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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER L’INSEGNAMENTO SECONDARIO


_____________

Classe di Specializzazione A049-A059

Unità Didattica

Grafici deducibili

Serena Bezzan
Francesca Braga
Genny Mazzo
Caterina Mazzoni

_________________________
VIII° Ciclo - Anno Accademico 2006-2007
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COLLOCAZIONE DEL TEMA “GRAFICI DEDUCIBILI DA QUELLO DELLA
FUNZIONE f” NEL CONTESTO DEI PROGRAMMI MINISTERIALI DELLA
SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

L’insegnamento della matematica nei licei di ordinamento si basa sui programmi ministeriali
redatti nel 1952, che però ricalcano sostanzialmente i programmi della Riforma Gentile, risalente al
1923. Nell’attesa di una riforma della scuola secondaria superiore, molti licei hanno adottato
progetti di sperimentazione, tra cui uno dei più seguiti è il Piano Nazionale per l’Informatica
(PNI). I suoi programmi sono stati elaborati nel 1985, allo scopo di introdurre l’informatica nelle
scuole secondarie superiori; in realtà il progetto coinvolse solo la scuola secondaria superiore, con
l’inserimento di elementi di informatica all’interno di nuovi e più corposi programmi di matematica
e fisica.
Nella Circolare Ministeriale del 27 settembre 1996, n. 615. Indicazioni programmatiche relative
all'insegnamento della matematica nel triennio del liceo scientifico, si afferma che:
“ […] nel corso del triennio l'insegnamento della matematica prosegue ed amplia il processo di
preparazione scientifica e culturale dei giovani già avviato nel biennio; concorre insieme alle altre
discipline allo sviluppo dello spirito critico ed alla loro promozione umana ed intellettuale.”
Relativamente all’inquadramento dell’argomento “Grafici Deducibili da quello di una funzione f”
nei programmi ministeriali PNI di matematica e fisica per il liceo scientifico, l’argomento in
questione è trattato sia nel Tema n° 3 “funzioni ed equazioni”, in cui si richiede di saper operare con
somma, differenza, prodotto etc. di funzioni, sia nel Tema n° 7 “analisi infinitesimale”. In
quest’ultimo tema si suggerisce di abituare gli studenti all’esame di grafici di semplici funzioni e
alla deduzione di informazioni dallo studio dell’andamento del grafico in questione.
I successivi programmi elaborati dalla Commissione Brocca negli anni 1991 e 1992, che
rientravano in un progetto più ampio di riordino della Scuola secondaria superiore, non hanno
sostanzialmente modificato i programmi PNI di Matematica e Fisica. Essi sono stati adottati dai vari
istituti di istruzione secondaria come progetti di sperimentazione su proposta dello stesso Ministero
della Pubblica Istruzione.
Tra il 2000 e il 2004 si collocano invece le proposte di riforma dei curricoli di Matematica da parte
dell’UMI, Unione Matematica Italiana; scopo di questo lavoro era quello di rinnovare i
programmi alla luce dei cambiamenti intervenuti nella società e nelle tecnologie. Si voleva
proporre, infatti, una “matematica per il cittadino”, cioè un corpus di conoscenze e abilità
fondamentali da acquisire indipendentemente dalla varietà degli indirizzi della scuola secondaria,
perché ritenute necessarie a tutti coloro che entrano nell’attuale società.

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La proposta dell’UMI è quella di abituare a studiare ed interpretare i grafici di funzioni già nel
primo biennio. All’interno del nucleo tematico “Relazioni e funzioni” si richiedono le conoscenze
di: “funzioni elementari che rappresentano la proporzionalità diretta, inversa, quadratica e le
funzioni costanti”. Si suggerisce lo studio delle funzioni lineari e quadratiche tramite l’osservazione
del cambiamento dei loro grafici per effetto di trasformazioni geometriche elementari (traslazioni,
simmetrie, …). Si consiglia l’uso di software adeguati per acquisire le competenze relative alla
formalizzazione e rappresentazione di leggi e relazioni. L’argomento viene riproposto anche nel
secondo biennio, all’nterno dello stesso nucleo tematico; in esso si richiede l’Abilità di utilizzare in
casi semplici la composizione di funzioni note per studiare nuove funzioni. Tra i suggerimenti si
trova quello di effettuare uno studio principalmente qualitativo, basato in particolar modo sullo
studio del grafico.
Occorre sottolineare che queste proposte erano state pensate inizialmente sulla base della Legge
quadro di riordino dei cicli scolastici, Legge n. 30/2000, del Ministro L. Berlinguer; quest’ultima
però è stata poi abrogata nella successiva legislatura dal Ministro L. Moratti, la quale a sua volta ha
proposto una riforma della scuola, in cui sono previsti:
- 1° ciclo, costituito dalla scuola primaria (ex scuola elementare, di durata quinquennale) e dalla
scuola secondaria di 1° grado (ex scuola media, di durata triennale);
- 2° ciclo, costituito dal sistema dei licei e dal sistema dell'istruzione e della formazione
professionale.
II Sistema dei Licei, che è quello che a noi qui interessa, ha durata quinquennale (suddiviso in:
primo anno di orientamento, I biennio e II biennio, Quinto anno di orientamento universitario).
*Esso comprende 8 Licei: Artistico, Classico, Economico, Linguistico, Musicale e Coreutico,
Scientifico, Tecnologico e delle Scienze Umane.
Analizzando gli OSA (Obiettivi Specifici di Apprendimento) del Liceo Scientifico, l’argomento
“Grafici deducibili da quello della funzione f” è inserito nel secondo biennio, all’interno del tema
“relazioni e funzioni” in cui si trattano gli argomenti: “operazioni funzionali e corrispondenti
trasformazioni di grafici”. In questo ambito si richiede di saper utilizzare, in casi semplici,
operazioni funzionali per costruire nuove funzioni e disegnarne i grafici, a partire da funzioni
elementari.
Ricordiamo tuttavia che tale riforma è a sua volta stata provvisoriamente sospesa per la Scuola
Superiore dall’attuale ministro della Pubblica Istruzione Fioroni.

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UNITÀ DIDATTICA: GRAFICI DEDUCIBILI DA
QUELLO DELLA FUNZIONE f(x)

DESTINATARI:
L’unità didattica è destinata ad una classe quarta di un liceo scientifico con sperimentazione PNI e
viene inserita nello studio delle funzioni reali di variabile reale.
Le ore settimanali di matematica previste sono 5 e comprendono anche il laboratorio di informatica.
Periodo: 2° quadrimestre

PREREQUISITI:
Lo studente deve possedere le seguenti nozioni:
 Conoscenza degli elementi fondamentali del piano cartesiano;
 Concetto di funzione, dominio e codominio di una funzione;
 Definizione di funzioni pari e dispari e relative simmetrie;
 Definizione di funzione crescente e decrescente (funzioni monotòne);
 Funzioni polinomiali, funzioni razionali e irrazionali, funzione segno, funzione valore
assoluto, funzione radice, funzioni esponenziali e logaritmiche, funzioni trigonometriche;
 Concetto di funzione inversa e di funzione composta;
 Simmetria assiale, simmetria centrale, traslazione, dilatazione e compressione (affinità);
 Conoscenza minime del software didattico Derive.

ACCERTAMENTO DEI PREREQUISITI:


Prima dell’inizio di questo nuovo percorso didattico è opportuno accertarsi che gli allievi
abbiano acquisito determinati concetti e proprietà e si provvederà a tale accertamento mediante un
colloquio con la classe e lo svolgimento di alcuni esercizi come ripasso.
Gli studenti verranno quindi chiamati alla lavagna per dimostrare le conoscenze su tali prerequisiti.
Inoltre verranno assegnati esercizi per casa.
Si cercherà, ogniqualvolta questi verranno utilizzati, di richiamare proprietà e concetti ad essi legati.

OBIETTIVI GENERALI:
 Acquisire le conoscenze e le abilità previste dal percorso didattico

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 Operare con il simbolismo matematico riconoscendo le regole sintattiche di trasformazioni
di formule
 Condurre ad un appropriato lessico matematico
 Rendere gli studenti in grado di affrontare situazioni problematiche di varia natura;
 Affrontare situazioni problematiche di varia natura avvalendosi di modelli matematici atti
alla loro rappresentazione
 Sviluppare la capacità di leggere un grafico
 Sviluppare la capacità di abbozzare sul foglio un grafico sommario delle funzioni studiate
 Costruire procedure di soluzione di un problema sapendo argomentare i passaggi utilizzati
 Inquadrare storicamente l’evoluzione delle idee matematiche fondamentali
 Saper lavorare con i vari software didattici

OBIETTIVI TRASVERSALI:
 Acquisire abilità di studio
 Sviluppare capacità logiche, argomentative e intuitive
 Sviluppare lo spirito critico e potenziare il ragionamento
 Sviluppare la capacità di riesaminare criticamente e sistemare logicamente le conoscenze
acquisite
 Sviluppare l’attitudine alla comunicazione e ai rapporti interpersonali favorendo lo scambio
di opinioni tra il docente e l’allievo e tra gli allievi stessi per abituare alla comunicazione
scientifica e al confronto di idee
 Produrre congetture e sostenerle con ragionamenti coerenti;
 Valutare l’opportunità di ricorrere ai mezzi tecnologici disponibili per ragionare sulle
situazioni problematiche proposte
 Abituare a rispettare i tempi di consegna dei lavori
 Perseguire ed ampliare il processo di preparazione scientifica e culturale degli studenti

OBIETTIVI SPECIFICI:
Gli obiettivi specifici sono suddivisi in conoscenze e abilità.

Conoscenze
1) Conoscere le principali proprietà delle funzioni elementari

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2) Conoscere i concetti geometrici necessari a tracciare il grafico delle funzioni:

y = f (- x); y = f (| x |); y = - f ( x); y =| f ( x) |; y =| f (| x |) |; y = f ( x - c); y = f ( x) + c;


y = b + f ( x - a ); y = af ( x); y = f (ax)
3) Conoscere come si costruisce il grafico della somma, della differenza, del prodotto e del
quoziente di due funzioni;
4) Dal grafico della funzione f(x) conoscere come si costruisce il grafico di alcune delle più

1
semplici funzioni composte ovvero funzione radice f ( x) , reciproca ,
f ( x)

esponenziale e f ( x ) e logaritmo log e ( f ( x)) .

Abilità
1) Saper riconoscere i grafici delle funzioni elementari
2) Saper dedurre dai grafici delle funzioni elementari i grafici di somme, differenze,
prodotti e quozienti e funzioni composte
3) Saper tracciare i grafici deducibili
y = f (- x); y = f (| x |); y = - f ( x); y =| f ( x ) |; y =| f (| x |) |; y = f ( x - c); y = f ( x) + c;
y = b + f ( x - a ); y = af ( x); y = f (ax)
da quello della funzione f(x).

METODOLOGIE DIDATTICHE
Per l’apprendimento dei contenuti e per perseguire gli obiettivi esposti si farà uso di lezioni
sia frontali che dialogate, con il sussidio del libro di testo e di fotocopie contenenti esercizi svolti e
approfondimenti.
Verranno assegnati compiti per casa, cercando di dedicare sempre una parte della lezione alla
correzione di questi alla lavagna sia da parte del docente, che da parte dei ragazzi. (I compiti
verranno comunque controllati dal docente, per assicurarsi che i ragazzi li svolgano).
Verranno discussi e confrontati insieme gli esercizi che hanno apportato incertezze e problemi. Si
svolgerà attività di laboratorio informatico utilizzando software didattici come Derive; in queste
occasioni si preferirà il lavoro di gruppo, le esercitazioni guidate ma anche quelle autonome.

STRUMENTI UTILIZZATI:
 Libro di testo

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 Lavagna e gessi
 Calcolatrice scientifica
 Riga e squadre
 Fotocopie
 Software didattici come Derive.

CONTROLLO DELL’APPRENDIMENTO:
Il controllo dell’apprendimento sarà effettuato mediante verifiche formative e verifica
sommativa.
Le verifiche formative consistono nel controllo degli esercizi assegnati per casa, la correzione alla
lavagna degli stessi, effettuato dagli allievi, la discussione in classe dei problemi incontrati nello
svolgimento degli esercizi e nello studio della teoria, qualche domanda durante le lezioni, lo
svolgimento di qualche esercizio alla lavagna.
Le verifiche sommative consistono in prove orali e prove scritte.
Le prove orali serviranno al docente per valutare non solo la teoria appresa dai ragazzi, ma verrà
chiesto anche lo svolgimento di qualche esercizio e verranno fatte domande riguardanti le attività di
laboratorio.
La prova scritta sarà svolta al termine dell’unità didattica e ha soprattutto il compito di valutare le
abilità e permetterà di verificare l’autonomia dello studente nell’utilizzo degli strumenti forniti.

VALUTAZIONE:
Per determinare il voto della verifica sommativa attribuiamo ad ogni esercizio un punteggio.
La diversità di punteggio rappresenta un diverso livello di difficoltà in termini di conoscenze e
abilità.
Per attribuire il punteggio teniamo conto dei seguenti indicatori:
o Conoscenze specifiche
o Competenze nell’applicare le procedure e i concetti acquisiti
o Capacità logiche ed argomentative
o Completezza della risoluzione
o Correttezza della risoluzione e dell’esposizione

Naturalmente, nel caso di errore nello svolgimento dell’esercizio, verrà attribuito solo parte del
punteggio completo. Per fare questo, si stabilirà di volta in volta, a seconda della gravità dell’errore
commesso, quanto farlo pesare e di quanto abbassare il punteggio.

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Fatto questo, applicheremo la stessa diminuzione di punteggio a ciascun studente che avrà fatto lo
stesso errore.

RECUPERO:
Per gli studenti che trovano difficoltà nell’apprendimento, verranno svolte attività
pomeridiane, ossia gli “sportelli”, che consistono in esercitazioni mirate al singolo studente.

TEMPI PREVISTI PER L’INTERVENTO DIDATTICO:


Per svolgere l’unità didattica sulla parabola si prevedono i seguenti tempi:
o Ripasso e accertamento dei prerequisiti 1h
o Sviluppo dei contenuti dell’unità didattica 8h
o Attività di laboratorio informatico 2h
o Svolgimento esercizi in preparazione verifica sommativa 1h
o Verifica sommativa 2h
o Consegna e correzioni verifiche 1h

Per un totale di 15h (tre settimane).


La previsione è da ritenersi elastica, in quanto si deve tenere conto delle necessità degli studenti.

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SVILUPPO DEI CONTENUTI DELL’UNITÀ DIDATTICA

 FUNZIONE REALE DI VARIABILE REALE


 DOMINIO E CODOMINIO DI UNA FUNZIONE
 DOMINIO E CODOMINIO DI ALCUNE FUNZIONI ELEMENTARI
 GRAFICI DEDUCIBILI DA QUELLO DI f.
 GRAFICO DELLA SOMMA E DIFFERENZA DI DUE FUNZIONI
 GRAFICO DEL PRODOTTO E EL QUOZIENTE
 GRAFICO DELLA FUNZIONE COMPOSTA:
1. GRAFICO DELLA RADICE
2. GRAFICO DELLA RECIPROCA
3. GRAFICO EL LOGARITMO ED ESPONENZIALE
 APPLICAZIONI INTERDISCIPLINARI
 SCHEDE DI LABORATORIO

1. FUNZIONE REALE DI VARIABILE REALE: DOMINIO E CODOMINIO.

Prima di parlare dei grafici deducibili da una funzione f, vogliamo fare un breve riepilogo di alcuni
argomenti che riteniamo fondamentali per la comprensione della suddetta unità didattica.

Definizioni: Una funzione reale di variabile reale è una legge che associa ad ogni elemento x
(variabile indipendente) appartenente ad un insieme D ( D  ) uno e un solo numero reale y
(variabile dipendente) di un certo insieme B   . L’elemento y si indica anche con f(x).
L’insieme D è chiamato dominio della funzione ed è l’insieme in cui essa è definita.
L’insieme C  B costituito dai valori che la funzione assume, relativi a tutti gli x del dominio, è
chiamato codominio della funzione.

L’attributo “reale” indica che gli elementi del condominio, sono numeri reali e la specificazione “di
variabile reale” indica che anche gli elementi del dominio sono numeri reali.

Definizione: Le funzioni reali di variabile reale, si possono rappresentare su un piano cartesiano,


mediante il loro grafico
G =  x; f ( x) / x  D .

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Il grafico è costituito dall’insieme dei punti che hanno come ascisse il valore del dominio e come
ordinate i corrispondenti valori della funzione.

2. DOMINIO E CODOMINIO DI ALCUNE FUNZIONI ELEMENTARI

FUNZIONI POLINOMIALI

Definizione: Assegnati n+1 coefficienti a0 a1….. an con an ≠ 0, la funzione


f: x → anxn+ an-1xn-1 +……………. a1x + a0
è un polinomio di grado n e si dice funzione polinomiale.
Dominio: la retta reale
Codominio: si distinguono due casi
-- se il grado del polinomio è n=2k+1, allora il codominio è la retta reale;
-- se il grado del polinomio è n=2k, allora il codominio è costituito da una semiretta
rivolta verso +  se an>0, oppure è costituito da una semiretta rivolta verso -  se
an<0.
Esempio: La prima immagine rappresenta il grafico di una funzione polinomiale di grado dispari,
mentre la seconda è il grafico di una funzione polinomiale di grado pari.

Figura 1

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FUNZIONI RAZIONALI

Definizione: Assegnati due polinomi


N: x → anxn+ an-1xn-1 +……………. a1x + a0
D :x → bnxn+ bn-1xn-1 +……………. b1x + b0
la funzione
N ( x)
f: x →
D( x)

si dice funzione razionale.


Dominio: la retta reale privata dei punti in cui il denominatore si annulla.
Codominio: come per la funzione polinomiale, il codominio delle funzioni razionali dipende dai
gradi del polinomio del numeratore e di quello del denominatore.
Esempio: Rappresentiamo una funzione razionale:

Figura 2

FUNZIONI IRRAZIONALI

Definizione: Data R(x) una funzione razionale,


f: x  n R ( x) (con n  N 0 )

la funzione f si dice irrazionale.


Dominio: si distinguono due casi:
-- grado pari della radice, quindi la funzione è del tipo 2n R ( x) . Il dominio della funzione

è D =  x / x  D R , R( x)  0 dove con DR si intende il dominio della funzione R(x).

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Il dominio è quindi rappresentato da tutti gli x per cui esiste positiva la funzione R (x).
-- grado dispari della radice, quindi la funzione è del tipo 2 n +1 R ( x ) . Il dominio della

funzione è D = D R dove con DR si intende il dominio della funzione R(x).


Il dominio è quindi rappresentato da tutti gli x per cui esiste la funzione R(x)
Codominio: Anche per il codominio si distinguono due casi:
-- grado pari della radice, quindi la funzione è del tipo 2n R ( x ) . Il codominio della

funzione è la semiretta positiva.


-- grado dispari della radice, quindi la funzione è del tipo 2 n +1 R ( x ) . Il codominio

della funzione dipende strettamente dal codominio della funzione R(x).


Esempio: La prima immagine rappresenta il grafico di una funzione razionale con esponente di
grado pari, mentre la seconda è il grafico di una funzione razionale con esponente di grado dispari.

Figura 3

FUNZIONI GONIOMETRICHE O CIRCOLARI

Definizione: Le principali funzioni goniometriche si dividono in:


1. f: x → sen (x) (oppure sin(x))1
2
2. f: x → cos (x)

1
Ricordiamo agli studenti che la funzione seno è una funzione dispari, quindi il suo grafico è simmetrico rispetto
all’origine.
2
Ricordiamo agli studenti che la funzione coseno è una funzione pari, quindi il suo grafico è simmetrico rispetto
all’asse y.

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sen ( x)
3. f: x → tg (x) = (oppure tan(x))
cos( x )
cos( x )
4. f: x → ctg(x) =
sen ( x)

Dominio:
1. tutta la retta reale
2. tutta la retta reale
sen( x) 
3. Poiché tg(x)= , dovrà essere cos( x )  0 cioé x  + k con k  Z .
cos( x ) 2

 
Perciò il dominio è D =  x / x  , x  + k ; k  Z  .
 2
cos( x )
4. Poiché ctg(x)= , dovrà essere sen( x)  0 cioé x  k con k  Z .
sen( x)

Perciò il dominio è D =  x / x  , x   ; k  Z  .
Codominio
1. I valori di y compresi tra -1 e 1
2. I valori di y compresi tra -1 e 1
3. da -∞ a +∞
4. da -∞ a +∞
Esempi: Come esempi, proponiamo proprio i grafici delle funzioni sen(x), cos(x), tg(x) e ctg(x).

Figura 4

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Figura 5

FUNZIONE LOGARITMO

Definizione: La funzione
f: x → loga x con a   0+ - 1 3
si dice funzione logaritmica.
Dominio: la semiretta x>0 dei numeri positivi.
Codominio: da -∞ a +∞

Figura 6

FUNZIONE ESPONENZIALE
3
Ricordiamo agli studenti che se la base a è maggiore di 1 la funzione logaritmo è crescente, se a è compreso tra 0 e 1
la funzione è decrescente come mostra la figura 6.

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Definizione: La funzione
f: x → ax, con a appartenente a   0+ - 1 4
si dice funzione esponenziale.
Dominio: tutta la retta reale.
Codominio: la semiretta y>0 dei numeri positivi.

Figura 7
Osservazione didattica:
Si può sfruttare questo esempio, per introdurre in modo intuitivo il concetto di funzione che tende a
infinito ( f ( x) � �) e di funzione che tende a zero ( f ( x) � 0 ).
Nel primo caso, y = 10 x , quando la x cresce indefinitamente, anche il valore della funzione cresce

indefinitamente, cioè tende a infinito ( f ( x) � �).


x
�1 �
Nel secondo caso invece, y = � �= 10- x , quando la x cresce indefinitamente, il valore della
�10 �

funzione diminuisce rapidamente fino ad avvicinarsi allo zero, cioè tende a zero ( f ( x) � 0 ).

Con ragionamento analogo si fa vedere il comportamento delle due funzioni quando x decresce.

FUNZIONE SEGNO
Definizione: La funzione

4
Lo stesso vale per la funzione esponenziale: se a>1 la funzione è crescente se 0<a<1 la funzione è decrescente.

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se x < 0 allora sgn( x) = -1


se x = 0 allora sgn( x) = 0
x � sgn( x) �

se x > 0 allora sgn( x) = 1

si dice funzione segno.
Dominio: tutta la retta reale
Codominio: è costituito dai tre numeri {-1, 0, 1}

Figura 8

FUNZIONE VALORE ASSOLUTO


Definizione: La funzione
se x < 0 allora x = - x


x� x �
se x > 0 allora x = x

si dice funzione valore assoluto o modulo.
Dominio: tutta la retta reale.
Codominio: : la semiretta y �0 dei numeri positivi.

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Figura 9

FUNZIONE PARTE INTERA


Definizione: La funzione
x → [x]
che fa corrispondere ad ogni numero reale x l’intero [x] minore o uguale più vicino si
dice funzione parte intera.
Dominio: tutta la retta reale.
Codominio: Z, l’insieme dei numeri interi

Figura 10

17
3. GRAFICI DEDUCIBILI DI ALCUNE FUNZIONI ELEMENTARI
Consideriamo nel piano cartesiano Oxy il grafico della funzione y = f (x) , rappresentativo della
funzione f, e sia D f il suo dominio.
Il nostro scopo è quello di tracciare, con semplici considerazioni geometriche, il grafico delle
seguenti funzioni elementari (nel caso in cui la composizione è possibile):
a. y = f (- x )

b. y = f ( x)

c. y = - f (x )

d. y = f ( x)

e. y = f ( x)

f. y = f ( x) + c

g. y = f ( x - c)
h. y = f (ax)
i. y = af (x )

j. y = b + f (x - a )
Osservazione didattica:

Nel trattare questo argomento, si utilizzerà il software didattico Derive 5, che ci sarà di grande
aiuto. Gli alunni dopo aver tracciato il grafico della funzione in questione, saranno condotti a
scoprire proprietà delle funzioni prese in esame, dando vita così a lezioni dialogiche.

Consideriamo perciò, come esempio, la curva di equazione:


y = log e x (1) 5

Il cui grafico è riportato in fig. 1.

5
Ricordiamo che la funzione y = log e x è una funzione crescente.
18
Figura 11
+
Teniamo presente che il dominio della funzione f ( x) = log e x è D f = R0 .

Consideriamo ora il caso a. : Chiamiamo g ( x ) = log e ( - x) .


-
Essa ha per dominio D g = R0 simmetrico di D f rispetto all’asse y. Il grafico è quello riportato in
figura 2.
Osservazione didattica: E’ utile osservare che i punti della curva y = log e (- x) si ottengono da
quelli della (1) cambiando x con –x e lasciando inalterata y. Le due curve sono perciò simmetriche
rispetto all’asse y (come si vede bene in fig. 3).

Figura 12

19
Figura 13
In generale quindi data una funzione y=f(x), il grafico della funzione g(x)=f(-x) si ottiene da quello
di f(x) tramite una simmetria assiale rispetto all’asse delle ordinate.

Esercizio: Disegnare il grafico della funzione y=f(-x) ove f(x)= x2-4x+3 e trarre le opportune
considerazioni.
Risoluzione: Dobbiamo tracciare il grafico (fig. 4) della funzione y=f(-x) ovvero della funzione

g ( x) = (- x) 2 - 4(- x) + 3 = x 2 + 4 x + 3
y=f(x) è l’equazione di una parabola con asse di simmetria parallelo all’asse y, di vertice V(2,-1),
mentre y=f(-x) è ancora l’equazione di una parabola con asse di simmetria parallelo all’asse y ma
avente vertice nel punto V’(-2,-1). Come si può vedere dalla figura 4, il grafico di g(x) è simmetrico
rispetto all’asse y, di quello di f(x)

20
Figura 14

Consideriamo ora il caso b. : Chiamiamo g ( x) = log e x .


Poiché

loge x x  R0 +
loge x = 
loge (-x) x  R0 -
Risulta che la funzione log e x è definita per ogni x �R -  0 e il suo grafico è l’unione dei due
grafici precedenti (fig. 3).
Osservazione didattica: Sottolineiamo con gli studenti che in generale il grafico di g(x)= f(|x|) si
ottiene da quello di f(x) osservando che:
�f ( x) se x �0
g ( x) = f ( x ) = �
�f (- x) se x < 0
Perciò il grafico di g(x) è il simmetrico di f(x) rispetto all’asse y per x<0 e coincide con f(x) per x≥0.
Esercizio: Disegnare il grafico della funzione y = sen x
Risoluzione:

�sen( x)
� se x < 0
Poiché si ha: y = � funz .dispari
�sen(- x) = - sen( x) se x < 0

Si ricava che il grafico di y = sen x coincide con quello di y = sen( x ) per x �0 e con quello di

y = sen(- x) per x < 0 ; da cui


21
Figura 15

Caso particolare: Se consideriamo la funzione y = cos x essendo la funzione coseno una funzione
pari (simmetria rispetto all’origine), si ha che:
cos x

� se x �0
y = cos x = � funz . pari = cos x
cos( - x) = cos x
� se x < 0

Quindi in questo caso, i due grafici coincidono.

Consideriamo ora il caso c. : Chiamiamo g ( x ) = - log e x . Essa ha lo stesso dominio della

funzione y = log e x e tuttavia assume valori opposti. Per questo motivo il suo grafico (fig. 6) è
simmetrico rispetto all’asse x di quello della funzione y = log e x come si vede in figura 7.

Figura 16
22
Figura 17

Osservazione didattica: E’ bene sottolineare con gli studenti che in generale, data una funzione
y=f(x), il grafico della funzione g(x)=- f(x) si ottiene da quello di f(x) tramite una simmetria assiale
rispetto all’asse delle ascisse.

Esercizio: Determinare il grafico della funzione y = sen(- x) e trarre le opportune considerazioni.


Risoluzione: Poiché tale relazione la si ottiene dalla funzione y = sen( x) cambiando x in –x, il

grafico di y = sen (- x ) , poiché la funzione seno è dispari, ovvero y=sen(-x)=-sen(x), è la curva

simmetrica rispetto all’asse y di y = sen( x) (fig. 8).

23
Figura 18

Consideriamo ora il caso d. : Chiamiamo g ( x ) = log e x .


Per definizione di valore assoluto si ha che:

loge x se x  1
loge x = 
- loge x se 0 < x < 1
Per cui, il grafico, riportato in fig. 9 è ottenuto considerando per x  1 il grafico di fig. 1 e per
0<x<1 quello di fig. 6.

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Figura 19
Osservazione didattica: Sottolineiamo che, in generale, il grafico della funzione g(x)=|f(x)| si
ottiene da quello di f(x) tramite una simmetria assiale rispetto all’asse delle ascisse di quelle parti di
grafico che stanno sotto tale asse e lasciando invariate le altre.

Esercizio: Disegnare il grafico della funzione g(x)= |f(x)| ove f(x)=x2+6x+2


Risoluzione: Poiché g(x)= |f(x)| si ha che: g ( x) =| x 2 + 6 x + 2 | .
è l’equazione di una parabola con asse di simmetria parallelo all’asse delle y e avente vertice nel
punto V(-3,-7). Il grafico di g(x) è quello in figura 10.

Figura 20
ove la parte tratteggiata è stata ribaltata (tramite simmetria assiale rispetto all’asse delle ascisse) sul
semipiano positivo delle y.

Consideriamo il caso e. : Sia g ( x ) = log e x .


Allora per def. di valore assoluto:

loge x se x  1 ovvero x  -1  x  1;
loge x = 
loge (- x) se x < 1 ovvero - 1 < x < 0  0 < x < 1;
Il grafico di tale funzione, lo si può ricavare per x 1 da quello della funzione y = log e x e dal
simmetrico di esso rispetto all’asse x per -1<x<0 e 0<x<1 (fig. 11).

25
Figura 21

Consideriamo ora il caso f. : Siano f ( x) = log e x e g ( x) = f ( x) + c = log e ( x) + c ove c  R .


Per disegnare tale grafico, bisogna prima considerare la seguente traslazione

�X = x
� e O1 = (0, c)
Y = y -c

Nel sistema XOY
1 traslato rispetto al sistema xOy , la curva data ha equazione Y = log e X .

Dunque il grafico di y = log e ( x) + c può essere tracciato come il grafico di y = log e x nel nuovo
sistema ausiliario XO1Y

Figura 22

26
Allora il grafico della funzione g ( x) = log e ( x) + c si ottiene da quello della f(x) mediante una
traslazione di ampiezza c nella direzione dell’asse delle y del grafico della f(x). Con Derive

potremmo far vedere come cambia il grafico della funzione g ( x) = log e ( x) + c facendo variare c ad
esempio tra -5 e 5 di passo 1.
Utilizziamo perciò il seguente comando di Derive:
VECTOR( log e ( x) + c ,c,-5,5,1)
Semplifichiamo con il comando SEMPLIFICA, ottenendo il seguente vettore di 10 componenti:
[log e ( x) - 5;loge ( x) - 4;log e ( x ) - 3;log e ( x) - 2;log e ( x) - 1;
log e ( x);log e ( x) + 1;log e ( x ) + 2;log e ( x ) + 3;log e ( x) + 4;log e ( x) + 5]
Plottando si ottiene il seguente grafico:

Figura 23
Perciò in definitiva c fa traslare verso l’alto o verso il basso (a seconda che c>0 o c<0) il grafico di
y=f(x) di un ampiezza pari a c.

Consideriamo ora il caso g. : Siano f ( x) = log e x e g ( x) = f ( x - c) = log e ( x - c) ove c  R .


Per disegnare tale grafico, bisogna prima considerare la seguente traslazione

�X = x - c
� e O1 = (c, 0)
�Y = y
Nel sistema XOY
1 traslato rispetto al sistema xOy , la curva data ha equazione Y = log e X .

Dunque il grafico di y = log e ( x - c) può essere tracciato come il grafico di y = log e x nel nuovo

sistema ausiliario XO1Y

27
Figura 24

Allora il grafico della funzione g ( x ) = log e ( x - c) si ottiene da quello della f(x) mediante una
traslazione di ampiezza c nella direzione dell’asse delle x del grafico della f(x). (Anche in questo

caso, Derive ci aiuta molto per capire l’andamento del grafico di g ( x) = log e ( x - c) . in fig. 12,
infatti a c abbiamo assegnato i valori compresi tra -5 e 5 plottando il comando semplificato di
Vector).

Figura 25

28
Perciò in definitiva c fa traslare verso destra o verso sinistra (a seconda che c>0 o c<0) il grafico di
y=f(x) di un’ampiezza pari a c.

Consideriamo ora il caso h. : Siano f ( x) = log e x e g ( x) = f (ax) = log e (ax) ove a �R0 .
Per semplicità diamo al parametro a dei valori assegnati per esempio facciamolo variare da 1 a 10
di passo 1 e vediamo come cambia il grafico, con l’aiuto di Derive.

Figura 26

Ora assegniamo al parametro a un valore compreso tra 0 e 1 per esempio facciamolo variare da 1/10
a 1 di passo 1/10 e vediamo come cambia il grafico, sempre utilizzando di Derive.

Figura 27
29
Nel caso particolare del logaritmo,
- se 0 < a < 1 al diminuire di a si ha una compressione lungo l’asse x,
- se a > 1 , all’aumentare di a, si ha una dilatazione lungo l’asse x.
1
Esercizio: Disegnare il grafico della funzione y = sen2 x e y = sen x .
2
Tracciamo dapprima il grafico di y = sen2 x .
Osservazione didattica: E’ bene ricordare agli studenti che:
le funzioni:
x � sin ax e x � cos ax, con a ��+ 0

Sono definite x   e hanno massimo uguale a 1 e minimo uguale a-1. Per determinare il
periodo T, teniamo conto che deve essere:

senax = sena ( x + T ) = sen(ax + aT )


consax = cos a ( x + T ) = cos(ax + aT )
Da cui si ottiene:
aT = 2 .
Quindi il periodo è:
2
T= .
a
Perciò il periodo della funzione y = sen2 x , infatti visto che a=2 è:
2
T= = .
2

Figura 28

30
2
1 T= = 4
Tracciamo ora il grafico di y = sen x , ricordando che il periodo è 1
2
2

Figura 29
Quindi se a < 1 si ha una dilatazione orizzontale, se a > 1 una contrazione orizzontale.

Consideriamo ora il caso i. : Siano f ( x) = log e x e g ( x) = af ( x) = a log e x ove a �R0 .


Per semplicità diamo al parametro a dei valori assegnati per esempio facciamolo variare da 1 a 10
di passo 1 e vediamo come cambia il grafico, con l’aiuto di Derive:

31
Figura 30
Ora assegniamo al parametro a un valore compreso tra 0 e 1 per esempio facciamolo variare da 1/10
a 1 di passo 1/10 e vediamo come cambia il grafico, sempre utilizzando di Derive.

Figura 31

Nel caso specifico del logaritmo, per a>1 si ha una dilatazione lungo l’asse y, per 0<a<1 si ha una
compressione lungo l’asse y.

Esercizio:
Rappresentare graficamente la funzione y = 2 senx
Osservazione didattica: Consideriamo le curve di equazione
32
y = a� senx, y = a �cos x, y = a �tgx con a ��0
Per un dato valore di x, i valori delle funzioni:
y = a�senx e y = a �cos x (1)
si ottengono rispettivamente dai corrispondenti valori delle funzioni
y = senx y = cos x
moltiplicandoli per a. Le funzioni (1) hanno perciò periodo 2π, massimo uguale a a e minimo
uguale a - a .
Analogamente per y = a �
tgx con a ��0 .

Risoluzione: La funzione f : x � 2 senx è definita x ��, ha periodo 2π, e si annulla x = k .


Essa assume:

 Il massimo (uguale a 2) x = + 2 k
2
3
 Il minimo (uguale a -2) x =  + 2k
2

Figura 32
1
Consideriamo ora a<1, a tale scopo sia a=1/2, allora il grafico della funzione y = senx è:
2

33
Figura 33
Avremo quindi una contrazione verticale se a < 1 , una dilatazione verticale se a > 1 .

Consideriamo ora il caso j. : Siano f ( x) = log e x e g ( x) = b + f ( x - a ) = b + log e ( x - a ) ove

a �R0 + c �R . Determiniamo il grafico di g(x).


A tale scopo dobbiamo considerare la seguente traslazione:
�X = x - a
� e O1 = (a , b )
�Y = y-b

Perciò nel nuovo sistema cartesiano XO1Y traslato rispetto al sistema xOy la curva data ha

equazione Y = log e X . Dunque il grafico di y = b + log e ( x - a ) può essere tracciato come il

grafico di y = log e x nel nuovo sistema ausiliario XO1Y .

Figura 34

34
Esercizio:
Determinare il grafico di y = b + sen( x - a ) con (a , b ) ��
Risoluzione: Per disegnare tale grafico, bisogna prima considerare la seguente traslazione

�X = x - a
� e O1 = (a , b )
�Y = y - b
Nel sistema XO1Y traslato rispetto al sistema xOy la curva data ha equazione Y = senX . Dunque

il grafico di y = b + sen( x - a ) può essere tracciato come il grafico di y = senx nel nuovo sistema

ausiliario XO1Y

Figura 35

Quindi α fa traslare orizzontalmente il grafico a destra o a sinistra dell’origine (a seconda che α>0 o
α<0 rispettivamente), β fa traslare verticalmente il grafico verso l’alto o verso il basso rispetto
all’origine degli assi.
Le funzioni sinusoidali:
Una funzione sinusoidale è una funzione del tipo:
y = Asen(w x + j ), y = A cos(w x + j ) con A, w , j ��

35
- A; A �
Il codominio della funzione è �
� �. Il numero A è detto ampiezza della funzione
sinusoidale, il numero ω pulsazione e φ sfasamento o fase iniziale. Il periodo è indicato con T e si

2
ha che T = . Infatti la funzione seno è periodica di periodo 2π, quindi possiamo scrivere:
w

Asen(w x + j + 2k ) = Asen(w x + j )


Asen[(w x + 2k ) + j ] = Asen(w x + j ),
�� 2 � �
w �x + k
Asen � �+ j �= Asen(w x + j )
�� w � �
2
da cui si deduce che il periodo è T = .
w
Esempio:
� �
Tracciamo il grafico della funzione sinusoidale y = 3sen �2 x + �.
� 3�
Nel nostro caso abbiamo:

A = 3, w =2, j=
3

Figura 36

Grafico della Somma e della differenza di due funzioni:

36
Date due funzioni f e g definite su uno stesso dominio D si può considerare sia la loro somma che la
loro differenza:
somma f + g : x � f ( x) + g ( x)

differenza f - g : x � f ( x) - g ( x )

Come si ottengono i grafici della somma e della differenza conoscendo i grafici delle funzioni f e g?
È necessario disegnare le due funzioni f e g in uno stesso piano cartesiano, successivamente si deve
addizionare (o sottrarre), con riga e compasso, in corrispondenza di ogni valore di x, i segmenti che
rappresentano f(x) e g(x).
Esempio
Si consideri la funzione
s : x � x2 + x
che si può vedere come somma delle funzioni f(x) = x2 e g(x) = x.
Si comincia a disegnare le due funzioni nello stesso piano cartesiano (fig.14). Per realizzare il
grafico della somma, in corrispondenza di ogni punto P della retta x si costruisca il punto S
determinato dalla relazione:
PS=PF + PG
dove F appartiene alla funzione f e G alla funzione g.
Per la costruzione di s basta riportare in verticale, uno dopo l’altro i segmenti PF e PG .

Figura 37
Analoga costruzione si può fare per la differenza.
Grafico del prodotto di due funzioni:
37
Date due funzioni f e g definite su uno stesso dominio D si può considerare il loro prodotto:

f‫=׮‬g : x
p � f ( x) g ( x)

Il grafico della funzione prodotto lo si ottiene direttamente da quelli della funzione f(x) e g(x)

disegnandoli su uno stesso piano cartesiano e costruendo in corrispondenza di ogni valore x0 �D

l’ordinata del prodotto f ( x0 ) �


g ( x0 ) .

Osservazione didattica: Per la costruzione del grafico prodotto è bene sottolineare con gli studenti
che essi tengano conto delle seguenti osservazioni:
1. Se i due fattori f(x) e g(x) sono concordi, il prodotto è positivo, altrimenti è negativo;
2. Se uno dei due fattori è 1, il prodotto coincide con l’altro fattore e se è –1, il prodotto
coincide con l’opposto dell’altro fattore;
3. se uno dei due fattori è in modulo maggiore di 1 (minore di 1), il prodotto risulta una
dilatazione (contrazione) dell’altro fattore;
4. Se uno dei due fattori è 0, il prodotto è 0, qualunque sia l’altro fattore.
Esempio: Consideriamo la seguente funzione:
p : x � x�
cos x
prodotto delle due funzioni
f :x�x e g : x � cos x
Si comincia a disegnare le due funzioni nello stesso piano cartesiano (fig.14). Per realizzare il
grafico del prodotto, basta attenersi a quanto abbiamo detto in precedenza.

Figura 38

38
Osservazione didattica: Vista la periodicità della funzione p, possiamo ragionare nell’intervallo

[ 0, 2 ] . Secondo quanto osservato in precedenza.


- quando x =0, f(x)=0 quindi p(x)=0;

- quando x = , g(x)=0 quindi p(x)=0
2
- quando x =  , g(x)=-1 quindi p(x)=-x (ossia l’opposto della funzione f);
- quando x = 2 ,g(x)=1 quindi p(x)=x.

Grafico del quoziente:


Date due funzioni f e g definite su uno stesso dominio D si può considerare il loro quoziente:
f f ( x)
q= :x�
g g ( x)
Il grafico della funzione quoziente lo si ottiene direttamente da quelli della funzione f(x) e g(x),
disegnandoli contemporaneamente nello stesso piano cartesiano.
Osservazione didattica: Anche per la costruzione del grafico quoziente è bene sottolineare con gli
studenti che essi tengano conto delle seguenti osservazioni:
1. Se i due fattori f(x) e g(x) sono concordi, il quoziente è positivo, altrimenti è negativo;
2. Se la funzione al denominatore è 1, il quoziente coincide con il numeratore;
3. se il denominatore è in modulo maggiore di 1 (minore di 1), la funzione quoziente si dilata
(si contrae);
4. se le due funzioni sono uguali, la funzione quoziente è l’unità;
5. se la funzione al numeratore è 0 la funzione quoziente è 0.
Esempio: Consideriamo la seguente funzione:
senx
p:x�
x2 + 1
prodotto delle due funzioni
f : x � senx e g : x � x2 +1
Si comincia a disegnare le due funzioni nello stesso piano cartesiano (fig.14). Per realizzare il
grafico del quoziente, basta attenersi a quanto abbiamo detto in precedenza.

39
Figura 39
Osservazione didattica: Vista la periodicità della funzione q, possiamo ragionare nell’intervallo

[ 0, 2 ] . Secondo quanto osservato in precedenza.


- quando x =0, f(x)=0 e g(x)=1 quindi p(x)=f(x)=0;
- quando x =  , f(x)=0 quindi p(x)=0.

Grafico della funzione composta:


Osservazione didattica: E’ bene ricordare agli studenti che cosa si intenda per composizione di
funzioni:
Consideriamo tre insiemi non vuoti A,B,C e due funzioni così definite:

fissato un elemento x �A A tramite f(x) possiamo ottenere il valore f ( x ) �A . Avendo g(x) come
dominio B possiamo ottenere tramite g(x) il valore g[f(x)] �C. Considerando questo fatto possiamo
dare la seguente:
Definizione (di composizione di funzioni): Dati tre insiemi non vuoti A,B,C e due funzioni:

definiamo la funzione composta di f(x) e g(x) come la funzione:

40
Il simbolo ◦ si legge composto. Si noti che la prima funzione che viene scritta per indicare la
composizione ossia g(x) è la seconda che viene usata nella composizione stessa. La composizione
di funzioni è evidenziata nella figura 25.

Figura 40

Osservazione didattica:
Facciamo ricordare agli studenti che:
• la composizione di funzioni non é commutativa in quanto in generale: g ◦ f �f ◦ g
• la composizione di funzioni può sempre essere effettuata se il codominio di f(x) coincide con il
dominio di g(x) o quanto meno se il dominio di g(x) è un sottoinsieme del codominio della f(x).

Ora, conoscendo il grafico della funzione y= f(x) facciamo vedere come è possibile determinare il
grafico di alcune delle più semplici funzioni composte (funzione radice, funzione reciproca,
funzione logaritmo e funzione esponenziale).

1. GRAFICO DELLA RADICE f ( x)

La funzione radice è definita solamente quando f ( x ) �0 . Per questo motivo consideriamo


solamente i rami della curva y=f(x) che si trovano al di sopra dell’asse x.

La funzione f ( x) ha la stessa crescenza e decrescenza della funzione f(x), quindi se f(x) ha un

massimo o un minimo in ( x0 , f ( x0 ) ) allora f ( x ) ha un massimo o un minimo locale nel punto

(x ,
0 )
f ( x0 ) .

Inoltre f(x) e f ( x ) intersecano l’asse x negli stessi punti, hanno gli stessi asintoti verticali (per

f ( x ) � +�) e gli stessi asintoti orizzontali ( y = l con l �0 ) .

41
Osservazione didattica: si faccia notare agli studenti che la funzione f ( x ) ha un massimo o un

minimo locale in corrispondenza del massimo o minimo della funzione f(x) soltanto se questi ultimi
hanno ordinata positiva o nulla.
Esempio

Figura 41

1
2. GRAFICO DELLA RECIPROCA
f ( x)

Osservazione didattica: si faccia notare subito agli studenti che nei punti in cui la funzione y=f(x)
interseca l’asse delle ascisse, la funzione reciproca non è definita.

1
Quando la funzione f(x) assume valori prossimi allo zero, la reciproca assume valori sempre
f ( x)

1
più grandi fino a tendere all’infinito. Viceversa, se la funzione f(x) tende a infinito, allora la
f ( x)

assume valori sepre più piccoli fino ad avvicinarsi allo zero.


1
Inoltre la funzione f(x) e la hanno lo stesso segno e negli intervalli in cui f(x) cresce, la
f ( x)

1 1
decresce e viceversa negli intervalli in cui f(x) decresce la cresce. Infine se f(x) ha un
f ( x) f ( x)

massimo nel punto ( x , f ( x ) ) dove


0 0 x0 non annulla f(x) allora la reciproca ha un minimo locale in

42
� 1 � � 1 �
�x0 ,
� f (x )��Invece se il punto ( x0 , f ( x0 ) ) e di minimo per f(x) allora il punto �x0 ,
� f (x ) �
�è di
� 0 � � 0 �
massimo per la reciproca.
Esempio

Figura 42

3. GRAFICO DELLA ESPONENZIALE e f ( x )

Osservazione didattica: si faccia notare agli studenti che la funzione e f ( x ) dove esiste è sempre

positiva e che quando la funzione f ( x ) � -� e f ( x ) � 0 , quando la funzione f ( x ) � +� anche

e f ( x ) � +�. Infine se f(x) < 0 allora 0< e f ( x ) <1; se f ( x ) �0 allora e f ( x ) �1 .

La funzione e f ( x ) ha la stessa crescenza e decrescenza della funzione f(x), quindi se f(x) ha un

massimo o un minimo in ( x0 , f ( x0 )) allora e f ( x ) ha un massimo o un minimo locale nel punto

( x0 , e f ( x0 ) ) .

Esempio:

43
Figura 43

4. GRAFICO DEL LOGARITMO log f ( x)

Per prima cosa si devono eliminare i rami della curva y=f(x) che si trovano nel semipiano y �0 .
Nei punti in cui f(x) interseca l’asse delle ascisse, la curva logaritmica ha degli asintoti verticali
perché l’argomento del logaritmo si avvicina a zero.
Nei punti in cui f(x)=1 la curva logaritmica interseca l’asse delle ascisse.
La funzione log f ( x) ha la stessa crescenza e decrescenza della funzione f(x), quindi se f(x) ha un

massimo o un minimo in ( x0 , f ( x0 )) (con ordinata positiva) allora log f ( x ) ha un massimo o un

minimo locale nel punto ( x0 , log f ( x0 )) .


Esempio

Figura 44

44
APPLICAZIONI INTERDISCIPLINARI: IL MOTO ARMONICO

Vedremo come l’equazione orario di un punto che si muove di moto armonico è una funzione
sinusoidale. Sia dato un riferimento cartesiano con origine O (fig. 53); un punto P, partendo dal
punto A, percorra di moto uniforme6, con velocità angolare ω, una circonferenza di raggio di misura

r = OP . Si vuol trovare la legge del moto del punto H proiezione ortogonale di P sull’asse y: questo
moto sull’asse y prende il nome di moto armonico.
Le coordinate di P siano, all’istante t, x = OQ e y = QP = OH ; l’angolo che OA forma col
semiasse positivo delle x, misurato in radianti, abbia ampiezza φ. L’angolo φ prende il nome di fase
iniziale. La velocità angolare ω è misurata in radianti,

Y
Figura 45
dall’angolo corrispondente all’arco percorso da P in un secondo. Se P impiega T secondi a
percorrere l’intera circonferenza , cioè H P risulta
se T è il periodo,
2
wwt= . A
φ
T
Il punto P impieghi il tempo t a percorrere �
O l’arco Q
AP : allora l’angolo ˆ ha ampiezza di ωt
X AOP

radianti e l’angolo che il semiasse positivo x forma con OP è dato da (wt + j ) radianti. Posti

dunque s = OH = QP , si ha, osservando il triangolo rettangolo OPQ,


ˆ � s = asen(wt + j )
QP = OP sen POQ
che è appunto la legge richiesta del moto armonico, dove s è detta elongazione o spostamento, a
l’ampiezza, ω la pulsazione. Inoltre il numero υ di oscillazioni complete nell’unità di tempo si dice
frequenza; si ha quindi:
6
Dire che il punto P si muove di moto uniforme significa dire che si muove a velocità costante.
45
1
u= .
T
Il grafico di un equazione oraria di un moto armonico nel piano tOx è quindi una sinusoide di

2
ampiezza a e periodo T = .
w

sin(2*x) s

p/2w t
3pi/2w
-a

Figura 46

46
Verifica formativa

Si svolgeranno in itinere esercizi di questo tipo (oltre a quelli già indicati e svolti durante lo
sviluppo dei contenuti ):
1) Ricordando il grafico della funzione y = x 2 , disegnare i grafici delle seguenti funzioni:

�y = x 2 + 2 ( f ( x) + c)
�y = 6 x 2 - 4 (a f ( x) + c)
�y = x 2 ( f ( x)) 2) Ricordando il grafico delle funzioni y = sen( x) y = cos( x) ,
1 �1 � disegnare le seguenti funzioni:
�y = � �
x2 �f ( x) � y = 2( sen( x) - cos( x)) (a ( f ( x) - g ( x)))
�y = - x 2
( - f ( x) ) y = sen 2 ( x) ( f ( x) 2
= f ( x) �f ( x) )
3) Ricordando il grafico della funzione y = log 2 ( x) disegnare il grafico della funzione

y = log1/ 2 ( x) .

4) Sia f ( x ) = x 3 + x , tracciare il grafico di f ( x - 1) ; f ( x ) + 1; f ( - x ) .


1
5) Dopo aver tracciato il grafico di f ( x ) = x 2 + 4 x tacciare il grafico di f ( x) ; .
f ( x)

6) Disegnare il grafico della funzione f definita nel modo seguente:



3x + 4 - 2 �x < -1

f :x ��
|x| - 1 �x �3

�4- x 3 < x �2
2

Verifica sommativa

47
1. Dopo aver indicato il dominio e il codominio della funzione y = senx , disegnarne il

grafico, indicando le eventuali simmetrie e facendo le opportune considerazioni .(4 punti).


2. Tracciare il grafico della funzione y = 4 + cos( x - 3) . (4 punti).
3. Ricordando il grafico della funzione f ( x ) = x 3 - 3 disegnare il grafico di f ( x ) = log( x 3 - 3) ;

dedurre poi da questo il grafico di y = 2 + log( x 3 - 3) (6 punti).


4. Ricordando i grafici delle funzioni f ( x ) = cos x e g ( x ) = 3x 2 + 2 disegnare il grafico

cos x
della funzione y = (4 punti) indicandone anche dominio e codominio. Tracciare poi
3x 2 + 2
il grafico delle funzioni seguenti:
 f ( x ) + 2 (4 punti)

 f ( - x ) (4 punti)

 3  f ( x ) (4 punti)

 f ( x) + g ( x ) (4 punti)

5. Sia f una funzione di x con grafico del tipo mostrato in figura 47. Individuare quale, fra i
grafici in figura 48, rappresenta meglio la funzione ef(x) spiegandone la motivazione della
scelta(6 punti):

Figura 47

48
Figura 48

Griglia di misurazione

Conoscenze Abilità
Totale Ottenuti Totale Ottenuti
Es. 1 2 2
Es. 2 2 2
Es. 3 3 3
Es. 4 3 4
Es. 5 2 3
Totale 12 14

Questa tabella, di facile lettura, potrà essere completata dall’insegnante e allegata alla prova di ogni
singolo studente per aiutarlo nella valutazione e nella comprensione degli errori.

Griglia di valutazione

Voto in decimi
Punteggio grezzo Voto in decimi
(ottenuto con la
(totale 40) (una proposta)
proporzione)

0 3
1
2 0-1
3
4
5 1-2
6
7
49
8
9
10
2-3
11
12
13
14
3-4
15 4
16
17
18
4-5
19
20 5
21
22
5-6
23
24
25 6
26
6-7
27
28
29
7
30
7-8
31
32
33
8
34
8-9
35
36
37
9
38
9 - 10
39
40 10

50
BIBLIOGRAFIA :

 Corso base blu di matematica, M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi, Zanichelli, Bologna,


2005.
La novità; suddiviso in moduli e non più in “anni”. La teoria è ben sviluppata anche se non tratta l’argomento in maniera
generale ma lo sviluppa a seconda della funzione presa in esame. Gli esercizi sono presentati in ordine di difficoltà, si
trovano molti spunti per il laboratorio di matematica e per parlare di “matematica per il cittadino”.

 Nuovi elementi di matematica, N. Dodero, P. Barboncini, R. Manfredi, Ghisetti e Corvi,


Milano, 2000.
Buono sia dal punto di vista della teoria che degli esercizi; è utile anche per la stesura del modulo didattico in
quanto, all’inizio di ogni argomento sottolinea i prerequisiti necessari ed espone brevemente gli argomenti e gli
obiettivi proposti.
 Corso di matematica, L. Lamberti, L. Mereu, A. Nanni, Etas, Milano, 2003.
Apprezzabile l’eserciziario in quanto è abbastanza completo e presenta esercizi interessanti e di ogni grado di
difficoltà. E’ l’unico testo tra quelli consultati che dedica un proprio capitolo a “grafici deducibili da quello
della funzione f”, raccogliendo tutte le varie casistiche in modo generale. Negli altri libri invece, viene trattato
il tema grafici deducibili da quella della funzione logaritmo (nel capitolo dedicato alla funzione logaritmo), da
quello delle funzioni trigonometriche (nel capitolo dedicato alle funzioni trigonometriche) e cosi via, senza
organizzare il tutto in un discorso più generale, come invece fa il Lamberti-Mereu-Nanni.
 Multi Format, W. Maraschini, M. Palma, Paravia, Torino, 2002.
Alquanto ambizioso, i contenuti sono sviluppati in modo sommario, sembra lasciare molto (troppo) spazio al
docente; può dare un’idea su come organizzare il modulo didattico.

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CONCLUSIONI FINALI
A conclusione di questo lavoro aggiungiamo alcuni commenti e riflessioni.
Abbiamo cercato di approfondire lo studio dei grafici deducibili da quello della funzione f,
insistendo sull’importanza di saper tracciare il grafico di una funzione, partendo da una funzione
elementare e sull’importanza di saper ragionare su una funzione data e leggerne le sue proprietà.
Abbiamo insistito sull’opportunità di un insegnamento condotto per problemi (dall'esame di un dato
grafico, l'alunno è portato, prima a formulare una ipotesi di equazione rappresentativa del grafico e
mediante il ricorso alle conoscenze già acquisite, a determinare l’equazione esatta).
Abbiamo dato notevole importanza all’uso del software didattico Derive in quanto consente la
verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e rafforza negli alunni l'attitudine all'astrazione
ed alla formalizzazione per altra via conseguita.

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