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LA GELOSIA DI MESSER ARRIGUCCIO SCENA I

ARRIGUCCIO
PERSONAGGI Bisogna ammettere che son davvero il più disgraziato degli uomini. Ho una
moglie che mi manda in bestia: anziché confortarmi e far le cose come voglio,
ARRIGUCCIO, marito di Angelica mi manda al diavolo venti volte al giorno; anziché rimanersene a casa,
VALERIO, amante di Angelica preferisce le passeggiate, i pranzetti, e per di più frequenta ogni sorta di
CATERINETTA, confidente di Angelica persone. Ah! povero Arriguccio, che disgrazia ti è toccata! Devo darle una bella
IL DOTTORE lezione. Potrei ucciderla... No, pessima idea Arriguccio, finiresti impiccato.
ANGELICA, figlia di Isabella Potrei farla mettere in prigione... Quella carogna troverebbe il modo di uscire.
ISABELLA, madre di Angelica. Che diamine posso fare allora? Ma ecco il Signor Dottore che passa per di qua:
devo chiedergli un buon consiglio.

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SCENA II IL DOTTORE
In primo luogo devi sapere che non sono soltanto un dottore, ma che sono
ARRIGUCCIO una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci volte dottore: l°
Vi stavo giusto cercando per domandarvi qualcosa che mi preme. Perché, come l'unità è la base, il fondamento e il primo di tutti i numeri, così
io sono il primo di tutti i dottori, il dotto dei dotti.
IL DOTTORE 2° Perché due sono le facoltà necessarie alla perfetta conoscenza di ogni cosa:
Bisogna esser davvero maleducati, zotici, senza maniere, per abbordarmi così, il giudizio e l'intelletto; e siccome io sono pieno di giudizio e di intelletto, son
amico mio, senza nemmeno toglierti il cappello, senza osservare rationem loci, due volte dottore.
temporis et personae. Ma come? Incominciare con un discorso raffazzonato,
anziché dire: Salve, vel salvus sis, Doctor, Doctorum eruditissime! Insomma! per chi ARRIGUCCIO
mi prendi, amico mio? D'accordo. Dunque...

ARRIGUCCIO IL DOTTORE
Be’, scusatemi, è che avevo le idee ingarbugliate e non pensavo a quel che 3° Perché, secondo Aristotele, il numero tre è quello della perfezione; e
facevo, ma so bene che siete un galantuomo. siccome io sono perfetto e perfetto è tutto ciò che produco, son tre volte
dottore.
IL DOTTORE
Sai almeno da dove viene la parola galantuomo? ARRIGUCCIO
Bene! Signor Dottore...
ARRIGUCCIO
Che venga da Casa del diavolo, da Strangolagalli o da Capracotta, che IL DOTTORE
m'importa? 4° Perché la filosofia consta di quattro parti: logica, morale, fisica e metafisica;
e poiché io le possiedo tutte e quattro ed in codeste son perfettamente esperto,
IL DOTTORE sono quattro volte dottore.
Sappi che la parola galantuomo viene da elegante; la g e la a della seconda
sillaba danno ga, poi prendendo la l, aggiungendo una a e le ultime due ARRIGUCCIO
consonanti, abbiamo galant, e infine, aggiungendo uomo, arriviamo a Diamine! Non ne dubito. Ascoltatemi, dunque.
galantuomo. Ma insomma, per chi mi prendi?
IL DOTTORE
ARRIGUCCIO 5° Perché vi sono cinque universali: il genere, la specie, la differenza, il proprio
Vi prendo per un dottore. Allora, parliamo un po' dell'affare che voglio e l'accidente, la cui conoscenza è indispensabile a qualsiasi buon ragionamento;
proporvi. Dovete sapere... e siccome io me ne servo con profitto e ne conosco l'utilità, sono cinque volte
dottore.
ARRIGUCCIO ARRIGUCCIO
Ci vuol pazienza. Sì, soldi, e qualsiasi altra cosa chiederete.

IL DOTTORE IL DOTTORE
6° Perché il numero sei è il numero del lavoro; e poiché io lavoro Mi prendi forse per uno disposto a fare qualsiasi cosa per i soldi, un uomo
incessantemente per la mia gloria, son sei volte dottore. attaccato al guadagno, un'anima mercenaria? Sappi, amico mio, che
quand'anche tu mi dessi una borsa piena di denari, quand'anche quella borsa
ARRIGUCCIO fosse contenuta in una scatola lussuosa, quella scatola in un astuccio prezioso,
Oh! parla pure quanto ti pare. quell'astuccio in un cofanetto squisito, quel cofanetto in uno stipo sontuoso,
quello stipo in una camera magnifica, quella camera in un appartamento
IL DOTTORE mirabile, quell'appartamento in un castello sfarzoso, quel castello in una
7° Perché il numero sette è il numero della felicità; e siccome io possiedo una cittadella straordinaria, quella cittadella in una celebre città, quella città in
perfetta conoscenza di tutto ciò che può rendere felici, e in effetti lo sono, un'isola fertile, quell'isola in una provincia prosperosa, quella provincia in una
grazie ai miei talenti, mi sento in dovere di dire di me stesso: O ter quatuorque florida monarchia, quella monarchia in tutto il mondo; e quand'anche tu mi
beatum! 8° Perché il numero otto è il numero della giustizia, a causa dessi il mondo dove si trovasse quella florida monarchia, quella provincia
dell'uguaglianza che si riscontra in esso, e la giustizia e la prudenza con cui prosperosa, quell'isola fertile, quella celebre città, quella cittadella straordinaria,
misuro tutte le mie azioni mi rendono otto volte dottore. 9° perché vi sono quel castello sfarzoso, quell'appartamento mirabile, quella camera magnifica,
nove muse, e io sono egualmente amato da tutte. 10° perché, dato che non si quel cofanetto squisito, quell'astuccio prezioso, quella scatola lussuosa in cui
può passar oltre il numero dieci senza aver ripetuto tutti gli altri numeri, ed fosse contenuta la borsa piena di denari, non mi importerebbe nulla di tutto
essendo esso il numero universale, allora quando mi si trova, si trova il dottore questo, così come nulla mi importa di te e dei tuoi soldi.
universale: contengo in me tutti gli altri dottori. Vedi, dunque, come tutto ciò
prova in maniera plausibile, vera, dimostrativa e convincente che io sono una, Esce
due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci volte dottore.
ARRIGUCCIO
ARRIGUCCIO Ohibò, mi son sbagliato: siccome è vestito da medico ho pensato che
Che diavoleria è questa? Credevo di aver trovato un uomo saggio, che mi bisognasse proporgli dei soldi; ma dato che non ne vuole, niente di più facile
avrebbe dato un buon consiglio, e invece mi ritrovo davanti a uno che accontentarlo. Corro a riacchiapparlo.
spazzacamino' che anziché parlarmi si diverte a giocare alla morra. Uno, due,
tre, quattro, ha, ha, ha! — Oh, insomma, lasciamo stare: vi prego di ascoltarmi,
e credetemi, non son uomo da farvi perder tempo inutilmente. Se mi
contenterete in ciò che vi chiedo, vi darò quel che vorrete; dei soldi, se ne
volete.

IL DOTTORE
Ah, soldi.
SCENA III ANGELICA
E chi si sogna di alzare le spalle?
ANGELICA
(credendosi sola canticchia e si pettina o qualcosa del genere) ARRIGUCCIO
Mio Dio, come se non avessi gli occhi! Torno a ripetervi che il matrimonio è
ARRIGUCCIO una catena alla quale si deve portare il massimo rispetto, e che voi fate
Canta e si fa bella. Un grave sospetto mi turba l'animo. malissimo a comportarvi come vi comportate. (Angelica fa un cenno col capo) Sì,
sì, malissimo! Ed è inutile che scuotiate la testa e che mi facciate quelle smorfie.
ANGELICA
(continua a cantare, poi prende un oggetto dell’amante, tipo un fazzoletto e lo annusa) ANGELICA
Io? Non so neanche quel che vogliate dire.
ARRIGUCCIO
(strappandole il fazzoletto dalle mani) Ah, brutta cagna, vi ho sorpreso finalmente ARRIGUCCIO
a diffamare l'onore del vostro caro sposo! Be’, lo so io, e so benissimo come mi disprezzate. Ma se non sono nato nobile,
vengo se non altro da una famiglia su cui nessuno può aver niente da dire!
ANGELICA
Con un fazzoletto?! ANGELICA
Hai per caso bevuto che ti agiti così tanto?
ARRIGUCCIO
Mi credi fesso? ARRIGUCCIO
Ma sì, dolce oggetto dei miei desideri, io ho torto di gridare; la mia fronte
ANGELICA dovrebbe ringraziarvi dei doni che le fate. Chi è il cicisbeo, il beniamino
Capisco, avete voglia di scherzare. d'alcova, il malaugurato tizzone della tua fiamma segreta, il bel tipo col quale...

ARRIGUCCIO ANGELICA
Andate a contarla ad altri, andate! La cosa è certa. Ho in mano la prova. Col quale?... Continuate

ANGELICA ARRIGUCCIO
Adesso basta con le offese! Col quale... col quale... lo so io!

ARRIGUCCIO ANGELICA
Basta invece lo dico io! È inutile che alziate le spalle: non sto dicendo Ma che cosa vuoi darmi ad intendere? Te lo ripeto, sei ubriaco?
sciocchezze.
ARRIGUCCIO ARRIGUCCIO
Mi comprendi anche troppo bene, signora carogna. Ormai possono Alla fin fine, questo fazzoletto che mi ha tanto allarmato, non prova nulla. Per
chiamarmi non più Arriguccio, ma signor Cornelio. Così tu hai conciato il mio Belzebù - che vi porti all'inferno! Ma io dico, che c'è da criticare in me? Questo
onore. Ma mi vendicherò. corpo, questo portamento che tutti ammirano, questo viso che par fatto
apposta per l'amore e che fa sospirare notte e giorno mille bellezze, in una
ANGELICA parola tutta la mia graziosa persona, non è dunque tale opera che basti a
E tu osi tenermi simili discorsi? soddisfare? O è la mia borsa, dico io, che vagheggiate! Ecco cosa succede ad
aver voluto sposare una nobildonna: ti sistemano di barba e capelli, e tu non
ARRIGUCCIO te ne puoi neanche vendicare, perché la nobiltà ti lega le mani.
E tu osi giocarmi tiri così diabolici?
Entrano Isabella e Caterinetta
ANGELICA
Quali tiri diabolici! Parla senza finzioni. CATERINETTA
La signora Isabella è qui per discutere con voi di alcune faccende.
ARRIGUCCIO
Ah, ma che mi lagno a fare. Ormai le insegne del cervo sulla fronte ce l'ho. E ISABELLA
sarà, ahimè, un bello spettacolo! Che cosa c’è, mio caro genero? Vi vedo tutto arrabbiato.

ANGELICA ARRIGUCCIO
Dunque, dopo avermi offeso, ti diverti a fingerti corrucciato per prevenire gli E con tutte le ragioni, perché...
effetti del mio risentimento? Bel modo di procedere: proprio chi ha fatto
l'offesa, si arroga il diritto di lamentarsi! ISABELLA
Dio mio, genero caro, mi sembrate davvero un po’ poco educato: aggredire
ARRIGUCCIO così la gente senza prima neppure salutarla!
Ma che sfrontata! A vedere quel suo fiero cipiglio, la si crederebbe innocente!
ARRIGUCCIO
ANGELICA Parola mia, mia cara suocera, è che ho ben altre cose per la testa, e...
Va per la tua strada, ma rendimi subito il fazzoletto e non prenderti più gioco
di me. ISABELLA
Ancora! Possibile che ancora non abbiate capito qual è il vostro posto, e che
Angelica esce proprio non si riesca a insegnarvi come ci si comporta con persone di qualità?

ARRIGUCCIO
Come, mia cara suocera?
ISABELLA ARRIGUCCIO
Dunque non la smetterete mai di indirizzarvi a me con quel «mia cara suocera», Al diavolo tutte le regole di tutte queste storie! Quel che voglio dirvi è che non
così confidenziale! sono per niente soddisfatto del mio matrimonio.

ARRIGUCCIO ISABELLA
Perdinci, se voi mi chiamate mio caro genero mi sembra che anch’io possa Come! Parlare così di una cosa da cui avete tratto così grandi vantaggi?
chiamarvi mia cara suocera!
ARRIGUCCIO
ISABELLA Ma quali vantaggi! La faccenda ha giovato a voi, perché senza di me i vostri
Ahaha! Lasciamo perdere. Informatemi dunque, mio caro genero, di quel che affari, col vostro permesso, sarebbero andati in malora e i miei soldi sono
avete per il capo. serviti a tappare dei bei buchi eccome! Ma io, che vantaggi ho avuto, ditemelo
un po’?
ARRIGUCCIO
Dato dunque che le cose vanno dette con franchezza vi dirò, signora Isabella, ISABELLA
che ho buoni motivi per... E non conta niente per voi, mio caro genero, l’onore d’esservi imparentato
con la nostra casa? E ricordatevi che, in virtù di questo privilegio, i vostri figli
ISABELLA saranno dei veri nobili!
Shh, shhh, calma un momento, mio caro genero. Ricordatevi che non è
rispettoso chiamare una persona con il suo nome, e che quando qualcuno è ARRIGUCCIO
più in alto di noi bisogna dirgli «Signora» e basta. Sì, questo va bene, i miei figli saranno dei veri nobili. Io intanto però sarò
cornuto, se qualcuno non fa qualcosa!
ARRIGUCCIO
E va bene! Signora e basta, devo dirvi che mia moglie mi dà motivo... ISABELLA
Non si dicono certe cose con tanta leggerezza, mio caro genero!
ISABELLA
Piano, piano! Ricordatevi anche che non dovete dire «mia moglie» quando ARRIGUCCIO
parlate di mia figlia. Vi posso assicurare che hanno il loro peso!

ARRIGUCCIO ISABELLA
Divento matto! Come, mia moglie non è mia moglie? Che volgarità!

ISABELLA ARRIGUCCIO
Sì, genero, è vostra moglie, ma non vi è permesso chiamarla in questo modo, Io vi ho detto quel che sta succedendo per protestare con voi e chiedervi
come invece sareste perfettamente libero di fare se aveste sposato una vostra soddisfazione per tutta questa storia contro il mio onore.
pari.
ISABELLA ARRIGUCCIO
Non sarò certo io a difenderla ove si comporti male, ma siete ben sicuro di Cornuto e mazziato
quel che dite? Arriguccio esce

ARRIGUCCIO SCENA IV
Sicurissimo.
ANGELICA
ISABELLA Signore, vi assicuro che mi rendete un gran servizio venendo ogni tanto a
Sentirò mia figlia. tenermi compagnia. Mio marito è così poco attraente, così dissoluto e
ubriacone, che stare con lui è un supplizio. Vi lascio immaginare quale piacere
ARRIGUCCIO possa offrire un simile zotico.
La faccio chiamare subito.
VALERIO
ISABELLA Signorina, mi fate troppo onore degnandovi di sopportarmi, e vi prometto che
Prima ci sarebbe la questione di cui sono venuta a parlarvi. farò tutto ciò che posso per farvi divertire; e poiché dite che la mia compagnia
non vi è sgradita, vi dimostrerò con le mie premure quanto questa buona
ARRIGUCCIO notizia che mi date mi renda felice.
Ditemi signora.
ANGELICA
ISABELLA Addio. È ora di ritirarsi.
Bene, dovreste venir con me a scegliere delle stoffe per vostra moglie…
VALERIO
ARRIGUCCIO Come? Così presto?
E non potete farlo voi?
ANGELICA
ISABELLA Siamo stati insieme abbastanza.
L’ho già fatto!
VALERIO
ARRIGUCCIO Ah, signora, potrà mai essere abbastanza per me? E come trovare in così poco
Dunque? tempo tutte le parole di cui ho bisogno? Giorni interi mi ci vorrebbero per
rivelare a voi tutto quello ch’io sento: non vi ho ancora detto la più piccola
ISABELLA parte di tutto ciò che ho da dirvi.
Dunque dovreste venir a saldare, genero, caro! Prendete la borsa!
ANGELICA
Isabella esce Altre cose me le direte un’altra volta.
VALERIO VALERIO
Ahimè, di quale colpo mi trapassate il cuore quando parlate di ritirarvi, e in Ippocrate dice, e Galeno con ragioni ben fondate aggiunge, che una persona
quali e quante amarezze mi lasciate! non sta bene quando è malata. Avete ragione nell'affidarmi tutte le vostre
ANGELICA speranze; poiché io sono il medico più grande, più abile e più dotto che esista
Troveremo il modo di rivederci nella facoltà vegetale, sensitiva e minerale.

CATERINETTA ARRIGUCCIO
Ah! cambiate discorso: sta arrivando il porta iella. Sono pieno di ammirazione!

Entra Arriguccio VALERIO


Non crediate che io sia un medico ordinario, un medico come tanti. Tutti gli
ARRIGUCCIO altri, sono, in confronto a me, degli aborti della medicina. Ho dei talenti
Ecco il mio certificato di cornificazione, senza neanche bisogno di andare a particolari, conosco dei segreti, Salamalec, salamalec, "Rodrigo, hai cuore?",
chiamare il notaio. Ah! ah! Signora carogna, nonostante tutti i miei divieti vi signor sì, segnor no. Per omnia sxcula sxculorum.
ho pescato con un uomo, voi mi volete spedire dai Gemelli al Capricorno! Ma adesso vediamo un po'.

CATERINETTA CATERINETTA
Ah! ecco che è arrivato. Mi pareva strano che potessimo starcene un po' in Non è lui che è malato, è sua moglie.
pace.
VALERIO
VALERIO Non importa. Il sangue del marito e quello della moglie sono tutt'uno; e
Signorina, sono desolato di vedervi così abbattuta... attraverso l'alterazione di quello del marito, posso conoscere la malattia della
moglie. Signore, potrei vedere dell'urina della paziente?
CATERINETTA
Vi trovo a proposito, signor padrone, per informarvi di una bella notizia. Vi ARRIGUCCIO
porto il medico più bravo del mondo per vostra moglie che non si è sentita Certo. Caterinetta, andate subito a prendere dell'urina di mia moglie! (Ora
bene, un uomo che viene da un paese straniero, che conosce tutti i segreti del prestandosi al gioco) Dottore, ho paura che possa morire.
mestiere, e che senza dubbio la guarirà. È così sapiente, che vorrei davvero
essere malata per farmi guarire da lui. VALERIO
Ah! Che se ne guardi bene dal farlo! Che non le venga l'idea di lasciarsi morire
ARRIGUCCIO senza ricetta medica. Ecco dell'urina che mostra un gran calore, una grande
Ah sì, eh!? Un medico, dite! Mi avete preso per scemo? infiammazione nell'intestino; tuttavia non è così brutta.

ARRIGUCCIO
Voi dite? Non mi convince! Servirebbe un esame accurato.
ARRIGUCCIO
VALERIO Ho capito, e me ne dispiaccio per non averci pensato prima, (Valerio tira un
Accurato, dite? Quanto accurato! sospiro di sollievo) Caterinetta! Ma che modi sono questi? Offrire al dottore,
nostro ospite dell’orina direttamente dal pitale! (prende un calice e vi versa il
ARRIGUCCIO contenuto del pitale, quindi glielo porge) Le porgo le mie scuse. (Valerio intimorito
Accurato quanto quello di qualsiasi medico fuori del comune (lo invita ad guarda il bicchiere e gli altri gli fanno cenno di bere, poi beve, vago clamore generale)
annusarla e a berla, magari a gesti).
ARRIGUCCIO
VALERIO Dunque, dottore, dite.
(annusa) Ma, a dirvi la verità…
VALERIO
ARRIGUCCIO (disgustato e fuori di sé) Signor Arriguccio, vostra moglie è malata!
Dottore, in tutta franchezza i suoi metodi di analisi mi paiono a dir poco
superficiali, dopotutto Erofilo lo dice ed Archigene lo ha confermato che per ANGELICA
assimilar la scienza la si butta giù tutta d’un fiato. Come, signore?

VALERIO VALERIO
(inorridito) Tuttavia io non credo che… Significa che non state bene. Sentite dei gran dolori alla testa, ai reni?

ARRIGUCCIO ANGELICA
Forse ce n'è troppo poca per poter formulare un giudizio? La si faccia pisciare No, signore.
ancora.
VALERIO
VALERIO Non ancora! (inizia a rincorrerla minaccioso) Molto bene. Ovidio, quel gran
Non è questo, è che vede… medico, nel capitolo che ha fatto sulla natura degli animali dice... un sacco di
belle cose; e poiché gli umori che hanno della connettività hanno molta
ARRIGUCCIO influenza, perché, per esempio, dal momento che la malinconia è nemica della
Orsù dottore, un uomo di cotanto intelletto e abnegazione per il sapere non gioia, e che la bile che si spande nel corpo ci fa divenire gialli, e visto che non
avrà dunque delle remore a mettere in campo ogni mezzo necessario al c'è niente di più contrario alla salute della malattia, possiamo dire, seguendo il
raggiungimento della conoscenza. pensiero di questo grand'uomo, che vostra moglie è molto malata. Bisogna che
le faccia una ricetta.
VALERIO
Be’… ANGELICA
(cercando di placarlo) Signore, non dite altro. Serva vostra, e vi ringrazio della
pena che vi siete dato.
ISABELLA
ARRIGUCCIO Sei malata, figlia mia?
Adesso ve lo faccio vedere io le ricette e le pene!
ANGELICA
ANGELICA Un poco, signora.
Ebbene, che bisogno c'è di urlare? Questo Signore vi ha appena detto che sono
gravemente malata. Dove sta la ragione di questi rimproveri? CATERINETTA
Maledetto il giorno in cui avete scelto questo spilorcio!...
ARRIGUCCIO
Io vi rovino tutte e due, Signore carogne. E tu Caterinetta, tu corrompi mia Entra il Dottore
moglie: da quando la servi non vale più la metà di quel che valeva.
IL DOTTORE
CATERINETTA Cosa succede? Che disordine! Che lite! Che confusione! Che baccano! Che
Ma certo, a chi volete darla a bere? rumore! Che controversia! Che discordia! Cosa c'è, Signori? Cosa c'è? Cosa c'è?
Dunque, dunque, vediamo un po' se c'è modo di mettervi d'accordo, che io sia
ANGELICA il vostro paciere, che riporti l'unione fra di voi.
Lascia perdere quell'ubriacone. Non vedi che ha bevuto e non sa quel che dice?
ARRIGUCCIO
Entra Isabella Signore, vostro umilissimo servitore, sono qui dentro con l'uomo più sapiente
che esiste, a quanto pare. Venite pure!
ISABELLA
Ancora quel maledetto di mio genero che litiga con mia figlia? Cosa c'è? CATERINETTA
sempre a litigare! Non c'è mai pace nella vostra famiglia? Un altro dottore? Si può sapere che volete farci? Non ne basta uno per
uccidere una persona?
ARRIGUCCIO
Quella sgualdrina mi ha chiamato ubriacone! Son tentato di rifilarti una ARRIGUCCIO
cinquina davanti ai tuoi parenti. Stai zitta! Meglio due consigli che uno solo!

ISABELLA IL DOTTORE
Che il diavolo mi porti, se ci provate. Potrei parlarci un momento?

ANGELICA ARRIGUCCIO
Non gli sta bene neanche che Caterinetta ha mandato a trovare un medico per È tutto vostro, perbacco!
auscultarmi!
VALERIO VALERIO
Non posso: bisogna che vada dai miei malati. Ecco io…

IL DOTTORE IL DOTTORE
Signore, dopo ciò che il signor Arriguccio mi ha detto del vostro merito e della Viene da bonum est, "è buono, è una cosa buona", perché protegge dal catarro
vostra sapienza, ardo dal desiderio di avere l'onore di fare la vostra conoscenza. e dalle flussioni.
Bisogna ammettere che tutti coloro che eccellono in qualche scienza sono
degni di gran lode, e particolarmente coloro che si dedicano alla medicina, sia VALERIO
in virtù della sua utilità, sia perché essa racchiude in sé molte altre scienze, e Non lo sapevo davvero.
ciò rende difficile l'acquisirne una perfetta conoscenza; ed è molto a proposito
che Ippocrate dice nel suo primo aforisma: Vita brevis ars vero longa, occasio autem IL DOTTORE
praeceps, experimentum periculosum, judicium difficile. Su, raccontatemi questa lite.

ANGELICA VALERIO
Sì, ma torniamo al punto. Siete qui per risolvere la questione, sì o no? Ecco cosa è accaduto...

ISABELLA IL DOTTORE
Mio genero e mia figlia, a quanto pare, hanno litigato. Non mi tratterrete a lungo, spero. Ho alcuni affari urgenti da sbrigare in città;
ma sono disposto a fermarmi un attimo per riportare la pace nella vostra
IL DOTTORE famiglia.
E perché mai? (a Valerio) Conoscete voi la causa della controversia?
VALERIO
VALERIO Finisco subito.
Signore...
IL DOTTORE
IL DOTTORE Siate breve.
In poche parole, però.
VALERIO
VALERIO Seduta stante.
Perbacco, sì, ma siate buono.
IL DOTTORE
IL DOTTORE Bisogna riconoscere, caro collega, che dir le cose in poche parole è una bella
Sapete da dove viene la parola “buono”? qualità, e che i grandi Parlatori, anziché farsi ascoltare, di solito finiscono col
rendersi così importuni che non li si ascolta affatto: Virtutem primam esse puta
compescere linguam. Sì, la più bella qualità di una persona onesta è di parlar poco.
ANGELICA
VALERIO Ah! davvero dottore? Mi importa assai di voi e della vostra dottrina, anch'io
Dunque, dovete sapere... son dottore quando mi pare.
IL DOTTORE
Socrate raccomandava soprattutto tre cose ai suoi discepoli: ritegno nell'agire, IL DOTTORE
sobrietà nel mangiare, e dir le cose in poche parole. Orsù, cominciate. Sarai dottore quando ti pare, ma tu mi pari proprio un bel tipo di dottore. Mi
hai l'aria di una che fa quel che le piace: delle specie grammaticali non ti
VALERIO interessa che la congiunzione; dei generi, il maschile; delle declinazioni, il
È quel che vorrei fare. genitivo; della sintassi, mobile cum fixo! e della metrica infine, apprezzi soltanto
il dattilo, quia constar ex una longa et duabus brevibus. Venite qua voi, ditemi un po'
IL DOTTORE qual è la causa della vostra lite.
In poche parole, senza maniere, senza compiacervi in discorsi eccessivi,
troncatemi la questione con un apoftegma, svelto, svelto, evitate le prolissità. ARRIGUCCIO
Signor Dottore...
VALERIO
Ma lasciatemi parlare. IL DOTTORE
Questo sì che è un buon inizio: "Signor Dottore!" Questa parola, dottore, ha
IL DOTTORE qualcosa di dolce all'orecchio, qualcosa di così pieno d'enfasi: "Signor
Basta. Voi parlate troppo. Sarà qualcun altro a dirmi la causa del litigio. Dottore!"

CATERINETTA ARRIGUCCIO
Signor Dottore, sappiate che... Volesse il cielo...

IL DOTTORE IL DOTTORE
Siete un ignorante, un incapace, incompetente in tutte le buone discipline, un Così va bene: "Volesse il cielo!" Volere presuppone il desiderio, il desiderio
asino. Ma come? cominciate il racconto senza nemmeno una parola d'esordio? presuppone dei mezzi per arrivare ai propri fini, e il fine presuppone un
Dev'essere qualcun altro a raccontarmi la disputa. Signorina, raccontatemi un oggetto. Così va bene: "Volesse il cielo!
po' i dettagli di tutta questa confusione.
ARRIGUCCIO
ANGELICA Mi manda in bestia.
Vedete quel farabutto laggiù, quel beone di mio marito?
IL DOTTORE
IL DOTTORE Sbarazzatemi subito di questa espressione: "Mi manda in bestia"; è bassa e
Piano, per piacere: parlate con rispetto di vostro marito quando vi trovate volgare.
davanti agli autorevoli baffi di un dottore come me.
ARRIGUCCIO ANGELICA
Eh! Signor Dottore, di grazia, ascoltatemi. Ma che ne so io, non è questo quello che si racconta?

IL DOTTORE VALERIO
Audi quaeso, avrebbe detto Cicerone. Dicano ciò che vogliono, ma voi sapete se vi ho parlato d’amore, quando vi
ho incontrato.
ARRIGUCCIO
Cicerone un corno! Ascoltami o ti rompo quel muso dottorale. E che diamine! ARRIGUCCIO
Questo è un farabutto, ma ti farò impiccare, furbastro! Queste sono fandonie!

ISABELLA ANGELICA
Ma calmatevi, su! Ah sì? Caterinetta?

ARRIGUCCIO CATERINETTA
Ma calmatevi voi, signora, sarò cornuto se non si mettono le cose a posto! In fede mia, è un enorme falsità!

ISABELLA ARRIGUCCIO
Ancora con questi sospetti, genero? Che significa? Taci, carogna che non sei altro! Ne so abbastanza su di te, sei tu che l’hai fatto
entrate!
ARRIGUCCIO
Significa che vostra figlia non si comporta come si deve e fa cose contrarie CATERINETTA
all’onore! Ahimè! C’è tanta cattiveria la mondo d’oggi, sospettarmi così, io che sono
l’innocenza in persona.
ISABELLA
Con calma, state attento a ciò che dite. Mia figlia appartiene a una razza troppo ISABELLA
virtuosa per far parlare di sé! Su, su, basta ciance inutili. Ora caro genero sistemeremo le cose. Presentate le
vostre scuse al caro dottore corso a rimediare ai malesseri che provocate alla
ARRIGUCCIO mia figliola, come vi dico io.
Be’, vostra figlia, ora, non fa così la difficile e da quando vive in casa mia si è
fatta, diciamo così, più conciliante. ARRIGUCCIO
Io dovrei fargli anche le scuse, dopo che...?
Confusione generale. Il dottore esce in mezzo al trambusto, fatto uscire a forza.

ISABELLA
Ma è vero quello che dice tuo marito?
CATERINETTA VALERIO
Avanti, insomma! C’è poco da tergiversare. E non è neanche il caso che abbiate Così può bastare, signora.
paura di esagerare, dato che c’è qui quella santa donna di vostra suocera a
guidarvi. ISABELLA
No, voglio che completi la frase, e che tutto sia in debita forma. «Vostro
ARRIGUCCIO servitore umilissimo.»
Io non intendo…
ARRIGUCCIO
ISABELLA «Vostro servitore umilissimo.»
Perdiana, genero mio, non fatemi montar la bile. Su, lasciatevi comandare da
me. VALERIO
Signore, anch’io sono servo vostro con tutto il mio cuore, e mi impegno a
ARRIGUCCIO dimenticare tutto quel che è successo. (A Isabella) Quanto a voi, signora, vi
Divento matto. porgo il mio saluto, rammaricandomi per il piccolo fastidio che avete dovuto
subire.
ISABELLA
Ripetete con me: «Signore». ISABELLA
Vi bacio le mani; e quando vorrete sarete ospite mio gradito.
ARRIGUCCIO
«Signore.» VALERIO
Troppo grande è la grazia che mi fate.
ISABELLA
«Vi chiedo perdono per i cattivi pensieri che ho avuto su di voi.» ISABELLA
Visto, mio caro genero, come si conducono le cose? Addio. E state tranquillo:
ARRIGUCCIO siete entrato a far parte di una famiglia che mai vi farà mancare il proprio
«Vi chiedo perdono per i cattivi pensieri che ho avuto su di voi.» appoggio, e che non permetterà a nessuno di farvi torto. Su, figlia mia, tornate
a casa e vivete in pace con vostro marito.
ISABELLA
«Vostro servitore umilissimo». Escono Angelica, Isabella e Arriguccio

ARRIGUCCIO VALERIO
Volete che sia servitore di un uomo che mi vuol fare cornuto? Vi sono obbligato della vostra premura e vi prometto di recarmi fra un'ora
all'appuntamento che mi date.
ISABELLA
(minacciandolo ancora) Ah!
CATERINETTA CATERINETTA
Non si può tardare, neanche di un quarto d'ora; il ballo sarà finito fra un Così bisogna fare per non essere traditi. Se un uomo si mette nelle nostre mani,
momento e se non venite immediatamente non riuscirete ad incontrare colei noi ci prendiamo soltanto quel poco di libertà che ci occorre. Succede come
che amate. con quelli che aprono la loro borsa e ci dicono: «Accomodatevi». Noi ne
approfittiamo con misura e ci accontentiamo di quel che è giusto. Ma quelli
VALERIO che cercano invece di menarci per il naso, noi ce la mettiamo tutta per pelarli
Avvertitela che l’aspetterò. senza la minima pietà.

CATERINETTA VALERIO
Mentre il marito non c'è, la mia padrona verrà a fare un giro al ballo che dà Che bella dichiarazione d’amore!
una sua vicina. Tornerà prima di lui, perché sarà da qualche parte a bere: non
si accorgerà che è uscita. Quel briccone la lascia sempre a casa da sola, neanche CATERINETTA
fosse il suo cane. Sono d’accordo. Andate al luogo dell’appuntamento e io vi manderò la
padrona.
VALERIO
La pagherà per questo! VALERIO
Preziosa Caterinetta! Ti sono obbligato.
CATERINETTA
Io, i mariti sospettosi li odio. Voglio un marito che non prenda mai paura Escono
qualsiasi cosa succeda, pieno di fiducia in me, e così sicuro della mia onestà da
non agitarsi neanche se mi vedesse in mezzo a trenta uomini.

VALERIO
Ah, però!

CATERINETTA
Non c’è cosa più stupida a questo mondo che non fidarsi della moglie, e
continuare a tormentarla. La verità della storia è che così non ci si guadagna
niente; anzi, è proprio questo che ci porta a pensare al male, e il più delle volte
sono proprio i mariti che con il chiasso che fanno diventano quello che sono.

VALERIO
Benissimo; trovati qualcuno che ti dia il permesso di fare tutto quello che vuoi.
SCENA V ANGELICA
Ma madre, mio marito è un incivile! Lo sapete, lo sapete che va tutte le sere a
ISABELLA far bisboccia? Beve! Fa rumore quando mangia, si ingozza come un bove che
Allora come va la faccenda, figlia cara? ha digiunato per giorni, eppure si mette a tavola ogni giorno; ignora le norme
della buona creanza e mi minaccia!
ANGELICA
Di che parlate madre? ISABELLA
Manigoldo! E osa parlarmi di onore! Lui, che è nato nel fango e lì sarebbe
ISABELLA rimasto se noi non l’avessimo accolto donandogli un titolo e un blasone! E lui?
Vostro marito… Lui che cosa ha fatto per noi?

ANGELICA ANGELICA
Ancora, con quel bruto che mi avete fatto sposare! Be’ ha comprato queste belle stoffe.

ISABELLA ISABELLA
Cara mia, anche io ho sposato l’uomo che mio padre e mia madre hanno scelto Sì, va bene, questo è vero, ma a parte le stoffe, che cosa ha fatto per noi, eh?
per me, che poi sarebbe la buon’anima del tuo di padre e anche io pensavo
fosse un bruto, aristocratico, ma sempre un baule abbozzato era, in fin dei ANGELICA
conti (la figlia è un po’ sconvolta). Ed era, grasso, sporco e inetto Per esempio, paga il macellaio che fa recapitare nelle nostre case carne tutti i
giorni.
ANGELICA
Madre! ISABELLA
In effetti sì. Carne di ottima qualità, ma a parte le stoffe e la carne, me lo sai
ISABELLA dire, dimmelo che cosa ha fatto per noi?
Ma col passare del tempo mi son accorta che erano dei difettucci, delle
quisquilie, delle cosucce che neanche si vedono quando rimani tutto il giorno ANGELICA
nelle tue stanze! Poi ha pagato i debiti di mio padre.

ANGELICA ISABELLA
Non mi sono mica sposata per far la reclusa! E certo, i debiti di quella buon’anima di tuo padre. Ma a parte le stoffe, la carne
e i debiti, che cosa ha fatto per noi?
ISABELLA
E chi l’ha detto che tu debba far la reclusa, figlia mia. La chiave della tua stanza ANGELICA
la possiedi tu: puoi aprire e chiudere quando e come vuoi. Bisogna portar Ci ha salvato dalla bancarotta!
pazienza!
ISABELLA SCENA VI
E va bene, ma a parte le stoffe, la carne, i debiti e la bancarotta, me lo dici che
cosa ha fatto per noi? ANGELICA
Si è fatto troppo tardi.
ANGELICA
Niente! VALERIO
Lasciando me ritroverete vostro marito. Questo pensiero è una pugnalata
ISABELLA mortale: i privilegi che vantano i mariti sono crudeltà terribili per un amante
Ecco, oh! Niente! E nonostante ciò, ti tratta come una serva, figlia mia, e osa che ami davvero.
parlarmi della tua condotta.
ANGELICA
ANGELICA E veramente giungete al punto di preoccuparvi per questo? E veramente
Ve l’ho detto, madre! Anche stasera mi ha lasciata sola, il disgraziato, credete che si possano amare certi mariti che ci si ritrova? Li si sposa, è vero,
nonostante l’invito al ballo dei nostri vicini! E cosa dovrei fare? Privarmi della perché non si può farne a meno, e perché si dipende da genitori che non hanno
compagnia dei miei simili? occhi che per i soldi. Ma una donna è pur in grado di trattarli come si meritano,
e quanto al trattarli da più di quel che valgono, ce ne si guarda bene.
ISABELLA
Hai ragione, figlia mia, allora adesso va: rinfranca il tuo spirito e allevia i tuoi VALERIO
dispiaceri. Ah, bisogna pur riconoscere che il marito che vi è stato dato era assai poco
degno di tanto onore; e che è un ben strano assortimento vedere una donna
Escono come voi con un uomo come lui! Addio!
Esce

ANGELICA
Che disperazione! Ho tardato troppo. Caterinetta, Caterinetta!

ARRIGUCCIO
Caterinetta, Caterinetta! Ebbene, che cosa ha fatto Caterinetta? E voi da dove
venite, signora carogna, a quest'ora e con questo tempo?

ANGELICA
Da dove vengo? Aprimi e poi te lo dico.
ARRIGUCCIO ARRIGUCCIO
Ah sì? Per me puoi tornartene a dormire da dove vieni, o se preferisci per No.
strada: non apro la porta a una sgualdrina come te. Che diamine! Andare in
giro da sola a quest'ora! Non so se me lo sto immaginando, ma mi pare di ANGELICA
sentirmi spuntare qualcosa sulla fronte. Non hai pietà di tua moglie, che ti ama tanto?

ANGELICA ARRIGUCCIO
Ebbene, se sono sola hai da ridire, quando sono in compagnia mi sgridi: cosa No, sono inflessibile: mi hai offeso e io sono vendicativo come tutti i diavoli,
devo fare? cioè molto; sono inesorabile.

ARRIGUCCIO ANGELICA
Devi rimanere in casa, organizzare la cena, occuparti della famiglia, dei Sai che se mi esasperi e mi fai andare in collera farò qualcosa di cui ti pentirai?
bambini; ma son discorsi inutili, addio, buonasera, va' al diavolo e lasciami in
pace. ARRIGUCCIO
E che farai, cagna?
ANGELICA
Aprimi per favore. ANGELICA
Se non mi apri, mi ucciderò qui davanti alla porta; i miei parenti, che verranno
ARRIGUCCIO senz'altro prima di andare a letto per vedere se ci siamo riappacificati, mi
No, non apro. troveranno morta e tu sarai impiccato.

ANGELICA ARRIGUCCIO
Oh! povero maritino mio, ti prego, aprimi tesoro caro. Ah, ah, ah, ah, e chi di noi due ci perderà di più? va là, non sei così stupida da
fare una cosa simile. Tra l’altro l’ho mandata a chiamare io, tua madre. Fino a
ARRIGUCCIO ora vi siete fatti gioco di me, ma ora la tua sfrontatezza sarà smascherata.
Ah, coccodrillo! ah, serpente pericoloso! mi lusinghi per trarmi in inganno.
ANGELICA
ANGELICA Vi prego fatemi aprire la porta. Vi prometto di non darvi più alcun dispiacere,
Apri, su, apri. e di...

ARRIGUCCIO ARRIGUCCIO
Addio! Vade retro, Satana. Non m'importa. Non ho nessuna intenzione di perdere questa occasione, e mi
interessa soltanto chiarire una volta per tutte i vostri comportamenti dissoluti.
ANGELICA
Come? davvero non mi apri?
ANGELICA ANGELICA
Vi prego, permettete che vi parli. Vi chiedo solo un momento. Mostratevi generoso.

ARRIGUCCIO ARRIGUCCIO
Ebbene, che c'è? No.

ANGELICA ANGELICA
È vero che ho sbagliato, ve lo confesso di nuovo; e che il vostro risentimento Per favore.
è giusto; che sono uscita mentre voi dormivate. Ma in fondo sono
comportamenti che dovete perdonare alla mia età; impeti di una giovane ARRIGUCCIO
persona che non ha ancora visto niente della vita, che sta entrando in società; Mai.
libertà a cui ci si abbandona senza pensare a male, e che senza dubbio in fondo
non hanno nulla di... ANGELICA
Vi supplico con tutto il cuore.
ARRIGUCCIO
Sì, lo dite voi, ma si tratta di cose a cui bisogna credere per carità. ARRIGUCCIO
No, no, no. Voglio che si sappia la verità sul vostro conto, e che siate
ANGELICA smascherata davanti a tutti.
Con ciò non voglio trovare scuse per la mia colpa nei vostri confronti, vi
chiedo soltanto di dimenticare un'offesa, per la quale vi domando perdono con ANGELICA
tutto il cuore, e di risparmiarmi in questo incontro il dispiacere che potrebbero Ebbene se mi riducete alla disperazione, vi avverto che una donna in questo
provocarmi i pesanti rimproveri di mia madre. Sì, vi do la mia parola che d'ora stato è capace di tutto, e che farò qualcosa di cui vi pentirete.
in poi vedrete in me la migliore moglie al mondo, e che vi dimostrerò tanta
amicizia, ma tanta amicizia che ne sarete soddisfatto. ARRIGUCCIO
E che farete, di grazia?
ARRIGUCCIO
Ah! Lacrime di coccodrillo: si lusinga la gente per strangolarla. ANGELICA
Il mio cuore arriverà a decisioni estreme… mi impiccherò!
ANGELICA
Concedetemi questo favore. ARRIGUCCIO
Ma non hai la corda!
ARRIGUCCIO
Niente da fare. Sono inesorabile. ANGELICA
Allora mi avvelenerò!
ARRIGUCCIO ANGELICA
Ma non hai il veleno! Te la faccio vedere io. Se riesco a entrare in casa di nascosto mentre tu mi stai
cercando, sarà il mio turno.
ANGELICA
Allora mi accoltellerò! ARRIGUCCIO
Lo sapevo che non era così stupida. È morta ma corre come il cavallo di
ARRIGUCCIO Pacolet. Però, mi ha fatto proprio paura. Ha fatto bene a scappare, perché se
Ah, ecco il coltello! l'avessi trovata viva dopo uno spavento simile le avrei appioppato cinque o sei
clisteri di calci nel culo, le avrei insegnato io a fare la stupida. Adesso me ne
ANGELICA vado a letto. Oh! oh! Sembra che il vento abbia chiuso la porta. Ehi, Caterinetta,
Grazie e con questo coltello mi ucciderò qui. Caterinetta, aprimi.

ARRIGUCCIO ANGELICA
Ah! Ah! Alla buonora. Caterinetta, Caterinetta! Ebbene, che cosa ha fatto Caterinetta? E voi da dove
venite, signor ubriacone? Ah! i miei parenti arriveranno fra un momento e
ANGELICA sapranno quel che vali. Beone infame, passi il tempo all'osteria e lasci una
Non ci credi? Guarda, ecco: se non mi apri, me lo conficco subito nel cuore. povera donna ad aspettarti tutto il giorno, sola con i bambini, senza
preoccuparti che abbiano bisogno di qualcosa.
ARRIGUCCIO
Fa' attenzione che è ben appuntito. ARRIGUCCIO
Apri subito, diavolessa che non sei altro, o ti rompo la testa.
ANGELICA
Allora non mi apri? Entra Isabella

ARRIGUCCIO ISABELLA
Ti ho già detto venti volte che non apro; ucciditi, crepa, va' al diavolo, non Cosa c'è? sempre discussioni, litigi e dissensi!
m'importa.
CATERINETTA
ANGELICA Ma come, non riuscirete mai a mettervi d'accordo?
(facendo finta di colpirsi.) Addio allora... Ahi! sono morta.
ANGELICA
ARRIGUCCIO Guardate un po', eccolo ubriaco, che ritorna a quest'ora facendo un chiasso
Sarà davvero così stupida da averlo fatto? Devo scendere a vedere con la infernale. Mi minaccia.
candela.
ISABELLA ISABELLA
Ma non è questa l'ora di tornare. Dovreste rientrare di buon'ora, come un buon Via, dovreste morire di vergogna.
padre di famiglia, e vivere d'accordo con vostra moglie, nevvero?
ARRIGUCCIO
ARRIGUCCIO Lasciatemi dire una cosa.
Che il diavolo mi porti se sono uscito di casa. Chiedete piuttosto a quei signori
laggiù, in platea; è lei che è appena tornata. Ah, l'innocenza è oppressa! ANGELICA
Ascoltatelo, sì, ascoltatelo: ve ne racconterà delle belle.
CATERINETTA
Sì, ha tentato di far credere alla padrona che lui era in casa e che lei era fuori, ARRIGUCCIO
e non c’è modo di cavargli questa follia della testa. Io divento matto.

ARRIGUCCIO CATERINETTA
Brutta bestiaccia! preferirei che il Diavolo se la fosse portata via. Sono fuori Deve aver tanto bevuto che nessuno può resistergli di fronte: quel fiato
dai gangheri. puzzolente di vino è salito fin qui.

ISABELLA ARRIGUCCIO
Come? Che razza di storia è questa? Signora suocera, vi supplico...

CATERINETTA ISABELLA
Un’incredibile sfacciataggine, quella di mandarvi a chiamare. State più indietro: vi si sente il vino dappertutto.

ANGELICA ARRIGUCCIO
No, madre mia, un marito così non posso più sopportarlo. La mia pazienza è Signora, vi prego...
allo stremo, ha appena finito di insultarmi in mille modi.
ISABELLA
ISABELLA Ih, non avvicinatevi: avete un alito di peste.
Perbacco, siete un poco di buono!
ARRIGUCCIO
CATERINETTA Lasciate che io...
È uno scandalo vedere una povera donna trattata in questo modo: una cosa
che grida vendetta al cielo! ISABELLA
Allontanatevi, vi ho detto, non vi si può resistere.
ARRIGUCCIO
Si può...?
ARRIGUCCIO ISABELLA
Permettete, di grazia, che... Sì, chiedere scusa, e subito.

ISABELLA ARRIGUCCIO
Puah, mi soffocate di disgusto. Parlate da lontano, se proprio ci tenete. Come? Io...

ARRIGUCCIO ISABELLA
E va bene, sì, parlo da lontano. Io vi giuro che non mi sono mosso di casa mia, Perbacco! Osate contraddirmi, e vi insegnerò io a farvi beffe di noi! Su, figlia
e che è stata lei a uscire. mia, venite qui, che vostro marito vi chiede scusa.

ANGELICA ANGELICA
Non è quello che vi avevo detto? (uscita di casa) Io, perdonargli tutto quel che m’ha detto? No, no, madre mia, a
questo mi è impossibile risolvermi, e vi prego anzi di separarmi da un marito
CATERINETTA con il quale ormai non posso più vivere.
E infatti, voi lo vedete!
CATERINETTA
ISABELLA Come si fa a dirle di no?
Su, voi prendete in giro la gente. Scendete, figlia mia, e venite qui.
ISABELLA
ARRIGUCCIO Figlia mia, una separazione come questa non si fa mai senza grande scandalo;
Chiamo il cielo a testimone che io ero in casa mia, e che... voi dovete dimostrarvi più saggia di lui, e portar pazienza ancora per questa
volta.
ISABELLA
State zitto, questa stravaganza è insopportabile. ANGELICA Ma come portar pazienza dopo tali e tante vergogne? No, a
questo non posso consentire.
ARRIGUCCIO
Che un fulmine mi incenerisca qui in questo momento se...! ISABELLA
È necessario, figlia mia, sono io che ve lo comando.
ISABELLA
Smettetela di frastornarci il capo, e pensate piuttosto a chiedere scusa a vostra ANGELICA
moglie. Questa parola mi chiude la bocca, voi avete su di me un potere assoluto.

ARRIGUCCIO CATERINETTA
Io, chiedere scusa? Quanta mansuetudine!
ANGELICA ARRIGUCCIO
È ben tormentoso dover dimenticare delle ingiurie come quelle; ma per quanto «La stravagante follia che ho commesso.» (A parte) di sposarvi.
grande sia la violenza che faccio a me stessa, mio dovere è l’obbedirvi.
ISABELLA
CATERINETTA «E vi prometto che mi comporterò meglio per l’avvenire.»
Povero agnellino!
ARRIGUCCIO
ISABELLA «E vi prometto che mi comporterò meglio per l’avvenire.»
Avvicinatevi.
ISABELLA
ANGELICA State bene attento, e sappiate che questa è l’ultima delle vostre follie che siamo
Qualsiasi cosa facciate non servirà a nulla, già domani, vedrete, ricomincerà disposti a tollerare.
tutto daccapo.
CATERINETTA
ISABELLA In nome di dio, riprovateci un’altra volta e vi insegneremo noi il rispetto che
Staremo attenti noi. Su, mettetevi in ginocchio. dovete a vostra moglie.

ARRIGUCCIO ISABELLA
In ginocchio? Su figlia mia, abbracciate vostro marito e fate la pace.

ISABELLA Entra il Dottore in camicia da notte


Sì, in ginocchio, e senza tante storie.
IL DOTTORE
ARRIGUCCIO E allora? sempre rumore, disordine, dissenso, litigi, discussioni, vertenze,
(si inginocchia con la candela in mano) Oh cielo? E cosa bisogna dire? discordia, alterchi senza fine. Cosa c'è? Cosa succede? Non si può stare
tranquilli.
ISABELLA
«Signora, vi prego di perdonarmi.» CATERINETTA
Non è niente Signor Dottore, sono tutti d'accordo.
ARRIGUCCIO
«Signora, vi prego di perdonarmi.» IL DOTTORE
A proposito di accordo, volete che vi legga un capitolo di Aristotele in cui
ISABELLA dimostra che tutte le parti dell'universo sussistono esclusivamente in virtù
«La stravagante follia che ho commesso» dell'accordo che regna tra di esse?
CATERINETTA chiedete il consenso, prima di sposarci? Sentite il parere soltanto di un padre e
È molto lungo? di una madre; e allora sposatevi a quelli! E quindi, se vi si farà qualche torto,
farete bene ad andare da loro, a lamentarvi.
IL DOTTORE Quanto a me, io non ritengo affatto che dobbiamo essere obbligate a
No, non molto. Saranno circa sessanta o ottanta pagine. sottometterci come schiave alle vostre volontà: vogliamo gioire, con vostra
buona grazia, dei pochi o tanti giorni belli che la giovinezza ci offre, prenderci
CATERINETTA tutte le dolci libertà che la nostra età ci consente, frequentare il bel mondo, e
Addio, buona sera! Vi ringraziamo. gustare il piacere dei complimenti che ci fanno. Preparatevi dunque, come
vostra punizione, e ringraziate Iddio che questo solo fa la mia padrona, ma se
ISABELLA mi ci provo penso proprio di essere in grado di far di peggio.
Non ce n'è bisogno. Si è fatto tardi.

IL DOTTORE
Non lo volete?
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non
commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
ISABELLA
No. Siamo stanchi. Sarebbe meglio tornarsene a dormire.

IL DOTTORE
Molto saggio. Allora addio! Visto che le cose stanno così, buonasera! latine,
bona nox.

ISABELLA Ecco che il giorno sta per spuntare. Entrate in casa vostra, e
badate bene a comportarvi con giudizio.

Escono tutti tranne Caterinetta

CATERINETTA
Io ve lo dico e qui dichiaro che non ho nessuna intenzione di rinunciare al
mondo e di seppellirmi viva in un marito. Ma come! A un uomo salta in testa
di sposarci, e immediatamente per noi finisce tutto, e dobbiamo troncare ogni
rapporto con tutti gli esseri viventi. È proprio una cosa meravigliosa, questa
tirannia dei signori mariti; ed è molto bello da parte loro pretendere che noi si
sia morte a tutti i divertimenti, e che non si viva che per loro. Io di questo me
ne infischio: non ho nessuna intenzione di morire così giovane. Che poi, ce lo