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Tecnica

ottobre 2011
la termotecnica
Climatizzazione 65
di A. Buonomano, C. Finiello, A. Palombo

Raffrescamento estivo negli edifici


residenziali. Consumi energetici e
potenziali risparmi in Campania
Parte II - Analisi dei risultati
Il presente articolo costituisce il prosieguo di alcune attività di indagine energetica già pubblicate nel Marzo 2009 nella proposta di Piano
Energetico Ambientale Regionale (PEAR) della regione Campania [1]. In particolare nella precedente Parte 1 sono riportati i risultati di un’a-
nalisi svolta al fine di caratterizzare energeticamente il parco edilizio residenziale della regione Campania mentre in questa seconda parte
sono valutati i consumi ed i potenziali risparmi energetici per il raffrescamento estivo degli edifici.

Residential Buildings Summer Cooling.


Energy Consumption and Potential Savings in Campania
Part II - results analysis
In this paper the development of some energy investigations already published on March 2009 in the proposal of the Energy and
Environmental Regional Plan of the Campania Region is reported. In particular, in the previous first part of the article the depiction and
classification of the Campania’s residential buildings from the energy point of view is carried out. In this second part the energy consumption
and the potential savings for the summer cooling of such buildings are investigated.

Nell’ambito del filone d’indagine esplorato nella proposta di PEAR frigorifero valutato sulle 24 ore e quello ottenuto considerando l’effet-
della regione Campania [1] sono stati valutati, tra gli altri, i consumi tiva interruzione notturna (grazie alla trascurabile richiesta frigorifera
ed i potenziali risparmi energetici relativi al riscaldamento ambientale in tali ore) [5]. D’altro canto una più accurata analisi dei fabbisogni
nel settore residenziale regionale. L’analisi è stata condotta attraverso energetici per il raffrescamento estivo, attraverso la simulazione di-
un approccio semplificato per certi versi affine a quello adottato in namica dei fenomeni o l’analisi delle fatturazioni relative ai consumi
studi similari per altre località italiane [2, 3]. Nel presente studio la energetici, non è facilmente perseguibile per il caso studio in esame.
suddetta analisi è stata estesa anche al raffrescamento estivo. Nella Tuttavia va detto che per gli edifici residenziali ubicati nelle zone cli-
prima parte dell’articolo (precedentemente pubblicata) è riportata matiche caratterizzate da estati abbastanza calde (come quelle che
una sintesi dell’elaborazione svolta sui dati iniziali necessari a ca- tipicamente si verificano in Campania) lo scostamento tra i risultati
ratterizzare dal punto di vista energetico l’edilizia residenziale della conseguiti attraverso l’analisi dinamica e quella semistazionaria qui
regione Campania. In questa seconda parte è invece prevalentemente considerata risulta abbastanza contenuto [6].
riportato il risultato dei calcoli per la valutazione del fabbisogno ener-
getico per il raffrescamento estivo e dei relativi potenziali risparmi. Per Calcolo del fabbisogno energetico
il calcolo della richiesta frigorifera si è utilizzato il metodo riportato per il raffrescamento estivo
nelle UNI TS 11300-1 [4]. La procedura adottata è quindi di tipo
convenzionale (si considera un periodo di accensione dell’impianto Il fabbisogno frigorifero per il raffrescamento ambientale estivo è
pari a 24h). Nel caso degli edifici residenziali è possibile seguire tale valutato secondo il modello semplificato semistazionario riportato
approccio visto il soddisfacente accordo tra il valore del fabbisogno nella UNI/TS 11300-1: 2008 [4]:

Ing. Annamaria Buonomano, prof. ing. Adolfo Palombo, Dipartimento di Energetica Termofluidodinamica Applicata e Condizionamenti
Ambientali, Università di Napoli Federico II; ing. Ciro Finiello, libero professionista.
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Tabella 1 - Durata del periodo di raffrescamento (valutazione in base


alla situazione attuale)

QC,nd = (Qint + Qsol) - ηC,ls ∙ (QC,tr + QC,ve) (1)



dove: Qint è l’energia termica in ingresso all’am-
biente dovuta agli apporti interni, Qsol è quella
relativa alla radiazione solare, QC,tr è quella
scambiata per trasmissione, QC,ve è quella per
ventilazione, ηC,ls è il fattore di utilizzazione delle
Tabella 2 - Componenti verticali opachi dispersioni termiche. In tale modello sono trascu-
rati i contributi relativi ai carichi latenti, peraltro
abbastanza contenuti negli edifici residenziali.
La durata del periodo di accensione dell’impianto
è determinata in base alla UNI/TS 11300-1:
2008 [4] con il criterio di mantenere all’interno
dell’edificio una temperatura non superiore a
quella di set-point, θint,set,C. Per il caso studio in
esame θint,set,C è posta pari a 26 °C. Il primo e
l’ultimo giorno di tale periodo sono valutati come
quei giorni al di fuori dei quali le dispersioni
termiche superano la somma degli apporti termici
interni e solari, Qgn, ovvero quando [4]:

( )
H θint,set ,C − θe ,day t day > Q gn,day (2)

dove: H è il coefficiente globale di scambio ter-


mico dell’edificio, tday è la durata del giorno, θe,day
è la temperatura esterna media giornaliera valu-
tata in funzione della temperatura esterna media
mensile. Quest’ultima per tutte le località della
Campania si è considerata pari a quella del re-
lativo capoluogo di provincia (dalla UNI 10349
[7]). Tale semplificazione restituisce ovviamente
Tabella 3 - Coperture
risultati tanto più accurati quanto più le aree ge-
ografiche sono caratterizzate al loro interno da
climi omogenei. Per la situazione attuale i periodi
di funzionamento dell’impianto sono riportati in
Tabella 1. Le caratteristiche degli elementi opachi
degli edifici considerate nel caso studio in esame
sono riportate in Tabella 2 e Tabella 3.
Per quanto riguarda il solaio di primo calpestio
si è considerata una trasmittanza termica media
ottenuta considerando uno spessore di 0,30 m
e tre possibili tipologie costruttive: soletta latero
cementizia su cantina (U = 1,25 W/m2K); soletta
latero cementizia su vespaio o pilotis (U = 1,50
W/m2K); basamento in C.A. su terreno (U = 1,65
W/m2K). Per gli edifici realizzati prima del 1991
si è assunto un ricambio orario di ventilazione
pari a n = 0,6 vol/h, inoltre per gli elementi
finestrati si è ipotizzato che nel 20% dei casi sia
stata effettuata la sostituzione dei vetri monolitici
(serramento: Uw = 5,00 W/m2K) con delle ve-
trocamere semplici (serramento: Uw = 3,00 W/
m2K). Per tutti gli edifici realizzati dopo il 1991
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Tabella 4 - Epe,invol per gli edifici della regione Campania

si è considerato: n = 0,45 vol/h (miglior tenuta dei


serramenti rispetto ai precedenti) e vetrocamere
semplici (serramento: Uw = 3,00 W/m2K). I carichi
interni, valutati in base alla UNI/TS 11300-1, sono
assunti pari a circa 4 W/m2.
In relazione ai guadagni solari sono state fatte le
seguenti ipotesi. Il fattore di assorbimento solare
delle coperture si è assunto pari a 0,75 (tenendo
conto delle tipiche colorazioni dei tetti) mentre
quello delle pareti perimetrali esterne pari a 0,60
(considerando le tipiche colorazioni degli edifici).
Il fattore di riduzione degli apporti solari relativo
all’utilizzo di schermature mobili è stato considerato
variabile in funzione dell’esposizione delle finestre
e del mese. I valori considerati oscillano tra 0,65
(esposizione Sud, per il mese di Settembre) e 1
(esposizione Nord, per tutto il periodo di raffre-
scamento).
Le trasmittanze alla radiazione solare della finestra
senza schermatura sono assunte pari a 0,77 e 0,68
rispettivamente per vetro singolo e vetrocamera
semplice. È appena il caso di notare che le carat-
teristiche di tali tipologie edilizie sono abbastanza
lontane dagli attuali standard in materia di rispar-
mio energetico. La costante di tempo dell’edificio
è calcolata, in funzione della relativa tipologia
costruttiva, in base a quanto riportato nella UNI
EN ISO 13790 [8]. I valori medi in Campania sono
risultati variare tra le 10,5 ore (C.A.) e le 12,5 ore
(muratura).
figura 1 - Edifici della regione Campania suddivisi in funzione della
In Tabella 4 sono riportati i fabbisogni frigoriferi
classe energetica estiva
annui per unità di superficie utile degli edifici,
Epe,invol. Tali risultati sono stati confrontati con i va-
lori limite imposti per alcuni ambiti d’intervento di SITUAZIONE  ATTUALE  
ammodernamento dell’edificio dal D.P.R. n. 59/09
[9] al fine di valutare in prima approssimazione
la prestazione energetica (qualità termica dell’in- 16,4%   I  =  OTTIMA  
20,0%  
volucro) del patrimonio edilizio campano. Per le
zone climatiche in esame: C (Benevento, Caserta, II  =  BUONA  
Napoli, Salerno) e D (Avellino) deve essere: Epe,invol III  =  MEDIA  
30,0%   20,0%  
< Epe,invol,lim = 30 kWh/m2 anno. Dall’analisi svolta
(Tabella 4) si evince che tutti gli edifici nella provin- IV  =  SUFFICIENTE  
cia di Avellino e Benevento rispettano tale requisito 13,6%   V  =  MEDIOCRE  
(ciò è dovuto anche alle condizioni non troppo sfa-
vorevoli del clima estivo di tali zone). Nelle restanti
province il suddetto valore limite è viceversa quasi
sempre superato, soprattutto nel caso degli edifici in Classificazione secondo le Linee Guida Nazionali (D.M. del 26/06/09)
C.A. caratterizzati da valori medio alti del rapporto Classe prestazionale
[kWh/m2anno] Prestazioni
S/V (palazzine e villette). (metodo dell'Epe,invol)
Attraverso una successiva elaborazione dei risultati Epe,invol < 10 Ottime I
ottenuti si è suddiviso il patrimonio edilizio residen- 10 ≤ Epe,invol < 20 Buone II
ziale in funzione delle relative classi prestazionali 20 ≤ Epe,invol < 30 Medie III
riportate nelle Linee Guida nazionali per la certifi- 30 ≤ Epe,invol < 40 Sufficienti IV
cazione energetica degli edifici (metodo dell’Epe,invol) Epe,invol ≥ 40 Mediocri V

Figura 1. Edifici della regione Campania suddivisi in funzione classe energetica estiva
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[10]. Il 46% degli attuali edifici è risultato avere presta- Valutazione del potenziale risparmio
zioni energetiche solo sufficienti (30 ≤ Epe,invol < 40 energetico
kWh/m2 anno) o mediocri (Epe,invol ≥ 40 kWh/m2 anno),
Figura 1. Di questi edifici il 54% è in C.A. il restante è in Attraverso il confronto tra la situazione attuale e quella a
muratura. Gli edifici caratterizzati da prestazioni ottime valle di alcuni interventi migliorativi si è calcolata la nuova
(Epe,invol < 10 kWh/m2 anno) o buone (10 ≤ Epe,invol < 20 classe prestazionale ed il potenziale risparmio energetico
kWh/m2 anno) sono il 40% degli edifici regionali (Figu- per il raffrescamento estivo del parco edilizio regionale. Si
ra 1) e risultano ubicati, soprattutto per i suddetti motivi considerano alternativamente i seguenti scenari:
di carattere climatico, perlopiù nelle province di Avellino 1. Adeguamento dell’involucro edilizio per i componen-
e Benevento. Nel comune di Napoli, in particolare, gli ti opachi e trasparenti. Le trasmittanze delle pareti
edifici risultano suddivisi tra la classe media (33%), la perimetrali, dei solai di copertura, dei solai di primo
sufficiente (43%) e la mediocre (24%). calpestio e dei serramenti sono considerate pari ai
Si è quindi valutata l’energia primaria necessaria per rispettivi valori limite (Ulim, Gennaio 2010) riportati nel
il raffrescamento estivo Qc,P. Le macchine frigorifere DLGS n. 311/06 [12] avendo ipotizzato un contestuale
prese in considerazione sono quelle tipicamente utiliz- efficientamento del sistema anche per il riscaldamen-
zate nell’attuale edilizia residenziale (tipo autonomo to invernale. L’intervento sulla copertura consente tra
ad espansione diretta, aria-aria). In base alla bozza di l’altro di scegliere un colore della finitura superficiale
norma UNI/TS 11300-3 [11] si ha: più chiaro (coefficiente d’assorbimento pari a 0,60) di
dove: k è il mese k-simo della stagione di raffrescamento quello iniziale. Inoltre si è considerato per limitare la
radiazione solare entrante l’adozione di più efficaci
⎛ Q + Q v ,k ⎞ schermature alle finestre. Il fattore di riduzione degli
QC ,P = ⎜∑ Q aux ,k + Cr ,k ⎟ f (3)
⎜ k ⎟ p,el apporti solari relativo all’utilizzo di schermature mobili
⎝ ηmm,k ⎠ in questo caso oscilla tra 0,57 e 1. La trasmittanza alla
radiazione solare della finestra senza schermatura è
estiva, Qaux è il fabbisogno di energia elettrica relativo ridotta a 0,5 [9]. Grazie alla sostituzione dei serra-
agli ausiliari degli impianti. Nella presente analisi è menti il ricambio di aria esterna scende a n = 0,45
stato considerato quello relativo ai terminali di scambio vol/h per tutti gli edifici. I valori medi della costante di
termico e al condensatore esterno con un’incidenza me- tempo dell’edificio variano in questo caso tra le 18,5
dia di 470 W ad abitazione. QCr è il fabbisogno frigo- ore (C.A.) e le 21 ore (muratura);
rifero per raffrescamento precedentemente calcolato. Qv 2. Adeguamento dell’involucro edilizio per i soli compo-
è il fabbisogno per trattamenti dell’aria (nella presente nenti finestrati per i quali valgono le ipotesi considerate
analisi è stato posto pari a zero poiché i sistemi consi- nel caso precedente. Si è esaminata quest’ipotesi visto
derati sono del tipo a tutto ricircolo), hmm è il coefficiente il ricorrente intervento consistente nella sola sostituzio-
di prestazione medio mensile del sistema di produzione ne dei serramenti;
dell’energia frigorifera. Nel calcolo di quest’ultimo pa- 3. Adeguamento dell’involucro edilizio per le sole coper-
rametro si è tenuto conto, tra l’altro, dei vari rendimenti ture per le quali valgono le ipotesi considerate nel caso
dei sottosistemi e delle condizioni climatiche interne ed relativo allo scenario 1. Si è considerata questa ipotesi
esterne [11]. fp,el è il fattore di conversione da energia poiché spesso in occasione del rifacimento dell’imper-
elettrica ad energia primaria (0,187·10-3 tep/kWhe). meabilizzazione delle coperture è possibile applicare
I risultati ottenuti per i consumi di energia primaria un opportuno strato d’isolante termico ed un nuovo
sono riportati in Tabella 5 dalla quale si nota che la colore più chiaro sulla superficie esterna;
sola provincia di Napoli richiede più energia di quella 4. Adeguamento dell’involucro edilizio per i soli com-
necessaria nel resto della Regione. ponenti opachi verticali per i quali valgono le ipotesi
considerate nel caso relativo allo scenario 1. Si è con-
siderata quest’ipotesi per il possibile intervento sulle
Tabella 5 - Fabbisogno di energia primaria Qc,P facciate degli edifici consistente nel rifacimento degli
per la climatizzazione estiva intonaci con simultanea applicazione di un opportuno
cappotto d’isolante termico;
5. Adeguamento dell’involucro edilizio per i componenti
finestrati e le coperture, per i quali valgono le ipotesi
considerate nei casi 2 e 3;
6. Miglioramento delle sole prestazioni energetiche degli
impianti di raffrescamento considerando un incremen-
to del relativo coefficiente di prestazione nominale pari
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al 20%. In particolare si è immaginato di sostituire le figura 2 - Prestazione energetica dell’involucro edilizio al variare
macchine autonome tradizionali con altre della nuova degli interventi considerati

generazione o con sistemi centralizzati. L’incidenza


degli ausiliari degli impianti è stata considerata pari a SITUAZIONE  ATTUALE  e  SCENARIO  6   0,0%   SCENARIO  1  e  7  

7,3%  
quella del caso attuale; 16,4%  
I  =  OTTIMA   I  =  OTTIMA  
7. Adeguamento dell’involucro edilizio per i componenti 20,0%   II  =  BUONA  
28,2%  
II  =  BUONA  

opachi e trasparenti e miglioramento delle prestazioni 30,0%   20,0%   III  =  MEDIA   40,0%   III  =  MEDIA  
IV  =  SUFFICIENTE   24,5%   IV  =  SUFFICIENTE  
energetiche degli impianti di raffrescamento per i quali
V  =  MEDIOCRE   V  =  MEDIOCRE  
valgono le ipotesi considerate negli scenari 1 e 6 con 13,6%  

un’incidenza media degli ausiliari degli impianti per


SCENARIO  2   SCENARIO  3  
abitazione di 310 W; 4,5%   0,0%  
8. Adeguamento dell’involucro edilizio per i componenti I  =  OTTIMA   I  =  OTTIMA  

finestrati e le coperture, per i quali valgono le ipotesi 24,5%  


20,0%   II  =  BUONA   24,5%   20,0%   II  =  BUONA  

20,9%   III  =  MEDIA   20,0%   III  =  MEDIA  


considerate nei casi 2 e 3 e miglioramento delle presta- 35,5%  
30,0%   IV  =  SUFFICIENTE   IV  =  SUFFICIENTE  
zioni energetiche degli impianti di raffrescamento per V  =  MEDIOCRE   V  =  MEDIOCRE  
i quali valgono le ipotesi considerate nello scenario 6
con un’incidenza media degli ausiliari degli impianti SCENARIO  4   SCENARIO  5  e  8  
0,0%  
per abitazione di 310 W. 17,3%   0,0%  
I  =  OTTIMA   I  =  OTTIMA  
In Figura 2 sono riportati i risultati raggiunti per ciascuna II  =  BUONA  
18,2%   II  =  BUONA   24,5%  
tipologia d’intervento considerata in termini di percentua- 19,1%   III  =  MEDIA   III  =  MEDIA  
27,3%   56,4%   19,1%  
le di edifici ricadente nelle suddette 5 classi prestazionali. IV  =  SUFFICIENTE   IV  =  SUFFICIENTE  

Con l’azione relativa al primo scenario rimangono in V  =  MEDIOCRE   V  =  MEDIOCRE  


18,2%  
classe sufficiente solo il 7,3% degli edifici, questi ultimi
risultano concentrati nella provincia di Napoli (in parti- Figura 1. Prestazione energetica dell’involucro edilizio al variare degli interventi considerati

colare nel comune di Napoli non si supera la II classe),


mentre scompaiono gli edifici relativi alla classe mediocre. Tabella 6 - Potenziali risparmi di energia primaria e di emissioni di CO2
Per gli scenari 2 e 3, si riscontra invece che gli immobili a
valle dell’intervento che risultano ancora non soddisfacen-
temente adeguati (classe sufficiente e/o mediocre) sono
ancora rispettivamente circa il 29 ed il 24,5%.
Nello scenario 3 sono assenti gli edifici in classe mediocre.
Con lo scenario 4 la situazione risulta peggiorare rispet-
to a quella iniziale. Ciò è dovuto al fatto che il beneficio
relativo all’isolamento delle superfici verticali è più che
bilanciato dall’effetto negativo dovuto alla sopraggiunta
impossibilità dei carichi accumulati all’interno degli edi-
fici di essere dissipati all’esterno.
In questo caso, il periodo di funzionamento dell’impian-
to di raffrescamento si allunga rispetto alla situazione
attuale in tutta la Regione. L’incremento oscilla tra lo 0,4
ed il 25% (provincia di Avellino). Tale scenario va quindi
valutato anche in relazione al potenziale risparmio sul
riscaldamento invernale. sui fabbisogni di energia primaria e sulle emissioni di
Lo scenario 5 è l’unico, insieme al primo, che incremen- CO2 in atmosfera.
ta, rispetto alla situazione attuale, l’aliquota di edifici Si nota che gli scostamenti percentuali conseguibili
in classe ottima facendo scomparire quelli di V classe. variano tra un valore minimo del -2,2% (incremento del
In più con lo scenario 5 scompaiono anche quelli in IV consumo energetico e delle emissioni) ed un massimo
classe senza che peraltro l’intervento richieda la stessa potenziale risparmio del 42,3%.
invasività ed i costi dello scenario 1. Considerando anche la stagione di riscaldamento, ana-
L’involucro dello scenario 6 ha ovviamente la stessa lizzata attraverso l’evoluzione di un modello adottato in
prestazione energetica di quello relativo alla situazione un altro studio [13], si ottiene che il potenziale risparmio
attuale così come l’involucro del 7 e dell’8 sono identici conseguibile s’incrementa notevolmente rispetto al solo
a quelli dello scenario 1 e 5, rispettivamente. caso estivo.
In Tabella 6 si riportano i risultati dell’analisi effettuata In Tabella 7 si riportano i fabbisogni energetici nel setto-
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re residenziale per il raffrescamento ed il riscaldamento edifici residenziali i risultati ottenuti con tale metodo ri-
(calcolato per un periodo di accensione pari a quello sultino abbastanza simili a quelli raggiunti considerando
massimo di Legge) ed il relativo risparmio adeguando l’interruzione notturna, va detto che nella realtà in Italia
al meglio per entrambe le stagioni il sistema edificio- gli impianti di raffrescamento nel settore residenziale
impianto. Il massimo risparmio conseguibile raggiunge vengono attualmente attivati solo saltuariamente.
in questo caso il 68%. È ovvio, infine, che l’analisi delle possibili azioni va con-
dotta anche in funzione dei risparmi conseguibili nella
stagione di riscaldamento ed in generale dei costi econo-
mici iniziali valutando globalmente il periodo di recupero
Tabella 7 - Fabbisogno annuo di energia primaria per il riscaldamento
dell’investimento.
invernale ed il raffrescamento estivo e massimi risparmi conseguibili in
Campania

Bibliografia

[1] Assessorato all’agricoltura e alle attività produttive della


Regione Campania. Proposta di “Piano Energetico Ambientale
Regionale (PEAR) della regione Campania”. Bollettino Ufficiale
della Regione Campania n. 27 (speciale), 6 maggio 2009.
[2] Fracastoro G., Serraino M., Una metodologia per definire
le prestazioni energetiche dei grandi parchi edilizie e possibili
applicazioni. Mostra Convegno Expocomfort, Eventi AiCarr,
Milano, 23-27 marzo 2010.
Conclusioni [3] De Santoli L., Mancini F., Cecconi M., Riqualificazione dell’e-
dilizia residenziale di una città. Il caso Roma, AiCarr Journal,
Seppur con tutti i limiti relativi all’approccio considerato, Aprile 2010.
in questo studio si è stimato il fabbisogno energetico per il [4] UNI/TS 11300-1: 2008 - Prestazioni energetiche degli edi-
raffrescamento estivo nel settore dell’edilizia residenziale fici. Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica
in Campania ed il potenziale risparmio conseguibile gra- dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale. 2008.
zie all’esecuzione di alcuni interventi di efficientamento [5] Gastaldello A., Schibuola L., Valutazione semplificata del
energetico sul sistema edificio-impianto. fabbisogno estivo ai fini della certificazione energetica degli
Nella situazione attuale la percentuale di edifici che non edifici, 62° Congresso annuale ATI, Salerno, 11-14 settembre
rispetta il limite riportato nel DPR n. 59/09 (EPe, invol ≤ 30 2007.
kWh/m2 anno) è risultata pari al 46%. [6] Corrado V., Paduos S., Il progetto termico dell’involucro
È su tali edifici, ubicati prevalentemente nelle province di opaco: l’effetto della massa sulla prestazione termica ed ener-
Napoli, Caserta e Salerno, che andrebbero primariamente getica dell’edificio, 63° Congresso annuale ATI, Palermo, 23-26
effettuati gli interventi di adeguamento. settembre 2008.
Si è inoltre valutato il potenziale risparmio di energia pri- [7] Norma UNI 10349:1994. Riscaldamento e raffrescamento
maria per il raffrescamento estivo che nel caso in esame degli edifici. Dati climatici.
può superare il 40%. [8] Norma UNI EN ISO 13790: 2008. Prestazioni energetiche
È necessario sottolineare che soprattutto i risultati ottenuti degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per riscalda-
sui consumi energetici riferiti all’esercizio effettivo degli mento e raffrescamento.
impianti devono essere considerati come orientativi. Infatti [9] Decreto del Presidente della Repubblica n. 59/09, GU
nel modello adottato si è assunto che tutte le abitazioni con 10/06/2009.
impianto di riscaldamento siano dotate anche di quello di [10] Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli
raffrescamento (anche se i volumi raffrescati sono consi- edifici, DM del 26/06/2009, GU 10/07/2009.
derati ridotti rispetto a quelli riscaldati). [11] UNI/TS 11300-3 (progetto di norma sottoposto alla fase di
Attualmente quest’ipotesi è fortemente conservativa e va inchiesta pubblica) - Prestazioni energetiche degli edifici. Parte
valutata come possibile proiezione futura visto l’ampio 3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei
diffondersi degli impianti di raffrescamento nel settore rendimenti per la climatizzazione estiva.
residenziale. Inoltre il fabbisogno frigorifero è calcolato [12] Decreto Legislativo n. 311 del 29/12/2006, GU
per un funzionamento continuo dell’impianto. 01/02/2007.
Tale approccio è quello richiesto dalle norme per il calcolo [13] De Rossi F., Di Palo P., Finiello C., Palombo A., Analisi
della classe energetica degli edifici ma ovviamente non energetica del patrimonio edilizio della Regione Campania, in
restituisce l’effettivo consumo energetico. Benché per gli stampa su Aicarr Journal, 2011.