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Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Antropizzazione del territorio siracusano.


(EN) (IT)

«Although the biggest city in the world was «Sebbene la più grande città nel mondo fosse
Pataliputra (Patna) on the Ganges, Syracuse was Pataliputra (Patna) sul Gange, Siracusa fu la
the largest in Europe.» maggiore in Europa.»
(Michael Grant, The Civilizations of Europe, 1965, p. 23.)

Nella sua millenaria storia Siracusa ha attraversato periodi di grande popolamento e periodi di forte
spopolamento. In età greca si ebbe la massima espansione della città. Gli storici si dividono
nell'attribuire una cifra esatta sul numero di abitanti dell'antica metropoli: si va dai 250 000 abitanti
agli oltre 1 000 000.[121] In ogni caso la storiografia si dice certa nell'affermare che Siracusa
rappresentò per l'epoca la maggiore città europea[122] e che la sola altra realtà geografica a poterle
tenere testa a livello demografico fu Atene.[123]

Dominazioni, guerre e carestie mutarono l'aspetto di Siracusa, riducendola nel medioevo ad appena
15 000 abitanti. Il suo centro abitato si concentrò nella sola isola di Ortigia.[124]

Una forte crescita demografica avvenne dal secondo dopoguerra mondiale in avanti. Odiernamente
il comune conta una popolazione di oltre 120 000 abitanti.

 Abitanti censiti dalla seconda metà del XIX sec. al XXI sec.[125]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]


Alla data del 1º gennaio 2019 a Siracusa risultano residenti 6 138 cittadini stranieri, pari al 5,1%
della popolazione totale.[126] La comunità più numerosa proviene dallo Sri Lanka con 1 323
cittadini; seguono le comunità del Marocco 795 cittadini, della Romania 584 cittadini, e della
Polonia 412 cittadini.[126]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Placca onorifica (Iside?) con alfabeto siracusano, rinvenuta nel porto della città. Periodo ellenistico

Nell'antichità, grazie all'attivo movimento culturale e commerciale, la parlata siracusana


rappresentava una delle "lingue franche" del mondo greco-mediterraneo. Il linguaggio degli antichi
Siracusani, che si rinviene nelle opere di scrittori siti anche a grande distanza dall'isola di Sicilia, è
stato definito: dialetto greco-siracusano.[N 13][129][130]

«Il greco diventa una vera e propria lingua internazionale e comune a tutta la parte orientale del
bacino del Mediterraneo, dall'Asia Minore alla Siria, alla Mesopotamia, all'Egitto, un ampio
Commonwealth ellenizzato.»
(Italo Lana, Storia della civiltà letteraria greca e latina, vol. 1, 1998, p. 4.)

In seguito la parlata del luogo si arricchì di nuove influenze giunte dall'esterno; specialmente dalla
lingua latina (a sua volta influenzata comunque dalla lingua greca antica[131]).

Intorno al XIII secolo con la cosiddetta Scuola Siciliana gli isolani unificarono il proprio
linguaggio, trasmettendo poi i loro schemi contenutistici e fonetici ai Toscani, ponendo dunque il
primo tassello per la nascita della lingua italiana.[132] Gioverà in tale contesto tenere presente che il
maggiore esponente di questa scuola linguistica fu un abitante dell'area siracusana: Giacomo da
Lentini.[133]

(Dialetto siracusano) (IT)

«...pi’ tutti quanti ’i Sarausani, a tocchi ri «...per tutti quanti i Siracusani, a tocchi di
campanedda cumannata, campanella comandata
ri ogni parti ’a genti curri lesta... i purtaturi da ogni parte la gente corre alla svelta.... i
uniti su’ pronti portatori uniti sono pronti
ripitennu cu’ vuci assai sincera: a carricari ’dda ripetendo con voce molto sincera: caricandosi
Santuzza rara. quella Santa speciale.
Sarausani, Viva santa Lucia!» Siracusani, Viva Santa Lucia!»
(Letterio Cafeo, Viva Santa Lucia, 1992.[131])

In base ai moderni studi effettuati sulla lingua siciliana, il dialetto siracusano, pur con le sue precise
peculiarità (ad esempio nella parlata dei siracusani la lettera D diventa di norma una R),[134] rientra
nelle seguenti due categorie:

 Dialetto siciliano orientale


 Dialetto siciliano metafonetico sudorientale

Religione[modifica | modifica wikitesto]

(LA) (IT)

«Ecclesia Syracusana prima Divi Petri filia et «Chiesa siracusana prima figlia di San Pietro e
prima post antiochenam Cristo dicata» seconda dedicata a Cristo dopo Antiochia»
(La dedica incisa sulle mure della cattedrale)

Parte dell'inicisione latina che dichiara l'ex-tempio di Atena l'edificio occidentale più antico
consacrato a Cristo

L'apostolo Paolo predica la nuova fede nelle latomie di Siracusa (opera di Francesco Paolo Priolo,
XIX secolo)

Nonostante l'antica Siracusa rappresentasse uno dei luoghi più significativi per il culto delle divinità
greche - va ricordato che la città si proclamava dinnanzi al mondo antico come la terra natale di
Artemide e faceva dei suoi abitanti i prescelti della cotnia Demetra, oltre ad avere accolto per secoli
tra le sue mura alcuni dei sacerdoti più potenti di Olimpia, come gli Iamidi -, il mutamento del
credo religioso qui giunse molto presto: grazie al suo scalo marittimo, di primaria importanza per le
vie di comunicazione dell'impero romano, essa fu meta iniziale degli evangelizzatori cristiani.[135]

La tradizione siracusana (il cui più antico documento al riguardo risale all'epoca bizantina[136]) ha
ineffetti tramandato la venuta del suo primo vescovo, Maciano (o Marziano), già nell'anno 39
(appena sei anni dopo la crocifissione di Gesù), mandato dal principe degli apostoli, Pietro, quando
egli si trovava ancora ad Antiochia, con il fine di portare il messaggio cristiano alla popolazione di
Siracusa, convertendola, così come venne in seguito registrato nel Martirologio Romano.[137] Per
questo motivo i siracusani ritennero la loro prima chiesa (sorta all'interno delle colonne del tempio
greco) la più antica d'Occidente.

La città compare inoltre nel Nuovo Testamento come primo luogo di approdo italico dell'apostolo
delle genti, Paolo (l'autore delle lettere ai Corinzi), che rimase a Siracusa per tre giorni nell'anno 61
(ripartendo dal porto aretuseo).

Fin dai suoi albori, l'istituzione della Chiesa siracusana venne contesa dalle autorità ecclesiastiche
orientali e occidentali, poiché all'epoca del suo sviluppo la città faceva ormai parte dell'impero
bizantino e in nome di ciò il patriarcato di Costantinopoli desiderava decidere lui il vescovo di
Siracusa, ma la stessa cosa la richiedevano anche i papi della chiesa latina (alla quale al principio
era legata la comunità cristiana siracusana), tutto ciò considerando che in tali frangenti la chiesa di
Siracusa divenne autocefala (il suo vescovo non riconosceva alcun capo religioso sopra di lui).[138]
Fu papa Niccolò I, nel settembre dell'860, a richiedere espressamente all'imperatore Michele III che
fosse concesso a Roma, e non a Bisanzio, il diritto di consacrare il capo religioso di Siracusa, per
non tradire un'antica usanza che risaliva direttamente agli apostoli (appello che l'imperatore
ignorò).[N 14]

L'arcidiocesi di Siracusa era a quei tempi la più importante sede cristiana della Sicilia, la sua area
metropolitana comprendeva tutta l'isola, inclusa Malta, ed era responsabile dell'intera area cristiano-
bizantina dell'Italia meridionale.[139] Uno dei suoi vescovi, Gregorio Asbesta, fu l'artefice dello
strappo di Fozio: preludio al Grande scisma, ovvero alla separazione tra la chiesa latina e quella
greca. L'arcidiocesi siracusana si schierò a favore del culto delle immagini sacre durante la guerra
delle icone.

Ma l'inserimento della dominazione islamica sulla città mutò del tutto il contesto egemonico nel
quale essa si muoveva: il suo ultimo vescovo dell'età antica fu Sofronio, il quale venne deportato
dagli Arabi a Palermo insieme al resto dei siracusani e al monaco Teodosio; autore della cronaca
sulla cattura. Quando infine giunsero i Normanni a scacciare il dominio dell'islam su Siracusa, il
contesto religioso ne uscì molto ridimensionato: l'arcivescovo siracusano non fu più il metropolita
di Sicilia e nacquero le varie divisioni geografico-ecclesiastiche dell'isola.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: festa di Santa Lucia a Siracusa.

I Berretti Verdi portano a spalla la statua di Santa Lucia il giorno della processione

La festività siracusana popolare più nota a livello nazionale e internazionale è la festa di Santa
Lucia, la quale comincia il 13 dicembre, giorno in cui si svolge la processione con la statua della
Santa per le vie della città: la statua, fabbricata nel 1500, viene portata a spalla da numerosi devoti,
che prendono il nome di Berretti Verdi; per via del colore del berretto che li contraddistingue tra la
folla.[140] Le donne invece vengono dette Portatrici e si incaricano di portare in processione le teche
contenenti le reliquie della Santa patrona; una mantellina verde allacciata al collo è il loro simbolo
di riconoscimento.[140]

La festività termina sette giorni dopo, con l'Ottava di Santa Lucia, quando il simulacro d'argento
viene riposto all'interno del Duomo. Negli ultimi tempi, per l'occasione giunge dalla Svezia una
giovane donna, scelta nel proprio paese d'origine e vestita di bianco per rappresentare Lucia da
Siracusa, partecipando alla processione insieme alla popolazione locale.[141] Tale tradizione sveva,
nata nel 1927, è alla base del gemellaggio tra Siracusa e Stoccolma.[142]

La festività per Santa Lucia si ripete nella prima domenica del mese di maggio, tale celebrazione
prende il nome di Santa Lucia delle quaglie: in tale occasione viene celebrato l'evento miracoloso
accaduto nel maggio del 1646, quando una colomba (che è anche l'animale simbolo dello Spirito
Santo) entrò nella chiesa siracusana consacrata alla Santa in questione, annunciando la fine della
carestia che aveva messo in ginocchio la città, poiché dopo la singolare visita del volatile giunse
finalmente nel porto aretuseo una nave carica di grano.[143] La festa si svolge con i vestiti dell'epoca.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]


Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e librerie[modifica | modifica wikitesto]

La più antica biblioteca siracusana, sita nell'arcivescovado. Intitolata al suo fondatore Giovanni
Battista Alagona

La città dispone di diverse biblioteche, tra queste la più antica risale al 1780, denominata biblioteca
arcivescovile alagoniana, istituita dal vescovo Gian Battista Alagona, ospita un patrimonio cartaceo
di 60.000 libri. La maggiore è rappresentata dalla biblioteca comunale della città, istituita nel 1867,
ospita circa 70.000 volumi.[144]

Tra le librerie aretusse, inoltre, la Casa del libro Rosario Mascali è stata riconosciuta, per la prima
volta in Sicilia, come «un bene dal valore culturale», annoverandosi tra le librerie storiche d'Italia
(al suo interno si sono avvicendati scrittori siciliani del calibro di Quasimodo, Sciascia,
Vittorini).[145]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]


Nel 2015 Siracusa è stata selezionata dal progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
per divenire la prima città d'Italia ad assumere il titolo di città intelligente (smart city) 2.0.
Precedentemente, nel 2012, essa aveva già partecipato al progetto statunitense dell'IBM Smarter
Cities Challenge, venendo selezionata insieme ad altre 32 città nel mondo.[146]

Scuole, università, accademie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Siracusa possiede 150 scuole che adempiono all'obbligo d'istruzione (dalle scuole
materne alle scuole superiori).[147] Tra i suoi indirizzi superiori più peculiari, in quanto città
marinara, si cita il Nautico (uno dei sette in Sicilia e dei circa quaranta in Italia[148]), fondato nel
1944 e intitolato al patriota Alessandro Rizza (già ex-Gaetano Arezzo della Targia), che
recentemente ha firmato l'accordo (gestito dalla Scuola Allievi Operai dell’Arsenale Militare
Marittimo) - il primo in Italia nel suo genere - di alternanza scuola-lavoro con la Marina
Militare.[149] Essendo inoltre una città a forte vocazione turistica, l'istruzione cittadina dedica molto
spazio alla formazione nel settore dei servizi turistici: il capoluogo conta tre istituti di questo genere
(che andandosi a sommare agli altri tre del libero consorzio comunale compongono una delle
maggiori concentrazioni di scuole turistiche dell'isola).[150]

La sede universitaria aretusea, prossima alla punta di Ortigia (adiacente al castel Maniace)

Il capoluogo, pur potendosi annoverare tra i centri urbani siciliani più antichi, e odiernamente anche
tra quelli più popolosi, non dispone di un suo ateneo (a causa di ragioni storiche originatesi nel
medioevo[N 15]), ma esso può comunque vantare due importanti e curiosi primati legati proprio alla
storia universitaria: da Siracusa, infatti, proviene il decreto che sancì la nascita della più antica
università statale d'Europa, ovvero l'università degli Studi di Napoli Federico II, voluta
dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1224, quando con la sua corte risiedeva tra le mura di
Siracusa;[152] inoltre, sempre da questa città proviene il più antico laureato della Sicilia: il
siracusano Antonio Mantello, che ottenne la laurea in diritto civile nella vicina università degli
Studi di Catania il 19 novembre del 1449.[153]

Solamente di recente, nel 1996, è stata inaugurata nella città aretusea la sede decentrata della facoltà
di architettura dell'università catanese.[154] Nel 2010, invece, si era dato l'avvio all'istituzione di un
quarto polo pubblico universitario per la Sicilia formato da Siracusa, Ragusa ed Enna,[155] ma il
progetto è stato alla fine accantonato a causa del diniego dell'area ennese,[156] tuttavia nella città
aretusea è continuata a perdurare l'idea di far nascere un proprio ateneo.[157] Dal 2013 al 2016 ha
avuto sede il corso di laurea in infermieristica, derivato dall'università di Messina,[158] mentre sono
tutt'oggi attive le sedi decentrate delle università telematiche Pegaso e Niccolò Cusano.

In ambito teologico l'istituto superiore di scienze religiose San Metodio, fondato nel 1977 e
dedicato al siracusano che divenne patriarca di Costaninopoli, permette di conseguire la laurea in
scienze religiose. Oltre a ciò vi trovano sede l'accademia di belle arti Rosario Gagliardi (dedicata
all'architetto siracusano del barocco), l'accademia di naturopatia Anea[159] e l'academy of english
(centro esami Cambridge ed ente monitorato del centro DITALS dell'università per stranieri di
Siena).[160]

Il Mediterranean Center for Arts and Sciences (MCAS) dell'Arcadia University (la cui sede madre
privata si trova in Pennsylvania) è invece un corso per studenti americani che risiedono a
Siracusa;[161] esso ha contribuito alla nascita del Sicily Center for International Education (SCIE):
fondato nel 2015 in Ortigia, esso si rivolge agli studenti stranieri offrendo loro la possibilità di
conoscere la cultura italiana tramite corsi di studi estivi e relazione con gli altri istituti nazionali e
internazionali che operano in zona.[162] Sempre agli studenti stranieri è dedicata anche la The Italian
Academy (Italian Language and Culture Centre); nata nel 1984 nell'area delle catacombe di San
Giovanni e dell'omonima basilica che le sovrasta.[163]

Siracusa possiede inoltre una scuola di specializzazione in Beni Archeologici che, fondata nel 1925,
rappresenta un unicum nel suo genere sia in Sicilia che nell'Italia meridionale. La sua direzione in
principio venne affidata all'archeologo Paolo Orsi; ha la durata di due anni accademici.[164]

La città è anche la sede originaria dell'istituto di psicoterapia della Gestalt HCC Italy (Gestalt
Human Communication Center Italy): fondato nel 1979, ha incominciato da questo territorio la sua
storia universitaria nella penisola italiana.[165]

Fondazioni e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Attori dell'INDA sulla scena del teatro greco di Siracusa insieme al loro regista

La fondazione ONLUS dell'INDA (acronimo di Istituto Nazionale del Dramma Antico), nota anche
come accademia d’arte del dramma antico, è stata costituita a Siracusa nel 1914. Rappresenta una
delle più longeve e rinomate scuole di teatro per l'arte drammitica. Grazie ad essa dopo 2.400 anni il
teatro greco della città è tornato ad ospitare le tragedie e le commedie scritte per la prima volta
nell'antichità, oltre a farsi promotrice di attività artistico-culturali varie e portare i propri spettacoli e
i propri attori in giro per l'Italia e per l'estero (si cita ad esempio l'INDA al teatro Grande di
Pompei[166] e al festival culturale di Atene[167]).

La città è anche un importante punto di riferimento per lo studio delle scienze criminali e del diritto
penale, per via della presenza dell'ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali);
fondazione ONLUS sorta nel 1972 e divenuta consultivo presso le Nazioni Unite e il Consiglio
d'Europa.[168] Tra le azioni mirabili dell'istituto vi è il convegno in cui gli esperti scrissero a
Siracusa il primo testo della convenzione contro la tortura, adottato da tutti i paesi membri
dell’ONU. Di recente ha organizzato, per quattro anni consecutivi, il seminario con la tedesca
NATO School, intitolato «Shari’a Law and Military Operations».[169]
Nella sede dell'ISISC (situata sull'isola di Ortigia e denominata Siracusa Institute) si trova inoltre
l'OPCO (acronimo di Osservatorio Permanente sulla Criminalità Organizzata): organo del consiglio
della presidenza della regione siciliana e degli enti locali territoriali.[170] Il Siracusa Institute ospita
inoltre un fondo librario di 24.000 volumi incentrati sulla criminologia e i diritti umani provenienti
da svariate nazioni.[171]

L'ente siracusano si occupa anche della cura e restauro dei papiri del Regno dell'antico Egitto a El
Cairo (in foto uno dei papiri in lingua greca esposti al museo papirologico aretuseo)

Avendo la città un rapporto particolareggiato con la pianta del papiro (Siracusa rappresenta l'unica
città in Europa nella quale essa sia riuscita a prosperare naturalmente), l'istituto italiano per la
Civiltà Egizia (I.I.C.E.) l'ha scelta come sua sede principale (trasferendosi qui da Torino, dove ebbe
i natali come associazione culturale nel 1986);[172] alla presa di tale decisione ha influito la presenza
consolidata a Siracusa dell'istituto internazionale del papiro, il quale si occupa dal 1987 dello studio
e del restauro degli antichi papiri egiziani: esso è gemellato con la Bibliotheca Alexandrina, ha
diretto il «Laboratorio di Restauro dei Papiri» nel museo egizio del Cairo, ha partecipato a
campagne di scavo nella terra dei faraoni e conduce a Siracusa egittologi provenienti da tutto il
mondo per confrontarsi durante convegni e seminari.[173][174]

Nel 1984 per valorizzare l'architettura barocca è sorto in città il centro internazionale di studi sul
barocco (CISB), il quale è stato uno dei soggetti che ha maggiormente contribuito all’inserimento
delle città tardo barocche del Val di Noto nella lista UNESCO.[175] Siracusa è inoltre la sede del
primo Hub (fulcro, centro) siciliano: The Hub Siracusa (denominato anche The Hub Sicilia),[176]
facente parte dell'Euro-South Hub.[177]

La città è culturalmente attiva anche nell'ambito della pacificazione socio-politica, tramite l'AIEP
(Associazione Internazionale per l’Educazione alla Pace), presieduta dal priolese Bruno Fucili
(tredici volte candidato al premio Nobel),[178] il quale organizza nel comune aretuseo, da oltre
vent'anni, il convegno internazionale su l’Educazione alla Pace. Grazie a queste iniziative Siracusa
è stata proclamata, dal 1995, «città per la pace e per i diritti umani».[179] Tra gli avvenimenti
memorabili di questi convegni aretusei si ricorda la venuta nel 1999 del campione pacifista
Muhammad Alì, che firmò in città i documenti per un trattato di pace nel Burundi, nel quale
imperversava la guerra civile.[180]

Oltre a ciò in città si riuniscono con continuità giovani medici provenienti da tutto il Mediterraneo
con il fine di specializzarsi, usufruendo della Euro Mediterranean Rehabilitation Summer School
(E.M.R.S.S.), gestita dall'associazione siracusana che si occupa di medicina fisica e riabilitativa.[181]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Vetrine con vasi, coppe e crateri della Sicilia antica (museo archeologico regionale Paolo Orsi)
L'Annunciazione di Antonello da Messina (pannello espositivo presso il museo d'arte di palazzo
Bellomo)

Il museo Archeologico Regionale Paolo Orsi rappresenta uno dei più importanti musei archeologici
d'Europa.[182] Il museo del Papiro si occupa di preservare e curare la rara pianta del papiro,
attivando collaborazioni con luoghi significativi per questa pianta come la città de Il Cairo.[183] La
Galleria Regionale, detta museo Bellomo, espone i reperti d'epoca medioevale e moderna della
città. Il museo dell'INDA organizza esposizioni temporanee dedicate alla storia delle
rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa. Il museo Aretuseo dei Pupi mostra l'arte
dell'Opera dei Pupi Siciliani, dichiarata dall'Unesco Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità. Il
museo del Cinema rappresenta nel suo genere il terzo museo più grande d'Italia[184]. Il Tecnoparco
Archimede, in una superficie espositiva di 1700 m², espone le repliche di macchine da guerra
utilizzate nel III secolo a.C. e autentici strumenti tecnologici ideati dal genio di Archimede[185]. Il
museo del Mare Sirmuma espone la storia marinara di Siracusa[186]. L'Acquario Tropicale di
Siracusa, situato all'interno della Fonte Aretusa, è dedicato alla vita marina del Mediterraneo e alla
fauna dei Tropici. Nel sito del castello Eurialo è stato allestito un Antiquarium al cui interno sono
custodisi preziosi reperti della vita militare della costruzione dionisiana e dunque del suo prosieguo
durante i secoli successivi (fino a quando il castello venne utilizzato).

Stampa e media[modifica | modifica wikitesto]

Periodici ed edizioni quotidiane: Gli storici giornali di Siracusa sono: Libertà, Aretuseo, Giornale di
Siracusa, e le edizioni siracusane del Giornale di Sicilia, La Sicilia e la Gazzetta del Sud.

Con la diffusione della rete molti giornali, dapprima solo cartacei, sono oggi in linea: -
Siracusa2000.com, -Siracusanews.it, -Siracusatimes.it, -Livesicilia.it, -Giornalesiracusa.com.

Le emittenti televisive che hanno sede a Siracusa sono di caratura locale e coprono il territorio
provinciale: -Tele Tris, -Tris New, -Siracusa Live Tv, -TeleSudEst, -Telestar, -Canale8 Siracusa, -
TeleMondoCentrale, -Video Blu TV, -Video 66, -FM ITALIA TV (Emittente Musicale).

Le radio: Radio FM Italia, Radio Marte Siracusa, Radio Amore Italia, Radio FM Classic, Radio
Sicilia.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La città ha rappresentato, e tutt'oggi rappresenta, un set cinematografico a cielo aperto per numerose
pellicole. Ciò ha condotto in città molteplici personalità del mondo del cinema come Vittorio De
Sica, Mario Monicelli, Nino Manfredi, il duo Franco e Ciccio, i fratelli Taviani, Walter Chiari,
Monica Bellucci, Giuseppe Tornatore e numerosi altri.
Tra i titoli più significativi vi sono: Casanova '70; Rosolino Paternò soldato; Secondo Ponzio
Pilato; La più bella coppia del mondo; Il viaggio; Anni di piombo; Kaos; L'uomo delle stelle;
Sicilia!; Malèna; Nati stanchi; Lettere dalla Sicilia; Il Commissario Montalbano; Il figlio della
luna; Caravaggio.

La storia della città è stata inoltre il soggetto o l'ispirazione per svariate pellicole cinematografiche,
come il film muto Damon and Pythias, seguito dal remake Damon and Pythias (film 1914), i
peplum L'assedio di Siracusa, Il tiranno di Siracusa, La sfida dei giganti (ultima pellicola dove Reg
Park veste i panni di Ercole) e il film d'animazione Sinbad - La leggenda dei sette mari (ultimo film
della DreamWorks con animazione tradizionale).

A Siracusa si tengono due festival del cinema, con circuiti nazionali e internazionali, di cadenza
annuale: l'Ares International Film e Media Festival, giunto alla sua settima edizione, e l'Ortigia Film
Festival, giunto all'ottava edizione, i quali hanno visto la partecipazione di artisti come Margareth
Madè, Nino Frassica, Mario Venuti, Krzysztof Zanussi, Pietro Marcello. Ai festival si è aggiunto
anche il “premio Tonino Accolla”, contest in onore del noto doppiatore siracusano (la voce italiana
di Eddie Murphy, Jim Carrey, Ben Stiller, Tim Curry e molti altri).[187]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro comunale della città

Il palcoscenico naturale del teatro di Verdura (latomie dei Cappuccini)

Siracusa è stata una delle prime città al mondo in cui si è sviluppata la forma d'arte teatrale. Mentre
ad Atene si è soliti accostare l'arte drammatica, la nascita dell'arte comica viene attribuita alla polis
di Siracusa, per via delle parole di Platone, il quale nel Teeteto (Plato, Teet., 152 e) definisce il
siracusano Epicarmo «archegeta della commedia» (o anche «principe della commedia»),
paragonandolo ad Omero - che egli definisce «archegeta della tragedia» -,[188] quelle di Alcimo in
Ad Aminta, e per via del suo teatro greco; uno dei più vasti e importanti teatri dell'antichità. Nel suo
palcoscenico hanno recitato Eschilo, Formide, Antifonte e altri grandi nomi.[189] Oggi si rivivono i
fasti del teatro greco mettendo in scena le rappresentazioni classiche, organizzate ogni anno
dall'INDA.

In epoca moderna sono sorti gli edifici teatrali al chiuso, come il teatro comunale di Siracusa (XIX
secolo)[190] e il teatro Vasquez.[191] All'interno della latomia dei Cappuccini si trova il Teatro di
Verdura, sul cui palco hanno recitato attori di fama internazionale. In città ha sede inoltre un teatro
dei pupi, denominato Piccolo Teatro dei Pupi di Siracusa, presso il quale si porta in scena la
tradizione siciliana dell'Opera dei pupi.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Sculture dell'epoca classica di Siracusa (custodite presso il museo Paolo Orsi)

Siracusa è città che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità concentrandosi sui suoi beni
architettonici, i quali attraverso i millenni sono divenuti un dei più rilevanti esempi dell'evoluzione
culturale nel Mediterraneo.[192] Il suo cammino nella storia dell'arte è stato quindi estremamente
attivo e variegato. Dall'epoca greca giunge una delle forme d'arte più apprezzate di Siracusa: la sua
monetazione. La critica è concorde nel definire le monete qui forgiate tra le più belle del mondo.[193]

«Le monete di Siracusa meritano di essere considerate tra le più belle del mondo.[194]»

Esse sono oggi sparse in giro per il globo, ma una parte delle stesse rimane custodita a Siracusa. La
filatelia moderna ha celebrato la zecca aretusea emettendo la serie denominata Siracusana, così
come ha fatto la lira italiana, ponendo in circolazione la banconota di Stato con il volto di Aretusa.
La nota Venere Landolina

Centro di grande prestigio, la polis attirava nei suoi confini menti brillanti, così che vi fiorì ogni tipo
di arte. Quando la città venne conquistata dai Romani, questi rimasero meravigliati dallo stato
culturale e artistico raggiunto dai greci di Siracusa; gli studiosi ritengono infatti che l'importazione
dei tesori siracusani comportò l'inizio della luxuria tra i Romani.[195]

La conquista di Siracusa rappresentò un punto cruciale per l'avvicinamento della cultura latina a
quella greca (dapprima avversata dai Romani).[195] Marco Claudio Marcello saccheggiò così tante
opere d'arte siracusane che una volta giunte a Roma, collocate in un tempio, pare abbiano
rappresentato il primo museo dell'urbe.[196]

(LA) (IT)

«Infesta mihi credite signa ab Syracusis illata «Infeste, credetemi, per questa città sono le statue
sunt hunc urbi.» portate da Siracusa.»
(Catone il Censore in Livio, I, 34, 3.)

Il componimento architettonico della città ben rappresenta la storia dei popoli che si susseguirono:
una forte impronta avvenne sotto il dominio spagnolo, poiché dopo il violento terremoto del 1693,
gran parte della città venne ricostruita adottando l'elaborato stile barocco, motivo per cui Siracusa,
insieme ad altre città del Val di Noto, viene presa ad esempio per la definizione di barocco siciliano,
ospitando anche un centro di studi internazionali sul barocco.[197] Essa custodisce inoltre antiche e
preziose opere dell'arte pittorica; tra i dipinti più noti si menzionano il dipinto del Caravaggio,
ovvero il Seppellimento di Santa Lucia del 1608 e L'Annunciazione di Antonello da Messina del
1474.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]


Cratere per vino e acqua dipinto dal pittore di Siracusa (IV sec. a.C.)
Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina siracusana e Cucina siciliana.
«Sibari e Siracusa viveano forse con eguale mollezza ma questa, e non quella, facea coll'ingegno e
la coltura più lieti i desinari.»
(Aristofane, Banchettanti, fr. 225 K.-A.)

Le prime testimonianze scritte sulla cucina di Siracusa risalgono all'epoca greca. Grazie al suo ruolo
egemone nel Mediterraneo la città fu pioniera nel far conoscere le abitudini alimentari siciliane
all'estero. L'antica cucina siracusana, data la notorietà, attirò su di sé critiche ed elogi: Archestrato
nel suo trattato la definì eccessivamente elaborata e pesante.[198] Platone giudicò negativamente la
sontuosità dei banchetti siracusani e il cibarsi due volte al giorno, motivo, per il filosofo, di
dissolutezza.[199] Aristofane comparò la mensa dei Siracusani ai banchetti dei Sibariti[200] (polis nota
per l'eccessiva dolce vita).[201]

(GRC) (IT)

«Συρακοσίαν δέ, ὦ φίλε, τράπεζαν καὶ «Amico mio, non si direbbe che tu lodi, se ritieni che
Σικελικὴν ποικιλίαν ὄψου, ὡς ἔοικας, questo vada bene, la tavola siracusana e l'infinita varietà
οὐκ αἰνεῖς» di leccornie siciliane.»
(Platone, La Repubblica, 404 d, in Francesco
Rizzo, Dialoghi politici e Lettere.)

Miele ibleo della Valle dell'Anapo e latte di mandorla: due tipici alimenti siracusani

D'altro canto, la cucina siracusana venne molto apprezzata dagli antichi greci: le nobili famiglie
chiamavano cuochi sicelioti alle loro mense, e la città di Siracusa diede i natali a Miteco Siculo, il
quale scrisse il primo libro di cucina del mondo occidentale (V secolo a.C.),[202] e a Labdaco, che i
cuochi greci consideravano loro maestro nell'arte culinaria.[203]
La bevanda più esportata da Siracusa fu il vino: «gli antichi siracusani preparavano le uve - a tenore
delli precetti prescritti da Esiodo - e come ne tiravano il vino Pollio, è la medesima oggi da tutti
comunemente praticata per fare li buoni moscati».[204] Una leggenda d'epoca greca vuole che Pollio
fosse un sovrano argivo, il primo re di Siracusa, che diede il proprio nome a questo vino,[205]
apostrofato spesso come il vino più antico d'Italia.[206]

Con la dominazione romana, il vino, il miele e il grano siracusano, vennero su larga scala esportati a
Roma. Nelle mense di Augusto si potevano trovare vino e olio provenienti da Siracusa.[207] Nei
secoli successivi la cucina siracusana subì le medesime influenze delle culture straniere che
dominarono il resto della Sicilia.

Spaghetti alla siracusana: con mollica (pan grattato) e acciughe

Odiernamente la cucina siracusana rientra nella costituita dieta mediterranea, dichiarata patrimonio
immateriale dell'umanità.

Tra i suoi alimenti più noti vi sono le olive, il pesce, diversi prodotti PAT e IGP come il limone di
Siracusa, l'arancia rossa di Sicilia, la patata novella di Siracusa, l'olio d'oliva dei Monti Iblei,
l'anguria di Siracusa, la fragola di Cassibile.

La tradizione siracusana vanta diversi primi e secondi piatti, tra i più tipici vi sono la pasta fritta alla
Siracusana e gli spaghetti alla bottarga di tonno, la zuppa di pesce alla Siracusana, il tonno alla
ghiotta e numerosi altri piatti originari del territorio. Nel siracusano si usa preparare l'impanata
(pizza chiusa ripiena di patate), il pizzolo, gli arancini al ragù qui assumono la classica forma a
cilindro. Alcuni dei dolci più peculiari di Siracusa sono i totò (biscotti al cioccolato ricoperti di
glassa), la giuggiulena, la cuccìa, la cotognata, la granita di mandorla, quella siracusana ha trovato
menzione nell'opera de il garofano rosso di Elio Vittorini,[208] e poi ancora la versione siracusana
della cassata siciliana, preparata con del pan di Spagna, e le paste di mandorla.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

In città si susseguono durante l'anno numerosi eventi, di diversa natura (artistica, culturale,
sportiva), il cui richiamo risulta essere di livello nazionale e internazionale.

 Rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa[209][210]


 Festival Euro Mediterraneo[211]
 Festival Internazionale del Balletto di Siracusa[212]
 Siracusa International Tango Festival[213]
 Siracusa City Marathon[214]
 Regata Internazionale Siracusa - Malta[215]

 Palio del mare[216]


 Festa della musica europea[217]
 Ares International Film e Media Festival[218]
 Ortigia Film Festival[219]
 Settimana del Pi greco[N 16]
 Sudest Wine Fest[220]