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DOMANDE FREQUENTI DI RESPONSABILITÀ INTERNAZIONALE

E DI SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI

1. La responsabilità per il fatto internazionalmente illecito è un sistema di responsabilità oggettiva


relativa?
Si lo Stato risponde alle violazioni del diritto internazionale commesse dai suoi organi, a meno che
non dimostri una causa di giustificazione per l’inosservanza dell’obbligo.
2. L’illecito internazionale è un atto o un fatto giuridico?
L’illecito internazionale è un fatto giuridico ovvero un comportamento o una manifestazione di
volontà dei soggetti internazionali che costituisce la violazione di un obbligo derivante da una norma
internazionale.
3. La responsabilità degli Stati per il fatto internazionalmente illecito è stata oggetto di codificazione
da parte della Commissione del diritto internazionale?
Si la responsabilità degli Stati per il fatto internazionalmente illecito è stata oggetto di codificazione
a partire dal 1955
4. Quando è stato approvato dalla Commissione del diritto internazionale, in seconda e definitiva
lettura, il Progetto di Articoli sulla responsabilità degli Stati per fatti internazionalmente illeciti?
È stato approvato in seconda lettura il 10 agosto 2001.
5. La responsabilità delle organizzazioni internazionali per fatti internazionalmente illeciti è stata
oggetto di codificazione da parte della Commissione del diritto internazionale?
Si è stata oggetto di codificazione approvato in prima lettura nel 2007 e nel 2011 in seconda e
definitiva lettura.
6. Qual è la definizione di fatto internazionalmente illecito?
L’illecito è il comportamento di uno Stato (o di un altro soggetto internazionale) che viola una norma
internazionale dalla quale discende un obbligo a carico dello stesso Stato. Tale definizione è
contenuta negli art.1-2 degli “Articoli sulla responsabilità degli Stati.
7. Quali sono gli elementi costitutivi del fatto internazionalmente illecito?
Gli elementi costitutivi sono due:
a) Uno soggettivo: quando il comportamento può essere attribuito allo Stato secondo il diritto
internazionale
b) Uno oggettivo: quando tale comportamento costituisce una violazione di un obbligo
internazionale di uno Stato (illiceità)
8. La colpa è un elemento costitutivo del fatto internazionalmente illecito?
No la colpa non è un elemento costitutivo del fatto illecito
9. Il danno è un elemento costitutivo del fatto internazionalmente illecito?
No il danno non è un elemento costitutivo del fatto illecito
10. In cosa consiste l’elemento oggettivo del fatto internazionalmente illecito?
L’elemento oggettivo del fatto illecito, cioè la sua antigiuridicità, consiste in una condotta, derivante
da un’azione o da una omissione, contraria a una norma di diritto internazionale.
11. Quali sono le due regole generali in materia di attribuzione ad uno Stato di un comportamento?
Se il comportamento illecito viene posto in essere da soggetti aventi qualità organica la
responsabilità ricade sullo Stato stesso. Se il comportamento illecito viene posto in essere da soggetti
privati non aventi qualità organica, la responsabilità rimane in capo ai soggetti privati.
12. I comportamenti posti in essere da un organo decentrato (Stati federati, regioni, province, comuni)
sono attribuibili allo Stato di appartenenza nel diritto della responsabilità internazionale?
Si. L’articolo 4 par.1 degli “Articoli sulla responsabilità degli Stati” afferma che “Il
comportamento di un organo dello Stato sarà considerato come un atto dello Stato ai sensi del
diritto internazionale, sia che tale organo eserciti funzioni legislative, esecutive, giudiziarie o altre,
qualsiasi posizione abbia nell’organizzazione dello Stato e quale che sia la sua natura come organo
del governo centrale”
13. Qual è l’unico caso in cui il comportamento di un organo dello Stato non è attribuibile allo Stato di
appartenenza nel diritto della responsabilità internazionale?
Solamente nel caso citato dall’art.6 degli Articoli sulla responsabilità degli Stati ovvero:” Il
comportamento di un organo messo a disposizione di uno Stato da parte di un altro Stato sarà
considerato colpevole di illecito internazionale ai sensi del diritto internazionale se tale organo agisce
nell’esercizio di prerogative dell’autorità di governo dello Stato a disposizione del quale è messo.

14. I comportamenti di privati sono attribuibili ad uno Stato nel diritto della responsabilità
internazionale?
No , il fatto del privato rimane, in ogni caso, non attribuibile allo Stato
15. Se uno Stato riconosce come proprio un comportamento posto in essere da un privato quali
conseguenze giuridiche ne derivano nel diritto della responsabilità internazionale?
Sarà considerato un atto di quello stato, ai sensi del diritto internazionale, se e nella misura in cui
quello Stato riconosca e adotti il comportamento in questione come proprio.
16. I comportamenti posti in essere dagli insorti nel corso della lotta contro il governo legittimo a chi
saranno attribuibili?
Nel caso in cui il movimento degli insorti comporti la creazione di un nuovo Stato, la responsabilità
dell’illecito ricade sul nuovo Stato. Nel caso, invece, di insuccesso il Governo legittimo non risponde
con la propria responsabilità dei comportamenti degli insorti.
17. I comportamenti degli organi di fatto a chi saranno attribuibili nel diritto della responsabilità
internazionale?
Gli organi di fatto pur non avendo alcun legame con lo Stato agiscono come tali e in questa ipotesi
l’attribuzione della responsabilità dello Stato dipende dall’accertamento dell’intensità del controllo
che lo Stato abbia esercitato su tali individui (art.8).
18. Cosa prevede il criterio del “controllo effettivo” in materia di attribuzione ad uno Stato di
comportamenti di privati?
Secondo un orientamento della dottrina, per imputare la condotta illecita allo Stato, quando essa
è stata posta in essere da individui privati, è necessario dimostrare che ogni singola condotta è
stata oggetto di specifiche istruzioni dello Stato all’individuo, che ha svolto materialmente l’azione.
19. In che cosa il criterio del “controllo generale” si differenzia dal criterio del “controllo effettivo” in
materia di attribuzione ad uno Stato di comportamenti di privati?
Il criterio del controllo generale, secondo un altro orientamento, amplia le ipotesi in cui sorge la
responsabilità dello stato; almeno nei casi in cui la condotta sia stata compiuta da un’unità militare
o militarmente organizzata dove è sufficiente dimostrare che lo Stato eserciti un controllo
generale su di esse.
20. Qual è la definizione di causa di esclusione della illiceità di un fatto?
Le cause di esclusione sono delle circostanze, le quali, riferite ad un fatto compiuto, o in corso di
esecuzione, ne escludono l’imputabilità, facendo venir meno l’elemento oggettivo del fatto illecito,
cioè la sua antigiuridicità.
21. L’elenco delle cause di esclusione della illiceità di un fatto, contenuto nel Progetto di Articoli sulla
responsabilità degli Stati, ha carattere tassativo?
No
22. Quali sono le cause di esclusione della illiceità di un fatto secondo il Progetto di Articoli sulla
responsabilità degli Stati?
Gli “Articoli sulla responsabilità degli Stati” prevedono sei cause di esclusione della illiceità: il
consenso dello stato leso, la legittima difesa, lo stato di necessità, le contromisure, estremo pericolo
e le cause di forza maggiore.
23. A quali condizioni il consenso dello Stato leso è internazionalmente valido?
Il consenso dello Stato leso è valido quando:
a) È attribuibile allo Stato leso ed espresso da persona competente ad impegnare internazionalmente
lo Stato
b) È stato liberamente prestato e non viziato dalla violenza o dato per errore
c) È reale e non presunto e viene manifestato in maniera chiara
d) Precede, o è contemporaneo, alla commissione dell’illecito
e) Rimane nei limiti del consenso prestato
f) Vale limitatamente ai rapporti tra Stato autorizzante e Stato autorizzato
24. Il consenso dello Stato leso da chi può essere validamente prestato?
Dallo Stato autorizzante.
25. In cosa consiste la legittima difesa?
La legittima difesa consiste nell’uso della forza a titolo di difesa per respingere un’aggressione
militare da parte di un altro soggetto internazionale. Viene considerato antigiuridico ma nel caso in
cui si sia verificato l’attacco armato da parte dell’altro Stato, la legittima difesa è valida per difendere
i territori.

26. È ammissibile la legittima difesa preventiva?


No non è ammissibile perché il carattere distintivo della legittima difesa dalle altre situazioni di
necessità sta nella presenza di un fatto illecito altrui che legittima l’azione difensiva.
27. L’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce il diritto “naturale” degli Stati alla legittima difesa
individuale e collettiva?
Si viene riconosciuto dall’art.51“nel caso in cui abbia luogo un attacco armato contro un Membro
delle Nazioni Unite, fintantoché il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per
mantenere la pace e la sicurezza internazionale”.
28. Quali requisiti di liceità deve rispettare il ricorso all’uso della forza a titolo di legittima difesa?
I requisiti sono:
a) Attacco armato
b) Immediatezza
c) Proporzionalità
29. La legittima difesa è anche una causa di esclusione della responsabilità?

Si è anche una causa di esclusione della responsabilità


30. Qual è la definizione di contromisura?
La contromisura può consistere nella violazione da parte di uno Stato offeso, di un obbligo di natura
consuetudinaria o convenzionale o di una decisione vincolante di una organizzazione internazionale.
31. Le contromisure devono essere pacifiche?
Si devono essere pacifiche e non possono mai consistere in una reazione di carattere armato.
32. Le contromisure devono essere proporzionate?
Si le contromisure devono essere commisurate alla violazione subita tenendo conto della gravità del
fatto illecito e dei diritti in questione.
33. Il fine delle contromisure è afflittivo o quello di reintegrare l’ordinamento giuridico compromesso
dal fatto illecito originario?
Il fine delle contromisure è quello di reintegrare l’ordinamento giuridico compromesso dal fatto
illecito originario.
34. Uno Stato leso può ricorrere immediatamente a contromisure anche nel caso in cui possa rivolgersi
ad una procedura arbitrale o giudiziale competente ad accertare il diritto in maniera
giuridicamente vincolante per le parti e ad adottare le misure cautelari urgenti?
Uno Stato leso non può ricorrere immediatamente a contromisure se è già istituito un arbitrato un
giudice internazionale.
35. Uno Stato può violare i diritti umani a titolo di contromisura?
No uno dei limiti delle contromisure è proprio il rispetto dei principi umanitari.
36. Qual è la differenza tra contromisura e ritorsione?
La contromisura è una violazione pacifica di un diritto soggettivo dello Stato autore del primo illecito,
la ritorsione, invece, consiste nella lesione dell’interesse giuridicamente non tutelato di uno Stato e
si configura, quindi, come una condotta non amichevole.
37. Il Consiglio di sicurezza può adottare sanzioni giuridicamente vincolanti ai sensi dell’art. 41 della
Carta delle Nazioni Unite?
Si l’art.41 afferma infatti che:” Il Consiglio di Sicurezza può decidere quali misure, non implicanti
l’impiego della forza armata, debbano essere adottate per dare effetto alle sue decisioni, e può
invitare i membri delle Nazioni Unite ad applicare tali misure
38. Che cosa è il distress?
L’estremo pericolo o distress si configura nella situazione in cui si trova l’individuo-organo dello Stato,
il quale per salvare la propria vita o quella di altre persone a lui affidate da un pericolo grave e
imminente, non avendo ragionevolmente altri mezzi, compie un fatto illecito.
39. Come può essere definita la causa di forza maggiore?
Consiste nel verificarsi di una forza irresistibile o di un avvenimento imprevedibile, fuori dal controllo
dello Stato che ha reso materialmente impossibile in questa circostanza l’esecuzione dell’obbligo.
L’autore del fatto non è materialmente in grado di impedire l’evento anche se si rende perfettamente
conto che il suo comportamento lede il diritto di uno Stato.
40. In quali ipotesi può essere invocato lo stato di necessità?
Lo stato di necessità può essere invocato solo in casi straordinari:
a) Deve esserci un rapporto causa-effetto
b) Lo stato non deve trasferire questa situazione di pericolo a un altro Stato
c) La norma non deve essere inquadrata nel diritto cogente
d) Lo Stato dovrebbe terminare l’inadempimento
e) Casi di instabilità economica e finanziaria
41. Quali condizioni devono essere soddisfatte per poter invocare lo stato di necessità?
a) Un interesse essenziale dello Stato autore del comportamento deve essere minacciato da un
pericolo grave e imminente
b) La violazione dell’obbligo internazionale è il solo mezzo per lo Stato di salvaguardare tale
interesse
c) Non deve essere compromesso l’interesse essenziale dello Stato
d) La necessità non può essere invocata se l’obbligo internazionale lo escluda o se lo Stato abbia
contribuito con il proprio comportamento al verificarsi della situazione di necessità
42. La commissione di un fatto internazionalmente illecito determina la nascita di un nuovo rapporto
giuridico tra lo Stato offensore e lo Stato leso?
Si determina la nascita di una nuova relazione tra Stato offensore e Stato leso
43. Quali sono le conseguenze giuridiche del fatto internazionalmente illecito?
Le conseguenze del fatto illecito sono quattro:
a) La cessazione dell’illecito
b) L’offerta di appropriate assicurazioni e garanzie di non reiterazione
c) La riparazione
d) Le contromisure
44. Se le circostanze lo richiedono lo Stato offensore deve offrire garanzie oltre ad assicurazioni di non
reiterazione del fatto illecito?
Si se le circostanze lo richiedono
45. L’obbligo di terminare il comportamento illecito nasce per tutti i fatti internazionalmente illeciti?
No, solamente per gli illeciti di durata.
46. Quali sono le forme che può assumere l’obbligo di riparare?
Le forme che può assumere l’obbligo di riparare sono le seguenti:
a) La restituzione in forma specifica
b) La riparazione per equivalente o compensazione
c) La soddisfazione
47. Le tre forme di riparazione sono dovute singolarmente o in combinazione?
Sono dovute sia singolarmente che in combinazione
48. In quali casi lo Stato offensore può evitare la restitutio in integrum e procedere al risarcimento del
danno materiale?
a) Quando è materialmente impossibile
b) Quando è eccessivamente onerosa
c) Quando è sproporzionata
49. Quale tipologia di danni intende riparare la soddisfazione?
Mentre mediante il risarcimento monetario si ripara il danno materiale subito dallo Stato leso,
mediante la soddisfazione si intende riparare il danno morale che consegue dal fatto illecito, cioè la
lesione dell’onore, della dignità e del prestigio dello Stato.
50. In cosa consiste normalmente la soddisfazione?
La soddisfazione può consistere in un riconoscimento della violazione, un’espressione di rammarico,
in scuse formali o qualunque modalità ritenuta appropriata.
51. Cosa può fare lo Stato leso per indurre lo Stato offensore ad adempiere agli obblighi giuridici
discendenti dal fatto illecito?
Lo Stato leso è titolare del diritto di far valere la responsabilità internazionale, a chiedere allo Stato
che ha violato l’obbligo l’adempimento di tutte le conseguenze derivanti dall’illecito, compresa la
riparazione, nonché a ricorrere a contromisure per indurre lo Stato responsabile ad adempiere agli
obblighi conseguenti alla commissione dell’illecito.
52. La nozione di “crimine internazionale di Stato” è stata mantenuta nel Progetto di articoli sulla
responsabilità degli Stati adottato in seconda e definitiva lettura dalla Commissione del diritto
internazionale?
No non è stata mantenuta.
53. Quali conseguenze particolari determina la violazione grave di una norma cogente del diritto
internazionale generale?
Le norme jus cogens pur tutelando i valori inderogabili, regolano soltanto i rapporti reciproci fra Stati
e, di conseguenza, comportano in caso di violazione l’esclusiva reazione dello Stato leso.
a) Vi è l’obbligo per tutti gli Stati di cooperare al fine di porre termine alla violazione
b) Vi è l’obbligo per tutti gli Stati di non riconoscere come legittima la situazione creatasi a seguito
della violazione e di non aiutare o contribuire al perdurare di tale violazione
54. Che cosa si intende per violazione grave di una norma cogente del diritto internazionale generale?
Una violazione evidente e sistematica. Una violazione che sia stata compiuta intenzionalmente e che
si sia protratta nel tempo. Art. 40 par 2.
55. Gli stati terzi possono riconoscere la situazione derivante da una violazione grave di una norma
cogente del diritto internazionale generale?
No, gli Stati terzi non possono riconoscere come legittima la situazione creata dalla grave violazione.
56. In quali casi nasce la responsabilità erga omnes dello Stato offensore?
Qualora l’obbligo violato sia dovuto alla comunità internazionale nel suo insieme. Ad esempio nel
caso di infrazione di una norma del diritto cogente, tutta la comunità internazionale può invocare la
responsabilità in capo ad uno Stato.
57. Qual è la differenza tra responsabilità erga omnes e responsabilità erga omnes partes dello Stato
offensore?
Gli obblighi erga omnes sono nei confronti dell’intera comunità internazionale, mentre gli obblighi
era omnes partes nascono nell’ambito di accordi multilaterali e sono dovuti a un gruppo di Stati
58. Le organizzazioni internazionali possono commettere illeciti internazionali?
Le organizzazioni internazionali possono essere vittime di illeciti internazionali e responsabili poiché
godono di soggettività internazionale
59. In quali casi si può ipotizzare una duplice attribuzione agli Stati e alle Nazioni Unite delle condotte
di una operazione di pace?
L’unico caso possibile è quando c’è un’autorizzazione del consiglio di sicurezza.
60. In che senso gli Stati possono utilizzare le organizzazioni internazionali per evitare di rispondere
sul piano internazionale degli illeciti commessi?
Non sussistono responsabilità solidali tra l’organizzazione internazionale e gli stati che ne fanno
parte, quindi in caso di illecito la responsabilità è imputata solo dall’organizzazione.
61. Che cos’è una controversia internazionale?
La nozione di controversia è insieme pregiuridica e giuridicamente rilevante. Pregiuridica in quanto
la constatazione dell’esistenza o meno di una controversia ha carattere storico. Giuridicamente
rilevante in quanto il diritto non ignora la detta nozione, ma, anzi, vi si riferisce a vari fimi e vi ricollega
determinate conseguenze giuridiche
62. E’ sufficiente un conflitto di interesse per determinare l’esistenza di una controversia
internazionale?
No non è sufficiente
63. Gli Stati possono utilizzare la forza per risolvere le controversie internazionali?
No, secondo quanto stabilito dall’art.2 par.3 della Carta delle Nazioni Unite.
64. Ai sensi del capitolo VI della Carta delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza può risolvere una
controversia in maniera giuridicamente vincolante per le parti?
No perché il Consiglio di sicurezza non può obbligare le parti ma raccomandare ai sensi dell’art.37 la
soluzione di una determinata controversia adottata ai termini del capitolo sesto della Carta delle
Nazioni Unite.
65. Il Consiglio di sicurezza può deferire una controversia alla Corte internazionale di giustizia?
No, il Consiglio di Sicurezza può solamente consigliare alle parti di deferire la controversia alla CGI,
nel caso in cui essa avesse natura giuridica, ma non può costringerle.
66. Quali sono le procedure diplomatiche di soluzione delle controversie internazionali?
a) Il negoziato
b) L’inchiesta
c) La mediazione
d) La conciliazione
e) L’arbitrato
f) Il regolamento giudiziale
67. Qual è l’elemento che distingue il negoziato dalle altre procedure diplomatiche?
il negoziato si distingue dalle altre procedure diplomatiche poiché non richiede l’intervento di un
terzo e si concludono con un intervento tra le parti.
68. Cosa significa che le parti di una controversia devono negoziare in buona fede?
Avere correttezza e reciproca lealtà di condotta nei rapporti tra soggetti.
69. Chi esercita i buoni uffici può entrare nel merito giuridico di una controversia?
No, il terzo si limita esclusivamente a mettere in contatto e a far incontrare le parti svolge solo una
funzione diplomatica.
70. Di solito il mediatore è un organo collegiale o monocratico?
È un organo monocratico.
71. Il rapporto che conclude i lavori della commissione di conciliazione è giuridicamente obbligatorio
per le parti della controversia?
No, il rapporto della Commissione non è vincolante per le parti e avrà soltanto carattere di
raccomandazione sottoposta alla considerazione delle parti.
72. Quale elemento formale consente di distinguere una commissione arbitrale da una commissione
di conciliazione?
L’atto arbitrale, a differenza del rapporto della Commissione di conciliazione, è giuridicamente
vincolante per le parti.
73. Che valore giuridico ha il lodo arbitrale?
Il lodo arbitrale è giuridicamente vincolante
74. Normalmente da quanti membri è composto il collegio arbitrale?
I collegi arbitrali sono di solito composti da tre o cinque membri.
75. Uno Stato membro delle Nazioni Unite è uno Stato parte dello Statuto della Corte?
Si, i membri delle Nazioni Unite fanno automaticamente parte dello Statuto.
76. La Corte internazionale di giustizia è il principale organo giurisdizionale di quale organizzazione
internazionale?
La Corte internazionale di giustizia è il principale organo giurisdizionale delle Nazioni Unite.
77. Da quanti giudici è composta la Corte internazionale di giustizia?
La Corte internazionale è composta da 15 giudici.
78. Come e da chi vengono eletti i giudici della Corte internazionale di giustizia?
L’elezione avviene a maggioranza assoluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal
Consiglio di sicurezza, i membri sono eletti ogni 9 anni ed il mandato è rinnovabile.
79. Quali sono le due funzioni principali della Corte internazionale di giustizia?
Le due funzioni principali della Corte sono la funzione consultiva e la funzione contenziosa
80. Chi può chiedere un parere consultivo alla Corte internazionale di giustizia?
Possono chiedere un parere consultivo:
a) L’Assemblea generale delle Nazioni Unite
b) Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
c) Altri organi principali delle Nazioni Unite
d) I 17 istituti specializzati delle Nazioni Unite
81. Uno Stato membro delle Nazioni Unite può chiedere un parere consultivo alla Corte internazionale
di giustizia?
No gli Stati possono soltanto intervenire davanti alla Corte presentando memorie scritte o orali.
82. Una organizzazione regionale può chiedere un parere consultivo alla Corte internazionale di
giustizia?
No
83. Il Segretario generale delle Nazioni Unite può chiedere un parere consultivo alla Corte
internazionale di giustizia?
No perché è un organo monocratico
84. A quali condizioni un istituto specializzato può chiedere un parere consultivo alla Corte
internazionale di giustizia?
Solo nella condizione in cui riceva l’autorizzazione dall’Assemblea generale e a patto che il parere
rientri nel proprio ambito di competenza.
85. Qual è la natura giuridica di un parere consultivo alla Corte internazionale di giustizia?
Ha natura raccomandatoria, ma essendo il maggior organo giurisprudenziale nell’ordinamento
internazionale, in linea teorica tutti dovrebbero conformarsi a quanto espresso in questo parere
86. La funzione contenziosa della Corte internazionale di giustizia ha natura consensuale?
Sì, nasce attraverso un consenso delle parti anche se negli ultimi anni si sta cercando di ampliare la
funzione della Corte attraverso varie procedure come i compromessi ad hoc, le clausole
compromissorie e la dichiarazione facoltativa di accettazione obbligatoria della giurisprudenza della
Corte
87. Che cos’è un compromesso ad hoc?
E’ un trattato internazionale nato successivamente alla controversia, con il quale gli Stati stabiliscono
la modalità con la quale risolvere la controversia
88. Cosa prevede una clausola compromissoria contenuta in un accordo internazionale?
È una disposizione contenuta all’interno del trattato ratificato da due stati, la quale, attribuisce la
giurisdizione a favore della C.I.G per le controversie riguardanti l’interpretazione o l’applicazione del
trattato stesso, ovvero, è contenuta in un trattato relativo alla soluzione delle controversie.
89. Che cos’è la dichiarazione facoltativa di accettazione della giurisdizione obbligatoria della Corte
internazionale di giustizia, a condizione di reciprocità, prevista dall’art. 36 dello Statuto della
Corte?
La clausola facoltativa prevista dall’art.36 dello Statuto prevede che gli stati parti possano, in qualsiasi
momento, dichiarare che essi riconoscono come obbligatoria e senza accordo speciale, rispetto a
ogni Stato che accetti lo stesso obbligo, la giurisdizione della Corte in tutte le controversie giuridiche.
90. Quando la Corte internazionale di giustizia rende una sentenza sulle eccezioni preliminari?
Quando esiste una differenza di opinioni tra le parti, quando ad esempio una delle due parti non
fosse d’accordo sulla possibilità che la CIG intervenga per la risoluzione della controversia. In queste
questioni preliminari può stabilire se abbia competenza o meno nella risoluzione di quella
controversia.
91. La Corte internazionale di giustizia può adottare una ordinanza sulle misure cautelari?
Si può adottare misure conservative o cautelari, mediante ordinanza, anche d’ufficio, in caso di
estrema urgenza adottata senza udienza.
92. Che valore giuridico ha una ordinanza sulle misure cautelari della Corte internazionale di giustizia?
La parte in questione deve conformarsi a quanto stabilito dalla Corte per evitare di incorrere in un
ulteriore illecito. (carattere obbligatorio)
93. Nell’ambito del processo davanti alla Corte internazionale di giustizia è previsto un grado di
appello?
E’ previsto un unico grado di giudizio. Non ci si può appellare alla CIG a meno che non si venga a
conoscenza di fatti di vitale importanza, i quali, devono essere presentati nell’arco di 6 mesi da
quando lo Stato parte della controversia ne è venuto a conoscenza, per poter revisionare la sentenza
espressa dalla CIG.
94. Che valore giuridico ha una sentenza nel merito della Corte internazionale di giustizia?
Valore giuridicamente vincolante. Le sentenze della CIG sono vincolanti, obbligatorie, definitive e
inappellabili.
95. A margine di una sentenza della Corte internazionale di giustizia, i giudici possono allegare delle
opinioni individuali?
Quando la CIG emana una ordinanza sulle misure cautelari, una parte dei giudici, o anche un solo
giudice, può apporre alla sentenza delle opinioni personali. Alcune vengono chiamate opinioni
personali concorrenti quando il giudice è d’accordo sul dispositivo, ma non sul processo
argomentativo, sulle motivazioni delle decisioni. Quando il giudice è contrario ad un dispositivo
giuridico, esso contesta la disposizione giuridica che è stata data alla controversia. Queste opinioni
spesso sono resa dai giudici che hanno una particolare sensibilità giuridica e spesso le loro opinioni
divengono il diritto internazionale vigente.