamento ad asse centrale e astone
colonnare.
In particolare, lo studio ha riguarda- CON CILIEGIE VENDUTE
to due impianti di Kordia caratteriz- A 320 EURO/Q
zati da densità di impianto di 5.714 e
5.000 alberi/ha e due impianti di Ferro- Kordia 5.714 piante/ha
via il primo con 5.000 alberi/ha e il se- Costo d’impianto: 69.457 euro/ha
condo con una densità pari a 6.666 al- Tempo di ritorno del capitale: 8 anni
beri/ha (tabella 1). Kordia 5.000 piante/ha
Al fine di effettuare l’analisi della red- Costo d’impianto: 98.949 euro/ha
ditività su impianti così innovativi è stato Tempo di ritorno del capitale: 8 anni
necessario ipotizzare una vita media del-
l’impianto di 15 anni, pur non essendo- Ferrovia 5.714 piante/ha
ci esperienze pregresse in grado di aval- Costo d’impianto: 69.457 euro/ha
lare tale ipotesi. Inoltre, l’analisi è stata Tempo di ritorno del capitale: 6 anni
realizzata tenendo conto della variabili- Ferrovia 6.666 piante/ha
tà di produzione tipica della coltura del
Costo d’impianto: 110.178 euro/ha
ciliegio.
Tempo di ritorno del capitale: 8 anni
Costi d’impianto
I costi relativi all’impianto di cera-
seti ad alta densità sono risultati parti-
colarmente onerosi, tanto da superare i

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Ciliegio alta densità

120
Costi d’impianto e primo anno

100

6.666 piante/ha
(.000 euro/ha)

80

5.000 piante/ha
60
5.714 piante/ha

5.714 piante/ha

40
20
0
Kordia Ferrovia Kordia Ferrovia
Azienda 1 Azienda 2

GRAFICO 1 - Costi d’impianto


e primo anno

Il costo d’impianto dei ceraseti ad alta


densità può superare i 110.000 euro/ha.

3.578 superato i 110.000 euro/ha (grafico 1). per l’acquisto e l’istallazione dell’impian-
3.463 Nello specifico, nei grafici 2, 3 e 4 è ri- to di irrigazione e 37.800 euro/ha per ciò
5.375 portato il dettaglio dei costi d’impianto che riguarda le dotazioni antigrandine
20.675 e primo anno dei cesareti indagati. e antipioggia.
Nel grafico 2 è possibile osservare i co- Al contrario, i due impianti si diffe-
sti ascrivibili all’impianto e al primo an- renziano per il costo relativo all’impian-
36.366 no di vita degli impianti analizzati nel- to del frutteto, ovvero il costo connesso
l’azienda 1, caratterizzati dallo stesso si- all’utilizzo dei macchinari, alla manodo-
stema di coltivazione e dal medesimo pera e alle materie prime per la messa a
impianto antigrandine. Dal grafico si os- dimora delle piante.
serva come il costo d’impianto del frut- Nello specifico, la messa a dimora delle
Impianto frutteto Impianto antigrandine teto e delle strutture antigrandine rap- 5.000 piante/ha dell’impianto Kordia è
Impianto di irrigazione Altri costi colturali presentano la quota maggiore sul totale, costata circa 42.800 euro, contro i qua-
Costi indiretti pesando rispettivamente circa 36.400 e si 54.000 euro/ha spesi per impiantare i
20.700 euro/ha, coprendo insieme ben 6.666 alberi di Ferrovia.
GRAFICO 2 - Costo d’impianto l’82% dell’intero costo dell’impianto.
e primo anno (euro/ha) di Kordia
e Ferrovia (5.714 piante/ha)
Nei grafici 3 e 4, invece, sono riportati Costi di piena produzione
i costi d’impianto e primo anno dei ce-
Oltre 20.000 euro/ha sono investiti sareti Kordia (5.000 piante/ha) e Ferro- Il costo colturale relativo alla piena
per l’impianto antigrandine, via (6.666 piante/ha). In entrambi i casi è produzione degli impianti analizzati
fondamentale nei nuovi impianti. stato rilevato un costo di 10.500 euro/ha nel 2008 è stato riportato nel grafico 5.

30
3.559 3.559
Costo in piena produzione

4.252 4.553 25
10.500 10.500
6.666 piante/ha
(.000 euro/ha)

20
5.000 piante/ha

37.813
5.714 piante/ha

15
5.714 piante/ha

37.813
10
42.825 53.754
5
0
Kordia Ferrovia Kordia Ferrovia
Azienda 1 Azienda 2
Impianto frutteto Impianto antigrandine Impianto frutteto Impianto antigrandine Il costo dell’impianto è stato ripartito negli anni successivi,
e antipioggia Impianto di irrigazione e antipioggia generando le quote di ammortamento e gli interessi
Impianto di irrigazione sul capitale investito.
Altri costi colturali Costi indiretti Altri costi colturali Costi indiretti GRAFICO 5 - Costo colturale
di piena produzione
GRAFICO 3 - Costi d’impianto GRAFICO 4 - Costi d’impianto
e primo anno (euro/ha) di Kordia e primo anno (euro/ha) di Ferrovia I maggiori costi di piena produzione
(5.000 piante/ha) (6.666 piante/ha) per l’impianto di Ferrovia
con 6.666 piante/ha sono da attribuire
I costi d’impianto, per l’antigrandine e l’antipioggia pesano per oltre il 70% dei costi ai più elevati oneri per il diradamento
totali. e la raccolta.

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sultati maggiori per il più fitto impian-
7% 7% 7% 7% to Ferrovia, e in parte ai costi di raccolta
9% 8%
i quali, essendo fortemente dipendenti
dalla resa produttiva, sono risultati su-
32% 36%
periori per l’impianto di Ferrovia con
45% 42% 6.666 piante/ha rispetto a Kordia con
5.000 piante/ha.
Infatti, la resa produttiva di Ferrovia
(6.666 piante/ha) è risultata essere di
12,5 t/ha, contro le 8,2 t/ha totalizzate
nell’impianto Kordia (5.000 piante/ha).
Raccolta e trasporto Costi calcolati Raccolta e trasporto Costi calcolati
Nei grafici 6 e 7, è stata raffigurata la
Fertilizzazioni, difesa Potatura Fertilizzazioni, difesa Potatura suddivisione percentuale del costo di pie-
e lavorazione del terreno e diradamento e lavorazione del terreno e diradamento na produzione in funzione delle prin-
Irrigazione e manutenzione Irrigazione e manutenzione cipali voci di costo. Osservando i due
dell’impianto dell’impianto
grafici si nota come i costi calcolati sia-
GRAFICO 7 - Costo di piena no risultati i più incidenti sul costo di
GRAFICO 6 - Costo di piena produzione di Ferrovia
produzione di Kordia (5.714 piante/ha) (5.714 piante/ha)
un’annata di piena produzione, prevalen-
temente a causa dell’elevata quota attri-
I costi calcolati sono risultati i più incidenti sul costo di un’annata di piena produzione, buita all’ammortamento dell’impianto,
prevalentemente a causa dell’elevata quota attribuita all’ammortamento dell’impianto, la quale pesa circa 4.600 euro/ha in en-
la quale pesa circa 4.600 euro/ha in entrambi gli impianti. trambi gli impianti dell’azienda 1.
Per quanto riguarda invece il peso dei
Si osserva che gli impianti appartenen- ha generato maggiori costi colturali con- costi colturali, nei grafici si osserva la
ti all’azienda 1 hanno mostrato costi nessi con la manodopera impiegata per forte preponderanza dei costi di raccol-
di piena produzione minori rispetto ai la raccolta dei frutti. ta che negli impianti Kordia e Ferrovia
ceraseti implementati all’interno del- Per quanto riguarda invece il costo (entrambi con 5.714 piante/ha) hanno
l’azienda 2. di piena produzione degli impianti ap- coperto rispettivamente il 32 e il 36% del
In particolare, i costi relativi a un’an- partenenti all’azienda 2, nel grafico 5 si costo di piena produzione totale.
nata di piena produzione degli impianti osserva come nel 2008 l’impianto Kor- Nei grafici 8 e 9, invece, sono stati carat-
Kordia (5.714 piante/ha) e Ferrovia (5.714 dia (5.000 piante/ha) sia costato quasi terizzati i costi di piena produzione relati-
piante/ha) sono stati rispettivamente di 22.000 euro/ha, mentre l’impianto Fer- vi agli impianti Kordia (5.000 piante/ha) e
circa 16.600 e 17.700 euro/ha. La diffe- rovia (6.666 piante/ha) abbia superato Ferrovia (6.666 piante/ha). Nello specifico,
renza tra i due ceraseti è interamente i 26.000 euro/ha, confermandosi il più si osserva come anche in questo caso vi
attribuibile ai costi di raccolta, risultati oneroso degli impianti analizzati. sia una forte incidenza della quota di am-
più elevati nell’impianto con Ferrovia a In questo caso la differenza di costo mortamento degli impianti che, essendo
densità di 5.714 piante/ha in conseguen- tra i due impianti va attribuita in parte di 6.600 e 7.300 euro/ha rispettivamente
za di una resa produttiva superiore, che ai costi di diradamento e potatura, ri- per gli impianti Kordia (5.000 piante/ha)
Solitamente il costo d’impianto del frutteto e quello delle strutture antigrandine rappresentano la quota maggiore sul totale dei costi

7% 9% 6% 9% 5%
7%

42%
45% 32% 38%

Raccolta e trasporto Costi calcolati Raccolta e trasporto Costi calcolati


Fertilizzazione, difesa Potatura Fertilizzazione, difesa Potatura
e lavorazione del terreno e diradamento e lavorazione del terreno e diradamento
Irrigazione e manutenzione Irrigazione e manutenzione
dell’impianto dell’impianto
GRAFICO 9 - Costo di piena
GRAFICO 8 - Costo di piena produzione di Ferrovia
produzione di Kordia (5.000 piante/ha) (5.714 piante/ha)

I costi calcolati sono talmente elevati da coprire il 45 e il 42% del costo di piena
produzione totale di Kordia e Ferrovia per l’anno 2008.

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S
Il costo colturale di piena produzione
Ciliegio alta densità

per Ferrovia con 6.666 piante/ha


supera i 26.000 euro/ha

300

250
Prezzo medio

Van (*) (.000 euro/ha)


200

150

100

50

250
260
270
280
290
300
310
320
330
340
350
360
370
380
390
400
410
420
INDICI DI REDDITIVITÀ Ipotesi di prezzo (euro/q)
Kordia (5.714 piante/ha) Ferrovia (5.714 piante/ha)
Van = Valore attuale netto, misura in termini monetari l’incremento Kordia (5.000 piante/ha) Ferrovia (6.666 piante/ha)
di valore dell’impresa in funzione dell’investimento
(*) Valore attuale netto: vedi riquadro a fianco.
GRAFICO 10 - Valore attuale netto in funzione
Trc = Tempo di ritorno del capitale, è il periodo entro il quale il totale di diverse ipotesi di prezzo
dei ricavi supera le spese sostenute Tutti gli impianti sono risultati redditizi con le ipotesi di prezzo
prese in considerazione.

TABELLA 2 - Tempo di ritorno e Ferrovia (6.666 piante/ha), hanno ge- sono risultati redditizi per tutte le ipo-
del capitale (anni) in funzione nerato dei costi calcolati talmente elevati tesi di prezzo considerate.
delle ipotesi di prezzo di vendita da coprire il 45 e il 42% del costo di pie- Tuttavia, qualora il prezzo delle cilie-
na produzione totale di Kordia e Ferro- gie dovesse scendere al di sotto dei prezzi
Kordia Ferrovia Kordia Ferrovia via per l’anno 2008. medi considerati, gli impianti non risul-
Ipotesi (5.714 (5.714 (5.000 (6.666 terebbero più altrettanto redditizi.
di prezzo piante/ piante/ piante/ piante/ Il tempo di ritorno del capitale, inve-
(euro/q) ha) ha) ha) ha) Indicatori di redditività ce, corrisponde al periodo di tempo en-
tro il quale il totale dei ricavi supera le
250 12 9 11 13 Al fine di valutare la convenienza del- spese sostenute, generando quindi un
260 11 8 10 12 l’investimento sono stati utilizzati due valore positivo. Questo indice risulta
270 11 8 10 11 indicatori fi nanziari: il valore attuale utile a quantificare il rischio d’impre-
netto (Van) e il tempo di ritorno del ca- sa, che risulterà tanto inferiore quanto
280 10 7 9 10
pitale (Trc). inferiore sarà il numero di anni neces-
290 9 7 9 9 In particolare, il Van misura in termi- sari per il recupero del capitale.
300 9 7 8 9 ni monetari l’incremento di valore del- Nello specifico, in tabella 2 sono stati
310 8 6 8 8 l’impresa in funzione dell’investimento e riportati i valori relativi al Trc in rela-
consiste nella somma- zione a diverse ipote-
320 8 6 8 8
toria dei flussi di cassa si di prezzo per i quat-
330 8 6 7 7 attualizzati: se il risul- I costi d’impianto tro impianti di ciliegie
340 7 6 7 7 tato della sommatoria del frutteto e delle strutture considerati.
350 7 5 7 7 è maggiore di zero l’in- antigrandine sono circa Si osserva come al-
360 7 5 7 6
vestimento crea nuovo 36.400 euro/q con Ferrovia l’aumentare del prez-
valore per l’impresa; al a densità di 5.714 piante/ha zo di vendita il Trc e
370 7 5 7 6 contrario, se il risulta- quindi la rischiosità
380 7 5 6 6 to della sommatoria è dell’investimento ten-
390 6 5 6 6 minore di zero l’investimento è da re- da a diminuire. In questo caso, il Trc in-
400 6 5 6 6 spingere in quanto distrugge valore. dica l’impianto Ferrovia con densità di
Nello specifico, nel grafico 10 sono ri- 5.714 piante/ha come l’investimento me-
410 6 5 6 5
portati gli andamenti del Van in funzio- no rischioso, anche in funzione di ipotesi
420 6 4 6 5 ne di diverse ipotesi di prezzo espresse di prezzo contenute. •
in euro/quintale di prodotto per gli im- Valeria Altamura, Antonello Sanna
Si può osservare che all’aumentare
del prezzo di vendita delle ciliegie pianti Kordia (5.714 piante/ha), Ferrovia Centro ricerche produzioni vegetali
diminuisce il tempo di ritorno del capitale (5.714 piante/ha), Kordia (5.000 piante/ Cesena
e quindi la rischiosità dell’investimento. ha) e Ferrovia (6.666 piante/ha), i quali altamura@crpv.it

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Ciliegio alta densità

L’alta densità nel ciliegio


assicura produzioni e qualità

Le prestazioni rilevate sono incoraggianti: al quarto anno l’impianto
cetto di albero inteso come porzione costi-
tutiva di un filare produttivo continuo. Si
è in piena produzione con 10-15 t/ha e il 90% delle ciliegie intende cioé realizzare una «parete frutti-
è con calibro compreso tra 28 e 30 mm. Di contro, viene richiesta fera», all’interno della quale, in fase adul-
ta, non sono più presenti interruzioni. Gli
un’elevata professionalità per la conduzione

interventi di potatura mirano a eliminare
le difformità di struttura delle piante e a
garantire l’equilibrato sviluppo delle ra-
di Stefano Lugli, in grado di ridurre la vigoria e di indurre mificazioni e il loro periodico rinnovo,
Stefano Musacchi una precoce messa a frutto. In particolare prevenendo il rapido invecchiamento del-

L
Gisela 5, grazie alla sua capacità di con- le formazioni fruttifere e la perdita di ve-
a coltivazione del ciliegio si sta tenimento dell’albero, è ritenuto da molti getazione della zona centrale-basale della
orientando da alcuni anni verso un portinnesto promettente per realizzare chioma, frequente causa, nel tempo, dello
un aumento delle densità d’im- impianti di ciliegio ad alta densità. spostamento verso l’alto della fascia pro-
pianto, pur se questo richiede di Dunque, si può considerare ormai duttiva del ceraseto. Allo stato attuale, e
risolvere alcuni aspetti storicamente pro- aperta e ben tracciata anche nel ciliegio facendo riferimento allo schema di seguito
blematici di questa coltura: una naturale dolce la strada dell’innovazione struttu- riportato e relativo alle densità d’impianto
tendenza degli alberi a raggiungere gran- rale degli impianti verso l’aumento delle adottabili per il ciliegio dolce (tabella 1), si
di dimensioni; una spiccata acrotonia densità di piantagione rispetto a quelle può affermare che i ceraseti con meno di
delle piante, con habitus vegetativo per tradizionalmente concepite come valide 300 piante/ha (bassa densità) non vengono
lo più assurgente; un periodo improdut- per la nostra cerasicoltura. più realizzati, perché legati a una conce-
tivo iniziale relativamente lungo. zione ormai obsoleta di frutteto e incon-
La messa a punto di strategie di con- Evoluzione gruenti con le potenzialità offerte invece
duzione dei ceraseti per l’alta densità è dalle moderne tecnologie. Anche gli im-
stata resa possibile grazie ai progressi dei sistemi di impianto pianti ad altissima densità (superiore alle
conseguiti nelle tecniche di allevamento 2.000 piante/ha) non sono stati, almeno
e conduzione delle chiome e, soprattutto, La coltivazione del ciliegio è
grazie alla diff usione di portinnesti clo- stata tradizionalmente legata fi-
nali nanizzanti dotati di gradi crescenti no a un recente passato a frutteti
di controllo della vigoria delle piante. estensivi o semi-intensivi, spesso
Un impulso a questo tipo di coltivazione promiscui, in cui le piante veniva-
è stato dato dai nuovi portinnesti semina- no considerate come una serie di
nizzanti o nanizzanti della serie tedesca elementi isolati. Nei moderni im-
Gisela, ottenuta in Germania dall’Univer- pianti, specie quelli volti all’alta
sità Liebig di Giessen. Questi genotipi sono densità, si afferma invece il con-

b
Nuovi impianti ad altissima densità
allevati ad asse centrale: (a) ceraseto
alla 2a foglia a 5.000 piante/ha;
(b) impianto alla 3a foglia
a a 6.660 piante/ha

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Ciliegio alta densità


per ora, presi in considerazione, se non QUALITÀ E QUANTITÀ
da alcune prove sperimentali o da primi
tentativi di applicazione a livello commer-
ciale di cui si riferirà in seguito. Vantaggi e limiti dell’alta densità
L’indirizzo generale seguito nella rea-
lizzazione dei nuovi ceraseti è la media Come visto, l’attuale tendenza è di con- prodotti fitosanitari e dei concimi, una
densità (da 500 a 800 piante/ha). In que- cepire un modello d’impianto che sia in maggiore efficienza d’impiego delle mac-
sti modelli di impianto si utilizzano per grado di coniugare qualità, quantità e stan- chine irroratrici e dei cantieri di lavoro.
lo più portinnesti tradizionali, vigorosi, dardizzazione del prodotto, nell’ottica di L’alta densità consente di contenere i co-
molto rustici e forme di allevamento in una gestione quanto più economica e com- sti di manodopera complessivi (potatura
volume come il vasetto basso catalano o petitiva del ceraseto. Comunque, occorre e, soprattutto, raccolta), di ridurre il pe-
il vaso multiasse e forme in parete come la fare attenzione affinché i vantaggi imme- riodo degli ammortamenti, di ottimizzare
palmetta o la bandiera. Questi sistemi di diati offerti dall’applicazione di densità di l’impiego dei mezzi tecnici portando così
impianto hanno trovato larga diffusione in piantagione più alte non facciano passare alla riduzione dei costi colturali.
tutta la cerasicoltura mediterranea perché, in secondo piano i possibili rischi a cui il Limiti. Di converso è necessario sottoli-
rispetto ad altri modelli proponibili per il ceraseto potrà andare incontro più tardi. neare alcuni elementi di rischio e poten-
ciliegio, meglio si integrano con le condi- Vantaggi. L’applicazione dei criteri e del- ziali limiti del modello, come l’aumento
zioni pedoclimatiche, il livello professio- le tecniche di conduzione per l’alta e l’al- degli investimenti iniziali, le maggiori
nale e la dotazione di mezzi tecnici delle tissima densità consentono di ridurre sia difficoltà a conservare nel tempo un’ele-
aziende di questi areali di produzione. la mole degli alberi sia il periodo impro- vata efficienza produttiva del ceraseto
duttivo e di aumentare la resa produttiva unita a un’elevata qualità delle ciliegie e
Il ciliegio senza scala unitaria. Tutto ciò si traduce in una mi- un’inevitabile riduzione della longevità
gliore governabilità delle piante da terra, del frutteto rispetto ad altri sistemi me-
Rispetto ad altre tipologie intensive, una maggiore razionalità d’impiego dei no intensivi. •
già sperimentate e collaudate in passato
nel ciliegio, le peculiarità di questo mo-
dello ad altissima densità di piantagione a ramificare lateralmente, capaci di pro- l’allevamento ad asse centrale si richie-
sono riportate di seguito. durre oltre che sui dardi anche e soprat- de una pianta di 1 anno di innesto con
Densità. Le densità di piantagione va- tutto sulle gemme a fiore inserite sui rami un’altezza media tra 100 e 120 cm dal
riano da 5.000 a quasi 7.000 piante/ha. Nel di un anno, generalmente nella porzione colletto, con internodi corti, preferibil-
passato sono state sperimentate alcune ti- basale di questi. Le varietà più collauda- mente liscia, con gemme mature anche
pologie di impianto ad alta densità, ma sen- te per questa tipologia di impianti sono nelle porzioni mediane e soprattutto
za mai superare le 1.500-2.000 piante/ha. Ferrovia, Kordia e Regina, tutte varietà apicali dell’astone.
Gestione. Il ceraseto è praticamente autoincompatibili, ma interfertili fra lo- Sono adatte all’altissima densità anche
gestibile da terra nelle operazioni di rac- ro (coppie alleliche: Kordia S3S6; Ferrovia le piante di 6-8 mesi ottenute con innesti
colta e potatura. S3S12; Regina S1S3). a banco, purché sufficientemente svilup-
Forma. La forma di allevamento è una Materiale di partenza. In questo pate (altezza 80-100 cm).
forma ad asse centrale permanente prov- sistema ad altissima densità non viene Potatura di allevamento e pro-
vista di giovani e corte branchette frutti- richiesto un particolare tipo di pianta, duzione. La scelta dei punti di frutti-
fere laterali che vengono periodicamente come ad esempio piante ramificate o ficazione rappresenta la chiave di volta
rinnovate. Si tratta di una forma nuova piante knip-preformate, come invece del sistema. Nei sistemi tradizionali, sia
per il ciliegio allevato su soggetti naniz- necessario in altri sistemi ad alta den- in volume sia a parete, così come nelle
zanti, meno recente e già sperimentata sità (ad esempio con forme ibride tipo nuove forme ibride, le piante di ciliegio
senza troppo successo in Francia (Allibert, il fusetto o il solaxe). Per l’impianto e fruttificano prevalentemente su forma-
1982) in ceraseti allevati invece su zioni permanenti, i mazzetti di
soggetti vigorosi. TABELLA 1 - Modelli di impianto proponibili maggio o dardi fioriferi, inserite
Portinnesto. Si utilizza un uni- per il ciliegio su branchette permanenti di 2 o
co portinnesto, il Gisela 5, sog- Densità indicativa Forma più anni. Per evitare l’invecchia-
getto con forte effetto nanizzan- Distanze (m) Portinnesti
(piante/ha) di allevamento mento si interviene su queste ul-
te, con elevate esigenze idrico-nu- vaso tradizionale 6,0-5,5 x 4,0-5,0 time con potature di produzione
trizionali e ristretta adattabilità a Bassa palmetta 5,5-5,0 x 4,0-5,0 vigorosi più o meno severe per rinnova-
(fino a 500)
talune condizioni pedologiche e bandiera 5,5-5,0 x 3,5-4,5 re le formazioni a frutto. Nel si-
ambientali. Se non ottimali, que- vasetto basso 5,0-5,5 x 4,5-3,5 stema ad asse centrale la frutti-
ste condizioni sono limitanti per Media (da 500
vaso multiasse 5,0-5,5 x 4,5-3,5 vigorosi ficazione deve invece avvenire il
l’utilizzo di questo soggetto e dun- palmetta 5,0-5,5 x 4,5-3,5 seminanizzanti più possibile sulle gemme a fio-
a 800)
que decisive per una buona riu- bandiera 5,0-5,5 x 4,0-3,5 re inserite alla base dei rami di
scita della tipologia ad altissima Alta vasetto basso 4,5-5,0 x 4,0-3,0 1 anno. Per questo motivo è ne-
seminanizzanti
densità di piantagione. (da 800 fusetto 4,5-5,0 x 3,5-2,5 cessario che nella pianta siano
nanizzanti
Varietà. Vengono preferite va- a 1.200) solaxe 4,5-5,0 x 3,5-2,5 presenti un certo numero di ra-
rietà di buona vigoria, habitus Altissima fusetto 4,0-3,5 x 2,5-1,5 mi – future branchette – laterali,
vegetativo espanso o poco assur- forma a V 4,0-3,5 x 1,5-0,5-0,3 nanizzanti con distribuzione uniforme lun-
(oltre 1.200)
gente, dotate di buona attitudine asse colonnare 4,0-3,5 x 1,5-0,5 go tutto l’asse e di vigore quanto

46/2009 • L’Informatore Agrario 35


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S SP EC I ALE
Ciliegio alta densità

più omogeneo possibile. Questi rami a


50 46,6 35 32,4
frutto vengono precocemente e annual-
mente rinnovati attraverso speronature 30
40
24,9

Produzione (t/ha)

Produzione (t/ha)
al bruno a 20-30 cm, con lunghezze leg- 25
31,4
germente decrescenti dalla base alla ci- 30 20
ma dell’albero. 23,5
Rispetto ad altri sistemi e altre forme 20 18,0 15 18,5
14,9 11,1
di allevamento dove vengono privilegiati 10 8,9 10,1 9,2
i livelli produttivi, in questa tipologia di 10 8,2 8,2 5,6
5,3 5
allevamento vengono raggiunti elevati
standard qualitativi con livelli di pro- 0 0
2006 2007 2008 Prod. 2006 2007 2008 Prod.
duzioni mai eccessivamente spinti e co- cumulata cumulata
munque nell’ordine delle 10-15 massi- Kordia Ferrovia Kordia Ferrovia
mo 20 t/ha. Il sistema richiede pertanto GRAFICO 1 - 5.000 piante/ha GRAFICO 2 - 6.660 piante/ha
varietà, come visto, dotate di una buona Dati produttivi 2006-2008 Dati produttivi 2006-2008
attitudine a ramificare lateralmente e,
Nel quinto anno dell’impianto (2008) Nell’impianto con 6.660 piante/ha
insieme, una buona capacità di differen- i livelli produttivi si sono attestati si sono raggiunte produzioni
ziare gemme a fiore nella porzione basale su valori intermedi a quelli del terzo interessanti già al secondo anno
dei rami. Alcuni accorgimenti possono e quarto anno. dall’impianto (2006).
essere di aiuto nei due casi: ad esempio,
le anulazioni o le incisioni sopra la gem- fungine (in particolare moniliosi) dalle pianti realizzati entrambi con astoni di 1
ma per favorire l’emissione di rami anti- fasi di pre-fioritura fino alla raccolta. I anno delle varietà Ferrovia e Kordia, por-
cipati laterali o gli interventi di pre-po- danni agli organi fiorali e alle drupe in tinnesto Gisela 5 e forma di allevamen-
tatura estivo-autunnale per migliorare o maturazione possono infatti estendersi to ad asse centrale: il primo impianto è
accelerare la maturazione delle gemme. nei casi più gravi ai germogli e ai giova- stato messo a dimora nel febbraio 2004
Apporti idrici e nutrizionali. L’ir- ni rami compromettendo la funziona- alle distanze di 4 m tra le file e 0,5 m sul-
rigazione per il Gisela 5 è una pratica in- lità dell’intero sistema ad asse centrale. la fi la, corrispondente a una densità di
dispensabile e deve essere effettuata pre- In zone umide di pianura e in primavere 5.000 piante/ha. Nel secondo impianto,
feribilmente con apporti localizzati (mi- piovose possono essere necessari fino a messo a dimora nel febbraio del 2005, l’in-
croirrigazione) restituendo il 70-80% di 6-7 trattamenti contro i marciumi. terfilare è stato ridotto a 3 m, lasciando
ETG da marzo (fioritura) a giugno (rac- Protezioni. Un impianto ad altissi- invece le distanze sulla fila a 0,5 m, con
colta), il 50% di ETG da luglio ad agosto e ma densità va necessariamente protetto una densità di impianto che sale dunque
il 30-40% di ETG da settembre in avanti. contro le avversità di tipo ambientale, in questa tipologia a 6.660 piante/ha.
Gli apporti nutrizionali con rese intorno solitamente con doppie coperture: reti
alle 10 t/ha avvengono in fertirrigazione antigrandine permanenti e, sotto que- Rilievi
(frazionando le applicazioni e aumentan- ste, reti o teli antipioggia aperti in fase
done la frequenza) circa 2 q/ha di nitrato di invaiatura dei frutti e richiuse dopo I rilievi eseguiti hanno riguardato, in
di calcio dalla fioritura alla raccolta e, in la raccolta. Perimetralmente è possibile entrambe le prove: sviluppo delle pian-
seguito, circa 2 q/ha di nitrato potassico. installare una terza rete, a maglie larghe, te e le produzioni su singoli alberi in par-
In autunno, in relazione alle produzioni in difesa dagli uccelli. celle ripetute di 10 piante uniformi e rap-
ottenute, si somministrano da 3 a 4 q/ha di presentative dell’impianto (dal 2006 al
complesso NPK 12-12-17 (nitrophosca blu). Sperimentazione 2008); calibrazione dei frutti per classi
Importanti anche le concimazioni fogliari di pezzatura sull’intera produzione raccol-
con microelementi (Fe e Mn) già dalla fio- sull’altissima densità ta (sempre in questo triennio); peso me-
ritura e con Ca + Mg dalle fasi di ingrossa- dio dei frutti e, limitatamente al 2008,
mento dei frutticini alla raccolta. La sperimentazione è stata condotta in qualità dei frutti su un campione di 30
Difesa fitosanitaria. Molta atten- località Contrapò in provincia di Ferra- frutti rappresentativi di ogni parcella, at-
zione va posta nel controllo delle malattie ra, presso l’azienda Beltrami su due im- traverso la misurazione su singolo frut-

TABELLA 2 - Risultati produttivi


2006 (3° anno) 2007 (4° anno) 2008 (5° anno) Produzione Produzione Efficienza
Area sezione
Densità peso peso peso cumulata cumulata produttiva
tronco
e varietà produzione medio produzione produzione medio produzione produzione medio produzione (2006-08) (2006-08) (2008)
(kg/pianta) (t/ha) (kg/pianta) (t/ha) (kg/pianta) (t/ha) (2008) (cm2)
frutto (g) frutto (g) frutto (g) (kg/pianta) (t/ha) (kg/cm2)
5.000 piante/ha
Kordia 1,05 11,24 5,30 3,60 10,21 18,00 1,64 14,70 8,20 6,30 31,40 21,20 0,30
Ferrovia 1,64 11,32 8,20 4,70 9,30 23,50 2,97 13,60 14,90 9,30 46,60 23,50 0,40
2006 (2° anno) 2007 (3° anno) 2008 (4° anno)
6.660 piante/ha
Kordia 0,84 10,42 5,60 1,52 11,51 10,10 1,38 14,50 9,20 3,70 24,90 16,50 0,23
Ferrovia 1,33 9,34 8,90 1,67 11,83 11,10 1,87 12,60 12,50 4,90 32,40 21,10 0,23

36 L’Informatore Agrario • 46/2009


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S

Ciliegio alta densità


to del peso, della consistenza (Durofel 25
e penetrometro Effegi diametro 6 mm),
del tenore in solidi solubili (rifrattome-
tro digitale Atago), del contenuto in acido
malico (titolatore Compact Trit I Crison),
nonché del colore dell’epidermide (colori-
metro Minolta Chromameter II). Per le due
tipologie di impianto sono inoltre stati cal-
colati al 2008 gli indici di efficienza pro-
duttiva e le rese produttive ettariali. a b
Alberi di Kordia su Gisela 5 alla terza foglia allevate ad asse centrale (a) e particolare
Risultati produttivi della fruttificazione su piante al quarto anno dall’impianto (b)

I risultati produttivi delle due prove so- raccolti con calibro superiore a 28 mm registrati al Durofel 25 e al penetrome-
no riportati nei grafici 1 e 2 e tabella 2. ha superato l’87% in Kordia e il 90% in tro mettono in evidenza buoni valori di
• Nella prima prova (5.000 piante/ha) Ferrovia, con quote intorno al 40% nella durezza (intorno ai 60 per il Durofel e ai
la fruttificazione è iniziata al terzo an- classe 30-32 mm e del 23% (Kordia) e del 600 g al puntale) sia su Kordia, apparsa
no (2006) con livelli di poco superiori a 28% (Ferrovia) nella classe oltre 32. Nella la più soda, sia su Ferrovia.
1 kg/pianta in Kordia e 1,6 kg/pianta in seconda prova (6.660 piante/ha) le per- Anche il contenuto in solidi solubili
Ferrovia, corrispondenti rispettivamen- centuali sono risultate addirittura mag- sono risultati nella media, leggermen-
te a rese ettariali di 5,3 e 8,2 t/ha alla giori, con punte del 94% dei frutti con te più alti in Ferrovia (14,6 °Brix) ri-
terza foglia. L’anno successivo (quarto calibro > 28 mm in Kordia e dell’86% in spetto a Kordia (13,4 °Brix) nella prima
anno dall’impianto) le piante di Kordia Ferrovia (grafico 4). prova e maggiori nelle densità più alte
hanno prodotto 3,6 kg/pianta, ovvero (6.660 piante/ha) con valori intorno a
18 t/ha, mentre Ferrovia ha fatto regi- Qualità 16 °Brix, rispetto a quelli registrati ne-
strare una media di 4,7 kg/pianta, cui gli impianti a 5.000 piante/ha, intorno a
corrispondono rese produttive di oltre Anche la qualità delle ciliegie (tabella 3) 14 °Brix. Anche l’acidità risulta legger-
23 t/ha. Nel quinto anno (2008) i livel- risulta su livelli interessanti in tutti i pa- mente più alta nella seconda prova. I va-
li produttivi sono risultati intermedi a rametri considerati: ad esempio, i livelli lori del colorimetro sembrano eviden-
quelli riscontrati nel biennio precedente,
con 1,64 kg/pianta (8,2 t/ha) in Kordia e TABELLA 3 - Caratteristiche dei frutti (2008)
2,97 kg/pianta (14,9 t/ha) in Ferrovia. Peso Durezza polpa Acidità Colore epidermide
Densità Zuccheri
• Nella seconda prova (6.660 piante/ha) e varietà
frutto penetro- (°Brix)
(g/L acido pH
(g) Durofel 25 malico) L* a* b*
si sono ottenute già al secondo an- metro (kg)
no (2006) produzioni di 0,84 kg/pian- 5.000 piante/ha
ta (5,6 t/ha) in Kordia e 1,33 kg/pianta Kordia 12,5 57 0,48 13,4 4,76 3,87 28,28 24,20 4,92
(8,9 t/ha) in Ferrovia. L’anno successivo Ferrovia 13,7 67 0,59 14,4 4,32 3,88 26,61 19,92 2,55
le piante hanno prodotto 1,52 kg/pianta 6.660 piante/ha
(10,1 t/ha) e 1,67 kg/pianta (11,1 t/ha) ri- Kordia 12,8 58 0,46 16,01 4,99 3,92 25,94 16,96 2,03
spettivamente nelle due cultivar. Ferrovia 13,3 67 0,62 15,96 5,20 3,91 26,10 18,21 2,12
Alla quarta foglia (2008) la produzio- Tutti i parametri qualitativi si sono attestati su livelli interessanti.
ne è stata pari a 1,3 kg/pianta (9,2 t/ha)
per Kordia, e a 1,8 kg/pianta (12,5 t/ha)
100 100
per Ferrovia.
80 80
Peso medio
dei frutti
Frutti (%)

60
Frutti (%)

60
Il peso medio dei frutti è risultato sem- 40 40
pre molto alto (da 10 a 14 g in media) in
entrambe le densità e le varietà in prova 20 20
e nei tre anni considerati. Kordia, in ge-
nerale, ha prodotto frutti leggermente più 0 0
26-27
27-28
28-29
29-30
30-32
32-34
> 34
> 28

26-27
27-28
28-29
29-30
30-32
32-34
> 34
> 28

grossi di Ferrovia. Minime anche le dif-


ferenze registrate nel peso dei frutti nelle Calibro (mm) Calibro (mm)
due densità sperimentate. Ma il dato for- Kordia Ferrovia Kordia Ferrovia
se più interessante riguarda la ripartizio-
ne in classi di calibro dei frutti che, per GRAFICO 3 - 5.000 piante/ha
Classi di pezzatura 2008 GRAFICO 4 - 6.660 piante/ha
brevità, viene qui riportata riferita a una Classi di pezzatura 2008
sola annata (2008) per entrambe le prove. Le ciliegie con diametro superiore
Come si evince dal grafico 3 (densità di a 28 mm sono quasi il 90% in Kordia Quasi il 94% delle ciliegie ha un diametro
5.000 piante/ha) la percentuale di frutti e Ferrovia. superiore a 28 mm.

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Ciliegio alta densità

ziare che le ciliegie raccolte TABELLA 4 - Valore della produzione per classi di calibro (2008) alta qualità sono ben evidenti
nel sistema più denso giun- Calibro (mm) analizzando la tabella 4. Infatti
gano prima a maturazione, 26-28 28-30 30-32 oltre 32 Totale esiste una stretta relazione tra
mostrando livelli di satura- 5.000 piante/ha
il prezzo di liquidazione delle
zione del colore rosso nei due Kordia
ciliegie al produttore (euro/kg)
parametri a* e b* insieme ai Media prezzi (euro/q) 347,0 387,0 417,0 470,0
e il calibro delle stesse. Nei li-
valori di lucentezza (parame- Classi di calibro (%) 12,5 21,0 43,5 23,0 100,0
stini di liquidazione di molte
tro L*) più bassi rispetto al- Peso prod. per calibro (q) 8,1 19,8 30,8 23,1 81,8
organizzazioni di produttori
le ciliegie della prima prova, Valore per classe (euro) 2.798,0 7.659,0 12.839,0 10.861,0 34.157,0
le ciliegie vengono raggruppa-
raccolte lo stesso giorno. Ferrovia
te in gruppi varietali simili e
Media prezzi (euro/q) 347 387 417 470
successivamente stabiliti prez-
Alta qualità Classi di calibro (%) 9,87 24,22 37,67 28,25 100
zi medi in base alle classi di ca-
libro per ogni gruppo di culti-
per specialisti Peso prod. per calibro (q) 14,66 35,98 55,97 41,98 148,6
var. Utilizzando il listino 2008
Valore per classe (euro) 5.082 13.914 23.323 19.731 62.050
di una op emiliano-romagno-
6.660 piante/ha
Riportiamo alcune consi- la e moltiplicando i prezzi/ca-
Kordia
derazioni che confermano le libro del gruppo Kordia-Fer-
Media prezzi (euro/q) 347,0 387,0 417,0 470,0
positive performance agro- rovia ottenuti nell’impianto
nomiche e qualitative di que- Classi di calibro (%) 6,1 17,3 50,2 26,4 100,0
di Ferrara nelle due densità,
sti impianti anche nel 2009 Peso prod. per calibro (q) 5,1 14,5 42,0 22,0 83,6
emerge come sia economica-
(dati non riportati) e delle Valore per classe (euro) 1.779,0 5.602,0 17.480,0 10.355,0 35.215,0
mente vantaggioso, visto il dif-
prime osservazioni condotte Ferrovia ferenziale di prezzi nelle due
in altri ceraseti commercia- Media prezzi (euro/q) 347,0 387,0 417,0 470,0
ultime categorie commercia-
li realizzati di recente e con- Classi di calibro (%) 14,2 33,5 34,5 17,9 100,0
li, cercare di produrre quanti-
dotti secondo gli stessi cano- Peso prod. per calibro (q) 16,1 37,9 39,0 20,3 113,2
tativi, anche limitati, di cilie-
Valore per classe (euro) 5.568,0 14.640,0 16.253,0 9.526,0 45.988,0
ni dell’altissima densità. gie di calibro super-extra (30
• Innanzitutto si è dimostra- La produzione lorda vendibile con 5.000 piante/ha oscilla tra valori e oltre). Nel nostro caso si so-
to che il binomio portinne- compresi tra 34.000 e 62.000 euro/ha. no ottenute produzioni lorde
sto nanizzante (Gisela 5) e vendibili totali nell’ordine di
altissima densità di piantagione (5.000 mantenuti nel tempo sui livelli sperimen- 34.000 e 62.000 euro in Kordia e Ferrovia al
e 6.660 piante/ha) è in grado di contene- tati. Con una corretta gestione tecnica del quinto anno nel sistema a 5.000 piante/ha
re la vigoria delle piante di ciliegio ren- ceraseto, ed escludendo a priori eventuali e di ben 35.000 (Kordia) e 46.000 euro (Fer-
dendo possibile una gestione pressoché danni da talune calamità atmosferiche di rovia) al quarto anno nell’altra tipologia a
integrale di tutte le operazioni manuali difficile controllo, non è utopico ipotizza- 6.660 piante/ha.
completamente da terra. re per questi impianti ad altissima densità • Infine, una raccomandazione e un invi-
• Negli impianti ad altissima densità gli una durata del ciclo produttivo di una de- to a un’attenta riflessione a quanti voles-
alberi hanno iniziato a produrre già al se- cina di anni di produzioni di tali entità. sero intraprendere la strada dell’altissima
condo e terzo anno con rese oscillanti tra 5 • Ma è l’alta qualità delle ciliegie il ve- densità nel ciliegio. Innanzitutto non de-
e 9 t/ha. Al quarto anno è possibile consi- ro fiore all’occhiello del sistema. Co- vono essere generalizzati ad altre situazio-
derare l’impianto in piena produzione – me visto, con l’allevamento ad asse cen- ni – edafiche e di mercato – i positivi ri-
con rese tra 10 e 15 t/ha – e come tale può trale e la tecnica di potatura adottata si scontri agronomici ed economici registrati
rimanervi per gli anni a seguire. Non sap- riescono a produrre ciliegie di calibro in questa pur breve esperienza.
piamo ancora quanto i livelli produttivi e 28-30/30 mm e oltre in quantità prossime Inoltre, trattandosi di un sistema piut-
l’efficienza delle piante potranno essere al 90%. I riflessi economici del produrre tosto complesso e oneroso, viene richiesta
un’elevata professionalità. Infatti, non so-
Le due varietà di ciliegio oggetto della sperimentazione presso l’azienda Beltrami
di Ferrara: Kordia (a) e Ferrovia (b)
no ammessi errori nella conduzione del
ceraseto – che dovrà essere ottimale in
a b tutte le sue componenti – e tanto meno
in fase progettuale dell’impianto. •
Stefano Lugli, Stefano Musacchi
Dipartimento colture arboree
Università di Bologna
stefano.lugli@unibo.it
stefano.musacchi@unibo.it

Gli autori ringraziano Michele Giori


per la collaborazione tecnica e l’azienda Beltrami
per l’ospitalità concessa per l’esecuzione della prova.

Per consultare la bibliografia


e gli approfondimenti:
www.informatoreagrario.it/rdLia/
09ia46_4618_web

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S
Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 46/2009 a pag. 34
Ciliegio alta densità

L’alta densità nel ciliegio


assicura produzioni e qualità
BIBLIOGRAFIA
F.P. Allibert (1980) - Le cerisier. Premie-
re observation d’une etude de trois diffe-
rents model de conduite. Bouletin CTFPL
434: pp. 23.

Forme di allevamento
Le forme di allevamento e le tecniche luppata in altezza che in spessore e lar-
di potatura adottate per il ciliegio han- ghezza. Si cerca qui una forma in gra-
no subito nel tempo profonde modifiche, do di fruttificare il più vicino possibile a
adattandosi con notevole plasticità alle terra, compatibilmente con le esigenze
diverse esigenze della cerasicoltura e al- degli interventi tecnici da effettuare sot-
le condizioni tecniche e socio-economi- to chioma. La raccolta viene effettuata
che delle diverse aree produttive. I trend per lo più da terra o con l’utilizzo di pic-
attuali vanno verso tipologie di struttu- cole scale. Rientrano tra queste forme il
re e più in generale verso sistemi di im- vaso e il vasetto catalano o vaso basso a
pianto tendenti ad agevolare quanto più branche multiple e sue varianti.
possibile l’esecuzione delle operazioni Ibride. Inizialmente erano concepite co-
colturali, in primo luogo la raccolta. La me in volume, ma in grado di costituire
plasticità del ciliegio si può verificare pareti fruttificanti continue, dove quin-
considerando le diverse soluzioni di im- di la pianta è più libera di crescere in
pianti proposte per il ciliegio, alquanto altezza. In base alla vigoria del portin-
diversificate e applicabili alle differen- nesto, la raccolta viene eseguita in par-
ti condizioni aziendali e operative. Te- te da terra o con l’utilizzo di piccole sca-
nuto conto della dimensione aziendale, le oppure su carri a piattaforme laterali.
del grado di meccanizzazione e della di- Rientrano tra queste forme il fuso libe-
sponibilità di manodopera, della desti- ro, il fusetto e l’allevamento a solaxe.
nazione finale del prodotto, la scelta può Altre forme di allevamento. Sono adat-
ricadere su diverse forme. te a impianti intensivi ad alta o altissi-
Appiattite. Dove la chioma ha uno spes- ma densità di piantagione con portinne-
sore limitato ed è sviluppata secondo un sti nanizzanti in grado di creare pareti
piano verticale (parete continua). In que- fruttifere gestibili completamente da ter-
ste forme la raccolta viene normalmente ra (frutteti pedonali). Rientrano in questa
effettuata mediante l’impiego di carri a tipologia le forme a parete singola, co-
piattaforme laterali. Rientrano tra que- me l’asse centrale o cordone, e le forme a
ste forme la palmetta e la bandiera. doppia parete inclinata, come l’Y trasver-
In volume. Dove la chioma è meno svi- sale («Tatura trellis») e il V trasversale. •

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S

Ciliegio alta densità


Gisela® 5 - GI148-2*
Ibrido di Prunus cerasus (cv Schatten- sto sensibile alle carenze idriche. Risul-
morelle) × Prunus canescens ottenuto e ta sensibile al marciume radicale fibroso
selezionato negli anni 60 da W. Grup- (Armillaria mellea), al marciume del col-
pe e H. Schmidt presso l’Univerisità Ju- letto (Phytophthora cactorum); sensibilità
stus Liebig di Giessen (Germania). Dif- elevata, specie in zone umide, a Pseudo-
fuso commercialmente nel 1994. Priva- monas spp.; poco sensibile al tumore ra-
tiva comunitaria n. 15835/2005 (titolare: dicale (Agrobacterium tumefaciens).
Consortium Deutscher Baumschulen,
Germania). Caratteristiche indotte
sulla cultivar
Propagazione L’affinità di innesto è risultata buona
Soggetto dotato di una discreta attitudi- con le principali varietà di ciliegio dol-
ne rizogena. Si moltiplica ce. La vigoria indotta è in-
bene per micropropaga- feriore del 60-80% rispetto
zione. Buon attecchimen- al franco in funzione delle
to nel periodo estivo per condizioni colturali e del-
l’innesto a gemma dor- la fertilità del terreno.
miente, ma con pianta in Modifica il portamento
buona e attiva vegetazio- dell’albero rendendolo più
ne. aperto. Le epoche di fiori-
Anche nel periodo inver- tura e maturazione risul-
nale con innesto a trian- tano leggermente ritarda-
golo sia in pieno campo te rispetto al franco.
sia al banco l’attecchi- Induce una messa a frut-
mento è buono. L’appara- to molto precoce ed eleva-
to radicale presenta radi- ti livelli di fruttificazione;
ci di buon sviluppo, piut- alta l’efficienza produttiva
tosto superficiali. Attività dell’albero. Conferisce ai
pollonifera pressoché assente. Discreto frutti buona pezzatura e qualità, para-
l’ancoraggio. metri comunque fortemente condizio-
nati dal carico produttivo della pianta e
Sensibilità all’ambiente dagli apporti idrici e nutrizionali e ade-
Si adatta bene a diversi tipi di suolo, pur- guati interventi di potatura per equili-
ché fertili e irrigui. Risulta mediamente brare produttività e vigoria.
tollerante a condizoni di asfissia radica- Soggetto idoneo a ceraseti specializzati
le. Mediamente adatto a suoli clorosan- e irrigui con alte e altissime densità di
ti. Non adatto a terreni siccitosi. Piutto- impianto. •

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SP EC I ALE S
E S P E R I E N Z A D I A LTA D E N S I TÀ N E L V E R O N E S E

Ciliegio alta densità


L’irrigazione è indispensabile
per il ceraseto fitto

Gli impianti del Veronese hanno
impianto di ciliegio moderno è stato un
processo piuttosto rapido, che però si è
Primi impianti fitti
del Veronese
dimostrato che senza irrigazione sviluppato nelle aree di tradizione frut-
non si riesce a ottenere ticola della pianura veronese, dove il ci-
liegio è sempre stato considerato un al- I primi impianti fitti di ciliegio con por-
una produzione di qualità

bero «da giardino» e le poche esperienze tinnesti nanizzanti sono stati realizzati nel
di impianti fitti negli anni Ottanta con Veronese circa 8 anni fa prendendo spun-
l’impiego del portinnesto colt si sono di- to dalle positive esperienze di Austria,
mostrate fallimentari. Germania e del più vicino Trentino (in
di Gino Bassi In questi ultimi anni ecco quindi nuovi particolare in Valsugana) e traendo utili

L
sistemi di allevamento che hanno sosti- informazioni da una prova di confronto
a cerasicoltura veneta in questi tuito il tradizionale vaso a 3-4 branche, tra portinnesti nanizzanti realizzata, a
ultimi dieci anni ha subito una intensificazione dei sesti d’impianto, in- partire dal 1996, dall’Istituto sperimentale
forte contrazione a favore della troduzione di impiantistiche che per il ci- di frutticoltura della Provincia di Verona
vite che ha fatto «piazza pulita» liegio apparivano impensate (irrigazione, nell’ambito delle prove collegiali fatte con
di qualsiasi altra specie frutticola concor- fertirrigazione, antigrandine, antibrina, il Gruppo frutticoltura della Comunità
rente – ciliegio albicocco, melo, pesco – antipioggia), ma che contribuiscono a ele- Alpe Adria (Bassi, 2005).
con la quale si è trovata in competizione vare la produttività, migliorare la qualità I nuovi ceraseti sono stati impiantati
territoriale. Se per melo e pesco si è trat- e garantire la costanza di produzione. in piccoli appezzamenti dimostrativi, in
tato di una ridefinizione dei confini, per Di seguito vengono riportate le espe- taluni casi sfruttando le impiantistiche
il ciliegio è stata praticata una completa rienze più significative realizzate nel ve- lasciate libere da meleti espiantati e non
sostituzione in tutta la fascia pedo-col- ronese e più limitatamente nel vicentino rinnovati a causa della crisi, che già allo-
linare fino a 4-500 m slm. così che anche i più scettici si possano ra attanagliava il melo. Sesti d’impianto
Ciò ha comportato un cambiamento convincere che il ciliegio non è sinoni- quindi di 3,5-4 m tra le fila e 2,5-3 m sul-
radicale del paesaggio attualmente costi- mo di marginalità e di precarietà, ma al le file. Impiego di astoni innestati su por-
tuito da una monocoltura di vite, talora contrario di efficienza e di specializza- tinnesto Gisela 5, allevamento a spindel
su terrazzamenti sostenuti da rinnovati zione con riscontri economici, in caso e impiego di mollette o stuzzicadenti per
muretti a secco. di produzioni di qualità, che in questo favorire l’apertura dell’angolo di inserzio-
Il ciliegio si è quindi concentrato nelle momento ben poche colture riescono a ne delle branche che costituiscono i primi
fasce collinari più alte sopra i 4-500 me- raggiungere. 2-3 palchi (foto 2). (Bassi, 2008a; b).
tri; ciò ha favorito una specializzazio-
ne e un rinnovo, sia pur modesto, degli
impianti in alta collina (foto 1), che fa
ben sperare per un rilancio di una cera- Per aumentare
sicoltura «tardiva» soprattutto se estesa l’angolo di inserzione
anche ad areali montani con l’impiego delle branche
di varietà a maturazione molto tardiva,
attualmente disponibili.
Parallelamente il ciliegio ha registrato
in questi ultimi anni una serie di inno-
vazioni che l’hanno trasformato da una
coltura considerata marginale a una a
elevato reddito (Sansavini, 2008). La di-
sponibilità infatti di portinnesti semi-
nanizzanti e nanizzanti è stato il primo
passo verso una cerasicoltura specializ-
zata (Quartieri et al., 2008), rafforzato 1
da nuove varietà a frutto grosso, talvol-
Foto 1 - Recente impianto di ciliegio
ta autofertili, rapide nella messa a frut- a S. Giovanni Ilarione (Verona) irrigato
to e di buona produttività. Da qui a ri- a goccia. Foto 2 - Impiego di mollette
disegnare completamente ciò che è un per divaricare le branche 2

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S SP EC I ALE
Ciliegio alta densità

Prime problematiche IRRIGAZIONE IN PRIMIS

Il risultato è stato sicuramente inte-


ressante, ma si è subito potuto costatare Come ottenere buoni risultati
che il Gisela 5 nelle condizioni pedo-cli-
matiche della pianura veneta è un por- In generale per ottenere risultati otti- è utile anche la presenza di impollinatori
tinnesto che induce una riduzione della mali con portinnesti nanizzanti e semi- (1 ogni 8-10 piante) sulla fila;
vigoria eccessiva, tanto da lasciare am- nanizzanti sono necessari alcuni semplici • presenza di pronubi in fioritura: il ci-
pi spazi liberi lungo i fi lari, in partico- accorgimenti che troppo spesso vengono liegio è una specie entomofila, per avere
lare se innestato su cultivar autofertili, sottovalutati: una produzione elevata e costante è fon-
ma anche autosterili se molto fertili (ad • disponibilità di acqua per l’irrigazione damentale la presenza di 4-5 alveari/ha;
esempio Giorgia). fin dall’impianto; • potatura annuale piuttosto energica da
A partire dal terzo o quarto anno le • presenza di impollinatori: molte varietà effettuarsi preferibilmente in febbraio: solo
produzioni per pianta divengono ecces- di ciliegio sono autosterili quindi è stra- così si mantiene il ceraseto in equilibrio ca-
sive e causano un’insufficiente pezzatura tegica la disposizione di filari di varie- pace di produrre frutta di ottima pezzatura
dei frutti e uno scarso rinnovo vegetati- tà differenti che si impollinano vicende- e di avere un adeguato rinnovo vegetativo;
vo con un conseguente invecchiamento volmente e che presentino una fioritura • mantenimento di uno stato sanitario
degli alberi (foto 3). Migliori invece le contemporanea. Con varietà poco fertili e nutrizionale ottimale. •
performance nei terreni vergini, freschi
e molto fertili oppure in combinazione
con cultivar particolarmente vigorose Forma di allevamento Impianti «prova»
quali ad esempio Canada Giant e Ear-
ly Star. Lo spindel è rimasta la forma di alle- Un impianto che sta fornendo utili in-
vamento più impiegata, ma si sono rea- dicazioni è il «Ceraseto sperimentale dei
Prime risposte lizzate anche forme in parete più tradi- Colli Berici» a Castegnero (Vicenza) (fo-
zionali come la palmetta (foto 5) o for- to 6) realizzato dalla Provincia di Vicen-
Sulla scia di queste prime esperienze me più innovative, almeno per il ciliegio, za in collaborazione con numerosi altri
sono stati realizzati impianti con distan- come la V. Tutti questi ceraseti sono do- enti del territorio vicentino dove sono
ze sulla fila più contenute (da 1,5 a 2,5 m) tati di sostegno con pali e fi li, irrigazio- messe a confronto una ventina di varietà
sostituendo Gisela 5 con Gisela 6, che ne a microjet o a goccia, (sconsigliato il prevalentemente innestate su Gisela 6 e
induce una vigoria superiore del 20-30% sistema a pioggia) taluni sono provvisti in piccola parte anche su Gisela 5. Il cera-
ed è caratterizzato da una maggiore ru- di coperture antigrandine talvolta fino seto, provvisto di reti antigrandine e teli
sticità e adattabilità ai diversi ambienti a terra su tutti i lati per contrastare an- antipioggia (foto 6), è allevato a spindel
pedo-climatici veneti (foto 4). che i danni da uccelli. La diff usione in- con sesto d’impianto 4 × 3 m ha confer-
vece di coperture antipioggia, contro il mato le migliori performance del Gisela
Varietà ottimali cracking, rimane ancora occasionale a 6 e l’opportunità di ridurre le distanze
causa dell’elevato costo e di eventi clima- sulla fila così da avere delle branche non
Le varietà più impiegate che hanno nel tici avversi, in particolare trombe d’aria, eccessivamente lunghe e ottenere miglio-
complesso fornito buone performance (in che hanno in taluni casi distrutto i teli ri pezzature dei frutti.
ordine di maturazione) sono state le se- lasciando molta incertezza sulla loro du- Un altro esempio interessante è stato
guenti: Early Bigi, Sweet Hearly, Grace rata e affidabilità. realizzato nella bassa pianura veronese
Star, Giorgia (talvolta un po’ picco- dove sono stati impiantati 2,5 ha di ci-
la), Canada Giant (un po’ morbida), liegio sotto tunnel freddo, simili a quelli
Blak Star, Ferrovia, Kordia, Regina, impiegati per le fragole. Al momento la
Lapins, Sweet Heart e Staccato. struttura porta una rete antigrandine,
Ultimamente si stanno provando ma è stato realizzato per disporre anche
anche la precocissima Rita e Broo-
ks, Prime Giant e Samba per l’otti-
ma pezzatura dei frutti nonostan-
te la sensibilità al cracking. Si so-
no anche impiegate al posto degli
astoni piante con rami anticipati
preformati in vivaio, ma da sem-
plici osservazioni, non sembra ab-
biano fornito quei vantaggi in ter-
mini di equilibrio vegeto-produtti-
vo che si sono apprezzati nel melo 3
e nel pero. Con questa tipologia
di piante peraltro bisogna prestare Foto 3 - Impianto molto produttivo
di Kordia alla settima foglia dove Sesto d’impianto
particolare attenzione all’irrigazio- il rinnovo vegetativo è insufficiente 4×2m
ne nell’anno di impianto per evitare Foto 4 - Recente impianto su Gisela 6 4
facili fallanze.

44 L’Informatore Agrario • 46/2009


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S

Ciliegio alta densità


la copertura antipioggia. Le piante sono
allevate a V con sesto 5 × 1,3 m (foto 7);
sono 15 le varietà coltivate su quattro por-
tinnesti (Gisela 5, Gisela 6, Weiroot 158
e Phl-c). L’obiettivo è di raccogliere tut-
ta la produzione senza l’ausilio di scale
e di proteggere la frutta con una strut-
tura meno «esposta» agli agenti atmo-
sferici estremi.
5 6
Le produzioni Foto 5 - Impianto allevato a palmetta con portinnesti Gisela 5 e 6 con teli antipioggia
chiusi. Foto 6 - Il ceraseto sperimentale dei Colli Berici a Castegnero (VI) è dotato di reti
I risultati produttivi sono stati piuttosto antigrandine e teli antipioggia
interessanti in tutte le tipologie descritte:
l’entrata in produzione è al secondo anno, vigorosi (Maxma 60, Santa Lucia sel. 64, tuale vi è il rischio reale che la tradizio-
ma l’obiettivo nel primo biennio deve es- Franco, Magaleppo, Colt nei reimpianti) nale cerasicoltura della collina veronese
sere quello di formare lo scheletro defini- con sesti piuttosto ampi 5 × 5 m. I risul- e vicentina possa contrarsi fino a scom-
tivo dell’albero. La prima vera produzio- tati produttivi sono però molto incerti, i parire come è accaduto ad altre colture
ne si raccoglie al terzo anno (con qualche rischi di avere piccole pezzature dei frutti frutticole (melo e pero) e al castagno di
chilo fino a 5-6 kg/pianta) per arrivare ai e quindi bassi prezzi sono elevati mentre cui si ammirano le piante secolari in sta-
7-10 kg/pianta al quarto anno. sono certi gli elevati costi di raccolta vista to di abbandono (Bassi, 2008).
Dal quinto anno, in piena produzione, la mole degli alberi. Sarebbe quindi au-
i quantitativi produttivi possono atte- spicabile poter avere almeno l’irrigazione Impianti superfitti
starsi intorno ai 15 kg/pianta, con punte di soccorso nella fase di maturazione dei
anche superiori a seconda della varietà e frutti e dovrebbe essere sostituito il vaso Un accenno infine anche alle recentis-
delle condizioni climatiche. In termini di a 3-4 branche con un vaso multi branche sime esperienze realizzate con gli impian-
produzioni a ettaro con un investimento tipo il vaso catalano. ti superfitti con sesti di 3,5-4 m × 0,5 m
di 1.000 piante (sesto 4 × 2,5 m) si può La presenza di numerose branche (ol- con densità a partire da 5.000 piante/ha.
arrivare a produrre 5-6 t il terzo anno, 7- tre 10) allevate a tutta cima (senza alcu- Il portinnesto impiegato in questo caso è
10 il quarto e 12-15 t a partire dal quinto na cimatura o taglio) favorisce l’entrata il Gisela 5, le varietà in genere Kordia, Re-
a seconda della varietà e dell’andamento in produzione e la possibilità di racco- gina e Ferrovia. Si è proprio agli inizi, vi è
climatico annuale. gliere buona parte della produzione da qualche esempio nel veronese e nel vicen-
terra poiché le branche rimangono fles- tino. È necessario valutare se vi sarà un ri-
La qualità e la redditività sibili nei primi sette-otto anni e succes- torno economico capace di ammortizzare
sivamente se raccorciate all’altezza vo- i notevoli costi d’impianto e collegato a
La qualità è risultata eccellente con ca- luta (circa 2,5-3 m), quando la pianta è ciò quale sarà la vita media di questa tipo-
libri mediamente maggiori di 26 mm, ma ormai adulta, continuano a permettere logia di impianti. I risultati nei primi anni
con punte anche superiori. La redditivi- la raccolta in prevalenza da terra o con sono stati molto interessanti con produ-
tà della coltura aumenta anche per una l’ausilio di piccole scale. zioni al secondo anno di 500-800 g pianta
maggior efficienza della manodopera da- Queste e altre innovazioni appaiono per 3-4 t/ha. Dal terzo anno, ci si atten-
to che è possibile raccogliere 15-20 kg/ora fondamentali per la sopravvivenza di que- de di ottenere produzioni simili a quelle
anziché i tradizionali 8-10 kg/ora. sta tipologia di impianti: nel contesto at- di altri impianti nel ferrarese di almeno
15 t/ha, (Musacchi, Lugli, 2009)
Fondamentale circa 3 kg pianta di ciliegie di otti-
ma qualità dato che sono prodot-
l’irrigazione te prevalentemente dalle gemme
basali dei rami di anno. Sono im-
Queste tipologie di impianti rea- pianti per specialisti dove i risultati
lizzati nella pianura veronese e nel possono sicuramente essere stra-
vicentino, come «insegna» l’espe- bilianti, ma dove qualche errore
rienza in Valsugana, forniscono di tecnica colturale o qualche im-
ottimi risultati anche in collina previsto causato dall’andamento
e montagna (Agnolin, Franchini, climatico può avere effetti negativi
2008). È necessaria però una buo- molto importanti. •
na disponibilità d’acqua e dove è Gino Bassi
presente bisogna «eliminare» il Istituto sperimentale di frutticoltura
luogo comune piuttosto diff uso Provincia di Verona
nel veronese che l’acqua non ser- gino.bassi@provincia.vr.it
ve al ciliegio.
L’assenza completa di acqua in- Foto 7 - Piante allevate a V sotto tunnel. L’obiettivo Per consultare la bibliografia:
vece obbliga la realizzazione di im- è raccogliere tutto da terra e proteggere la produzione www.informatoreagrario.it/
pianti tradizionali su portinnesti da eventi grandinigeni e dalla pioggia rdLia/09ia46_4478_web

46/2009 • L’Informatore Agrario 45


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S
Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 46/2009 a pag. 43
Ciliegio alta densità

L’irrigazione è indispensabile
per il ceraseto fitto
BIBLIOGRAFIA scienze e lettere di Verona (in stampa).

Bassi G. (2008b) - Rinnovo varietale e nuo-


Musacchi S., Lugli S. (2009) - Risultati vi sistemi d’impianto per il ciliegio. Atti del
della sperimentazione sull’altissima den- convegno «Innovazione per il rilancio del
sità d’impianto per il ciliegio a Ferrara. ciliegio veronese». 22 febbraio, Torbe di
Riassunti convegno «Il ciliegio ad alta Negrar (Verona): 10-23.
densità: il futuro a portata di mano», Fer-
rara 5 giugno. Sansavini S. (2008) - Una coltura che va.
Frutticoltura, 3: 8-9.
Agnolin C., Franchini S. (2008) - La cera-
sicoltura da reddito nelle vallate trentine. Quartieri M., Lugli S., Grandi M., Cor-
Atti del convegno «Innovazione per il ri- reale R., Gaddoni M., Muzzi E., Sansa-
lancio del ciliegio veronese», 22 febbraio, vini S. (2008) - Portinnesti nanizzanti per
Torbe di Negrar (Verona): 3-9. impianti ad alta densità con le cv Lapins e
Regina. Frutticoltura, 3: 34-42.
Bassi G. (2008a) - Innovazione nella col-
tura del ciliegio a Verona. Atti del conve- Bassi G. (2005) - Influenza dei portinnesti
gno «Evoluzione della cerasicoltura». 23 sulla produzione del ciliegio. L’Informato-
ottobre 2008, Accademia di agricoltura re Agrario, 24: 55-59.

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FRUTTICOLTURA
● PROVA BIENNALE SU KORDIA E FERROVIA ALLEVATE A FUSETTO

Meglio la potatura lunga


nel ciliegio ad alta densità
di Michelangelo Grandi, La potatura lunga GLOSSARIO
Riccardo Correale, Stefano Lugli
può essere applicata Dardo fiorifero: corto asse provvi-

L e recenti innovazioni tecnolo-


giche nel ciliegio, legate soprat-
tutto allo sviluppo di nuove tec-
niche di coltivazione (forme di
allevamento, concimazione, irrigazione,
potatura, ecc.) e all’introduzione di por-
tinnesti dotati di differenti gradi di vi-
negli impianti fitti
con densità fino
a 2.500 piante/ha
con buoni risultati
in termini
sto di numerose gemme a fiore late-
rali molto ravvicinate e da una gem-
ma apicale a legno.
Sperone: ramo o branchetta potato
corto a 2-3 gemme.
Coperture anticracking: partico-
lari strutture di protezione realizzate
goria stanno orientando la cerasicoltura di produzione con teli che evitano il cracking (rot-
verso un aumento, più o meno spinto, e di qualità ture) delle ciliegie a seguito di preci-
delle densità d’impianto. pitazioni durante la maturazione. •
L’utilizzo di portinnesti nanizzanti,
come il Gisela® 5, permette di modifica-
re completamente il disegno del frutte- particolarmente alti per singola pian- Peso del legno asportato
to consentendo di aumentare la densità ta. Gli interventi devono quindi essere con le diverse potature
di piantagione (oltre 2.000 piante/ha) mirati a garantire un’adeguata riparti-
a livelli impensabili fino a pochi anni fa, zione dei punti di fruttificazione sia sui Nel corso del primo anno di sperimen-
rendendo possibile l’esecuzione di tutte dardi fioriferi, sia sulle singole gemme a tazione (2008), in cui tutte le piante in pro-
le operazioni manuali da terra. fiore inserite per lo più alla base dei ra- va erano piuttosto omogenee in termini di
Recenti sperimentazioni, condotte mi di un anno. carica di formazioni fruttifere, la quanti-
sulle prime produzioni in impianti fit- Al proposito, nel biennio 2008-2009 è tà di legno asportata con la potatura ap-
ti realizzati nell’areale ferrarese, han- stata condotta, presso l’azienda Giusep- pare, in entrambe le cultivar, sensibil-
no evidenziato le positive performance pe e Mauro Marchetti in località Cre- mente più elevata con la potatura corta,
agronomiche e qualitative di tali modelli valcore (Bologna), una sperimentazio- che prevedeva interventi piuttosto severi
d’impianto, fatta salva un’ottimale ge- ne su diverse tecniche di potatura in un di raccorciamenti e speronature, rispetto
stione tecnica del ceraseto in tutte le sue impianto, messo a dimora nel 2005 alle alle altre tipologie (tabelle 1 e 2).
componenti (Lugli e Musacchi, 2009). distanze di 4 m tra le fi le e 1 m sulla fi la Nel secondo anno (2009) una volta
Tra queste, le tecniche di potatura (densità di 2.500 piante/ha), realizzato formata la pianta in base al modello di
necessitano di un particolare affi na- con astoni delle varietà Kordia e Ferro- potatura, i successivi interventi di rin-
mento in relazione agli obiettivi per- via su portinnesto Gisela® 5 e provvisto novamento hanno prodotto quantità di
seguiti in tali sistemi d’impianto, do- di copertura anticracking (vedi glossa- legno asportato pressoché identiche nelle
ve elevati standard qualitativi vengo- rio). La forma d’allevamento adottata è tre tipologie di potatura, con livelli infe-
no raggiunti con livelli produttivi mai stata il fusetto. riori nella sola combinazione Kordia/po-
tatura corta. Nel complesso, entrambe le
cultivar hanno fatto registrare quantità
analoghe di massa asportata in entram-
be le annate (tabella 3).

Risultati della potatura


sulle formazioni fruttifere
Potatura corta. I dati riportati nelle
tabelle 1 e 2 mostrano chiaramente come
gli energici interventi effettuati nel 2008
con la potatura corta abbiano asportato,
in entrambe le cultivar, sia il maggior nu-
mero di dardi fioriferi (30%), rispetto al-
le altre tipologie di intervento, sia quello
Impianto ad alta densità di ciliegi allevati a fusetto alla terza foglia (3,5 × 1,25 m - delle gemme a fiore (50%).
2.325 piante/ha) Gli effetti di tale tipologia di potatura

38/2010 • L’Informatore Agrario 63


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FRUTTICOLTURA

APPROFONDIMENTO
Tipi di potatura
Sono state adottate, per ciascuna
delle due varietà, tre differenti tipo-
logie di potatura, oltre a un testimo-
ne non potato.
Potatura corta. Asportazioni ini-
ziali di circa il 30-40 % dei dardi
e del 50-60% delle gemme a fiore.
È stato applicato il modello di po-
tatura impiegato negli impianti ad
altissima densità, in cui la fruttifi-
cazione deve avvenire soprattutto
sulle gemme a fiore poste alla base
dei rami di un anno; in tal caso i 1. Potatura corta 2. Potatura lunga
rami a frutto sono stati raccorcia-
ti e speronati a 20-30 cm, con lun- 1 Alberi di Kordia sottoposti a potatura corta di produzione. Si notano i tagli
ghezze decrescenti dalla base alla di raccorciamento eseguiti su tutte le branchette e sui rami di un anno con una
cima dell’albero. lunghezza di taglio decrescente dalla base verso la cima. 2 Kordia condotto secondo
Potatura lunga. Asportazioni di cir- la tecnica della potatura lunga: le branchette di due o tre anni non sono state
ca il 15-20% dei dardi e 30-40% delle raccorciate e sono stati eliminati i rami laterali presenti alle estremità delle branche.
gemme a fiore. Si è intervenuto secon-
do il concetto di potatura lunga: per si notano soprattutto nel corso del 2009 turazione delle gemme, avrebbe probabil-
permettere una crescita uniforme dei (in cui è stato asportato solo il 4% delle mente determinato un maggior numero
dardi, sui quali si otterrà buona parte formazioni fruttifere) dove, rispetto alle di gemme a fiore per pianta.
della produzione, la branca fruttifera prove di potatura lunga e intermedia e alla Potatura lunga. Gli effetti della po-
non viene raccorciata, ma viene alleg- tesi non potata, la distribuzione dei punti tatura lunga sono evidenti soprattutto in
gerita attraverso l’eliminazione dei di fruttificazione è chiaramente a favore Kordia dove, al secondo anno di inter-
rami laterali (Simard, 2006). delle gemme a fiore, sia in Ferrovia (78 vento (2009) in seguito alle asportazioni
Potatura intermedia. Asportazioni gemme/pianta contro 34 dardi/pianta), ma del 30% di dardi e gemme a fiore, è stato
di circa il 25-30% dei dardi e 30-40% soprattutto in Kordia (210 gemme/pianta conteggiato un elevato numero di dar-
delle gemme a fiore. Si è operato con rispetto a 74 dardi/pianta). di per pianta (173) a differenza delle al-
una tipologia di potatura intermedia Non è stato effettuato alcun intervento tre due tipologie di potatura, oltre a una
tra le due precedenti, intervenendo di potatura estiva che, migliorando la ma- buona carica di gemme a fiore (204 gem-
cioè con tagli di raccorciamento sul-
le branchette più deboli, adottando
invece la potatura lunga su quelle
più vigorose.
Non potato. Le piante, in entrambi
gli anni, non hanno subìto alcun in-
tervento cesorio.
Rilievi effettuati. Gli interventi di
potatura sono stati effettuati al bru-
no, poco prima della ripresa vege-
tativa. Ognuna delle tesi di potatu-
ra è stata applicata a un blocco di 18
piante; all’interno di ciascun blocco
sono state scelte 4 piante rappresen-
tative sulle quali sono stati effettuati
i seguenti rilievi:
● peso del legno di potatura (kg);
● numero dei dardi e delle gemme
fiorifere asportati con la potatura;
● numero di dardi e gemme fiorifere
rimasti in pianta dopo la potatura;
● entità della produzione (kg); 1. Potatura intermedia 2. Non potato
● calibratura dell’intera produzione
secondo le classi di pezzatura com- 1 Alberi di Kordia condotti secondo la potatura intermedia: tagli energici
mercialmente in uso (calibri da 18 a di raccorciamento sulle branchette più deboli e su quelle presenti nella parte alta
dell’albero; potatura lunga sulle branchette basali più vigorose. 2 Kordia con alberi
32 mm di diametro). • non sottoposti ad alcun intervento di potatura

64 L’Informatore Agrario • 38/2010

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TABELLA 1 - Kordia - Produttività e formazioni fruttifere in base
al tipo di potatura
me/pianta) (tabella 1). In Ferrovia, inve- Dardi Dardi Gemme Gemme
Peso potatura fioriferi fioriferi a fiore a fiore Produzione
ce, questa potatura con l’eliminazione del Tipo di (kg/pianta) asportati rimasti asportate rimaste (kg/pianta)
20% dei dardi e del 50% delle gemme a potatura (*) (n.) (n.) (n.) (n.)
fiore, ha comportato 113 dardi/pianta e
80 gemme/pianta. 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009
Potatura intermedia. I risultati su Corta 1,25 a 0,59 b 47 a 3 c 120 a 74 d 101 a 9 b 70 c 210 a 1,43 b 1,31 c
Ferrovia con la potatura lunga non si Lunga 0,73 b 0,94 a 19 b 65 a 102 ab 173 b 103 a 103 a 139 b 204 a 3,00 a 3,46 b
sono differenziati significativamente da Intermedia 0,76 b 0,78 a 23 b 36 b 93 b 130 c 66 b 93 a 151 b 82 c 1,83 b 1,79 c
quelli ottenuti con la potatura interme- Non potato 0,00 c 0,00 c 0 c 0 c 112 ab 333 a 0 c 0 b 214 a 160 b 1,48 b 6,55 a
dia con la quale si sono asportati il 35% (*) Vedi approfondimento a pag. 64. All’interno di ogni colonna, valori contrassegnati da lettere diverse
dei dardi e il 60% delle gemme fiorifere differiscono statisticamente tra loro (test SNK, P = 0,05%).
(tabella 2).
Tale tipo di potatura, in Kordia (elimi- Netta risulta la differenza tra le varie potature in termini di asportazione dei dardi
e delle gemme, ma non sempre significativa.
nati il 22% dei dardi e il 50% delle gem-
me a fiore), ha determinato un numero
di dardi/pianta (130) intermedio rispet- TABELLA 2 - Ferrovia - Produttività e formazioni fruttifere in base
to alle altre due tecniche di potatura e il al tipo di potatura
più basso numero (82) di gemme a fiore
(tabella 1). Dardi Dardi Gemme Gemme
Peso
fioriferi fioriferi a fiore a fiore Produzione
Non potato. La tesi non potata mo- Tipo di potatura
asportati rimasti asportate rimaste (kg/pianta)
stra chiaramente, in entrambe le culti- potatura (*) (kg/pianta) (n.) (n.) (n.) (n.)
var, come il mancato rinnovamento delle
formazioni a frutto determini, anche in 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009
sole due annate, il notevole incremento Corta 1,20 a 0,88 a 24 a 5c 53 b 34 c 71 a 58 b 117 c 78 b 2,59 a 0,28 c
dei punti di fruttificazione su formazio- Lunga 0,73 b 0,73 a 8 bc 23 b 59 b 113 b 79 a 70 ab 112 c 80 b 2,57 a 2,35 ab
ni permanenti come i dardi fioriferi (ta- Intermedia 0,83 b 0,72 a 17 ab 49 a 73 ab 95 b 46 b 78 a 163 b 55 b 1,72 b 1,33 bc
bella 3). In generale Kordia, nel 2009, è Non potato 0,00 c 0,00 b 0c 0c 90 a 225 a 0 c 0 c 210 a 146 a 1,27 c 3,24 a
risultata la varietà con numero totale di (*) Vedi approfondimento a pag. 64. All’interno di ogni colonna, valori contrassegnati da lettere diverse
formazioni fruttifere superiori rispetto a differiscono statisticamente tra loro (test SNK, P = 0,05%).
Ferrovia (tabella 3).
La potatura lunga ha permesso di mantenere abbastanza costante la produzione.
Produttività per albero
TABELLA 3 - Potatura lunga, corta, intermedia, formazioni fruttifere
I risultati produttivi mostrano le buo- e produttività in Kordia e Ferrovia nel biennio 2008-2009
ne performance raggiunte dalle piante
potate lunghe che sono risultate essere Dardi Dardi Gemme Gemme
Peso
le più produttive nel 2008 (3 kg/pianta Tipo di fioriferi fioriferi a fiore a fiore Produzione
potatura
potatura (*) (kg/pianta) asportati rimasti asportate rimaste (kg/pianta)
in Kordia e 2,57 kg/pianta in Ferrovia) e (n.) (n.) (n.) (n.)
e varietà
anche nel 2009 (3,46 kg/pianta in Kordia
e 2,35 kg/pianta in Ferrovia); in quest’ul- 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009 2008 2009
tima annata i maggiori livelli sono stati Corta 1,22 a 0,73 a 35 a 4 b 87 a 54 c 86 a 34 b 93 c 144 a 2,01 a 0,79 c
comunque conseguiti dalla tesi non po- Lunga 0,73 b 0,83 a 14 bc 44 a 81 a 143 b 91 a 86 a 126 bc 142 a 2,78 a 2,90 b
tata (tabella 1 e 2). Intermedia 0,79 b 0,75 a 20 b 42 a 83 a 113 b 56 b 85 a 157 b 68 b 1,78 a 1,56 bc
Le piante di Kordia condotte secondo
Non potato 0,00 c 0,00 b 0c 0 b 101 a 278 a 0 c 0 c 212 a 153 a 1,37 a 4,90 a
la potatura corta hanno prodotto quan-
titativi analoghi nelle due annate (rispet- Kordia 0,68 a 0,58 a 22 a 26 a 107 a 177 a 67 a 51 a 143 a 164 a 1,94 a 3,28 a
tivamente 1,43 kg/pianta e 1,31 kg/pianta) Ferrovia 0,69 a 0,58 a 12 b 19 b 69 b 117 b 49 b 51 a 150 a 90 b 2,03 a 1,80 b
non distinguendosi significativamente da (*) Vedi approfondimento a pag. 64. All’interno di ogni colonna, valori contrassegnati da lettere diverse
quelle gestite con la potatura intermedia differiscono statisticamente tra loro (test SNK, P = 0,05%).
(1,83 kg/pianta nel 2008 e 1,79 kg/pianta
Nel 2009 Kordia è risultata più produttiva di Ferrovia (3,28 contro 1,8 kg/pianta)
nel 2009) (tabella 1). In Ferrovia, le buo- e la potatura lunga si differenzia come il modello migliore.
ne fruttificazione delle piante condotte
con il modello che prevedeva la potatu-
ra corta nel 2008 (2,59 kg/pianta) non (1,8 kg/pianta), mentre la potatura lunga percentuale delle drupe appartenenti al-
hanno trovato conferma nel 2009 (solo si differenzia come la tecnica di potatu- le classi di pezzatura migliori (diametro
0,28 kg/pianta), mentre i livelli produt- ra che induce la migliore fruttificazione > 28 mm) derivi dalle piante potate corte
tivi ottenuti con la potatura intermedia (tabella 3). (quasi il 60%). Mentre gli alberi gestiti con
si confermano come intermedi o legger- la potatura lunga e la potatura intermedia
mente inferiori (1,72 kg/pianta nel 2008 Effetto della potatura hanno dato percentuali di ciliegie con cali-
e 1,33 kg/pianta nel 2009) rispetto alle bro maggiore di 28 mm nel 48% e 46% dei
altre tipologie di potatura (tabella 2). Nel
sul calibro dei frutti casi rispettivamente. Le piante non potate
complesso, nel 2009 Kordia (3,28 kg/pian- I risultati della calibratura dei frutti hanno prodotto ciliegie con solo il 34% di
ta) è risultata più produttiva di Ferrovia di Kordia evidenziano come la maggior calibro superiore a 28 mm.

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FRUTTICOLTURA
GRAFICO 1 - Influenza del tipo di potatura
sulle classi di calibro
100

80

Classi di calibro (%)


60

40

20

0
Corta Lunga Inter- Non Corta Lunga Inter- Non
media potato media potato
Kordia Ferrovia
Tipi di potatura
>30 28-30 26-28 24-26 <24
La migliore percentuale di ciliegie ricadenti nei diametri
commerciali (>28 mm) si è avuta con la potatura corta
sia in Kordia sia in Ferrovia. La non potatura invece penalizza
Particolare della fruttificazione delle due varietà oggetto
il calibro delle ciliegie.
della sperimentazione: Kordia (sinistra) e Ferrovia (destra)

Nella cultivar Ferrovia, invece, sono la classe 30 mm e oltre, mentre la collo- È altrettanto vero che aumentando ul-
state inferiori le differenze registrate tra cazione del prodotto nelle classi di pez- teriormente la densità d’impianto (oltre
le diverse tecniche di potatura: si è infatti zatura inferiori (diametro < 26 mm) è 5.000 piante/ha), la distribuzione della fa-
passati dal 66% delle drupe con diametro stata fortemente influenzata, soprattutto scia produttiva dovrà necessariamente es-
> 28 mm delle piante gestite secondo la in Kordia, dalla non potatura. sere prossima all’asse centrale della pianta,
potatura intermedia al 56% di quelle rac- obiettivo raggiungibile adottando forme di
colte dalle piante non potate (grafico 1) Quale potatura allevamento idonee (ad esempio asse co-
Inoltre la potatura corta ha favorito lonnare) e adeguate tecniche di potatura
una maggiore distribuzione di drupe nel-
è la migliore? (ad esempio potatura corta).
Dall’indagine condotta sull’influenza Occorre comunque precisare che un
APPROFONDIMENTO di tre diversi modelli di potatura in un biennio di dati non può dare risposte
ceraseto ad alta densità, emergono alcu- definitive in merito alla migliore tecni-
Per capire ne considerazioni. Innanzitutto, i livelli
produttivi registrati (al 4° e 5° anno) sono
ca di potatura da utilizzare in queste ti-
pologie di impianti, sia perché oltre agli
le analisi statistiche stati inferiori rispetto a quelli raggiun- effetti immediati sulla morfologia della
ti con densità doppie e allevamento ad chioma questi interventi ne esercitano
Significatività: i valori affiancati asse colonnare da altre tipologie di im- altri legati alla fisiologia e quindi alla
dalla stessa lettera non sono diffe- pianti fitti testati in ambienti differenti successiva risposta della pianta.
renti da un punto di vista statistico rispetto a quello oggetto della presente Michelangelo Grandi, Riccardo Correale
anche se i risultati sembrano diversi. indagine (a fusetto). Stefano Lugli
Mentre le tesi sperimentali che pre- Nonostante ciò dalla sperimentazio- Dipartimento di colture arboree
sentano lettere diverse (ad esempio ne si evince come, tra le diverse tecniche Università di Bologna
«a» e «b») nel 95% dei casi sono dif- impiegate, la potatura lunga sia risulta-
ferenti secondo il test statistico uti- ta una pratica che può essere applicata Gli autori ringraziano Romano Amidei
lizzato SNK (solo nel 5% dei casi la con successo anche in impianti ad alte e Michele Giori per la collaborazione tecnica
differenza tra i valori è dovuta al ca- densità (fino a 2.500 piante/ha) allevati a e l’Az. agr. Giuseppe e Mauro Marchetti
di Crevalcore (Bologna) per l’ospitalità
so e non a reali differenze tra le tesi). fusetto poiché garantisce le più alte per- concessa per l’esecuzione della prova.
Qualora inoltre i risultati riportino formance produttive (8 t/ha in Kordia e
contemporaneamente due lettere (ad 6,2 t/ha in Ferrovia, media del biennio)
esempio, «ab») significa che tali valo- senza penalizzare il calibro delle ciliegie. Per commenti all’articolo, chiarimenti
ri non sono differenti statisticamen- Meno soddisfacenti sono invece apparsi i o suggerimenti scrivete a:
te né dal valore che riporta la lettera risultati conseguiti con la potatura corta redazione@informatoreagrario.it
«a» né da quello che riporta la lettera e intermedia in quanto, pur premiando,
«b», mentre lo sono rispetto a quelli specie nella potatura corta, la pezzatura, Per consultare gli approfondimenti
e/o la bibliografia:
che riportano la lettera «c». i bassi livelli produttivi per singola pianta www.informatoreagrario.it/rdLia/
A cura della Redazione non permettono di perseguire rese etta- 10ia38_5364_web
riali paragonabili alla potatura lunga.

66 L’Informatore Agrario • 38/2010

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Tecnica SPECIALE CILIEGIO

Più elevate le rese e la qualità dei frutti


con la potatura lunga
Davide Neri (1) - Stefano Lugli (2) - Romano Amidei (3)
(1)
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali - Università Politecnica delle Marche
(2)
Dipartimento di Scienze Agrarie, Università di Bologna
(3)
Ufficio Tecnico Coop. Agrintesa, Sede di Castelfranco Emilia (Mo)

In prove condotte nel vignolese


sulle varietà Sweet Early, a
media fertilità, ed Early Star,
di elevata vigoria, la “potatura
lunga” ha indebolito la crescita
della branca rispetto al taglio
di ritorno e, di conseguenza,
ha fornito un vantaggio in
termini di maggiore allegagione
e più elevata produzione
per albero. Tutto dipende
dalla combinazione varietà,
portinnesto, densità di impianto
e forma di allevamento.
5Fig. 1 - Modello di crescita di Rauh per il ciliegio.

trovano in posizione distale. Lo svan- re le dimensioni finali dell’albero, nei

I
l ciliegio presenta una forte domi- taggio della zona basale viene ulterior- moderni ceraseti si deve perseguire un
nanza apicale e una forte acrotonia. mente peggiorato dalla rapida forma- approccio integrato. In primo luogo, è
La prima tende a favorire l’allunga- zione di legno secondario che porta in necessario modificare la crescita cor-
mento del germoglio in crescita senza alcuni casi alla espulsione delle gemme relativa epi-ipogea, cioè aero-radicale,
ramificazione anticipata (sillettica). La presenti, che faticano a germogliare e per ridurre l’allungamento medio dei
seconda favorisce lo sviluppo dei ger- non possono neanche diventare laten- germogli; questo concede più tempo e
mogli originatisi nella parte terminale ti. Se negli anni seguenti le gemme ba- maggiori risorse nutrizionali nei rami
del ramo dopo la fase di germoglia- sali originano dardi, questi non sempre misti e nei brindilli alle gemme laterali
mento acroblastico che tende a favo- producono una fruttificazione signifi- basali e mediane per poter differenzia-
rire le gemme apicali, subito dopo l’in- cativa e talvolta rimangono inerti. In re a fiore, o per poter formare nei rami
verno. L’acrotonia porta alla crescita sintesi nelle posizioni mediane e basali misti lunghi dopo il germogliamen-
preferenziale del germoglio apicale e di rami o branche molto vigorose si ha to dardi riproduttivi di buona qualità.
dei tre o quattro germogli sub termina- una scarsa differenziazione a fiore e i Per modificare il rapporto aero radi-
li (verticillo apicale). La combinazione dardi rimangono vegetativi o muoiono. cale può essere necessario utilizzare
di questi due attributi fisiologici porta Di conseguenza, per raggiungere una un portinnesto debole e aumentare la
a uno svantaggio molto evidente delle produzione elevata si deve attendere densità di piantagione per indurre una
gemme presenti nelle zone mediane e che la ramificazione terminale negli limitata crescita radicale e avere una
basali dei rami molto vigorosi (Fig. 1 anni diminuisca di vigore e che i dardi forte tendenza riproduttiva. Tuttavia,
e 2). formatisi nella zona apicale possano va ricordato che nei primi anni serve
differenziare a fiore. comunque un buon germogliamento
La formazione delle gemme primaverile per avere una ramificazio-
a fiore Crescita correlativa ne elevata e un certo numero di gem-
chioma/radice me che evolvono a dardo.
Sui rami molto vigorosi le gemme Sono quindi necessarie applicazio-
basali possono usufruire scarsamente Per affrontare il problema del ritardo ni di azoto a fine inverno in dosi suffi-
delle riserve e al germogliamento so- di entrata in produzione conseguente a cienti per una buona crescita primave-
no in ritardo rispetto alle gemme che si questo comportamento e per controlla- rile (30-50g a pianta negli impianti ad

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alta densità) cui seguiranno le applica- effetto vegetati-
zioni in fertirrigazione durante la pri- vo e la massima
mavera-estate. Il portinnesto di vigore acrotonia. Per
limitato gioca in seguito un ruolo posi- contrastare questo
tivo nell’organizzare l’arresto della cre- comportamento,
scita. Infatti, mentre i portinnesti fran- negli anni passati
chi tendono a mantenere elevati ritmi la tecnica ha ri-
di crescita fino a che le condizioni di petutamente pro-
temperatura e umidità sono ottimali e posto piantagioni
possono esaltare la risposta vegetativa con astoni incli-
dovuta alla disponibilità di nutrienti o nati per favorire
alla potatura, i portinnesti deboli con la crescita basale
radici fascicolate e superficiali tendono e ove possibile un
ad arrestare rapidamente la crescita dei gradiente di vigo-
germogli. In questo modo le gemme re inverso a quello
laterali, se non sopravvengono con- naturale, ovvero
dizioni di stress termico ed idrico che con le branche ba-
bloccano la fotosintesi, possono rice- sali più grosse di
vere una maggiore quantità di nutrienti quelle distali. La 5Fig. 2a - Distribuzione delle gemme a fiore e a legno su rami di un
e di carboidrati e la loro differenzia- forma più diffusa anno e su branchette di 2 anni.
zione a fiore risulta favorita e così pure di questo genere
la crescita delle gemme vegetative. In è tuttora la forma
ogni caso, nella primavera successiva di allevamento in
le gemme mediane e basali possono parete, a bandiera
divenire competitive e produrre ottimi (“drapeau Mar-
dardi se vegetative, ovvero ciliegie (le chand”), ma ci
prime 3-4 gemme basali del ramo) se sono stati anche
differenziate a fiore. Questa positiva altri tentativi di
situazione si determina in un albero in- contenimento del
nestato su franco (o su altri portinnesti vigore attraverso
vigorosi) solo dopo molti anni di non curvature pro-
potatura in quanto, fino a che le radici grammate, come
continuano a espandersi e i germogli nel “pantografo”,
a crescere lunghi e vegetativi, non si o in generale nel-
hanno condizioni di equilibrio nutri- le siepi o palmette
zionale ed energetico favorevoli per la basse. Le branche
differenziazione a fiore nella parte me- laterali formate a
diana e basale dei rami. partire da germo- 5Fig. 2b - Dardi fioriferi su parte terminale di branca vigorosa di 3 anni
Con i portinnesti deboli è evidente gli che vengono e dardi vegetativi nella parte mediana della stessa branca.
anche una tendenza a creare una sorta inclinati ripetuta-
di anulatura permanente nel punto di mente presentano una buona ramifi- tare che acquisiscano un vigore tale da
innesto con una marcata differenza di cazione basale e al tempo stesso una limitare la vitalità delle gemme laterali
calibro che condiziona lo sviluppo del differenziazione elevata e una buona basali, può esercitare un forte controllo
nesto negli anni favorendo una ridu- formazione di dardi fruttiferi fertili, e della crescita. Si procede con ripetuti
zione del trasporto e un insenilimen- sono capaci di portare a maturazione raccorciamenti nella parte centrale dei
to programmato dell’albero. In pochi frutti di elevate dimensioni. germogli per avere una forte esplosio-
anni, l’albero presenta un aspetto si- ne di germogli anticipati a partire da
mile a quello della parte terminale di Tecniche di potatura gemme solo parzialmente dormienti. Si
una branca di un albero invecchiato di evita la semplice cimatura perché que-
grandi dimensioni. È questa la fase del Ci sono due altre strade che posso- sta avrebbe un effetto di sostituzione
ciclo vitale in cui tradizionalmente il no portare a un controllo della crescita rapida della cima con una nuova cima
ciliegio ha meno bisogno di potatura nei moderni ceraseti. La potatura lunga a partire dal meristema sub terminale.
perché i dardi fruttiferi sono altamente che rispetta gli allungamenti terminali In questo modo il numero di germogli
produttivi e longevi e garantiscono co- soprattutto delle branche che presen- in crescita non cambia e non si ha un
stanza di produzione. tano una inclinazione naturale con an- indebolimento significativo dell’albe-
golo aperto. In questo caso si lasciano ro.
Vigoria e gradiente vegetativo i rami terminali interi e si raccorciano Occorre sottolineare che tutte que-
i rami laterali al di sopra delle gemme ste tecniche hanno potere additivo
Oltre al comportamento della ra- basali differenziate a fiore in modo da ovvero possono sommare i rispettivi
dice un altro importante elemento ca- avere una sorta di colonna ben rivestita effetti anche ben oltre le reali capaci-
ratterizzante la crescita del ciliegio è di dardi dalla cima alla base. tà vegetative del ciliegio. Infatti, alberi
la forte vigoria dei rami eretti. Infatti, Anche la potatura verde, utilizzata su portinnesti estremamente deboli se
i germogli verticali tendono a cresce- per far ramificare ripetutamente i ger- non adeguatamente potati, concimati,
re molto e ad esprimere il massimo mogli in forte crescita, in modo da evi- irrigati dopo alcune produzioni molto

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elevate perdono la capacità di rinno- e CAB 6P; Grandi et al., 2010a; Grandi su ogni branchetta di 2 e 3 anni, con-
vare i rami, e soprattutto le radici as- et al., 2010b) ed anche nel ferrarese su servando sempre il prolungamento di
sorbenti, in un vortice di insenilimento ceraseti a HDP e VHDP con portinnesti questi assi. In questo modo, evitando
senza controllo che porta ad un rapido deboli (Gisela 5 e 6; Lugli e Musacchi i tagli di ritorno, l’attività vegetativa è
deperimento dell’albero. Anche la po- 2009, Gagliardi et al., 2013). risultata limitata ai soli germogli api-
tatura lunga (“taille longue”) se ripetuta L’approccio integrato seguito in cali e si sono evitate pericolose com-
nel tempo senza un adeguato controllo questa prova con le due varietà ha pre- petizioni tra germogli in fase di cresci-
del carico dei frutti può portare a una visto il seguente modello di impianto: ta, gemme in fase di differenziazione
perdita di pezzatura e a un indeboli- portinnesto nanizzante /altissima den- e frutticini nelle prime fasi di sviluppo,
mento generalizzato della vegetazione sità di impianto/forma di allevamento a a tutto vantaggio della fase produttiva
fino all’insenilimento dell’intero cera- bandiera/potatura lunga. Nel febbraio dell’albero.
seto (Neri et al., 2009). 2008 presso l’azienda Zanoli Emilia di Sono state registrate annualmente
Marano (Mo) sono state messi a dimora le produzioni per pianta, poi rappor-
Il ruolo del genotipo 80 astoni di un anno di Sweet Early® tate ad ettaro, e le classi di pezzatura
Panaro 1* e di Early Star® Panaro 2*, dei frutti, calibrate elettronicamente
Va infine ricordato che varietà mol- su portinnesto Gisela 6, alle distanze di sull’intera produzione presso lo stabili-
to vigorose e tardive nell’entrare in 3,2m tra le file e 1,0m sulla fila, corri- mento Agrintesa di Castelfranco Emilia
produzione si avvantaggiano delle di- spondenti ad una densità per ettaro di (Mo).
verse tecniche di controllo vegetativo 3.125 piante. È stata adottata la forma
e possono raggiungere rapidamente un di allevamento a “bandiera stretta” con Risultati
positivo equilibrio vegeto riproduttivo. un angolo di inclinazione degli albe-
Tuttavia, se alla fase di insenilimento ri di circa 25 gradi rispetto alla verti- Le piante di Sweet Early hanno ini-
indotta dal portinnesto debole e dalla cale. Fin dall’impianto, l’asse centrale ziato a produrre già al II anno dall’im-
potatura lunga subentra lo stadio di dell’astone non è mai stato raccorciato, pianto, con rese intorno alle 4,5t/ha e
senescenza vera e propria, allora, la così come nessun raccorciamento api- superiori alle 10t/ha l’anno successivo.
pianta non è più recuperabile neanche cale è avvenuto sulle ramificazioni e Gli alberi di Early Star sono entrati in
con interventi di potatura straordinaria. le branchette secondarie presenti sulla produzione al III anno con rese di po-
In questo caso gli interventi di potatura branca principale. Gli unici interventi co superiori alle 5t/ha. Al quarto an-
e concimazione devono essere preven- di potatura invernale hanno riguardato no entrambe le varietà erano in piena
tivi per garantire un adeguato rinnovo l’eliminazione dei rami laterali presenti produzione: 20t/ha per Sweet Early e
delle radici e una buona spinta vege- nei tratti distali delle branchette di due 28t/ha per Early Star. I livelli produttivi
tativa. Se si aspetta troppo si corre il anni e quelli eventualmente presenti nell’ultimo triennio (IV-VI anno) si so-
rischio di non riuscire più a recuperare nella parte mediana e terminale dei ra- no mantenuti su una media annua di
la crescita. Il carattere durata dello sta- mi di un anno. 17,2 t/ha per Sweet Early e 23,4 t/ha
dio maturo è dipendente non solo dalla In pratica, la tradizionale tecnica per Early Star (Fig. 3).
tecnica colturale, ma anche dal geno- di potatura in fase di allevamento e Anche la qualità dei frutti è risultata
tipo che influenza l’habitus di crescita produzione utilizzate negli impian- molto buona. Il 58% dei frutti di Sweet
e la precocità di entrata in produzio- ti HDP e VHDP (Lugli e Musacchi, Early ha registrato un calibro uguale o
ne. Generalmente, varietà con porta- 2009) è stata sostituita da una potatura superiore a 28 mm, mentre per Early
mento espanso anticipano l’entrata in a tutta cima applicata fin dall’impian- Star tale percentuale è stata superiore
produzione, mentre le varietà vigorose to sull’asse centrale e successivamente al 60% (Fig. 4).
e assurgenti sono più lente e tendono
a privilegiare le strutture vegetative (in
particolare il tronco e le branche pri-
marie) nei primi anni di crescita.

Alcune prove sperimentali


Ciò premesso, partendo da queste
basi fisiologiche, si è voluto imposta-
re una prova utilizzando due varietà
di ciliegio, Sweet Early® Panaro 1* e
Early Star ® Panaro 2*, caratterizzate
entrambe da elevato vigore e spiccata
acrotonia delle piante, lenta capacità
di differenziare precocemente gemme
a fiore e performance produttive per lo
più deludenti. Il ritardo si è manifestato
sia nei sistemi tradizionali di impianto,
sia nei nuovi modelli intensivi di col-
tivazione, come verificato in diverse
esperienze sperimentali condotte nel
vignolese su impianti a media densità 5Fig. 3 - Produzione per albero (kg/albero) e rese produttive per ettaro (t/ha) al VI anno (2013)
con soggetti vigorosi (Colt, MaxMa 14 dall’impianto delle due varietà Panaro 1 e Panaro 2 allevate a VHDP.

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Considerazioni
Sulla base dei risultati ottenuti in
questa e in altre esperienze condotte su
ciliegio con diversi modelli di impianto
e con differenti tecniche di potatura in
allevamento e produzione, risulta evi-
dente come ogni decisione prelimina-
re relativa alla scelta della varietà, del
portinnesto, della densità di impianto
e della forma di allevamento va esa-
minata singolarmente considerando,
nell’insieme, tutte queste variabili.
Nel caso specifico della tecnica di
potatura “lunga” e nel caso di varietà
con branche a vigore elevato (es. Early
Star) o varietà a bassa o media fertilità
(Sweet Early), innestate su portinnesti
più o meno vigorosi, la “taille longue”
indebolisce la crescita della branca ri-
spetto al taglio di ritorno e, di conse-
guenza, si ha un vantaggio in termini 5Fig. 4 - Ripartizione percentuale in classi di pezzatura di Panaro 1 e Panaro 2 (media IV-V anno).
di maggiore allegagione e, dunque, di
maggiore produzione per albero. La duttivo della pianta. vera o estate). Questo taglio migliora
radice subisce una maggiore compe- Se invece siamo su varietà deboli anche l’allegagione e la crescita dei
tizione e non viene stimolata a cresce- e fertili e con portinnesto molto debo- frutti e, cosa che viene spesso trascu-
re; il taglio di ritorno fa invece cresce- le, il taglio di raccorciamento, durante rata, anche una buona crescita delle
re germogli vigorosi e questo con un l’inverno, delle branche è fondamenta- radici a tutto vantaggio dell’efficienza
meccanismo di retroazione porta a una le per mantenere un po’ di vegetazione dell’albero e della durata economica
maggiore crescita delle radici, in que- (meno efficace o controproducente sa- del ceraseto.
sto caso negativa per l’equilibrio ripro- rebbe la cimatura delle stesse in prima- Una schematizzazione di questi

FRUTTICOLTURA - n. 4 - 2014 21

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5Fig. 5 - Forma di allevamento a bandiera stretta VHDP (3.125 piante
per ettaro) di Panaro 1 (a sinistra) e Panaro 2 (a destra) su Gisela 6 alla 5Fig. 6 - Particolare della fruttificazione di Panaro 1 (a sinistra) e
IV foglia. Panaro 2 (a destra) allevate su Gisela 6 alla IV foglia.

Tab. 1 - Schematizzazione delle possibili interazioni fra varietà, portinnesto e sistemi di impianto nel ciliegio
Densità 1 - Bassa 2 - Media 3 - Alta 4 - Altissima
Portinnesti Vigorosi Vigorosi e Seminanizzanti Nanizzanti e Seminanizzanti Nanizzanti
Precoce messa a frutto.
Precoce messa a frutto.
Lenta messa a frutto. Messa a frutto intermedia. Produttività elevata. Facile
Produttività buona o elevata.
A - Varietà a bassa fertilità Produttività incostante. Produttività buona. Difficile controllo vegeto-produttivo.
Facile controllo vegeto-
(es. Early Star, Regina, Difficile controllo vegeto- controllo vegeto-produttivo. Buona qualità. Soluzione
produttivo. Buona qualità.
Sweet Early) produttivo. Buona qualità. Buona qualità. Soluzione non ottimale su terreni fertili
Soluzione ottimale. Potatura:
Soluzione non ottimale ottimale e irrigui. Potatura: lunga,
lunga
almeno inizialmente
Messa a frutto medio
Messa a frutto intermedia. Messa a frutto precoce.
precoce. Produttività buona Messa a frutto molto
Produttività buona o elevata. Produttività elevata. Facile
B - Varietà a media fertilità o elevata. Facile controllo precoce. Produttività elevata.
Discreto controllo vegeto- controllo vegeto-produttivo.
(es. Black Star, Grace Star, vegeto-produttivo. Ottima Controllo vegeto-produttivo
produttivo. Ottima qualità. Ottima qualità. Soluzione
Kordia, Ferrovia, Samba, qualità. Soluzione ottimale impegnativo. Buona qualità.
Buona soluzione su terreni ottimale su terreni fertili e
Summit) anche su terreni meno fertili Solo su terreni fertili e irrigui.
di media fertilità anche non irrigui. Potatura: lunga nei
e irrigui. Potatura: lunga nei Potatura: corta
irrigui. Potatura: lunga primi anni
primi anni
Messa a frutto medio
Messa a frutto precoce. Messa a frutto molto Messa a frutto precocissima.
precoce. Produttività elevata.
Produttività elevata. Facile precoce. Produttività elevata. Produttività elevata. Difficile
Facile controllo vegeto-
C - Varietà a alta fertilità controllo vegeto-produttivo. Controllo vegeto-produttivo controllo vegetativo.
produttivo. Ottima qualità.
(es. Giorgia, Lapins, Ottima qualità. Soluzione impegnativo. Buona o ottima Influenza negativa sulla
Soluzione ottimale anche
Sweetheart, Staccato) ottimale su terreni a media qualità. Soluzione ottimale qualità. Soluzione non
su terreni a media fertilità e
fertilità purchè irrigui. su terreni fertili e irrigui. ottimale anche su terreni
non irrigui. Potatura: corta,
Potatura: corta, da subito Potatura: corta fertili e irrigui
da subito
In verde soluzione ottimale; in rosso soluzione a rischio

concetti e delle possibili interazioni deboli e alte densità o varietà molto tività e qualità dei frutti. Rivista di Frutticol-
viene riportata nella tabella 1: su sfon- fertili su soggetti di medio vigore con tura, 5: 38-47
Grandi M., Correale R., Lugli S. (2010b). Meglio
do rosso sono riportate le combinazio- densità medie o medio alte). la potatura lunga nel ciliegio ad alta densità.
ni varietà-portinnesto-densità conside- L’Informatore Agrario, 38: 63-66.
rate non ottimali (es. varietà poco ferti- Bibliografia Lugli S., Musacchi S. (2009) - L’alta densità nel
ciliegio assicura produzioni e qualità. L’In-
le su soggetto vigoroso e bassa densità Gagliardi F., Serra S., Bucci D., Lugli S., Musac- formatore Agrario, 46: 34-38.
di impianto o, viceversa, varietà ad alta chi S. (2013). Development of training sy- Neri D., Massetani F., Giorgi V. (2009). La pota-
fertilità su soggetti nanizzanti e densità stems for high-density planting sweet cher- tura. Edagricole, pp 370.
molto alte); su sfondo verde sono evi- ry. VII Cherry Symposium 2013, Plasencia,
Spain. Acta Horticulturae, In press. ringraziamenti
denziate le condizioni ritenute ottimali Grandi M., Lugli S., Correale R., Quartieri M. Gli autori ringraziano l’Azienda Zanoli Emilia
(es. varietà a bassa fertilità su soggetti (2010a). Influenza dei portinnesti su produt- per l’ospitalità concessa per le prove. ■

22 FRUTTICOLTURA - n. 4 - 2014

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