Sei sulla pagina 1di 40

42

Cose nostre Biografie Informazioni editoriali


Tu sei maledetta! Semka e Dora La stampa anarchica
un convegno contro la guerra dal Nabat ad Auschwitz torna a Cuba

In Archivio Memoria storica Album di famiglia


Castoriadis: seminario Le scintille rivoluzionarie Ushuaia: sulle tracce
sull’immaginario sociale dei bibliofili libertari di Radowitzky
Versi di rivolta 3 In archivio 17
Omaggio a Bakunin nel 200° • L’immaginario sociale
della sua nascita: dibattito con Cornelius Castoriadis
• Per Bakunin • Il Fondo Eliane Vincileoni
di Hans Magnus Enzensberger
Informazioni editoriali 30
• Un giornale anarchico a Cuba
Cose nostre 6 dopo decenni di silenzio
• Tu sei maledetta! Uomini e donne a cura del GALSIC
contro la guerra (1915-1918) • Tre volumi imperdibili sull’anarchismo
• Adottato! di Lorenzo Pezzica
• Venduto!
• Sito nuovamente accessibile Anarchivi 34
• Quota di associazione annua • Una targa per Harry Kelly
a cura della Kate Sharpley Library
• Periodici e numeri unici di Pesaro
Memoria storica 10 e Urbino (1873-1922)
• “Fomentare le prossime scintille”: di Luigi Balsamini
storia della Gilde freiheitlicher • 80 anni ben portati
Bücherfreunde
di David Bernardini Album di famiglia 37
• Ricordo di Nunzio Pernicone • Passaggio a Ushuaia:
di Robert Helms Radowitzky è ancora qui
BIOGRAFIE di Salvo Vaccaro
• Semka e Dora, dalla Nabat
ad Auschwitz
di Kirill Limanov

Hanno collaborato a questo numero, oltre agli autori delle varie schede,
Amedeo Bertolo, Rossella Di Leo, Lorenzo Pezzica, Gaia Raimondi,
Andrea Staid, Cesare Vurchio

42 Impaginazione grafica: Emilio Bibini


Ricerca iconografica: Roberto Gimmi, Gianfranco Aresi
In copertina: Pietro Ranieri (1902-1936), pesarese, è attivo ad
Ancona già nel biennio rosso, poi entra nelle file degli Arditi del
popolo e infine espatria in Francia nel 1922. Allo scoppio della
rivoluzione raggiunge la Spagna ed entra a far parte della colonna
Ascaso. Muore il 16 ottobre 1936 sul fronte di Aragona.
Quarta di copertina: La targa stradale di via Bakunin a San Pietroburgo.
Per Bakunin
di Hans Magnus Enzensberger

Desideravo solo una cosa, gridava, il sentimento dell’indignazione,


che sacro mi è, da mantenere completo e intero fino alla mia fine! -
Imbonitore, testardo, dannato cosacco! - Questo è l’amore
per il fantastico, un difetto principale della mia natura. - Maometto
senza corano!- La calma mi porta alla disperazione. - Un prestigiatore,
un papa, un ignoramus!- Il suo cuore e la sua testa sono fatti di fuoco.

Sì, Bakunin, è così che dev’essere stato. Un nomadizzare eterno,


folle e dimentico di se stesso. Insopportabile, irragionevole, impossibile eri!
Per me, Bakunin, ritorna, o resta dove sei.

Un’alta figura in frac blu sulle barricate di Dresda,


con un viso dalla rabbia più cruda. Fuoco all’Opera!
E quando tutto era perso, chiese, con in mano la pistola,
al Governo Rivoluzionario Provvisorio, di farsi saltare (con lui) in aria.
(Strana freddezza di sangue).
In larga maggioranza i signori rifiutarono la richiesta.

Ti ricordi, Bakunin? Sempre la stessa cosa. È ovvio che disturbavi.

3 Versi di rivolta
Non c’è da meravigliarsi! E ancora oggi disturbi. Capisci? Tu disturbi,
semplicemente. E per questo ti prego, Bakunin: ritorna.

Interrogato, incatenato con ferri alla parete nelle casematte di Olmütz,


condannato a morte, trascinato in Russia, graziato a eterna galera:
un uomo altamente pericoloso! Nella sua cella un protettore
gli fa portare un pianoforte a coda di Lichtenthal. Perde i denti.
Per la sua opera Prometeo inventa una melodia dolce, melanconica,
al cui ritmo dondolava come un bambino la sua testa di leone.

Ah, Bakunin, questo è da te. (Dondolava la sua testa di leone:


ancora vent’anni dopo, a Locarno). E perché è da te,
e perché tanto lo stesso non ci puoi aiutare, Bakunin, resta dove sei.

Esiliato in Siberia, e fuggito lungo l’Amur azzurro ghiaccio


passando il Mare Pacifico, su velieri a vapore, slitte, cavalli,
treni espresso, attraverso l’America allo sbando, per sei mesi
senza fermarsi, finalmente, a Paddington, poco prima di capodanno,
precipitato fuori dall’hansom, su per le scale, si buttò
tra le braccia del cuore e gridò: Dove sono le ostriche fresche?

Perché, in una parola, sei incapace, Bakunin, perché non sei buono
per fare la decalcomania del redentore, del burocrate, del prete,
dello sbirro di destra o di sinistra, Bakunin: ritorna, ritorna!

Di nuovo in esilio. Non solo il rimbombare della rivolta, il rumore dei circoli,
il tumulto delle piazze; anche il moto della sera precedente,
anche le intese, le crittografie, le parole d’ordine lo rendevano felice.
Grande senza fissa dimora, perseguitato da dicerie, leggende, diffamazioni!
Cuore magnetico, ingenuo e dissipatorio! Lui inveiva e gridava,
incitava e decideva, per tutto il giorno e per tutta la notte.

Non è vero? E poiché la tua attività, il tuo far niente, il tuo appetito,
il tuo eterno sudare sono di misura così poco umana
per questo ti consiglio, Bakunin, resta dove sei.

Il suo biografo, l’onnisciente, dice: era impotente. Ma Tatjana,


la piccola sorella vietata, suonando l’arpa nella bianca dimora da signori,
lo faceva diventare folle. I suoi tre figli però suoi non sono.
Ma a Necaev, al mitomane, all’assassino, al gesuita, ricattatore
e martire della rivoluzione, scriveva: Il mio tigrotto, il mio boy,
il mio selvaggio tesoro! (Il dispotismo degli illuminati è il peggiore).

Versi di rivolta 4
Ah, taciamo sull’amore, Bakunin. Morire non volevi.
Non eri un angelo della morte polit-economico. Tu eri confuso
come noi, e innocente. Ritorna, Bakunin! Bakunin, ritorna.

Finalmente la notte a Bologna. Era agosto. Eri alla finestra.


Origliavi. Niente si muoveva in città. Suonavano le campane delle torri.
L’insurrezione era fallita. Iniziava a fare chiaro. In un carro di fieno
si nascondeva. La barba rasata, nell’abito di un parroco,
un cestino di uova sul braccio, occhiali verdi, zoppicando con il bastone
fino in stazione, per morire in Svizzera, nel tuo letto.

Tanto tempo è passato da allora. Sarà che forse era troppo presto,
come sempre, o troppo tardi.
Niente ti ha confutato, niente hai dimostrato,
e per questo resta, resta dove sei, o per me, ritorna.

Masse di carne e di grasso enormi, idropisia, malattia della vescica.


Roboante ride, fuma in continuazione, ansima, inseguito dall’asma,
legge telegrammi cifrati e scrive con inchiostro simpatico:
Sfruttare e governare: la stessa e unica cosa. È gonfio, sdentato.
Tutto si copre di cenere di tabacco, cucchiaini da tè, giornali. Davanti alla casa
saltellano le spie. Dappertutto casino e sporcizia. Il tempo si consuma.

Della polizia l’Europa porta ancora l’odore. Per questo,


e poiché mai e da nessuna parte Bakunin è esistito,
esiste o esisterà un monumento a Bakunin,
Bakunin, ti prego: ritorna, ritorna, ritorna.

traduzione di Maria Mesch

5 Versi di rivolta
laborazione, indisciplina,

Cose
nostre
Tu sei scioperi, tregue sponta-
nee e fraternizzazione
maledetta! con il nemico. Per valu-
tare la portata di questi
Uomini e donne comportamenti, è suffi-
ciente guardare alle mi-
contro la guerra sure messe in atto du-
rante la guerra per
(1915-1918) reprimerli e controllarli:
si pensi al livello di mili-
tarizzazione della società
Convegno di studi (non solo nelle fabbriche
Venezia ma in ogni ambito so-
20-21 settembre 2014 ciale), all’ampiezza del
ricorso agli internamenti
psichiatrici, al grado di
Prima che la prima violenza messo in atto
guerra mondiale acca- dalle gerarchie e dall’ap-
desse, era impossibile parato militare contro i
pensarla: era impossibile propri soldati.
in altre parole immagi- All’avvicinarsi del cente-
nare un evento che utiliz- nario della prima guerra
zasse la tecnologia dispo- mondiale, il Centro studi
nibile ai fini di un Mehmet Aksoy, In memoria del libertari / Archivio G. Pi-
disertore ignoto, Potsdam. Qui
massacro di massa in Eu- nelli (Milano) e l’Ateneo
di seguito pubblichiamo alcune
ropa per la durata di immagini della ricerca fatta da degli Imperfetti (Mar-
quattro anni. Ben presto, Roberto Gimmi sui pochi monu- ghera) promuovono due
già negli anni immediata- menti dedicati a quanti hanno giornate di studio sulle
mente successivi alla rifiutato in vari modi la guerra. diverse forme di opposi-
guerra, gli Stati in Eu- zione, disobbedienza,
ropa iniziarono a sacra- volta già nel corso della protesta, nonviolenza e
lizzarla, mediante monu- guerra, racconti, canzoni, dissenso che si verifica-
menti, lapidi, sacrari, riti, lapidi, romanzi autobio- rono nel primo conflitto
discorsi, commemora- grafici (e più tardi film) mondiale in Italia. L’ini-
zioni, poesie, film, rac- hanno evidenziato non ziativa intende riaffer-
conti, interpretazioni sto- solo l’orrore provato dai mare l’attualità di quelle
riche: un massacro che singoli ma anche il ri- pratiche e di quei valori
non trova parole viene fiuto individuale e collet- che, seppure sconfitti, te-
reso dicibile rendendo tivo della guerra, raccon- stimoniarono il rifiuto at-
omaggio alle ragioni che tando scene di tivo di ogni nazionalismo
l’hanno reso possibile. diserzione, renitenza, in- e ogni militarismo. Al
Ma fin dagli anni imme- subordinazione, paura, centro dell’analisi sa-
diatamente successivi al- fuga, ammutinamento, ranno i gesti e il compor-
l’evento bellico, e tal- autolesionismo, non-col- tamento di uomini e

Cose nostre 6
donne singoli, discus- l’anno, così come le
sioni private e pubbliche, informazioni sull’allog-
attività di associazioni, gio e i luoghi in cui si
movimenti politici e reli- svolgeranno i vari aspetti
giosi, correnti culturali e della manifestazione.
politiche. Scopo dell’in- Per avere maggiori infor-
contro è quello di riflet- mazioni si può fare rife-
tere non solo sul valore rimento, oltre che al no-
morale delle diverse stro centro studi, anche
forme di resistenza alla all’Ateneo degli Imper-
guerra, ma anche sui mo- fetti: tel. 327 5341096
tivi del loro successo e Shot at Dawn (ovvero Fucilati mail:
sulle ragioni della loro all’alba) è il nome del memo- ateneo.imperfetti@gmail.
riale dedicato ai 306 soldati
sconfitta, nell’intento di com
britannici fucilati durante la
individuare come filo prima guerra mondiale con
conduttore della storia l’accusa di diserzione e codar-
non gli eventi bellici e gli dia. Il sito si trova nel National
eccidi ma le pratiche che Memorial Arboretum di
cercarono, a volte con Alrewas, nello Staffordshire. La
successo, di evitarli e di maggior parte di questi soldati
soffriva di quella che oggi è
costruire in questo modo
riconosciuta come la sindrome
un mondo migliore. da stress post-traumatico,
all’epoca del tutto ignota. La
figura ritratta nel monumento è
Interventi previsti quella del soldato semplice
(titoli provvisori): Herbert Burden, del Primo
Battaglione dei Fucilieri del Il Monumento al disertore igno-
Northumberland, fucilato a to collocato nella Gustav-Heine-
Bruna Bianchi, Ypres nel 1915 all’età di 17
Diserzione mann Bürgerhaus di Brema è
anni. dedicato agli oltre 100.000 sol-
Piero Brunello, dati uccisi dal Terzo Reich,
Cent’anni dopo durante la seconda guerra mon-
Alberto Cavaglion, Nel corso dei due giorni diale, con l’accusa di diserzione.
Pacifismo sono inoltre previste Nella foto compare anche
John Foot, varie iniziative, tutte cen- Ludwig Baumann, un ex soldato
Contromemorie trate sulle varie forme di della Wehrmacht condannato
Mimmo Franzinelli, rifiuto della guerra. In per diserzione dal regime nazi-
sta e riabilitato solo dopo una
Antimilitarismo particolare ci sarà una lunga battaglia politica e giudi-
Elena Iorio, rassegna cinematogra- ziaria conclusasi nel 2002.
Classificare e punire fica, l’esposizione di una
Ilaria La Fata, mostra, alcuni interventi Il titolo del convegno ri-
Scemi di guerra di canto sociale e un’im- chiama apertamente la
Stefano Musso, perdibile cena convi- famosa canzone antimili-
Proteste popolari viale…Tutte queste atti- tarista, che qui riprodu-
Alessandro Portelli, vità verranno meglio ciamo come introduzione
Canzoni contro la guerra precisate nel corso del- al tema:

7 Cose nostre
O Gorizia tu sei di tenermi da conto i bambini della digitalizzazione del
maledetta che io muoio col suo nome volume. In questo caso il
in cuor costo totale è di 100,00
La mattina del cinque euro. E il libro li vale
d’agosto O Gorizia tu sei maledetta tutti!
si muovevan le truppe italiane per ogni cuore che sente Per le donazioni:
per Gorizia le terre lontane coscienza Centro studi libertari
e dolente ognun si partì dolorosa ci fu la partenza Giuseppe Pinelli, c/c
e il ritorno per molti non fu. posta n. 14039200, iban
Sotto un’acqua che cadeva a IT53M076010160000001
rovescio 4039200.
grandinavan le palle nemiche Adottato! Adesso è possibile usare
su quei monti, colline e anche il sistema paypal
gran valli La prima adozione a di- inviando il contributo a
si moriva dicendo così stanza è andata a buon centrostudi@centrostudi-
fine: il primo dei tre vo- libertari.it
O Gorizia tu sei maledetta lumi che compongono
per ogni cuore che sente l’autobiografia di Rudolf
coscienza Rocker, Juventude de un
dolorosa ci fu la partenza rebelde (1947) è ora di-
e il ritorno per molti non fu sponibile in formato pdf
e scaricabile dalla nuova
O vigliacchi che voi pagina web “adotta un
ve ne state libro” del nostro sito.
con le mogli sui letti di lana Il file è piuttosto pesante,
schernitori di noi carne dunque è necessario
umana avere la connessione ve-
e rovina della gioventù loce per poterlo scari- L’Indice del secondo volume
care. della biografia di Rocker (441
Voi chiamate il campo Adesso sollecitiamo il pagine) in cerca di “adozione”.
d’onore vostro aiuto per salvare e
questa terra di là dei confini rendere disponibile un
qui si muore gridando altro volume della bio- Venduto!
assassini grafia e precisamente Re-
maledetti sarete un dì volucion y regresion del Come annunciato, ab-
1952. biamo messo in vendita
Traditori signori ufficiali Le modalità di partecipa- alcuni “gioielli di fami-
questa guerra l’avete voluta zione all’iniziativa sono glia” per poter continuare
scannatori di carne venduta plurime: si può versare la a esistere e resistere. La
e rovina della gioventù quota minima di 5 euro; Biblioteca di Storia del-
costituire una “cordata” l’Università degli Studi
Cara moglie che io non insieme ad altri per un di Milano, grazie a un
ti sento contributo collettivo; o docente attento come Ni-
raccomando ai compagni ancora… coprire indivi- cola Del Corno che ben
vicini dualmente l’intera spesa conosce il valore storico

Cose nostre 8
di questa testata, ha de- lare a parte a seconda del
ciso di acquistare la col- tipo di spedizione e del Quota
lezione dell’“Adunata dei luogo di destinazione,
Refrattari”. mentre esiste la possibi- di associazione
Restano invece disponi- lità di effettuare gratuita-
bili (su ebay e presso di mente il ritiro passando annua
noi) le seguenti testate: dalla nostra sede di Mi-
lano in giorni e orari da Della serie “come passa
Controcorrente, rivista concordare. il tempo”: è infatti tor-
di critica e di battaglia nato il momento giusto
(nuova serie, 1957- per inviare la quota asso-
1967), raccolta completa ciativa annua. Gli importi
a eccezione del n. 1 e n. 2 non cambiano: 25,00
del 1957 / stato di con- euro per la quota ordina-
servazione: ottimo / costo ria e 50,00 euro per la
900,00 euro quota straordinaria.
Come annunciato nel
Interrogations, rivista precedente Bollettino,
internazionale di ricerche chi versa la quota ordina-
anarchiche (1974-1979) ria riceverà via mail il
raccolta completa / stato pdf del Bollettino (tene-
di conservazione: buono- teci aggiornati sul vostro
ottimo / costo 360,00 indirizzo di posta elettro-
euro nica!), mentre chi versa
la quota straordinaria ri-
Volontà (1946-1996), ceverà la copia cartacea
raccolta completa / stato del Bollettino. Ma dato
di conservazione: buono- Sito che questa decisione è
ottimo / costo 2.300 euro stata presa per contenere
nuovamente le esorbitanti spese di
A rivista anarchica spedizione, quanti hanno
(1971-2011), raccolta accessibile versato la quota ordinaria
completa fino al numero possono avere la copia
celebrativo per i 40 anni Per ragioni di manuten- cartacea se passano a
di pubblicazione / stato zione straordinaria, il no- prendersela direttamente
di conservazione: ottimo stro sito non è stato rag- al centro studi. Il vostro
/ costo 1.800,00 euro giungibile per qualche contributo per noi è dav-
tempo. Ora non solo è vero importante. Grazie!
Ovviamente se qualcuno stato ripristinato, ma ci
intendesse acquistare più stiamo lavorando per ren-
testate è possibile con- derlo più agevole da usare Per inviare le quote veri-
cordare un prezzo com- e più ricco di materiali. Se fica le modalità indicate
plessivo minore. Ricor- avete suggerimenti e pro- nella pagina precedente.
diamo che le spese di poste, le ascolteremo più
spedizione sono da calco- che volentieri.

9 Cose nostre
“Fomentare le prossime scintille”
Storia della Gilde freiheitlicher Bücherfreunde
di David Bernardini

Sin dalla fine dell’Ottocento, il movi- l’interno del tentativo della FAUD di
mento dei lavoratori europeo si era con- uscire dalla situazione di isolamento
traddistinto per i suoi spiccati interessi nella quale versava ormai da alcuni anni:
letterari e culturali. Questa caratteristica espulsa o marginalizzata all’interno delle
si ritrovava in modo ancora più marcato fabbriche (a causa di ragioni che qui non
all’interno della classe operaia tedesca possono essere trattate per motivi di spa-
della repubblica di Weimar (1919-1933). zio), numerosi suoi attivisti avevano cer-
Perciò nel corso del 1929 comparve cato di agire sul terreno sociale e cultu-
un’associazione culturale legata al sinda- rale attraverso la promozione di diverse
cato anarchico Freie Arbeiter Union esperienze, tra le quali un posto impor-
Deutschlands (FAUD; Libera unione dei tante è occupato proprio dalla GFB.
lavoratori tedeschi), la Gilde freiheitli- Questa associazione si articolava quindi
cher Bücherfreunde (GFB; letteralmente: in una rete di gruppi locali presenti nelle
Associazione dei bibliofili libertari), il principali città tedesche. La direzione
cui nome potrebbe essere reso in italiano nazionale, con compiti esclusivamente
come Associazione degli amici dei libri amministrativi, era collocata a Berlino in
liberi, sulla base della traduzione inglese Märkisches Ufer 11, dove si trovava
(The Guild of Friends of Free anche la sede della casa edi-
Books) proposta in uno scritto trice della FAUD, Der Syn-
Memoria

dello storico tedesco Helge dikalist, e della GFB, che por-


Döhring [Döhring]. tava lo stesso nome
La GFB venne fondata ufficial- dell’organizzazione che la
mente a Berlino nell’aprile- promuoveva [Rübner, 1994].
storica

maggio 1929 per iniziativa Inoltre, a Berlino veniva


della sezione locale della stampato l’organo della GFB,
FAUD. Tuttavia un primo “Besinnung und Aufbruch”
gruppo era già comparso (Riflessione e Inizio): il
l’anno precedente a Lipsia, primo numero venne pubbli-
per iniziativa di alcuni mili- cato il 1° maggio 1929, prima
tanti anarchici della città i con cadenza mensile, poi, dal
quali, sin dal 1928, avevano marzo 1931, trimestrale.
allestito e aperto al pubblico Composto da sedici pagine,
una biblioteca e una sala di spesso illustrate, la tiratura di
lettura [Rocker, 1952]. L’ini- questa pubblicazione oscil-
ziativa di Lipsia si inseriva al- lava tra le 2.000 e le 5.000

Memoria storica 10
copie mensili ed era diffusa gratuita- gratuite e accessibili a tutti, poiché il fine
mente. All’interno del primo numero, un della GFB consisteva nel contagiare con
articolo di presentazione del progetto le idee libertarie anche quei lavoratori
sottolineava che la GFB si rivolgeva a un non immediatamente legati all’anarchi-
pubblico proletario con il fine di “fomen- smo. Lo storico Rübner riporta al ri-
tare” quelle “scintille” rivoluzionarie esi- guardo la testimonianza di un militante il
stenti nella società e di contribuire a trac- quale, pur essendo vicino ideologica-
ciare un percorso collettivo capace di mente al comunismo dei consigli, faceva
portare a un “cambiamento radicale” di parte contemporaneamente della GFB e
tutti gli aspetti della vita, utilizzando gli ricordava come la biblioteca del gruppo
strumenti critici forniti dalla cultura. locale di Brema fosse estremamente
L’articolo prose- ricca e variegata,
guiva specificando poiché, a fianco di
che la GFB era una autori classici della
lega di persone che cultura libertaria, si
volevano impe- trovavano numerosi
gnarsi nella diffu- libri che venivano
sione delle idee li- ritenuti utili per in-
bertarie non soltanto durre il movimento
attraverso i classici libertario a riflettere
testi teorici, ma su particolari que-
anche attraverso ro- stioni [Rübner,
manzi, racconti, fo- 1994].
tografie, quadri, Questo aspetto del-
spettacoli teatrali e l’attività culturale
tutte quelle forme della GFB si rispec-
espressive e comu- chia anche nei libri
nicative capaci di pubblicati dalla sua
agire “sul cuore e casa editrice a par-
sul cervello” degli tire dal 1929. A
individui [AA.VV.]. fianco di scritti dal-
Questa imposta- l’immediato carat-
zione fece sì che la tere politico, ven-
GFB e la sua rivista si nero diffusi romanzi
Erich Mühsam (6 aprile 1878-10 luglio 1934).
occupassero di un come Alf, dell’attivi-
vasto spettro di temi sta per i diritti degli
(come la letteratura, il teatro, la pedago- omosessuali Bruno Vogel, e Nelti, di Han
gia, l’architettura, la pittura, la fotogra- Ryner, che, narrando della società liber-
fia, il fotomontaggio, la musica, la psica- taria dell’immaginaria isola di “Atlan-
nalisi e il nudismo), che erano poi alla tis”, si ricollegava al filone della lettera-
base di conferenze, mostre, spettacoli tura utopica, di grande successo presso le
teatrali e concerti [Rocker, 1952]. Oltre a famiglie di lavoratori dell’epoca [Lo-
ciò, i gruppi locali allestivano all’interno renz, 1992].
delle Arbeitsbörsen (Camere o Borse del Oltre alle opere stampate dalla sua casa
lavoro) della FAUD biblioteche libere, editrice, la GFB diffondeva anche altri

11 Memoria storica
libri, come quelli di Rudolf Rocker, Nel 1948 un gruppo di anarchici di
esponente di spicco dell’anarcosindacali- Brema tentò di riproporre l’esperienza
smo weimariano, e di Alexander Berk- pubblicando “Die Gilde” (L’associa-
man. Tra il maggio del 1929 e il dicem- zione), che però sopravvisse solo un
bre del 1932 il gruppo locale della GFB di anno.
Göppingen, che con i suoi 80 militanti Tuttavia, la ricerca e la diffusione di
era la più grossa organizzazione cultu- semi di libertà che aveva contraddistinto
rale cittadina, registrò le preferenze cul- l’attività culturale della GFB continua,
turali degli attivisti della GFB stessa, mo- seppure sotto diverse forme. Anche sul
strando il successo degli scritti di Rocker bollettino che state leggendo in questo
e dei romanzi come quello di Vogel momento.
[Rübner, 1994].
Il 1° giugno 1930 la GFB tenne il suo
primo incontro nazionale a Berlino; nel Bibliografia essenziale
corso dell’anno successivo, nonostante la
crisi economica, registrò un aumento AA.VV. (probabilmente alla voce ha contri-
considerevole di militanti, i quali supera- buito Helge Döhring, tra i curatori del sito),
vano il migliaio nella primavera del Besinnung und Aufgruch, in http://www.syn-
1931, anche se il numero doveva essere dikalismusforschung.info/presse/besin-
probabilmente maggiore poiché molti at- nung_und_aufbruch.htm, consultato il
tivisti della FAUD, pur partecipando alle 26/12/2013.
attività della GFB, non vi facevano uffi- Helge Döhring, Syndicalism and Anarcho-
cialmente parte. Syndicalism in Germany: An introduction, in
Il suo sviluppo venne interrotto dall’av- http://libcom.org/files/syndicalism-Ger-
vento del Terzo Reich. L’ultimo numero many.pdf, consultato il 26/12/2013.
di “Besinnung und Aufbruch” uscì nel Heinz Lorenz, Die Gilde freiheitlicher Bü-
febbraio 1933: conteneva alcuni articoli cherfreunde 1929-1933, “Marginalien”, n.
che documentavano le attività di diversi 126, 1992, pp. 34-48.
gruppi locali e la relazione scritta da Rudolf Rocker, Revolucion y regresion, Edi-
Erich Mühsam sulla riuscita di una torial Tupac-Editorial Americalee, Buenos
grande manifestazione antifascista alla Aires 1952.
quale erano presenti numerosi artisti ri- Hartmut Rübner, Freiheit und Brot. Die Freie
nomati e un gruppo di militanti della Arbeiter-Union Deutschlands, eine Studie zur
FAUD. Geschichte des Anarchosyndikalismus, Liber-
Il 9 marzo 1933 la polizia fece irruzione tad Verlag, Berlin 1994.
nei locali di Märkisches Ufer 11 e seque-
strò tutto il materiale che trovò (libri,
corrispondenza), la Gestapo arrestò
Wenner Henneberger, esponente di
spicco della GFB, e Max Büttner, diret-
tore della casa editrice della FAUD [Rüb-
ner, 1994]. La GFB venne così travolta
dalla repressione del nascente regime na-
zista, la sua rete disarticolata e i suoi atti-
visti imprigionati.

Memoria storica 12
Ricordo di Nunzio Pernicone
di Robert Helms

Nunzio Pernicone (20 giugno 1940-30


maggio 2013), anarchico, ateo dichiarato
ed eminente studioso del movimento
anarchico italiano, è morto lo scorso
maggio di cancro alla prostata, lasciando
la moglie Christine Zervos e i loro quat-
tro gatti.
Figlio di immigrati siciliani, Salvatore
Pernicone e Giuseppina Catania, Nunzio
nacque a Manhattan e assorbì le idee
anarchiche dal padre, attore e regista di
compagnie filodrammatiche che racco-
glievano fondi per “Il Martello” e altri
fogli radicali italiani e che negli anni
Venti e Trenta mettevano in scena le
opere teatrali di Carlo Tresca.
Dopo avere conseguito una laurea e un
master all’Università di New York, Per- Nunzio Pernicone
nicone ebbe un dottorato nel 1971 all’u-
niversità di Rochester, dove studiò sotto
la direzione di A. William Salomone, im- Rebel (2005). Ciò che distingue questi
portante storico dell’Italia moderna. Di- volumi (entrambi ripubblicati in seguito)
venne presto collega e intimo amico di è il fatto che sono frutto di decenni di ac-
Paul Avrich, che stava allora dando il via curate ricerche sulle vite di militanti ita-
all’istituzione degli Anarchist Studies, liani notoriamente difficili da ricostruire,
ovvero studi sull’anarchismo come anche per chi conosce bene la lingua ita-
campo di ricerca rigorosamente accade- liana.
mico. Per tutta la sua vita Nunzio fre- Gli studenti di storia degli Stati Uniti de-
quentò molti anziani militanti del movi- vono essere particolarmente grati a Per-
mento italo-americano, come Valerio nicone per la biografia di Carlo Tresca,
Isca. da lui ampliata e corretta nella seconda
Dopo aver insegnato in diversi istituti, versione, pubblicata da AK Press nel
dal 1987 si stabilizzò all’università di 2010. Certi protagonisti di una data
Drexel scrivendo un gran numero di arti- epoca restano poco compresi e apprez-
coli sul movimento anarchico e sindacale zati dal grande pubblico, finché uno stu-
in Italia. Lì pubblicò le sue opere più im- dioso non decide di dedicare una vita di
portanti: Italian Anarchism, 1864-1892 lavoro per illustrarne l’eredità lasciata
(1993) e Carlo Tresca: Portrait of a alle generazioni future. Se non fosse per

13 Memoria storica
era in lavanderia) e presentò un ritratto
accurato, insieme divertente e tragico,
dei maggiori esponenti anarchici italiani
del XIX secolo. Da allora, nel corso degli
anni, fu sempre disponibile a informarmi
sulle sue ricerche e a chiedere notizie
delle mie.
Poco prima di morire, Nunzio ha portato
a termine la stesura del suo ultimo libro,
Propaganda of the Deed: Italian Anar-
chist Violence in the 19th Century, che
sarà presto pubblicato da AK Press.

Fonte: “Anarcho-Syndicalist Review”, n.


60, est. 2013
http://syndicalist.us/2013/07/13/nunzio-
pernicone

Pernicone ha assiduamente frequentato sia Paul


Avrich, altro noto storico dell’anarchismo, sia il traduzione di Guido Lagomarsino
movimento italo-americano e in particolare Vale-
rio Isca. In questo ritratto “domestico” si ricono-
scono (in piedi) Libera e Attilio Bortolotti e
(seduti) Avrich a sinistra e Isca a destra.

Horace Traubel, noi avremmo solo una


vaga conoscenza di Walter Whitman.
Senza William Archer il mondo an-
glofono saprebbe ben poco di Henrik
Ibsen. Nunzio Pernicone riveste esatta-
mente la stessa importanza per l’eredità
di Tresca, i cui infiammati discorsi e il
cui indomito coraggio svolsero per
mezzo secolo un ruolo centrale nella
lotta contro gli abusi del capitalismo e
del fascismo tra gli italo-americani. E
questo è stato un enorme contributo.
Ho conosciuto Nunzio nel 1994, quando
accettò il mio invito a tenere una confe-
renza nel nostro piccolo circolo di Phila-
delphia West. Generoso com’era del suo
tempo e del suo sapere, parlò a una ven-
tina di sindacalisti e anarchici con la sua
voce roca e profonda. Portava una cami-
cia di un rosso sgargiante (quella nera

Memoria storica 14
Semka e Dora
dal Nabat ad Auschwitz
di Kirill Limanov

Zalmen Khalmovic Friedman, anche neati in una grande sala. Poco dopo si
noto come Sema (Semka) Fridman o spalancò una porta e apparve Dzerzinskij
Sam Frydman, nacque il 6 ottobre 1891 a in persona, il capo della Ceka, con tutto
Zarembi-Kostsel’nye, nel governatorato il suo codazzo. Del tutto indifferente al
di Lomzhinsky, e morì nel novembre rischio che correva, Semka si rivolse di-
1942 nel lager di Birkenau-Auschwitz in rettamente a quel temibile personaggio e
Polonia. pretese che, in quanto vegetariano, gli
Figlio di Chaim Yankel Friedman e Roza fosse riservata una dieta di soli vegetali”.
Mink, era sarto di professione. Emigrato Nel febbraio 1921 partecipò ai funerali
negli Stati Uniti, dove partecipò attiva- di Kropotkin e alla fine dello stesso mese
mente al movimento anarchico di Chi- tornò a Odessa. Intorno alla metà del
cago, tornò in Russia allo scoppio della 1923 lasciò per sempre la Russia. Yelen-
rivoluzione nel febbraio 1917, diven- sky lo incontrò nel giugno di quell’anno
tando membro dell’Unione dei Lavora- a Costantinopoli, ma poco dopo emigrò a
tori Russi. Fino alla primavera del 1919 Parigi (il suo recapito parigino era al 33
si stabilì a Odessa, aderendo alla locale di Avenue Jean-Jaurés, a Pré-Saint-Ger-
federazione anarchica. Nell’estate del vais), dove entrò nel gruppo locale degli
1919 confluì nel movimento machnovi- anarchici ebrei in esilio.
sta e prese parte ai combattimenti contro Negli anni Trenta prese parte alle attività
le Guardie Bianche, aderendo alla Con- del Fondo di soccorso dell’IWA a favore
federazione anarchica ucraina del Nabat. degli anarchici e degli anarcosindacalisti
Tornato a Mosca, fu arrestato proprio scappati dalla Russia sovietica.
perché sospettato di far parte dell’orga- Nel 1942 fu arrestato a Parigi dai nazisti
nizzazione anarchica presente nella capi- e il 24 agosto fu deportato con la tradotta
tale e ormai clandestina. Nelle sue me- n. 23 dal campo di transito di Drancy ad
morie B. Yelensky ricorda: “In quanto Auschwitz. Dal treno che lo portava con
rigoroso vegetariano, in carcere pretese la moglie Dora Khenikh (vedi nota alla
una dieta di frutta e verdura. Fu molto pagina successiva) verso il campo di
determinato nella sua rivendicazione no- sterminio, Friedman lanciò un biglietto
nostante si trovasse nella terrificante pri- che, come racconta Yelensky, conteneva
gione panrussa della Ceka, un nome che la richiesta a chiunque lo avesse trovato,
a quei tempi incuteva il terrore a chiun- “di recapitare quella lettera al nostro in-
que. Un giorno, tutti gli anarchici incar- dirizzo. Alla fine ci fu consegnata e con-
cerati furono tirati fuori dalle celle e alli- teneva un breve e commovente appello:

15 Memoria storica
Voce redatta da Kirill Limanov per
YRZHYEVIKI-EJWiki.org – Academic
Wikiencyclopedia of Jewish and Israeli
themes, http://ejwiki.org

Archivi
Istituto Internazionale di Storia Sociale,
Amsterdam, Alexander Berkman Pa-
pers, Inv. n. 22.

Bibliografia
B. Yelensky, In the Struggle for Equa-
Un fotogramma del filmato sui funerali di Kro- lity: The Story of the Anarchist Red
potkin a Mosca nel febbraio 1921. In questa folla Cross, Alexander Berkman Aid Fund,
c’è anche Semka, appena rilasciato dalla Ceka e
in partenza per Odessa prima e per l’esilio fran-
Chicago 1958.
cese poi. B. Yelensky, In sotsial shturem: zykh-
roynes fun der Rusisher revolutsye (En
‘Ci portano via, non sappiamo dove. la Borrasca social: memorias de la re-
Prendetevi cura di nostra figlia’. Questa volucion rusa), Bukhgemeinshaft bay
fu l’ultima volta che avemmo notizie di der yidisher ratsiyonalistisherer gezel-
Semka e di Dora”. shaft, Buenos Ayres 1967,
Dopo la seconda guerra mondiale, http://www.archive.org/details/nybc208
l’Alexander Berkman Aid Fund e altre 032 (yiddish).
organizzazioni anarchiche offrirono assi- Beate e Serge Klasfeld, Le mémorial de
stenza a Michelle Friedman, la figlia la deportation des juifs de France, Klar-
degli anarchici uccisi. sfeld Foundation, Paris 1978.
Beate e Serge Klasfeld, Memorial to the
Jews deported from France, 1942-1944:
* Deborah Khenikh Friedman, nota documentation of the deportation of the
anche come Dora, nacque a Yankel’, nel victims of the Final Solution in France,
governatorato di Kievskaya, il 22 giugno Beate e Serge Klasfeld, Klarsfeld Foun-
1899 e morì nel settembre 1943 ad Au- dation, Paris 1983, p. 204;
schwitz-Birkenau. Tra il 1919 e il 1923 B. Yelensky, In the Social Storm: Me-
militò nell’organizzazione anarchica moirs of the Russian Revolution, dispo-
ucraina Nabat. Costretta a emigrare a nibile alla pagina web http://www.lib-
causa dell’instaurarsi del regime bolsce- com.org/library/memoirs-russian-revolu
vico, si trasferì a Parigi nel 1923, dove tion-boris-yelensky.
aderì anche lei al gruppo parigino degli “Journal Officiel de la République
anarchici ebrei. Il 24 agosto fu deportata française”, 27 ottobre 2009, n. 0249,
insieme al marito Semka con la tradotta t. n. 52.
n. 23 partita da Drancy e diretta ad Au-
schwitz, dove fu uccisa nel settembre traduzione di Guido Lagomarsino
1943.

Memoria storica 16
Il 6 novembre 1983, il nostro centro studi organizzava un seminario con
Cornelius Castoriadis nella sede che allora era in viale Monza 255.
Quella che segue è la trascrizione/traduzione del dibattito denso che seguì
all’intervento pubblico sull’immaginario sociale che Castoriadis aveva tenuto
il giorno prima in altra sede. A distanza di trent’anni non riusciamo più a
identificare le persone che pongono le domande o esprimono una propria
opinione. Abbiamo invece identificato con certezza Eduardo Colombo
perché era anche lui invitato al seminario, e infatti è l’unico nome che ricorre
nel dibattito. Infine la registrazione, ahimè non troppo professionale e usurata
dal tempo, presenta alcuni “buchi” che ovviamente segnaliamo, lasciando
alla fervida immaginazione del lettore di ricucire il discorso complessivo.

L’immaginario sociale
dibattito con Cornelius Castoriadis

Domanda: In un nuovo modo di es-


sere, potrebbe esserci il rischio di
spezzare l’unità dell’essere, […]
che significa che lo spazio sociale
storico è un altro modo di essere?
Ci sono diversi modi di essere?
Cioè, la realtà è una, o ci sono di-
verse realtà? E se ci sono diverse
in archivio

realtà, come facciamo a verificare,


a “toccare” la realtà dello spazio
sociale storico? Non c’è il rischio di
essere metafisici?

CC: È una domanda molto impor-


tante, che ci porta nell’ambito della
filosofia propriamente detto. In altre
parole, io non posso dimostrare
quello che affermerò, penso però
che tutto ciò che sappiamo mostra
che ciò che può essere chiamato
l’essere in generale può anche es-
sere chiamato “caos”, o “abisso”, e
che questo caos o abisso è in certo
modo stratificato, e quindi ha strati Cornelius Castoriadis (Costantinopoli
tra loro diversi. Allora, se prendo il 1922-Parigi 1997). Nelle pagine seguen-
punto di vista riflessivo e discor- ti le copertine dei titoli di Castoriadis
pubblicati da elèuthera.
sivo, e tutto ciò che sappiamo in

17 In archivio
quanto esseri umani occidentali ora, nel
1983, ritengo si possano distinguere cer-
tamente tre strati nell’essere, che sono
d’altronde molto classici. Uno strato che
si può chiamare l’essere fisico nello
stretto senso del termine; un altro strato
che può essere chiamato l’essere del vi-
vente; e un terzo strato che corrisponde
al mondo umano, ovvero allo stesso
tempo lo psichico e il socio-storico. Io
sostengo che questa distinzione è certa-
mente classica, ma la posizione tradizio-
nale, quella dominante, centrale, è che si
possono ridurre tutti questi tipi di essere
in uno solo, e che questo unico tipo, sem-
pre per la corrente dominante, può essere
pensato come l’essere completamente
determinato.
Nelle grandi dispute filosofiche le distin-
zioni possono essere ridotte in certa mi-
sura a questa biforcazione: per gli uni,
ciò che è completamente determinato e
che costituisce quindi il paradigma del-
l’essere, cui occorre ridurre tutto il resto,
è l’essere fisico, ed è grosso modo ciò qualcosa di altro e di nuovo nell’essere.
che viene definito “materialismo”; per gli E perché dico “altro” e “nuovo”? Perché
altri, invece, ciò che è stato considerato il mondo del vivente fa sorgere nuove
come completamente determinato e pie- determinazioni che non esistono nel
namente “essere” è qualcosa che ai nostri mondo fisico, che non hanno senso nel
occhi, ai miei occhi, è una creazione del mondo fisico. Se si dice, per fare un
mondo umano, del mondo socio-storico. esempio veloce, che ogni essere vivente,
In altri termini, l’essere ideale (ad esem- ogni specie vivente, tende a conservare la
pio per qualcuno come Platone), ciò che propria identità, a conservarsi allo stesso
veramente è, sono le idee, mentre il tempo come singolo e come specie, e
mondo materiale è una sorta di deriva- dunque si prendono in considerazione
zione, di imitazione imperfetta di queste tutti i meccanismi e i dispositivi che il vi-
idee. E si può comprendere qualcosa del vente mette in atto per esistere, per con-
mondo materiale solo nella misura in cui servarsi come identità, ci si imbatte in
si conosce il mondo delle idee. Ora, se- cose che, beninteso, non violano e non
condo me, questi tre mondi non possono possono violare le leggi fisiche, ma che
essere ridotti l’uno all’altro. Voglio dire lasciano apparire leggi e determinazioni
che non credo, per esempio, che si arri- a un altro livello.
verà mai a ridurre perfettamente il La stessa cosa, secondo me, è vera per il
mondo del vivente a una semplice opera- mondo umano e, in particolare, per il
zione delle leggi fisiche. Emerge qui mondo socio-storico. Vale a dire che ab-

In archivio 18
biamo anche qui, come nel mondo del vi- essendo riducibili alle determinazioni
vente, il fatto della vita che, dopotutto, è biologiche dell’essere umano, creano un
indefinibile. Vedo che ancora oggi la mi- nuovo modo di essere. Ma qual è effetti-
gliore definizione che si possa dare della vamente? Prendiamo ad esempio la si-
vita è quella che è stata data nella prima gnificazione immaginaria centrale del
metà del diciannovesimo secolo, da Bi- capitalismo, quello che chiamo “l’espan-
chat, se ricordo bene, ovvero che la vita è sione illimitata del dominio razionale”.
“l’insieme delle potenze che resistono Qual è il modo di essere di questa signi-
alla morte”. È verissimo, ma è una defi- ficazione? Non è una cosa, non è un ani-
nizione? Che cos’è la morte? E quella male, non è un essere umano, non è un’i-
definizione – che la vita sia l’insieme dea geometrica, non lo si può definire
delle potenze che resistono alla morte, mediante assiomi o logicamente, e tutta-
ovvero di tutto ciò che fa sì che il vivente via è ciò che penetra, che permea, e in
si mantenga altro dalla materia morta – un certo senso determina e domina tutte
che cosa vuol davvero dire? le attività umane nella società capitali-
Allo stesso modo, quando parliamo delle sta, ciò che consente la loro unità. Evi-
significazioni immaginarie sociali, non si dentemente, come in tutte le attività
può dare una vera e propria definizione. umane, questo avviene in maniera con-
Che cosa sono? Eppure sono tratti fonda- troversa, non univoca, ma è quello che il
mentali che differenziano il mondo sistema tende sempre a imporre. E nella
socio-storico dal mondo animale, e non misura in cui vi è lotta nel capitalismo,
la lotta è anche contro questo, ma in
quale misura questa sia la significazione
dominante è mostrata dal fatto che per-
sino gli sfruttati e gli oppressi cadono
essi stessi preda di questa significazione
nella loro lotta. L’esempio più lampante
è il marxismo (e non parlo dello stalini-
smo). In un certo senso lo stesso pro-
getto teorico e pratico di Marx è un pro-
getto “capitalista”, un progetto di
dominio razionale universale, di domi-
nio completo di tutta la storia passata
(giacché adesso, grazie a Marx, cono-
sciamo le leggi di questa storia), in-
somma un progetto di dominio razionale
del futuro… e d’altra parte l’espressione
la si trova in Marx stesso quando parla
della vita umana e della natura.
Passando al secondo aspetto della do-
manda, anche qui – se ci si pone dal
punto di vista discorsivo e contempora-
neo – non ci interessa poter dire qualcosa
di vero del mondo fisico o del mondo
biologico: ciò che è più importante per

19 In archivio
rie. Prendo degli esempi facili come il
cibo. Per nessuna società il cibo è sem-
plicemente calorie e proteine. Vi è un’at-
tribuzione di valore degli alimenti che
non ha nulla a che vedere con le loro
proprietà naturali, e vi sono le proibi-
zioni. Per esempio, il fatto che gli ebrei e
i musulmani non mangino il maiale o
altre cose, non ha nulla a che vedere con
la strumentalità o la funzionalità. Op-
pure, un altro esempio che mi viene in
mente è la guerra: nel corso della storia
un numero esorbitante di battaglie perse
è stato motivato con il fatto che la parte
sconfitta non avrebbe dovuto dare batta-
glia perché quello era un giorno nefasto,
oppure perché le predizioni degli áuguri
non erano state favorevoli, oppure sem-
plicemente perché prevaleva l’ala sini-
stra dell’esercito che è l’ala cattiva (in-
fatti si riteneva vi fosse una differenza
qualitativa fra l’ala destra e l’ala sinistra
di un esercito). Insomma, tutte cose che
non hanno alcuna realtà, anche se si
noi è poter dire qualcosa di vero del cerca, come fanno gli storici positivisti,
mondo socio-storico, ovvero verificare di interpretarle in modo strumentale.
effettivamente quanto andiamo affer- Detto questo, la dimensione strumentale,
mando sulla nostra società o, ancor più, logica o aritmetica, esiste sempre, e pos-
sulle società del passato. Non credo che siamo e dobbiamo stabilirla con tutta la
vi sia una sola risposta o una metodolo- precisione e il rigore possibili.
gia esclusiva, credo però che vi siano Vi è poi un’altra dimensione, che è la si-
due dimensioni da prendere in considera- gnificazione, la dimensione immaginaria
zione, e che ciascuna di esse ponga pro- propriamente detta. Come possiamo ac-
blemi diversi. In ogni società vi è la di- cedervi? Un modo esiste già: se si consi-
mensione identitaria, la dimensione dera la società come un semplice sistema
logica, funzionale e strumentale. Ora, la funzionale e strumentale, è facile riscon-
mia tesi è che si tratta solo di una delle trare che il sistema funziona sempre; ma-
dimensioni della vita sociale e – per gari funziona più o meno, ma in ogni
quanto attiene la conoscenza di una so- caso funziona in vista di alcune finalità.
cietà – anche la meno importante perché Beninteso, la prima di tutte le finalità è la
non c’è strumentalità trans-storica. Ciò conservazione del sistema stesso, e qui
vuol dire, per esempio, che ogni società vi è una dimensione, diciamo, di pura ri-
crea la propria strumentalità e le proprie petizione. Ma non c’è solo la conserva-
modalità strumentali, e le crea derivan- zione del sistema: si può dire che ogni si-
dole dalle sue significazioni immagina- stema sociale ha una sorta di spinta a

In archivio 20
realizzare taluni obiettivi, e questi obiet- semente più difficile, e questo nono-
tivi possono essere identificati. stante anche qui si riesca a vedere in che
Per esempio, nella società capitalista modo funzioni una società, quali siano le
(anche se è vero che, se la si considera finalità cruciali che deve conseguire e
come una società ideale, in senso webe- quali siano quelle non cruciali. Ed è ap-
riano, non è che sia una società ideale) punto qui che si individua una parte di
ciò che corrisponde agli assunti del capi- quelle che sono le significazioni immagi-
talismo di fatto funziona al suo interno, narie di quella società, ovvero l’organiz-
soprattutto in vista di alcune finalità. Be- zazione del mondo che stabilisce quella
ninteso, fra queste finalità vi è la conser- società. […]
vazione del sistema, quindi, nella misura Per esempio, se si considera il mondo
in cui il sistema è conflittuale e antagoni- greco classico, vi è tutta una elabora-
stico, tra le sue finalità c’è anche quella zione immaginaria di che cosa sia l’es-
di obbligare la parte che vi si oppone a sere umano e il suo posto nel mondo che
restare al suo posto e persino a funzio- è del tutto differente da ciò che è venuto
nare al servizio delle finalità del sistema. dopo, e che a mio parere ha un legame
Ma vi è di più: in vista di che cosa fun- profondo con il fatto che è in Grecia che
ziona il capitalismo? Non è difficile da c’è stata per la prima volta la democrazia
vedere: Marx e Weber lo avevano visto (o il tentativo di una democrazia) e la ri-
bene. Marx la chiama l’accumulazione cerca filosofica. Ora, come si può dar
indefinita delle forze di produzione, ma conto di questa elaborazione immagina-
non ci sono solo le forze di produzione. ria del mondo e dell’uomo? Ebbene, vi
Se si guarda ancora più a fondo la que- sono i testi scritti, c’è la storia, ci sono
stione, si individua quello che io chiamo gli atti degli uomini, e da qui si può cer-
l’espansione illimitata del sedicente do- care di ricostituire questo universo. Vi è
minio razionale, che diviene una sorta di tuttavia qualcosa che rende tutto questo
fine in se stesso e a quel punto si svin- estremamente difficile, ovvero l’etno-
cola dalle stesse considerazioni relative centrismo, che ha segnato tutte le inter-
al profitto economico: occorre assoluta- pretazioni successive della Grecia clas-
mente dominare, regolare, e farlo razio- sica: perché il Rinascimento vedeva i
nalmente. Che questo produca o no pro- Greci in un certo modo, la Francia di
fitto non è più un problema, perché è Luigi XIV li vedeva in un altro modo, i
diventato il vero spirito del sistema. Ov- romantici tedeschi li vedevano in un
viamente, questa finalità in se stessa non altro modo ancora, e oggi li si può ve-
serve a nulla, è assolutamente arbitraria e dere in modo del tutto differente. Oc-
non è affatto una razionalità, ma anche corre quindi diffidare, certamente, ma
se lo fosse veramente, resterebbe comun- credo che quelle elaborazione immagina-
que aperta la domanda: “E perché dia- rie rimangono comunque accessibili se si
volo la società dovrebbe essere subordi- accetta che il fine del lavoro è cercare di
nata alla razionalità?”. Fin qui è comprendere quelle significazioni così
relativamente facile, perché sono ormai come quella società la aveva create e vis-
due secoli che siamo in questo brodo di sute.
cottura e vi sono state innumerevoli ana-
lisi, dunque possiamo andare oltre. Ma Domanda: Com’è possibile uscire dal
nel caso delle società del passato è pale- proprio immaginario? Avremo sempre la

21 In archivio
rappresentazione di una qualunque pietose, e le incolla così come sono sul
realtà in base a quelle che sono le chiavi passato, non si fa domande, non si cri-
di volta del nostro immaginario, proprio tica, ed è per questo che la comprensione
come gli antichi Romani o i romantici te- del passato e di un’altra società diventa
deschi quando interpretavano il mondo un’impresa difficile, sempre discutibile,
greco classico. Ma se anche noi non pos- un’interpretazione mai conclusa. E tutta-
siamo uscire da questo schema, com’è via si può comunque accedere a qual-
possibile arrivare a comprendere real- cosa.
mente i meccanismi di un’altra società?
Domanda: Se noi diciamo che la cono-
CC: Ottima domanda. È evidente che scenza della società non è mai esatta e
non possiamo mai dimostrare che quello che non è possibile avere una chiara co-
che diciamo è scevro da qualunque in- noscenza del sociale, se non filtrata da
fluenza della nostra struttura immagina- quello che è l’immaginario di ciascuno,
ria. E tuttavia non abbiamo bisogno di af- ho paura che si possa legittimare qua-
fermarlo, e questo perché non facciamo lunque concezione della società. Cioè, se
della fisica. In fisica, chiedersi che cosa noi diciamo che qualunque modo di pen-
si può dire dei fenomeni fisici che sia as- sare la società è legittimo, in quanto non
solutamente indipendente dalla posizione c’è differenza tra il modo di pensare la
dell’osservatore, dal fatto che sia bianco società di Weber e quello di Giovanni
o nero, che faccia le sue esperienze a Mi- Paolo II perché entrambi sono filtrati da
lano o a Melbourne, che sia in un sistema un immaginario sociale ed entrambi ri-
di coordinate che abbia un movimento flettono la realtà epistemologica del so-
semplice o accelerato rispetto ad altri si- ciale, allora ci precludiamo qualunque
stemi, è appunto l’ideale per il sapere possibilità di conoscere il sociale poiché
esatto proprio di quell’ambito. Ma non diamo legittimazione a qualunque caz-
ha senso nel mondo umano, poiché non zata. Credo ci debba essere un qualche
si tratta di fare delle misurazioni, ma di modo che ci dia, non dico la verità asso-
interpretare e comprendere, e chi inter- luta, ma delle verità, delle modalità di
preterà e comprenderà lo farà necessaria- verifica, altrimenti ci precludiamo qua-
mente a partire dai propri schemi di in- lunque possibilità di scegliere, di discri-
terpretazione. È una tautologia, ma nel minare.
mondo socio-storico il resto non esiste e
non vi può esistere. CC: Innanzi tutto, non si può dire qua-
Ciò non vuol dire che non vi siano diffe- lunque cazzata, o meglio la si può dire
renze, però queste differenze […]. Eb- (come ho appena detto, Levy dice caz-
bene, c’è una differenza fra Spinoza, zate), ma è palese che sono cazzate, lo si
Kant, Aristotele, Hegel da un lato e di- vede subito e lo si può dimostrare, cioè si
ciamo Alberoni dall’altro? Io dico che può dimostrare che il tale non comprende
c’è. Potete dimostrarla, matematica- la tal cosa e soprattutto che lascia da
mente, questa differenza? C’è una diffe- parte tutta una serie di aspetti dell’og-
renza fra Weber, Tocqueville e Marx getto della riflessione che non collimano
(quando si occupa di storia) e diciamo con la sua interpretazione. In questo
Bernard-Henry Levy? Bernard-Henry caso, la prima domanda da farsi è: l’in-
Levy ha le sue idee in testa, idee di per sé terpretazione proposta copre tutti gli

In archivio 22
aspetti dell’oggetto della riflessione, o Prendiamo per esempio la Summa Theo-
quanto meno gli aspetti cruciali, oppure logica di san Tommaso: è un sistema per-
lascia da parte tutto quello che dà fasti- fettamente costruito, non ci sono cazzate,
dio, che interferisce? Questo è il primo però non ha alcuna corrispondenza, o ne
punto, ma il secondo punto è che dob- ha pochissima, con la realtà. Quindi, il
biamo prenderci carico di questo dato di criterio della cazzata ci dice troppo
fatto, che non abbiamo, nel mondo socio- poco. Quando iniziamo a capire qual-
storico, la possibilità di un sapere obiet- cosa delle società? Quando iniziamo a
tivo come quello perseguito dalla mate- pensare che, rispetto alla verità di un’af-
matica o dalla fisica. Anzi, non solo non fermazione, ci vuole una qualche corri-
possiamo averlo, ma se ci fosse sarebbe spondenza, una qualche verifica empi-
terribile, perché vorrebbe dire che ci sa- rica. Non voglio dire che possiamo
rebbe una scienza obiettiva della società raggiungere il sapere assoluto, come in
e della storia, e dunque una sola opi- fisica, però ritengo che un qualche mo-
nione, la quale si imporrebbe categorica- desto criterio di verifica per discernere
mente per dirvi: “Ecco il senso del pas- un tipo di affermazione da un altro gra-
sato, ecco il senso del presente ed ecco il viti intorno a una realtà che permane, ci
senso del futuro”. In breve il senso di deve essere e c’è, altrimenti finiamo sem-
tutto, e quindi ancora una volta ci sa- pre per legittimare qualunque cosa. Gio-
rebbe, a scelta, il governo dei sacerdoti o vanni Paolo II non dice cazzate, dice cose
quello Comitato Centrale. […] logicamente corrette nel suo sistema di

Domanda: Se ho ben capito, è possibile


dimostrare soltanto la distanza. Cioè, è
possibile dimostrare soltanto quanto si
dice che non è vero, ma non è possibile
dimostrare quando si afferma che è vero.
La certezza si raggiunge dunque soltanto
nella critica negativa. Ma la conoscenza
ha bisogno, per essere tale, anche di cer-
tezze che affermano: come posso capire
una società se il mio metro di misura
della certezza si riduce al non dire caz-
zate? A mio avviso è un criterio total-
mente insufficiente, perché devo anche
poter fare affermazioni in positivo, altri-
menti non dico nulla.

Domanda: Anche per me limitarsi a non


dire cazzate è estremamente riduttivo,
anche perché una data affermazione può
diventare una cazzata rispetto a un altro
sistema di pensiero, ovvero quando si
esce dalla logica del sistema di pensiero
che ha formulato quella affermazione.

23 In archivio
pensiero. Ed è questo il punto: rispetto ture, e vorrei ritornare su questa affer-
alla realtà ci deve essere qualcosa che ti mazione che pone il problema della rivo-
dice: “va bene, non va bene, è reale, non luzione, che non è solamente sociale, ma
è reale”, altrimenti tutto è legittimo, tutto che poggia su una dimensione immagi-
è giusto, tutto è conoscenza, compreso naria forte, utopica.
l’oroscopo.
CC: Tutti questi punti sono molto impor-
Eduardo Colombo: Penso, in primo tanti, ma vorrei prima rispondere alle
luogo, che tu continui a impiegare cate- altre due domande. Beninteso, san Tom-
gorie che associano la realtà con il signi- maso o Giovanni Paolo II non dicono
ficato di categorie già date […]. A mio idiozie, diciamo pure che non dicono
parere, però, non si centra il problema, nessuna idiozia, ma all’interno del loro
che è vecchio come il mondo: la verità, sistema di riferimento. Non dicono idio-
l’adeguamento fra i concetti di riferi- zie perché ciò che dicono corrisponde a
mento, ci conduce a considerazioni filo- quelli che sono i postulati, gli assiomi, le
sofiche un po’ tradizionali. Le cose sono ipotesi di quel sistema; questi assiomi,
più complicate di così e pongono svariati questi postulati, possono essere esplici-
problemi. Vorrei evidenziare i tre pro- tati, e a quel punto si può dire: ecco un
blemi più importanti, e poi tu potrai sce- punto di vista che, e vale per entrambi,
gliere quello che trovi maggiormente sti- postula una verità rivelata. In un certo
molante. Il primo problema è che tu non senso, non si può respingere geometrica-
utilizzi il concetto psicoanalitico di fan- mente un’idea di verità rivelata, però si
tasma, che a mio avviso consente l’arti- può dire: “Quelli che fra voi credono a
colazione fra i mondi, le significazioni e una verità rivelata, vadano pure con Gio-
gli immaginari centrali. Il secondo pro- vanni Paolo II. Noi non ci possiamo fare
blema è che le significazioni immagina- nulla, possiamo solo affermare che tutta
rie che non hanno riferimento, perché la nostra esperienza mostra come non ci
hanno costruito il loro proprio referente, sia alcuna verità rivelata, che il sistema
ordinano un tipo di società. Io penso che costruito su questa verità rivelata non dà
la significazione immaginaria centrale conto di tutto ciò che abbiamo sperimen-
del capitalismo sia lo Stato, la costru- tato nella nostra esistenza. Ma io non
zione dello Stato, e il problema del domi- credo che sia necessario assolutizzare in
nio. E che qui vi sia anche una certa questo modo la discussione fra il vero e il
“materialità” sociale (fra virgolette), ov- non vero; quando si tratta di una ricerca
vero una materialità per la quale, nella reale, concreta, credo sia abbastanza evi-
società, non vi è adeguamento fra i signi- dente che le cose non stanno così. Faccio
ficati coscienti e un’altra realtà che è un piccolo esempio: sempre parlando del
dell’ordine della quotidianità e che mondo greco antico, esiste uno scritto di
sfugge a questi significati abituali. Il Aristotele che si chiama in greco (il titolo
terzo problema è che io non sono affatto è su un papiro) Athênaíôn politeía. Il pa-
convinto che nella storia occidentale vi piro è stato scoperto verso il 1880 e in
siano solo due rotture: la polis greca e il tutta Europa vi sono accademici e filo-
XII secolo, per dirla semplicemente. logi molto sapienti: eppure è un secolo
Penso che le cose siano molto più com- che la traduzione di questo titolo in fran-
plesse, che vi sia una molteplicità di rot- cese è La Costituzione di Atene. Ebbene,

In archivio 24
si tratta di un errore (per il quale si da- hanno la loro importanza. Se però insisto
rebbe zero a uno studente), perché il ti- su quelle due rotture è, in primo luogo,
tolo non dice La Costituzione di Atene, perché credo che siano quelle qualitativa-
ma La Costituzione degli Ateniesi. E qui mente più importanti. In generale,
si spalanca tutto il mondo socio-storico, quando si guarda alla storia e alle diverse
che testimonia come i grandi filologi e i società che sono esistite, si può fare tutta
grandi accademici siano totalmente im- una serie di classificazioni e categorizza-
mersi nella concezione territoriale dello zioni, che non sono però tutte allo stesso
Stato, che invece esiste solamente dal livello. Credo si possa dimostrare che ve
mondo feudale […], ma che non ha nulla ne siano alcune più importanti di altre e,
a che vedere con la concezione greca. anche qui, le categorizzazioni che si
Nella Grecia antica, non vi è il concetto fanno dipendono dal punto di vista che si
di Atene o di Sparta, i trattati non sono assume e dall’interesse teorico e pratico
fatti da Atene o da Sparta, ma dagli Ate- che si ha. Per esempio, si possono distin-
niesi e dai Lacedemoni. Tucidide non guere le società umane fra “società con i
parla mai di Atene e di Sparta, ma degli pantaloni” e “società con le gonne” in
Ateniesi e dei Lacedemoni. Ebbene, que- base alla prevalenza di questa o quella
sta non è una confutazione del non-vero, foggia di abito: la qual cosa può essere
è il vero che emerge. In altri termini, è importante per uno storico dell’abbiglia-
emersa la significazione immaginaria di mento, ma certamente non lo è per noi. E
una entità politica come comunità di es- ovviamente le si può distinguere in base
seri viventi e non di un territorio, seb- a criteri meno divertenti e meno banali.
bene la proprietà esista e sia conosciuta. La categorizzazione marxiana rimanda ai
Ma mi sembra evidente che questa idea modi di produzione, che così convalida
di comunità politica responsabile di se la teoria della storia secondo cui è il
stessa è una creazione socio-storica modo di produzione a determinare tutto.
nuova, giacché non se ne trova traccia Ciò che a me interessa, e lo dico subito, è
nel mondo del dispotismo asiatico. una categorizzazione della storia che ri-
Ho uno specifico interesse teorico e poli- mandi a quelle che definisco società ete-
tico verso questa idea di collettività, di ronome e a quelle società in cui, per la
comunità politica autonoma e sovrana, prima volta, compaiono embrioni di au-
che a parer mio rappresenta il punto cen- tonomia. Ma appunto, come ho già detto,
trale dell’azione politica. E lo ritrovo nel può darsi che abbia torto…
mondo greco. O forse mi sbaglio, perché
non è una verità rivelata e la discussione Eduardo Colombo: E qui appunto si
può continuare. […] pone il problema della rivoluzione.
Passo adesso al terzo punto posto da Quello che mi disturba è il XII secolo, la
Eduardo, che si ricollega a quanto ho ap- data di nascita dello Stato moderno. Vi è
pena detto, e cioè al fatto che a suo av- una rottura rivoluzionaria in quel mo-
viso nella storia occidentale ci sono state mento o vi è la produzione di una situa-
più di due rotture e che le cose sono zione nuova che, se si guarda dal punto
molto più complesse. È evidente che le di vista della libertà, appare come una
cose sono molto più complesse, anzi destrutturazione dei rapporti di forza
sono di una complessità infinita, ed è evi- prevalenti? In contemporanea, ed è a
dente che vi sono state altre rotture che questo che bisogna dare un senso, emer-

25 In archivio
gono sia una struttura su base comunita- antagonistica e asimmetrica, una divi-
ria, sia qualcosa che incomincia a orga- sione netta fra dominanti e dominati.
nizzare la vita sociale in funzione di una A mio parere, è evidente che in molte
gerarchia, di un principio di potere diffe- società selvagge non vi è una netta divi-
rente. sione fra dominanti e dominati, pur te-
nendo sempre presente la diversa posi-
CC: Sì, su questo punto specifico, con- zione sociale delle donne rispetto agli
sidero il XII o XIII secolo, la fine del Me- uomini. Tuttavia, non è la stessa cosa,
dioevo insomma, come il momento in nel senso che non è che gli uomini corri-
cui appare la proto-borghesia, ovvero spondano allo Stato e le donne al po-
quando si ricostituiscono delle comunità polo. Molti studi suggeriscono che
politiche. Ora, la storia europea mo- anche se vi è un’ineguaglianza reale tra
derna è infinitamente più complessa i generi, questa ineguaglianza non è
della storia antica, il mondo europeo è omologabile al rapporto di dominio così
molto più multidimensionale: vi è que- come lo intendiamo nelle società divise.
sta auto-creazione del comune borghese È un punto che deve essere ancora ap-
che esce dal mondo feudale, ma c’è profondito e che dipende anche dal ma-
nello stesso tempo l’enorme importanza teriale empirico raccolto. Ora, tutto que-
della Chiesa e la monarchia che inco- sto ben illustra cosa sia una creazione
mincia a creare lo Stato centralizzato, storica: lo Stato è creato, il dominio è
ecc. Tuttavia, per me, l’elemento deter- creato, e perché il dominio sia creato,
minante è la ricostituzione di una comu- occorre che si crei anche la relativa si-
nità politica. Evidentemente, lo Stato gnificazione immaginaria sociale. In
appare in tutto questo come un elemento altre parole, il rapporto di dominio non
negatore della libertà, su questo non c’è è qualcosa di evidente, non cade dal
alcun dubbio. Durante la prima fase vi è cielo. Direi in maniera un po’ provoca-
un gioco con tre o quattro protagonisti, toria – non credo affatto a una natura
che si sviluppa fra la Chiesa, la monar- umana buona o a una natura umana cat-
chia, le città e il resto della feudalità, tiva – che nei rapporti fra esseri umani è
con alleanze che si fanno e si disfano. infinitamente più naturale vedere nel-
Ma quello che mi interessa evidenziare l’altro un nemico da sterminare, o qual-
è la ricostituzione della comunità poli- cuno da uccidere e mangiare, che non
tica. Dunque ricorro a una categorizza- vedervi un oggetto da dominare e sfrut-
zione che distingue le società fra società tare. Questo è del tutto artificiale e arbi-
eteronome e società dove l’eteronomia trario, mentre non lo è “se ho fame, ti
incomincia a essere rotta. Inoltre, dal mangio”. Ma che tu sia un oggetto da
punto di vista tanto teorico quanto pra- dominare e sfruttare è un’invenzione del
tico, è molto importante anche un’altra tutto arbitraria, che mostra la potenza
categorizzazione, che non è esattamente dell’immaginario di creare cose surreali.
una suddivisione della prima, ovvero Ci troviamo dunque di fronte a crea-
quella che all’interno delle società ete- zioni storiche arbitrarie, di cui i marxisti
ronome individua quelle con lo Stato e hanno voluto invece trovare precise
con divisioni sociali molto marcate e cause e spiegazioni.
quelle dove c’è un’articolazione sociale, Per esempio, come scrive Marshall Sah-
che però non è una divisione altrettanto lins, nella maggior parte delle società

In archivio 26
dominio che è lo Stato, di uno Stato che
con ogni evidenza si è autonomizzato ri-
spetto alla società. Credo che Eduardo
abbia perfettamente ragione quando ri-
chiama l’attenzione su questo problema,
che va approfondito. Personalmente,
date le mie origini e quindi il lavoro che
ho fatto per svincolarmi dal marxismo e
dall’orizzonte che avevo, ho piuttosto
indirizzato i miei sforzi di analisi sulla
questione del capitalismo, in quanto si-
gnificazione immaginaria, in quanto si-
stema che funziona, concentrandomi più
sulle sue antinomie e contraddizioni che
non sul problema dello Stato in quanto
tale. E qui entrano effettivamente in
gioco anche tutte le questioni relative
alla differenza fra la coscienza e la rap-
presentazione delle persone e la realtà
della società. Eduardo chiede perché
non utilizzo la nozione di fantasma: la
selvagge si lavora due, tre, quattro ore al ragione per cui non la utilizzo quando
giorno, sia gli uomini che le donne. Ora, parlo di questi argomenti è che mi pare
i marxisti dicono che non c’è più stata più rigoroso riservare la nozione di fan-
schiavitù a partire dal momento in cui il tasma alla sfera del soggetto psichico.
livello delle forze produttive si è svilup- Non voglio parlare, per esempio, del
pato in modo sufficiente da poter sfrut- fantasma sociale, anzi è proprio per que-
tare qualcuno senza farlo morire di sto che parlo di immaginario sociale.
fame. È una stupidaggine: lo sfrutta-
mento è nato nel momento in cui è
emersa questa significazione immagina- traduzione di Marco Bonello
ria sociale, nel momento in cui si è po-
tuto pensare l’altro essere umano come
un oggetto da dominare, e quindi farlo
anche lavorare dodici ore al giorno (ma
non solo questo).
Vi è dunque questa ulteriore divisione,
diciamo fra le società dello Stato e le
società senza Stato o senza dominio, che
beninteso ci interessa enormemente,
poiché noi oggi viviamo in società parti-
colari dove l’eteronomia non è astratta,
ma si è materializzata, si è incarnata
nella relazione dominante/dominato e
nell’esistenza effettiva di un apparato di

27 In archivio
Il Fondo Eliane Vincileoni
La sua solidarietà va innanzi tutto alla
resistenza anti-franchista spagnola, con
la quale collabora a lungo (in particolare
con Cipriano Mera). E infatti Eliane ha
un ruolo di fiancheggiamento anche nel
sequestro del viceconsole spagnolo di
Milano, effettuato da un gruppo di gio-
vani libertari nel 1962. Nel 1963 è tra i
promotori, insieme al suo compagno di
allora Giovanni Corradini, di “Materiali-
smo e libertà”, una rivista di azione e
studi libertari di cui escono tre numeri.
Nell’aprile 1969 a Milano scoppiano due
bombe: al padiglione FIAT della Fiera
campionaria e all’ufficio cambi della
Banca nazionale delle comunicazioni
della stazione Centrale. Eliane viene ar-
Eliane Vincileoni, qui insieme ad Amedeo Berto- restata con Giovanni Corradini, Paolo
lo, in un fotogramma tratto dal reportage sull’a-
Braschi, Paolo Faccioli, Angelo Piero
narchismo mandato in onda il 3 aprile 1970 dalla
rete televisiva svizzera RTS e ora visibile sul sito
Della Savia e Tito Pulsinelli, ma viene
dell’emittente (come ci è stato segnalato dall’Ar- ben presto liberata e prosciolta in istrut-
chivio Carlo Vanza di Locarno). Il titolo del ser- toria, così come verranno poi assolti
vizio (realizzato da Christian Mottier per Temps anche gli altri anarchici falsamente accu-
présent) era Ni Dieu ni maître (né dio né padro- sati di quegli attentati: è l’inizio della
ni), a cui faceva seguito questa precisazione: strategia della tensione che porterà a
“Gli anarchici: c’è chi li ammira, c’è chi li
breve alla strage di piazza Fontana. Per
disprezza, ma certo non lasciano nessuno indiffe-
rente”. sua esplicita volontà testamentaria,
Eliane destina all’Archivio Pinelli i libri
Nata nel 1930 a Ferreux (Aube), ma di di carattere politico (di cui una buona
origine corsa, si stabilisce a Milano alla parte in francese e spagnolo). Qui di se-
fine degli anni Cinquanta, dove rimane guito segnaliamo i titoli di maggior pre-
fino alla morte avvenuta il 10 ottobre gio per l’anno di edizione o per la diffi-
1989. Vive il mondo della moda (come cile reperibilità in Italia.
modella di Christian Dior prima, come
creatrice ed artigiana poi), ma vive so- LUBANSKI Henry Grimala, La vérité
prattutto e con grande intensità e pas- sur les lettres de M. J. Proudhon, Li-
sione la politica degli anni Sessanta. braire C. Schieppati, Torino, 1862
“Figlia d’arte” del resto: un suo zio è STATUTI Michelangelo, La soluzione
stato deputato comunista per la Corsica. del problema sociale in rapporto all’In-

In archivio 28
ternazionale ed ai moderni socialisti, DE MAN Henry, L’idée socialiste suivi
Editore-Tipografo Gennaro De Angelis, du plan de travail, Editions Bernard
Napoli, 1872 Grasset, Paris, 1935
FAURE Sebastião, A Dôr Universal, Li- ALBERT Charles, L’amour libre, Stock
vraria Editora Guimãraes & C., Lisboa, Editeur, Paris, 1910
1910 Almanach du Peuple. Illustré pour 1901
GRAVE Jean, A Sociedade Moribunda e sous la Direction du Conseil Géneral
a Anarquia, Livraria Editora Guimãraes du Parti Ouvrier, Collaborateurs:
& C., Lisboa, 1909 Liebknecht, Delporte, E. Vandervelde,
NORDAU Max, Paradossi, Casa Edi- Dewine, L. Bertrand, Van Kol, Lekeu,
trice Madella, Sesto S. Giovanni, 1913 Zéo, G. De Greef, J. Gueux, E. Picard,
FABBRI Luis, Dictadura y revolucion, J. Destrée, Terwagne, Defnet, De
Prólogo de Enrique Malatesta, Traduc- Brouckère, P. Deutscher, Le Peuple,
ción de Diego Abad De Santillan, Edito- Bruxelles, 1901
rial Argonauta, Buenos Aires, 1923 FRANKFURTER Marion Denman,
KEHLER Henning, Chroniques Russes. Gardner Jacson, Lettres de Sacco et de
Les premiers temps du bolchevisme Vanzetti, Editions Bernard Grasset, Paris,
1917-1919, Perrin et C. Libraires Edi- 1931
teurs, Paris, 1928 RIVET Charles, Chez les Slaves Libérés
KROPOTKINE Pierre, Champs, Usines, en Yougoslavie, Perrin et C. Libraires-
et Ateliers. Ou L’industrie combinée Editeurs, Paris, 1919
avec l’agriculture et le travail cérébral PERWOUKHINE M., I Bolsceviki, Ni-
avec le travail manuel, P-V Stock, Paris, cola Zanichelli Editore, Bologna, 1918
1910 GORINE P., La Révolution Russe de
BOURGEOIS Nicolas, Les théories du 1905, Bureau d’Editions, Paris, 1931
droit international chez Proudhon. Le I Russi su la Russia. Grande pubblica-
fédéralisme et la paix, Marcel Rivière, zione internazionale, dovuta ad eminenti
Paris, 1927 scrittori e statisti russi, fra cui il principe
MOUGIN Henry, Pierre Leroux, Editions Trubetzkoj, Fratelli Treves Editori, Mi-
Sociales Internationales, Paris, 1938 lano, 1905
JACOBY Jean, Le Tsar Nicolas II et la All’anarchia si arriverà passando per lo
révolution, Arthème Fayard et C., Paris, Stato Socialista?, Cronaca Sovversiva,
1931 Barre, 1905
ROCKER Rudolf, Les soviets trahis par BAKOUNINE Michel, Oeuvres. L’Em-
les bolchéviks (La faillite du communisme pire Knouto-Germanique et la Révolu-
d’Etat). Le destin de Boris Pilniak. Ré- tion sociale, avec un avant-propos, des
ponse à Léon Trotsky, [par] Victor Serge, avertissments et des notes par James
Spartacus René Lefeuvre, Paris, s.d. Guillame, Tome III, 2 Ed, P.V. Stock,
MONTAGU M.F. Ashley, Man’s most Paris, 1908
dangerous myth. The Fallacy of race, VAN KOL H., Socialisme et Liberté, H.
Foreword by Aldous Huxley, Harper & Van Kol, V. Giard & E. Brière, Paris,
Brothers Publishers, New York, 1952 1898
SOREL Georges, Matériaux d’une théo- MICHEL Louise, La Commune [par]
rie du prolétariat, Marcel Riviere, Paris, Louise Michel, 5 Ed, Delamaine Boutel-
1929 leau et C., Paris, 1921

29 In archivio
gali. In quegli anni i liber- L’Avana, i nostri compa-
Un giornale tari sono stati uccisi, im- gni libertari si stanno or-
prigionati o costretti all’e- ganizzando per rilanciare
anarchico silio. l’anarchismo. Nonostante
Abbiamo detto più volte la repressione e la cen-
a Cuba nel nostro giornale “Cuba sura, che li costringe a co-
Libertaria” e nel blog in municare soprattutto tra-
dopo decenni lingua francese “Polemica mite i media controllati
Cubana” che stiamo assi- dal regime, che ovvia-
di silenzio stendo a una rinascita in mente reputa incrimina-
questi ultimi anni del mo- bile e controrivoluziona-
a cura vimento libertario a Cuba. ria ogni visione libertaria,
del Grupo de apoyo a los Dopo aver costruito pochi sempre di più i libertari
libertarios y sindicalistas anni fa la Rete dell’Osser- stanno uscendo dalla
independientes en Cuba vatorio Critico, e più re- clandestinità. La “rivolu-
(GALSIC) centemente Il Taller Li- zione” ha prodotto un’e-
bertario Alfredo López a norme frustrazione e de-
Il giornale cubano “Tierra lusione, soprattutto tra le
Nueva” ha da poco pub- giovani generazioni. Un
blicato – in forma ancora profondo desiderio di li-
clandestina – i suoi primi bertà, di dignità, di parola
due numeri. Da sempre e di azione è presente
Informazioni

esiste una tradizione li- oggi a Cuba. È ora neces-


bertaria nei Caraibi. Le sario reinventare i legami
idee anarchiche, con il sociali al fine di contri-
loro messaggio rivoluzio- buire a una “rivoluzione
nario, hanno lungamente nella rivoluzione” e a una
influenzato il popolo cu- lotta senza quartiere con-
bano, già dalle prime lotte tro l’autoritarismo, la bu-
editoriali

contro la schiavitù e l’in- rocrazia e la corruzione


dipendenza nel XIX se- diffusa.
colo. Il movimento liber- Accogliamo dunque con
tario vero e proprio ha grande gioia la notizia che
oltre cento anni di storia a una rivista anarchica, no-
Cuba, ma ovviamente è nostante la censura, sia ri-
stato escluso dalla storia nata a Cuba, dopo de-
ufficiale scritta da storici cenni di silenzio, ovvero
ed editori al servizio del dalla fine del 1960
Partito comunista cubano. quando sono state bandite
Già nel 1960, varie orga- anche tutte le pubblica-
nizzazioni anarchiche che zioni libertarie.
avevano combattuto al Sono stati i giovani com-
fianco di Castro, o nella pagni di L’Avana ad aver
guerriglia metropolitana, pubblicato la nuova te-
sono state dichiarate ille- stata, significativamente

Informazioni editoriali 30
Nel 2010 il nostro centro de Trabajadores de andranno a costituire la
studi ha reso disponibile Cuba) è la famigerata realtà dell’economia cu-
in italiano il “cinghia di bana.
filmato prodotto dal trasmissione” delle di-
GALSIC sulle prime caute rettive economiche del
lotte sindacali che da potere castrista. Questa
qualche anno trasformazione del sin-
avvengono a Cuba. dacalismo, da strumento
Oggi è ancora più di lotta in difesa degli
evidente che la interessi delle classi la-
situazione cubana è in voratrici a strumento di
trasformazione. Questo subordinazione agli inte-
documentario attesta ressi dello Stato-pa-
con forza come la drone, è stato il risultato
conoscenza di un di un lungo processo di
passato ricco di distruzione e repressione
esperienze sia del sindacalismo auto-
essenziale per nomo e combattivo, in
ricostruire una primo luogo della sua
coscienza sociale lon- componente anarchica.
tana dal totalitarismo In questo momento di Il filmato, che dura 26
evanescente e dal aspettative per il futuro minuti, è stato realizzato
liberismo incombente. di Cuba, con la scom- da Claudio Castillo e
parsa di scena di Fidel Jorge Masetti per il
Castro, è più che mai ne- Grupo de apoyo a los li-
Cuba, memoria cessario il recupero della bertarios y sindicalistas
memoria storica sinda- independientes en Cuba
sindacale cale, della intensa e ricca (GALSIC). L’edizione
anarcosindacalismo storia del sindacalismo italiana è stata tradotta
e sindacalismo che ha preceduto il re- dal Centro Studi Liber-
indipendente gime castrista. Si deve tari / Archivio G. Pinelli
far conoscere quella sto- e sottotitolata dal Collet-
In qualunque regime to- ria alle generazioni di la- tivo Arti e Mestieri Li-
talitario il movimento voratori che dovranno bertari di Genova
sindacale non è altro che ricostruire un movi-
uno strumento dello mento sindacale che Il filmato è visibile sul
Stato per il controllo torni a essere espres- canale youtube Eleuthe-
delle masse. In quei re- sione dei loro interessi raEditrice. Il costo per
gimi esistono solo i sin- di fronte sia allo Stato- chi invece preferisce ri-
dacati ufficiali, come è padrone sia alle imprese cevere il dvd è di 10,00
appunto il caso di Cuba: capitaliste nazionali o euro comprese le spese
la CTC (Confederación straniere che sempre più di spedizione.

31 Informazioni editoriali
chiamata “Tierra Nueva”, vogliamo che tali istitu- mono notevoli rischi,
di cui sono usciti i primi zioni funzionino meglio, esponendosi al pericolo di
due numeri. Come scri- vogliamo eliminarle! Vo- vedersi comminare anni
vono nel primo editoriale: gliamo vivere in modo di- di carcere dato che l’at-
verso da quello che pro- tuale legge cubana vieta le
“Noi crediamo che una pongono i partiti di pubblicazioni indipen-
società sia possibile senza sinistra, di centro e di de- denti. Pertanto, la solida-
mediazioni, senza spetta- stra sia all’interno che al- rietà internazionale è im-
colarizzazione, senza mi- l’esterno del paese. Noi portante in previsione
seria, senza autorità, non pretendiamo di er- della repressione di cui
senza leggi ad ec- saranno oggetto da
cezione di quelle parte dei servizi di
che ci scegliamo, sicurezza dello Stato.
senza discrimina- Inoltre, la rinascita
zioni, senza fin- di un movimento li-
zioni, senza op- bertario a Cuba ne-
pressione, senza cessita di risorse ma-
servitù. […] Aspi- teriali che sono
riamo a una so- difficili da trovare
cietà di individui sull’isola. Da qui
liberi e piena- l’importanza degli
mente realizzati, e aiuti stranieri, anche
dal momento che se è un’azione deli-
lo Stato garanti- cata, perché l’aiuto
sce la continuità internazionale ai mo-
dell’attuale re- vimenti di opposi-
gime di sfrutta- zione è visto dal go-
mento, non pos- verno come un
siamo che finanziamento del-
dichiararci suoi l’Impero per la con-
acerrimi nemici. trorivoluzione. Chi
Noi respingiamo volesse contribuire a
tutte le forme di questa rinascita può
partecipazione politica nel gerci a portavoce di nes- prendere contatto con il
gioco del potere, perché suno se non di noi stessi e GALSIC, che ha lanciato
abbiamo capito che il po- di quelli che vorranno una campagna internazio-
tere politico non è uno unirsi a noi nella lotta. nale di solidarietà per aiu-
strumento di trasforma- […] Date le difficoltà, tare i libertari cubani.
zione sociale, ma il modo questa pubblicazione Per contatti scrivere a:
in cui la classe dirigente uscirà ogni volta che cubalibertaria@gmail.com
impone la propria volontà, potrà”.
utilizzando gli apparati
dello Stato, il suo esercito, Con la pubblicazione di
la sua polizia, i suoi giu- questo giornale i giovani traduzione di Gaia
dici e i suoi carnefici. Non attivisti cubani si assu- Raimondi

Informazioni editoriali 32
Ivan Illich, Pierre Clastres, terzo volume sono presenti
Tre volumi Paul Feyerabend e molti anche saggi di autori ita-
altri. L’ultimo volume, liani (cosa non tanto scon-
imperdibili uscito nel novembre 2013 tata in un’antologia in in-
sempre per Black Rose glese), alcuni dei quali
sull’anarchismo Books di Montreal, racco- membri del nostro centro
glie saggi e interventi dal studi: Amedeo Bertolo,
di Lorenzo Pezzica 1974 fino ai giorni nostri. Nico Berti, Rossella Di
È una lettura stimolante Leo, Luciano Lanza, An-
che consente di adden- drea Papi, e nel secondo
The New Anarchism trarsi nei dibattiti più re- volume trova posto anche
(1974-2012) è il titolo del centi sulla teoria e la pra- lo storico Programma dei
terzo volume di una fortu- tica anarchiche, Gruppi Anarchici Federati
nata antologia di scritti proponendo autori come elaborato nei primi anni
anarchici curata dallo sto- Peter Marshall, Carole Pa- Settanta.
rico canadese Robert teman, Todd May, David Ma è soprattutto sul nuovo
Graham dal titolo com- Graeber, Jeff Ferrell, Ri- anarchismo e sul cosid-
plessivo Anarchism: A Do- chard Sonn, Mark Leier, detto post-anarchismo che
cumentary History of Li- Saul Newman, Richard l’antologia si concentra,
bertarian Ideas. Day e molti altri. I capitoli senza tralasciare l’aggan-
L’antologia raccoglie coprono una varietà di ar- cio concreto con le azioni
scritti anarchici dall’antica gomenti, tra cui la demo- dei movimenti di protesta
Cina fino ai giorni nostri, crazia autogestionaria, i radicali, attivi negli ultimi
organizzata intorno ai nodi movimenti per la giustizia due decenni dall’Europa
del pensiero anarchico. Il globale (in Italia erronea- alle Americhe, dall’Asia
primo volume, From mente chiamati no-glo- all’Africa.
Anarchy to Anarchism bal), l’azione diretta, l’e- Se va riscontrata una qual-
(300-1939), raccoglie cologia, la liberazione che debolezza nell’opera,
scritti dal 300 d.C. fino personale, sociale e ses- per certi versi scontata
alla guerra di Spagna e suale, l’arte, l’anti-capita- trattandosi di un’antologia,
fornisce una buona e com- lismo, il post-anarchismo. è forse l’eccessivo ecletti-
pleta introduzione alle Non si tratta di una storia smo e la conseguente bre-
idee anarchiche e al pen- dell’anarchismo, ma l’am- vità dei singoli interventi,
siero libertario. Il secondo piezza cronologica, geo- che permette al lettore solo
volume, The Emergence of grafica e tematica dell’an- una conoscenza superfi-
the New Anarchism (1939- tologia può essere letta ciale degli autori. Debo-
1977), comprende mate- anche come storia del pen- lezza che però può fungere
riali di autori del secondo siero anarchico e liberta- da stimolo e spingere i let-
Novecento, come Herbert rio. E comunque rappre- tori che vogliono saperne
Read, Daniel Guérin, senta uno strumento di più a consultare le fonti
Marie Louise Berneri, straordinario di cono- originali.
Paul Goodman, Martin scenza non solo per i mili- In definitiva, un grande la-
Buber, André Breton, tanti ma anche per gli stu- voro che va a merito di
Noam Chomsky, Murray diosi e i ricercatori. Robert Graham e di Black
Bookchin, Colin Ward, Sia nel secondo che nel Rose Books.

33 Informazioni editoriali
alcuni dei mali della vita ai meeting di protesta, agli
Una targa per urbana; per dare briglia scioperi e alle manifesta-
sciolta ai nostri pensieri e zioni: nell’opera di orga-
Harry Kelly ai nostri ideali; per offrire nizzazione, troppo spesso
ai nostri figli una forma- sottovalutata, egli era
a cura della zione libertaria che li sempre in prima linea.
Kate Sharpley Library renda atti a battersi per un Stretto amico di Emma
futuro migliore” (Harry Goldman e di Alexander
Kelly, On the Berkman, collaborò per
Constitution, “Colony anni con questi compagni,
News”, 23 agosto 1935, prima che i nostri ‘saggi’
cit. in Paul Avrich, The governanti decidessero di
Modern School Move- deportarli dai nostri lidi
ment: anarchism and edu- americani in Unione So-
cation in the United vietica, nel giorno del
States, p. 290). terzo centenario dello
Un ritratto di Kelly ce lo sbarco dei Padri Pelle-
fornisce anche Hyppolite grini dalla Mayflower.
Havel (vedi Bollettino 17): Noi umani realizziamo
“Sarebbe difficile enume- solo in piccola parte i no-
rare tutte le occasioni che stri sogni. Kelly ha avuto
Harry Kelly. Le due fotografie hanno visto la presenza di la fortuna di veder realiz-
pubblicate in questo brano Kelly negli anni che ha zato uno dei suoi sogni
sono state donate all’Archivio passato nel movimento ri- più grandi: una comunità
Pinelli da Valerio Isca. voluzionario, partecipando sociale e una scuola per
figli di proletari in campa-
È stata lanciata una rac- gna, lontano dagli effetti
Anarchivi

colta di fondi per l’acqui- stressanti della città mo-


sto di una nuova lapide da derna” (da Harry Kelly,
apporre sulla tomba del- an Appreciation, di Hyp-
l’anarchico americano polite Havel, ora disponi-
Harry Kelly, tipografo, bile online su
conferenziere e soprat- http://dwardmac.pitzer.ed
tutto animatore della Mo- u/Anarchist_Archives/col
dern School. doffthepresses/ha-
Kelly è stato anche un velkelly.html).
grande iniziatore di co- Per saperne di più su
munità. La costituzione Kelly, si veda anche il
della Mohegan Modern manoscritto della sua au-
School Association ci dà tobiografia inedita, Roll
un’idea delle finalità per- back the years: odyssey of
seguite: “Organizziamo a libertarian, che si trova
questo insediamento nella nella Tamiment Library di
speranza di poter liberare New York; il suo saggio
noi stessi e i nostri figli da An Anarchist in the

Anarchivi 34
Making è invece disponi- Fonte: “Bulletin of the nella raccolta sono posse-
bile online su Kate Sharpley Library”, duti in originale dalla
http://library.libertarian- n. 74-75, agosto 2013 stessa Biblioteca Trava-
labyrinth.org/items/show glini, per la restante parte
/1918 traduzione di Guido si è proceduto all’acqui-
Lagomarsino sizione in copia richie-
dendo riproduzioni a di-
versi archivi e
Periodici e biblioteche della provin-
cia, alla Biblioteca nazio-
numeri unici di nale centrale di Firenze e,
in misura minore, ad altri
Pesaro e Urbino istituti in Italia e all’e-
stero.
(1873-1922) Le riproduzioni sono pre-
cedute da approfondite
di Luigi Balsamini schede storico-bibliogra-
fiche intese a collocare i
L’Archivio-Biblioteca giornali nel contesto del
Enrico Travaglini di Fano movimento anarchico e
ha recentemente pubbli- della realtà politica lo-
cato in ristampa anasta- cale. Dalle loro pagine
tica la raccolta completa emergono i temi classici
Hippolyte Havel (a destra) qui
dei giornali e numeri della propaganda liberta-
ritratto insieme ad Armando unici anarchici usciti in ria, le cronache di agita-
Borghi. Di padre boemo e provincia di Pesaro e zioni e battaglie sociali,
madre gitana, Havel emigrò Urbino nel periodo com- lo sviluppo del movi-
negli Stati Uniti insieme a preso tra la Prima Inter- mento associativo, i rap-
Emma Goldman. Collaborato- nazionale e l’avvento del porti con le altre forze
re assiduo della stampa anar- fascismo. La rassegna si politiche, la riflessione
chica, divenne uno dei princi-
pali animatori del Ferrer Cen-
apre con “Il Comu- sulle forme e i meccani-
ter di New York. Anni dopo nardo”, “periodico socia- smi del potere. Per ogni
aprì un Café nel Greenwich listico” del 1873-1874, testata sono presentate
Village, che divenne un rino- ed è chiusa dal giornale puntali rassegne degli ar-
mato luogo di ritrovo per intel- di tendenza antiorganiz- ticoli ospitati e descritte
lettuali e artisti radicali. zatrice “La Frusta”, il cui in dettaglio le caratteri-
ultimo numero esce stiche formali e la vita
poche settimane prima editoriale, spesso breve e
Chi volesse contribuire della marcia su Roma. precaria.
alla campagna può fare Sono presenti otto serie Alle ristrettezze econo-
riferimento alla pagina di periodici e trentacin- miche che rendevano dif-
web: que numeri unici e sup- ficile proseguire con re-
http://www.indiegogo.co plementi, per un totale di golare continuità in una
m/projects/a-new-grave- oltre ottocento pagine. pubblicazione periodica
stone-for-harry-kelly Alcuni fascicoli inseriti si aggiungeva infatti la

35 Anarchivi
costante sorveglianza po- zate in una biblioteca di-
liziesca attenta a control- gitale sul sito dell’archi-
lare e reprimere la propa- vio-biblioteca, mentre è
ganda sovversiva. Da un già in cantiere la raccolta
lato operavano forme di e riproduzione di tutti i
censura preventiva, tanto manifesti, volantini e opu-
che diverse colonne usci- scoli anarchici usciti in
vano letteralmente “im- provincia.
biancate”, dall’altro veni-
vano avviati processi per i Periodici e numeri unici
reati di opinione ravvisati del movimento anarchico
negli articoli pubblicati. in provincia di Pesaro e
Proprio per sottrarsi a una Urbino dall’Internazio-
serie di condanne legate nale al fascismo (1873-
alla sua attività giornali- 1922), Bibliografia e col- grazione europeo, che
stica, Enrico Travaglini, lezione completa, a cura dalla fine dell’Ottocento
al quale l’Archivio-Bi- di Luigi Balsamini e Fe- ha portato a São Paulo
blioteca è intitolato, sarà derico Sora, Edizioni del- molti lavoratori con pre-
costretto a prendere la via l’Archivio-Biblioteca En- cedenti esperienze di mi-
dell’esilio verso gli Stati rico Travaglini, Fano litanza anarchica. Furono
Uniti. 2013. proprio loro a creare i
Il volume pubblicato rap- primi centri culturali,
presenta una prima tappa mossi da ideali sociali ben
nel lavoro di recupero più ampi della semplice
delle fonti per la storia 80 anni volontà di migliorare le
dell’anarchismo locale. proprie condizioni di vita.
Prossimamente le ripro- ben portati Il Centro di Cultura So-
duzioni saranno organiz- cial è inoltre erede di
Il Centro di Cultura So- quella vasta pratica comu-
cial di São Paulo nel 2013 nitaria che ha caratteriz-
ha celebrato ottant’anni di zato il movimento liberta-
attività ininterrotta, con- rio in Brasile. Molta di
fermandosi uno dei più questa storia è raccolta
longevi centri anarchici. nella biblioteca-archivio
Infatti è stato fondato il gestita dal Centro, affian-
14 gennaio del 1933, cata da una intensa atti-
quando ha raccolto l’ere- vità culturale.
dità culturale e materiale Autogestito e autofinan-
del movimento anarcosin- ziato, il Centro ha mante-
dacalista e di quello anar- nuto nei decenni la sua in-
chico attivi soprattutto nei dipendenza, riuscendo a
primi decenni del secolo sopravvivere anche alla
XX. Alla costituzione del dittatura militare.
Centro ha contribuito 80 anni ben portati, per
anche il flusso di immi- l’appunto.

Anarchivi 36
36
Passaggio a Ushuaia:
Radowitzky è ancora qui
di Salvo Vaccaro

L’11 marzo del 2013, la mattinata a le sue strade, i suoi moli, la sua (unica)
Ushuaia si presentava come una tipica ferrovia. E in effetti, oggi che i lavori
giornata di inizio autunno, fredda ma non forzati vanno di moda solo nel sud-est
poi così tanto, nuvolosa quanto basta per asiatico– i nuovi schiavi delle multina-
una pioggerellina leggera, ventosa ma zionali tessili ed elettroniche–, l’asfalto
non troppo, dai quadranti meridionali, copre solo il centro “si-fa-per-dire” sto-
come si dice in gergo. Già, meridionali, rico della piccola cittadina patagonica, le
più a sud di così, nel fin del mundo, due ampie carreggiate del viale lungo-
anche se papa francesco sarebbe asceso mare, la via dello shopping, qualche pa-
al soglio pontificio solamente due giorni rallela e qualche traversa immediata-
più tardi. mente vicina, le rutas che risalgono il
Ushuaia ha un piccolo aeroporto spetta- continente, e poi solo strade sterrate,
colare per architettura biosostenibile, in- anche in prossimità dei grandi alberghi
titolato alle Islas Malvinas ma che si affacciano sull’incan-
gestito da una società inglese tevole stretto di Magellano…
(!?), un porto in cui attraccano Il carcere è visitabile solo in
di famiglia

navi e catamarani per traspor- un paio di bracci, il resto è


tare noi turisti verso l’Antar- museo marittimo, galleria
tide e la sua popolazione ani- d’arte, bar. Si perde un po’
male, ma non un porto l’atmosfera da prigione, pe-
peschereccio. Senti senti, pur raltro oggi dismessa. Senza
avendo pesce in abbondanza, dubbio, un carcere vale l’al-
Album

ai patagonici glielo vendono i tro, può differire per la pianta


giapponesi! Indolenti… (Foucault docet…), ma sem-
Indolenti forse perché abituati pre galera resta.
ad avere qualcun altro che la- Celle piccole e umide, poca
vora al tuo posto – privilegi luce poca aria, si lavora per
antichi della minoranza elitaria immaginazione, i lunghi in-
di quei luoghi e discrimina- verni al buio, al freddo, a
zione altrettanto antica della spezzarsi la schiena sotto la
minoranza frantumata degli in- neve, a beccarsi i malanni più
digeni mapuche. micidiali. Ma anche a matu-
Chi ha lavorato al loro posto? rare un senso della rivolta,
Ma i detenuti ai lavori forzati della solidarietà tra oppressi
che hanno costruito Ushuaia, e detenuti, a riflettere sui

37 Album di famiglia
Le foto riprodotte in questo brano sono state scattate da Salvo Vaccaro durante la recente visita
all’ex carcere oggi trasformato in museo. Com’era prevedibile, data l’assidua frequentazione, il
ricordo della presenza anarchica è ancora molto vivo e i personaggi e gli eventi legati alla storia
dell’anarchismo occupano molti dei pannelli che ricostruiscono la storia del carcere e della città.
Non solo, il ricordo è talmente vivo che ancora oggi arrivano messaggi (anche via posta) a prigio-
nieri ormai morti da decenni. Il destinatario più gettonato è sempre Simon Radowitzky, che resta il
più celebre detenuto “ospitato” dal carcere di Ushuaia.

metodi più idonei non tanto per evadere Guerra sociale, non tanto diversa dalla
da quelle quattro mura, ma da una società guerra vera e propria, certo, qualche ge-
infame le cui autorità svendevano e tut- nerale muore, ma il grosso è la gente co-
tora svendono il paese e le sue terre mi- mune, ieri come oggi. Per la truppa, un
gliori per la pastorizia e l’agricoltura monumento ai caduti, indistintamente
(senza citare il petrolio nei fondali marit- per tutti, per quel generale fucilatore
timi di là da venire) agli inglesi, ai tede- degli indios, una strada con tanto di car-
schi, oggi ai vari Benetton. Sempre ai tello, a cui una mano sicuramente erede
ricchi e potenti insomma. degli anarchici incarcerati ha apposto un
E chi se ne frega se gli indios scom- adesivo: masacrador de los indigenos.
paiono, se gli anarchici vengono rigettati Giusto per sapere con chi abbiamo a che
in cella o sospinti verso una spirale ran- fare, qui nel profondo sud patagonico, a
corosa di attacchi e sconfitte sanguinarie Ushuaia.
in cui, una volta ogni tanto, qualche po
tente ci lascia le penne: ha avuto il fatto
suo!

Album di famiglia 38
39 Album di famiglia
2/2013
Centro Studi Libertari / Archivio Giuseppe Pinelli
via Rovetta 27, 20127 Milano
tel/fax 02 28 46 923
orario di apertura 10:00-18:00 dei giorni feriali
orario di consultazione 14:00-18:00 su appuntamento
e-mail: archivio@archiviopinelli.it - web: http://www.archiviopinelli.it
c/c postale n. 14039200 intestato a Centro studi libertari, Milano
tutti i numeri precedenti sono liberamente scaricabili dal sito

stampato e distribuito da
elèuthera editrice
via Rovetta 27 – 20127 Milano