Sei sulla pagina 1di 2

Aiuto quante cose ci sfuggono

Repubblica — 09 agosto 1998 pagina 30 sezione: CULTURA

Qualcosa ci sfugge, questo è certo. Prendiamocela pure con il Ferragosto incombente: le alte
temperature, la testa intorpidita dal caldo. Ma qualcosa ci sfugge. Anche negli altri periodi dell'
anno. Per esempio? Cominciamo dall' esempio più quotidiano e più banale. La nostra quotidiana
lettura dei giornali. Il quotidiano ascolto delle notizie per radio o per televisione. Ora, Regina Orioli
è una giovane attrice bella e brava. Abbiamo imparato a conoscerla (e ad apprezzarla) nel film
Ovosodo di Paolo Virzì. Ebbene, intervistata da Barbara Palombelli su la Repubblica del 2 agosto,
ha confermato di essere anche un' attrice intelligente. Ed esigente. Ha dichiarato di non aver
nessuna voglia di abbandonare gli studi. Studia Scienze Politiche e intende continuare. Perché?
"Perché ci sono tante cose quando apro il giornale, che non capisco bene... mi mancano troppe
informazioni per farmi un' idea vera dei fatti che accadono...". è così che viviamo anche noi i
giornali che leggiamo, la radio che ascoltiamo, la televisione che guardiamo? Così: afferrando
qualcosa in superficie, ed accantonando il resto (ma che diavolo succede nel Kosovo, e com' è
cominciato?) ad un' altra volta, con un lieve senso di fastidio. Il fastidio sarà lieve, ma persistente. è
proprio così: qualcosa ci sfugge ogni giorno. E non a noi soltanto. C' è ancora, nelle sale
cinematografiche cittadine, l' ultimo film di David Lynch. Il regista americano che già ci inquietò in
televisione con la serie Twin Peaks. Il nuovo film - si intitola Strade perdute - è estremamente
singolare. Rassomiglia più a un incubo che a un sogno. Personaggi che si trasformano in altri
personaggi. Donne bellissime, dal comportamento indecifrabile, che scompaiono (quando sono
brune) per ricomparire (adesso sono bionde) e mettere in atto i loro piani, probabilmente delittuosi.
Si ha l' impressione di non afferrarla bene, la trama del film (che lo si veda una, due, o tre volte). C'
è sempre qualcosa che ci sfugge; e che ci riguarda davvicino, tuttavia. Del resto - e per prenderla un
po' alla lontana - è un po' la stessa atmosfera che si respira in La vita è sogno di Calderòn de la
Barca, celeberrimo esemplare del teatro spagnolo. C' è un uomo rinchiuso in una torre. è il principe
ereditario. Si chiama Sigismondo. Ce lo ha fatto rinchiudere il Re, che di lui diffida. Adesso però
cominciano ad accadergli delle cose: ma sono vere o se le sta sognando? E gli altri personaggi -
Rosaura, Clotaldo, Clarino - sono reali o irreali? Va a capire. Tuttavia, con La vida es sueno siamo
nel 1635. C' erano ancora i Re a quel tempo. Tutti i Re, in tutto il mondo per quel che ricordiamo. E
quelli disponevano del loro prossimo, i sudditi, come pareva e piaceva a loro. Ma noi, che siamo
tanto meglio informati, non dovremmo vedere (e capire) con maggior chiarezza le cose che ci
accadono intorno? Macché. Continua a sfuggirci qualcosa. Se per i personaggi di Lynch o di
Calderòn de la Barca, il dilemma era: reale o irreale quello che mi si svolge dattorno? per noi lo
stesso dilemma si presenta nei termini: legale o illegale? L' editore parigino Stock ha immesso sul
mercato un volume vistoso: coloratissimo, illustratissimo. Sembra, a prima vista, un grande album
di fumetti, o di fantascienza. O di storielle erotico-avventurose. è invece la descrizione
(coloratissima, illustratissima) di quell' universo criminal-finanziario che ruota sopra le nostre teste,
perseguendo tranquillamente i suoi interessi, facendo tranquillamente i suoi affari (droga,
riciclaggio di denaro sporco, qualche delitto: quando occorre) e di cui poco sappiamo, pochissimo
comprendiamo. Il testo lo ha scritto Jean de Maillard. Le illustrazioni, clamorose e divertenti
persino, sono di Pierre- Xavier Grézaud. Il titolo: Un monde sans loi (Un mondo senza legge).
Sottotitolo: "La criminalité financière en images" (La criminalità finanziaria in immagini). Vi si
racconta tutta la storia, che cominciò un altro Ferragosto, il 15 agosto del 1971, quando Nixon
decise di metter fine alla convertibilità del dollaro in oro. Da quel momento l' oro, di qualsiasi
provenienza, mette le ali e comincia a fluttuare nell' aria. Corteggiando chi capita. Fidanzandosi con
chi gli pare (anche con la droga?). Imparentandosi con chi gli pare (sì, anche con la droga). Perché
si esce sconcertati dalla lettura di un simile volume? Perché ci viene spiegato - in immagini - che la
forza della nuova imprenditorialità mafioso-finanziaria non è tanto nella sua "globalità" (questo tutti
lo sappiamo ripetere). è soprattutto nel suo essere illegale certo, ma ricca di risvolti perfettamente
legali. Che la rendono inattaccabile. Purtroppo non possiamo raccontare a noi stessi di aver vissuto,
leggendolo, un' allucinazione: come può accaderci uscendo dal cinema. Perché la prima pagina del
libro reca l' elenco dei magistrati assassinati - qui si dice - per aver provato a gettare un' occhiata nel
perverso ingranaggio. Sono ventisei. Sono quasi tutti italiani: da Vittorio Occorsio (1976) a Rocco
Chinnici (1983) a Paolo Borsellino (19 luglio 1992). Decisamente qualcosa ci sfugge, anche a
Ferragosto.
- di BENIAMINO PLACIDO

Potrebbero piacerti anche