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MUSICA
IL RIBELLE DI ERNST JÜNGER ARTE

CRITICA | 03/05/2016 |  0 | BY ITALO ANGELO PETRONE

MORO TROVA “PACE”


DIETRO LE FERITE

Diviso tra Amici e Sanremo,


IL MUDEC INCONTRA IL SUO
Fabrizio Moro per la prima
CAVALIERE VASILIJ KANDINSKIJ
volta parla di sé in prima
persona e lo fa… E’ una mostra assolutamente inedita quella
che si articola tra le sale del Mudec, Museo
delle culture a Milano, attraverso…
STORIA

LETTERATURA

Di Italo Angelo Petrone

Avevo già parlato, qui, su Lo Sbuffo, della figura moderna del ribelle un po’ di mesi fa
CHARLOTTE SALOMON,
DA BERLINO A MILANO (leggi qui), ma è un argomento sul quale voglio tornare oggi e, perchè no, lasciare
ancora altri spazi per il futuro.
Charlotte Salomon, figlia
del medico Albert Kann e Una delle funzione della scrittura è sicuramente anche essere uno stimolo di per sè
dell’infermiera Franziska
per l’autore, certo l’importante è evitare che diventi stimolo fine a se stessi, così da non HORCYNUS ORCA, IL MOSTRUOSO
Kann, nasce a Berlino nel CAPOLAVORO DI D’ARRIGO
scrivere solo ingarbugliati percorsi di pensiero personale e dunque nulla di
1917 in una famiglia ebrea…
concludente ed interessante realmente per gli occhi e la mente del lettore. La funzione
Risulta difficile trovare, nel panorama
di stimolo però poi diviene fondamentale se all’interno di un argomento trattato novecentesco italiano, un’adeguata
permette di approfondire, incuriosire e mettere in gioco lo stesso autore sul tema in collocazione per un romanzo come
ECONOMIA
questione. Così è stato per me e l’argomento del ribelle moderno. Horcynus Orca. Si tratta di un’opera unica…

Poco dopo aver scritto “Chi è il ribelle oggi?”, circa a settembre, ottobre dello scorso
anno, mi capita tra le mani “Trattato del ribelle” di Ernst Jünger. Un testo che ad averlo SPETTACOLO
letto prima della scrittura del breve articolo avrebbe da un lato non permesso la
nascita dello stesso e al contempo una versione più indotta dalla prospettiva dello
stesso Juenger. Ma ora passiamo al testo in questione e cerchiamo di relazionarlo alla
PECHINO SVELA LA
domanda “Chi è il ribelle oggi?”. Consiglio a tutti di leggere il precedente articolo per
NEBBIA SUL GRANDE
SMOG DI LONDRA comprendere meglio il tema. Se non possibile o se non di interesse, il lettore può
fermarsi qui e concedersi una semplice lettura di una critica ad un testo ed un autore.
Londra, 5 dicembre 1952.
Dopo una breve introduzione al tema, passeremo all’autore e al rispettivo testo per poi,
12 000 vittime e 100 000
in finale, trarre brevi conclusioni, per appunto, come si accennava all’inizio, lasciare
malati. Un’esplosione? Un
spazio per stimoli futuri, commenti, critiche.
attentato? Il fumo che “CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO”, UN
uccise in soli… SPETTACOLO ANARCO-
Nel 2000, Ida Maglia, sul Giornale, parlava dei leader di oggi e della loro totale
ANTROPOLOGICO SULLA STAZIONE
impossibilità di poter partecipare, per ovvi motivi, a battaglie che permetterebbero agli
FERROVIARIA DI PISTOIA
stessi di passare alla storia. Conquiste, scoperte di nuovi mondi, guerre di religione e
TURISMO
molto altro è ormai qualcosa fuori dalla portata di buona parte dei leader mondiali. Lo spettacolo Ci scusiamo per il disagio che
si è tenuto il 17 maggio nel Teatro Franco
Proprio questa visione, si potrebbe, volendo, estendere alla maggior parte dei luoghi Parenti è il…
metaforici di lotta moderna. Politica, associazionismi, religione, e addirittura anche alla
guerra moderna, o meglio, postmoderna.
RELIGIONI
Proprio questo era il quesito posto nel mio articolo precedente. Chi è il ribelle oggi?
UN VIAGGIO TRA LE
Come ci si ribella, che forme prende la ribellione? In tempi in cui la violenza non è più
ROVINE E GLI ASTRI DI
CASTELGRANDE accettata come forma di opposizione, anche laddove la necessità costringe gli uomini
ad usarla, essa viene condannata. In tempi in cui una ribellione sarebbe più facile
CASTELGRANDE (POTENZA)
entrando nel sistema che si desidera sovvertire piuttosto che restarne fuori per
– Un piccolo santuario
abbatterlo. Punto affrontato da Bauman quando ricorda che oggi, parlando del caso del
sorge vicino ad un torrente,
capitalismo, ogni lotta contro di esso sarà di già al suo interno, anzicchè al suo esterno,
che scorre indisturbato; la
come negli anni d’oro del socialismo e del sindacalismo.
piccola chiesetta è nascosta
da… IN TRECENTO ALLE TERMOPILI: TUTTA
Bene, le differenti sfaccettature delle forme di ribellione che ho pensato li potete
COLPA DI APOLLO
trovare nell’articolo precedente. Andiamo ora a vedere la proposta di Jünger, dunque il
suo trattato. È il 480 a.C.: l’indipendenza delle città-stato
greche è di nuovo minacciata dai persiani e
Ernst Jünger, tedesco, classe 1895, è stato ed è una delle figure intellettuali più l’esercito greco decide di fermare…
complesse del secolo passato, oggi in leggera riscoperta. Come molti pensatori che
hanno avuto un determinato rapporto bonario con il regime nazista o fascista, pur non
essendone mai stati d’appoggio o in sintonia, dunque al pari di Heidegger o dello
scrittore Cèline, anche Jünger, ne ha pagato le conseguenze in termini di reputazione e
popolarità accademica. Soldato di due guerre mondiali, conservatore nazionalista
convinto, mai iscritto al partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, rifiutò di dirigere
l’unione nazista degli scrittori (Joseph Goebbels scrisse nei propri diari:

«Gli facemmo ponti d’oro che lui sempre si rifiutò di attraversare»).


Durante la seconda guerra mondiale conobbe addirittura gli ufficiali
prussiani che tentarono di assassinare Hitler il 20 luglio 1944. Per questo
venne congedato dall’esercito, ma non condannato in quanto non coinvolto.
Nel dopo guerra è emarginato per via delle sue posizioni nazionaliste ma nel
1980 riceve il premio Goethe che lo consacra tra i massimi pensatori
tedeschi del novecento. Molto critico della vittoria della tecnica sull’uomo,
temeva un imminente nihilismo che avrebbe eliminato la singolarità
dell’individuo. Il suo pensiero resta di base nazionalista ma pacifista, in
sintesi, bisogna “dichiarare guerra alla guerra”.

Tra le sue numerose opere spicca un breve trattato sulla forma del ribelle moderno.
Breve (136 pagine, consiglio edizione Piccola Biblioteca Adelphi num. 248), ben curato,
suddiviso in 34 capitoletti di stile semplice e diretto, apparso nel 1951. Nel testo egli
definisce tre come le figure determinati dei nostri tempi: il lavoratore dominatore della
tecnica, il milite ignoto vittima sacrificale delle guerre ed il ribelle. Per il ribelle è
fondamentale il concetto del “bosco”, un luogo spirituale dove andare per salvare la
propria autenticità. Oltre ad essere presente la descrizione, in termini di vera e proprio
guida morale, della figura del ribelle moderno, si affianca una gradevole, audace ed
delicatamente precisa critica alla modernità che però non approfondiremo in questa
occasione ma ci limiteremo a parlarne per quel che serve alla comprensione della
figura del ribelle.

Eliminata la tecnica come soluzione, una tecnica imperante che nientifica l’essenza
dell’unicità dell’individuo, eliminati i contenitori sociali, dunque partiti, sindacati, grandi
imprese e via dicendo, eliminata anche la religione, che è vista solo come un supporto
per una maggiore coscienza per il singolo e non come una soluzione determinante alla
libertà. L’esigenza fondamentale del Hic et Nunc, conducono l’autore tedesco a parlare
di un ribelle che trova la sua unicità, lasciando ogni dottrina, politica, morale, filosofica,
che dir si voglia. Una valorizzazione assoluta per una profondità inviolabile, permettono
al ribelle di J. di essere padrone su tutto ciò che egli desidera considerare di sua
proprietà. Certamente questo è possibile solo una volta che si è scelti il bosco e si è
lasciata la nave, ovvero il luogo chiuso in cui si vive secondo quanto dettato dalla
società e si ritorna ai luoghi dell’infanzia, dunque alla libertà antica, originale e di
verità. Abbandonare lo stato, la burocrazia, le dottrine militari, tutto. Questo deve fare il
ribelle, che però al contempo ha il dovere altresì importante di evitare la criminalità,
come anche un qualsiasi ruolo, come per esempio quelle del teologo. Cose che non
permetterebbero di mantenere inviolata l’intimo spirito, dove si consuma la vittoria
della libertà. Gli uomini liberi, dice, se anche pochissimi, restano il contro-peso più
importante al 99% restante. Nel bosco l’uomo incontra se stesso nella sua sostanza
individuale ed indistruttibile, sconfiggendo la paura per la morte, e potendo così
proseguire il suo lavoro di ribellione. Egli non partecipa alla legiferazione, egli decide la
legge da usare, egli è potere totale su ciò che gli spetta comandare. Un uomo libero, di
coscienza, che ha abbandonato i luoghi della massa, della tecnica, della servitù militare
e dell’ignavia.

Un uomo libero, autentico e vero, che non ha paura della morte ma che vede
nell’amore, nella poesia e nell’arte in genere, nello studio, nella meditazione,
nell’esclusione, oltre che nella morte di per sé, l’unica via di uscire dal nihilismo.
Olocausto delle unicità degli individui del nostro tempo, piaga che si è estesa
migliorandosi dalla modernità alla postmodernità. Contro il quale, noi pochi uomini
liberi, abbiamo il dovere di lottare, ribellandoci, e sicuramente il suggerimento di uno
dei più grandi interpreti della modernità è più che opportuno, forse definitivo e
decisivo.

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ERNST JÜNGER FEATURED POSTMODERNITÀ RIBELLE TRATTATO DEL RIBELLE

ABOUT THE AUTHOR

ITALO ANGELO PETRONE

Classe 1989, nato in Germania, dopo l'infanzia tra Francoforte e Friburgo cresce in giro per l'Italia,
tra Asti, Cagliari, Roma, Foggia e qualche estate di lavoro a Rimini, nel 2009 arriva a Milano per gli
studi di finanza e dove resta fino al 2015 per lavoro. Nel 2016 parte per il Sud America per un
progetto di cooperazione. Oggi si trova a Lima dove lavora nel commercio internazionale di spezie
esotiche.
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