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Inserto speciale Memoria storica Anniversari


Ricordo di Il circolo di via La resistenza libertaria
Clelia Premoli Fedeli Scaldasole al bolscevismo

Storia per immagini Incontri Arte


Le strips anni Settanta Riflessione Pino Pinelli visto
di “Anarchy” sull’antispecismo da Francesco Arena
Cose nostre 8 Storia per immagini 32
• 35 anni di attività anarchica: FUMETTI
incontro conviviale a Milano • La rivolta machnovista in Ucraina
• Il fondamento vivente delle architetture • La rivolta dei marinai di Kronstadt
del dominio ARTE
di Massimo Filippi e Filippo Trasatti • A colloquio con Francesco Arena
• Nuove donazioni a cura di Luca Vitone
per la biblioteca/emeroteca
• Errata corrige Memoria storica 42
• Quei ragazzi di via Scaldasole
Anniversari 12 di Pietro Spica
• La resistenza libertaria
al bolscevismo Incontri 44
• Machno, il cosacco dell’anarchia • Filosofia dell’anarchia: teorie libertarie,
• Conversando con Mackhno pratiche quotidiane e ontologia
di Ugo Fedeli di Andrea Breda

Tesi e ricerche 20 Anarchivi 46


INSERTO SPECIALE • XV incontro della FICEDL
• “Ho fatto impallidire il tribunale” a Lisbona
Clelia Premoli nell’anarchismo • Bibliografia anarchica
internazionale (1916-1974) in lingua francese 2010
di Antonio Senta

Hanno collaborato a questo numero, oltre agli autori delle varie schede,
Amedeo Bertolo, Rossella Di Leo, Luciano Lanza, Lorenzo Pezzica,
Gaia Raimondi, Andrea Staid, Cesare Vurchio

37 Impaginazione grafica: Emilio Bibini


Ricerca iconografica: Roberto Gimmi, Gianfranco Aresi
In copertina: Clelia Premoli Fedeli nel 1955.
Quarta di copertina: Scritta anonima in memoria di Gaetano Bresci
sulle rovine del carcere in cui venne rinchiuso e “suicidato”.
I l 2011 è stato un anno di ricorrenze. Non solo la rivista “A” ha
compiuto 40 anni e la casa editrice Elèuthera 25, ma anche il
nostro centro studi/archivio compie a settembre 35 anni di attività.
Il progetto muove infatti i primi passi al Convegno internazionale
di studi bakuniniani che si è tenuto nel settembre 1976 a Venezia.
Da lì è iniziato un cammino pluridecennale che nel tempo si è svi-
luppato lungo linee parallele. In parte, abbiamo infatti voluto ri-
costruire e rivisitare le nostre radici storiche, in un periodo in cui
questo patrimonio di idee e azioni rischiava di cadere nell’oblio e
andare materialmente disperso. Il compito di preservare e alimen-
tare la memoria anarchica se lo è assunto l’Archivio Giuseppe Pi-
nelli, nato intorno alla modesta biblioteca messa insieme dal
gruppo Bandiera Nera di Milano (allora non c’era circolo che non
avesse la sua biblioteca), e poi arricchita da donazioni importanti
come quelle di Pio Turroni, Michele Damiani, Luciano Farinelli,
Luce Fabbri, Eliane Vincileoni e tanti altri.
Parallelamente, il Centro studi libertari si è invece posto l’obiettivo
di indagare e promuovere la cultura anarchica e libertaria del qui e
ora, proponendosi di ripensare l’anarchismo classico alla luce non
solo dei profondi cambiamenti in atto, ma anche della feconda in-
fluenza reciproca con pensieri e sensibilità libertarie diverse ma
contigue. Se nel primo caso, quello della memoria, abbiamo fatto
dell’eterodossia un metodo, cercando di cogliere la complessità
dell’anarchismo al di fuori della prevalente vulgata, nel secondo,
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quello di una riflessione innovativa nel contesto di una postmo-
dernità in fieri, abbiamo fatto del riferimento costante ai valori e ai
metodi anarchici la nostra bussola.
È stato un viaggio lungo, intenso e mai banale, che ha coinvolto un
numero incalcolabile di compagni di strada. Nelle pagine che se-
guono, tentiamo di ricostruire a grandi linee questo percorso at-
traverso una serie di immagini che ci porta all’oggi. Perché ovvia-
mente il viaggio non è finito. Dunque avanti, si continua. Senza
illusioni e senza rimpianti, come ci ha insegnato Louis Mercier
Vega. Con la tenacia di chi costruisce e ricostruisce senza posa,
come ci ha insegnato Pio Turroni, muratore anarchico. Sempre
grati per la straordinaria generosità di alcuni, Attilio Bortolotti in
particolare, che ci hanno consentito di andare avanti per decenni
(senza chiedere contributi pubblici), di avere spazi sufficienti in
cui depositare e ordinare, scaffale dopo scaffale, una memoria
tutt’altro che virtuale. Solidali e grati infine verso i tanti che ci
hanno aiutato a realizzare con la militanza e la passione quello che
altrove si realizza con i soldi e il tornaconto personale.
È stato un viaggio lungo, spesso faticoso, durante il quale ci siamo
talvolta chiesti se avesse senso continuare, se lo sforzo non fosse
sproporzionato all’obiettivo e ai tempi. Se siamo qui è perché la ri-
sposta ce la siamo data.
Quella che segue è una carrellata di razione con la rivista “Interrogations” e
immagini che ci consente di ripercorrere Louis Mercier Vega. Nella foto, da sinistra a
insieme la nostra storia. In effetti possia- destra, Nico Berti, Roberto Ambrosoli, Ame-
mo farlo soprattutto attraverso i momenti deo Bertolo e Luciano Lanza.
pubblici, per i quali esiste (e neppure
sempre) una documentazione fotografica. 5. Venezia, 28-30 settembre 1979, Convegno
Documentazione che è invece quasi del internazionale di studi sull’autogestione.
tutto assente per l’impegno quotidiano, Nella progressione dei convegni internazio-
anche se ovviamente è questa la parte nali organizzati negli anni Settanta, questo
prevalente. Ma tant’è, ecco questa sorta chiude la serie con una formidabile parteci-
di “come eravamo” che ci porta (a grandi pazione di oltre mille persone presenti ai
balzi e con ovvie omissioni) all’oggi. lavori. Sono ancora i ruggenti anni Settanta,
ma il riflusso è dietro l’angolo...
1. Venezia, 24-26 settembre 1976, Convegno
internazionale di studi bakuniniani. È durante
questo convegno – che come tutti quelli orga- 6. L’attività non era scandita solo da conve-
nizzati negli anni a Venezia è fatto in collabo- gni e seminari. Qui una “festa astensionista”
razione con il gruppo Nestor Machno di per le elezioni del 1979 nel cortile di viale
Marghera, poi Laboratorio libertario – che Monza, con tanto di schede infilzate sul palo.
viene annunciata la nascita a Milano del
Centro studi libertari Giuseppe Pinelli.
7. Milano, 26-27 settembre 1981, L’utopia.
Giornate di studio sull’immaginazione sov-
2. Non a caso l’archivio è dedicato a Giusep- versiva. Negli anni Ottanta la riflessione si
pe Pinelli: il gruppo fondatore è infatti Ban- sposta verso altre aree di ricerca e in parti-
diera Nera di Milano, lo stesso in cui ha sem- colare verso il concetto di immaginario a
pre militato Pino, qui in una delle sue ultime partire dalle elaborazioni di Cornelius Casto-
apparizioni pubbliche insieme all’amico e riadis. Nella foto (da sinistra a destra) Nico
compagno Cesare Vurchio (a sinistra). Berti, Luciano Lanza ed Eduardo Colombo al
convegno sull’utopia.

3. La prima sede, molto spartana e ancora


con tanto spazio, sarà in viale Monza 255. 8. 24-30 settembre 1984, Venezia, Campo San
Nel 1987 il centro studi/archivio, già ingran- Polo/Campo Santa Margherita/Facoltà di
dito, si trasferirà nei locali di via Rovetta 27 Architettura, Incontro internazionale anarchico
e dal 2006, con l’espandersi della bibliote- Venezia ‘84. Sicuramente l’incontro più impe-
ca/emeroteca, avrà a disposizione dei nuovi gnativo di tutti questi decenni, cui partecipano
locali non lontani dalla sede principale. oltre 3.000 persone provenienti da circa 30
paesi (Corea e Cina comprese). Il libro foto-
grafico Ciao anarchici ci dà oggi, a ventisette
4. Venezia, 25-27 marzo 1978, Convegno anni di distanza, una vivida testimonianza di
internazionale di studi su i nuovi padroni. La quell’evento che ha messo insieme i tanti
riflessione sulla tecnoburocrazia segna in anarchismi e le diverse generazioni. Nella foto
maniera forte il lavoro di ricerca di questi (da sinistra a destra) Nico Berti, Amedeo Ber-
primi anni, portato avanti in stretta collabo- tolo, Colin Ward, Murray Bookchin.

Come eravamo 4
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4 8

5 Come eravamo
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Come eravamo 6
9. Milano, 15-19 dicembre 1986, Re Ubu a foto (da sinistra a destra) Valentino Parlato,
Chernobyl, ovvero da Pinelli all’Apocalisse, Gabriele Polo, Claudio Venza, Nico Berti,
performance teatrale, per la regia di Mario Enzo Santarelli e Aldo Garzia.
Mattia Giorgetti, in cui attori-mimi animano
le sagome realizzate nel laboratorio artistico
diretto da Enrico Baj. 14. Venezia, 5-7 maggio 2000, convegno
internazionale di studi Anarchici ed ebrei,
storia di un incontro. Una inedita ricostruzio-
10. Lyon, 30-31 ottobre/1 novembre 1987, ne storica per rispondere alla domanda:
Anarchica, riflessioni sulla diseguaglianza come mai tanti militanti e tanti pensatori
sessuale, incontro organizzato in collabora- anarchici hanno avuto origini ebraiche?
zione con l’Atelier de Création Libertaire. Nella foto Judith Malina, Hanon Reznikov e
Nel corso di tutti questi anni molte delle rela- altri membri del Living Theatre durante la
zioni discusse durante i convegni e i seminari loro esibizione nell’ambito del convegno.
sono state pubblicate, fino alla sua chiusura
nel 1996, sulla rivista “Volontà”.
15. Marghera, 4-5 luglio 2009, Anarchismo,
post-anarchismo e nuovi anarchismi, semina-
11. Dalla sua costituzione nel 1978, questi rio dedicato alle nuove riflessioni in ambito
decenni sono stati scansiti dalle periodiche filosofico organizzato in collaborazione con il
riunioni della FICEDL (Fédération Interna- Laboratorio libertario di Marghera. Qui una
tionale des Centres d’Etudes et de Documen- foto di gruppo di chi ha partecipato alla
tation Libertaires). Nella foto l’incontro bien- discussione, introdotta da Salvo Vaccaro,
nale che si è tenuto alla fine degli anni Vivien García, Tomás Ibáñez e Mário Ruí
Ottanta nella sede del nostro archivio. Pinto.

12. Milano, 8 aprile 1995, giornata di studi 16. Milano, 30 maggio 2010, Anarchia come
in occasione del 50° anniversario della resi- organizzazione: ricordando Colin Ward, un
stenza su Le Brigate “Bruzzi-Malatesta” e il omaggio alla memoria dell’anarchico inglese
contributo degli anarchici alla Resistenza appena scomparso, con il quale si era svilup-
(1943-1945), in collaborazione con la Fonda- pata nel corso dei decenni una lunga e ami-
zione Kuliscioff. In occasione di questo cale collaborazione. All’incontro è stato pre-
incontro è stato realizzato, grazie a Ferro sentato il filmato La pratica della libertà,
Piludu e Lucilla Salimei, anche il video Gli un’intervista inedita a Colin Ward realizzata
anarchici nella Resistenza, basato su intervi- da Paolo Cottino ora visibile su YouTube.
ste originali a vecchi partigiani anarchici di
varie parti d’Italia.
17. Milano, 6 novembre 2010, seminario
Rivoluzione?, in collaborazione con A.speri-
13. Roma, Libreria Internazionale Il Manife- menti. Le relazioni al seminario, che ha inau-
sto, 19 ottobre 1996, giornata di studi su gurato la sede secondaria del centro
Camillo Berneri, un anarchico tra Gramsci e studi/archivio, in via Jaures a Milano, sono
Gobetti, organizzata in collaborazione con stata pubblicate nell’omonimo libro, edito da
“il Manifesto”, “Rivista storica dell’anarchi- A.sperimenti e liberamente scaricabile anche
smo” e Libreria Anomalia di Roma. Nella dal nostro sito.

7 Come eravamo
Il titolo è ovviamente una

Cose
nostre
35 anni citazione provocatoria che
rimanda alla questione at-
di attività tualissima del rapporto
memoria/oblio con la sua
anarchica: preoccupata visione di un
oggi dove i giovani (e non
incontro solo) sembrano aver perso
un rapporto significativo
conviviale a con il passato. Il rischio è
di vivere in un presente
Milano permanente: un’occasione
ghiotta per il ogni tipo di
potere. L’incontro vuol es-
sere l’occasione per riflet-
sabato 10 settembre 2011 bus 40 tram 14). Ecco il tere sull’importanza degli
programma di massima, archivi, delle biblioteche e
ancora in corso di defini- dei centri di documenta-
zione, in cui abbiamo cer- zione anarchici e sul ruolo
cato di far rientrare la delle fonti – e sulla loro
parte più storica, di con- accessibilità – per rico-
servazione della memoria, struire una memoria sto-
e quella più legata alla ri- rica da tramandare: come
flessione attuale sui saperi va narrata la storia? cosa
e le pratiche della contem- ancora ci può insegnare?
poraneità. Vi aspettiamo a con quali fonti, mezzi,
Milano! scopi?

ore 19.00
ore 16.00 Saper gustare
Saper creare La società conviviale
Eco-hacking a cura di Andrea Perin
ciclofficina, file sharing,
riuso e rimessa in uso, aperitivo con buffet
scambio di saperi
Per festeggiare insieme i ore 20.30:
35 anni di attività anar- ore 18.00: Saper raccontare
chica del nostro centro Saper ricordare Reading musicale per
studi/archivio l’appunta- Archivi anarchici: No fu- voce e sassofono
mento è per sabato 10 set- ture? Sull’utilità e il con Paolo Pasi
tembre alla Cascina Auto- danno degli archivi per la La poetica di Fabrizio De
gestita Torchiera storia: la memoria storica André
senz’acqua di Milano tra custodia del passato e con Carlo Ghirardato
(Piazzale Cimitero Mag- progetto per il futuro Concerto acustico con
giore 18, MM1 Uruguay, a cura di Lorenzo Pezzica Alessio Lega

Cose nostre 8
ore 22.00: Sabato 29 ottobre 2011 il occulto (e operante a di-
Saper autoprodurre centro studi organizza un versi livelli) del dominio
interventi musicali di seminario di studio dedi- intraspecifico.
Tetano, punx per l’anar- cato al tema dell’antispe- Si tratta in altri termini di
chia da Benevento cismo. Il seminario si mostrare come l’opera-
Ultimo Giro, hc da Napoli terrà nei nuovi locali di zione fondativa che separa
Kalashnikov Collective, via Jean Jaures a Milano violentemente l’uomo dal-
romantic punx da Milano con inizio alle ore 14. Per l’animale, quella mac-
Drowning dog e Dj Mala- partecipare al seminario, china antropogenica che
testa, anarchist rap da San qui presentato dai suoi trasforma la differenza in
Francisco-Milano coordinatori, è necessario gerarchia e dominio,
Acero Moretti, anarchist iscriversi confermando la possa essere assunta come
rap da Rozzano-Milano propria adesione via mail chiave di lettura per una
o telefonicamente. molteplicità di fenomeni
contemporanei caratteriz-
Il nostro sito zati da quella che si può
definire come l’estensione
Sempre nell’ambito delle Il fonda- della “biopolitica” (su cui
“celebrazioni” per questa a partire dagli anni Set-
ricorrenza, stiamo arric- mento tanta ha attirato l’atten-
chendo il nostro sito – zione Michel Foucault)
www.centrostudiliber- vivente delle come progressiva diffu-
tari.it – di nuovi materiali sione di una politica di
e immagini, lavoro che si architetture produzione, incremento e
protrarrà per tutto l’au- governo sulla vita. A par-
tunno. Segnaliamo che del dominio tire da qui si declinano
sono invece già disponibili quell’insieme di tecnolo-
diversi materiali, e in par- di Massimo Filippi gie del potere che mirano
ticolare la storia di questi e Filippo Trasatti alla cura della popola-
decenni egregiamente ri- zione come specie, all’in-
costruita da Luigi Balsa- cremento dell’efficienza
mini (La nostra storia); Il seminario propone lavorativa, gestione e pro-
l’elenco delle attività come oggetto di rifles- mozione dell’istruzione
svolte con il lungo elenco sione la questione del fon- sociale, salute, riposo,
delle tante persone che damento specista del do- emarginazione di alcune
hanno condiviso con noi il minio, ossia di come la forze sotto lo stigma della
loro sapere e le loro espe- lunga storia della domesti- follia e della perversione,
rienze (Attività); tutti i nu- cazione e dello sfrutta- attraverso la medicina so-
meri del Bollettino seme- mento animale, la costru- ciale, profilassi, igiene,
strale dell’Archivio Pinelli zione di un’ideologia miglioramento razziale,
con la sua storia minore; antropocentrica che giu- riproduzione.
una selezione delle ricer- stifica il dominio incon- Ora si può affermare che
che fatte, con testi scarica- trastato della specie la chiave di lettura anti-
bili in formato pdf. umana sui viventi della specista è in grado di ve-
Terra, siano il fondamento dere la genesi e l’evolu-

9 Cose nostre
zione di queste tecniche e part. il cap. quinto: Diritto
pratiche e nel corso di di morte e potere sulla Nuove
questo seminario si è vita).
scelto di farlo attraverso Michel Foucault, Bisogna donazioni
l’analisi delle architetture difendere la società, Fel-
del dominio: Grattacielo, trinelli, Milano, 1998 per la
Albergo, Campo, Labi- (in part. Lezione del 17
rinto, Tana, Travi… marzo 1976). biblioteca/
A partire da qui, dopo Roberto Esposito, Bios.
aver analizzato le architet- Biopolitica e filosofia, Ei- emeroteca
ture del dominio, si può naudi, Torino, 2004.
cominciare a pensare al- Roberto Esposito, Termini A circa quindici anni dalla
l’utopia di altri luoghi, della politica, Mimesis, morte di Attilio Bortolotti,
dove gli animali e noi con Milano, 2009 (in part. avvenuta nel febbraio
loro saranno di casa. A parte terza). 1995, la parte restante
stanze con infiniti pas- Giorgio Agamben, Homo della sua biblioteca (dopo
saggi e vie di fuga, a sacer, Einaudi, Torino, la donazione fatta negli
stanze dove la vita non 1995 (in part. parte terza: anni Ottanta agli Emma
sarà acriticamente esaltata Il campo come paradigma Goldman Papers di San
o violentemente annien- biopolitico del moderno). Francisco) è stata suddi-
tata, a stanze dove non Giorgio Agamben, L’A- visa per volontà del figlio
avranno più posto le astra- perto, Bollati Boringhieri, Lee fra tre archivi anar-
zioni spiritualistiche e Torino, 2002. chici: il CIRA di Lau-
concettuali rappresentate Jacques Derrida, L’ani- sanne, l’archivio Carlo
dalle specie, dagli indivi- male che dunque sono, Vanza di Locarno e il no-
dui, dalle persone e dalle Jaca Book, Milano, 2006. stro archivio. A noi sono
figure medie della scienza Jacques Derrida, La bestia arrivati i carteggi degli ul-
e del diritto, ma dove abi- e il sovrano, Jaca Book, timi anni di vita di Attilio
teranno singolarità imper- Milano, 2009. e i libri non in italiano, in
sonali, accomunate dalle Alain Brossat Droit à la prevalenza quelli in lingua
loro irriducibili diffe- vie?, Seuil, Parigi, 2010. spagnola e portoghese.
renze. Materiali su antispecismo Tra gli autori principali:
tratti da saggi di Massimo Victor Garcia, Federico
Per non partire da zero, Filippi e Filippo Trasatti, Arcos, José Peirats, Abel
proponiamo all’attenzione in particolare: Nell’al- Paz, Federica Montseny,
dei partecipanti alcuni bergo di Adamo, Mimesis, Joan Ferrer, Edgar Rodri-
testi che possono essere Milano, 2010 e I margini guez. Il piccolo fondo, an-
un’utile premessa alla di- dei diritti animali, Ortica, cora da catalogare, in-
scussione. Aprilia, 2011. clude anche alcune testate
recenti, come “A Ideia”,
Letture di riferimento “Antitese”, “Umbral”,
“Polemica”, “Orto” e “El
Michel Foucault, La vo- libertario”.
lontà di sapere, Feltri- Grazie a Lee per questa
nelli, Milano, 1978 (in ulteriore presenza di Atti-

Cose nostre 10
1926, l’anno delle leggi
“fascistissime”, con le
quali si ha la trasforma-
zione dello Stato nel re-
gime fascista vero e pro-
prio, con la messa
fuorilegge di partiti e mo-
vimenti e la chiusura di
giornali, tra i quali
Da sinistra a destra: Libera, Lee e Attilio Bortolotti insieme a Federico
“Umanità Nova”.
Arcos a Windsor (Canada) alla fine degli anni Ottanta
In effetti la chiusura di
lio nella nostra biblioteca- mano dell’anarchismo è “Umanità Nova” è prece-
emeroteca. stato pubblicato nel Bol- dente, essendo avvenuta
lettino 35. Nella frase se- già del 1922, mentre nel
Siamo inoltre stati avver- guente, all’interno della 1926 a dover chiudere i
titi dai suoi esecutori te- seconda colonna di p. 20, battenti è la rivista “Pen-
stamentari che l’amico è saltata una riga e sono siero e Volontà”.
Carlo Ottino di Torino, scomparsi alcuni nomi,
che da anni seguiva la no- per cui la lettura corretta Grazie a entrambi per le
stra attività, ha lasciato di- del brano è la seguente: precisazioni.
sposizione che dopo la
sua morte, avvenuta lo “Cesare Colizza, Attilio
scorso 25 aprile, la parte Paolinelli, Argo Secon-
della sua biblioteca dedi- dari e altri furono inter-
cata all’anarchismo ve- preti eccentrici di ipotesi
nisse donata all’Archivio eversive spurie, nelle
Pinelli, cosa che diventerà quali si coniugarono le
effettiva dall’autunno. istanze di classe con il
Un grazie postumo a que- combattentismo più dispo-
sto rigoroso amico laico. nibile all’azione popolare,
fino alla nascita della se-
zione romana degli Arditi
del Popolo”.
Errata
Mauro De Agostini ci fa
corrige invece notare che nell’ar-
ticolo Dalla Sûreté al
Abbiamo ricevuto due se- KGB e ritorno, pubblicato
gnalazioni per correggere sul Bollettino 36, c’è un
due nostri svarioni e vo- errore nella frase se-
lentieri le pubblichiamo. guente:
La prima rettifica ci arriva
da Roberto Carocci, il cui E si badi all’anno di que-
articolo Il laboratorio ro- sta “oculata” richiesta: il

11 Cose nostre
La
resistenza
libertaria al
bolscevismo
Il 1921 è un anno cruciale
per la storia dell’anarchi-
smo, perché rende dram-
maticamente evidente
Un’immagine tratta dal filmato dei funerali di Kropotkin,
l’impossibilità di dare una morto a Mosca l’8 febbraio 1921
svolta libertaria alla rivo-
luzione russa. In quell’an- di quelli che partecipano cambio di quelli provviso-
no il nascente regime bol- ai funerali sono in realtà riamente rilasciati altri
scevico liquida in modo prigionieri politici rila- anarchici vengono tratte-
irreversibile la resistenza sciati per un solo giorno nuti come ostaggi in atte-
di anarchici e libertari. Ci appunto per assistere alla sa del loro ritorno. Di lì a
sono tre momenti cruciali cerimonia. Non proprio poco anche una possibilità
che segnano simbolica- un “onore delle armi”, come questa sarà del tutto
mente questo passaggio: come si è talvolta detto, inimmaginabile.
la morte di Kropotkin, verso i vecchi compagni Il secondo episodio è la
l’annientamento della di barricata, tanto che in notissima rivolta dei mari-
rivolta di Kronstadt e la nai di Kronstadt, schiac-
anniversari

sconfitta militare della ciata dall’Armata Rossa


machnovcina in Ucraina. agli ordini di Leon Trot-
Il primo episodio, al di là sky, allora tra i massimi
dell’ovvio dato anagrafico artefici del nascente regi-
(Kropotkin muore settan- me bolscevico. Il terzo è
tanovenne), è significativo la sconfitta militare di
perché i suoi funerali (il quell’armata contadina
cui filmato, dove si rico- che in Ucraina, influenza-
noscono Emma Goldman ta da anarchici come
e Aleksander Berkman, è Machno, Volin, Arsinov,
ora visibile su: sta tentando di dare
http://bakunista.nadir.org/ un’impronta libertaria alla
downloads/video/Kro- rivoluzione sociale in atto.
potkin.avi) sono l’ultima A novant’anni da quegli
manifestazione anarchica eventi vogliamo ricordarli
prima del gelo dei gulag. senza tuttavia affrontare
A dire il vero, per gli quell’anno così critico per
anarchici il tempo della la storia del Novecento in
repressione è già iniziato, tutta la sua complessità.
tanto che un buon numero Anzi, lo facciamo in

Anniversari 12
modo piuttosto insolito, prende il nome (machnov- silenzio imposti dalla sto-
rimandando più che a testi cina) e che arriva a conta- ria ufficiale, Hélène Châ-
(anche se ripubblichiamo re fino a 50.000 effettivi, telain, regista belga di
l’intervista a Machno di combatte (a tratti alleato famiglia russo-ucraina, è
Ugo Fedeli) a immagini. dell’Armata Rossa, a tratti tornata sui luoghi della
In particolare, rimandia- suo avversario) contro machnovcina raccogliendo
mo al filmato sugli eventi occupanti austro-tedeschi, inedite testimonianze che
in Ucraina prodotto dal nazionalisti ucraini e attestano una sorprendente
nostro centro studi/archi- revanscisti zaristi, dando sopravvivenza della figura
vio in formato vhs nel un contributo fondamenta- di Machno nell’immagina-
2000 e ora riproposto in le alla disfatta dei Bianchi rio popolare. Viene così
formato dvd, e alle rico- di Denikin e Wrangel. ricostruita, anche attraver-
struzioni di questi due L’armata machnovista, so rare immagini d’archi-
avvenimenti storici propo- che innesca e sostiene una vio, non solo l’insurrezio-
ste dalle strips pubblicate grandiosa jacquerie conta- ne libertaria, ma anche la
negli anni Settanta dalla dina con notevoli esperi- vita straordinaria del suo
rivista americana “Anar- menti di autogestione e leader carismatico.
chy” (vedi sezione Storia democrazia diretta, viene Dopo la sconfitta militare
per immagini). Sia la infine proditoriamente Machno è costretto a fug-
breve storia a fumetti annientata dagli ex-alleati gire dall’Ucraina e, dopo
dedicata a Machno, sia bolscevichi. varie peregrinazioni, nel
quella dedicata agli eventi Dopo i lunghi decenni di 1925 si rifugia infine a
di Kronstadt sono state Parigi. Lo insegue una
pubblicate nel 1978 sul domanda di estradizione
primo numero della rivista da parte del nuovo regime
americana, di cui sono di Mosca per “tradimento
usciti in tutto tre numeri. della patria, omicidio e
saccheggio”. Muore in
esilio nel 1934 in un infi-
mo alberghetto parigino.
Machno, Eppure, la sua tomba al
cimitero di Père Lachaise
il cosacco è ancor oggi meta di un
curioso pellegrinaggio
dell’anarchia laico, come testimoniano
le scritte lasciate non solo
Tra il 1918 e il 1921 da anarchici, ma anche da
Nestor Ivanovic Machno è Per elèuthera (www.eleuthe- visitatori ucraini che non
ra.it) è in uscita il cofanetto
la figura centrale di un La rivoluzione anarchica in hanno dimenticato la sto-
vasto movimento contadi- Ucraina, 1918-1921, compo- ria ormai leggendaria del
sto dal libro di Alexander
no che coinvolge una Shubin, Bandiera nera sull’U- loro Bat’ko Machno, il
regione dell’Ucraina gran- craina, guerriglia libertaria e “piccolo padre” che
de quanto la pianura pada- rivoluzione contadina, e dal novant’anni fa aveva dato
dvd Nestor Machno, il cosac-
na. A capo di un esercito co dell’anarchia di Hélène speranza alla loro aspira-
insurrezionale che da lui Châtelain (59’30’’, colore) zione di libertà.

13 Anniversari
Questa testimonianza di dove era stato fatto pri- l’Arshinov per primo
prima mano scritta da gioniero, e dal campo di portò col suo libro: Storia
Fedeli è stata pubblicata concentramento polacco, del Movimento Makhno-
sul numero 7 di raggiunse la Germania. vista. Ma le leggende e le
“Volontà” del 1947. Notavo allora, e a più esagerazioni che ancora
La riportiamo integral- ragione ora, come la sua circondano e gli uomini e
mente nella versione ori- popolarità avesse varcato tutto il movimento mach-
ginale come contributo già da lungo tempo le novista mi hanno convin-
alla ricostruzione di un frontiere dell’Ucraina to che l’avere, dallo stes-
uomo e di un periodo. ribelle, che fu per circa so Machno direttamente,
cinque anni il teatro del- la conferma o la smentita
l’epopea Machnovista, di certi fatti sarebbe stato
Conversando per arrivare sino a noi. sempre un contributo utile
Disgraziatamente ancora alla storia della rivoluzio-
con Nestor troppi compagni, troppi ne russa, del nostro movi-
rivoluzionari, posseggono mento e soprattutto del-
Machno una deficiente conoscenza l’attività nostra in tale
dell’insieme e soprattutto periodo. In una amiche-
di Ugo Fedeli della profondità raggiunta vole conversazione è più
dal movimento insurre- facile che in qualsiasi
Il compagno Nestor zionale dei contadini altro modo rilevare tutti
Machno è oramai morto ucraini per poter valutare quei particolari che in un
da parecchi anni, e quelli tutta l’importanza e la primo tempo possono
che possono portare un vastità dell’opera svolta sembrare di secondaria
contributo allo studio dei da questo ribelle. importanza, mentre
problemi che il Movimen- Troppe cose, in parte per meglio di molti altri rie-
to Insurrezionale dei Con- le difficoltà di poterle scono a mettere in luce
tadini Ucraini, Machnovi- controllare, ma soprattut- tutto un avvenimento, a
sta, ha sollevato, ben to per la vena “poetica” di farlo comprendere e
pochi sono oramai. Qual- alcuni, che invece di rac- magari amare.
cuno passato al bolscevi- contare fatti ed avveni- Le origini della Machno-
smo, ha tutto l’interesse a menti, fecero della poesia, vicina, mi sembra siano
tacere, gli altri sono quasi contribuendo così a nutri- state insufficientemente
tutti scomparsi. Eppure, re e dare forma leggenda- messe in rilievo, mentre
proprio ora, particolar- ria a fatti che non erano che molto bene potrebbe-
mente in Italia, incomin- che storici. Fu così creata ro dimostrare quanto
cia un vivo interessamen- più che una idea confusa, fosse radicata l’aspirazio-
to attorno all’esperienza una falsa, su questo ne del basso popolo, della
di questo movimento. importante avvenimento classe più povera ma più
In proposito ho ritrovato della storia della rivolu- numerosa dell’Ucraina,
alcune vecchie note di zione russa. verso una forma di vita
una conversazione avuta Molti errori vennero già migliore, e come in que-
col Machno. quando que- corretti e molte leggende sto movimento vedesse il
sti, dopo esser riuscito a sfatate, grazie soprattutto mezzo potente per con-
scappare dalla Romania, alla documentazione che quistare la libertà da tutti

Anniversari 14
schiacciata e il benessere
da tutti promesso ma non
portato.
L’essenza veramente
popolare di questo movi-
mento insurrezionale sta
nel fatto che per lunghi
anni, senza costrizioni di
sorta, il movimento rac-
colse il fior fiore del
popolo ucraino nella lotta
contro i vari e numerosi
nemici che tentarono, a
varie riprese, di curvarlo
sotto il loro giogo.
Machno era figlio di con-
tadini poveri e contadino
lui stesso. Uscito di pri-
gione all’avvento della “L’esercito machnovista non è un esercito anarchico. L’ideale di
rivoluzione, visse sempre vita anarchico non può essere difeso da un esercito, qualunque
esso sia. Esso è assolutamente impotente e nefasto per quanto
coi contadini e con loro concerne la formazione della coscienza e la capacità di creare.
combatté per la libertà ed Ma ogni machnovista è un possibile anarchico e, quando a guerra
una migliore esistenza. finita ritornerà a casa, sarà un costruttore di futuro”
Nestor Machno
Dopo cinque anni di lotta
veramente epica, sconfitto campo di concentramento poterlo strappare dalle
e soprattutto gravemente in attesa di nuove decisio- mani del carnefice polac-
ferito, riparò all’estero. ni, fuga. co. Fu solo l’esito fortu-
Fu un vero calvario: ma E quando con sforzi e nato di tale azione che
mai abdicò. sacrifici immensi riusciva riuscì a fargli concedere
Dacché era sortito dall’U- a fuggire da qualcuno di un po’ più di libertà e così
craina ribelle, Nestor questi luoghi, nel nuovo anche a fargli trovare la
Machno non aveva avuto paese dove capitava, lo possibilità di fuggire.
un attimo di riposo né di attendeva una uguale Dalla Polonia riparò a
tregua. Braccato in tutti i sorte. Danzica. Nuova galera,
paesi come una belva, Qualcuno forse si ricor- nuova fuga, infine la Ger-
egli non aveva trovato derà ancora oggi come, mania, poi la Francia
ospitalità che nelle prigio- dopo essere riuscito ad dove morì.
ni. Nessun paese osava evadere da un campo di Nei brevi intervalli di
ospitarlo. Così in Roma- concentramento rumeno libertà e di relativa calma
nia. così in Polonia a ed arrivare in Polonia, della sua vita egli lavorò;
Danzica. In ogni paese si fosse arrestato subito ed lavoro intellettuale e
ripeteva la medesima sto- accusato ora non mi ricor- manuale perché nemmeno
ria, qualunque fosse il do più di quanti misfatti, nell’emigrazione dimen-
poliziotto che lo arrestas- e della campagna che si ticò d’essere un figlio del
se: prigione, processo, fu costretti a condurre per popolo.

15 Anniversari
Scrisse numerosissimi scritto sono contenute perché grande era il biso-
articoli, ma diede mano diverse critiche, che pos- gno che, avevamo di
all’opera che gli stava più siamo dire non fossero forze intellettuali per la
a cuore, la sua autobio- del solo Levandovschi, propaganda fra le masse
grafia, che indubbiamente ma anche di altri numero- contadine che ci seguiva-
se fosse riuscita a vedere si compagni. no e simpatizzavano con
la luce tutta avrebbe por- “Certamente”, dice noi.
tato un contributo impor- Nestor Machhno, “il Dunque Levandovschi
tantissimo nella chiarifi- movimento insurrezionale venne da noi e ci presentò
cazione di molti episodi ucraino, o Machnovista, un grande progetto per la
della rivoluzione russa e ha avuto, e soprattutto ora creazione di una Univer-
soprattutto di quelli che è caduto ha, molti sità Anarchica da costi-
riguardanti l’insurrezione nemici anche nel campo tuirsi in un centro della
dei contadini ucraini. Ma anarchico. Cosa vuoi, Russia. Ma tale realizza-
le difficoltà finanziarie da quando eravamo forti ed zione domandava dei
una parte, nonostante il il nostro movimento si fondi, molti mezzi, cin-
mecenatismo di un bravo imponeva per la sua que, dieci, forse più
compagno francese, e la vastità ed importanza, ma milioni di rubli.
malattia dall’altra impedi- soprattutto perché posse- Il progetto Levandovschi
rono al Machno di portare deva mezzi, allora sì, gli era interessante, ma noi
a termine l’opera sua. amici erano numerosi e non potevamo fare nulla.
Ci ritrovammo… Ma di numerosi quelli che, per Sarebbe stato come
che cosa parlare quando quanto non completamen- costruire su della sabbia
infinite sono le questioni te favorevoli a noi, ci mobile, da un momento
che ci vengono alle lab- dimostravano molti segni all’altro avrebbe potuto
bra? Da che parte inco- di ‘amicizia’. inghiottire tutto quanto
minciare? Tutto e tutte Mi ricordo, per parlare avessimo eretto con sacri-
hanno importanza e a solo del compagno che ha fici immensi, tanto la
tutte si vorrebbe avere motivato questi schiari- situazione era difficile e,
una risposta. menti, che Levandovschi, lo vedevamo noi stessi,
Siamo nel 1925 e in Italia oltre a tanti altri, fu due insicura.
è possibile ancora pubbli- giorni solo fra di noi, Noi vedevamo chiaro che
care qualche cosa. È un quando però il venire l’alleanza coi bolscevichi
articolo apparso nel nella regione di Gulae- era e non poteva essere
numero del 1° agosto Pole non implicava reato altro che una cosa tempo-
1925 di “Pensiero e verso le autorità bolscevi- ranea, che non poteva
Volontà”, dopo essere che, in quanto allora noi durare che l’attimo del
apparso in altri giornali, eravamo degli ‘amici’, pericolo rappresentato
sul Movimento anarchico degli ‘alleati’. dalla reazione che minac-
in Russia durante la rivo- Ad ogni modo, noi erava- ciava tutti. Alleanza che
luzione a firma, del com- mo sempre contenti quan- durò meno ancora di
pagno Levandovschi, che do qualche compagno quanto noi stessi pessimi-
mi serve quale spunto per veniva da noi: anzi sti pensavamo.
entrare in discussione, domandavamo sempre Pochi furono i compagni
tanto più che, in tale, questo; noi lo cercavamo, d’accordo con la proposta

Anniversari 16
Levandovschi, in quanto culturalmente; e voi, che molto bisogno d’impara-
si pensava che questa ini- venite dalle città dove già re; si crei qualche cosa
ziativa, anche se portata numerose sono le possibi- che tenda ad elevare ed
avanti nella realizzazione, lità di apprendere, voi che educare queste masse, e
sarebbe stata inevitabil- potreste portarci un largo noi daremo tutto quanto
mente e completamente contributo, che potreste potremo’.
demolita. Ma anche un’al- aiutarci largamente in Questo ragionamento raf-
tra ragione ci spinse a non quest’opera, voi venite da freddò forse l’entusiasmo
accettarla. Quando Levan- noi solo a domandarci dei di Levandovschi. Il fatto
dovschi venne fra noi, io soldi per creare una è che egli, invece di rima-
ero gravemente ferito ad nuova università a Kar- nere fra noi e con noi a
una gamba ed ero costret- coff. Ma perché proprio a lavorare fra le masse con-
to a trascinarmi ancora Karcoff? Perchè è un cen- tadine insorte, onde
con le grucce, ragione per tro, voi rispondete. Ebbe- infondere in esse una
cui mi trovato a Gulae- ne, no. Noi non vogliamo sempre più profonda
Pole e personalmente che si continui a ripetere coscienza rivoluzionaria
potei seguire la discussio- l’errore centralista, com- ed anarchica, perché gli
ne che tale progetto sol- messo anche da numerosi vennero rifiutati i fondi
levò fra i compagni. decentralizzatori, da molti richiesti partì, ed ora dice
Arrivato a Gulae-Pole, compagni la cui più gran- che “il movimento Mach-
Levandovschi ci pregò di de preoccupazione fu di novista fece molto male
convocare il Soviet della portare la sede delle loro al movimento anarchico”.
regione onde poter pre- organizzazioni e tutta la Il caso Levandovschi non
sentare la sua proposta loro attività di propagan- è unico. Altri vennero a
consistente in una richie- disti nella capitale. Si domandarci soldi, quali il
sta di soldi, dieci milioni guardi Mosca. Tutto è a Gordin, che divenne poi
di rubli, per creare una Mosca: la Federazione un anarchico-bolscevico,
Università Anarchica a Anarchica di Kareline, ed altri ancora, ma sem-
Karcoff. Io domandai la “Golos Trouda”1 ecc. pre ed ogni volta che
parola subito dopo Levan- Tutto. Quel poco che fummo costretti a non
dovschi volendo chiarire ancora ci rimane è là e si concederli, ci creammo
una questione che mi è invece abbandonata un nuovo nemico.
sembrava di grande completamente la provin- Ma, al di là di tutto quan-
importanza, e dissi pres- cia, la campagna che cer- to dissi, l’articolo del
sappoco questo: ‘Noi tamente avrebbe molto e Levandovschi di cui ci
occupiamo una regione di molto bisogno della stiamo occupando ora
circa 200 chilometri di nostra propaganda ed deve essere chiarito in
profondità su 300 di lun- opera, più che la città. numerosissimi punti,
ghezza. Vi sono con noi Fra di noi non si dovreb- soprattutto su quanto
milioni e milioni di conta- be continuamente ripetere riguarda il movimento
dini, e quasi non abbiamo questo errore. insurrezionale dei conta-
scuole, manchiamo di Sì, si faccia, una Univer- dini ucraini, ed io lo farò.
uomini che vogliano, sità, ma la si faccia qui, Del resto il lavoro cui
oltre che potere, aiutare fra questa gente, fra que- attendo ora [la sua auto-
queste masse ad elevarsi sti contadini che hanno biografia] smentirà molte

17 Anniversari
di quelle false asserzioni. Nel gennaio del 1919 i della Russia, spezzando
Ma una cosa va chiarita gruppi anarchici di Mosca tutte quelle file che così
subito, ed è quella riguar- inviarono nella regione di faticosamente eravamo
dante le pretese differenze Gulae Pole un delegato, il riusciti ad annodare.
che esistevano fra me e compagno Uralov, onde Verso la fine del 1920, in
gli anarchici durante la studiare sul luogo il dicembre, doveva aver
Machnovicina: differenze nostro movimento e poi luogo a Karcoff il famoso
che invece non esistettero. informare i compagni. Il Congresso Anarchico
Fra una persona ed un compagno Uralov rimase Panrusso. In quei momen-
gruppo possono sempre diverso tempo tra di noi, ti noi eravamo “alleati”
esistere o prodursi dei e sempre tenne informati i dei bolscevichi e godeva-
dissidi, delle divergenze, compagni di Mosca sulle mo di una relativa libertà
dei malintesi, senza per vicende, gli sviluppi o le di movimento. Molti
questo dividerli su una disfatte del nostro movi- compagni potettero venire
questione fondamentale. mento, non solo, ma sem- da noi, qualcuno dei
Certo è pure facile che fra pre inviò loro le sue nostri riuscì a mettersi in
una organizzazione viva- impressioni sui metodi da relazione con i compagni
ce ed attiva, una organiz- noi impiegati e i frutti di altri centri.
zazione che lavora, ed ottenuti. In seguito a que- Il compagno Volin ed altri
altre congeneri, si possa- sta corrispondenza, da numerosi lasciarono la
no pure produrre delle Mosca vennero altri com- nostra regione per poter
differenze magari tattiche, pagni. Poi, la guerra da partecipare attivamente ai
ma mai teoriche. un lato e la reazione bol- lavori del progettato con-
Detto questo, e per ritor- scevica dall’altra ci gresso, ma verso la fine
nare alla questione di tagliarono tutte le comu- del mese di novembre,
poc’anzi, in realtà fra il nicazioni con le altre parti prima che il congresso
movimento anarchico e
me, personalmente, se
qualche differenza ci fu o
potette esserci, essa non
fu mai, né poteva esserlo,
sostanziale o teorica,
avendo io sempre lavora-
to quale anarchico tra le
masse contadine ucraine.
Basterebbe citare qualche
fatto per dimostrare che
esistettero sempre i
migliori accordi fra il
nostro movimento insur-
rezionale ed il movimento
anarchico.
Molti di questi fatti già si La tomba di Nestor Machno al cimitero Père Lachaise di Parigi,
conoscono, ma non è visitata sia da anarchici sia da visitatori ucraini, come
forse male ripeterli. si deduce dai graffiti e dai bigliettini lasciati sulla lapide

Anniversari 18
incominciasse i suoi lavo- o anche due sole settima- Nota
ri, nel contempo che le ne, occorreva rimanere al
truppe bolsceviche ci fianco nostro e seguirci 1. In Russia vi erano diverse
assalivano da tutte le per qualche tempo. Non organizzazioni nostre, anche
parti, i delegati anarchici era in un dettaglio ma nel dopo la repressione. Quella
che già si trovavano a suo insieme che bisogna- del “Golos Trouda” (La
Karcoff vennero arrestati va giudicare il nostro Voce del Lavoro) era però
dalle autorità bolsceviche, lavoro. Non hanno per piuttosto una organizzazione
le stesse che avevano conseguenza, alcuni com- sindacalista della quale face-
concesso di tenere tale pagni, il diritto di critica- va parte Schapiro, Massi-
riunione. re nella maniera che moff ecc.
Così, anche questa occa- fanno, perché tutte le loro
sione, che avrebbe per- critiche sono basate su dei
messo agli anarchici russi fatti che non hanno avuto
di poter esaminare fatti ed la possibilità di controlla-
avvenimenti e discutere re e su false impressioni:
magari se era necessario questo per certuni che
muovere delle critiche al non rimasero con noi che
movimento insurrezionale poche ore o qualche gior-
ucraino, venne fatta falli- no. Da queste fugaci
re per la violenza reazio- impressioni, non possono
naria del governo. avere che una idea falsa,
Numerose sempre furono o incompleta, di quel che
le organizzazioni anarchi- fu il movimento Machno-
che che inviarono i loro vista, di tutta la sua azio-
delegati nella nostra ne, influenza e sviluppo.
regione e che sul luogo
potettero vedere il lavoro
da noi svolto. Ma per
comprendere tutto questo Un’immagine giovanile di Mach-
non bastavano due giorni no, che iniziò prestissimo la sua
militanza rivoluzionaria

19 Anniversari
“Ho fatto impallidire il tribunale”
Clelia Premoli nell’anarchismo
internazionale (1916-1974)
di Antonio Senta

Clelia Premoli nacque a Milano il 6 ago- culturale” che Adriano Olivetti gli asse-
sto 1899 da Antonio e Celestina Catta- gnò, lui e Clelia ebbero modo di visitare
neo, in un ambiente familiare aperto alle vari istituti di ricerca e di conservazione
idee democratiche e socialiste che per- di documenti in Olanda, Francia e Svezia
mearono presto sia lei, sia le due sue so- e mantennero relazioni di collaborazione
relle, Ines e Ida. Fu un’anarchica con- e amicizia con diversi enti, tra cui l’IISG
vinta tanto quanto il compagno Ugo di Amsterdam. Fu Clelia alla morte di
Fedeli, che conobbe quand’era ancora ra- Ugo, nel 1964, a firmare il contratto con
gazza, ma già attiva nelle battaglie l’Istituto olandese, secondo gli accordi
sociali1. I due rimasero vicini tutta la vita presi in precedenza per la cessione del
e cominciarono sin da allora a racco- fondo. I circa tre milioni di lire che i rap-
gliere quel materiale documentario sul presentanti dell’IISG versarono per l’ac-
movimento anarchico internazionale che quisizione costituirono una sorta di pen-
oggi costituisce gli Ugo Fedeli Papers, sione che permise a Clelia di vivere
conservati presso l’Istituto internazionale degnamente gli ultimi anni prima della
di storia sociale (IISG) di Am- morte nel 1974.
sterdam2.
Dopo le disavventure di una Di corporatura minuta, già a
vita passata perennemente in sedici anni lavorava alla Pi-
ricerche

fuga da un paese all’altro, ri- relli e prendeva parte alle atti-


petutamente espulsi e perse- vità che le donne anarchiche e
guitati dal fascismo, a metà socialiste organizzavano a
anni Cinquanta Ugo Fedeli e Milano. Allo scoppio della
Clelia Premoli andarono ad guerra e in particolare dopo il
Tesi e

abitare nel Canavese, prima a Patto di Londra del 26 aprile


Ivrea, poi a Borgofranco, in- 1915 che impegnava il go-
fine a San Giorgio Canavese. verno italiano a entrare in
Qui collezioni di periodici, guerra contro l’Austria e la
manifesti e pile di libri riempi- Germania entro un mese, in-
vano le pareti e invadevano tensificò la propria attività
ogni angolo disponibile3. Ugo antimilitarista, che vedeva le
lavorava come bibliotecario donne in prima fila, mentre
presso la Olivetti di Ivrea e una parte del popolo italiano
grazie al ruolo di “assistente si faceva abbagliare dalle ra-

Tesi e ricerche 20
umana4; l’altro invece dal titolo Donne
tutte in piazza fu scritto dall’anarchica
Nella Giacomelli e distribuito in cinque-
mila copie5. I manifestanti riempivano la
piazza, ma polizia e soldati presidiavano
le vie adiacenti e così ben presto scoppia-
rono i primi tafferugli. Nei ricordi di Cle-
lia essi iniziarono quando le donne co-
minciarono a gridare “abbasso la guerra”
e fu quindi loro ordinato di scogliere l’as-
sembramento: “Io non volli e mia sorella
pure e altre ci seguirono, così che
facemmo una vera dimostrazione effi-
cace”. Clelia fu arrestata per grida sedi-
ziose insieme a altre ventidue donne (tra
le quali le due sorelle, Palmira Corbetta e
Nella Giacomelli) e a vari uomini. Se-
condo un altro protagonista dei fatti, En-
rico Arrigoni “gli scontri andarono avanti
per cinque ore, fino all’una di notte”6.
Nel tragitto da piazza del Duomo alla
questura di S. Fedele, ricorda ancora Cle-
lia, “continuammo a gridare abbasso la
guerra […] passammo in mezzo ai sol-
Ugo Fedeli alla metà degli anni Cinquanta nella
biblioteca della sua casa di Ivrea dati, qualcuno ci salutava di nascosto e
qualcuno ci faceva coraggio”. In questura
diose giornate di maggio delle mobilita- furono malmenate e insultate dal com-
zioni nazionaliste. Nel corso dell’anno missario che le accusava di essere pagate
successivo in molte fabbriche del mila- dall’Austria, contestazione comune con-
nese la presenza delle donne divenne tro chi si azzardava a fare propaganda
maggioritaria, via via che rimpiazzavano antimilitarista, e quindi antinazionale.
gli uomini costretti a partire per il fronte. “Quanto schifo mi fecero questi merce-
I loro salari erano inferiori a quelli degli nari al soldo e alla parola di Mussolini”!
uomini in un periodo in cui la paga era Sono le sue parole cinquant’anni dopo, e
già estremamente instabile e il cottimo non dovettero essere molto diverse al-
generalizzato: per le “sovversive” le pro- lora, nonostante le minacce e le violenze
teste contro la guerra e lo sfruttamento esacerbate dalla propaganda de “Il Po-
diventavano un tutt’uno. polo d’Italia” che dava loro delle “isteri-
Il pomeriggio del 30 aprile 1916 le donne che”, refrain maschilista sempre in voga.
antimilitariste organizzarono una manife- Dopo otto giorni di carcere fu liberata e
stazione in Piazza Duomo, cui Clelia de- chiamata a processo nel settembre suc-
cise di partecipare insieme alle sorelle. cessivo7. Clelia era la più giovane tra gli
Circolarono allora due appelli: uno, so- imputati. A fianco a lei sedevano tra le
cialista, che incitava le donne di tutto il altre “[Nella] Giacomelli, [Tarcisio] Rob-
mondo a unirsi in nome della fratellanza biati, [Palmira] Corbetta, donne socialiste

21 Tesi e ricerche
[e] molte donne del popolo”. “Io” è sem- anarchiche. Quando seppe che il compa-
pre Clelia a rammentare “ero entusiasta gno era rinchiuso in prigione si attivò per
di poter gridare ai giudici del tribunale e supportarlo facendo da riferimento per la
a tutto il popolo, perché il tribunale era sottoscrizione che il movimento attivò in
gremito fino di fuori di gente, la maggior favore degli arrestati12. I due si ricon-
parte erano compagni e socialisti […] Al giunsero nel gennaio del 1920 quando
mio turno mi feci una difesa in milanese, Ugo, dopo varie peripezie, riuscì a tor-
spiegando che ero andata in piazza del nare a Milano per vivere senza remore la
Duomo per fare la manifestazione contro frenesia rivoluzionaria dei mesi culmi-
la guerra. Parlai del lato umano e buono nanti il Biennio Rosso: gli scioperi si sus-
degli uomini e alla fine gridai abbasso la seguivano, mentre il capoluogo lombardo
guerra, la guerra sia maledetta dall’uma- diventava il centro dell’unità “dal basso”
nità intera. Immaginarsi, i giudici e la po- teorizzata dai rivoluzionari che vedevano
lizia erano sbigottiti, la folla gridava di i proletari pronti al grande salto. Un pe-
gioia ho avuto tanti applausi, io ero rag- riodo di attività febbrile anche sul piano
giante avevo potuto dire quello che vo- della pubblicistica: da una parte Clelia e
levo facendo impallidire il tribunale”8. Ugo collaboravano a “Nichilismo” di
Fu condannata a cinque giorni di pri- Carlo Molaschi e Maria Rossi, dall’altra
gione e proprio in galera ebbe modo di si impegnavano a fondo nell’impresa di
stringere ulteriormente relazione con Pal- “Umanità Nova”, il quotidiano anarchico
mira Corbetta e Nella Giacomelli, attra- che proprio in quel febbraio muoveva i
verso la quale, una volta scarcerata, co- suoi primi passi13.
nobbe Ugo Fedeli9. Poche settimane Il 3 marzo, dopo l’ennesimo eccidio dei
dopo, la chiamata alle armi costrinse Ugo carabinieri e uno sciopero di due giorni,
alla clandestinità; i due continuarono a gli anarchici e i sindacalisti dell’USI, che
vedersi a casa Premoli in via Galilei, gra- continuavano ad appoggiare quei settori
zie anche alla complicità che univa la fa- operai che reclamano l’occupazione delle
miglia di lei e la madre di lui10. Quando fabbriche, convocarono per il secondo
nei primi mesi del 1917 decise di diser-
tare in Svizzera pur di non servire la pa-
tria nella Grande Guerra, Clelia lo ac-
compagnò alla stazione provando a
infondergli coraggio11. Giovanissimi e
subito costretti alla distanza erano già
davvero uniti. Nei due anni successivi
Fedeli fu attivo nei gruppi anarchici sviz-
zeri, in collegamento con l’ambiente de
“Il Risveglio” di Bertoni e della Libreria
Internazionale di Zurigo fino a che non
cadde nelle maglie della giustizia incar-
cerato insieme a decine di compagni con
l’accusa di possesso di esplosivi.
In questo difficile periodo Clelia rimase
attiva prendendo parte alle agitazioni Clelia (la seconda da sinistra) e Ugo insieme a
due compagne nel giardino della casa di Ivrea
operaie e all’attività specifica delle donne

Tesi e ricerche 22
tiva le fabbriche furono sgomberate paci-
ficamente e da quel momento in poi il
movimento operaio cominciò ad arretrare
paurosamente, tra gli arresti e le recrimi-
nazioni dell’ala più radicale contro i
riformisti “traditori”.
Nel febbraio 1921 Clelia coadiuvò Fedeli
nella fondazione del nuovo periodico
“L’Individualista”, le cui pubblicazioni
dovettero essere interrotte poco più di un
mese dopo, quando una potente esplo-
sione presso il teatro Diana causò ven-
tuno morti e decine di feriti. Agli inqui-
renti la bomba sembrò inserirsi in una più
Le foto pubblicate in questa sezione fanno parte vasta agitazione volta a liberare alcuni
del Fondo Ugo Fedeli dell’IISG di Amsterdam. anarchici imprigionati, tra i quali Errico
Malatesta e Armando Borghi; la repres-
giorno di fila un comizio all’Arena, no- sione contro gli anarchici, tra le cui file la
nostante il divieto imposto dalle auto- polizia individuò gli autori dell’attentato,
rità14. In serata furono compiuti molti ar- fu generalizzata. Se Ugo Fedeli, insieme
resti e tra questi quello delle tre sorelle ai compagni Pietro Bruzzi e Francesco
Premoli, nei pressi di Porta Venezia15. Ghezzi, fu sin da subito ricercato dalla
In quella primavera lo sciopero in solida- polizia perché ritenuto a torto correo
rietà agli operai metallurgici si dispiegò della strage, Clelia poté godere di una li-
in maniera inedita, trovando una larga so- bertà relativamente maggiore, facendo
lidarietà in molti centri della penisola, così da tramite tra i vari compagni co-
mentre si susseguivano le agitazioni in stretti alla clandestinità.
solidarietà alla Russia e contro la rea- Ugo e Clelia tuttavia furono costretti a
zione. In una Milano particolarmente ef- separarsi di nuovo. Lei rimase a Milano,
fervescente i proletari scalpitavano, con mentre lui doveva intraprendere un lungo
un crescendo di conflittualità che vedeva viaggio che attraverso la Svizzera e Ber-
i giovani individualisti molto attivi tanto lino lo condusse in qualche settimana
nelle scaramucce di piazza quanto in prima a Pietrogrado, poi a Mosca. Nei
quelle azioni in ordine sparso che con il mesi in cui Ugo rimase in Russia conti-
loro boato turbavano il sonno dei bor- nuarono a scriversi di frequente. Poi, tra
ghesi. Clelia, così come Ugo, partecipò la fine del 1921 e l’inizio del 1922 riusci-
attivamente a questa fase di aspro con- rono a riunirsi a Berlino, dove lui era ri-
flitto, in cui gli arresti e le persecuzioni parato dopo l’esperienza russa, in occa-
poliziesche erano minaccia quotidiana. Il sione del Congresso internazionale
22 luglio i due si sposarono con rito ci- anarchico che si tenne in città. Scarse
vile e un mese dopo l’agitazione dei me- sono le notizie su questa fase della vita di
tallurgici sfociava nell’occupazione delle Clelia. Quel che sappiamo è che stette in
fabbriche. Germania circa un anno: furono mesi
A fine settembre tuttavia il quadrò mutò duri, segnati dalla disoccupazione, dalla
rapidamente: dopo un’estenuante tratta- miseria e dal terrore di essere acciuffati

23 Tesi e ricerche
sero in affitto “un appartamento minu-
scolo, dal soffitto basso, vicino al cimi-
tero di Père Lachaise […] sempre pieno
di voci e di fumo”, luogo che divenne
presto punto di incontro della comunità
anarchica internazionale e che Luce Fab-
bri ricorderà poi come “una delle cose
belle fra le tante brutte dell’esilio”17. Fu
infatti in questa casa che nel corso del
1926 Luce trovò rifugio, insieme al padre
Luigi costretto all’esilio e fu sempre là,
ricorda Raffaele Schiavina, altro riparato
in Francia e sodale di Clelia e Ugo, che
l’anno successivo fu lanciata l’idea del
periodico “La Lotta Umana”, alla cui re-
Ugo Fedeli in uno scatto preso durante dazione parteciparono, oltre ai due, vari
il Congresso della FAI di Senigallia nel 1957: aderenti al gruppo Pensiero e Volontà, tra
“Il più bonario e sorridente di tutti” secondo i
giornali borghesi. La foto sembra confermare... cui Felice Vezzani, Torquato Gobbi, Ca-
millo Berneri, Leonida Mastrodicasa,
dalla polizia e incriminati per l’attività ri- Emilio Spinaci, sotto la guida sapiente di
voluzionaria degli anni precedenti. La si- Luigi Fabbri.
tuazione peggiorò ulteriormente quando Ugo e Clelia continuarono anche nella
si ammalò seriamente e fu quindi co- loro comune passione per la raccolta di
stretta a tornare in Italia, lasciando Ugo materiale documentario anarchico: “quel
in terra tedesca, ricercato per l’attentato che rimaneva dei salari percepiti lo spen-
del Diana. In patria trovò una situazione devano nell’acquisto di libri, opuscoli, ri-
sociale mutata: Mussolini aveva preso il viste, collezioni di giornali, in qualunque
potere e lo schieramento sovversivo era lingua si trovassero, purché avessero re-
in rotta, con molti dei suoi aderenti co- lazione con la storia del pensiero del mo-
stretti a battere le vie dell’esilio. vimento anarchico”. Un’attività cui la
Dopo alcuni mesi, nell’autunno del 1923, stessa Clelia si dedicava con assiduità e
si rimise in salute e partì clandestina- convinzione, ma “in silenzio come era
mente per l’estero, in direzione di Parigi, suo costume, senza ostentazione”18.
dove nel frattempo doveva giungere Gli anni dell’esilio francese furono assai
anche Ugo. I due si incontrarono alla difficili: la pressione poliziesca rimase
sede del Comitato Italiano e andarono a costante e all’attività dei fasci all’estero
stare “a metà di Rue Belleville”, a casa di si sommava l’attività di vigilanza delle
Lucien Haussard, che avevano cono- autorità francesi. Nel maggio 1924 fu as-
sciuto al Congresso di Berlino16. Erano solta dall’imputazione di oltraggio ad
senza un soldo, ma trovarono la solida- agenti italiani “per sopravvenuta amni-
rietà degli anarchici di ogni nazionalità stia”, i funzionari della questura scrive-
che popolavano la capitale francese. vano che continuava a seguire “idee so-
Dopo alcuni mesi Clelia trovò lavoro nel- cialiste”19. Proprio il 1924 fu poi un anno
l’industria dell’ago e, con il marito particolare per l’azione antifascista: dopo
anch’egli impiegato come operaio, pre- il sequestro Matteotti di giugno,

Tesi e ricerche 24
il governo ebbe momenti di sbandamento taneamente a Parigi, da dove seguì le ul-
e sembrò poter cadere da un momento al- time settimane di agonia giudiziaria, con-
l’altro. Da parte loro gli esuli diedero tribuendo all’agitazione per la libera-
nuova linfa alle proprie attività. In questo zione dei due emigranti anarchici: ad
contesto Ricciotti Garibaldi jr, figlio agosto guidò un grande corteo di duecen-
omonimo del patriota Ricciotti Garibaldi tomila persone che si concluse al Bois de
e nipote di Giuseppe Garibaldi, propose Vincennes. Grazie alle pressioni degli
agli antifascisti di organizzare legioni ar- anarchici francesi e in particolare dell’in-
mate per una spedizione in Italia con l’in- faticabile Louis Lecoin, le autorità le
tento di rovesciare il regime e molti anar- concessero infine il necessario visto con-
chici accettarono la proposta. Dopo pochi solare “sicché [Luigia] arrivò in tempo a
mesi di preparativi però la grande mag- riabbracciare il fratello… non a strap-
gioranza di questi prese le distanze dalla parlo dalle mani del boia!”, facendo
questione, denunciando il tentativo di mesto ritorno con le ceneri del fratello22.
strumentalizzazione della massoneria e di Nel corso del 1929 l’intera redazione di
Ricciotti Garibaldi stesso; Clelia stessa “La Lotta Umana”, le cui pubblicazioni
ebbe, per un breve periodo iniziale, la erano uscite abbastanza regolarmente
tessera garibaldina, salvo allontanarsi in sino ad allora, fu espulsa dal paese. Fe-
tempo, alla pari del marito, da un am- deli fu costretto a varcare il confine
biente che per molti versi stava diven- franco-belga, mentre Clelia optò per ri-
tando torbido. Solo alcuni anarchici atte- manere a Parigi alcune ulteriori setti-
sero fino all’inizio dell’anno successivo mane; qui continuò nell’amministrazione
per rendersi conto dell’impraticabilità del del giornale, compito cui aveva assolto,
progetto. Effettivamente Ricciotti Gari- insieme al marito, negli anni precedenti.
baldi non diede mai seguito alla proposta Quando decise di raggiungere Ugo, prese
e anzi si fece usare strumentalmente dal accordi con Luigi Fabbri per passargli
regime fascista sia per screditare il go- l’indirizzario e la cassa del periodico,
verno francese, che aveva garantito la oltre a una collezione doppia di “Uma-
propria neutralità nella questione, sia per nità Nova”23.
gettare scompiglio tra gli esuli20. A Bruxelles Ugo e Clelia trovarono un
In tutti questi anni il nome di Clelia Pre- precario rifugio. Nel freddo dell’inverno
moli compare poco nei documenti sia di belga, costretti alla clandestinità in una
parte anarchica sia delle autorità vigi- soffitta e sotto la minaccia dell’arresto,
lanti. Eppure ci sono segnali di quanto la riuscirono a curare da soli gli ultimi due
sua attività nel movimento fosse a tutto numeri de “La Lotta Umana” (marzo e
tondo. Nel luglio 1927, insieme all’anar- aprile 1929), poiché anche Fabbri era
chica francese Berthe Fabert21, si mise in stato espulso dalla Francia, rifugiandosi a
viaggio alla volta di Le Havre, dove si Montevideo con la famiglia. In agosto
trovava Luigia Vanzetti pronta a salpare decisero quindi di salpare anch’essi dal
per Boston per salutare per l’ultima volta porto di Antwerpen alla volta della capi-
il fratello Bartolomeo, condannato alla tale uruguayana.
sedia elettrica, alla pari di Nicola Sacco. Si apriva così un nuovo capitolo della sua
Il capitano dell’imbarcazione le aveva vita: appena arrivata si diede da fare per
però rifiutato l’imbarco; Clelia e Berthe dare il proprio contributo all’attività
la convinsero allora a trasferirsi momen- anarchica e antifascista sulle due sponde

25 Tesi e ricerche
del Plata, così come fece Ugo, che trovò menti umanamente più significativi che
subito lavoro. Si stabilirono nella prima ho trovato in questa ricerca, una lettera di
periferia, non lontano dalla casa dei Fab- Clelia in cui traspare l’amore enorme che
bri, dove trovarono la compagnia di legava i tre: “In casa tua quando c’è Hu-
amici fidati, in particolare i Fabbri, Do- ghetto è una festa e i tuoi fratelli si diver-
menico Aratari, Torquato Gobbi, con i tono un mondo, sono omoni eppure si
quali formarono il gruppo Volontà, che mettono per terra con lui, gli fanno il
ben presto dette alla stampe “Studi So- gatto e il cane, e lui è felice. Se lo vedessi
ciali”, un periodico di grande spessore in come è vispo, già fa qualche passino,
cui trovavano spazio le riflessioni e pro- spero che quando compia l’anno possa
poste dell’anarchismo organizzatore, camminare un po’; sembra un topolino,
sulla scia di “La Lotta Umana”. ha due gambette irrequiete mai è tran-
Anche per quanto riguarda questo pe- quillo un solo minuto […] Ugo che sod-
riodo scarse sono le notizie specifiche su disfazione, che orgoglio essere madre
di lei. Si desume però che tra le varie atti- […] è un legame così grande, mi sembra
vità che svolgeva a Montevideo, si ritro- che tra noi non ci sia più nessuna di-
vasse regolarmente a riunione con un stanza, seppure tra noi sempre fu un
gruppo di donne, presso i locali del Sin- amore grande, però ora mi pare non ti
dacato panettieri. Riacquistata la neces- perderò più. Hughetto ci ha uniti eterna-
saria serenità economica, rispetto agli mente, solo con il cuore, perché gli uo-
anni di reale indigenza cui erano stati co- mini non ci lasceranno mai uniti e felici.
stretti in Europa, Clelia e Ugo vissero Ci separarono, ma il nostro grande amore
anni di relativa tranquillità, anche se le ci unisce, sempre, anche separati da in-
vicende interne al movimento anarchico ferriate”24.
sulle due rive dal Plata, segnato da dis- Il mese successivo Ugo fu scarcerato e i
sidi che raggiunsero livelli inediti di tre si ristabilirono in città, sorvegliati dal
asprezza, li preoccupavano non poco. ministero degli Interni e in condizioni di
Nel giugno del 1933 nacque il figlio Hu- indigenza, per la mancanza di lavoro.
ghetto. Era un momento di gioia dopo Ugo riuscì a farsi assumere in fabbrica,
tante avventure e fatiche, ma nel corso di ma tra febbraio e marzo del 1935 le auto-
quell’anno salì al potere Gabriel Terra, rità lo assegnarono al confino a Ponza,
che si rese presto protagonista di un giro accusandolo di attività sovversiva. Clelia
di vite autoritario, con connotazioni fa- decise quindi di seguirlo, insieme al fi-
sciste: meno di sei mesi più tardi Fedeli glio che ebbe così il triste primato di es-
fu nuovamente arrestato, espulso e de- sere il più giovane tra i confinati.
portato in Italia. Trovarono una situazione non facile: i
Solo a fine di marzo del 1934 Clelia riu- confinati avevano appena messo in atto
scì a sapere che Ugo, sbarcato a Napoli, un’agitazione collettiva per protestare
era stato portato a Milano, interrogato per contro un’ordinanza che vietava loro di
due giorni, e poi costretto nel carcere di prendere in affitto camere private in
Pavia. Appresa la notizia, partì per l’Ita- paese, di entrare nelle abitazioni dei resi-
lia insieme al figlioletto di pochi mesi, denti e di gestire in proprio le mense,
sebbene sconsigliata dai compagni. È di luogo di socialità e solidarietà umana e
questo periodo, con Clelia a Milano e politica. Ai confinati era vietato raggrup-
Ugo ancora in carcere, uno dei docu- parsi in più di tre alla volta e dovevano

Tesi e ricerche 26
inoltre tenere le porte dei cameroni “elemento indesiderabile” viene ripetuta-
aperte e le luci accese, sotto l’occhio at- mente interrogata, infine ammonita e mi-
tento dei sorveglianti, non potevano farsi nacciata di “rimpatrio coattivo”27.
trovare in un camerone che non fosse il Dopo ripetute battaglie e sofferenze, nel-
loro, veniva loro censurata la corrispon- l’estate del 1938 la famiglia fu trasferita
denza e i pacchi postali spesso seque- a Cerisano, in provincia di Cosenza, e in-
strati25. Una vita d’inferno: “Si voleva fine, scontati i rimanenti due anni di
soprattutto levare la possibilità di stu- pena, i tre riuscirono a tornare a Milano.
diare. Era con gioia veramente sadica che Ma la vita degli antifascisti doveva es-
quegli analfabeti volevano strappare ai sere indicibilmente dura: Fedeli venne
confinati anche quell’ultimo rifugio che subito arrestato nuovamente, Clelia ri-
era lo studio, nel quale ognuno cercava di mase ancora sola con il figlio, con pochi
affinare le proprie conoscenze, ma anche soldi e un marito nuovamente in pri-
di dimenticare la dura vita di disciplina e gione. Dopo un mese in gattabuia, nel lu-
di soprusi. Se si ricevevano libri da parte glio 1940 Ugo fu di nuovo condannato e
dei privati, venivano sequestrati. Se se ne deportato al campo di concentramento di
volevano comprare, bisognava spiegare Colfiorito, altipiano a 750 metri di altitu-
alla direzione o all’ufficio censura, il per- dine in provincia di Perugia, dove trovò i
ché; ed alle volte un libro veniva autoriz- compagni Dario Fieramonti e Tarcisio
zato o rifiutato a seconda che il richie- Robbiati. Fu costretto alla miseria in un
dente fosse un operaio o un contadino o campo in cui il problema principale era il
un intellettuale. Per gli studi non si pote- vitto scarso, la mancanza di igiene e, pre-
vano tenere note. Per poter scrivere era sto, il freddo. A dicembre, nel gelo del-
indispensabile avere un quaderno, le cui l’appennino umbro-marchigiano, Clelia e
pagine erano contate, numerate e control- Hughetto lo raggiunsero per pochi giorni,
late ad una ad una dalla polizia, pagine il tempo di una visita28. Nello stesso
che per nessuna ragione potevano essere mese, Fedeli, dopo avere ottenuto la revi-
strappate”26.
Sull’isola Clelia, alla pari di Ugo, man-
tenne “inalterate le proprie idee”, fre-
quentando gli “elementi più pericolosi”
della colonia. Una militanza, quella di
Clelia, tanto “nascosta”, quanto inde-
fessa, anche sull’isola. Durante i duris-
simi anni di confino le autorità ebbero
modo di annotare: “ha avuto sempre con-
tatti con gli elementi più pericolosi della
Colonia, con i quali si è sempre vista in
compagnia e quasi ogni sera si affianca
alle confinate, trattenendosi in conversa-
zioni sospette. La Premoli è donna molto
scaltra e capace di infiltrarsi ovunque per
rendere dei servizi ai confinati più noti”.
San Giorgio Canavese, inizi anni Sessanta:
Una presenza, la sua, che divenne così Ugo e Clelia a tavola con Enrico Arrigoni (al
particolarmente scomoda. Considerata centro), detto Brand, in visita dagli Stati Uniti.

27 Tesi e ricerche
sione del provvedimento, fu trasferito vissero allora un dolore enorme; avevano
nella cittadina di Monteforte Irpino e lì lo perso l’unico figlio, il solo raggio di luce
raggiunse Clelia con il figlio. Ma era un di una vita difficilissima. “Hughetto”,
susseguirsi di peregrinazioni continue: scrisse il padre, “era sempre stato nelle
dopo che Ugo fu accusato di avere prote- isole di deportazione con noi e non ha co-
stato per i maltrattamenti subiti e di con- nosciuto altri se non detenuti e confinati.
tinuare a fare propaganda sovversiva, alla Per lui il mondo si divideva in due cate-
fine del 1941 i tre furono nuovamente co- gorie di persone: confinati da una parte,
stretti su un isola, a Ventotene. dall’altra fascisti e poliziotti. Era già un
Diventò un’epopea drammatica: Hu- omino e sapeva quello che bisognava
ghetto, di otto anni, morì stroncato dalla fare e quello che un uomo con carattere
difterite, e dalla mancanza di cure cui non deve mai fare. Essendo sempre vis-
erano costretti i confinati. Clelia e Ugo suto tra uomini fatti si era subito abituato
a pensare come un uomo, e forse è stato
un male perché così egli non ha potuto
avere una vera e propria fanciullezza, che
è forse il periodo più bello e felice nella
vita di un uomo.” Eppure nonostante
tutto anche a Ventotene, come in prece-
denza a Ponza e negli altri luoghi di con-
fino, Clelia non desistette mai dalla lotta.
Sull’isola prese parte alle discussioni po-
litiche che portarono gli anarchici a in-
tese programmatiche che furono poi la
base per la ricostruzione delle attività del
movimento alla caduta del fascismo29.
Nel corso del 1942 i due riuscirono a
farsi trasferire in continente, nel paese di
Bucchianico vicino Chieti, che fu occu-
pato dai nazisti all’indomani dell’8 set-
tembre 1943. Clelia fu catturata dai sol-
dati mentre cercava di mettere in fuga
altre persone e venne quindi internata nel
campo di concentramento di Chieti
Scalo, da dove riuscì però a scappare in
maniera rocambolesca “grazie alla sua
presenza di spirito e al fatto che sapendo
parlare abbastanza bene il tedesco riuscì
a confondere chi la sorvegliava”30. Si
riunì quindi al marito e trovarono rifugio
all’ospedale di Chieti, aiutando la Croce
rossa nell’assistenza ai feriti. Nel corso
del 1944 vissero a Bucchianico, paese del
Ugo e Clelia nel cortile della loro casa quale Ugo fu nominato sindaco per circa
a Borgofranco d’Ivrea nel 1955
otto mesi e solo dopo la Liberazione riu-

Tesi e ricerche 28
scirono a tornare a Milano, in buona trasferirsi nel Canavese, luogo più ritirato
parte a piedi31. dal quale non fecero mai mancare il pro-
Qui si misero subito in contatto con gli prio appoggio e partecipazione alle atti-
anarchici e le anarchiche che avevano vità del movimento, continuando tra l’al-
dato vita alle Brigate partigiane “Malate- tro a mantenere un fitto scambio
sta-Bruzzi” e “Amilcare Cipriani” e con epistolare con compagne e compagni di
le altre forze antifasciste; Clelia lavorò tutto il mondo. In una di queste lettere
alla riorganizzazione del movimento Ugo scrisse riferendosi alle esperienze
anarchico di cui Ugo fu protagonista fon- passate: “Avendo una compagna del ge-
damentale. I due contribuirono alla riu- nere mi pare che non sia poi grande onore
scita del Convegno interregionale della saper sostenere quello che ho dovuto so-
Federazione Comunista Libertaria Alta stenere, perché la Clelia mi fu sempre al
Italia (FCLAI) che si tenne a Milano nel fianco”34. Secondo diverse testimonianze
giugno 1945; Ugo presiedette il Conve- Clelia fu davvero l’artefice e la “gelosa
gno, scrisse il programma della FCLAI e guardiana” dell’archivio dei due35.
svolse poi un’importante opera di media- Alla morte di Fedeli nel 1964, Clelia si
zione tra le varie correnti interne al movi- premurò di far inserire un trafiletto sul
mento. Soprattutto a Milano e in Lombar- settimanale del movimento anarchico in
dia, e in altre zone del nord del paese, cui chiedeva ai compagni di segnalare
buona parte di coloro che avevano com- “ogni cosa riguardo Ugo Fedeli, per una
battuto i nazifascisti propendevano per- raccolta di documentazioni e attestazioni
ché gli anarchici rimanessero o entrassero atte ad una eventuale biografia” . Conti-
nei Comitati di Liberazione Nazionale; nuava così nella solitudine un lavoro di
alcuni inoltre avevano un atteggiamento preservazione della memoria i cui risul-
possibilista nei confronti delle elezioni e tati sono oggi una fonte di conoscenza
molti propendevano per un accordo di al- preziosa per gli studiosi, i ricercatori e i
leanza duratura con gli altri organismi compagni che intendono fare luce sulla
della sinistra e in particolare con i sociali- storia del movimento anarchico.
sti32. Eppure la maggioranza dei gruppi
anarchici si proclamavano astensionisti e
riottosi verso un’intesa con i partiti di Note
massa. Il Congresso di Carrara del set- 1. Un mio lavoro su Ugo Fedeli e il movimento
tembre 1945 rifiutò le opzioni elettorali anarchico internazionale (1911-1933) è in via di
dei comunisti libertari della Lombardia e pubblicazione per le edizioni Zero in Condotta.
dichiarò fondata la Federazione Anar-
chica Italiana, organizzazione che pure 2. Ugo Fedeli Papers, Amsterdam, Internationaal
riuniva le diverse tendenze dell’anarchi- Instituut voor Sociale Geschiedenis (IISG), Anto-
smo e di cui Ugo Fedeli fu segretario e nio Senta (a cura di), <http://www.iisg.nl/archi-
componente del Consiglio nazionale33. ves/en/files/f/10748450full.php>
All’inizio degli anni Cinquanta, i due an-
darono ad abitare a Carrara, seguendo 3. Gaspare Mancuso, Ricordando Ugo Fedeli. Visita
sempre in prima persona le alterne vi- a S. Giorgio Canavese, in “Seme Anarchico”, mag-
cende del movimento, partecipando a gio 1964; Ildefonso González, El hombre y su obra.
moltissime iniziative sociali, politiche e La pasion de Ugo Fedeli, Paris, luglio 1964, p. 3.
culturali. Da lì a poco decisero però di

29 Tesi e ricerche
4. Cfr. Donne di tutto il mondo unitevi, Archivio 10. “In quel periodo di guerra in casa venivano molti
Ettore Molinari, cart. 2.12, Le donne e la guerra, compagni bisognosi di aiuto, da parte dei miei geni-
Biblioteca Civica A. Mai, Bergamo. tori c’era tanta comprensione per il compagno, c’era
sempre un piatto di minestra per chi aveva fame, i
5. Archivio Centrale dello Stato (ACS), Casellario miei compagni erano figli in casa mia”, Gruppo di
Politico Centrale, b. 2375, fasc. Nella Giacomelli, amici di U. F., a cura di, Questionario / intervista a
12 maggio 1916. Clelia Premoli su Ugo Fedeli, cit.

6. Paul Avrich, Anarchist Voices, Oakland-Edimbur- 11. Cfr. Gruppo di amici di U. F., a cura di, Questio-
gh, Ak press, 2005, p. 171, traduzione in italiano in nario / intervista a Clelia Premoli su Ugo Fedeli,
Brand, alias Arrigoni, Milano, in “Bollettino Archi- cit. “Mi ricordo quando partì, aveva un viso da bam-
vio Pinelli”, luglio 1996, n. 7. bino, magro, era un ragazzino. Io gli infondevo tanto
coraggio, allora avevo 16 anni” – così ricorderà anni
7. Cfr. “Il Libertario”, 28 settembre 1916. “Milano, dopo Clelia Premoli – “piena di entusiasmo lo
23-9-16 (Ilia). Alla Pretura la scorsa settimana si è accompagnai alla stazione dove dovevano trovarsi
svolto il processo contro 22 nostre valorose compa- altri compagni. Partivano clandestini, un salutino,
gne imputate di grida sediziose perché nella dimo- un’occhiata in giro se non c’era pericolo e Ugo è
strazione in Piazza del Duomo la sera del 3 aprile partito”.
scorso, gridarono: Abbasso la guerra! Queste com-
pagne, che già avevano subito 8 giorni di carcere 12. Cfr. “Il Risveglio”, 7 ottobre 1918, p. 3: “fr.
preventivo, mantennero al processo un ammirevole 85.20 vennero rimessi alla compagna di F. U.”. Cfr.
contegno. Furono valorosamente difese dagli avv. ad esempio la scheda di sottoscrizione da lei curata
Podreider e Costa. Il pretore ne condannò 2 che riportata in “Umanità Nova” del 26/28 febbraio
dichiararono di avere emesso il grido, a 10 giorni di 1920 e la sottoscrizione di 5 lire nel numero del 26
carcere e due altre furono condannate a 5 giorni per- maggio 1920.
ché dichiararono di aver gridato Abbasso la guerra!,
in seguito all’arresto arbitrario. Questa sentenza è 13. Cfr. Notizie da Milano. Un’agitata giornata, in
una dura lezione per quei pennivendoli che, oltre “Avanti!”, 3 marzo 1920, p. 3.
aver coperto di insulti le dimostranti, chiedevano le
più tremende punizioni”. Cfr. anche Palloncini che 14. [Ugo Fedeli], Un trentennio, cit., p. 26.
si sgonfiano, in “Avanti!”, 25 settembre 1916, p. 3.
15. Cfr. ACS, CPC, b. 1985, fasc. Ugo Fedeli, 8 gen-
8. Cfr. Gruppo di amici di U. F., a cura di, Questio- naio 1934.
nario / intervista a Clelia Premoli su Ugo Fedeli,
1965, Milano, Fondo Ugo Fedeli, Archivio Pinelli, 16. Luce Fabbri, pref. a Ugo Fedeli, Luigi Fabbri,
1965, risposta alla quinta domanda. Cfr. anche [Ugo Torino, Gruppo Editoriale Anarchico, 1948, p. 8.
Fedeli], Un trentennio di attività anarchica 1914-
1945, Cesena, Antistato, 1953, pp. 13-14 e Gino 17. M. S. [Max Sartin – Raffale Schiavina], Clelia
Cerrito, L’antimilitarismo anarchico in Italia nel Fedeli, in “L’Internazionale”, 1 aprile 1974.
primo ventennio del secolo, RL, Pistoia, 1968, p. 49.
18. ACS, Pubblica Sicurezza, Confinati Politici,
9. Cfr. Intervista a Maria Rossi del 29 novembre fasc. Ugo Fedeli, 13 maggio 1924.
1987 a cura di Cristina Valenti e Massimo Ortalli,
Archivio personale Massimo Ortalli, Imola. 19. Cfr. Antonio Senta, Una vicenda rimossa: l’af-
faire Ricciotti Garibaldi e l’antifascismo di lingua

Tesi e ricerche 30
italiana in Francia, in via di pubblicazione in “Sto- 30. Ugo Fedeli, diario inedito, archivio del CSL
ria e Futuro”. Camillo Di Sciullo, Chieti, cit. in Edoardo Puglielli,
Il movimento anarchico abruzzese 1907-1957, L’A-
20. Berthe Fabert, cfr. Ugo Fedeli Papers, cit., fol- quila, Textus, 2010, pp. 206-207.
der n. 72.
31. Cfr. Guido Barroero, Anarchismo e resistenza in
21. M.S., Clelia Fedeli, in “L’Internazionale”, 1 Liguria, in “Rivista storica dell’anarchismo”,
aprile 1974; Ugo Fedeli, Louis Lecoin: di prigione luglio-dicembre 1998, pp. 71-98,
in prigione, in Ugo Fedeli Papers, cit., folder n. 892.
32. Cfr. Ugo Fedeli e Giorgio Sacchetti, a cura di,
22. Cfr. Luigi Fabbri, Epistolario ai corrispondenti Congressi e convegni, cit., pp. 19-42; su questi anni
italiani ed esteri (1900-1935), a cura di Roberto cfr. Italino Rossi, La ripresa del Movimento Anar-
Giulianelli, Pisa, BFS, 2005, pp. 154-155, 226. chico Italiano e la propaganda dal 1943 al 1950,
RL, Pistoia, 1981.
23. Clelia Premoli a Ugo Fedeli, 2 giugno 1934, in
Ugo Fedeli Papers, cit., folders nn. 180-181. 33. Ugo Fedeli a Severin Ferandel, 8 maggio 1959,
in Ugo Fedeli Papers, cit., folder n. 80.
24. Per una testimonianza della vita e delle lotte a
Ponza, cfr. Giovanni Domaschi, Le mie prigioni e le 34. Cfr. Ildefonso González, El hombre y su obra,
mie evasioni. Memorie di un anarchico veronese dal cit., pp. 3 e 15-16. Cfr. anche Carlo Frigerio a Ugo
carcere e dal confino fascista, a cura di Andrea Fedeli, settembre 1950, Ugo Fedeli Papers, cit., fol-
Dilemmi, Verona, Cierre, 2007, pp. 97-101; cfr. der n. 86.
anche Paolo Finzi (a cura di), Insuscettibile di rav-
vedimento. L’anarchico Alfonso Failla (1906- 35. “Umanità Nova”, 29 marzo 1964.
1986). Carte di Polizia/Scritti/Testimonianze, Ragu-
sa, La Fiaccola, 1993, pp. 35-36.

25. Ugo Fedeli, Una resistenza lunga vent’anni, in


“Bollettino Archivio Pinelli”, luglio 1995, n. 5, p. 12

26. ACS, PS, cit., settembre 1937.

27. Cfr. Olga Lucchi (a cura di), Dall’internamento


alla libertà. Il campo di concentramento di Colfio-
rito, Atti del convegno di studi Foligno, palazzo
Trinci, 4 novembre 2003, Foligno, Editoriale
Umbra, 2004, pp. 24-98.

28. Cfr. Ugo Fedeli e Giorgio Sacchetti (a cura di),


Congressi e convegni della Federazione Anarchica
Italiana. Atti e documenti, Chieti, Camillo Di Sciul-
lo, 2003, p. 12; Giovanni Domaschi, Le mie prigio-
ni e le mie evasioni, cit., pp. 102-103.

29. ACS, PS, cit., settembre 1937.

31 Tesi e ricerche
F U M E T T I
Storia per immagini

Storia per immagini 32


La rivolta machnovista in Ucraina (Anarchy)

33 Storia per immagini


La rivolta dei marinai di Kronstadt (Anarchy)

Storia per immagini 34


35 Storia per immagini
Storia per immagini 36
37 Storia per immagini
A R T E

A colloquio
con Francesco Arena
a cura di Luca Vitone

Francesco Arena è un trentenne artista pugliese che abita a Cassano delle Murge
in provincia di Bari. Spesso in viaggio per seguire i suoi progetti, torna appena
può alla sua terra e alla famiglia, arricchitasi ultimamente dalla nascita di Anna.
Porta una barba rosso fuoco che lo fa apparire come un barricadiero di più di un
secolo fa, e nei suoi numerosi progetti tra gallerie private e spazi pubblici,
in Italia e all’estero, sulle barricate dell’Arte ci sta con onore adottando temi
politici e sociali per esprimere il suo fare artistico.
Nel 2009 ha dedicato una serie di lavori a Giuseppe Pinelli. Tramite la scultura
mette a confronto il fruitore, mediante le proprie misure fisiche, con i luoghi che
hanno ospitato un avvenimento storico che ha coinvolto drammaticamente un
uomo, divenuto metafora suo malgrado di cosa sia la sopraffazione del potere.
Non riuscendo a incontrarci per impegni reciproci gli abbiamo scritto
per chiedergli perché Giuseppe Pinelli diventa importante per un’opera d’arte.

Francesco Arena: Quando ero bambino tava dalla sede della DC, perché lì gio-
la domenica si pranzava a casa dei miei cava a carte con gli amici e la posta era in
nonni materni, c’erano i fratelli e sorelle cioccolatini. Io non sapevo cos’era que-
di mia madre con i rispettivi fidanzati/e sta DC. Un’entità vaga. Ed è così che è
e spesso la conversazione verteva su cosa avvenuto il mio approccio vocale alla po-
stesse facendo la DC in quel dato mo- litica: cioccolatini, DC, Moro e Brigate
mento, cosa dicesse il PCI, e come sa- Rosse. Un po’ senza differenziazione.
rebbe stato diverso se Moro fosse stato Queste cose, nonostante le avessi dimen-
ancora vivo. Era una famiglia di demo- ticate, mi hanno accompagnato collas-
cristiani, cattolici non praticanti, però era sando nella memoria.
gradito che io e mio fratello di quattro Al liceo ho capito meglio certe cose: la
anni più piccolo andassimo a messa la DC, Moro, le BR… e a questi nomi se ne
mattina alle 10, alla “messa del fan- sono affiancati altri, Pinelli, Piazza Fon-
ciullo”. E pensa che mio fratello adesso tana, la P2. I nomi hanno smesso di avere
lavora alla questura di via Fatebenefra- solo un suono che mi ricordava le dome-
telli di Milano. Spesso con mia madre niche da bambino e sono diventate storie
passavamo dalla casa paterna anche di per niente chiare ma con dati precisi.
sera e alle otto mio nonno rientrava per il
telegiornale, si sedeva su una sedia a Luca Vitone: Un chiaro racconto biogra-
dondolo e mi dava i cioccolatini che por- fico di un ragazzino cresciuto nella pro-

Storia per immagini 38


La strada di Pinelli: 18.900 metri su ardesia (2009)
È il cammino dell’ultimo giorno da uomo libero di Pinelli, dalla stazione a casa e poi al bar e ai cir-
coli anarchici sino in questura. Questa strada dà una misura, una cifra, 18.900 metri. Il mio progetto
prevede di utilizzare delle lastre di ardesia di cm 60x60x1 cm di spessore sulle quali vengono incise 98
linee di 3 mm di spessore e 2 di profondità. Su ogni lastra in totale è incisa una linea di 58,8 metri. Su
le 322 lastre che compongono l’opera sono incisi i 18.900 metri del cammino di Pinelli

vincia italiana a metà degli anni Ottanta di Enrico Baj I funerali dell’anarchico
durante il disincanto del riflusso. Però, Pinelli. Non sapevo chi fosse Pinelli e al-
nonostante il decennio acritico, dei nomi lora cercai informazioni (internet ancora
e dei luoghi sono affiorati… Ma il lavoro non era tanto diffusa). Poi un professore
su Pinelli proviene dal fatto che tuo fra- mi spiegò.
tello sia andato a lavorare in via Fatebe- Certo, è strano che Baj abbia intitolato
nefratelli? quell’opera I funerali dell’anarchico Pi-
nelli mentre ciò che vediamo è il mo-
Francesco Arena: No, quella è una mento della caduta. Ma forse perché in
straordinaria coincidenza, perché proprio quel passaggio tra sopra e sotto, tra vivo
quando ho deciso di approfondire la sto- e morto, c’è il funerale appunto come
ria di Pinelli, mio fratello è stato desti- momento di passaggio da una vita all’al-
nato a via Fatebenefratelli. In realtà l’in- tra: in questo caso, si passa da una vita di
teresse per Pinelli nasce molto prima, privato cittadino a quella di nome di pub-
quando in un libro vidi la foto dell’opera blico dominio, dall’umano all’icona,

39 Storia per immagini


dalla memoria personale a un evento de-
stinato alla memoria collettiva, alla sua
condivisione o incondivisibilità.
È questo il momento che mi interessa,
questa trasformazione, malgrado loro,
che passa attraverso la morte. E a questo
momento mi approccio attraverso i dati.
I lavori su Pinelli, come altre mie opere,
utilizzano dei dati numerici che emer-
gono dalla ricostruzione dei fatti di
quelle giornate milanesi; di quelle gior-
nate, questi numeri sono le poche cose
certe.
Perciò l’altezza della ringhiera da cui Pi-
nelli precipitò diventa il limite per degli
oggetti che avevo nel mio studio: una
sedia, un armadio, una scopa, un paio di
pantaloni e una porta vengono tagliati a
92 cm da terra come a disegnare un
nuovo orizzonte.
L’altezza da cui Pinelli precipita – 19,45
metri – è il quantitativo di metallo che
viene utilizzato per costruire una scala a
forbice: l’andare verso il basso del corpo
di Pinelli in questo caso è l’andare verso
l’alto di un altro corpo oggi.
La distanza percorsa dentro Milano il 12
dicembre del 1969, l’ultimo giorno da
uomo libero del nostro, diventa un segno
da incidere su un pavimento di ardesia
così che le distanze interne alla città ven-
gono trasferite in una stanza.
Questi dati nel mio lavoro diventano og-
getti, come l’aggrapparsi a cose certe in
un marasma di interpretazioni e visioni
La caduta di Pinelli: 63,81 piedi di metallo discordanti.
sotto forma di scala (2009)
19,45 metri di barre di metallo zincato sono
state utilizzate per costruire una scala a pioli a Luca Vitone: E come si diceva prima
forbice. La metratura di metallo utilizzato è la metti a confronto l’osservatore della
misura della caduta di Pinelli dalla finestra del
quarto piano della questura di via Fatebenefra- scultura con le misure fisiche del sog-
telli di Milano getto preso in esame… una sorta di iden-
tificazione. Può essere questo il ruolo
della scultura?

Francesco Arena: Penso che inevitabil-

Storia per immagini 40


mente la scultura ha a che fare con un un’attitudine nel procedimento discipli-
corpo, perché come un corpo occupa lo nare artistico?
spazio nelle tre dimensioni. Un corpo ha
un peso, un’altezza, una stazza, così Francesco Arena: Parlare di Pinelli vuol
come una scultura. La scultura è un altro dire raccontare un contesto, trasportarlo
corpo, probabilmente un’altra persona, o altrove, utilizzarlo come materia che
un gemello di cui ignoravamo l’esistenza informa l’opera. Le storie che indago
e attraverso il quale percepiamo la nostra. sono come la creta, il legno, il marmo o il
bronzo di cui l’opera è fatta. Certo, que-
Luca Vitone: Un corpo, oltre la forma e ste storie così strettamente legate a un in-
l’aspetto fisico, detiene un pensiero, così dividuo in realtà sono filtri attraverso cui
pure la scultura. Quando ti riferisci a Pi- guardare il mondo e la ciclicità con cui
nelli, pensi all’uomo, all’anarchico o alla gli eventi si ripetono. Come cercare Pi-
sua forma? Voglio dire: Pinelli può essere nelli in altre cento storie che di volta in
un pretesto, ma non è un cognome qua- volta hanno nomi diversi di persone, una
lunque. Il suo suono, quando viene pro- volta Stefano Cucchi, un’altra Aufi Farid,
nunciato, rimanda inevitabilmente a un e così via.
contesto. Enunciandolo, si coinvolge
l’ambito che rappresenta? In quanto
icona, influisce sulla pratica del lavoro?
E l’ideale che incarna può suggerire

La ringhiera di Pinelli: 92 centimetri su oggetti (2009)


Vari oggetti sono stati tagliati a un altezza massima di 92 centimetri. I 92 centimetri sono gli stessi
dell’altezza della ringhiera della finestra della questura di Milano da cui il 15 dicembre 1969 precipitò
Giuseppe Pinelli

41 Storia per immagini


Quei ragazzi di via Scaldasole
di Pietro Spica

Lo striscione dell’MSL alla manifestazione del 1° maggio 1972 sui Bastioni di Porta Venezia a Milano

Avevo sedici anni. Ne sono folgorato. Avevo appena ini-


Memoria

passati più di quaranta. Alcuni ziato a leggere L’anarchia di


manifesti sui muri colpirono George Woodcock.
la mia attenzione: chiedevano Alcuni giorni dopo, tutto
la liberazione di Giovanni emozionato, a bordo del mio
Corradini, Eliane Vincileoni, motorino decisi di andare in
storica

Paolo Braschi, Tito Pulsinelli, piazzale Lugano 31, al Cir-


Angelo Della Savia e Paolo colo anarchico Ponte della
Faccioli. Anarchici incarcerati Ghisolfa. Avevo letto l’indi-
ingiustamente per le bombe rizzo su un volantino. Lì in-
alla Fiera campionaria e alla contrai Fausta Bizzozzero,
stazione Centrale di Milano. Luciano Lanza, Amedeo Ber-
Non avevo mai visto un anar- tolo e Cosimo Scarinzi cir-
chico in carne e ossa e quel condati da manifesti, libri e
giorno alcuni compagni erano volantini. Ricordo di aver
seduti sui gradini del Palazzo comprato L’anarchia di Er-
di giustizia levando in alto rico Malatesta, che conservo
cartelli e pugni chiusi. Rimasi gelosamente. Tornai al Ponte

Memoria storica 42
altre volte. Poi arrivò il 12 dicembre con zione di Carlo Cafiero; Enrico Mentana,
le bombe, l’arresto di Pietro Valpreda e interista rubacuori; Mario “Coniglio”
l’assassinio di Giuseppe Pinelli. Conti- Ferrandi, sempre ombroso. Per fortuna
nuai a leggere appassionatamente i “mae- c’erano anche due compagne: Lisa, la
stri” dell’anarchismo. bellissima, e “Teti” Giani, appassionata di
A quel punto ero un po’ più disinvolto e economia. Eravamo come una famigliola,
meno timido. E nel 1970 cominciai a fre- sempre pronti a rimbeccarci e a creare ef-
quentare il Circolo di via Scaldasole in fimere alleanze.
zona Ticinese. Due volte alla settimana Anche noi per darci un tono abbiamo ci-
partecipavo alle riunioni del gruppo clostilato in trecento copie il nostro mini-
pomposamente denominato Movimento documento di 23 pagine: Per una azione
socialista libertario, introdotto da Marco politica socialista e libertaria.
Signori, mio compagno delle scuole Quel ciclostilato faceva bella mostra per-
medie. In quel circolo si riunivano altri fino in una delle vetrine della Libreria Sa-
gruppi. Ricordo soprattutto il gruppo pere di piazza Vetra e da bravi militanti
Primo maggio con Daniele Moltrasio, l’abbiamo distribuito davanti alle scuole.
detto “Naso”, e Pino Maffezzoni. E Lotta Arrivando a scontrarci con alcuni stalini-
anarchica con Massimo Varengo e Paolo sti del Movimento studentesco. Insomma,
Arioli. Una volta al mese ci si incontrava ci sembrava di aver riscritto la storia del
con altri gruppi (fra questi il “mitico” mondo. E ne andavamo molto fieri. So-
Bandiera nera) sotto la sigla Organizza- prattutto del terzo capitolo intitolato Tec-
zione anarchica milanese. noburocrazia, il nostro cavallo di batta-
Per arrivare al circolo bisognava attraver- glia teorico. In quei due anni di accesa
sare un cortile cosparso di pezzi d’auto- militanza ci siamo sentiti protagonisti
mobile di un carrozziere. Poi si scendeva della scena politica.
una scaletta e si arrivava in un grande Adesso Fabio è un apprezzato liutaio e
cantinone con imponenti colonne di vive nella sua amata Versilia. Antonio è
marmo. Ci definivamo “gruppi di affi- morto in un incidente stradale e mi manca
nità”, ma sempre sorgevano dispute con molto. Guido è un giudice che ha inda-
accuse reciproche di “circolismo”, “inter- gato sulla strage di piazza Fontana indivi-
classismo”, “purismo”, “individualismo”, duando i colpevoli, ma Corte d’appello e
“dogmatismo”, “avventurismo”, “buro- Cassazione hanno assolto tutti. Roby si è
craticismo” e “renudismo”. tagliato i capelli. Io dopo averli fatti cre-
Nel mio gruppo ricordo il già citato Si- scere li sto perdendo, ma continuo a di-
gnori, denominato “Spranghetta”, il teo- pingere. Enrico è un volto del telegior-
rico; Fabio Ragghianti, il chitarrista; An- nale. Walter e Davide hanno fatto
tonio Cavalet, il poeta; Riccardo detto capolino nel Partito socialista. Coniglio è
“Ciardo”; Michele Serra, solitamente si- finito nella lotta armata e si è fatto anni di
lenzioso ma con improvvisi guizzi iro- galera. Spranghetta per molti anni ha la-
nici; Walter Marossi, il pragmatico buro- vorato all’ufficio studi della UIL. Michele
crate; Mario Giovannini, da noi molto è un giornalista e scrittore più che sati-
amato perché figlio di un ristoratore del rico. E chissà dove sono Lisa e “Teti”.
Ticinese; Roberto “Roby” Garavaglia, il Insomma, è stata una bella storia di ami-
frikkettone; Guido Salvini, timido e gen- cizia e di anarchia.
tile; Davide Vitetta, pugliese e reincarna-

43 Memoria storica
Filosofia del-
l’anarchia:
teorie
libertarie,
pratiche
quotidiane e
ontologia Da sinistra a destra: Daniel Colson e Vivien García, due tra i
molti relatori intervenuti al convegno
(convegno di
piste ciclabili e dal fasci- ma grazie alla nostra effi-
studi, Lione, no del Rodano che ser- ciente rete di contatti
peggia fra i quartieri abbiamo subito raggiunto
12-15 maggio tagliando in due la città. Valentina e Carlo, amici e
Anche la storia recente si ciceroni che ci hanno
2011) è fatta sentire, durante la accompagnati durante il
ricerca del parcheggio resto dei giorni, e Vivien
di Andrea Breda siamo passati per Place e Gwendolyn, francese il
Bellecour, una delle più primo e tedesca la secon-
Il 12 maggio un’allegra grandi d’Europa e teatro da. Vivien, Gwendolyn e
delegazione milanese, degli scontri di novembre. Carlo sarebbero anche
composta da ben sette Essendo arrivati tardi, stati tutti e tre relatori nei
persone, è sbarcata in quel abbiamo perso gli incontri giorni successivi. Ma
di Lione per partecipare a del primo giorno, entriamo nel vivo della
una quattro giorni di faccenda. Non tutto è
eventi e iniziative e per stato perfetto, ma per
Incontri

intrecciare relazioni nuove indole io preferisco vede-


con i compagni lionesi. re la bottiglia mezza
L’arrivo è stato dei piena e penso che anche a
migliori, ancora tutti un voi che leggete interessi
po’ intontiti dal viaggio ci di più sapere quali siano
siamo ritrovati in una città stati gli spunti significati-
sorprendentemente acco- vi di questa esperienza.
gliente, affacciata sul Per prima cosa penso che
Rodano e la Saona e sia da evidenziare una
abbarbicata sulle colline forte presenza di giovani,
circostanti i due fiumi. Da sia tra i relatori che tra il
buon milanese sono rima- pubblico. Per quanto
sto subito colpito dall’ab- riguarda i relatori, hanno
bondanza di verde, di dato la loro impronta sia

Incontri 44
sui contenuti sia sulla Un secondo punto di gior parte dei giorni lo
forma di esposizione. Da forza è stato il rapporto sfondo è stato quello della
un lato, hanno saputo por- particolare che si è creato Croix Rousse, quartiere
tare in un contesto forma- con la città di Lione. Le storico di Lione che con-
le e potenzialmente retori- quattro giornate di rela- serva ancora il fascino e
co i loro interessi e le loro zioni e dibattiti si sono le storie delle rivolte e
passioni, dimostrando infatti svolte in posti dif- delle lotte dei canut, di
come tematiche spesso ferenti: in parte all’Ecole cui è stata testimone nel
accusate di essere lontane Normale Supérieure de 1831 e poi nel 1848. Se
dal presente e rifiutate dal Lyon, in parte alla Condi- da un lato c’è stato un
reale, come la filosofia e tion des soies, e infine, ottimo lavoro da parte
l’anarchismo, possano parallelamente al Salone dell’organizzazione, dal-
essere invece veicolo di dell’editoria libertaria, l’altro la città ha in qual-
idee fresche, attuali e vis- nella Maison des Associa- che modo saputo far sua
sute. Dall’altro, ho notato tions du IVe Arrondisse- quest’esperienza.
e sono rimasto piacevol- ment. Il fatto di spostarsi Dulcis in fundo, penso
mente colpito dal tentati- nell’arco dei giorni ha che il maggior successo
vo di rinnovare l’ormai permesso, a chi partecipa- di questo convegno su
usurata pratica della pre- va agli incontri e veniva “Philosophie de l’anar-
sentazione frontale. Alcu- da lontano, di muoversi chie” sia stato quello di
ni esempi, l’utilizzo di nella città e conoscerla riuscire a legare il dire e
piccoli spezzoni di meglio anche grazie alla il raccontare con il fare.
improvvisazione teatrale figura di Mimmo Puccia- Una presenza transgene-
come nel caso della rela- relli e del CEDRATS razionale, il rapporto par-
zione di Carlo Milani, o (Centre de documentation ticolare con il territorio,
la dinamica collettiva di et de recherches sur les la varietà e la freschezza
presentazione che il GRA alternatives sociales), che degli approcci e dei con-
(Groupe Recherche hanno saputo creare tenuti hanno creato una
Action), un gruppo di un’atmosfera del tutto condizione che ha reso
sociologi lionesi, è riusci- particolare. Come se ciò possibile una commistio-
ta a ricreare con successo. non bastasse, per la mag- ne e uno scambio di prati-
che basati non solo su un
confronto teorico ma
anche su una condivisione
della quotidianità. Insom-
ma, sia per gli obiettivi
che si era posta, sia
soprattutto per il vissuto
di chi ha partecipato,
penso che sia stata un’e-
sperienza importante, di
quelle che vorremmo
vedere più spesso.
Da sinistra a destra: Tomás Ibáñez insieme a due compagni del
centro studi libertari/A.sperimenti

45 Incontri
sarà interamente dedicato
XV incontro a una dibattito sul tema Bibliografia
Rivoluzione?, che ripren-
della FICEDL de il seminario organizza- anarchica
to lo scorso novembre dal
a Lisbona nostro centro studi e da in lingua
A.sperimenti (vedi Bollet-
16-18 settembre tino 36). Altre tematiche francese
verranno segnalate nel
2001 programma definitivo, 2010
che metteremo sul nostro
Con la solita scadenza sito. Il CIRA Marseille ha pub-
biennale (l’ultima riunio- Per avere maggiori infor- blicato anche quest’anno
ne si era tenuta a Pisa nel mazioni sull’incontro: (il ventunesimo) la biblio-
settembre 2009), il prossi- grafia che raggruppa i
mo incontro della Fédéra- BOESG testi sull’anarchismo usci-
tion Internationale des Biblioteca e Observatório ti in lingua francese nel
Centres d’Etudes et de dos Estragos da Socieda- corso dell’anno preceden-
Documentation Libertai- de Globalizada te. Il bollettino, curato da
res, ovvero la federazione boesg@hotmail.com Felip Equy, elenca i 399
che raggruppa a livello titoli usciti sull’argomen-
internazionale gli archivi to, dei quali 253 rientrano
e i centri studi anarchici, nella saggistica e 146
avrà luogo in settembre a nella narrativa.
Lisbona, organizzata dal Sempre consistenti i libri
BOESG. Il programma di di o su i pensatori classici
massima dell’incontro anarchici. Per quanto
(ancora in fase di defini- riguarda il 2010 si segna-
Anarchivi

zione) prevede una prima la un prevedibile picco


sezione alle ore 14.00 di (23 titoli a testa) di libri
venerdì 16 settembre con dedicati a Leo Tolstoj, per
la presentazione dei cen- il centenario della morte,
tri/archivi presenti, segui-
ta da una sessione più tec-
nica dedicata alla conser-
vazione cartacea e alla
digitalizzazione di mani-
festi, locandine, volantini
e altri documenti. Dopo
cena è prevista la proie-
zione del documentario
Memória Subversiva di
José Tavares sulla storia
dell’anarchismo porto-
ghese. Il giorno successi-
vo, sabato 17 settembre,

Anarchivi 46
e ad Albert Camus, per il Un ruolo di rilievo spetta
cinquantesimo della però all’arte, tanto che la
morte. casa editrice K’A ha fatto
Per quanto riguarda la uscire il primo di una
storia, i due temi più serie di volumi intitolata
ricorrenti sono stati la appunto Art et anarchie.
guerra civile spagnola, Tra gli editori anarchici,
che si riconferma un argo- le Editions Libertaires
mento ampiamente dibat- sono quelle che hanno
tuto, e la Comune di Pari- pubblicato più titoli (14
gi, di cui cade il 140° per il 2010), seguite a
anniversario nell’anno in ruota da un buon numero
corso). di iniziative editoriali
Quanto alle tematiche più ormai consolidate – Acra
ricorrenti nei testi di sag- tie, Atelier de Création
gistica, si conferma come Libertaire, CNT-RP, L’E-
sempre un’incontenibile chappée, Le Flibustier,
varietà di soggetti: fem- L’insomniaque, Libertalia,
minismo, media, urbane- Editions du Monde Liber-
simo, trasporti, educazio- taire, Rue des cascades e
ne, psicoanalisi, suicidio, Spartacus – che hanno
religioni, colonialismo, pubblicato almeno un
sindacalismo, sport, eco- paio di nuovi titoli nel
nomia, lavoro… corso dell’anno.

47 Anarchivi
GIUGNO 2011
Centro Studi Libertari / Archivio Giuseppe Pinelli
via Rovetta 27, 20127 Milano
tel. 02 28 46 923- fax 02 28 04 03 40
orario di apertura 10:00-18:00 dei giorni feriali – orario di consultazione 14:00-18:00
e-mail: archivio@archiviopinelli.it - web: http://www.archiviopinelli.it
c/c postale n. 14039200 intestato a Centro studi libertari, Milano
tutti i numeri precedenti sono liberamente scaricabili dal sito

stampato e distribuito da
elèuthera editrice
via Rovetta 27 – 20127 Milano