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5 anni dopo il DOC.


Come cambia la vita di
un ex-docker
183 Comments

5 anni dopo il DOC.


Come cambia la vita di
un ex-docker
E’ con una certa emozione che mi accingo a scrivere questo post.

Nei molti mesi che ho passato pensando al mio ritorno ho sempre


ritenuto di dover ricominciare parlando di quello che è successo
negli ultimi 5 anni (circa), da quando ho smesso di scrivere ed ho
iniziato a ragionare su come sviluppare il futuro di questo blog.

Prima di farlo però lascia che ti faccia un piccolo ringraziamento per


i molti commenti che ho ricevuto nell’articolo pubblicato qualche
settimana fa, nel quale annunciavo il mio rientro su questo
progetto.

Un Bentornato inaspettato
Non nascondo come sia stato davvero istruttivo, emozionante e in
alcuni casi commovente, leggere le parole di ringraziamento che mi
avete scritto in maniera così numerosa e solidale. Mi avete fatto
capire quanto sia importante questo progetto e quanto per alcuni
sia stata una vera salvezza.

Ho ricevuto moltissime richieste di continuare il lavoro iniziato anni


fa.

E sono stati molti anche gli spunti di riflessione ed i consigli su come


può evolvere il blog. Ne riparleremo. 

Infatti nel prossimo articolo ti parlerò di queste idee e ti chiederò di


commentarle e di aggiungere le tue sensazioni e le tue proposte.

Sappi che nonostante abbia risposto a pochissimi commenti, dato


che sarebbe impossibile rispondere a tutti, ho letto ogni singolo
contributo con grande attenzione.

Due parole sul perché di questo


articolo
Voglio raccontarti che cosa è successo negli ultimi anni, da quando
mi sono allontanato dal blog.

Voglio farlo perché penso che nella mia evoluzione possa esserci
molto che ti può aiutare:
per capire quale può essere il percorso più o meno giusto
man mano che il doc si allontana

per comprendere quali sono le sensazioni di un ossessivo


quando esce dalla fase acuta

Un racconto di questo tipo è fondamentale per fugare i dubbi che


hanno avuto molte persone riguardo ipotetiche ricadute che io
possa avere avuto in questi anni e che siano state alla base del mio
allontanamento dal blog.

Posso dire con assoluta franchezza e sincerità che non ho avuto


episodi di questo tipo e che i problemi che mi hanno tenuto lontano
da questo sito sono di carattere molto più pratico e quotidiano.

Per farti capire meglio cosa è avvenuto ti elencherò sette cose che
sono successe in tutto questo tempo

ATTENZIONE: L’articolo presuppone una conoscenza


piuttosto approfondita dei meccanismi principali del DOC e
delle tesi che ho sostenuto negli articoli precedenti. Per chi è
“nuovo” e nel pieno della “crisi” molti concetti potrebbero
essere del tutto incomprensibili ed in alcuni casi inutili o
addirittura controproducenti. Per approfondire leggi il
DISCLAIMER in fondo alla pagina

1 - Sono diventato papà


Ebbene sì, voglio partire da questa notizia estremamente positiva e
felice per darti subito un grande motivo di speranza e di positività.
Circa 4 anni fa sono diventato papà di uno stupendo bambino che
adoro e che mi ha stravolto la vita in modo inimmaginabile!

Devo dire che questo è stato per me un traguardo fantastico e


meraviglioso.

Ricordo molto bene quando ero nei gironi infernali del doc:
piangevo in preda alla disperazione più cupa pensando che non
sarei mai riuscito ad avere un figlio. Ero certo di dover soccombere
al destino che mi prefiguravano i pensieri ossessivi (perché me lo
urlavano di continuo nella testa)

Di dover accettare un destino infame e totalmente indesiderato


che non prevedeva la possibilità di poter diventare papà (e fare
tante altre cose belle ed interessanti  

Ed ora… con grande gioia ho potuto godere di questa meravigliosa


esperienza.

Come avrai sicuramente intuito questo è uno dei motivi per cui non
ho potuto riprendere il blog fino ad ora.

Diventare genitore è la cosa più bella ed importante che mi sia mai


capitata. Ma non posso nascondere come sia anche un impegno
incredibile che almeno nei primi anni distrugge totalmente il tempo
libero e cambia drasticamente tutti gli impegni della giornata.

2 - Sono diventato imprenditore


Per non farmi mancare gli impegni ho anche pensato di mettermi in
proprio e di avviare attività imprenditoriali…

Questa è un'altra bellissima novità che non avrei mai potuto


immaginare durante il mio periodo di sofferenza. Chi avrebbe mai
detto che un giorno sarei diventato interamente padrone del mio
destino?

Devo essere sincero.

Ho sempre saputo che sarei voluto diventare un imprenditore. Fin


da quando ero ragazzo sono sempre stato certo che nel mio futuro
ci fosse la necessità ed il dovere di CREARE e di RISOLVERE
PROBLEMI (perché questo fa un imprenditore).

Ricordo che proprio durante il doc iniziai a intraprendere alcune


attività autonome. In quel periodo lavoravo come dipendente ma
sentivo già la necessità estrema di fare qualcosa di mio.

Con l’impegno, la fatica e tanto tempo investito sono riuscito piano


piano a costruire una realtà dove posso finalmente essere padrone
del mio tempo e della mia indipendenza economica. Sono
estremamente fiero di questo risultato soprattutto perché so che
già allora ambivo a questo tipo di vita.

È proprio il doc che mi ha fatto comprendere che dovevo essere


libero. Non solamente libero dagli inganni del mio cervello ma
anche dalle restrizioni e dalle imposizioni del mondo esterno (la
società, il datore di lavoro, gli orari fissi ecc…).

Tra l’altro sappi che la vita dell’imprenditore è ben diversa da come


viene descritta… dimentica barche da sogno ed una vita in vacanza.
Bisogna farsi un mazzo incredibile e non c’è mai la garanzia di
arrivare a fine mese.

Però la libertà non ha prezzo.

Questo è ciò che penso. Del resto questo blog si chiama


LIBERIdaossessioni

NOTA: Ovviamente non è detto che tu debba seguire questo


percorso… Essere imprenditore era la mia strada e TU dovrai
trovare la tua. 

Comunque il fatto di aver intrapreso questo tipo di carriera è stato


determinante anche per il mio ritorno su questo blog.

Sono cresciuto molto. Ed osservando con attenzione come funziona


il mondo dalla prospettiva di uno che cerca di far andare bene le
cose, ho potuto capire che solo ciò che si basa su un progetto solido
e ben formulato possa funzionare nel tempo e produrre veramente
quei benefici di cui c'è bisogno.

Per questo fino ad oggi sono rimasto lontano dal blog: non riuscivo a
capire come trasformare un semplice sito in qualcosa di più
articolato e complesso, che fosse davvero di aiuto per gli altri ma
che allo stesso tempo potesse sostenersi in maniera solida e
continuativa nel tempo.

La mole di lavoro che c'è dietro un progetto come questo è


gigantesca e richiede necessariamente un’attenta analisi anche
dell’aspetto economico. Mi piacerebbe coinvolgere psicologi e
psicoterapeuti che potessero aiutarmi a dare un taglio più
professionale e “scientifico”al sito.

Ma ovviamente per coinvolgere professionisti servono fondi.

E questo è sempre stato uno degli ostacoli maggiori allo sblocco del
progetto. Ma per fortuna ora penso di aver trovato una soluzione.
Te ne parlerò nel prossimo articolo. E penso che ti piacerà.

3 - Ho imparato sempre meglio a


conoscere la mia mente
Non ricordo con precisione quale fosse il mio grado di
consapevolezza quando ho abbandonato il progetto un po' di anni
fa. So però che da allora sono migliorato tanto ed ho capito tante
cose su come funziona la mia mente.

Soprattutto ho capito che ognuno di noi vive sistematicamente


all’interno della propria mente. E quindi la vita è spesso nient'altro
che un susseguirsi di pensieri e riflessioni che facciamo
costantemente senza renderci conto del fatto che la realtà è quella
che c’è la fuori.

Ovviamente non è qualcosa che mi sia inventato io. Gli orientali


conoscono tutto questo da 5000 anni e passa…

Comunque questo è ancora più vero per una persona ossessiva che
soffre di Doc. Mentre le persone “normali” vivono all’interno della
mente, chi più e chi meno, i docker vivono dentro ad una “Super-
Mente” talmente potente e rumorosa da essere una vera e propria
prigione.
Per me è stato così ed è proprio questo che mi ha spinto con forza a
cercare una via d’uscita.

Perché nonostante la sofferenza capivo che c’era qualcosa di


profondamente sbagliato nel mio modo di pensare e nei momenti di
lucidità capivo perfettamente come la realtà fosse totalmente
diversa da quella che dipingevano i miei pensieri ossessivi. Anzi era
proprio all'opposto!

Forse non riuscirai a capire perfettamente queste parole ma ti


posso garantire che dopo anni e anni di meditazione la
comprensione della realtà cambia drasticamente e soprattutto
cambia il modo in cui ragioni e ti fai prendere dalle cose.

Questo non vuol dire ovviamente che io non abbia più paura, che
non mi arrabbi o che non mi capitino più momenti di sofferenza.

Ci sono e continuano ad esserci come nella vita di ognuno di noi.

Quello che cambia però è la comprensione del fatto che siamo noi
nella quasi totalità delle volte a creare gli stati emotivi e mentali dai
quali poi non riusciamo ad uscire.

Non sono concetti semplici da spiegare. Per riuscire a farteli


comprendere un po’ meglio sono costretto ad usare esempi molto
vicini a te.

4 - Ho avuto qualche ricaduta


Bene sì, farei un grande torto a tutti voi se ti dicessi che nel tempo io
non avessi avuto qualche piccola ricaduta.

Ciò che affronterò in questa sezione è importante perché mi


permette di fare chiarezza su quello di cui ho parlato al punto
precedente ed allo stesso tempo di farti capire che cosa succede
quando si esce dalla fase acuta del doc da un po' di tempo.
Da qualche parte nel sito credo di avere parlato della mia “teoria
dei cicli del Doc”

In natura tutto è ciclico.

Giorno e notte, caldo e freddo, sole e luna, bianco e nero. La


migliore rappresentazione di questo equilibrio ciclico e infinito è il
Tao. In esso bianco e nero si rincorrono senza sosta. E dentro ad
ognuno di essi vi è il contrario.

Anche nel doc ci sono dei cicli. Momenti in cui stai bene (alto) e
momenti in cui stai male (basso)

In particolare quello che ho osservato dentro di me è che questi cicli


hanno ampiezza e durata diversa a seconda dello stato di
maturazione della tua consapevolezza

Se sei nel pieno della fase acuta i cicli sono:

molto ravvicinati tra loro (capitano molto spesso)

molto lunghi (una crisi può durare settimane)

di ampiezza molto grande (la “dimensione” della


sofferenza è molto grande)

poco distanti (vi è poca distanza tra un momento di basso


e quello successivo)

Questo significa in pratica che si è quasi sempre in una fase di


elevatissima sofferenza e solo ogni tanto arriva qualche momento
di riposo.
Quando invece passa molto tempo dalla fine di una fase acuta e
soprattutto si dispone degli strumenti per riconoscere, contrastare
e smascherare i più subdoli meccanismi del doc allora i cicli
cambiano e sono:

più radi (capitano meno spesso)

di durata minore (una crisi dura meno e nel ciclo c’è più
spazio per il benessere)

di ampiezza molto più bassa (fanno meno male)

e con molta più distanza tra ognuno di essi.

In pratica una ricaduta dura molto poco, fa meno male e soprattutto


è una piccola parentesi tra due momenti di felicità.

Questo è esattamente ciò di cui parlo quando mi riferisco alle


piccole ricadute che ho avuto nel mio caso. Veloci e di bassa entità.
Che nel tempo si sono sempre più affievolite grazie alla mia
conoscenza dei meccanismi del DOC, fino praticamente a
scomparire, come ti racconterò al punto 6

In compenso ho scoperto bollette, burocrazia, casini di tutti i giorni


aumentano

5 - Ho scoperto che il fastidio


connesso al doc non passa mai del
tutto.
Scusa la franchezza ma è così. Prima di farti prendere dal panico
però leggi il punto 6…

Il fatto è questo. Aspettarsi che i pensieri a contenuto “doloroso”


spariscano per sempre è una grande trappola e di fatto mantiene in
vita il Disturbo. I pensieri ci saranno ma non saranno più dolorosi. 
E coabiteranno con altri altre centinaia di pensieri migliaia ai quali
non diamo alcun peso.

Quello che bisogna fare, come al solito, è accettare che ogni tanto
arrivi qualche sensazione sgradevole. Esattamente come capita a
TUTTI, anche a chi di Doc non ha mai sofferto.

Credo di averne già parlato nel sito citando l'esempio della


cicatrice. Tutti noi abbiamo su qualche parte nostro corpo una
cicatrice che ci siamo fatti da piccoli perché siamo caduti o perché
abbia avuto qualche intervento chirurgico.

Io ne ho alcune... Ed ognuna mi dà fastidio in misura diversa.

quelle più recenti fanno ancora un po’ male e se sollecito la


zona in un certo modo mi provocano un certo dolore.

Quelle più antiche invece sono ormai quasi cancellate… sì


vedono a malapena. Sono quasi nascoste. Eppure se ci
passo il dito sopra leggermente sento ancora quella
leggera zona insensibile che mi riporta istantaneamente
ai ricordi di quel tempo.

Con il DOC è esattamente la stessa identica cosa.

Perciò un po’ come chi soffre di mal di schiena o alle articolazioni ed


ogni tanto ha dolori quando cambia il tempo, così un docker che
abbia avuto un’esperienza veramente tosta sentirà un vago senso
di allerta quando sarà a contatto con ciò che per mesi o anni lo ha
terrorizzato. Leggero e  superficiale.

È del tutto naturale e non può essere diversamente.

Infatti se il cervello per mesi e mesi ha considerato estremamente


pericoloso “qualcosa” (che quel “qualcosa” sia reale o immaginario
non ha assolutamente nessuna importanza) è normale che anche
quando il pericolo è cessato il cervello mantenga una certa
attenzione verso quel “qualcosa”.
Se non fosse così verrebbe meno l’istinto di sopravvivenza che è
alla base della nostra specie.

Con questo voglio però rassicurarti: quando parlo di fastidio


intendo qualcosa di veramente lieve e assolutamente sopportabile.
Anzi… di qualcosa di trascurabile, che passa in un attimo senza
lasciare traccia.

E’ come una folata di vento autunnale contro una tempesta di neve


nell’Artico.

Quello che è importante in questi casi è accettare la cosa in maniera


assolutamente naturale e non combatterla in nessun modo

6 - Sto dimenticando che cosa voglia


dire avere il DOC
Se non fosse per quel fastidio di cui ti ho parlato poc’anzi e di quelle
piccolissime ricadute, che ormai in realtà sono molto molto rare e
spariscono molto rapidamente, probabilmente non mi ricorderei
più che cosa si prova ad avere il DOC.

E’ sorprendente perché quando ero in piena crisi pensavo che non


mi sarei mai riuscito a togliere dalla testa quei pensieri terribili e
tutto quel periodo. Pensavo che sarei stato costretto a rivivere quei
pensieri per tutta la vita.

E invece fortunatamente non è così.

Il tempo guarisce tutto e la nostra mente non ha capacità di


memoria infinita. Perciò come se fosse un computer che gestisce
una mole gigantesca di dati, sovrascrive i ricordi meno importanti
per far posto alle nuove conoscenze ed alle nuove esperienze che
facciamo nel tempo.

Questo significa che sta sbiadendo il ricordo della sofferenza e che


se continua così fra un paio d’anni non mi ricorderò quasi più che
cosa successe a quei tempi.
E' uno dei motivi che mi ha portato a scrivere a questo articolo.

In compenso la vita è MOLTO MIGLIORE di quella che vivevo


prima del DOC. Non c'è neanche paragone.

Questa sfida mi ha permesso di distruggere il vecchio Lucio, pieno


di paure, insicuro e intrappolato da mille pensieri (già da prima di
soffrire di DOC) e di trasformarmi in un Uomo Vero. Cresciuto,
maturo e consapevole.

Un uomo che si gode la vita alla grande, a livelli impensabili nons olo
durante il DOC ma persino prima di entrare in crisi diversi anni fa.

Ripeto qualcosa che ho già scritto altrove. Il Doc è stato l'evento che
più di tutti gli altri mi ha cambiato e mi ha fatto diventare una
persona migliore.

7- Ho capito che la vita è


un grande gioco che devi
assolutamente giocare al
massimo
Voglio concludere questo articolo con un’ultima esortazione.

Insisti! Insisti nell'uscire da questo problema e nel trovare la strada


che ti condurrà ad una vita di grande armonia e meraviglia. Perché
la vita è davvero così: un grande gioco che tra altri e bassi deve
essere vissuto pienamente, intensamente e meravigliosamente.

Sia nella gioia che nel dolore.

Se ci ragioni capirai come tutto possa essere vissuto in due modi


fondamentalmente opposti:

come una maledizione che ci perseguiterà per sempre


costringendoci ad una vita vissuta nell’ombra nella paura
come un’opportunità che pur con enormi sofferenze ci
permette di uscire dalla prigione nel quale siamo sempre
stati per vivere liberamente

Il DOC, con il suo linguaggio paradossale, ci dirà sempre che è


meglio stare nella prigione, perché fuori ci sono i pericoli. In realtà i
pericoli sono dentro e fuori c’è solo un grande tesoro.

La Mente mente senza sapere di mentire.

Tu devi imparare a sapere quando mente e quando non lo fa.

Ogni tanto dò un’occhiata ai commenti del blog e giro su alcuni


forum. E purtroppo vedo troppo spesso persone che sono nello
stesso identico stato in cui si trovavano diversi anni fa, quando io
scrivevo su questo blog.

Queste persone non si rendono conto che la vita non è continuare a


lamentarsi, pregando e sperando che qualcuno o qualcosa
intervenga ad aiutarli tirandoli magicamente fuori dalla palude in
cui si trovano.

La vita è felicità, gioia, amore.

Ma per alcuni (per me è stato così) tutto ciò è arrivato dopo una
grande fatica ed un enorme lavoro su me stesso.

Credo profondamente che dalla palude infatti ci si debba tirare


fuori da soli. Non c’è altra possibilità. Ci può essere chi ti aiuta, chi ti
incita e chi ti tende la mano. Ma la fatica di uscire dalle sabbie
mobili ce la puoi mettere solo tu.

Perché solo tua è la battaglia e solo tua la ricompensa che troverai


una volta che l’avrai vinta.

Conclusione
Era da molto che volevo scrivere questo articolo. Credo che ne sia
valsa la pena e che possa aiutarti a capire che cosa può succedere
una volta che si esce delle fasi acute del DOC.

Spero che ti sia stato di aiuto e che tu possa trarre qualche


insegnamento della mia esperienza. Mi raccomando lascia un
commento qui sotto indicando cosa ti è piaciuto e che cosa hai
imparato durante tu la tua esperienza.

Nel prossimo articolo ti parlerò più in dettaglio del progetto che ho


in mente e che ho iniziato a disegnare sulla carta. 

Al prossimo articolo!

 Lucio Odisei  Settembre 10,  Disturbo


2019 Ossessivo Compulsivo

Leave a Reply 183 comments

Carla Esposito - Settembre 9, 2019 Reply

Grazie Lucio, mi ha colpito molto la parte in cui parli


del doc come un maestro bizzarro. È proprio così, è
come se parlasse un linguaggio ambiguo e
controintuitivo… Per questo è difficile gestirlo, se lo
scopo è cercare di capirlo. Ancora adesso faccio fatica
a capire cosa devo cambiare nella vita reale quando la
sofferenza si fa più forte, in questo ho bisogno ancora
dell’aiuto del mio psicoterapeuta. Ma questa è la
strada giusta. Grazie
Andreas Buskohl - Ottobre 8, 2019 Reply

Life is the art of drawing sufficient conclusions


from insufficient premises.

Leonardo - Dicembre 8, 2019 Reply

Ciao, mi potresti dire che tipo di meditazione stai


facendo? Perchè Lucio dice che è migliore la
Vipassana e la Zen. Sto leggendo qualche corso
di Vipassana, ma ciò che c’è scritto mi fa paura
sinceramente. Leggo delle cose un po’ strane.
Tipo ritiri di 10 giorni ecc…

Esperanza - Settembre 9, 2019 Reply

Lucio ciao mi piacerebbe poterti parlare in privato…….


Spero che tu possa scrivere un libro potrebbe aiutare
tanti e sai perché….. A mio parere nessun terapeuta
forse può aiutare di piu di chi ha vissuto da se. È molto
importante ciò che fai probabilmente…… Oltre a ciò
che ti chiedeva la tua Fonte….. La tua missione è anche
questa diffondete il tuo sapere…… E mi piacerebbe
contribuire e raccontarti qualcosa che può essere utile
della mia esperienza

Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

“A mio parere nessun terapeuta forse può


aiutare di piu di chi ha vissuto da se.”
Come scrivevo nell’altro articolo, non sono
d’accordo. Chi non è terapeuta potrebbe dire,
suo malgrado, cose erronee, incomplete o non
generalizzabili. L’ esperienza di Lucio potrebbe
essere differente dalla mia, io potrei avere
anche un disturbo di personalità o di altro tipo
che magari cambia le carte in tavola. Vogliamo
poi parlare delle diverse esperienze di vita?
Insomma ognuno è un unicum! Quindi per me
sarebbe bello avere un terapeuta di fiducia in
primis ed anche ascoltare, se esistono,
testimonianze di vita vissuta.

Lucio Odisei - Settembre 12, 2019


Reply

Brava anonima.
Per questo è importante introdurre nel
progetto dei professionisti che possano
vedere la cosa in modo oggettivo da fuori

Anonimo - Settembre 12, 2019


Reply

Anche psicodinamici?!

Esperanza - Settembre 16, 2019


Reply

Non metto in discussione che il


parere di un professionista sia
fondamentale io stessa ne ho
incontrati più di uno fino ad arrivare
a un terapeuta professionista che
abbiamo una visione olistica e molto
profonda sull’essere umano. Quello
che volevo dire che tante cose può
dirtele chi vi è passato in quei
“trabocchetti” e farti tirare un
respiro di sollievo.

Anonimo - Settembre 9, 2019 Reply

Quando ho letto che sei diventato papà…. Mi sono


emozionata tanto xke si quando ti percepisci nel fango
credi che questo sogno non si possa realizzare….. I
bambini sono i primi che meritano di vivere un
esistenza di luce e creatività……

Arteasta - Settembre 10, 2019 Reply

Complimenti per la tua famiglia ,per il lavoro e per l


aiuto che dai tramite questo blog, ho letto molto sull
argomento d.o.c. e leggendo molti libri scoperto che ci
sono vari autori che scrivono sul D.0.C. in chiave però
“diversa”,riporto qua una lettera che ho estrapolato
appunto da un libro di un autore perchè la ritengo utile
per chi soffre di cose simili,ovviamente va letta con
curiosità per eventualmente dare un spunto in più
insieme al percorso che già si fa con psicoterapia
,meditazione ecc.,sempre che vada bene all autore
del blog ,ecco la lettera :«Ho letto il forum e mi sono
venuti i brividi. Conosco da vicino il problema di
questa ragazza. Ho sofferto della stessa sindrome e
non dall’età di 17 anni ma fin dalla prima infanzia. Solo
verso i 20 anni sono riuscita, in un modo strano, a
ingannare questi parassiti. Il mio stato, tra l’altro, era
acuito da una serie di paure (paura della morte, di
prendere brutti voti a scuola e altre forme di panico).
Può immaginare per quanto tempo sono stata
manipolata da questi pendoli. La cosa spaventosa era
che, quando mi rifiutavo di compiere qualcuno di
questi rituali, le paure si concretizzavano nella vita.
Era come se qualcuno mi imponesse di eseguire gli
ordini sennò sarei stata immancabilmente punita.
Piangevo spesso, rendendomi conto di questa assurda
e stupida schiavitù. Nessuno era al corrente delle mie
sofferenze, nemmeno i miei familiari potevano
sospettare qualcosa, forse pensavano che io fossi
strana ma né più né meno di tante altre ragazze. Per
questo per me era doppiamente difficile, anche se
forse è stato un bene, altrimenti i miei genitori mi
avrebbero portato in giro per dottori e il mio
problema sarebbe solo peggiorato, nel senso che
anche gli altri avrebbero creduto nella mia malattia.
Non so come mi sia venuta in mente l’idea che mi ha
permesso di liberarmi. Ho cominciato a farmi girare in
testa sempre una frase: “Se non avrai abitudini
dannose andrà tutto bene”, mi convinsi, cioè, che tutto
sarebbe andato bene se non avessi compiuto il mio
rituale. Ebbene, ora ho 24 anni e da quattro anni vivo
in libertà».

Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

“e leggendo molti libri scoperto che ci sono vari


autori che scrivono sul D.0.C. in chiave però
“diversa””
Ti andrebbe di indicarne qualcuno? Grazie.
Io ne ho letto uno che però non è focalizzato sul
doc ma su un altro tipo di sofferenza psicologica:
“Le parole per dirlo”. Racconta la storia vera di
una donna e della sua rinascita dopo sette anni di
analisi.
Arteasta - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao,ne parla Vadim Zeland nel libro


transurfing vivo,david icke,Carlos
castaneda lui però chiama queste nostre
emozioni negative come i “voladores”
mentre Zeland “pendoli”,c e ne sono poi
altri questi a mio avviso sopratutto il primo
molto interessante,lo consiglio a tutti
,ovvio bisogna avere una mente un po
aperta e non solo del tutto razionale,però a
mio avviso è molto interessante

Anonima - Settembre 11, 2019


Reply

Molto gentile. Grazie.

Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

Molto brava! Praticamente hai usato un Mantra,


tra l’altro molto intelligente
Mario - Settembre 11, 2019 Reply

In questi anni ho maturato la consapevolezza di dover


condividere la mia vita con il DOC: inizialmente pensi
a “guarire”, ma la vera guarigione è accettare tutto ciò
che ti passa per la mente. L’accettazione e la
consapevolezza annullano le ferite e le brutte
sensazioni lasciate dai pensieri. Nei tuoi passaggi sul
DOC ritrovo il mio percorso…un percorso intrapreso
seguendo i tuoi consigli. Le ricadute ci sono e ci
saranno sempre, ma più le accettiamo e meno male
faranno. La meditazione poi è FONDAMENTALE!
Grazie per aver condiviso la tua storia e grazie ancora
per i tuoi consigli!

Elisa - Settembre 11, 2019 Reply

Che dirti…. Ti seguo da anni e mi hai aiutato molto…


Ora sono in un periodo dominato da ansia e panico,
quindi ancora in una fase acuta di disturbi, ma tengo
duro. Non so esprimerti la gioia di sentire che sei
diventato papà e che ti sei messo in proprio! Una
meraviglia della vita!! Meriti ogni tipo di
soddisfazione personale, seppur conquistata con la
fatica che per noi è sempre doppia – o tripla -
rispetto agli altri. Ti leggerò sempre con piacere e se
hai bisogno di un aiuto per il tuo progetto, mi
piacerebbe in qualche modo essere utile!! GRAZIE,
Elisa

Fabio - Settembre 11, 2019 Reply

Prima di tutto Auguri!!! Ho una figlia di 22 anni e


siamo stati lontani fisicamente x 12 da lì si è esagerato
il mio problema col doc e con l ansia!! Adesso mia
figlia si è laureata e da 4 anni vive con me forse
dalla primavera convivrà col ragazzo.