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Controllo del respiro come regolazione

Abbiamo dedicato un altro articolo alla regolazione


del respiro nell’ambito del tema delle tre regolazioni
del qi gong. Rimandiamo alla lettura di questi testi per
l’approfondimento del tema.
La respirazione è il cardine di tutte le attività di qi
gong; è grazie all’energia esterna (aria inspirata ed
espirata) che si può arricchire l’energia interna e
accrescere la propria vitalità.
Maspero così riferisce la concezione taoista della
circolazione dell’energia: “Le due energie, quella
interna e quella esterna, compiono il loro movimento
in modo concomitante; quando l’energia esterna sale,
durante l’espirazione, l’energia interna, contenuta nel
campo di cinabro inferiore, sale a sua volta; quando
l’energia esterna discende, durante l’inspirazione,
l’energia interna a sua volta discende e rientra nel
campo di cinabro inferiore”1.
Secondo la medicina tradizionale cinese,
nell’intervallo tra inspirazione ed espirazione vengono
distribuite le energie derivanti dalla trasformazione
degli alimenti operata da milza e stomaco, organi
deputati alla digestione.
La respirazione, pertanto, induce e controlla la
circolazione delle energie acquisite di origine
alimentare e il qi interno dell’individuo, inteso come
energia essenziale innata.
Le modalità di regolazione del respiro inducono
risultati differenti. Si attua una tonificazione,
se in un atto respiratorio l’espirazione precede
l’inspirazione, e una dispersione quando l’inspirazione
precede l’espirazione.
La tonificazione viene usata per rafforzare uno stato
di debolezza. La dispersione serve per rimuovere
delle energie patogene.
Negli esercizi di nutrimento interno, si distinguono,
in base alle modalità di associazione dei vari tempi,
tre metodi di respirazione:
1. inspirazione – pausa – espirazione
2. inspirazione – espirazione – pausa
3. inspirazione – pausa – inspirazione – espirazione
Respirazione addominale, naturale e paradossa
Nella respirazione “secondo corrente”, l’addome
si espande durante l’inspirazione e si ritrae con
l’espirazione, facilitando così, rispettivamente, il
movimento di discesa e risalita del diaframma.
Con l’allenamento si cerca di rendere via via la
respirazione più profonda, lenta, libera. Ne trae
vantaggio soprattutto chi soffre di nevrastenia, di
stipsi, chi fatica a concentrarsi mentalmente.
Nella respirazione paradossa o “controcorrente”,
durante l’inspirazione l’addome si contrae e rientra;
durante l’espirazione, l’addome si distende.
Al principiante si consiglia di respirare in modo
spontaneo, successivamente con il procedere
dell’allenamento si potrà dedicare all’apprendimento
della respirazione addominale, prima “secondo
corrente”, poi “controcorrente”.
Quando la capacità di respirare con l’addome è
un fatto acquisito, si potrà associare la recita di
formule mentali, la conduzione mentale dell’energia, i
movimenti della lingua e la deglutizione della saliva.
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Esaminiamo i vari tipi di respirazione:
Inspirazione – pausa (a polmoni pieni) – espirazione
A bocca chiusa in modo naturale, si inspira dal
naso e si immagina di dirigere l’aria nel dantian
sotto l’ombelico; si rimane per un pò in apnea, poi
lentamente si espira. Mentre si inspira la lingua
sale al palato duro, si appoggia alla mucosa dei
due incisivi e vi rimane; contemporaneamente
si recitano mentalmente delle brevi formule il
cui contenuto riguarda la calma, il rilassamento,
la salute. Completata la formula, la lingua si
abbassa e si espira.
Inspirazione – espirazione – pausa (a polmoni vuoti)
Si inspira e si incomincia a recitare la formula, si
espira a completamento di questa. La lingua sale (al
palato duro) quando incomincia l’inspirazione, scende
a partire dal momento in cui si incomincia ad espirare
e rimane giù, durante la pausa, a polmoni vuoti.
Inspirazione – pausa – inspirazione – espirazione
Si inspira dal naso e si trattiene il respiro.
Contemporaneamente, la lingua sale al palato duro
e si inizia la recita mentale della formula. Poi si
inspira di nuovo e si immagina di dirigere l’aria verso
il dantian, sotto l’ombelico. Completata la recita
mentale della formula, la lingua scende e si espira.
Il procedimento di circolazione (o conduzione) interna
dell’energia è innanzitutto un procedimento mentale,
nel quale il praticante fa circolare l’energia con
l’aiuto del pensiero e della respirazione. È necessario
imparare a visualizzare i tragitti dell’energia e
le aree corporee di interesse energetico (campi
di cinabro e punti).
All’inizio questa circolazione è un processo
immaginario, poi lentamente conduce alla comparsa
di nuove sensazioni interne di leggerezza, di calore, di
benessere, di movimento degli organi interni.
Il controllo del respiro s’accompagna alla recita
mentale di formule, finalizzata a favorire la calma
e il raggiungimento del risultato fisiologico
corrispondente al significato delle parole
che si recitano.
Il contenuto delle formule recitate è perciò scelto
in base all’obiettivo che si vuole raggiungere e alla
natura della malattia.
Durante gli esercizi di respirazione, specie nella
pratica del qi gong interno, la punta della lingua si
muove per stimolare, secondo determinate regole,
la mucosa gengivale del mascellare superiore,
area di congiunzione di renmai con dumai. Serve
ad attivare la secrezione delle ghiandole salivari
ed il collegamento anulare delle energie circolanti
nei due meridiani.
Possiamo concludere dicendo che il movimento
ritmico della respirazione ha un ruolo fondamentale
nell’attivazione della circolazione dell’energia interna
e nel garantire il suo fluire libero e regolare.
Ricordiamo, infine, che la regolazione del respiro
e la conduzione dell’energia interna possono
essere utilizzate per:
allontanare le energie patogene dalla superficie del
corpo, dalle ossa e dalle articolazioni;
riposare dopo sforzi faticosi, di varia natura;
facilitare il passaggio dell’ energia attraverso i campi
di cinabro e risolvere gli “annodamenti dell’energia”.

FONTE:lalungavitaterapie.it

Ultima modifica: 5 Dic 2019