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ECCEZIONALE RITROVAMENTO IN TOSCANA

ETRUSCHI
CRONACA DI UNA SCOPERTA

Hinthial: l’Ombra
di San Gimignano
Reportage completo
A CURA DI GIULIA PRUNETI - ARCHEOLOGIA VIVA

Il ritrovamento dello straordinario bronzetto


etrusco a Torraccia di Chiusi presso
San Gimignano nelle immagini pubblicate
in anteprima da Archeologia Viva
La scopritrice: «Ho ordinato di fermare
la ruspa, scavato a mani nude e stretto tra
le braccia quest’uomo venuto da lontano,
L’APPARIZIONE. Il momento magico in cui a Torraccia di Chiusi (San Gimignano - Si), durante uno scavo
per interventi di riparazione, affiora dalla terra il volto di un bronzetto integro del III sec. a.C. che in realtà era sempre stato lì…»
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nelle due pagine PRIMA E DOPO. La signora Donatella Sandrelli, titolare dell’azienda agrituristica di Torraccia
di Chiusi, con il bronzetto appena prelevato dal terreno. Al suo immediato intervento, durante dei lavori
di escavazione con mezzi meccanici che stava seguendo nella sua proprietà, si deve l’acquisizione al patrimonio
culturale italiano di un’opera etrusca straordinaria. Vediamo anche la magnifica statuetta dopo il restauro:
un manufatto di alto valore artistico nell’ambito delle produzioni toreutiche etrusche
e al tempo stesso di una modernità sconcertante.
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È
stata nominata con il termine etru- San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali scendono verso la Valdelsa. «Mentre segui-
sco Hinthial, che significa ‘anima’, etruschi e romani”: il titolo dell’esposizione vo di persona un intervento di riparazione
‘sacro’, la stupenda statuetta di of- che svela per la prima volta l’eccezionale delle condutture – ricorda con profonda e-
ferente rinvenuta a Torraccia di bronzetto votivo tornato in luce nel sito di mozione la proprietaria del terreno Dona-
Chiusi, nella tipica forma allungata degli una panoramica altura non lontano dalla tella Sandrelli – ho visto affiorare qualcosa
ex voto dell’epoca, capace, per dimensioni città “dalle belle torri”, da cui si domina il di verdastro che richiamava il bronzo ossi-
e accuratezza di esecuzione, di oscurare la paesaggio di mezza Toscana. dato. Immediatamente ho gridato di fer-
fama, a sua volta celeberrima, dell’Ombra marsi all’operaio che azionava la benna…
della sera del Museo Guarnacci di Volterra E ho iniziato a scavare con le mani per tutta
(come la definì Gabriele D’Annunzio, che la lunghezza del reperto, che sembrava non UN'OPERA COLTA
nel guardarla gli aveva fatto venire in men-
«Fermate la ruspa!» finire mai e che si stava rivelando come una Una serie di

L
immagini di Hinthial,
te le lunghe ombre del tramonto). a scoperta è avvenuta casualmente, a statuetta, deposta supina, con la faccia ri- la statuetta etrusca
Paragoni a parte, è assolutamente da circa due metri sotto il piano campa- volta verso l'alto. A me piace dire che guar- chiamata anche
non perdere l’ultimo inaspettato “regalo” gna, nel corso di alcuni lavori per u- dava le stelle... Alla fine mi sono ritrovata Ombra di San
del popolo etrusco, ammirabile fino al 31 na locale azienda agrituristica, a pochi pas- “tra le braccia” un bronzetto di sessanta- Gimignano.
Rappresenta un
maggio 2020 presso il Museo archeologico si dal corso del torrente Fosci, lungo le pro- quattro centimetri, perfetto, incredibile… personaggio
di San Gimignano.“Hinthial. L’Ombra di paggini collinari che da San Gimignano bellissimo». offerente, come
chiaramente indicano
la posa e la patera
nella mano destra.
Il bronzo, risalente
alla prima metà
del III sec. a.C.,
è stato rinvenuto
in località Torraccia
di Chiusi.
Perfettamente
conservata, la figura
(alta 64,4 cm)
indossa una lunga
toga che lascia
scoperta la spalla,
il braccio destro
e gran parte
del torace arrivando
fino ai polpacci.
I piedi sono coperti
da calzari (calcei)
con allacciatura alta.
Si tratta di «una
reinterpretazione del
tipo dell’ex-voto a
fettuccia allungata di
derivazione centro-
italica: il risultato
è quello di conferire
alla figura un
modellato plastico
dove i particolari
anatomici vengono
dettagliatamente
indicati, pur
nell’estrema
sovradimensione
del corpo e nella sua
sproporzione
rispetto alla testa»
(L.M. Michetti).
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TOSCANA ETRUSCA
Panoramica della
Acqua terra e… fuoco Sopravvivenza dell’identità l’economia. Ma la società, le persone, resta- ringatore del Museo archeologico nazionale
etnica etrusca rono profondamente legate alla propria i- di Firenze. La forma allungata tipica della

I
località Torraccia
di Chiusi sulle nterrotti i lavori, la Soprintendenza Ar- dentità etnica, come conferma il pervicace statuaria votiva etrusca trova spiegazione

S
propaggini cheologia, Belle Arti e Paesaggio per le i legge nel catalogo della mostra: impiego della lingua etrusca (accanto al la- nella necessità di mettere la propria offerta
collinari che da San province di Siena, Grosseto e Arezzo ha «Straordinariamente significativo, il tino) nei monumenti privati ben oltre l’ini- in massima evidenza (utilizzando nella fu-
Gimignano dato avvio a una serie di indagini, seguite complesso (di Torraccia di Chiusi - n- zio del I sec. a.C. […] Ma per quanto riguar- sione una data quantità di metallo), al co-
scendono verso
la Valdelsa, poco da una campagna di scavi che ha fatto e- dr) è una palese testimonianza del carattere da il territorio di San Gimignano, prima del spetto della divinità e anche degli altri fre-
distante dal corso mergere un’area sacra etrusca a cielo aper- conservativo del sacro. Ma soprattutto ritrovamento di Torraccia di Chiusi, non e- quentatori del santuario. La mano destra
del torrente Fosci. to, frequentata per almeno cinquecento un’ulteriore conferma che quell’articolato rano attestate aree sacre certe». sorregge una patera ombelicata, mentre la
È qui che, durante anni, dal III sec. a.C. fino al II sec. d.C. La processo di acculturazione definito roma- sinistra, aderente al corpo, fuoriesce dal
alcuni lavori
di manutenzione
statua risultava sepolta vicino a un monoli- nizzazione, iniziato già nel corso del III sec. La più elegante della “serie” manto con il palmo rivolto all’esterno in
straordinaria in te squadrato in pietra che doveva fungere a.C., nel territorio volterrano (e in Valdelsa posa devozionale; le gambe sono legger-

H
un terreno privato, da altare e sul quale si compivano riti con nello specifico) non si è manifestato con inthial – traducibile con ‘anima’, mente divaricate a suggerire un lieve movi-
è avvenuto offerte alla divinità del luogo. caratteri di rottura, ma in un osmotico con- ma anche con ‘sacro’ – è, al mo- mento verso sinistra. I tratti del volto sono
l’eccezionale Il blocco litico presentava tracce evidenti tinuum. La compagine sociale (con i suoi ri- mento, l’opera più elegante e raffi- ben marcati, con grandi occhi, naso promi-
ritrovamento
del bronzetto di esposizione al fuoco. Nelle vicinanze ti, usanze e pratiche) restò sostanzialmente nata nel nucleo dei bronzi allungati giunti nente, bocca carnosa e mento con tipica
etrusco, lungo un dell’area sono state rinvenute anche mone- la stessa. La lex Iulia de civitate (90 a.C.) con- fino a noi. Ritrovata in un ottimo stato di fossetta centrale. La capigliatura è disposta OGGETTO
antico percorso te, frammenti ceramici (spesso ricomponi- cesse la cittadinanza romana a tutti i Latini conservazione, rappresenta una figura ma- a ciocche mosse, realizzate con profonde DI PRESTIGIO
di collegamento Fibula a navicella
bili e che quindi suggeriscono una fram- e ai socii italici rimasti fedeli a Roma o che schile con indosso una toga exigua che arri- solcature che da una scriminatura posterio-
ai limiti del in bronzo laminato
mentazione rituale), unguentari integri e avevano deposto le armi: la lingua ufficiale va fino ai polpacci e lascia scoperta la spal- re si dispongono verso il volto a coprire risalente ai primi
territorio
volterrano. pezzi di laterizi. L’area sacra, inoltre, sorge- diventò il latino; cambiarono l’ordinamen- la, il braccio destro e gran parte del torace, parte della fronte e le orecchie. Al pari della anni del VII sec.
(Foto Albatros Film) va in prossimità di una sorgente e potrebbe to legislativo. Le forme di sfruttamento del mentre i piedi indossano dei calzari con al- statuetta allungata di Volterra, anche l’Om- a.C.: il tipo era
quindi essere ricondotta al culto per una territorio e la viabilità si adeguarono neces- lacciatura alta (calcei di tipo “senatorio”). bra di San Gimignano appartiene a una particolarmente
diffuso nell’Etruria
divinità legata all’acqua e alla terra. sariamente alle nuove esigenze, così come Inevitabile è il richiamo alla statua dell’Ar- produzione seriale. meridionale.
Si tratta del reperto
più antico rinvenuto
nello scavo
di Torraccia
di Chiusi e non
si esclude che possa
essere stata deposta
nell’area sacra molti
secoli dopo proprio
per il suo valore
“antiquario”.

VENERE E VITTORIA
Denario in argento
(zecca di Roma, 44
a.C.) rinvenuto,
insieme a molte
altre monete,
nella medesima area
di scavo che
ha restituito
il bronzetto.
Vi è rappresentata
Venere in piedi
mentre tiene
la Vittoria alata
nella mano destra,
lo scettro nella
sinistra e appoggia
il gomito sullo
scudo collocato
su un globo.

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IMPASTI Ex-voto in linea Si può presumere che il luogo di culto di Un’esposizione da non perdere per più di cinque secoli in questo luogo sa-
E CERAMICHE Torraccia di Chiusi costituisse uno dei san- cro ai limiti territoriali della Volterra in età
con la tradizione

H
Gruppo di
tuari di confine, a segnare il limite del terri- inthial è posta al culmine di un iti- ellenistica. L’esposizione, curata da Enrico

S
balsamari (III sec.
a.C.) in ceramica i tratta di un’opera “colta” che presup- torio volterrano: la “chiusa” sottintesa dal nerario espositivo concepito come Maria Giuffrè e Jacopo Tabolli, è promossa
depurata rinvenuti pone i modelli della grande plastica toponimo allude a una sella, a un passaggio un’immersione nel paesaggio sa- da Comune di San Gimignano, Soprinten-
nell’area sacra di del primo ellenismo con la reinter- obbligato in quel percorso stradale pre-ro- cro di San Gimignano in età etrusca e ro- denza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
Torraccia di Chiusi: pretazione dell’ex-voto a fettuccia allunga- mano, poi imperiale e altomedievale che mana. L’incontro ravvicinato con l’Ombra per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
rappresenta
il complesso col
ta di derivazione centro-italica, ancorato a diverrà la via Francigena, un cui ramo pas- ci accompagna presso l’area di culto in un con la collaborazione organizzativa di Ci-
maggior numero forme della tradizione religiosa locale. Pro- sava – e passa tuttora per i pellegrini-turisti percorso rituale che richiama la gestualità e vita Group e ha ricevuto il patrocinio della
di balsamari/ prio nell’antica Velathri/Volterra della pri- di oggi – proprio presso l’area sacra. Mentre le percezioni dell’Offerente. Così questo Regione Toscana. Catalogo Sillabe.
unguentari di ma metà del III sec. a.C. dobbiamo imma- le fauces, ‘fauci’, celate nel nome del torren- capolavoro toreutico risorge dalla sua “se- A cura di Giulia Pruneti - Archeologia Viva
questa particolare ginare l’ambito culturale dell’artista che te Fosci, segnerebbero l’ingresso al territo- poltura” e ci racconta delle speranze, delle
foggia piuttosto
diffusa nel creò l’Ombra di San Gimignano. rio della potente città di Velathri/Volterra. preghiere e delle offerte innalzate e deposte Informazioni: 0577.286300
territorio
volterrano. PROTAGONISTI
Realizzati a mano L’autrice della
contenevano scoperta Donatella
essenze da offrire Sandrelli tra
alle divinità. i due curatori della
mostra in corso
LUOGO SACRO a San Gimignano,
L’area di scavo a Enrico Maria Giuffrè
Torraccia di Chiusi. (a sinistra)
La statua era e Jacopo Tabolli.
sepolta vicino Quest’ultimo
al monolite presentrà Hinthial
squadrato in pietra al prossimo
che doveva fungere tourismA”
da altare e per riti (Foto Fabrizio
con offerte alla Gasparetto)
divinità del luogo.
Il blocco litico
e l’area circostante
presentavano
tracce di
esposizione
al fuoco.

HINTHIAL. I PERCHÉ DI UNA MOSTRA


Incontro ravvicinato con l’offerente. L’occasione della sul contesto di provenienza diviene particolarmente si-
mostra “Hinthial. L’Ombra di San Gimignano” non è solo gnificativo nell’ambito degli studi sulle produzioni in
quella di presentare un manufatto di alto valore artistico bronzo di età etrusca poiché questa piccola statua di of-
nell’ambito delle produzioni toreutiche etrusche di età elle- ferente da San Gimignano corrisponde all’unico caso di
nistica, ma quello di narrarne il suo contesto di provenienza figura allungata in bronzo (fra una ventina di esemplari
per tentare di raccontare la percezione che in antico dove- noti - ndr), cosiddetto tipo dell’Ombra della sera, di cui
va esistere di un luogo frequentato per almeno cinquecen- abbiamo notizia certa del luogo di rinvenimento, dal mo-
to anni. L’incontro ravvicinato con l’offerente viene propo- mento che in tutti gli altri casi (una ventina - ndr) si tratta
sto al visitatore con un metaforico ribaltamento del di ritrovamenti sporadici, o solo parziali (come nel caso
deposito archeologico: come lo scavo ha dimostrato che la della stipe di Casa Bianca, sempre nel territorio volterra-
deposizione della statua in bronzo nel punto più basso del no). Abbiamo immaginato questa mostra come un ritorno
deposito costituì l’origine e la ragione per il susseguirsi di lungo il sentiero che risale alla Torraccia di Chiusi e che
azioni rituali al di sopra di essa per un lungo tempo, così accompagna il visitatore dal paesaggio antico della Val-
nell’esposizione sangimignanese il bronzetto si rianima al delsa, lungo il corso del Fosci, in prossimità della villa
vertice della catena di materiali che ne perpetuarono il rito. tardo antica di Aiano e fin nel cuore del deposito rituale.
L’unica “Ombra” di provenienza certa. L’accento posto Enrico Maria Giuffrè Jacopo Tabulli (dal Catalogo della mostra)

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