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CONCETTI FONDAMENTALI DELL’HEGELISMO

1- La filosofia come interpretazione del presente (=la verità è figlia del proprio tempo)
2- La DIALETTICA (= la logica del divenire del Weltgeist)
La realtà è complessa, stratificata e contraddittoria, per questo la dialettica risponde all’esigenza
fondamentale di trovare una logica concreta che esprime, in senso più profondo, la razionalità del
reale. Con la speculazione hegeliana ci troviamo di fronte a strumenti concettuali nuovi in grado
di rendere conto del grado di perfezione raggiunto dallo spirito umano. Hegel fa una distinzione
fondamentale fra pensiero astratto e pensiero concreto, a vantaggio di quest’ultimo.
Esempio dell’assassino condannato a morte, che va verso il patibolo:
- Pensiero ASTRATTO → “incolto” → assassino visto nient’altro che come un assassino
- Pensiero CONCRETO → “colto” → assassino visibile anche nella traccia della sua essenza
umana
Il pensiero concreto esprime la SCIENTIFICITA’ della filosofia, che consiste nella capacità di
elaborare un CONCETTO della realtà quanto più completo e ricco possibile:

IL VERO E’ L’INTERO
La scientificità della filosofia non è altro che la concezione della filosofia come metodo scientifico,
esattamente come è possibile, ad esempio, concepire l’edificio regolare della geometria che è,
quindi, perfettamente insegnabile.
La logica hegeliana è concreta perché mostra l’ORDINE RAZIONALE iscritto nel REALE.
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

I temi della Fenomenologia dello Spirito sono:


1- Chiarimento intorno alla natura dell’ASSOLUTO (principio della filosofia)
2- Ricerca intorno ai passaggi, o alle “esperienze”, che la coscienza comune deve compiere per
formarsi e per accedere alla conoscenza filosofica dell’ASSOLUTO.
3- Esposizione di una storia delle “manifestazioni dello Spirito”, delle tappe di una STORIA
IDEALE della civiltà umana.
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Nella Prefazione dell’opera, Hegel fa una critica alla concezione dell’Assoluto di Fichte e di
Schelling e chiarisce la sua concezione personale di esso.
- L’Assoluto non è concepibile come sostanza (cioè tutto ciò che è inerte e irrigidito nella sua
immediatezza)
- L’Assoluto è la mobile e vivente UNITA’ di un SOGGETTO: questo rimane identico in se
stesso in tutte le molteplici manifestazioni nelle quali si oggettiva.
- L’Assoluto come Soggetto o Spirito è pensabile come un MOVIMENTO, un PROCESSO.
- L’UNITA’ dell’Assoluto non è “immediata” (come in Schelling) ma mediata.
- L’Assoluto è il Vero come INTERO, è l’essenza che si completa mediante il suo sviluppo,
in una dialettica di essenza-fenomeno-unità, i tre momenti necessari per il superamento del
“formalismo”. È possibile procedere alla comprensione globale della realtà che coincide con
il sistema filosofico.
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La Fenomenologia dello Spirito rappresenta, quindi, il percorso che la coscienza deve compiere
per giungere al sapere assoluto. È una “narrazione” dell’uscita della coscienza dalla “caverna”,
cioè dall’inadeguata visione del mondo, e del suo salire alla scienza. È la storia delle esperienze
(teoriche e pratiche) che la coscienza deve attraversare sulla strada del SAPERE FILOSOFICO:
solo alla fine del percorso la coscienza riesce a far propria la prospettiva dell’IDENTITA’
DIALETTICA di Soggetto e Oggetto, che è caratteristica solo della filosofia.
Le FIGURE (die Gestalten = fenomeni/modi, cioè “apparizioni” dello Spirito) sono tappe,
“stazioni” di un itinerario obbligatorio (anche se alla coscienza, impegnata nella sua
formazione, sfuggono la necessità e l’ordine dei passaggi).
Come si manifesta l’Assoluto?
- Si manifesta nella coscienza singola
- Si manifesta oggettivandosi nella vita, nelle credenze, nelle istituzioni, nella cultura delle
comunità umane, assumendo la forma di una COSCIENZA COLLETTIVA
- Si sviluppa nel TEMPO, cioè nel tempo come STORIA
L’idealismo di Hegel è storicistico e sistematico: l’aspetto idealista si esplica nell’Idea come spirito
razionale (essenza della realtà) che si incarna nella storia; storicista, perché lo Spirito è nel
dinamismo del divenire e l’aspetto sistematico concepisce la visione totale della realtà nella spinta
razionale dialettica.
Il modo in cui la Coscienza è riuscita a comprendere che l’Essenza della realtà è lo Spirito che si
manifesta nella storia è quello che mostra un duplice “cammino”: incarnandosi nella storia e
manifestandosi come coscienza che, grado a grado, comprende la centralità dello Spirito.
La dialettica della Fenomenologia dello Spirito si sviluppa nei momenti della Coscienza
individuale, Autocoscienza e Ragione.
Il passaggio dalla COSCIENZA all’AUTOCOSCIENZA avviene quando la Coscienza, nel terzo
momento dell’Intelletto, percepisce che conoscere il mondo è come conoscere noi stessi e la
Coscienza è essa stessa protagonista. Nel primo momento dell’Autocoscienza emerge, con la prima
figura della Signoria/Servitù, la pulsione di desiderio (Begierde) che vuole affermarsi nella realtà:
l’Autoconoscenza, come tale, si riconosce in quanto singolarità che ha bisogno di confrontarsi con
qualcosa che non sia mero oggetto, ma che sia alla sua altezza: un’altra Autocoscienza. Vi è quindi
una lotta per il riconoscimento: l’altro deve riconoscerci come dominante. La lotta per tale
riconoscimento è una lotta tra la vita e la morte e spinge una delle due Autocoscienze a
sottomettersi spontaneamente all’altra, per paura della morte (il servo). In questa nuova dinamica,
però, il servo mostra di avere un rapporto diretto con la realtà, attraverso il lavoro egli è colui che
modifica la natura, producendo manufatti (idee che diventano corpi): il servo non sa che sta
plasmando il mondo a sua immagine e somiglianza, tuttavia questo rapporto diretto e materiale con
la realtà lo porta a diventare Signore del Signore e quest’ultimo a diventare Servo, in una dinamica
rovesciata.
SISTEMA
Il Sistema hegeliano si compone di tre momenti: la Logica, la filosofia della Natura e la filosofia
dello Spirito. Esso rappresenta l’ultimo grande sistema filosofico onnicomprensivo, l’ultimo grande
panteismo logico-razionale. I pilastri del sistema sono:
- il rapporto FINITO/INFINITO
- il rapporto REALTA’/RAGIONE
la Ragione non è un dover essere, un doversi realizzare, ma è una Ragione che è → non rimane
astratta ma si concretizza sempre nella Realtà stessa (“tutto ciò che è reale è razionale e tutto ciò che
è razionale è reale”).
La Realtà è un prodotto (il concreto “figlio”) della Razionalità. Per questo possiamo definire
l’idealismo hegeliano un IDEALISMO PANLOGICO → la razionalità è la logica concreta del
Tutto, di tutta quanta la realtà.
Lo Spirito non è mai astrazione, ma è sempre comunque Spirito nel/del Tempo (ad esempio, la
tradizione dei popoli). Ciascuna epoca si descrive a se stessa specchiandosi in se stessa e solo
attraverso la filosofia lo Spirito Assoluto, autorealizzantesi nella storia, percepisce se stesso.

FUNZIONE DELLA FILOSOFIA


La filosofia, secondo Hegel non trasforma, non modifica, la realtà, ma la comprende, cioè la “vede”
come la nottola sul far del crepuscolo. Quella della filosofia è una funzione GIUSTIFICATRICE
della realtà, come deve essere necessariamente (= RAZIONALMENTE): non crea, ma “rende
conto” della realtà.
Il filosofo è definito da Hegel come la massima “astuzia” della Ragione, nel travaglio negativo del
mondo, nel “parto doloroso” della sofferenza umana tra necessarie antitesi di conflitti e, a volte, in
assenza di giustizia e di libertà.

LA FILOSOFIA POLITICA
La filosofia politica è parte del Sistema hegeliano che si riferisce allo SPIRITO OGGETTIVO. Si
articola in diritto astratto-moralità-eticità. Nella sintesi di Eticità, la libertà si oggettiva attraverso la
famiglia (matrimonio-patrimonio-educazione dei figli), la società civile (la quale deve provvedere
al “sistema dei bisogni”, alla “cura degli interessi”, all’educazione dei giovani, alla moderazione
degli egoismi, al consolidamento delle classi divise nelle funzioni fondamentali,
all’amministrazione della giustizia, polizia e corporazioni) e lo Stato che rappresenta il supremo
moderatore del conflitto sociale e il massimo garante, sul piano istituzionale, dei diritti di ciascuno.
Secondo Hegel la miglior forma di governo è la monarchia costituzionale. Concepisce la pena
capitale fondamentale e la interpreta come una restituzione di dignità all’assassino che, nel
trasgredire il diritto alla vita, l’aveva persa sovvertendo la logica stessa della realtà e portandosi, sul
piano sociale, inevitabilmente verso l’abbrutimento. Nell’ambito della politica estera, Hegel
contempla la guerra come un male necessario: con la morte che apporta, diventa metafora del
carattere finito del singolo e della necessità del suo superamento nella collettività. Della guerra
Hegel scrive che essa “come il movimento dei venti preserva il mare dalla putrefazione”.

SPIRITO ASSOLUTO
La filosofia dello Spirito si sviluppa nella dialettica di Spirito soggettivo - Spirito oggettivo e
Spirito Assoluto.
Nello spirito Assoluto l’Idea comprende progressivamente se stessa nella purezza dell’elemento
spirituale nella dialettica di Arte-Religione-Filosofia.
ARTE: nell’arte l’Assoluto è intuito sensibilmente, agisce in modo inconscio e il bello artistico
non è visto nell’oggetto, ma nello spirito dell’artista. Il bello artistico emerge dal rapporto tra
contenuto e forma. Nell’arte simbolica prevale lo sforzo per la realizzazione “emblematica”
(puramente simbolica, appunto) della forma; nell’arte classica si esprime un perfetto equilibrio tra
contenuto e forma; nell’arte romantica prevale il contenuto (lo spirito) sulla materia. L’esuberanza
dell’arte nel voler esprimere un oltrepassamento dei confini del FINITO è un “momento” che deve
essere trasceso: il superamento del momento dell’arte nella dialettica dello Spirito Assoluto è
definito da Hegel “morte dell’arte” (=morte come superamento).
RELIGIONE: nella religione l’Assoluto è rappresentato e non può prescindere dalle immagini
fantastiche dei riti e dei miti che si incarnano nella storia delle religioni. Ciò porta ad un progresso
dello Spirito come autocomprensione dell’Idea, ma anche questo è un momento che viene superato
nella sintesi filosofica dello Spirito Assoluto.
FILOSOFIA: nella filosofia lo Spirito è pensato, cioè lo Spirito diventa pienamente consapevole
di se stesso.

FILOSOFIA DELLA STORIA

Nelle Lezioni di filosofia della storia, Hegel affronta il tema dello sviluppo della libertà nella storia
del mondo.
Lo Stato costituisce il punto d’arrivo del cammino dello Spirito nella storia: è in sé per sé la totalità
etica.
Lo Stato non è un’opera d’arte, è soggetto all’arbitrio, all’accidentalità e all’errore.
Lo Stato rappresenta la concreta e vivente realizzazione della libertà dell’uomo.
Nella storia universale del mondo Hegel distingue il mondo orientale come quello in cui uno solo
era libero, il mondo greco-romano in cui alcuni sono liberi e il mondo cristiano-germanico dove
tutti sono liberi.
Il fine ultimo della storia è la realizzazione della Ragione nel mondo: tutto è successo in modo
razionale (=cioè necessario).
Hegel indica delle CATEGORIE tipiche della storia:
- il MUTAMENTO, attraverso il quale si spiega il “travaglio della storia”, il “travaglio del
negativo”
- il RINGIOVANIMENTO, attraverso il quale avviene una rielaborazione delle forme
precedenti
- la PROVVIDENZA, attraverso la quale la Ragione non abbandona mai il mondo e in ciò
consiste quella qualità della Ragione che Hegel chiama “astuzia”